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Archive for the ‘donna’ Category

GIÀ, già…

Ho letto questo articolo… che porta ancora una volta a galla un problema terribile:

Stupro, abuso e società civile…

A modo mio ho tentato di dire la mia in un capitolo del mio libro. Lo riporto qui dato che sui commenti dell’articolo di Dora Buonfino non è stato accettato.

 

ROMINA

 

 Leandro, nel suo lavoro ha notato più volte come un semplice “disturbo”, non necessariamente una violenza, a livello sessuale in tenera età, può arrivare a condizionare tutta la vita di una persona. Quando poi ha cominciato a conoscere le violenze “ufficiali” sulle bimbe semplicemente a causa di una “specie di credo”, ha cominciato ad amare ancora di più le donne e a rendersi conto che, malgrado tutto, la donna ha una marcia in più.

Romina è una gran bella ragazza. Nel fiore dei suoi 24 anni si trova ad approdare nello studio di Leandro. Sembrava, di primo acchito, un “caso” facile. Una giovane fanciulla studentessa di filosofia che, come se si trattasse di una moda, desidera sentirsi maggiormente fiduciosa in se stessa. Desidera avere di più autostima; oggi la chiamano così!

Romina sembra una normalissima ragazza degli anni 2000. Non ha problemi economici per cui può studiare all’Università, ha molti amici che incontra perlopiù di notte in discoteca, fuma piuttosto molto e ha un bellissimo corpicino con un seno assolutamente non prorompente. E il viso? Il viso è il massimo della bellezza!

Non ha apparentemente problemi fisici e, anche se ha fiducia in Leandro, non riesce ad essere completamente fiduciosa in quello che fa Leandro. Ha sentito parlare di ipnosi, è affascinata dall’ipnosi stessa ma, sotto sotto, non sa neanche lei. Non crede di poter arrivare al benessere con queste metodiche. Infatti Leandro è un assertore del proverbio che L’UNIONE FA LA FORZA; tanto nel bene quanto nel male sono, il più delle volte, due o più i fattori che agiscono in noi.

Aveva sentito parlare di Leandro dai Genitori ed era arrivata con regolare appuntamento.

Romina era innamorata! Amava moltissimo un coetaneo e credeva fosse obbligatorio “concedersi” alla persona amata. Perché questo? Per essere amata. Non sapeva che certi uomini, pur di potersi portare a letto la donna che si è invaghita di loro, riescono a fingere a tal punto per cui l’amore sembra condiviso.

Quando arriva da Leandro è nelle identiche condizioni della donna stuprata, ma non lo dice. Probabilmente non è proprio innamorata; ha però bisogno di amore.

All’età di 17 anni amò per la prima volta anche col corpo. L’amore era corrisposto e altamente positivo. Finì quando lui partì alla volta di lidi diversi proiettato verso lo studio della lingua inglese. Lui preferì, onestamente secondo Romina, dichiararsi libero e lasciarla “libera”.

La funzione di Leandro non è quella di un giudice. Questo fatto però sembrerebbe un poco strano: L’Amore cessa quando comincia lo studio oltre Manica?

Romina ebbe un paio di amori, ma nessuno veramente corrisposto.

L’ultimo è forse quello che l’ha spinta a cercare aiuto. Voleva credere nell’amore. Quando quel “lui” le telefonava e la “convocava” lei correva, si spogliava, scivolava nel suo letto e si lasciava stuprare col gusto e il piacere di stare con lui e la “folle” speranza che lui s’innamorasse di lei. Che l’amplesso durasse molto o poco tempo, non importa. Dopo l’eiaculazione lui si sentiva appagato, l’apparente amore svaniva e Romina poteva tornarsene sui propri passi consapevole che quello non era vero amore.

Si sentiva abbandonata! Purtroppo, un anno prima che Leandro la conoscesse, fu abbandonata, dopo una malattia fonte di sofferenze, dal padre.

Come dicevo, Romina, che continuava a sperare nell’amore di quel mezzo uomo, continuava a rispondere alle telefonate e, ogni volta correva a permettere le eiaculazioni di quell’individuo.

Leandro riuscì a inculcarle fiducia.

Un giorno arrivo a una trance profonda e:

“Cosa vede?” le chiese Leandro.

“Vedo una bimba” risponde. E dopo una lunga pausa “ma non è come noi. Ha gli occhi a mandorla.”

“Lei è in Giappone?” Leandro aveva l’abitudine di dare del lei ai suoi pazienti. Dava del tu solo quando il paziente, nel rivivere una situazione aveva meno di 18 anni.

“Non lo so” risponde Romina.

“Dove ti trovi? Sei all’aperto o al chiuso?” e poi “Sei sola?”

“No. Non sono sola. Siamo per la strada. Intorno ci sono delle case”.

“Mi hanno portato qui i miei genitori” risponde triste.

Continua: “Mi consegnano ad altri genitori; non capisco se mi hanno venduta. Sono triste; avrei voglia di piangere ma non lo faccio perché sono troppo arrabbiata. I miei genitori sono poveri. Credo che non li vedrò mai più. Sono stata abbandonata!” Sul viso di Romina scende una lacrima. Romina si trattiene.

Leandro chiede di più. Vorrebbe sapere qualcosa di più ma, a questo punto il sipario si chiude. Quello che Romina doveva “vedere” l’ha fatto

Al risveglio, naturalmente, Romina ricordava giustamente tutto ma non ricordava di essere negli anni 2000. È triste ma sorride. Ora capisce perché vuole amore; perché l’amore è così importante nella sua vita.

Fu venduta in giovanissima età!

Leandro non può e non deve commuoversi. Chiede però:

“Quando lei era bambina e la mamma, o il papà, la

portavano a passeggio, i conoscenti chiedevano, per caso, se lei era giapponese o cinese?”

“Sì” mi risponde sorridente Romina “Quando mi portavano a spasso dicevano ai miei genitori che sembravo una giapponesina”.

Questo dimostra a Leandro che effettivamente nei primissimi anni di vita possono rimanere caratteristiche e ricordi di vite precedenti.

Dopo questa apertura Leandro è ottimista. Spera tanto che Romina, dopo aver messo a fuoco quel terribile abbandono, non si faccia più trascinare da quel mezzo uomo che desidera solo sesso e crede di se stesso chissacosa.

Romina tornerà da Leandro e porterà faticosamente avanti se stessa. Sembrava una situazione banale! Leandro la aiuterà anche con altre metodiche.

Ricordate: L’UNIONE FA LA FORZA.

 

Leandro non apprezza particolarmente l’ipocrisia di certi uomini che sanno fingere e ledono la buona fede e l’amore di una donna. Sono, fra l’altro, dei violenti… al maschile.

Cos’è la violenza al maschile? La necessità che un uomo crede di avere quando scarica il proprio istinto animalesco sulla prima donna che incontra o gli mettono a disposizione.

La violenza al maschile non è un argomento assolutamente nuovo. Il titolo apparso su un periodico svizzero parla terribilmente chiaro:

 

In guerra sembra tutto lecito. Ammazzare, violentare, bruciare, rubare, espropriare, requisire… va tutto bene, o apparentemente sembra che vada tutto bene.

A Leandro dà molto fastidio leggere di violenze sulle donne, ma quando si trova a dover aiutare chi ha subito violenza, lo fa con maggiore accanimento.

Una delle funzioni dell’ipnosi è quella di rendere più forti. Anche il sistema immunitario ne subisce dei vantaggi: si rinforza.

Romina continua a seguire i consigli di Leandro.

Anche i colori possono aiutare e Leandro, che è riuscito a farsi produrre l’energia dei colori e dei cristalli in semplici gocce (capitolo 24), riesce a far sì che Romina non molli.

Quante donne semplicemente piacenti riescono a mettere un uomo “in ginocchio”? Romina è molto bella ma non vuole crederci. Vorrebbe essere ancora più bella perché convinta di poter “comperare” l’amore di cui ha visceralmente bisogno.

Quando vi parlai per la prima volta di Romina, vi dissi che aveva un seno assolutamente non prorompente. Non fu scritto per caso. Ci ritorneremo.

Ora dobbiamo seguire una seduta nella quale Romina accetta di ritornare in Giappone. Lo fa spontaneamente. Sia chiaro che l’ipnosi medica non è assolutamente violenza. Non è obbligare qualcuno contro la propria morale. L’ipnosi medica è fondamentalmente libertà. Una persona in sonno ipnotico profondo riceve dei consigli; solo dei consigli; mai ordini.

“Ora ho capito” dice Romina “sono sicura. Sono stata venduta. Un uomo mi considera di sua proprietà”.

“Dove ti trovi?” chiede Leandro.

“Sono in casa di quest’uomo malvagio che mi ha comprato. Sono la sua serva in tutto e per tutto” continua Romina. “Per quest’uomo sono una bestia da utilizzare. Mi picchia e, dato che sono femmina, quando ne ha voglia e si sente eccitato mi butta su un letto, mi spoglia e mi violenta.”

“Non puoi scappare?”

“Non saprei dove andare”

“Hai rivisto i tuoi genitori?”

“Non più” risponde Romina “e neppure il mio amore.”

A questo punto Leandro sente da Romina qualcosa che non avrebbe immaginato.

“Cosa intendi col mio amore?” chiede Leandro.

“Intendo” dice Romina “ un ragazzo della mia età di quando ero giovane.”

“Spiegati meglio.”

“Quando ero ancora coi miei genitori, prima che mi vendessero, vicino a casa mia abitava un ragazzo della mia età. Qualche volta lo vedevo. Qualche volta riuscivo a parlare con lui.”

“Quanti anni avevi?”

“Meno di 14.”

“Gli volevi bene?”

“Tantissimo.”

“E non l’hai più visto?”

“No. Dopo che sono stata venduta al mio marito padrone, non l’ho più visto; ma ho pensato tanto a lui. Sono stata definitivamente allontanata da tutto quello che era la mia vita”

Mentre Romina spiega questo momento affettivo terribile, due calde lacrime scivolano lungo le guance.

Ha rivissuto un momento terribile; uno di quei momenti nei quali sembra impossibile poter continuare a vivere.

Però; c’è un bellissimo però. Questa “messa a fuoco” ha permesso a Romina di dire finalmente NO a quel mezzo uomo. Ha fatto fatica, ma è riuscita a sentirsi più forte. Sembra strano, ma mettere il dito nella piaga fa bene. Romina ha messo il dito in una piaga molto vecchia. Ha capito perché. Grazie a questo “perché” ha saputo dire NO. Quante volte nella vita riuscire a dire no ci fa sentire forti, vivi e determinati.

 

Prima di continuare è necessario spiegare perché Leandro ha definito quell’individuo mezzo uomo. Semplicissimo; perché un uomo (con la U maiuscola) è dotato di corpo e di spirito (o anima, o attività cerebrale, o intelletto, o…). Il corpo, dovrebbe essere sempre collegato alle circonvoluzioni cerebrali dove potrebbe aver sede anche l’anima, in ogni caso l’intelletto. Quell’individuo, che Leandro non vuole definire perché sa di non essere giudice, ha saputo ragionare solo col corpo o, addirittura, col proprio organo sessuale dimenticando di avere davanti a se una persona con tutti i requisiti in ordine e una particolare sensibilità. Bisognerebbe sperare che, in futuro, quel mezzo uomo riceva dalla vita qualche straordinaria difficoltà. Nel caso, forse andrà alla ricerca del proprio cervello e allora si accorgerà di avere un intelletto da usare e collegare all’anima.

Questo è un mezzo uomo deprecabile!

 

La funzione di Leandro non è solo quella di usare tecniche di rilassamento, ipnosi e altri positivi approcci terapeutici. Si trova frequentemente anche a parlare coi propri pazienti del più e del meno; possono quindi col tempo diventare anche amici.

Durante queste semplicissime chiacchierate Romina confessa a Leandro che vorrebbe farsi operare al seno. Non è soddisfatta del proprio seno; dice che è troppo piccolo; lo vorrebbe più grande. Leandro glielo sconsiglia caldamente. Sa che non sarà una protesi quella che potrà aiutare positivamente la sua personalità.

Questo discorso rimane interrotto dato che Leandro deve ricorrere al chirurgo per una recidiva del cancro addominale operato due anni prima.

Questo intervento obbliga Leandro a una relativamente lunga degenza in ospedale. La recidiva del cancro all’intestino si sviluppò proprio nello stesso punto della volta precedente, per cui l’intervento sarà abbastanza indaginoso.

Qualche giorno dopo l’intervento, mentre Leandro se ne sta tranquillo ma sofferente nel proprio letto d’ospedale, sente bussare alla porta.

“Avanti.”

“Buongiorno dottore.” Romina viene avanti sorridente e preoccupata. “Come sta dottore?”

“Venga avanti. Che piacere vederla. Lei è l’unica dei miei pazienti che è venuta a trovarmi.”

“Mi sembrava giusto. Spero tanto che lei possa riprendersi molto presto. Vero? L’intervento è andato bene?”

“Sì, almeno così mi ha detto il chirurgo.”

La visita di Romina non era dettata dalla curiosità, ma dall’apprensione. Suo padre era mancato dopo una brutta malattia, pochi anni prima e lei aveva trovato in Leandro una persona non più giovane per potersi confidare… ma non per tutto.

Perché non per tutto?

Perché quando Leandro, dopo la convalescenza, riprese la propria attività e rivide Romina, si accorse del seno di Romina. Era cresciuto!

“Cos’ha fatto?”

“Mi sono fatta operare. Sono molto contenta.”

Leandro avrebbe voluto sgridarla. Non poteva farlo; si trovò però a capire che Romina, anche se aveva ancora bisogno di essere aiutata, era determinata. La si doveva aiutare, non la si poteva assolutamente costringere a fare o a non fare.

“Lo sa che non sono d’accordo. Se però questo intervento la aiuta, sono contento anch’io.”

 

Passano i giorni, i mesi e qualche anno. Leandro rimane in contatto con Romina grazie a internet.

Romina gli confessa di aver conosciuto un simpatico giovane; le piace e accetta un invito a cena. Leandro le raccomanda di essere un po’ preziosa, di aspettare di conoscere la serietà di quell’uomo; in poche parole le dice: “Stia bene attenta. Non ci vada a letto finché non sarà sicura che c’è veramente dell’amore”.

“Certo” gli risponde Romina “seguirò i suoi consigli.”

Non bisogna dimenticare che Romina è ora laureata, non aderisce più come prima alla vita notturna, ha iniziato a lavorare presso la redazione di un giornale locale e continua a sperare nell’amore.

Esce un paio di volte, crede nelle parole false che le vengono sussurrate e, nello spazio di pochi giorni, finisce nuovamente nelle lenzuola del falso amore.

Certamente falso. Infatti, anche quest’individuo si dimostrò un mezzo uomo. Ottenuto quello che voleva… sparì dalla circolazione.

Romina sta imparando. Purtroppo è necessario incappare in qualche errore.

Romina è ora certa. Leandro è un buon amico.

Ha anche un’altra certezza: “Conoscevo Leandro prima ancora di conoscerlo.”

 

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Registrazione dell’8 giugno 2017

Personaggi:
Passante Alessandro, Panchina Ingenua, L’Albero e Panchina Petulante.

Alessandro: “Ciao cara amica Ingenua, come stai?”

Ingenua: “Io sto benissimo. Ora che è arrivata la buona stagione, gli Umani vengono qui a riposarsi e a chiacchierare… e c’è anche chi telefona. Siediti un po’ su di me che voglio sentirti e capire come stai; in ogni caso, la tua energia mi addolcisce.”

L’Albero: “Siamo contenti di rivederti. Qual buon vento?… anche se c’è solo aria a muovere le mie foglie.”

Alessandro: “Ho trovato sul “Corriere” una spassosissima, quasi erotica notizia.”

Petulante: “Son curiosa. Sai, oltre tutto, noi coi nostri legni, certe cose le sentiamo… quando si siedono in due.”

Alessandro: “Questa. Guardate un po’. I maschi non possono star seduti con le gambe “aperte” sui mezzi pubblici di Madrid.”

Da “Corriere”

Petulante: “Io rimango a bocca… scusate a legni aperti.”

L’Albero: “Ma voi Umani siete veramente fantastici. Ora che gli Umani donna possono sedersi a gambe larghe dato che hanno quasi tutte i pantaloni, gli uomini, immagino coi pantaloni, devono stare con le ginocchia accostate come quando le Umane di un tempo bevevano il tè? O l’invito è rivolto agli Umani scozzesi… quelli col Kilt?

Alessandro: “Sinceramente non capisco certe idee.”

L’Albero: “Mi viene da ridere perché so per certo che gli Umani col kilt non portano rigorosamente le mutande, e, se ben ricordate, un po’ di anni fa, e forse ancora ora, quando le umane donne portavano la gonna, c’era la caccia alla donna senza mutande.”

Ingenua: “Controllerò… io posso farlo.”

Alessandro: “A questo punto, vi ho portato la notizia “ballerina” che vi avrà fatto un po’ sorridere. Vado. Ciao a tutti.”

Ingenua: “Ciao Alessandro. Torna presto.”

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

Registrazione del 21 maggio 2017

Personaggi:
Ulivo il Saggio, Passante Alessandro, Panchina Ulivia e Panchina Ulivetta,

Ulivo il saggio: “Buon giorno Alessandro. È un piacere vederti. Cosa c’è di nuovo?”

Alessandro: “Cosa ne pensi di tutto quello che dicono gli Umani d’Italia circa l’obbligo di ben 12 vaccinazioni per i bimbi in età prescolare?”

Ulivo: “Io non sono molto vecchio e quindi non posso dirti molto, però, da quello che ho sentito, credo che si stia esagerando. Addirittura voler vaccinare contro la varicella! Ma la varicella per gli Umani è quasi una promozione; nelle grandi famiglie, se uno dei componenti si cuccava la varicella, gli altri venivano messi a lui vicino affinché venissero contagiati ed era possibile chiudere un capitolo. Lo so che è una malattia un po’ noiosa, ma, anche il vaccino in più per l’organismo… è sicuramente molto noioso.”
Alessandro: “Cosa intendi “noioso per l’organismo”? Posso sedermi su di te Amica 1 che, se non ti dispiace ti chiamerei Ulivia?”

Panchina Ulivia: “Ma certo… e poi mi sembra un bel nome.”

Ulivo: “Penso che l’organismo così giovane con un sistema immunitario altrettanto giovane consideri negativamente così tante sollecitazioni. Non dobbiamo dimenticare che i vaccini devono ricordare; è una questione di memoria.”

Ulivia: “Cosa intendi per memoria?”

Da sin.: Ulivetta e Ulivia… spostata da Umani.

Ulivo: “Nel sistema immunitario è molto importante la memoria. Sì, perché l’anticorpo prodotto dopo la vaccinazione deve riconoscere l’antigene dannoso nuovo arrivato… per renderlo innocuo, distruggerlo o far sì che se ne vada e non rompa le scatole.”

Ulivia: “Un pochino come il Computer?”

Ulivo: “Un pochino sì… proprio così. Se il Computer giovane ha poca memoria può far confusione e, o stancarsi troppo o andare in tilt.”

Ulivia: “Va bene, tu cerchi di dire la tua, ma non pensi che “i Grandi della Scienza prima di andare ad obbligare 12 vaccinazioni a dei bimbetti abbiano valutato tutti i pro e i contro?”

Ulivo: “Sarebbe da sperare, ma se sono allo stesso livello di quelli che hanno governato in Italia negli ultimi 50 anni riuscendo ad impoverire tanti onesti lavoratori senza permetter loro una dignitosa vecchiaia…”

Ulivia: “Vorresti dire che quegli Umani di scienza sono degli incapaci?”

Ulivo: “Non l’ho voluto dire, ma l’ho pensato. Vedi, gli Umani che si danno tante arie, sono gli stessi che obbligano un Umano loro simile sofferente ad aspettare mesi e mesi prima di poter fare una colonscopia, sono gli stessi che con la loro folle burocrazia hanno obbligato quella sofferente donna di Genova ad aspettare ben sei mesi prima di poter fare una mammografia e, dopo che ha potuto finalmente farla, altri Umani chirurghi hanno dovuto amputarle tutt’e due i seni. Nessuno sa come sarebbe andata a finire se avesse potuto fare la mammografia in tempi potabili.”

Ulivia: “Ma sono proprio così incapaci, quegli Umani, a gestire la Sanità?”

Ulivo: “Sai, non so se è incapacità o ignoranza. Sai perché? Perché nella Penisola con noi confinante esistono professionisti e cliniche private che, a pagamento, fanno gli stessi esami in tempi brevi.”

Panchina Ulivetta: “Fino ad ora non ho parlato, ma, da quello che ho sentito, mi sembra di aver capito che la “malvagità” non è solo degli Umani che seminano bombe e uccidono. Si può anche uccidere negando la giusta assistenza?”

Ulivo: “Beh, sotto certi punti di vista credo proprio che tu abbia ragione. Il Governante che nega le giuste cure a chi ne ha diritto e, addirittura lo mette in pericolo di vita, può essere messo allo stesso livello di chi investe un passante e scappa senza prestar soccorso… anzi può essere messo ad un livello peggiore.

Ulivetta: “Ma come fai a dire certe cose! Non dovresti neppure pensarle.”

Ulivo: “Perché non dovrei pensarle? L’Umano che governa ed è addetto alla Sanità dovrebbe preoccuparsi di far star bene i cittadini che soffrono; in fondo l’ha voluto lui quando ha chiesto il voto degli elettori; e se non è all’altezza di fare un buon lavoro, che se ne vada e lasci il posto a chi sa lavorare bene.”

Ulivia: “Perché pensi caro Ulivo che fra i politicanti della vicina Italia ci sia qualcuno all’altezza di fare un buon lavoro… proprio per la Sanità?”

Ulivo: “Si dovrebbe poterlo sperare. Certo che, se è vero che a Roma un Umano su 6 che si presenta al Pronto Soccorso deve aspettare 24 ore per essere soccorso…”

Ulivia: “Perché lo chiamano Pronto Soccorso? Se è “pronto” non può farsi aspettare così tanto! Che lo chiamino soccorso senza pronto.”

Alessandro: “Hai ragione Ulivia. Molti miei colleghi Umani sbagliano, ma, e questo è il lato peggiore, non si accorgono di sbagliare. Parlavamo di vaccini e siete arrivati a parlar male della Sanità italiana. Circa i vaccini, posso dirvi che, molti anni fa, il grande Sabin, lo scopritore del vaccino antipolio che ha salvato molte vite umane, ebbe a dire a un congresso, mi pare a Bologna: “Andateci piano coi vaccini”. Sicuramente si sono dimenticati di lui. E tu Ulivo cosa ne dici?

Ulivo : « Dico che bisognerebbe sempre ascoltare i saggi. E l’Umano Sabin fu un saggio. Però, passando ad altro argomento, lo sai che voi Umani, col vostro comportamento, riuscireste a far ridere chiunque ? »

Alessandro : « Perché ? Cosa ti ha fatto ridere ? »

Ulivo : « La marcia dell’Accoglienza che avete fatto a Milano. »

Alessandro : « Cosa c’era da ridere… e poi, anche se sono un Umano anch’io, non ho partecipato alla Marcia. Quindi il voi non va bene. »

Ulivo : « Ti sei offeso ? »

Alessandro : « Quasi. Ma no che non mi sono offeso. Ma dimmi perché hai riso molto. »

Ulivo : « Perché parlano di Accoglienza. Ma sanno cosa vuol dire ? Ma quegli Umani pensano proprio che siano tutti cretini ?  ACCOGLIENZA è una parola magica e mistica. Se pensi all’Amore, quello vero, fra un umano donna e un umano uomo, se pensi al momento in cui grazie al corpo le loro anime riescono a toccarsi, ti rendi conto che l’umano lei « accoglie » l’umano lui e diventa massimamente gioiosa insieme a lui. Quindi l’accoglienza è e deve essere un «sentimento e con una realtà positiva.»

Ulivia : « Però, come sei saggio Ulivo mio. »

Ulivo: “Grazie Ulivia. Pensate un po’ che razza di accoglienza possono dare gli Umani d’Italia. Loro stessi hanno una grandissima categoria che viene classificata come povera e pensano di mettere a loro agio migliaia e migliaia di disperati provenienti da altri continenti? A me sembra demenziale… a meno che sotto sotto non ci siano dei disegni di tipo delinquenziale che permettano arricchimento facile. Non credo che fra gli Umani l’ipocrisia sia in disuso. Già abbiamo visto in passato che c’è chi ha la coscienza difettosa… e quindi l’ipocrisia può andarci benissimo a braccetto.”

Alessandro: “Mi sembri esagerato. C’è sicuro della buona fede in molti di quelli che hanno marciato.”

UN ALLOCCO VERO.

Ulivo: “Garantito. Molti sono gli allocchi che credono a tutto quello che viene loro raccontato con delle belle parole… che riescono anche a commuovere. La realtà va però guardata in faccia. Come può un popolo stremato dalle tasse e dall’incapacità di avere un Governo un pochino serio “accogliere” delle popolazioni disperate a cui hanno raccontato tante belle favole?

Alessandro: “ Accetto la tua saggezza e vi saluto.”

Ulivo, Ulivia e Ulivetta: “Ciao Alessandro… a presto.”

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Registrazione del 14 maggio 2017

Personaggi:
Panchina Ingenua. Passante Alessandro, Panchina Petulante, L’Albero,

Panchina Ingenua: “Ciao caro Alessandro. Ti fermi un po’?”

Alessandro: “Non ho molto tempo.”

Panchina Ingenua: “Mi piace tanto sentire il tuo calore sui miei legni. Ti coccolo un po’.”

Alessandro: “OK. Sapete, oggi è la festa della Mamma. Tutte le mamme vengono coccolate da figli e mariti.”

Panchina Petulante: “Ma tu dove vivi? Ancora ancora i figli! Ma quanti mariti? Per non parlare di quegli indefinibili Umani che, parlando di amore, offendono questo bellissimo sentimento, piantando un coltello nelle carni di una donna.”

Alessandro: “Ma sono eccezioni…”

L’Albero: “Prima di tutto Buon Giorno, e poi, possono essere eccezioni quelle di uccidere la donna, ma, quante volte una donna viene maltrattata dal marito… anche davanti ad altri… per non parlare delle botte che rimangono “segregate” nel segreto delle pareti domestiche!”

Alessandro: “Penso che tu abbia ragione. Ora sì che hai un bel vestito. Le tue foglie sono proprio belle.

L’Albero: “È vero, ora sto bene e mi sento perfettamente a mio agio. Tornando al discorso di prima, non mi piace per niente l’Umano che dice alla propria donna, per esempio: “Sta zitta che non capisci niente.” Secondo me, già questa frase è una violenza che non s’addice a un essere superiore che dovrebbe aver acquisito l’intelletto.”

Petulante: “È vero, l’ho sentito più volte anch’io. E posso dirti che, quasi sempre, la donna diceva delle cose intelligenti, ma scomode per il marito… che non arrivava a comprenderle.”

L’Albero. “E la donna come reagiva?”

Petulante: “La donna stava zitta. Se avesse reagito avrebbe rischiato delle violenze fisiche… o subito o a casa.”

L’Albero: “Non ti sembra caro amico Alessandro che gli Umani siano un po’ ipocriti? Hanno inventato il giorno della donna in marzo e la festa della mamma in maggio. Mi verrebbe da pensare che la festa di marzo sia utile per alleggerire le nostre colleghe “Mimose” e permettere ai floricoltori di guadagnare qualche soldo. Forse sono malvagio, ma, come si fa a ridurre a 2 giorni su 365 il rispetto verso le vostre donne? L’Umano donna dovrebbe essere rispettato… SEMPRE.

Alessandro: “Credo proprio che tu abbia ragione.”

DA “CORRIERE DELLA SERA”

Ingenua: “Scusate se v’interrompo, ma, proprio stamattina son passati da queste parti due Umani, si sono seduti qualche minuto e si sono raccontati una specie di barzelletta; hanno detto che il 26 e il 27 maggio si riuniranno a Taormina gli Umani Grandi del G7 e, questa è la barzelletta, in quei giorni nessun migrante potrà sbarcare.”

L’Albero: “Non è possibile! Ci saranno gli orari come per i treni?”

Alessandro: “Verrebbe da pensare che hanno ragione quelli che ipotizzano l’esistenza di una programmazione… proprio come se fosse una tratta come quella per l’America di qualche centinaio d’anni fa.”

Petulante: “Ma questa non è una barzelletta… perché è da piangere.”

L’Albero: “Non so più cosa dire. Voi Umani siete proprio strani! Vi saluto.”

Alessandro: “Anch’io che devo andare. Ciao a tutti.”

Ingenua: “Ciao Alessandro.”

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Si pensi un po’ a cosa accadeva in passato!

Se la moglie, più o meno adultera, mentiva, la bocca della verità le tranciava la mano. E i mariti?

Ma no, ai mariti sembra che fosse tutto permesso. Anche oggi?

A me interessa questo francobollo con la “Bocca della verità”:

Francobollo del 2009.

Francobollo del 2008.

Fu emesso in occasione del FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA FILATELIA che si tenne a Roma  nel 2009 per ben 5 giorni. Il color oro del francobollo dovrebbe essere “oro zecchino”. Infatti, sul sito ufficiale delle poste, sotto la voce Stampa, sta scritto:

Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in litografia su fogli laminati in oro, con 2 grammi di oro fino per metro quadrato

 Sembra che già nell’antichità fosse importante dire la verità. Se il “trancio” della mano fosse esteso a uomini e donne, e non solo per problemi d’infedeltà coniugale, ma anche per problemi d’infedeltà al mandato di “fedeltà” verso gli elettori, cosa pensate che succederebbe se i Deputati e i Senatori, dopo ogni mandato, mettessero la loro mano in quel buco?

QUANTI DEPUTATI E SENATORI PENSATE CHE TORNEREBBERO A CASA CON LE LORO DUE MANI?

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mercoledì 4 gennaio 2017

 

Petulante: “Finalmente abbiamo voltato pagina. È rimasta per terra l’ultima foglia dell’albero… la sua firma.”

La firma dell'albero."

La firma dell’albero.”

Sorella Ingenua: “Cosa intendi per voltato pagina?”

Petulante: “Intendo che siamo nel nuovo anno e, anche se fa freddo, con questo bel tempo non si può fare altro che pensare alla Primavera che verrà.”

Ingenua: “Hai ragione.”

Edera: “Albero, ti ho svegliato?”

Albero: “Sì, un pochino, ma non è grave. È peggio quello che ho sentito in giro.”

Edera: “Cioè?”

Albero: “Che qualche Umano ha pensato bene di ammazzare un po’ di suoi simili in Turchia.”

Petulante: “Sì ho sentito anch’io.”

Albero: “A Istanbul, in quella bellissima città, ancora una volta hanno fatto scorrere il sangue. Quelli che lo fanno credono di fare un piacere al loro Dio… che chiamano Allah. Ma se Dio ci ha dato la vita, come può un omuncolo piccolo piccolo mettersi a dettar legge solo perché gli hanno messo una mitraglietta in mano? E poi, che gusto c’è se poi si deve scappare?”

Petulante: “Hai ragione! Almeno, se la cosa è ben fatta, gustarsi la gloria… invece scappare… scappare dove?”

Ingenua: “Ma questi umani, hanno una coscienza? E se ce l’hanno, vuol dire che ne hanno una di un modello “difettoso”.”

Petulante: “Già… difettoso! Pensavo che le coscienze funzionassero tutte nello stesso modo. Mi rendo conto che non è così.”

Passante: “Avete mai sentito parlare di un certo Albert Einstein?”

Ingenua: “Cos’è? Un tipo di albero?”

Passante: “Ma noooo. Era un grande scienziato che sembrava un po’ matto… ma fu veramente grande. Disse: “È tutto relativo.”

Petulante: “Ho capito. Quindi quello che ha detto Eistein è applicabile anche al funzionamento della coscienza degli Umani?”

Albero: “Sembra che potrebbe essere proprio così. Si tratta di definire il termine di buono e di cattivo o di riuscire a comprendere in che modo gli Umani se la raccontano.”

Passante: “Ecco… questa è la relatività circa il significato delle parole. Vi saluto, devo andare a fare la spesa.”

Petulante: “Aspetto che tu venga a mettere le tue chiappe su di me.”

Albero: “Ciao Passante.”

Ingenua: “Simpatico quell’Umano donna.”

Petulante: “Sì, da noi, di questi tempi se ne fermano pochi.”

Albero: “Vedrai quando metterò su le prime foglie! Sul lungolago, invece, malgrado il freddo, con questo bel tempo c’è sempre movimento di Umani… anche se i miei colleghi sembrano degli scheletri addormentati.”

Il Lungolago di Lugano.

Il Lungolago di Lugano.

Petulante: “Però le nostre colleghe hanno il contatto con tante chiappe… più o meno parlanti. E poi, ci sono alcuni Umani che dicono, del vicino, o del nemico, che ha la faccia come il culo; e quelli li capiamo meglio noi panchine.”

Albero: “Non dimentichiamoci mai quello che ci ha detto quell’Umana Passante… che è tutto relativo. Ora torno a dormire. E tu Edera, non farmi il solletico.”

Edera: “Buon riposo.”

 

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SONO INORRIDITO

SE NON LEGGETE TUTTO… TANTO VALE!

Sono ormai vecchio e non dovrei più meravigliarmi circa la malvagità degli umani; eppure continuo a meravigliarmi; non riesco a comprendere come si possa essere tali.
Non solo malvagi… ma qualcosa di più che stimola anche l’interesse per il Q.I.

https://chezliza.wordpress.com/2016/09/12/vorrei-che-apriste-questo/

Questo filmato è terribile per due motivi.

Perché dimostra la primitività dell’uomo maschio che pretende di essere superiore alla donna, e poi, perché con tutte quelle armi in mano riescono, a modo loro, ad essere “la legge” che può disporre della vita e della morte del prossimo.

Quelle popolazioni non sanno ancora cosa sia la democrazia vera, ammesso che l’italiano lo sappia, e avrebbero bisogno d’imparare; invece, con tutti i petrodollari che noi mandiamo loro, ci comprano tutto e vengono piano piano a comandare da noi.

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E hanno capito che col pallone si fanno i soldi… e sono riusciti ad accaparrassi il Campionato del Mondo… e intanto si dice che foraggino l’Isis… che se può, ci taglia la gola e ci fa saltare in aria a casa nostra.

Forse è ormai troppo tardi, ma, se cominciassimo a usare davvero le cosiddette “fonti rinnovabili d’energia”, qualche nostra gola non verrebbe tagliata.

In Italia almeno, è il Governo che vuole guadagnarci e la burocrazia che intralcia… e allora molti piccoli progetti vengono abbandonati. Purtroppo l’ingordigia è veramente frustrante…

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