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Archive for luglio 2017

Ho deciso di abbandonare la serietà… magari per un momento.

Da “La Settimana Enigmistica”

Certo che fare il medico in situazioni del genere…

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TORNO PRESTO

Registrazione del 17 luglio 2017

Personaggi:
Alessandro, Panchina Ingenua, Panchina Petulante, L’Albero.

 

Panchina Ingenua: “Ciao Alessandro, ti fermi un po’?”

Alessandro: “No carissima, solo pochissimo per dirvi che martedì vado via.”

L’Albero: “Come vai via…”

Panchina Petulante: “Ci lasci?”

Ingenua… pensa: “Che tristezza!”

Alessandro: “Ma no, vado in vacanza con mia moglie; solo un po’ di giorni… se va tutto bene sarò di nuovo qui prima della fine del mese.”

Ingenua: “Mi hai fatto star male… ma davvero.”

Alessandro: “Vedrai che il tempo passa velocemente cara amica. Non ti dimenticherò. Ciao a tutti.”

L’Albero e Petulante: “Ciao e fatti delle belle vacanze.”

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 7 luglio 2017

Personaggi:
Panchina Petulante, Passante Alessandro, L’Albero, Panchina Ingenua, Albero Ulivo il saggio.

 

Panchina Petulante: “Ciao Alessandro come stai? Penso che andrai a sederti sui legni di Ingenua.”

Alessandro: “Certo, vedo che mi sta aspettando… ha già modificato la superficie del suo legno. Ciao Ingenua, ti abbraccio.”

L’Albero: “Quale buona aria ti mena oggi appo noi?”

Panchina Ingenua: “Sei comodo Alessandro?”

Alessandro: “Sì Ingenua, grazie. Sai Albero, tu sai benissimo che mi piace mettere le nostre conversazioni sul mio blog… e a qualcuno piacciono… e a qualcuno anche molto. Quello che ultimamente mi son trovato per caso ad osservare, è che il mio blog viene scelto o letto… o intercettato dagli Stati Uniti d’America.”

Petulante e Ingenua all’unisono: Perbacco, che bello, stiamo diventando importanti anche in America?”

L’Albero: “Non credo mica; penserei piuttosto che loro, gli umani americani ti intercettino per tenerti sotto controllo… nello stesso modo come vogliono tenere sotto controllo mezzo mondo. Hai ricevuto dagli Stati Uniti un qualche commento… o un semplice “Mi piace”?

Alessandro: “Nessun “Mi piace” e nessun commento. Il fatto è che io non ho molti lettori.. ne ho pochi ma veramente buoni. Certi giorni i contatti sono molti… relativamente molti.”

L’Albero: “Quanti contatti hai avuto nell’ultimo mese dall’USA?”

Alessandro: “Ben 135.”

L’Albero: “Non devi dimenticare che gli Stati Uniti hanno una grande estensione; quindi, cosa vuoi che sia quel 135.”

Alessandro: “Anche il Canada o il Brasile hanno una grande estensione, per non parlare della Siberia, eppure da quei paesi i contatti sono saltuari.”

L’Albero: “Sentiamo un po’ cosa ne pensa il nostro saggio Ulivo… che sicuramente ci ha sentito.”

Ulivo il saggio: “Certo che vi ho sentito. Io penso che faccia parte della politica di quella Nazione che pretenderebbe di tenere tutto e tutti sotto controllo. Quegli Umani si sentono in dovere di dominare il mondo e desidererebbero poter mettere le loro idee in ogni angolino della Terra. Purtroppo non ci riescono e non ci riusciranno mai, però ci provano. Dobbiamo ringraziare il fatto che, malgrado tutto, negli Stati Uniti c’è ancora la democrazia, e lo dimostra il fatto che l’ultimo Presidente non ha potuto fare tutto quello che voleva; è stato fermato più di una volta… proprio dalla democrazia. Ma tu Alessandro, sei mai stato negli USA?”

Alessandro: “Sì che ci sono stato, due volte e in un modo un po’ diverso; la prima volta coll’autobus proveniente dal Canada e la seconda volta con la nave… quindi dal mare… a New York per la prima volta.”

Ulivo: “Penso che arrivare a New York con la nave sia qualcosa di molto particolare.”

ALBEGGIA A NEW YORK… SOTTO IL PONTE DA VERRAZZANO

Alessandro: “Certamente… e poi di mattina mentre sorge il sole in una giornata priva di nubi. Fu un momento unico, tanto più che io non avevo mai pensato di andare a New York. Il caso, che non esiste, mi ci ha fatto arrivare… e mi ha permesso di fotografare le buche delle lettere newyorchesi. I colori che la natura ci mise a disposizione e le costruzioni degli uomini… dal mare, furono, almeno per noi, qualcosa di unico.”

Ulivo: “Non eri solo.”

Alessandro: “No, no. Ero con mia moglie.”

Ulivo: “Arrivaste dal mare, direttamente dall’Europa?”

Alessandro: “No direttamente. Dopo un lungo giro che dall’Europa ci portò in America… quell’America che è molto a nord. L’ultimo scalo europeo della nave fu l’Islanda e da lì raggiunse la Groenlandia.”

Ingenua: “Quindi tu Alessandro sei stato in Groenlandia? Chissà che freddo.”

Alessandro: “Sì cara Ingenua. Non era poi così freddo; solo 5 gradi sotto zero, ma con un sole meraviglioso.”

Ulivo: “E dalla Groenlandia?”

Alessandro: “A New York dopo uno scalo in Canada. Guardate che spettacolo. New York è ancora lontana… c’è un po’ di foschia.”

New York con la Statua della Libertà.

L’Albero: “Fin’ora sono stato zitto, però questa foto con la Statua della Libertà è molto significativa di come possa essere stato affascinante avvicinarsi lentamente a una città così importante. Hai fatto sicuramente molte fotografie.”

Alessandro: “Certo. Era un continuo correre da una parte all’altra della nave. Questa foto, per esempio, che ora ti mostro, è molto suggestiva… col sole ormai alto che si riflette sui vetri di un grattacielo.”

New York – Il sole ormai alto e i vetri di un grattacielo

Petulante: “Faccio fatica a star zitta. Cerco di immedesimarmi nei passeggeri della nave che, dopo il risveglio, si trovano a non avere un attimo di tranquillità… perché c’è sempre qualcosa da guardare.”

New York – Mentre la nave attracca

Alessandro: “Proprio così. Anche se la nave andava adagio… o relativamente adagio, sembrava che andasse troppo veloce, perché era difficile vedere tutti quei grattacieli che, di colpo ci si sono parati davanti agli occhi. Era all’inizio di novembre e avrebbe potuto anche essere piuttosto fresco; la temperatura era in realtà molto mite e permise ai passeggeri di stare all’aperto sui vari ponti della nave senza soffrire il freddo. Grazie alla temperatura gradevole ci fu permesso di assistere tranquillamente a tutte le operazioni di attracco, e accorgersi che eravamo con la nostra nave in città quasi circondati dai grattacieli.”

L’Albero: “Quando scendeste a terra, i funzionari doganali furono severi? Raccontano che gli Umani degli Stati Uniti sono molto severi e molto pignoli.”

Alessandro: “È vero, con alcune persone si dimostrarono molto pignoli; vidi fare anche la fotografia dell’iride; con me non furono assolutamente severi, anzi mi chiesero se ero veramente “vecchio” come scritto sul passaporto… e non fecero ulteriori indagini. Fui considerato innocuo.”

L’Albero: “Certo se ti piace giocare con le buche delle lettere!… non sei vecchio, sei giovane… ma quel funzionario non lo sapeva… penso io.”

Alessandro: “Eccola la mia prima buca degli Stati Uniti d’America… “

New York – Una buca sulla Quinta Strada

Ulivo: “Non ha nulla di particolare, ma è molto diversa da quelle che abbiamo qui noi in Svizzera… e non è gialla.”

Alessandro: “Difatti non avevo mica capito che quei cosi blu erano buche delle lettere.”

Ulivo: “Avevi detto che precedentemente fosti negli Usa proveniente dal Canada. Che anno era?”

Alessandro: “Era il 1999… ma ve lo racconterò un’altra volta. Ora vi saluto; sono stato, come sempre, molto contento di stare con voi… e poi comodamente seduto e ben accolto.”

Ingenua: “Grazie Alessandro. Ti aspetto presto.”

Ulivo: “Ciao Alessandro.”

L’Albero e Petulante: “Stacci bene.”

 

 

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L’Italia è un pilastro dell’UNESCO.
FRANCESCHINI e ALFANO sono goduti al massimo.

Anch’io sono contento… anzi sono così contento che mi rattristo.

Perché?

Perché quei signori così contenti, da una parte godono perché l’UNESCO dice loro bravi… ma il merito di PALMANOVA non è mica loro.

Loro… e non solo Loro, Loro insieme ad altri, ma sempre LORO hanno il merito di aver distrutto una buona parte dell’Italia; di fare a pezzi tutto quello che gli antenati hanno fatto di bello e di distruggere chi potrebbe fare.

PERCHÉ SONO COSÌ POCO… ???

è una questione di QI o di spregiudicatezza?

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 1° luglio 2017

Personaggi:
Passante Alessandro, Panchina Ingenua, L’Albero, Panchina Petulante.

 

Passante Alessandro: “Cara Ingenua, posso sedermi su di te?”

Panchina Ingenua: “E me lo chiedi? Ti ho sognato tutta la notte… non vedevo l’ora che tu arrivassi qui. Però non sei mica venuto qui per me… sicuramente volevi sfogarti per qualcosa col nostro amico.”

Alessandro: “Mi hai quasi letto nel pensiero.”

L’Albero: “Ciao Alessandro… cosa mi racconti?”

Alessandro: “Non so se t’interessi a quel che accade nel mondo, e, in particolare a quanto è accaduto a Genova.”

L’Albero: “So che, in modo quasi spettacolare, gli umani del Centro destra hanno strappato la città alle sinistre, poi, non ho saputo molto… o qualcosa di interessante. Avrei sentito che ieri, sì, proprio ieri sono andati in corteo per dire che sono contro il fascismo.”

Panchina Petulante: “Cos’è che hanno fatto gli Umani di Genova?”

L’Albero: “Sono andati in corteo nelle vie del centro cittadino per manifestare contro il fascismo.”

Ingenua: “Perché in Italia è ritornato Mussolini?”

Petulante: “Non dire sciocchezze. Mussolini è morto da molto tempo… anzi l’hanno ammazzato proprio da queste parti un po’ più in là del confine… vicino a Como. Albero, per favore, finisci il discorso.”

Da “GenovaQuotidiana”

 

L’Albero: “Questa è una foto del corteo. Si legge chiaramente “GENOVA ANTIFASCISTA”.

Petulante: “Quanti erano i partecipanti?”

L’Albero: “Meno di mille.”

Petulante: “Così pochi? Ma Genova quanti umani ha come abitanti?”

L’Albero: “Con precisione non lo so; in ogni caso, gli umani abitanti a Genova sono sicuramente più di mezzo milione.”

Petulante: “Come possono meno di mille Umani rappresentarne, in un corteo, mezzo milione? Non capisco proprio. Ma a Genova c’è il rischio che ritorni il fascismo?”

L’Albero: “Non credo assolutamente. Il problema è, che nelle ultime elezioni, i cittadini della Superba hanno eletto un sindaco di centro-destra, e le sinistre ci son rimaste male e han tirato fuori il fascismo come se ci fosse un pericolo imminente.”

Petulante: “Mi sembra di aver sentito dire che a Genova hanno votato meno del 50% degli aventi diritto. Pensi che nel 50% di quelli che non sono andati a votare c’erano in molti di sinistra?”

L’Albero: “È probabile. Vedi cara Petulante, quello che non riesco a capire, è, a cosa serve un corteo del genere. Sicuramente non significa che Genova sia antifascista dato che meno di mille non sono sufficientemente dimostrativi, e poi, anche se fossero stati molto, ma molto di più, pensi che se a Genova ci fosse un Umano con lo spirito nostalgico del fascismo cambierebbe idea?”

Petulante: “Quanto sei saggio. Stavo pensando al gusto sadico di interrompere la circolazione automobilistica e disturbare tanti poliziotti… quelli che dovrebbero controllare che non accada nulla di spiacevole oltre al “corteare”. Ti piace la parola corteare?”

L’Albero: “Certo che è una bella parola… lasciamo perdere. Ma tu Alessandro, non dici nulla? Cosa pensi al riguardo?”

GENOVA 30 GIUGNO 1960 – UNA CAMIONETTA DELLA POLIZIA

Alessandro: “Non posso dire troppo dato che questo corteo voleva “commemorare” il 30 giugno 1960 quando nel Centro di Genova ci furono molti tafferugli perché una parte dei genovesi non voleva a Genova il Congresso del MSI… essendo i missini considerati fascisti. Io c’ero, e ricordo, se non vado errando, che, non solo ci furono più di 150 feriti fra le forze dell’ordine, ma furono date alle fiamme alcune camionette della Polizia… che potemmo vedere da casa come fumate nere. Non ricordo quali considerazioni ci trovammo a fare in quel lontano 1960. Oggi penso che se un partito, per legge esistente, quindi non fuorilegge vuole fare un congresso, penso che dovrebbe poterlo fare in qualunque località del Paese. A quei tempi, non solo il Congresso fu annullato, ma il Governo Tambroni si dovette dimettere.

Questo corteo, in fondo in fondo, ha voluto commemorare la vittoria di una violenza… sì, perché le forze dell’ordine, che semplicemente facevano il loro dovere, ebbero dei feriti… e questo non mi sembra bello.

L’Albero: “Quindi tu non condividi questo corteo?”

Alessandro: “Non ci riesco, tanto più che, in quel lontano 1960, fra i feriti avrebbe potuto esserci anche un mio carissimo amico che, essendo nella squadra di atletica della POLIZIA, era a riposo a causa di uno stiramento muscolare. Ringraziò quello stiramento altrimenti avrebbe potuto essere fra i feriti.”

Ingenua: “Fortunato quel tuo amico.”

Alessandro: “Veramente. Purtroppo l’ho perso di vista. Ora devo andare e vi saluto.”

L’Albero e Petulante: “Ciao Alessandro.”

Ingenua: “Con affetto… ciao Alessandro… torna presto a trovarmi.”

 

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