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Archive for gennaio 2012

Con l’ultimo articolo non son riuscito a far arrabbiare nessuno… almeno “ufficialmente”.
Con questo scritto sono arrivato a 200. Forse avrò scritto 200 stupidaggini o forse qualcosina di giusto. Non importa.
Devo ancora prendere in considerazione gli italiani che portano i soldi all’estero. Lo farò perché ho le mie idee e, alla mia età, mi piace tenerle in considerazione.
Prima però ho pensato che val la pena di sorridere.

Questa l’ho trovata e… ve la passo.

Da "LA SETTIMANA ENIGMISTICA"

Spero vi faccia almeno sorridere un poco!

BUONA DOMENICA

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Volevo fare arrabbiare quelle persone che sono convinte che in Italia le cose vadano male particolarmente per colpa di chi non paga le tasse e di chi porta i soldi all’estero.
 Mi rifaccio alla notizia per cui sono stati “stanati” tanti evasori totali.

Ma come mai esistono questi evasori totali?

Come mai non sono stati capaci di trovarli prima?
Forse perché non c’era la volontà o la determinazione? O perché i classici “Servizi” che dovrebbero (o avrebbero dovuto) conoscere l’esistenza di chi abita nei vari comuni era “in altre faccende affaccendato“?

Potrebbe essere semplicissimo. Ogni comune ha un’anagrafe e conosce l’esistenza dei residenti!

Uno dei francobolli dedicati nel 2006 alla Guardia di Finanza

È strano però. Ora, di colpo, si trovano gli evasori totali!  Li ha trovati la Guardia di Finanza? Ma cosa faceva prima la Guardia di Finanza?

Le Guardie di Finanza esistono in Italia da più di cento anni. Lo dimostrano questi due francobolli emessi in loro onore nel 2006. E questi non furono gli unici francobolli in loro onore. Questo dimostra che sono molto importanti; e dovrebbero essere al nostro servizio; sono pagati dalle imposte o tasse o balzelli dei cittadini? Dovrebbero, o no, far parte di quei servizi che la Repubblica Italiana dovrebbe dare ai cittadini?

Ma perché solo ora hanno scoperto così tanti evasori totali? Chissà quanti ce ne sono “parziali”!

Altro francobollo emesso nel 2006

Probabilmente ho torto; mi trovo però a pensare, quanto sono malvagio, che negli anni passati o non si voleva o non si “poteva” cercarli.

Far funzionare i servizi e dare agli italiani una migliore qualità di vita è decisamente troppo scomodo, più che difficile e allora?…

E allora la Guardia di Finanza diventa l’eroe del giorno o della settimana come quel capitano che ha stimolato la produzione delle magliette.

Sia chiaro, non voglio assolutamente infierire contro le Fiamme Gialle, non ci penso neanche un po’; sono però consapevole che il loro operato fa parte di quei Servizi che dovrebbero tutelare il cittadino.

E quelli che hanno portato i soldi all’estero?

Quelli che hanno portato, e probabilmente portano i soldi all’estero dovranno anche essere presi in considerazione. Per il momento ho preso in considerazione gli evasori, i cattivoni che distruggono la Patria!

QUANTE SOFFERENZE “GRATUITE” IN MENO SE I SERVIZI FUNZIONASSERO UN PO’ DI PIÙ!

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Ieri mattina, come molte altre volte ho attraversato il confine per fare una capatina in Italia.
In queste occasioni la prima cosa che faccio è quella di prendermi un buon caffè.
Mentre bevo e mi gusto la tazzina di caffè vedo su un tavolino del Bar il CORRIERE DELLA SERA.

Nel breve tempo che uno può avere quando beve una tazzina di buon caffè all’italiana, vengo attirato da tre notizie.

Da "MARIELLA"

La prima notizia che mi ha colpito è stata la foto degli autotreni fermi. Mi ha colpito il fatto che i camionisti si permettono di bloccare una nazione perché non sono d’accordo su certi argomenti.

La seconda notizia che viene presa in considerazione, eventualmente, la colpevolezza della direzione di Costa Crociere per la tragedia dell’Isola del Giglio.

La terza notizia, di cui ho letto solo il titolo è che avrebbero scoperto un certo numero di evasori fiscali totali.

Dopo qualche ora, dopo essere rincasato, ho cominciato a pensare:”Che cosa spinge un cittadino a evadere il fisco? O ha una morale particolare o è un delinquente.”

Salute!

Quale potrebbe essere la morale particolare?

Questi “evasori” potrebbero aver considerato l’esistenza della “legittima difesa”. Potrebbero aver considerato, in una Nazione moderna, il significato intrinseco di imposta; e cioè dare allo Stato una parte del guadagno per ricevere dei Servizi.

La Repubblica Italiana dà ai cittadini i giusti Servizi?

Fa parte dei Servizi l’essere curati dignitosamente in Ospedale?… o come quanto vidi ieri sera di un ospedale di Napoli?

Fa parte dei Servizi, dopo aver pagato la tassa richiesta, ricevere una lettera il giorno dopo?… o dopo 20 giorni?… o Raccomandata dall’Italia alla Svizzera dopo 1 mese?

Fa parte dei Servizi essere tutelati dalla”giustizia” e, se necessario, avere processi senza infiniti rinvii?

Fa parte dei Servizi salire su un treno “normale” e trovare pulizia, correttezza e puntualità?… o come normalmente accade?… salvo la linea Torino-Napoli!

Fa parte dei Servizi avere una burocrazia leggermente più snella?… e al servizio del cittadino?

È il burocrate al servizio del cittadino o il cittadino al servizio del burocrate?

Forse l’EVASORE TOTALE si è fatto qualcuna di queste domande, si è dato qualche risposta, ha guardato in faccia la realtà, si è reso conto che in Italia si ottengono facilmente gli arresti domiciliari… e ha agito di conseguenza?

Il cittadino onesto paga le tasse… per continuare ad essere preso in giro? 

Chi ha meno ragione: il cittadino che cerca di difendersi non pagando le giuste imposte o lo Stato che non corrisponde al cittadino i giusti Servizi?

O è come la storiella del Manzoni dove hanno ragione tutti?

Alessandro Manzoni in un francobollo del 1973

C’era una volta un certo Alessandro Manzoni che serenamente stava leggendo nel suo studio mentre la nipotina stava tranquillamente , per terra, giocando. Entra il giardiniere, che chiameremo Giovanni, il quale si lamenta perché la cuoca, che chiameremo Sofia, è stata sgarbata con lui, ecc. ecc. Il Manzoni lo ascolta attentamente e, alla fine dice:”Hai ragione”. Giovanni se ne va tranquillamente e poco dopo arriva Sofia che, a sua volta si lamenta perché Giovanni si sarebbe comportato male con lei. Il Manzoni la ascolta attentamente e, alla fine dice:”Hai ragione”. Sofia se ne va soddisfatta e, per qualche minuto nessuno fiata.

 Poi, la nipotina che sembrava disinteressata, dice:”Ma nonno; prima è venuto Giovanni e gli hai detto che ha ragione, poi è arrivata Sofia e le hai detto che ha ragione. Com’è possibile che abbiano ragione tutt’e due?”

E il Manzoni:”Hai ragione anche tu”.

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Su quest’isola delle Antille ha trovato gioioso approdo una giovane fanciulla olandese di nome Laura Dekker.

ISOLA SINT MAARTEN

Questa fanciulla veramente e quasi incoscientemente libera ha fatto il giro del mondo in solitaria. Ha fatto qualche scalo ma è riuscita a battere ogni record precedente.
La fotografia la mostra sorridente e gioiosamente libera.

Ha appena 16 anni. Per la legge non è ancora maggiorenne. Mi ha lasciato perplesso ma ha tutta la mia stima. È sicuramente una persona determinata.

Da "MNews.it" - Laura Dekker

Quest’altra foto che arriva dalla parte opposta del globo ci mostra molti visi molto seri e sicuri di sé che in parata inneggiano al loro giovane Capo.
Siamo nella Corea del Nord e se sono lì con la bandiera in mano, e non ai lavori forzati, vuol dire che hanno saputo “liberamente” piangere bene la morte del padre del giovane Capo.

Da "Tages Anzeiger"

Queste due fotografie scattate quasi simultaneamente mostrano le terribili differenze esistenti sulla faccia della Terra.

La libertà non è un’opinione!.. e non è “esportabile”.

LIBERTÀ È FARE TUTTO CIÒ CHE FA PIACERE A PATTO DI NON FARE DEL MALE A SE STESSI O AD ALTRI

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Da quando la Costa Concordia si è adagiata sugli scogli dell’Isola del Giglio sono stati scritti fiumi di parole, sono state fatte vedere tantissime immagini. Ora tutto il mondo sa che esiste l’isola del Giglio e molti, nei prossimi mesi, saliranno sul traghetto a Porto Santo Stefano per visitare l’isola e andare a vedere il gigante “addormentato”.

La mia speranza è che una buona cura riesca a risvegliare il gigante e a rimetterlo in movimento. Chissà!

Comunque sia passerà sicuramente moltissimo tempo e le polemiche si spegneranno forse fra qualche decennio.

Da parte mia, continuerò a ricordarla, oltre che come fonte di temporanee soddisfazioni personali, ferita ma ancora piena di luci come in questa foto che fece il giro del mondo.

Da "Tages Anzeiger"

Nell’attesa degli eventi ci si rassegna ma rimane lo sconcerto.

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Certe immagini…

Da "Tages Anzeiger" - LA COSTA CONCORDIA

Fanno troppo male.

E lasciano senza parole.

Ma non deve essere così; dicono che bisogna reagire.

Ma in che modo si dovrebbe reagire?

Superata la fase di tristezza e la comprensibile curiosità che cerca di arrivare a capire come abbia potuto accadere una tragedia simile, oggi mi trovo a considerare brevemente in questo modo:

Se è vero che a guidare una nave dovrebbe essere un individuo per lo meno equilibrato, se è vero che l’incomprensibilità del naufragio può essere solo la conseguenza di energie sconosciute o della mente di uno squilibrato, se è infine vero che le condizioni del mare erano ideali, di fronte a una tragedia di questo genere “semplicemente incomprensibile”, è giustamente importante e necessario indagare la mente non solo del capitano, ma anche l’operato di chi gli ha permesso di fare quel lavoro di così alta responsabilità.

Da "Tages Anzeiger"

Nello stesso modo come ipotizzai che “il grande” Bush avrebbe dovuto essere deferito al Tribunale internazionale dell’Aia per crimini contro l’umanità, analogamente dovrebbe essere necessario analizzare dal punto di vista giuridico la situazione dello Staff dirigenziale di Costa Crociere.

Come è possibile che si permetta ad un pazzo di dirigere una nave di simili proporzioni?… senza dimenticare che certi comportamenti ledono anche la figura di una nazione già “culla di civiltà”.

Da "Tages Anzeiger"

Tutti possono sbagliare. A certi livelli però certi errori non si possono e non si devono tollerare. Sono troppo gravi. È solo questione di organizzazione. E l’organizzazione viene dalla Direzione!

UN TEMPO UN CAPITANO MORIVA CON LA PROPRIA NAVE… OGGI FUGGE PRIMA DI AVER EVACUATO LA NAVE… PRIMA CHE TUTTI I PASSEGGERI SIANO SCESI A TERRA?

FUGGE PER PAURA?

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Oggi, o qualche mese fa, ero col mio nipotino a cercare delle foto sul computer. Mentre guardava e scrivevo mi viene da dire, non ricordo il perché: macchina da scrivere”. Poco dopo il mio nipotino mi chiede:”Che cos’è la macchina da scrivere?”. Naturalmente non bisogna assolutamente stupirsi. Oggi i bimbi e gli adolescenti maneggiano il computer con grande facilità ma, se chiedi loro cos’è una macchina da scrivere, rimangono di stucco.

Non mi sembrava vero poter andare a cercare la macchina da scrivere.  

La Studio 42 dell'OLIVETTI

Da adolescente e finché vivevo coi miei genitori, usavo una Studio 42 Olivetti di mio padre che ho tutt’ora e che ho quindi potuto spolverare e aprire. È ancora quasi perfetta. Sembra nuova.

Quando gliel’ho fatta vedere i miei nipotini sono, per un attimo, rimasti come ipnotizzati. Il piccolo è stato subito attirato dal tasto rosso; il grande si è trovato maggiormente interessato al funzionamento.

Fino a “pochissimo” tempo fa, se si doveva scrivere una lettera, o si prendeva una biro o si tirava fuori la macchina da scrivere.

Ma quando è nata la MACCHINA DA SCRIVERE?

Peter Mitterhofer

La primissima macchina da scrivere nacque nel 1864 come „Wiener Modell 1864“ e si trova nel Technischen Museum di Vienna. Il suo inventore, un carpentiere di Partschins (oggi Alto Adige), di nome Peter Mitterhofer.

Questo signore faceva il carpentiere. Per questa ragione questa prima macchina da scrivere è di legno.

Dopo aver “pensato” e costruito la prima macchina da scrivere la portò a Vienna pensando a un successo. A Vienna dato che a quei tempi il Süd Tirol (in italiano “Alto Adige”) era parte integrante dell’Impero Austro Ungarico. Malgrado vari tentativi non ebbe successo.

La prima macchina da scrivere

L’idea, comunque, della macchina da scrivere era partita grazie al carpentiere sudtirolese ed è per questa ragione che, proprio a Parcins ebbi il vero piacere di visitare il bellissimo Museo della macchina da scrivere.

Ce n’è sono una quantità inimmaginabile. Dai primi tipi, anche mastodontici, alla Lettera 22, l’inseparabile macchina di Indro Montanelli.

Credo che lui, anche nell’era del Computer, continuasse a usarla. Per questa ragione, nel francobollo che lo commemorò nel 2009 è ritratto con la sua Lettera 22.

INDRO MONTANELLI

Questa macchina era portatile in una comodissima valigetta, non era assolutamente voluminosa, aveva un’altezza abbordabilissima e poteva essere usata ovunque. Una persona seduta su una panchina poteva usarla tenendola sulle ginocchia. Non era assolutamente rumorosa… anzi, il ticchettio di chi scriveva faceva addirittura compagnia.

Chi oggi è abituato al computer può sorridere considerando anche le più moderne macchine da scrivere. Ce n’erano anche di elettriche, per cui una minima pressione sul tasto produceva sulla carta sempre la stessa pressione e si otteneva una scrittura piuttosto uniforme. C’erano anche le telescriventi, per cui l’impulso sui tasti arrivava in capo al mondo. Le telescriventi sono ora sostituite dal telefax.

Questa è la cartolina pubblicitaria del Museo:

CARTOLINA DEL MUSEO

e questa la modernissima costruzione del Museo stesso.

Museo di PARCINS

A mio parere è molto interessante  trovare in questo paesello in provincia di Bolzano un così bel Museo.

Verrebbe da pensare che la località ideale per un simile Museo avrebbe potuto essere Ivrea. Invece no.

Ivrea però, con l’Olivetti, ha avuto il suo francobollo.

È probabile che a Ivrea ci sia il Museo dell’Olivetti o il museo dell’arancia (molto usata a carnevale) o di altro tipo.

Questo il francobollo che riproduce i caratteri di una macchina da scrivere convenzionale.

Francobollo del 2008

Mi fa molto piacere poter scrivere questo articolo dato che oggi tutti usano una tastiera ereditata dalla macchina da scrivere, ma pochi giovani hanno visto quest’oggetto.

…e pochissimi l’hanno usato.

Quando ci si accingeva a scrivere una lettera, non era come col computer; bisognava stare ben attenti a non sbagliare. Non c’era la possibilità di cancellare o di tornare indietro o ricominciare daccapo come col computer. Se si sbagliava qualche lettera si poteva rimediare col bianchetto o riscrivendo la battuta con maggiore intensità; in ogni caso il risultato non era buono.

È tipico lo scrittore che, non soddisfatto di quanto scritto fino a quel momento, tira fuori violentemente dal rullo della macchina il foglio e, dopo averlo ben distrutto o stropicciato lo butta nel cestino.

Il cestino del computer imita il cestino sempre presente vicino a una dattilografa.

Una dattilografa (esistevano anche i dattilografi maschi) era brava se scriveva molto velocemente e non faceva errori.

Chi veramente, credo quasi ufficialmente, portò la macchina da scrivere agli onori della cronaca e inaugurò l’esistenza di una figura ormai leggendaria fu l’americano Christopher Latham Sholes vissuto fra il 1819 e il 1890.

La figura leggendaria, sì perché oggi non esiste più, è la dattilografa forse oggi sostituita, ma solo in parte, dalla segretaria.

Lilly la prima segretaria dattilografa

In questa figura possiamo vedere il Signor Latham Sholes nel suo salotto nel 1874. Alla macchina da scrivere siede sua figlia Lilly, la prima segretaria dattilografa del mondo che scrisse con una macchina da scrivere con leve dei caratteri prodotta industrialmente.

Una macchina da scrivere mi è molto più familiare di un computer.

Questo particolare mi fa veramente capire quanto sono diventato “giovane”.

Effettivamente, a ben pensarci, quando sono nato la macchina da scrivere esisteva già da molto tempo; in un certo senso ha accompagnato tutta la mia vita!

E NON È ANCORA MORTA!

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