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Archive for 14 dicembre 2010

Una commentatrice a noi ben conosciuta scrisse fra l’altro:” mi sforzo di apprezzare maggiormente il fatto che tutti i giorni scelgo l’abito da mettere…”.
Probabilmente aveva fatto riferimento alla “camiciola” che avevo menzionato nell’articolo.

IL NOSOCOMIO

Io non so come sia negli altri ospedali; mi riferisco ora a quell’ospedale luganese nel quale arrivai in una delle ore più piccole di una notte piuttosto fredda. Anch’io ero freddo quanto può essere freddo chi in quel momento farebbe meglio a collassare,  e, dopo i convenevoli della burocrazia, fui ammesso nelle stanze del “Pronto Soccorso” dove, qualche volta ti “prontamente soccorrono”.
Ero freddo e l’aria condizionata spinta verso il freddo mi assalì in modo inquietante. Mi fecero coricare coll’ordine di “lasciare” i miei vestiti e di indossare quella leggerissima oscena camiciola che ti fa sentire nudo e indifeso.
Per mia fortuna il freddo che aveva assalito il mio corpo non si era ancora impossessato delle mie circonvoluzioni cerebrali e riuscii a reagire evitando una prematura ibernazione.
Deve mettere la camiciola altrimenti il medico non può visitarla”. Fanno capolino le “volontà superiori”.
Riuscii a dire:”NO” in modo categorico.
Naturalmente, per quanto era necessario, il medico riuscì a visitarmi e fu anche possibile, dietro mia sollecitazione, approntare una terapia.

La terapia era infusoria ed io rimasi, per il momento, su quella branda coi miei vestiti, ma immerso nelle “brezze” di un’aria condizionata così spiacevole per cui dire “Ho freddo” è dir poco.
A questo punto la pietosa infermiera che aveva captato, nella sua benevolenza, il mio lamento, provvide mettendo sul mio corpo dolorante un’ammucchiata di lenzuola “bollenti” prelevate da un armadio riscaldato. Pensai subito alla possibilità di dover essere trasferito al reparto ustionati, ma dopo poco tempo mi accorsi che quell’”ammucchiata” che si era raffreddata aveva su di me solo l’effetto di pesare.

La sofferenza cessò quando fui trasferito su un letto nel reparto di degenza. Cominciai a sentire il mio corpo “caldo” dopo circa quattro ore, sempre coi miei vestiti sotto un bellissimo piumone in una stanza ben riscaldata.

Purtroppo non ero ancora guarito ma non stavo più viaggiando verso l’ibernazione.

Ora c’è da chiedersi:

• Gli “Addetti ai Lavori” sanno che una buona parte dei “visitatori” del Pronto Soccorso si trovano in condizioni che potremmo definire “debilitate” per cui soffrono maggiormente le temperature fredde?
• Gli “Addetti ai Lavori” sanno che, prima di far spogliare un sofferente è “utile” trovarsi in un ambiente caldo e confortevole?
• È utile che gli “Addetti ai Lavori” siano a proprio agio. Perchè deve trovarsi a disagio chi già arriva soffrendo?

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