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Archive for luglio 2015

La “Malasanità” non è solo amputare la gamba sbagliata o lasciar morire un paziente dopo un intervento di tonsillectomia.

da Web

da Web

Malasanità è, in condizioni ordinarie (cioè senza la presenza di catastrofi annunciate), far aspettare una persona sofferente in un Pronto soccorso dalle 20.30 fino alle 3 di notte.

È appena successo a una mia parente che s’è “stupidamente” tagliata un dito e ha avuto bisogno di punti… dato che la ferita era profonda e lunga.

Non si può viaggiare a “colori” e far attendere 5 ore per dare 6 punti. Non si può far attendere così tanto perché non c’è il pericolo di vita.

CHI SOFFRE VA AIUTATO… ALLA SVELTA.

È un dovere sacrosanto dello Stato… specialmente se il sofferente è un contribuente (fa rima).

I Dirigenti della Sanità non riescono a rendersi conto che il loro comportamento (GESTIONE) è assimilabile alla peggior delinquenza?

Non si deve dare la colpa agli altri e tantomeno all’Europa.

Chi gestisce la Sanità in questo modo, oltre a non avere materia cerebrale non ha cuore.

CHE SCHIFO! SÌ, SONO PROPRIO SCHIFATO.

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Il Principato del Liechtenstein confina coll’Austria. Da Vaduz raggiungo con un Bus la cittadina austriaca  di Feldkirch. Da qui, col treno Bregenz sul Lago di Costanza.

Fui in Austria più di una volta.

La prima volta andammo a Vienna quando girare l’Europa in macchina era ancora facile, nel senso che il traffico era ancora limitato. Facevo parte di una famiglia di 7 persone: Padre, Madre, 4 figli maschi e una figlia femmina. Io ero il secondo e, a guidare l’auto c’ero io e mio fratello maggiore. Era il 1958, e chi poteva permettersi un’automobile la teneva un po’ di tempo. Non la cambiava tutti i momenti. Nel 1954, mio padre, dopo molti ripensamenti, comprò una FIAT 1400 vecchia di 2 anni, quando una macchina di soli due anni, a quei tempi, era considerata “quasi nuova”.

Noi eravamo in sette, solo sette, e stavamo tutti dentro quella macchina; sì, perché gli ultimi due erano piccoli e stavano dietro con papà e mamma; gli altri tre stavano sul sedile anteriore. In una macchina col cambio al volante, su un sedile unico e grande, in tre, ci si sentiva molto comodi.

COSÌ VIAGGIAVAMO

COSÌ VIAGGIAVAMO

Mio papà non guidava.

La foto dimostra come si viaggiava: 7 persone, bagagli dentro l’auto e bagagli sul tetto. Inoltre non bisogna dimenticare che un viaggio lungo di più giorni poteva essere anche dispendioso, non foss’altro che per il fatto che 7 persone, ogni sera, dovevano trovare un posto dove dormire. Non c’era la possibilità di “attaccarsi” a internet e… prenotare. Ogni sera si andava a caccia di letti; qualche volta in due alberghi diversi. Due di noi, quando era disponibile, dormivano nell’Ostello della Gioventù.

Questa fu la prima buca delle lettere che, quasi accidentalmente fotografai. Come si può vedere è una buca abbastanza antica e finì nel mirino della mia macchina fotografica perché fece da supporto alla mi giovane figlia. Era il 1993 in quel di Innsbruck, capitale del Tirolo, al di là del Brennero.

Buca di Innsbruck - Tirolo

Buca di Innsbruck – Tirolo

Dopo aver raggiunto Bregenz, mi prendo una tranquilla pausa e, trovato una simpatica pasticceria, mi concedo una bella fetta di torta con un buon caffè.

La giornata è splendida.

Mi chiedereste: “Dov’è Bregenz?”. È una cittadina che s’affaccia sul lago di Costanza (BODENSEE o LAGO BODANICO)… quasi tutto svizzero e tedesco. Una mia foto, poco chiara, ma suggestiva di quella porzione di lago è di quando sorvolai la cittadina col dirigibile Zeppelin nel 2004.

Dallo Zeppelin

Dallo Zeppelin

Dovrò proseguire in treno per Lindau (Germania). Prima vado alla ricerca della buca delle lettere… che trovo… e anche molto bella.

Buca delle lettere di Bregenz

Buca delle lettere di Bregenz

La scritta in tedesco dice:

SE È PROPRIO IMPORTANTE, ALLORA È MEGLIO CON LA POSTA.

Verrebbe da pensare che la posta austriaca funzioni bene.

 

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Son tornato ed ecco cosa leggo:

https://cordialdo.wordpress.com/2015/07/17/lo-stile-di-kapo-angela/#comments

dopo averlo letto su “corriere.it”.

Non dobbiamo meravigliarci.

L’Europa, anche se dicono di aver salvato la Grecia, ha fallito clamorosamente; e non so se potrà riprendersi e seguire lo spirito dei suoi Fondatori.

La colpa è anche la nostra. Ho riesumato questa foto di tre anni fa.

"LA STAMPA" - 23 giugno 2012

“LA STAMPA” – 23 giugno 2012

E pensare che noi, grazie a Napolitano, ci trovammo ad aver fiducia in Monti. E lui si accordava per farci soffrire.. non per sistemare l’ingordigia imperante!

Bisogna continuare ad amare la Patria?

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SONO IN PARTENZA

Proprio così.

Partenze2

Ma non vado in aereo e neppure in crociera.

Fra una settimana?

PROBABILE.

NON DIMENTICATEMI… NON VI DIMENTICHERÒ.

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Quando in Italia uscirono questi francobolli:

Francobolli del 1971

Francobolli del 1971

tanto Hollande quanto la Merkel avevano 17 anni. Forse erano già dei politicanti, più probabilmente andavano a scuola per imparare qualcosa di interessante.

Forse non sapevano ancora che nel 1951, i Tre Grandi (Adenauer, Schuman e De Gasperi) dell’Europa di recente uscita da un Conflitto “micidiale”, avevano dato vita a un qualche cosa di concreto: la “C.E.C.A.” che avrebbe portato all’UE.

Avrebbe dovuto essere, “quel qualcosa” un aiuto allo sviluppo… dopo la povertà e le distruzioni della guerra.

Con quello che sta accadendo in questi giorni, l’UE è diventata un “incitamento” alla povertà, al suicidio e alla protesta.

Non credo che questo fosse lo spirito dei Fondatori… fra cui l’Italia.

Se Qualcuno a suo tempo ha sbagliato e ha frodato, perché devono piangere i cittadini di oggi?

Tutto è possibile, ma è anche possibile “giudicare” i malfattori. Non c’è all’Aia un Tribunale che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto?

Perché non perseguire l’ingordigia, l’avidità, l’arroganza, l’egoismo e la mancanza di rispetto verso la dignità dei popoli?

E poi, l’Europa è fatta di sola Germania, Francia e Grecia?

Cittadini d’Europa, svegliatevi! Non pensate che l’Euro sia una fregatura, sono i “gestori dell’Euro“… LA FREGATURA.

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Non c’è molto da dire se non che i funzionari delle poste hanno dimenticato di utilizzare la parola “rispetto”… anche se si potrebbe ipotizzare l’utilizzazione da parte loro della parola, e non solo parola… “furto”.

Si osservi questa grande busta:

RACCOMANDATA AFFRANCATA DAL MITTENTE

RACCOMANDATA AFFRANCATA DAL MITTENTE

L’affrancatura per l’invio raccomandato è pari a € 8.20 che l’ufficio postale di partenza s’è “dimenticato” di obliterare.

L’invio, giunto a destinazione, o magari durante il viaggio (lo escluderei) ha trovato un impiegato particolarmente fiducioso nelle proprie capacità manuali per cui ha distrutto i francobolli con osceni tratti di penna. Il destinatario della missiva ha chiesto che venissero timbrati… cosa che accadde in modo anomalo.

La Morale di quanto vi ho sottoposto è che le Poste hanno il “dovere” di obliterare, ma, sapendo che esistono i collezionisti, non hanno il diritto di deturpare ciò che non appartiene più a loro. Il francobollo fu acquistato e pagato; una volta su un oggetto da recapitare dimostra l’avvenuto pagamento della tassa ma rimane di proprietà del mittente e del destinatario. Il deturpare un francobollo con un tratto di penna è l’equivalente del “rubare” al collezionista ciò che è stato pagato. Quell’impiegato, o più di uno, ha dimostrato di non saper fare il proprio lavoro, di essere ignorante  (non sa che esistono i collezionisti) e, mancando di rispetto verso gli oggetti di proprietà altrui, si è trovato assimilato a quelli che imbrattano i muri.

Placca

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Quell’anno avevo deciso che sarebbe stato meraviglioso andare ancora una volta a galleggiare nei cieli tedeschi del Lago di Costanza con uno Zeppelin. C’ero già andato qualche anno fa; da Friedrichshafen  fino a Bregenz; questa volta l’idea era di andare dall’altra parte, cioè verso Costanza.

Prenoto il volo sullo Zeppelin e programmo il viaggio con destinazione Friedrichshafen; naturalmente coi mezzi pubblici.

Il moderno Zeppelin NT

Il moderno Zeppelin NT

Potrei arrivare direttamente col treno e col traghetto, oppure fare un po’ di turismo passando dal Principato del Liechtenstein raggiungendo dapprima Lindau.

Opto per Lindau.

Quando ci si comporta in un determinato modo, c’è sempre, conscia o inconscia, una ragione.

A me piace viaggiare coi mezzi pubblici e, in quell periodo, avevo da poco nella mente il tarlo delle buche delle lettere delle varie nazioni.

Viaggiai quindi con vari mezzi. Dapprima col treno da Lugano a Bellinzona; da Bellinzona usai l’autopostale fino a Coira (Chur). Poi nuovamente il treno fino a Sargans; poi nuovamente il bus fino a Vaduz capitale del Principato del Liechtenstein. Qui ebbi la possibilità di fotografare la buca della locale posta e rifocillarmi, prima di riprendere il viaggio alla volta dell’Austria; col bus fino a Feldkirch (Austria) e col treno fino a Bregenz sul Lago di Costanza. Da qui, sempre col treno raggiunsi la mia meta: Lindau.

Tutto questo fu possible grazie alla buona organizzazione delle 4 Nazioni nelle quali viaggiai, nonché la puntualità dei mezzi pubblici. La puntualità, che io considero “rispetto” dell’orario e del viaggiatore, sono essenziali se si desidera conoscere turisticamente un paese.

Nella tratta da Lugano a Bellinzona i treni sono frequentissimi, quasi sempre in orario e senza difficoltà particolari. Il treno passa nella galleria del Monte Ceneri. Sul Monte erano ubicate le famose antenne di radio Monteceneri che trasmise in italiano durante l’ultimo conflitto mondiale. Le trasmissioni in onde medie terminarono nel 1979.

Museo della Radio

Museo della Radio

Nei locali della radio è ora il Museo della Radio. In Italia, era proibito ascoltare Radio Monte Ceneri, perché, nel dare i notiziari diceva la verità e non era soggetta ad alcun regime autoritario. Come ben si sa, la Svizzera era neutrale.

Dopo aver passato la galleria del Monte Ceneri, in discesa verso Bellinzona, se il tempo è bello, si può vedere in lontananza la parte svizzera del Lago Maggiore, che ha come città principale Locarno.

 

Da Bellinzona, capitale del Cantone e Repubblica del Ticino, ebbi la coincidenza coll’Autopostale diretto per Coira attraverso il Passo del San Bernardino.

Particolare del Municipio di Bellinzona.

Particolare del Municipio di Bellinzona.

A Bellinzona, cittadina di 50000 abitanti (col distretto), ci sono tre bellissimi castelli , oggi patrimonio mondiale dell’UNESCO. Lambisce Bellinzona il fiume Ticino che va diretto nel lago Maggiore per uscirne, sempre come Ticino di nazionalità italiana a Sesto Calende.

Francobollo del 1976 delle poste svizzere con un castello di Bellinzona.

Francobollo del 1976 delle poste svizzere con un castello di Bellinzona.

Poco dopo la partenza da Bellinzona si entra nel Canton Grigioni nel quale, dal punto di vista linguistico, si parlano ufficialmente, a seconda delle zone, tre lingue diverse: l’italiano, il tedesco e il romancio.

 

Molti cittadini grigionesi, nati e cresciuti nella zona italiana, non parlano per niente la lingua tedesca… e non la vogliono parlare, e nessun grigionese di lingua tedesca si offende se, andando nella zona italofona del cantone, il locale cittadino grigionese non si esprime in tedesco. Non succede come nell’Alto Adige (Sud Tirolo) dove un cittadino di lingua italiana, per esempio un romano, quando va in Alto Adige pretende “la lingua italiana” da parte di tutti perché dice: “Siamo in Italia!”.

L’Autopostale raggiunge la città di Coira (Chur) attraverso il tunnel autostradale esente da pedaggio del San Bernardino.

La galleria, inaugurata nel 1967, collega la Mesolcina con la Valle del Reno. Il tunnel è lungo 6.6 km e dispone di un’unica corsia di marcia per direzione.

Francobollo del 1967.

Francobollo del 1967.

Questa galleria, la prima tutta in territorio svizzero, permette di evitare il passo a 2065 metri sul livello del mare e unisce, in tutte le stagioni le popolazioni dello stesso cantone. Fu ricordato da un francobollo.

L’arrivo a Coira mi permise di sgranchirmi le gambe e raggiungere il treno che mi porterà fino a Sargans.

In questa cittadina sorge un bellissimo castello che, anni fa, visitai con mia moglie. Oggi sono solo e devo cercarmi il collegamento col Principato del Liechtenstein.

Castello di Sargans nel francobollo del 1977.

Castello di Sargans nel francobollo del 1977.

Intanto vedo il castello che, fra l’altro fu filatelicamente immortalato nel 1977.

Sargans è stata sede dei conti di Werdenberg il cui castello serviva egregiamente anche come difesa essendo situato in un punto piuttosto strategico.

Oggi Sargans fa parte del Canton San Gallo.

Proprio da Sargans mi fu possibile trasferirmi nel Liechtenstein con un autobus del Principato.

Fui a Vaduz, capitale del piccolo stato, quando, ancora studente ebbi da mio padre la possibilità di girare la Svizzera e visitare i parenti. Già allora mi piacevano i francobolli e, trovai molto interessante potermi comperare qualche francobollo… proprio lì.

1960 - Francobolli del Liechtenstein

1960 – Francobolli del Liechtenstein

Acquistai proprio questi. Fu un sacrificio. Infatti a quei tempi 5 franchi svizzeri (nel Liechtenstein la moneta corrente è il franco svizzero) erano soldi. Li conservo ancora, anche se il loro valore è relativo. D’altronde, il collezionista… non colleziona per soldi ma per passione.

Arrivai a Vaduz con questo bus, che fotografai dato che lo trovai simpatico; e poi, era la prima volta che venivo trasportato da un mezzo pubblico del Principato.

Bus del Liechtenstein

Bus del Liechtenstein

Da notare che il piccolo stato è attraversato dalla ferrovia a scartamento normale che dalla Svizzera va in Austria. I treni diretti non fermano nel principato. Il servizio doganale, nel Liechtenstein, è gestito dalle dogane svizzere.

Arrivo a Vaduz verso mezzogiorno. Faccio un giretto e mi rifocillo in una trattoria del centro.

Il Principato, grazie all’insediamento nel territorio di imprese finanziarie, commerciali e industriali, è diventato uno stato ricco e un poco discusso. Se vi trovate a passeggiare in uno dei paeselli che circondano Vaduz, vi sembra di essere semplicemente in campagna… ordinata e pulita.

Trovo una buca delle lettere:

Buca a Vaduz

Buca a Vaduz

È simile alle buche della vicina Svizzera ma ha i colori rosso e blu, colori nazionali.

E un’altra con distributore di francobolli:

...con distributore di francobolli.

…con distributore di francobolli.

Dopo aver dato un’occhiata al Castello, prendo il bus e vado verso l’Austria… quella porzione che tocca il lago di Costanza.

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