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Archive for the ‘amare la Patria’ Category

CHE BELLO!

L’ho trovato… e ve lo passo:

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Domenica 11 dicembre 2016

L’Albero: “Buogiorno ragazze… posso chiamarvi così? Vedo che vi hanno tolto le foglie e che hanno anche ripulito il terreno. Anche se fa freddo, penso che qualcuno venga a mettere il suo sederino sui vostri legni.”

Panchina 1: “Ma certo che puoi chiamarci così; anche noi eravamo come te… molto tempo fa. Ma tu, che fai? Non dormi più?”

L’Albero: “Mi sono svegliato perché questa cara edera che mi si è aggrappata al tronco, mi tiene sì caldo, ma qualche volta mi provoca prurito e mi sveglio.”

L'Edera.

L’Edera.

Panchina 1: “Non potresti sgridarla e dirle di andare a quel paese?”

L’Albero: “Ma sì, gliel’ho detto… e si è scusata.”

L’Edera: “Scusami Albero. Ora, per un po’ starò ferma. Magari mi muoverò quando mi sembrerà che il tuo sonno sia sufficientemente profondo.”

Panchina 1: “L’ho sentita anch’io. Sono cose che possono capitare… in Italia però capita di peggio.”

L’Albero: “Come sarebbe a dire?”

Panchina 1: “Ma sì, lo sai anche tu, dopo il Referendum…”

L’Albero: “È vero, me l’ha raccontato il collega Ulivo che è un po’ più in là. Lo raccontavano quei due che erano seduti su una tua collega.”

L'Ulivo e la collega delle "ragazze".

L’Ulivo e la collega delle “ragazze”.

Panchina 1: “Che cosa raccontavano?”

L’albero: “Raccontavano che dopo il Referendum di Domenica scorsa, l’Umano Renzi sembrava molto triste.”

Sorella: “Già già, e a me venne il magone.”

L’albero: ” Perché m’interrompi?… Comunque dicevo che l’Umano Renzi sembrava così triste per aver subìto il no secco degli italiani, che si dimise e sembrava quasi che volesse ritirarsi a vita privata. Questo fu giusto una settimana fa. Da quel momento cominciarono in Italia tante, ma tante tante discussioni; quelli che Renzi aveva precedentemente definito un’accozzaglia del no esultarono a più non posso, e gli amici di Renzi sembrava avessero capito di aver sbagliato qualcosa e sembrava che volessero cercare la strada per rimediare agli errori commessi.”

Panchina 1: “Invece cos’è poi successo?”

L’Albero: “È successo che col passare delle ore e dei giorni, quelli del partito al Governo, cioè gli “amici” dell’Umano Renzi, dopo essersi leccate le ferite, si sono accorti che forse era possibile trovare una qualche strada per sopravvivere.”

Sorella: “Poverini! Bisogna aiutarli.”

L’Albero: “Ma non dire stupidaggini. Quelli hanno il pelo sullo stomaco; l’hai già dimenticato?”

Panchina 1: “Per favore Sorella non interrompere l’Albero. Lascia che ci racconti che poi deve tornare a dormire.”

Sorella: “Scusate.”

L’Albero: “Come dicevo, hanno trovato la strada per sopravvivere con la scusa, anche legittima, che non c’è una legge elettorale e che ci sono molte leggi in sospeso. Ma la cosa più interessante che mi fa veramente sorridere, è che mentre il Presidente della Repubblica Mattarella faceva le “Consultazioni”, l’Umano Renzi dimissionario, faceva anche lui le consultazioni… forse per far dire a Mattarella chi avrebbe dovuto succedergli.”

Panchina 1: “Quindi è probabile che a governare l’Italia siano ancora loro?”

L’Albero: “Sembra proprio che si possa arrivare a questa stranezza. In poche parole, e poi vado a dormire, da quello che ho capito, quasi 2 italiani su 3 hanno espresso il desiderio di mandar via Renzi e l’attuale Governo; ora, a distanza di solo una settimana, pare che saranno di nuovo loro a “fare” in Italia. Ho detto fare, perché governare è una cosa seria e dovrebbe, in una democrazia, essere fatto per il bene del popolo.”

Panchina 1: “Ancora una domanda e poi ti lascio andare a dormire. L’Umana Boschi, che è stata in buona parte l’artefice del Referendum, credi che rimarrà fuori dal nuovo Governo?”

L’Albero: “Pare proprio di no. Sono tutte illazioni, sembra però che avrà ancora un Ministero. Ora vado a dormire pensando che noi, qui in Svizzera, con la nostra “vera” democrazia siamo fortunati.”

Panchina 1 e Sorella (all’unisono): Buon riposo. A noi non rimane che sorridere.”

L’Edera (che era rimasta ad ascoltare): “Sorriderò anch’io… senza molestare il mio Albero.”

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PER FAVORE: NON METTETE “MI PIACE” SE NON L’AVETE LETTO FINO IN FONDO. GRAZIE.

Questo è un fiume molto tranquillo che esce con la sua acqua dal Lago di Lugano.

Il TRESA da Lavena Ponte Tresa

Il TRESA da Lavena Ponte Tresa

Vado frequentemente a Lavena Ponte Tresa che è in provincia di Varese. È pochi chilometri da dove abito, mi permette di respirare aria di casa mia (Italia), spedire dalle Poste Italiane, bere un buon caffè espresso e fare un po’ di spesa.
Quelle case che si vedono nella foto, sono case di Ponte Tresa che è in Svizzera, dove sembra di essere in Italia dato che si parla italiano, ma… è Svizzera a tutti gli effetti.
Trovandomi a passare la frontiera, cosa che accade in pochi istanti dato che raramente si viene fermati per semplicissime formalità, mi son trovato a pensare a quanto succede nel mondo e come dev’esser stato proprio qui durante l’ultimo Conflitto Mondiale.
Oggi siamo piuttosto fortunati, anche se si susseguono dei Governanti incapaci di “lavorare” per il bene della popolazione, almeno per il momento non ci tagliano la gola con riti particolari, i campi di concentramento sono un ricordo e la pena di morte non esiste più. Siamo fortunati perché, male che vada ci danno gli “arresti domiciliari” e, nell’attesa del processo chissà quante cose possono ancora accadere… intanto i Giudici se la prendono comoda… Ma perché bisogna far presto? Anno più anno meno!
Siamo fortunati perché di fronte al mondo facciamo bella figura; salviamo i migranti a pochi metri dalle coste libiche e poi li sistemiamo in alberghi o villette; intanto noi italiani, male che vada, abbiamo sempre un’auto nella quale rifugiarci se piove o se troviamo il nostro letto occupato da sconosciuti alla ricerca di una fissa dimora.
Come dicevo, oggi ci va bene, in Italia.
In Svizzera ancora meglio, perché non dobbiamo fare tutto quello che “vuole l’Europa”. Siamo in mezzo all’Europa ma non siamo nell’UE. I nostri Governanti ci rispettano e il franco svizzero è sempre forte.
Un tempo però era molto diverso.
L’uomo che abitava di qua in Italia (da dove ho scattato la foto), poteva non esserci perché impegnato col moschetto o nei Balcani o in Russia per tenere alto il nome del Regno d’Italia o a difendere la Repubblica Sociale Italiana assieme agli alleati e padroni tedeschi.
Se poi l’uomo che abitava di qua, aveva magari anche una moglie e dei figli ed era etichettato come ebreo (assieme a tutta la famiglia), allora rischiava grosso perché se lo trovavano, ovunque fosse, veniva caricato su un bel carro bestiame con destinazione un campo di concentramento con una bella doccia da cui scaturiva gas venefico anziché acqua termale. Se era di là, dico l’ebreo con famiglia, dove abito da qualche anno perché la mia Patria fu con me piuttosto matrigna, allora non c’erano problemi. Poteva avere qualche difficoltà a reperire caffè o tabacco o qualcosa di tutto ciò che abbonda spudoratamente nei supermercati, ma nessuno avrebbe attentato alla sua vita.
Qualcuno che era di qua riuscì a passare di là e avere salva la vita… quando il doganiere svizzero non lo respingeva.

La distanza fra le due Nazioni è minima.
In questa foto controluce si vede il ponte che divide l’Italia dalla Svizzera. Essere di qua poteva significare morire, di là no.

Il ponte della Dogana. A sinistra si viveva, a destra si poteva morire.

Il ponte della Dogana. A sinistra si viveva, a destra si poteva morire.

Oggi non è più così terribile.
È invece terribile in molti altri posti del mondo dove si muore con la massima facilità.
Ma perché l’essere umano è così “cretino” da non ricordare quanto fu bello quando arrivò la pace?
Ma i Giovani d’oggi e i nostri Governanti d’oggi lo sanno cosa significa “essere in guerra”? subire un bombardamento? essere limitati, giorno e notte, nei propri movimenti?
Cosa vogliono i nostri giovani Governanti dato che non lavorano per il bene di chi li ha votati (Presidente del Consiglio escluso perché raccomandato del Presidente della Repubblica)?
Amano la Patria… o solo Qualcosaltro?

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L’Italia repubblicana ha esattamente 10 anni meno di me.

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Quando nacque… la Repubblica Italiana avevo 10 anni.
Non ero ancora saggio.
Ora sono un poco saggio… per lo meno lo fui quando mi dissero di andarmene.
Amo la Repubblica Italiana.
La Repubblica Italiana, crescendo, è diventata saggia?

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Sì, è proprio così. Abito a Lugano che mi ospita ormai educatamente e civilmente da un po’ di anni. Ho anche ricevuto la cittadinanza svizzera, ma sono rimasto anche italiano e, tramite il Consolato d’Italia di Lugano ho già votato… sì. Non foss’altro che per il fatto che spero che l’Italia venga un po’ meno deturpata e si facciano funzionare i SERVIZI.
Soffro, come italiano, quando leggo sul Corriere del Ticino questo articolo che vi offro integralmente, sorrido un poco come svizzero quando mi accorgo che fra poco potrò andare a Zurigo in treno, nella nuova galleria lunga ben 57 chilometri e che l’Italia non è stata capace di terminare un tratto di ferrovia per arrivare comodamente da Lugano alla Malpensa… dove a guadagnarci sarebbero solo i servizi italiani.

La cartina della Svizzera coi vari cantoni... PER GLI AMICI DI RENZI.

La cartina della Svizzera coi vari cantoni… PER GLI AMICI DI RENZI.

AMO L’ITALIA, MA NON SOPPORTO L’AVIDITÀ, L’ARROGANZA, L’EGOISMO, L’INGORDIGIA E LA MALEDUCAZIONE.

GLI SBRUFFONI MI FANNO VENIR VOGLIA DI VOMITARE.

HO PAURA E SOFFRO PER GLI ITALIANI CHE DEVONO SOFFRIRE “GRATUITAMENTE”.

Dal Corriere del Ticino del 16 aprile 2016

di GIOVANNI GALLI – «Col piglio dell’aspirante autocrate che, in fondo, è e si compiace di essere Matteo Renzi ha cambiato la Costituzione del 1948 con voto ordinario del Parlamento, invece che con le procedure della democrazia rappresentativa» ha scritto ieri su «Il Giornale» Piero Ostellino. Fosse solo quello. In realtà, il premier l’ha fatta ancora più grossa. Oltre alla Carta fondamentale del suo Paese, con lo stesso piglio ha allungato, di almeno un centinaio di chilometri, anche i confini di Stato. In una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri – e quindi in un contesto che più ufficiale non si può – Renzi ha vantato i meriti del suo Governo in tema di opere pubbliche, appuntandosi sul petto, in tono trionfalistico, persino la medaglia di Alptransit. Insomma, a sentire il presidente del Consiglio, il tunnel ferroviario del San Gottardo si troverebbe in Italia, mentre la nuova trasversale alpina sarebbe stata pagata da Roma e non per intero dai contribuenti svizzeri.
A questo punto le possibilità sono due. O i nostri consiglieri di Stato Gobbi e Vitta, che negli scorsi giorni sono stati in visita di lavoro a Roma, hanno venduto segretamente il Ticino all’Italia. E in tal caso nulla da dire su Renzi. Oppure, ipotesi di gran lunga più probabile, il primo ministro ha poca dimestichezza con la geografia ed è talmente abituato a sparare cifre che stavolta non s’è accorto di averla fatta (e abbondantemente) fuori dal vaso. Per carità, non è la prima volta che oltre confine capita di assistere a simili scivoloni. Quando nel 2001 ci fu il rogo nel tunnel autostradale, il Corriere della Sera scrisse che il San Gottardo collegava l’Italia alla Svizzera. E pochi giorni dopo, due deputati dell’opposizione presentarono a Roma un atto parlamentare contro il Governo Berlusconi chiedendo conto delle negligenze nella gestione della galleria. Solo che in questo caso lo svarione è tanto più grave in quanto viene da una delle più alte cariche dello Stato. Con tanto di dramma nel dramma. Il ministro dei trasporti Graziano Delrio, che in quel momento sedeva accanto a Renzi, invece di tirargli un calcio sotto il tavolo per avvisarlo della gaffe, annuiva senza essere sfiorato dal minimo dubbio. E chi dall’altra parte del tavolo prendeva appunti se l’è bevuta in pieno. Ahinoi, nessun sito d’informazione italiano che va per la maggiore s’è accorto dello scivolone. Ora, visto che Renzi dovrebbe partecipare all’inaugurazione di Alptransit il 1. giugno, ci permettiamo di fargli presente quattro cose, in forma amichevole, giusto per evitargli nuove figure. Primo: forse Lei si è confuso con il tunnel di Monte Olimpino, che collega Como a Chiasso. Sappia che il San Gottardo, in realtà, si trova in Svizzera. Per arrivare a Pollegio, all’imbocco sud del tunnel di base, dal confine ci sono 74 chilometri in territorio elvetico. Quindi porti il passaporto. Secondo: Alptransit è costata 28 miliardi di franchi, tutti a carico dei contribuenti svizzeri. Se proprio ci tiene a versare un obolo, mandi un bonifico al seguente indirizzo: Ueli Maurer, Dipartimento federale delle finanze, Bernerhof, Berna. Terzo: la Svizzera non solo ha pagato tutta l’opera ma ha pure stanziato 280 milioni di franchi per realizzare in Italia il corridoio di 4 metri destinato al trasporto merci su rotaia lungo l’asse Nord-Sud. Quarto: la linea ferroviaria Mendrisio-Malpensa, che sarebbe dovuta entrare in funzione per Expo 2015, è stata ultimata solo in territorio ticinese. Quindi, meno proclami a vanvera e più fatti. E si compri un atlante geografico.

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È ACCADUTO!

È accaduto… purtroppo!!!

L’oculatezza con la quale viene governata l’Italia mi ha fatto ricordare la necessità di andare a vedere cosa accadde in Italia circa il “terribile problema” della medaglia attribuita a Paride Mori.

Ne scrissi il 3 aprile 2015… l’anno scorso.

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2015/04/03/a-n-p-i-e-paride-mori/

Grazie a internet, ho visto che l’onorificenza fu revocata… con grande soddisfazione dell’A.N.P.I.

Non riesco ad essere d’accordo… e mi dispiace veramente molto dover prendere atto che ci possa essere “odio” verso una persona che ha perso la vita per la Patria. Sì, perché a quel tempo, lui amava la Patria e voleva difenderne i confini.

Churchill tifava per Tito e… anche Togliatti tifava per Tito… perché prendeva ordini da Stalin. Trieste avrebbe dovuto passare alla Jugoslavia… secondo loro.

Anche la “Maria Pasquinelli” era fascista e credeva nella Patria… che considerava sacra… e ha rischiato la pena di morte.

Quand’ero bambino ero “Figlio della Lupa”… e la divisa mi piaceva molto… e piansi perché me la buttarono via dopo il famoso 25 aprile; anzi ero molto triste perché non mi sarebbe mai stato possibile arrivare ad essere un balilla come mio fratello.

Figlio della lupa - Da web

Figlio della lupa – Da web

Ero da considerare un fascista se amavo tanto quella M di Mussolini?

Penso proprio di no.

Forse per i signori dell’A.N.P.I. avrei già dovuto fare propaganda antifascista. Mio Papà non era fascista.

Ma, a quei tempi, quando le piazze si riempivano all’inverosimile quando parlava Mussolini e l’Italia si trovò ad avere l’Impero, quanti erano antifascisti? Pochi. O erano in molti ad essere “goduti” perché l’Italia sembrava forte? Tutti amavano l’Italia… quando le cose andavano bene. Dopo, quando le cose cominciarono ad andare male, era più difficile amare la “Patria”. E questo Paride Mori continuò ad amare la Patria e, per difenderne i confini, ne morì. Purtroppo i “politici” di allora e quelli che seguirono fino all’entrata di Slovenia e Croazia nell’Unione Europea, non erano o non volevano essere sufficientemente documentati circa le efferate mostruosità che gli “slavi” di allora perpetrarono contro chi semplicemente era italiano e si trovava da quelle parti.

I Signori dell’A.N.P.I. sicuramente amano la loro Patria, ma odiano anche chi la amò in un modo diverso da loro… e questo non va bene.

 

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CHE FANNO?

Mi chiedo… ma non trovo risposta: “Cosa fanno a Roma? Da giorni sento parlare di Unioni Civili. Sento che non riescono a mettersi d’accordo. Parlano di votazione segreta. Si sente parlare di voltafaccia. Un po’ è l’uno e un po’ è l’altro. Dicono che per gli “italiani” è importante. Ecc. ecc. ecc.”

“Non ho capito se stanno a Roma per discutere, o se ci stanno per dare un senso allo stipendio che dà loro il cittadino… con le imposte sempre più salate.”

“L’Italia sta male. I cittadini non arrivano alla fine del mese. I gabinetti dei treni sono sporchi. La Giustizia… è giusta?… e “Loro” dicono di lavorare per i bambini.”

“Ma che fanno? Chissà… Si fa così ad amare la Patria?”

MA COS’È L’AMOR DI PATRIA? CHE BESTIA È?

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