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Archive for the ‘educazione’ Category

INVIATO PER POSTA ORDINARIA IL 16 OTTOBRE 2017

 

Gentile Signora Rossella Pace,

 

Spazio Filatelia Roma

Piazza San Silvestro 20

00187 Roma

 

Scrivo a lei con regolare affrancatura dalla Svizzera dove abito, ma invio la presente anche ad alcune associazioni filateliche di cui sono riuscito a trovare l’indirizzo internet… il tutto dal mio blog.

Mi piacerebbe scriverle tramite internet, ma non c’è nessun indirizzo.

Questa mia è per denunciare, piangendo, il folle disinteresse delle Poste Italiane verso la filatelia… ma quella spicciola, quella che fa collezionare i francobolli, quella che potrebbe interessare i bambini e i giovinetti… che cresceranno e diventeranno adulti.

Desidero raccontarle quanto mi accadde l’estate scorsa a Merano. Sono vecchio, ho sempre amato i francobolli, anche quelli italiani, e, in vacanza a Merano, desiderando spedire un paio di cartoline ad amici e parenti, vado alla posta Centrale a cercare il francobollo della 500. Trovo l’addetto all’Ufficio Filatelico assente per ferie e nessuna sostituzione. Per fortuna il carattere molto gentile ed ospitale degli altoatesini mi permette, tramite il direttore dell’Ufficio, di acquistare alcuni pezzi del francobollo.

Una parte delle mie cartoline erano però dirette in Svizzera, per cui l’affrancatura di € 0.95 è insufficiente. Bisogna aggiungere un francobollo da € 0.05. Semplicissimo… così dovrebbe essere in un normale ufficio postale… ma così non fu.

NUMERINO MERANO

Mi viene consegnato il cartellino col numero che mi dirà quando potrò essere servito, cioè quando sarà il mio turno e, al momento giusto, chiedo all’impiegato alcuni francobolli da € 0.05. Con mia grande sorpresa mi sento dire che non hanno francobolli… che posso consegnare direttamente l’oggetto da spedire e verrà stampigliato direttamente sulla corrispondenza l’importo necessario. Obbietto se verrà stampigliato sul francobollo ; la risposta è sì.

Gli dico : « In questo modo lei mi « sporca » il francobollo… che ha bisogno di un annullo postale, non di qualcosa che lo deturpi. »

Mi risponde : «Non posso fare diversamente. »

A questo punto, dal momento che una cartolina è indirizzata a un giovane fanciullo che comincia ad interessarsi alla filatelia, e, desideroso che non riceva un francobollo deturpato da parte dell’irraginevolezza (verso la filatelia) delle Poste Italiane, decido di imbucare direttamente con un’affrancatura difettosa. Lo faccio anche perché sono consapevole che non verrà fatto alcun controllo.

Questo, gentile Signora, lo scrivo perché l’esperienza mi ha dimostrato il massimo menefreghismo degli « obliteratori » delle Poste Italiane. Più volte mi sono spedito lettere imbucate in Italia e, ho potuto prendere atto che la corrispondenza non viene controllata.

La cartolina imbucata con affrancatura insufficiente, anche se dopo troppi giorni, è regolarmente arrivata… obliterata a Verona.

Non voglio tediarla troppo, però, trovo che sia un controsenso avere un ufficio postale di quelli principali che non vende francobolli ma permette all’utente di leggere un manifesto come questo :

Nell’Ufficio Principale di Merano.

Mi permetto di chiederle : « Ma che cosa raccontano dell’Italia se non ci sono?… o pretendono a tutti i costi delle sane risate ? Inoltre lo sa lei, ovvero lo sanno i suoi superiori che a Merano ci sono molti turisti, che molti sono tedeschi e che ci sono ancora in giro dei collezionisti ?

Gentile Signora, io scrivo a lei perché ho trovato di Roma il suo indirizzo e il suo nome ; spedisco questa per conoscenza ad alcune associazioni di filatelisti… perché ? potrebbe chiedermi lei.

« Perché voi di Poste Italiane state facendo morire la filatelia? Se non vendete francobolli negli uffici postali, dove volete che la gente li vada a comperare ? dal macellaio ? Certo, i tabacchini vendono francobolli, ma solo alcuni tagli. E poi, come potete voi di Poste Italiane pretendere di continuare a « vendere » (sarebbe più giusto rubare) quei pezzettini di carta se non aiutate ad usare i francobolli veri e i giovani possano vederne sulle buste ? I vecchi, sono vecchio anch’io, che ancora comprano i francobolli poco alla volta spariscono come le cabine telefoniche… e allora ? voi vi accorgerete di aver distrutto qualcosa di bello e sano.

Potrei continuare all’infinito e lei potrebbe dirmi che ogni Ufficio Postale piuttosto importante vende i francobolli. Ha ragione, ma, anche agli sportelli filatelici molti tagli di posta ordinaria non ci sono… e poi, mi dica lei, com’è possibile che da un po’ di tempo a questa parte le emissioni di Poste Italiane siano con un facciale quasi sempre di € 0.95 ?

Nel 2017, se ho contato giusto, avete emesso 39 francobolli da € 0.95 e 1 da € 1.00. Un tempo c’era una certa varietà, ora la monotonia è veramente sfiancante.

Lo so, anche per le Poste Italiane la cosa più importante è guadagnare tanti soldi senza guardare in faccia a nessuno, ma, se pensate che valga la pena continuare a far sì che esista ancora la filatelia, non solo fra i vecchietti, ma anche fra i giovani, forse bisognerà fare qualcosa… e la prima cosa da fare è munire di francobolli ogni ufficio postale e far sì che l’impiegato che si trova dietro lo sportello possa obliterare la corrispondenza (anche le raccomandata)… e sarebbe anche utile che la corrispondenza venga recapitata abbastanza presto.

Ho imbucato una lettera in provincia di Varese… dal 22 settembre è arrivata dopo 14 giorni. Ma perché dovete maltrattare così i vostri utenti ?

 

DA ZURIGO A PEGLI (Genova).

Guardi un po’ come funzionavano le cose nel 1939: Una cartolina spedita da Zurigo (Svizzera) a Pegli (Periferia di Genova) impiegò un giorno… solo un giorno… e c’era il timbro d’arrivo… perché c’era l’onestà e il desiderio di fare le cose bene.

DA LUGANO A PEGLI (Genova)

Ma non era un caso perché 3 mesi dopo, sempre una cartolina, questa volta da Lugano arrivò a Pegli in un giorno.

IL FRANCOBOLLO TIMBRATO BENE.

Lo stesso francobollo col timbro ben visibile di VERONA

IL FRANCOBOLLO DETURPATO COLL’Euro 000.05

Lo stesso con le rigacce allargate alla cartolina.

Non credo che le Poste Italiane abbiano il diritto di deturpare un francobollo. Il francobollo, non bisogna dimenticarlo è di chi l’ha comprato ; le poste hanno la possibilità di obliterarlo con un normale timbro, ma non di imbrattarlo. Una volta su un oggetto di corrispondenza, se affidato alle Poste, diventa di proprietà del destinatario. Le Poste hanno il dovere di recapitarlo. Se non sono state capaci di obliterarlo nel modo giusto, non hanno il diritto di sporcarlo… perché non è più di loro proprietà.

FRANCOBOLLO DETURPATO CON UN TRATTO DI PENNA

Un francobollo « annullato » con un tratto di penna come questo è l’equivalente di un furto. Per quanto un francobollo così possa, timbrato, valere poco o pochissimo, ha sempre un certo valore, magari anche solo affettivo, ma, con quel tratto « maleducato » di penna non vale più nulla.

Gentile Signora, potrei continuare per ore a mostrarle movimenti delle poste dove sembra proprio che manchi l’educazione e l’onestà.

Mi fermo qui, sperando che lei possa mettere in movimento CHI DI DOVERE… ma sappia che la presente, molto triste, è perché dispiace vedere un’Amministrazione postale di una Nazione che ha una bellissima storia filatelica distruggere l’operato dei predecessori.

Coi migliori saluti.

 

Alessandro Depegi

quarchedundepegi@gmail.com

 

 

Copia a :

Unione Filatelica Lombarda – Via Leopardi 3 – 20123 Milano

info@ufl1829.it

 

Unione Filatelica Subalpina – Via Asinari di Bernezzo 34 – 10146 Torino

Ketty.subalpina@gmail.com

 

CIRCOLO FILATELICO “TRES TABERNÆ ” – Piazza A. di Savoia 17, 04012 Cisterna di Latina

pmaurizio@email.it.

 

Associazione Filatelica Numismatica Scaligera – Corso Cavour 2 – 37121 Verona

veronafil@veronafil.it

 

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Registrazione del 20 aprile 2017

 

Personaggi:

 Panchina Ingenua. Passante Alessandro. L’Albero, Albero Conifera, Panchina Petulante,

 

L’Albero: “Puoi fermarti un momento amico Alessandro?”

Passante Alessandro: “Ho un pochino fretta ma vi ascolto molto volentieri. Mi siedo un attimo.”

Panchina Ingenua: “Siediti qui… lo sai che sono molto contenta quando sento la tua presenza su di me.”

Alessandro: “Va bene Ingenua. Sono tutt’orecchi.”

L’Albero: “Hai sentito anche tu che in Italia sono arrabbiati coi nostri radar che cuccherebbero molti Umani italiani che non rispettano i limiti di velocità?”

Da: “Corriere della Sera”

Alessandro: “Sì, l’ho visto sul Corriere della Sera. Trovo che non ci sia nulla di strano. Purtroppo, quando si va in Italia si ha l’impressione che gli italiani non sappiano leggere i numeri.”

Ingenua: “Come sarebbe a dire, gli italiani non imparano a leggere i numeri?”

Limite di velocità: 60

Alessandro: “Intendevo il fatto che se c’è un segnale stradale come questo con un numero che indica un limite di velocità, in Italia viene poco considerato, per cui sembra che l’italiano non sappia leggere i numeri.”

Ingenua: “Perbacco, capisco sempre male. Lo sai Alessandro che sei gentile.”

L’Albero: “Quindi l’articolo del giornale milanese dimostra rabbia verso i metodi di casa nostra o è per mettere in guardia i connazionali che vorranno recarsi in Svizzera?”

Alessandro: “Prova un po’ a chiedere il pensiero della tua collega Conifera che si trova in Italia.”

L’Albero: “Ci provo.”

Alessandro: “Bravo.”

L’Albero: “Mi dice che hai ragione… ascolta.”

Conifera da Lavena Ponte Tresa in Provincia di Varese: “Ma certo; è proprio così. Quando un italiano medio si mette al volante, da quel momento non vede più i numeri dei limiti di velocità e… ancora più grave non vede neppure le strisce pedonali.”

Alessandro: “È vero. Ricordo che, in Italia volevo attraversare e stavo aspettando sul bordo delle strisce pedonali. Non solo nessuno s’era fermato, dato che erano tutti italiani medi, ma neppure si fermò la macchina dei Carabinieri. Un’altra volta, la stessa scena con la differenza che a non fermarsi fu la macchina dei Vigili Urbani.”

Ingenua: “Cosa intendi Conifera per italiano medio?”

Conifera: “Intendo l’italiano che non vive vicino alla frontiera con la Svizzera. Infatti l’italiano che vive vicino alla frontiera va spesso in Svizzera, e sa che in Svizzera le norme vanno rispettate.”

Ingenua: “Lo penso anch’io che le norme vanno rispettate. È una forma di rispetto verso le Istituzioni.”

Conifera: “Hai ragione. Purtroppo credo che gli Umani d’Italia, quando non rispettano le Istituzioni hanno l’impressione di essere furbi; ma non hanno ancora capito che fanno del male a se stessi.”

L’Albero: “Cosa pensi dell’articolo del Corriere della Sera?”

Conifera: “Penso che ci sia un po’ di rabbia. Sembra quasi che si voglia, ancora una volta, parlar male della Svizzera. Io sorrido al pensiero dell’italiano sbruffone che se ne frega di tutto e si trova costretto a pagare una multa… perché è stato maleducato. In Italia, specialmente negli ultimi tempi sembra che si possa fare tutto quello che si vuole e si rimane impuniti o, perché la Giustizia è una Giustizia a singhiozzo, o perché a sgarrare di più sono Quelli che sono in alto, o semplicemente perché se ti mettono dentro, il giorno dopo sei di nuovo fuori, o…

Ciò che mi fa maggiormente sorridere è che, se in Svizzera gli Umani svizzeri ti piccionano, la multa va pagata e non ci sono santi. Mi piacerebbe veder la faccia di quel 60% arrabbiato… che purtroppo non avrà imparato nulla.”

L’Albero: “Ma tu stai dalla parte degli svizzeri.”

Conifera: “Certo che sì. Io son convinto che il benessere di un Paese stia nelle piccole cose. Se c’è rispetto ed educazione, arriva anche l’onestà. Chi attraversa col rosso e non rispetta i limiti è un irrispettoso. Chiedi un po’ ad Alessandro cosa ne pensa.”

Alessandro: “E brava Conifera… che non segui l’andazzo dell’Italia di oggi! Tu che sei vicino all’Ufficio Postale sai perfettamente che anche le poste sanno essere maleducate… anche perché hanno dimenticato che dovrebbero essere al Servizio della popolazione e non una “Macchina dei Soldi.”

Ingenua: “Cos’è la Macchina dei Soldi?”

Ufficio Postale di Lavena Ponte Tresa (VA) – A destra CONIFERA.

Alessandro: “Non è una macchina nel vero senso della parola, ma significa che ha, come unico desiderio, quello di guadagnare sempre più soldi. E questo vale anche per le Poste Svizzere. Comunque, la maleducazione delle poste è anche nel fatto che “maltrattano” gli invii postali dimenticando che sono proprietà dell’utente.

Conifera: “Potresti farmi un esempio?”

Alessandro: “Eccotene uno: Questi francobolli che sono stati deturpati da un impiegato che sicuramente (???) non aveva mai sentito parlare di quegli “stupidi” che amano collezionare francobolli.”

Francobolli del 2004 timbrati male.

Conifera: “In quale ufficio postale c’erano degli impiegati così poco educati?”

Alessandro: “Un paese della Puglia Ceglie Del Campo  in provincia di Bari. Mi è venuto tardi… devo andare.”

Conifera: “Sarà interessante se in futuro ci parlerai un po’ di francobolli…”

Alessandro: “Volentieri.”

Petulante: “Un momento. Ho sentito tutto e non sono intervenuta; speravo che interpellaste il Tasso che ci avrebbe spiegato la sua teoria dei soldi… dato che parlavate dei soldi.”

Alessandro: “La prossima volta lo interpelleremo o magari andrò direttamente a trovarlo.”

Petulante: “Va bene… buona continuazione.”

Ingenua: “Ciao Alessandro; mi dispiace se te ne vai.”

Alessandro: “Devo andare… ciao a tutti.”

 

 

 

 

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Vedo con sgomento:

Domani sciopero dei treni fino alle 21 e dei bus Amt e Atp. Ecco gli orari in cui si potrà viaggiare

Proprio non riesco a capacitarmi che si debba sempre ricorrere allo sciopero… col contentino di orari potabili per gli utenti.

A parte il fatto che l’economia salta (ma forse è già saltata), è così difficile incontrarsi educatamente e smetterla di rompere le balle al prossimo?

Non sto dicendo che bisognerebbe sopprimere il diritto di sciopero, assolutamente no dato che è l’unica arma che ha il lavoratore contro certi “soprusi”, sto pensando che le parti in causa potrebbero riesumare l’onestà, il rispetto e l’educazione… a tutto vantaggio della popolazione, ma soprattutto dei più deboli.

Sono infatti i più deboli che ne soffrono; gli altri hanno sufficienti risorse per snobbare gli scioperanti.

MA ALMENO DITECI PERCHÈ SCIOPERATE!

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Registrazione del 2 marzo 2017

Personaggi:

 Ulivo il Saggio, Panchina Petulante, Panchina Ingenua,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Ulivo: “Ragazze, avete sentito cos’è successo in Gran Bretagna?”

Petulante e Ingenua: “No, cos’è successo?”

Ulivo: “Una cosa stranissima e veramente interessante in questa travagliata Europa.”

Ingenua: “Hanno cambiato idea e vogliono rimanere in Europa?”

Ulivo: “Ma no. Ormai il popolo ha deciso. Il problema è che, finché la Gran Bretagna non era nell’Europa, non era facile andare a lavorare a Londra… e naturalmente in tutto il Regno Unito, dopo l’entrata in Europa, tutti cittadini delle Nazioni facenti parti dell’Unione, avevano il diritto di andare e restare. È chiaro fin qui?”

Petulante: “Chiarissimo. Ora cosa sta succedendo?”

Theresa May

Theresa May

Ulivo: “Ora che la Gran Bretagna esce, in teoria i cittadini non britannici dovrebbero diventare stranieri senza più il diritto di stare in Gran Bretagna; più o meno come prima dell’ingresso nell’Unione Europea. È successo però che la Camera dei Lord avrebbe votato che tutti gli Umani cittadini dell’Unione Europea immigrati nel periodo dei britannici nell’Unione possono rimanere esattamente come prima. Ma questo non sembra sia piaciuto alla Theresa May… Capo del Governo.”

Petulante: “Ma la Theresa May voleva buttarli fuori?”

Ulivo: “Credo di sì, ovvero penso che questo dovrebbe essere il succo del Referendum dei britannici che hanno votato l’uscita dall’Unione Europea.”

Petulante: “Credo di aver sentito che un altro problema è l’uscita di altri Paesi.”

Ulivo: “Io non ne so abbastanza. Provo a chiedere al mio amico TASSO che sta abbastanza in centro a Lugano. Lui ne sente molte di più.”

Ingenua: “Se tu gli parli sentiamo anche noi?”

Ulivo: “Ma certo. Noi abbiamo delle capacità fantastiche… tipo telepatia degli Umani. Loro l’hanno distrutta coi telefonini… la telepatia.”

Ingenua: “Non capisco cosa vuoi dire.”

Ulivo: “Un’altra volta te lo spiego. Ora vedo se l’albero Tasso mi sente.”

Albero Tasso: “Sì caro amico, ti sento benissimo. Cosa mi racconti?”

TASSO o ALBERO DELLA MORTE... a LUGANO

TASSO o ALBERO DELLA MORTE… a LUGANO

Ulivo: “Dato che tu puoi captare il pensiero degli Umani che passano da quelle parti, come interpreti il comportamento di certi Governanti che parlano male dell’Europa come istituzione?”

Tasso: “Tu sai che mi chiamano anche Albero della Morte… Un giorno racconterò alle tue amiche perché mi chiamano così, però, se vogliamo fare un piccolo gioco di parole, i britannici, almeno secondo me, hanno avviato la morte dell’Europa.”

Ingenua: “Ti ho sentito sai? Ma cosa dici; ma lo sai che mi rattristi.”

Petulante: “Lascialo parlare… lui la sa lunga.”

Ingenua: “Come la sa lunga?”

Petulante: “Sì, non lo sai che lui può vivere fino a 2000 anni?”

Ingenua: “Dici davvero? Scusami Tasso se ti ho interrotto.”

Tasso: “Figurati. Dicevo che dopo la Brexit, sono stati in tanti che hanno cominciato a brontolare; in particolare hanno dato la colpa all’Euro. È vero che l’Euro è stato gestito male, però avrebbe potuto portare a una vera Unione… colla U maiuscola.”

Ulivo: “Da quello che senti, gli Umani la pensano proprio così?”

Tasso: “Non tutti la pensano nello stesso modo. So però che il problema dovrebbe essere preso in considerazione assieme ai passati storici dell’Europa stessa; non bisogna andare molto indietro nel tempo; basta andare agli anni 20… più o meno solo 100 anni fa.”

Ulivo: “Allora?”

Tasso: “Proprio a quei tempi hanno cominciato a delinearsi il nazismo e il fascismo che, messi insieme hanno devastato il mondo. Tutto però, almeno secondo me, è cominciato quel giorno in cui Hitler cominciò a desiderare un allargamento dei confini.”

Petulante: “Quando?… secondo te?”

Tasso: “Nel 1938 dopo il famoso “Anschluss” che vide l’Austria diventare parte integrante del Reich, Hitler cominciò a desiderare altri territori; ma lo fece con quel pizzico di aggressiva delicatezza per cui Francia e Gran Bretagna lo lasciarono fare. In poche parole s’impossessò del territorio cecoslovacco dei Sudeti. Se c’è dalle vostre parti il Passante Alessandro, potrà confermarvi come quell’invasione, dopo l’Anschluss, fece soffrire altri ebrei… oltre a quelli tedeschi e austriaci.”

Petulante: “Sì, il nostro amico Alessandro è arrivato qui poco fa.”

Alessandro: “È proprio così, e, se qualcuno vuole soffrire come può aver sofferto la mia sensibilità, vada a leggersi il libro “Il Bambino del Giovedì.”

Libro

Libro

Tasso: “Ne ho sentito parlare… mi hanno detto che è un bel libro e fa capire molte cose, oltre alla stupidità di certi comportamenti degli Umani… che fanno solo soffrire e non portano a nessun risultato positivo.”

Alessandro: “Infatti il Secondo Conflitto Mondiale ha portato qualche beneficio territoriale alla Francia, ma particolarmente alla Jugoslavia… ma solo sofferenze a chi credeva d’impadronirsi dell’Europa.”

Tasso: “Orbene, tornando a bomba, dopo che per Hitler l’appetito venne mangiando, fu per l’Europa una devastazione, oltre ad molti morti. Tutto questo perché in Europa c’erano molti stati e l'”educazione” era sconosciuta. Tutti cercavano di armarsi, ma, di fronte all’organizzazione teutonica, ci fu ben poco da fare.”

Tasso: “Tutti sappiamo come finì la guerra, e tutti sappiamo come un Umano tedesco, un umano francese e l’Umano De Gasperi cercarono di mettere insieme l’Europa. Se si è insieme si discute. Cose ne dici amico mio Ulivo?”

Ulivo: “Dico che hai ragione. Si può anche litigare, alzare la voce… ma se si rimane insieme in modo intelligente si può cercare di fare le cose bene. Oggi però, mi sembra che ci sia qualche problema; cosa ne dici Tasso?”

Tasso: “È proprio così. Oggi c’è un’Umana francese e un Umano italiano che dicono tante cose giuste, ma anche tante cose sbagliatissime; specialmente l’Umana francese che minaccia di fare come l’Inghilterra; quell’altro che vuole uscire dall’Euro.”

Ulivo: “Ma non è scappando che si risolvono i problemi. Dovrebbero studiare la storia. Se se ne vanno tutti, poi ricominciano a litigare con le armi. Già ora l’Umana tedesca vuole aumentare gli armamenti.”

Accordo di Monaco.

Accordo di Monaco.

Alessandro: “Ho pensato una cosa, e cioè che se l’Ucraina fosse riuscita a far parte dell’Europa, pensate voi che Putin si sarebbe impossessato della Crimea? Non è un pochino come quando Hitler volle il territorio dei Sudeti e, nell’Accordo di Monaco, Chamberlain e Daladier glielo permiserò? C’era anche la presenza, per Hitler positiva, del complice Mussolini!”

Ulivo: ” Penso che il tuo pensiero non sia sbagliato. Una cosa è sicura, e cioè che la Crimea è rimasta in Russia… dopo un plebiscito farsa proprio come quello dei sudeti negli anni 30.”

Alessandro: “Devo andare. Vi saluto. Ciao simpatiche Petulante e Ingenua.”

Petulante e Ingenua: “Ciao carissimo. Vieni presto a trovarci.”

Alessandro: “Va bene. Saluatemi il saggio Ulivo e il Tasso. Non dimenticate che dovrà raccontarci perché si chiama anche Albero della Morte.”

 

 

 

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Questo piccolo e semplice francobollo ha molto da dire… specialmente oggi.

Francobollo italiano del 1971

Francobollo italiano del 1971

I signori effigiati nel francobollo sono Adenauer, Schuman e De Gasperi… i veri padri dell’Europa.

Con la scusa del Carbone e dell’acciaio, avevano capito che un’Unione avrebbe impedito una nuova guerra.

I giovani, quelli che vorrebbero mollare l’Euro e abbandonare l’Europa, potrebbero dare un’occhiata alla storia e prendere atto che tanto la Prima, quanto la Seconda Guerra Mondiale sono nate in Europa. La Prima nei Balcani per apparentemente futili motivi, e la Seconda in Germania per l’avidità e l’arroganza di un dittatore… seguito dal suo popolo… almeno per buona parte.

I TRE GRANDI effigiati nel francobollo avevano capito che se si è uniti è più difficile picchiarsi, anche se si può educatamente confrontarsi. Siamo arrivati a una GRANDE EUROPA… forse troppo grande e troppo poco matura dove un certo tipo di avidità e arroganza è stata di nuovo “riesumata” e rischia, assieme al menefreghismo e alla furbizia di altri, di ritornare a certi terribili contrasti.

Tre meravigliose Nazioni sul Mar Baltico, dopo essere riuscite a “mollare” il giogo dell’ex Unione Sovietica, hanno ricominciato a respirare e ad avere la propria personalità, sicuramente grazie all’essersi “agganciate” all’UE e all’Euro. Conosciamo la fine della Crimea!

Il futuro dell’Umanità europea dipenderà dalla saggezza dei giovani europei che sapranno o riusciranno arrivare a comprendere gli insegnamenti della storia degli ultimi 100 anni.

 

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Questi francobolli del 1965 non sono bellissimi… ma raccontano qualcosa di interessante.

Francobolli italiani del 1965

Francobolli italiani del 1965

Per prima cosa che nel 1965 le nostre poste avevano deciso di portarci la posta in modo sempre più veloce creando appunto una rete aerea postale notturna… trasportando la nostra corrispondenza non più solo col treno.

Guardando il francobollo da 90 lire, ci rammentiamo le buste di posta aerea… leggerissime. Gli scaglioni di peso per la posta aerea erano di 5 grammi e le tariffe diverse da stato a stato.

C’è una terza simpatica considerazione: la tariffa interna era di 40 lire e il servizio non era male.

Oggi la tariffa, sempre per l’interno, è aumentata di quasi 46 volte… ma il servizio è peggiorato assai.

La Raccomandata, nel 1966 (50 anni fa) costava 170 lire, oggi € 4.50. È aumentato il prezzo di 51 volte, impiega circa una settimana ad arrivare e vogliono ancora aumentare il prezzo.

MA LA POSTA NON DOVREBBE ESSERE UN SERVIZIO PUBBLICO?

 

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Credo proprio che sia così!

Ancor peggio per l’italiano un po’ vip, che non fa più parte dell’italiano medio.

Limite 60

Limite 60

Ho, recentissimamente fatto solo 700 chilometri in territorio italiano e, quasi tutti in autostrada.

Di cartelli col limite di velocità ce ne sono moltissimi. Di POLIZIA STRADALE neppure l’ombra. Un tempo li incontravo negli Autogrill, ora neppure lì.

Ritornando nel tema dell’articolo, ho notato che la cifra 6o circondata dal rosso è come se non ci fosse, o viene letta con fantasia… o i gestori dei cartelli sono degli incoscienti perché “piazzano” dei limiti assurdi.

È un fatto però che il rispetto dei cartelli relativi al limite di velocità sono ignorati… da quasi tutti. Ma sanno leggere i numeri o non sanno che non rispettare i cartelli è un atto di maleducazione? O è un effetto della “furberia” dell’italica stirpe? O… o…

Nulla di tutto questo: L’ITALIANO AL VOLANTE NON SA LEGGERE I NUMERI.

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