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Archive for agosto 2015

CHE FARE?

Ho letto questo articolo:
https://squarcidisilenzio.wordpress.com/2015/08/29/la-faccia-inutile-dellindifferenza/comment-page-1/#comment-11963
e, non sono riuscito a rimanere indifferente.

L’esperienza m’insegna che scrivere qui non serve a niente… ma si riesce a sfogarsi un pochino.

Chi ha scritto l’articolo è un’ottimista. Anch’io sono ottimista… altrimenti non scriverei… dato che non serve a niente.

Ma Chiara Lorenzetti, che stimo molto, non si è ancora accorta che siamo già in mano a “violenti”?

Basta aprire le pagine di un giornale o considerare la programmazione dei film in televisione…

Ma lo vediamo tutti cosa succede in Siria, in Libia, negli Stati Uniti dove chiunque può acquistare un’arma, a Montecitorio dove ogni tanto si picchiano per legiferare, ecc.

Se poi fossero anche già cretini… sarebbe il meno. Però, grave preoccupazione sarebbe se il violento fosse anche cretino…

Che fare?

Non ho la soluzione. Le riforme non servono a nulla. Da quando son nato sento parlare di riforme. Forse ci vorrebbe qualcosa d’altro… intelligente e non violento dove i soldi servano solo per “costruire”.

 

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APPELLO!

Chi sa qualcosa di questo signore?
Il suo nomignolo era Vuc.

Vuc,s

 

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Sempre alla ricerca di come i tedeschi perdenti affrancavano la corrispondenza dopo l’Ultima Guerra, mi sono imbattuto in questo francobollo… della Germania Occidentale.

Francobollo tedesco del 1958

Francobollo tedesco del 1958

L’interesse verso questo francobollo è il personaggio rappresentato… nato nel 1858. Inventò il motore che porta il suo nome e che noi utilizziamo giornalmente per spostarci.

Forse pochi sanno che “diesel” viene dal nome dell’inventore, e probabilmente, come il sottoscritto, che questo ingegnere morì in strane circostanze nel Canale della Manica mentre si recava in Inghilterra. Non si sa appunto se morì suicida o “fatto sparire”.

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Siamo rimasti ai francobolli del Reich tedesco.
Naturalmente non si può dimenticare il fautore di quella tragedia che portò morte e distruzione… anche lui su un francobollo.

Un francobollo del Reich

Un francobollo del Reich

Dopo la disfatta della Germania intervennero le Potenze Vincitrici (Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia) e divisero la Germania e Berlino in particolare in 4 zone più la SAAR che passò sotto l’influenza della Francia.

Oggi, come abbiamo visto, sui francobolli della Germania riunita c’è scritto semplicemente DEUTSCHLAND; a quei tempi, in cui la Germania vera e propria non esisteva più, le Amministrazioni Postali erano innumerevoli, e dipendevano, almeno agli inizi, da uno dei 4 stati vincitori del conflitto.

Come scrissi, non ho mai collezionato i francobolli tedeschi, però, ho sempre tenuto e messo da parte quelli che mi venivano regalati. Per questa ragione, e grazie a internet… che aiuta, sono riuscito a mettere a fuoco quali francobolli venivano utilizzati nelle varie zone. Questo mio piccolo excursus è sicuramente lacunoso, per cui accetto con grande piacere chi potrà correggermi o darmi notizie ulteriori.

Zone tedesche alla fine del secondo conflitto mondiale

Zone tedesche alla fine del secondo conflitto mondiale

In questa cartina ci sono pure le bandiere che possono indicare la situazione strategica delle varie zone. Da notare la piccola zona francese, ma ancor più la piccola zona tratteggiata poco sopra la bandiera francese. È il territorio della Saarland, già conteso prima della guerra fra Francia e Germania… passato poi alla Germania dopo un referendum. Dal 1957 è stato reintegrato nel territorio tedesco come Land.

Devo dire che, quando fra parenti e amici si sparse la voce che collezionavo foto di buche delle lettere, ogni tanto qualcuna di queste persone mi invia gentilmente delle foto interessanti.

Per quanto riguarda la Germania, mi “regalarono” questa bellissima foto di una buca di Brema (Bremen)… dove, fra l’altro avrei voluto sempre andare.

Sì perché Brema, assieme ad Amburgo e Lubecca è una città importante della Lega Anseatica. A Lubecca ho potuto andarci… a Brema non ancora.

Buca di Brema

Buca di Brema

Ma non basta. È di Brema anche questa antica cabina telefonica con la scritta in gotico: Offentlicher Fernschprecher, che tradotto letteralmente è: Apparecchiatura pubblica per parlare lontano.

BREMA - Cabina telefonica.

BREMA – Cabina telefonica.

Fu effettuata la divisione in zone della Germania, per evitare che la stessa riuscisse a diventare “importante e forte.” Difatti ci riuscirono così bene per cui oggi non è possibile, almeno economicamente, NON far riferimento alla Germania “riunificata” e a Berlino.

Delle 4 zone la più piccola era quella francese che includeva la Sarre o Saarland. Questo Land tedesco diventò parte integrante della Germania Occidentale nel 1957 dopo il Referendum del 1955. Prima di allora, naturalmente dopo la guerra, aveva propri francobolli come questo (l’unico finora da me trovato scartabellando qua e là):

Francobollo Saarpost in valuta francese.

Francobollo Saarpost in valuta francese.

Sempre nella zona francese c’erano altri francobolli in uso nella “provincia”  corrispondente. Nessuno menzionava la Germania. Una di queste era BADEN, e questi una parte dei francobolli usati.

Francobolli del BADEN

Francobolli del BADEN

La regione Baden occupata fino al 1952 dai francesi, era in realtà solo la parte sud del Baden (Südbaden) con capitale Freiburg im Breisgau. Per gli amanti delle cose dolci, questa zona può far pensare alla FORESTA NERA e, naturalmente alla famosa torta che ha lo stesso nome.

E questi quelli del WÜRTTEMBERG:

Francobolli del Württemberg

Francobolli del Württemberg

Oggi, Baden e Württemberg sono uniti in un unico Land, uno dei sedici della Germania “unita” dopo il crollo del muro di Berlino. La capitale è Stoccarda.

Prima della riunificazione, sono ancora molti i tipi di francobolli usati in Germania, anche quando venne meno la giurisdizione delle 4 Potenze vincitrici.

FINE TERZA PARTE

 

 

 

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Durante la mia ricerca sui francobolli tedeschi dal 1945 fino alla caduta del muro di Berlino, mi sono imbattuto in questi due francobolli.

Francobolli tedeschi... istruttivi

Francobolli tedeschi… istruttivi

Sono un po’ quasi antichi; del 1971.

Ai miei tempi le strisce pedonali si chiamavano zebre, ed è facile capire perché.

Vedendo questi francobolli, ho subito fatto due considerazioni:

1° – Qual’è l’impatto dell’automobilista di fronte alle strisce pedonali?

Risposta: “L’italiano non le vede; vede tutto ma si potrebbe pensare che sia “allergico” a quei “cosi colorati” che noi volgarmente chiamiamo “strisce pedonali”.

“Lo svizzero del Canton Ticino (regione di Lugano esclusa) si ferma sempre se vede qualcuno che desidera attraversare. Lo svizzero della Svizzera tedesca, non solo si ferma, ma, se vede qualcuno all’altezza delle strisce… che non ha alcuna intenzione di attraversare la strada, starà fermo finché questo “qualcuno” non avrà attraversato (è accaduto a me a Lucerna).

2° – Questi francobolli dimostrano che si può fare buona propaganda anche attraverso i francobolli. Purtroppo sembrerebbe che le Poste Italiane stampino francobolli solo per quei “cretini” collezionisti disposti a spendere “una cifra” per un pezzettino di carta.

Le nostre poste, prima di fare la considerazione che bisogna a tutti i costi guadagnare tanti soldi, erano al servizio del cittadino e lavoravano anche un poco con buona propaganda… anche stradale. Questo è un piccolo esempio del 1961: Un timbro positivo.

Timbro delle poste italiane.

Timbro delle poste italiane.

È però impossibile pensare che la situazione migliori. Sembra che gli uffici postali non vendano più francobolli.

Forse sembra “Loro” di guadagnare di più.

Quando posso, mando una cartolina ai miei nipotini e, sempre quando posso affranco la cartolina con un francobollo.

Alcuni risultati:

MESSINA: Compro la cartolina da un tabacchino e chiedo due francobolli per l’estero (Svizzera): “Non ne abbiamo. Deve andare alla posta.”  Vado alla posta: “Non ne abbiamo… li facciamo direttamente sulla cartolina”. Non ho altra scelta; lui incassa subito e i nipotini non hanno il piacere di avere il francobollo.

BORDIGHERA (IM): Le tariffe sono aumentate; desidero spedire due cartoline; ho i francobolli ma con le vecchie tariffe, per cui ho bisogno di due francobolli da 10 centesimi. Vado alla posta principale della città: “Non ne abbiamo. Per integrare l’affrancatura, porti qui le cartoline”. Ho portato le cartoline alla posta e ho fatto per la seconda volta la coda… per 20 centesimi!… e niente francobolli.

ORTISEI (BZ): Devo spedire una lettera a Genova e ho il francobollo per l’affrancatura da € o,80. Non ho il francobollo da € 0.95 per la Svizzera, per il nipotino. Vado all’ufficio postale: “Siamo rimasti senza!”  Chiedo: “Ma questa è la posta?”

Mi chiedo: “Vogliono le Poste Italiane distruggere la filatelia?” Così ho potuto mandare la cartolina a mio nipotino… che sperava in un francobollo:

Ufficio Postale di Ortisei - Süd Tirol Alto Adige.

“Francobollo” dell’Ufficio Postale di Ortisei – Süd Tirol Alto Adige.

MANESSENO (GE): Una lettera l’ho ricevuta avant’ieri. Sembra che anche questo ufficio postale sia sprovvisto di francobolli:

Affrancatura dalla provincia di Genova

Affrancatura dalla provincia di Genova

In definitiva non si usano più francobolli e non si stimola i cittadini ad avere rispetto per gli altri… sulle strade.

Eppure, solo due anni fa, in una cittadina dell’estremo ponente ligure, hanno allestito per i bimbi la segnaletica più importante e stimolato gli stessi ad impararla come utenti della strada in bicicletta:

Bimbi ciclisti utenti della strada

Bimbi ciclisti utenti della strada

C'è anche il vigile che insegna.

C’è anche il vigile che insegna.

SE VI VIEN VOGLIA DI SPEDIRE UNA LETTERA… CERCATE IL FRANCOBOLLO!

SE VOLETE ATTRAVERSARE LA STRADA… FATELO SOLO CON IL VERDE!

SE NON C’È IL SEMAFORO E ATTRAVERSATE SULLE “ZEBRE”… PRETENDETE CHE LE AUTO SI FERMINO… specialmente se sono dei Vigili, dei Carabinieri o della Polizia.

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UnknownQuella che fu addirittura un Ministro della nostra Repubblica, Kashetu Kyenge, ebbe a dire che i “Migranti” muovono l’Economia.

Se me l’avessero raccontato non ci avrei creduto. L’ho sentito con le mie orecchie.

Va bene, cresce il Pil e tutti i ministri in carica possono gioire e credere di essere lì lì per uscire dalla recessione.

Ricomincia un “miracolo Economico”?

No, no. Proprio no. Cresce a dismisura la sofferenza “gratuita” di un certo numero di Esseri Umani.

 

Da "Corriere.it"

Da “Corriere.it”

Oltre all’Economia, i “Migranti” muovono anche i treni.

Vi sembra possibile che nel 2015 si debba assistere, in Europa, a certi spettacoli?

Certo, non solo i treni si muovono, ma anche le “Onoranze Funebri” vedono migliorare il loro PIL… e va tutto bene.

E poi, è sufficiente dare lavoro alle fabbriche di rete metallica e filo spinato… perché l’Economia non  rimanga stagnante.

Sempre da "Corriere.it": Costruzione Muro anti-migranti.

Sempre da “Corriere.it”: Costruzione Muro anti-migranti.

Ma capperi, i Politicanti, non solo i nostri europei, ma anche quelli residenti Oltreoceano, dove hanno un pizzico di sensibilità?

Non lo sanno che per risolvere questo terribile problema bisogna andare alla radice? Se questo, di andare alla radice, lo fanno raramente in medicina, come si può pretendere che lo facciano loro, i politicanti, che hanno ben altri interessi?

SONO PERFETTAMENTE CONSAPEVOLE CHE QUESTO MIO SCRITTO NON SERVE A NULLA.

SCUSATEMI.

È UNO SFOGO.

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Il tarlo delle buche delle lettere è in me da… relativamente poco tempo.

Fui in Germania per la prima volta, se non vado errando, nel 1948. In quell’anno ero da mia nonna, in Svizzera, e, con una cugina di mia mamma, andai da Romanshorn a Friedrichshafen (col vaporetto… naturalmente!).

 

Lago di Costanza

Lago di Costanza

La cugina andò a trovare un’amica, mentre per me affittò una barca e remai tranquillamente sottocosta in acque tedesche. Ricordo poco di quella visita. Mi rimase impresso lo squallore di una Germania appena uscita da una guerra catastrofica.

Andai molte altre volte in Germania, prima e dopo la caduta del muro di Berlino. In due situazioni particolari ho potuto verificare l’efficienza dei sudditi della Merkel, in una terza occasione mi fu possibile dare spazio all’acquisizione di un’istantanea a favore delle mie famose buche.

Anche la Germania, almeno quella dell’ovest, aveva il proprio miracolo e lo dimostrava in modo abbastanza palese, ogni volta che qualcuno la raggiungeva come turista. Già c’ero andato da studente pernottando negli Ostelli della Gioventù. Non ero andato oltre il lago di Costanza, ma avevo notato il desiderio tedesco indirizzato all’efficienza e alla gentilezza.

Lo constatai quando per studio, andai in un paesello della Foresta Nera o, da quelle parti.

Fu un avvenimento incredibile che val la pena di essere raccontato. Ripeto, dovevo andare in un paesello di poca importanza strategica a nord di Friburgo in Breisgau.

Presi tranquillamente il treno sapendo che a Basilea avrei dovuto cambiare. Dopo essere salito sul treno tedesco, dopo la partenza arrivò gentilissimo e puntuale il controllore. In Germania non chiedono al viaggiatore se ha il biglietto come si fa in Italia o in Svizzera, no, là chiedono la “carta di viaggio” che è la traduzione letterale di Fahrkarte. Mostro tranquillamente il mio biglietto e chiedo al controllore se questo treno si sarebbe fermato al “Paesello”. Il controllore, guarda l’orario e risponde: “Sì, si ferma.”

Sono tranquillo.

Dopo Friburgo e, dopo la partenza del treno arriva un altro controllore al quale chiedo: “A che ora arriviamo al Paesello?”

“Ma questo treno non ferma al Paesello. Lei deve scendere alla fermata prima o a quella dopo.”

Friesenheim - La stazioncina della località che chiamo Paesello.

Friesenheim – La stazioncina della località che chiamo Paesello.

“Perbacco. Per fortuna che gliel’ho chiesto. Peccato! Il suo collega in partenza da Basilea mi disse che si sarebbe fermato.”

Di rimando il controllore: “Mi dispiace molto. Aspetti un momento. Ora c’è la fermata e devo scendere. Torno fra poco.”

Il treno si ferma, e poco dopo riparte.

Il controllore torna da me e: “Il mio collega si è sbagliato. Avrebbe dovuto stare un po’ più attento. Dato che a lei è stata data un’informazione sbagliata e lei si è organizzato in modo conseguente, durante la fermata ho fatto un paio di telefonate e ho fatto in modo che il treno fermi al Paesello.”

Si prenda atto che non era ancora l’era dei telefonini. Quel controllore usò il telefono “fisso” della stazione durante la fermata.

E il treno si fermò in quella stazioncina sperduta in mezzo alla campagna semplicemente per far scendere me. Un’informazione sbagliata? Non importa, bisogna essere gentili e, nel limite del possibile riparare. Era questa l’efficienza, la gentilezza e l’educazione delle ferrovie tedesche? Sembrava di sì.

Dopo essere sceso dal treno, nel buio della sera invernale, trovai fortunatamente un impiegato, l’unico della stazione. che mi chiamò un taxi. Mi fu possibile raggiungere l’albergo, darmi una sistematina, andare a cena e, dopo aver passato una notte nel letto d’albergo, essere pronto, l’indomani per il corso di specializzazione.

Quel Paesello si trova proprio sulla linea che, qualche anno dopo mi permetterà un’altra interessante situazione… degna della gentilezza di un personale efficiente.

Ero ad Amburgo… su un ICE che parte in perfetto orario verso sud. In meno di 8 ore avrei dovuto essere a Berna.

Avevo programmato, intorno a mezzogiorno, di andare a mangiare nel vagone ristorante. Non era un self service e sufficientemente buono con servizio gentile e prezzi abbordabili. D’altra parte ero in vacanza e pensai fosse giusto e necessario prendersi qualche piccola soddisfazione.

Il viaggio procede spedito e senza intoppi finché l’altoparlante del treno chiede l’intervento di un medico. Non conosco troppo bene la lingua tedesca, però non posso star fermo. L’Avrei fatto volentieri dato che non avevo alcuna attrezzatura medica o medicamenti di sorta e non potevo immaginare cosa avrei potuto trovare.

 

Raggiungo il vagone dove qualcuno sta male e ha bisogno di un medico. Trovo un uomo anziano coricato nel punto dove finisce il vagone, vicino alla porta d’uscita. È dolorante. 

Era caduto e si era fratturato, probabilmente il collo del femore. A causa del mio tedesco imperfetto, non l’avevo capito. Credevo che avesse male da qualche parte, e per questa ragione l’avessero coricato perché fosse il più comodo possibile. Per fortuna, pochissimo dopo, arrivò un medico “vero” che parlava il loro buon tedesco e l’enigma fu risolto.

Quando il treno arrivò alla prima fermata, sul marciapiede era ad attenderlo un’ambulanza e, con le dovute moderne cautele (analgesici, cuscini d’aria, ecc.) e coll’ausilio di un medico, l’anziano fu “issato” sull’ambulanza e il treno poté ripartire.

Ripartì con un’ora circa di ritardo.

A questo punto iniziò l’efficienza delle ferrovie tedesche. La consapevolezza del ritardo causato da una situazione particolare nella quale non c’era, da parte delle ferrovie, colpa alcuna, spinse il personale a minimizzare il disagio ai viaggiatori che avrebbero perso le previste coincidenze.

Per questa ragione, l’altoparlante del treno cominciò a consigliare le fermate per la varie destinazioni e le eventuali variazioni di percorso.

Per me il viaggio continuò in parte nel vagone ristorante. Ricordo ancora cosa mangiai: Spezzatino con contorno di patatine. E, da bere, naturalmente una birra tedesca.

 

Quanto accadde in quel vagone ristorante ha dell’inverosimile se vogliamo fare un paragone col modo di considerare la clientela da parte dei Dirigenti o “Addetti ai Lavori” di Trenitalia.

Presi posto nel vagone ristorante e, dopo aver dato un’occhiata al menu, ordinai lo spezzatino; la signorina che prese l’ordinazione mi disse: “Lei ha diritto a una bevanda gratuita non alcoolica.” Pensai di non aver capito bene e chiesi: “Per quale ragione?”.

La risposta: “Dato che lei si è offerto di aiutare quell’uomo infortunato, le Ferrovie Tedesche le offrono una bevanda per ringraziarla.”

Risposi: “Ma io non ho fatto nulla di speciale, anzi, a causa del mio tedesco imperfetto non sono stato di alcun aiuto.”

“Non ha alcuna importanza” rispose la signorina “Lei si è scomodato dal suo posto e le Ferrovie vogliono dirle grazie.”

“Bene, grazie. Dato che la birra è alcoolica, alla fine prenderò volentieri un caffè.”

Questi sono i tedeschi degli anni 2000? Ma questi sono gli stessi tedeschi che hanno votato l’Angela Merkel?

La prima volta che fotografai una buca delle lettere tedesca, fu nel 2008 a Kiel, nel nord.

3 buche a Kiel

3 buche a Kiel

Sempre a Kiel, ma durante un’altra occasione, cercai un ufficio postale per spedire una cartolina ai miei nipotini. Trovai una specie di cartoleria che fungeva da ufficio postale e aveva solo francobolli brutti, o per lo meno, non commemorativi.

Francobollo da Kiel

Francobollo da Kiel

È interessante notare come in Germania non si sa dove viene timbrato il francobollo. Semplicemente BRIEFZENTRUM (Centro delle lettere).

Ora sul francobollo c’è scritto Deutschland (Germania). Un tempo però, prima della guerra, c’era scritto Deutsches Reich.

Non ho mai collezionato i francobolli tedeschi. Semplicemente li ho tenuti quando me li regalavano.

Alcuni francobolli del Reich tedesco

Alcuni francobolli del Reich tedesco

Quando finì la Seconda Guerra Mondiale, la Germania fu fatta “a fettine” più o meno grandi. La stessa sorte toccò alla città di Berlino.

Postalmente parlando ci fu una certa rivoluzione che ricalcò la situazione delle “fettine”.

FINE SECONDA PARTE

 

 

 

 

 

 

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