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Archive for agosto 2017

Ho fatto il medico per tanti anni.
20 anni li ho passati in sala operatoria. Molti di questi venti anni li ho passati in piccoli ospedali dove, specie nel Pronto Soccorso, arrivava di tutto.
Quante volte abbiamo dato tutto noi stessi… quindi non solo io, per salvare la vita di chi avrebbe potuto morire… e purtroppo qualcuno moriva.

Presso Berchtesgaden in Germania c’è una grotta che si chiama Riesending-Schachthöhle.

UN MOMENTO DIFFICILE DEL SALVATAGGIO.

Il 1° giugno 2014, a mille metri di profondità, un certo Johann s’infortunò gravemente. Aveva bisogno di essere soccorso e portato fuori dalla grotta altrimenti sarebbe morto. I soccorsi si misero in movimento in tempi relativamente brevi. A prender parte ai soccorsi furono impregnate, fra l’altro, squadre anche di Svizzera, Italia e Croazia. Finalmente dopo 12 giorni il Signor Johann fu riportato vivo in superficie.
In quanti furono ad essere impegnati, e con attrezzature sofisticate e dimentichi della stanchezza? Ben 800 persone.

Ieri, in quel di Barcellona, un paio di inqualificabili individui, si sono permessi di decidere della vita di altri individui… solo perché la pensavano in quel determinato modo…

Il fatto è che ognuno di noi ha il diritto di pensarla come vuole, ma, se vuole considerarsi libero non ha il diritto di nuocere a se stesso e neppure agli altri.

Purtroppo questo concetto piuttosto universale è raramente conosciuto alla maggior parte dei Governanti.

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Registrazione del 12 agosto 2017

Personaggi:
Albero Tasso, Alessandro e Panchina Rotonda.

Albero Tasso : « Caro Alessandro, mi fa piacere vederti. Cosa mi racconti di bello? Stai bene?»

Alessandro: “Eccomi. Sto benissimo e, mi sembra anche voi. E tu Rotonda?”

Panchina Rotonda: “Bene grazie, anche se qui intorno c’è un po’ troppo movimento. Ancora non mi ci sono abituata. Cosa ci racconti?”

Tasso: “Siamo rimasti un po’ colpiti dall’ipotesi detta quasi sottovoce dall’Albero Piangente, che gli Stati Uniti, i quali non hanno fornito l’elio agli Zeppelin, potrebbero avere una parte di colpa nel disastro dell’Hindenburg.”

Alessandro: “Non sono nelle condizioni di conoscere la verità, penso però, lo faccio ora, che se gli Stati Uniti avessero voluto far le cose per bene, avrebbero dovuto, nell’embargo verso la Germania nazista, proibire l’atterraggio degli Zeppelin.”

Tasso: “Se non l’hanno fatto sarà perché erano interessati a quelle efficienti macchine volanti… che non avevano, pare, avuto mai inconvenienti.”

Alessandro: “Ho trovato un documento filatelico che dimostra interesse per gli Zeppelin da parte degli USA. La filatelia può essere veramente interessante e può anche raccontarci la storia e le ipocrisie del Genere Umano.”

Tasso: “Cosa avresti trovato?”

Alessandro: “Devo fare una premessa, e cioè che a quei tempi l’aerofilatelia e tutto ciò che aveva a che fare con la corrispondenza, se era “volato”, era molto interessante e oggetto di collezionismo anche ad alto livello.”

Rotonda: “Anche gli Zeppelin?”

Alessandro: “Gli Zeppelin in modo particolare. Gli oggetti volati sullo Zeppelin fanno parte, quasi quasi di una branca a parte della filatelia.”

Tasso: “E tu, cosa avresti trovato?”

Alessandro: “Fra gli oggetti in vendita online ho trovato una busta con un francobollo da 50 centesimi di dollaro degli Stati Uniti in quartina che avrebbe volato da Friedrichshafen fino in Brasile, poi verso nord fino a Miami, Akron nell’Ohio e infine a Chicago… per far poi ritorno in Germania.

LA BUSTA IN QUESTIONE

L’interessante è che questo francobollo con un sovrapprezzo di 42.5 centesimi fu stampato per sovvenzionare il volo fino a Chicago. Ancor più interessante è che pare, dico pare perché non c’ero, fossero gli Americani a chiedere alla Luftschiffbau Zeppelin GmbH di Fiedrichshafen di raggiungere la località di Chicago.

Tasso: ”Quindi gli Americani avevano interesse agli Zeppelin.”

Alessandro: “Credo proprio di sì. Questo il francobollo.”

IL FRANCOBOLLO USA DEL 1933

Tasso: “Ma allora, se gli Umani degli Stati Uniti d’America erano così interessati allo Zeppelin al punto da stampare un francobollo, perché si rifiutarono di fornire il gas elio alla Germania?”

Alessandro: “Questo proprio non lo so e non so quanti abbiano preso in considerazione questo particolare. Si dimostra però, per l’ennesima volta, che le scelte politiche non tengono conto delle vite umane. Se l’Hindenburg avesse avuto l’elio non si sarebbe incendiato, nessuno sarebbe morto e i voli avrebbero continuato dando gloria alla Germania nazista.”

Tasso: “Già, già… la politica… e la ragion di Stato. Ma voi Umani, quand’è che smetterete di accapigliarvi… e ammazzarvi in modo così inutile?”

Rotonda: “Certo che è triste… anzi molto triste. Ma tu dicevi che le macchine volanti hanno interessato molto la filatelia.”

Alessandro: “Certamente anche l’Italia ha partecipato nell’emissioni di francobolli in situazioni particolari, sia dello Zeppelin, come per la trasvolata oceanica di Italo Balbo.”

Rotonda: “Racconta, racconta…”

Alessandro: “Un’altra volta. Ora sono troppo triste dopo quello che ha detto Tasso… e cioè quand’è che smetteremo di ammazzarci in modo così inutile.”

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Quel 2 dicembre del 2016, quando a Sannazzaro de’ Burgundi scoppiò quel bell’incendio, non sapevo ancora così bene che gli uomini giocano volentieri con la pelle degli altri… e col fuoco (Lo sapevo benissimo perché sono vecchio, ma ho sempre sperato di essermi sbagliato circa la folle malvagità dell’elemento umano). È di questi tempi la scelleratezza di appiccare il fuoco ai boschi facendo leva sul fatto che la temperatura è alta a causa dell’anticiclone africano. È recentissima la notizia che Vigili del Fuoco volontari (?), per essere chiamati a spegnerli, si sono “ingegnati” ad appiccare incendi vari, un po’ qua e un po’ là. Se non ci fosse stato l’incendio loro non avrebbero intascato nulla. Mi sovviene quanto accade in Inverno nelle città del nord Italia: se nevica entrano in azione gli spalatori volontari. Peccato non poter far nevicare a comando!

Chi appicca un incendio, non solo uccide gli alberi, che sono esseri viventi, ma ammazza anche animali di ogni tipo… senza dimenticare che ogni tanto muore anche qualche umano. Gli “arrestati all’italiana” per incendio doloso tornano velocemente a piede libero? O vengono processati anche per omicidio? Al capo dei piromani ragusani hanno dato gli “arresti domiciliari”. Bella forza! E poi? Sono degli assassini… o no?… e pure dei ladri.

Lo so… di fronte all’apparente Giustizia sono solo dei piromani!!!

 

Registrazione del 2 dicembre 2016

Personaggi:
L’Albero, Panchina 1, Sorella o Panchina Ingenua e Il Fratellino.

L’Albero: “Volevo andare a dormire, dato che ormai ho perso tutte le foglie, ma, di amico in amico, ho sentito dire che ieri a Sannazzaro de’ Burgundi in provincia di Pavia è successo un bel pasticcio.”

L’albero… è ormai senza foglie. Il fratello, più giovane, sta già dormendo.

L’ALBERO

Panchina 1: “Ho sentito anch’io qualcosa. È scoppiato un bell’incendio. Hanno parlato di una palla di fuoco alta più di 60 metri!”.

Sorella: “Un gran bel fumo nero! Chissà che non arriverà fin qui da noi?”

SENZA PAROLE

L’Albero: “Ma no, però è assurdo che accadano cose del genere. Pare che non ci siano stati feriti. Solo un intossicato.”

Sorella: “Sì, solo un intossicato. È interessante, se fossero stati in molti a rimanere intossicati, brontolerebbero, ma, dato che è solo uno. Ma quel poveretto “uno” sta male! Solo uno! Non mi piace.”

L’Albero: “Non parlate troppo forte; il mio fratellino sta dormendo. Qualcuno ha detto, ma poi non hanno più parlato, che qualche giorno prima alcuni russi avrebbero rubato del carburante. Che sia colpa loro? In futuro si saprà. Però, se stessero un po’ più attenti. Comunque sia… è sempre colpa dell’altro.”

Il fratellino che s’è svegliato: “Ci state un po’ zitti? Mi avete svegliato… stavo sognando così bene…”

L’Albero: “Scusaci fratellino. Cosa stavi sognando?”

Il Fratellino: “Stavo sognando di essere in Italia dove tutti sono diventati bravi; nessuno ruba, nessun Governante dice le bugie e tutti si rispettano.”

Panchina 1: “È proprio un sogno! Ora ti lasciamo dormire.”

Sorella ingenua: “Perché non si può sperare che il sogno si avveri?”

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Registrazione del 30 luglio 2017

Personaggi:
Albero Tasso, Panchina Rotonda, I Fratelli di Tasso, Albero Piangente, Alessandro.

 

Albero Tasso : « Cara Rotonda, hai più visto il nostro amico Alessandro? »

Panchina Rotonda : « Giusto due giorni fa s’è seduto un momento su di me. Aspettava l’autobus ; s’è divertito a fotografarlo e… se n’è andato coll’autobus. Quasi non mi ha salutato. »

Tasso : « Sicuramente aveva fretta di tornare a casa dalla sua moglie. So che si vogliono bene. Sono sposati già da tanti anni. »

Rotonda : « Quanti anni ? »

Tasso : « Più di 50 »

Rotonda : « Allora sono delle « mosche bianche » ; la prossima volta che lo vedo glielo chiedo… se è vero ; mi sembra così strano, di questi tempi dopo pochi anni si lasciano… per incompatibilità di carattere. Alessandro è molto simpatico. »

I fratelli di Tasso : È simpatico anche a noi. Speriamo che venga e si fermi un po’. Sì, perché dobbiamo raccontare e raccontargli ancora di quello che successe a Trieste e da quelle parti. »

Rotonda : « È vero. Ce ne parlò vostro fratello il 25 aprile, poi, quando sembrava che ce ne volesse parlare ancora, ci raccontaste delle scellerattezze del Regno d’Italia al tempo del fascismo, in Slovenia, e dei campi di concentramento di quegli umani. Ora sarebbe interessante sapere cos’altro accadde… perché è giusto sapere. Sì perché anche noi vogliamo sapere.»

I fratelli di Tasso : « Hai ragione cara amica. Noi sappiamo che Alessandro va spesso e volentieri a trovare il nostro collega « L’Albero » e va a sedersi sulla panchina Ingenua che lo coccola. Possiamo controllare la situazione. »

Rotonda : « Lascio fare a voi. »

I fratelli di Tasso : « Non è con le sue amiche Petulante e Ingenua. Vogliamo continuare le ricerche.»

Rotonda : « E dove sarà finito ? »

Tasso : « Ho cercato dai miei amici sul Lungolago. »

I fratelli di Tasso : « L’abbiamo trovato… abbiamo ricevuto una comunicazione dal nostro collega Piangente. »

Rotonda : « Dov’è ?  Viene qui da noi ?»

L’Albero PIANGENTE… sul Lago di Costanza

I fratelli di Tasso : « Per ora te lo puoi sognare… è nella Svizzera tedesca, sul Lago di Costanza… che si chiama anche Bodanico. L’Albero piangente parla tedesco, ma noi riusciamo ugualmente a comunicare. Vedi cara Rotonda, Piangente è in Svizzera, ma vede davanti a sé la costa della Germania. Ora in Germania stanno bene e dettano legge a tutta l’Europa… un po’ di anni fa però… »

Rotonda : « Possiamo parlare con Piangente e con Alessandro ? »

I fratelli di Tasso : « Certamente… un attimo di pazienza. »

Albero Piangente : « Saluto con piacere i miei amici del Canton Ticino… in particolare Tasso che conosco da sempre, e anche i suoi fratelli… e anche te giovane Rotonda.  C’è qui da me Alessandro ; ora ve lo passo.»

Alessandro : « Ciao amici. C’è in voi un po’ di stupore ? Non sapevate che io vengo molto volentieri a vedere questo lago. Lo conosco fin da quando ero bambino ; è molto grande e mi fa ricordare tante cose… anche della Germania. »

Tasso : « Cos’ha di speciale per te il lago di Costanza ? »

Piangente : « Vi rispondo io. Dovete sapere che per Alessandro le acque di questo grande lago significano il ricordo affettuoso della sua nonna e, marginalmente, i tanti pesci che da bambino aveva potuto pescare. Oggi, cioè di questi tempi, quando da qui si guarda la Germania, oggi che la si può raggiungere con la massima facilità col treno a Costanza e col traghetto a Friedrichshafen, non si può fare a meno di ricordare il tenebroso passato e soprattutto l’arrogante presente.»

Tasso : « Certo, il tenebroso passato lo conosciamo bene. Ne parlammo piuttosto recentemente quando menzionai la provincia di Lubiana del Regno d’Italia. Bisogna dire che se Lubiana arrivò ad essere una provincia italiana fu sicuramente grazie alla potenza bellica del Terzo Reich che fece sua l’altra parte, la migliore, della Slovenia. Il Regio Esercito era abbastanza disorganizzato per riuscire a far « qualcosa di buono ». Senza l’aiuto della Wehrmacht non sarebbero andati molto oltre. Basti pensare all’invasione, si fa per dire, della Francia. La città più importante che riuscirono a conquistare fu Mentone ! »

Rotonda : « L’altra volta ci hai raccontato di Trieste e qualcosina dell’Istria… e poi ? »

I fratelli di Tasso : « Oggi nostro fratello e noi stessi non ne abbiamo voglia. È più bello sentire cosa ci racconta Piangente e Alessandro dal Lago di Costanza. Appunto cara Piangente raccontaci un po’ di voi… e di loro. »

Piangente : « Non c’è moltissimo da dire se non che, molti anni fa, a guerra finita, o quasi, l’altra sponda era buia. La Germania era a terra e camminava sulle ginocchia. Mi raccontò Alessandro che andò a Friedrichshafen con una cugina poco dopo la fine della guerra. Ci andò col vaporetto, e mentre la cugina di sua mamma andò a trovare una conoscente che non aveva più visto a causa della chiusura delle frontiere, lui poté remare tranquillamente su una barchetta a noleggio. Ricorda che intorno a lui c’era piuttosto la distruzione e tanta, tanta tristezza. Lui era un bimbo, e, anche se non ricorda bene, la parola più giusta che gli viene a mente è : desolazione. »

Tasso : « Ed ora com’è ? »

Piangente : « Ora è tutto opulenza e allegria. Un mucchio di vaporetti, anche austriaci attraccano regolarmente nel porto lacuale. Sai, Friedrichshafen è la patria dello Zeppelin. Fu lì che negli anni 30 costruirono quegli enormi dirigibili che, con tutti i comforts, attraversavano l’Atlantico trasportando molti passeggeri. »

Rotonda : « Ed ora ? »

Piangente : « Ora quei dirigibili non ci sono più perché il 6 maggio 1937 il Dirigibile Hindenburg lungo ben 245 metri, mentre stava per attraccare al pilone d’ormeggio a Lakehurst nel New Jersey negli Stati Uniti, prese fuoco e in mezzo minuto fu completmente distrutto. Ora c’è lo Zeppelin NT, molto più piccolo, che può trasportare 12 passeggeri e fa dei bellissimi giri in zona e, qualche volta anche un po’ più distante… ma non più trasporti transcontinentali. »

 

È questa una bella cartolina d’epoca con due Zeppelin in volo sul Lago di Costanza.
L’LZ 129 (Hindenburg) era lungo ben 245 metri!
Poteva trasportare, con tutti i comfort, 72 passeggeri.

Rotonda : «Ma questo Zeppelin NT non è pericoloso ? Non può prendere fuoco ? »

Piangente : « No perché non usano più l’idrogeno, gas infiammabilissimo… usano l’elio che non può prendere fuoco. »

Rotonda : « Perché non usavano l’idrogeno anche negli anni 30 ? Non ci sarebbero stati molti morti. »

Piangente : « Ecco, qui bisognerebbe proprio piangere. Ci furono 35 vittime fra i passeggeri, i membri dell’equipaggio e personale di terra. Come vi ho appena detto, oggi viene usato l’elio, e, anche a quei tempi avrebbero potuto usare l’elio, ma, dato che l’USA era l’unico produttore mondiale di elio e non era molto d’accordo con la politica che veniva praticata in Germania a quei tempi in cui a comandare era Hitler, c’era un embargo da parte degli Stati Uniti… che si sarebbero rifiutati di fornire il gas alla Germania nazista. A questo punto si potrebbe dire che se gli Stati Uniti avessero fornito l’elio, non ci sarebbero stati tutti quei morti e i voli dello Zeppelin avrebbero potuto continuare.»

Rotonda : « Dopo quell’incidente non ci furono più voli intercontinentali dello Zeppelin ? »

Piangente : « Esatto… non più voli dello Zeppelin. Peccato perché fecero epoca ; non avevano mai avuto nessun incidente. Mi son trovata a pensare che se gli Umani degli Stati Uniti avessero voluto veramente punire la politica della Germania, non avrebbero dovuto permettere il volo commerciale degli Zeppelin. Se questi voli erano permessi vuol dire che anche gli americani avevano i loro interessi… e quindi, mi sembra che quell’embargo che produsse molti morti fu, tutto considerato, una bella ipocrisia. La solita ipocrisia delle diplomazie degli Umani ? Potrei aggiungere che dal punto di vista filatelico ci furono molti appassionati che raccoglievano le buste volate su quelle macchine volanti. »

Alessandro : « Hai ragione. A me piacciono i francobolli, ma non ho mai avuto buste volate con lo Zeppelin. Circa l’ipocrisia di noi Umani, credo proprio che non ci sia nulla da obiettare a quello che hai detto. Quell’ipocrisia esiste tutt’ora. La più bella ipocrisia delle politiche d’oltre oceano fu la guerra con missili precisi contro l’Iraq per distruggere « le armi di distruzione di massa». Ancora oggi sopportiamo le conseguenze di quella guerra sconsiderata… che voleva, fra l’altro, esportare la democrazia. »

Piangente : « Ma come fate voi Umani a pensare di poter esportare la democrazia in una Nazione dove la popolazione non conosce assolutamente il significato di quella bellissima parola ? Lasciamo perdere la politica e fammi ricordare che tu mi hai detto che sei stato su questo Zeppelin nuovo… raccontaci un po’, e come ci sei arrivato. »

Alessandro : « Tu stessa l’hai detto che sono molto affezionato a quel lago perché ci andavo da bambino… e continuai ad andarci da adulto. Mi piaceva e mi piace la cittadina dove abitava mia nonna. Poi, un bel giorno, andai a Friedrichshafen e, fra l’altro, visitai il Museo Zeppelin dove mi affascinò l’idea del volo « più leggero dell’aria ». Trovai molto intressante l’andare al di là dell’Oceano con una macchina così leggera e, con tutti comforts. Nel Museo ci sono molte ricostruzioni degli ambienti dell’Hindenburg come questa saletta con la passeggiata.

 

 

 

RICOSTRUZIONE SALETTA E PASSEGGIATA HINDENBURG          (Da Zeppelin Museum Friedrichshafen)

Mentre visitai il museo, appresi che era possibile volare con Dirigibili più piccoli come quello di cui vi ha parlato Piangente. M’informai e appresi che i voli erano solo dalla primavera all’autunno e che era necessario prenotarsi per tempo ; inoltre, i voli ci sarebbero stati solo con tempo buono. »

 

CARTOLINA RELATIVAMENTE RECENTE DELLO ZEPPELIN NT IN VOLO SUL PORTO DI FRIEDRICHSHAFEN.

 Tasso : « Allora ci sei andato su quel Dirigibile ? »

Alessandro : « Certamente sì. Due volte. »

Tasso : « Fu interessante ? »

Alessandro : « Molto interessante… bellissimo. Ve lo racconterò un’altra volta… se è di vostro interesse.»

Tasso e Rotonda : « Naturalmente ci interessa. E a te Piangente non interessa ? »

Piangente : « A me Alessandro ha già raccontato tutto… e poi l’ho visto… lassù. Vi saluto ; salutatemi Lugano e il Ticino. Un saluto particolare ai tuoi Fratelli caro Tasso.»

I Fratelli di Tasso : « Salutiamo con affetto, anche se siamo velenosi. A presto. »

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IN BANCA

Un Signore si presenta in banca e allo sportello dice sottovoce: “Vorrei depositare 3 milioni.”

L’impiegato gli risponde: “Può parlare tranquillamente a voce alta, la povertà non è una vergogna.”

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