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Archive for luglio 2010

PICCOLA RIFLESSIONE 1

Fa caldo! Finalmente è arrivata l’estate! L’afa sembra, almeno da noi, diminuita!

Queste tre affermazioni assolutamente positive per chi preferisce il caldo al freddo, fanno chiedere, quando si sale sul Bus cittadino:

PERCHÈ CI FATE SOFFRIRE IL FREDDO?

Dovete sapere che se fa caldo mi vesto poco. Lascio a casa la giacca e il cappotto. Eppure posso trovarmi ugualmente ad essere un poco sudato. Non mi dispiace e accetto una piccola brezza.

Ma se salgo sul Bus cittadino e vengo investito da “vento freddo” che spira da tutte le parti comincio a soffrire e non vedo l’ora di essere arrivato a destinazione. E se chiedo al conducente di diminuire il “freddo” mi risponde che non può perchè è programmato così.

Quanto sono belli ed efficienti questi moderni autobus cittadini!

Un tempo si saliva a fatica sui mezzi pubblici; ci si sedeva, se c’era posto, su panche di legno, se faceva caldo si aprivano i finestrini e si arrivava a destinazione senza disagio.

Oggi hanno prodotto bellissimi autobus, belli lunghi e snodati. I sedili sono imbottiti e con vari e piacevoli colori. Tutto all’impronta della comodità… anche l’aria condizionata.

Ma se l’aria condizionata non corrisponde ai criteri giusti di “utilità” più che di comodità e non si può modificare, ancora una volta bisognerebbe dire che qualcuno non sa come si lavora.

È PIÙ CHE MAI VERO!

QUESTA SÌ CHE È UNA SOFFERENZA GRATUITA!

Quarchedundepegi

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Da ormai 5 anni quasi esatti sono un umano bionico. Ad aiutare il mio cuore a “battere” è una macchinetta elettronica sofisticatissima detta PACE MAKER.
Proprio ieri, il giorno esatto non ha importanza, in occasione del solito controllo, il solito collega mi ha comunicato che il funzionamento del marchingegno lascia un po’ a desiderare per cui sarebbe necessario sostituire tutto.
Non voglio ora addentrarmi nei particolari ma, memore di quanto ebbi occasione di scrivere, la mia penna dovrà portarmi ad argomenti fatti di serenità. Gli argomenti fatti di serenità devono, ripeto devono, portarci al sorriso.
Anche se in questo preciso istante avrei tanta voglia di piangere, sono riuscito a trovare un argomento non solo sereno ma anche colorato: quel 5 bellissimo che è piaciuto tanto a Loretta.

MARCHIO DI QUALITÀ UNAPROA

Questo stupendo insieme di prodotti della natura è un marchio di qualità. Riguarda i prodotti ortofrutticoli.

In natura ci sono altri colori che possono aiutarci a star bene.

In natura i colori sono un’infinità.

La natura, in determinate situazioni ci mostra 7 colori.

I SETTE COLORI DELL’ARCOBALENO

Inoltre ci fornisce un’infinità di fiori con un’altrettanta infinità di lunghezze d’onda.

Oggi, guardando questo marchio vorrei sorridere con voi ricordando quando, bambino, alla periferia di Genova, in un piccolo appezzamento che produceva essenzialmente ortaggi, frutta e uva (che per buona parte diventava buon vino), andavo, solo o coi miei fratelli, a raccogliere o ritirare il necessario per l’uso familiare.

Non solo era piacevole rendersi utili alla famiglia; era molto bello raccogliere direttamente e mangiare: fragole, ravanelli, ciliegie, uva, fichi, ecc.

LA FOTO VI MOSTRA DELLE BRUTTISSIME CASE CHE HANNO FATTO SGOMBERARE GLi ORTAGGI

La componente sicuramente più interessante è che, ho visto come nascono gli asparagi, ho potuto mangiare degli ottimi fichi neri stando tranquillamente seduto su un ramo sapendo che i rami del fico sono molto “fragili” e, fra l’altro ancora, ho potuto godere il gusto dei ravanelli estratti direttamente dal terreno.

Non avevo riconosciuto la fortuna che mi stava baciando in fronte!

Avevo la possibilità di vivere la campagna e di “imparare” quello che la natura può darci con semplicità. Infatti allora era tutto abbastanza semplice, la plastica non era stata ancora inventata e, per gli OGM i tempi erano abbondantemente acerbi.

I bimbi di oggi potrebbero arrivare a pensare che frutta e verdura escano da una fabbrica dismessa dell’Italsider. In ogni caso raramente hanno visto una gallina e probabilmente è loro poco chiara la provenienza dell’uovo.

Ma la cosa più bella, veramente più più, è l’aver vissuto la gallina che cova un certo numero di uova e osservare il pulcino che esce dall’uovo. Per non parlare dei pulcini che seguono la chioccia o vanno a dormire sotto la chioccia stessa.

CHIOCCIA COI PULCINI

Qualche bimbo oggi ha visto una gallina; raramente l’ha toccata o addirittura ha, mi dispiace quasi dirlo, visto tirare il collo a una gallina. Eppure era così.

Oggi è tutto “industriale”… le galline sembrano generate dal “polistirolo”.

A questo punto bisognava fare qualcosa. E qualcosa è stato fatto.

Hanno inventato il prodotto BIO. Proprio quello che ci regala Madre Natura quasi incontaminato.

Ma allora era vero che “prima” mangiavamo del polistirolo sotto falso nome?

Ho inziato coi colori e sono finito nel polistirolo. Tornerò presto ai colori!

Vi invito a pensare: Se i prodotti Bio sono così cari, quello che mangiavamo prima era velenoso?

Ridiamoci sopra ma pensiamoci un attimo!

Quarchedundepegi

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Ricordate l’articoletto 8?

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/05/13/articoletto-8/

Desidero farvi un po’ ridere o sorridere.

Esiste l’utilità, la necessità e l’inderogabilità a permettere a certi gas di fuoruscire dall’ultimo tratto dell’intestino?

GUAI SE TRATTENESSERO IL GAS SUPERFLUO!

L’UTILITÀ: Possiamo con sicurezza usare questo termine. Se si permette ai gas la libera uscita, il proprietario di quell’apparato intestinale si ritrova sensibilmente alleggerito.

LA NECESSITÀ: Non sempre c’è necessità nel vero senso della parola. Alle volte si può procrastinare soprattutto se si ha la certezza che il momento non è propizio per l’olfatto o per l’udito.

L’INDEROGABILITÀ: Aspettare o costringere l’”astinenza” può essere fonte di sofferenze crampiformi che potranno protrarsi nel tempo. In questi casi ognuno instaurerà la propria abilità per nascondere effetti olfattivi o uditivi ai vicini.

E fin qui, pochissimi avranno il coraggio di nasconderlo, è la vita di tutti i giorni.
E quasi tutti riescono a “nascondere” questa fisiologica realtà.

Pensate un po’ cosa succederebbe se questi gas, oltre a produrre reazioni uditive e olfattive, producessero reazioni ottiche.

QUANTI COLORI!

Se cioè i gas liberati avessero il colore dell’alimento introdotto, o ognuno avesse il suo colore quasi come se fosse il Codice Fiscale.

Chi ha mangiato fragole o carne al sangue: ROSSO.
Chi ha mangiato albicocche: ARANCIONE,
E così via.

Non si può più nascondere nulla.

ADDIO PRIVACY

CHE SOFFERENZA!

QUARCHEDUNDEPEGI

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L’odierna giornata estiva di tipo canicolare mi ha permesso di gioire la presenza dei nipotini. Sempre loro; sempre gli stessi; sempre i meravigliosi ispiratori dei miei articoletti.

La giornata fu molto semplice. Alle 14.45 sul vaporetto del Lago di Lugano. Con mia moglie coi quali stanno meravigliosamente, (stravedono per la loro Nonna!), si va a fare un giretto fino a Gandria, si scende a prendere un gelato e, poco più di un’ora dopo si risale sul vaporetto per tornare a casa.

GANDRIA – LAGO DI LUGANO

Non è immaginabile la gioia di quei due pargoli, della loro nonna e, naturalmente, dello scrivente.

Non era la prima volta che li portavamo a fare un “giretto” sul lago.

Questa volta però mi sovvenne la grande gioia che avevo nel fare il “giretto” sul Lago di Costanza dove abitava mia Nonna. Ero il nipotino.

Ricordate quell’articoletto nel quale cercai di raccontare le peripezie di un viaggio da Genova alla Svizzera? Per la precisione è l’Articoletto 7. Si andava dai Nonni. Mio Nonno ci “lasciò” nel 1946; mia Nonna visse ancora un po’ di anni e ospitava volentieri i nipotini.
Forse ero un poco il suo nipotino prediletto per cui durante un’estate rimasi da lei per circa un mese. Fu un mese bellissimo. Ricordo come potevo socializzare con un bimbo del vicinato, si chiamava Fridulin, e come si andava in giro a piedi nudi.

Mia Nonna si alzava molto presto, e tutte le mattine andava a Messa. Io, riuscivo a svegliarmi di buon’ora e andavo nella stessa bellissima chiesa a fare il chierichetto.

La Chiesa Cattolica dal Lago

Ci andavo per conto mio; mia Nonna assolutamente non mi obbligava; mi piaceva moltissimo tanto più che avevo imparato a servir messa col metodo svizzero molto preciso e ordinato. Già a quell’età non c’era spazio per il pressapochismo. Lo facevo molto volentieri dato che nei giorni feriali c’ero solo io e questo mi faceva sentire molto importante. Che tristezza quelle mattine in cui non riuscivo a svegliarmi in tempo!
Alla domenica c’erano poi anche gli altri bimbi e, fare il chierichetto era diventata un po’ una gara. La mia presenza nei giorni feriali, mi aveva concesso una posizione privilegiata.

Durante quelle giornate estive, oltre ad andare “per parenti”, il mio passatempo preferito era quello di andare a pescare. Pescavo col bolentino dalla riva. Ricordo che in un giorno arrivai a pescare ben 18 pesci. Mia Nonna non li cucinava; tanto più che erano pieni di spine.

Un giorno alcuni parenti mi acquistarono il pescato pagandomelo “profumatamente”. Non ricordo assolutamente la cifra di quel favoloso guadagno; ricordo invece benissimo quanto mia Nonna si arrabbiò quando glielo dissi.

Già a quei tempi, per i bimbi, i soldi erano molto importanti.

Infatti, una bella mattina, dopo aver servito la messa, una donna che mi vedeva tutte le mattine, e mi apprezzava, mi regalò 5 franchi. Non me l’aspettavo, ma soprattutto ero molto stupito che il mio “servire piamente la messa” venisse remunerato. Cinque franchi per me era una gran bella cifra.

Un paio di volte, alla domenica, si andava col vaporetto, in una cittadina vicina a trovare la sorella della Nonna o addirittura lei veniva, sempre col vaporetto, a prendermi.

UN VAPORETTO DEL LAGO DI COSTANZA

Il lago di Costanza ha una grande superfice e ha quindi dei vaporetti piuttosto grandi. Era in me la stessa gioia che mi dimostrano oggi i miei nipotini.

Un giorno, una cugina di mia madre, sempre col vaporetto, mi portò dall’altra parte del lago, in Germania, a Friedrichshafen, la patria dei famosi Zeppelin.
La cugina aveva alcune faccende da sbrigare presso conoscenti anteguerra rimasti separati per alcuni anni. La cittadina aveva un aspetto che potremmo definire “dismesso”; aveva perso lo splendore degli anni d’oro.
Probabilmente erano ancora ben visibili le ferite della guerra. Ricordo la strana atmosfera che si respirava. Rispetto alla Svizzera dove tutto funzionava alla perfezione, là sembrava ancora tutto “provvisorio”. Almeno questo è quello che è rimasto impresso nella mia mente.
Se andate oggi a Friedrichshafen, non solo trovate una cittadina allegra, gentile ed efficiente, ma potete anche vivere l’ebbrezza di un volo sul “rinnovato” Zeppelin

IL “RINNOVATO” ZEPPELIN

e visitare il museo che vi farà rivivere gli anni d’oro in cui si attraversava lussuosamente l’Atlantico sul Dirigibile più grande e più “disgraziato” del mondo.

Forse potrà essere interessante ritornare sull’argomento

Quarchedundepegi

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Quando iniziai la mia avventura di Blogeur avevo degli intendimenti donchisciotteschi. Ora mi sono reso conto che l’utilità potrà essere relativa ma potrà forse “riscaldare” qualche animo infreddolito dagli eventi di tutti i giorni.
Basta riscaldarne uno e il gioco è fatto.Quindi è sempre di primaria importanza la lotta alla sofferenza gratuita.

È diventata utilissima la strada al sorriso:

EVITIAMO DI ESSERE SEMPRE TUTTI ARRABBIATI.

GATTO ARRABBIATO?

L’energia del sorriso ha una forza inestimabile.

Un’altro intendimento del mio blog è diventato quello di aiutare il mio lettore a ricordare. Il ricordo del passato sembra un’istigazione a rimembrare drammi e calamità. Sembrerebbe quindi negativo. Non è vero.

Ho conosciuto, per vie traverse, l’esistenza degli AUTOBIOGRAFI. Attraverso il ricordo si possono riesumare le positività del nostro passato, imparare a conoscersi e ottenere stimoli, se volete anche inconsciamente, per il futuro.

Mi è accaduto grazie ai nipotini.

Può accadere a chiunque, basta che abbia l’animo appena appena “aperto” e disposto a un cauto ottimismo.

Spero di stimolare a scrivere o a scrivermi leggendo quei miei ricordi “scivolati” dal cerebro alla penna.

Quarchedundepegi

da SOCIETÀ DI DANZA CIRCOLO BOLOGNESE

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