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Archive for novembre 2010

Ecco cosa avrebbe detto GIUSTAMENTE il predecessore di OBAMA.
Non so se è vero che lo disse Benjamin Franklin.

Sono però sicuro che giocare fa bene.

Andando per blog (lo faccio poco perchè ho poco tempo) ho notato frequentemente gente con un Quoziente Intelletivo quasi nullo e gente sempre arrabbiata.

Mi chiedo:”Ma questa gente arrabbiata gioca ancora? A questa gente piace andare dal cardiologo o dal gastroenterologo?

RIDETE E GIOCATE!

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Oggi i miei nipotini sono venuti a pranzo da noi.
Mia moglie (la Nonna) ha fatto un ottimo polpettone condito con un altrettanto ottimo purea di patate.

I MIEI NIPOTINI CON LA NONNA - SI INTRAVVEDE LA COSTA TURCA

Nell’attesa di metterci a tavola, ho letto ai nipotini un paio di favole. Fino qui non c’è nulla di strano. Quale nonno non ha letto favole ai nipotini? Quasi tutti.
Quale nonna non ha invitato i nipotini a pranzo? Quasi tutte.

Come già ebbi occasione di scrivere, questi meravigliosi nipotini più volte mi hanno fatto ricordare avvenimenti lontani collegati alla mia infanzia.
In questo caso, a stimolare un ricordo fu il nipotino più giovane che, a un certo punto del racconto, menzionò il salvadanaio.

Il salvadanaio era sempre un piccolo protagonista della domenica.

UN MODERNO SALVADANAIO

 

In che modo? Dovete sapere che, alla domenica, mio nonno (il papà di mio padre) veniva sempre a pranzo in casa nostra. A me era molto simpatico. Non so fino a che punto gli volevo bene. Una cosa è sicura; i rapporti fra mio padre e suo padre non erano assolutamente buoni. Mio padre sarebbe stato felice se non avesse dovuto averlo a pranzo “regolarmente” tutte le domeniche. Non solo ma, il fatto che il nonno era in arrivo, lo rendeva particolarmente nervoso e di qui, il raggiungimento della severità o violenza verso gli innocenti astanti, il passo era veramente breve.

...E UN MODERNISSIMO SILVIODANAIO

Noi eravamo felici dell’arrivo del nonno. La sua presenza calmierava la severità (o nevrastenia?) di nostro padre.
Oggi mi rendo conto che, quando nostro padre ci sgridava violentemente, non era per nostra cattiveria, anche se ce lo faceva credere, ma per sua nevrastenia prodotta dall’arrivo imminente del simpatico nonnetto.
Mentre scrivo, oltre all’aneddoto del salvadanaio, che vi racconterò fra poco, mi sovviene un fatto oggi fonte di brivido; non per me ma per chi mi legge. Mio nonno era, da sempre, un accanito fumatore. Si fumava dale 40 alle 50 sigarette al giorno. C’era chi diceva che non usava mai fiammiferi dato che avrebbe acceso la nuova sigaretta col mozzicone della sigaretta precedente quasi finita. Dicevano che le sigarette non gli procuravano danni dato che non aspirava il fumo.
Smise volontariamente di fumare all’età di 84 anni. Visse in uno stato di buona salute fino a 89 anni.

E veniamo al salvadanaio che ha stimolato questo articoletto.Il sottoscritto e i miei due fratelli, avevamo ognuno un salvadanaio di legno con un coperchio che si poteva aprire con una piccola chiave. Non ricordo bene se prima di pranzo o dopo il pisolino pomeridiano, noi tre fratellini, andavamo come in una gioiosa processione nel salotto dove si trovava il nonno e, sbattendo ritmicamente i soldini presenti nel salvadanaio, attendevamo compostamente che “piacevoli spiccioli” cambiassero la loro sede dal borsellino dell’avo al nostro salvadanaio.

Era un bellissimo e sonoro rito settimanale che ci permetteva di sentirci ricchi e risparmiatori.


Eravamo infatti dei buoni risparmiatori. Avevamo fatto la “scuola” della guerra da poco terminata e sapevamo quindi che non solo non si poteva avere tutto ciò che si desiderava, ma che, per arrivare ad ottenere qualcosa in più bisognava avere tanta pazienza.

Quest’articoletto ha tre morali. Le favole solo una.

La prima morale riguarda il fumo e mi obbliga a ricordare alcuni miei scritti e alcuni scritti di miei “colleghi” blogeurs.

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/04/13/articoletto-5/

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/04/18/appendice-n°1-allarticoletto-5/

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/04/25/appendice-n°-2-allarticoletto-5/
Siamo sicuri che il fumo faccia così male?
Se disturba il vicino è un problema di educazione e non di medicina.

DA "LA SETTIMANA ENIGMISTICA"

 

http://lorettadalola.wordpress.com/2010/08/08/fumo-di-seconda-mano-impossibile-la-convivenza/
Il fumo può far male in sincronia con altri fattori. Difficilmente da solo.
È dimostrato che il fumo dà assuefazione. Siamo sicuri che le Multinazionali produttrici di sigarette non “intruglino” le sigarette in modo tale da creare assuefazione?
Quando Cristoforo Colombo mio concittadino scoprì che gli indiani d’America fumavano, si rese conto che il loro fumare era una terapia.

DAL GIORNALE DI BORDO DELLA PINTA DI CRISTOFORO COLOMBO

Oggi certe “Erbe” proibite sono l’unica terapia palliativa ma innocua per certi sintomi di patologie come la “Sclerosi Multipla”.

La battaglia al NON FUMO, oltre ad essere un business; ci dimostra che è possibile l’isteria di massa.

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/08/03/piccola-riflessione-2/


La seconda riguarda il risparmio.
L’italiano era solitamente un buon risparmiatore. Noi avevamo vissuto sulla nostra “pelle” le cattiverie e le privazioni della guerra. Quei piccoli risparmi domenicali ci avevano insegnato a pazientare e, che se si vuole raggiungere un obbiettivo è necessario essere un poco come le formichine..
Oggi, grazie alla “globalizzazione” si crede di dover poter avere tutto subito. E, per aver tutto subito, non si ha più spazio per il risparmio ma cresce l’indebitamento. E se non si riesce ad avere quello che si desidera si incrementa ogni tipo di delinquenza..
La terza riguarda la “sofferenza gratuita” dei bimbi da disaccordi fra il Padre e il Nonno (li ho messi maiuscolo dato che erano tutt’e due adulti).

Perchè fate soffrire i bimbi! Cercate un accordo. Permettete ai Nonni di essere tali.

I bimbi hanno bisogno dei Genitori ma anche dei Nonni.

Si potrebbe allargare il problema ai disaccordi fra quei Marito e Moglie che sono incapaci, per loro egoismo, di evitare inutili sofferenze ai propri figli!

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Mi si chiedono delucidazioni circa le foto di Appunti di Viaggio 10.

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/11/19/appunti-di-viaggio-10-3/

Fui recentemente su questa nave come passeggero o, se preferite, come crocerista.

COSTA DELZIOSA

È importante sapere che quando una nave entra in un porto o deve navigare in una zona particolare, è necessario che salga a bordo un “Pilota” della zona o di quel porto che guiderà la nave. La responsabilità sarà sempre del capitano.

Questa nave fece scalo nel porto di Messina per proseguire il giorno dopo verso l’Egitto.

Il pilota, prima della partenza, sale sulla nave quando la nave è ancora attraccata nel porto e, in questo caso, assiste e pilota all’uscita dal porto e oltre lo “Stretto di Messina”.

Superato lo Stretto di Messina il pilota dovrà tornare alla base; in questo caso a Messina.

A questo punto la barca della prima fotografia, che si chiama PILOTINA, affinca la nave e si avvicina a un portello della nave dal quale uscirà il Pilota.

Dal balcone della mia cabina ho visto per caso la PILOTINA che si avvicinava e ho potuto fotografare in sequenza le varie fasi.

La PILOTINA accostò dopo il secondo tentativo; il pilota “saltò” sulla barca e salutò. La PILOTINA si avviò sulla strada del ritorno.

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Osservate la simpatica sequenza di queste foto. La nave ha lasciato Messina e si dirige verso sud. Il pilota è a bordo e accompagna la nave non solo fuori dal porto ma anche fuori dallo Stretto. A questo punto deve lasciare la nave.

LA PILOTINA SI AVVICINA ALLA NAVE

Una PILOTINA, malgrado le onde, deve poter accostare alla nave per permettere al pilota il ritorno a Messina. Nella prima fotografia vediamo la pilotina avvicinarsi alla nave. La foto “fissa” il secondo tentativo. Nella seconda fotografia, si può vedere come la pilotina è riuscita finalmente ad avvicinare la nave e, malgrado le onde, rimanere accostata.

LA PILOTINA RIESCE AD ACCOSTARE

Nella terza fotografia vediamo una sagoma umana sulla prua della pilotina.

IL PILOTA È RIUSCITO A SALIRE SULLA PILOTINA

È il pilota che è riuscito a “saltare” sulla prua della pilotina. Ora il pilota ha esaurito il suo compito e può ritornare alla base. Nella quarta fotografia vediamo il pilota che si dirige sottocoperta e saluta la nave che ha pilotato fino a pochi minuti prima. La pilotina si allontana e torna a Messina.

IL PILOTA DOPO AVER SALUTATO LA NAVE VA SOTTOCOPERTA

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Come forse qualcuno dei miei lettori avrà capito, leggo o guardo volentieri la SETTIMANA ENIGMISTICA. Particolarmente sono attirato dai cruciverba e dalle vignette.

VIGNETTA DA PONDERARE

Le vignette hanno lo scopo di farci ridere o sorridere a beneficio, in ogni caso, del nostro organismo.
La vignetta che vi presento, forse dovrebbe far ridere. Non ho riso perché l’ho trovata terribilmente seria.
Ci porta a “momenti” anche drammatici della nostra vita.

Ci porta a quelle svolte che, se siamo andati a destra, ci siamo trovati spesso e volentieri a considerarci, a dir poco, cretini.

Se ne avete voglia potete ponderare.

Se lo considerate utile potete anche, dopo aver letto di persone arrabbiate contro Tizio, Caio o Sempronio, fare qualche umile considerazione.

“Ma, per fare solo un piccolo esempio, quell'”arrabbiato” che grida e strepita contro gli evasori fiscali, ha imboccato la strada di destra o quella di sinistra?”.

Forse ha imboccato la strada di sinistra ed è convinto di aver la coscienza a posto.

CHI È SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA.

Non si pensi ch’io mi senta all’altezza di scagliare la prima pietra.


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Nell’Appendice N° 1 che ha lasciato indifferenti i miei lettori, scrissi testualmente:

La bambina che scriveva sulla sabbia

Mi sono innamorato del viso di quella bimba della copertina del libro “La bambina che scriveva sulla sabbia”. Sto veramente male se penso che quella fanciulla può aver subito certe atroci nefandezze.

Ve lo presento ancora una volta.

Non sono un divoratore di libri; per questa ragione leggo lentamente ma mi trovo a ponderare.

Collegare questo libro alla paura che spesso disturba chi deve andare alla scuola dell’obbligo, mi ha fatto accapponare la pelle quando ho raggiunto un passo del libro che vi voglio sottoporre.

È a pagina 302 e narra di un giovane 14enne:

Prima parte

Gulmarjan era un pastore di capre che, nel limite del possibile, controllava la costruzione della scuola dove sperava ardentemente di poter imparare a leggere e a scrivere.

Lalander, il paese nel quale vive Gulmarjan è in Afghanistan dove è la più alta concentrazione mondiale di mine residuate dall’occupazione sovietica. La stima delle mine sarebbe fra il milione e mezzo e i tre milioni.Seconda parte

Quanto ho dovuto leggere è veramente terribile. Mentre leggevo quanto vi ho sottoposto mi sono commosso e mi sono chiesto ancora una volta:”Perchè questa carneficina?”.

Cosa possiamo fare per aiutare questa gente proprio non lo so.

Tutti sappiamo che esistono le mine antiuomo. Tutti sappiamo che, anche in paesi a noi molto vicini, molte persone vivono con gambe amputate grazie a mine. Anch’io lo sapevo.

Ora però, leggendo quella pagina, non solo mi sono rattristato per quel povero ragazzo, ma anche perché ho dovuto considerare che esistono degli esseri umani così malvagi capaci, in modo organizzato, di seminare “morte” senza pietà.

I nazisti, con una terrificante organizzazione hanno decimato ebrei e oppositori. Qui i sovietici hanno fatto una “semina” di milioni di morti o mutilati con risultati inimmaginabili nel tempo. Ma come è possibile raggiungere certi livelli di malvagità!

Se solo considerassimo quanto possono essere costate quelle mine e l’interramento delle stesse, quanti GULMARJAN avrebbero potuto felicemente studiare!..

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APPUNTI DI VIAGGIO 9

Questo è il campanile del duomo di Messina.

DUOMO DI MESSINA

Ogni Duomo che si rispetti ha davanti a se una bella piazza.

Anche il Duomo di Messina ha davanti a se una grande piazza che stimola la tranquillità e il rilassamento.

In una mia recente visita alla città, mi sono piacevolmente soffermato a godere il campanile, nonchè l’interno.

Ho trovato meraviglioso il soffitto!

Mi ha colpito, della piazza la pace e la tranquillità di questi due cani… per niente affamati.

Chi maltratta i cani? Sicuramente no i messinesi.

MESSINA - Due cani sulla Piazza del Duomo

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