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Archive for the ‘crisi’ Category

Ho letto questo articolo. So che è di una persona che sa cosa sia la sofferenza.

 

https://maricri48.wordpress.com/2019/01/04/e-il-naufragar-me-dolce/#comments

 

 

L’articolo, che vi prego di leggere, semplicemente parla delle sofferenze di certi migranti su una nave che, recentemente, nessuno voleva ; nessuna Nazione voleva farli sbarcare.

Ragioni egoistiche delle nazioni coinvolte ?

Ragioni di spazio ?… perché noi europei siamo già in troppi ?

Ragioni di lavoro ?… perché c’è già abbastanza disoccupazione ?

Ragioni di religione ?… perché l’Europa rischia l’islamizzazione ? o…

…ragioni economiche ?… l’Europa non vuole altri pezzenti e morti di fame ?

 

E poi ci potranno essere molte altre ragioni… ma non credo razzismo nel vero senso della parola.

 

Sono un ignorante e non conosco bene tutto quello che succede nella politica italiana e in quella europea… per non parlare di quella mondiale particolarmente astrusa e con tanti punti interrogativi.

Ho fatto il medico. Ho anestetizzato tanta gente… giovanissima e vecchissima ; ho visto morire e ho visto nascere (sala parto)… come chirurgo (poco), ma molto come anestesista (taglio cesareo).

Ho anche fatto il medico « a modo moi »… cioè nell’ambito della medicina naturale e con una metodica veramente antichissima : « l’ipnosi… strettamente medica ».

Ai tempi… proprio ai tempi in cui ero ancora giovane e decisamente quasi solo ottimista, mi trovai ad occuparmi di alcuni giovani eroinomani… l’ipnosi poteva aiutarli.

 

Un caso :

Due ragazzi, fratelli, eroinomani si trovavano in fase di astinenza… soffrivano e, avrebbero smesso di soffrire se avessero avuto a disposizione l’agognata eroina.

 

Di fronte a questa « grande », ma « gratuita » sofferenza, l’animo buono e affettuoso del nonno gli mise in moto le gambe e, con la necessaria quantità di pecunia in tasca, lo portò dove era possibile trovare l’oggetto del desiderio… l’oggetto nefasto e paradisiaco (momentaneo) che avrebbe potuto lenire la tanta sofferenza dei nipoti.

L’oggetto nefasto e paradisiaco si chiamava eroina che, come tale, avevano dimostrato essere deleterio.

Il nonno lo sapeva, e sapeva anche che quella dose avrebbe eliminato la sofferenza dei nipoti… ma per poco tempo e che poi tutto sarebbe ritornato ad essere come prima… o peggio.

Questa la situazione prima del mio intervento… senza risultati positivi… se ricordo bene.

 

Secondo voi, quel nonno così affettuoso, faceva bene ad andare a caccia di eroina per amore dei nipoti ?

 

Secondo me no…, non foss’altro che per il fatto che l’intervento non avrebbe sortito un risultato positivo e definitivo, ma avrebbe procurato solo danno.

 

Analogamente, secondo voi, andare a soccorrere un certo numero di migranti sarebbe utile e doveroso ?

 

Secondo me, chi soffre deve essere aiutato e, quei poveretti dovrebbero essere aiutati… soccorsi, ma in un modo diverso… non per avere degli accattoni in più o degli spacciatori in più sul suolo nazionale. Che poi… loro… dopo essere stati salvati, stipati da qualche parte, distribuiti come se fossero panini un po’ qua e un po’ là in Europa… sono felici ? non sono neppure vivi, perché questa non è vita.

 

Quindi ? bisogna che ci si dia da fare a livello mondiale… a Ginevra e a New York ci sono tanti di quegli organismi internazionali… che fanno ? sono dei mangiapaneatradimento ?

E poi… almeno da noi… non si sfruttino i migranti per litigare… politicamente.

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Registrazione del 2 novembre 2018

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

L’Albero: “Caro Alessandro, che piacere vederti. Cosa hai fatto in tutto questo tempo?”

Alessandro: “Niente di speciale. Ho avuto molte cose a cui pensare… anche al fatto che mi sto accorgendo di essere un po’ vecchio davvero… sì, sì, proprio così. E tu, vedo che cinci a perdere il tuo bel verde… cominci a prepararti per l’Inverno.”

L’Albero, oggi 2 novembre 2018, comincia appena appena ad ingiallire.

L’Albero: “Per te importante è lo spirito. Sì, mi sto preparando al sonno invernale.”

Panchina Ingenua: “Sì, lo sento anch’io dalle tue chiappe che il tuo spirito è buono. Ti vieni a sedere? Ti abbraccerei… ma non posso; però i miei legni sono per te diventati quasi morbidi… solo per te.”

Alessandro: “Cara Petulante, non cambierai mai. Devo dire che si sta bene. Brava.”

L’Albero: “Abbiamo sentito che in Italia ci sono stati dei disastri terribili… anche e particolarmente nella tua Liguria. Tu hai ancora dei parenti a Genova?”

Panchina Petulante: “Buongiorno Alessandro… sì, abbiamo sentito; è stato terribile.”

L’Albero: “Anche qui il vento non ha mica scherzato. Mi ha portato via un po’ di foglie e rami… la Primavera prossima provvederò a rimpiazzare tutto. Ora caro Alessandro raccontaci un po’ cosa sai della tua Liguria.”

Alessandro: “Come siete gentili… quasi affettuosi. Sì, ho ancora dei parenti a Genova e vicino a Genova. Loro non hanno avuto danni, salvo la caduta di olive da alberi in un terreno non lontano dalla città. Un altro mio parente che possiede un centinaio di alberi di olive pronte per il frantoio, ha dovuto soffrire vedendole in buona parte strappate via dalla furia del vento… e pensare che si trova in provincia di Imperia dove l’olio d’oliva è sopraffino.”

L’Albero: “Mi dispiace moltissimo per quel tuo parente. Noi alberi “lavoriamo” anche molto per voi Umani… e so per certo che i miei colleghi ulivi godono immensamente quando possono offrirvi degli ottimi frutti. Tutto potrà riprendersi; l’importante è che voi Umani dovreste rispettare un po’ di più la natura che vi circonda. Sì, perché voi Umani siete un po’ birichini e, se un albero vi arriva in testa, potrebbe darsi che sia malato perché gli avete avvelenato l’aria.”

Alessandro: “ Lo so, lo so. Basta prendere in considerazione l’uso sconsiderato della plastica.”

L’Albero: “L’uso sconsiderato della plastica è un esempio che dimostra per l’ennesima volta che il Genere Umano è difettoso. Anche l’immensa considerazione del PIL è una dimostrazione dell’esistenza di voi difettati.”

Petulante: “Ma cosa dici caro nostro Albero? Il PIL dimostra le condizioni di benessere o meno di una popolazione… o di una Nazione; dove sarebbe il difetto di cui tu vorresti parlare?

L’Albero: “Le recenti tempeste che hanno messo in ginocchio alcune parti d’Italia potrebbero essere una dimostrazione di quello che vi sto dicendo. Cercate ora di seguire il mio ragionamento.

Il PIL è sempre sotto osservazione. Ogni Nazione, almeno dalle nostre parti, vuole che cresca. Se, per esempio, tanti automobilisti si mettono in marcia, ci sarà un maggior consumo di carburante… e allora il PIL crescerà; se tutti gli automobilisti se ne stanno un po’ di tempo in coda e viaggiano molto lentamente, consumeranno una quantità maggiore di carburante e il PIL crescerà ulteriormente… quindi dipende dai consumi. Se, facendo un altro esempio, in una determinata località tutti avessero un orticello e non dovessero andare lontano per raggiungere il posto di lavoro e, utilizzassero tutti i mezzi pubblici, il PIL crescerebbe poco… e crescerebbe ancor meno se tutti o quasi tutti, oltre ad avere l’orticello avessero anche qualche gallina e, in cooperativa qualche mucca e qualche maiale.

Quindi, se si consuma in modo “ufficiale” il PIL va su, in caso contrario, il PIL non sale o, addirittura scende. Quando scende, nel nostro caso, la popolazione vive più serenamente.

Ingenua: “Queste cose le sappiamo… si chiama anche “Auspicata decrescita”… più o meno. Dov’è il nesso logico fra il difettato Genere Umano e i recenti terribili fatti avvenuti in Italia e, tanto per poter concentrare il discorso, in Liguria… terra del mio amico Alessandro… del quale sento con gioia le calde chiappe?

L’Albero: “Se tu avessi un pizzico di pazienza…

Appunto recentissimamente, una buona parte della costa ligure è stata disastrata; a Rapallo i marosi hanno fatto sgretolare la diga del porto; più o meno la stessa cosa è accaduta a Santa Margherita… molte imbarcazioni sono andate distrutte. Inoltre, la strada litoranea che da Santa Margherita Ligure portava a Portofino… non c’è, per buona parte, più.

Naturalmente, dopo i primi momenti in cui tutti si danno da fare e nessuno chiede niente, entra in azione la “ricostruzione”. Per quanto riguarda le barche si cerca di salvare il salvabile, ma, dopo questa prima fase nella quale verranno chiamate in causa anche le assicurazioni, ogni proprietario di barca cercherà di ripararla o di comprarne un’altra e, per quanto riguarda il porto turistico, verrà costruita un’altra diga… più robusta; e poi, non solo ci si darà da fare per ripristinare i collegamenti con Portofino, ma dovrà essere ricostruita la strada.

Ecco che, per fare tutte queste cose, dovranno lavorare, dapprima i cantieri navali, poi chi dovrà progettare le ricostruzioni di dighe e strade… e poi le maestranze per ricostruire… oltre ad attrezzature e materiali. Se poi si guardano un po’ le foto della strada martoriata che va a Portofino, si possono vedere molti cavi e tubi che, dovranno essere ripristinati o sostituiti da maestranze specializzate. In poche parole, solo quello che è accaduto nel Tigullio darà molto lavoro a tante persone, e allora, cosa succederà?

Ingenua: “ Ho capito… ora ho capito. Succederà che il PIL salirà… grazie al terribile fatto che tanta gente è stata male e ha sofferto.”

L’Albero: “Bravissima… vedo che sono riuscito a spiegarmi e tu hai anche compreso che il PIL salirà come conseguenza di una calamità naturale. Ora, io ho preso in considerazione una piccola porzione di territorio della Repubblica Italiana, ma, se si pensa che quasi dappertutto in Italia ci sono stati “disturbi e danni” causati da piogge e vento, è chiaro che in molte Regioni si dovrà lavorare e spendere soldi per rimettere in ordine la situazione. Se poi si aggiungono le incurie degli Umani che si sono dimenticati che si potrebbe prevenire… anziché curare, il PIL potrà crescere ancora di più.”

Petulante: “Scusate, ma, mi viene da ridere perché penso a quello che potrà succedere.”

L’Albero: “Sarebbe a dire?”

Petulante: “Potrà succedere che se il PIL, questo benedetto PIL, effettivamente salirà, anche di poco… anche più di quanto prevedono gli “Economisti”, gli Umani che sono o saranno al Governo, gongoleranno e penseranno di essere stati bravi.”

L’Albero: “Il tuo pensiero e il tuo sorridere sono molto validi… tanto più che hai menzionato gli Economisti… Questi Umani, io ancora non li ho capiti. Sono pagati per prevedere e non prevedono quasi mai qualcosa di intelligente. Ma tu Alessandro, non dici niente? Te ne stai lì zitto zitto.”

Alessandro: “Cosa vuoi che dica. Meglio star zitti. State dimostrando i limiti degli Umani e delle umane cose… e pensare che troppi Umani fanno la voce grossa e pensano di essere dei piccoli padreterni!”

L’Albero: “Ma noi non vogliamo parlar male di nessuno… anche se a noi alberi capita spesso di dover soffrire a causa della vostra incuria.”

Ingenua: “È vero caro nostro Albero. Qui noi ti proteggiamo quanto possiamo.”

L’Albero: “Grazie cara. Caro Alessandro, volevo chiederti se hai dei riscontri filatelici di Portofino… tu che ti sei sempre dilettato coi francobolli”

Alessandro: “Sì, un francobollo del 1974… uno dei primi francobolli delle Poste Italiane circa località “notevoli” d’Italia. Quel francobollo uscì assieme a quello di Gradara. Ve lo presento:

Francobollo del 1974

 

Non è speciale… però ci presenta una località veramente unica. Non solo l’insenatura naturale, ma le case del borgo… uniche. Vi presento anche il timbro che accompagnò questo francobollo.”

TIMBRO DI PORTOFINO

L’Albero: “Ma tu Alessandro sei già stato da quelle parti?”

 

 

Alessandro: “Certamente. Più di una volta. Ai tempi, quando ero veramente giovane, il Tigullio era una méta domenicale dei genovesi. Ora vi mostro un pezzo della strada completamente distrutta:

 

Da GenovaQuotidiana

 

Si vede la strada… che non c’è più, però si vede anche uno scoglio con un pino… un tuo collega caro Albero.

Te lo faccio vedere anche in una foto ripresa dal mare dal mare:

Da IL SECOLO XIX. Il pino de la Carega.

 Ebbene questo alberello che, chissà per quale ragione è riuscito a crescere su quello scoglio, ha resistito a onde alte più di 10 metri; ha resistito a quelle onde che hanno spazzato via la strada. È diventato un simbolo per i liguri del posto.”

L’Albero: “Fantastico il mio collega. Chissà com’è stato male! Piango però per tutti i colleghi miei distrutti dalle intemperie in Veneto e nel Trentino.”

Alessandro: “Sì, veramente difficile da credere quanti alberi abbiano perso la vita.”

Petulante e Ingenua: “Molti continueranno a vivere… come noi… veniamo da alberi… e siamo vive e contente di poter essere utili alle chiappe di voi Umani… anche se qualche volta…”

L’Albero: “…anche se qualche volta…”

Petulante e Ingenua: “Sì, qualche volta abbiamo a che fare con degli Umani così maleducati…”

Alessandro: “Ora devo andarmene… ma tornerò presto. Vi abbraccio.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao… e, salutaci tua moglie.”

 

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Questo è quanto ho potuto leggere sul corriere… con questa fotografia.

Corriere

Effettivamente è molto interessante e incomprensibile come un iceberg possa presentarsi squadrato in quel modo. Non so e non mi è dato sapere dove è sta fatta la foto… e, sinceramente non m’interessa perché viene fatto del sensazionalismo per qualcosa che forse non lo è e che vuol farci essere ossequienti verso chi detiene il potere… in questo caso la NASA.

Ma perché tutto questo discorso?

Semplicissimo, perché, proprio nel 2015, quindi esattamente 3 anni fa, mi son trovato a fotografare qualcosa del genere, ma, non solo un pezzettino come la foto del Corriere, ma, in un certo senso, completo.

Sono diventato vecchio e, mi diverto sempre di più, nel senso che mi trovo a sorridere, nel dovermi rendere conto che chi ci governa insiste nel tentativo di inculcarci l’esistenza, da parte di “loro”, di un comportamento piuttosto unico destinato a proteggerci dalle calamità naturali e dai vicini (o lontani) molesti e portatori di disgrazie. Contemporaneamente, potremmo dire sottobanco, continuano a permettere, per esempio, la produzione di oggetti pericolosi, detti volgarmente armi, che saranno venduti per l’impinguamento di chi già è grasso. Sempre contemporaneamente, non si muovono in modo sistematico per il territorio dove “vive” il popolo e lasciano il cosiddetto “dissesto idrogeologico” alla mercé delle bombe d’acqua… sempre più frequenti e catastrofiche.

Loro, sempre loro, direbbero che il dissesto e i “Servizi” malfunzionanti, non potranno essere messi “in ordine” perché mancano i “soldoni”.

Ma perché, almeno per noi italiani, mancano?

Perché la malvagia Europa non ce li dà… o non ci permette di spendere quelli che ci sono… o per altri motivi sempre collegati all’Europa che vuole o non vuole.

Francobollo del 1981

Si sa che i francobolli possono anche raccontarci qualcosa. Ebbene, per quanto riguarda i “dissesti”, ne parlò già un francobollo da 80 lire nel 1981, poi, nel 1995, un altro francobollo con sovrapprezzo ci disse che esistono le alluvioni … dopo quello dell’alessandrino. È chiaro e garantito che non si può prevedere e prevenire tutto, ma, se si spendessero sistematicamente un po’ di pecunia per il terreno della Patria, forse, quando la pioggia arriva torrenziale, i danni sarebbero limitati… o non ci sarebbero per niente.

PRO ALLUVIONATI del 1995

 

I Servizi… ma cosa sono questi benedetti servizi?

Tutto ciò di cui la popolazione ha diritto dopo aver pagato le tasse… dalla scuola ai treni passando attraverso le aule dei tribunali.

Se i servizi non funzionano è la conseguenza dell’evasione fiscale e magari pure dei capitali trasportati all’estero?

Sembrerebbe proprio così… almeno ce lo vogliono far credere.

Quindi, mancano i soldi perché non tutti i cittadini pagano le tasse o portano i soldi alle Isole Cayman e allora…

cadono i soffitti delle aule scolastiche,

le case per i terremotati non arrivano… e se arrivano fanno acqua,

la corrispondenza viene recapitata quando capita,

i tribunali lavorano a singhiozzo e le cause hanno tempi lunghi,

i gabinetti dei treni sono difettosi o sporchi e…

muore tanta gente… proprio quella che in quel momento si trovava su quel ponte autostradale “difettoso”.

O è il Genere Umano difettoso?

Dicevo che son diventato vecchio…

ho visto la guerra,

i bombardamenti anglo-americani,

la Repubblica di Salò,

il referendum per il regno o la repubblica,

tanti manifesti inneggianti al Partito Comunista Italiano e altrettanti inneggianti alla Democrazia Italiana,

VERDEAZZURRONOTIZIE

Gino Bartali che salva l’Italia da una rivoluzione,

le camionette della Polizia incendiate in quel di Genova perché il congresso di un legittimo partito dava fastidio ai portuali… e non solo,

tanti Governi sempre pronti a fare riforme,

la Lega Nord che sputa su Roma ladrona,

Governanti non eletti dal popolo… e molto altro… fra cui ciò che è accaduto negli ultimi anni.

Ho studiato in Italia, ma l’ho lasciata il giorno dopo la laurea perché, come scrissi sul mio libro:

Una Nazione che non paga, o permette che non venga pagato chi lavora, non dovrebbe essere degna di rimanere al cospetto della civiltà.

Ritornai, ma fui “costretto” a ripartire a causa di certe istituzioni nazionali violente, grette e irrispettose.

Ho avuto la fortuna di diventare vecchio e di poterla raccontare. Oggi sono obbligato a sorridere, o piangere?, di fronte al mentecattismo di Governanti che “lavorano” per il popolo (!) dimenticandosi delle vere esigenze della popolazione.

Mi son permesso di enunciare per sommi capi alcune delle vere esigenze… e “quelle farebbero la tanto decantata “crescita” perché permetterebbero di “lavorare”. Permetterebbero di “fare” a chi veramente vuol “fare” senza la necessità di essere “furbi o furbetti”.

Lo so, sembra ch’io abbia inventato l’acqua calda, ma perché non si trova la forza di mettere da parte gli innumerevoli “travet” della burocrazia che sfoderando “la legge” non permettono di “fare” a chi vorrebbe fare?

Tutto è partito da un pezzo di ghiaccio ben squadrato e misterioso… che solo la NASA sarebbe riuscita a trovare e ora ce lo fa vedere. Perché “loro”, solo loro ci sanno fare e noi dobbiamo essere ossequienti.

Forse oggi c’è qui da noi “Qualcuno” che vuol produrre dei cambiamenti… e forse è vero. Perbacco, lasciamoglielo fare… Perché quelli che si sono installati a Bruxelles e a Strasburgo dietro a una scrivania e un microfono per paura di perdere la scrivania e il microfono mettono i bastoni nelle ruote paventando la povertà di tutti?

Non voglio e non potrei sostituirmi a chi ci governa, ma, anche se è spesso amaro, continuo a sorridere. Penso che non ci vorrebbe molto a collegare il cervello… non proprio del tutto, ma un pochino… poco poco… e il Genere Umano si troverebbe ad essere un po’ meno difettoso.

Eccola la mia foto:

ICEBERG

È bello… o no? questo pezzo di ghiaccio che Madre Natura mi ha permesso di fotografare?

Ma non è più bello di quello della NASA?

Forse qualcuno si chiederà dove sono andato a trovarlo. Forse un giorno ve lo dirò, ma non oggi.

 

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 Registrazione del 31 maggio 2018

 

Personaggi:
L’Albero, Panchina Ingenua e Alessandro.

 

L’Albero: “Buon giorno Alessandro, finalmente vieni anche da noi.”

Panchina Ingenua: “Sapessi quanto mi manca il calore delle tue chiappe! Ciao Alessandro… che bello sentirti… dico fisicamente.”

PANCHINA INGENUA

Alessandro: “Buon Giorno amici. Ci sono… e mi fa piacere esserci.”

L’Albero: “Sai com’è caro Alessandro? È che ho ascoltato “in differita” tutto quello che vi siete detti un po’ di giorni fa circa quanto accadde ai poveri Umani di Trieste. So che, con la dipartita dalla città dei titini, le sofferenze dei triestini non finirono lì, non foss’altro che per il fatto che non potevano sentirsi italiani.”

L’Albero

Alessandro: “Appunto. È questo uno dei tanti argomenti Umani che dobbiamo ancora affrontare.”

L’Albero: “E potremo farlo oggi. Sto infatti contattando il mio collega Tasso, nonché l’Ulivo che da qui vedo con facilità. Di tutto quello che vi siete detti l’altra volta, c’è un particolare che non son riuscito a comprendere, e cioè, in che modo l’Umano Palmiro Togliatti poté governare in Italia se aveva la cittadinanza dell’Unione Sovietica dopo che “sputò” sulla cittadinanza italiana e sui cittadini italiani. Fu, se non ricordo male nel 1930, ma ricordo benissimo quello che disse, e cioè: È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano. Quando presi atto che quell’Umano poté governare in Italia dopo aver offeso il popolo italiano, nonché i mandolinisti, credo anche di poter capire con quale facilità possano esistere degli Umani attuali Presidenti della Repubblica che, di fronte a una situazione grave come l’attuale, pasticciano la crisi in un modo a dir poco grottesco. Mio caro Alessandro, so perfettamente che un tempo i cittadini italiani, se ricevevano la cittadinanza di un’altra Nazione, perdevano la cittadinanza italiana. Anche se poté sembrare un’offesa nei riguardi dell’italianità, anni dopo questi cittadini poterono “riavere” la cittadinanza dello stivale. Già mi sembra poco serio, ridare la cittadinanza a chi l’aveva perduta volontariamente perché aveva voluto seguire altre strade, quella però dell’Umano Togliatti mi sembra sia stato piuttosto grottesco o puerile o disonesto verso tutti gli altri Umani d’Italia permettere posizioni di prestigio a chi aveva volutamente e in modo altisonante disprezzato l’italiano. Ma è proprio vero? Può darsi che non sia vero che l’Umano Togliatti avesse la cittadinanza dell’Unione Sovietica, ma, se è vero, trovo gravissimo quanto accadde… tanto più che la presenza di quel perfido Umano provocò molti morti e molti pianti.

 Ingenua: “Sarò ingenua, ma, da quello che dici, capisco tante cose… e anche perché le italiche genti continuano ad accettare che “Altri d’Europa” dettino legge dove non dovrebbero.”

 Alessandro: “Ho l’impressione che tu, caro Albero amico mio abbia messo l’accento su un tasto molto delicato. Pensa che il Ministro della Giustizia Orlando avrebbe detto: “Io sono uno degli ultimi togliattiani”… ripeto:”Della Giustizia”. È da piangere o da ridere?”

L’Albero: “Per oggi, fermiamoci qui… e speriamo che “Chi di dovere” in Italia capisca qual è il bene dell’Italia, ma che soprattutto sappia amare la Patria.”

Alessandro: “Sì, sì… ci vediamo presto e contatteremo di nuovo Tasso e i suoi fratelli e finiremo il discorso di Trieste. Ciao a tutti.

Ingenua: “Mi dispiace che tu vada via… ma ti aspetto. Ciao.”

 

 

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Ottavo Capitolo

 

La kinesiologia

 

Claudio è felice come una Pasqua; è convinto di aver finalmente capito cosa è, almeno per ora, importante fare subito: cambiare lassativo.

Nel QUARTO capitolo, si può vedere quali gocce omeopatizzate Claudio diede a Livia. Non è però specificato come arrivò a quella cosiddetta “prescrizione” dal momento che non siamo di fronte a veri e propri medicamenti e neppure di fronte a una ”classica” omeopatia.

Per arrivare a fare una diagnosi, è possibile utilizzare i muscoli… che possono “parlare”, se interrogati nel modo giusto. Potrebbe essere questo un modo di dire della kinesiologia per la diagnostica e la prescrizione terapeutica; per non parlare anche dei vantaggi terapeutici.

Fu George Goodheart chiropratico americano, nel 1964, ad “inventare” la Kinesiologia Applicata, e fu proprio un corso di questa branca della kinesiologia ad attirare Claudio. Ne fu affascinato e si rese conto che può essere molto difficile metterla in pratica nella quotidiana pratica professionale. Prese atto che la “kinesiologia applicata” è un’arte altamente positiva che ha però bisogno di essere coltivata in modo attivo e continuativo. Non la si può improvvisare.

È però possibile comprenderne i principi, accettarli dopo averne preso visione e farne un uso parziale e pratico, eventualmente anche solo ad uso diagnostico. Dal 1964 ad oggi, e quindi nello spazio di soli 50 anni, si sono evolute numerose branche della kinesiologia… non solo “fisiche” ma anche collegate alla “psiche”.

Claudio capì che avrebbe potuto applicare una parte di quei princìpi nell’approccio di tutti i giorni con quei pazienti che, naturalmente, avrebbero potuto “accettare il discorso”. Discorso sicuramente non facile.

 

Il principio terapeutico della kinesiologia applicata è di una grande semplicità. La difficoltà sta nel riuscire a muoversi nella direzione giusta.

Triade della salute

Se consideriamo un triangolo equilatero come nella figura Triade della salute, possiamo vedere una figura geometrica perfettamente armoniosa. Se uno dei lati diventa deficitario (più lungo o più corto) perché si è creato un problema a quel livello, tutti i lati e tutti gli angoli non saranno più uguali. Lo scopo terapeutico della kinesiologia dovrà essere quello di ripristinare la lunghezza del lato e ridare armonia al triangolo. Quanto molto interessante che Claudio capì e che scontra un poco coll’approccio della Medicina Accademica, è che se un lato del triangolo diventa più corto, non si deve agire terapeuticamente su quel lato, ma su uno degli altri due lati modificati (o tutt’e due), per poter riportare il primo lato alla lunghezza giusta. L’esempio calzante è che se ci si trova di fronte a un deficit muscolare tipo torcicollo, non si dovrebbe indebolire con miorilassanti il muscolo patologico, ma agire sull’antagonista. Ma per fare questo, il terapeuta dovrà sempre chiedersi il “perché”; in poche parole, dovrà andare alla radice. È a questo livello che Claudio ipotizza come “artista” il terapeuta kinesiologo… perché è difficile muoversi in quel determinato modo.

 

Grazie però a una “kinesiologia spicciola”, Claudio ha potuto essere sicuro che Livia è intollerante (non allergica) allo sciroppo. Il muscolo forte di Livia, dopo contatto epidermico con lo sciroppo diventava debole. Intollerante e non allergica perché l’allergia si vede subito, l’intolleranza dopo svariate assunzioni… e dopo mesi.

Anche l’argomento “intolleranze alimentari” dovrebbe diventare un argomento medico di primaria importanza e non rimanere appannaggio di una medicina complementare o alternativa.

Quando è sufficiente, o indispensabile, eliminare un alimento per vedersi avviare una guarigione, significa che l’argomento va preso in seria considerazione, tanto più che in questi processi è coinvolta la mente… così determinante tanto per la malattia quanto per la guarigione.

 

In questo momento Livia sospende il lassativo, continua a prendere le sue gocce, ma Claudio vorrebbe trovare una strada per accelerare l’eliminazione dall’organismo di Livia delle “tossine” del lassativo. Il problema è così fatto, e cioè che Livia assumendo per molto tempo quelle “lunghezze d’onda” (energie) negative, ne ha fatto una certa provvista. Nel momento che viene interrotta l’assunzione di quel determinato alimento, in questo caso il lassativo, quelle energie negative, che potremmo chiamare tossine, si mobilitano dalle riserve e non fanno altro che peggiorare la situazione; fintanto che ce ne sarà.

Claudio si rammenta che in un paio di casi, aveva visto come positiva l’energia del cristallo Ematite in casi di intolleranze e di allergie. L’energia di questo cristallo, sempre grazie alla kinesiologia summenzionata si rivela utile.

EMATITE

È un’energia che agisce come antidoto nei riguardi di quelle tossine che dovranno essere smaltite. Livia viene adeguatamente testata e prenderà 20 gocce di Ematite 3 volte al dì.

La ricerca del componente “colpevole” è infruttuosa, per cui si considera l’intolleranza verso il prodotto in toto e, almeno per il momento, irrilevante l’eventuale componente psicologica legata a quello sciroppo.

È lo stesso ragionamento che si farebbe se una persona fosse intollerante al caffè; sarà intollerante al caffè come tale e non solo alla caffeina o ad altri eventuali alcaloidi del caffè.

L’esperienza professionale di Claudio ci dimostra che si può essere intolleranti o allergici anche alla semplice acqua.

 

Arriva nello studio di Claudio un omone di taglia superiore che racconta di convivere con una “igienista dentale”, di essere separato dopo un infelice matrimonio e di essere ansioso.

È un po’ poco per intraprendere una terapia; però sovente accade proprio così; per cui sta a Claudio il saper porre le giuste domande. E Claudio s’informa su molte cose apparentemente banali. Non gli basta sapere se va regolarmente di corpo, ma vuole conoscere la qualità delle feci. Se qualcuno va regolarmente di corpo, ma le feci sono sciolte, vuol dire che qualcosa a livello colon non funziona.

Chiede poi: “Quanta acqua beve nell’arco della giornata”.

Risponde: “Abbastanza”.

“Ma quanta, più o meno; e poi, intendo acqua pura, minerale o del rubinetto”.

La risposta dell’omone: “Non bevo mai acqua pura. Non mi va, non riesco a mandarla giù. Bevo sempre o tisane o sciroppi.” e aggiunge “Se poi, alla sera, dopo aver lavato i denti ho sete, non bevo nulla”.

“Perché?” chiese Claudio.

“La mia compagna igienista dentale mi sgriderebbe dato che nello sciroppo c’è sempre un po’ di zucchero; e allora dovrei lavare di nuovo i denti”.

Claudio è perplesso, anche di fronte all’intransigenza dell’igienista. Comunque sia, dato che lo “strumento terapeutico” più importante che usa Claudio è l’ipnosi, viene da sé che sarà interessante fare chiarezza.

 

L’Omone è in sonno ipnotico profondo e, dopo i necessari approfondimenti e la richiesta di lasciarsi scivolare indietro nel tempo, Claudio gli chiede dove si trova o cosa vede. L’Omone risponde: “Sono un bimbo piccolo e vedo vicino a me dell’acqua”.

“Che acqua è? Di un lago?”

“No” risponde l’Omone “è acqua che si muove; è un ruscello.”

“Chi c’è insieme a te?” chiede Claudio.

“Non c’è nessuno. Sono solo. Sto giocando nell’erba.”

“Bene” gli dice Claudio “lascia passare il tempo, e, quando succederà qualcosa di importante dimmelo”.

Passano un paio di minuti tranquilli in cui l’Omone respira tranquillamente, finché, all’improvviso, comincia a respirare affannosamente come se avesse paura di qualcosa.

“Cosa sta succedendo” chiede Claudio.

“Sono scivolato nell’acqua; è fredda.”

“E poi?” chiede Claudio perché sa che in queste situazioni non conviene interferire, ma si può chiedere.

“Sono tutto nell’acqua, non riesco a tornare indietro, l’acqua scorre, mi porta giù, sono con la testa sott’acqua, non riesco più a respirare, ho paura, non so cosa devo fare. Sto affogando.”

“Stai morendo?”

“Sì”

“Bene,” gli dice Claudio “dimmi quando sarai morto”.

Sembra cinismo, ma non lo è. In questi casi bisogna lasciare che le cose vadano come devono e seguano il loro corso. Il bimbo è caduto in acqua e annaspando in cerca di aria, riempie i propri polmoni di acqua e muore.

Ha bevuto molta acqua!

Dopo poco l’Omone dirà “Sono morto”, il viso ritornerà in uno stato di distensione e descriverà quello che vedrà dall’alto fra cui il proprio corpo nell’acqua del ruscello.

 

Al risveglio quest’uomo ricorderà “stupitissimo” tutto. Se all’inizio della seduta Claudio si rivolse a lui col “lei”, continuò col “tu” dato che stava parlando con un bimbo. Al risveglio l’Omone non ricordava assolutamente il “tu”. Lui era quel bimbo che affogò nel ruscello.

 

Quando l’Omone ritornò, disse a Claudio: “ Ora bevo l’acqua. Ma lo sa che l’acqua è proprio buona?”

 

Si può essere increduli o scettici, ma questa persona, in una vita precedente era quel bimbo; dopo aver rivissuto quell’avvenimento “come se fosse la prima volta”, svanì l’avversione, o allergia, o intolleranza all’acqua.

Poté anche risolvere il problema del divorzio che la moglie non voleva concedergli. Lui temeva la moglie.

In uno dei prossimi capitoli verrà affrontato l’argomento e l’Omone troverà la ragione che gli faceva temere la moglie.

 

Dopo aver approfondito la realtà delle intolleranze alimentari, sarà bene verificare l’erronea dizione della Medicina Accademica nei riguardi del lattosio e del glutine.

 

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità presente in alcuni individui di digerire lo zucchero del latte, il Lattosio appunto, con conseguenti sintomi gastrointestinali quali flatulenza, meteorismo, crampi e diarrea; è provocato da una carenza dell’enzima deputato alla sua idrolisi, la lattasi, che scompone il lattosio nei due composti più semplici, Glucosio e Galattosio. Non sembra quindi una vera intolleranza.

 

L’intolleranza al glutine o celiachia o morbo celiaco è una condizione genetica. Essere celiaci significa essere “intolleranti” al glutine, gruppo di proteine che si trovano nel frumento, nell’orzo e nella segale.

Con l’introduzione del glutine, i celiaci producono anticorpi che creano uno stato d’infiammazione della mucosa che distrugge progressivamente i villi intestinali; gli alimenti non vengono più assorbiti, ed è così che si manifesta una serie di complicazioni, quali: diarrea, anemia, magrezza, decalcificazione, depressione e irritabilità.

 

Sarà poi necessario spendere un po’ di tempo e parole per spiegare meglio cos’è l’energia dei colori e dei cristalli. Intanto Livia, per fortuna non peggiora, ma neppure migliora. Continua a prendere le gocce; Claudio continua a misurarle regolarmente la pressione che non è alta, ma il polso è ancora bradicardico e l’extrasistolia la fa da padrona. Si va ancora una volta a “trovare” la collega di Claudio, la Dr.ssa Canapa perché, fra l’altro, si rende necessario prendere una decisione circa la Risonanza Magnetica.

La dottoressa è l’unico medico che finora ha anteposto la visita “fisica” ai controlli “tecnologici”.

Claudio la vide per spiegare la “scoperta” dell’intolleranza allo sciroppo e le portò, il giorno dopo Livia.

“Ti prego Giacinta, le disse Claudio “tu che per un certo tempo hai fatto l’anestesista, metti due dita sul polso di Livia.”

“Va bene.” la Dr.ssa Canapa mette due dita sul polso di Livia, passano non più di due minuti, ed esclama: ”Un polso impossibile! Se siete d’accordo faccio subito un elettrocardiogramma”.

“Certamente” è la risposta all’unisono.

E fu così che, dopo l’elettrocardiogramma, fu deciso di fare la Risonanza Magnetica… senza grande entusiasmo data l’organizzazione tipo fabbrica del Centro Cardiologico.

 

 

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da “IL MESSAGGERO”

Ecco, finalmente una bella notizia… che arriva proprio da Roma.

Chi se ne frega se in Italia le cose vanno male;

Chissenefrega se gli Industriali che lavorano per lo Stato non vengono pagati;

Chissenefrega se il numero dei poveri in Italia aumenta;

Chissenefrega se abbiamo avuto dei Governi illegittimi… che però hanno fatto crescere il PIL;

Chissenefrega se è passato più di un mese dalle elezioni e ancora non si capisce se avremo un Governo;

Chissenefrega……

Chissenefrega…

PERÒ LA ROMA HA VINTO. CHE BELLO!

E UNA PARTE DI ITALIANI GODE. È QUESTA LA COSA IMPORTANTE?

Ma quanti sono gli italiani che piangono?… e soffrono gratuitamente?

 

PIANGO ANCH’IO

 

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Quarto Capitolo

 

La vacanza a Merano

 

Grazie alle rassicurazioni del cardiologo, Livia e Claudio, proprio il giorno dopo, partono per Merano. C’è la consapevolezza che tutto potrà andare nel migliore dei modi. In ogni caso, già qualche giorno prima della partenza, Claudio ha visto quali gocce poteva consigliare a Livia.

Tre tipi di gocce:

1 – Colore BLU.

ZOISITE

2 – Energia del cristallo Zoisite.

3 – Vibrazioni dei colori della camelia rossa.

Il blu, corrispondente al chakra della gola, poteva aiutare la difficoltà del respiro e la sensazione di soffocamento percepita come fame d’aria e angoscia.

 

Il cristallo Zoisite, di colore verde, corrispondente al chakra del cuore, è molto importante per Livia.

CAMELIA ROSSA

Inoltre, come si può vedere dalla fotografia, ha delle sfumature di color nero che può corrispondere al primo chakra; in questo caso può aiutare nel dare quell’energia di cui Livia ha grande bisogno. Infatti, anche se il Dr. Bardelli ha detto che si può andare tranquilli, Livia si sente debole e si stanca molto facilmente.

Infine le vibrazioni del colore della Camelia Rossa.

Livia ha ricevuto le vibrazioni di tutti i colori che si vedono in questa foto. C’è un bel rosso e anche un po’ di verde.

Claudio ha potuto prendere atto che queste gocce “camelia rossa” erano uno stimolo per la frequenza cardiaca che tendeva quindi ad aumentare. C’era l’extrasistolia molto frequente che però non portava alcun beneficio dal punto di vista emodinamico, la frequenza delle pulsazioni normali intorno a 40, con la camelia rossa, tendeva sensibilmente ad aumentare.

Perché questo fiore? Cosa significa? Significa che è bellissimo poter vedere dei benefici risultati terapeutici, quando si consiglia, oltre al colore puro o all’energia del cristallo anche l’energia della vibrazione dei colori dei fiori. È quanto è stato capace di fare BBColor che ha messo a disposizione le gocce con la vibrazione dei colori di vari fiori. È proprio il caso di dire che la natura, grazie alla tecnologia, allevia la sofferenza degli umani… e non solo. È importante considerare il fatto che un fiore giallo, è sì giallo, ma può essere giallo con tante sfumature… che solo la natura sa creare.

I SETTE CHAKRA

È necessario aprire una piccola parentesi per spiegare, per sommi capi, a chi non li conoscesse, cosa sono i “chakra”.

Secondo alcune filosofie orientali si possono definire “centri di energia presenti nel corpo umano che presiedono alle funzioni organiche, psichiche ed emotive dell’individuo”. Ai vari chakra corrispondono i vari organi, e ogni chakra ha un colore di riferimento, e ogni colore può diventare “una realtà terapeutica”. È tutta una questione di piccole energie, che possono produrre effetti meravigliosi. Un riferimento utile può essere quell’omeopatia troppo spesso dileggiata da chi pretende che tutto debba essere “scientifico”. In medicina non è sempre possibile, dato che è impossibile trovare due individui perfettamente uguali che, per essere uguali, devono pensarla esattamente nello stesso modo; sì, perché il “pensiero”, cioè quello che scaturisce dalla nostra mente, è importantissimo… anche nella “gestione” della malattia… che dovremmo definire disordine.

Livia e Claudio vanno a Merano passando dal Maloja e da St. Moritz. Considerata la situazione confinaria fra Svizzera e Italia, se da Lugano si vuole andare a Merano, si può attraversare la Pianura Padana in autostrada oppure fare un viaggio turistico entrando in Italia, costeggiare il Lago di Como e puntare sull’Engadina, attraversarla e oltre l’Ofenpass rientrare in Italia e arrivare a Merano da nord. Optano per il viaggio turistico. Come si lascia la Svizzera e si viaggia verso Porlezza e Menaggio, è sempre bello il Lago di Lugano dove a Valsolda, che ha un clima invidiabile, ci si può ricordare del “Piccolo Mondo Antico” del Fogazzaro.

Dopo Chiavenna si entra in Svizzera e, raggiunto il Passo del Maloja si prosegue quasi in pianura costeggiando il lago di Sils.

IL LAGO DI SILS

È qui che Claudio e Livia si fermano e si mangiano tranquillamente un panino. Non si può dire che Livia stia male, ma neppure bene. La frequente extrasistolia non l’ha ancora abbandonata… e chissà quando l’abbandonerà. È comunque tranquilla. Il Dr. Bardelli le ha detto che non c’è nulla di grave!

Non si può passare da Maloja senza ricordare il grande pittore Giovanni Segantini che qui si trasferì all’età di 36 anni. Pittore nato ad Arco (Trento) quando ancora faceva parte dell’Impero Austro Ungarico. Fu un grande esponente del Divisionismo derivato dal Neo-impressionismo. Claudio non è mai stato un conoscitore di opere d’arte, sa solo ciò che gli piace. A suo tempo gli piacque visitare il Museo Segantini proprio a St. Moritz, e non può dimenticarlo mentre passa nella città con Livia diretto a Merano.

Gli piace ricordare il francobollo svizzero del 1999 che, commemorando il centenario della morte del grande artista, ci mostra il dipinto “Mezzogiorno sulle alpi”. È interessante il particolare che il francobollo fu timbrato proprio a St. Moritz.

Francobollo svizzero del 1999

Dopo aver lasciato la famosa cittadina engadinese, vanno verso Zernez che è sede del Parco Nazionale Svizzero. Il Parco ha un’estensione di 172 km2 ed ha la “specificità” che vede l’uomo come testimone, dove la natura è lasciata completamente a se stessa. Il Parco confina con l’Italia e, nello stesso tempo col Parco italiano dello Stelvio.

Claudio e Livia arrivano in Italia attraverso il Passo del Fuorn e fanno una tranquilla sosta a Glorenza (Glurns in tedesco), una bellissima cittadina dell’Alta Val Venosta di aspetto medievale. Sono ormai a poca distanza da Merano, in Alto Adige (Südtirol). La temperatura è piacevolmente calda e possono sedersi tranquillamente all’aperto e bere qualcosa, fare due passi e “scivolare” in un negozio che vende di tutto e trovare una stupenda e grande lanterna… che da tempo Livia desiderava. Livia sta relativamente bene, nel senso che durante il viaggio non ha avuto crisi di “fame d’aria” o palpitazioni. Però non guida la macchina, cosa che durante i viaggi faceva abitualmente. Semplicemente non si sente. Per fortuna che Claudio guida sempre volentieri. È dall’età di 18 anni che guida, e ha guidato un po’ tutte le macchine, anche la Balilla a tre marce; è rimasto però “spiritualmente” affezionato alla sua prima auto, un Topolino B del 1948.

 

Merano è una simpatica città, dove Livia e Claudio erano già stati un paio di volte. Nella stanza d’albergo c’è la fastidiosissima aria condizionata. Sì, fa caldo, ma non è la fine del mondo, per cui chiedono di spegnerla. Non si può dire che Livia stia male, ha sempre un poco di difficoltà a respirare. Ogni tanto però si ritrova angosciata, probabilmente per il fatto che ricorda perfettamente cosa le disse il Dr Bardelli, e cioè che lei sarebbe un’ipertesa e pertanto avrebbe dovuto essere controllata. L’idea di essere ipertesa non fa piacere e fa sentirsi quasi in colpa l’aver rifiutato il medicamento consigliato.

Merano non è in mezzo al deserto. È una civilissima e accogliente cittadina con tanto verde, delle ottime pasticcerie e molte farmacie. Per questa ragione, nell’arco della settimana, Livia con Claudio vanno in almeno tre farmacie diverse per far controllare la pressione. In nessuna farmacia l’operatore è soddisfatto della misurazione, perché non riesce a “comprendere” la frequenza del polso. È infatti sempre presente il bigeminismo (un’extrasistole ad ogni pulsazione) e una pressione che varia ogni volta, al punto che nell’ultima farmacia, il titolare della farmacia esegue la misurazione con tre apparecchiature diverse. Sembra che effettivamente la pressione arteriosa tenda verso l’alto, ma non c’è continuità, nel senso che si potrebbe definire una pressione “ballerina”. Intanto Claudio continua imperterrito a dare a Livia le gocce della BBColor. Quando saranno di nuovo a casa, dovrebbero aver ricevuto delle gocce omeopatiche particolari prodotte dalla Ditta Serolab della Svizzera Romanda.

 

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