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Archive for Mag 2019

 

 Ogni tanto passo la frontiera… la frontiera fra la Svizzera e l’Italia… vado in Italia:

 

quell’Italia che mi ha dato i natali quando ancora Benito Mussolini dettava legge,

quell’Italia che preferì la Repubblica a Umberto II,

quell’Italia che ebbe fra i propri Governanti un cittadino dell’Unione Sovietica,

quell’Italia che maltrattò gli italiani profughi dall’Istria, Fiume e Dalmazia,

quell’Italia del famoso miracolo economico,

quell’Italia che rese immortale la Vespa e la FIAT 500,

quell’Italia che si tappò il naso e votò Democrazia Cristiana,

quell’Italia che svende i propri Gioielli,

quell’Italia che stravede per un pallone… anche se non è sempre quello,

quell’Italia che tentò la svolta con un reddito di cittadinanza e una quota 100,

quell’Italia, infine, che ancora non sa se amare o odiare l’Europa.

 

Mi piace, ogni tanto, attraversare la frontiera.

Mi piace andarci col trenino… così posso camminare.

Mi piace, ogni volta, bere un buon caffè… al bar… in piedi.

Mi piace portarmi la macchina fotografica.

 

Ogni volta la luce è diversa. Gli specchi d’acqua del Ceresio e del Tresa possono assumere risvolti magici, ogni volta diversi.

 

Oggi, mentre tornavo al trenino, e camminavo alla svelta perché qui in Svizzera tutti i treni cercano di osservare l’orario e non fa piacere vedere il treno dal di dietro, ecco spuntare un barchino quasi silenzioso con una bella e simpatica scia.

IL CERESIO

La foto non è perfetta… la luce non è ideale… ma a me è piaciuta… e ve l’ho passata.

 

Qualcuno potrebbe chiedersi “Cos’è il Ceresio e cos’è il Tresa.

 

Il Ceresio è il Lago di Lugano.

Il Tresa è il fiume emissario del Lago di Lugano. È un fiume corto. Si forma appunto a Ponte Tresa sponda svizzera, a Lavena Ponte Tresa sponda italiana. Per qualche chilometro segna il confine fra l’Italia e la Svizzera… poi scorre in territorio italiano e sfocia ne Lago Maggiore presso Luino.

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Certo che se ci si trova a guardare vecchie cartoline, di quelle col francobollo, può essere piacevole stupirsi e vedersi stimolata la curiosità.

Ho trovato questo francobollo tedesco del 1997. M’è piaciuto moltissimo, anche dal punto di vista grafico :

Francobollo tedesco del 1997

Il francobollo mi ha spinto alla ricerca della località effigiata sul francobollo…

La Germania è grande, però, , bisogna dirlo, internet è utilissimo e permette, in poco tempo, di trovare ogni località… anche la più lontana.

Non solo si trova facilmente l’ubicazione di una località, ma è possibile arrivare a rendersi conto quanto potrebbe essere interessante andarci… grazie alle fotografie.

Ci andrei volentieri… in fondo non è neppure così distante.

È PROPRIO QUI.

Un po’ a nord di Monaco di Baviera e poco lontano dalla Repubblica Ceca.

HO SCELTO QUESTA FOTOGRAFIA

Non mi sono fermato a Straubing. Ringraziando il particolare che i timbri delle poste tedesche sono piuttosto nitidi e leggibili, ho voluto andare a vedere dov’è la località da dove è stata spedita la cartolina : TITISEE-NEUSTADT.

 

 

TITISEE-NEUSTADT… nella Foresta Nera.

HO SCELTO QUESTA FOTOGRAFIA

È poco lontano dal confine svizzero e, appunto nella Foresta Nera… che richiama il piacere di arrivare anche a una torta… molto buona.

CHE BUONA!

Potrei fermarmi, ma, dal momento che esistono le associazioni di idee, non ho potuto fare a meno di scivolare nel ricordo dell’inizio del mio matrimonio quando, nelle domeniche libere s’andava un po’ a spasso.

 

Abitavamo, io e mi moglie, poco lontano dalla Germania e, con la nostra Giulietta ti, Alfa Romeo d’altri tempi, ricordo che andammo a « trovare » le sorgenti di quel grande fiume che si chiama Danubio… andammo a Donaueschingen.

Le sorgenti del Danubio da una cartolina del 1967.

Ricordo con piacere quel periodo della mia vita, e contemporaneamente mi rendo conto come da un francobollo sia possibile trovare lo spunto per « andare a spasso »… peccato dover prendere atto che l’utilizzazione del francobollo è diventata un’azione quasi rara.

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Possibile che ci siano solo le elezioni europee ?… nella mente dei nostri Governanti ?

Possiamo ancora considerarli Governanti ?

 

Dopo aver letto questo :

 

https://genovaquotidiana.com/2019/05/20/nodo-ferroviario-maestripieri-cisl-liguria-fermo-da-2-mesi-perche-il-ministro-toninelli-non-decide/

 

e questo :

 

https://genovaquotidiana.com/2019/05/21/sciopero-allaeroporto-per-il-rinnovo-del-contratto-raffica-di-voli-cancellati/

 

come si può pensare che la Liguria stia meglio ?

 

Possibile che dal 1999 ancora non abbiano trovato una soluzione ferroviaria ?

 

E, possibile che chi deve partire o arrivare a Genova debba, dopo aver pagato il biglietto, impazzire semplicemente perché quel determinato contratto di lavoro non è stato rinnovato ?

 

Sono genovese e amo Genova ; ogni volta che vado a Genova mi commuovo. In questo caso però mi arrabbio e… mi chiedo :

 

« Perché non facciamo una colletta per ingrandire le carceri e far posto per certa gente ? »

 

Ci sarà uno o più colpevoli ?

 

Vogliamo metterci un attimo nei panni di chi ha programmato di prendere il volo EasyJet per Manchester delle 17:35 e, arrivato all’aeroporto si sente dire che il volo è cancellato per sciopero.

Si riesce a mettersi in testa che esiste anche della gente precisa che lavora e ha voglia di lavorare in modo preciso ?

 

E quegli individui dotati di « cranio fantastico » che riescono ad arrivare a uno sciopero, per qualcuno sicuramente catastrofico, cosa riescono a pensare quando tornano a casa e trovano la famiglia per la quale dovrebbero essere un esempio ?

 

Per i 43 morti del Ponte Morandi, a distanza di 9 mesi, il tempo di una gravidanza, nessuno ancora alla sbarra.

Non sarebbe meglio smetterla di riempirsi la bocca di spreade di pil e cominciare ad essere un po’ seri… seri davvero ?

 

Ma, il popolo italiano si sta rendendo conto che la mancanza di serietà dei soggetti mandati a Governarci ci sta distruggendo ?

…o sono tutti commossi fino alle lacrime perché Allegri ha lasciato la panchina della Juventus ?

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SE POTESSI…

Se potessi parlare direttamente con Di Maio e con Salvini chiederei loro se non si vergognano a far propaganda elettorale anziché governare… dato che sono stati eletti per governare… e per questo hanno uno stipendio.

Se potessi parlare direttamente con Mattarella gli chiederei per quale ragione non scioglie le Camere, dato che chi dovrebbe governare… fa tutt’altro.

Se poi potessi parlare direttamente agli italiani chiederei loro di andare a votare cecando, nel limite del possibile, di votare per qualcuno… onesto… e non arrivista… ammesso che nel frattempo non siano “schiantati” per nausea irrefrenabile.

 

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CHE PAURA… tanta paura!

CHE PAURA…

 

Sì, quest’uomo mi fa paura… tanta paura.

 

 

Mi rammenta quel prete che dal pulpito dice :

 

« FATE COME VI DICO MA NON FATE COME FACCIO ».

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Scrive MENTI VAGABONDE…

 

 

https://mentivagabonde.net/2019/04/14/banalita-domenicali/

 

In particolare :

 

Non si può modificare ciò che è già successo, ma si può provare a cambiare ciò che sta per accadere.

 

Mi son permesso di dissentire… perché, anche se quanto hai scritto è o sembra vero, è anche vero che noi possiamo dare una fisionomia diversa a ciò che è già accaduto, non tanto modificando l’avvenimento… che se è successo è successo… quanto modificando il punto di vista di chi ha vissuto l’avvenimento stesso.

Sembra un gioco di parole, ma non lo è.

È naturale che per modificare il punto di vista di un avvenimento, bisogna poter arrivare all’avvenimento come se fosse la prima volta.

Questo è possibile con uno strumento bellissimo che si chiama ipnosi… meglio ancora se, a scopo terapeutico: ipnosi medica.

 

Certo che, se si desidera asserire qualcosa, è bene poterlo esemplificare.

 

Ipotizziamo un adulto sofferente dall’età di 6 anni per asma bronchiale.

Se consideriamo per un attimo che il respiro di una persona affetta da asma bronchiale potrebbe assomigliare al respiro di chi ha fatto una corsa perché ha dovuto fuggire da una situazione che l’ha spaventato, possiamo dedurre che il respiro asmatico sia causato da paura.

Ordunque, analizzando con oculata ipnosi medica quell’uomo, si giunge all’età di 6 anni e si evince che quando lui aveva 6 anni, fu disturbato dalla nascita di una sorellina. È questa una situazione abbastanza frequente… ed è anche abbastanza frequente che la nascita del fratellino o della sorellina produca gelosia… ma anche paura… o addirittura “terrore” di perdere l’affetto dei genitori.

Ecco che si presenta il terrore… quella folle paura che, magari non subito, richiamata inconsciamente da una qualche apparente banalità scatenerà quell’asma che studiosi di tutto il mondo studieranno fin nei più piccoli particolari.

In questo caso, e non porto un caso fittizio, ma un caso fatto di sacrosanta verità, dopo aver analizzato la situazione di quel bimbo che si vede portare a casa un’intrusa di fronte alla quale tutti s’inchinano, sarà necessario “spostare il punto di vista”.

Ecco che entra in funzione il “modificare ciò che è già successo”, nel senso che, a quell’adulto che sta rivivendo come se fosse la prima volta l’entrata in scena della sorellina, si potrà far rivivere quell’accadimento nel modo più giusto… e cioè:

.“Non è che tu non sei più importante, è che tua sorellina ha bisogno di tutto. Tu sai camminare, andrai presto a scuola, sai già scrivere perché all’asilo ti hanno già insegnato qualcosa… e poi, tu parli, dici quello che pensi, puoi abbracciare e baciare i tuoi genitori. Tua sorellina non sa fare niente; sa solo piangere se ha fame e se qualcosa non va.. e devono darle da mangiare. In poche parole… ha bisogno di tutto… non è in gamba come te”.

Questo, grosso modo, è il “punto di vista” che si può far vedere al bimbo di sei anni; fargli capire che lui è importante e che la sorellina vale poco.

 

In questo caso che ho riportato in modo piuttosto sintetico, in un certo senso è stato “modificato” quanto era successo… e in modo altamente positivo, perché, l’intervento portò a guarigione quella persona.

Intendiamoci, non è tutto così semplice come può sembrare; per arrivare a certe “modifiche” sono necessarie più sedute, non solo, ma anche la possibilità di un insuccesso, tanto dal punto di vista procedurale, quanto dal punto di vista del risultato.

 

L’argomento è delicato. Potrei continuare… ma mi fermo qui.

Credo infatti di essere riuscito a far comprendere il mio apparentemente assurdo pensiero.

 

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Fu così che un paio di giorni fa andai, come altre volte, col solito trenino in quel di Lavena Ponte Tresa in provincia di Varese.

 

IL TRENINO

Ci vanno molti dalla Svizzera… anche per fare la spesa. Io dovevo, fra l’altro, spedire un mio libro a un’amica. Dall’Italia, anche se raccomandata, costa sensibilmente meno.

“Perché raccomandata?” mi si potrebbe chiedere?

“Perché” risponderei “l’onestà dei dipendenti delle Poste Italiane è irreprensibile, e dispiace quando ci si rende conto che un libro arriva a risultare “smarrito”. Rimane la speranza che il ritrovatore del plico col libro abbia potuto apprezzarne la lettura”.

Tornando al “paio di giorni fa”, avvicinandomi al ponte che segna la “differenza” fra la Svizzera e l’Italia, essendo quel giorno piuttosto ventoso mi fece piacere vedere sventolare le bandiere… dato che ogni Nazione ne ha almeno una, perché non esibirla almeno in quel punto dove finisce il territorio?… o comincia se la direzione di marcia è opposta?

Il pensiero ha fatto presto a svanire. Ha preso il sopravvento la ragione per cui stavo attraversando il confine e andare in quella che è la mia Patria… la prima o la seconda? La risposta dice che si equivalgono… anche perché il sangue che scorre nelle mie vene è al 50 % svizzero… l’altro 50%, è ovvio, italiano.

 

Non rimasi molto in territorio italiano e, mentre m’incamminai verso la Confederazione, la vista delle bandiere che garrivano al vento, meglio dello sventolare, mi fece sentire patriottico… quasi dimenticando lo sfacelo nel quale sta scivolando lo Stivale… presi in mano la macchina fotografica, e…

LE BANDIERE DELL’ITALIA

Pochi metri ancora e…

LA BANDIERA SVIZZERA

Trovo interessante poter condividere il mio patriottismo… o amor patrio che di si voglia.

Ogni volta che attraverso il confine e torno in Svizzera, lascio con rammarico l’atmosfera italiana, ma, non posso fare a meno di non rattristarmi al pensiero di come, in Italia, vien portato avanti l’impegno di Governo. È sofferenza!

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