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Archive for febbraio 2014

MA È PROPRIO L’ULTIMO?

Dopo questo articolo:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/02/02/lultimo-vespasiano/

con foto mi aspettavo di ricevere la fotografia di qualche vespasiano.

Nessuno. Assolutamente nessuno. Solo qualche promessa. Mi sembra strano ma quello di Bordighera è proprio l’ultimo vespasiano?

Questo quello di Berna:

PISSOIR A BERNA

PISSOIR A BERNA

Ma Berna è in Svizzera! Questo vespasiano non è bello e tipico come quelli italiani

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CONTO ALLA ROVESCIA 4

Il conto alla rovescia è cresciuto. Siamo a 4
Quello di oggi è un grande giorno.
Mi hanno consegnato le bozze del libro. Avrò qualcosa da fare per controllare tutto.

Intanto vorrei sottomettervi quanto verrà scritto su un risvolto di copertina:

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Alessandro Depegi nasce a Genova Pegli il 24 maggio del 1936. È un figlio di Mussolini dato che a quei tempi si “facevano i figli per la Patria”. Anche se con difficoltà compie tutti gli studi nella stessa città e si laurea nel 1963 in Medicina e Chirurgia. Lavora nella Medicina Accademica in vari ospedali come anestesista, in Italia e in Svizzera, ma contemporaneamente conosce la medicina complementare per cui, dopo venti anni di sala operatoria, abbandona la corsia ospedaliera per dedicarsi completamente alla medicina naturale.

Nel 1966 sposa una bellissima fanciulla zurighese e, con lei, ha tre figli: due maschi e una femmina (come nella fotografia). Oggi ha quattro nipotini e un quinto in arrivo.

È da considerare pensionato, ma ancora interessato a tutto ciò che potrebbe alleviare le sofferenze senza produrre troppi danni.

Non è mai stato scrittore e, più diventa “giovane”, meno sopporta i soprusi, le ingiustizie e le sofferenze “gratuite” della gente.

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La prossima volta le Consultazioni per un nuovo Governo, saranno a Rebibbia… onde permettere la partecipazione legale anche ai condannati in via definitiva.

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Il mio conto alla rovescia… va alla rovescia.
I numeri salgono e si avvicina il giorno in cui, da vecchietto, diventerò “scrittore esordiente”. Sinceramente potrebbe anche venirmi da ridere; spero di poter ridere davvero dopo, se succederà che mi venga detto che il libro piace.

Nel CONTO ALLA ROVESCIA 2 vi ho presentato la Prefazione dell’Autore. Oggi vi presento la PREFAZIONE… e basta.

L’ha scritta una mia vecchia conoscente di blog. L’ho chiesto a lei dato che “lei” oltre ad incoraggiarmi a scrivere, ha dovuto sorbirsi la lettura dei vari capitoli.

TUTTO VERO di Alessandro Depegi

 

ISTANTANEE DI VITA

PREFAZIONE

Quando si percorre una strada, per capire meglio la direzione, ci si aiuta con i cartelli, le indicazioni, che devono essere chiari ed immediati, che ci danno una mano a capire meglio il senso e, a volte, ci fanno guardare con un occhio più attento e profondo quanto sta scorrendo accanto a noi.

Ecco il significato di questa prefazione: aiutare chi si accinge ad intraprendere il percorso di lettura perché possa provare le stesse sensazioni e gli stessi sentimenti di chi per prima ha aperto, capitolo dopo capitolo, queste pagine.

Dentro vi sono racconti e memorie, che inducono a pensare. Per questo andrebbero letti ad alta voce, per gustare meglio le parole, e rendere così più preziose queste storie. Per attrarre ancor di più il lettore e portarlo oltre l’ascolto, verso un nuovo modo di vedere la medicina e la vita.

Ne è autore una persona sensibile e intelligente che ha vissuto la propria dimensione di medico in modo appassionato, trasformandola in occasioni di crescita personale, attingendo ad essa, per costruirsi come individuo.

La nostra amicizia risale a tre anni fa e, nonostante si tratti solo di un’amicizia “virtuale”, posso dire di conoscerlo a fondo.

È stato un incontro casuale, come i tanti che accadono nella blogosfera. Ma subito la nostra corrispondenza ha preso una piega personale, e pian piano si è trasformata in amicizia particolare. Tanto particolare che uno dei capitoli è la mia storia e tanto speciale da ritrovarmi ora a scrivere questa prefazione. A volte l’alchimia che si crea tra due persone, distanti fisicamente, ma nei fatti più vicini di quanto si possa immaginare, porta a questo.

Tutto vero raccoglie testimonianze di storie vissute. Talvolta vi s’incontrano pagine dure, così come ogni tanto è dura la vita. Immergendosi in questo spaccato di vita professionale vissuta, ne viene fuori un quadro inquietante ma pieno di speranza, che dimostra come si può condividere la sofferenza in modo costruttivo, nella consapevolezza del fatto che la medicina convenzionale ha i suoi limiti.

Al termine della lettura, ciò che più colpisce è la parola “insieme”. Se la medicina ufficiale, quella con la M maiuscola, si affianca ad altri circuiti, considerati inaccettabili da tempo, l’orizzonte umano assume aspetti davvero differenti.

E se nel cammino del medico occidentale il ruolo si ribalta facendogli incontrare la malattia, la sua stessa sofferenza, la depressione, la paura? Il giuramento di Ippocrate, non è qualcosa di immutabile ma l’impegno assunto dal medico nei confronti dei malati unito al desiderio di sentirsi utile, rimangono inalterati ma la sua stessa professione acquista una nuova profondità. Ora, infatti, il medico vede le cose “dall’altra parte”. Subisce la sofferenza e l’indifferenza del suo stesso mondo. Sente la solitudine e l’abbandono che spesso accompagnano le patologie più gravi. Avverte quel sentimento di esclusione e di insignificanza che prima o dopo coglie tutti coloro che soffrono. Adesso non vuole più stare zitto, si è prefisso un obiettivo: divulgare ciò che l’intensa vita di sanitario gli ha permesso di capire.

In queste pagine prende forma l’esistenza di un medico, tra la professione di tutta una vita e i sogni di fuga verso altri universi, narrata con stile sincero e passione autentica. Parole che rappresentano il disegno volontario di una biografia medica, una sorta di architettura che sottolinea i momenti essenziali del suo cammino professionale e umano. Un itinerario armonico dentro una storia di vita vera.

Questo libro si legge facilmente, grazie alla sua forma fluida ed efficace, accompagnati dallo stesso obiettivo quello di arrivare alla fine del racconto senza troppe complicazioni, malgrado qualcuno possa obiettare che la vera ragione del viaggio è viaggiare, non raggiungere un meta.

Possiamo affidarci alla narrazione dell’avventura pienamente umana vissuta da un uomo che ha fatto tesoro degli studi scientifici per poi allontanarsene quel tanto che basta per approdare all’alternativa.

Il suo atteggiamento è cambiato quando ha sperimentato quali stupefacenti risultati si ottengono offrendo un percorso diverso nel dramma.

Tutto vero mi ha toccato il cuore, ma dovrebbe essere assolutamente letto da chi pratica la professione di Ippocrate perché attraverso le parole di uno di loro, che umilmente è riuscito a sintonizzare scienza, mente, corpo e spirito,  la via verso la speranza è aperta. Leggere, ascoltare le parole, ripeterle a voce alta e inanellarle in un libro serve a questo, a porre piccole solide pietre sulla via del nostro cammino.

 

 

 

LORETTA DALOLA

Ilsegnocheresta.it –  Media Communication

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MA È VERO?

Un sindaco diventerà capo del Governo… dopo che è diventato capo di un partito grazie al voto del 5% massimo 7% degli italiani?
Mi sembra che sia così… potrei sbagliare.

Ma allora perché si va a votare per Deputati e Senatori?

E la BUROCRAZIA che non permette nulla di utile nella vita di tutti i giorni, permette questo?

Devo dire che questo sindaco mi è simpatico e giustamente vivo, però mi chiedo se è vero.

SEMBRA DI SÌ.

Spero anche che non si muova solo per sé ma anche per amare la Patria.

 

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DSC03526I cartelli stradali sono tutti così sterili.
Anche questo… e guai non vederlo.
Ma questo in particolare sembrava da lontano come tutti gli altri, da vicino… fu fonte di sorriso e fui obbligato a fotografarlo.

È sull’Aurelia!

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La Liguria dorme e continua a dormire. Ma è giusto?

Questo scrissi:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/01/18/povera-liguria-continua-a-dormire/

Ora ho trovato questo articolo dell’amico Lanteri.

http://alessandrolanteri.wordpress.com/2014/02/08/andora-il-punto-sulla-ferrovia/#comment-940

che fa il punto della situazione, per cui sembrerebbe che fra sei settimane il problema potrebbe essere risolto. Ma come si fa a continuare a riunirsi, e pare che si siano riuniti in tanti (c’era pure il Ministro), e dopo quasi un mese ci sia di mezzo la burocrazia e non sia stato fatto nulla? Ma come si fa a prendere così per i fondelli la popolazione che ha bisogno della ferrovia per lavorare e incrementare il turismo?

Sinceramente non capisco. Un locomotore e quattro vagoni! Non sono mica la Costa Concordia! Ma se non sono capaci di fare le cose bene, che chiedano aiuto alla Francia o alla Svizzera. Gli svizzeri in fatto di treni se ne intendono… non solo di cioccolato.

La Svizzera sta terminando in tempi da record il tunnel ferroviario più lungo del mondo. Se glielo chiedete, una mano ve la danno.

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/10/15/bravi-svizzeri/

Ma se poi a rompere le scatole è la Burocrazia o la Magistratura (FERROVIA A MONTE FERMA PER SEQUESTRO… da moltissimo tempo!) che fa le cose con comodo… al rallentatore, ma perché non può scattare qualche denuncia?

Quando lavoravo in ospedale, se avessi fatto le cose male mi avrebbero denunciato. E perché i Burocrati e i Magistrati devono potersene fregare di tutti e distruggere un pezzo d’ITALIA?

Placca

Non ci sono i soldi?

E chi paga la polizia che scorta Berlusconi a Milano dopo un viaggio in treno?

Sono incompetente e ingenuo. Chiedo ai Liguri:

MA NON VI SIETE ANCORA STUFATI? VI PIACE TANTO ESSERE PRESI IN GIRO DAI BUROCRATI E DAI MAGISTRATI? 

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CONTO ALLA ROVESCIA 2

Come dicevo è finalmente in cantiere il “manoscritto”.
Dato che iniziò più di dieci anni fa ed è da quel dì che ve ne parlo, oggi, vi presento almeno la mia Prefazione.
Il libro vero dovrà esserci fra un po’ più di un mese… spero.

TUTTO VERO di Alessandro Depegi

 

ISTANTANEE DI VITA

 

PREFAZIONE DELL’AUTORE

  

Fino a pochi anni fa ero convinto di non essere capace a scrivere. Forse perché all’esame d’ammissione alla scuola media di quinta elementare, dopo aver fatto la prova scritta d’italiano, non fui ammesso all’orale; e forse anche perché durante il mio iter scolastico prima dell’Università, scrivere un tema si era dimostrato, assolutamente sempre, un’impresa difficilissima.

Recentemente, ovvero all’inizio degli anni 2000, ho cominciato a rendermi conto che la mia vita professionale aveva qualcosa di particolare che avrebbe potuto essere interessante se raccontata, anche a beneficio quasi terapeutico per qualche lettore.

Fu così che cominciai a scrivere in modo professionale senza concludere in modo produttivo.

Fino a che, dopo un’ennesima esperienza professionale positiva, scrissi di getto ADINA e lo piazzai, così com’era, sul mio blog.

Non mi aspettavo assolutamente nulla di particolare. Mi interessava vedere se fra i miei pochi lettori ci sarebbe stata una reazione. Ebbene sì. La reazione mi disse che avrei dovuto continuare a scrivere, non solo, ma un’amica mi consigliò di togliere dal blog quel “capitolo” prima che qualcuno potesse “rubarlo”.

Che fare? Continuare a scrivere nello stesso modo? Dare un’architettura ai vari capitoli? Scrivere un’autobiografia?

Optai per una miscela delle tre possibilità senza voler assolutamente scrivere un’autobiografia.

Ogni capitolo o ogni serie di capitoli può essere preso in considerazione come un racconto a se stante. Non sempre la lettura di un “racconto” pretende la necessità di aver letto i racconti precedenti. Pensai, in ogni caso, di permettere una sequenza quasi logica non sempre necessariamente temporale.

Ci tengo oggi a dire che tutto quanto potrete leggere, spero con interesse, non è frutto della fantasia di Leandro, ma sacrosanta realtà. Tutto quello che ho scritto potrà dimostrare che non bisogna mai dimenticarsi che è necessario credere in se stessi e a tutto ciò che non appare scientifico.

Tutto quello che leggerete può farvi capire che bisogna muoversi per il benessere proprio e di chi ci circonda.

Questi racconti, anche se così potrebbe sembrare, non sono e non vogliono essere in polemica con la medicina accademica; non vogliono assolutamente far pensare che la medicina accademica sia inutile o superata, vogliono solo far capire che, oltre ai dettami dell’Università, esistono anche altre stupende realtà da prendere in considerazione.

Purtroppo, e forse sarà ancora così per molto tempo, la Medicina Accademica è molto miope o col paraocchi; non vuole o ha il terrore di guardarsi intorno e rendersi conto dell’esistenza di fantastiche energie che possono aiutare ed essere utili.

Leandro ha sempre creduto nei proverbi.

“A mali estremi, estremi rimedi”. Così suona un sacrosanto proverbio. Cosa significa nel contesto che stiamo trattando? Significa che se è stata diagnosticata l’appendicite, bisogna ricorrere al chirurgo, non alla medicina naturale o complementare che dir si voglia; se i problemi che affliggono una persona fanno capo a una noiosa artrosi lombo sacrale, sarà ragionevole nelle fasi acute ricorrere alla chimica imperante, ma, nelle altre fasi, onde ottenere benefici per il futuro ed evitare intossicazioni e danni ulteriori, sarà giusto e positivo ricorrere a quelle medicine cosiddette “morbide” che potranno aiutare, con rilassamento psico-fisico, a guardare con fiducia nel futuro.

Detto per inciso: “Se c’è artrosi c’è anche tensione. Andare alla radice della tensione significa fare una diagnosi consapevole. Curare la tensione significa curare l’artrosi e non solo il sintomo dell’artrosi.”

Con le narrazioni di Leandro non si desidera assolutamente abbozzare una specie di trattato di medicina. Si desidera, grazie alle energie positive che si muovono incessantemente attorno al genere umano, portare a conoscenza di chi li vorrà captare, fatti apparentemente incomprensibili che, dalla notte dei tempi, arrivano a noi e ci danno una mano.

Potrà essere interessante mettere a fuoco in che modo Leandro arrivò a certi livelli. Potrà anche essere ancor più interessante gioire assieme ai protagonisti del lieto fine di certi drammi umani.

Assieme a Leandro, uno dei nostri protagonisti è Adina, che ricorre fino alla fine, guarita da una brutta e debilitante malattia. C’è però anche Enrica, Bettina, Ernesto, Orchidea, Sandra e altri; soprattutto tutti assolutamente diversi e tutti non paragonabili all’ipocrita pretesa di scientificità, ma tutti unici e irripetibili  determinati a raggiungere la possibilità di una vita migliore.

BUONA LETTURA!

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CONTO ALLA ROVESCIA 1

Sono passati quasi due anni da quando scrissi:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2012/04/02/pausa/

non l’avrei mai pensato.

Oggi ha cominciato a mettersi in moto la macchina che partorirà… finalmente… il mio libro.

Lo stamperà un Editore locale qui in Svizzera e… dolente nota, sarà tutto pesantemente a mio carico. D’altra parte gli anni passano e… passerò anch’io; quindi, secondo un ragionamento statistico, il libro dovrà arrivare prima ch’io sia passato.

L’autore sarà: ALESSANDRO DEPEGI

Il titolo: TUTTO VERO

Il sottotitolo: ISTANTANEE DI VITA

Prossimamente vi sottoporrò la PREFAZIONE DELL’AUTORE così potrete capire quale potrà essere il succo del libro.

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LE OLIMPIADI?

Le Olimpiadi stanno per cominciare.
Chissà com’è contento il Capo.

Da Tages Anzeiger

Da Tages Anzeiger

A me è piaciuta.

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