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Archive for the ‘egoismo’ Category

Registrazione del 2 marzo 2017

Personaggi:

 Ulivo il Saggio, Panchina Petulante, Panchina Ingenua,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Ulivo: “Ragazze, avete sentito cos’è successo in Gran Bretagna?”

Petulante e Ingenua: “No, cos’è successo?”

Ulivo: “Una cosa stranissima e veramente interessante in questa travagliata Europa.”

Ingenua: “Hanno cambiato idea e vogliono rimanere in Europa?”

Ulivo: “Ma no. Ormai il popolo ha deciso. Il problema è che, finché la Gran Bretagna non era nell’Europa, non era facile andare a lavorare a Londra… e naturalmente in tutto il Regno Unito, dopo l’entrata in Europa, tutti cittadini delle Nazioni facenti parti dell’Unione, avevano il diritto di andare e restare. È chiaro fin qui?”

Petulante: “Chiarissimo. Ora cosa sta succedendo?”

Theresa May

Theresa May

Ulivo: “Ora che la Gran Bretagna esce, in teoria i cittadini non britannici dovrebbero diventare stranieri senza più il diritto di stare in Gran Bretagna; più o meno come prima dell’ingresso nell’Unione Europea. È successo però che la Camera dei Lord avrebbe votato che tutti gli Umani cittadini dell’Unione Europea immigrati nel periodo dei britannici nell’Unione possono rimanere esattamente come prima. Ma questo non sembra sia piaciuto alla Theresa May… Capo del Governo.”

Petulante: “Ma la Theresa May voleva buttarli fuori?”

Ulivo: “Credo di sì, ovvero penso che questo dovrebbe essere il succo del Referendum dei britannici che hanno votato l’uscita dall’Unione Europea.”

Petulante: “Credo di aver sentito che un altro problema è l’uscita di altri Paesi.”

Ulivo: “Io non ne so abbastanza. Provo a chiedere al mio amico TASSO che sta abbastanza in centro a Lugano. Lui ne sente molte di più.”

Ingenua: “Se tu gli parli sentiamo anche noi?”

Ulivo: “Ma certo. Noi abbiamo delle capacità fantastiche… tipo telepatia degli Umani. Loro l’hanno distrutta coi telefonini… la telepatia.”

Ingenua: “Non capisco cosa vuoi dire.”

Ulivo: “Un’altra volta te lo spiego. Ora vedo se l’albero Tasso mi sente.”

Albero Tasso: “Sì caro amico, ti sento benissimo. Cosa mi racconti?”

TASSO o ALBERO DELLA MORTE... a LUGANO

TASSO o ALBERO DELLA MORTE… a LUGANO

Ulivo: “Dato che tu puoi captare il pensiero degli Umani che passano da quelle parti, come interpreti il comportamento di certi Governanti che parlano male dell’Europa come istituzione?”

Tasso: “Tu sai che mi chiamano anche Albero della Morte… Un giorno racconterò alle tue amiche perché mi chiamano così, però, se vogliamo fare un piccolo gioco di parole, i britannici, almeno secondo me, hanno avviato la morte dell’Europa.”

Ingenua: “Ti ho sentito sai? Ma cosa dici; ma lo sai che mi rattristi.”

Petulante: “Lascialo parlare… lui la sa lunga.”

Ingenua: “Come la sa lunga?”

Petulante: “Sì, non lo sai che lui può vivere fino a 2000 anni?”

Ingenua: “Dici davvero? Scusami Tasso se ti ho interrotto.”

Tasso: “Figurati. Dicevo che dopo la Brexit, sono stati in tanti che hanno cominciato a brontolare; in particolare hanno dato la colpa all’Euro. È vero che l’Euro è stato gestito male, però avrebbe potuto portare a una vera Unione… colla U maiuscola.”

Ulivo: “Da quello che senti, gli Umani la pensano proprio così?”

Tasso: “Non tutti la pensano nello stesso modo. So però che il problema dovrebbe essere preso in considerazione assieme ai passati storici dell’Europa stessa; non bisogna andare molto indietro nel tempo; basta andare agli anni 20… più o meno solo 100 anni fa.”

Ulivo: “Allora?”

Tasso: “Proprio a quei tempi hanno cominciato a delinearsi il nazismo e il fascismo che, messi insieme hanno devastato il mondo. Tutto però, almeno secondo me, è cominciato quel giorno in cui Hitler cominciò a desiderare un allargamento dei confini.”

Petulante: “Quando?… secondo te?”

Tasso: “Nel 1938 dopo il famoso “Anschluss” che vide l’Austria diventare parte integrante del Reich, Hitler cominciò a desiderare altri territori; ma lo fece con quel pizzico di aggressiva delicatezza per cui Francia e Gran Bretagna lo lasciarono fare. In poche parole s’impossessò del territorio cecoslovacco dei Sudeti. Se c’è dalle vostre parti il Passante Alessandro, potrà confermarvi come quell’invasione, dopo l’Anschluss, fece soffrire altri ebrei… oltre a quelli tedeschi e austriaci.”

Petulante: “Sì, il nostro amico Alessandro è arrivato qui poco fa.”

Alessandro: “È proprio così, e, se qualcuno vuole soffrire come può aver sofferto la mia sensibilità, vada a leggersi il libro “Il Bambino del Giovedì.”

Libro

Libro

Tasso: “Ne ho sentito parlare… mi hanno detto che è un bel libro e fa capire molte cose, oltre alla stupidità di certi comportamenti degli Umani… che fanno solo soffrire e non portano a nessun risultato positivo.”

Alessandro: “Infatti il Secondo Conflitto Mondiale ha portato qualche beneficio territoriale alla Francia, ma particolarmente alla Jugoslavia… ma solo sofferenze a chi credeva d’impadronirsi dell’Europa.”

Tasso: “Orbene, tornando a bomba, dopo che per Hitler l’appetito venne mangiando, fu per l’Europa una devastazione, oltre ad molti morti. Tutto questo perché in Europa c’erano molti stati e l'”educazione” era sconosciuta. Tutti cercavano di armarsi, ma, di fronte all’organizzazione teutonica, ci fu ben poco da fare.”

Tasso: “Tutti sappiamo come finì la guerra, e tutti sappiamo come un Umano tedesco, un umano francese e l’Umano De Gasperi cercarono di mettere insieme l’Europa. Se si è insieme si discute. Cose ne dici amico mio Ulivo?”

Ulivo: “Dico che hai ragione. Si può anche litigare, alzare la voce… ma se si rimane insieme in modo intelligente si può cercare di fare le cose bene. Oggi però, mi sembra che ci sia qualche problema; cosa ne dici Tasso?”

Tasso: “È proprio così. Oggi c’è un’Umana francese e un Umano italiano che dicono tante cose giuste, ma anche tante cose sbagliatissime; specialmente l’Umana francese che minaccia di fare come l’Inghilterra; quell’altro che vuole uscire dall’Euro.”

Ulivo: “Ma non è scappando che si risolvono i problemi. Dovrebbero studiare la storia. Se se ne vanno tutti, poi ricominciano a litigare con le armi. Già ora l’Umana tedesca vuole aumentare gli armamenti.”

Accordo di Monaco.

Accordo di Monaco.

Alessandro: “Ho pensato una cosa, e cioè che se l’Ucraina fosse riuscita a far parte dell’Europa, pensate voi che Putin si sarebbe impossessato della Crimea? Non è un pochino come quando Hitler volle il territorio dei Sudeti e, nell’Accordo di Monaco, Chamberlain e Daladier glielo permiserò? C’era anche la presenza, per Hitler positiva, del complice Mussolini!”

Ulivo: ” Penso che il tuo pensiero non sia sbagliato. Una cosa è sicura, e cioè che la Crimea è rimasta in Russia… dopo un plebiscito farsa proprio come quello dei sudeti negli anni 30.”

Alessandro: “Devo andare. Vi saluto. Ciao simpatiche Petulante e Ingenua.”

Petulante e Ingenua: “Ciao carissimo. Vieni presto a trovarci.”

Alessandro: “Va bene. Saluatemi il saggio Ulivo e il Tasso. Non dimenticate che dovrà raccontarci perché si chiama anche Albero della Morte.”

 

 

 

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Già.
Ma non è fantastico?

Serena tranquillità

Serena tranquillità


Un buon gelato dolce e gustoso, dopo la fatica della spesa, lascia per qualche minuto da parte ogni problema e ogni sofferenza.
È questa una giusta pratica che dimostra l’amore per se stessi e per la vita.

Dietro la panchina si vede la mela dell'”Apple”, sintomo di tutto ciò che è correre, affannarsi, godere con avidità, con egoismo, con ingordigia per la ricchezza a tutti i costi.

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Sì, è proprio così. Abito a Lugano che mi ospita ormai educatamente e civilmente da un po’ di anni. Ho anche ricevuto la cittadinanza svizzera, ma sono rimasto anche italiano e, tramite il Consolato d’Italia di Lugano ho già votato… sì. Non foss’altro che per il fatto che spero che l’Italia venga un po’ meno deturpata e si facciano funzionare i SERVIZI.
Soffro, come italiano, quando leggo sul Corriere del Ticino questo articolo che vi offro integralmente, sorrido un poco come svizzero quando mi accorgo che fra poco potrò andare a Zurigo in treno, nella nuova galleria lunga ben 57 chilometri e che l’Italia non è stata capace di terminare un tratto di ferrovia per arrivare comodamente da Lugano alla Malpensa… dove a guadagnarci sarebbero solo i servizi italiani.

La cartina della Svizzera coi vari cantoni... PER GLI AMICI DI RENZI.

La cartina della Svizzera coi vari cantoni… PER GLI AMICI DI RENZI.

AMO L’ITALIA, MA NON SOPPORTO L’AVIDITÀ, L’ARROGANZA, L’EGOISMO, L’INGORDIGIA E LA MALEDUCAZIONE.

GLI SBRUFFONI MI FANNO VENIR VOGLIA DI VOMITARE.

HO PAURA E SOFFRO PER GLI ITALIANI CHE DEVONO SOFFRIRE “GRATUITAMENTE”.

Dal Corriere del Ticino del 16 aprile 2016

di GIOVANNI GALLI – «Col piglio dell’aspirante autocrate che, in fondo, è e si compiace di essere Matteo Renzi ha cambiato la Costituzione del 1948 con voto ordinario del Parlamento, invece che con le procedure della democrazia rappresentativa» ha scritto ieri su «Il Giornale» Piero Ostellino. Fosse solo quello. In realtà, il premier l’ha fatta ancora più grossa. Oltre alla Carta fondamentale del suo Paese, con lo stesso piglio ha allungato, di almeno un centinaio di chilometri, anche i confini di Stato. In una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri – e quindi in un contesto che più ufficiale non si può – Renzi ha vantato i meriti del suo Governo in tema di opere pubbliche, appuntandosi sul petto, in tono trionfalistico, persino la medaglia di Alptransit. Insomma, a sentire il presidente del Consiglio, il tunnel ferroviario del San Gottardo si troverebbe in Italia, mentre la nuova trasversale alpina sarebbe stata pagata da Roma e non per intero dai contribuenti svizzeri.
A questo punto le possibilità sono due. O i nostri consiglieri di Stato Gobbi e Vitta, che negli scorsi giorni sono stati in visita di lavoro a Roma, hanno venduto segretamente il Ticino all’Italia. E in tal caso nulla da dire su Renzi. Oppure, ipotesi di gran lunga più probabile, il primo ministro ha poca dimestichezza con la geografia ed è talmente abituato a sparare cifre che stavolta non s’è accorto di averla fatta (e abbondantemente) fuori dal vaso. Per carità, non è la prima volta che oltre confine capita di assistere a simili scivoloni. Quando nel 2001 ci fu il rogo nel tunnel autostradale, il Corriere della Sera scrisse che il San Gottardo collegava l’Italia alla Svizzera. E pochi giorni dopo, due deputati dell’opposizione presentarono a Roma un atto parlamentare contro il Governo Berlusconi chiedendo conto delle negligenze nella gestione della galleria. Solo che in questo caso lo svarione è tanto più grave in quanto viene da una delle più alte cariche dello Stato. Con tanto di dramma nel dramma. Il ministro dei trasporti Graziano Delrio, che in quel momento sedeva accanto a Renzi, invece di tirargli un calcio sotto il tavolo per avvisarlo della gaffe, annuiva senza essere sfiorato dal minimo dubbio. E chi dall’altra parte del tavolo prendeva appunti se l’è bevuta in pieno. Ahinoi, nessun sito d’informazione italiano che va per la maggiore s’è accorto dello scivolone. Ora, visto che Renzi dovrebbe partecipare all’inaugurazione di Alptransit il 1. giugno, ci permettiamo di fargli presente quattro cose, in forma amichevole, giusto per evitargli nuove figure. Primo: forse Lei si è confuso con il tunnel di Monte Olimpino, che collega Como a Chiasso. Sappia che il San Gottardo, in realtà, si trova in Svizzera. Per arrivare a Pollegio, all’imbocco sud del tunnel di base, dal confine ci sono 74 chilometri in territorio elvetico. Quindi porti il passaporto. Secondo: Alptransit è costata 28 miliardi di franchi, tutti a carico dei contribuenti svizzeri. Se proprio ci tiene a versare un obolo, mandi un bonifico al seguente indirizzo: Ueli Maurer, Dipartimento federale delle finanze, Bernerhof, Berna. Terzo: la Svizzera non solo ha pagato tutta l’opera ma ha pure stanziato 280 milioni di franchi per realizzare in Italia il corridoio di 4 metri destinato al trasporto merci su rotaia lungo l’asse Nord-Sud. Quarto: la linea ferroviaria Mendrisio-Malpensa, che sarebbe dovuta entrare in funzione per Expo 2015, è stata ultimata solo in territorio ticinese. Quindi, meno proclami a vanvera e più fatti. E si compri un atlante geografico.

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Quando in Italia uscirono questi francobolli:

Francobolli del 1971

Francobolli del 1971

tanto Hollande quanto la Merkel avevano 17 anni. Forse erano già dei politicanti, più probabilmente andavano a scuola per imparare qualcosa di interessante.

Forse non sapevano ancora che nel 1951, i Tre Grandi (Adenauer, Schuman e De Gasperi) dell’Europa di recente uscita da un Conflitto “micidiale”, avevano dato vita a un qualche cosa di concreto: la “C.E.C.A.” che avrebbe portato all’UE.

Avrebbe dovuto essere, “quel qualcosa” un aiuto allo sviluppo… dopo la povertà e le distruzioni della guerra.

Con quello che sta accadendo in questi giorni, l’UE è diventata un “incitamento” alla povertà, al suicidio e alla protesta.

Non credo che questo fosse lo spirito dei Fondatori… fra cui l’Italia.

Se Qualcuno a suo tempo ha sbagliato e ha frodato, perché devono piangere i cittadini di oggi?

Tutto è possibile, ma è anche possibile “giudicare” i malfattori. Non c’è all’Aia un Tribunale che dovrebbe essere al di sopra di ogni sospetto?

Perché non perseguire l’ingordigia, l’avidità, l’arroganza, l’egoismo e la mancanza di rispetto verso la dignità dei popoli?

E poi, l’Europa è fatta di sola Germania, Francia e Grecia?

Cittadini d’Europa, svegliatevi! Non pensate che l’Euro sia una fregatura, sono i “gestori dell’Euro“… LA FREGATURA.

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Nel 2004 uscì questo francobollo… che sicuramente fu visto da pochissimi italiani.

Anniversario importante

Anniversario importante

Fu visto da pochissimi italiani dato che le nostre poste fanno stampare i francobolli praticamente solo per estorcere soldi ai collezionisti. Lo dimostra il fatto che se andate in un ufficio postale e chiedete un francobollo da 0.85 centesimi di Euro per spedire una cartolina in Svizzera, molto probabilmente l’impiegato dell’ufficio non sarà nelle condizioni di esaudire la vostra richiesta.

Ora i francobolli ad uso postale li “stampano” al momento!… ma non sono francobolli.

Nel mese di novembre di quest’anno Trieste è ritornata italiana da sessanta anni.

Tornando al francobollo del 2004, in quel francobollo che inneggia al ritorno dell’Italia… dopo la Seconda terribile Guerra Mondiale, è insito l’AMORE per l’Italia dei triestini e la morte di alcuni patrioti che stimolò indirettamente gli Angloamericani a prendere una decisione in merito.

Per i cittadini d’Italia che seguono giornalmente dibattiti a non finire sulla situazione politica della nostra martoriata penisola, Trieste è abbastanza lontana e la storia della città è poco conosciuta.

Sarebbe auspicabile che si ricordasse un poco quanto i triestini, nel lontano 1954, seppero amare la Patria.

Non basta amare la Patria coll’Inno di Mameli prima delle partite di calcio o durante la premiazione di un atleta dopo un evento sportivo. Amare la Patria significa anche cercare di estirpare dal proprio comportamento il “DRITTUME” imperante e comportarsi con la giusta educazione e rispetto.

Quando si dice che qualcuno è morto per un ideale nel Risorgimento, si considera un periodo storico apparentemente molto lontano, ma se si considera il 1953 a noi piuttosto vicino e si pensa che queste sei persone

medaglie

sono morte per amore verso l’Italia, forse sarebbe possibile pensarci un attimo prima di muoversi egoisticamente e contro il benessere della collettività.

Queste persone volevano ritornare ad essere “italiani” a tutti gli effetti.

Amavano davvero l’Italia…

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Ho visto quest’articolo dell’amica Gina:

http://sonoqui.wordpress.com/2014/03/24/se-la-gente/#comments

Mi ha colpito un particolare. L’utilizzazione della parola COLPA.

Fin da bambini, ogni volta, abbiamo sempre cercato di scaricare su qualcuno la colpa di nostre marachelle.

I nostri Governanti, da decenni, scaricano la colpa della loro incapacità (o ingordo egoismo) sui loro predecessori.

Quando accade qualcosa di negativo, diciamo spesso e volentieri: “È colpa …”.

La parola colpa possiamo e dobbiamo, semmai, rivolgerla a noi stessi dato che noi siamo gli artefici di tutto quello che ci capita. Sembra strano? Pare che sia così.

Se usiamo un po’ più amore verso noi stessi (rispetto, onestà ed educazione) e facciamo lo stesso verso gli altri, non dobbiamo più usare la parola COLPA… ma MERITO; e ci sarà meno sofferenza.

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Me ne stavo tranquillamente in ferie nella mia Liguria, e là, quando mi è possibile, vado a farmi tagliare i capelli dal mio fedele parrucchiere. L’interessante è che solo lì, nell’attesa del mio turno, leggo il quotidiano.

Perché solo lì? Perché da molti anni ho smesso di comperare i quotidiani. Quando comperavo regolarmente il quotidiano dovevo rammaricarmi delle notizie che trovavo. Raramente belle notizie. Oggi poi i quotidiani sono diventati dei mezzi romanzi… senza una trama. Hanno sempre più pagine e… una scorsa veloce è quasi un’offesa per i redattori; non è possibile arrivare a poter dire: “Ho letto il giornale”. La carta è così a buon mercato? O la concorrenza si fa a numero di pagine?

E pensare che ai tempi della Seconda Guerra Mondiale il quotidiano era di un solo foglio… lo ricordo benissimo… per mancanza di carta!

Per tornare al mio parrucchiere, mentre attendo il mio turno e leggo LA STAMPA sono attratto dal ricordo di avvenimenti quasi antichi e cioè del 1982: LA GUERRA DELLE FALKLAND.

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Lo ricordavo bene. Quella guerra ridicola era stata stimolata da altrettanto ridicoli argentini desiderosi di fare   il “colpo grosso”. Forse volevano imitare gli indiani dell’India che saltarono impunemente addosso a Goa.

Fecero il calcolo piuttosto sbagliato; misero sullo stesso livello la Gran Bretagna governata dalla Tatcher e il Portogallo.

Il mio ricordo, piuttosto annebbiato, era di una piccola guerra, poco più che delle scaramucce, grazie alla quale l’Inghilterra si riprese il maltolto e tutto ritornò tranquillamente come prima. Leggendo il giornale vedo che quella guerra fu una guerra “vera” con dispendio importante di energie, ma soprattutto con molti morti.

Bisognerebbe fare una piccola analisi:

DOVE SONO LE ISOLE FALKLAND?

Sono in capo al mondo. Sono laggiù in fondo all’Atlantico quasi in Antartide. Questa cartina che vi fa vedere l’Argentina può aiutare.

Da questa cartina diventa chiarissima la posizione delle isole e l’apparente insignificante motivo di diventarne padroni. La Gran Bretagna si è insediata in quelle isole nel lontano 1833.

Nell'Oceano Atlantico

Nell’Oceano Atlantico

In questa sede non intendo assolutamente prendere le parti di uno dei contendenti. Desidero mettere l’accento sul fatto che quella guerra fu una guerra vera che noi abbiamo completamente dimenticato e che ha, apparentemente, rimesso le cose a posto.

Il tragico è però che ci furono quasi 1000 morti; 907 per l’esattezza.

Questi morti, fra cui 3 civili abitanti delle Isole Falkland, furono morti causati dall’egoismo e dal desiderio di primeggiare. Per ogni morto molte “sofferenze gratuite”.

È questo il punto. La guerra è passata. Dopo la guerra, apparentemente non è cambiato nulla. La sofferenza c’è stata e… continua.

E NELLO STESSO MODO MA CON PRESUPPOSTI DIVERSI SI CONTINUA NEL MONDO A COMBATTERE E A SOFFRIRE “GRATUITAMENTE”!

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