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Archive for the ‘educazione’ Category

Quello che mi son trovato a vedere sembra una bella riunione di famiglia. Tutti contenti mentre si succhiano un gelatino

SI SUCCHIANO IL GELATINO

Probabilmente è una madre con due figliolette… e fanno bene a godersi il gelatino… ma… ma… ma, dico io, è proprio necessario « intasare » l’entrata del negozio ?… che sembra venda vini e non abbia nulla a vedere coi gelati.

A mio parere quella genitrice, non solo non dà un buon esempio alle figlie, ma, fa creder loro che si possa abusare sempre di quanto ci circonda con lo spirito del « chissenefrega ».

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È proprio così ; bisogna sentirsi a proprio agio… in tutto e per tutto.

Se avete l’impressione che le vostre calze non vadano bene… e allora cambiatele :

UNO

Ma certamente… perché non farlo quando si è sul bus ?

In fondo è un sevizio pubblico… e ognuno di noi fa parte del pubblico.

 

Ecco… ora che ho cambiato le calze sto meglio.

Magari alla prossima fermata scenderà e andrà alla ricerca di un angolino un po’ più riservato per cambiare le mutande.

Ma che dico ?

Se andiamo avanti di questo passo… non si sa mai. L’importante sarà non guardare… troppo.

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È garantito che i pedoni devono arrangiarsi.

Ben posteggiata ?

 

È risaputo che la stragrande maggioranza degli automobilisti non « vedono » quelle strisce bianche che dovrebbero dar la precedenza ai pedoni.

 

Allora ?

 

Allora quest’auto è parcheggiata in modo impeccabile… cosa rompi.

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UMANI E… MALEDUCAZIONE?

Prendo atto che certa gioventù, anche sul Bus cittadino ha bisogno di sentirsi a proprio agio.

 

SUL BUA… 1

SUL BUS… 2

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PER FAVORE NON SCRIVERE “MI PIACE” SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

È bello andare in giro… e, in fondo in fondo, è ancor più bello poter utilizzare i mezzi pubblici.

Ho sempre apprezzato i mezzi pubblici… anche perché si vedono visi nuovi e personaggi, raramente però… particolari.

Quando vado sui mezzi pubblici me ne sto tranquillamente al mio posto e non scambio quasi mai parole o prese di posizione con qualcuno. Se conosco ciò che si vede dal finestrino, mi piace leggere, altrimenti gioisco nei riguardi di ciò che scorre davanti ai miei occhi.

Guardo anche chi è intorno a me.

Non sopporto chi chiacchiera a voce molto alta e, ancor meno chi s’attaca al Cellulare e non lo molla neppure quando scende.

Ciò che però mi farebbe urlare di vera rabbia sono quelle « personcine » che mettono i piedi sui sedili.

Ne ho fotografato due.

 

 

Maleducata N° 1

 

Makleducata N° 2

Queste “personcine” non sanno che le suole delle scarpe non sono mai pulite, e che potrebbero aver strisciato una bella cacca di cane ?…  trascinata poi sul sedile ?… per chi poserà le sue chiappe un po’ più tardi… proprio lì` ?

 

Certo, non gradisco neppure i bimbi che, dopo aver mangiato pane e marmellata, con le manine sporche di marmellata, per spostarsi appoggiano le loro « dolci manine » sulla mie ginocchia. Ma questi sono casi rari o, quasi unici.

 

Quest’oggi, che potrebbe essere anche ieri o domani, ho potuto assistere a qualcosa di incredibile.

 

Sul bus trovo questa donna, che non oso chiamare signora, che occupa due posti ; uno per il suo poderoso fondo schiena, l’altro per lo zainetto.

Tira fuori dallo zainetto il deodorante ascellare e lo striscia delicatamente alle due ascelle.

Poi, comincia a pettinarsi i lunghi capelli ; indi poscia, con mia grande meraviglia, dà inizio alla produzione di una treccia… una unica treccia che dal vertice del cranio scende in basso all’indietro… nel mezzo.

A questo punto estraggo il mio cellulare e, aspettando la prima fermata mi produco col primo scatto.

CONTROLUCE… ma si comprende la produzione della treccia… con le braccia alzate.

 

La treccia è praticamente finita.

 

 Dopo il deodorante, la pettinatura e la produzione del treccione, pensavo che questa donna avesse finito. No, no… non ha ancora finito.

Deve finire di vestirsi.

Ha messo il treccione a posto in posizione posteriore e comincia ad armeggiare con un indumento scuro… verosimilmente una giacchetta di lana… o cotone… che si mette.

Forse dava fastidio l’aria condizionata ?… o stava veramente terminando di vestirsi ?

La giacchetta di lana… o cotone.

A questo punto, ed io essendo leggermente arretrato, non ho potuto vedere e fotografare che comincia ad armeggiare coi piedi… o coi sandali … o con le unghie… per qualche minuto.

La nostra Umana, mentre il bus, con non pochi viaggiatori, prosegue la sua corsa verso il centro di Lugano, forse avrebbe avuto bisogno di un lavandino o di un bel gabinetto, ma il bus cittadino ne è sprovvisto. Pensavo fosse ormai paga e potesse essere soddisfatta dello spettacolo offerto.

No, non ancora !. Estrae dallo zainetto una brioche, o qualcosa di simile, e, noncurante del fatto che molte briciole cadono sul lindo pavimento, comincia a rifocillare il proprio corpo.

Mangia tranquillamente fino al capolinea, in centro.

La donna ha indossato l’indumento scuro e… mangia.

Mentre la donna finisce la propria colazione, mi sovviene che il regolamento dei bus di Lugano vieta di bere e di mangiare sui bus… e naturalmente anche di sporcare per terra.

Questa sequenza, « rubata » col cellulare, malgrado la presenza di altri viaggiatori, mi ha offeso… soprattutto come Umano un po’ civilizzato.

Come si fa ad essere così menefreghisti e maleducati ?… e irrispettosi verso tutti gli altri viaggiatori ?

 

Scese dal bus trascinando il proprio adipe confondendosi nella folla del mattino……

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Ogni tanto prendo il trenino e… faccio un salto in Italia.

IL TRENINO… sullo sfondo LUGANO

Poco più di venti minuti nel trenino… s’arriva a pochi passi dalla frontiera. Un ponte sul fiume Tresa e, sembra di respirare un’aria diversa.

Di qua la Svizzera, di là l’Italia.

A DESTRA LA SVIZZERA; A SINISTRA L’ITALIA

Faccio una piccola spesa e altre necessità… mi bevo naturalmente un caffè e, dopo aver riattraversato la frontiera mi aspetta nuovamente il trenino. È simpatico e, nei giorni feriali c’è ogni 15 minuti… puntuale… come puntuale è quasi sempre la Svizzera.

Normalmente mi porto un libro e la macchina fotografica. Ormai conosco a memoria il tragitto, e, se leggo, i venti minuti passano in un lampo.

Pochi giorni fa, come ogni volta, ad ogni fermata sale qualcuno. Questa volta però, ho visto una scena, almeno secondo me, stupenda. Una signora col cagnetto… l’ha preso in braccio… lui s’è messo a guardar fuori dal finestrino apparentemente molto interessato al panorama che passava davanti ai suoi occhi.

Ho chiesto alla padrona se potevo fotografarlo… mi ha detto di sì.

IL CANE

 

Non credo che quel cane abbia un pedigree. Penso sia il classico bastardino che si fa voler bene… fedele e affettuoso.

 

Ebbi a suo tempo un cane al quale ero ben affezionato… un pastore scozzese.

Poi non più; troppo impegnativo.

 

Ho un grande rispetto per i cani… meno per certe categorie di padroni… ancora meno per certe categorie di padroni che mantengono e ostentano cani pericolosi… senza museruola e, qualche volta, senza guinzaglio.

Non sopporto il proprietario di cane di un certo tipo che dice: “Non fa nulla” e non rispetta chi ha paura dei cani.

Chi ha paura dei cani, già si spaventa se sente un cane abbaiare; se poi sente due cani che litigano, o ancor peggio ringhiano…

Quelli che dicono: “NON FA…o… NON FANNO NULLA”, dovrebbero imparare che con qualunque animale tutto è possibile.

Quand’ero ancora veramente giovane fui spettatore della classica padrona di cani che, con tre cani NON al guinzaglio era convinta che non facessero NULLA. Incontra l’amica col bimbo; quei tre cani che NON FANNO NULLA, forse per gelosia, ma, sicuramente per maleducazione e ignoranza della padrona, azzannarono l’amica e il bimbo e, non fu facile farli desistere.

Caso unico?

NO.

Infatti la cronaca ci racconta spesso di avvenimenti di cani che NON FANNO NULLA, ma azzannano come niente fosse.

 

Anche in questo caso possiamo dire che certo Genere Umano è guasto?

Ho voluto prendere in considerazione l’interesse di Poste Italiane per quanto riguarda i cani. Stampano francobolli proprio per tutto, ma cani… pochissimi.

Questo ho trovato:

FRANCOBOLLO DEL 1994 di Poste Italiane

Nella serie ci sono altri tre francobolli con cani. Questo ho scelto perché mi piace molto il cane dalmata… e se ne vedono pochi.

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Albert Einsteinavrebbe detto o scritto :

 

Il mondo non verrà distrutto da coloro che fanno il male, ma da coloro che li stanno a guardare senza fare nulla.

 

Il mondo è fatto di piccole e grandi cose… analogamente il rapporto fra coniugi o il rapporto fra cittadini e Autorità, nonché fra Nazioni… grandi e piccole.

 

Ognuno ha il suo ruolo e quindi, ognuno « deve » poter fare la sua parte.

 

Pochi giorni fa, vidi nel contesto di un telegiornale, un treno della Circumvesuviana… tutto « dipinto » da abusivi colori… che non avevano niente a che fare coi colori originali del treno e neppure con quel qualche cosa che venga definito arte. In poche parole ho visto un treno, almeno esternamente, « sporco e oltraggiato ».

Proprio così… oltraggiato da mani e menti che non conoscono il significato dell’educazione e del rispetto.

 

Ho dovuto rammentarmi di quanto nei mesi addietro mi capitò di fotografare quasi per caso alla stazione di Lugano… in territorio elvetico… dove, forse solo apparentemente, esiste ancora un poco il rispetto dell’altrui cose.

UNO

DUE

 

TRE

QUATTRO

CINQUE

SEI

SETTE

OTTO

NOVE

Può darsi che qualcuno consideri queste « brutture » opere d’arte e le carrozze ferroviarie dei Louvre ambulanti ; io, credo che non sia corretto impiastrare in questo modo un treno, non foss’altro che per il fatto che il treno è di tutti e, in particolare di una Nazione…

 

Se vogliamo ora fare riferimento a quanto ebbe a dire il buon Albert Einstein, sembra che non ci sia la volontà di bloccare questo incivile fenomeno di imbrattare gli altrui oggetti, per cui le « Autorità stanno a guardare » aiutando la distruzione di una piccola parte di mondo.

Qualcuno è malato?

Chi sta a guardare o chi vuol distruggere?

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