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Archive for novembre 2016

28 novembre 2016 – Lunedì

L’albero: “Come state amiche mie? Ieri siete state proprio brave; non vi ho sentito per niente… o avete parlato molto piano.”

Panchina 1 e Sorella: “Era Domenica e c’era poca gente in giro. E poi, nella cappella qui vicino c’era la Messa… e bisognava stare tranquille.”

Panchina 1: “E tu albero come stai? Non sei ancora pronto per dormire? Noto che hai ancora molte foglie. Ieri era bel tempo; ti sei goduto il sole autunnale? C’era un colore tutto particolare.”

L'albero con ancora un po' di foglie. Non può ancora dormire.

L’albero con ancora un po’ di foglie. Non può ancora dormire.


L’albero: “Ma certo che me lo sono goduto. Ho visto che ieri mattina è venuto quell’umano simpaticissimo che ha spostato un po’ delle mie foglie ed è venuto a sedersi da te.”

Le foglie spostate per le chiappe di un umano.

Le foglie spostate per le chiappe di un umano.

Panchina 1: “È vero; Ha messo le chiappe su di me. Ma non è stato molto. Mi ha detto che era molto contento che finalmente ha smesso di piovere.”

L’albero: “Non t’ha detto altro?”

Panchina 1: “Ma sì, mi ha accennato qualcosa di quello che sta succedendo in Italia. Mi ha detto che non vede l’ora che passi la settimana e arrivi domenica prossima, così si saprà se avrà vinto il SÌ o il NO. Lo sai no che domenica prossima in Italia c’è quel Referendum. Lo sai o no?”

L’albero: “Ma cosa ti credi? di quassù sento tutto e vedo molto più di voi. Coi rami bassi sento gli bisbiglii, coi rami alti capto dai miei colleghi quello che accade anche lontano da me.”

LA SORELLA

LA SORELLA

Sorella (che ha ascoltato in silenzio): “Allora, caro nostro albero, raccontaci un po’ quello che si dice intorno di questo Referendum; che poi, qui in Svizzera, siamo abituati alle consultazioni popolari!”

L’albero: “Non c’è poi molto da dire; il problema è che un certo Renzi, quello che comanda in Italia, ha ideato insieme a una certa Boschi, che tra parentesi dicono essere un bell’umano femminile, un cambiamento nella Costituzione della Repubblica Italiana. Pare però, che da un’idea mica male, cioè quella di abolire il Senato, si sia arrivati ad abolirlo solo in parte, per cui, non essendo neppure eleggibile democraticamente, a tanta gente non va giù, e parlano addirittura alla possibilità di una dittatura, se il popolo dice sì.”

Panchina 1: “Non ti sembra di spararla un po’ grossa?”

Sorella: “Sembra anche a me che l’albero la spari un po’… così.”

L’albero: “Io riferisco solo quello che capto. Quelli del sì dicono che bisogna a tutti i costi cambiare, e che questa è un’ottima occasione che non tornerà più nei prossimi 30 anni, o giù di lì… e che si risparmieranno un mucchio di soldi, quelli del no invece dicono che Renzi racconta un mucchio di balle, che senza un Senato vero chi comanda adesso non se ne andrà più e che questa democrazia sparirà. Insomma, arrivano addirittura ad insultarsi… per un Referendum!!!.
Ma noi qui in Svizzera ne abbiamo fatto tanti di referendum, ma non ci siamo mai accapigliati in questo modo. Ma credete voi che in Italia potrà cambiare molto?”

Sorella: “Io non credo mica. L’Italia rimarrà quella che è. Certo che una bella dittatura in Italia c’è stata… e agli italiani piaceva molto; si sentivano forti… finché c’è stato il patatrac… e nessuno era più fascista.”

Panchina 1: “Staremo a vedere. Speriamo che Domenica arrivi presto. Dicono che la speranza è l’ultima a morire.”

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SPERANZE? 3… E L’ALBERO

26 novembre 2016

Panchina 1: “Che noia; ieri ha piovuto tutto il giorno. Le foglie fradicie sono pesanti e mi danno fastidio.”

Sorella: “Ti lamenti sempre.”

L'albero... qualche giorno fa.

L’albero… qualche giorno fa.

L’albero: “O panchina 1, ancora non ti sei abituata al ritmo delle stagioni? Ricevi tutti gli anni le mie foglie.”

Panchina 1: “Scusami albero, ma non posso fare diversamente… Lo sai sorella che poco fa è passato da queste parti un bell’umano maschio che parlava con un’umano femmina e le diceva che è morto Fidel Castro?”

Sorella: “Quello di Cuba? Di quella grande isola nei Caraibi?”

Panchina 1: “Sì, proprio quello.”

Sorella: “Ma quello è uno di quegli umani che ha scritto un pezzo importante di storia del secolo scorso.”

Panchina 1: “Proprio così. Bisogna risalire agli anni 60 quando ero nata da poco; ero un bell’albero anch’io; poi, dopo che mi hanno lasciata crescere, mi hanno un po’ tagliuzzata, mi hanno attaccata a del metallo… ed eccomi qui. Non mi dispiace però. Sai prima potevo chiacchierare solo con i miei fratelli alberi o col vento; ora che sono in una città, ne vedo e ne sento di tutti i colori.
Fidel Castro, soprannominato Lider Maximo, aveva abbracciato il comunismo dell’Unione Sovietica, e spalleggiato da Nikita Kruscev, aveva permesso l’installazione a Cuba di missili con testata nucleare. Te lo ricordi?”

Sorella: “Come no. Anch’io ero un albero, però, col vento era arrivata la notizia che Kennedy, allora Presidente degli Stati Uniti, s’arrabbiò… s’arrabbiò molto.”

Panchina 1: “Appunto! Fu un momento terribile perché il rischio di una guerra fu palpabile. Sono passati poco più di 50 anni, ma, son sicura che i tanti giovani che andavano e vanno in vacanza a Cuba, quando sono là non ci fanno neppure un pensierino. Alla fine si misero d’accordo, e i missili furono tolti… e anche alcuni piazzati in Turchia e in Italia.”

Sorella: “L’Italia quella che confina con la Svizzera?”

Panchina 1: “Sì, proprio quella. Dell’Italia qui se ne sentono molte di notizie. La gente che passa ne parla molto. Più tardi ti racconterò qualcosa di più.”

L’albero: “Ecco, brave, state un po’ tranquille, e, quando ve la racconterete, cercate di non parlare troppo forte. Lo sapete che mi sto preparando a dormire. Gli umani si mettono il pigiama, io, mi tolgo di dosso tutte le foglie; così posso affrontare l’Inverno.”

Sorella: “Scusami albero; volevo dire ancora una cosa su Cuba, e cioè che, da un po’ di anni, dopo che Fidel fu operato, salì al potere il fratello Raul Castro, e, grazie a lui i cubani hanno riacquistato un po’ la speranza di non rimanere isolati. Infatti gli Stati Uniti hanno riallacciato i rapporti diplomatici.”

L’albero: “Benissimo. Io lo sapevo già. Di quassù, quando sono sveglio, sento meglio di voi e vedo molto più di voi. Ora ci state un po’ zitte?”

Panchina 1 e sorella (all’unisono): “Va bene albero. La prossima volta, se ne abbiamo voglia parliamo del nostro vicino… dell’Italia.”

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SPERANZE? 2

Panchina 1

Panchina 1


Panchina 1: “Oggi sono ancora più triste. Con tutte queste foglie chi verrà più a sedersi da me… e intanto continua a piovere.”

Panchina 1 e la sorella

Panchina 1 e la sorella

La sorella: “Ma non fare tragedie. Ma guarda che fantastico spettacolo questo stupendo tappeto di foglie.”

Panchina 1: “Hai ragione, ma noi viviamo perché qualcuno viene a sedersi qui. Abbiamo bisogno di sentire quello che dice la gente. Dobbiamo sapere che aria tira.”

La sorella: “Io ho meno foglie; forse verrà qualcuno da me. Però è peccato se calpestano questa bella coperta di questo giallo meraviglioso.”

Panchina 1: “Anche a me è sempre piaciuto il giallo; però questo non toglie che mi piacerebbe sentire gli umani che si sono buttati a pesce l’altro giorno qui vicino nel supermercato Migros. Pensa che se tu avessi speso per 50 franchi, ti avrebbero regalato 5 franchi da spendere la settimana dopo”.

La sorella: “Era sabato vero?”

Panchina 1: “Proprio così. Non ci stavano più macchine nel posteggio”.

La sorella: “Questi umani!”

Panchina 1: “Ma lo sai che proprio oggi pare che abbiano importato dall’America il Venerdì Nero?”

La sorella: “Io ho sentito parlare di venerdì nero quando di venerdì crollano le borse”.

Panchina 1: “Chi te l’ha detto?”

La sorella: “Uno della banca che è proprio qui vicino a noi”.

Panchina 1: “Ci diranno qualcosa nei prossimi giorni dopo che ci avranno ripulito.”

La sorella: “Ora stai un po’ tranquilla. Cerca di rilassarti e vedrai che le foglie ti terranno caldo. Io mi faccio un pisolino.”

Panchina 1: “OK.Bisogna continuare a sperare.”

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SPERANZE?

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Ecco che è arrivato l’Autunno. Piango e nessuno si accorge di me. Le foglie dell’albero si uniscono alle mie lacrime… e anche il cielo con le sue lacrime.
Guardo mia sorella, un po’ più in là, la vedi?. Mi ha raccontato tutto e, in parte ho sentito tutto. Quell’umano che l’estate scorsa ha trovato serena tranquillità su mia sorella e ha usato il telefono. Uno di quegli aggeggini che si usano per parlarsi a distanza. Ho sentito tante onde attraversare l’aria vicino a me. Parlavano di amore e di promesse… anche di baci e… di stare vicini… molto vicini. Quando è andato via era molto contento.

Non è successo niente… solo speranze… speranze.
Già… la vita degli umani è solo speranze?

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È TERRIBILE!

Leggo questo:

da Corriere

da Corriere

Mi sembra una notizia, a dir poco, terribile.

È allucinante dover pensare che “certa gente” voglia distruggere qualcosa di così fantastico.

Certo che se ne avvantaggeranno le Case Farmaceutiche… che potranno mettersi al passo con gli Istituti Bancari.

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Questo è un francobollo:

Francobollo del 1996

Francobollo del 1996

È raffigurata una bella farfalla, così come qui:

Altra bellissima farfalla

Altra bellissima farfalla

Questi e altri francobolli della natura mi ricordano che le farfalle sono molto sensibili ai “veleni” che ci circondano (almeno, mi sembra di aver letto). Con l’elezione del biondo Trump… che pare che se ne freghi dell’ecologia, cosa succederà?

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Questo stupendo aforisma di Einstein mi ha bloccato:

https://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com/2016/11/14/noi-3/#comments

e, non ho potuto fare a meno di commentarlo.
Infatti si parla di “energia”… energia pura, non di molecole come quelle che ingurgitiamo ogni giorno coi medicamenti che ci propinano.

Quando una parola arriva a me, attraversa l’aria e arriva alle mie orecchie che, attraverso la componente cerebrale “addetta ai lavori” la rende comprensibile. Tutto questo in una frazione infinitesimale di secondo.

Una parola o un discorso possono cambiare la mia vita. Cosa può fare un po’ d’energia!
Ma l’energia, magari di tipo diverso può danneggiarci, ma anche aiutarci a star meglio.

Il discorso potrebbe essere molto lungo e sono obbligato ad essere breve.

In poche parole, quanto ha detto Einstein, ha fatto scattare in me il concetto che l’energia (parole, musica, colori, ecc.) possono essere per noi benefici e determinanti più della chimica. L’importante aver pazienza, credere nella natura ed essere consapevoli che certa “energia” mirata (o puntuale) non danneggia l’organismo, quando ogni medicamento, per essere metabolizzato, sovraccarica questo o quell’organo (se non fa veramente male!).

Sia ben chiaro che la cosa migliore è se queste energie viaggiano di pari passo con la Medicina Accademica… che in molte situazioni di tutti i giorni sono INDISPENSABILI per salvaguardare la vita.

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