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Archive for the ‘crisi’ Category

PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 30 luglio 2017

Personaggi:
Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua, L’Albero, Albero Fantastico e Panchina La Tirolese.

 

Alessandro: “Son tornato. Come state amiche mie? E tu amico Albero?”.

Panchine Petulante e Ingenua: “Bene grazie, e tu? Speravamo tanto di vederti.”

L’Albero: “Bentornato Alessandro; scusa se sono indiscreto, ma, mi piacerebbe tanto sapere dove sei stato.”

Alessandro: “Beh… che domanda. Tu sai perfettamente dove sono stato e fai finta di fare il curioso perché le nostre amiche credano che tu non lo sappia… dato che non glielo hai detto.”

L’Albero: “Hai ragione. Quel mio collega di Merano ti ha visto, e so che avete anche fatto quattro chiacchiere circa i tempi di Sissi.”

Alessandro: “Già, anche lui non è nato ieri e si ricorda bene dei tempi passati prima della Grande Guerra.”

Ingenua: “Allora Alessandro, sei stato in Italia dove parlano anche tedesco? In fondo per noi qui in Svizzera non è per niente eccezionale dato che, se qui in Ticino si parla italiano, a Berna si parla tedesco e a Losanna si parla francese… e gli Umani della Svizzera riescono ad andar bene d’accordo.

Alessandro: E ho anche potuto sedermi su una tua collega… sulla quale, chissà perché, c’è chi si diverte ad imbrattarvi. Si chiama LA TIROLESE.

 

MERANO: PANCHINA LA TIROLESE.

Circa il discorso della lingua, se si vuole essere veramente precisi, più che per Merano, per l’Alto Adige oggi anche Südtirol, non fu tutto rose e fiori. Prima della Grande Guerra il Südtirol apparteneva all’Impero Austroungarico, i cittadini di quel territorio parlavano tedesco come in tutta l’Austria. Poi dopo la guerra, il Südtirol iniziò a far parte del Regno d’Italia e cominciò a chiamarsi Alto Adige, l’Impero Austroungarico fu ridimensionato e i cittadini di Bolzano e di Trento si trovarono a dover onorare, non più Francesco Giuseppe bensì il nostro Vittorio Emanuele III.

Petulante: “Quello piccolo?”

Alessandro: “Sì, era piccolo ma comandava poco, perché a comandare davvero arrivò un certo Benito Mussolini… e molte cose cambiarono.”

L’Albero: “Poi potremo parlare dell’Umano Mussolini. Ora raccontaci un po’ di Merano e di cosa vi siete raccontati.”

Alessandro: “Perché, tu che con le tue onde puoi farlo, non interpelli direttamente il tuo amico di Merano e facciamo una specie di “tavola rotonda”?”

Ingenua: “Cosa c’entra Re Artù?”

Alessandro: “Non c’entra nulla.”

Ingenua: “Ma la tavola rotonda non è quella di Re Artù e dei suoi cavalieri?”

L’Albero: “Dai su, mettiti un po’ tranquilla; per tavola rotonda in gergo scientifico s’intende parlare e discutere tutti insieme di un argomento come se si fosse tutti attorno ad un tavolo.”

Ingenua: “Grazie. Ho capito.”

L’Albero: “Sono riuscito a contattare il mio amico Fantastico di Merano.”

Alessandro: “Bravo.”

 Albero Fantastico: “Come va Alessandro? Tutto bene?”

Alessandro: “Certamente Fantastico. È tutto in ordine.”

Panchina La Tirolese: “Ciao Alessandro, lo sai che sono contenta di averti conosciuto?”

Fantastico “È stato un piacere poter fare quattro chiacchiere con te. Ho potuto rinfrescare il mio italiano. Tu sai perfettamente ch’io son nato in lingua tedesca, ma quando l’Umano Mussolini pretese di far parlare tutti solo in italiano, l’ho dovuto imparare anch’io… che poi l’italiano è una gran bella lingua. Purtroppo a quei tempi per noi fu molto difficile. Dopo la Grande Guerra anche gli Umani di Trento diventarono italiani; per loro fu sicuramente una gioia dato che parlavano italiano.

MERANO: L’ALBERO FANTASTICO.

Per noi no, tanto più che, secondo una politica un po’ stramba avremmo dovuto perdere la nostra lingua, la lingua dei nostri padri… Da un po’ di tempo, gli Umani d’Italia, quelli che hanno sempre parlato italiano, in poche parole quelli che si considerano italiani veri, stanno cominciando a capire quanto sia giusto per noi non dover perdere la nostra identità. Ora possiamo parlare la nostra lingua e possiamo prendere atto che in tutti gli uffici statali, gli impiegati, anche se vengono da Bari o da Ancona, devono parlare la lingua tedesca, nel senso che la devono conoscere.

Alessandro: “Ho visto infatti come anche la Polizia ha sulla fiancata dell’auto la scritta in tedesco POLIZEI oltre a quella in italiano POLIZIA.”

UN’AUTO DELLA POLIZIA A MERANO

Fantastico: “Purtroppo ci sono ancora troppi italiani, intendo quelli la cui madre lingua è l’italiano, che pretendono la lingua italiana anche fra tutti i nostri nativi, magari quelli dei paeselli in montagna.

L’Albero: “Potresti spiegarti meglio?”

Fantastico: “Molti Umani d’Italia dicono: “Qui siamo in Italia e qui si deve parlare italiano.” Non capiscono, è una questione d’incurabile miopia, quale può essere il vantaggio di avere una provincia nel territorio nazionale dove si parla perfettamente un’altra lingua… in questo caso il tedesco.”

La Tirolese: “Che poi, in Europa, il tedesco è una lingua piuttosto importante.”

L’Albero: “Ora ho capito. L’Umano italiano è un popolo stupendo con moltissime risorse, ma è convinto di poter solo insegnare e non accetta nessun insegnamento da altri.”

La Tirolese: “Scusate se v’interrompo. M’è venuto da ridere pensando al fatto che al tempo del fascismo, se una coppia veniva a sedersi su di me e voleva dirsi qualcosa di dolce, era obbligato per legge a dirselo in italiano. Non vi viene da ridere?”

Fantastico: “Non riesco a riderci sopra… era veramente terribile. Cosa volevi dire Alessandro?”

Alessandro: “Volevo dire all’Albero che ha detto giusto. Sai, durante il nostro soggiorno a Merano, ho potuto notare come molte cose funzionano bene… un po’ alla tedesca… o alla svizzera se preferisci.

L’Albero: “Mi piace di più se dici alla svizzera.

Alessandro: “Se poi fai tanto di aver bisogno di qualcosa di veramente italiano, e, per spedire una cartolina devi andare alla posta, ti accorgi di essere veramente in Italia. Il personale è gentilissimo, cosa, senza offendere nessuno, quasi rara nel resto della mia Patria; il funzionamento è però Italia Super.”

L’Albero: “Perché Super?”

Alessandro: “Perché, secondo voi, se qualcuno va alla posta per spedire una cartolina e cerca dei francobolli… e, se apprezza il francobollo, può cercare un francobollo bello?”

L’Albero: “Non l’hai trovato bello?”

Alessandro: “No caro… perché lo sportello che vende i francobolli belli ha mandato in vacanza l’addetto alle vendite, per cui lo sportello… è come se non ci fosse.”

L’Albero: “Essendo un ufficio postale avrà avuto altri francobolli… meno belli.”

Alessandro: “Vi permetto di ridere: NESSUN FRANCOBOLLO. Il valore necessario per la spedizione, ovvero uno pseudofrancobollo, viene stampigliato direttamente sull’oggetto di corrispondenza.”

AVEVO IL NUMERO 96

L’Albero: “Avresti dovuto andare nell’ufficio principale. Se si va in un ufficio piccolo…”

Alessandro: “Ma era l’ufficio principale di Merano.”

Petulante: Ho sentito bene? L’ufficio principale, cioè LA POSTA CENTRALE DI MERANO non vende francobolli?”

Alessandro: “Hai sentito benissimo. Quando ci sono andato io, esattamente il 22 luglio 2017… niente francobolli. Però, come ho già detto erano tutti molto gentili. Mi hanno indicato il direttore al quale ho spiegato che cercavo il francobollo commemorativo della FIAT 500. Andò a cercare quello che cercavo e me lo diede; però, non mi fu possibile integrare l’affrancatura della cartolina per la Svizzera; mancava un francobollo da € 0.05. La tariffa per la spedizione in Italia è € 0.95, per l’estero € 1.00. La Posta Centrale di Merano non aveva francobolli da 5 centesimi di Euro! È garantito che non si capisce bene per quale ragione la poste continuano a chiamarsi così se non vendono francobolli… ma ne stampano a vagonate per i collezionisti!

IL FRANCOBOLLO DEL 2017

Ingenua: “E come hai fatto? Posso chiederti per chi era la cartolina?”

Alessandro: “Puoi. Era per i miei nipotini. L’ho imbucata così, sperando che arrivasse… perché non volevo che mi deturpassero il francobollo con la stampigliatura dei 5 centesimi.

Prima di abbandonare questo folcloristico discorso chiarificatore del contorto comportamento delle Poste Italiane, vi mostro il manifesto che ho fotografato all’interno dell’Ufficio Postale proprio a Merano.

MANIFESTO NELLA POSTA CENTRALE DI MERANO

Propaganda i francobolli italiani… ma poi non li vende. Potremo riprendere questo discorso, anche alla luce del fatto che la Posta non ha diritto di deturpare un francobollo… quando l’ha venduto ed è diventato proprietà di chi l’ha acquistato.

Ingenua: “Poi ci dirai se i tuoi nipotini hanno ricevuto la cartolina?”

Alessandro: “Certo cara Ingenua. Devo dire caro Albero che a Merano hai dei colleghi bellissimi… a parte Fantastico vicino alla statua di Sissi (Elisabeth).”

Fantastico: “È vero. Ci sono veramente molti bellissimi alberi qui a Merano; so che ne hai fotografato più di uno. Quelli lungo la passeggiata di Sissi sono molto rinfrescanti… sì perché col rumore del fiume Passirio sembra che all’ombra degli alberi la temperatura sia meno afosa, intendo nelle giornate come quelle dei giorni scorsi in cui la temperatura ha superato i 30° all’ombra. E poi, bisogna dire la verità, qui si respira ancora un po’ l’aria dell’Impero.

IL SENTIERO DI SISSI

Qui, finché la nostra capitale era Vienna, veniva il bel mondo a godere l’atmosfera “sud delle Alpi”… un pochino come succede da voi in Ticino… che arrivano tanto dalla Svizzera tedesca quanto dalla Germania.

Inoltre, non si deve dimenticare che anche il nostro Kurhaus con le acque “speciali” attirava molta gente.

Ingenua: “E veniva anche Sissi? Ne ho sentito parlare… credo che fosse molto simpatica.”

Fantastico: “Certamente; forse non hai seguito bene. A lei piaceva tanto venire qui. Vicino a me hanno messo una statua di marmo… marmo di Lasa del Sudtirolo, per la precisione della Val Venosta. E poi c’è la “passeggiata di Sissi” che lei faceva veramente, in mezzo agli alberi e vicino al fiume.

Qui veniva il bel mondo da tutta Europa, addirittura dalla Russia. C’era, e c’è tutt’ora una specie di Colonia Russa. Venivano in molti, anche per curare la tubercolosi. Purtroppo, dopo la Grande Guerra, gli Umani del Sudtirolo hanno sofferto molto l’annessione al Regno d’Italia.

LA STATUA DI SISSI (ELISABETH) SCOLPITA NEL 1903 DAL PROF. HERMANN KLOTZ… 5 ANNI DOPO LA MORTE DI SISSI NEL 1898.

Fu una doppia sofferenza: La prima fu il confine coi tirolesi di Innsbruck dove prima chiunque poteva andare tranquillamente senza particolari restrizioni; la seconda fu l’arroganza delle italiche genti che, dopo aver vinto la guerra si mossero linguisticamente in modo tale per cui gli abitanti del posto si sentirono esuli in casa propria. Non si dimentichi poi l’avvento del fascismo che pretese di italianizzare tutto cercando di eliminare ogni elemento che aveva sapore di tedesco. Sono passati quasi 100 anni da quando il Sudtirolo fu annesso all’Italia; ancora oggi ci sono nelle valli Umani tirolesi del sud che odiano gli Umani d’Italia.

L’Albero: “Credevo che ormai dopo tanti anni il problema linguistico fosse stato superato.

Fantastico: “Non credo che possa essere facile accettare l’arroganza di chi t’impone di perdere la tua identità e l’identità della tua terra. È interessante prendere atto che durante la famigerata esistenza del Grande Reich, ci furono alcuni periodi in cui, non solo alcune famiglie optarono per il “trasferimento” in terra tedesca, ma addirittura, coll’Alpenvorland, il Sudtirolo assieme alle provincie di Trento e Belluno diventarono a tutti gli effetti un Land tedesco.

Lettera spedita da Belluno il 25 gennaio 1945 diretta a Vienna affrancata con francobolli del Grande Reich.

Durò poco dato che la disfatta era vicina, ma tramontò anche la speranza di quegli Umani troppo ottimisti che si ritrovarono di nuovo ad essere altoatesini.

Lettera spedita da Silandro diretta in Germania con francobolli recanti l’effige di Hitler.

Queste buste, trovate sul web, che mi fai vedere, sono molto interessanti, significative nonché dimostrative della dominazione del Reich.

Ho usato il termine altoatesini proprio perché questa parola può essere stata considerata in modo dispregiativo dagli Umani che lottavano per l’Indipendenza dall’Italia.

Alessandro: “Ricordo, dopo l’ultima Guerra, noi italiani molto lontani da questa realtà, ci trovammo a condannare senza riserve certi comportamenti violenti; oggi, anche se non li giustifico, posso comprendere l’insofferenza verso l’Italia. Il mio è il ragionamento del profano che non capisce niente, ma che, dopo aver soggiornato qualche volta in questo territorio, dopo essersi un poco immedesimato con empatia nella mente di chi ha subito per anni “il sopruso del conquistatore” comprende che si può perdere la pazienza e passare dalla parte del torto. La violenza è sempre sbagliata, ma, checché se ne dica, è violenza anche quella che mette in atto chi legittimamente si difende. È quindi tutto relativo e si arriva pure, perché no, ad apprezzare certe violenze.”

L’Albero: “Ricordo quello che Tasso e i suoi fratelli ci raccontarono di violenze, sempre da parte degli italiani, sugli slavi; ricordo anche che dovrebbero parlarci delle violenze che subirono gli italiani da parte degli slavi dopo l’8 settembre 1943. So che ce ne parleranno. Continuo però a non capire come fate voi Umani ad essere così violenti fra di voi. Quello che è emerso dalle vostre chiacchierate è che meno di 100 anni fa gli Umani delle provincie di Trento e Bolzano divennero sudditi del Re d’Italia; passarono dall’Impero di Francesco Giuseppe a quell’Italia che da non molto si era ritrovata unita. Però, per arrivare a questo molti Umani morirono, ovvero, molti Umani furono mandati a morire facendo leva su un’altisonante parola: “patriottismo”. Un tempo, chi si dava da fare per la Nazione nella quale era nato e cresciuto era un patriota; oggi, e veramente voi Umani fate ridere le mie foglie estive, chi lavora e si agita per la Patria è considerato “populista”; è perché per essere un vero patriota bisogna morire sul campo?”

Alessandro: “Ho l’impressione che tu, dall’alto dei tuoi rami, stia un po’ criticando il comportamento di noi Umani.”

Petulante: “Ho anch’io l’impressione che la tua critica sia abbastanza… quasi velenosa.”

L’Albero: “No, no. Non sono velenoso, sono semplicemente oggettivo. Voi Umani raramente vi accontentate. Ragionando a livello territoriale, da che mondo è mondo, avete sempre bisogno di espandervi e di andare a rubare al vicino; se non potete farlo con le armi lo fate sfoggiando la ricchezza, ossia la potenza economica. Solo un’antichissima repubblica non volle mai ingrandirsi.”

Ingenua: “C’è una repubblica con degli Umani che vivono in pace accontentandosi del territorio che hanno?”

L’Albero: “Certamente, è la Repubblica di San Marino. Nel 1797, l’Umano Napoleone che a quei tempi la faceva da padrone, offrì alla repubblica un ampliamento di territorio… che fu rifiutato. È probabilmente questa la ragione per cui questa simpatica repubblica esiste ancora.

Ingenua: “Quindi se quegli Umani sono uno Stato a tutti gli effetti hanno anche i loro francobolli e le loro monete?”

L’Albero: “Per questo devi rivolgerti ad Alessandro… è lui lo specialista. Chissà se c’è stato in quella piccola repubblica.”

FRANCOBOLLO DEL 1982

Alessandro: “Sì, ci sono stato. San Marino è molto simpatico e ha naturalmente i suoi francobolli. Questo del 1982, che vi mostro, ricorda Napoleone quando fece tappa da quelle parti.

Petulante: “Peccato… credo che non potrò mai andarci. Dimmi piuttosto caro amico Albero, qual’è la “potenza economica” paragonabile all’espansione armata?”

L’Albero: “Un esempio qui in Europa è sotto l’occhio di tutti: La Germania. Questa Nazione che poté espandersi grazie ai Panzer in gran parte dell’Europa, oggi impone povertà ai Paesi del Sud Europa con la scusa dell’Austerità… che dovrebbe far quadrare i Suoi conti. Qualcuno ha addirittura parlato di Quarto Reich. C’è una grossa differenza fra Austerità e Povertà!

Un altro esempio un po’ più lontano da noi potrebbe essere la Cina che, economicamente, ha messo da parte una quantità enorme di dollari USA. Grazie a questo “tesoro” in dollari, può, sotto sotto, dettar legge al governo americano. Lo fa sicuramente con riservatezza, ma, a certi livelli il Governo USA ha un po’ le mani legate.”

Petulante: “Questo starebbe a dimostrare quanto I soldi sono importanti… per gli Umani

Fantastico: “Caro amico ticinese… ma anche svizzero, ho seguito i vostri discorsi e sono d’accordo con voi circa l’importanza oggi dei soldi, ma anche ieri i soldi erano importanti quando voi svizzeri eravate un po’ la cassaforte del mondo; non per niente eravate considerati un paradiso fiscale. Chiunque poteva aprire un conto cifrato e depositare i propri averi. Oggi non è più così, però le vostre banche si sono adeguate all’andazzo mondiale accumulando clienti da spolpare. Com’è possibile che i capi delle banche guadagnino un mucchio di soldi (milioni di franchi svizzeri) e ai correntisti non paghino più interessi?… e va già bene se non ci sono interessi negativi! Un tempo c’era un pizzico di onestà per cui il cliente risparmiatore poteva comperare delle obbligazioni, portarsele a casa e ogni sei mesi tagliare con le proprie mani il cedolino e incassarlo gratuitamente in banca. Oggi non è più possibile… fa tutto la banca, si fa pagare ogni sospiro e gli esigui interessi difficilmente superano le spese.

Quindi, nello stesso modo in cui gli Umani della Cina sono un po’ proprietari degli Umani d’America, così le banche che dovrebbero essere al servizio del cittadino, riescono a governare… o a far governare dettando legge.

La Tirolese: “Ma è terribile quello che dici. Molti Umani, o devono attingere a quello che con sacrifici hanno risparmiato o, per fare arricchire pochi, diventano sempre più poveri. Non si può far proprio niente?

L’Albero: “ Certo che si potrebbe… ma non si vuole. E tu Alessandro cosa ne pensi?”

Alessandro: “Non si vuole… proprio così. Ne potremo riparlare. Ora devo lasciarvi; mia moglie mi aspetta. Saluti a tutti, particolarmente a Fantastico e a La Tirolese. A presto amici del Canton Ticino… miei vicini di casa.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao Alessandro… ti aspettiamo presto.”

Fantastico e La Tirolese: “Ciao… speriamo di rivederti a Merano.”

 

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Registrazione dell’8 marzo 2017

Personaggi:

 Panchina Rotonda,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Passante Alessandro: “Ciao Tasso. Da questa panchina circolare che gentilmente mi permette di star seduto, volevo dirti, relativamente al discorso dell’altro giorno,  una cosa molto triste. Dicevi che l’Europa sta morendo, ovvero che è molto malata dico io… lo dimostra quello che ho letto su LA STAMPA.”

La Panchina Rotonda.

Albero Tasso: “Cosa hai letto?”

Alessandro: “Dell’Ungheria.”

Panchina Rotonda: “Buon Giorno Alessandro. Mi fa piacere sentire il tuo calore sui miei legni. Vieni raramente qui. Per fortuna che oggi devi prendere il bus e devi aspettare qualche minuto. Sì ho sentito parlare anch’io dell’Ungheria.”

Tasso: “Sì, in Ungheria sono molto “severi” e per nulla “accoglienti.”

Alessandro: “Da quello che ho letto oggi, non solo sono poco accoglienti, ma addirittura si comportano con violenza nei riguardi di quei migranti che riescono ad entrare nel loro territorio. Li picchiano e li spaventano coi cani… e, alla fine, li mettono in prigione.”

Da “LA STAMPA”

Tasso: “Sono così crudeli?”

Alessandro: “E adesso stanno costruendo un secondo “muro”.”

Tasso: “Che tristezza! E pensare che qui in Ticino ne abbiamo accolti molti di ungheresi!”

Alessandro: “Dici dopo l’insurrezione del 1956?”

Tasso: “Sì sto rammentando proprio quegli anni. Sai, io sono longevo e ho anche buona memoria. Proprio qui in Svizzera abbiamo accolto molti ungheresi che scappavano dalla violenza dei carri armati sovietici… che erano arrivati a “riportare ordine”. Momenti terribili per quella popolazione che s’era illusa di poter avere un po’ di democrazia. La Svizzera aprì loro le porte… e molti sono poi tornati in Ungheria.”

Alessandro: “Hai ragione. Ho conosciuto un chirurgo che era stato accolto e trattato nel modo migliore. È tornato in patria… e forse è uno di quelli che pensa che Orban faccia bene.”

Viktor Orban.

Tasso: “Chi è Orban? È un umano?”

Alessandro: “È il capo del Governo ungherese. Non è giovanissimo, ma è cresciuto nel periodo in cui a comandare era ancora l’Unione Sovietica… ha sicuramente assorbito una qualche componente poco democratica.”

Tasso: “Ho infatti sentito che qualcuno avrebbe ipotizzato che in Ungheria si sta instaurando un regime dittatoriale.”

Alessandro: “Orban avrebbe detto: “Noi non ci lasceremo sovietizzare da Bruxelles e dalla Ue, noi resteremo nazione sovrana, lo vogliamo oggi come lo volemmo nel ‘56″. Mi chiedo cosa ci stanno a fare nell’UE? Per succhiare tutto quello che si può senza il desiderio di integrarsi e sentirsi europei?”

Tasso: “Dissi che i britannici hanno avviato la morte dell’Europa. La Gran Bretagna se n’è andata, l’Ungheria dovrebbe essere buttata fuori dato che la democrazia ungherese lascia a desiderare, la Francia… lo sappiamo, per non parlare delle 2 velocità. Sai cosa ti dico caro amico umano Alessandro, non ti sembra che i tuoi simili siano un po’, come si dice a Firenze bacati al teschio?”

Panchina Rotonda: “Caro Tasso, posso applaudirti? Se i miei legni fossero un po’ sconnessi li picchierei insieme per applaudirti. Di umani ne sento molti e, posso proprio dirti che loro sono solo contenti se possono smanettare coi telefonini, guadagnare o rubare molti soldi e guardare le partite di calcio come se fosse vero sport… intanto, pochi umani con la coscienza difettosa, fregano la massa gaudente (quella con telefonini ecc.)… che non s’accorge di nulla e quando è troppo tardi cerca di protestare.”

Alessandro: “Hai sintetizzato bene. Brava.”

Rotonda: “Grazie.”

Alessandro: “Vedo arrivare il mio bus. Vi saluto.”

Tasso: “Ciao amico.”

Rotonda: “Ciao. Torna presto.”

 

 

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Registrazione del 21 febbraio 2017

Personaggi:

 Passante, Conifera e Panchina Pietra.

Passante tranquillamente sull’italica panchina: “Come stai? Hai sentito dello sciopero dell’ALITALIA del 23 febbraio prossimo?”

L'italica panchina PIETRA

L’italica panchina PIETRA

Conifera: “Sto bene grazie, e tu? No, non avevo ancora sentito; sai, da queste parti passano tutti quelli che vanno alla posta a spedire pacchi e lettere, o a pagare delle bollette, sono quasi tutte persone che vivono da queste parti; vengono anche molti svizzeri. I grandi viaggiatori, cioè quelli che vanno in aereo, passano raramente da queste parti.”

Passante: “Sto bene. Guarda un po’ cosa ho trovato su “LA STAMPA”.

Da "LA STAMPA" del 20.02.2017

Da “LA STAMPA” del 20.02.2017

Conifera: “Ma è terribile. Vabbé che gli umani d’Italia sono abituati agli scioperi, però, credo che una Compagnia Aerea vada anche all’estero. e penso che i passeggeri dell’Alitalia non siano solo umani italiani. Non credo che lo sciopero faccia aumentare i passeggeri e mettere in sesto la Compagnia.

Passante: “Io sinceramente non me n’intendo, ma credo che se continua così, l’Alitalia farà la fine della SWISSAIR o sarà fagocitata da altre compagnie… di quelle senza cuore… a meno che i contribuenti italiani non continuino ad aprire il borsellino.

Conifera: “Già, come per le banche.”

Passante: “Mi ha fatto piacere vederti. Ora devo andare; ti sentirò tramite i tuoi colleghi svizzeri.”

Conifera: “Ciao… stammi bene, e grazie d’esserti fermato.”

Panchina Pietra: “Ho ascoltato tutto in silenzio, e, mentre ti saluto, spero tanto che gli umani d’Italia si mettano a lavorare per il bene della Nazione. Ti ringrazio passante di aver messo le tue chiappe sulla mia pietra.”

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QUESTO È UN DILEMMA

Ho letto questo articolo dell’amica Mirna:

https://mifo60.wordpress.com/2017/01/26/sono-indignata/

Mi ha fatto pensare, e, di seguito ho raggiunto questa conclusione:

Commento solo la prima parte che trovo essere particolarmente importante e fonte di commozione, cioè quella del cittadino del Gambia che s’è suicidato gettandosi nel Canal Grande.

Per prima cosa debbo dire che non mi sarei gettato nell’acqua per salvarlo perché so nuotare “quasi niente”… anche se son genovese.

In secondo luogo, se è vero che gli hanno gettato ben quattro salvagenti e lui non ne ha approfittato, vuol dire che non aveva alcuna intenzione di salvarsi.

 

Questi sono due dati di fatto… inconfutabili.

 

Ora però mi chiedo e chiedo: “Se qualcuno l’avesse salvato, contro la sua volontà, che ne sarebbe stato di lui? La Repubblica Italiana avrebbe risolto per lui tutti i suoi problemi?

Credo che si possa rispondere di no.

Sarebbe stato meglio? Credo… difficilmente.

 

Pare anche che la temperatura dell’acqua fosse di 5° e quindi sufficientemente gelida per “stordire” chiunque… anche di buona volontà.

 

Quello che non riesco a comprendere è il mentecattismo di quelli che urlavano epiteti contro quel poveretto.

E se qualcuno fosse riuscito a salvarlo e la Repubblica Italiana gli avesse dato tutto quello che desiderava, cosa sarebbe successo? Come avrebbero reagito i giornali vari che avrebbero sicuramente commentato in modo controverso?

Avrebbero detto o pensato che per ottenere qualcosa poteva essere sufficiente buttarsi nel Canal Grande?

Venezia è una città stupenda e unica. Ci sono stato poche volte, ma una volta ho fotografato proprio la Stazione e il Canal Grande… così bello!

Venezia Santa Lucia

Venezia Santa Lucia

Perché quel poveretto è partito da Milano per venire a Venezia a por termine alla propria esistenza? Forse ci sarebbe una risposta se gli Organi Preposti riuscissero ad avere delle idee un po’ più chiare e non “abbandonassero” al loro destino queste giovani vite.

Quindi? Non riesco a concludere, nel senso che forse qualcuno ha delle risposte giuste.

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Lunedì 19 dicembre 2016

 

Petulante: “Sorella, hai mai sentito parlare del Monte dei Paschi?”

Sorella Ingenua: “Volevi dire pascoli? Dove vanno le pecore?”

Petulante: “Ma cosa dici. Monte dei Paschi è una banca antichissima di Siena.”

Ingenua: “Ora che ci penso, ne ho sentito parlare… ma tanto tempo fa da due umani distinti che avevano appoggiato le loro chiappe sui miei legni. Sembravano preoccupati perché c’erano dei problemi.”

Petulante: “Il fatto è che ultimamente pare che i problemi siano aumentati. Ne sento parlare ogni tanto da gente che passa qui vicino. Chiedo all’Ulivo se sa qualcosa di più.  Magari le nostre colleghe vicino a lui… I nostri alberi dormono profondamente.”

Petulante: “Ulivo… mi senti?”

Ulivo: “Ma sì che ti sento. Non sono altissimo, ma sono abbastanza vicino a te. Cosa desideri? Vuoi sapere di Roma?”

Petulante: “Anche. Ora però volevo sapere qualcosa del Monte dei Paschi; quell’antichissima banca di Siena che fa impazzire tutti. Ho sentito che hanno fatto le cose così bene per cui hanno bisogno di 5, dico cinque miliardi di Euro.”

Ulivo: “Hai perfettamente ragione. Ho chiesto anche ai miei colleghi qui vicini a me, e mi hanno confermato quello che tu dici. Vedi, da quello che ho sentito, attualmente in Italia giocano a mettere le banche a rischio, poi lo Stato le salva e i clienti rimangono con un pugno di mosche in mano. Sapessi quanti italiani fiduciosi nella loro banca si sono ritrovati sul lastrico.”

Petulante: “Siamo a quei punti?”

Ulivo: “La cosa più bella è che se tu fossi stata, anche qui in Svizzera, cliente di una banca, diventando vecchia, avresti potuto vivere di rendita. Oggi non più; se metti i soldi in banca, se ne hai tanti, devi ancora tu pagare alla banca; e poi… loro, i capi, si pigliano tanti di quei soldi…”

Ulivo 2: “Scusate se m’intrometto, ma, la cosa terribile è che le banche di soldi ne guadagnano molti, altrimenti non potrebbero pagare multe milionarie a quei Paesi, tipo Stati Uniti, dove sono andate a “lavorare” e a fare le loro furbizie.”

L'Ulivo 2 e 3.

L’Ulivo 2 e 3.

Petulante: “Dite davvero?”

Ingenua: “Non avrei mai immaginato cose simili. Qui vicinissimo a noi c’è una banca piuttosto importante. Dite che anche questi non danno praticamente nessun interesse ai loro clienti?”

Ulivo: “Certamente. È l’effetto della globalizzazione e dell’avidità dei nostri tempi. Gli umani, quelli altolocati, hanno dimenticato la parola “amore”. A parole sono bravissimi… poi…”

Ingenua: “Che tristezza!”

Ulivo: “Per farla breve, il Monte dei Paschi, così ho sentito, se non trova 5 miliardi di Euro fallisce. Ma non vogliono lasciarla fallire; pare anche che accettino soldi anche da molto lontano, come Cina, Qatar, ecc.”

Petulante: “Qatar? Ma non dicono che sovvenzionano anche l’Isis?”

Ulivo: “Chi lo sa! Ma poi, oggi è indifferente da dove arrivano i soldi. L’importante che siano veri.”

Ulivo 3: “Già, già, ora che è “proibito” riciclare il denaro sporco.”

Ingenua: “Esistono anche le macchine che lavano i soldi? Così non ci sono più i microbi.”

Petulante: “Sorellina bella, è il solito modo di dire. Lavare il denaro sporco significa rimettere in circolazione i soldi che “arrivano” da traffici illeciti… e quindi sporchi.”

Ingenua: “Grazie della spiegazione.”

Petulante si rivolge agli Ulivi: “Ma secondo voi, questa storia del Monte dei Paschi, prima o dopo finirà? È da molto tempo che ne parlano.”

Ulivo: “Ma certo che finirà. Tutto finisce. E penso che stia per finire anche l’Umana Raggi come sindaco di Roma.”

Ulivo 1: “Che poi, non può fare come vuole. Chi la comanda è un genovese, un certo Beppe Grillo.”

Petulante: “Raccontate su… son proprio curiosa.”

Ulivi all’unisono: “Se ce la facciamo… domani. Ora andiamo a dormire.”

Petulante: “Buon riposo.”

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FORSE È MEGLIO PIANGERE

Venerdì 16 dicembre 2016

 

L’ulivo chiama “la petulante”…

L'ULIVO

L’ULIVO

Petulante: “Ulivo carissimo, mi hai chiamata?”

L’Ulivo: “Sì cara. Ti avevo promesso che se avessi avuto delle novità ti avrei chiamata.”

Petulante: “Dimmi, son curiosa. Senti anche tu Sorella?”

Sorella: “Sì, ogni mio legno è in ascolto.”

L’Ulivo: “Una notizia viene da Milano. Il Sindaco Sala avrebbe ricevuto un Avviso di Garanzia.”

Sorella: “Vuol dire che è stato bravissimo? Vuol dire che è una garanzia per tutti?”

Petulante: “Ma no sorella INGENUA, così ti battezzo, l’Avviso di Garanzia viene spedito alla persona che è sottoposta alle, si dice, indagini preliminari; in poche parole a una persona indagata perché ha fatto qualcosa che non doveva.”

Sorella Ingenua: “Proprio lui?”

L’Ulivo: “Sì cara Ingenua, proprio lui che sembrava quello che avrebbe dovuto controllare che facessero le cose per bene.”

Petulante: “E cosa avrebbe fatto?”

L’Ulivo: “Non ho capito bene. Sai parlano sempre tutti con paroloni da sapientoni. Pare che quando doveva controllare gli appalti dell’EXPO sia scivolato su una qualche buccia di banana.”

Ingenua: “O poverino. S’è fatto male?”

L’Ulivo: “Ma no, si dice che qualcuno è scivolato su una buccia di banana, quando ha fatto qualche errore piuttosto grosso. In questo caso potrebbe aver infranto la legge. Per ora, però, è solo indagato. Potrebbe essere perfettamente pulito.”

Ingenua: “Ha fatto la doccia?”

Petulante: “Senti Ingenua, sta un po’ buona. Pulito è chi non ha fatto nulla di male.”

L’Ulivo: “Se arriverò a saperne di più te lo dico.”

Petulante: “Lo so, ti ho fatto stancare.”

L’Ulivo: “Inoltre soffro molto il freddo. Devo però dirti che qui vicino a me ci sono due vostre colleghe che accolgono volentieri le chiappe degli umani… e raccolgono molte informazioni. Mi hanno raccontato qualcosa di esplosivo accaduto a Roma.”

Le colleghe della "Petulante".

Le colleghe della “Petulante”.

Petulante: “Ma Roma è sempre in crisi.”

L’Ulivo: “Sì, ma questa volta è molto interessante. Ve lo racconterò la prossima volta. Ora sono stanco.”

Petulante: “Quindi… è meglio piangere?”

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mercoledì 14 dicembre 2016

Panchina 1 (sottovoce per non svegliare gli alberi): “Ciao Sorella, sei sveglia?”

Sorella: “Sì, sono sveglia. Cos’hai da dirmi?”

Panchina 1: “Quei due tipi che ho sentito ieri sera parlavano di quello che è successo Domenica… qui a Lugano e verso Zurigo.”

Sorella: “Cos’è successo di così importante.”

Panchina 1: “Non solo importante, ma importantissimo, quasi epocale.”

Sorella: “Sarebbe…”

Panchina 1: “Col nuovo orario ferroviario, proprio Domenica, i treni che vanno diretti a Zurigo e a Basilea passano dalla nuova galleria del San Gottardo. Pensa una galleria ferroviaria lunga ben 57 chilometri, la più lunga del mondo.”

Un treno passeggeri esce dal tunnel... dopo 57 chilometri!

Un treno passeggeri esce dal tunnel… dopo 57 chilometri!

Sorella: “Questa sì che è una notizia! Una galleria tutta svizzera. Possono dire quello che vogliono, ma noi, quando decidiamo di fare una cosa, la facciamo giusta, ma sì, abbastanza giusta… e buona… come la cioccolata.”

Panchina 1: “E vuoi sapere cos’è successo a Lugano?”

Sorella: “Perché no?”

Panchina 1: “Hanno inaugurato la nuova stazione ferroviaria e la nuova funicolare che dalla città porta direttamente in stazione. Pare che sia bellissima (la stazione)… ma anche la nuova funicolare… tutta computerizzata.”

La nuova funicolare di Lugano.

La nuova funicolare di Lugano.

Sorella (sempre sottovoce): “Sono molto contenta. Dimmi però, tanto per cambiare argomento, hai sentito anche tu cos’è successo in Italia?”

Panchina 1 : “Certo. È proprio da ridere.”

Sorella: “L’Umano Renzi è sempre sulla breccia. Comanda ancora lui. Mi aveva rattristato, ma ora c’è ancora.”

Panchina 1: “Ma che dici? Ma non aveva dato le dimissioni? Proprio non riesco a capire”

Sorella: “Questi italiani! Hanno avuto un genio di nome Leonardo da Vinci, ora hanno un Renzi, credo che siano tutt’e due toscani. Per saperne di più, non potresti vedere se riesci a metterti in contatto coll’ulivo? Lui dorme solo di notte. Non perde le foglie.”

Panchina 1: “Ci provo… vediamo se mi risponde.”

Panchina 1: “Provo ancora, speriamo che riesca a rispondermi. Sai, là dov’è lui, c’è più di una panchina e quindi può aver sentito molte più notizie.”

L’Ulivo: “Mi avete cercato?”

Panchina 1 “Sì, sono stata io; chiamami pure “La Petulante”. Posso farti una domanda?”

L’Ulivo: “Dimmi Petulante… cosa posso fare per te?”

Panchina 1 “Volevamo sapere cos’è accaduto esattamente in Italia. Abbiamo sentito dire che l’Umano Renzi, dopo essersi dimesso ha messo su un nuovo governo. È vero?”

L’Ulivo: “Beh sì, in un certo senso sì; in realtà il nuovo governo l’ha fatto un certo Gentiloni; è un blasonato, un conte! In realtà sembra sia una pedina di Renzi dato che, fra l’altro, è sempre lui che comanda il Partito Democratico. La più bella però (genio italiano!) è che quella bella Umana di nome Boschi che aveva detto ogni bene dell’oggetto del Referendum, e che pare avesse detto che si sarebbe dimessa se avesse vinto il NO, è diventata Vice Ministro, praticamente la Vice del nuovo Capo… così può controllarlo… e fargli fare quello che vuole Renzi? Vuoi sapere come l’hanno soprannominata?”

Panchina 1 – La Petulante: “Ma sì va.”

L’Ulivo: “L’hanno soprannominata MADONNA ETRURIA.”

La Petulante: “Cosa c’entra l’Etruria?”

L’Ulivo: “Ma tu non sai proprio niente.”

La Petulante: “E allora?”

L’Ulivo: “Pare che una delle 5 banche fallite e salvate dallo Stato, non so in che modo, so solo che i clienti risparmiatori hanno perso un mucchio di soldi, pare che fosse la Banca Etruria e, qui si può ridere davvero, il Padre (in Toscana dicono babbo) della Boschi pare fosse un pezzo grosso della banca.”

La Petulante: “E lei non s’è dimessa?”

L’Ulivo: “Anzi ha fatto carriera, e, chissà dove arriverà.”

La Petulante: “A questo punto non basta sorridere; bisogna ridere… ma ridere davvero… o piangere?”

L’Ulivo: “Se arriverò a saperne di più, ti chiamerò”

Sorella: “Grazie anche da parte mia.Ciao.”

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