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ADESIONE DEL CODICE DI AVVIAMENTO POSTALE

Eccovi un francobollo completamente dimenticato.

Correva l’anno 1967 quando le Poste Italiane decisero di adottare l’elettronica per smistare meglio gli invii postali. Vararono il Codice di Avviamento Postale (CAP) che doveva essere scritto prima del comune di destinazione. Per le città di una certa importanza, era necessario consultare l’opuscolo relativo, e si trovava il numero per quella determinata via o piazza.

Le Poste emisero due francobolli nel 1967 e altri due nel 1968. Fino ad allora si doveva scrivere solo la provincia o, nelle grandi città, il numero del rione dopo il nominativo della città.

LIBRETTO "CODICE DI AVVIAMENTO POSTALE del 1967

Oggi il CAP è diventato abituale quasi come il Codice Fiscale che ci ha permesso di essere numerati e catalogati.

Le Poste hanno propagandato il CAP in molti modi. Il modo per loro più semplice era quello dei timbri postali di propaganda.

A quei tempi le Poste Italiane non erano ancora una S.p.A. e, almeno apparentemente, non erano ancora interessate a diventare una specie di banca. C’era, almeno sembrava che fosse così, l’interesse a servire lo Stato e i cittadini. Un buon funzionamento delle poste aiutava il lavoro di molte imprese.

Il libretto con tutti i numeri d’Italia veniva distribuito capillarmente.

Consigliavano anche il modo giusto di scrivere un indirizzo; non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale.

Timbro da ROMA PRATI del 29 febbraio 1968

Questo timbro su una busta affrancata con 50 lire dice:

APPLICATE IL NUMERO DI CODICE

La parte più simpatica è il fiorellino con sotto la scritta:

non ti scordar di me

che, come tutti sanno è anche il nome di un fiore.

NONTISCORDARDIME

Questo timbro è meglio visibile dalla stessa busta come timbro d’arrivo.

Bisogna ricordare che in quegli anni le Poste Italiane erano responsabili e, salvo eccezioni, mettevano un timbro d’arrivo su ogni lettera; non solo le Raccomandate. Era quindi possibile verificare la data di partenza e quella di arrivo.

La destinazione di quella lettera era Genova. Nello spazio di una notte la lettera arrivò a destinazione. Lo si può constatare dal timbro d’arrivo:

Timbro d'arrivo dell'1 marzo 1968 di GENOVA CORRISPONDENZE

Mi sembra molto interessante mettere in rilievo il fatto che le Poste Italiane volevano mettersi al passo coi tempi ed essere veramente efficienti.

Non c’era ancora la velleità di diventare una Banca e “guadagnare” tanti soldi.

Le Poste dimostrarono con altri timbri il desiderio di essere, come tali, efficienti e al servizio degli italiani.

Questo del 1960 ne è un esempio:

PER IMPOSTARE NON ASPETTATE LE ORE SERALI - 1960

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