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Archive for the ‘amare la Patria’ Category

E pensare che siamo sempre tutti, o perlomeno molti, in apprensione per la nostra Compagnia di Bandiera… l’ALITALIA.

Sbagliamo… va tutto a gonfie vele.

Da “LA STAMPA”

Infatti fra un po’ avranno le divise nuove… così potranno lavorare meglio… pare.

Dobbiamo crederci e… amare un po’ di più la nostra Patria.

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 Registrazione del 31 maggio 2018

 

Personaggi:
L’Albero, Panchina Ingenua e Alessandro.

 

L’Albero: “Buon giorno Alessandro, finalmente vieni anche da noi.”

Panchina Ingenua: “Sapessi quanto mi manca il calore delle tue chiappe! Ciao Alessandro… che bello sentirti… dico fisicamente.”

PANCHINA INGENUA

Alessandro: “Buon Giorno amici. Ci sono… e mi fa piacere esserci.”

L’Albero: “Sai com’è caro Alessandro? È che ho ascoltato “in differita” tutto quello che vi siete detti un po’ di giorni fa circa quanto accadde ai poveri Umani di Trieste. So che, con la dipartita dalla città dei titini, le sofferenze dei triestini non finirono lì, non foss’altro che per il fatto che non potevano sentirsi italiani.”

L’Albero

Alessandro: “Appunto. È questo uno dei tanti argomenti Umani che dobbiamo ancora affrontare.”

L’Albero: “E potremo farlo oggi. Sto infatti contattando il mio collega Tasso, nonché l’Ulivo che da qui vedo con facilità. Di tutto quello che vi siete detti l’altra volta, c’è un particolare che non son riuscito a comprendere, e cioè, in che modo l’Umano Palmiro Togliatti poté governare in Italia se aveva la cittadinanza dell’Unione Sovietica dopo che “sputò” sulla cittadinanza italiana e sui cittadini italiani. Fu, se non ricordo male nel 1930, ma ricordo benissimo quello che disse, e cioè: È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano. Quando presi atto che quell’Umano poté governare in Italia dopo aver offeso il popolo italiano, nonché i mandolinisti, credo anche di poter capire con quale facilità possano esistere degli Umani attuali Presidenti della Repubblica che, di fronte a una situazione grave come l’attuale, pasticciano la crisi in un modo a dir poco grottesco. Mio caro Alessandro, so perfettamente che un tempo i cittadini italiani, se ricevevano la cittadinanza di un’altra Nazione, perdevano la cittadinanza italiana. Anche se poté sembrare un’offesa nei riguardi dell’italianità, anni dopo questi cittadini poterono “riavere” la cittadinanza dello stivale. Già mi sembra poco serio, ridare la cittadinanza a chi l’aveva perduta volontariamente perché aveva voluto seguire altre strade, quella però dell’Umano Togliatti mi sembra sia stato piuttosto grottesco o puerile o disonesto verso tutti gli altri Umani d’Italia permettere posizioni di prestigio a chi aveva volutamente e in modo altisonante disprezzato l’italiano. Ma è proprio vero? Può darsi che non sia vero che l’Umano Togliatti avesse la cittadinanza dell’Unione Sovietica, ma, se è vero, trovo gravissimo quanto accadde… tanto più che la presenza di quel perfido Umano provocò molti morti e molti pianti.

 Ingenua: “Sarò ingenua, ma, da quello che dici, capisco tante cose… e anche perché le italiche genti continuano ad accettare che “Altri d’Europa” dettino legge dove non dovrebbero.”

 Alessandro: “Ho l’impressione che tu, caro Albero amico mio abbia messo l’accento su un tasto molto delicato. Pensa che il Ministro della Giustizia Orlando avrebbe detto: “Io sono uno degli ultimi togliattiani”… ripeto:”Della Giustizia”. È da piangere o da ridere?”

L’Albero: “Per oggi, fermiamoci qui… e speriamo che “Chi di dovere” in Italia capisca qual è il bene dell’Italia, ma che soprattutto sappia amare la Patria.”

Alessandro: “Sì, sì… ci vediamo presto e contatteremo di nuovo Tasso e i suoi fratelli e finiremo il discorso di Trieste. Ciao a tutti.

Ingenua: “Mi dispiace che tu vada via… ma ti aspetto. Ciao.”

 

 

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PER FAVORE NON SCRIVERE “MI PIACE” SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

QUESTO ARTICOLO È MOLTO SERIO E VA LETTO SERIAMENTE

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

TRST… oggi TRIESTE

 

 Registrazione del 15 aprile 2018

Appare oggi 3o maggio 2018

 

Personaggi:
Albero Tasso, Fratelli di Tasso , Panchina Rotonda, Alessandro, e Ulivo il Saggio.

 

Tasso: “Spero tanto che Alessandro venga a trovarci.”

ALBERO TASSO

I Fratelli di Tasso: “Perché questo tuo desiderio?”

Tasso: “Perché ci sono ancora molte cose che dobbiamo raccontarci.”

I Fratelli di Tasso: “Non essere così ansioso; vedrai che verrà.”

Panchina Rotonda: “Perché non chiedete a “L’Albero” che vive da quelle parti?”

Tasso: “Ho già tentato di contattarlo, ma non mi risponde… forse sarà occupatissimo a perfezionare le sue bellissime e fresche foglie.”

Rotonda: “E allora cerca con “Ulivo il saggio”. Anche lui vive da quelle parti e non ha problemi di foglie.”

Tasso: “Mi sembra una buona idea. Vedo di contattarlo.”

I Fratelli di Tasso: “Potresti intanto dirci perché questa tua smania di raccontare le malefatte di certi Umani?”

Tasso: “Ma la mia non è una smania. Sono dell’idea che la storia degli Umani sia molto importante e che sia altrettanto importante, per gli Umani, il conoscerla. Avevamo accennato al fatto che si parla tanto e sempre dell’OLOCAUSTO e poco o niente dei tanti morti trucidati in altre circostanze. Quella di Fiume è una circostanza che deve essere conosciuta… anche se ai tempi non bisognava parlarne… e noi ne abbiamo parlato.”

I Fratelli di Tasso: “Perché non bisognava parlarne? Noi pensiamo che fosse perché non bisognava parlare male del comunismo e dei comunisti… perché l’ideologia che arrivava da Mosca avrebbe dovuto far presa sul proletariato contro l’imperialismo dell’Occidente. Cosa ne dici?”

Tasso: “Credo proprio che sia così. Certo che l’ultima parola dovrebbe essere quella degli storiografi. Vedete, a quei tempi, quando per la maggior parte degli Umani d’Italia la guerra era finita e poterono rientrare in Italia tutti quei personaggi precedentemente “antipatici” al regime fascista, rientrò anche l’Umano Palmiro Togliatti. Nel 1945 aveva 52 anni. Lui, ai tempi del fascismo, scappò in Unione Sovietica e, pare che nel 1930 avesse addirittura ricevuto la cittadinanza dell’Unione Sovietica. Non so se ritornò in Italia come “sovietico” o come italiano; probabilmente gli fu restituita la cittadinanza italiana… o non gli fu mai tolta? (è relativamente recente, la norma per un italiano che riceva la cittadinanza di uno stato estero, poter conservare la cittadinanza italiana) e fece parte dei primi governi italiani, però, la sua politica nei riguardi del nord est dell’Italia sembrava fosse più favorevole a Tito che all’Italia.”

I Fratelli di Tasso: “Cosa vuol dire? Lui faceva parte del Governo italiano ed era favorevole alle pretese di Tito?”

Tasso: “Finché non ci fu la rottura fra Stalin e Tito, si potrebbe pensare che Togliatti prendesse ordini direttamente dal Cremlino; è chiaro che per lui, la cosa più importante era sperare di poter importare in Italia il “paradiso comunista”. Mi chiama ”Ulivo il saggio”.

ULIVO IL SAGGIO

Ulivo il saggio: “Buongiorno a tutti voi. Ho visto Alessandro; fra poco dovrebbe arrivare da voi. Comunque vi ascolto. Ho captato un’interessante discussione. Io non ne so molto di quelle cose; tu però vecchio Tasso, sì che la sai lunga.”

Panchina Rotonda : « Alessandro, giusto due giorni fa s’è seduto un momento su di me. Poi è andato via»

Tasso : « Sicuramente aveva fretta di tornare a casa da sua moglie. So che si vogliono bene. Sono sposati già da tanti anni. »

Rotonda : « Quanti anni ? »

Tasso : « Non lo so con precisione. Sicuramente più di 50 »

Rotonda : « Allora sono delle « mosche bianche » ; la prossima volta che lo vedo glielo chiedo… se è vero ; mi sembra così strano, di questi tempi dopo pochi anni si lasciano… per incompatibilità di carattere. Alessandro è molto simpatico. »

I fratelli di Tasso : « È simpatico anche a noi. Tornando al discorso di Trieste, tu caro fratello pensi che Togliatti volesse veramente che Trieste passasse alla Federazione Jugoslava di Tito ? »

Tasso : « Sì sì… naturalmente proprio lui personalmente… e una buona parte dei suoi scagnozzi. »

I fratelli di Tasso : « Effettivamente lui stava più dalla parte dell’Unione Sovietica… o anche del tutto. Infatti, in occasione del XVI Congresso del PCUS nel 1930 ebbe a dire : È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano.”

Rotonda : « Ma state dicendo qualcosa di terribile. Un Umano di quelle deplorevoli dimensioni governò l’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale ? Per l’Italia era uno straniero… e gli permisero di governare ? Ma come fu possibile ?  Spero tanto che arrivi Alessandro… e ci dica se in Italia è permesso raggiungere posizioni governative dopo aver « rinunciato » alla cittadinanza italiana.»

Ulivo il saggio: “Io credo che la situazione di quei tempi fosse talmente caotica e che la cittadinanza fosse così stanca della dittatura fascista… e dei tanti morti, per cui, i benpensanti non comunisti, temendo il comunismo vero, non si accorsero di essere turlupinati da quell’italiano… non più italiano, ma con pretese di governante italiano. D’altra parte, prima ancora che le truppe partigiane di Tito entrassero a Trieste, era il 30 aprile 1945, l’Umano Togliatti scrisse nel febbraio dello stesso anno che, oltre ai partigiani, anche gli italiani di Trieste avrebbero dovuto “collaborare” con le “unità” di Tito.”

Tasso: “Esattamente. E chi collaborò, non per la fratellanza italo-slava, ma per una Trieste italiana, rischiò di scomparire dalla circolazione… o ammazzato dopo un processo più o meno sommario o trascinato in un qualche campo iugoslavo. Ciao Alessandro; sei arrivato?”

Alessandro: “Come state amici miei?”

Tasso: “Siamo contenti di vederti. Stiamo dissertando su Trieste.”

Alessandro: “Argomento molto importante… e molto interessante… che dovrebbe interessare anche i giovani, o particolarmente i giovani… perché pochissimi sanno quali sono state le sofferenze di quella città, e quanto quella città abbia “combattuto” per ritornare a far parte integrande dell’Italia.”

Rotonda: “Alla fine della guerra, Trieste non continuò a far parte dell’Italia.”

Tasso: “No cara amica. Quando la guerra stava finendo o era ormai agli sgoccioli, mentre i triestini speravano tanto di veder arrivare gli angloamericani, si videro invasi dalle truppe di Tito; non erano truppe regolari, ma truppe rivoluzionarie, o se preferisci partigiane, che non avevano alcuna intenzione di seguire delle regole di tipo internazionale. Dovevano solamente eseguire gli ordini di Tito. Dal momento in cui entrarono nella città, quel 30 aprile 1945, ci furono per i triestini 40 giorni terrore.”

Rotonda: “Che intenzione avevano?”

Tasso: “La loro intenzione, che non era altro che l’intenzione di Tito, perfettamente appoggiato da Stalin, era quella di tenere la città e far sì che, al momento giusto, fosse decretato dagli eserciti vincitori Trieste facente parte della Federazione Jugoslava.”

Rotonda: “Ho capito. Perché terrore per i triestini?”

Ulivo il saggio: “Scusate se intervengo… anche perché vorrei poi chiedere ad Alessandro se Togliatti, rientrando in Italia dall’Unione Sovietica, aveva la cittadinanza italiana.

Quello che fecero gli slavi, una volta entrati in Trieste, fu, fra l’altro, quello di far “sparire”, nel vero senso della parola, tutte quelle persone che avevano ricoperto una qualche carica durante il regime fascista e tutti quelli che, anche se antifascisti o comunisti, avrebbero potuto rappresentare una minaccia intellettuale di fronte all’istituzione di Trieste jugoslava.”

Rotonda: “Ma cosa intendi per “sparire”?… avevano la bacchetta magica?”

Ulivo il saggio: “No, non avevano la bacchetta magica, ma la maggiore e inimmaginabile malvagità personificata. Oltre che ad esecuzioni dopo processi farsa, prelevavano nottetempo onesti cittadini dalle proprie abitazioni e li facevano finire in qualche foiba. Anche i partigiani che avevano combattuto per la liberazione della città dai tedeschi finiscono nelle foibe. La “Guardia del Popolo” riesce a seminare il terrore, e in soli 40 giorni, riesce a eliminare quasi 2000 persone dalla città di Trieste. Non è qui il caso di scendere nei particolari, dato che queste malefatte sono oggi abbastanza documentate; l’importante è sottolineare il fatto che fu l’”italianità” ad essere ricercata ed eliminata.”

Tasso: “E dopo certe terribili malefatte, oggi ben documentate, certamente lasciarono anche il segno per la gioia dei collezionisti di francobolli… o no?”

Alessandro: “È il colmo, ma è proprio così.

CLN Savona e CLN Ponte Chiasso

Pensate che la mia Mamma, che aveva capito che m’interessavo seriamente ai francobolli, mi aveva regalato due serie particolari di francobolli, una con la soprastampa C.L.N. Savona e l’altra, mi disse, di “Tito a Trieste”. Io non sapevo assolutamente chi fosse questo Tito; lo imparai molti anni dopo: era quel Personaggio, dapprima amato poi “follemente” odiato da Stalin, che voleva impossessarsi di Trieste… e che Governò la Federazione Jugoslava. Io non avevo ancora compiuto 9 anni, ero abituato ai francobolli della Repubblica Sociale Italiana, e, essendo ormai passato il 25 aprile, dopo aver visto coi miei occhi le autocolonne delle truppe tedesche che si muovevano mestamente in direzione di Genova per poi puntare al Brennero, capii dai francobolli che stava succedendo qualcosa d’importante… ma, come cosa più importante che non si doveva più aver paura delle bombe. Mia Mamma, nel regalarmi quei francobolli, che trovò essere particolari, non sapeva assolutamente quante atrocità accadevano da quelle parti e quanta parte poteva avere Togliatti nel fomentarle o farle accettare.

TRE DEI FRANCOBOLLI DELLA SERIE SOPRASTAMPATA

Erano tempi veramente terribili… anche se a Genova si inneggiava apparentemente alla pace, ma, grazie al caos ancora esistente, nella “piccola Russia” di Genova Sestri i regolamenti di conti erano all’ordine del giorno.

Rotonda: “Chissà quanto valgono quei francobolli.”

Alessandro: “Non credere. Non valgono praticamente niente, o… pochissimo. Per me hanno un grande valore perché mi furono regalati dalla mia Mamma.”

Ulivo il Saggio: “Credo che in questa chiacchierata si sia dimenticato un particolare piuttosto importante… quella che fu la figura degli inglesi. Da quel poco che so, se l’esercito di Tito non fosse stato “foraggiato” da Churchill, forse non sarebbe arrivato per primo a Trieste… o dato che Stalin, uno dei 4 vincitori, “voleva” Trieste, potrebbe aver voluto… o preteso… che le truppe neozelandesi non intervenissero.”

Rotonda: “Cosa intendi per “non intervenissero”.

Ulivo il Saggio: “Devi sapere che i neozelandesi, inquadrati nelle truppe britanniche agli ordini dell’Umano Generale Freyberg, arrivarono a Trieste poco dopo li partigiani di Tito… o Titini. Quando i Titini eliminarono tutto quanto era italiano, oltre agli italiani, fra cui le Guardie di Finanza che si erano a loro giustamente arrese, rimasero come spettatori. Non intervennero neppure quando le truppe slave spararono sui triestini che manifestavano in corteo con la bandiera italiana. Ci furono 5 morti e molti feriti. Le truppe britanniche rimasero a guardare e, pare, a scattare fotografie. Trieste faceva parte “ormai” della Federazione Jugoslava.”

Tasso: “È vero, furono momenti terribili per i triestini, e ancor più terribili perché quei morti non ebbero assolutamente una vasta eco sulla stampa italiana… nel senso che l’italiano non doveva sapere.”

Ulivo il Saggio: “Io credo che quei silenzi fossero causati dal fatto che gli Umani d’Italia erano ancora frastornati da tutto quello che era accaduto… e poi, non bisogna dimenticare che, come antifascista, la forza dei comunisti italiani non era indifferente. Dato che bisognava parlar bene del comunismo, guai parlar male di Tito e della “Fratellanza italo-slava”. Poi però i titini dovettero ritirarsi e lasciare la città. Cosa li fece decidere di andarsene?”

Da Wikipedia

Tasso: “Dopo l’accordo Alexander-Tito che sarebbe stato firmato a Belgrado, il 12 giugno 1945 i miliziani di Tito lasciano Trieste nelle mani degli Alleati Anglo-Americani, e viene creata la Zona A per Trieste e la Zona B per Capodistria… che rimarrà in mano agli Jugoslavi.

Naturalmente lasciano una città insanguinata… una città che teme il ritorno delle sciagurate milizie slave di Tito e gradisce la protezione degli anglo-americani con la speranza di ritornare a far parte dell’Italia. Comincia per Trieste, non più Trst, un periodo di transizione, scandito anche anche da particolari postali… sempre interessanti quando si indaga determinati periodi storici. Furono eliminati i francobolli di Tito a Trieste e arrivarono altre soprastampe sui francobolli italiani.”

Alessandro: “Sì, potremo parlarne, perché furono di grande interesse anche per i collezionisti italiani. C’è il rammarico che mette l’accento sulla malvagità dei Governanti di “allora” che non permisero ai collezionisti, almeno a loro, di conoscere l’esatta situazione di quelle popolazioni… ovvero le loro immani sofferenze dopo quella che avrebbe dovuto essere la fine delle ostilità.”

Ulivo il Saggio: “Non dovremo dimenticare le sofferenze dell’italica gente della Zona B… gente che sperò invano la libertà.”

I Fratelli diTasso: “Già… temevamo che ve ne foste dimenticati.”

Alessandro: “Sì, perché fu un capitolo altrettanto terribile. Credo di potervi dire che ho gradito la vostra compagnia, e che vi saluto tutti con un abbraccio.”

Tasso e I Fratelli di Tasso: “Noi non possiamo abbracciarti perché per voi Umani siamo velenosi, ma speriamo tanto di rivederti presto… ciao Alessandro.”

Rotonda: “Torna a sederti su di me… ciao.”

Ulivo Il Saggio: “Spero tu venga a trovare ancora le mie fronde… ciao.”

 

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IL PRESIDENTE

 Registrazione dell’8 maggio 2018

Personaggi:

Alberone, Alessandro, L’Esercito del Lungolago e I Fratelli di Alberone.

 

 

 

Alberone: “Buon Giorno caro Alessandro. Mi fa piacere vederti.”

 

Alessandro : “Anche a me. Come sei bello con tutte quelle foglie nuove… sembrano tanti batuffoli di ovatta.”

ALBERONE

Alberone: “ Vedrai che cresceranno e diventeranno dei bellissimi rami. Lo sai cosa si dice da queste parti… della tua bella Patria?”

Alessandro: “Chi dice?”

Alberone: “Tutti quelli che vengono a sedersi sulle tante panchine che ci sono da queste parti. Il mio “Esercito del Lungolago” è bravo a captare e registrare.”

Alessandro: “Sì? Siete tutti così belli! Beh… raccontami.”

L’Esercito del Lungolago (all’unisono): “Grazie Alessandro… rischiamo di diventare rossi.”

L’ESERCITO DEL LUNGOLAGO

Alberone: “Si sente dire che il vostro Presidente, l’Umano Mattarella è proprio come un bravo Papà che dice ai propri figlioli che litigano: “Vogliatevi bene. Cercate di andare d’accordo.” Si sarebbe dimenticato che lui ha un’autorità e dovrebbe dimostrarla. Com’è possibile che parli per mezz’ora, dicendo pochissimo di concreto minacciando un Governo Sterile.”

Alessandro: “Non ha detto sterile… ha detto neutro.”

Alberone: “Beh, più o meno è la stessa cosa. Se il Governo neutro non può fare nulla di radicale e importante per la Nazione, non è sterile?”

L’Esercito del Lungolago (all’unisono): “Da quello che sentiamo, abbiamo l’impressione che sia meglio un Governo sterile piuttosto che un Governo che, legiferando, riesce a far aumentare il numero dei poveri veri. Almeno, se rimane tutto com’è, il numero dei poveri non aumenta.”

Alberone: “Potreste anche aver ragione, però oggi l’Italia ha bisogno di un Governo che sappia dare un impulso al meglio… non al mediocre.”

L’Esercito del Lungolago (all’unisono): “Ma come vuoi che possano fare? Non sono stati capaci, in due mesi, di dare un po’ di flessibilità ai loro pensieri… o alle loro convinzioni. La flessibilità non è ipocrisia. C’è in natura, e noi alberi possiamo dimostrare che la flessibilità è determinante per la nostra sopravvivenza. Se i nostri rami fossero rigidi, un po’ di vento potrebbe sradicarci molto facilmente; per fortuna Madre Natura ha dato “flessibilità” ai nostri rami che, in questo modo, possono assorbire la forza del vento. La flessibilità potrebbe essere di vitale importanza per gli Umani d’Italia.”

I FRATELLI DI ALBERONE

Alberone: “Ma cosa si può pretendere da chi per mesi sbandiera il desiderio di “lavorare” per il popolo italiano, e poi, al momento buono s’irrigidisce pensando di essere un padreterno… solo perché ha preso un po’ di voti. Avete ragione… “Loro” sanno solo essere ipocriti… e non conoscono la flessibilità… così vitale.”

I Fratelli dell’Alberone: “Scusate se interveniamo… dato che anche noi sentiamo cosa dicono gli Umani. A noi sembra che l’Umano Mattarella, dopo aver parlato molto, ma dicendo ben poco, sia piuttosto un incapace. La situazione dell’Italia è drammatica e, tutto quello che sa fare lui è minacciare un Governo neutro. Ma che cavolo di Presidente è? Non si offendano gli Umani d’Italia, ma… cambiate presidente.”

I FRATELLI DI ALBERONE

Alessandro: “Ho l’impressione che voi alberi del Lungolago di Lugano amiate l’Italia più di quei milioni che hanno votato… e di quei milioni che si son guardati bene di andare alle urne. Che altro dirvi? Speriamo che si diano una regolata e che si ricordino che, prima di dire che lo fanno per il bene degli italiani, dovrebbero collegare il cervello… per non dire troppe bugie. Devo andare… vi saluto, vi ringrazio e mi complimento per le vostre foglie.”

Alberone: “A nome di tuti noi… Buona Fortuna a te amico e a tutti gli Umani d’Italia.”

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I MONFALCONESI 2

 

Registrazione del 4 aprile 2018

Personaggi:
Alberone, Alessandro, Tasso e Panchina Rotonda.

 

Alberone:“Buondì Alessandro, ti vedo con piacere.”

Alessandro: “Anche a me fa piacere vederti. Penso che il tuo sonno sia ormai finito. Stai aspettando le prime foglioline… e poi i rametti. ”

Alberone: “Sì, era già quasi Inverno. Ora comincia ad arrivare di nuovo la gente… e si siede sulle panchine…”

Alessandro: “Guarda che bella foto t’ho fatto quando non ti avevano ancora “sbarbato”… messo nelle condizioni di affrontare l’Inverno.

Tu hai orecchie per tutti… vero? ”

ALBERONE… prima che fosse “sbarbato”.

Alberone: Sono bello però… e penso anche. E ho pensato a quello che vi siete detti un po’ di giorni fa con Tasso e i suoi fratelli. Ho pensato ai Monfalconesi… E non ho potuto fare a meno di considerare che quegli Umani furono proprio dei poveretti. Anche se la loro ideologia faceva acqua da tutte le parti, non si può non pensare che furono terribilmente sfortunati. Il loro desiderio di portare avanti, assieme agli slavi, con orgoglio l’idea del socialismo a cui credevano, li espose a tal punto da coinvolgere le loro famiglie.”

Alessandro: “Tu dici sfortunati… il che è un po’ poco se consideri che molti di loro ci hanno lasciato la pelle. Secondo me, anche se non ho mai considerato positivamente il comunismo, penso che quei poveretti meriterebbero una medaglia. È un modo di dire, perché, se una persona, o un gruppo di persone crede in quello che fa, meriterebbe un premio.”

Alberone: “Sai tu se quelli che sono riusciti a tornare in Italia, hanno avuto la possibilità di rifarsi una vita?”

Alessandro: “Non ne so abbastanza, ma credo che abbiano avuto molte difficoltà. Fu già per loro difficilissimo, se non impossibile “raccontare” le loro vicissitudini. Non bisogna dimenticare appunto che era tassativamente necessario non danneggiare il partito.“

Alberone: “So che ebbero molte difficoltà. D’altra parte, secondo me, loro erano molti e, avrebbero forse dovuto documentarsi un pochino di più prima di partire per quell’importante avventura.”

Alessandro: “Ma Loro si fidarono di Togliatti e di Secchia che sapevano bene cos’era il comunismo e com’era il grande capo Stalin. Sapevano perfettamente quanto Stalin poteva essere malvagio; sapevano delle “purghe” e della sua spietatezza; proprio così, perché quell’uomo che comandava al Cremlino era spietato. Se qualcuno gli era scomodo, spariva dalla circolazione… da defunto.

Alberone: “Sì, ne ho sentito parlare. Addirittura riusciva a raggiungere, coi suoi carnefici anche lidi molto lontani.”

ALBERO TASSO

Alessandro: “Arrivò anche in Messico dove era fuggito Lev Trotzky… e riuscì a farlo defungere.”

Albero Tasso: “Vi sento e considero molto interessante il vostro colloquio… che però vi porta un po’ lontano, e potrebbe addirittura farvi prendere in considerazione la famosa Frida Kahlo.”

Alberone: “Perché la Frida?”

Tasso: “Perché fra la Frida e il Lev ci fu del tenero.”

Alessandro: “Ma lo sapete che a Milano c’è una bellissima mostra della Frida Kahlo?”

2018 – FRIDA KAHLO A MILANO

Tasso: “Sicuramente molto interessante. Sì, lei ebbe una vita piuttosto carica. Aveva una mente e delle energie particolari. Ne potremo eventualmente riparlare. Ora troverei interessante prendere in considerazione come cosa giusta quello che hai detto tu Alessandro; e cioè che, secondo te i Monfalconesi andrebbero premiati.”

Alessandro: “Come dissi, non condivido certe ideologie, ma, loro hanno creduto in massa a quello che hanno loro raccontato e, non solo l’hanno accettato, ma hanno anche messo a repentaglio la vita delle loro famiglie pur di poter portare avanti ciò a cui furono portati a credere. Alcuni furono addirittura dei martiri… ma non doveva saperlo nessuno… altrimenti, quelli che vivevano nell’”imperialismo” avrebbero sentito quale era la realtà del comunismo… almeno quello che veniva predicato a Mosca e preso nella massima considerazione dai leader del Partito Comunista Italiano… comprese le scelleratezze del regime.”

Tasso: “Molti dei Monfalconesi erano stati partigiani e probabilmente, trascinati dall’ideologia, erano rimasti ciechi, nel senso che non erano stati capaci di guardarsi bene intorno.”

Alessandro:“Probabilmente li avevano istruiti molto bene. In ogni caso, l’argomento più importante era quello di ricostruirea tutti i costi… dopo le malefatte del nazifascismo.”

Alberone: “Scusate se m’intrometto; sapete che, ascoltando la gente che sta seduta qui su queste panchine, ho sentito dire che l’Umano Presidente della Repubblica Italiana, mi sembra risponda al nome di Mattarella, avrebbe dettoche il fascismo in Italia non fece nulla di buono? A me sembra strano. Quante volte, proprio su queste panchine, parlando dell’Italia, ho sentito dire testualmente: “ANDAVA MEGLIO QUANDO ANDAVA PEGGIO”. Quelli che lo dicevano non mi sembravano dei nostalgici. Cosa ne dite?”

Tasso: “Hai ragione. L’Umano Mussolini riuscì anche a fare delle cose buone; mi viene ora in mente, per esempio, che riuscì a “prosciugare” certe paludi dove la malaria era di casa. Purtroppo si fece prendere la mano e finì, succube dell’Umano Hitler, con la Repubblica Sociale Italiana.”

Alessandro: “Sì, sì. Ricordo che mio padre mi raccontava che, prima delle bonifiche, se si passava da quelle parti in treno, specialmente col treno della notte, anche in piena estate, era vietatissimoaprire i finestrini. Bisogna tener presente che l’aria condizionata nei treni non esisteva ancora, e che i finestrini potevano essere aperti facilmente… e, nelle stazioni, dai finestrini passava di tutto… anche bambini oltre ai bagagli e alle bibite. E con la Repubblica Sociale Italiana finì, forse eroe, un certo Paride Mori.”

Tasso: “Sì, ho sentito parlare di questo Umano. Volevano dargli una medaglia al valore… veramente non proprio a lui perché morto da molto tempo.”

PARIDE MORI

 

Alberone: “Ne parlavano nel 2015. I parenti di questo Umano avrebbero dovuto ricevere un riconoscimento al valore. Fu revocato, non si sa bene se perché era un fascista della Repubblica di Salò, o perché morì in combattimento. Pare che a protestare fosse particolarmente l’ANPI, cioè l’Associazione dei Partigiani… che combatterono contro i nazifascisti per liberare l’Italia.

Tasso: “È vero, era un fascista, ma, a quei tempi quelli che non riuscivano a imboscarsi a fare il partigiano, erano obbligati ad essere inquadrati nell’esercito della Repubblica Sociale Italiana. Fu un periodo molto difficile per l’Umano italiano del Nord. Dopo che Mussolini fu “prelevato” dalla prigionia sul Gran Sasso e messo a capo della Repubblica di Salò, erano ancora molti gli italiani che speravano in una riscossa… sì, in una ripresa delle ostilità in favore dell’Asse.”

Panchina Rotonda: “Vi sento. I vostri discorsi sono molto interessanti. Io ho sempre sentito parlare bene dei partigiani… che avrebbero liberato l’Italia dalla dittatura; cos’è l’Asse?”

Alberone: “L’Asse è l’unione fra Germania, Italia e Giappone… la chiamavano anche ROBERTO da ROmaBERlinoTOkio. È vero, i Partigiani hanno combattuto in favore della libertà e della democrazia, ma si sono anche lasciati andare a terribili scellerattezze.”

Tasso: “Caro Alberone, dici delle cose giuste… e ne parleremo dopo. Hai interrotto il mio pensiero. Stavo dicendo che a quei tempi era un po’ difficile capire cosa era meglio fare. I giovani erano stati “temprati” dall’ideologia fascista e dal fatto che l’”italica gente” doveva considerarsi migliore… naturalmente assieme a quella ariana. Gli Umani d’Italia che avevano applaudito il DUCE erano moltissimi, e moltissimi di quei moltissimi erano poi diventati antifascisti convinti, forse anche con se stessi, di non essere mai stati con Mussolini. A parte queste trascurabili ipocrisie del dopo, non bisogna sottovalutare la terribile situazione del momento, ancor più “fluida” in quell’Istria dove non solo si cimentavano le truppe naziste, quelle della Repubblica Sociale Italiana, i partigiani del CLN italiano, i titini e sporadicamente, ma con una certa disinvoltura, la X MAS di Junio Valerio Borghese. C’erano anche gli appartenenti al Regio Esercito Italiano che dopo l’8 settembre 1943 non sapevano cosa fare o da che parte voltarsi. Fu, per gli Umani che vivevano da quelle parti un vero e proprio caos, tanto più che i tedeschi avevano decretato l’Adriatisches Küstenland come, a tutti gli effetti, territorio del Reich. Forse qualche Umano amava ancora la Patria Italia e, combattendo, lo faceva con patriottismo. Fu forse il caso di quell’Umano Paride Mori al quale fu negata la medaglia alla memoria?”

Alessandro: “Mentre dicevi che si veniva “temprati” dall’ideologia fascista ho dovuto ricordare che i giovani assorbono molto di più ciò che viene loro “inculcato” e che, appunto, da bambino apprezzavo molto la divisa di “Figlio della Lupa” e invidiavo mio fratello che era già un “Balilla”. Per questa ragione, credo che per un giovane potesse essere più difficile diventare antifascista… e pensare che mio papà non era per niente fascista. Ricordo che fui molto triste quando bruciarono la mia divisa di figlio della lupa.”

Tasso: “Mi dimostri che non penso delle stupidaggini. Naturalmente ci sono sempre le eccezioni e i casi aberranti come quei partigiani che “utilizzarono” la situazione per vendicarsi di torti subiti o per dare sfogo a mostruosi istinti animaleschi. Mai come in circostanze simili, certi Umani si sentono in dovere di dare la massima dimostrazione di quanto si possa essere perversi. Usare in gruppo” una donna, per giunta giovanissima, dovrebbe essere sufficiente per essere cancellati da ogni diritto di tipo Umano.”

Alberone: “Se non sbaglio, caro Alessandro, in un capitolo del tuo libro hai menzionato il titolo di un giornale: “STUPRO, ARMA DI GUERRA”. Hai considerato certi individui “mezzo uomo”.

Alessandro: “Credo che certi individui non debbano essere considerati “uomo”… perché il vero uomo ha un cerebro che, specialmente in certi casi, dovrebbe sempre venir collegato. Chissà se sbaglio, o il genere umano ha bisogno di certi modelli?”

Alberone: “Non struggerti… non ne vale la pena; il mondo va avanti lo stesso… anche con delle folli e inspiegabili storpiature. Tornando al nostro discorso che coinvolse i Monfalconesi, penso con te che la loro memoria andrebbe premiata… assieme alle loro famiglie. Loro hanno amato un’ideologia alla quale credevano e hanno tentato di portare concretamente l’italianità nel socialismo puro… che però non esisteva. Nello stesso modo quell’Umano Paride Mori ha perso la vita per amore verso la Patria… in cui sicuramente credeva. Potremo riprendere il discorso delle scelleratezze operate da certi partigiani, non foss’altro che per il fatto che potrà essere giusto ridimensionare certi eroismi del passato.”

Alessandro (guarda l’orologio): “Concordo… e vi saluto… devo andare.”

Tasso: “Ciao Alessandro.”

Alberone: “Ti aspettiamo.”

 

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Mi sono accorto che qualcuno è andato a leggere… o forse ha letto questo mio breve articolo:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2013/01/22/il-francobollo-insegna-18-e-puo-aiutare-a-riflettere/

Menzionai questo francobollo:

FRANCOBOLLO DELLA REPUBBLICA ITALIANA.

Sta scritto:

“LA REPUBBLICA INCORAGGIA E TUTELA IL RISPARMIO IN TUTTE LE SUE FORME”.

Quella scritta fa parte della Costituzione?

Se sì, bisognerebbe eliminarla o prendere in seria considerazione l’incriminazione di chi ci ha governato.

Ma come fa il popolo italiano a sopportare le continue sevizie di una classe dirigente così fantasticamente emancipata verso la mancanza di serietà?

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

I MONFALCONESI

 Registrazione del 2 marzo 2018

 

Personaggi:
Albero Tasso, Alessandro, I Fratelli di Tasso, Panchina Rotonda e Alberone.

 

Albero Tasso: “Buon Giorno Alessandro… come stai?”

ALBERO TASSO SPRUZZATO DI NEVE

Alessandro: “Ho un po’ freddo… sai io preferisco il caldo. Ho voluto salutarti e poterti vedere in abito invernale tutto spruzzato ni neve.”

Tasso: “Ti piaccio? A me piace un po’ di vero fresco che mi lascia quell’umidità a noi vegetali piuttosto importante. Cosa racconti d’interessante?”

IL LIBRO DI STEFANO ZECCHI

 Alessandro: “Nulla di particolare. Ti ricordi che, quando parlammo della città di Fiume, che accennammo al dramma dei Monfalconesi? Avevo letto qualcosa a riguardo. La prima volta che lessi dei Monfalconesi, fu nel libro di STEFANO ZECCHI Rose Bianche a Fiume. Certo che quello è un romanzo, ma, quando ho continuato a documentarmi mi sono reso conto che quello, per molte persone fu un vero dramma e, per il partito di Togliatti una grande sconfitta, nonché un comportamento similcriminale.”

Tasso: “Chissà perché, da quello che so, penso che potresti anche aver ragione. Il comportamento del PCI fu veramente criminale perché abbandonò molte persone, con mogli e figli, alle malvagità del regime di Tito.”

I Fratelli di Tasso: “Prima di tutto… Buon Giorno Alessandro; in secondo luogo, non potreste fare un po’ di ordine? Raccontate le cose come se leggeste un libro giallo cominciando dall’ultima pagina. Avete parlato di questi Monfalconesi senza spiegare se si tratta di Umani o di cioccolatini… potrebbero anche essere dei biscotti provenienti da Monfalcone. Noi sappiamo che a Monfalcone ci sono dei Cantieri Navali molto importanti da dove sono state varate delle navi che hanno lasciato un’impronta nella marineria mondiale, ma non abbiamo capito, se la dizione “Monfalconesi” riguarda Umani di Monfalcone o cioccolatini.”

Alessandro: “Avete ragione… anche voi spruzzati di neve. I Monfalconesi non sono né biscotti e neppure cioccolatini. Ai tempi, 1947, furono menzionati come tali, e piuttosto genericamente, i tecnici e le maestranze italiane che con le loro famiglie e in gran segreto, emigrarono nella novella Jugoslavia di Tito per rimpiazzare chi era stato ammazzato o era fuggito in Italia. Non venivano tutti da Monfalcone, ma credevano tutti nel socialismo dettato dall’Unione Sovietica e nella fratellanza italo-slava. Fu un’emigrazione contro corrente stimolata dalla consapevolezza che il loro contributo avrebbe potuto aiutare la nascita di un socialismo puro a tutto vantaggio non tanto del popolo jugoslavo che consideravano come un loro fratello, quanto di tutta la collettività socialista.”

I FRATELLI DI TASSO SPRUZZATI DI NEVE.

I Fratelli di Tasso: “Ora cominciamo a comprendere. Ma, sono partiti dall’Italia spontaneamente, o c’è stata un’organizzazione particolare?”

Tasso: “Naturalmente ci fu una “Mente” che organizzò tutto. Sì, perché nella Jugoslavia di Tito, dopo lo stallo della guerra, non solo bisognava ricostruire, ma, anche dopo aver eventualmente ricostruito, le industrie senza mano d’opera specializzata rimanevano paralizzate. Questo accadeva non solo per le Industrie di Fiume e i Cantieri Navali di Pola, ma anche per altre industrie in altre zone del Paese.”

I Fratelli di Tasso: “Chi era la Mente a cui alludi? Un Umano d’Italia o un Umano di Jugoslavia?”

Tasso: “In Italia, a tessere le fila con le autorità Jugoslave pare fosse il Partito Comunista Italiano nella persona dell’Umano Pietro Secchia, vice nel partito. Il trasferimento dei Monfalconesi avvenne nel massimo segreto; quelli trasferiti in Jugoslavia furono circa 2000, e tutti volontari, tutti iscritti al PCI e buona parte ex combattenti partigiani nelle file italo-slovene. La loro fede incrollabile vedeva nell’URSS un faro per il futuro del proletariato. E poi, non dimentichiamolo, non si trasferirono solo gli Umani uomini, ma anche molte famiglie.”

Panchina Rotonda: “Vi ho ascoltato e mi sono chiesta dov’è il dramma di cui parla Alessandro; e poi, Alessandro, potresti anche venire a sederti su di me invece di stare lì in piedi. Ti faccio schifo?”

Alessandro: “Hai ragione. Mi siedo, mi siedo e ti ringrazio… sto bene qui.”

Da Wikipedia. PIETRO SECCHIA

 Rotonda: “Come dicevo, non ho capito qual’è il dramma. Loro, quelli che chiamate i Monfalconesi sono andati là e sicuramente, se gli slavi avevano bisogno di loro avranno sicuramente ricevuto anche vitto e alloggio. Dov’è il problema?“

Tasso: Il problema viene dopo, non molto tempo dopo. Cercherò, anche coll’aiuto di Alessandro di fare un po’ di chiarezza. La mano d’opera specializzata di cui il regime comunista di Tito aveva urgente bisogno sarebbe stata “spedita” clandestinamente da accordi fra il PCI e i dirigenti Jugoslavi. Circa 2000 Monfalconesi emigrarono oltre confine, anche con famiglia, e, sempre fedelissimi del PCI, furono alloggiati in confortevoli alloggi e iniziarono di buona lena a lavorare anche per la costruzione di un buon socialismo.”

I Fratelli di Tasso: “Quindi va tutto bene… e sono tutti contenti.”

Tasso: “Sono tutti contenti fino al 1948 quando Tito, il Capo della Federazione Jugoslava decide di non più obbedire ai dettami comunisti di Stalin… dettami ai quali sempre obbedì Togliatti. Fu significativa la Riunione di Bucarest, dal 20 al 22 giugno 1948 dei massimi partiti comunisti europei; c’erano anche Togliatti e Secchia. Cosa accadde in quella riunione? Semplicemente fu decretata l’espulsione di Tito e della Federazione Jugoslava dal Cominform. La notizia diventò di dominio pubblico tramite Radio Praga il 28 giugno dello stesso anno. Pare che Togliatti ebbe una posizione di primo piano… e con lui quel Pietro Secchia che aveva ottenuto la clandestina fuoruscita dall’Italia dei Monfalconesi.”

I Fratelli di Tasso: “Cos’è il Cominform?”

Alessandro: “Il Cominform, fondato nel 1947 era un’organizzazione internazionale che riuniva i partiti comunisti dei vari paesi europei… fra cui l’Italia.”

I Fratelli di Tasso: “Ora cominciamo a capire cosa potrebbe essere accaduto ai Monfalconesi. Essendo loro fedeli al PCI di Togliatti e all’Unione Sovietica, potrebbero essere stati cacciati… mandati via dalla Jugoslavia?”

IL DITTATORE DELLA FEDERAZIONE JUGOSLAVA (da Wikipedia)

Tasso: “No, le cose andarono diversamente, ed è per quello che si può parlare proprio di tragedia. I Monfalconesi erano in tanti e credevano ciecamente nella politica di Stalin. Di fronte al voltafaccia di Tito che rinnegò i dettami dell’Unione Sovietica, i Monfalconesi si sentirono offesi e reagirono con determinazione. In varie riunioni di partito si misero contro Tito inneggiando a Stalin e al PCI… che pensavano li proteggesse e li aiutasse.”

Rotonda: “ Cosa fece il PCI? Li aiutò?”

I Fratelli di Tasso: “Secondo noi, dopo quello che ci hai raccontato, non avrebbe potuto aiutarli, dato che fra Tito e Togliatti venne a crearsi una frattura. Crediamo di aver capito bene, e cioè che Togliatti faceva tutto quello che gli ordinava Stalin.”

Rotonda: “Neanche quell’Umano Secchia fece qualcosa per aiutarli?”

Tasso: “Immaginiamoci se un Umano come Secchia sarebbe stato capace di dare una mano a chi aveva mandato oltre confine! Pensate un po’ che, proprio lui, qualche anno dopo, nel 1956, quando i carri armati sovietici repressero nel sangue il desiderio di libertà degli ungheresi, si trovò ad esultare… quando seppe dell’intervento sovietico.”

I Fratelli di Tasso: “Allora, volete dirci come andò a finire?”

Alessandro: “Andò a finire molto male perché molti di quei personaggi che credevano nel comunismo di Stalin furono prelevati e una buona parte portati in un “Centro di rieducazione”. È raccontato molto bene, in modo romanzato, sul libro di Stefano Zecchi.”

Rotonda: “Cosa intendi per “Centri di Rieducazione?”

L’ISOLA CALVA (GOLI OTOK)

Alessandro: “È un modo di dire “generoso” per menzionare i Gulag jugoslavi dell’interno o di certe isole. A tener d’occhio gli italiani che non avevano voluto accettare il “socialismo di Tito”, c’era l’OZNA, la famigerata polizia politica del regime… che per un po’ lasciò correre, ma che, a un certo punto reagì violentemente. Dopo averli sequestrati, portò una parte dei dissidenti su un’isola, di nome ISOLA CALVA (Goli Otok), nella quale il soggetto da rieducare, dal momento in cui metteva piede sull’isola veniva preso generosamente a bastonate, aveva ben poco da mangiare, e, l’occupazione maggiore che aveva era quella di spaccare pietre usando altre pietre.”

Rotonda: “Come sarebbe a dire? Quei poveretti avevano lasciato le loro terre per andare ad aiutare la crescita del socialismo puro in nome della fratellanza fra i popoli e, a causa di divergenze fra l’Umano Stalin e l’Umano Tito furono massacrati di botte perché fedeli all’ideologia del dittatore dell’URSS?”

Tasso: “Proprio così. Non tutti finirono sull’Isola Calva, ma anche, con famiglia, in Campi di concentramento in regioni più lontane; e non tutti ebbero la fortuna di poterlo raccontare… perché alcuni non riuscirono a sopravvivere.”

Alessandro: “Caro Tasso devo correggerti, perché la fortuna di poterlo raccontare, che significa che non morirono, è giusto, ma quello che è sbagliato riguarda il particolare che “non poterono raccontarlo”.”

I Fratelli di Tasso: “Come sarebbe a dire? Non comprendiamo.”

Alessandro: “Sarebbe a dire che, chi è riuscito a ritornare e l’avrebbe voluto raccontare non l’ha potuto fare perché il PCI non gliel’ha permesso… per non rovinare il “buon nome” del Comunismo.”

I Fratelli di Tasso: “Ma se il PCI li ha abbandonati… non è così?

Tasso: “Ma sì cari fratelli, avete capito benissimo. Non bisogna dimenticare che molti Umani, oltre ad essere malvagi possono avere un Quoziente Intellettivo molto basso, e, oltre a questo particolare piuttosto importante, non sono capaci di cambiare le proprie idee neppure di fronte all’evidenza… diciamo più evidente. Io non riesco a capacitarmi, forse perché sono un albero che ha vissuto molto, ma com’è possibile ch’io dica bravo a chi mi ha dato delle botte?”

I Fratelli di Tasso: “Forse per paura di ritorsioni.”

Tasso: “Non ci avevo pensato. Avete ragione, può darsi che così fosse. D’altra parte, chi tirava le fila del Comunismo Italiano era l’Umano Togliatti; lui aveva ben conosciuto uno degli Umani più malvagi di quei tempi, l’Umano Stalin, e da lui prendeva ordini… e sicuramente non gli mancava la malvagità… sicuramente aveva imparato bene la lezione.”

Rotonda: “I miei legni rabbrividiscono al pensiero che gli Umani possano e soprattutto riescano ad essere così malvagi. Penso però che dopo la morte di Stalin e la normalizzazione dei rapporti fra Jugoslavia e URSS, abbiano lasciato liberi quei Monfalconesi che erano ancora vivi… o no?”

Tasso: “Pensi in modo sbagliato. Pare che gli ultimi Monfalconesi ancora detenuti abbiano riacquistato la libertà solo nel 1956.”

Rotonda: “Allora chissà cosa avranno raccontato.”

Tasso: “No, no… non bisognava, pare, danneggiare il partito. ”

Rotonda: “Che rabbia mi fai caro Tasso. Se potessi farlo, d’ora in avanti, bucherei le chiappe degli Umani che vengono a sedersi su di me. Ma ce ne sono ancora Umani così malvagi?… ma anche cretini.”

Alessandro: “Non devi accanirti contro noi Umani. Ce ne sono tanti bravissimi… anche se, ho sentito recentemente l’Umano Orlando dire: “Io sono uno degli ultimi togliattiani”, che visto così sembra pure un bravo ragazzo.

Rotonda: “Vuol dire che o è ignorante perché non ha studiato la storia, o è cattivo e non si vergogna di dirlo.”

I Fratelli di Tasso: “Che paura! Un Umano così fa il Ministro della Giustizia? Poveretti voi Umani d’Italia… le nostre cortecce vibrano di inquietudine al pensiero che la stupenda Italia abbia certi ministri.”

Alessandro: “Avete ragione. Sapete cosa vi dico? M’è venuto tardi e… vi saluto, tanto più che, prima di andare a casa mi ero ripromesso di andare a salutare, qui vicino, il vostro collega ALBERONE.”

Tasso: “Anche noi ti salutiamo e lo salutiamo… a presto… Ricordati Alessandro che dovremo parlare di Trieste e dell’Istria.”

I Fratelli di Tasso e Rotonda: “A presto Alessandro.”

 

100 metri più in là.

 

Alessandro: “Ciao Alberone. È tanto che non vengo a trovarti… volevo farti un salutino.”

L’ALBERONE innevato.

Alberone: “Vi ho sentito mentre parlavi con Tasso e i suoi fratelli. È molto interessante quello che vi dicevate. Scusa se parlo lentamente, sono mezzo addormentato. Mi piace tanto questa fresca neve, però, se devo proprio dirti la verità, sto aspettando la Primavera. Circa quello che vi stavate dicendo, non so se il problema possa interessare molto gli Umani. A loro non interessa quello che è successo… non interessa la storia, quella vera, quella importante… quella che, in un certo senso, accade tutt’ora, perché gli Umani malvagi passano sovente anche qui vicino a me e vicino all’”Esercito del Lungolago” dei miei colleghi. Oggi interessano i soldi, che ce n’è sempre meno, e il calcio… ah quello sì che interessa. È un’industria che appassiona! E poi, avere possibilmente una bella macchina… ma grossa… di quelle grosse.”

Alessandro: “Che delusione! Però, penso che non ci sarebbe niente di male nel sapere che certi “cattivi” potrebbero di nuovo arrivare.”

 

“L’ESERCITO DEL LUNGOLAGO DI LUGANO”

 Alberone: “Hai ragione caro Alessandro. Ci sono quelli che ti mettono in guardia e ti dicono che i cattivi possono di nuovo ritornare… basta prendere in considerazione la propaganda elettorale degli Umani italiani che vogliono avvertire gli elettori che potrebbero venire di nuovo i Fascisti… ma loro potrebbero essere peggio… o ignoranti… sì, quelli che ci credono. Io li sento qualche volta quando se ne stanno seduti su queste panchine… Sai, io non sono cattivo, ma, mi piacerebbe far cadere loro sulla testa un mio bel ramo… bello pesante.”

Alessandro: “Lasciamo perdere. Più in là verrò a trovarvi. Continua a dormire. Ti abbraccio.”

Alberone: “Stammi bene.”

 

 

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