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Archive for the ‘crisi’ Category

Grazie all’iniziativa di Ehipenny… questo è il mio pensiero:

 

Sono vecchio davvero… catalogato fra i vecchi… ho i miei acciacchi ma sembro normale.

DEVO STARE IN CASA PERCHÉ HO SUPERATO I 65 ANNI.

Così si vuole qui nel Canton Ticino.

Ma io avevo già deciso prima di stare in casa… avevo capito che la situazione poteva essere veramente grave. Non sapevo, e non so se quel catastrofico virus finito in mezzo agli Umani c’è finito per caso o è “sfuggito” a qualcuno… come certe belve feroci che scappano di casa a quelle persone che non hanno delle idee migliori che tenersi una belva in casa.

In ogni caso sembra proprio che quel virus coronato ci sia e faccia morire un po’ di persone.

Ma perché sto in casa?

Non per la paura di ammalarmi, ovvero proprio perché ammalarsi adesso sarebbe catastrofico non solo per me… ma anche per chi dovrebbe trovarsi a curarmi.

È un fatto, che fino a un po’ di anni fa facevo il medico, e lo feci anche in prima linea.

Se oggi devo essere curato, pretendo di essere curato nel modo migliore, nello stesso modo come io cercai di farlo… giorno e notte.

In queste condizioni sarei sicuramente curato, però, farei parte di una grande massa sofferente e, certamente curato bene… ma assieme a una massa sofferente

Quindi, meglio essere curati quando c’è una massa sofferente o in condizioni normali quando tutto funziona bene e gli operatori sanitari non sono oberati più del potabile?

Se sto a casa… e non esco davvero… e non lascio entrare nessuno in casa, è più difficile o impossibile ch’io finisca là dove finisce la massa che deve essere curata.

Se qualcuno preferisce far parte della “massa” da curare, se ne va a spasso, dà la mano a tutti, abbraccia ogni passante, beve nel bicchiere del vicino e ripulisce il naso delle caccole senza prima lavarsi le mani.

Che poi, non c’è solo il problema personale, c’è anche la possibilità dii spargere a piene mani un po’ di virus per quelli che “devono” uscire… e lo devono fare per noi.

È bello trasgredire e sentirsi furbo o furbetto… è però meglio poter evitare di essere considerato un criminale.

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COLORI 7

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

DI QUESTI TEMPI DI CRISI GLI ANIMI VIAGGIANO A DEI LIVELLI PIUTTOSTO INCLINI ALLA TRISTEZZA E ALLA DEPRESSIONE. NON SI SA COSA SUCCEDERÀ E COSA CI COMBINERÀ QUESTO TERRIBILE CORONAVIRUS. È PICCOLO PICCOLO MA… POTENTISSIMO. IL GENERE UMANO, PIUTTOSTO GUASTO, NON AVEVA ANCORA CAPITO CHE POSSEDEVA UN TALLONE COME QUELLO DI ACHILLE. QUELLI CHE DETENEVANO LA RICCHEZZA DEL MONDO POTREBBERO IMPOVERIRSI O DIVENTARE ANCORA PIÙ RICCHI.

NON POSSIAMO SAPERLO. 

QUINDI?

DILETTIAMO LO SPIRITO CON UN PO’ DI COLORI… COSÌ IMPORTANTI.

 

 

COLORI 7

 

Non esiste solo il cioccolato di Amsterdam… no no ; c’è anche quello svizzero. Ecco una bellissima e gustosissima montagna di cioccolato… a Lugano.

Una montagna di cioccolato.

Forse i colori non sono esilaranti, ma, é possibile intuire all’interno di tutti quei pacchetti l’esistenza di una delle prelibatezze preferite dal Genere Umano… almeno quello che si considera civilizzato.

La cioccolata, ovvero il cacao è originario del Continente americano, e, come tale sconosciuto prima che il mio concittadino Cristoforo Colombo partisse in crociera alla ricerca delle Indie.

Tutti conosciamo alcune proprietà positive o quasi terapeutiche del cioccolato, ma conosciamo anche la « foga » con la quale molte persone riescono a far sparire una tavoletta di quel « coso » chiamato cioccolato.

Analogamente, per associazione di idee, non possiamo non pensare al tabacco. Gli americani, che non si chiamavano ancora americani perché Amerigo Vespucci non era ancora andato a « trovarli », usavano il tabacco come pianta medicamentosa. Noi civilizzati siamo riusciti a far diventare il tabacco uno strumento di morte.

Proprio così !

Chi è riuscito a far diventare il tabacco uno strumento di morte che obbligatoriamente deve star scritto su ogni pacchetto di sigarette?

Si potrebbe rispondere con solo due parole : « L’avidità e il cinismo ».

Torniamo alla montagna di cioccolato e vediamola dall’altra parte.

La montagna vista dall’altra parte.

Cambia qualche colore ma rimane il piacere dell’occhio che sa trasmettere quel non so che chiamato acquolina.

Sono a Lugano… più volte ho parlato di Lugano. Tutti, o quasi tutti sanno dov’è Lugano e sanno pure che è in Svizzera… proprio quasi sulla punta estrema sud della Confederazione. Lugano è nel Canton Ticino, e nel Canton Ticino si parla italiano. In Svizzera si parla anche tedesco, francese e romancio.

L’interessante della parlata del Canton Ticino è il dialetto che, stando a quello che ho acquisito, sarebbe un lombardo molto più puro del dialetto che si parla in Lombardia. Non so se è vero, ma lo trovo interessante.

Comunque sia, siamo veramente in Svizzera, anche se la Svizzera di Zurigo o di Losanna sono molto diverse.

Il cioccolato è svizzero e abbastanza famoso, anche se il Signor Cailler, quello della « montagna di cioccolato » andò ad imparare i rudimenti del mestiere a… Torino. Chi l’avrebbe mai detto ?

Rimaniamo nel dolce ; facciamo pochi metri e ci imbattiamo in un’altra colorata leccornia.

I Macarons a Lugano

Che belli che sono !

Li ho fotografati perché i colori mi hanno attirato ; non sapevo però che l’origine di questi dolci fosse proprio l’Italia…

È proprio così !

Pare che nel lontano 1533 Caterina de’ Medici, quando andò sposa del futuro re di Francia Enrico II di Valois, portò con sé la ricetta dei “macarons”.

 

È risaputo che l’Italia è la patria di molte specialità gastronomiche di qualunque tipo. Ogni regione ha le sue specialità; forse come conseguenza del fatto che un po’ di anni fa, non moltissimi, l’Italia era veramente divisa in tanti stati.

Oggi le divisioni sono relative ma, dal punto di vista culinario l’Italia è un vero e proprio caleidoscopio… tanto per i primi, i secondi e… per tutto ciò che è dolce.

Dalla Sicilia all’Alto Adige (Südtirol) non si finisce più di scoprire piatti meravigliosi con ingredienti capaci di stuzzicare anche i palati più difficili.

Questo è quanto può offrirci la Sicilia di Cefalù.

Colori a Cefalù 1.

 

Colori a Cefalù 2.

Ma questo è quello che può offrirci una semplice pasticceria di Genova :

Quanti colori… o no ?… l’imbarazzo della scelta ?

Apprezzo il dolce… senza esagerare però… però.

Ecco questo però. Sì, però c’è sempre chi ha qualcosa da dire.

È proprio così.

Però il dolce fa male ; nel senso che lo zucchero fa male… fa male ai denti ; fa male all’organismo perché considerato un veleno ; fa male a chi soffre di diabete ; insomma fa male al corpo, ma, dico io che, qualche volta, fa bene allo spirito… alla mente… anche all’anima.

Oggi però… sempre però… hanno inventato i dolcificanti e i prodotti « Light »… sui quali si buttano a pesce quelle persone che non vogliono far male al corpo ma vogliono far bene all’anima.

Però… sempre però… sbagliano.

« Ma come » direte voi « perché sbagliano ? »

« Perché » direi io « il dolcificante è una truffa bell’e buona… è un veleno ».

 

Una signora sulla cinquantina va a prendere un caffè. Anziché mettere uno zucchero, usa un dolcificante. Il « dolce » viene registrato dalle papille gustative che trasmettono al cervello la presenza di sostanze dolci in arrivo ; puntualmente il cervello comunica al pancreas la necessità di coinvolgere le « isole del Langerhans » affinché si mettano a lavorare e producano insulina. Le maestranze del pancreas non se lo fanno dire due volte e iniziano subito la produzione di insulina affinché la sostanza in arrivo possa essere metabolizzata. Ma la sostanza zuccherina non arriva… perché non c’è. Il pancreas pensa di esser stato truffato e chiede spiegazioni al cervello che, a sua volta, si rivolge al surrene… nella speranza di sapere cosa si deve fare. L’organismo è stressato.

Intanto la nostra signora, con tutta quell’insulina in circolo, esce dal bar con tanto desiderio di « materia dolce » e, passando davanti a una pasticceria addocchia in vetrina una bella fetta di torta che… deve assolutamente far sua… perché non ne può più dalla voglia di dolce da metabolizzare. Si compra e mangia la torta pensando : «Intanto il caffè l’ho bevuto senza zucchero ».

Se si tratta di un caso isolato, l’organismo riesce a reagire nel modo migliore, ma se ci sarà insistenza, cioè molto frequentemente o addirittura ogni giorno si farà uso di prodotti light (che contengono sicuramente aspartame o similari) per le maestranze delle isole del Langerhans sarà uno stress continuo perché si sentiranno reiteratamente truffate. Sappiamo tutti come può comportasi una manovalanza bidonata nei propri diritti… sì, perché è questo un diritto di « comunicazione ».

« Che fa ? » ci si chiede.

« Sciopera o lavora svogliatamente ».

E se scioperano certi indispensabili operai si dovrà cominciare a parlare di diabete.

 

Rimanendo a livello gastronomico non possiamo dimenticare il fatto che anche quei pezzetti colorati chiamati francobolli si sono occupati più volte di gastronomia.

Francobollo del 2009 – Il francobollo parla chiaro. Colori forti.

Non solo i francobolli italiani « parlano » di prodotti mangerecci o di ciò che si può preparare. Questo è quanto ha voluto fornirci la Svezia e la Svizzera :

Francobollo svedese del 2017 – La torta di mele. Colori delicati.

 

Francobollo svizzero del 2012 – Il budino di cioccolato con panna. Colori « svizzeri ».

A superare tutti gli altri è però questo francobollo svizzero del 2001… un pezzetto di cioccolato per affrancare una lettera.

Cioccolato svizzero

A completare l’interesse di questo francobollo regolarmente viaggiato da Bellinzona alla Svizzera tedesca, è il timbro cosiddetto di pubblicità che suona così :

Veleno casalingo sotto chiave – inaccessibile al bimbo.

Succede infatti molto spesso che gli adulti che maneggiano materiale pericoloso e velenoso, non si rendono conto che, se ci sono dei bimbi, certo materiale non deve essere lasciato in giro… dovrebbe essere lasciato in ambiente protetto non raggiungibile da bambini. Questo timbro fu stampato più volte anche in tedesco e in francese.

 

Peccato che le poste hanno smesso di utilizzare questi e altri bellissimi e utilissimi timbri di pubblicità… anche locale.

Bisogna dirlo… le Amministrazioni Postali, e non solo quelle d’Italia e di Svizzera, si sono dimenticate che dovrebbero essere un Servizio Pubblico ; purtroppo rincorrono a perdifiato un profitto.

È così che « gira » il mondo oggi… profitto e crescita a tutti i costi.

Proprio di questi tempi è arrivato l’agguato di un cosiddetto « Coronavirsus » che, volente o nolente sta, in un certo senso, obbligando il Genere Umano a ridimensionarsi. Difficilmente lo comprenderà. Aspetta solo che passi per riprendere in mano le « armi affilate » del profitto, della crescita e dell’assurdo metro chiamato PIL.

 

Certo che, se desideriamo dare beneficio al nostro corpo e alla nostra mente, specialmente se ci troviamo ad essere in due e fra i due c’è un bel passaggio di energie positive che potrebbero rasentare l’amore, l’ideale è un ritrovarsi a dividere un pasto.

A lume di candela ? Perché no :

Candele… di tutti i colori… al mercatino natalizio… alla stazione di Zurigo.

La candela è un oggetto che si può trovare « ad ogni pié sospinto », cioè quasi dappertutto… di ogni forma e colore, ma raramente così superbamente allineata un colore dopo l’altro in modo così armonioso.

Un tempo la candela era fatta con la cera d’api ; oggi molto meno.

Esistono candele di tutti i tipi ; quelle per i compleanni, quelle per i cimiteri, quelle « per grazia ricevuta, quelle per le emergenze… quando manca la luce, quelle per le serate con amici sui terrazzi estivi e… per molti altri usi.

Poi ci sono le candele più o meno artistiche di varie forme che sembrano piccole sculture.

Ne ho un certo numero… una parte l’ho regalata ai mei nipoti.

Quando facevo il medico, una parte dei miei pazienti che aveva acquisito il particolare che apprezzavo le candele, mi arrivava nello studio col pacchetto particolare contenente una scultura di cera. L’apprezzamento verso quelle persone, non era tanto per il fatto che mi regalava una candela, quanto per il gesto e il pensiero che denotavano riconoscimento per quello che facevo.

La riconoscenza, quasi sconosciuta… fa piacere all’anima.

 

Torniamo alla cenetta a lume di candela. Ci sono delle volte in cui l’intimità cresce con la presenza di fragranze.

Le possiamo trovare a Zurigo… di tutti i colori.

Fragranze per il corpo e lo spirito… a Zurigo… alla Coop City.

Queste fragranze sono sempre più di moda specialmente negli studi dei naturopati assieme a musiche di sottofondo particolarmente rilassanti o angoscianti.

Apprezzo certe fragranze e certe musiche di sottofondo, però, alle volte sono troppo invadenti… nel senso che, spesso e volentieri fanno piacere gli odori naturali ed il silenzio. Che poi, si auspicherebbe il silenzio anche quando s’arriva nei supermercati o in certi negozi superspecializzati che invadono i nostri padiglioni auricolari con musiche a tutto volume.

Chissà perché dalle fragranze colorate sono arrivato ai rumori molesti. Forse perché mi capita troppo spesso di trovarmi in situazioni nelle quali si gradirebbe con grande gioia il « rumore » del silenzio… poter ascoltare il silenzio… nello stesso modo come se ci si trova affettuosamente alla fine di una cenetta è bello potersi guardare negli occhi e nel silenzio più assoluto essere nelle condizioni di pensare che quello che è stato gustato « insieme » ha accresciuto l’affetto e preparato, sempre in silenzio… in quel silenzio considerato « d’oro »… il desiderio di un buon caffè.

A me piace fatto con la moka, ad altri piace il Nespresso… che ha tanti gusti e… tanti colori.

Tanti NESPRESSO a Lugano.

La cenetta è finita.

Chissà se i nostri commensali convoleranno a giuste nozze o se l’hanno già fatto qualche anno fa.

Se sanno già cosa vuol dire avere dei figli, mandarli a scuola e provvedere… a tutto…a molto… a quanto poteva essere impensabile un po’ di anni fa.

È quello che vedremo.

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Scrive EHIPENNY: “Ma a Milano ci si affolla ai Navigli per un aperitivo, ci si schiaccia nei tavolini, ci si spintona per strada”… e porta questa fotografia che sarebbe stata scattata ieri 7 marzo 2020:

Da EHIPENNY

Stento a credere che sia vero. Ma, se veramente così è, non posso credere che il Governo abbia potuto inculcare il panico nella mente della popolazione… o la popolazione è completamente sorda… o… o…

Non voglio offendere nessuno e non voglio scagliare la prima pietra, però sono e rimango piuttosto “paralizzato”… almeno mentalmente.

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Da un po’ di tempo… ora abbastanza tanto, si parla di riscaldamento globale e di cataclismi più o meno metereologici causati appunto da eccesso di CO2 e appunto riscaldamento globale. Si consigliano i mezzi pubblici e si considera più utile andare in treno piuttosto che in aereo… quand’è possibile.

Ed ecco la notizia :

Da GenovaQuotidiana

Il Presidente della Regione che scalpita perché in questo modo l’economia della Regione andrebbe a rotoli.

Ma per andare da Genova a Roma, non sarebbe meglio andare in treno ?… e se il treno veloce ancora non c’è, non sarebbe il caso di scalpitare alla grande perché si decidano a fare qualcosa di buono dal punto di vista ferroviario anche per Genova e la Liguria ?

Il terzo valico ?

Quando potremo andare un po’ alla svelta da Milano a Genova… e viceversa ?… e da Genova a Ventimiglia ?

Il Coronavirus ha dimostrato che l’inquinamento può diminuire. Si guardi queste cartine :

Da La Stampa : Inquinamento prima e dopo.

E allora… vogliamo deciderci a far funzionare i treni come si deve ?… anziché andare in aereo da qui a lì ?

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LA MANOVRA

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 18 Ottobre 2019

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

IL GOVERNO MANOVRA

 

L’Albero : « Buongiorno Alessandro. Come stai ? Hai fatto bene a venire un po’ qui da noi. Io sto per addormentarmi. »

 

Alessandro : « Ciao. Sì, hai ragione. Non mi vuoi sgridare perché non son venuto più a trovarvi… ma sai, fra una cosa e l’altra… e poi, quando posso vado un po’ a spasso. Ciao INGENUA… posso sedrmi su di te ? »

 

Panchina Ingenua : « Appena ti ho visto ho cominciato a piazzare i miei legni nel modo migliore… per poter accogliere le tue chiappe… che mi piace tanto poter sentire su di me. »

 

L’Albero : « Va bene Ingenua. Lo sappiamo che quando vedi Alessandro non capisci più niente. Ora parlo un momento con Alessandro. »

 

Ingenua : « Sto buona… intanto mi coccolo Alessandro. »

 

L’Albero : « Mi fa piacere vederti, anche perché non posso comprendere cosa sta succedendo in Italia. I vostri Govenanti vanno a caccia di soldi e « uccidono » i cittadini quasi accusandoli indirettamente di tutte le possibili malefatte come se la mancanza di soldi fosse colpa loro. Sembra quasi che, secondo i Governanti ogni cittadino sia un delinquente ».

 

Alessandro : « Ma nooo… loro semplicemente hanno bisogno di soldi, per far vedere all’Europa che ci sanno fare ».

 

L’Albero : «A me non sembra proprio che sia come dici tu. Loro, i vostri Governanti, vogliono che si usi la moneta elettronica ; e, in questo tolgono ai cittadini il bene maggiore, e cioè la libertà. In un paese democratico cosa c’è di più bello della libertà ? È quel massimo che non esiste nei regimi totalitari. Questi tuoi « Loro » lo fanno per poter controllare il cittadino e continuare ad impinguare gli Istituti di credito. »

 

Alessandro : « Ma no. Le banche non hanno bisogno. »

 

L’Albero : «Come no. Dopo tutto quello che hanno combinato ! Quello che però salterebbe all’occhio di ogni individuo leggermente oculato è che se i Governanti sono rimasti senza soldi, vuol dire che li hanno sperperati, o non sono stati capaci di amministrarli. Se quindi sono stati dei pessimi amministratori, sono loro che dovrebbero essere controllati, magari da una Magistratura un po’ più… diciamo « capace di lavorare bene ».

 

Alessandro : « Ma cosa mi tiri ora a mezzo la Magistratura ».

 

 

Panchina Petulante : « Sì, ho sentito tutto… e credo proprio che L’Albero abbia ragione. Ciao Alessandro ».

 

Alessandro : « Ciao Petulante. Ce l’avete con me ? »

 

L’Albero : «Ma no, non ce l’abbiamo con te… ma con i tuoi connazionali che si lasciano sopraffare da dei soggetti incapaci di lavorare. Da anni amministrano male le « Cose dello Stato » e, come se niente fosse fanno ancora le vittime e se la prendono coi cittadini onesti… perché in Italia ce ne sono veramente molti… che poi, se molti sono diventati un po’ « furbi » (non dico i « FURBETTI » che sarebbero da buttare fuori dai confini dello Stato o buttare a mare perché hanno collaborato alla rovina della Nazione)  è perché non potevano diversamente di fronte al comportamento di chi avrebbe dovuto « lavorare » per loro ».

 

Alessandro : « Cosa vorresti buttare a mare mezza Italia ?

 

L’Albero : «I « FURBETTI » non sono così tanti e s’annidano sicuramente anche molto vicino alle stanze dei bottoni. I « furbi », quelli che evadono un poco il fisco perché è questo per loro l’unico modo per poter arrivare decentemente alla fine del mese. Quelli, secondo i Governanti, dovrebbero essere considerati dei delinquenti. Ma insomma, caro Alessandro, non ti sembra che il vero delinquente sia chi ha governato così male e ha portato l’Italia in ginocchio ? »

 

Ingenua : « Scusate se m’intrometto, ma, a cosa servono le tasse, le imposte, i balzelli e le terribili tasse indirette che i poveri italiani devono pagare ? »

 

Alessandro : « Ad avere dei Servizi ».

 

Ingenua : « Gli italiani ricevono i Servizi di cui hanno diritto ? »

 

Alessandro : « In modo deficitario ».

 

Ingenua : « Qualche giorno fa s’è seduto su di me un signore e s’è messo a leggere il giornale… non so che giornale fosse. Ho letto che un cittadino italiano ha chiesto un appuntamento mi sembra per un esame o clinico o di laboratorio. Gli hanno dato l’appuntamento… udite, udite… per un giorno x del 2021 ».

 

L’Albero : «Mi sembra che da quello che dice Ingenua, chi Governa e permette certe assurdità è un delinquente di quelli buoni. Ma come si fa solo a ipotizzare certe cattiverie ? Ci vuole la fantasia dell’italica gente mischiata a cinismo ».

 

Petulante : « Dai giornali della gente che si siede qui e dalle chiacchiere che fa la gente, quello che dice Ingenua è poca cosa. È risaputo, e lo sento spesso da persone che parlano telefonicamente coi parenti in Italia, da anni l’italiano medio… e anche gli altri ceti, per curarsi devono sovente andare « dal medico a pagamento ». Dato che il Servizio Sanitario Nazionale funziona male e a singhiozzo, si deve andare privatamente dal « medico a pagamento » per farsi poi operare nelle strutture statali… da quello stesso medico ».

 

Alessandro : « È vero. Ormai gli italiani, che avrebbero diritto di essere curati gratuitamente o con poca spesa dalle strutture dello Stato, si sono abituati a spendere più o meno profumatamente negli studi privati dei vari specialisti ».

 

L’Albero : « Che poi sono gli Specialisti che operano anche nelle strutture statali ? »

 

Alessandro : « Proprio così… non tutti però ».

 

Petulante : « A parte la Sanità, ho visto, proprio ieri 17 ottobre 2019 un tipo col Computer portatile che leggera su GenovaQuotidiana che nel centro della città c’erano delle donne che cercavano cibo nell’immondizia. Guardate, sono riuscita a registrare il titolo :

 

Anziane cercano nella spazzatura il cibo per mangiare in pieno centro

 

Com’è possibile che in una Nazione moderna come l’Italia che potrebbe avere tutto, ci possano essere dei Governanti così sprovveduti che permettono questo degrado ? Degli Umani anziani ridotti in tale povertà ! Alessandro, non ti viene nausea ? »

 

Alessandro : « Sì, mi viene quasi la nausea ».

 

L’Albero : « Quello che non riesco proprio a comprendere come i vostri Governanti, pur di conservare la poltrona, abbiano preteso di far la guerra agli evasori, come se fosse la cosa più importante, e non siano riusciti a farsi un piccolissimo esame di coscienza su quello che una parte di loro avevano fatto nell’anno precedente.

Un piccolo esempio dell’Estate scorsa che tu mi hai raccontato, e cioè che in pieno periodo turistico, in Liguria furono soppressi un certo numero di treni… per mancanza di personale. Ma fu una barzelletta ? Con tutta la disoccupazione che c’è si sopprimono i treni per mancanza di Personale ? Un Governo come si deve, di fronte a certe facezie, o si dimette o spedisce i Dirigenti delle ferrovie per incapacità programmatica… non ti pare ? »

 

Alessandro : «Credo di dover essere d’accordo con voi… d’altra parte, anch’io ho sempre considerato che le imposte non dovrebbero essere altro che un qualche cosa che si dà allo Stato per ricevere dei Servizi ».

 

L’Albero : « Quindi, i tuoi Governanti, prima di cercare gli evasori dovrebbero dimostrare di essere all’altezza di dare ai cittadini quello di cui i cittadini hanno bisogno. La mia corteccia ride al pensiero di quel ragazzotto che un po’ di tempo fa « vinse la povertà » ed ora fa il Ministro degli Esteri ».

 

Ingenua : « E quell’altro Umano che fa il Ministro della Salute ! Chissà se ora hanno acquistato un po’ di barelle per far posteggiare i « sofferenti » più a lungo ».

 

Alessandro : « Non dire cattiverie. Ora sicuramente avranno risolto il problema dei pazienti in barella ; in compenso c’è, a Roma, un po’ di spazzatura un po’ qua e un po’ là ».

Da Web: Spazzatura a Roma.

L’Albero : « Vedo Alessandro che sei un po’ impaziente… nel senso che devi andare. Potremo parlare ancora di questa tua povera Italia ».

 

Alessandro : « Certamente. Sì, m’è venuto tardi… vi saluto… a presto »

 

Ingenua e Petulante : « Torna presto a trovarci ».

 

 

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Ho letto questo articolo. So che è di una persona che sa cosa sia la sofferenza.

 

https://maricri48.wordpress.com/2019/01/04/e-il-naufragar-me-dolce/#comments

 

 

L’articolo, che vi prego di leggere, semplicemente parla delle sofferenze di certi migranti su una nave che, recentemente, nessuno voleva ; nessuna Nazione voleva farli sbarcare.

Ragioni egoistiche delle nazioni coinvolte ?

Ragioni di spazio ?… perché noi europei siamo già in troppi ?

Ragioni di lavoro ?… perché c’è già abbastanza disoccupazione ?

Ragioni di religione ?… perché l’Europa rischia l’islamizzazione ? o…

…ragioni economiche ?… l’Europa non vuole altri pezzenti e morti di fame ?

 

E poi ci potranno essere molte altre ragioni… ma non credo razzismo nel vero senso della parola.

 

Sono un ignorante e non conosco bene tutto quello che succede nella politica italiana e in quella europea… per non parlare di quella mondiale particolarmente astrusa e con tanti punti interrogativi.

Ho fatto il medico. Ho anestetizzato tanta gente… giovanissima e vecchissima ; ho visto morire e ho visto nascere (sala parto)… come chirurgo (poco), ma molto come anestesista (taglio cesareo).

Ho anche fatto il medico « a modo moi »… cioè nell’ambito della medicina naturale e con una metodica veramente antichissima : « l’ipnosi… strettamente medica ».

Ai tempi… proprio ai tempi in cui ero ancora giovane e decisamente quasi solo ottimista, mi trovai ad occuparmi di alcuni giovani eroinomani… l’ipnosi poteva aiutarli.

 

Un caso :

Due ragazzi, fratelli, eroinomani si trovavano in fase di astinenza… soffrivano e, avrebbero smesso di soffrire se avessero avuto a disposizione l’agognata eroina.

 

Di fronte a questa « grande », ma « gratuita » sofferenza, l’animo buono e affettuoso del nonno gli mise in moto le gambe e, con la necessaria quantità di pecunia in tasca, lo portò dove era possibile trovare l’oggetto del desiderio… l’oggetto nefasto e paradisiaco (momentaneo) che avrebbe potuto lenire la tanta sofferenza dei nipoti.

L’oggetto nefasto e paradisiaco si chiamava eroina che, come tale, avevano dimostrato essere deleterio.

Il nonno lo sapeva, e sapeva anche che quella dose avrebbe eliminato la sofferenza dei nipoti… ma per poco tempo e che poi tutto sarebbe ritornato ad essere come prima… o peggio.

Questa la situazione prima del mio intervento… senza risultati positivi… se ricordo bene.

 

Secondo voi, quel nonno così affettuoso, faceva bene ad andare a caccia di eroina per amore dei nipoti ?

 

Secondo me no…, non foss’altro che per il fatto che l’intervento non avrebbe sortito un risultato positivo e definitivo, ma avrebbe procurato solo danno.

 

Analogamente, secondo voi, andare a soccorrere un certo numero di migranti sarebbe utile e doveroso ?

 

Secondo me, chi soffre deve essere aiutato e, quei poveretti dovrebbero essere aiutati… soccorsi, ma in un modo diverso… non per avere degli accattoni in più o degli spacciatori in più sul suolo nazionale. Che poi… loro… dopo essere stati salvati, stipati da qualche parte, distribuiti come se fossero panini un po’ qua e un po’ là in Europa… sono felici ? non sono neppure vivi, perché questa non è vita.

 

Quindi ? bisogna che ci si dia da fare a livello mondiale… a Ginevra e a New York ci sono tanti di quegli organismi internazionali… che fanno ? sono dei mangiapaneatradimento ?

E poi… almeno da noi… non si sfruttino i migranti per litigare… politicamente.

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Registrazione del 2 novembre 2018

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

L’Albero: “Caro Alessandro, che piacere vederti. Cosa hai fatto in tutto questo tempo?”

Alessandro: “Niente di speciale. Ho avuto molte cose a cui pensare… anche al fatto che mi sto accorgendo di essere un po’ vecchio davvero… sì, sì, proprio così. E tu, vedo che cinci a perdere il tuo bel verde… cominci a prepararti per l’Inverno.”

L’Albero, oggi 2 novembre 2018, comincia appena appena ad ingiallire.

L’Albero: “Per te importante è lo spirito. Sì, mi sto preparando al sonno invernale.”

Panchina Ingenua: “Sì, lo sento anch’io dalle tue chiappe che il tuo spirito è buono. Ti vieni a sedere? Ti abbraccerei… ma non posso; però i miei legni sono per te diventati quasi morbidi… solo per te.”

Alessandro: “Cara Petulante, non cambierai mai. Devo dire che si sta bene. Brava.”

L’Albero: “Abbiamo sentito che in Italia ci sono stati dei disastri terribili… anche e particolarmente nella tua Liguria. Tu hai ancora dei parenti a Genova?”

Panchina Petulante: “Buongiorno Alessandro… sì, abbiamo sentito; è stato terribile.”

L’Albero: “Anche qui il vento non ha mica scherzato. Mi ha portato via un po’ di foglie e rami… la Primavera prossima provvederò a rimpiazzare tutto. Ora caro Alessandro raccontaci un po’ cosa sai della tua Liguria.”

Alessandro: “Come siete gentili… quasi affettuosi. Sì, ho ancora dei parenti a Genova e vicino a Genova. Loro non hanno avuto danni, salvo la caduta di olive da alberi in un terreno non lontano dalla città. Un altro mio parente che possiede un centinaio di alberi di olive pronte per il frantoio, ha dovuto soffrire vedendole in buona parte strappate via dalla furia del vento… e pensare che si trova in provincia di Imperia dove l’olio d’oliva è sopraffino.”

L’Albero: “Mi dispiace moltissimo per quel tuo parente. Noi alberi “lavoriamo” anche molto per voi Umani… e so per certo che i miei colleghi ulivi godono immensamente quando possono offrirvi degli ottimi frutti. Tutto potrà riprendersi; l’importante è che voi Umani dovreste rispettare un po’ di più la natura che vi circonda. Sì, perché voi Umani siete un po’ birichini e, se un albero vi arriva in testa, potrebbe darsi che sia malato perché gli avete avvelenato l’aria.”

Alessandro: “ Lo so, lo so. Basta prendere in considerazione l’uso sconsiderato della plastica.”

L’Albero: “L’uso sconsiderato della plastica è un esempio che dimostra per l’ennesima volta che il Genere Umano è difettoso. Anche l’immensa considerazione del PIL è una dimostrazione dell’esistenza di voi difettati.”

Petulante: “Ma cosa dici caro nostro Albero? Il PIL dimostra le condizioni di benessere o meno di una popolazione… o di una Nazione; dove sarebbe il difetto di cui tu vorresti parlare?

L’Albero: “Le recenti tempeste che hanno messo in ginocchio alcune parti d’Italia potrebbero essere una dimostrazione di quello che vi sto dicendo. Cercate ora di seguire il mio ragionamento.

Il PIL è sempre sotto osservazione. Ogni Nazione, almeno dalle nostre parti, vuole che cresca. Se, per esempio, tanti automobilisti si mettono in marcia, ci sarà un maggior consumo di carburante… e allora il PIL crescerà; se tutti gli automobilisti se ne stanno un po’ di tempo in coda e viaggiano molto lentamente, consumeranno una quantità maggiore di carburante e il PIL crescerà ulteriormente… quindi dipende dai consumi. Se, facendo un altro esempio, in una determinata località tutti avessero un orticello e non dovessero andare lontano per raggiungere il posto di lavoro e, utilizzassero tutti i mezzi pubblici, il PIL crescerebbe poco… e crescerebbe ancor meno se tutti o quasi tutti, oltre ad avere l’orticello avessero anche qualche gallina e, in cooperativa qualche mucca e qualche maiale.

Quindi, se si consuma in modo “ufficiale” il PIL va su, in caso contrario, il PIL non sale o, addirittura scende. Quando scende, nel nostro caso, la popolazione vive più serenamente.

Ingenua: “Queste cose le sappiamo… si chiama anche “Auspicata decrescita”… più o meno. Dov’è il nesso logico fra il difettato Genere Umano e i recenti terribili fatti avvenuti in Italia e, tanto per poter concentrare il discorso, in Liguria… terra del mio amico Alessandro… del quale sento con gioia le calde chiappe?

L’Albero: “Se tu avessi un pizzico di pazienza…

Appunto recentissimamente, una buona parte della costa ligure è stata disastrata; a Rapallo i marosi hanno fatto sgretolare la diga del porto; più o meno la stessa cosa è accaduta a Santa Margherita… molte imbarcazioni sono andate distrutte. Inoltre, la strada litoranea che da Santa Margherita Ligure portava a Portofino… non c’è, per buona parte, più.

Naturalmente, dopo i primi momenti in cui tutti si danno da fare e nessuno chiede niente, entra in azione la “ricostruzione”. Per quanto riguarda le barche si cerca di salvare il salvabile, ma, dopo questa prima fase nella quale verranno chiamate in causa anche le assicurazioni, ogni proprietario di barca cercherà di ripararla o di comprarne un’altra e, per quanto riguarda il porto turistico, verrà costruita un’altra diga… più robusta; e poi, non solo ci si darà da fare per ripristinare i collegamenti con Portofino, ma dovrà essere ricostruita la strada.

Ecco che, per fare tutte queste cose, dovranno lavorare, dapprima i cantieri navali, poi chi dovrà progettare le ricostruzioni di dighe e strade… e poi le maestranze per ricostruire… oltre ad attrezzature e materiali. Se poi si guardano un po’ le foto della strada martoriata che va a Portofino, si possono vedere molti cavi e tubi che, dovranno essere ripristinati o sostituiti da maestranze specializzate. In poche parole, solo quello che è accaduto nel Tigullio darà molto lavoro a tante persone, e allora, cosa succederà?

Ingenua: “ Ho capito… ora ho capito. Succederà che il PIL salirà… grazie al terribile fatto che tanta gente è stata male e ha sofferto.”

L’Albero: “Bravissima… vedo che sono riuscito a spiegarmi e tu hai anche compreso che il PIL salirà come conseguenza di una calamità naturale. Ora, io ho preso in considerazione una piccola porzione di territorio della Repubblica Italiana, ma, se si pensa che quasi dappertutto in Italia ci sono stati “disturbi e danni” causati da piogge e vento, è chiaro che in molte Regioni si dovrà lavorare e spendere soldi per rimettere in ordine la situazione. Se poi si aggiungono le incurie degli Umani che si sono dimenticati che si potrebbe prevenire… anziché curare, il PIL potrà crescere ancora di più.”

Petulante: “Scusate, ma, mi viene da ridere perché penso a quello che potrà succedere.”

L’Albero: “Sarebbe a dire?”

Petulante: “Potrà succedere che se il PIL, questo benedetto PIL, effettivamente salirà, anche di poco… anche più di quanto prevedono gli “Economisti”, gli Umani che sono o saranno al Governo, gongoleranno e penseranno di essere stati bravi.”

L’Albero: “Il tuo pensiero e il tuo sorridere sono molto validi… tanto più che hai menzionato gli Economisti… Questi Umani, io ancora non li ho capiti. Sono pagati per prevedere e non prevedono quasi mai qualcosa di intelligente. Ma tu Alessandro, non dici niente? Te ne stai lì zitto zitto.”

Alessandro: “Cosa vuoi che dica. Meglio star zitti. State dimostrando i limiti degli Umani e delle umane cose… e pensare che troppi Umani fanno la voce grossa e pensano di essere dei piccoli padreterni!”

L’Albero: “Ma noi non vogliamo parlar male di nessuno… anche se a noi alberi capita spesso di dover soffrire a causa della vostra incuria.”

Ingenua: “È vero caro nostro Albero. Qui noi ti proteggiamo quanto possiamo.”

L’Albero: “Grazie cara. Caro Alessandro, volevo chiederti se hai dei riscontri filatelici di Portofino… tu che ti sei sempre dilettato coi francobolli”

Alessandro: “Sì, un francobollo del 1974… uno dei primi francobolli delle Poste Italiane circa località “notevoli” d’Italia. Quel francobollo uscì assieme a quello di Gradara. Ve lo presento:

Francobollo del 1974

 

Non è speciale… però ci presenta una località veramente unica. Non solo l’insenatura naturale, ma le case del borgo… uniche. Vi presento anche il timbro che accompagnò questo francobollo.”

TIMBRO DI PORTOFINO

L’Albero: “Ma tu Alessandro sei già stato da quelle parti?”

 

 

Alessandro: “Certamente. Più di una volta. Ai tempi, quando ero veramente giovane, il Tigullio era una méta domenicale dei genovesi. Ora vi mostro un pezzo della strada completamente distrutta:

 

Da GenovaQuotidiana

 

Si vede la strada… che non c’è più, però si vede anche uno scoglio con un pino… un tuo collega caro Albero.

Te lo faccio vedere anche in una foto ripresa dal mare dal mare:

Da IL SECOLO XIX. Il pino de la Carega.

 Ebbene questo alberello che, chissà per quale ragione è riuscito a crescere su quello scoglio, ha resistito a onde alte più di 10 metri; ha resistito a quelle onde che hanno spazzato via la strada. È diventato un simbolo per i liguri del posto.”

L’Albero: “Fantastico il mio collega. Chissà com’è stato male! Piango però per tutti i colleghi miei distrutti dalle intemperie in Veneto e nel Trentino.”

Alessandro: “Sì, veramente difficile da credere quanti alberi abbiano perso la vita.”

Petulante e Ingenua: “Molti continueranno a vivere… come noi… veniamo da alberi… e siamo vive e contente di poter essere utili alle chiappe di voi Umani… anche se qualche volta…”

L’Albero: “…anche se qualche volta…”

Petulante e Ingenua: “Sì, qualche volta abbiamo a che fare con degli Umani così maleducati…”

Alessandro: “Ora devo andarmene… ma tornerò presto. Vi abbraccio.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao… e, salutaci tua moglie.”

 

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