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Archive for novembre 2016

È TERRIBILE!

Leggo questo:

da Corriere

da Corriere

Mi sembra una notizia, a dir poco, terribile.

È allucinante dover pensare che “certa gente” voglia distruggere qualcosa di così fantastico.

Certo che se ne avvantaggeranno le Case Farmaceutiche… che potranno mettersi al passo con gli Istituti Bancari.

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Questo è un francobollo:

Francobollo del 1996

Francobollo del 1996

È raffigurata una bella farfalla, così come qui:

Altra bellissima farfalla

Altra bellissima farfalla

Questi e altri francobolli della natura mi ricordano che le farfalle sono molto sensibili ai “veleni” che ci circondano (almeno, mi sembra di aver letto). Con l’elezione del biondo Trump… che pare che se ne freghi dell’ecologia, cosa succederà?

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Questo stupendo aforisma di Einstein mi ha bloccato:

https://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com/2016/11/14/noi-3/#comments

e, non ho potuto fare a meno di commentarlo.
Infatti si parla di “energia”… energia pura, non di molecole come quelle che ingurgitiamo ogni giorno coi medicamenti che ci propinano.

Quando una parola arriva a me, attraversa l’aria e arriva alle mie orecchie che, attraverso la componente cerebrale “addetta ai lavori” la rende comprensibile. Tutto questo in una frazione infinitesimale di secondo.

Una parola o un discorso possono cambiare la mia vita. Cosa può fare un po’ d’energia!
Ma l’energia, magari di tipo diverso può danneggiarci, ma anche aiutarci a star meglio.

Il discorso potrebbe essere molto lungo e sono obbligato ad essere breve.

In poche parole, quanto ha detto Einstein, ha fatto scattare in me il concetto che l’energia (parole, musica, colori, ecc.) possono essere per noi benefici e determinanti più della chimica. L’importante aver pazienza, credere nella natura ed essere consapevoli che certa “energia” mirata (o puntuale) non danneggia l’organismo, quando ogni medicamento, per essere metabolizzato, sovraccarica questo o quell’organo (se non fa veramente male!).

Sia ben chiaro che la cosa migliore è se queste energie viaggiano di pari passo con la Medicina Accademica… che in molte situazioni di tutti i giorni sono INDISPENSABILI per salvaguardare la vita.

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L’anno scorso avevo letto TEMPESTA di Lilli Gruber… e mi era piaciuto.
Mi ripromisi di leggere EREDITÀ, sempre della stessa autrice.

eredita

L’ho finalmente letto e l’ho trovato meraviglioso, non foss’altro che per il fatto che è riuscito a farci capire molte cose… spesso sconosciute.
In ogni caso non ho potuto fare a meno di ricordare il mio articolo:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2012/07/30/litalia-che-non-parla-italiano/

e il seguente:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2012/08/21/appendice-n-1-a-litalia-che-non-parla-italiano/

Leggendo il libro, e ricordando quanto scrissi, non avrei assolutamente potuto immaginare quanto fu terribile, per i sudtirolesi, perdere la cittadinanza dell’Impero Austro-ungarico, e quanto fu crudele il comportamento del Regno d’Italia (leggi fascismo) che tentò con tutti i mezzi di “estirpare” a quella popolazione le antiche radici.
Mussolini non ci riuscì, ma ancora oggi, dopo aver superato la crisi del dopoguerra, molti italiani… o quasi tutti… o molti… o troppi…, sono incapaci di un pizzico di empatia e pretendono che il “cittadino italiano” parli la lingua italiana… anche se è nato “in tedesco”.
Non bisogna dimenticare che 100 anni non sono ancora passati da quando il popolo sudtirolese ha dovuto lasciare l’Impero; e molto meno anni da quando il fascismo autoritario disprezzava chi non si comportava da italiano. Alcuni anziani, più o meno come me, ricordano sicuramente bene le sevizie subite.

Oggi il sudtirolese, poi altoatesino e di nuovo tutt’e due è forse contento di essere entro i confini dell’Italia, almeno in buona parte. Perché non permettergli tranquillamente la sua lingua e considerarlo qualcosa di speciale a vantaggio della Repubblica?

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Certo che, negli anni 30, nessuno avrebbe mai immaginato che le auto italiane della polizia potessero aver scritto POLIZEI assieme a POLIZIA, per cui credo che non ci sarebbe niente di male ad essere ancor più “carini” verso i nostri connazionali descritti da Mussolini come “allogeni”.
Consiglio a “QUEGLI” italiani di leggere il libro della LILLI GRUBER; ne vale la pena… anche perché certe sofferenze “gratuite” sono presenti tutti i giorni.

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NON C’È PIÙ.

Ieri è morto Umberto Veronesi che menzionai più di una volta in qualche mio articolo, fra cui questo piuttosto recente:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2016/10/08/no-umberto-non-puoi-offendere-in-questo-modo/

È morto e tutti l’hanno ricordato come un Grande della Medicina.
Io lo ricordo come un grande medico che però ha maltrattato la medicina naturale, e l’ha fatto dalla Cattedra del suo prestigio.
Spero possa riposare in pace.

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Vicino a Locarno c’è un amante dell’arte che, in una Fondazione, ha messo insieme molte opere d’arte. È la FONDAZIONE MATASCI.
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Ho potuto visitarla e vedere molti quadri di autori sconosciuti che mi sono stati spiegati da chi se n’intende. Io non capisco nulla, ma so se un dipinto mi piace o mi colpisce, se guardandolo mi dice qualcosa o lo appenderei alla parete di casa mia.
Mi hanno molto colpito due dipinti di questo autore:

L'autore e il titolo dei quadri.

L’autore e il titolo dei quadri.


Pittore sloveno che visse anche in Slovenia e in Italia. Morì a Venezia. Fu nel campo di concentramento di Dachau.Questa è la didascalia dei quadri concepita dall’autore:

Didascalia

Didascalia


E questi i due quadri da me fotografati che mi hanno tristemente colpito:

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I quadri dicono tutto… o molto di più, ma non direbbero nulla a chi permette o stimola certe tragedie che accadono ancora, o sempre di più, sulla terra.

Nella didascalia c’è giustamente la parola “omissioni”.
Quanti Governi permettono impensabili scelleratezze… anche oggi.
Sono tutte “sofferenze gratuite”.

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TROPPO BELLO!

Mi dispiace per la povera Hillary…

da "Tages Anzeiger".

da “Tages Anzeiger”.

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