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Archive for the ‘Berlino’ Category

venerdì 23 dicembre 2016

Ulivo: “Avete sentito cos’è accaduto di terribile? in Germania? a Berlino?”

Petulante: “No.”

Ulivo: “La sera del 20 dicembre.”

Petulante: “No.”

Ulivo: “Un TIR è piombato sulla folla del mercatino di Natale, e ha ammazzato 12 persone. Ha ammazzato anche l’autista polacco del camion. Sembra sia un tunisino che è riuscito a scappare.”

Petulante: “È terribile! Ma come fanno gli umani ad essere così malvagi? Quando mettono le chiappe sui miei legni, parlano tranquillamente del più e del meno… o si baciano in silenzio. Gli umani sanno anche cos’è l’amore. Perché così tanto odio? Mi dice però che il cattivo è riuscito a scappare? I tedeschi che sono così perfetti se lo sono lasciato scappare?”

Ulivo: “È vero, però mi dice la tua collega, che chiameremo “Amica 1” che proprio oggi l’hanno “cuccato”, il tunisino cattivo, a Sesto San Giovanni vicino a Milano.  L’hanno ammazzato perché ha sparato a uno dei due poliziotti; l’altro è riuscito a freddarlo.”

Petulante a Amica 1: “Come hai fatto a saperlo?”

Amica 1: “Poco fa si son seduti su di me due umani, e armeggiavano coi telefonini, e uno, a un certo punto ha detto forte all’altro: “Che bello, hanno beccato quello stronzo di tunisino e l’hanno fatto fuori.”

Petulante: “Hanno anche detto come ha fatto ad arrivare in Italia?”

Amica 1: “Sì, è passato dalla Francia.”

Petulante: “Quindi, tanto i tedeschi, quanto i francesi se lo sono lasciato scappare. Per queste cose ci vogliono gli italiani. Ne parlano sempre male, ma quando vogliono, le cose le sanno fare.”

Ulivo: “Sì, quando vogliono.”

Petulante: “È proprio così.”

Ulivo: “La prossima volta ti racconto di quello che è successo a Roma.”

Petulante: “Lasciamo passare il Natale. Ciao… anche a te Amica 1. Saluta anche Amica 2. “

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I Nostalgici hanno dimenticato le terribili “sofferenze gratuite” che milioni di persone hanno dovuto sopportare.

Ho potuto fotografare… a Berlino.

L'ultima bandiera del Cremlino

L’ultima bandiera del Cremlino


vicino al famoso Charlie Ceckpoint
Charlie

Charlie

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Certo che la Germania mi ha impegnato molto. Siamo quasi arrivati ai giorni nostri, nel senso che stiamo arrivando a quel giorno in cui il grande Gorbaciov aiutò a far piazza pulita del muro che divideva i berlinesi e, di riflesso, i tedeschi.

Riunificazione tedesca.

Riunificazione tedesca.

Era il 3 ottobre 1990 quando comparve questo semplicissimo francobollo. La Germania riunita, con all’inizio qualche difficoltà ricominciò ad essere qualcosa di più della locomotiva d’Europa.

Ricordo che in quel periodo mi trovavo in Germania, vicino a Friburgo, per un corso di specializzazione; ricordo che chiesi a un medico tedesco: “E ora come la mettete coi tedeschi della Germania Orientale?” Mi rispose: “Ora bisogna che anche loro imparino a lavorare.”

Perché, prima non lavoravano? Pare che non lavorassero troppo, ma ricevevano dallo Stato quanto sufficiente per tirare avanti… mai troppo.

Uno

Uno

Prima della caduta del muro i francobolli della Germania Occidentale erano targati DEUTSCHE BUNDESPOST. Come questo che c’insegna che è esistito questo personaggio: Monaco tedesco del 1400 che avrebbe scritto L’Imitazione di Cristo.

Io non ne sapevo nulla prima d’ora, ma è interessante come oggi, l’aiuto di Wikipedia aiuta a districarsi. Non è sempre facile ed è facilissimo prendere delle cantonate e ricevere delle informazioni sbagliate. Il personaggio di questo francobollo invece è molto conosciuto… anzi forse troppo.

DUE

DUE

Penso che fosse tutt’altro che un mistico. Chissà! Una cosa è certa che Lenin e Stalin si sono almeno in parte ispirati a lui per compiere le scellerate azioni che molti di noi conoscono. Per qualcun’altro non furono scelleratezze… specie quando le truppe dell’Unione Sovietica invasero l’Ungheria desiderosa di libertà.

Per ultimo, possiamo vedere un francobollo che commemora coloro che pensarono bene di mettere un freno alle libertà o licenze di coloro che

TRE

TRE

Governavano la Chiesa Cattolica: i protestanti luterani.

In questo francobollo viene commemorata la “Federazione Mondiale Luterana” in quel di Hannover nel 1952.

Peccato che le poste cerchino di eliminare i francobolli, dato che, se se ne ha voglia, quando arriva una lettera con francobollo, può essere interessante approfondire l’argomento accennato arrivando, come in questo caso, a cercare e trovare il perché del protestantesimo, arrivando poi a scoprire i calvinisti, i seguaci di Zwinggli, e così via. Non colleziono i francobolli tedeschi, ma non li butto via…

IRIS

IRIS

…nello stesso modo come non ho buttato via questo bell’Iris della serie ordinaria che fa bene all’occhio.

Come con questo piacevole francobollo, ci sarebbero sicuro molti altri francobolli da scoprire.

Ora la Germania è unita e cerca di dettar legge all’Europa. Anche lei può sbagliare e l’ha dimostrando con delle “terribili” truffe automobilistiche… stimolate dal desiderio di avere il mercato in mano e guadagnare tanti soldi… quei soldi che non hanno però mai fatto la felicità.

Dicono infatti che non ce li possiamo portare dietro dato che, tutto quello che abbiamo è semplicemente “in prestito“.

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A quei tempi mi sarebbe piaciuto molto poter visitare Berlino… anche se sarebbe stato necessario attraversare i “corridoi” della Germania Orientale. Sì, perché andare a Berlino non era come ora. In auto c’erano i tragitti obbligati ed era proibito sgarrare, in treno c’erano alcune assi ferroviarie… e basta. C’erano maggiori collegamenti con i Paesi dell’Est che erano sotto l’influsso sovietico.

Le 4 zone di Berlino

Le 4 zone di Berlino

Berlino era divisa in 4 settori, che, come si può ben vedere nella figura e dalle bandiere, corrispondevano alla Francia, alla Gran Bretagna, agli Stati Uniti e all’Unione Sovietica. Nei settori detti occidentali si poteva circolare liberamente, per il settore sovietico il discorso era talmente diverso per cui, a un certo punto fu costruito il famoso MURO che impediva anche di vedersi.

Tornando all’uso dei francobolli, che contrariamente a quello che pensano le nostre Poste Italiane sono quei pezzettini di carta che si pagano in anticipo e servono per dimostrare di aver pagato la tassa per il trasporto… a destinazione in tempi decenti, a quei tempi, in quel di Berlino, la parte sovietica era ormai fagocitata dal totalitarismo e si arrivò alla DDR, mentre la parte Ovest aveva propri francobolli.

Francobollo per Berlino

Francobollo per Berlino

Ci fu però un piccolo periodo, dal 3 settembre 1948 fino alla fine di marzo del 1949, in cui tutta Berlino dovette usare i francobolli precedenti con la sovrastampa BERLIN come quello che si trova qui a lato.

Dalla fine di marzo, solo Berlino Ovest ebbe propri francobolli perché l’altra Berlino cominciò a utilizzare quelli che venivano emessi dalla Deutsche Demokratische Republik che diventerà DDR.

I francobolli per Berlino ebbero, fino al 1954 la scritta DEUTSCHE POST BERLIN come questi della serie “Uomini della Storia di Berlino.

Personaggi Celebri

Personaggi Celebri

Questi francobolli sono del 1952 e 1953. Questi quattro signori sono stati sicuramente importanti per l’Umanità. Due sono noti a molti e sono Max Planck e Rudolf Virchow… il primo in particolare fu l’ideatore della “fisica quantistica” e fu considerato, assieme ad Albert Einstein, uno dei pilastri della fisica moderna. Ebbe pure il riconoscimento del Premio Nobel nel lontano 1918. Rudolf Virchow fu un medico patologo e scienziato particolarmente “moderno”. Pur essendo morto nel 1902, seppe anticipare attuali realtà della medicina.

È interessante come partendo da un semplice francobollo si possa arrivare ad imparare molte cose. Certo che oggi, grazie ad internet è molto più facile. Peccato che le nostre Poste Italiane cerchino di portare al “disuso” il francobollo e per chi usa un francobollo ordinario, anziché mettergli a disposizione qualcosa di bello che dia lustro all’arte dell’italiano, gli dà, da far viaggiare dei francobolli brutti come questo:

€ 1.00 - viaggiato ma non timbrato.

€ 1.00 – viaggiato ma non timbrato.

I trattini elettronici dimostrano che è stato usato per posta, ma non è stato obliterato come sarebbe necessario. Quindi dimostra, e accade sovente, l’incapacità dei dipendenti delle poste di eseguire il lavoro a cui sono preposti.

Per tornare alla Germania, anni fa ho scoperto questo bel “veicolo” in dotazione al postino di Friedrichshafen.

Sul Lago di Costanza... a Friedrichshafen.

Sul Lago di Costanza… a Friedrichshafen.

Fu in occasione di quel giorno bellissimo in cui mi trovai a volare su uno Zeppelin come questo… che qualcuno già conosce:

Il moderno Zeppelin NT

Dopo il 1954, e fino alla caduta del famoso Muro, i francobolli di Berlino presero la scritto DEUTSCHE BUNDESPOST BERLIN a dimostrazione del collegamento con la Germania Occidentale che aveva la capitale a Bonn. Naturalmente, nella serie ordinaria non poteva mancare la Porta di Brandeburgo simbolo della città.

coppia da 10 pfennig

coppia da 10 pfennige

Scartabellando fra i francobolli accantonati, ho trovato questo che mi ha permesso di conoscere qualcosa di più dell’arte dei tempi passati e di come un regime totalitario possa distruggere la creatività.

Max Liebermann

Max Liebermann – Francobollo del 1972

Ho imparato che questo pittore ricordato dalle poste tedesche di Berlino, fu un pittore molto conosciuto e particolarmente attratto dal realismo di Gustave Courbet.  In Italia è molto conosciuto il dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo:

Quarto Stato

Quarto Stato

Al Max Liebermann di famiglia ebrea, Hitler vietò nel 1933 di dipingere e quindi di vivere. Grazie a Internet, mi hanno colpito particolarmente questi due quadri:

Die Raserbleiche

Die Raserbleiche

e cioè le donne che stendono sull’erba i panni affinché al sole diventino di un colore più vivo e più bianco, e:

Flachsscheuer in Laren

Flachsscheuer in Laren

Sono le tessitrici di lino in un fienile nella località olandese di Laren. Oltre al duro lavoro delle donne, si possono vedere i giovincelli, che girano la ruota. Oggi si parlerebbe di lavoro minorile.

Come si fa a scrivere un articolo stimolato da buche delle lettere senza pubblicare una buca delle lettere? Non sarebbe corretto.

Questa, l’ho trovata grazie a internet… e, per caso. È una vecchia buca della Germania Est:

Buca della DDR - Sembra nuova

Buca della DDR – Sembra nuova

 

 

FINE SETTIMA PARTE

 

 

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Ricapitolando, quando fini quella terribile guerra definita SECONDA GUERRA MONDIALE, la Germania si ritrovò amministrata dalle quattro potenze vincitrici che ebbero ognuna una “fetta” dell’ex GROSS DEUTSCHES REICH. Ogni fetta era amministrata da una delle quattro Nazioni. Berlino subì la stessa sorte, come se fosse una torta; in un primo tempo si poteva passare da una zona all’altra senza nessun problema… fino alla costruzione del famoso MURO.
Abbiamo visto i francobolli della zona amministrata dai francesi.

Zona Angloamericana

Zona Angloamericana

Vediamo ora alcuni francobolli della zona amministrata dagli Angloamericani.

Come francobolli non sono assolutamente belli. Erano serie abbastanza lunghe.

Dopo queste serie, che anche dal punto di vista cartaceo non poema assolutamente far pensare al risveglio di una Germania Unita.

Nello stesso periodo, nella zona amministrata dai sovietici c’erano dei francobolli simili ma graficamente tali per cui credo che si potrebbe definirli più “duri”, nel senso che non lasciavano spazio a, almeno dal mio punto di vista a speranza di rinascita o serenità. Questa durezza permette di presagire il carattere che avrà la REPUBBLICA DEMOCRATICA TEDESCA o Germania Orientale o DDR, dove Berlino Orientale ne sarà la capitale.

Zona Sovietica

Zona Sovietica

Questi sono due francobolli da 6 e 15 pfennig.

Vennero usati nella zona sovietica, sempre con dicitura DEUTSCHE POST, come nella zona Angloamericana

Furono utilizzati dopo i bruttissimi francobolli stampati per ogni “Land” sempre sotto i sovietici, che potremo vedere dopo.

Prima questi, semplici e potabili Deutsche Post serie ordinaria coi vari monumenti stilizzati:

Prima di Deutsche Bundespost

Prima di Deutsche Bundespost

In questi francobolli sono stilizzati alcuni dei monumenti più importanti della Germania.

15 – Municipio di Francoforte.

10 – Duomo di Colonia.

8 e 50 – Frauenkirche di Monaco di Baviera.

20 e 30 – Porta di Brandeburgo a Berlino.

Alto valore

Alto valore

Poi ci sono i valori alti in Marchi. E qui è raffigurato l’Holstentor di Lubecca che, grazie a un viaggio organizzato appositamente l’ho potuto vedere… e ammirare. L’ho trovato d’una bellezza e d’una imponenza inspiegabile.

Lubecca fu una delle più importanti città della Lega

Moneta da 2 Euro

Moneta da 2 Euro

Anseatica assieme, fra le altre, ad Amburgo e Brema. Questa è la porta d’entrata della città costruita coi mattoni rossi in stile “gotico baltico”. Potrebbe capitarci d’incontrarla dato che nel 2006 è stata messa su una moneta da € 2 della Germania.

Ricordo che, pur avendo visto più volte l’edificio in fotografia, quando, arrivato a Lubecca nel tardo pomeriggio mi trovai davanti quelle due torri, rimasi quasi commosso. Bisogna sottolineare il fatto che già dal 1965 avrei voluto vedere quel monumento.

Ne scrissi, con fotografia:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2011/01/09/appunti-di-viaggio-13/

Per Lubecca, e non solo, bisognerebbe ricordare una terribile sofferenza che quei cittadini

Campane fuse della Marienkirche

Campane della Marienkirche fuse dal calore degli incendi.

dovettero subire. Il bombardamento a tappeto sulla città del 28 marzo 1942 da parte delle forze aeree britanniche (RAF). Quello che fa pensare è che il bombardamento con bombe incendiarie fu diretto proprio al centro storico… così bello per cui oggi è stato decretato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Pare che il bombardamento a tappeto di Lubecca fosse esclusivamente per fiaccare psicologicamente lo spirito dei nazisti.

Ancora non avevo il tarlo delle buche delle lettere. Nella recente breve sosta ad Amburgo, ho però potuto “eternare” queste due buche:

Hamburg Hbf

Hamburg Hbf

Tornando ai francobolli durante l’occupazione dei paesi vincitori, della Zona sovietica ho trovato questi francobolli, uno per ogni Land (Provincia o Regione):

Turingia

Turingia

Provincia Sassonia

 

 

 

 

 

 

 

Questi francobolli, ad eccezione di quello Sassonia Ovest quello Berlino e Brandeburgo sembrano “fatti in casa”, e su una carta decisamente scadente. Chissà se sul retro avevano la colla.

Meclemburgo-Pomerania Anteriore

Meclemburgo-Pomerania Anteriore

Sassonia Ovest

Sassonia Ovest

Sassonia

Sassonia

Berlino e Brandenburgo

Berlino e Brandenburgo

Interessante il foglietto con sovrapprezzo per la beneficenza.

In questo caso indirizzata alla pace natalizia del 1945 e al benessere della Turingia. Quello del 1945 era il primo Natale dopo la fine delle ostilità. Chissà se negli anni seguenti, quando prese il sopravvento il regime comunista della DETSCHE DEMOKRATISCHE REPUBLIK, era ancora permesso festeggiare il Natale come festa religiosa!

All’inizio, ovvero prima della costruzione del famoso muro, era abbastanza facile passare da una zona all’altra della Germania.

Dopo ci furono 2 stati separati, la BUNDESREPUBLIK DEUTSCHLAND con capitale a Bonn e la DDR, appena menzionata che aveva capitale a Pankow (Berlino).

 

 

 

 

 

Foglietto TURINGIA per beneficenza

Foglietto TURINGIA per beneficenza

E per finire, un francobollo della Zona Angloamericana con sovrastampa: Zona d’occupazione 100px-SBZ_1948_197_Maurer,_Bäuerinsovietica.

Tutti questi francobolli venivano usati nella zona sovietica, un poco come accadeva nella zona francese, e cioè francobolli diversi per le varie regioni o provincie, solo in due casi con la scritta Germania. Cosa che poteva sembrare una punizione per aver scatenato la terribile guerra.

Anche l’Italia fu nella lista dei Paesi perdenti. Dopo il 1945 ci furono delle divisioni, ma non così tante

Rimangono ancora da considerare i francobolli di Berlino… EST (zona russa) ed OVEST (zone: francese, americana e britannica… per non parlare delle… finalmente due Germanie.

FINE QUINTA PARTE

 

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Siamo rimasti ai francobolli del Reich tedesco.
Naturalmente non si può dimenticare il fautore di quella tragedia che portò morte e distruzione… anche lui su un francobollo.

Un francobollo del Reich

Un francobollo del Reich

Dopo la disfatta della Germania intervennero le Potenze Vincitrici (Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia) e divisero la Germania e Berlino in particolare in 4 zone più la SAAR che passò sotto l’influenza della Francia.

Oggi, come abbiamo visto, sui francobolli della Germania riunita c’è scritto semplicemente DEUTSCHLAND; a quei tempi, in cui la Germania vera e propria non esisteva più, le Amministrazioni Postali erano innumerevoli, e dipendevano, almeno agli inizi, da uno dei 4 stati vincitori del conflitto.

Come scrissi, non ho mai collezionato i francobolli tedeschi, però, ho sempre tenuto e messo da parte quelli che mi venivano regalati. Per questa ragione, e grazie a internet… che aiuta, sono riuscito a mettere a fuoco quali francobolli venivano utilizzati nelle varie zone. Questo mio piccolo excursus è sicuramente lacunoso, per cui accetto con grande piacere chi potrà correggermi o darmi notizie ulteriori.

Zone tedesche alla fine del secondo conflitto mondiale

Zone tedesche alla fine del secondo conflitto mondiale

In questa cartina ci sono pure le bandiere che possono indicare la situazione strategica delle varie zone. Da notare la piccola zona francese, ma ancor più la piccola zona tratteggiata poco sopra la bandiera francese. È il territorio della Saarland, già conteso prima della guerra fra Francia e Germania… passato poi alla Germania dopo un referendum. Dal 1957 è stato reintegrato nel territorio tedesco come Land.

Devo dire che, quando fra parenti e amici si sparse la voce che collezionavo foto di buche delle lettere, ogni tanto qualcuna di queste persone mi invia gentilmente delle foto interessanti.

Per quanto riguarda la Germania, mi “regalarono” questa bellissima foto di una buca di Brema (Bremen)… dove, fra l’altro avrei voluto sempre andare.

Sì perché Brema, assieme ad Amburgo e Lubecca è una città importante della Lega Anseatica. A Lubecca ho potuto andarci… a Brema non ancora.

Buca di Brema

Buca di Brema

Ma non basta. È di Brema anche questa antica cabina telefonica con la scritta in gotico: Offentlicher Fernschprecher, che tradotto letteralmente è: Apparecchiatura pubblica per parlare lontano.

BREMA - Cabina telefonica.

BREMA – Cabina telefonica.

Fu effettuata la divisione in zone della Germania, per evitare che la stessa riuscisse a diventare “importante e forte.” Difatti ci riuscirono così bene per cui oggi non è possibile, almeno economicamente, NON far riferimento alla Germania “riunificata” e a Berlino.

Delle 4 zone la più piccola era quella francese che includeva la Sarre o Saarland. Questo Land tedesco diventò parte integrante della Germania Occidentale nel 1957 dopo il Referendum del 1955. Prima di allora, naturalmente dopo la guerra, aveva propri francobolli come questo (l’unico finora da me trovato scartabellando qua e là):

Francobollo Saarpost in valuta francese.

Francobollo Saarpost in valuta francese.

Sempre nella zona francese c’erano altri francobolli in uso nella “provincia”  corrispondente. Nessuno menzionava la Germania. Una di queste era BADEN, e questi una parte dei francobolli usati.

Francobolli del BADEN

Francobolli del BADEN

La regione Baden occupata fino al 1952 dai francesi, era in realtà solo la parte sud del Baden (Südbaden) con capitale Freiburg im Breisgau. Per gli amanti delle cose dolci, questa zona può far pensare alla FORESTA NERA e, naturalmente alla famosa torta che ha lo stesso nome.

E questi quelli del WÜRTTEMBERG:

Francobolli del Württemberg

Francobolli del Württemberg

Oggi, Baden e Württemberg sono uniti in un unico Land, uno dei sedici della Germania “unita” dopo il crollo del muro di Berlino. La capitale è Stoccarda.

Prima della riunificazione, sono ancora molti i tipi di francobolli usati in Germania, anche quando venne meno la giurisdizione delle 4 Potenze vincitrici.

FINE TERZA PARTE

 

 

 

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Il tarlo delle buche delle lettere è in me da… relativamente poco tempo.

Fui in Germania per la prima volta, se non vado errando, nel 1948. In quell’anno ero da mia nonna, in Svizzera, e, con una cugina di mia mamma, andai da Romanshorn a Friedrichshafen (col vaporetto… naturalmente!).

 

Lago di Costanza

Lago di Costanza

La cugina andò a trovare un’amica, mentre per me affittò una barca e remai tranquillamente sottocosta in acque tedesche. Ricordo poco di quella visita. Mi rimase impresso lo squallore di una Germania appena uscita da una guerra catastrofica.

Andai molte altre volte in Germania, prima e dopo la caduta del muro di Berlino. In due situazioni particolari ho potuto verificare l’efficienza dei sudditi della Merkel, in una terza occasione mi fu possibile dare spazio all’acquisizione di un’istantanea a favore delle mie famose buche.

Anche la Germania, almeno quella dell’ovest, aveva il proprio miracolo e lo dimostrava in modo abbastanza palese, ogni volta che qualcuno la raggiungeva come turista. Già c’ero andato da studente pernottando negli Ostelli della Gioventù. Non ero andato oltre il lago di Costanza, ma avevo notato il desiderio tedesco indirizzato all’efficienza e alla gentilezza.

Lo constatai quando per studio, andai in un paesello della Foresta Nera o, da quelle parti.

Fu un avvenimento incredibile che val la pena di essere raccontato. Ripeto, dovevo andare in un paesello di poca importanza strategica a nord di Friburgo in Breisgau.

Presi tranquillamente il treno sapendo che a Basilea avrei dovuto cambiare. Dopo essere salito sul treno tedesco, dopo la partenza arrivò gentilissimo e puntuale il controllore. In Germania non chiedono al viaggiatore se ha il biglietto come si fa in Italia o in Svizzera, no, là chiedono la “carta di viaggio” che è la traduzione letterale di Fahrkarte. Mostro tranquillamente il mio biglietto e chiedo al controllore se questo treno si sarebbe fermato al “Paesello”. Il controllore, guarda l’orario e risponde: “Sì, si ferma.”

Sono tranquillo.

Dopo Friburgo e, dopo la partenza del treno arriva un altro controllore al quale chiedo: “A che ora arriviamo al Paesello?”

“Ma questo treno non ferma al Paesello. Lei deve scendere alla fermata prima o a quella dopo.”

Friesenheim - La stazioncina della località che chiamo Paesello.

Friesenheim – La stazioncina della località che chiamo Paesello.

“Perbacco. Per fortuna che gliel’ho chiesto. Peccato! Il suo collega in partenza da Basilea mi disse che si sarebbe fermato.”

Di rimando il controllore: “Mi dispiace molto. Aspetti un momento. Ora c’è la fermata e devo scendere. Torno fra poco.”

Il treno si ferma, e poco dopo riparte.

Il controllore torna da me e: “Il mio collega si è sbagliato. Avrebbe dovuto stare un po’ più attento. Dato che a lei è stata data un’informazione sbagliata e lei si è organizzato in modo conseguente, durante la fermata ho fatto un paio di telefonate e ho fatto in modo che il treno fermi al Paesello.”

Si prenda atto che non era ancora l’era dei telefonini. Quel controllore usò il telefono “fisso” della stazione durante la fermata.

E il treno si fermò in quella stazioncina sperduta in mezzo alla campagna semplicemente per far scendere me. Un’informazione sbagliata? Non importa, bisogna essere gentili e, nel limite del possibile riparare. Era questa l’efficienza, la gentilezza e l’educazione delle ferrovie tedesche? Sembrava di sì.

Dopo essere sceso dal treno, nel buio della sera invernale, trovai fortunatamente un impiegato, l’unico della stazione. che mi chiamò un taxi. Mi fu possibile raggiungere l’albergo, darmi una sistematina, andare a cena e, dopo aver passato una notte nel letto d’albergo, essere pronto, l’indomani per il corso di specializzazione.

Quel Paesello si trova proprio sulla linea che, qualche anno dopo mi permetterà un’altra interessante situazione… degna della gentilezza di un personale efficiente.

Ero ad Amburgo… su un ICE che parte in perfetto orario verso sud. In meno di 8 ore avrei dovuto essere a Berna.

Avevo programmato, intorno a mezzogiorno, di andare a mangiare nel vagone ristorante. Non era un self service e sufficientemente buono con servizio gentile e prezzi abbordabili. D’altra parte ero in vacanza e pensai fosse giusto e necessario prendersi qualche piccola soddisfazione.

Il viaggio procede spedito e senza intoppi finché l’altoparlante del treno chiede l’intervento di un medico. Non conosco troppo bene la lingua tedesca, però non posso star fermo. L’Avrei fatto volentieri dato che non avevo alcuna attrezzatura medica o medicamenti di sorta e non potevo immaginare cosa avrei potuto trovare.

 

Raggiungo il vagone dove qualcuno sta male e ha bisogno di un medico. Trovo un uomo anziano coricato nel punto dove finisce il vagone, vicino alla porta d’uscita. È dolorante. 

Era caduto e si era fratturato, probabilmente il collo del femore. A causa del mio tedesco imperfetto, non l’avevo capito. Credevo che avesse male da qualche parte, e per questa ragione l’avessero coricato perché fosse il più comodo possibile. Per fortuna, pochissimo dopo, arrivò un medico “vero” che parlava il loro buon tedesco e l’enigma fu risolto.

Quando il treno arrivò alla prima fermata, sul marciapiede era ad attenderlo un’ambulanza e, con le dovute moderne cautele (analgesici, cuscini d’aria, ecc.) e coll’ausilio di un medico, l’anziano fu “issato” sull’ambulanza e il treno poté ripartire.

Ripartì con un’ora circa di ritardo.

A questo punto iniziò l’efficienza delle ferrovie tedesche. La consapevolezza del ritardo causato da una situazione particolare nella quale non c’era, da parte delle ferrovie, colpa alcuna, spinse il personale a minimizzare il disagio ai viaggiatori che avrebbero perso le previste coincidenze.

Per questa ragione, l’altoparlante del treno cominciò a consigliare le fermate per la varie destinazioni e le eventuali variazioni di percorso.

Per me il viaggio continuò in parte nel vagone ristorante. Ricordo ancora cosa mangiai: Spezzatino con contorno di patatine. E, da bere, naturalmente una birra tedesca.

 

Quanto accadde in quel vagone ristorante ha dell’inverosimile se vogliamo fare un paragone col modo di considerare la clientela da parte dei Dirigenti o “Addetti ai Lavori” di Trenitalia.

Presi posto nel vagone ristorante e, dopo aver dato un’occhiata al menu, ordinai lo spezzatino; la signorina che prese l’ordinazione mi disse: “Lei ha diritto a una bevanda gratuita non alcoolica.” Pensai di non aver capito bene e chiesi: “Per quale ragione?”.

La risposta: “Dato che lei si è offerto di aiutare quell’uomo infortunato, le Ferrovie Tedesche le offrono una bevanda per ringraziarla.”

Risposi: “Ma io non ho fatto nulla di speciale, anzi, a causa del mio tedesco imperfetto non sono stato di alcun aiuto.”

“Non ha alcuna importanza” rispose la signorina “Lei si è scomodato dal suo posto e le Ferrovie vogliono dirle grazie.”

“Bene, grazie. Dato che la birra è alcoolica, alla fine prenderò volentieri un caffè.”

Questi sono i tedeschi degli anni 2000? Ma questi sono gli stessi tedeschi che hanno votato l’Angela Merkel?

La prima volta che fotografai una buca delle lettere tedesca, fu nel 2008 a Kiel, nel nord.

3 buche a Kiel

3 buche a Kiel

Sempre a Kiel, ma durante un’altra occasione, cercai un ufficio postale per spedire una cartolina ai miei nipotini. Trovai una specie di cartoleria che fungeva da ufficio postale e aveva solo francobolli brutti, o per lo meno, non commemorativi.

Francobollo da Kiel

Francobollo da Kiel

È interessante notare come in Germania non si sa dove viene timbrato il francobollo. Semplicemente BRIEFZENTRUM (Centro delle lettere).

Ora sul francobollo c’è scritto Deutschland (Germania). Un tempo però, prima della guerra, c’era scritto Deutsches Reich.

Non ho mai collezionato i francobolli tedeschi. Semplicemente li ho tenuti quando me li regalavano.

Alcuni francobolli del Reich tedesco

Alcuni francobolli del Reich tedesco

Quando finì la Seconda Guerra Mondiale, la Germania fu fatta “a fettine” più o meno grandi. La stessa sorte toccò alla città di Berlino.

Postalmente parlando ci fu una certa rivoluzione che ricalcò la situazione delle “fettine”.

FINE SECONDA PARTE

 

 

 

 

 

 

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