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Archive for the ‘avidità’ Category

PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

Registrazione del 25 aprile 2017

Personaggi:
Panchina Ingenua. Passante Alessandro. L’Albero, Panchina Petulante, Albero Tasso.

Panchina Ingenua: “Ciao Alessandro, ti siedi un po’?”

INGENUA BAGNATA E SPORCA

Alessandro: “Non posso, i tuoi legni sono bagnati e un po’ sporchetti.”

Ingenua: “Speriamo che qualcuno li pulisca… quando avrà smesso di piovere. Come stai?”

Alessandro: “Oggi sono un po’ triste.”

Ingenua: “Perché sei triste? Peccato che sono bagnata… ti coccolerei volentieri.”

L’Albero: “Hai visto che bel vestito ho messo su? Non bisogna essere tristi. Oggi in Italia fanno festa… È la festa della Liberazione dal fascismo e la ritirata dell’esercito tedesco.”

L’ALBERO COL VESTITO NUOVO.

Alessandro: “Stavo appunto per dire a Ingenua che la mia tristezza, in una giornata come questa, scaturisce dalla conoscenza che, mentre l’Italia esultava perché la terribile guerra era finita, nell’Italia orientale stava per cominciare un dramma terribile che portò molti italiani, anche “veri” antifascisti, a sofferenze inenarrabili e inconcepibili.

Panchina Petulante: “Ma tu Alessandro c’eri già? Nel senso, te lo ricordi?”

Alessandro: “Sì, c’ero già; ero un bimbo abituato alla guerra; sì, perché non sapevo cosa fosse la pace: la possibilità di muoversi come si vuole, la possibilità di dire quello che si pensa e la possibilità di aver da mangiare senza dover ricorrere alla borsa nera.”

Ingenua: “Cos’è la borsa nera?”

Alessandro: “In tempo di guerra non era come ora che, se avevi bisogno di un pollo o di un chilo di pasta andavi semplicemente al Supermercato e ti compravi il pollo e la pasta che preferivi. Non era così, e se non ne trovavi nei normali negozi e avevi fame, dovevi andare a cercare nei meandri clandestini. Potevi trovare qualcosa, non proprio quello che volevi, ma, a prezzi maggiorati o anche molto maggiorati; infatti quello che cercavi e non trovavi al prezzo giusto era razionato dal regime imperante.”

Ingenua: “Io immaginavo una borsa per la spesa tutta nera.”

L’Albero: “Quindi è semplicemente ciò che non si dovrebbe fare ma si fa in situazioni di regimi “particolari.”

Petulante: “Quindi se tu c’eri, ti ricordi qualcosa?”

Alessandro: “Avevo quasi 9 anni. Ricordo alcuni momenti “pericolosi” quando l’esercito del Reich, nell’imminenza della disfatta voleva bombardare su Pegli e, con grande respiro degli adulti, l’esercito incolonnato che si muoveva verso nord. Ricordo anche l’euforia di certi strati della popolazione genovese che cantava ad ogni pié sospinto “Bandiera Rossa” e certi miei coetanei che, senza conoscerne assolutamente il significato, modificavano in “Bandiera Rossa la s’innalzerà nei cessi pubblici della città”. Ricordo anche i giochi pericolosi dei giovincelli che si dilettavano con esplosivi abbandonati. Li chiamavano “balestite”… lo ricordo benissimo. Era un periodo piuttosto caotico, ma noi quasi ragazzi non ce ne rendevamo conto.”

L’Albero: “Hai paura quando pensi a quel periodo.”

Alessandro: “Io no. Oggi so che i miei Genitori avevano paura. Mio papà non era mai stato fascista e neppure comunista. Anche da quelle parti ci furono “rese dei conti”… ma non come a Trieste.”

Petulante: “Perché parli di Trieste?”

Alessandro: “Perché, da qualche anno, dopo essermi ben documentato, ogni volta che arriva il 25 aprile, non posso fare a meno di pensare alle inaudite sofferenze che hanno dovuto sopportare gli italiani di quelle zone. Ho menzionato Trieste perché, a partire dal 1° maggio 1945, per 40 giorni, i triestini, non solo hanno sofferto, ma, pare che almeno 2000 triestini siano spariti… quasi nel nulla.”

Ingenua: “Cosa vuol dire: spariti quasi nel nulla?”

Alessandro: “Vuol dire che sono stati eliminati… per sempre.”

Petulante: “Chi fece questo?”

Alessandro: “I seguaci di Josip Broz Tito, quello che diventò il dittatore comunista della Jugoslavia. Molti di quegli italiani venivano prelevati di notte in casa, portati via… e basta; nel senso che da quel momento i familiari non ne seppero più nulla.”

Petulante: “Ma cos’avevano fatto di male?”

Alessandro: “La colpa era quella di essere stato fascista o di essere stato un dipendente dell’Apparato burocratico del passato regime o, e questo è fonte di raccapriccio, molti altri avevano avuto solo il difetto di essere italiani o addirittura antifascisti. Era l’italiano che dava fastidio… dato che Tito, col sostegno di Stalin, pretendeva di integrare nella futura Jugoslavia anche la città di Trieste.”

Petulante: “Quello che dici è terribile. Non l’avevo mai sentito.”

Alessandro: “Ti capisco… tieni presente che neppure la maggior parte degli italiani lo sa o lo sapeva. Figuriamoci i giovani d’oggi. Vediamo se L’Albero riesce a contattare Tasso; lui è anziano e, probabilmente sa qualcosa di più”

L’Albero: “Eccolo. È ben felice di scambiare quattro chiacchiere con noi.”

Tasso: “Amici miei sono contento d’intrattenermi con voi, anche se il tempo è apparentemente brutto… per gli Umani. A me fa piacerissimo sentirmi scivolare sui rami le goccioline di pioggia.”

Alessandro: “L’acqua è importante anche per noi umani, però, appena scende una goccia d’acqua, subito diciamo che è brutto tempo.”

Tasso: “Parlavate di Trieste alla fine dell’ultima guerra? Ma sì, ha ragione Alessandro quando dice di rattristarsi. Quelli furono tempi terribili, e dimostrarono anche agli animali, che gli Umani non conoscono limiti alla malvagità. Non solo a Trieste ci furono delle scellerattezze del tutto impunite, ma anche in tutta la Venezia Giulia, a Fiume e in Dalmazia. La cosa peggiore è che, a quei tempi, nessun Umano ne poteva parlare. Era proibito… o più che proibito.”

L’Albero: “Perché era proibito?”

Tasso: “Verosimilmente, sempre col giusto dubbio, perché il Partito Comunista Italiano, allora molto potente, che riceveva ordini direttamente da Mosca, doveva far credere che il Comunismo del proletariato fosse molto simile al Paradiso, e quindi bisognava inneggiare al futuro della Federazione Jugoslava che lavorava per il popolo… ma con tecniche piuttosto dubbie. Ricordo di aver ricevuto molti messaggi dai miei colleghi in Istria… già nel 1943, quando ci fu il famigerato Armistizio dell’Umano Badoglio. Mi raccontavano di tanti Umani gettati nelle foibe in modo raccapricciante: li legavano a due a due con un po’ di fil di ferro, tiravano un colpo alla nuca ad uno dei due che precipitava nella voragine trascinandosi dietro quello vivo. Ricordo che mi raccontavano queste “gesta” e piangevano… quasi quasi speravano in una bora così forte da poter cadere sulla testa di quegli esaltati così malvagi per farli fermare.”

Ingenua: “Ma no caro Tasso, ti stai inventando tutto per farci star male. Non posso credere che la mente degli Umani possa arrivare a fare certe cose.”

Tasso: “Pensa, cara Ingenua, che questa è una piccolissima parte delle atrocità commesse in quegli anni dagli Umani, altrimenti non sarebbero scappati, abbandonando ogni cosa, ben 350.000 Umani d’Italia… la maggior parte da Pola.
Accadde anche una quasi assurdità, e cioè che, dopo l’Armistizio, queste atrocità ebbero un periodo di pausa perché arrivarono le truppe del Grande Reich. In poche parole, le truppe tedesche, che tutti sappiamo non scherzose e abbastanza crudeli, furono quasi acclamate come salvatrici; infatti la loro presenza agì come calmieratrice e gli slavi, non solo i partigiani, furono costretti a rallentare le loro malvagità.”

FRANCOBOLLO TEDESCO DEL 1944

 

Alessandro: “Come curiosità, vi mostro un francobollo del Grande Reich del 1944. Mentre lavoravano a pieno ritmo i campi di sterminio, le poste vollero mostrarci un’”umanità” dolce e sconcertante. L’aiuto dello Stato alle mamme e ai bimbi.

Petulante: “Che francobollo! Ai miei legni vengono i brividi. Caro Tasso, devi proprio raccontarci tutto. La verità però… quella documentabile.”

L’Albero: “Sono d’accordo con Petulante.”

Tasso: “Ci vorrà molto tempo… proprio molto.

L’Albero: “Non importa; vogliamo sapere.”

Tasso: “La prossima volta… ci sarò. Ora vi saluto e, senza veleno, vi abbraccio tutti.”

Alessandro: “Ciao a tutti anche da parte mia.”

Ingenua: “Ciao Alessandro; spero, la prossima volta, di non essere bagnata… e di poterti coccolare.”

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Così si sentiva al Luna Park… altrimenti detti Baracconi.

L’imbonitore prometteva premi a tutti.

 

Treni, sciopero dalle 21 del 18 marzo per 24 ore. Previsti disagi per i viaggiatori

È lo sport dello sciopero… i sindacati in testa, forse con arroganza, vincono:

ALTRO GIRO, ALTRA CORSA, ALTRO REGALO… VI VOGLIO ROVINARE.

Lo sciopero è legittimo… ma non bisogna abusarne; come per l’alcool e le medicine.

Non ho studiato abbastanza la storia degli scioperi, so per certo che gli svizzeri di Zurigo dopo essersi da sempre con fiducia serviti dello scalo genovese, un bel giorno voltarono le spalle alla Liguria e cominciarono a servirsi di Amburgo e di Rotterdam.

Perché?

Perché, a quei tempi ogni occasione era buona per incrociare le braccia.

 

 

 

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Registrazione del 2 marzo 2017

Personaggi:

 Ulivo il Saggio, Panchina Petulante, Panchina Ingenua,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Ulivo: “Ragazze, avete sentito cos’è successo in Gran Bretagna?”

Petulante e Ingenua: “No, cos’è successo?”

Ulivo: “Una cosa stranissima e veramente interessante in questa travagliata Europa.”

Ingenua: “Hanno cambiato idea e vogliono rimanere in Europa?”

Ulivo: “Ma no. Ormai il popolo ha deciso. Il problema è che, finché la Gran Bretagna non era nell’Europa, non era facile andare a lavorare a Londra… e naturalmente in tutto il Regno Unito, dopo l’entrata in Europa, tutti cittadini delle Nazioni facenti parti dell’Unione, avevano il diritto di andare e restare. È chiaro fin qui?”

Petulante: “Chiarissimo. Ora cosa sta succedendo?”

Theresa May

Theresa May

Ulivo: “Ora che la Gran Bretagna esce, in teoria i cittadini non britannici dovrebbero diventare stranieri senza più il diritto di stare in Gran Bretagna; più o meno come prima dell’ingresso nell’Unione Europea. È successo però che la Camera dei Lord avrebbe votato che tutti gli Umani cittadini dell’Unione Europea immigrati nel periodo dei britannici nell’Unione possono rimanere esattamente come prima. Ma questo non sembra sia piaciuto alla Theresa May… Capo del Governo.”

Petulante: “Ma la Theresa May voleva buttarli fuori?”

Ulivo: “Credo di sì, ovvero penso che questo dovrebbe essere il succo del Referendum dei britannici che hanno votato l’uscita dall’Unione Europea.”

Petulante: “Credo di aver sentito che un altro problema è l’uscita di altri Paesi.”

Ulivo: “Io non ne so abbastanza. Provo a chiedere al mio amico TASSO che sta abbastanza in centro a Lugano. Lui ne sente molte di più.”

Ingenua: “Se tu gli parli sentiamo anche noi?”

Ulivo: “Ma certo. Noi abbiamo delle capacità fantastiche… tipo telepatia degli Umani. Loro l’hanno distrutta coi telefonini… la telepatia.”

Ingenua: “Non capisco cosa vuoi dire.”

Ulivo: “Un’altra volta te lo spiego. Ora vedo se l’albero Tasso mi sente.”

Albero Tasso: “Sì caro amico, ti sento benissimo. Cosa mi racconti?”

TASSO o ALBERO DELLA MORTE... a LUGANO

TASSO o ALBERO DELLA MORTE… a LUGANO

Ulivo: “Dato che tu puoi captare il pensiero degli Umani che passano da quelle parti, come interpreti il comportamento di certi Governanti che parlano male dell’Europa come istituzione?”

Tasso: “Tu sai che mi chiamano anche Albero della Morte… Un giorno racconterò alle tue amiche perché mi chiamano così, però, se vogliamo fare un piccolo gioco di parole, i britannici, almeno secondo me, hanno avviato la morte dell’Europa.”

Ingenua: “Ti ho sentito sai? Ma cosa dici; ma lo sai che mi rattristi.”

Petulante: “Lascialo parlare… lui la sa lunga.”

Ingenua: “Come la sa lunga?”

Petulante: “Sì, non lo sai che lui può vivere fino a 2000 anni?”

Ingenua: “Dici davvero? Scusami Tasso se ti ho interrotto.”

Tasso: “Figurati. Dicevo che dopo la Brexit, sono stati in tanti che hanno cominciato a brontolare; in particolare hanno dato la colpa all’Euro. È vero che l’Euro è stato gestito male, però avrebbe potuto portare a una vera Unione… colla U maiuscola.”

Ulivo: “Da quello che senti, gli Umani la pensano proprio così?”

Tasso: “Non tutti la pensano nello stesso modo. So però che il problema dovrebbe essere preso in considerazione assieme ai passati storici dell’Europa stessa; non bisogna andare molto indietro nel tempo; basta andare agli anni 20… più o meno solo 100 anni fa.”

Ulivo: “Allora?”

Tasso: “Proprio a quei tempi hanno cominciato a delinearsi il nazismo e il fascismo che, messi insieme hanno devastato il mondo. Tutto però, almeno secondo me, è cominciato quel giorno in cui Hitler cominciò a desiderare un allargamento dei confini.”

Petulante: “Quando?… secondo te?”

Tasso: “Nel 1938 dopo il famoso “Anschluss” che vide l’Austria diventare parte integrante del Reich, Hitler cominciò a desiderare altri territori; ma lo fece con quel pizzico di aggressiva delicatezza per cui Francia e Gran Bretagna lo lasciarono fare. In poche parole s’impossessò del territorio cecoslovacco dei Sudeti. Se c’è dalle vostre parti il Passante Alessandro, potrà confermarvi come quell’invasione, dopo l’Anschluss, fece soffrire altri ebrei… oltre a quelli tedeschi e austriaci.”

Petulante: “Sì, il nostro amico Alessandro è arrivato qui poco fa.”

Alessandro: “È proprio così, e, se qualcuno vuole soffrire come può aver sofferto la mia sensibilità, vada a leggersi il libro “Il Bambino del Giovedì.”

Libro

Libro

Tasso: “Ne ho sentito parlare… mi hanno detto che è un bel libro e fa capire molte cose, oltre alla stupidità di certi comportamenti degli Umani… che fanno solo soffrire e non portano a nessun risultato positivo.”

Alessandro: “Infatti il Secondo Conflitto Mondiale ha portato qualche beneficio territoriale alla Francia, ma particolarmente alla Jugoslavia… ma solo sofferenze a chi credeva d’impadronirsi dell’Europa.”

Tasso: “Orbene, tornando a bomba, dopo che per Hitler l’appetito venne mangiando, fu per l’Europa una devastazione, oltre ad molti morti. Tutto questo perché in Europa c’erano molti stati e l'”educazione” era sconosciuta. Tutti cercavano di armarsi, ma, di fronte all’organizzazione teutonica, ci fu ben poco da fare.”

Tasso: “Tutti sappiamo come finì la guerra, e tutti sappiamo come un Umano tedesco, un umano francese e l’Umano De Gasperi cercarono di mettere insieme l’Europa. Se si è insieme si discute. Cose ne dici amico mio Ulivo?”

Ulivo: “Dico che hai ragione. Si può anche litigare, alzare la voce… ma se si rimane insieme in modo intelligente si può cercare di fare le cose bene. Oggi però, mi sembra che ci sia qualche problema; cosa ne dici Tasso?”

Tasso: “È proprio così. Oggi c’è un’Umana francese e un Umano italiano che dicono tante cose giuste, ma anche tante cose sbagliatissime; specialmente l’Umana francese che minaccia di fare come l’Inghilterra; quell’altro che vuole uscire dall’Euro.”

Ulivo: “Ma non è scappando che si risolvono i problemi. Dovrebbero studiare la storia. Se se ne vanno tutti, poi ricominciano a litigare con le armi. Già ora l’Umana tedesca vuole aumentare gli armamenti.”

Accordo di Monaco.

Accordo di Monaco.

Alessandro: “Ho pensato una cosa, e cioè che se l’Ucraina fosse riuscita a far parte dell’Europa, pensate voi che Putin si sarebbe impossessato della Crimea? Non è un pochino come quando Hitler volle il territorio dei Sudeti e, nell’Accordo di Monaco, Chamberlain e Daladier glielo permiserò? C’era anche la presenza, per Hitler positiva, del complice Mussolini!”

Ulivo: ” Penso che il tuo pensiero non sia sbagliato. Una cosa è sicura, e cioè che la Crimea è rimasta in Russia… dopo un plebiscito farsa proprio come quello dei sudeti negli anni 30.”

Alessandro: “Devo andare. Vi saluto. Ciao simpatiche Petulante e Ingenua.”

Petulante e Ingenua: “Ciao carissimo. Vieni presto a trovarci.”

Alessandro: “Va bene. Saluatemi il saggio Ulivo e il Tasso. Non dimenticate che dovrà raccontarci perché si chiama anche Albero della Morte.”

 

 

 

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5 febbraio 2017

Personaggi:

Panchina Petulante, Panchina Ingenua e Passante.

 

Petulante: “Sono tutta bagnata… ma son contenta.”

Ingenua: “Anch’io. Ho sentito dire che domani smetterà.”

Petulante: “E verrà il vento, il Favonio.”

Ingenua: “In Italia lo chiamano fon, perché lo innestano all’apparecchio che asciuga i capelli.”

Petulante bagnata

Petulante bagnata

Petulante: “Ma cosa cavolo dici. Il Favonio è la traduzione italiana del vento caldo che nella Svizzera tedesca si chiama Föhn.”

Ingenua: “E gli italiani aspettano che venga il vento prima di lavarsi i capelli?”

Petulante: “Lasciamo perdere. Guarda piuttosto che, anche se piove, c’è qui il nostro amico. Ciao Passante, come stai? Fermati un attimo.”

Passante: “Solo un attimo dato che piove. Preferisco il sole, ma dopo tutta la siccità che c’è stata, son contento che piova.”

Petulante: “Anche noi. Pensa un po’, di solito quando piove si dice che è brutto tempo, ora che piove e sono tutti contenti si può dire che è “bel tempo”. Cosa ne dici?”

Passante:”Dico che è proprio tutto relativo.”

Petulante: “Sai, qui non si ferma nessuno quando piove e  neppure mette le chiappe su di noi. Raccontaci un po’ qualcosa di bello.”

Passante: “Ma cosa volete che vi racconti? La sapete già l’ultima di Trump?”

Petulante: “Quell’Umano che gli americani hanno votato come Presidente?”

Passante: “Sì, proprio quello. Ebbene, come sicuramente ben sapete, come è diventato Presidente ha firmato un mucchio di decreti fra cui quello che gli abitanti di 5 Nazioni a maggioranza mussulmana non possono entrare negli Stati Uniti… anche se hanno il visto. Si sono arrabbiati in molti, fra cui il capo dello Stato di Washington a Seattle e quello del Minnesota che si sono messi contro il decreto. Allora Trump ha fatto ricorso ma per il momento il decreto è stato invalidato. Probabilmente si arriverà alla Corte Suprema. Vedremo.”

Ingenua: “Ma se l’umano Trump è il capo, come si permettono due “semplici” Governatori di mettersi contro; insomma come si permettono di non obbedire.”

Petulante: “Vedi, cara sorella, gli Stati Uniti sono una Nazione un po’ come la Svizzera. C’è la democrazia, cioè un umano da solo non può comandare da solo. Chi comanda sono le leggi e le votazioni del popolo o quelle persone che sono state delegate a “Governare”, non a comandare.”

Ingenua: “Perché governare non è comandare?”

Petulante: “Governare significa fare, anche con ordini, per il bene della popolazione.”

Ingenua; “Quindi quelli che sono stati votati, sono stati votati per fare il bene del popolo, non per farsi gli affari propri. Mi stupisco di quello che dici dato che ho sentito spesso che in Italia, quelli che dovrebbero governare diventano ricchi, non tutti naturalmente; poi, ho sentito anche che molti, che si chiamano Deputati o Senatori, dopo essere stati eletti per un partito e aver ricevuto la fiducia degli elettori, cambiano partito come se niente fosse e governano in modo diverso da quello che vorrebbero quelli che l’hanno eletto.”

Palazzo Montecitorio. Qui siedono gli Umani Deputati... quando ci sono.

Palazzo Montecitorio. Qui siedono gli Umani Deputati… quando ci sono.

Petulante: “È proprio così. Loro, cioè quegli umani, continuano a chiamarla democrazia. Forse lo è ancora, ma a me sembra una democrazia strana. Ti ricordi quando parlavamo di umani con la coscienza “difettosa”? Te lo ricordi?”

Ingenua: “Certo che me lo ricordo. Anche l’Umano Trump ha la coscienza difettosa?”

Petulante: “In un certo senso no. Lui cerca di mantenere le cavolate che ha promesso di fare; sembra però che la “Democrazia” non glielo permetta.”

Ingenua: “Anche qui in Svizzera c’è qualche Umano con la coscienza difettosa?”

Petulante: “Certo che c’è, ma, si potrebbe dire che se vuole fare il furbo, gli rendono la vita difficile. Sai qui in Svizzera si vota per moltissime cose, e, il più delle volte le votazioni vengono rispettate. Sai, la Svizzera è in mezzo all’Unione Europea e ha bisogno di un buon vicinato, per cui fa fatica a fare bene tutto quello che vuole il popolo.”

Ingenua: “Certo che questi Umani sono proprio un po’ strani.”

Passante: “Hai ragione Ingenua; in un certo senso potrebbero avere tutto quello di cui avrebbero bisogno, ma alcuni, per diventare sempre più ricchi, fanno impoverire gli altri. E questo succede anche in Svizzera. Ora devo andare. Vi saluto. La prossima volta, quando sarete asciutte, mi fermerò tranquillamente appoggiando le mie chiappe sui vostri legni.”

Petulante e Ingenua: “Ciao e grazie di cuore… ci farà piacere sentire sui nostri legni il calore delle tue chiappe.”

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Questo piccolo e semplice francobollo ha molto da dire… specialmente oggi.

Francobollo italiano del 1971

Francobollo italiano del 1971

I signori effigiati nel francobollo sono Adenauer, Schuman e De Gasperi… i veri padri dell’Europa.

Con la scusa del Carbone e dell’acciaio, avevano capito che un’Unione avrebbe impedito una nuova guerra.

I giovani, quelli che vorrebbero mollare l’Euro e abbandonare l’Europa, potrebbero dare un’occhiata alla storia e prendere atto che tanto la Prima, quanto la Seconda Guerra Mondiale sono nate in Europa. La Prima nei Balcani per apparentemente futili motivi, e la Seconda in Germania per l’avidità e l’arroganza di un dittatore… seguito dal suo popolo… almeno per buona parte.

I TRE GRANDI effigiati nel francobollo avevano capito che se si è uniti è più difficile picchiarsi, anche se si può educatamente confrontarsi. Siamo arrivati a una GRANDE EUROPA… forse troppo grande e troppo poco matura dove un certo tipo di avidità e arroganza è stata di nuovo “riesumata” e rischia, assieme al menefreghismo e alla furbizia di altri, di ritornare a certi terribili contrasti.

Tre meravigliose Nazioni sul Mar Baltico, dopo essere riuscite a “mollare” il giogo dell’ex Unione Sovietica, hanno ricominciato a respirare e ad avere la propria personalità, sicuramente grazie all’essersi “agganciate” all’UE e all’Euro. Conosciamo la fine della Crimea!

Il futuro dell’Umanità europea dipenderà dalla saggezza dei giovani europei che sapranno o riusciranno arrivare a comprendere gli insegnamenti della storia degli ultimi 100 anni.

 

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Questa nazione asiatica, prima si chiamava Birmania. Non ci sono mai stato e penso che non ci andrò mai. Fino a qualche anno fa era impossibile andarci.

da Wikipedia

da Wikipedia

La capitale è dal novembre 2005 Naypyidaw. Non so quanti di voi l’hanno sentita nominare.
Myanmar era prima, per noi Birmania, per tutti BURMA ed era una specie di Colonia Britannica.
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Esistono infatti francobolli come questo con l’effige di Giorgio V.
Come si può vedere è un francobollo indiano sovrastampato Burma, che è l’equivalente di Birmania.
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Ci sono anche francobolli coll’effigie di Giorgio VI… non sovrastampati.
La Birmania ebbe una vita molto travagliata, perché oltre ad aver subito la dominazione britannica, ebbe, durante l’ultimo Conflitto Mondiale l’occupazione delle truppe giapponesi. Non si dimentichi infatti che il Giappone faceva parte dell’Asse Roma-Berlino-Tokio.

Negli ultimi anni la Birmania (o Myanmar) ebbe importanza nelle cronache giornalistiche mondiali per la Aung San Suu Kyi che, dopo aver ricevuto il premio Nobel per la pace, fu liberata e, dopo libere elezioni si trovò al governo della Nazione.

Per me Birmania significa moltissimo dal punto di vista professionale. Sì, perché quando, appena laureato cominciai a lavorare nell’ospedale universitario di Zurigo, ad insegnarmi e darmi fiducia, fu una dottoressa birmana. Era bravissima e sapeva insegnare come si deve: Teoria e tanta pratica. Ogni volta che penso alla Birmania, non posso non ricordare quella dottoressa Rada… di Birmania, esile ma decisa e determinata. Mi seppe insegnare i rudimenti tecnici dell’anestesiologia, ma anche, di fronte alle giuste perplessità di chi inizia un difficile percorso, seppe darmi fiducia… importantissimo quando ti trovi solo di fronte alle difficoltà!

Per questa ragione avrei sempre voluto visitare quel lontano Paese… anche un po’ misterioso. Purtroppo la storia della Birmania è stata colma di tragedie, morti e… strano a dirsi… spiritualità. La Birmania è considerata “IL PAESE DAI MILLE TEMPLI”… ce ne sono infatti moltissimi e molto belli. La maggior parte della popolazione è buddista.

Un francobollo moderno

Un francobollo moderno

Purtroppo pare che proprio in Birmania, terra appunto piuttosto culla del buddismo “amore e non violenza”, viva una parte di una “strana” popolazione mussulmana… che nessuno vuole. Si tratta dei Rohingya. Ebbene, tanto i mussulmani quanto i cristiani hanno subìto varie persecuzioni. In particolare i Rohingya sono stati privati della cittadinanza e, perseguitati, cercano scampo, quando ci riescono, nel vicino Bangladesh. Penso che non andrò mai nel Myanmar.

Buche a Yangoon.

Buche a Yangoon (già Rangoon).

Un mio parente, molto più giovane di me, ci andò con un viaggio organizzato… e si ricordò di me.

Questo mio caro parente fece anche un’escursione su un “Pallone” nonché sull’acqua, uno dei tanti canali su cui vivono i birmani.

Ufficio sull'acqua a

Ufficio sull’acqua INLESEE, Si può vedere la scritta in rosso Post Office e la buca delle lettere.

È molto strano dover prendere in considerazione questo Paese che, apparentemente religiosissimo, perseguita chi non la pensa in quel determinato modo. E la cosa peggiore è che questo accade sotto gli occhi indifferenti dei “Migliori” Governanti del Mondo. Analogamente accade nel Mediterraneo, nel Medio Oriente e in buona parte dell’Africa del Nord, dal Corno d’Africa al Senegal. I “Migliori” Governanti se la raccontano… ed è indifferente se qualche migliaio di “Esseri Umani” muore. Queste sì che sono “sofferenze gratuite”.

Chissà se non è addirittura meglio? Siamo già in tanti sulla terra! È terribile l’avidità e l’ingordigia che governano il nostro povero Mondo!

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Vi ricordate questo articolo?

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2016/12/02/il-francobollo-insegna-29-t-trinca-potrebbe-aver-sbagliato/

Ho mandato l’articolo del blog a I.P.Z.S. (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Il 5 dicembre 2016 mi ha risposto una certa Silvia Barocci che sarebbe “Direzione Sistemi Informativi e Soluzioni Integrate -Responsabile Media Relations e Comunicazione”.

.Gentile signor  Alessandro,

dopo aver chiesto informazioni all’ufficio competente, Le comunico che un analogo quesito fu sollevato nel 2009 da un altro collezionista, sempre in riferimento al medesimo francobollo. Ebbene, già allora la direzione Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato precisò all’interessato che “l’immagine rappresentata è una libera elaborazione del bozzettista, che per pura casualità somiglia al versante svizzero” In altre parole, non si tratta della riproduzione di una fotografia ma della reinterpretazione pittorica di uno dei nostri artisti del Centro Filatelico, che pertanto sfugge ad ogni definizione oggettiva.

Mi auguro che la risposta degli uffici competenti possa esaudire la  Sua richiesta.

 

Colgo l’occasione per porgerLe  i più cordiali saluti

 

Silvia Barocci

 

Questa gentilissima risposta non mi è piaciuta. È impossibile interpretare una montagna e farla diventare “per puro caso” come quella montagna che si vede da Zermatt, ovvero dalla parte svizzera. Ho fatto un paio di piccole e veloci ricerche e il 6 dicembre  ho risposto in questo modo:

Gentile Signora Barocci,

 
La ringrazio della sua gentile risposta… che però mi fa sorridere.
La “pura casualità”, secondo la vostra Direzione dipende dal fatto che l'”artista” (uomo o donna?) s’è ispirato al Cervino che si trova cliccando su internet “cervino”: viene fuori quanto mi permetto di allegarle… che non è il Cervino dalla parte italiana. Hanno sbagliato anche quelli di internet. Siamo quindi di fronte a una “reinterpretazione pittorica” del Matterhorn.
Coi migliori saluti.
Alessandro
Ho allegato ciò che chiunque può vedere su internet cliccando “Cervino”.
Da Web

Da Web

…e ancora il francobollo:

Francobollo del 2008 per la Valle d'Aosta.

Francobollo del 2008 per la Valle d’Aosta.

A me sembra che il “puro caso” sia alla stessa stregua di chi cade da cavallo e dice “che voleva scendere”.

Tra parentesi, la Signora Silvia Barocci che ha un posto importante nell’I.P.Z.S., non mi ha risposto. Certo sono stato troppo noioso.

Io faccio questo perché mi farebbe piacere sapere se l’artista del Poligrafico può ammettere di aver sbagliato, ma non ci guadagno niente; la Signora Barocci, stando a quello che ho trovato su internet, guadagnerebbe € 100.000 all’anno (lordi?).

COSA NE PENSATE?

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