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Archive for maggio 2012

IMU

Non riesco a capire cosa facciano i governanti e i burocrati della Repubblica Italiana.
Hanno chiamato i Tecnici perché quelli eletti dal popolo non erano capaci di fare nulla di buono se non litigare e… riempirsi le tasche.
I Tecnici hanno detto: ”Abbiamo bisogno di tanti soldi. I cittadini dovranno fare qualche sacrificio.”
I cittadini si sono arrabbiati ma, alla fine, hanno accettato: “Facciamo ancora qualche sforzo”.
E hanno chiesto allo Stato: “Quanto vuoi?”
Lo Stato: “Tanti soldi. Chi te li prenderà si chiamerà IMU”.
“Bene” rispondono i cittadini deglutendo amaro “quanto dobbiamo pagare?”
“Tanto” risponde lo Stato.
“Ma quanto?” chiedono ancora i cittadini.
“Non lo so ancora” risponde lo Stato “so solo che li voglio entro la metà di giugno”
In poche parole.
1° – Vogliono che i Comuni incassino l’IMU.
2° – Non sanno ancora bene chi e quanto e quando dovrà pagare.
3° – Oggi 21 maggio 2012 solo 13 comuni d’Italia sanno quanto dovranno farsi pagare.
4° – Se chiedete ai burocrati comunali vi diranno: “Non hanno ancora deciso”.

IN DEFINITIVA: SONO SEMPRE I CITTADINI AL SERVIZIO DELLO STATO O È LO STATO AL SERVIZIO DEI CITTADINI?

CHIEDO ALLO STATO: “VUOI I MIEI SOLDI… ANCHE SE NON MI DARAI NULLA IN CAMBIO? E ALLORA SE VUOI I MIEI SOLDI METTIMI ALMENO NELLE CONDIZIONI DI PAGARTI. NON FARMI DIVENTAR MATTO. MA COSA FANNO I TUOI BUROCRATI?”

Se abito in Svizzera e possiedo un immobile dove ho la residenza A.I.R.E, oggi 21 maggio 2012 non so ancora quanto dovrò pagare. So solo che dovrò pagare una prima rata entro la metà di giugno (meno di un mese) e poi in dicembre si vedrà… trallaleru trallalà.

Hanno chiamato i tecnici. Ma che bravi!
Ma vi rendete conto di come siamo messi? Vogliono i nostri soldi e non sanno ancora come fare ad incassarli.
Sono sicuro che se Napolitano, anziché dei tecnici, avesse scelto la gente per la strada o sull’elenco telefonico, in sei mesi sarebbe stato tutto meglio.

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Non riesco a capire come si possa avere una fantasia così perversa e crudele che possa spingere ad atti così vigliacchi e inconcepibili come quello accaduto questa mattina a Brindisi.

Non credo ci possa essere una attenuante verso gli esecutori e verso i mandanti di un atto così feroce e, per giunta, e soprattutto contro giovani e innocenti vite. Come si fa ad avere cotanto odio verso delle ragazzine che speravano nel futuro?

Nell’ipotesi che riescano a trovare tanto i mandanti quanto gli esecutori e riescano ad arrivare senza indugio a un processo, non riesco a pensare che possano esistere delle persone “oneste” capaci, in un caso come questo, di fare l'”Avvocato difensore”.

Questa figura vi mostra gli imputati del processo di Norimberga. Siamo nel 1945. Una buona parte di questi personaggi fu condannata a morte e la condanna fu eseguita. Mi chiedo: “Che differenza c’è fra questi personaggi e quelli che hanno comandato ed eseguito la vigliaccheria di questa mattina a Brindisi?”

Vi sembro esagerato?

C’è una differenza. Quelli del Terzo Reich hanno rischiato in proprio!

È LA QUALITÀ QUELLA CHE CONTA NON LA QUANTITÀ!

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Quasi tutti coloro che hanno avuto un’infanzia più o meno normale ricordano un parente che, quando erano a letto raccontava loro una favola o una storiella.
Da qualche anno ho la gioia di essere nonno.

Proprio come nonno mi son trovato spesso con un libro fra le mani, i nipotini seduti ai miei lati e il piacevolissimo dovere di leggere e raccontare. Proprio per loro comperammo in Russia e in Norvegia due libri di favole locali.

La lettura della favola o della storiella, grazie anche alle illustrazioni, stimola l’impazienza del nipotino che vorrebbe saperne di più e vorrebbe arrivare presto alla fine. Mentre si legge, il nipotino cerca di girare la pagina per poter sbirciare le illustrazioni seguenti. Quando leggo loro le favole o le storielle cerco, col tono di voce, di dare maggiore risalto o drammaticità o ilarità ai momenti particolari che si presentano. La lettura non deve essere come le letture di certi discorsi di certi politici. Non deve essere piatta. E questo piace molto e fa ridere o sorridere.

Se una lettura è stata di particolare interesse, può accadere che, all’arrivo in casa del nipotino, si venga con affettuosa violenza requisiti per rileggere o continuare a leggere. Il leggere diventa anche un raccontare che stimola la fantasia del piccolo.

Qualche volta, dopo aver stimolato la fantasia, col nipotino sulle ginocchia, cerco sul computer la figura che ci interessa. Alle volte il dolce peso è dei due nipotini; tutto questo per aiutare la fantasia.

In ultima analisi, tutto questo discorso dimostra quanto siano interessanti le storielle a patto che ci sia il contatto umano… anche solo verbale.

Stiamo perdendo questo contatto umano? Andiamo verso un contatto solo… elettronico?

Sono arrivato a fare queste considerazioni dopo aver visto sulla SETTIMANA ENIGMISTICA questa vignetta:

Oserei pensare che anche in questa vignetta c’è qualcosa di terribilmente vero. Oggi non possiamo sorridere al pensiero che in futuro potrà essere proprio così.

E temo proprio che in futuro sarà così se già oggi, a quanto mi dicono i giovani, nelle ditte i vari dipendenti comunicano fra di loro a mezzo E-Mail. Penso che anche nel lavoro sia importante comunicare guardandosi negli occhi.

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Come si fa a stare in silenzio.
Due cose recentemente mi hanno rattristato particolarmente, e vengono dal titolo di due articoli.

Il primo riguarda, al solito, la violenza sulle donne e, in particolare il femminicidio. Questo il titolo:

In particolare si fa menzione a una città di frontiera nel Messico, Ciudad Juarez, dove le donne venivano ammazzate e i loro corpi semplicemente abbandonati nel deserto. Gli uomini non consideravano le donne come persone. Le sparizioni di donne e i femminicidi erano all’ordine del giorno.

Queste le croci rosa in ricordo delle migliaia di donne scomparse, violentate e ammazzate.

L’altro titolo è, sotto certi punti di vista ancor più raccapricciante:

Non se ne parla mai. Nei nostri telegiornali dobbiamo sentire i vari leaders di destra, centro, sinistra, sopra e sotto ma nessuno parla mai di questo immenso campo profughi dove, a causa di malvagità terribili, più di mezzo milione di persone sono completamente private dal poter pensare al futuro.

Non ho approfondito l’argomento più di quel tanto; pare che i fuggiaschi dalla Somalia e zone limitrofe arrivino in quantità enorme, fino a 1000 al giorno.

Sicuramente la comunità internazionale potrebbe fare qualcosa di incisivo per arrivare a dare una soluzione al problema.

Questo campo esiste da ben 20 anni!

Queste alcune foto raccolte che dovrebbero far pensare. Il genere umano, da queste foto, ne esce letteralmente sconfitto.

Questa è una panoramica dall’alto. QUANTE SOFFERENZE GRATUITE!

Ancora due foto.

Sinceramente non so cosa potremmo fare noi per queste popolazioni sfortunate.

Una cosa però è certa. Questa umanità viene in gran parte dalla Somalia, e la Somalia fu una nostra Colonia!

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