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Archive for the ‘avidità’ Category

LA MANOVRA

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 18 Ottobre 2019

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

IL GOVERNO MANOVRA

 

L’Albero : « Buongiorno Alessandro. Come stai ? Hai fatto bene a venire un po’ qui da noi. Io sto per addormentarmi. »

 

Alessandro : « Ciao. Sì, hai ragione. Non mi vuoi sgridare perché non son venuto più a trovarvi… ma sai, fra una cosa e l’altra… e poi, quando posso vado un po’ a spasso. Ciao INGENUA… posso sedrmi su di te ? »

 

Panchina Ingenua : « Appena ti ho visto ho cominciato a piazzare i miei legni nel modo migliore… per poter accogliere le tue chiappe… che mi piace tanto poter sentire su di me. »

 

L’Albero : « Va bene Ingenua. Lo sappiamo che quando vedi Alessandro non capisci più niente. Ora parlo un momento con Alessandro. »

 

Ingenua : « Sto buona… intanto mi coccolo Alessandro. »

 

L’Albero : « Mi fa piacere vederti, anche perché non posso comprendere cosa sta succedendo in Italia. I vostri Govenanti vanno a caccia di soldi e « uccidono » i cittadini quasi accusandoli indirettamente di tutte le possibili malefatte come se la mancanza di soldi fosse colpa loro. Sembra quasi che, secondo i Governanti ogni cittadino sia un delinquente ».

 

Alessandro : « Ma nooo… loro semplicemente hanno bisogno di soldi, per far vedere all’Europa che ci sanno fare ».

 

L’Albero : «A me non sembra proprio che sia come dici tu. Loro, i vostri Governanti, vogliono che si usi la moneta elettronica ; e, in questo tolgono ai cittadini il bene maggiore, e cioè la libertà. In un paese democratico cosa c’è di più bello della libertà ? È quel massimo che non esiste nei regimi totalitari. Questi tuoi « Loro » lo fanno per poter controllare il cittadino e continuare ad impinguare gli Istituti di credito. »

 

Alessandro : « Ma no. Le banche non hanno bisogno. »

 

L’Albero : «Come no. Dopo tutto quello che hanno combinato ! Quello che però salterebbe all’occhio di ogni individuo leggermente oculato è che se i Governanti sono rimasti senza soldi, vuol dire che li hanno sperperati, o non sono stati capaci di amministrarli. Se quindi sono stati dei pessimi amministratori, sono loro che dovrebbero essere controllati, magari da una Magistratura un po’ più… diciamo « capace di lavorare bene ».

 

Alessandro : « Ma cosa mi tiri ora a mezzo la Magistratura ».

 

 

Panchina Petulante : « Sì, ho sentito tutto… e credo proprio che L’Albero abbia ragione. Ciao Alessandro ».

 

Alessandro : « Ciao Petulante. Ce l’avete con me ? »

 

L’Albero : «Ma no, non ce l’abbiamo con te… ma con i tuoi connazionali che si lasciano sopraffare da dei soggetti incapaci di lavorare. Da anni amministrano male le « Cose dello Stato » e, come se niente fosse fanno ancora le vittime e se la prendono coi cittadini onesti… perché in Italia ce ne sono veramente molti… che poi, se molti sono diventati un po’ « furbi » (non dico i « FURBETTI » che sarebbero da buttare fuori dai confini dello Stato o buttare a mare perché hanno collaborato alla rovina della Nazione)  è perché non potevano diversamente di fronte al comportamento di chi avrebbe dovuto « lavorare » per loro ».

 

Alessandro : « Cosa vorresti buttare a mare mezza Italia ?

 

L’Albero : «I « FURBETTI » non sono così tanti e s’annidano sicuramente anche molto vicino alle stanze dei bottoni. I « furbi », quelli che evadono un poco il fisco perché è questo per loro l’unico modo per poter arrivare decentemente alla fine del mese. Quelli, secondo i Governanti, dovrebbero essere considerati dei delinquenti. Ma insomma, caro Alessandro, non ti sembra che il vero delinquente sia chi ha governato così male e ha portato l’Italia in ginocchio ? »

 

Ingenua : « Scusate se m’intrometto, ma, a cosa servono le tasse, le imposte, i balzelli e le terribili tasse indirette che i poveri italiani devono pagare ? »

 

Alessandro : « Ad avere dei Servizi ».

 

Ingenua : « Gli italiani ricevono i Servizi di cui hanno diritto ? »

 

Alessandro : « In modo deficitario ».

 

Ingenua : « Qualche giorno fa s’è seduto su di me un signore e s’è messo a leggere il giornale… non so che giornale fosse. Ho letto che un cittadino italiano ha chiesto un appuntamento mi sembra per un esame o clinico o di laboratorio. Gli hanno dato l’appuntamento… udite, udite… per un giorno x del 2021 ».

 

L’Albero : «Mi sembra che da quello che dice Ingenua, chi Governa e permette certe assurdità è un delinquente di quelli buoni. Ma come si fa solo a ipotizzare certe cattiverie ? Ci vuole la fantasia dell’italica gente mischiata a cinismo ».

 

Petulante : « Dai giornali della gente che si siede qui e dalle chiacchiere che fa la gente, quello che dice Ingenua è poca cosa. È risaputo, e lo sento spesso da persone che parlano telefonicamente coi parenti in Italia, da anni l’italiano medio… e anche gli altri ceti, per curarsi devono sovente andare « dal medico a pagamento ». Dato che il Servizio Sanitario Nazionale funziona male e a singhiozzo, si deve andare privatamente dal « medico a pagamento » per farsi poi operare nelle strutture statali… da quello stesso medico ».

 

Alessandro : « È vero. Ormai gli italiani, che avrebbero diritto di essere curati gratuitamente o con poca spesa dalle strutture dello Stato, si sono abituati a spendere più o meno profumatamente negli studi privati dei vari specialisti ».

 

L’Albero : « Che poi sono gli Specialisti che operano anche nelle strutture statali ? »

 

Alessandro : « Proprio così… non tutti però ».

 

Petulante : « A parte la Sanità, ho visto, proprio ieri 17 ottobre 2019 un tipo col Computer portatile che leggera su GenovaQuotidiana che nel centro della città c’erano delle donne che cercavano cibo nell’immondizia. Guardate, sono riuscita a registrare il titolo :

 

Anziane cercano nella spazzatura il cibo per mangiare in pieno centro

 

Com’è possibile che in una Nazione moderna come l’Italia che potrebbe avere tutto, ci possano essere dei Governanti così sprovveduti che permettono questo degrado ? Degli Umani anziani ridotti in tale povertà ! Alessandro, non ti viene nausea ? »

 

Alessandro : « Sì, mi viene quasi la nausea ».

 

L’Albero : « Quello che non riesco proprio a comprendere come i vostri Governanti, pur di conservare la poltrona, abbiano preteso di far la guerra agli evasori, come se fosse la cosa più importante, e non siano riusciti a farsi un piccolissimo esame di coscienza su quello che una parte di loro avevano fatto nell’anno precedente.

Un piccolo esempio dell’Estate scorsa che tu mi hai raccontato, e cioè che in pieno periodo turistico, in Liguria furono soppressi un certo numero di treni… per mancanza di personale. Ma fu una barzelletta ? Con tutta la disoccupazione che c’è si sopprimono i treni per mancanza di Personale ? Un Governo come si deve, di fronte a certe facezie, o si dimette o spedisce i Dirigenti delle ferrovie per incapacità programmatica… non ti pare ? »

 

Alessandro : «Credo di dover essere d’accordo con voi… d’altra parte, anch’io ho sempre considerato che le imposte non dovrebbero essere altro che un qualche cosa che si dà allo Stato per ricevere dei Servizi ».

 

L’Albero : « Quindi, i tuoi Governanti, prima di cercare gli evasori dovrebbero dimostrare di essere all’altezza di dare ai cittadini quello di cui i cittadini hanno bisogno. La mia corteccia ride al pensiero di quel ragazzotto che un po’ di tempo fa « vinse la povertà » ed ora fa il Ministro degli Esteri ».

 

Ingenua : « E quell’altro Umano che fa il Ministro della Salute ! Chissà se ora hanno acquistato un po’ di barelle per far posteggiare i « sofferenti » più a lungo ».

 

Alessandro : « Non dire cattiverie. Ora sicuramente avranno risolto il problema dei pazienti in barella ; in compenso c’è, a Roma, un po’ di spazzatura un po’ qua e un po’ là ».

Da Web: Spazzatura a Roma.

L’Albero : « Vedo Alessandro che sei un po’ impaziente… nel senso che devi andare. Potremo parlare ancora di questa tua povera Italia ».

 

Alessandro : « Certamente. Sì, m’è venuto tardi… vi saluto… a presto »

 

Ingenua e Petulante : « Torna presto a trovarci ».

 

 

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GABBIANI

 

Si guardi con circospezione questa foto :

GABBIANI CHE S’AZZUFFANO… per un pezzo di pane.

Loro sono gabbiani… d’Inverno… e d’Inverno fa freddo e… hanno diritto ad aver fame.

 

Se un qualche Umano, in questo caso il sottoscritto con la mia nipotina, porge loro un pezzo di pane, o anche tre o quattro alla volta, loro affamati si « buttano a pesce »… in questo caso si « buttano a gabbiano »… i pesci sono sotto e si cuccano con comodo quello che rimane.

 

Ho guardato più volte questa foto… e mi sono reso conto che noi Umani siamo peggio… anche se non abbiamo fame.

Ho pensato a quello che è accaduto recentemente a Roma… e mi sono chiesto : « Ma, i nostri Parlamentari, Deputati e Senatori non assomigliano un po’, o un po’ tanto a quei gabbiani affamati ? »

La differenza ?

Gli Umani appena menzionati… AFFAMATI… DI UNA POLTRONA !!!

 

MA ALLORA È VERO CHE IL GENERE UMANO È GUASTO ?

 

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Non bevo molta birra.

Qui in Ticino, o anche in Italia, solo d’Estate quando fa bel caldo.

Chissà perché, quando vado oltre Gottardo, cioè o nella Svizzera tedesca o nella Svizzera Romanda… al ristorante ordino quasi sempre birra… anche d’Inverno.

 

Da qui è facile andare in Italia… e ci vado spesso… col trenino.

Perché non fare anche un po’ di spesa ?… fra cui qualche bottiglietta di birra ?… come questa ?

Birra di Sardegna

Ecco, proprio questa m’è piaciuta…

E poi, m’ha ricordato la bellezza e la simpatia della Sardegna.

Questa non vuole assolutamente essere una pubblicità… però, devo dire, che, fra tante birre ho voluto rendere un omaggio particolare alla Sardegna.

 

Fui una sola volta (purtroppo) in Sardegna… nel nord dell’isola… e poi a Palau con bimbi, a quei tempi due, e roulotte.

Era il lontano 1975… e lo ricordo ancora con immenso piacere… sì, perché se si viaggia con la roulotte, si gode maggiormente il territorio.

 

Nell’apprezzare la Sardegna, non è possibile dimenticarsi che anche POSTE ITALIANE, hanno dedicato un francobollo alla Sardegna… un bel francobollo… che solo a guardarlo dimostra l’esistenza di misteri e stimola prepotentemente il desiderio di partire alla volta della genuinità di quell’isola.

Francobollo italiano del 2007.

Molti sono i ricordi del nostro soggiorno in Sardegna, e, in particolare a Palau ; mi piace ricordare la « Roccia dell’orso » che raggiunsi a piedi assieme al mio bimbo… allora di 8 anni.

Non ho foto di buche delle lettere di Sardegna. Chissà se un qualche mio lettore dalla Sardegna potrà arrivare a ricordarsi di me!

Sarebbe bello.

 

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IL FRANCOBOLLO INSEGNA 45… l’efficienza perduta.

 

Dopo che si legge che dappertutto manca il personale per recapitare lettere e raccomandate, penso che possa essere interessante ciò che poteva accadere nel non lontano 1986.

 

Si dice che la disoccupazione giovanile sia molto alta… e per POSTE ITALIANE manca il personale.

Mistero o ipocrisia ?

 

Ho trovato due buste affrancate a me spedite nel lontano 1986 apparentemente lontano. Erano affrancate con questo francobollo… un francobollo comunissimo da 550 lire quale era allora la tassa per la spedizione di una lettera in Italia.

Arrivata il 18 aprile.

L’interesse di queste buste con questo francobollo è doppio.

Il primo interesse è che mi ha fatto ricordare che quel francobollo fa parte della serie ordinaria « Castelli d’Italia »… che però non li ha poi valorizzati molto… i castelli… almeno graficamente.

 

Il secondo interesse viene dal fatto che, solo 33 anni fa, con una spesa di appena 550 lire, pari a € 0.28, POSTE ITALIANE consegnava una lettera il giorno feriale dopo l’impostazione, e, lo metteva « per iscritto »… cioè metteva il timbro d’arrivo sul retro dell’invio.

 

Ma non è un caso, perché per la seconda busta, qualche mese dopo, tutto funzionò nello stesso modo… semplicemente arrivò il giorno feriale successivo.

Il recapito non era nella stessa località.

Arrivata il 14 luglio, essendo il 13 Domenica.

Forse la serie dei castelli voleva valorizzare il patrimonio italiano. Oggi è più facile, grazie ad internet andare a cercare e trovare l’ubicazione di questo castello in provincia di Rieti.

Il Castello di ROCCA SINIBALDA (da Wikipedia)… ci andrei volentieri

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MANDATO ZERO

 

 Avevo scritto che quell’uomo mi faceva paura.

 

È PROPRIO LUI

 

Era il 15 maggio di quest’anno :

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2019/05/15/che-paura-tanta-paura/

Ora bisognerebbe parlare di terrore.

Sì, perché se un personaggio che fa paura riesce a escogitare il MANDATO ZERO…

 

Certe Sue Panzane M’HAN DATO ZERO garanzie verso il futuro

 

Lo trovo da pelle d’oca ; degno dei migliori dittatori che, con promesse altisonanti, son riusciti a rimanere sulla breccia e proseguire nell’ipocrisia più sfacciata. Ho trovato terribilmente irritante l’apparente serietà con la quale ci ha raccontato la « lieta novella ».

Mi sono chiesto : « Ma siamo proprio tutti così scemi ? »

La risposta arriverà quando l’italica gente avrà dovuto (o potuto) adire democraticamente al seggio elettorale.

 

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Registrazione del 1° Luglio 2019

Personaggi:

Ulivo il Saggio, Alessandro, Panchina Ulivetta, Panchina Ingenua, Panchina Ulivina e L’Albero, .

 

IL PIATTO PIANGE… calde lacrime.

 

Che il « piatto pianga » l’ha sentito dire più volte il giocatore di poker… e, il giocatore di poker, quello bravo, sa anche come si fa a bluffare.

In Italia ci sono alcuni politici, abbondantemente votati da molti strati di italica popolazione, che sembra si trovino davanti al piatto del poker.

Mancano i soldi, non si può più batter moneta…

 

Ho trovato Ulivo il saggio che mi ha chiesto :« Ma perché mancano i soldi ? » così potrebbe chiedersi un qualunque privato cittadino che ha sempre vissuto onestamente e ha sempre pagato le tasse fino all’ultimo centesimo ».

Alessandro : « Caro Ulivo, non è che manchino i soldi , è che vengono sperperati o finiscono nelle tasche sbagliate ».

ULIVETTA

Panchina Ulivetta : « Ciao Alessandro, non vieni più da noi. Vai sempre dalla tua amica Ingenua… che ti coccola ».

Alessandro : « Ma cosa dici… guarda che, come tu ben sai, Ingenua non è lontana e ti sente ».

Ulivetta : « Non m’importa. Siediti e continuiamo il discorso. Dici che in Italia i soldi ci sono… è così ? »

Alessandro : « Certamente… e si potrebbero anche far arrivare dall’estero grazie al lavoro degli italiani… sì, perché « l’italiano » sa lavorare bene, ma non lo lasciano lavorare ».

Ulivo il saggio : « Come sarebbe a dire ? »

Alessandro : « Che se un imprenditore italiano che lavora e dà lavoro deve versare allo Stato, sotto forma di contributi, una cifra superiore a quella che mette nella busta paga del suo dipendente… ».

Panchina Ingenua : « Vi ho sentito sapete ? State dicendo qualcosa di assurdo… impossibile… stento a credere quello che dici caro Alessandro ».

Alessandro : « Eppure è così. D’altra parte lo Stato ha bisogno di « consumare » un mucchio di soldi in un modo veramente assurdo ».

Ulivo il Saggio : « Per esempio ? »

Da Corriere o Stampa

Alessandro : « Per l’Alitalia. Guarda un po’ cosa ho trovato un po’ di giorni fa su un quotidiano italiano :

Sembra impossibile… eppure sembra vero. Io non so se è colpa della Burocrazia o dei Sindacati o della incapacità di affrontare i problemi, ma, alla fine i soldi se ne vanno… nel senso che vanno dalla parte sbagliata ».

Ulivo il saggio : « Beh, io però credo che riescano a buttare i soldi anche in molti altri modi ».

Alessandro : « Ma certo. Per esempio, guardate un po’ questa notizia… sempre da giornali :

Da Corriere o Stampa

Penso che sia giusto remunerare bene chi fa bene il suo lavoro, specialmente se è eccezionale, ma, non mi sembra che sia il caso di questo personaggio. ».

Ulivetta : « Ho sentito… che a qualcuno è antipatico ».

Alessandro : « È vero… però sa fare bene il suo lavoro e riesce a intervistare dei personaggi molto importanti ».

Ulivetta : « Sì, però se a molta gente è antipatico, anche se sa far bene il lavoro e molti non lo ascoltano… ».

Ulivo il Saggio : «Non importa se l’ascoltano o no. Chissà con chi è ammanigliato quell’uomo ! Comunque, ho sentito dire che lo Stato italiano, per poter finalmente pagare i tanti soldi che deve ai creditori, ha ideato la « furbata » di stampare dei pezzi di carta di valore scalare dando loro il nome di Minibot ».

Ingenua : «Vi sento… cosa sarebbero questi minibot ? »

Ulivo il Saggio : «Sarebbero piccoli BOT… una specie di piccoli Buoni del tesoro… in poche parole una specie di obbligazione ma di piccolo taglio ».

Ingenua : « Perché di piccolo taglio ? »

Ulivo il Saggio : «Perché così finirebbero coll’essere utilizzati come se fossero soldi veri… questo almeno ipotizzo sia il pensiero degli ideatori di questa “furbata” ».

Panchina Ulivina : « Perché dici furbata ? A me sembra intelligente e giusto trovare il modo di pagare i creditori ».

ULIVETTA e ULIVINA.

 Ulivo il Saggio : «Perché, in ultima analisi, sarebbe come battere moneta. Gli Stati aderenti all’Euro non possono battere moneta quanto e come vogliono ».

Ulivina : « Capisco. Ma allora i creditori dovranno continuare a piangere ? »

Ulivo il Saggio : «Non credo proprio. Penso infatti che questa furbata finiranno col farla nello stesso modo come negli anni settanta riempirono lo stivale di miniassegni ».

Ingenua : « Cosa cavolo dici Ulivo ? Dov’è la tua saggezza ? Che stivale riempirono ? »

Ulivo il Saggio : «Cara Amica, per stivale s’intende l’Italia… che ha la forma di uno stivale. I miniassegni sono assegni circolari di piccolo taglio « sfornati » dalle banche italiane quando in Italia sembrava che non ci fossero più monete. Sicuramente Alessandro potrà farcene vedere qualcuno».

Alessandro : « Certamente. Guardate questo del Banco Ambrosiano.

MINIASSEGNO DEL BANCO AMBROSIANO

Vi piace ? Valeva Cento lire. Se io, a suo tempo non me lo fossi tenuto e fossi andato in banca ad incassarlo, mi avrebbero dato 100 lire ».

Ulivetta : « Quanti Euro sarebbero ? »

Alessandro : « Poco più di 5 centesimi di Euro ».

Ulivetta : «E franchi svizzeri ? »

Alessandro : Un pochino di più dei 5 centesimi di Euro ».

Ingenua : « Tu ti sei tenuto questo miniassegno. Vuol dire che la banca ha guadagnato, con quel pezzo di carta 100 lire. Ne ha stampato sicuramente tanti… immagino ».

Alessandro : « Ma certo. Io ne ho collezionato qualcuno di questi miniassegni. Devi pensare che, a quei tempi, erano in tanti a collezionarli, al punto che stamparono addirittura dei cataloghi, e che certi miniassegni acquistarono, essendo rari, molto valore ».

Ulivo il Saggio : «Penso che ci furono anche quelli che andarono perduti ».

Alessandro : « E quelli un po’ consumati… come questo del Banco di Sicilia :

MINIASSEGNO DEL BANCO DI SICILIA

Si vede in basso a sinistra una macchia marrone che potrebbe anche essere la bruciatura di un mozzicone di sigaretta ; in più c’è una piegatura. Certamente molti miniassegni andarono perduti o distrutti dall’usura… a tutto vantaggio delle banche ».

Ulivo il Saggio : «Ma, questa dei miniassegni, fu, indirettamente, un battere moneta… o no ? ».

Alessandro : « Certamente. Come la storia dei gettoni telefonici o delle schede telefoniche ».

Ulivetta : « Sì, conosciamo bene le schede telefoniche… forse esistono ancora. Com’è la storia dei gettoni telefonici ? »

Alessandro : «In Italia, per telefonare si usavano dei « gettoni » che avevano delle scanalature particolari e andavano bene solo per i telefoni pubblici. Quando s’andava in viaggio ci si premuniva di avere un numero sufficiente di gettoni per poter avvertire di essere ben arrivati. I telefonini non c’erano ancora ».

Ulivetta : « Quindi, i tanti gettoni in circolazione erano come tante monete coniate da chi non era lo Stato ».

Alessandro : « Proprio così. Quella delle banche italiane fu però una « furbata » veramente colossale che permise agli istituti di credito di arricchirsi senza violare alcuna legge. L’importante fu… far sparire dalla circolazione le monete. Bisogna dire che, di miniassegni, ne facevano anche di quelli carini. Guardate un po’ questo :

MINIASSEGNO DA 200 lire delle PROVINCE LOMBARDE

Si osservi la donna che sembra l’Italia Turrita dei francobolli e tutti i disegnini».

Ulivo il Saggio : «Credo di poter dire che gli italiani sono geniali. Sicuramente riusciranno a far funzionare anche i Minibot e lo Stato ci guadagnerà un mucchio di soldi… come fecero le banche negli anni settanta ».

L’Albero : « Ho sentito tutti i vostri discorsi e m’intrometto. Credo di poter dire che gli Umani italiani, quando vogliono, riescono a far le cose più che bene ; lo dimostra le recente perfezione dimostrata nel far « brillare » quello che rimaneva del Ponte Morandi di Genova ».

Ulivo il Saggio : «Carissimo e bellissimo collega… hai ragione da vendere. L’Italia può essere eccezionale a molti livelli. Non si capisce però come sia possibile che si sia ridotta ad essere uno degli ultimi Paesi dell’Europa Unita ».

L’Albero : « Io non riesco proprio a capirlo. L’Italia che aveva e ha capacità motoristiche all’avanguardia e produce quelle che potrebbero essere considerate le auto più belle e più potenti come le Ferrari, finisce col non essere capace di costruire un po’ di autobus « come si deve ».

Alessandro : « Cosa ti spinge a dire questo ? »

L’Albero : « Non mi dire che tu genovese… non lo sai ».

Alessandro : « So a cosa alludi ».

L’Albero : « Appunto. Dimmi tu se i genovesi per avere dei Bus « come si deve » devono rivolgersi alla Germania. È inaudito che un’Italia che costruiva motori per camion e bus e che possiede i migliori stilisti e carrozzieri, debba rivolgersi a un altro Stato ».

Ulivo il Saggio : «Stento a crederlo ».

 

L’Albero : « Con le onde speciali che ci collegano, anche a grande distanza, ti mando questa foto. Guarda un po’ :

NUOVI BUS MERCEDES PER LA CITTÀ DI GENOVA

Ulivo il Saggio : «Perbacco ! È così bello vedere dei Bus nuovi… nello stesso modo come rattrista moltissimo dover prendere atto che ogni tanto un Bus di Roma prende fuoco. So per certo che gli italiani, quando vogliono, ma soprattutto quando lo decidono, riescono a lavorare in modo fantastico. Perché non si fanno i Bus cittadini « in casa » ? Mi hanno raccontato, non più di due anni fa che a Lucerna, qui in Svizzera, circolano, o circolavano degli IRISBUSche, se non sbaglio, erano costruiti in Italia. Fa veramente dispiacere dover prendere atto che una Nazione così bella debba essere così maltrattata dai suoi Governanti. Cosa ne pensi Alessandro ? ».

Alessandro : « Penso che gli italiani hanno i Governanti che si meritano… da loro votati… e con questo triste pensiero vi saluto e… arrivederci alla fine del mese ».

Ingenua : « Vai via Alessandro ? E non vieni neppure a salutarmi ?»

Alessandro : « Passerò e verrò a sedermi un momento su di te ».

Ulivo il Saggio, L’Albero, Ulivetta e Ulivina : «Buona Fortuna Alessandro… torna a trovarci ».

Ingenua : «Preparo i miei legni… per accogliere le tue chiappe ».

 

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Ogni tanto prendo il trenino e… faccio un salto in Italia.

IL TRENINO… sullo sfondo LUGANO

Poco più di venti minuti nel trenino… s’arriva a pochi passi dalla frontiera. Un ponte sul fiume Tresa e, sembra di respirare un’aria diversa.

Di qua la Svizzera, di là l’Italia.

A DESTRA LA SVIZZERA; A SINISTRA L’ITALIA

Faccio una piccola spesa e altre necessità… mi bevo naturalmente un caffè e, dopo aver riattraversato la frontiera mi aspetta nuovamente il trenino. È simpatico e, nei giorni feriali c’è ogni 15 minuti… puntuale… come puntuale è quasi sempre la Svizzera.

Normalmente mi porto un libro e la macchina fotografica. Ormai conosco a memoria il tragitto, e, se leggo, i venti minuti passano in un lampo.

Pochi giorni fa, come ogni volta, ad ogni fermata sale qualcuno. Questa volta però, ho visto una scena, almeno secondo me, stupenda. Una signora col cagnetto… l’ha preso in braccio… lui s’è messo a guardar fuori dal finestrino apparentemente molto interessato al panorama che passava davanti ai suoi occhi.

Ho chiesto alla padrona se potevo fotografarlo… mi ha detto di sì.

IL CANE

 

Non credo che quel cane abbia un pedigree. Penso sia il classico bastardino che si fa voler bene… fedele e affettuoso.

 

Ebbi a suo tempo un cane al quale ero ben affezionato… un pastore scozzese.

Poi non più; troppo impegnativo.

 

Ho un grande rispetto per i cani… meno per certe categorie di padroni… ancora meno per certe categorie di padroni che mantengono e ostentano cani pericolosi… senza museruola e, qualche volta, senza guinzaglio.

Non sopporto il proprietario di cane di un certo tipo che dice: “Non fa nulla” e non rispetta chi ha paura dei cani.

Chi ha paura dei cani, già si spaventa se sente un cane abbaiare; se poi sente due cani che litigano, o ancor peggio ringhiano…

Quelli che dicono: “NON FA…o… NON FANNO NULLA”, dovrebbero imparare che con qualunque animale tutto è possibile.

Quand’ero ancora veramente giovane fui spettatore della classica padrona di cani che, con tre cani NON al guinzaglio era convinta che non facessero NULLA. Incontra l’amica col bimbo; quei tre cani che NON FANNO NULLA, forse per gelosia, ma, sicuramente per maleducazione e ignoranza della padrona, azzannarono l’amica e il bimbo e, non fu facile farli desistere.

Caso unico?

NO.

Infatti la cronaca ci racconta spesso di avvenimenti di cani che NON FANNO NULLA, ma azzannano come niente fosse.

 

Anche in questo caso possiamo dire che certo Genere Umano è guasto?

Ho voluto prendere in considerazione l’interesse di Poste Italiane per quanto riguarda i cani. Stampano francobolli proprio per tutto, ma cani… pochissimi.

Questo ho trovato:

FRANCOBOLLO DEL 1994 di Poste Italiane

Nella serie ci sono altri tre francobolli con cani. Questo ho scelto perché mi piace molto il cane dalmata… e se ne vedono pochi.

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