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Archive for the ‘amicizia’ Category

PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

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Registrazione del 17 maggio 2017

Personaggi:
Passante Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua e L’Albero,

Alessandro: “Buon giorno ragazze; come state?”

Petulante e Ingenua all’unisono: “Molto bene grazie.?

Alessandro: “E tu amico mio Albero?”

L’Albero: “Io sto molto bene, grazie. Sono un po’ triste perché non m’è piaciuto quello che ho sentito dalla Grecia.”

Alessandro: “Cosa non t’è piaciuto?”

L’Albero: “Che gli Umani greci siano costretti a fare sciopero generale contro una terribile austerità che li sta mettendo sul lastrico. Non capisco fino a che punto è necessario castigare un popolo che in passato ha vissuto forse un po’ allegramente.”

Da “Economia e Finanza”

Alessandro: “Hai perfettamente ragione. È vero, hanno avuto una finanza allegra e magari non avrebbero avuto il diritto di avere l’Euro.”

L’Albero: “Ho delle perplessità. Gli Umani di Germania che pretendono questa austerità non lo sapevano proprio? E poi, siamo sicuri che pensavano già allora di arricchirsi dopo l’entrata degli Umani greci nell’Euro? Infine, tutte le mie foglie rabbrividiscono al pensiero che dopo la “Discesa della Wehrmacht” in Grecia, c’è ora la “Discesa della tecnica tedesca” ad imbrigliare il popolo greco. Ma questa non è un’Unione, questa è una schiavizzazione anni 2000.

Manifestazione ad Atene

Alessandro: “Certo, uno sciopero così, o certe manifestazioni non finiscono in modo drammatico come nel giugno del 1944 a Sestri Ponente.”

Ingenua: “Ciao Alessandro. Cos’era successo a Sestri Ponente… ma dov’è Sestri Ponente?”

Alessandro: “Sestri Ponente fa parte di Genova e si trova sulla costa.”

Petulante: “E cosa accadde di particolare nel giugno del 1944. Se non sbaglio, la Seconda Guerra Mondiale non era ancora finita.

Alessandro: “Non sbagli cara amica. A Sestri Ponente c’erano molte fabbriche di grande importanza, fra cui i Cantieri Navali, quelli che costruirono la famosa nave Andrea Doria. Ebbene, durante la guerra, se non sbaglio, il 9 giugno gli operai di Sestri scesero in sciopero perché naturalmente non erano soddisfatti di quello che stava accadendo. Nello scioperare non considerarono con sufficienza che a governare l’Italia del nord erano le truppe tedesche d’occupazione e i repubblichini della Repubblica di Salò.”

Petulante: “Perché, cosa accadde?”

Alessandro: “Accadde qualcosa di terribile. Accadde quel qualcosa che solo pochi riuscirono a prevedere… fra cui il Prefetto di allora; cioè che qualche giorno dopo, e precisamente il 16 giugno, le truppe tedesche aiutate dalle Brigate Nere rastrellarono gli operai delle varie fabbriche, li caricarono così com’erano sui camion e poi sui carri bestiame e li trasportarono in Germania.”

Petulante: “Ma potevano farlo?”

Alessandro: “Se potevano farlo o no… lo facevano e… bisognava stare buoni perché comandavano loro. Le Brigate Nere, anche loro dovevano ubbidire, così come Mussolini. L’avevano relegato sul Lago di Garda e gli facevano credere di essere lui a comandare.”

Ingenua: “Ma tu c’eri?”

Alessandro: “In un certo senso sì. Avevo 8 anni e abitavo sfollato coi miei due fratelli all’estrema periferia della città.”

Ingenua: “E la tua mamma e il tuo papà?”

Alessandro: “Beh, la mia mamma era con noi, e mio papà lavorava anche lui a Sestri.”

Ingenua: “Cosa faceva? Su, raccontaci come andò a finire.”

Alessandro: “Mio papà era il Direttore di una Ferriera con circa 300 operai… poco lontano dai Cantieri Navali. Mio papà non era né fascista e neppure comunista, ma cercava di muoversi per il bene degli operai. In questa situazione aiutò concretamente gli operai della fabbrica.
L’importanza del lavoro era fondamentalmente per aiutare lo sforzo bellico; molto importante per il Reich che stava perdendo colpi. Quindi lo sciopero significava danneggiamento e doveva assolutamente essere evitato, anche se molti scioperi erano semplicemente per fame.
Prima di uno di questi scioperi, mio papà sentì che stava per accadere qualcosa di terribile, in un certo senso sentì in anticipo “puzzo di bruciato”, e bisognava correre ai ripari. Fece semplicemente una telefonata; telefonò al comando delle SS. Mio papà, che da giovane aveva studiato molto, sapeva molto bene il tedesco. Disse a telefono, quasi testualmente: “Domani ci sarà sciopero generale. Mi dispiacerebbe che ci fossero dei disordini. Quindi, domani io darò libero ai miei operai; dirò loro di non venire al lavoro per evitare disordini con gli operai delle altre fabbriche.”
“Va bene.” gli rispose il graduato delle SS “Fa bene. Mi sembra una buona idea.”
Quando uscì dall’ufficio, passando vicino ad alcuni operai disse loro: “Mi raccomando, domani non venite a lavorare.”
“Sicuramente.” Risposero loro convinti che il giorno dopo avrebbero incrociato le braccia, avrebbero fatto sciopero come tutti gli operai di Sestri Ponente. Il giorno dopo Genova si fermò. Gli operai di numerose fabbriche non andarono a lavorare. Anche gli operai della fabbrica dove lavorava mio papà non andarono a lavorare; loro erano convinti di essere scioperanti, per il comando delle SS invece, a loro era stato dato congedo per evitare disordini, quindi non erano scioperanti e non boicottavano le produzioni, dirette o indirette, belliche.
Quando arrivò il 16 giugno gli operai di Sestri Ponente andarono regolarmente al lavoro, ma ebbero la terribile sorpresa di trovare davanti ai cancelli i camion delle SS. Anziché poter andare regolarmente al lavoro furono fatti salire sui camion e deportati in Germania. Certe cose non devono succedere! Il regime non è democratico e lo sciopero è dannoso! Così la pensavano i tedeschi.
Gli operai della fabbrica di mio papà non furono toccati, ebbero la possibilità di tornare tranquillamente al lavoro e alla sera a casa. Tutti gli altri no. Furono caricati su vagoni piombati e spediti in Germania a lavorare per Hitler o in qualche campo di concentramento, particolarmente a Mauthausen.
Bastò una telefonata ben fatta… ma soprattutto in quella lingua che gli italiani erano arrivati ad odiare.”

Ingenua: “Lo sai Alessandro che ti ho ascoltato senza batter ciglio e mi sono anche un po’ commossa. In ogni caso mi sono venuti i brividi.”

Petulante: “Gli operai della fabbrica dove lavorava tuo papà, gli hanno dimostrato gratitudine?”

Alessandro: “Qualcuno sì; la maggior gratitudine fu che, a guerra finita ci furono molte rese dei conti e molti dirigenti finirono nei forni e… buonanotte. Mio papà non fu neppure toccato. Ebbe anche un altro confronto con le SS per salvar la vita a un operaio, ma questo ve lo racconterò un’altra volta. Quelli erano tempi terribili e… strani. Le frontiere erano importantissime, e l’hanno sempre saputo i cittadini del Canton Ticino.”

Petulante: “Perché parli delle frontiere?… e in particolare del Canton Ticino?”

Alessandro: “Perché proprio a quei tempi in cui gli operai genovesi venivano trascinati in Germania, l’ebreo, se catturato dai tedeschi, finiva anche lui su un carro ferroviario con destinazione Terzo Reich.”

A sinistra: LAVENA PONTE TRESA ITALIA – A destra: PONTE TRESA SVIZZERA

Petulante: “E cosa c’entrano i nostri confini?”

Alessandro: “Guarda un po’ questa fotografia.

Ingenua: “È proprio bella! L’hai fatta tu?”

Alessandro: “Sì, la foto l’ho fatta io. A parte la simpatica foto che permette alle case di specchiarsi in un’acqua quasi calmissima, è interessante notare come le case di sinistra siano nella Repubblica Italiana, e quelle a destra nella Confederazione Elvetica. Durante la guerra non si poteva passare da una parte all’altra come si fa ora, e, ancor peggio, chi si trovava di qua stava tranquillo e non aveva nulla da temere, chi invece stava di là, non sapeva assolutamente cosa avrebbe potuto succedergli; se poi, chi stava di là era ebreo, specialmente dopo il famoso 8 settembre 1943, se i tedeschi lo trovavano, era molto difficile che non finisse in una tedesca camera a gas.

Ingenua: “Cos’è la camera a gas?

Alessandro: “La camera a gas è un metodo di esecuzione della pena di morte ancora in uso in alcuni degli Stati Uniti d’America. Col gas molto tossico scatenato dal cianuro in una reazione particolare si ottiene un gas talmente venefico per cui un Umano muore nello spazio di pochi minuti. Lo stesso metodo usarono i Nazisti per sterminare gli ebrei.

Ingenua: “Che brutte cose fate voi Umani.

L’Albero: “Care ragazze, voi avete sempre vissuto qui in Svizzera dove da moltissimi anni si parla solo delle guerre degli altri e di Umani che si picchiano per un nonnulla o perché il vicino ha delle materie prime interessanti. Contatteremo presto il nostro amico Tasso che dovrà raccontarci ancora quanto accadde dalle parti di Trieste, Fiume e Pola dal 1943 in poi.”

Petulante: “Perché vogliamo sapere?”

L’Albero: “Perché i giovani di oggi, quelli che hanno tutto e pretendono sempre di più… non tutti per fortuna, devono sapere cosa accadde e, sapendo, si può sperare che si comportino in modo un poco saggio.”

Petulante: “Ma i vecchi sanno tutto?”

L’Albero: “Molti vecchi e molti adulti non ne sanno niente.”

Petulante: “Com’è possibile?”

L’Albero: “Possibilissimo… sempre a causa della malvagità di alcuni Umani che si combattevano e volevano avere la supremazia. C’erano i Fascisti e al loro posto volevano subentrare i Comunisti… che non volevano che si sapesse che avevano fatto e stavano facendo tante cose brutte.”

Ingenua: “Non potresti essere un po’ più chiaro?”

L’Albero: “Un’altra volta. Ora posso solo dirvi che i Comunisti italiani non volevano che si sapesse cosa succedeva in Istria, cioè da quelle parti là.”

Petulante e Ingenua: “Va bè… abbiamo capito… devi fare il tuo riposino. Ciao.”

Alessandro: “Ciao ragazze… anch’io devo andare.”

Petulante e Ingenua: “Ciao Alessandro. Torna presto a trovarci.”

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Registrazione dell’8 marzo 2017

Personaggi:

 Panchina Rotonda,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Passante Alessandro: “Ciao Tasso. Da questa panchina circolare che gentilmente mi permette di star seduto, volevo dirti, relativamente al discorso dell’altro giorno,  una cosa molto triste. Dicevi che l’Europa sta morendo, ovvero che è molto malata dico io… lo dimostra quello che ho letto su LA STAMPA.”

La Panchina Rotonda.

Albero Tasso: “Cosa hai letto?”

Alessandro: “Dell’Ungheria.”

Panchina Rotonda: “Buon Giorno Alessandro. Mi fa piacere sentire il tuo calore sui miei legni. Vieni raramente qui. Per fortuna che oggi devi prendere il bus e devi aspettare qualche minuto. Sì ho sentito parlare anch’io dell’Ungheria.”

Tasso: “Sì, in Ungheria sono molto “severi” e per nulla “accoglienti.”

Alessandro: “Da quello che ho letto oggi, non solo sono poco accoglienti, ma addirittura si comportano con violenza nei riguardi di quei migranti che riescono ad entrare nel loro territorio. Li picchiano e li spaventano coi cani… e, alla fine, li mettono in prigione.”

Da “LA STAMPA”

Tasso: “Sono così crudeli?”

Alessandro: “E adesso stanno costruendo un secondo “muro”.”

Tasso: “Che tristezza! E pensare che qui in Ticino ne abbiamo accolti molti di ungheresi!”

Alessandro: “Dici dopo l’insurrezione del 1956?”

Tasso: “Sì sto rammentando proprio quegli anni. Sai, io sono longevo e ho anche buona memoria. Proprio qui in Svizzera abbiamo accolto molti ungheresi che scappavano dalla violenza dei carri armati sovietici… che erano arrivati a “riportare ordine”. Momenti terribili per quella popolazione che s’era illusa di poter avere un po’ di democrazia. La Svizzera aprì loro le porte… e molti sono poi tornati in Ungheria.”

Alessandro: “Hai ragione. Ho conosciuto un chirurgo che era stato accolto e trattato nel modo migliore. È tornato in patria… e forse è uno di quelli che pensa che Orban faccia bene.”

Viktor Orban.

Tasso: “Chi è Orban? È un umano?”

Alessandro: “È il capo del Governo ungherese. Non è giovanissimo, ma è cresciuto nel periodo in cui a comandare era ancora l’Unione Sovietica… ha sicuramente assorbito una qualche componente poco democratica.”

Tasso: “Ho infatti sentito che qualcuno avrebbe ipotizzato che in Ungheria si sta instaurando un regime dittatoriale.”

Alessandro: “Orban avrebbe detto: “Noi non ci lasceremo sovietizzare da Bruxelles e dalla Ue, noi resteremo nazione sovrana, lo vogliamo oggi come lo volemmo nel ‘56″. Mi chiedo cosa ci stanno a fare nell’UE? Per succhiare tutto quello che si può senza il desiderio di integrarsi e sentirsi europei?”

Tasso: “Dissi che i britannici hanno avviato la morte dell’Europa. La Gran Bretagna se n’è andata, l’Ungheria dovrebbe essere buttata fuori dato che la democrazia ungherese lascia a desiderare, la Francia… lo sappiamo, per non parlare delle 2 velocità. Sai cosa ti dico caro amico umano Alessandro, non ti sembra che i tuoi simili siano un po’, come si dice a Firenze bacati al teschio?”

Panchina Rotonda: “Caro Tasso, posso applaudirti? Se i miei legni fossero un po’ sconnessi li picchierei insieme per applaudirti. Di umani ne sento molti e, posso proprio dirti che loro sono solo contenti se possono smanettare coi telefonini, guadagnare o rubare molti soldi e guardare le partite di calcio come se fosse vero sport… intanto, pochi umani con la coscienza difettosa, fregano la massa gaudente (quella con telefonini ecc.)… che non s’accorge di nulla e quando è troppo tardi cerca di protestare.”

Alessandro: “Hai sintetizzato bene. Brava.”

Rotonda: “Grazie.”

Alessandro: “Vedo arrivare il mio bus. Vi saluto.”

Tasso: “Ciao amico.”

Rotonda: “Ciao. Torna presto.”

 

 

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Registrazione del 2 marzo 2017

Personaggi:

 Ulivo il Saggio, Panchina Petulante, Panchina Ingenua,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Ulivo: “Ragazze, avete sentito cos’è successo in Gran Bretagna?”

Petulante e Ingenua: “No, cos’è successo?”

Ulivo: “Una cosa stranissima e veramente interessante in questa travagliata Europa.”

Ingenua: “Hanno cambiato idea e vogliono rimanere in Europa?”

Ulivo: “Ma no. Ormai il popolo ha deciso. Il problema è che, finché la Gran Bretagna non era nell’Europa, non era facile andare a lavorare a Londra… e naturalmente in tutto il Regno Unito, dopo l’entrata in Europa, tutti cittadini delle Nazioni facenti parti dell’Unione, avevano il diritto di andare e restare. È chiaro fin qui?”

Petulante: “Chiarissimo. Ora cosa sta succedendo?”

Theresa May

Theresa May

Ulivo: “Ora che la Gran Bretagna esce, in teoria i cittadini non britannici dovrebbero diventare stranieri senza più il diritto di stare in Gran Bretagna; più o meno come prima dell’ingresso nell’Unione Europea. È successo però che la Camera dei Lord avrebbe votato che tutti gli Umani cittadini dell’Unione Europea immigrati nel periodo dei britannici nell’Unione possono rimanere esattamente come prima. Ma questo non sembra sia piaciuto alla Theresa May… Capo del Governo.”

Petulante: “Ma la Theresa May voleva buttarli fuori?”

Ulivo: “Credo di sì, ovvero penso che questo dovrebbe essere il succo del Referendum dei britannici che hanno votato l’uscita dall’Unione Europea.”

Petulante: “Credo di aver sentito che un altro problema è l’uscita di altri Paesi.”

Ulivo: “Io non ne so abbastanza. Provo a chiedere al mio amico TASSO che sta abbastanza in centro a Lugano. Lui ne sente molte di più.”

Ingenua: “Se tu gli parli sentiamo anche noi?”

Ulivo: “Ma certo. Noi abbiamo delle capacità fantastiche… tipo telepatia degli Umani. Loro l’hanno distrutta coi telefonini… la telepatia.”

Ingenua: “Non capisco cosa vuoi dire.”

Ulivo: “Un’altra volta te lo spiego. Ora vedo se l’albero Tasso mi sente.”

Albero Tasso: “Sì caro amico, ti sento benissimo. Cosa mi racconti?”

TASSO o ALBERO DELLA MORTE... a LUGANO

TASSO o ALBERO DELLA MORTE… a LUGANO

Ulivo: “Dato che tu puoi captare il pensiero degli Umani che passano da quelle parti, come interpreti il comportamento di certi Governanti che parlano male dell’Europa come istituzione?”

Tasso: “Tu sai che mi chiamano anche Albero della Morte… Un giorno racconterò alle tue amiche perché mi chiamano così, però, se vogliamo fare un piccolo gioco di parole, i britannici, almeno secondo me, hanno avviato la morte dell’Europa.”

Ingenua: “Ti ho sentito sai? Ma cosa dici; ma lo sai che mi rattristi.”

Petulante: “Lascialo parlare… lui la sa lunga.”

Ingenua: “Come la sa lunga?”

Petulante: “Sì, non lo sai che lui può vivere fino a 2000 anni?”

Ingenua: “Dici davvero? Scusami Tasso se ti ho interrotto.”

Tasso: “Figurati. Dicevo che dopo la Brexit, sono stati in tanti che hanno cominciato a brontolare; in particolare hanno dato la colpa all’Euro. È vero che l’Euro è stato gestito male, però avrebbe potuto portare a una vera Unione… colla U maiuscola.”

Ulivo: “Da quello che senti, gli Umani la pensano proprio così?”

Tasso: “Non tutti la pensano nello stesso modo. So però che il problema dovrebbe essere preso in considerazione assieme ai passati storici dell’Europa stessa; non bisogna andare molto indietro nel tempo; basta andare agli anni 20… più o meno solo 100 anni fa.”

Ulivo: “Allora?”

Tasso: “Proprio a quei tempi hanno cominciato a delinearsi il nazismo e il fascismo che, messi insieme hanno devastato il mondo. Tutto però, almeno secondo me, è cominciato quel giorno in cui Hitler cominciò a desiderare un allargamento dei confini.”

Petulante: “Quando?… secondo te?”

Tasso: “Nel 1938 dopo il famoso “Anschluss” che vide l’Austria diventare parte integrante del Reich, Hitler cominciò a desiderare altri territori; ma lo fece con quel pizzico di aggressiva delicatezza per cui Francia e Gran Bretagna lo lasciarono fare. In poche parole s’impossessò del territorio cecoslovacco dei Sudeti. Se c’è dalle vostre parti il Passante Alessandro, potrà confermarvi come quell’invasione, dopo l’Anschluss, fece soffrire altri ebrei… oltre a quelli tedeschi e austriaci.”

Petulante: “Sì, il nostro amico Alessandro è arrivato qui poco fa.”

Alessandro: “È proprio così, e, se qualcuno vuole soffrire come può aver sofferto la mia sensibilità, vada a leggersi il libro “Il Bambino del Giovedì.”

Libro

Libro

Tasso: “Ne ho sentito parlare… mi hanno detto che è un bel libro e fa capire molte cose, oltre alla stupidità di certi comportamenti degli Umani… che fanno solo soffrire e non portano a nessun risultato positivo.”

Alessandro: “Infatti il Secondo Conflitto Mondiale ha portato qualche beneficio territoriale alla Francia, ma particolarmente alla Jugoslavia… ma solo sofferenze a chi credeva d’impadronirsi dell’Europa.”

Tasso: “Orbene, tornando a bomba, dopo che per Hitler l’appetito venne mangiando, fu per l’Europa una devastazione, oltre ad molti morti. Tutto questo perché in Europa c’erano molti stati e l'”educazione” era sconosciuta. Tutti cercavano di armarsi, ma, di fronte all’organizzazione teutonica, ci fu ben poco da fare.”

Tasso: “Tutti sappiamo come finì la guerra, e tutti sappiamo come un Umano tedesco, un umano francese e l’Umano De Gasperi cercarono di mettere insieme l’Europa. Se si è insieme si discute. Cose ne dici amico mio Ulivo?”

Ulivo: “Dico che hai ragione. Si può anche litigare, alzare la voce… ma se si rimane insieme in modo intelligente si può cercare di fare le cose bene. Oggi però, mi sembra che ci sia qualche problema; cosa ne dici Tasso?”

Tasso: “È proprio così. Oggi c’è un’Umana francese e un Umano italiano che dicono tante cose giuste, ma anche tante cose sbagliatissime; specialmente l’Umana francese che minaccia di fare come l’Inghilterra; quell’altro che vuole uscire dall’Euro.”

Ulivo: “Ma non è scappando che si risolvono i problemi. Dovrebbero studiare la storia. Se se ne vanno tutti, poi ricominciano a litigare con le armi. Già ora l’Umana tedesca vuole aumentare gli armamenti.”

Accordo di Monaco.

Accordo di Monaco.

Alessandro: “Ho pensato una cosa, e cioè che se l’Ucraina fosse riuscita a far parte dell’Europa, pensate voi che Putin si sarebbe impossessato della Crimea? Non è un pochino come quando Hitler volle il territorio dei Sudeti e, nell’Accordo di Monaco, Chamberlain e Daladier glielo permiserò? C’era anche la presenza, per Hitler positiva, del complice Mussolini!”

Ulivo: ” Penso che il tuo pensiero non sia sbagliato. Una cosa è sicura, e cioè che la Crimea è rimasta in Russia… dopo un plebiscito farsa proprio come quello dei sudeti negli anni 30.”

Alessandro: “Devo andare. Vi saluto. Ciao simpatiche Petulante e Ingenua.”

Petulante e Ingenua: “Ciao carissimo. Vieni presto a trovarci.”

Alessandro: “Va bene. Saluatemi il saggio Ulivo e il Tasso. Non dimenticate che dovrà raccontarci perché si chiama anche Albero della Morte.”

 

 

 

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È SEMPRE BELLO RITORNARE 4

Non siamo stati molto a Invergordon. M’è piaciuto fotografare gli affreschi sulle case… e voglio farvi partecipi, con quel po’ di amicizia che c’è, di quello che ho visto nel nord della Scozia.
Ne avete già visto uno nel resoconto precedente. Ora in sequenza:

Il 2° Affresco.

Il 2° Affresco.


2° Affresco... quasi un trittico.

3° Affresco… quasi un trittico.


4° Affresco.

4° Affresco.


5° Affresco

5° Affresco


6° Affresco

6° Affresco


7° Affresco

7° Affresco


8° Affresco

8° Affresco


9° Affresco

9° Affresco


Non è un affresco

Non è un affresco


Quest’esemplare della fauna avicola marina, o forse oceanica, grande come una gallina s’è venuto a posare sul tetto di una macchina a pochi centimetri da me. Ho temuto che volasse via, ma sono riuscito, con delicatezza, a fotografarlo.
Affresco N° 10

10° Affresco


Affresco N° 11 che richiama momenti relativi all'Ultimo Conflitto Mondiale

11° Affresco che richiama momenti relativi all’Ultimo Conflitto Mondiale


La nostra nave salpa ora alla volta delle Isole Orcadi.

(Continua)

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Arrivare ad Amburgo fu molto facile.
Col treno regionale, malgrado i nostri bagagli… necessari per più di due settimane, siamo arrivati in perfetto orario e pronti ad imbarcarci. Appena fuori dalla stazione di Amburgo Centrale abbiamo potuto consegnare i nostri bagagli: li ritroveremo in cabina.
Poco lontano c’è pure un bus che ci porterà dritto alla nave.
L’imbarco è una cosa allucinante perché c’è moltissima gente che deve salire a bordo e ci sono dei funzionari incapaci e lenti, o disorganizzazione perfetta per cui fu a noi necessario stare un’ora e mezza in coda. Ma fummo fortunati perché quando finalmente ci fu possibile salire a bordo, mi divertii a fotografare una parte di chi ancora non aveva potuto essere “burocratizzata” dall’imbelle personale.

La folla che s'imbarcherà ad Amburgo

La folla che s’imbarcherà ad Amburgo

La moltitudine che vedete nella foto, prima di sera sarà sulla nave. Non era questa la prima crociera che facevo, però era la prima volta che per salire a bordo ero obbligato a fare una coda del genere, in piedi, per più di un’ora. Non so se i dirigenti dell’MSC Crociere si saranno resi conto che trattare così i clienti è l’equivalente della crassa maleducazione.

La nave avrebbe dovuto partire da Amburgo alle 19. Parte invece alle 22… con 3 ore di ritardo. Ma non importa dato che il giorno dopo sarà di navigazione verso il nord della Scozia.
Durante la navigazione riesco a fotografare un pozzo petrolifero.

Un pozzo petrolifero... in mezzo al mare.

Un pozzo petrolifero… in mezzo al mare.


Era piuttosto lontano. Chissà se fra un po’ di anni, quando qualcuno di noi, nella nostra bella Italia aprirà le finestre e potrà vedere vicino alle nostre belle spiagge una bella fila di pozzi petroliferi; e se andrà a fare il bagno si porterà dietro oltre alla crema solare un solvente per eliminare dalla pelle il catrame fuoruscito da un pozzo o dal tubo che ha “alimentato” la petroliera di turno?

Gi abitanti di Invergordon, piccola cittadina e nostro primo scalo in Scozia, convivono coi pozzi petroliferi, ma nessuno va da quelle parti per fare le vacanze balneari.

Un bel pozzo petrolifero a poca distanza dalla nostra nave attraccata a INVERGORDON

Un bel pozzo petrolifero a poca distanza dalla nostra nave attraccata a INVERGORDON

Invergordon si trova sull’estuario del fiume Cromarty.

Invergordon dalla nave prima dell'attracco.

Invergordon dalla nave prima dell’attracco.

La nave da terra.

La nave da terra.


La cittadina è un punto di partenza per andare a vedere il famoso LOCH NESS e sperare di vedere l’ancor più famoso mostro.
La bandiera della Scozia.

La bandiera della Scozia.


Noi siamo scesi a terra e abbiamo scoperto una simpatica e tranquilla cittadina tutta scozzese che si presenta con la bandiera della Scozia anziché della Gran Bretagna.
Fu sicuramente un mio errore, perché avevo dimenticato che, non molto tempo fa, gli scozzesi votarono l’eventualità di staccarsi da Londra.
Abbiamo scoperto dei bellissimi Murales, sicuramente d’autore e propagandati sul dépliant informativo.

Quasi tutti i Murales sono sulle pareti laterali della case, come questo:

Il 1° Capolavoro di strada.

Il 1° Capolavoro di strada.


Ho girato tutta la cittadina alla ricerca di questi “affreschi” che penso di offrire alla vostra amicizia in un prossimo incontro. Questa cittadina ha anche una bella chiesa con un bel campanile.

La chiesa di Invergordon.

La chiesa di Invergordon.


Naturalmente sono andato anche alla ricerca dell’Ufficio Postale che, come è un po’ uso di questi tempi, è ubicato in un piccolo supermercato.

L'Ufficio Postale.

L’Ufficio Postale.

È insignificante l’ufficio postale nel supermercato SPAR. Sono però stupende quelle tre finestre dipinte sulla facciata con momenti di vita quotidiana. Anche il vaso da fiori fa parte della vita quotidiana.

(continua)

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Brema è una città interessante. Una città della Lega Anseatica.
Prima di continuare il viaggio, vi lascio un paio di foto. Qualcuna normale…

Un bel gruppo di case del centro... sotto una gelida pioggia.

Un bel gruppo di case del centro… sotto una gelida pioggia.


Il Duomo, dal basso verso l'alto. Sempre sotto la pioggia.

Il Duomo, dal basso verso l’alto. Sempre sotto la pioggia.


La costruzione del Duomo iniziò negli anni 1000, ma, dopo varie vicissitudini, ricostruzioni e restauri, dopo i bombardamenti dell’ultima guerra, fu definitivamente ricostruito negli anni 80 del secolo scorso.
Una specie di "Ponte dei sospiri". Manca l'acqua.

Una specie di “Ponte dei sospiri”. Manca l’acqua.


Per fortuna ha smesso di piovere… almeno così sembra, anche se, nei due giorni che siamo stati a Brema, le nuvole nere e gonfie non sono mai mancate.
Qualche foto interessante.
Anche i cani hanno sete!

Anche i cani hanno sete!


Ha piovuto molto, ma l’acqua non è delle migliori. I mozziconi di sigaretta stonano.
Una casetta per "acquatici in un canale della città.

Una casetta per “acquatici in un canale della città.

Abbiamo capito che Brema è una bella città. L’abbiamo raggiunta col vagone letto da Zurigo. Purtroppo con più di due ore di ritardo causato in parte da un cambiamento di percorso a causa di lavori sulla linea (previsto) e da una lunga e imprevista fermata causata da un furto. Chi si accorse del furto tirò il freno d’emergenza e fu allertata la polizia… e si ripartì con un certo ritardo.
Direte: “Tutto è possibile.”
L’interessante è che ci fu possibile fare domanda di rimborso di una parte di quanto versammo per il biglietto.
Ci credete? A distanza di venti giorni le ferrovie tedesche hanno già rimborsato il 50% del biglietto.
Si parte per Amburgo… per imbarcarsi.

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È SEMPRE BELLO RITORNARE 1

Proprio così!
Ed è sempre bello poterlo raccontare; e rendere partecipi gli amici di quello che s’è potuto “acquistare” intellettualmente.
È stata una crociera, ma prima della crociera, anche se faceva bel freddo e pioveva con un po’ di vento… e di quando in quando pioveva acqua ghiacciata, ma per fortuna ogni tanto usciva anche un po’ di sole, ho conosciuto una piccola parte di Brema… quella dei 4 suonatori.

I QUATTRO SUONATORI DI BREMA:

I QUATTRO SUONATORI DI BREMA:

Il centro della città è veramente molto bello e merita una visita. Mi ha colpito questo manifesto… e l’ho fotografato.

...di Picasso.

…di Picasso.


Che tradotto in italiano:

L’ ARTE LAVA VIA DALL’ANIMA LA POLVERE DELLA VITA DI TUTTI I GIORNI.

Chiunque può trovare su internet le bellezze di Brema. Meno facile un cavaliere come questo:

Il cavaliere è fasullo, ma il corvo è vero.

Il cavaliere è fasullo, ma il corvo è vero.


Il flash della macchina fotografica l’ha fatto scappare… il corvo.

(continua… si spera)

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