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Archive for maggio 2014

LA NOSTRA COSTITUZIONE

Anche se sono un emigrato e quindi, non vivo in Italia, sono nato e cresciuto all’ombra della Lanterna e amo l’Italia. Come tale guardo regolarmente alla TV le trasmissioni italiane fra cui i Telegiornali. Ultimamente si parla spesso e volentieri di morti ammazzati e di truffe a danno dello Stato. Queste ultime occupano sempre più spazio, assieme ai “Diktat” di un condannato in via definitiva. Poi ho letto l’articolo della mia amica: http://lorettadalola.wordpress.com/2014/05/15/linfinita-corruzione-politica-italiana/#comments e ho pensato che bisognerebbe cambiare una semplice parola nella nostra Costituzione. Cioè sostituire la parola lavoro con la parola truffa.

Totò - Truffatori

Totò – Truffatori

Tutti gli italiani sarebbero tranquilli. Poi ho pensato che non andrebbe bene.

Perché?

Perché in questo modo aumenterebbe la disoccupazione.

In che modo?

I MAGISTRATI NON SAPREBBERO PIÙ COSA FARE E I GIORNALISTI NON SAPREBBERO PIÙ COSA SCRIVERE!

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ANCHE IN SLOVACCHIA

Pare che lo conoscano anche in Slovacchia.

Da "Tages Anzeiger".

Da “Tages Anzeiger”.

L’Italia non è solo famosa perché ha dato i natali a illustri personaggi!… ma anche perché ha illustri personaggi molto ricchi.

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Ma non è bella questa foto?
Non vi incita alla calma?

CALMA

CALMA

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Caro Matteo,

Caro Matteo Renzi,

Scusa se ti dò del tu ma dato che mi sei simpatico e potresti essere mio figlio… mi prendo questa licenza.

Ti scrivo perché vedo che fai di tutto per raddrizzare l’Italia. Per lo meno questa è l’impressione. Come cittadino italiano che vive all’estero dove “le cose” funzionano abbastanza bene e dove quindi la gente riesce a lavorare, trovo che sia molto giusto quello che stai facendo.

Ti chiederei un piccolo sforzo: “Aiuta gli italiani che vogliono lavorare.”

“In che modo?” potresti chiedermi tu.

“Semplicissimo” ti risponderei ” fa in modo che certi Servizi funzionino. Non ti chiedo di snellire l’apparato burocratico, dato che anche tu ti sei reso conto che le resistenze sono terribili, no, ti chiedo solo di aiutare chi vuol lavorare. ”

Tutto scaturisce da una mia recente discesa in Patria. Ho dovuto spedire una missiva a un’amica. Potevo mandargliela con posta normale; ero titubante dato che l’anno scorso proprio le poste italiane hanno rubato un mio invio… facciamo che l’invio è stato smarrito così non siamo obbligati a dire che la Posta ruba.

In poche parole ho optato per la Raccomandata pensando che sarebbe “sicuramente” arrivata un paio di giorni dopo… anche tre a causa di alcune festività. Ci credi caro Matteo che il mio invio è stato recapitato dopo 18 giorni? Pensa, se l’avessi spedito come prioritario, la posta ordinaria in Italia è stata eliminata, avrei speso € 2.60, come raccomandata invece ne ho spesi € 5.35. Più del doppio. Ti sembra giusto?

Che si tratti di un furto oppure no è un altro paio di maniche. Il problema sta nel fatto che se un italiano ha voglia di lavorare e ha bisogno di fare delle spedizioni, non può spendere dei capitali a scapito del benessere dei dipendenti. La posta è un Servizio Pubblico di primaria importanza e deve lavorare per il popolo e per il Paese e, soprattutto deve rispettare l’utente e non deve rubare.

Vedi caro Matteo, io vivo da trentaquattro anni in Svizzera. Gli svizzeri hanno molti difetti, si fanno pagare ma rispettano il cliente e, per quanto riguarda i servizi, funzionano bene.

Anche il funzionamento “decente” dei treni sarebbe utile per chi lavora e per chi viene in vacanza nel nostro Paese. Lo sai che non esistono solo i treni che vanno a Roma. Ogni tanto vado nella mia patria dove possiedo un appartamento. Quello dove ho vissuto coi miei tre figli. Pur essendo la prima casa ho pagato l’IMU. Lo sai che mi piacerebbe tanto andare in treno? Mesi fa ho fatto un esperimento, e sono andato in treno. Lo sai che su quel treno, pur essendo un Intercity, mia moglie ha fatto fatica a trovare un gabinetto appena decente per fare pipì? Però non poteva chiudere la porta; ho dovuto stare io davanti alla porta a fare la guardia.

Non voglio tediarti. Cerca, con tutto quello che fai, di fare in modo che gli italiani che vogliono lavorare lo possano fare con fiducia verso le istituzioni e verso chi dovrebbe essere al suo servizio.

Sai, quando vengo in Italia, ancora non mi vergogno di essere italiano, però sono molto contento di aver ricevuto, anni fa, la cittadinanza svizzera. Vorrei continuare ad amare la Patria Italia.

Tuo… emigrato.

Quarchedundepegi

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LE CURVE

Mi sono imbattuto per caso in questo blog: http://marisasalabelle.wordpress.com/2014/04/15/curve/ e mi sono reso conto che la vita è quasi sempre a curve. Se vogliamo fare dei progetti, pensiamo di partire da un certo punto e arrivare in un altro punto prestabilito. Di solito le previsioni sono… diritte; la realtà, se riusciamo ad arrivare a destinazione, ci obbliga a fare molte “curve”, nonché un mucchio di digressioni. Ho detto appunto… se riusciamo, dato che molte volte non riusciamo per niente. Poi ci sono le curve vere, quelle fisiche. E qui ci sarebbe da sbizzarrirsi perché di curve fisiche ce ne sono in noi e fuori di noi. Agli uomini piacciono particolarmente quelle femminili… non proprio come questa:

Venere di Willendorf

Venere di Willendorf

Questa Venere può essere molto importante, ha le sue curve ma può piacere molto di più agli archeologi. Gli uomini cosiddetti normali hanno gusti leggermente diversi. Lascio ai lettori l’eventuale ricerca, non  difficile, di curve femminile e mi lascio distrarre dall’esistenza di innumerevoli curve architettoniche che da qualche millennio sono giunte a noi. Molto significativa la curva dell’arco romano che possiamo trovare quasi ad ogni piè sospinto in tutta Europa. Quello più suggestivo che ricordo con particolare piacere è un ponticello costruito in pietra sulla mulattiera che dal Lago Gabiet porta alla Capanna Gnifetti nella Valle di Gressoney. È un ponticello assolutamente non largo, senza sponde che attraversa un ruscello. È ad arco romano e tutto solo in pietra.

Parlando di curve, non si può dimenticare le curve delle strade.

Ce ne sono di impercettibili sulle autostrade e ce n’è di innumerevoli e ben marcate su altre strade.

Le curve che ricordo con particolare piacere perché del periodo mio in cui ero molto più giovane ma già con la responsabilità di una famiglia non ancora però al completo, è quando ci cimentammo con roulotte sulla strada dello Stelvio. Una bellissima e simpaticissima strada che da Bormio in Valtellina arriva in Val Venosta. Il colle stradale dello Stelvio dovrebbe essere il secondo d’Europa e raggiunge i 2760 metri sul livello del mare.

Le curve dovrebbero essere 86, fra salita e discesa. Questa, da una cartolina dell’epoca la strada da noi percorsa in discesa:

Lo Stelvio

Lo Stelvio

Il ricordo è piacevolissimo (anno 1976). Il percorso con tante curve… ma con la roulotte.

Quindi molta attenzione… proprio in CURVA.

EVVIVA LE CURVE!

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