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Archive for settembre 2011

ESEMPLARE!

Questa “favoletta” ha molto da insegnare a tutti noi specialmente in un momento come questo in cui sembra che stia tutto sprofondando.

Ho usato la parola favoletta, ma avrei dovuto utilizzare un termine diverso che forse non esiste.

Una stella marina

Potrebbe essere molto importante, e interessante, se molti italiani seguissero l’esempio di quel bimbo. Invece di amare una stella di mare potrebbero amare la propria Patria e non remare contro.

INTANTO NON SERVE A NIENTE

Non è vero. Tutto sta nel cominciare. Se il Governo ha dimenticato che esiste la parola “onestà”, il popolo, una persona dopo l’altra, può lentamente, col proprio comportamento onesto, ricordarglielo e dimostrarglielo. Anche l’onestà può diventare una sorta di epidemia positiva e dare, seppur lentamente, degli ottimi frutti.

Spero che siano tanti, e poi tantissimi i lettori della favoletta che ci ha presentato Marta.

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Questo francobollo, assolutamente non brutto, mette in primo piano la

FERROVIA RETICA PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO:

Francobollo italiano per FERROVIA RETICA

Questo francobollo illustra un viadotto della ferrovia in un punto particolarmente spettacolare abbastanza lontano dal territorio italiano.

Non si capisce bene la ragione che ha portato le Poste Italiane a prendere in considerazione questa bellissima ferrovia svizzera. Non credo volessero propagandare la ferrovia e spingere gli italiani ad andare in Svizzera. Non credo neppure fossero “a corto” di siti UNESCO.

Spero di non sbagliare, ma in Italia ci sarebbero, se si comprende quello di San Marino, ben 60 siti UNESCO.

La FERROVIA RETICA arriva fino a Tirano in Valtellina.

Lo sviluppo della Ferrovia Retica è molto consistente e lo si può chiaramente vedere in questa cartina:

SVILUPPO DELLA FERROVIA RETICA

Se poi consideriamo il collegamento  con l’altra ferrovia a scartamento ridotto che arriva fino a Zermatt ai piedi del Cervino, si capisce quanto sia grande lo sviluppo di questa ferrovia.

Tracciato della MATTHERHORN GOTTHARD BAHN

Si può vedere come il punto d’arrivo della ferrovia Retica a Disentis coincide coll’inizio dell’altra ferrovia che porta fino a Zermatt.

Il francobollo italiano, per celebrare un sito dell’UNESCO, ha riprodotto un ponte abbastanza lontano da Tirano.

Per quanto possa essere stato un ponte interessante dal punto di vista ingegneristico, non si capisce la necessità di immortalare un prodotto straniero. Questo è lo stesso viadotto fotografato da un punto differente.

VIADOTTO LANDWASSER

Verrebbe quasi da pensare che i dirigenti delle poste abbiano voluto fare un piacere al nostro Ministro Tremonti nato a Sondrio e quindi valtellinese. Mi sembrerebbe strano non foss’altro che per il fatto che il nostro Ministro ha il dente avvelenato con la Svizzera e con quei cittadini italiani che hanno pensato bene (o male) di farsi custodire i soldi oltrefrontiera.

A parte queste facezie, irrilevanti dal punto di vista paesaggistico, su questo tracciato viaggia più volte al giorno da St. Moritz a Zermatt e viceversa un treno conosciutissimo a livello internazionale: IL GLACIER EXPRESS.

Ve lo presento su un bel ponte.

IL GLACIER EXPRESS SU UN PONTE FRA SEDRUN E DISENTIS

Già che ci siamo trovo interessante vedere due GLACIER EXPRESS che si incrociano nella stazioncina di Sedrun. In questa foto si può notare quanta gente c’è nel treno. La maggior parte di quei passeggeri vengono da molto lontano per apprezzare i paesaggi e l’organizzazione di questi treni.

Due GLACIER EXPRESS si incrociano nella stazione di SEDRUN

Questo francobollo delle Poste Italiane mi ha permesso di fare una carrellata nella nazione che mi ospita; mi ha permesso anche di fare, in particolare due considerazioni.

La prima, e l’ho già detto, con tutto quello che c’è in Italia c’era bisogno di fare un francobollo “svizzero”?

La seconda considerazione è un po’ più “triste”:”Perché l’Italia consuma “tonnellate” di energie per maltrattare il popolo e distruggere le infrastrutture? Perché non può essere veramente costruttiva e esemplare verso tutti quei turisti che raggiungono la nostra Penisola affamati di arte, di natura e di panorami?

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UNA BIRRA?

Sono tornato.
È arrivato anche l’autunno ma il tempo è ancora piacevole.
CI FACCIAMO UNA BIRRA?

NON È PUBBLICITÀ

ALLA SALUTE DI TUTTI VOI CHE MI LEGGETE CON AMORE E CON AFFETTO

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UN CAFFÈ?

Un buon caffè prima di partire?.. senza zucchero!

Quant'è leggera questa MOKA. E la tazzina?

La tazzina l’ho comperata a HELSINKI.

Non è carina?


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CHE PIANTO!

Domenica sera ho visto la trasmissione PRESA DIRETTA su RAI TRE e avant’ieri l’articolo di Marisa Moles che vi presento.

La trasmissione, condotta da RICCARDO IACONA,  mi ha letteralmente depresso.

RICCARDO IACONA

Anche se qualcuno potrebbe dire che è una trasmissione di parte, non credo sia tutta artificiosa e frutto di fantasia.

A un certo punto ho dovuto spegnere il televisore. Non posso capire la mentalità di certi miei connazionali che non riescono a considerare che stanno facendo naufragare la loro patria. Il mentecattismo è tale per cui non capiscono che affogheranno anche loro? O hanno già portato i soldi “rubati” oltre confine?

E poi si tolgono i Santi Patroni! 

Per arrivare a far certe pensate bisogna avere una grande fantasia. A cosa serve? A far lavorare meglio gli italiani? In ogni caso lo si farà con calma… dall’anno prossimo!

Veramente non rimane altro da fare che piangere.

VIA BEL PAESE è a Como

Qualcuno potrebbe dirmi che sono fortunato perché abito in Svizzera. Certo qui le cose vanno meglio. Rimane però il fatto che continuo a voler bene alla mia Patria; mi fa soffrire dover constatare che la tanto decantata intelligenza e genialità dell’italiano sia riuscita a tanto.

Chiederei ai nostri Governanti: “Ma l’ITALIA vi fa così schifo? Perché volete a tutti i costi distruggerla?”

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ADESIONE DEL CODICE DI AVVIAMENTO POSTALE

Eccovi un francobollo completamente dimenticato.

Correva l’anno 1967 quando le Poste Italiane decisero di adottare l’elettronica per smistare meglio gli invii postali. Vararono il Codice di Avviamento Postale (CAP) che doveva essere scritto prima del comune di destinazione. Per le città di una certa importanza, era necessario consultare l’opuscolo relativo, e si trovava il numero per quella determinata via o piazza.

Le Poste emisero due francobolli nel 1967 e altri due nel 1968. Fino ad allora si doveva scrivere solo la provincia o, nelle grandi città, il numero del rione dopo il nominativo della città.

LIBRETTO "CODICE DI AVVIAMENTO POSTALE del 1967

Oggi il CAP è diventato abituale quasi come il Codice Fiscale che ci ha permesso di essere numerati e catalogati.

Le Poste hanno propagandato il CAP in molti modi. Il modo per loro più semplice era quello dei timbri postali di propaganda.

A quei tempi le Poste Italiane non erano ancora una S.p.A. e, almeno apparentemente, non erano ancora interessate a diventare una specie di banca. C’era, almeno sembrava che fosse così, l’interesse a servire lo Stato e i cittadini. Un buon funzionamento delle poste aiutava il lavoro di molte imprese.

Il libretto con tutti i numeri d’Italia veniva distribuito capillarmente.

Consigliavano anche il modo giusto di scrivere un indirizzo; non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale.

Timbro da ROMA PRATI del 29 febbraio 1968

Questo timbro su una busta affrancata con 50 lire dice:

APPLICATE IL NUMERO DI CODICE

La parte più simpatica è il fiorellino con sotto la scritta:

non ti scordar di me

che, come tutti sanno è anche il nome di un fiore.

NONTISCORDARDIME

Questo timbro è meglio visibile dalla stessa busta come timbro d’arrivo.

Bisogna ricordare che in quegli anni le Poste Italiane erano responsabili e, salvo eccezioni, mettevano un timbro d’arrivo su ogni lettera; non solo le Raccomandate. Era quindi possibile verificare la data di partenza e quella di arrivo.

La destinazione di quella lettera era Genova. Nello spazio di una notte la lettera arrivò a destinazione. Lo si può constatare dal timbro d’arrivo:

Timbro d'arrivo dell'1 marzo 1968 di GENOVA CORRISPONDENZE

Mi sembra molto interessante mettere in rilievo il fatto che le Poste Italiane volevano mettersi al passo coi tempi ed essere veramente efficienti.

Non c’era ancora la velleità di diventare una Banca e “guadagnare” tanti soldi.

Le Poste dimostrarono con altri timbri il desiderio di essere, come tali, efficienti e al servizio degli italiani.

Questo del 1960 ne è un esempio:

PER IMPOSTARE NON ASPETTATE LE ORE SERALI - 1960

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I GOVERNANTI STUDIANO LA STORIA?

Nel 1974 l’Italia aveva dei problemini. Mancavano i soldi in cassa. Crearono una tassa che chiamarono

“UNA TANTUM”.

Era per gli automobilisti. Era da pagare alla posta; bisognava far guadagnare qualcosa anche alle Poste. E le poste volevano aiutarci. Ho trovato questo bel timbro:

Timbro di ROMA CENTRO del 20 settembre 1974

La didascalia delle poste:”AIUTATECI A SERVIRVI MEGLIO”.

I problemi erano come quelli attuali… forse peggio. Se i Governanti e i politici attuali avessero studiato la storia, forse sarebbero corsi ai ripari prima della… (quasi) catastrofe.

MA NEPPURE LA MINISTRA HA STUDIATO LA STORIA?

E INTANTO GLI ITALIANI SOFFRONO! 

 SONO QUESTE SOFFERENZE GRATUITE?

I COLPEVOLI DI QUESTE SOFFERENZE HANNO DIRITTO DI CONTINUARE A GIOIRE O SAREBBE NECESSARIO PORTARLI DAVANTI AI GIUDICI?

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