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Archive for ottobre 2011

Una mia amica mi manda, da Berlino, questa fotografia.

E LA SELLA?

Appena vedo la foto mi accorgo che la ruota anteriore è un poco sbilenca.

Ecco cosa manca: LA SELLA!

Chissà da quanto tempo questa bici è lì abbandonata?

Chissà se qualche lettore (da Berlino) potrà risponderci?

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Grazie al blog dell’amico Vicozza:

lasciai questo piccolo e sintetico commento:

Se si vuol poter guardare avanti con fiducia bisogna aumentare il livello (percentuale) di onestà generale e accettare qualche piccolo sacrificio.
Questo molto sinteticamente.

Il mio commento non fu sufficiente per cui la andai direttamente a trovare l’interessata:

http://glory11.wordpress.com/2011/10/17/indignata-vs-impegnata-pretese-per-una-politica-della-speranza/

e quindi arrivai a conoscere, anche se molto superficialmente, Glory11.

Sembra una giovane e ottimista fanciulla che ha ancora la vita davanti a sé.

Mi sembra questa un’ottima occasione per comunicare, secondo me, quale può essere una strada della Speranza. E mi rivolgo direttamente a lei:

Cara Glory 11,

Non la penso assolutamente diversamente da te. È più che giusto che un giovane possa guardare nel futuro con un po’ di fiducia. Purtroppo la politica di questi ultimi anni è arrivata a negare questo; e non solo ai giovani.

Quello che ho voluto dire e che ho detto in un modo forse un po’ troppo sintetico è questo: Tutti, ripeto tutti (e specialmente chi ci governa e chi ci governerà), dovrebbero scendere un poco a compromesso con se stessi e inserire nel loro vocabolario la parola onestà. In aggiunta all’onestà ci starebbe bene anche la parola rispetto. Automaticamente l’educazione troverebbe un insolito beneficio.

Vorrei analizzare un attimo queste tre semplici parole.

ONESTÀ. Da Wikipedia: 

da "CHATTA" - A FIRENZE

L’onestà indica la qualità umana di agire e comunicare in maniera sincera, leale trasparente, in base a princìpi morali ritenuti universalmente validi. Questo comporta l’astenersi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che si esercita ed all’ambiente in cui si vive.

L’onestà si contrappone ai più comuni disvalori nei rapporti umani, quali l’ipocrisia, la menzogna ed il segreto.

In molti casi la disonestà si configura come vero e proprio reato punibile penalmente, ad esempio nei casi di corruzione e concussione di pubblici ufficiali. L’onestà ha infatti un’importante centralità nei rapporti sociali e costituisce uno dei valori fondanti dello stato di diritto.

Mi sembra che qui ci sia proprio tutto. Per essere onesti non bisogna conoscere le leggi; esistono dei principi morali piuttosto universali.

 RISPETTO: Ho trovato questo:

Il rispetto è un valore, un impegno individuale e collettivo, che é promosso dall’esempio. Non si decreta con la moralizzazione, né dando lezioni. Ognuno deve mostrare il cammino, assumendo atteggiamenti e comportamenti rispettosi. Tutto quello che si fa quotidianamente, di bene o di male, non è senza effetto sugli altri. 

Mancanza di rispetto del mondo animale? - Da "Cuore di tenebra"

Il rispetto deve essere praticato verso l’essere umano, in modo prioritario, ma anche verso l’ambiente, gli animali, i beni pubblici e privati, le leggi, ecc.. 

Manca di rispetto verso la collettività chi abbandona bicchieri di plastica sulla pubblica piazza

Il rispetto è semplice e praticabile ovunque: in strada, al lavoro, a scuola, su un terreno sportivo, nella natura. È applicabile in tutte le situazioni della vita.

Non credo possibile esemplificare meglio le “funzioni” del rispetto.

Prima di continuare il discorso dobbiamo prendere in considerazione la parola educazione. Da Wikipedia: 

L’educazione è il processo e l’attività volta allo sviluppo e alla formazione di facoltà e attitudini mentali, sociali e fisiche di un individuo, soprattutto, ma non soltanto, nei bambini e negli adolescenti.

Oltre a questo, ecco cosa ho trovato:

Con educazione ci riferiamo dunque non solo alla crescita intellettuale di un individuo, ma anche alla sua capacità di adeguarsi a determinate regole e modelli sanzionati socialmente.

da "Sacerdotes Sacerdotes"

 Per questo definiamo beneducato chi sa comportarsi a modo; mentre è maleducato o addirittura ineducato chi non conosce le buone maniere e agisce di conseguenza.

Dopo aver analizzato queste tre importantissime parole che la maggior parte dei nostri politici hanno dimenticato, è necessario vedere in che modo dare un “corpo” alla speranza.

Tu pensi che i tuoi Governanti vengano a darti la speranza? Scordatelo. Sei tu, siamo noi, è la Collettività tutta che può, col proprio comportamento, insegnare a chi dovrebbe darci il buon esempio come ci si comporta se si vuol continuare a fregiarsi di un titolo come quello di Onorevole o Senatore.

Solo se piano piano ognuno di noi mette un poco in pratica quelle tre stupende parole, potremo arrivare a sperare. Non dobbiamo aspettarci “il primo passo” da quei signori che, per esempio, perdono ogni diritto ad essere rispettati quando, fra di loro, si insultato e passano alle maniere forti ma si votano, sorridendo, stipendi e pensioni da nababbo.

“Loro” dovrebbero darci il buon esempio. Noi possiamo, purtroppo solo lentamente ma “a macchia d’olio”, stimolare una nuova classe dirigente capace di ricordare ogni giorno quelle tre parole.

Sono innumerevoli le situazioni nelle quali queste tre parole vengono dimenticate. Ne cito di seguito, senza alcun ordine, dieci:

  1. Attraversare la strada col rosso.
  2. Non rilasciare la ricevuta fiscale.
  3. Non pagare le imposte.
  4. Non permettere al contribuente di detrarre, nella dichiarazione dei redditi, le spese effettive per il mantenimento del figlio all’Università.
  5. Accettare lavori artigianali in nero.
  6. In treno: Appoggiare i piedi con le scarpe sul sedile.
  7. Imbrattare i muri.
  8. Permettere precariati ad oltranza.
  9. Accettare tirocinanti (Avvocati, Architetti, Commercialisti, ecc.) senza pagarli o pagando cifre “da fame”.

10. “Dimenticare” sul bus di pagare il biglietto.

Cara Glory 11,

Se lo vorrai potrai aggiungere ancora molte voci. Se lo si vorrà, e lo si deciderà, si potrà, a macchia d’olio, chiedere agli italiani di muoversi usando “le tre parole”. Piano piano si potrà smettere di indignarsi, si potrà cominciare a sperare veramente e diminuiranno “le sofferenze gratuite”.

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FIDUCIA

Suona un proverbio:
FIDARSI È BENE, NON FIDARSI È MEGLIO.

Ho trovato i risultati di questo sondaggio:

DA UN GIORNALE TICINESE

L’ho trovato molto interessante. La fiducia verso i Giornalisti è pressoché nulla. Eppure moltissime persone leggono i giornali e li commentano.

Anche i politici riscuotono poca fiducia. In questo caso non ci meravigliamo più di quel tanto. Infatti si dice o no?

PIOVE – GOVERNO LADRO 

Fino a qualche decennio fa si poteva considerare, quel detto, piuttosto assurdo. Oggi però sembra proprio che certi governi siano veramente responsabili verso alcuni cambiamenti climatici. Chissà se il recentissimo “caldo” fuori stagione è da imputare al “riscaldamento globale”?

Comunque sia non capisco come mai ci si fidi meno degli avvocati rispetto ai politici. Forse perché gli avvocati sono qui per “litigare” ma prima di farlo si fanno pagare profumatamente?

Significativa la fiducia verso i medici. Forse perché se se ne parla male poi non ci curano più?

In definitiva però questa è solo una specie di statistica. In ultima analisi cos’è la Fiducia? Trovo, sul dizionario Hoepli, questa definizione:

Sensazione di sicurezza basata sulla speranza o sulla stima riposta in qualcuno o qualcosa

Sicurezza e stima. Due parole importantissime che vengono utilizzate molto frequentemente… e abusate. Nell’esercizio della mia professione, più volte mi fu detto:”Mi fido di lei ciecamente”. Sono andato a cercare qualche illustrazione che potesse dirci veramente cos’è la fiducia. Ne ho trovato due.

La prima

I CONSUMATORI SIAMO TUTTI NOI

è piuttosto “attuale”.

Non so se fa ridere, sorridere o… piangere.

Dal punto di vista nostro è però significativa. Se ci fidiamo di qualcuno, la nostra fiducia è tale per cui ci affidiamo e ci lasciamo “fare” qualunque cosa.

Si parla di “iniezione di fiducia”. Quella che ha in mano l'”operatore” non è proprio una siringa…

Poi ho trovato un’altra figura. Una figura che possa veramente dirci cos’è la fiducia.

Questa figura è molto semplice. Ci dice però in che modo possiamo veramente affidarci.

da "TESTIMONIANZE E APPROFONDIMENTI"

Quel bimbo non può più tornare indietro. Se l’uomo (immagino il papà) si sposta leggermente il bimbo cadrebbe rovinosamente. Nel suo lasciarsi andare quel bimbo dimostra fiducia illimitata.

Questa figura mi ha fatto ricordare quanto raccontò anni fa alla televisione Catherin Spaak. Pare che appunto il suo Papä le disse, press’a poco come nella figura, di buttarsi. Lui si spostò e lei cadde. Pare che il padre volle insegnarle che non bisogna mai fidarsi di nessuno.

Fin qui quanto da me scitto qualche giorno fa prima di partire per la mia Liguria, dove mi trovo in questo momento.

Abbiamo parlato di fiducia; ma dopo quanto è accaduto ieri 15 ottobre 2011 a Roma, come si può pensare di dare il 3% di fiducia ai politici?

I nostri politici sono tutti concordi nel condannare i fatti di Roma. Ma non si rendono conto che dovrebbero condannare se stessi? Non si rendono conto che, se ci fosse stata la volontà avrebbero potuto evitare certe violenze? Loro dovrebbero rifondere agli italiani i danni fisici e morali subiti!

Hanno dimostrato che la fiducia per loro è scesa abbondantemente sotto zero.

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Osservate questo francobollo. Non è particolarmente bello. È però molto significativo.

ARTURO TOSCANINI

Tutti sanno che Arturo Toscanini fu uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi; pochi però sanno che inizio la carriera, come direttore d’orchestra all’età di 19 anni.

In questo francobollo è ripreso in una posa tipica per un direttore d’orchestra.

Fu un tenace antifascista; al punto che lasciò l’Italia e La Scala di Milano per gli Stati Uniti che considerò la sua seconda patria.

Busto di Toscanini opera dello scultore Maurizio Zaccardi

Tornò in Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1946.

Anche se riprese la sua attività a Milano, continuò a vivere con la moglie negli Stati Uniti.

È sepolto e “riposa” a Milano.

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“VOGLIO DIVENTARE RICCO”

Ecco quanto non si sente dire proprio mai! Intanto non funziona. Tante persone vogliono diventare ricche ma non comperano neppure un biglietto della lotteria. Ci sono, ci sono stati, al contrario personaggi che hanno deciso di diventare ricchi… e ci sono riusciti… senza guardare in faccia a nessuno.

SE FOSSERO DA 500 !. . .

Press’a poco vent’anni fa sembrava che tutti potessero diventare ricchi investendo in borsa. E c’era chi aveva deciso di diventare ricco… alla faccia di chi si abbuffava in borsa. Un po’ di anni dopo, quando il mondo si accorse che ciò non era possibile, nacquero, particolarmente negli Stati Uniti, giocolieri senza scrupoli che, aiutati da banche anche europee, riuscirono a far gonfiare certi mercati immobiliari in modo tale per cui, bastò un tassello messo male, per cui tutto il castello crollò… e siamo ancora quasi tutti sotto le macerie.

Quasi tutti perché chi mise il tassello male scappò in tempo.

Questi accadimenti ci fanno pensare con tristezza alla natura umana di “abbastanza persone” che annaspano, dalle soglie dell’età matura ai momenti in cui i primi capelli cominciano a diventare grigi, per ammucchiare sostanze, essere “qualcuno” nel mondo della finanza e godere di carte di credito di platino.

LA CARTA DI CREDITO DI PLATINO

Con la Carta di Credito di Platino ci si sente arrivati e capaci di partire, lancia in resta, alla conquista del mondo. Si è serviti e riveriti e tutti sanno di aver a che fare con un personaggio ricco.

È bello essere ricchi. Non dover guardare in faccia nessuno; non essere obbligati ad essere educati; l’onestà è poi relativa altrimenti come si fa a conservare la ricchezza?

Se poi si arriva ad essere ricchi si può vivere nei Paesi “dorati” del mondo e confrontarsi con altri ricchi: quelli veri?

Non voglio mica dire che non sia comodo poter disporre di ingenti somme. I problemi sono sostanzialmente due.

Il primo è che , in ultima analisi, la ricchezza non rende felici.

Il secondo è che, molte persone che sono riuscite a diventare ricche, hanno “consumato” la prima parte della vita per arricchirsi. Non hanno dormito, hanno mangiato male, non “hanno avuto tempo” per avere, tenere e coltivare degli affetti e hanno dimenticato che MADRENATURA aveva dato loro un corpo da rispettare. Appunto quando i capelli cominciano a diventare grigi, comincia il “regolamento di conti” sotto forma di acciacchi. E allora si va a cercare il medico migliore e si comincia a spendere e spandere per curarsi. Non si potrà sicuramente guarire; si potrà migliorare. La carrozzeria è deteriorata. Si finisce con lo spendere una buona parte di ciò che s’è guadagnato. Il grottesco è che si spende il guadagno e la causa degli acciacchi. Se nell’arco di quel vivere sfrenato alla caccia della ricchezza, si fosse riusciti a fare un pensierino alla “manutenzione”, la ricchezza sarebbe stata minore ma la vecchiaia migliore e circondata da affetti.

Ho trovato questa storiella su un periodico svizzero. L’ho adattata e penso possa chiudere egregiamente questa mia piccola fatica.

UN PESCATORE

C’era una volta un importante uomo d’affari che, passeggiando sul molo del porticciolo di un borgo marino, vide un baldo pescatore attraccare la propria barca.

Aveva pescato due bei tonni e stava per scaricarli quando l’uomo d’affari, congratulandosi con lui gli disse: “Ma lei ha pescato proprio dei bei pesci; certamente sarà soddisfatto”. E continuò:”Quanto tempo ha impiegato per fare questa buona pesca?”

“Poco più di due ore” rispose il pescatore.

L’uomo d’affari stupito:”Ma perché non è stato in mare un po’ di più? Avrebbe potuto pescare molto di più”.

“Perché?” chiese il pescatore “A me questi pesci sono sufficienti. Con questa ottima pesca posso mantenere bene la mia famiglia per qualche giorno”.

L’uomo d’affari, stupito per la risposta, gli chiese:”Ma cosa fa lei nelle prossime ore? Come occupa le ore della giornata che le restano?”

“Vede” rispose il pescatore “io alla mattina non mi alzo molto presto. Mi piace dormire. Poi tranquillamente vado un po’ a pescare, poi, prima del pasto di mezzogiorno gioco coi miei bambini. Dopo il pasto faccio un riposino con mia moglie.

Al pomeriggio faccio una passeggiata nel Paese, una partitina a carte con gli amici, mi bevo un bicchier di vino e faccio una suonatina con la chitarra.

Come vede, la mia giornata è abbastanza piena.”

L’uomo d’affari si presentò come tale e disse:”Io potrei aiutarla”.

“In che modo?” chiese il pescatore.

“Semplice” continuò l’uomo d’affari “Lei dovrebbe pescare per più tempo e, col maggior pescato, comperare una barca più grossa. Continuando a guadagnare di più, lei potrà comperare altre barche e quindi, pescare ancora di più. Col tempo potrà portare il pescato direttamente alla fabbrica che lo lavorerà e, se continuerà su questa strada, potrà addirittura comperarsi la fabbrica.

Naturalmente la sua fabbrica potrà diventare una Società per Azioni, lei potrà andare ad abitare in città e dal suo ufficio lei potrà seguire l’andamento degli affari e delle sue azioni. Potrà fare una bella vita.”

Il pescatore l’ascoltò attentamente. Non perse una sola parola e chiese:”E quanti anni ci vorranno per tutto questo?”.

L’uomo d’affari fece un veloce calcolo mentale e disse:”Press’a poco vent’anni”.

“E poi?” chiese il pescatore? 

“E poi, quando avrà raggiunto l’agiatezza potrà traferirsi in un bel borgo di pescatori, dormire fino a tardi, andare ogni tanto a pescare, giocare coi nipotini, dato che i suoi figli saranno nel frattempo cresciuti, fare un riposino con sua moglie dopo mangiato e andare a spasso nel paese.  Naturalmente, se ne avrà voglia potrà anche farsi un buon bicchiere di vino e suonare la chitarra con gli amici”.

“Ma io sto già facendo tutto questo” rispose il pescatore dopo qualche minuto di silenzio “per quale ragione dovrei aspettare venti lunghi anni?”

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CARICATURA?

Mia figlia è ormai adulta e, grazie ai bimbi di mia figlia, i miei nipotini, è nato questo Blog.
Anche mia figlia è stata una bimba. Mi vedeva proprio così:

IL MEDICO IN AZIONE!

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Oggi, più che un francobollo a insegnare, e molto, è il timbro.
Questo timbro del 1960 potrebbe essere attualissimo.

Sono passati più di 50 anni da quando questa lettera, con un’affrancatura di 25 lire, partì da Genova. La destinazione non ci interessa; il francobollo non ha alcun valore; ce ne sono un mucchio. Il timbro però mi sembra qualcosa di fantastico. Leggetelo bene.

TIMBRO DEL 1960

IMPARARE PER LAVORARE” dice la prima riga.

Sembrerebbe che potrebbe essere necessario, prima di fare un lavoro, imparare a farlo. E pensare che io credevo si potesse improvvisare!

Non è carino?

Ma che bisogno c’è di imparare. Si comincia e poi il resto viene da sè. Non è così che si fa in Italia? Intanto si trova sempre il “grullo” che non se ne accorge.

LAVORARE PER IMPARARE” dice la seconda riga. È vero. Se metto in pratica ciò che ho imparato e vado a lavorare, e lo faccio con coscienza, ogni giorno potrò imparare qualcosa di più. E col tempo acquisterò esperienza e quando sarò anziano avrò acquisito una tale e tanta esperienza per cui potrò andare anche a governare.

Ora ho capito perché i nostri Governanti sono tutti (o quasi tutti) anzianotti… a cominciare dal Presidente della Repubblica. Perché hanno letto, nel 1960, questo timbro.

Stavo però pensando:”Ma l’hanno messo in pratica?” O hanno letto solo la seconda riga?

L’impressione è che abbiano letto solo la seconda riga e abbiano sperato di imparare. Ma a spese di chi? Di tutta la Nazione e dei contribuenti.

Se hanno imparato o no, non sta a me giudicare. Sono i fatti quelli che contano. In ogni caso sono riusciti a permettere un bellissimo francobollo; questo:

L'ASINO DEL 2007

E qui si parla proprio di asini. Questo francobollo ci dice, senza mezzi termini, che in Italia ci sono molti asini.

Stando al francobollo ce ne sono ben 7 tipi. E pensare che questi asini sono tutelati.

Ma nella nostra Repubblica che mi sembra “fondata sul lavoro”, si tutelano solo gli asini o anche i Governanti? Da come vanno le cose, mi sembra che i Governanti, i nostri almeno, siano tutelatissimi. Ma è giusto! Lavorano molto! Sono ammirevoli!

Poi… quando si picchiano a Montecitorio per tutelare i princìpi sacrosanti della nostra Repubblica, e si fanno giustamente pagare, risultano, grazie alle telecamere, più che ammirevoli.

Per loro non conta questa placca:

TUTTO VERO

Questa placca sarebbe per loro offensiva; perché no “sacrilega”. Quest’anno non hanno neanche fatto le ferie!

Questa per loro (o per noi?), è stata una vera sofferenza “gratuita”!

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