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Archive for settembre 2010

Nell’

APPENDICE N° 1 ALL’ARTICOLETTO 14

ho scritto che a questo sarebbe seguito un Articoletto.

Osservate l’intensa tristezza che traspare dagli occhi di questa bimba.

BIMBA SOFFERENTE

Si capisce subito che non ha la fortuna di essere “come noi”.

Si capisce subito che è collegata a culture piuttosto distanti da noi.

Come una buona parte dei miei lettori sa, sto cercando di combattere le sofferenze “gratuite”.

Fra le sofferenze gratuite ci sono quelle volute, addirittura pretese da culture per noi assurde o inimmaginabili.

Molti di noi conoscono la pratica delle “mutilazioni” a cui vengono sottoposte le bimbe cresciute nell’ambito di culture molto lontane dal nostro pensiero.

Queste culture si sono però molto avvicinate a noi, non solo, ma stanno invadendo la nostra esistenza quotidiana obbligandoci ad assistere, fra l’altro, a queste disumane pratiche eseguite di “sottobanco” e pericolosissime per la salute. Parrebbe che Milioni, dico MILIONI, di donne soffrono tutt’ora a causa delle conseguenze di queste MUTILAZIONI GENITALI. Per non parlare delle bambine morte a causa di infezioni.

Il mio Blog esiste da quasi un anno. Non avevo mai considerato queste terribili e immonde sofferenze. Rabbrividisco al solo pensarle.

La mia componente medica mi obbliga a gridare il più forte possibile all’oltraggio che viene fatto a un essere umano che ha, fra l’altro, la sofferenza terribile del dolore momentaneo.

La foto sofferente fa parte di un pieghevole distribuito nel Cantone Ticino ad opera del Governo Cantonale. Ha lo scopo di stimolare la conoscenza:

http://www3.ti.ch/index.php?fuseaction=press.cartella&id=36754

Ecco il pieghevole:

PIEGHEVOLE DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO

che potete leggere per intero e che potrà, se lo vorrete far capire a donne e madri che non devono assolutamente pensare che questa pratica sia voluta dalla religione.

Se qualcuno desiderasse avere qualcuno di questi pieghevoli, potrà scrivere a questo indirizzo:

dss-umc@ti.ch

Potrà anche scrivere a me e cercherò di dargli una mano.

Perchè nel Blog. Perchè i Blog possono avere moltissimi lettori e possono essere consigliati. E se riescono ad arrivare a quei padri e/o a quelle madri che pretendono, nella clandestinità, pratiche così crudeli, forse salviamo qualche bimba.

Salvarne solo una è già tanto.

Milioni di persone si sono messe in moto per salvare una donna dalla lapidazione. Facciamo qualcosa per salvare la vita e “il vivere” di milioni di donne.

Queste donne devono sapere. E se loro adulte, hanno sofferto per una determinata crudeltà, se SANNO possono cercare di evitare identica crudeltà alle le loro figlie.

NESSUNA DIDASCALIA

La Mutilazione non viene eseguita con una bella anestesia.

Soffro doppiamente perchè mi trovo costretto a ricordare che intorno ai 5 anni fui sottoposto a tonsillectomia (e adenoidectomia) senza assolutamente nessun tipo di anestesia. Ricordo la stanza (studio medico) e l’energumeno che mi teneva stretto stretto. Il medico che mi mise l’apribocca non lo ricordo. Ricordo però l’impossibilità di chiudere la bocca e il dolore insopportabile che si ripercuoteva all’altezza della nuca. Ricordo la rabbia della violenza subita. A quei tempi si usava così e non esistevano ancora (per lo meno da noi durante la guerra) tecniche anestesiologiche tranquille e sicure. La tonsillectomia aveva delle indicazioni mediche.

QUESTE PRATICHE NON HANNO ASSOLUTAMENTE NESSUNA INDICAZIONE MEDICA

SERVONO SOLO A PORTARE AVANTI UNA USANZA CRUDELE E DOLOROSA. DOLOROSA ANCHE NEL TEMPO.

Termino chiedendo a tutti voi una propaganda capillare. Cerchiamo di salvare qualche bimba da certe atroci e crudeli nonchè veramente “gratuite” sofferenze. Almeno qui da noi in Europa.


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Ricordate la copertina di quel libro LA BAMBINA CHE SCRIVEVA SULLA SABBIA di cui vi parlai nell’ARTICOLETTO 14. Questa è la copertina di

TRE TAZZE DI TÈ.

TRE TAZZE DI TÈ - RIZZOLI

Sto leggendo “La Bambina che scriveva sulla sabbia”. È semplicemente affascinante. La lettura scivola tranquillamente e tiene la mente aperta alla fraternità e alla gioia di vivere.

Dimostra come si possa fare l’impossibile e come sia possibile, anche nell’apparente impossibile, mantenere le promesse.

Ho pensato ai nostri politici che, dopo tante promesse, dopo essere arrivati, dopo…

Tornando al libro si capisce come, sciogliendo l’ignoranza sono possibili risultati inimmaginabili.

Lo dimostra il protagonista del libro che sto leggendo.

Leggete questi libri. Vi verrà voglia di dar loro una mano. E se leggerete il mio prossimo articoletto vi verrà ancor di più la voglia di estirpare l’ignoranza.

Aiutare la conoscenza può aiutare l’instaurarsi della libertà e della democrazia.

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Vedete questo piatto. È un piatto originale da dessert dei gloriosi TEE (TRANS EUROP EXPRESS).

PIATTO DA DESSERT TEE

Da quando ebbi questo piatto, non rubato, sono passati 30 anni. Si viaggiava meravigliosamente da Marsiglia a Milano col TEE LIGURE, e altrettanto bene da Milano a Zurigo col TEE GOTTARDO.

In Europa c’erano molti TRANS EUROP EXPRESS.

TEE GOTTARDO

Il prezzo non era assolutamente esagerato, c’era solo la prima classe e l’orario veniva rispettato.

A soppiantare questi treni sono entrati in azione quelli ad alta velocità. I primi in assoluto, spero di non sbagliarmi, sono stati i TGV francesi.

TGV FRANCESE

Tutta l’Europa ha deciso di andare veloce su rotaia. Anche l’Italia!

Conosco un poco la Germania. Hanno costruito una grande rete di treni ad alta velocità (ICE) ma non hanno dimenticato gli altri treni. Anche i Regionali viaggiano bene e rispettano l’orario e il viaggiatore.

Intercity Express - GERMANIA

E in Italia?

In Italia abbiamo dei treni “bellissimi” che viaggiano stupendamente sulla linea TORINO-MILANO-ROMA-NAPOLI.

E tutti quei poveri italiani che desiderano viaggiare su altre linee?

Provate a prendere un treno a Savona per andare a Milano?.. oppure cercate di andare da Lugano (Svizzera) a Ventimiglia?

E i prezzi?

I prezzi sono una cosa spropositata! La qualità/prezzo è importante? Penso di sì.

I TEE viaggiavano in tutta Europa. Erano, come dicevo in orario e il viaggiatore veniva rispettato.

Perchè scrivo questo? Perchè mi sono reso conto che la situazione in Italia è sempre peggio. Se devo fare un viaggio che non sia fra Torino e Napoli rischio di trovarmi in crisi. I treni vanno sempre peggio perchè vogliono farci andare in macchina?

Certo, se vado in macchina, oltre al fatto che devo avere un’auto efficiente, spendo un mucchio di soldi fra autostrada e benzina… senza parlare delle intemperie ivi compresa la terribile nebbia.

Non riesco a capire perchè, malgrado tutto, non si possa far viaggiare decentemente l’italiano e il turista che preferiscono il mezzo pubblico.

Perchè, malgrado le fantastiche tecnologie si viaggia in treno peggio di trent’anni fa?

Forse la risposta non c’è.

Rimane la speranza per i miei nipotini.

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APPUNTI DI VIAGGIO 4

Forse vi è già capitato di vedere gli anatroccoli seguire la madre… nello stesso modo come i pulcini seguono una chioccia.

ANATRA CHE PORTA A SPASSO IL PICCOLO

Vedere un’anatra (di un modello un po’ diverso) che trasporta il piccolo fa veramente molta tenerezza.

Questa simpatica foto è dell’estate che sta finendo sul lago di Zurigo.

Esattamente a RAPPERSWIL nel Cantone San Gallo.

Purtroppo non si vede molto chiaramente anche se la foto è stata zoommata al massimo.

L’importante è capire la semplicità e la bellezza dell’amore.

Mi piace collegarmi un poco al blog ilsegnocheresta” di Loretta dove si discute di chi gioisce maltrattando gli animali.

Quanto sono poveri di spirito certi individui!

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ARTICOLETTO 18 – L’ONCOLOGIA

Questa mia nuova attività di “Blogeur” mi obbliga a riflettere su quanto scrivo e su quanto viene letto e sottolineato dai miei lettori.
Loretta Dalola, autrice di un Blog impegnato in “faccende televisive”, rimase allibita di fronte a questa mia asserzione:

…Inoltre gli oncologi cercano con tutte le loro forze di prolungarti la vita, non il vivere…

È una frase che io scrissi di getto in un mio Articoletto.
Bisogna stare attenti a quello che si scrive, per cui, dopo aver letto il commento della Signora Dalola, mi ripromisi di ritornare sull’argomento.

Che i miei lettori siano due o mille, non importa; quello che scrivo deve avere una grande componente di veridicità per cui, i miei lettori appunto, devono credermi fiduciosamente. In questo frangente chiedo ai miei lettori di comprendere la cosa più importante: non scrivo copiando ma soprattutto grazie a riscontri della mia vita professionale.

Una premessa:

MI PIACCIONO I PROVERBI

Uno suona così:

NE UCCIDE PIÙ LA LINGUA CHE LA SPADA

L’altro latino:

VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT

Se colleghiamo i due proverbi ci rendiamo conto che lo scritto può essere l’equivalente della “lingua” sottolineata. Se scrivo e parlo (o asserisco) devo farlo con cognizione di causa dato che può rimanere e colpire.

Cerchiamo di distinguere: “La vita è una cosa, il “vivere” è apparentemente la stessa cosa”. Il “vivere” però dovrebbe prendere in considerazione le modalità con le quali posso gestire la mia vita; in poche parole la qualità della vita.

La vita ci è stata consegnata da Dio.
Per i non credenti il problema si complica nello stesso modo come il concetto di origine della vita che è stato trattato fin dall’antichità nell’ambito di diverse religioni e in filosofia.
In questa sede ci accontentiamo di considerare l’esistenza di un’Entità Superiore che “un bel giorno” ci ha permesso di coniare la parola vita così come nell’uso corrente.

Il vivere è molto più facile e dipende da ognuno di noi. Ognuno di noi, già in tenera età, ha iniziato a gestire il proprio vivere secondo le proprie capacità e secondo le proprie “esperienze”.
Le capacità hanno infinite varianti, così come possono essere innumerevoli le esperienze, risalenti eventualmente anche a vissuti di vite precedenti.

Il vivere potrà essere secondo normalità, cioè normale messo in relazione a ciò che ci circonda. Si potrebbe aggiungere: muoversi, agire e decidere secondo scienza e coscienza; il tutto in uno stato di giusta libertà.

E, per tornare al tema della nostra “discussione” considererei normale il vivere, cioè la vita di tutti i giorni, senza trovarsi obbligati a scandire le ore della giornata, i giorni della settimana e i vari mesi dell’anno con impegni collegati a medici o a strutture ospedaliere. E fino qui la situazione potrebbe essere “potabile” se il collegamento con medici e strutture medicali non fosse continua sofferenza psicologica e fisica.

Oggi (al giorno d’oggi), dal momento in cui a un umano viene diagnosticato un cancro, cambia tutto. La “normalità” va a farsi friggere e inizia un iter pesante e doloroso.
Vengono eseguiti innumerevoli esami di qualunque tipo, dopodichè si passa alla o alle terapie che possono essere combinate; iniziano viaggi a non finire; entra in azione il chirurgo, il radiologo, l’oncologo, lo psicologo, e così via.

A questo povero umano viene detta la verità, viene data speranza, viene eventualmente consigliata una parrucca, medicamenti di vario tipo per combattere l’effetto devastante della chemioterapia, rientra in azione la speranza, continuano i viaggi (magari in ambulanza), riprende spazio la speranza ma, a un certo punto possono finalmente entrare in azione le Onoranze Funebri.

ONORANZE FUNEBRI NELL'ITALIA DEL SUD

Un tempo, ero già laureato, almeno in Italia, non veniva detta la verità. Si parlava di infiammazione; dopo l’eventuale operazione il paziente veniva rimandato a casa anche se l’esame istologico parlava chiaramente di cancro.
Il paziente era convinto di essere guarito. Sapeva di doversi riprendere dall’intervento, non aveva “appuntamenti” coll’oncologo o col radiologo, non subiva controlli ravvicinati e continuava a vivere. Viveva come prima dell’intervento. Se poi c’era la recidiva si prendevano maggiori e diversi provvedimenti, ma se la recidiva non si presentava, la vita continuava senza particolari scossoni fino alla inevitabile morte, ma per cause diverse.
La convinzione di essere stato operato per un’infiammazione, aiutava anche la battaglia contro quelle cellule “aberranti” che avevano provvisoriamente bloccato il nostro personaggio.

Oggi è tutto cambiato. Si dice la verità e si fa di tutto per prolungare la vita.

Conosco più di un caso in cui dal momento della diagnosi al momento in cui l’interessato ha smesso di soffrire morendo, la “medicina” è riuscita a infierire con sofferenze inimmaginabili e con inenarrabili buone parole fatte di speranza e di guarigione. Le buone parole erano una crudele menzogna.

Fino all’ultimo momento l'”accanimento terapeutico” non dava tregua né al paziente e neppure ai parenti.

L’oncologia non è sempre così. In molti casi i risultati sono positivi. Il male è che l’oncologia moderna non cerca di curare la persona. Cura con schemi o protocolli e dimentica l’esistenza di una personalità che, a un certo punto, ha il diritto di morire.

L’accanimento terapeutico “ruba” il diritto a una serena capacità di morire e riposare in pace.

CIMITERO ISLANDESE IN PIENO INVERNO

VITA È FINCHÈ CI SONO LE FUNZIONI VITALI.

VIVERE È QUANDO POSSO GESTIRMI LIBERAMENTE E GIOIRE DELLA VITA E DELLE RELAZIONI COL MONDO CHE MI CIRCONDA.

È impossibile sapere cosa pensa ogni mio interlocutore.

Penso si possa chiedere questo alla Medicina:

AIUTATE LA MIA VITA FINCHÈ POTRÒ VIVERE!

QUANTO SCRITTO IN QUESTO ARTICOLETTO È FRUTTO DI ESPERIENZA PERSONALE E NON È NECESSARIO PENSARE CHE SIA SEMPRE COSÌ E DAPPERTUTTO.

SI TENGA PRESENTE CHE POTREBBE ANCHE ESSERE PEGGIO.

HO PONDERATO MOLTO PRIMA PUBBLICARE QUESTO ARTICOLETTO. PIÙ CHE DEGLI ONCOLOGI, CHE CONTINUANO A LAVORARE CON COSCIENZA E ANCHE CON RISULTATI POSITIVI, HO VOLUTO PARLARE DELL’ONCOLOGIA CHE È DIVENTATA UN “CARROZZONE” CHE SICURAMENTE MIGLIORA IL PIL DEI PRODUTTORI DI CHEMIOTERAPICI, ECC.

ERO ANCHE MOLTO DUBBIOSO CIRCA IL PUBBLICARE LE DUE FOTO. LE HO PUBBLICATE PERCHÈ CONSAPEVOLE CHE LA MORTE FA PARTE DELLA VITA E CHE IN MOLTI PAESI NON FA ASSOLUTAMENTE COSÌ PAURA.

La prima foto è di una pubblicità; la seconda fu da me scattata circa 10 anni fa.


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PICCOLA RIFLESSIONE 4

Ho appena visto una trasmissione che commemorava il famoso 11 settembre.

PRIMA

Da quasi un anno a questa parte, dopo disavventure personali, ho iniziato questo mio blog per cercare di combattere, nei limiti della mia piccola esistenza, le sofferenze “gratuite”.
Dopo aver visto la trasmissione, mi sono reso conto ancora una volta che in quel giorno tanta, troppa gente, ha sofferto in modo “gratuito”.

A parte il comportamento di certi “pastori” e certi “arrivisti”, in data odierna il mondo ha sicuramente sprecato fiumi di parole.
L’hanno fatto sicuramente, e in modo ineccepibile, tanti “Grandi”, tanti che sono nella “stanza dei bottoni”.

Quanti di questi “importanti” hanno pensato che, anche se allora in troppi hanno sofferto, sarebbe giusto darsi da fare, in ambiti diversi, per alleviare sofferenze “gratuite” di oggi e di domani?

Quale meraviglia sarebbe se si riuscisse a lasciare un po’ da parte l’egoismo, l’ingordigia e la superbia e si desse un poco via libera all’amore!

...E DOPO

So che è un’utopia. Tutto ciò che è difficile non è impossibile.

DOVE PUÒ ARRIVARE LA MALVAGITÀ UMANA

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APPUNTI DI VIAGGIO 3

Queste sono le staue della fertilità.

STATUE DELLA FERTILITÀ

Fotografate nel Museo Vichingo sull’isola VESTVAGOY delle LOFOTEN.

Naturalmente in Norvegia.

Il tempo era dei migliori. Anche se la temperatura era, per i nostri gusti, piuttosto bassa, abbiamo potuto muoverci senza “soffrire”.

Alcuni panorami erano come questo:

ISOLE LOFOTEN

È in questo specchio di mare che ho visto, per la prima volta (e forse anche l’ultima) una PULCINELLA DI MARE.

Siamo riusciti a vederlo solo per un momento mentre spariva sott’acqua.

PULCINELLA DI MARE

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