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Archive for the ‘amicizia’ Category

TORNO PRESTO

Registrazione del 17 luglio 2017

Personaggi:
Alessandro, Panchina Ingenua, Panchina Petulante, L’Albero.

 

Panchina Ingenua: “Ciao Alessandro, ti fermi un po’?”

Alessandro: “No carissima, solo pochissimo per dirvi che martedì vado via.”

L’Albero: “Come vai via…”

Panchina Petulante: “Ci lasci?”

Ingenua… pensa: “Che tristezza!”

Alessandro: “Ma no, vado in vacanza con mia moglie; solo un po’ di giorni… se va tutto bene sarò di nuovo qui prima della fine del mese.”

Ingenua: “Mi hai fatto star male… ma davvero.”

Alessandro: “Vedrai che il tempo passa velocemente cara amica. Non ti dimenticherò. Ciao a tutti.”

L’Albero e Petulante: “Ciao e fatti delle belle vacanze.”

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Registrazione del 7 luglio 2017

Personaggi:
Panchina Petulante, Passante Alessandro, L’Albero, Panchina Ingenua, Albero Ulivo il saggio.

 

Panchina Petulante: “Ciao Alessandro come stai? Penso che andrai a sederti sui legni di Ingenua.”

Alessandro: “Certo, vedo che mi sta aspettando… ha già modificato la superficie del suo legno. Ciao Ingenua, ti abbraccio.”

L’Albero: “Quale buona aria ti mena oggi appo noi?”

Panchina Ingenua: “Sei comodo Alessandro?”

Alessandro: “Sì Ingenua, grazie. Sai Albero, tu sai benissimo che mi piace mettere le nostre conversazioni sul mio blog… e a qualcuno piacciono… e a qualcuno anche molto. Quello che ultimamente mi son trovato per caso ad osservare, è che il mio blog viene scelto o letto… o intercettato dagli Stati Uniti d’America.”

Petulante e Ingenua all’unisono: Perbacco, che bello, stiamo diventando importanti anche in America?”

L’Albero: “Non credo mica; penserei piuttosto che loro, gli umani americani ti intercettino per tenerti sotto controllo… nello stesso modo come vogliono tenere sotto controllo mezzo mondo. Hai ricevuto dagli Stati Uniti un qualche commento… o un semplice “Mi piace”?

Alessandro: “Nessun “Mi piace” e nessun commento. Il fatto è che io non ho molti lettori.. ne ho pochi ma veramente buoni. Certi giorni i contatti sono molti… relativamente molti.”

L’Albero: “Quanti contatti hai avuto nell’ultimo mese dall’USA?”

Alessandro: “Ben 135.”

L’Albero: “Non devi dimenticare che gli Stati Uniti hanno una grande estensione; quindi, cosa vuoi che sia quel 135.”

Alessandro: “Anche il Canada o il Brasile hanno una grande estensione, per non parlare della Siberia, eppure da quei paesi i contatti sono saltuari.”

L’Albero: “Sentiamo un po’ cosa ne pensa il nostro saggio Ulivo… che sicuramente ci ha sentito.”

Ulivo il saggio: “Certo che vi ho sentito. Io penso che faccia parte della politica di quella Nazione che pretenderebbe di tenere tutto e tutti sotto controllo. Quegli Umani si sentono in dovere di dominare il mondo e desidererebbero poter mettere le loro idee in ogni angolino della Terra. Purtroppo non ci riescono e non ci riusciranno mai, però ci provano. Dobbiamo ringraziare il fatto che, malgrado tutto, negli Stati Uniti c’è ancora la democrazia, e lo dimostra il fatto che l’ultimo Presidente non ha potuto fare tutto quello che voleva; è stato fermato più di una volta… proprio dalla democrazia. Ma tu Alessandro, sei mai stato negli USA?”

Alessandro: “Sì che ci sono stato, due volte e in un modo un po’ diverso; la prima volta coll’autobus proveniente dal Canada e la seconda volta con la nave… quindi dal mare… a New York per la prima volta.”

Ulivo: “Penso che arrivare a New York con la nave sia qualcosa di molto particolare.”

ALBEGGIA A NEW YORK… SOTTO IL PONTE DA VERRAZZANO

Alessandro: “Certamente… e poi di mattina mentre sorge il sole in una giornata priva di nubi. Fu un momento unico, tanto più che io non avevo mai pensato di andare a New York. Il caso, che non esiste, mi ci ha fatto arrivare… e mi ha permesso di fotografare le buche delle lettere newyorchesi. I colori che la natura ci mise a disposizione e le costruzioni degli uomini… dal mare, furono, almeno per noi, qualcosa di unico.”

Ulivo: “Non eri solo.”

Alessandro: “No, no. Ero con mia moglie.”

Ulivo: “Arrivaste dal mare, direttamente dall’Europa?”

Alessandro: “No direttamente. Dopo un lungo giro che dall’Europa ci portò in America… quell’America che è molto a nord. L’ultimo scalo europeo della nave fu l’Islanda e da lì raggiunse la Groenlandia.”

Ingenua: “Quindi tu Alessandro sei stato in Groenlandia? Chissà che freddo.”

Alessandro: “Sì cara Ingenua. Non era poi così freddo; solo 5 gradi sotto zero, ma con un sole meraviglioso.”

Ulivo: “E dalla Groenlandia?”

Alessandro: “A New York dopo uno scalo in Canada. Guardate che spettacolo. New York è ancora lontana… c’è un po’ di foschia.”

New York con la Statua della Libertà.

L’Albero: “Fin’ora sono stato zitto, però questa foto con la Statua della Libertà è molto significativa di come possa essere stato affascinante avvicinarsi lentamente a una città così importante. Hai fatto sicuramente molte fotografie.”

Alessandro: “Certo. Era un continuo correre da una parte all’altra della nave. Questa foto, per esempio, che ora ti mostro, è molto suggestiva… col sole ormai alto che si riflette sui vetri di un grattacielo.”

New York – Il sole ormai alto e i vetri di un grattacielo

Petulante: “Faccio fatica a star zitta. Cerco di immedesimarmi nei passeggeri della nave che, dopo il risveglio, si trovano a non avere un attimo di tranquillità… perché c’è sempre qualcosa da guardare.”

New York – Mentre la nave attracca

Alessandro: “Proprio così. Anche se la nave andava adagio… o relativamente adagio, sembrava che andasse troppo veloce, perché era difficile vedere tutti quei grattacieli che, di colpo ci si sono parati davanti agli occhi. Era all’inizio di novembre e avrebbe potuto anche essere piuttosto fresco; la temperatura era in realtà molto mite e permise ai passeggeri di stare all’aperto sui vari ponti della nave senza soffrire il freddo. Grazie alla temperatura gradevole ci fu permesso di assistere tranquillamente a tutte le operazioni di attracco, e accorgersi che eravamo con la nostra nave in città quasi circondati dai grattacieli.”

L’Albero: “Quando scendeste a terra, i funzionari doganali furono severi? Raccontano che gli Umani degli Stati Uniti sono molto severi e molto pignoli.”

Alessandro: “È vero, con alcune persone si dimostrarono molto pignoli; vidi fare anche la fotografia dell’iride; con me non furono assolutamente severi, anzi mi chiesero se ero veramente “vecchio” come scritto sul passaporto… e non fecero ulteriori indagini. Fui considerato innocuo.”

L’Albero: “Certo se ti piace giocare con le buche delle lettere!… non sei vecchio, sei giovane… ma quel funzionario non lo sapeva… penso io.”

Alessandro: “Eccola la mia prima buca degli Stati Uniti d’America… “

New York – Una buca sulla Quinta Strada

Ulivo: “Non ha nulla di particolare, ma è molto diversa da quelle che abbiamo qui noi in Svizzera… e non è gialla.”

Alessandro: “Difatti non avevo mica capito che quei cosi blu erano buche delle lettere.”

Ulivo: “Avevi detto che precedentemente fosti negli Usa proveniente dal Canada. Che anno era?”

Alessandro: “Era il 1999… ma ve lo racconterò un’altra volta. Ora vi saluto; sono stato, come sempre, molto contento di stare con voi… e poi comodamente seduto e ben accolto.”

Ingenua: “Grazie Alessandro. Ti aspetto presto.”

Ulivo: “Ciao Alessandro.”

L’Albero e Petulante: “Stacci bene.”

 

 

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Registrazione del 25 giugno 2017

Personaggi:
L’Albero, Passante Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua, Albero Conifera.

 

L’Albero: “Mi fa piacere sapere che sei fra noi.”

Passante Alesandro: “Per quale ragione sei così… quasi affettuoso?”

Panchina Ingenua: “Se ti siedi su di me, sarò veramente affettuosa. Ho voglia di coccolarti.”

L’Albero: “Avanti Ingenua, non essere così. Lo sai che Alessandro è una persona seria.”

Ingenua: “Ma io gli voglio bene. Che male c’è se gli massaggio il sederino?”

Alessandro: “Smettetela. Dimmi perché sei contento di vedermi. È successo qualcosa di particolare? Altrimenti me ne vado senza neppure sedermi un attimo.”

L’Albero: “Semplicemente volevo discutere con te quello che abbiamo visto su un libretto che stava leggendo una signora seduta su Petulante.”

Panchina Petulante: “Sì era seduta su di me e stava leggendo un libretto di una Cassa Malati… parlava di prestazioni ambulatoriali.”

…della Cassa Malati…

Alessandro: “Cosa diceva di particolare? Mi siedo.”

L’Albero: “Io da qui l’ho fotografato. Dice, in poche parole, che faranno sempre di più interventi chirurgici ambulatoriali, cioè che, noi l’abbiamo capita così, per certi interventi non ci sarà più il ricovero in ospedale, ma, fatto l’intervento il paziente operato potrà tornarsene a casa… come se niente fosse. Non so che tipo di assistenza potrà avere quando sarà a casa e gli farà male dove sarà stato operato…”

Alessandro: “Ho capito perfettamente… e non è il caso di preoccuparsi più di quel tanto; bisognerebbe invece arrabbiarsi, e anche molto perché, anche se fanno finta di considerare il tutto sotto il gusto dell’efficienza, certi vantaggi sono solo ed esclusivamente a beneficio dell’assicuratore. Il paziente che, essendo malato dovrà in ogni caso essere considerato sofferente, sarà quello che non avrà il postoperatorio con la dovuta assistenza.

L’Albero: “Ti chiedo: Gli umani, almeno quelli che dirigono le assicurazioni cosiddette sociali, hanno presente la considerazione che “lavorano” per qualcuno che, essendo malato soffre, o “contemplano” solo i numeri e il fatto che, in ultima analisi, quei sofferenti porteranno loro degli utili?”

Alessandro: “È una domanda vera o soltanto una battuta ironica? Purtroppo, salvo rari casi, gli Ospedali non ci sono solo per curare i malati.”

Ingenua: “Ma cosa dici caro Alessandro… Per chi dovrebbero esserci?”

Alessandro: “Vi potrà sembrare strano, ma ci sono per chi ci lavora dentro; non solo per l’egoismo e la superbia di alcuni medici, ma anche per la comodità di chi lavora nei vari servizi.”

Petulante: “Non riesco a seguirti. Stai dicendo qualcosa di assurdo. Come fai a pensare quello che hai appena detto.”

Alessandro: “Due semplici esempi:

Negli ospedali si cena molto presto; in certi ospedali svizzeri troppo presto rispetto all’ora in cui il paziente cenerebbe se fosse a casa. Perché? Perché così gli addetti alla ristorazione possono tornare a casa in un’ora per loro potabile.

Gli interventi operatori vengono eseguiti già alla mattina, anche abbastanza presto, anche se l’ora migliore per il paziente sarebbe nel pomeriggio. Perché così fa comodo all’equipe medica che, salvo chi è di turno, potrà tornare a casa in famiglia.

Ci sarebbero altri piccoli esempi significativi… ma non vorrei dilungarmi.”

L’Albero: “Tornando all’incremento degli interventi ambulatoriali, pensi quindi che sia solo una questione economica? Oggi i soldi sono diventati così importanti?”

Alessandro: “Ma certamente, e non solo oggi. Oggi in modo esagerato, al punto che il divario fra ricco e povero è aumentato in un modo folle.”

L’Albero: “Penso proprio che tu abbia ragione. Guarda un po’ cosa mi mostrò un vecchio collega… lui che c’era già durante la Seconda Guerra Mondiale:

 

La Didascalia della vignetta: “Cari ragazzi non siete morti invano.”
Da Simplicissimus

 

Petulante: “È terribile! Grazie ai morti che ci permisero di scrollarci di dosso la tirannia del nazismo, la Borsa ha fatto guadagnare molti soldi.”

L’Albero: “Un attimo per favore. Mi sta chiamando la Conifera da Lavena Ponte Tresa in Italia. Ha qualcosa da dirmi. Ha sentito che stiamo parlando di ingordigia pecuniaria.”

CONIFERA

Albero Conifera: “Ciao amico e ciao ragazze. Sentivo che state parlando di soldi. Forse ancora non lo sapete, ma è una notizia recentissima.

Avete mai sentito parlare di un umano Fabio Fazio? A me è antipatico, e poi sembra pure tonto, ma è bravo e ci sa fare.”

Petulante: “Sì certo; è quello che sembrava un po’ comunista… in ogni caso socialista e impegnato per le cose giuste?… o apparentemente tali?”

Conifera: “Sì, proprio quello. Quello che fa sempre parlare l’umana Littizzetto… che fa abbastanza ridere e parla spesso del Walter e della Jolanda.”

Ingenua: “Non farci star sulle spine; cosa ha fatto?”

Conifera: “Avrebbe firmato un contratto con RAI 1; arriverà a percepire uno stipendio, o un guadagno o qualcosa del genere come 2.800.000 Euro all’anno.”

L’Albero: “A me sembra esagerato. Anche se è molto bravo. Ma, caro umano Alessandro, anche senza essere socialisti o comunisti come quelli che dicono che è tutto di tutti, non ti sembra che voi umani stiate correndo un po’ troppo dietro ai soldi? Anche qui in Svizzera si corre dietro ai soldi come se fossero noccioline.”

Alessandro: “Anche qui nel Canton Ticino. Ho sentito dire di un ticinese che in un anno s’è messo in tasca qualcosa come 12 milioni di franchi.”

L’Albero: “Certo che l’umano Fazio, in questo caso, fa quasi ridere… e sembra che possa rischiare di essere annoverato fra i poveri con solo 2 milioni e 800.000 Euro all’anno!!! Ma non credere che l’Umano ticinese sia il più ricco “come dipendente”. Le case farmaceutiche versano ai loro capi anche tanti milioncini.”

Conifera: “Non so com’è da voi in Svizzera, e non so neppure com’è qui da noi in Italia, c’è però in me la consapevolezza che, con la scusa di curare chi soffre, troppi “Grandi” s’arricchiscono… ed è un gran peccato perché mi sembrerebbe, da albero, che gli umani potrebbero avere una vita migliore se evitassero il dio soldo tanto come punto di partenza quanto come punto d’arrivo. Potremo parlarne coll’amico Alessandro… che faceva il medico… ed è ancora medico.”

Ingenua: “Certamente il mio amicone Alessandro è d’accordo. E spero che venga sempre a scaldare i miei legni… ed io gli farò tante coccole. Senti Alessandro i miei massaggini?”

Alessandro: “Non devi mica dirlo a tutti.”

Ingenua: “Scusami… ma cosa c’è di male se dico che sei il mio Umano preferito?”

Alessandro: “Lasciamo perdere. Ora vado via e vi saluto tutti e tutte con affetto.”

L’Albero e Petulante: “A presto Alessandro.”

Conifera: “A presto.”

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Quel 28 novembre del 2016, e mi sembra più che giusto, non sapevo ancora come si sarebbe comportato il popolo italiano di fronte a quello strano Referendum che fece banco per qualche settimana prima del 4 dicembre. Non volli ancora intervenire e permisi a quei simpatici personaggi di esprimersi a ruota libera. Io abitavo e abito tutt’ora in Svizzera… e in Svizzera di Referendum se ne fanno veramente tanti… quasi troppi. Il popolo può dire la sue e, il più delle volte viene rispettato. Non credo sia il caso di modificare la conversazione, però, mentre ascoltiamo quello che, qualche mese fa, si dicevano l’albero e le panchine, ora che sappiamo che Renzi aveva promesso di ritirarsi, ci vien voglia di sorridere.
Oggi però il popolo italiano si sta scaldando con due parole in latino “IUS SOLI” (come mai ha abbandonato l’inglese?).
Vogliono copiare gli Stati Uniti d’America o vogliono farsi del male… o far del male agli italiani? Perché non fanno un altro referendum?
Abito in Svizzera e so per certo che chi abita in Svizzera e non ha alcun legame di parentela con cittadini svizzeri, per ottenere il passaporto svizzero, deve dimostrare di parlare una delle 4 lingue nazionali, di conoscere la storia della Svizzera, di essere veramente integrato in Svizzera e, in poche parole, di pensarla alla svizzera.
Mi sembra che gli italiani si stiano picchiando senza capire che essere italiano è una cosa seria; lo dico perché io avrei potuto accettare o ricevere la cittadinanza svizzera molto prima di quando mi fu elargita, ma, a quei tempi avrei perso la cittadinanza italiana… ma io non volevo perderla perché per me era qualcosa di prezioso… perché io amavo l’Italia… COME QUELLI CHE LA RICEVEREBBERO GRAZIE A QUELL’IUS SOLI CHE FA TREMARE L’ITALIA?… e manda i Ministri in infermeria?

 

Registrazione del 28 novembre 2016

Personaggi:

L’Albero, Panchina 1 e Sorella.

L’albero: “Come state amiche mie? Ieri siete state proprio brave; non vi ho sentito per niente… o avete parlato molto piano.”

Panchina 1 e Sorella: “Era Domenica e c’era poca gente in giro. E poi, nella cappella qui vicino c’era la Messa… e bisognava stare tranquille.”

Panchina 1: “E tu albero come stai? Non sei ancora pronto per dormire? Noto che hai ancora molte foglie. Ieri era bel tempo; ti sei goduto il sole autunnale? C’era un colore tutto particolare.”

L’albero con ancora un po’ di foglie. Non può ancora dormire.

L’albero: “Ma certo che me lo sono goduto. Ho visto che ieri mattina è venuto quell’umano simpaticissimo che ha spostato un po’ delle mie foglie ed è venuto a sedersi da te.”

Panchina 1 – Le foglie spostate per le chiappe di un umano.

Panchina 1: “È vero; Ha messo le chiappe su di me. Ma non è stato molto. Mi ha detto che era molto contento che finalmente ha smesso di piovere.”

L’albero: “Non t’ha detto altro?”

Panchina 1: “Ma sì, mi ha accennato qualcosa di quello che sta succedendo in Italia. Mi ha detto che non vede l’ora che passi la settimana e arrivi domenica prossima, così si saprà se avrà vinto il SÌ o il NO. Lo sai no che domenica prossima in Italia c’è quel Referendum. Lo sai o no?”

L’albero: “Ma cosa ti credi? di quassù sento tutto e vedo molto più di voi. Coi rami bassi sento gli bisbiglii, coi rami alti capto dai miei colleghi quello che accade anche lontano da me.”

La Sorella… con poche foglie

Sorella (che ha ascoltato in silenzio): “Allora, caro nostro albero, raccontaci un po’ quello che si dice intorno di questo Referendum; che poi, qui in Svizzera, siamo abituati alle consultazioni popolari!”

L’albero: “Non c’è poi molto da dire; il problema è che un certo Renzi, quello che comanda in Italia, ha ideato insieme a una certa Boschi, che tra parentesi dicono essere un bell’umano femminile, un cambiamento nella Costituzione della Repubblica Italiana. Pare però, che da un’idea mica male, cioè quella di abolire il Senato, si sia arrivati ad abolirlo solo in parte, per cui, non essendo neppure eleggibile democraticamente, a tanta gente non va giù, e parlano addirittura alla possibilità di una dittatura, se il popolo dice sì.”

Panchina 1: “Non ti sembra di spararla un po’ grossa?”

Sorella: “Sembra anche a me che l’albero la spari un po’… così.”

L’albero: “Io riferisco solo quello che capto. Quelli del sì dicono che bisogna a tutti i costi cambiare, e che questa è un’ottima occasione che non tornerà più nei prossimi 30 anni, o giù di lì… e che si risparmieranno un mucchio di soldi, quelli del no invece dicono che Renzi racconta un mucchio di balle, che senza un Senato vero chi comanda adesso non se ne andrà più e che questa democrazia sparirà. Insomma, arrivano addirittura ad insultarsi… per un Referendum!!!.

Ma noi qui in Svizzera ne abbiamo fatto tanti di referendum, ma non ci siamo mai accapigliati in questo modo. Ma credete voi che in Italia potrà cambiare molto?”

Sorella: “Io non credo mica. L’Italia rimarrà quella che è. Certo che una bella dittatura in Italia c’è stata… e agli italiani piaceva molto; si sentivano forti… finché c’è stato il patatrac… e nessuno era più fascista.”

Panchina 1: “Staremo a vedere. Speriamo che Domenica arrivi presto. Dicono che la speranza è l’ultima a morire.”

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LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

Quel 26 novembre accadde qualcosa di ancor più strabiliante. Mentre iniziavo a registrare la chiacchierata fra Panchina 1 e Sorella (poi Petulante e Ingenua), intervenne inaspettatamente una nuova voce… questa volta maschile. Feci finta di niente; non intervenni, ma capii che assieme alla captazione delle lunghezze d’onda delle panchine mi era consentito intercettare anche quello che diceva quel bellissimo albero col vestito autunnale. È un Ginkgo biloba. Un bellissimo esemplare che ho sempre guardato e ammirato… quasi religiosamente. Le origini di quest’albero, pare risalgano a svariati milioni di anni fa; quindi, di fronte a un albero con origini così antiche bisognerebbe inchinarsi.

26 novembre 2016

Registrazione del 25 novembre 2016

Personaggi:
Panchina 1,  Sorella e Gingko Biloba: L’ALBERO.

 

Panchina 1: “Che noia; ieri ha piovuto tutto il giorno. Le foglie fradicie sono pesanti e mi danno fastidio.”

Sorella: “Ti lamenti sempre.”

IL GINGKO BILOBA: L’ALBERO

 

L’albero: “O panchina 1, ancora non ti sei abituata al ritmo delle stagioni? Ricevi tutti gli anni le mie foglie.”

Panchina 1: “Scusami albero, ma non posso fare diversamente… Lo sai sorella che poco fa è passato da queste parti un bell’umano maschio che parlava con un umano femmina e le diceva che proprio ieri è morto Fidel Castro?”

Sorella: “Quello di Cuba? Di quella grande isola dei Caraibi?”

Panchina 1: “Sì, proprio quello.”

Sorella: “Ma quello è uno di quegli umani che ha scritto un pezzo importante di storia del secolo scorso.”

Panchina 1: “Proprio così. Bisogna risalire agli anni 60 quando ero nata da poco; ero un bell’albero anch’io; poi, dopo che mi hanno lasciata crescere, mi hanno un po’ tagliuzzata, mi hanno attaccata a del metallo… ed eccomi qui. Non mi dispiace però. Sai prima potevo chiacchierare solo con i miei fratelli alberi o col vento; ora che sono in una città, ne vedo e ne sento di tutti i colori.

Fidel Castro, soprannominato Lider Maximo, aveva abbracciato il comunismo dell’Unione Sovietica, e spalleggiato da Nikita Kruscev, aveva permesso l’installazione a Cuba di missili con testata nucleare. Te lo ricordi?”

Sorella: “Come no. Anch’io ero un albero, però, col vento era arrivata la notizia che Kennedy, allora Presidente degli Stati Uniti, s’arrabbiò… s’arrabbiò molto.”

Panchina 1: “Appunto! Fu un momento terribile perché il rischio di una guerra fu palpabile. Sono passati poco più di 50 anni, ma, son sicura che i tanti giovani che andavano e vanno in vacanza a Cuba, quando sono là non ci fanno neppure un pensierino. Alla fine si misero d’accordo, e i missili furono tolti… e anche alcuni piazzati in Turchia e in Italia.”

Sorella: “L’Italia quella che confina con la Svizzera?”

Panchina 1: “Sì, proprio quella. Dell’Italia qui se ne sentono molte di notizie. La gente che passa ne parla molto. Più tardi ti racconterò qualcosa di più.”

L’albero: “Ecco, brave, state un po’ tranquille, e, quando ve la racconterete, cercate di non parlare troppo forte. Lo sapete che mi sto preparando a dormire. Gli umani si mettono il pigiama, io, mi tolgo di dosso tutte le foglie; così posso affrontare l’Inverno.”

Sorella: “Scusami albero; volevo dire ancora una cosa su Cuba, e cioè che, da un po’ di anni, dopo che l’umano Fidel fu operato, salì al potere il fratello Raul Castro, e, grazie a lui i cubani hanno riacquistato un po’ la speranza di non rimanere isolati. Infatti ultimamente gli Stati Uniti hanno riallacciato i rapporti diplomatici col governo dell’isola.”

L’albero: “Benissimo. Io lo sapevo già. Di quassù, quando sono sveglio, sento meglio di voi e vedo molto più di voi. Ora ci state un po’ zitte?”

Panchina 1 e sorella (all’unisono): “Va bene albero. La prossima volta, se ne abbiamo voglia parliamo del nostro vicino… dell’Italia.”

 

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Quel 25 novembre non sapevo ancora il nome di quelle che diventeranno mie amiche… la Panchina 1 e la Sorella. Avevo imparato ad entrare nella loro lunghezza d’onda… o loro nella mia, ma mi ero limitato ad ascoltarle. Come ebbi occasione di dire, loro ci ascoltano e registrano le nostre manie e le nostre corse trafelate. Questo ne è un esempio.

 

Registrazione del 25 novembre 2016

Personaggi:
Panchina 1 e Sorella.

Panchina 1

Panchina 1: “Oggi sono ancora più triste. Con tutte queste foglie chi verrà più a sedersi da me… e intanto continua a piovere.”

Panchina 1 e la Sorella

La sorella: “Ma non fare tragedie. Ma guarda che fantastico spettacolo questo stupendo tappeto di foglie.”

Panchina 1: “Hai ragione, ma noi viviamo perché qualcuno venga a sedersi qui. Abbiamo bisogno di sentire quello che dice la gente. Dobbiamo sapere che aria tira.”

La sorella: “Io ho meno foglie; forse verrà qualcuno da me. Però è peccato se calpestano questa bella coperta di questo giallo meraviglioso.”

Panchina 1: “Anche a me è sempre piaciuto il giallo; però questo non toglie che mi piacerebbe sentire gli umani che si sono buttati a pesce l’altro giorno qui vicino nel supermercato Migros. Pensa che se tu avessi speso per 50 franchi, ti avrebbero regalato 5 franchi da spendere la settimana dopo.”

La sorella: “Era sabato vero?”

Panchina 1: “Proprio così. Non ci stavano più macchine nel posteggio”.

La sorella: “Questi umani!”

Panchina 1: “Ma lo sai che proprio oggi pare che abbiano importato dall’America il Venerdì Nero?”

La sorella: “Io ho sentito parlare di venerdì nero quando di venerdì crollano le borse”.

Panchina 1: “Chi te l’ha detto?”

La sorella: “Uno della banca che è proprio qui vicino a noi”.

Panchina 1: “Speriamo che ci dicano qualcosa nei prossimi giorni dopo che ci avranno ripulito.”

La sorella: “Ora stai un po’ tranquilla. Cerca di rilassarti e vedrai che le foglie ti terranno caldo. Io mi faccio un pisolino.”

Panchina 1: “OK. Ma è proprio vero che bisogna continuare a sperare?… nell’attesa della fregatura. Questo almeno mi sembra l’andazzo degli Umani.”

 

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Registrazione dell’8 giugno 2017

Personaggi:
Passante Alessandro, Panchina Ingenua, L’Albero e Panchina Petulante.

Alessandro: “Ciao cara amica Ingenua, come stai?”

Ingenua: “Io sto benissimo. Ora che è arrivata la buona stagione, gli Umani vengono qui a riposarsi e a chiacchierare… e c’è anche chi telefona. Siediti un po’ su di me che voglio sentirti e capire come stai; in ogni caso, la tua energia mi addolcisce.”

L’Albero: “Siamo contenti di rivederti. Qual buon vento?… anche se c’è solo aria a muovere le mie foglie.”

Alessandro: “Ho trovato sul “Corriere” una spassosissima, quasi erotica notizia.”

Petulante: “Son curiosa. Sai, oltre tutto, noi coi nostri legni, certe cose le sentiamo… quando si siedono in due.”

Alessandro: “Questa. Guardate un po’. I maschi non possono star seduti con le gambe “aperte” sui mezzi pubblici di Madrid.”

Da “Corriere”

Petulante: “Io rimango a bocca… scusate a legni aperti.”

L’Albero: “Ma voi Umani siete veramente fantastici. Ora che gli Umani donna possono sedersi a gambe larghe dato che hanno quasi tutte i pantaloni, gli uomini, immagino coi pantaloni, devono stare con le ginocchia accostate come quando le Umane di un tempo bevevano il tè? O l’invito è rivolto agli Umani scozzesi… quelli col Kilt?

Alessandro: “Sinceramente non capisco certe idee.”

L’Albero: “Mi viene da ridere perché so per certo che gli Umani col kilt non portano rigorosamente le mutande, e, se ben ricordate, un po’ di anni fa, e forse ancora ora, quando le umane donne portavano la gonna, c’era la caccia alla donna senza mutande.”

Ingenua: “Controllerò… io posso farlo.”

Alessandro: “A questo punto, vi ho portato la notizia “ballerina” che vi avrà fatto un po’ sorridere. Vado. Ciao a tutti.”

Ingenua: “Ciao Alessandro. Torna presto.”

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