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Archive for marzo 2012

Questo francobollo decisamente brutto ha molto da insegnare.


Mi è capitato per caso tra le mani e, considerato il periodo di crisi che stiamo attraversando, ho pensato bene di dilettarmi a raccontarlo. Non credo servirà a qualcosa ma, se qualche giovane arriverà a leggermi, forse, dico forse potrà essere utile.
Sicuramente è utile a me anche perché mi fa ricordare mia Nonna. Infatti la cartolina postale sul quale fu applicato questo francobollo, fu spedito dalla cittadina dove abitava mia nonna. Dal timbro è possibile vedere che siamo nel bel mezzo del 1942 anno in cui la guerra era già iniziata e stava per scaricare sulla popolazione mondiale tutte le miserie possibili e immaginabili.

La Svizzera, come sicuramente molti giovani non sanno, era una Nazione neutrale che non parteggiava ufficialmente per nessuno dei contendenti, ma aveva un pizzico di paura. Sicuramente sarebbe piaciuto a Hitler invaderla come fece con altre nazioni vicine. Può darsi che non ci provò dato che un paese neutrale faceva comodo o perché sapeva essere la Svizzera pronta a difendersi dove le montagne diventavano particolarmente inespugnabili.

Molti, anzi moltissimi italiani sono convinti che la Svizzera sia in buone condizioni economiche grazie ai soldi che dall’estero sono finiti nei suoi forzieri… o meglio nei forzieri delle sue banche.

Grazie a NOVI  e i BACI PERUGINA molti italiani sanno che oggi non è necessario andare fino in Svizzera per gustare un buon cioccolato. 

Molti italiani non sanno che in Svizzera si parlano 3 lingue e che nel Cantone Grigioni oltre al tedesco e all’italiano  ci sono delle zone in cui si parla Romancio e Ladino.

Questa cartina è molto significativa. Oltre ai confini linguistici mostra i confini dei vari Cantoni.

Malgrado tutte queste lingue gli svizzeri riescono ad andare d’accordo e a prosperare.

Moltissime altre cose non so e non sa la maggior parte degli italiani. Una cosa però è certa; la Svizzera non deve la propria prosperità agli evasori fiscali dei Paesi confinanti e neppure agli “esportatori” di valuta. Deve la prosperità a una Politica seria, lungimirante, non solo egoistica (quindi anche altruistica) e a industrie e prodotti di qualità che riescono ad esportare anche in periodi di crisi.

Nella politica “lungimirante”  ci fu il francobollo all’inizio dell’articolo. Fu stampato anche in tedesco e in francese e… mi sembra.. fu piuttosto chiaro.

Mi è sembrato piuttosto attuale. L’Italia vuole resistere ma molti italiani non riescono a rinunciare a nulla… e se sono obbligati a fare delle rinunce, non ricordano i periodi d’oro dell’abbondanza.

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Avant’ieri sera ho guardato, come quasi ogni sera, il telegiornale di RAI UNO.
Dello sciopero non hanno detto nulla.
Come mai non hanno detto nulla? È stato revocato?… o è stato il solito sciopero che non serve a nulla se non a rompere le scatole alla gente e a chi vuol lavorare?… o è stato utile ai petrolieri che hanno venduto un po’ più di benzina del solito?… o è stato utile alle casse delle Autostrade?… o è stato utile semplicemente ai sindacalisti che sono riusciti a farci capire che ancora esistono?
Si potrebbe andare avanti ancora un po’.
Ho la fortuna di vivere in Svizzera dove gli scioperi sono una rarità. In Italia fanno ormai parte del folclore nazionale. Non si sciopera mica per ottenere qualcosa; nossignori. Si sciopera per non perdere l’abitudine; si sciopera altrimenti l’economia italiana andrebbe troppo bene; si sciopera anche per organizzare dei grandi viaggi e “accumulare” grandi quantità di genere umano che sfileranno per noi. Molte volte si sciopera per dire NO; non importa a che cosa; l’importante è dire NO.
Mettersi attorno a un tavolo e cercare di mettersi d’accordo per il bene del Paese? È una nuova favola?
Vivo all’estero e forse non avrei diritto di parlare. Ma dato che sono italiano e, disturbato a suo tempo dagli scioperi, scrissi un articolo.

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2011/01/29/articoletto/

Oggi mii rendo conto che, se effettivamente i sindacati avessero voluto ottenere qualcosa e avessero pensato di essere nel giusto, avrebbero indetto un vero sciopero. Non solo 4 ore qua e là; uno sciopero vero, di quelli che paralizzano la Nazione e invogliano a trovare delle soluzioni e a prendere delle decisioni.
Quello dell’altro giorno, secondo me fu uno “scioperino”; neppure, se vogliamo usare un termine medico: un aborto. Fu solo una minaccia di aborto.
A cosa ha servito? A maltrattare l’Italia; a farsi mandare un mucchio di accidenti e a stimolare rimedi impossibili.
Quello che scrivo io NON SERVE A NIENTE, lo so. Ma almeno non fa male a nessuno; qualcuno potrà appena appena sorridere. Ma quello scioperino dell’altro giorno ha fatto molto male a tanta gente. Quanta gente che non riesce ad arrivare alla fine del mese ha dovuto racimolare quattro soldi per prendere un taxi! Quante persone non hanno potuto andare regolarmente al lavoro! Quanti turisti hanno pensato: ”Non andrò mai più in Italia”. Quello scioperino, oltre a fare del male, non ha servito a niente. Non ha servito neppure alla finta causa che l’ha provocato.
Signori sindacalisti che non leggerete mai questo mio scritto: “Perché non cominciate un pochino ad amare l’Italia? Per risollevare le sorti della Patria ci vuole amore. Dovete amare la vostra Patria. Anche voi dovreste fare bene il vostro lavoro. Non so quanto guadagnate… e non mi interessa. In ogni caso guadagnate sempre troppo!
Da quando sono nato, o meglio, dalla fine della seconda guerra mondiale ho sentito sempre parlare di scioperi… anche selvaggi. Ora basta! Imparate a lavorare e poi:

LAVORATE CON AMORE E L’ITALIA RITORNERÀ AD ESSERE UNA GRANDE NAZIONE CON MENO SOFFERENZA.

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TESORETTO

Dopo Prodi ho sentito di nuovo parlare di TESORETTO. Da quello che ho capito dovrebbe venire dagli evasori fiscali.
Guardate intanto il titolo di un articolo che ho trovato sul CORRIERE DEL TICINO del 21 febbraio 2012.

Dal CORRIERE DEL TICINO del 21 febbraio 2012

Forse più che vantaggi fiscali sperano nella sicurezza e nella tranquillità.

Il cittadino italiano ha bisogno di sapere che se paga le tasse ha anche il diritto di essere tutelato.

E non potrebbe essere la paura il motore principale che spinge queste persone a espatriare? È solo una domanda.

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