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Archive for dicembre 2015

AUGURI DI BUON ANNO A TUTTI VOI…

…intanto non so se ve ne siete accorti, ma la Poste Italiane hanno aumentato di nuovo le tariffe postali. Fin qui, nulla di eccezionale. Buon per loro che, con uno strano modo di servire la clientela, riescono a star bene.

Nel 1999 la Posta Prioritaria costava € 0.62  Oggi € 2.80 Aumento 4.51 volte.

Nel 1999 la Prioritaria per Europa € 0.62   Oggi € 3.50 Aumento 5.64 volte.

Nel 1999 la Posta Normale costava € 0.41    Oggi € 0.95 Aumento 2.31 volte.

Nei giorni scorsi ho voluto fare un esperimento. Ho desiderato analizzare l’efficienza e l’onestà delle nostre poste. Ho spedito alcune semplicissime lettere al mio indirizzo qui a Lugano.

PRIMA LETTERA:

Imbucato a Como.

Imbucato a Como.

Spedita il 16 dicembre 2015 con un francobollo di quelli nuovissimi di posta prioritaria per Europa. Prezzo del francobollo: € 3.50.

La lettera arriva al mio domicilio dopo 2 giorni.

SECONDA LETTERA:

spedita da Lavena Ponte Tresa (VA)

Imbucata a Lavena Ponte Tresa (VA)

Spedita il 22 dicembre 2015 con un francobollo da € 1.00 pari alla tariffa normale per l’estero.

La lettera arriva al mio domicilio dopo 2 giorni e cioè il 24 dicembre.

TERZA LETTERA:

Spedita da Lavena Ponte Tresa (VA)

Imbucata a Lavena Ponte Tresa (VA)

Spedita il 22 dicembre 2015 con un francobollo da € 0.80 pari alla vecchia tariffa per l’interno (ora 0.95). Mancherebbero € 0.20.

La lettera arriva al mio domicilio dopo 2 giorni e cioè il 24 dicembre.

La prima cosa che salta all’occhio è che tutte e tre le missive sono state timbrate a MILANO ROSERIO anche se imbucate a Como e in provincia di Varese.

In secondo luogo, tutte e tre le missive sono giunte a destinazione dopo 2 giorni!

La prima era affrancata come posta veloce (ben € 3.50), la seconda  come posta ordinaria (€ 1.00) e la terza passibile di multa perché affrancata solo € 0.80.

Di fronte a certe “stranezze” non riesco a capire dove sta la serietà delle Poste Italiane… che, oltre a far pagare delle cifre esagerate, inoltrano ogni oggetto postale nello stesso modo… SENZA CONTROLLARE NULLA.

L’altra stranezza delle nostre poste è che tutte e tre le missive sembrano impostate a Milano… e invece no, per cui sembrerebbe quasi di essere di fronte a una truffa. Semmai, sarebbe molto meglio, come ho visto fare dai tedeschi, che mettono sul timbro: CENTRO LETTERE (Briefzentrum e un numero) e non una località.

BUON ANNO POSTE ITALIANE… MI AUGURO CHE POSSIATE IN FUTURO ESSERE UN PO’ PIÙ SERIE E VERAMENTE AL SERVIZIO DELLA POPOLAZIONE… con tariffe oneste.

 

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SON TORNATO… volando 4

Vi ho preannunciato la discesa a terra in Groenlandia.

Dopo quel meraviglioso passaggio, la nave naviga tranquilla verso nord e, in tarda serata, ossia intorno alle 22.00, getta l’ancora nella baia di QAQORTOQ.

Il risveglio è di buon’ora e ci offre uno spettacolo di sogno… ma freddo.

La Baia di Qaqortoq.

La Baia di Qaqortoq.

Si capisce che la temperatura è sotto lo zero se si guardano i vetri ghiacciati della nave.

Andai in coperta sui ponti alti della nave, ma dovetti fare molta attenzione al ghiaccio. Non credo sia l’ideale rompersi una gamba in Groenlandia!

Qaqortoq dalla nave mentre sorge il sole.

Qaqortoq dalla nave mentre sorge il sole.

Siamo scesi dalla nave. La strada che porta al villaggio.

Siamo scesi dalla nave. La strada che porta al villaggio.

I bambini Inuit dell'asilo

I bambini Inuit dell’asilo.

I Condomini di Qaqortoq.

I Condomini di Qaqortoq.

La nostra nave ancorata nella baia.

La nostra nave ancorata nella baia.

Era il 28 ottobre. L’aria era decisamente fredda con 5 gradi sotto lo zero. Il cielo, come si può vedere dalle foto di un azzurro splendidamente terso. Niente vento, al massimo una leggera brezza. Quale potesse essere il pensiero della popolazione non è possibile immaginare. L’impressione fu di sincera ospitalità… non si dimentichi che ci fu da parte dei croceristi una vera e propria invasione.

C'è anche l'Ufficio Postale

C’è anche l’Ufficio Postale

I panni stesi al sole!

I panni stesi al sole!

Probabilmente abbiamo trovato una giornata particolarmente tersa, al punto che gli abitanti hanno potuto stendere i panni al sole, malgrado la temperatura sotto lo zero.

Ci sono anche le macchine... a Qaqortoq!

Ci sono anche le macchine… a Qaqortoq!

Si torna al Tender che ci riporterà sulla nave. Tutti in coda... ordinatamente!

Si torna al Tender che ci riporterà sulla nave. Tutti in coda… ordinatamente!

E si riparte tranquillamente mentre il sole è ancora alto. Dopo la partenza, un crocerista ci confidò di aver visto una balena.

Io ho visto e fotografato:

L'ultimo iceberg groenlandese.

L’ultimo iceberg groenlandese.

E adesso si naviga verso il Canada.

 

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Ma diventeranno proprio così?

Da "La settimana Enigmistica"

Da “La settimana Enigmistica”

Ma questa non è una barzelletta… è una terribile futura realtà?

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A quei tempi mi sarebbe piaciuto molto poter visitare Berlino… anche se sarebbe stato necessario attraversare i “corridoi” della Germania Orientale. Sì, perché andare a Berlino non era come ora. In auto c’erano i tragitti obbligati ed era proibito sgarrare, in treno c’erano alcune assi ferroviarie… e basta. C’erano maggiori collegamenti con i Paesi dell’Est che erano sotto l’influsso sovietico.

Le 4 zone di Berlino

Le 4 zone di Berlino

Berlino era divisa in 4 settori, che, come si può ben vedere nella figura e dalle bandiere, corrispondevano alla Francia, alla Gran Bretagna, agli Stati Uniti e all’Unione Sovietica. Nei settori detti occidentali si poteva circolare liberamente, per il settore sovietico il discorso era talmente diverso per cui, a un certo punto fu costruito il famoso MURO che impediva anche di vedersi.

Tornando all’uso dei francobolli, che contrariamente a quello che pensano le nostre Poste Italiane sono quei pezzettini di carta che si pagano in anticipo e servono per dimostrare di aver pagato la tassa per il trasporto… a destinazione in tempi decenti, a quei tempi, in quel di Berlino, la parte sovietica era ormai fagocitata dal totalitarismo e si arrivò alla DDR, mentre la parte Ovest aveva propri francobolli.

Francobollo per Berlino

Francobollo per Berlino

Ci fu però un piccolo periodo, dal 3 settembre 1948 fino alla fine di marzo del 1949, in cui tutta Berlino dovette usare i francobolli precedenti con la sovrastampa BERLIN come quello che si trova qui a lato.

Dalla fine di marzo, solo Berlino Ovest ebbe propri francobolli perché l’altra Berlino cominciò a utilizzare quelli che venivano emessi dalla Deutsche Demokratische Republik che diventerà DDR.

I francobolli per Berlino ebbero, fino al 1954 la scritta DEUTSCHE POST BERLIN come questi della serie “Uomini della Storia di Berlino.

Personaggi Celebri

Personaggi Celebri

Questi francobolli sono del 1952 e 1953. Questi quattro signori sono stati sicuramente importanti per l’Umanità. Due sono noti a molti e sono Max Planck e Rudolf Virchow… il primo in particolare fu l’ideatore della “fisica quantistica” e fu considerato, assieme ad Albert Einstein, uno dei pilastri della fisica moderna. Ebbe pure il riconoscimento del Premio Nobel nel lontano 1918. Rudolf Virchow fu un medico patologo e scienziato particolarmente “moderno”. Pur essendo morto nel 1902, seppe anticipare attuali realtà della medicina.

È interessante come partendo da un semplice francobollo si possa arrivare ad imparare molte cose. Certo che oggi, grazie ad internet è molto più facile. Peccato che le nostre Poste Italiane cerchino di portare al “disuso” il francobollo e per chi usa un francobollo ordinario, anziché mettergli a disposizione qualcosa di bello che dia lustro all’arte dell’italiano, gli dà, da far viaggiare dei francobolli brutti come questo:

€ 1.00 - viaggiato ma non timbrato.

€ 1.00 – viaggiato ma non timbrato.

I trattini elettronici dimostrano che è stato usato per posta, ma non è stato obliterato come sarebbe necessario. Quindi dimostra, e accade sovente, l’incapacità dei dipendenti delle poste di eseguire il lavoro a cui sono preposti.

Per tornare alla Germania, anni fa ho scoperto questo bel “veicolo” in dotazione al postino di Friedrichshafen.

Sul Lago di Costanza... a Friedrichshafen.

Sul Lago di Costanza… a Friedrichshafen.

Fu in occasione di quel giorno bellissimo in cui mi trovai a volare su uno Zeppelin come questo… che qualcuno già conosce:

Il moderno Zeppelin NT

Dopo il 1954, e fino alla caduta del famoso Muro, i francobolli di Berlino presero la scritto DEUTSCHE BUNDESPOST BERLIN a dimostrazione del collegamento con la Germania Occidentale che aveva la capitale a Bonn. Naturalmente, nella serie ordinaria non poteva mancare la Porta di Brandeburgo simbolo della città.

coppia da 10 pfennig

coppia da 10 pfennige

Scartabellando fra i francobolli accantonati, ho trovato questo che mi ha permesso di conoscere qualcosa di più dell’arte dei tempi passati e di come un regime totalitario possa distruggere la creatività.

Max Liebermann

Max Liebermann – Francobollo del 1972

Ho imparato che questo pittore ricordato dalle poste tedesche di Berlino, fu un pittore molto conosciuto e particolarmente attratto dal realismo di Gustave Courbet.  In Italia è molto conosciuto il dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo:

Quarto Stato

Quarto Stato

Al Max Liebermann di famiglia ebrea, Hitler vietò nel 1933 di dipingere e quindi di vivere. Grazie a Internet, mi hanno colpito particolarmente questi due quadri:

Die Raserbleiche

Die Raserbleiche

e cioè le donne che stendono sull’erba i panni affinché al sole diventino di un colore più vivo e più bianco, e:

Flachsscheuer in Laren

Flachsscheuer in Laren

Sono le tessitrici di lino in un fienile nella località olandese di Laren. Oltre al duro lavoro delle donne, si possono vedere i giovincelli, che girano la ruota. Oggi si parlerebbe di lavoro minorile.

Come si fa a scrivere un articolo stimolato da buche delle lettere senza pubblicare una buca delle lettere? Non sarebbe corretto.

Questa, l’ho trovata grazie a internet… e, per caso. È una vecchia buca della Germania Est:

Buca della DDR - Sembra nuova

Buca della DDR – Sembra nuova

 

 

FINE SETTIMA PARTE

 

 

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VIVIAMO?

Per puro caso, quando il caso non esiste, ho ritrovato quanto scrissi nel 2013:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2013/04/08/vivere/

e mi sovvenne questa stupenda vignetta:

VIVERE UCCIDE

VIVERE UCCIDE

e mi trovai a considerare che, non solo tutto uccide, ma coi tempi che corrono, è anche molto difficile acquistare alimenti puri e veramente sani (non inquinati).

Tutto uccide e noi stiamo uccidendo, ovvero deteriorando il pianeta che ci ospita e ci potrebbe dar da mangiare… e da bere.

blumarino

Se ognuno di noi guarda un po’ bene questa figura… bellissima… si renderà conto che troppe volte ha abusato della “gentilezza” della natura.

Io credo che non sia necessario amare la natura per rendersi conto che se, semplicemente gettiamo in mare o in un fiume un normalissimo sacchetto di plastica ci comportiamo come quel “simpaticone” che se li tagliò per fare un dispetto alla moglie.

Oggi è Natale e… dovremmo essere tutti più buoni… o no? Ma se non vogliamo essere più buoni verso il nostro prossimo, cerchiamo di esserlo verso noi stessi che possiamo stare sulla terra e… goderla.

Da web

Da web

Una cosa semplicissima che ognuno di noi può fare (io la faccio da qualche anno) è portarsi sempre a spasso ben piegato un sacchetto (anche di plastica) da utilizzare ogni volta che si va a fare acquisti. Se io uso il mio sacchetto (ne ho sempre due in tasca) posso rifiutare quello del negoziante.

In tre anni, calcolando il “rifiuto” di 300 sacchetti all’anno, posso sicuramente dire di aver “risparmiato” alla nostra Madre Terra la necessità di “disinquinarsi” da quasi 1000 sacchetti. Ma se a fare questo sono più persone, questa cifra si moltiplica e diventa interessante e… la Terra soffre meno “gratuitamente”.

SÌ, PERCHÉ ANCHE QUESTA È UNA SOFFERENZA”GRATUITA”.

GODETEVI IL NATALE!

 

 

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E se c’è davvero e saremo tutti più buoni, sarà bello augurarselo buono.
A me piace farlo ricordando Ortisei in Alto Adige dove ho potuto gioire acquistando questo:

DSC_1730

e quest’altro:

DSC_1731

che son riuscito a rendere come li vedete con sullo sfondo… sfumata la zona di Lugano dove vivo.

Ma, come mi conoscete, non posso non augurarvi BUONE FESTE con un paio di francobolli. Questo svizzero:

CH Natale 2015

e questi del Principato del Liechtenstein:

Quarchedundepegi

Francobolli del 1992

BUON NATALE A TUTTI… PROPRIO TUTTI

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Quando iniziai questo articolo sulla Germania, non avrei assolutamente immaginato di dover approfondire una così grande varietà di materiale postale.

E pensare che partì tutto da un paio di buche delle lettere.

Ci stiamo ora lentamente avvicinando ai giorni nostri che vede i francobolli tedeschi con la semplicissima scritta DEUTSCHLAND.

Germania oggi

Germania oggi

Come si può vedere dal timbro postale, questi sono francobolli ordinari recentissimi e molto semplici e anche abbastanza belli nonché colorati. Dispiace dover considerare la fantasia dei nostri grafici che, per la serie ordinaria non sono stati capaci di fare qualcosa di bello. Sono stati capaci solo di aumentare le tariffe in modo esponenziale.

 

Dopo le emissioni locali nelle varie zone d’influenza, si delinea la Germania moderna divisa in due con al centro l’ex capitale declassata in spicchi che, dopo la costruzione del muro, vedrà da una parte le tre zone occidentali e dall’altra parte la zona sovietica.

Nella zona sovietica, dopo i brutti francobolli regionali, ci furono emissioni per tutta la zona sotto la dicitura DEUTSCHE DEMOKRATISCHE REPUBLIK.

Ne possiedo alcuni, regalatimi da qualche parente che corrispondeva con cittadini della Germania Est. Ho preso in considerazione dapprima questi, sicuramente di una lunga serie, che raffigura Wilhelm Pieck che fu il primo e unico Presidente della Germania Comunista.

Wilhelm Pieck

Wilhelm Pieck

Questo personaggio fu Presidente della Germania Orientale dal 1949 al 1960, anno della sua morte. Dopo tale data, la carica di Presidente fu abolita.

Walter Ulbricht

Walter Ulbricht

Dopo il 1960 ci fu un Presidente del Consiglio di Stato nella persona di Walter Ulbricht che poté comandare e, d’accordo o supportato dall’Unione Sovietica, fare il bello e il cattivo tempo nella Germania Est.

Fu in quel periodo che fu costruito il famigerato Muro di Berlino.

Dal 1961 al 1989 pare furono uccise più di 200 persone che, nel tentativo di raggiungere la libertà, non riuscirono a raggiungere la Berlino Ovest. Questo è uno dei francobolli che lo raffigura. Morì nel 1973. Il Muro, eretto come Barriera di protezione antifascista, cadde nel 1989 grazie alla politica di Gorbaciov.

Continuando a girare per francobolli non ho potuto dimenticare che lo spunto a tutti questi articoli me l’ha dato la “buca delle lettere”. Che terribile ma simpatico tarlo! È interessante notare che ogni tanto, qualcuno che lo sa, mi manda la foto di una buca. Questa, quasi dimenticata, dimostra come anche i tedeschi non sono perfetti. Guardate un po’:

Buca un po' storta

Buca un po’ storta

Viene da un posto che si chiama Fraueninsel Chiemsee, che si trova in Baviera.

Tornando ai francobolli della Germania Est, ho preso dapprima in considerazione quello che “parla” di un certo Ernst Thälmann, che mi ha incuriosito.

Ernst Thälmann

Ernst Thälmann

Questo fu un comunista degli anni 30 che entrò naturalmente in collisione col nazional socialismo di Hitler e passò gli ultimi anni della propria vita in prigione o in campi di concentramento. Non cambiò mai le proprie idee e morì nel Campo di Concentramento di Buchenwald nel 1944. Fu ucciso in gran segreto dalle SS con un colpo alla nuca. Fu considerato un eroe perché in Germania ha più di un monumento.

Gli altri francobolli che mi hanno incuriosito per un regime che non sapeva cosa fosse la libertà, sono questi:

Pace

Due francobolli per la pace.

Quello blu commemora la partecipazione al congresso popolare per la pace di Vienna del 1952, l’altro esalta la lotta per la pace… così non muore più nessuno.

CHE BELLA IPOCRISIA!

Per arrivare ai giorni nostri, c’è ancora un po’ di strada da fare… ringrazio chi avrà ancora la pazienza di leggermi.

FINE SESTA PARTE

 

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