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Archive for the ‘arte lignea’ Category

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 2 novembre 2018

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

L’Albero: “Caro Alessandro, che piacere vederti. Cosa hai fatto in tutto questo tempo?”

Alessandro: “Niente di speciale. Ho avuto molte cose a cui pensare… anche al fatto che mi sto accorgendo di essere un po’ vecchio davvero… sì, sì, proprio così. E tu, vedo che cinci a perdere il tuo bel verde… cominci a prepararti per l’Inverno.”

L’Albero, oggi 2 novembre 2018, comincia appena appena ad ingiallire.

L’Albero: “Per te importante è lo spirito. Sì, mi sto preparando al sonno invernale.”

Panchina Ingenua: “Sì, lo sento anch’io dalle tue chiappe che il tuo spirito è buono. Ti vieni a sedere? Ti abbraccerei… ma non posso; però i miei legni sono per te diventati quasi morbidi… solo per te.”

Alessandro: “Cara Petulante, non cambierai mai. Devo dire che si sta bene. Brava.”

L’Albero: “Abbiamo sentito che in Italia ci sono stati dei disastri terribili… anche e particolarmente nella tua Liguria. Tu hai ancora dei parenti a Genova?”

Panchina Petulante: “Buongiorno Alessandro… sì, abbiamo sentito; è stato terribile.”

L’Albero: “Anche qui il vento non ha mica scherzato. Mi ha portato via un po’ di foglie e rami… la Primavera prossima provvederò a rimpiazzare tutto. Ora caro Alessandro raccontaci un po’ cosa sai della tua Liguria.”

Alessandro: “Come siete gentili… quasi affettuosi. Sì, ho ancora dei parenti a Genova e vicino a Genova. Loro non hanno avuto danni, salvo la caduta di olive da alberi in un terreno non lontano dalla città. Un altro mio parente che possiede un centinaio di alberi di olive pronte per il frantoio, ha dovuto soffrire vedendole in buona parte strappate via dalla furia del vento… e pensare che si trova in provincia di Imperia dove l’olio d’oliva è sopraffino.”

L’Albero: “Mi dispiace moltissimo per quel tuo parente. Noi alberi “lavoriamo” anche molto per voi Umani… e so per certo che i miei colleghi ulivi godono immensamente quando possono offrirvi degli ottimi frutti. Tutto potrà riprendersi; l’importante è che voi Umani dovreste rispettare un po’ di più la natura che vi circonda. Sì, perché voi Umani siete un po’ birichini e, se un albero vi arriva in testa, potrebbe darsi che sia malato perché gli avete avvelenato l’aria.”

Alessandro: “ Lo so, lo so. Basta prendere in considerazione l’uso sconsiderato della plastica.”

L’Albero: “L’uso sconsiderato della plastica è un esempio che dimostra per l’ennesima volta che il Genere Umano è difettoso. Anche l’immensa considerazione del PIL è una dimostrazione dell’esistenza di voi difettati.”

Petulante: “Ma cosa dici caro nostro Albero? Il PIL dimostra le condizioni di benessere o meno di una popolazione… o di una Nazione; dove sarebbe il difetto di cui tu vorresti parlare?

L’Albero: “Le recenti tempeste che hanno messo in ginocchio alcune parti d’Italia potrebbero essere una dimostrazione di quello che vi sto dicendo. Cercate ora di seguire il mio ragionamento.

Il PIL è sempre sotto osservazione. Ogni Nazione, almeno dalle nostre parti, vuole che cresca. Se, per esempio, tanti automobilisti si mettono in marcia, ci sarà un maggior consumo di carburante… e allora il PIL crescerà; se tutti gli automobilisti se ne stanno un po’ di tempo in coda e viaggiano molto lentamente, consumeranno una quantità maggiore di carburante e il PIL crescerà ulteriormente… quindi dipende dai consumi. Se, facendo un altro esempio, in una determinata località tutti avessero un orticello e non dovessero andare lontano per raggiungere il posto di lavoro e, utilizzassero tutti i mezzi pubblici, il PIL crescerebbe poco… e crescerebbe ancor meno se tutti o quasi tutti, oltre ad avere l’orticello avessero anche qualche gallina e, in cooperativa qualche mucca e qualche maiale.

Quindi, se si consuma in modo “ufficiale” il PIL va su, in caso contrario, il PIL non sale o, addirittura scende. Quando scende, nel nostro caso, la popolazione vive più serenamente.

Ingenua: “Queste cose le sappiamo… si chiama anche “Auspicata decrescita”… più o meno. Dov’è il nesso logico fra il difettato Genere Umano e i recenti terribili fatti avvenuti in Italia e, tanto per poter concentrare il discorso, in Liguria… terra del mio amico Alessandro… del quale sento con gioia le calde chiappe?

L’Albero: “Se tu avessi un pizzico di pazienza…

Appunto recentissimamente, una buona parte della costa ligure è stata disastrata; a Rapallo i marosi hanno fatto sgretolare la diga del porto; più o meno la stessa cosa è accaduta a Santa Margherita… molte imbarcazioni sono andate distrutte. Inoltre, la strada litoranea che da Santa Margherita Ligure portava a Portofino… non c’è, per buona parte, più.

Naturalmente, dopo i primi momenti in cui tutti si danno da fare e nessuno chiede niente, entra in azione la “ricostruzione”. Per quanto riguarda le barche si cerca di salvare il salvabile, ma, dopo questa prima fase nella quale verranno chiamate in causa anche le assicurazioni, ogni proprietario di barca cercherà di ripararla o di comprarne un’altra e, per quanto riguarda il porto turistico, verrà costruita un’altra diga… più robusta; e poi, non solo ci si darà da fare per ripristinare i collegamenti con Portofino, ma dovrà essere ricostruita la strada.

Ecco che, per fare tutte queste cose, dovranno lavorare, dapprima i cantieri navali, poi chi dovrà progettare le ricostruzioni di dighe e strade… e poi le maestranze per ricostruire… oltre ad attrezzature e materiali. Se poi si guardano un po’ le foto della strada martoriata che va a Portofino, si possono vedere molti cavi e tubi che, dovranno essere ripristinati o sostituiti da maestranze specializzate. In poche parole, solo quello che è accaduto nel Tigullio darà molto lavoro a tante persone, e allora, cosa succederà?

Ingenua: “ Ho capito… ora ho capito. Succederà che il PIL salirà… grazie al terribile fatto che tanta gente è stata male e ha sofferto.”

L’Albero: “Bravissima… vedo che sono riuscito a spiegarmi e tu hai anche compreso che il PIL salirà come conseguenza di una calamità naturale. Ora, io ho preso in considerazione una piccola porzione di territorio della Repubblica Italiana, ma, se si pensa che quasi dappertutto in Italia ci sono stati “disturbi e danni” causati da piogge e vento, è chiaro che in molte Regioni si dovrà lavorare e spendere soldi per rimettere in ordine la situazione. Se poi si aggiungono le incurie degli Umani che si sono dimenticati che si potrebbe prevenire… anziché curare, il PIL potrà crescere ancora di più.”

Petulante: “Scusate, ma, mi viene da ridere perché penso a quello che potrà succedere.”

L’Albero: “Sarebbe a dire?”

Petulante: “Potrà succedere che se il PIL, questo benedetto PIL, effettivamente salirà, anche di poco… anche più di quanto prevedono gli “Economisti”, gli Umani che sono o saranno al Governo, gongoleranno e penseranno di essere stati bravi.”

L’Albero: “Il tuo pensiero e il tuo sorridere sono molto validi… tanto più che hai menzionato gli Economisti… Questi Umani, io ancora non li ho capiti. Sono pagati per prevedere e non prevedono quasi mai qualcosa di intelligente. Ma tu Alessandro, non dici niente? Te ne stai lì zitto zitto.”

Alessandro: “Cosa vuoi che dica. Meglio star zitti. State dimostrando i limiti degli Umani e delle umane cose… e pensare che troppi Umani fanno la voce grossa e pensano di essere dei piccoli padreterni!”

L’Albero: “Ma noi non vogliamo parlar male di nessuno… anche se a noi alberi capita spesso di dover soffrire a causa della vostra incuria.”

Ingenua: “È vero caro nostro Albero. Qui noi ti proteggiamo quanto possiamo.”

L’Albero: “Grazie cara. Caro Alessandro, volevo chiederti se hai dei riscontri filatelici di Portofino… tu che ti sei sempre dilettato coi francobolli”

Alessandro: “Sì, un francobollo del 1974… uno dei primi francobolli delle Poste Italiane circa località “notevoli” d’Italia. Quel francobollo uscì assieme a quello di Gradara. Ve lo presento:

Francobollo del 1974

 

Non è speciale… però ci presenta una località veramente unica. Non solo l’insenatura naturale, ma le case del borgo… uniche. Vi presento anche il timbro che accompagnò questo francobollo.”

TIMBRO DI PORTOFINO

L’Albero: “Ma tu Alessandro sei già stato da quelle parti?”

 

 

Alessandro: “Certamente. Più di una volta. Ai tempi, quando ero veramente giovane, il Tigullio era una méta domenicale dei genovesi. Ora vi mostro un pezzo della strada completamente distrutta:

 

Da GenovaQuotidiana

 

Si vede la strada… che non c’è più, però si vede anche uno scoglio con un pino… un tuo collega caro Albero.

Te lo faccio vedere anche in una foto ripresa dal mare dal mare:

Da IL SECOLO XIX. Il pino de la Carega.

 Ebbene questo alberello che, chissà per quale ragione è riuscito a crescere su quello scoglio, ha resistito a onde alte più di 10 metri; ha resistito a quelle onde che hanno spazzato via la strada. È diventato un simbolo per i liguri del posto.”

L’Albero: “Fantastico il mio collega. Chissà com’è stato male! Piango però per tutti i colleghi miei distrutti dalle intemperie in Veneto e nel Trentino.”

Alessandro: “Sì, veramente difficile da credere quanti alberi abbiano perso la vita.”

Petulante e Ingenua: “Molti continueranno a vivere… come noi… veniamo da alberi… e siamo vive e contente di poter essere utili alle chiappe di voi Umani… anche se qualche volta…”

L’Albero: “…anche se qualche volta…”

Petulante e Ingenua: “Sì, qualche volta abbiamo a che fare con degli Umani così maleducati…”

Alessandro: “Ora devo andarmene… ma tornerò presto. Vi abbraccio.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao… e, salutaci tua moglie.”

 

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LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

I GOVERNANTI… e i magistrati.

 Registrazione del 3 settembre 2018

Personaggi:
Alessandro, L’Albero,  Panchina Petulante e Panchina Ingenua.

 

Alessandro: Buon Giorno a tutti voi.”

L’Albero:  “Buon Giorno a te Alessandro; che bello vederti così presto. Penso però che tu voglia discutere con noi per qualcosa che ti sta piuttosto a cuore.”

Alessandro: “Non è proprio così, ma quasi. Intanto mi siedo su Ingenua e saluto Petulante.”

Panchine Petulante e Ingenua: “Ciao caro Alessandro.”

Alessandro: “Come dicevamo l’altro giorno sembra che un grosso problema, di difficilissima soluzione, sia quello dei Migranti. Tu Petulante mi chiedesti se mi sembrava giusto che venisse impedito a tanti poveretti di raggiungere l’Europa. Quelli che tu definisti “poveretti” sono in buona parte dei disgraziati che, stando a quello che raccontano, finché rimangono in territorio libico vengo seviziati e torturati… in ogni caso, terribilmente maltrattati, cosa che non dovrebbe accadere nel 2018.”

L’Albero: “Eppure accade anche in quelle nazioni che si considerano civilizzate.”

Alessandro: “Lo so. È questo il punto. Rimaniamo in Libia da dove certi poveretti vengono in vari modi trattati in modo disumano.”

Petulante: “Appunto caro Alessandro… come si fa ad abbandonare certa gente in mano a personaggi così malvagi e senza cuore? L’Europa deve fare qualcosa… non ti pare?”

L’Albero: “Non credo che si possa chiedere troppo all’Europa, non foss’altro che per il fatto che, come vera Unione, non esiste. In Europa c’era, molto tempo fa “La Società delle Nazioni”… aveva sede a Ginevra. Era stata fondata nel 1919 e, fra l’altro Il suo principale impegno era quello di prevenire le guerre, sia attraverso la gestione diplomatica dei conflitti sia attraverso il controllo degli armamenti. Non mi sembra che gli Umani di quei tempi siano riusciti nel loro intento, tant’è vero che un po’ di anni dopo ci fu una guerra veramente devastante. Forse fu un fallimento, ma, agli Umani piace chiacchierare a vuoto, litigare, consumare inutilmente importanti risorse e ammazzarsi a vicenda.

La Société des Nations a Ginevra (da Wikipedia)

Voi Umani non date alcun valore al singolo individuo… perché se ci sono dei morti, l’importante che non siano tanti. D’altra parte, da quando esiste il mondo, vi piace ammazzarvi. Cominciò Caino e continuate voi in questo secolo appena cominciato È un fatto però che dopo i tantissimi morti della Seconda Guerra Mondiale, si pensò di rimettere in sesto, e ancor più alla grande, questa unione di popoli che avrebbero fatto di tutto per evitare conflitti e morti. Gli Umani costruirono un bel grattacielo a New York… forse scelsero New York perché là erano pratici… ovvero erano abituati a costruire grattacieli; lo chiamarono “Palazzo di Vetro” e l’organizzazione di Umani ONU (o UNO). Tutti, o quasi tutti i Paesi del Mondo vi erano rappresentati, ma i conflitti continuarono… anche se in qualche parte del Mondo le truppe di questa organizzazione, dette CASCHI BLU, aiutarono certa gente a non “picchiarsi”. Gli Umani delle nazioni più grosse utilizzarono questo ambiente per far la voce grossa davanti a tutti, ma, se ebbero e hanno voglia di fare la guerra la fecero e la fanno lo stesso.”

LA BANDIERA DELL’ONU

Ingenua: “Ma cosa vorresti dire caro Albero che l’ONU non serve a niente?… e che non serve a impedire agli Umani di farsi la guerra?”

L’Albero: “No, non voglio dire quello, però gli Umani dell’ONU non sono stati tanto in gamba; potrebbero esserlo un pochino se, per esempio in Libia, obbligassero i libici a farsi un Governo come si deve, la smettessero di ammazzarsi fra di loro e non permettessero le “vigliaccate” che fanno verso quegli illusi che qui arrivano da tutta l’Africa… e non solo, per essere trasportati in Europa.”

Ingenua: “Ma come fanno quelli dell’ONU a far star buoni tutti quegli stati che sono interessati al Petrolio della Libia? Quelli che s’interessano alla Libia, sono interessati alle ricchezze della Libia, non al benessere dei libici e degli africani. Da secoli certi Europei hanno saccheggiato l’Africa… e non solo, ora vogliono continuare a farlo… ma in modo diverso.”

L’Albero: “Non sei mica poi tanto ingenua tu. Purtroppo hai ragione. La componente tragica di tutto questo è che certi Umani, quelli che abbiamo considerato “poveretti”, arrivano male in Europa dopo aver regalato un mucchio di dollari a certe guide soprannominate “scafisti”. Arrivati poi in Europa non sanno più da che parte voltarsi; non riescono ad andare dove vorrebbero o, anziché “vegetare”, sopravvivono rubando e spacciando o gestendo la prostituzione o… .”

Petulante: “Ma ora sembra che sia ancora peggio in Libia. C’è stata una persona che, per leggere il giornale ha messo le sue chiappe su di me. Ho sbirciato e ho visto che, proprio in Libia, i libici stanno esercitando al massimo lo sport dell’ammazzarsi… per il potere. Non capisco quale gusto ci sia nel “comandare”… far fare agli altri… sentirsi importante… essere circondati da “lecchini”… ecc. Ma non hanno ancora capito gli Umani che, se usano la violenza, dopo la parabola ascendente, può esserci quella violentissima discendente? Comandare può essere valido, ma arrivarci senza violenza perché si hanno delle buone capacità e ci si prende la responsabilità per il bene del Prossimo (con la P maiuscola).”

L’Albero: “Ma lo sai cara Petulante che non dici nulla di nuovo? C’è di nuovo però che, quell’ONU di cui abbiamo parlato male poco fa, ha convocato un vertice d’emergenza. Testualmente: “Sulla base delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare e di rispondere alle richieste delle varie parti, compreso il governo di accordo nazionale riconosciuto a livello internazionale, Unsmil invita le varie parti interessate a un incontro allargato.”

PANCHINA INGENUA

Ingenua: “E tu come fai a saperlo?”

L’Albero: “Me l’ha comunicato un mio collega che “vive” proprio vicino al Palazzo di Vetro. E tu Alessandro, non dici nulla? Non ti sembra che gli Umani, anziché sprecare i soldi per comperare le armi, ammazzarsi e finire ammazzati, potrebbero muoversi un po’ più intelligentemente?”

Alessandro: “Ma cosa vuoi che vi dica. Purtroppo il Genere Umano continua a non voler imparare, o trova molto interessante “giocare” alla guerra. Forse ci sono altre risposte, ma il discorso diventa terribilmente lungo e, sicuramente senza una conclusione certa.”

Ingenua: “Mi sembri saggio caro Amico. Vai già via… dalle vibrazioni delle tue chiappe ipotizzo che stai per alzarti.”

Alessandro: “Sì, proprio così. Ti saluto cara Amica e saluto anche voi… alla prossima.”

Ingenua: “Sì, alla prossima… dovrai anche parlarci un po’ del tuo libro… perché non l’hai mai fatto?”

Alessandro: “Ok, ok… ne riparleremo.”

L’Albero e Petulante: “Va bene, ciao.”

 

 

 

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LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

I GOVERNANTI… e i magistrati.

 Registrazione del 26 agosto 2018

Personaggi:
L’Albero,  Panchina Petulante, Panchina Ingenua e Alessandro.

 

 L’Albero:  “Buon Giorno Alessandro. Finalmente vieni di nuovo a trovarci.”

L’ALBERO

Panchina Petulante: “Sì, siamo piuttosto tutti arrabbiati. Chissà cosa hai fatto in tutto questo tempo.”

Panchina Ingenua: “Anch’io sono piuttosto arrabbiata, ma, più che arrabbiata sono triste. Pensavo mi avessi dimenticata. Ci vieni a posare le tue chiappe sui miei legni?… te li faccio diventare morbidi.”

Alessandro: “Mi lasciate parlare? Ok Ingenua mi siedo… così posso parlare meglio.”

L’Albero: “Sai, eravamo preoccupati. Sappiamo che non sei più giovane… e tu ti consideri ormai nella categoria dei vecchi. Temevamo fossi stato male.”

Alessandro: “Siete tutti così gentili e… affettuosi. Grazie.

Akureyri

Sono stato, dopo tanto tempo, dapprima in crociera attorno all’Islanda, dove ho scoperto ad Akureyri, il semaforo col cuore… che dedico a Ingenua, poi nella mia Liguria… che mi manca ma non posso farci niente perché non sempre si possono combattere le vicissitudini della vita. Ora sono qui, ma per poco… perché vorrò tornare ancora un po’ in Liguria… finché il tempo lo permetterà.”

Ingenua: “Caro Alessandro, sei proprio affettuoso… ti ringrazio di cuore. Sai, nei miei legni c’è cuore… perché i miei legni sono vivi e comprendono.”

L’Albero:“Sì, sappiamo che sei ligure, ma proprio genovese… non è così?”

Alessandro: “Sì, è proprio così, sono nato, cresciuto e “studiato” a Genova.”

L’Albero: “Appunto abbiamo pensato a te… proprio recentemente, in occasione di quel terribile e “impossibile” disastro che s’è verificato nella tua città. Quel ponte autostradale crollato tutto d’un botto. Abbiamo anche temuto per te, dato che non ti vedevamo; e speriamo anche che nessuno dei tuoi parenti sia stato coinvolto.”

Alessandro: “Vi ringrazio. Sì, son passato moltissime volte su quel ponte, ma non recentemente. Ora quel ponte non c’è più, hanno contato i morti, hanno contato i feriti, ci sono stati dibattiti a “tonnellate”, se si potessero pesare, però, per il momento il colpevole ancora non esiste.”

L’Albero: “È questo il punto che noi non riusciamo a capire.”

Petulante: “Noi appunto dicevamo che sembrava proprio che i politici fossero così arrabbiati… per non parlare della popolazione, dei genovesi.”

L’Albero: “Sì, è proprio così, pensavamo che trovassero subito il gruppo di colpevoli… o il colpevole. Ci fu pure l’Umano Mattarella che parlò di “rigore” nelle indagini.”

Ingenua: “Scusa Albero se t’interrompo, ma l’Umano Mattarella non è da prendere in considerazione. Non mi sembra un Uomo vero; quell’Umano fa sempre tanti bei discorsi… ne fece anche ai terremotati, te lo ricordi? “Non vi abbandoneremo” disse, e forse ci credeva, ma non aveva fatto i conti col popolo del quale era Presidente. Le macerie, ovvero molte macerie sono ancora là.”

L’Albero: “Consideriamo piuttosto le notizie dell’altra sera, quando l’Umano Matteo Salvini è stato preso di mira da un magistrato e “indagato”… si dice così?, per non aver permesso lo sbarco a un certo numero di “migranti” salvati in acque maltesi da una nave della Guardia Costiera italiana.”

Alessandro: “Non mi sento, come genovese ancora incapace di comprendere il crollo di un ponte di quella portata, dover comprendere, uso lo stesso termine, un magistrato che va a mettersi contro un Ministro della Repubblica voluto da una buona parte di italiani. Trovo inconcepibile quel crollo, che dovrebbe “sistemare” un po’ di gente dietro le sbarre, e, ugualmente inconcepibile, il comportamento di quel magistrato siciliano.”

Petulante: “Secondo te, Alessandro, ti sembra giusto che venga impedito a tanti poveretti di raggiungere l’Europa? In fondo loro stanno male e desiderano star meglio… non ti pare?”

Alessandro: “Potresti aver ragione. Ricordo però che, quando emigrai per la prima volta in Svizzera, avevo un passaporto e un contratto con un datore di lavoro. Ricordo anche che mi capitò, più di una volta, di incontrare in treno degli italiani, quelli con le valigie legate con gli spaghi, che viaggiavano per andare a lavorare in Svizzera o in Germania; avevano tutti un contratto e, in molti casi, prima di proseguire dovevano, in zona confinaria, essere controllati dai Sanitari svizzeri. Credo che non ci sarebbe niente di male se si riuscisse a fare un po’ di ordine anche in Italia.”

L’Albero: “Quindi, secondo te l’Umano Salvini fa bene ad essere inflessibile?”

Alessandro: “Direi di sì. In fondo il suo non è altro che un tentativo di far rispettare le leggi. Non so se ci riuscirà. So solo che quando tre anni fa sbarcai a New York fui sottoposto a vari controlli. Non mi fotografarono l’iride perché considerato vecchio e innocuo.”

Petulante: “Credo che tu abbia ragione. Quello che sta accadendo in Italia potrebbe essere niente male per un’operetta.”

L’Albero: “L’ho pensato anch’io… non osavo dirlo perché non volevo offendere Alessandro che stimiamo molto. Sinceramente, dopo aver sentito anche altri miei colleghi, l’Italia sta rischiando il ridicolo… eppure è un Paese così bello… con così tante risorse e così tante industrie di primaria importanza…”

Alessandro: “Speriamo che tutto si aggiusti e che ci sia un po’ di collaborazione da parte dei partiti dell’attuale opposizione. Ora devo salutarvi. Ti lascio cara Ingenua.”

L’Albero con Petulante e Ingenua: “Torna presto a trovarci.”

 

 

 

 

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Da un po’ di tempo guardo con piacere i murales che Barbara Picci porta alla nostra considerazione.

Questo è un piccolo gradevole esempio:

Streetart Flash – Millo @ Bratislava, Slovakia

Mi accade quindi che se vado in giro e ne vedo uno che mi piace… lo fotografo.

Se poi si pensa che è in quella che può essere considerata la città più a nord d’Europa, è ancora più interessante,

Siamo in Islanda… nel nord dell’isola a pochi passi dal circolo polare artico.

Pannello indicatore della città.

D’Estate qui è praticamente sempre chiaro… anche se nuvolo; se non è nuvolo, il sole di mezzanotte è a pochi passi… e lo si può comprendere osservando questa carta dell’isola dove è l’ubicazione della città e del circolo polare artico.

Da web.

Certo che il sole a mezzanotte è qualcosa di particolare, ed è necessario avere degli scuri consistenti se di notte si vuol dormire.

Fu questa la nostra seconda tappa intorno all’isola. Purtroppo era domenica, ed era tutto chiuso, e quindi non fu possibile comprendere il “pulsare” della città. Fummo fortunati perché, la giornata serena, ci permise di respirare a pieni polmoni e godere il panorama della cittadina.

Piccolo panorama di Akureyri

Trovai naturalmente anche l’Ufficio Postale e mi piacque fotografare anche delle semplici case.

Lo scopo però di questo articolo è questa fanciulla effigiata sul muro di una casa.

La fanciulla effigiata sul muro della casa.

Carina, simpatica, sorridente con i capelli che contornano la serenità del viso. Ho pensato che, sicuramente, darà serenità ai cittadini nella lunga notte invernale.

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Oggi come oggi il tempo a mia disposizione per mostrarvi le belle foto islandesi che ho potuto fare durante la mia assenza… mi manca. E mi mancano anche le foto… perché non sono a casa… dove sono le foto.

Ne ho un paio fra cui quella del rosso di un semaforo in Islanda, ed esattamente ad Akureyri… cittadina molto prossima al Circolo Polare Artico.

Da quando in qua un semaforo non può essere interessante?

AKUREYRI… il rosso del semaforo a forma di cuore… sullo sfondo la nave della Costa Crociere

È una delle città europee più a nord. Il rosso del semaforo a forma di cuore… è bello e colpisce… e forse fa pensare all’amore e al fatto che volersi bene può essere molto utile… o indispensabile per vivere serenamente?

È UTOPIA?

Forse sì. Sembra che oggi ci sia tanto amore per l’odio. Non è un gioco di parole… perché sembra che ci si possa crogiolare nell’odio in modo quasi affettuoso.

PUÒ ESSERE COLPA DEI SOLDI?… O DEL DESIDERIO SPASTICO DI POTERE?

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Son tornato e son contento.

Saluto con piacere gli amici che mi leggono. e. nell’attesa di poter raccogliere le idee, vi lascio la vista di questo paesello islandese:

Seydisfjördur

Spero di potervi presto raccontare e mostrare una parte di quello che ho avuto il piacere… raro… di vivere.

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LA RIPRODUZIONE È VIETATA

 

AQUARIUS

 

 Registrazione del 12 giugno 2018

Appare oggi 13 giugno 2018

 

Personaggi:
L’Albero, Alessandro e Panchina Ingenua.

 

L’Albero : «Alessandrooooo. »

Alessandro : « Ciao carissimo, sono piuttosto di fretta. »

L’Albero : « Vieni un momento… vatti a sedere un attimo su Ingenua. »

Alessandro : « Ok. Ciao Ingenua. »

Panchina Ingenua : « Ciao Alessandro. Volevamo parlarti un momento. »

Alessandro : « Cosa c’è di così urgente ? »

L’Albero : « Non c’è nulla di urgente, semplicemente siamo contenti di poter parlare con te dopo che abbiamo sentito che voi Umani state sempre giocando con altri Umani. »

Alessandro : « Non vi capisco. »

L’Albero : « Abbiamo sentito dire che da un paio di giorni, forse tre, c’è nel Mediterraneo una nave con a bordo qualche centinaio di « migranti » provenienti dall’Africa e che… nessuno li vuole. »

Alessandro : « Avete ragione. Nessuno li vuole. »

L’Albero : « Ma se l’Italia è piena di « migranti » africani e non, perché proprio quelli di questa nave devono vagare senza meta o con mete troppo lontane ? »

Alessandro : « Dai su, non fare l’indiano come se non sapessi nulla. Voi avete delle antenne formidabili e hai ovunque nel mondo dei colleghi coi quali puoi sintonizzarti. Sai perfettamente che in Italia è cambiato qualcosa e che questo cambiamento è stato per volere degli Umani italiani che hanno votato il 4 marzo 2018. »

L’Albero : « Hai ragione ; volevamo conoscere il tuo punto di vista. Sì, perché non riusciamo a comprendere se voi Umani state giocando o se fate sul serio. Credevo che dopo le elezioni italiane del 4 marzo 2018 gli Umani d’Italia avessero chiesto qualcosa di diverso da quello che i Governanti avevano fatto negli ultimi anni. Credevamo di aver capito che gli Umani d’Italia chiedevano un po’ di ordine e meno precarietà, nel senso che avrebbero gradito un po’ di sicurezza e meno vagabondi senza meta capaci di rubare o semplicemente molestare chiedendo la carità. »

Alessandro : « Perché, è sabagliato aiutare chi è in difficoltà? »

L’Albero : « Non volevo dire questo. Cercavo solo di interpretare il desiderio degli Umani d’Italia che, votando in quel modo, sembrava chiedessero di veder meno « migranti » irregolari e, se si fossero trovati a doverli vedere in giro, che fossero Umani trattati nel modo migliore ; che potessero avere un lavoro e una casa… ovvero la giusta dignità. »

Alessandro : « È vero, si vedono in giro troppe persone che si capisce non possono avere un futuro… anche se lo desiderebbero. »

L’Albero : « Quindi adesso c’è nel Mediterraneo uno scafo leggero, cioè una piccola nave strapiena di esseri Umani più o meno disperati che, chissà grazie a quale miseranda propaganda, avrebbero voluto essere sbarcati in Italia… ma l’Italia, seguendo un pochino la propaganda elettorale di prima del 4 marzo, ha deciso che dovranno andare altrove.

Prima, mezzo mondo con qualunque navetta e la sigla ONG andava a prelevare chiunque si tufasse nel mare antistante il nord dell’Africa e lo portava in Italia, ora… non più.

C’è veramente da mettersi la punta dei rami sui tronchi o, con tecnica umana, le mani nei capelli, a cercare di tradurre in termini comprensibili quanto sta accadendo. Pensa un po’ caro Alessandro che una parte dei 600 migranti che sono sulla nave di Gibilterra, e cioè del Regno Unito, passeranno su una nave italiana… o più di una, e saranno trasportati in Spagna… che, dopo aver respinto in malo modo tutti quelli che a Ceuta e Melilla volevano arrivare in Europa, ora è diventata umana e dice all’Italia che dovrà essere sanzionata.

CEUTA

CEUTA… da Web

MELILLA

MELILLA… da Web

Non voglio entrare in merito al fatto se sia giusto o sbagliato, dato che in democrazia si segue il volere del popolo, ma mi viene da sorridere considerando il comportamento di voi Umani… perché una parte di voi deve odiare l’altra ? Perché dovete sempre picchiarvi ? Non sarebbe utile se, prima di fare cercaste di mettervi d’accordo ? L’odio fa male… molto male. »

Alessandro : « Voi del mondo vegetale avete proprio ragione… e pensare che senza di voi noi Umani non avremmo ossigeno da respirare. »

Ingenua : « Non offenderti Alessandro se l’Albero dice che siete un po’ cretini… non lo dice a te… a te vuol bene. »

Alessandro : « Lo so… e vi ringrazio… perché anch’io voglio bene a voi. Ora però devo andare… mia moglie mi aspetta. »

L’Albero : « Vai, vai… lo sappiamo che vuoi molto bene a tua moglie. »

Alessandro : « Ciao… a presto. »

 

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