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Archive for maggio 2011

Proprio oggi 29 maggio 2011 trovo questo trafiletto tratto da IL CORRIERE DEL TICINO:

Da "IL CORRIERE DEL TICINO"

Dopo aver scritto:”Perché, ogni tanto, non spegniamo questo benedetto telefonino e passiamo solo 24 ore senza inviare SMS?” questo trafiletto sicuramente non mi è capitato per caso.

Anche se la vita “moderna” produce determinati “obblighi”, forse, proprio per la salute (sicuramente anche del globo), penso sarebbe possibile limitarsi un poco e abituare, ovvero stimolare, a limitarsi.

L’allenamento al “limitarsi” aiuta il vivere dei momenti più difficili.

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GIOIA, MODERAZIONE E QUIETE CHIUDONO LA PORTA IN FACCIA AL DOTTORE.

Chi ha scritto queste parole? Qualcuno che ce l’aveva a morte coi medici? Non credo. A scriverlo fu Henry Wadsworth Longfellow

LONGFELLOW

Questo simpatico barbuto signore morto nel 1882 era un poeta Statunitense.

Fu, tra l’altro, promotore del “Circolo Dante” atto a promuovere la conoscenza della DIVINA COMMEDIA negli Stati Uniti.

Quest’uomo, con questa bella barba bianca, famoso anche in Europa, ebbe alcuni momenti della vita difficili e tristi. La moglie morì dopo essersi paurosamente ustionata. Anche lui si ustionò particolarmente in faccia dopo che tentò di spegnere le fiamme che avevano avvolto la moglie.

In seguito a quelle ustioni sul viso, non gli fu più possible radersi. Questa è la ragione per cui è conosciuto con quella fluente barba.

Analizziamo ora queste tre parole da lui scritte: Gioia, moderazione e quiete.

Francobollo degli Stati Uniti dedicato a LONGFELLOW

Non vi sembra di leggere quanto scriveva la Scuola Salernitana?

O ha copiato o, molto probabilmente, dopo aver constatato le difficoltà della vita, si è reso conto di questa possibilità.

La possibilità cioè di non dover chiedere aiuto alla medicina.

La GIOIA dovrebbe essere in noi predominante… anche nel lavoro. 

Questo del lavoro collegato alla gioia potrebbe essere lo spunto per molte righe. Quante persone fanno un lavoro che piace? O sono di più le persone che si sentono obbligate a fare un lavoro che non piace? O addirittura manca la voglia di “fare” e, per giunta si deve fare ciò che assolutamente non piace?

Se poi prendiamo in considerazione il modo di dire:

“IL LAVORO NOBILITA L’UOMO E LO RENDE SIMILE ALLA SCIMMIA”

risulta allora chiarissimo che la gioia va a farsi friggere e il medico si ritrova pronto a suonare il campanello di casa.

Non prendo qui in considerazione altre “penurie” di gioia frequentissime in molte economie domestiche e… altrove.

La MODERAZIONE dovrebbe far parte delle regole di vita di ogni giorno. Moderazione nel mangiare, nel bere,

Moderato nel bere? (da Biffivarese)

nel fare sport, nel fare il tifo alla squadra del cuore, nell’andare a letto tardi, ecc. Sarebbe, a dir poco, meraviglioso se anche i nostri politici fossero “moderati” nell’insultarsi e gli scontenti della popolazione fossero altrettanto moderati nell’insultare il politico che considerano colpevole.

È inutile dirlo, la mancanza di moderazione apre lentamente la porta al medico.

La QUIETE è una fantastica componente del nostro “vivere”. Appunto! Se vogliamo vivere, ogni tanto, almeno ogni tanto, abbiamo bisogno di quiete.

LA QUIETE

Eppure, nell’arco della giornata la vera quiete è diventata un miraggio. Dobbiamo sempre correre; dobbiamo sempre confrontarci con problemi di ogni genere; dobbiamo “arrivare alla fine del mese”; dobbiamo, dobbiamo, dobbiamo…

L’assurdo è che, quando finalmente crediamo di essere immersi nella quiete, siamo letteralmente attraversati e “violentati” da infinità di onde più o meno elettromagnetiche (radio, televisione, telefonini, radar, autovelox e odio) o addirittura “onde” nucleari.

Noi non ce ne accorgiamo. Siamo nel silenzio più assoluto ma una quantità inimmaginabile di “telefonini” attraversano l’aere e infestano il nostro sistema energetico. Perché, ogni tanto, non spegniamo questo benedetto telefonino e passiamo solo 24 ore senza inviare SMS?. Sarebbe possibile ugualmente continuare a vivere? Vogliamo proprio, a tutti i costi che il medico trovi spalancata la porta di casa nostra?

E perché non “stimolare e inquinare” l’atmosfera con sentimenti d’amore?

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QUESTE IMMAGINI SONO ORMAI DIMENTICATE.

ANCHE QUESTE MANI CHE HANNO TENTATO DI AIUTARE

CHI HA SPORCATO QUESTE MANI?

Ho sentito che Obama avrebbe dato il permesso per nuove trivellazioni!

C’è bisogno di energia per crescere!

QUESTO TIPO DI CRESCITA È PROPRIO NECESSARIO?

NON SI POTREBBE TROVARE IL MODO DI FAR CRESCERE ANCHE IL COMPRENDONIO?

È IL PIL CHE DEVE CRESCERE? O L’AVIDITÀ?

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Quando scrissi l’Articoletto 12 avevo pensato potesse essere interessante ritornare sull’argomento trattato.

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/07/15/articoletto-12/

Alla fine si parlava dello Zeppelin.

Non so per quale ragione ma ebbi un gusto particolare nel fare un “giro” su uno ZEPPELIN di nuova generazione.

Alla mia quasi veneranda età si impone mettere ordine in tutte le carte accumulate negli anni. Ed è così che “scartabellando” trovo il biglietto col quale mi fu possibile “volare” in modo leggero e quasi silenzioso.

Era il 21 luglio 2004. Fu mia moglie a regalarmi questo meraviglioso “viaggetto” su questa quasi silenziosa macchina sul lago di Costanza.

La rotta di quel volo fu da Friedrichshafen verso l’Austria e ritorno. Esattamente come su questa cartina (tratteggio giallo):

Rotta Zeppelin sul Lago di Costanza

Non sono mai andato volentieri in aereo. Ci sono sempre andato quasi per necessità. Su questo dirigibile invece ho avuto un piacere tutto particolare; tant’è vero che, a distanza di sette anni sto progettando di ripetere questo piacevole modo di volare.

Questa volta prediligerò la rotta opposta che sorvolerà la città di Costanza e un’isoletta meravigliosa: Mainau.

Il bello di questo volare è la silenziosità, la lentezza con la quale passa sopra “gli umani” e la natura, permettendo di guardare, vedere e… un poco sognare. È come volare su un plastico.

Questo volare fa ricordare gli anni 30 in cui, dirigibili di ben altra capienza, sorvolavano lussuosamente l’Atlantico.

Se riuscirò e toccherò nuovamente terra sulle mie gambe sarà mio piacere relazionare con qualche bella fotografia.

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FRANCOBOLLO PREMIO STREGA

Nei Blog che abbondano ci sono molti lettori di libri.
Io leggo poco, forse perché ho dovuto leggere molto.
Ci sono dei “divoratori” di libri.

Questo francobollo ci dice che il PREMIO STREGA nel 1996 ha compiuto 50 anni.

Tutti sanno che il Premio Strega è un premio letterario e che esiste dal 1947.

Volendo approfondire il problema ho trovato queste note relative al Liquore Strega:

LIQUORE STREGA: LA LEGENDA VUOLE CHE ALCUNE STREGHE FANCIULLE NELLA CITTA’ DI BENEVENTO PRODUCESSERO PER LA PRIMA VOLTA QUESTO LIQUORE.
L’ALTRA LEGGENDA SEMPRE LEGATA A MAGIE DI STREGA AFFERMA CHE SE 2 PERSONE BEVONO INSIEME QUESTO LIQUORE SARANNO UNITE PER SEMPRE.
LIQUORE PRODOTTO DALLA SOCIETA’ ALBERTI SIN DAL 1860 , CONTIENE 70 ERBE DI CUI ZAFFERANO AL QUALE SI DEVE IL COLORE GIALLO, POI INVECCHIATO IN BOTTI DI QUERCIA, DOVE RICEVE NOTE DI VANIGLIA.

Nel 1947 vinse il premio Ennio Flaiano col libro

TEMPO DI UCCIDERE

Nel 2010 vinse il premio Antonio Pennacchi col libro

CANALE MUSSOLINI


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“SE NON HAI A TUA DISPOSIZIONE DEI MEDICI, ECCO TRE RIMEDI CHE TI BASTANO: ANIMO LIETO, RIPOSO, DIETA MODERATA.”

Chi pensate che abbia scritto queste bellissime parole?

Vengono dalla Scuola Medica Salernitana che è stata la prima e più importante istituzione medica d’Europa all’inizio del Medioevo; come tale è considerata da molti come la madre delle moderne università.

da da SalernoCCulturamediablog

L’analisi di questo detto potrebbe occupare lo spazio di qualche volume.
Oggi, ad eccezione che nei giorni festivi e nelle ore notturne, è facilissimo “avere a disposizione” un medico. L’importante è avere pazienza e saper scegliere.
Nei giorni festivi e di notte il Pronto Soccorso di ogni Ospedale è a nostra disposizione. Alle spalle di un Pronto Soccorso, troviamo tutte le specialità possibili e immaginabili della medicina moderna. Le specialità sono tali e tante per cui lo spezzettamento dello scibile medico può raggiungere le massime “vette” e, conseguentemente, il massimo della “rarefazione”, nel senso della mancanza di ossigeno, per cui è tutto così apparentemente chiaro che si perde la capacità di analisi globale del problema.
Prima di proseguire il discorso, che potrebbe essere stato di vostro gusto, devo spiegarmi meglio.
Nel Pronto Soccorso di un ospedale possiamo trovare un medico che potrà occuparsi di noi in due modi. O darci la soluzione immediata del problema e rispedirci gioiosi al mittente, o indirizzarci al collega specialista che sta, o starà, nell’ospedale stesso. Le specialità sono diventate però talmente tante e talmente particolari, per cui lo “specialista” rischia di perdere la visione d’insieme ed essere “capace di curare” solo la sua parte.
In definitiva:”È facile avere a disposizione un medico?”
È necessario il medico numero uno che ci dirà di andare dal medico numero due specialista per il nostro disturbo. Il medico numero due ci manderà dal medico numero tre che potrà analizzare il nostro sangue, dal medico numero quattro che ci analizzerà radiologicamente e dipendentemente dall’esito potrà essere necessario approfondire col medico numero cinque che, se non ci indirizzerà al medico numero sei, ci farà ritornare all’uno o al due. Probabilmente il medico numero uno o due non sarà ancora soddisfatto e necessiterà ancora di qualche numero che nel frattempo sarà andato in ferie o a un Congresso. Bisogna allora aspettare il ritorno di quel numero. Nel frattempo il nostro disturbo può aspettare e anche noi siamo diventati un numero o cominciamo “a dare i numeri”.
C’è anche la possibilità da non sottovalutare che, nel frattempo, la natura ci abbia portato a guarigione.
Torniamo diligentemente alla nostra Scuola Medica Salernitana. Dopo aver assodato la difficoltà di avere un medico a disposizione, andiamo ad analizzare le richieste della Scuola stessa.
ANIMO LIETO. Cosa vogliono dire queste due parole?
Vogliono dire che dobbiamo essere sereni, tranquilli e ottimisti. Che non dobbiamo farci tartassare dalle scadenze delle cambiali eventualmente firmate, che non dobbiamo torturarci di fronte alla possibilità o necessità di andare a votare e, tanto per fare un altro esempio, dobbiamo fregarcene se, alla fine del mese, siamo rimasti senza soldi.
Ricordate i “Figli dei fiori?”.

da:"adierre.wordpress.com"

Furono un grande esempio! e forse non avevano ancora inventato il PIL.
In poche parole vi si chiede di non farvi prendere dallo sconforto se non va tutto come desiderereste.
L’animo lieto vuol dire anche sorridere di fronte alle avversità; evitare di arrabbiarsi per un nonnulla e considerare come ogni bicchiere può essere “mezzo pieno”.
RIPOSO. Il nostro corpo ha bisogno di riposo e di ristoro. Si dice che il sonno notturno deve essere ristoratore. Le cellule dei nostri organi, nell’arco della giornata, producono delle tossine che devono essere smaltite.
Sembra abbastanza inutile approfondire questo argomento. Tutti sanno che la “pennichella” dei romani è molto importante! L’attuale vita frenetica ha tolto importanza a questo rito postprandiale e ha tentato di eliminare il pasto del mezzogiorno. Per “produrre” bisogna procedere senza sosta!

Sembrerebbe che i giovani riposino nelle ore sbagliate. Inutile ricordare che oggi, per i giovani, il divertimento della serata comincia quando sta per scattare il giorno successivo.

Poco riposo o riposo sbagliato!

Ci si riposerà nella bara!
DIETA MODERATA. Due parole piuttosto inutili. Nel termine moderato troviamo l’importanza della quantità e della qualità di quello che mangiamo. Ci volevano dire che dobbiamo mangiare “bene” e non dobbiamo esagerare. Fanno naturalmente parte della “dieta” anche le bevande. Non va bene esagerare con le bevande alcooliche o abbandonarsi a bevande “diversamente” tonificanti o particolarmente “moderne”.

Dovrebbe essere opportuno, parlando di dieta, tener presente che esistono le “combinazioni alimentari” e le “intolleranze alimentari”.

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Con questo articolo desidero spezzare una lancia in favore del francobollo e dello scrivere a mano una bella lettera.

Ho accennato questo problema con questo:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2011/04/09/scrivere/

Oggi l’Industria più importante è quella del pallone; del calcio.
Qualcuno ricorda questo francobollo?

Correva l’anno 1991 e, per la prima volta, la squadra genovese Sampdoria arrivò a vincere lo scudetto.

Da qualche anno era consuetudine delle Poste Italiane, emettere un francobollo alla fine del campionato per ricordare il Campione d’Italia di quell’anno. Attualmente quasi tutte le squadre italiane importanti hanno un francobollo. Per quanto riguarda la Sampdoria questo è l’unico. Ha però una particolarità: il facciale di 3000 lire, quindi piuttosto alto.

Per me questo francobollo è interessante perché è relativo a Genova, perché la squadra vincitrice fu la Sampdoria e perché è rappresentata la LANTERNA.

LA LANTERNA

Questa bellissima torre fu costruita per la prima volta intorno al 1160. Fu utilissima, come faro, ai naviganti. È il simbolo della città.

La Squadra SAMPDORIA risulta dalla fusione, avvenuta nel 1946, delle squadre genovesi Samperdarenese e Andrea Doria. Seguo pochissimo il calcio. Se dovessi tifare per una squadra tiferei per la Sampdoria.

Genova è la città dove sono nato e dove mi sono laureato.

Inoltre Genova è una città molto bella ma anche poco conosciuta. Molti italiani di Genova conoscono solo l’Acquario e sanno che c’è un porto.

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