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Archive for aprile 2011

UN GRANDE MAESTRO IN MEDICINA CI VOLLE DIRE CHE TUTTE LE MALATTIE DEL CORPO SON CAGIONATE DA PERTURBAZIONI DELL’ANIMO”

Chi pensate che abbia scritto queste parole? Un allievo del grande Sigmund Freud?
Nossignori. A scrivere queste parole fu un certo FRANCESCO REDI morto nel 1698.

FRANCESCO REDI

Più di trecento anni fa un medico capì che il corpo ha un collegamento con lo spirito o, se si preferisce, con la psiche… o ancora meglio coll’anima.

Non voglio qui disquisire fra psiche, spirito e anima. Mi piace molto farvi partecipi di una importantissima realtà troppo dimenticata. L’influsso della mente sul nostro corpo.

In medicina, la componente mentale è di primaria importanza. Appunto era stato compreso più di trecento anni fa quando non si conoscevano ancora gli antibiotici. Coll’avvento degli antibiotici, grazie al Fleming, si arrivò a salvare molte vite umane e si arrivò a credere che con la “chimica” si potesse tutto o “quasi tutto”.

Alexander Fleming su un francobollo delle isole Faroer

Non c’era nulla di più sbagliato. Si arrivò a dimenticare l’esistenza della mente. La mente continuava ad esserci, e quindi ad esistere, solo per gli psichiatri.

La scoperta degli antibiotici fu, in un certo senso, rivoluzionaria. Di polmonite si moriva! La penicillina faceva resuscitare.

Dopo la penicillina furono scoperti molti altri antibiotici sintetici; e sempre bisogna scoprirne di nuovi dato che i batteri, anche loro, hanno affilato le loro armi e hanno creato resistenze.

Poco alla volta è stata riscoperta, poco poco, anche la mente nonché l’influsso della mente sul corpo: LA MEDICINA PSICOSOMATICA.

Una piccola parte di medici hanno cominciato a credere “seriamente” alla Medicina Psicosomatica.

E non è psicosomatico il “farsela sotto” per la paura?

Quante persone non riescono a viaggiare dato che il solo pensiero di dover partire scatena diarrea?

Per non parlare di tachicardie (quando il cuore batte troppo veloce) da stress o semplicemente a causa di pensieri particolari?

Ma questi sono solo una minima parte di disturbi causati dalla mente.

Non voglio qui fare un trattato di Medicina Psicosomatica, voglio mettere l’accento sul fatto che già più di trecento anni fa un bravo medico aveva scoperto una realtà importantissima oggi negata, o per lo meno, non presa in considerazione dalla maggioranza dei Medici.

È difficilissimo pensare a un effetto senza ipotizzare una causa. Eppure oggi si cura l’effetto senza pensare alla causa. 

Hai mal di pancia? Guardati la televisione! Prima o poi troverai la pubblicità che ti consiglierà un buon antispastico. E poi? E poi prendilo di nuovo. Se non passa il mal di pancia, a furia di prendere l’antispastico passerai tu.

Per il mal di testa è ancora più facile. La pubblicità ti promette miracoli e ti fa tornare la voglia di sorridere.

Perché hai mal di testa? Se scopri la causa vera non comprerai più le pastiglie… e allora non va bene. Manderai in fallimento le Case Farmaceutiche!

ASCOLTIAMO LA SAGGEZZA ANTICA… E METTIAMOLA IN PRATICA!

Francesco Redi ha parlato di “PERTURBAZIONI DELL’ANIMO“.

Quanta saggezza e quanta lungimiranza nelle parole di quell’uomo! È veramente un gran peccato rendersi conto di come la Medicina Accademica sia così sorda ai richiami della scienza antica.

Forse ha paura di constatare che l'”approccio” potrebbe essere più semplice.

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HO SENTITO QUESTA FAVOLA A UN CONGRESSO MEDICO.

INVITAVA ALLA SEMPLICITÀ.

L’HO MODIFICATA A MIO USO E CONSUMO. L’HO RACCONTATA A MOLTI MIEI PAZIENTI.

Ora Diemme:   http://donnaemadre.wordpress.com/2011/04/11/piovono-lauree-via-love-management/

mi ha stimolato a scriverla.

C’era una volta un Paese lontano nel quale viveva un popolo gioioso, sereno e soddisfatto. A governarlo era un giovane Re con una giovane Regina. Il Re e la Regina erano amati dal popolo tutto. Il popolo amava i regnanti.
Il popolo gioì immensamente quando la casa reale fu allietata dalla nascita di una bimba.
La bimba cresceva in sapienza e salute nel migliore dei modi… con grande serenità , non solo dei regali genitori, ma anche del popolo tutto.
Quando la principessina aveva circa 12 anni, improvvisamente si ammalò. Non mangiava più, non sorrideva più e aveva perso completamente la socievolezza. Naturalmente non solo il Re e la Regina si trovarono ad essere preoccupati, ma tutto il popolo era quasi in lutto.
Naturalmente il Re chiamò i migliori medici del regno ma nessuno riuscì a fare nulla. Allora chiamò i migliori medici dei Paesi vicini ma, ugualmente, nessuno riuscì a ottenere un qualche minimo risultato positivo.
A questo punto la “sconsolazione” del Re e di tutto il popolo era al massimo.
Che fare?
Il Re si rivolge al Buffone di corte e gli ordina di andare dalla Principessa. Il Buffone obbedisce e cerca con tutte le sue arti possibili e immaginabili di far almeno sorridere la principessina. Niente!

CASA DEL RIGOLETTO A MANTOVA

A questo punto il buffone torna dal Re e riferisce. “Non importa” risponde il Sovrano “torna da mia figlia e cerca di fare quello che puoi”.
Il buffone torna dalla principessina e, dopo i primi minuti silenziosi chiede semplicemente alla principessina:”Cosa vuoi?”.
La bimba risponde:”Voglio la luna”.

LA LUNA

Senza indugio il buffone riferisce al Re che, senza mezzi termini, riunisce i massimi esperti del Paese e pone loro il quesito:”Si può dare la luna alla Principessina?”.
Non bisogna dimenticare che quel popolo era quasi in lutto a causa della malattia della Principessa, per cui era necessario fare l’impossibile per il benessere di tutti.
Gli esperti si mettono al lavoro e, nel tempo più breve possibile portano al Re la loro risposta:”No Maestà. Non si può dare la luna alla Principessina. Se anche fosse possibile portarla sulla Terra, rimarrebbe l’insormontabile problema del trasporto.”
Non rimane, per il momento altra soluzione che rivolgersi ancora una volta al Buffone.
Il Buffone torna al capezzale della principessina e, con la stessa semplicità con la quale aveva chiesto “Cosa vuoi?” domanda:”Com’è la luna?”.
“La luna – risponde la bimba – è una piccola sfera grande come il polpastrello di un dito. È fatta di un materiale sicuramente molto prezioso; ha una luce scintillante e brillante ma non abbagliante”.
Il Buffone si affretta a riferire. Il Re convoca i migliori orafi del regno e commissiona loro una luna così come era stata descritta dal buffone.
In tempi molto brevi, gli orafi portano al loro Re la loro luna. Il Re le esamina tutte attentamente, tiene la più bella e la porta alla principessina.
Come d’incanto la principessa ricomincia a ridere, a parlare e a mangiare. In poche parole è guarita, e tutto il popolo esulta. Il lutto è finito.
A questo punto si direbbe che la fovola sia finita.
Non è proprio così. Infatti il Re comincia a pensare che sarebbe terribile se la sua figliola vedesse in cielo la luna vera. Penserebbe di essere stata imbrogliata.

Il Re convoca nuovamente, e con urgenza, i massimi esperti del regno e commissiona loro un progetto che impedisca alla principessina di vedere la luna.
Naturalmente, dopo pochissimi giorni, gli esperti del regno portano al Re i loro progetti.
Un progetto prevede, nelle notti di luna, fuochi artificiali tali da offuscare la luce della luna.
Un altro progetto prevede la costruzione di una reggia bunker da utilizzare nelle notti di luna.
Un altro progetto ancora prevede di piantare intorno alla reggia degli alberi altissimi, tali da non permettere di vedere la luce della luna.
Questi e altri progetti non si dimostrano sufficientemente validi, per cui il Re si trova, ancora una volta, obbligato a chiedere l’aiuto del buffone.

Il buffone va quindi a trovare la principessina. La trova nel parco della reggia, comodamente seduta su una panchina.
Le chiede:”Come stai? Va tutto bene?”

È qui che abitava la principessina?

“Certo” risponde sorridendo la principessina “va tutto nel modo migliore, Ho la luna.” E mostra la luna al buffone.
E il buffone, con semplicità senza troppi giri di parole: ”Quale sarebbe la tua reazione se vedessi in cielo un’altra luna?”
La principessa:” Nessun problema. Io ho la mia luna; se in cielo ci sarà un’altra luna a me andrebbe più che bene”.
Il buffone riferisce al Re e

VISSERO TUTTI CONTENTI E FELICI.

Morale della Favola:
Ogni problema, anche il più difficile, troverà la sua soluzione se si avrà l’accortezza di cercarla con semplicità. E, soprattutto con semplicità, mettere “a fuoco” il problema.

Il problema della Principessa non fu risolto né dai Baroni della medicina e neppure dagli Esperti del Regno. Si arrivò alla soluzione grazie alla semplicità del buffone.

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APPUNTI DI VIAGGIO 17

Biglietto dingresso

Questa volta l’ATTE ci ha portato a vedere gli

IMPRESSIONISTI

Capolavori della collezione Clark

Il bello è che, sempre a Palazzo Reale, sempre a Milano, c’è anche la Mostra dell’ARCIMBOLDO.  Ne abbiamo approfittato e, sfruttando il tempo libero prima dell’appuntamento ufficiale, abbiamo visitato la mostra dell’Arcimboldo.

Conoscevo l’esistenza dell’Arcimboldo da un francobollo

francobollo

emesso dalle Poste Italiane nel 1977.

Quel francobollo mi aveva colpito. Forse mi aveva affascinato. Purtroppo gli impegni familiari e professionali non mi avevano permesso di approfondire l’argomento. In quel momento ci rendemmo conto che non era assolutamente il caso di lasciarselo scappare.

Non solo visitammo questa mostra, ma, in definitiva, credo di aver apprezzato ancora di più questo fantastico artista che, utilizzando prodotti della natura, dipingeva volti e riusciva addirittura a fare dei ritratti.

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Il 13 marzo 2010 scrissi questo microarticolo:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/03/13/diavolo-disoccupato/

Mi era piaciuto molto quanto scrisse il viennese Kraus.

A suo tempo pochissime visite e nessun commento. Ora sembrerebbe ci sia un certo interesse per l’articolo, ma ancora nessun commento.
Eppure, considerando, tanto per fare un esempio, quello che accade in Libia e come è stato gestito l’atomo in Giappone il diavolo dovrebbe trovarsi a chiedere un aumento del suo sussidio di disoccupazione.
Consideriamo per alcuni istanti la situazione libica. Da “svariati giorni” muoiono e soffrono molti innocenti cittadini. Mezzo mondo finge (forse mi sbaglio) di aiutare senza alcun risultato. Mi sembrano tutti “cattivi”. Ma come si fa a far morire così tanta gente con così tante sofferenze? Se il diavolo gestisse personalmente la situazione non riuscirebbe a raggiungere certi risultati!
E in Giappone? Prima state tranquilli. Poi:” Via tutti entro 10 Km.” Non basta; facciamo 20 chilometri. Forse ci siamo sbagliati. Qui è tutto come a Cernobyl. Bastano 30 chilometri?
Pensate a quante sofferenze ci saranno nei prossimi mesi e anni… “gratuite”?
Qualcuno si è riempito le tasche, altri hanno lavorato giorno e notte per far fiorire l’Impero del Sol Levante… e ora?
Pensate che il diavolo sarebbe riuscito a fare meglio?
Intanto c’è qualcuno che ha fatto pure una Fondazione umanitaria e attende l’atomo di quarta generazione. L’ho sentito con le mie orecchie!

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Questa mi è piaciuta:

NIENTE DA DIRE CONTRO I MEDICI,  GENTE GRANDIOSA: PRIMA QUANDO SI AVEVA UNA PUNTURA DI ZANZARA CI SI GRATTAVA,

OGGI CI POSSONO PRESCRIVERE DODICI POMATE DIVERSE E NESSUNA SERVE.

GOTTFRIED BENN

Lo disse Gottfried Benn, medico e scrittore morto nel 1956

Quello che scrisse è abbastanza sbagliato.

Le pomate, infatti, sono molto utili a chi le produce e a chi le vende!

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Durante l’ennesimo tentative di fare ordine, ho trovato dei vecchi giornali.
Fra gli altri ho trovato L’EUROPEO del 20 agosto 1968 che vi presento:

COPERTINA DE L'EUROPEO DEL 20 AGOSTO 1968

Nonchè un inserto relativo all’argomento:

INSERTO DELL'EUROPEO DEL 20 AGOSTO 1968

Recentemente in un articolo avevo riportato un passo del libro

LA BAMBINA CHE SCRIVEVA SULLA SABBIA

menzionando il dramma di milioni di mine antiuomo sovietiche pronte a far saltare gambe e/o vite umane.

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/11/06/appendice-n°-2

Quanto accadde il 20 agosto del 1968 sembra lontanissimo e non credo interessi i più giovani. Eppure tanto le mine antiuomo vengono dall’ex Unione Sovietica così come venne dall’ex Unione Sovietica quell’invasione che, nello spazio di poche ore, cancellò ogni barlume di democrazia… e speranza.

Le sofferenze “gratuite” di allora sono una realtà attuale. Sembra un controsenso o un gioco di parole.
Nel 1968 esisteva la Cecoslovacchia che, ricordate i Grandi di Yalta?, doveva continuare a far parte dell’influenza Sovietica. I resoconti dell’insurrezione avevano fatto credere a noi “occidentali” che quella nazione avrebbe potuto ritornare a far parte del nostro gruppo. Per nostro gruppo intendo naturalmente quei Paesi europei che, anche se relativamente liberi, possono autodeterminarsi e godono del privilegio della libera circolazione.
Nossignori! A Mosca non sono mica d’accordo. “Cosa si credono di fare i cittadini di Praga?” AMosca, la microdemocrazia instaurata a Praga fu vista come una minaccia alla sicurezza stessa dell’Unione Sovietica.
E fu così che, dalla sera alla mattina, un bel contingente del Patto di Varsavia entra prepotentemente nelle vie di Praga e soffoca nel sangue i desideri di quel popolo.
Quei carri armati colla stella rossa avevano riportato l’ordine!
Perchè oggi, a distanza di 42 anni scrivo queste righe?
Le ragioni (o collegamenti) sono almeno tre.
Il primo collegamento è quello dei “ricordini” lasciati in Afganistan sotto forma di mine antiuomo.
Il secondo collegamento è con la Nostra Europa nella quale sono riuscite a confluire le repubbliche baltiche (Lituania, Lettonia e Estonia) nonchè la Polonia, per parlare ora solo degli stati più a nord.

Il terzo collegamento scaturisce un poco da quanto accadde ultimamente in Ungheria.

L’Ungheria aveva diminuito la libertà di stampa (o qualcosa del genere). L’Europa non gliel’ha permesso e, se è vero, il governante dell’Ungheria avrebbe fatto marcia indietro.

Non si dimentichi che anche l’Ungheria si trovò a subire la violenza dei carri armati dell’URSS.

CORRIERE DELLA SERA del 25 ottobre 1956

Nel dire grazie all’Europa e particolarmente ad ADENAUER e DE GASPERI mi permetto di fare una piccola considerazione:

Perchè si pretende il “giorno della memoria” ma si dimentica ciò che accadde avant’ieri e accade in parte tutt’ora?

Avevo quasi pronto questo articolo da molto tempo.

Recentemente Marta ha scritto questo bellissimo articolo:

http://godblessmarta.wordpress.com/2011/04/07/viaggio-della-memoria-2011/

e mi sono nuovamente ricordato degli orrori nazisti ma anche di quanto accadde a Praga e a Budapest. Non fu uno sterminio di massa, e non fu neppure programmato con arte. Le sofferenze furono dapprima di tutto il popolo ungherese (il 3% della popolazione fuggì in occidente) e poi del popolo cecoslovacco.

Ora i tedeschi sono cambiati e dominano economicamente l’Europa o, se si preferisce, lavorano per l’Euro; i sovietici non ci sono più o sono stati sostituiti dai russi?

Che ne sanno i giovani d’oggi di quanto accadde in Ungheria nel 1956 e in Cecoslovacchia nel 1968?

Eravamo appena usciti dall’incubo della Seconda Guerra Mondiale e, vicino a casa nostra altri carri armati seminarono morte e distruzione.

Forse i giovani d’oggi l’hanno studiato a scuola.

Una delle tante rivoluzioni andate male, qualche morto e buona notte!

Non credo si debba dimenticare!

Fui a Praga due anni dopo di ritorno da un viaggio di studio dalla Svezia. Sembrava tutto normale.

L’impressione ricevuta però, fu di tristezza e desolazione.

Ormai il PATTO DI VARSAVIA non esiste più e la Guerra Fredda è poco più di un ricordo folkloristico.

Quindi? va tutto bene!


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“I MEDICI TAGLIANO, BRUCIANO, TORTURANO IL MALATO E PER QUESTI SERVIZI CHIEDONO IMMERITATAMENTE DI ESSERE PAGATI”

Chi pensate che abbia scritto queste parole? Sembra sia stato scritto ieri da qualche personaggio scontento dell’operato del suo medico.
Non è stato scritto nè ieri e neppure avant’ieri.
Chi l’ha scritto defunse circa nel 460 a.C., quindi 2500 anni fa. È meglio ricordato per la frase:
Panta rei os potamòs, tradotto in

Tutto scorre come un fiume.

Sembra l’abbia detto Eraclito da Efeso filosofo greco.

ERACLITO in un dipinto di Hendrik_ter_Brugghen

È di pochi giorni fa il “dramma” di una nostra collega che, dopo giorni di attesa, si reca in ospedale per subire un intervento e se lo sente rimandare.

Sembra sia diventato un gioco quello della MALASANITÀ.

Sicuramente alcuni miei lettori ricordano il mio:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/08/17/appendice-n°-1-allarticoletto-13/

Quel medico che sentenziò in modo erroneo fu pagato profumatamente.

Succede ancora oggi quello che scrisse Eraclito?

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