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Archive for the ‘Europa’ Category

L’Albero: “Ho sentito dire che a Genova c’è una statua… ovvero un monumento a Cristoforo Colombo. È vero… tu che sei genovese?

Alessandro: “Certamente, come puoi pensare che Genova non abbia dedicato un monumento a un suo figlio? Se si vuol saperne di più basta andare a leggere questo bell’articolo:

https://dearmissfletcher.wordpress.com/2017/10/12/a-cristoforo-colombo-genovese-e-navigatore/

Panchina Petulante: “Ciao Alessandro, tu sei genovase vero? Non ti senti un po’ orgoglioso pensando di aver avuto un concittadino così importante?”

Alessandro: “Direi di sì, però non posso fare a meno di considerare che la mia mente mi ha obbligato a ricordare. Sono andato indietro di qualche anno, quando, a cavallo fra il 2000 e il 2001 mi trovai con mia moglie e un piccolo gruppo di svizzeri a Reykjavik in Islanda a visitare la Cattedrale della città. La nostra guida, dopo la visita al luogo di culto ci fece vedere la statua di Leifur Eriksson. Quando gli dissi che: “Sono genovese.”, mi chiese: “Cosa ne dicono a Genova del fatto che non fu Cristoforo Colombo a scoprire l’America?”

Una cartolina dell’epoca con la Cattedrale.

Panchina Ingenua: “Povero Alessandro. Ti sei trovato in difficoltà?”

Alessandro: “No no.”

Petulante: “E cosa gli hai risposto?”

Alessandro: “Gli risposi che la maggior parte dei genovesi non sanno neppure dove sia esattamente l’Islanda, immaginiamoci se conoscono la storia di Leif Eriksson.

Quadro di Christian Krohg: L’AVVISTAMENTO DELL’AMERICA.

L’Albero: “Trovo molto strano che i genovesi, non ho detto voi genovesi, non s’interessino particolarmente a questo straordinario avvenimento, e cioè che circa 500 anni prima di Cristoforo Colombo un europeo mise piede sul suolo americano. Bisogna dire la verità, fu questo navigatore, attorno all’anno 1000, a scoprire il Canada, e cioè l’America del Nord, e, pare che vi abbia costruito anche un piccolo insediamento. Esattamente all’altezza della Baia delle Meduse che si trova nella parte più settentrionale dell’isola di Terranova in Canada.”

Alessandro: “Non bisogna stupirsi. Purtroppo i genovesi sono sempre stati un po’ chiusi, e, anche se Genova dovrebbe far parte del “Triangolo Industriale d’Italia”, ha, negli ultimi decenni, perso molti colpi. Basti prendere in considerazione i trasporti da e per Genova verso nord e da Genova verso la Riviera dei Fiori fino a Ventimiglia. Il famoso TERZO VALICO forse prima o dopo arriverà e ci potrà essere un buon collegamento con Milano e con la Svizzera; Ventimiglia è collegata a Genova da una trafficatissima Autostrada dei Fiori, la più cara d’Italia, e una ferrovia, che dovrebbe essere internazionale, con alcuni tratti ancora a binario unico… per non parlare della ferrovia Ventimiglia Cuneo ripristinata nel 1979 ora quasi in disuso. Si può dire giustamente che Genova e la Liguria dormono… anche se recentemente sembra, dico sembra, che stiano uscendo dal loro torpore.”

Ingenua: “Mi metti tristezza caro Alessandro. La Liguria è così indietro?”

L’Albero: “Forse Alessandro sta esagerando. Torniamo a Eriksson che, scendendo dalla Groenlandia costruì un insediamento a Terranova.

INSEDIAMENTO VIKINGO PATRIMONIO DELL’UNESCO

Alessandro: “Tranquilla Ingenua, non sto esagerando.

IL FRANCOBOLLO USA.

Per quanto riguarda Eriksson, possiamo dire che gli Stati Uniti d’America gli hanno dedicato un francobollo… molto semplice, che non è altro che una copia pari pari della statua di Reykjavik in Islanda.

Il francobollo dell’USA, non è l’unico a commemorare la “scoperta” del vikingo.

Anche le Poste delle Isole Faroe ci hanno pensato, e in un modo particolarmente interessante perché hanno messo a confronto il viaggio di Leif Eriksson e quello di Cristoforo Colombo… il tutto con la menzione dell’anno in cui si verificò l’evento. Sui francobolli si vedono anche le differenti imbarcazioni utilizzate per le traversate.

Ingenua: “Lo so che può sembrare strano quello che dico, ma, secondo voi, la Groenlandia è in Europa o in America?”

I FRANCOBOLLI DELLE FAROE

L’Albero: “È in America.”

Ingenua: “Quindi, se l’Eriksson, per raggiungere Terranova, è partito dalla Groenlandia, era già in America.”

L’Albero: “Hai perfettamente ragione. Tu, Alessandro, quando sei stato in Groenlandia, ti sei sentito in America?

Alessandro: “Non ci ho neppure pensato… so solo che ho sentito molto il freddo… anche se ero ben coperto.”

L’Albero: “Volevo chiederti, cos’è quella storia della ferrovia Ventimiglia Cuneo che tu hai accennato dicendo “quasi in disuso”? So, naturalmente per sentito dire, che quelli sono posti bellissimi.”

Alessandro: “È una delle tante dimostrazioni che possono farci dire che la Liguria Dorme”. Dovete sapere che alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la ferrovia Ventimiglia Cuneo, allora tutta in territorio italiano fu resa inuttilizzabile dalle truppe tedesche in ritirata. Furono fatte saltare tutte le infrastrutture fra cui molti ponti. Era l’anno 1945 e, dato che l’Italia perse la guerra, una parte del territorio sul quale correva la ferrovia fu ceduto alla Francia. Grazie alla bontà dei politici Adenauer, Schuman e De Gasperi fu fondato un inizio di Europa Unita, e  finalmente, molti anni dopo la distruzione della nostra povera Europa, la Svizzera neutrale, la ferrovia fu ricostruita. I ponti furono ricostruiti e le gallerie rimesse in sicurezza; la ferrovia poté entrare nuovamente in funzione con grande gioia da parte di chi dall’estremo ponente ligure doveva recarsi a Torino. Erano tutti contenti a Ventimiglia quel giorno in cui ci fu addirittura un annullo filatelico speciale.

IL FRANCOBOLLO DELL’EUROPA e IL TIMBRO COMMEMORATIVO DEL NUOVO COLLEGAMENTO FERROVIARIO. NEL TIMBRO SONO LE SPOGLIE DEL PONTE DISTRUTTO E IL PONTE NUOVO DI ZECCA.

Questa ferrovia fu utile anche per chi voleva, da Genova e dal ponente ligure, andare a sciare a Limone Piemonte.

L’Albero: “Com’è l’attuale situazione di quella bella ferrovia?”

Alessandro: “Semplicemente catastrofica. Stando agli orari, da Ventimiglia a Cuneo ci sono solo due collegamenti giornalieri… e, udite udite… da Ventimiglia a Limone Piemonte si va in Bus.”

Da TRENITALIA.

Petulante: “ Ho sentito e visto giusto? Come fanno “gli addetti ai lavori” ad essere così irrispettosi verso i viaggiatori, i turisti e gli amanti di cose ferroviarie? Se non sbaglio, dopo l’inaugurazione di quel tratto ferroviario avevano addirittura ripristinato un treno che da Berna arrivava a Ventimiglia o Sanremo.”

Alessandro: “Avete capito? Non si va più in treno da Ventimiglia a Limone Piemonte. Pensate un po’, se ci riuscite, a tutti i soldi buttati solo per la costruzione dei ponti. La malvagità di chi perse la guerra, quando avrebbe voluto dominare l’Europa, distrusse opere importanti; il mentecattismo di chi dovrebbe conservare e valorizzare gli sforzi dei padri lascia “preziosi manufatti” in stato di abbandono.

L’Albero: “Se potessi riderei a crepapelle.”

Petulante: “Perché? Cosa ti fa ridere? Bisognerebbe piangere.”

L’Albero: “Lo so che bisognerebbe piangere… ma io rido pensando alla stupidità di certi Umani che non sono capaci di conservare ciò che è stato fatto in modo egregio… ma rido ancora di più se penso che per andare in treno da Milano a Roma ci vogliono meno di 3 ore e, per andare da Ventimiglia a Cuneo… che è “girato l’angolo”, ci vogliono quasi 3 ore. Perché voi Umani d’Italia maltrattate in questo modo le vostre periferie? Perché i treni buoni sono solo per Roma? Perché a Roma si “mangia” bene o perché solo a Roma ci sono “le buone forchette?”

Alessandro: “Dimentichi che il “treno buono” che si chiama Freccia Rossa va fino a Napoli.”

L’Albero: “Ma certo… a Napoli bisognava dare un contentino; far sì che potesse sentirsi importante. Era una fiorente capitale… all’avanguardia. Coll’avvento del Regno d’Italia diventò una città come le altre.

Ma che strano, abbiamo cominciato a parlare dell’America e siamo arrivati a parlare di treni… di treni italiani che maltrattano i cittadini italiani.”

Ingenua: “Io mi rattristo molto quando sento parlare di certe disonestà. Sarebbe così bello se i Governanti considerassero prioritario il benessere dei cittadini!”

Alessandro: “Hai ragione cara mia. Ora devo andare… ti lascio e vi lascio.”

L’Albero, Pertulante e Ingenua: “Torna presto.”

 

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Registrazione del 23 settembre 2017

Personaggi:
 Alessandro, L’Albero e Panchina Ingenua.

 

Alessandro: “Ciao Albero amico mio.”

L’Albero: “Ciao Alessandro. Cosa mi racconti?”

Alessandro: “Guarda un po’ cosa ho visto al di là del lago… a Cantine di Gandria.”

PRIMA FOTO

L’Albero: Molto interessante… un mio collega vivo e vegeto che si sta mangiando un cartello pubblicitario di metallo. Chissà com’è la parte interna!”

Alessandro: “Ne ho fatto due di foto… quasi uguali affinché non si creda che possa essere un fotomontaggio.”

SECONDA FOTO

L’Albero: “Non so se tu lo sai, ma la BIRRA LUGANO non esiste più da molti anni. Chissà da quanto tempo quel cartello ha cominciato ad essere “mangiato” da quel mio collega.”

Alessandro: “Sì lo so… e sono riuscito a trovare un antico cartello… così si può comprendere com’è interessante il fenomeno.

BIRRA LUGANO d’altri tempi.

L’Albero: “Questo cartello che, col tempo verrà inglobato nel tronco del mio collega, ci permette di mettere a fuoco un problema dei nostri tempi. La Globalizzazione… che ha portato gli Umani a fagocitarsi a vicenda. Qui da noi nel Canton Ticino esistevano più fabbriche di birra. Oltre alla BIRRA LUGANO, ce n’era una a Bellinzona e anche una a Locarno. Sono arrivate poi “sgomitando” le birrerie d’Oltralpe, in particolare una di Lucerna e una di Rheinfelden… e si sono spartite, con avidità, quasi tutto il mercato ticinese.”

Alessandro: “Lo stesso è accaduto a livello internazionale. Credo di poter dire che i più invadenti siano stati gli olandesi.”

Panchina Ingenua: “Sei venuto a sederti su di me e non mi hai neanche salutato.”

Alessandro: “Scusami… hai ragione da vendere.”

Ingenua: “Ma io non voglio vendere nulla.”

Alessandro: “È solo un modo di dire… e cioè che hai molta ragione.”

L’Albero: “Circa le birre, hai ragione anche tu. L’interessante è che negli ultimi tempi, quasi come una reazione a certe invadenze causate dalla globalizzazione, sono cresciuti, nel territorio ticinese, molti “Birrifici” artigianali.

Alessandro: “E sembra che succeda qualcosa di simile negli stati sovrani. Prima l’Unione come l’UE, poi desiderio di autonomia regionale fino a richieste di indipendenza… come in Scozia e in Catalogna.

L’Albero: “Sì, sì… voi Umani non riuscite proprio ad andare d’accordo. Se non litigate e non vi picchiate non siete contenti. Invece di prendere in considerazione il territorio e fare in modo che le popolazioni vivano serenamente…”

Alessandro: “È un discorso lunghissimo… troppo lungo. Ora devo andare… e di corsa. Ciao.”

L’Albero e Ingenua: “Ciao. Torna presto.”

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Registrazione del 7 luglio 2017

Personaggi:
Panchina Petulante, Passante Alessandro, L’Albero, Panchina Ingenua, Albero Ulivo il saggio.

 

Panchina Petulante: “Ciao Alessandro come stai? Penso che andrai a sederti sui legni di Ingenua.”

Alessandro: “Certo, vedo che mi sta aspettando… ha già modificato la superficie del suo legno. Ciao Ingenua, ti abbraccio.”

L’Albero: “Quale buona aria ti mena oggi appo noi?”

Panchina Ingenua: “Sei comodo Alessandro?”

Alessandro: “Sì Ingenua, grazie. Sai Albero, tu sai benissimo che mi piace mettere le nostre conversazioni sul mio blog… e a qualcuno piacciono… e a qualcuno anche molto. Quello che ultimamente mi son trovato per caso ad osservare, è che il mio blog viene scelto o letto… o intercettato dagli Stati Uniti d’America.”

Petulante e Ingenua all’unisono: Perbacco, che bello, stiamo diventando importanti anche in America?”

L’Albero: “Non credo mica; penserei piuttosto che loro, gli umani americani ti intercettino per tenerti sotto controllo… nello stesso modo come vogliono tenere sotto controllo mezzo mondo. Hai ricevuto dagli Stati Uniti un qualche commento… o un semplice “Mi piace”?

Alessandro: “Nessun “Mi piace” e nessun commento. Il fatto è che io non ho molti lettori.. ne ho pochi ma veramente buoni. Certi giorni i contatti sono molti… relativamente molti.”

L’Albero: “Quanti contatti hai avuto nell’ultimo mese dall’USA?”

Alessandro: “Ben 135.”

L’Albero: “Non devi dimenticare che gli Stati Uniti hanno una grande estensione; quindi, cosa vuoi che sia quel 135.”

Alessandro: “Anche il Canada o il Brasile hanno una grande estensione, per non parlare della Siberia, eppure da quei paesi i contatti sono saltuari.”

L’Albero: “Sentiamo un po’ cosa ne pensa il nostro saggio Ulivo… che sicuramente ci ha sentito.”

Ulivo il saggio: “Certo che vi ho sentito. Io penso che faccia parte della politica di quella Nazione che pretenderebbe di tenere tutto e tutti sotto controllo. Quegli Umani si sentono in dovere di dominare il mondo e desidererebbero poter mettere le loro idee in ogni angolino della Terra. Purtroppo non ci riescono e non ci riusciranno mai, però ci provano. Dobbiamo ringraziare il fatto che, malgrado tutto, negli Stati Uniti c’è ancora la democrazia, e lo dimostra il fatto che l’ultimo Presidente non ha potuto fare tutto quello che voleva; è stato fermato più di una volta… proprio dalla democrazia. Ma tu Alessandro, sei mai stato negli USA?”

Alessandro: “Sì che ci sono stato, due volte e in un modo un po’ diverso; la prima volta coll’autobus proveniente dal Canada e la seconda volta con la nave… quindi dal mare… a New York per la prima volta.”

Ulivo: “Penso che arrivare a New York con la nave sia qualcosa di molto particolare.”

ALBEGGIA A NEW YORK… SOTTO IL PONTE DA VERRAZZANO

Alessandro: “Certamente… e poi di mattina mentre sorge il sole in una giornata priva di nubi. Fu un momento unico, tanto più che io non avevo mai pensato di andare a New York. Il caso, che non esiste, mi ci ha fatto arrivare… e mi ha permesso di fotografare le buche delle lettere newyorchesi. I colori che la natura ci mise a disposizione e le costruzioni degli uomini… dal mare, furono, almeno per noi, qualcosa di unico.”

Ulivo: “Non eri solo.”

Alessandro: “No, no. Ero con mia moglie.”

Ulivo: “Arrivaste dal mare, direttamente dall’Europa?”

Alessandro: “No direttamente. Dopo un lungo giro che dall’Europa ci portò in America… quell’America che è molto a nord. L’ultimo scalo europeo della nave fu l’Islanda e da lì raggiunse la Groenlandia.”

Ingenua: “Quindi tu Alessandro sei stato in Groenlandia? Chissà che freddo.”

Alessandro: “Sì cara Ingenua. Non era poi così freddo; solo 5 gradi sotto zero, ma con un sole meraviglioso.”

Ulivo: “E dalla Groenlandia?”

Alessandro: “A New York dopo uno scalo in Canada. Guardate che spettacolo. New York è ancora lontana… c’è un po’ di foschia.”

New York con la Statua della Libertà.

L’Albero: “Fin’ora sono stato zitto, però questa foto con la Statua della Libertà è molto significativa di come possa essere stato affascinante avvicinarsi lentamente a una città così importante. Hai fatto sicuramente molte fotografie.”

Alessandro: “Certo. Era un continuo correre da una parte all’altra della nave. Questa foto, per esempio, che ora ti mostro, è molto suggestiva… col sole ormai alto che si riflette sui vetri di un grattacielo.”

New York – Il sole ormai alto e i vetri di un grattacielo

Petulante: “Faccio fatica a star zitta. Cerco di immedesimarmi nei passeggeri della nave che, dopo il risveglio, si trovano a non avere un attimo di tranquillità… perché c’è sempre qualcosa da guardare.”

New York – Mentre la nave attracca

Alessandro: “Proprio così. Anche se la nave andava adagio… o relativamente adagio, sembrava che andasse troppo veloce, perché era difficile vedere tutti quei grattacieli che, di colpo ci si sono parati davanti agli occhi. Era all’inizio di novembre e avrebbe potuto anche essere piuttosto fresco; la temperatura era in realtà molto mite e permise ai passeggeri di stare all’aperto sui vari ponti della nave senza soffrire il freddo. Grazie alla temperatura gradevole ci fu permesso di assistere tranquillamente a tutte le operazioni di attracco, e accorgersi che eravamo con la nostra nave in città quasi circondati dai grattacieli.”

L’Albero: “Quando scendeste a terra, i funzionari doganali furono severi? Raccontano che gli Umani degli Stati Uniti sono molto severi e molto pignoli.”

Alessandro: “È vero, con alcune persone si dimostrarono molto pignoli; vidi fare anche la fotografia dell’iride; con me non furono assolutamente severi, anzi mi chiesero se ero veramente “vecchio” come scritto sul passaporto… e non fecero ulteriori indagini. Fui considerato innocuo.”

L’Albero: “Certo se ti piace giocare con le buche delle lettere!… non sei vecchio, sei giovane… ma quel funzionario non lo sapeva… penso io.”

Alessandro: “Eccola la mia prima buca degli Stati Uniti d’America… “

New York – Una buca sulla Quinta Strada

Ulivo: “Non ha nulla di particolare, ma è molto diversa da quelle che abbiamo qui noi in Svizzera… e non è gialla.”

Alessandro: “Difatti non avevo mica capito che quei cosi blu erano buche delle lettere.”

Ulivo: “Avevi detto che precedentemente fosti negli Usa proveniente dal Canada. Che anno era?”

Alessandro: “Era il 1999… ma ve lo racconterò un’altra volta. Ora vi saluto; sono stato, come sempre, molto contento di stare con voi… e poi comodamente seduto e ben accolto.”

Ingenua: “Grazie Alessandro. Ti aspetto presto.”

Ulivo: “Ciao Alessandro.”

L’Albero e Petulante: “Stacci bene.”

 

 

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Registrazione del 21 giugno 2017

Personaggi:
Passante Alessandro, Albero Tasso, Panchina Rotonda, L’Albero, Panchina Petulante, Panchina Ingenua, I Fratelli di Tasso.

 

Alessandro: “Ciao caro Tasso, come si sta qui? Sempre bene?”

Tasso: “È bello trovarti ogni tanto da queste parti; penso tu stia bene.”

Alessandro: “Ma certo, anche se gli anni passano e gli acciacchi, anche loro ogni tanto, si fanno sentire. Vado a sedermi su Rotonda; per fortuna ora non c’è nessuno.”

Tasso: “Ti aspetta. Penso sia tua intenzione continuare il discorso dell’altra volta.”

Alessandro: “Giusto. Mi sta veramente molto a cuore sapere quello che ebbero a patire gli italiani in quegli anni a causa della malvagità delle popolazioni slave… e non solo in Istria, ma anche a Fiume e a Zara sulla costa della Dalmazia.”

Tasso: “Noi, e per noi intendo anche i miei due fratelli, captammo tanti pianti e tante sofferenze, oggi però, vorrei essere con te quasi clamoroso.”

Alessandro: “Cos’è, una sorpresa?”

Tasso: “Non proprio, ma una quasi disillusione.”

Panchina Rotonda: Sei comodo Alessandro? Interrompo per salutarti e per dirti di non farci caso. Tasso ogni tanto fa l’enigmatico; sai lui che è vecchio vuol sentirsi importante. Scusami Tasso se vi ho interrotto.”

Tasso: “Va bene sei scusata.”

Rotonda: “Grazie Tasso. Tu lo sai, io sono giovanissima. I miei legni no, ma ormai la mia personalità, o meglio la mia legnità è questa e qualche volta sono pure un po’ sbarazzina.”

Tasso: “Ma sì, ho imparato a conoscerti. Comunque dicevo che, caro Alessandro, sarei stato con te un po’ clamoroso per il fatto che quello che ti racconterò potrebbe produrre un pizzico di clamore fra i tuoi lettori.”

Alessandro: “Non so ancora se sei saggio, sono però consapevole del fatto che sei un buon vecchio che, con tutti i contatti che hai con mezzo mondo la sai lunga… ma con oggettività.”

Tasso: “È questa la cosa più importante: l’oggettività. Voi Umani cominciate ad averla molti, ma molti anni dopo che un avvenimento è accaduto. La vostra è un’oggettività di parte… e quindi piuttosto soggettiva.”

Alessandro: Ma io conosco abbastanza le vicissitudini di quei luoghi; mi sono abbastanza documentato, però, trovo molto più vivido il racconto dei tuoi simili coi quali hai avuto contatto molti anni fa.”

Tasso: “ Il problema è che io non volevo parlarti delle vicissitudini istriane, ma di quanto accadde pochi anni prima in quella regione oggi Slovenia indipendente con l’UE e l’EURO.”

Probabilmente sono pochi quelli che ricordano o sanno quanto accadde da quelle parti. Quando ancora esistevano le province e il Regno d’Italia; quando lasciarono parlare i cannoni e i carri armati di Mussolini e di Hitler; quando l’Italia si sentì gloriosamente padrona di Lubiana e di una fetta di Slovenia. Fu allora che crearono la provincia di Lubiana.”

L’ESPANSIONE DEL REGNO D’ITALIA DAL 1941 AL 1943.

Alessandro: “Conosco un poco l’argomento, ma non così bene come possono averlo raccontato a te.”

Tasso: “Grazie Alessandro. Quando appunto il regio esercito italiano, aiutato da Hitler, invase la Slovenia, fece di Lubiana e del suo territorio una provincia a tutti gli effetti. È necessario dire che, a differenza di Fiume, Pola e Zara per esempio, il territorio sloveno non era italofono, per cui l’invasione produsse una forte reazione nella popolazione slava e l’esercito italiano si trovò a dover sopprimere certe reazioni. Gli sloveni avevano tutti i diritti di non accettare di essere inglobati nell’aggressivo Regno d’Italia, per cui, anche se con poca gentilezza, cercarono in tutti i modi di dimostrare la loro opposizione. Fu così che, se da una parte ci furono comportamenti violenti di ribellione con atti guerriglia, dall’altra la reazione apparentemente difensiva dell’occupante arrivò ad essere piuttosto esagerata.”

Rotonda: “Quindi, se non ho capito male, la guerriglia dei partigiani sloveni con atti di sabotaggio fu quasi legittima?”

Tasso: “Penso di poterti rispondere con un sì. In fondo l’esercito italiano aveva annesso Lubiana e ne aveva fatto una provincia; secondo la miopia del fascismo imperante, l’annessione voleva considerarsi definitiva.”

Alessandro: “Bene, vieni un po’ al sodo. Ho l’impressione che tu non mi abbia ancora comunicato la “clamorosità” con cui hai esordito.”

Tasso: “Hai quasi ragione. Quello che mi fu possibile captare da miei colleghi di allora, è la terribile malvagità degli italiani verso quelle popolazioni… che giustamente non volevano lasciarsi soggiogare. Il regio esercito di Vittorio Emanuele III, non solo reagì uccidendo, fucilando e incendiando case e villaggi, ma, e questo molti Umani non lo sanno ma è giusto che lo sappiano, l’Italia si macchiò in modo molto grave deportando molti civili in veri e propri campi di concentramento.”

Rotonda: “Ma i campi di concentramento non furono una specialità germanica?”

Tasso: “Sì, così credono in molti. Gli italiani però furono veramente molto malvagi. Basti considerare il Campo di Arbe (oggi Rab in Croazia) dove morirono molti civili colà deportati.”

Rotonda: “Anche se ti posso sembrare sciocca, qual era in fondo l’interesse di avere una provincia in più, e per conservarla, dover ammazzare tanta gente fra cui molti civili?”

Tasso: “Cara Rotonda, devi sapere che, da che mondo è mondo, gli Umani hanno sempre avuto la smania di sentirsi potenti e di aggredire il vicino. Durante la Seconda Guerra Mondiale sembrava che il Reich tedesco volesse unificare l’Europa… cercò però di farlo con dispotismo e seminando terrore.”

Rotonda: “È molto meglio come stanno facendo oggi gli europei con l’Unione Europea. Sono tutti in pace e in modo perfettamente democratico.”

Tasso: “Che siano in pace è vero, che tutto sia in modo perfettamente democratico è piuttosto discutibile. Purtroppo si ha l’impressione che la Germania, uscita a brandelli dall’ultimo conflitto, voglia di nuovo farla da padrona mettendo in ginocchio i paesi del Sud Europa… e anche del nord? L’altra volta lo fece coi cannoni, questa volta sembra che lo voglia fare facendo leva sull’economia. Gli Umani non si ammazzano fra di loro solo coi cannoni, ma anche “derubandosi” in modo apparentemente legale. Si può morire di fame o anche annientati moralmente con l’inetta partecipazione dei Governi locali.”

L’Albero con Panchina Petulante e Panchina Ingenua: “È un po’ che sentiamo i vostri discorsi. Li troviamo molto interessanti e ci stupiamo molto di quello che dite.”

Tasso: “Ultimamente 7 Grandi della Terra si sono riuniti in pompa magna a Taormina. Avrebbero dovuto discutere il loro ruolo per il benessere dei popoli e del Pianeta. Pensi che ci siano riusciti? Per niente. Ognuno ha cercato di portar acqua al proprio mulino, e qualcuno ha addirittura fatto dietro front circa accordi raggiunti a Parigi per far soffrire meno il nostro pianeta. È interessante vedere e guardare la solita foto di gruppo. Uno, o una dei 7 si distingue, quasi a voler dire: “Son qua io… ed io solo so come si deve fare in Europa.” Lo dicevamo poco fa. Non capisco perché gli Umani debbano o ammazzarsi o derubarsi in continuazione fino a distruggersi.

Da “LA STAMPA: ” FOTO DEI 7 GRANDI A TAORMINA.

L’Albero: “Questa foto è bellissima. Ci sono tutte le bandiere nazionali… e ci sono pure due bandiere dell’Europa. C’è proprio un “soggetto” che, non solo si distingue nella foto, ma anche nella realtà delle sofferenze di alcune popolazioni. Ora però ci farebbe piacere se continuassi il discorso della provincia slovena. Hai detto che ci sono stati dei campi di concentramento gestiti dagli italiani?”

Tasso: “Proprio così. Non posso farvi tutta la storia perché sarebbe troppo lungo. Vi dissi prima del campo di concentramento di Arbe; ma non fu l’unico. Nel 1941 ne fu costruito uno a Gonars in provincia di Udine; in quel campo furono trasferiti una parte dei cittadini maschi rastrellati a Lubiana dall’esercito italiano nella notte dal 22 al 23 febbraio 1942.”

Rotonda: “Come hanno fatto a trovarli?”

Tasso: “Hanno circondato tutta la città col filo spinato e hanno controllato tutti gli umani che entravano e uscivano dalla città. Pensate, questa recinzione con reticolato e filo spinato, costruita dagli italiani era lunga ben 41 chilometri.”

Rotonda: “E poi hanno portato gli Umani nel campo di concentramento di Gonars. E gli atri cittadini di Lubiana sono stati lasciati in pace?”

Tasso: “Per modo di dire. Molti sono stati fucilati presso una cava abbandonata vicino alla città. Sicuramente più di 100.”

Rotonda: “Perché li hanno fucilati?”

Lapide in onore degli ostaggi fucilati. Da Wikipedia

Tasso: “Per rappresaglia. C’è pure una lapide coi nomi di molti umani giustiziati.”

Rotonda: “E quelli che avevano portato nel campo di concentramento?”

Tasso: “Molti sono morti. Sai, le condizioni igieniche del campo erano pessime; non solo, se mangiavano, mangiavano molto male, ma le malattie ne ammazzavano molti.”

Rotonda: “Furono gli italiani a fare tutto questo?”

Tasso: “Certo che sì. Non sempre è vero quando si dice “Italiani brava gente”. Forse si potrebbe dire che si trovarono obbligati ad essere malvagi a causa dell’alleanza un po’ subordinata al Terzo Reich. Era l’umano Mussolini che voleva l’espansione dell’Italia fino ad avere un vero Impero. Probabilmente era stato contagiato da Hitler e dalle “Panzer Division” molto più efficienti del Regio Esercito. Un po’ di colpa può ricadere anche sui generali italiani, fra cui il Generale Mario Roatta e la sua famosa CIRCOLARE N. 3C.”

Ingenua: “Ho sentito tutto e tutto questo mi ha rattristato. Mi sembra così strano sentire che l’Italia s’era creata una provincia in Slovenia. Ma tu hai parlato anche di un Campo di Concentramento ad Arbe. Gli italiani sono stati così cattivi anche lì?.

L’Albero: “C’è qui Alessandro che vuol farci vedere due foto che dimostrano la reale esistenza italiana in Slovenia… in particolare a Lubiana.”

Alessandro: “Certamente. La prima è una lettera spedita da Lubiana a Trieste. Non è mia, ma dimostra una lettera raccomandata spedita con francobolli italiani timbrati a Lubiana.

RACCOMANDATA DA LUBIANA A TRIESTE

 

È chiarissima e, sicuramente farebbe gola a un collezionista di corrispondenze particolari e viaggiate… sì, perché questa è la funzione dei francobolli.

La seconda è questa targa automobilistica “in prova” della provincia di Lubiana.

Ingenua: “Che strana targa!”

LUBIANA “in prova”

Alessandro: “È la targa dei garagisti… come quelle che qui in Svizzera oltre al numero hanno una U.”

Ingenua: “Grazie Alessandro. Ora vogliamo sapere di Arbe.”

Tasso: “A questo punto passo la parola ai miei fratelli. Loro sono molto più informati. Hanno un debole per quell’isola; se potessero emigrerebbero. Sono due maschietti!”

Ingenua: “Hai deciso di farci ridere? Certo che, ogni tanto bisogna anche ridere.”

I FRATELLI DI TASSO

I Fratelli di Tasso: “Sì certamente. Sappiamo che quell’isola è molto bella. Nostri colleghi ce ne hanno parlato molto bene; ci hanno parlato, in passato naturalmente anche del terribile campo di concentramento gestito dal regio esercito italiano in quei terribili anni 40. Gli iitaliani, dopo aver invaso, assieme all’esercito del Terzo Reich, la Slovenia, ovvero, dopo aver annientato l‘esercito del Regno di Jugoslavia, si son trovati alle prese con sloveni, croati e dalmati non troppo d’accordo circa l’annessione di quella porzione di Slovenia che diventerà a tutti gli effetti la provincia di Lubiana. L’Umano Mario Robotti Generale di Corpo d’Armata si trovò ad essere desideroso di internare qualcosa come 30.000 civili slavi. Fu così che nella parte sud orientale dell’isola fu allestito un campo per civili; dapprima con solo tende, poi, parzialmente in legno e muratura. Da quello che mi trovai a capire, il campo fu messo su all’italiana, per cui, quando ci fu un bel nubifragio, non solo un po’ di tende furono divelte e allagate, ma ci furono pure dei morti fra cui 4 bambini. Sì, perché il campo era per civili… quelli che aiutavano i partigiani slavi e quelli che rimanevano dopo l’aver dato alle fiamme un villaggio. Pare che gli uomini venissero giustiziati sul posto.”

Ingenua: “Ma quello che dite è terribile.”

Rotonda: “Perché vi piacerebbe trasferirvi su quell’isola?”

I Fratelli di Tasso: “Perché è bellissima. Questa foto fa venir voglia di andarci subito.”

Arbe

Rotonda: “È un posto stupendo. Adesso si chiama Rab. Avete ragione.”

Ingenua: “Quanti Umani ci hanno portato?

I Fratelli di Tasso: “Sembra che siano stati internati più di 7000 civili fra cui donne, vecchi e bambini, e poi più di 2000 ebrei rastrellati qua e là. Pare che gli ebrei siano stati messi in quel campo per non consegnarli ai tedeschi… che li avrebbero dirottati subito ai campi di sterminio.”

Ingenua: “Era brutto quel campo?”

I Fratelli di Tasso: “Bruttissimo. Le condizioni erano pessime, tant’è vero che molti degli internati sono morti di stenti a causa soprattutto del freddo e della fame… al punto che, dopo il famoso 8 settembre 1943, il comandante del campo, un Tenente Colonnello dei Carabinieri fu giustiziato proprio dagli internati.”

Tasso: “Non credo sia il caso di andare nei particolari. Le nefandezze degli umani italiani furono molte… oltre ai campi di concentramento, ce n’erano molti altri sparsi anche nell’Italia del centro e del nord, dove gli internati morivano uccisi dalle condizioni disumane del campo e dei carcerieri. Non è neppure il caso di analizzare altre “cattiverie” prodotte dai generali italiani in quegli anni 40. È interessante con questo, purtroppo, dover sfatare il detto: ITALIANI BRAVA GENTE. Sì perché quanto accadde che ho voluto bonariamente e quasi ironicamente definire il loro operato cattiverie, avrei dovuto dire veri e propri crimini di guerra.”

L’Albero: “Caro Tasso, perché ci racconti tutto questo?

Petulante: “Volevo chiedertelo anch’io. Perché ci togli il gusto di considerare bello tutto quello che fanno gli umani d’Italia?”

Tasso: Non voglio che si arrivi a considerare crudeli e malvagi gli umani d’Italia, ma, dal momento che, finalmente il Governo italiano pochi anni fa ha decretato il 10 febbraio la giornata nella quale sarà necessario ricordare le sofferenze dell’italica gente d’Istria, Fiume e Dalmazia dal 1943 in avanti, m’è sembrato giusto far presente che non solo gli slavi furono malvagi… anche se esagerarono un pochino assai, ma che anche gli italiani furono molesti e criminali… e questo poco prima quando pensavano alla grandezza del loro Duce.”

L’Albero: “Ma, secondo te, a chi potrebbe essere rivolto questo… chiamiamolo ricordo?”

Tasso: “A moltissime persone quasi di ogni età… perché è giusto sapere e conoscere quello che la politica e i Governanti di allora, quelli del passato postbellico e quelli di oggi non hanno voluto dire. Secondo voi, i cittadini di avant’ieri oggi anziani, i cittadini di ieri oggi adulti e i cittadini di oggi interessatissimi a telefonini, chat e jeans bucati all’altezza del ginocchio, sanno che un po’ di anni fa c’era un Regno d’Italia che aveva inglobato entro i propri territori una porzione balcanica chiamata provincia di Lubiana? Quasi tutti, ad eccezione di coloro che abitavano da quelle parti, non lo sanno; e quindi non sanno neppure quante vite costò avere una provincia in più. Dobbiamo quindi rivolgerci a quasi tutti, ma, particolarmente a quei giovani che hanno interessi un po’ meno frivoli, affinché sappiano… perché la realtà storica va guardata in faccia e può esserci d’insegnamento per il futuro.”

Alessandro: “Hai ragione. Io infatti, fino a pochi anni fa ne sapevo poco o nulla. Qualcosina imparai dai francobolli, ma solo folcloristicamente parlando. Devo dire che la filatelia può essere utile anche a questo livello per chi desiderasse aver interesse di approfondire quello che gli presentano i francobolli. Sapevo, per esempio che esistevano, e avevano un certo valore, i francobolli italiani soprastampati dai tedeschi a Zara, ma non sapevo assolutamente la storia terribile di quella povera città.”

DUE DEI TANTI FRANCOBOLLI ITALIANI SOPRASTAMPATI DALLE TRUPPE TEDESCHE D’OCCUPAZIONE

Tasso: “Vedi Alessandro che tu sai qualcosina perché ti avevano parlato dei francobolli, ma, quelli che non hanno mai apprezzato i francobolli, se gli parli della provincia di Lubiana, potrebbero chiederti: “Che bestia è?” Scherzo naturalmente. I colpevoli di questa situazione sono purtroppo i politici… proprio loro… quelli che lo fanno di professione e che rarissimamente hanno interesse a fare il bene del popolo.”

Petulante: “Forse ne sanno un pochino di più gli abitanti dell’ex Jugoslavia che sono immigrati da noi nel nostro Canton Ticino.”

IN MEMORIA ALLA 1433 VITTIME

Tasso: “Giusto amica mia. Penso che, per oggi potremo terminare questo nostro importante incontro con quanto, in modo sconcertante, scrisse nell’agosto del 1942 il Generale Mario Robotti: “qui si ammazza troppo poco”, e la lapide di Arbe dove sono elencati molti dei poveretti che hanno finito di vivere nel campo di concentramento.

E poi mi fa sicuramente piacere far sapere ad Alessandro che, dal punto di vista filatelico Arbe e Veglia furono importanti ai tempi di Fiume e Gabriele d’Annunzio.”

Alessandro: “Certamente. I francobolli possono aiutare. Peccato che le amministrazioni postali cercano di utilizzare sempre meno i francobolli. Un grande saluto a tutti voi.”

Ingenua: “Ciao Alessandro. Ho seguito bene tutti i vostri discorsi. Ricordati che ho grande piacere quando vieni a trovarmi, ma ho anche grande piacere nell’ascoltare quello che dite.”

I Fratelli di Tasso: “Ciao a tutti. A presto.”

L’Albero: “A presto.”

Tasso: “Spero di non essere stato noioso… cosa dici Rotonda?”

Rotonda: “Assolutamente no. Ciao”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Registrazione dell’8 marzo 2017

Personaggi:

 Panchina Rotonda,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Passante Alessandro: “Ciao Tasso. Da questa panchina circolare che gentilmente mi permette di star seduto, volevo dirti, relativamente al discorso dell’altro giorno,  una cosa molto triste. Dicevi che l’Europa sta morendo, ovvero che è molto malata dico io… lo dimostra quello che ho letto su LA STAMPA.”

La Panchina Rotonda.

Albero Tasso: “Cosa hai letto?”

Alessandro: “Dell’Ungheria.”

Panchina Rotonda: “Buon Giorno Alessandro. Mi fa piacere sentire il tuo calore sui miei legni. Vieni raramente qui. Per fortuna che oggi devi prendere il bus e devi aspettare qualche minuto. Sì ho sentito parlare anch’io dell’Ungheria.”

Tasso: “Sì, in Ungheria sono molto “severi” e per nulla “accoglienti.”

Alessandro: “Da quello che ho letto oggi, non solo sono poco accoglienti, ma addirittura si comportano con violenza nei riguardi di quei migranti che riescono ad entrare nel loro territorio. Li picchiano e li spaventano coi cani… e, alla fine, li mettono in prigione.”

Da “LA STAMPA”

Tasso: “Sono così crudeli?”

Alessandro: “E adesso stanno costruendo un secondo “muro”.”

Tasso: “Che tristezza! E pensare che qui in Ticino ne abbiamo accolti molti di ungheresi!”

Alessandro: “Dici dopo l’insurrezione del 1956?”

Tasso: “Sì sto rammentando proprio quegli anni. Sai, io sono longevo e ho anche buona memoria. Proprio qui in Svizzera abbiamo accolto molti ungheresi che scappavano dalla violenza dei carri armati sovietici… che erano arrivati a “riportare ordine”. Momenti terribili per quella popolazione che s’era illusa di poter avere un po’ di democrazia. La Svizzera aprì loro le porte… e molti sono poi tornati in Ungheria.”

Alessandro: “Hai ragione. Ho conosciuto un chirurgo che era stato accolto e trattato nel modo migliore. È tornato in patria… e forse è uno di quelli che pensa che Orban faccia bene.”

Viktor Orban.

Tasso: “Chi è Orban? È un umano?”

Alessandro: “È il capo del Governo ungherese. Non è giovanissimo, ma è cresciuto nel periodo in cui a comandare era ancora l’Unione Sovietica… ha sicuramente assorbito una qualche componente poco democratica.”

Tasso: “Ho infatti sentito che qualcuno avrebbe ipotizzato che in Ungheria si sta instaurando un regime dittatoriale.”

Alessandro: “Orban avrebbe detto: “Noi non ci lasceremo sovietizzare da Bruxelles e dalla Ue, noi resteremo nazione sovrana, lo vogliamo oggi come lo volemmo nel ‘56″. Mi chiedo cosa ci stanno a fare nell’UE? Per succhiare tutto quello che si può senza il desiderio di integrarsi e sentirsi europei?”

Tasso: “Dissi che i britannici hanno avviato la morte dell’Europa. La Gran Bretagna se n’è andata, l’Ungheria dovrebbe essere buttata fuori dato che la democrazia ungherese lascia a desiderare, la Francia… lo sappiamo, per non parlare delle 2 velocità. Sai cosa ti dico caro amico umano Alessandro, non ti sembra che i tuoi simili siano un po’, come si dice a Firenze bacati al teschio?”

Panchina Rotonda: “Caro Tasso, posso applaudirti? Se i miei legni fossero un po’ sconnessi li picchierei insieme per applaudirti. Di umani ne sento molti e, posso proprio dirti che loro sono solo contenti se possono smanettare coi telefonini, guadagnare o rubare molti soldi e guardare le partite di calcio come se fosse vero sport… intanto, pochi umani con la coscienza difettosa, fregano la massa gaudente (quella con telefonini ecc.)… che non s’accorge di nulla e quando è troppo tardi cerca di protestare.”

Alessandro: “Hai sintetizzato bene. Brava.”

Rotonda: “Grazie.”

Alessandro: “Vedo arrivare il mio bus. Vi saluto.”

Tasso: “Ciao amico.”

Rotonda: “Ciao. Torna presto.”

 

 

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Registrazione del 2 marzo 2017

Personaggi:

 Ulivo il Saggio, Panchina Petulante, Panchina Ingenua,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Ulivo: “Ragazze, avete sentito cos’è successo in Gran Bretagna?”

Petulante e Ingenua: “No, cos’è successo?”

Ulivo: “Una cosa stranissima e veramente interessante in questa travagliata Europa.”

Ingenua: “Hanno cambiato idea e vogliono rimanere in Europa?”

Ulivo: “Ma no. Ormai il popolo ha deciso. Il problema è che, finché la Gran Bretagna non era nell’Europa, non era facile andare a lavorare a Londra… e naturalmente in tutto il Regno Unito, dopo l’entrata in Europa, tutti cittadini delle Nazioni facenti parti dell’Unione, avevano il diritto di andare e restare. È chiaro fin qui?”

Petulante: “Chiarissimo. Ora cosa sta succedendo?”

Theresa May

Theresa May

Ulivo: “Ora che la Gran Bretagna esce, in teoria i cittadini non britannici dovrebbero diventare stranieri senza più il diritto di stare in Gran Bretagna; più o meno come prima dell’ingresso nell’Unione Europea. È successo però che la Camera dei Lord avrebbe votato che tutti gli Umani cittadini dell’Unione Europea immigrati nel periodo dei britannici nell’Unione possono rimanere esattamente come prima. Ma questo non sembra sia piaciuto alla Theresa May… Capo del Governo.”

Petulante: “Ma la Theresa May voleva buttarli fuori?”

Ulivo: “Credo di sì, ovvero penso che questo dovrebbe essere il succo del Referendum dei britannici che hanno votato l’uscita dall’Unione Europea.”

Petulante: “Credo di aver sentito che un altro problema è l’uscita di altri Paesi.”

Ulivo: “Io non ne so abbastanza. Provo a chiedere al mio amico TASSO che sta abbastanza in centro a Lugano. Lui ne sente molte di più.”

Ingenua: “Se tu gli parli sentiamo anche noi?”

Ulivo: “Ma certo. Noi abbiamo delle capacità fantastiche… tipo telepatia degli Umani. Loro l’hanno distrutta coi telefonini… la telepatia.”

Ingenua: “Non capisco cosa vuoi dire.”

Ulivo: “Un’altra volta te lo spiego. Ora vedo se l’albero Tasso mi sente.”

Albero Tasso: “Sì caro amico, ti sento benissimo. Cosa mi racconti?”

TASSO o ALBERO DELLA MORTE... a LUGANO

TASSO o ALBERO DELLA MORTE… a LUGANO

Ulivo: “Dato che tu puoi captare il pensiero degli Umani che passano da quelle parti, come interpreti il comportamento di certi Governanti che parlano male dell’Europa come istituzione?”

Tasso: “Tu sai che mi chiamano anche Albero della Morte… Un giorno racconterò alle tue amiche perché mi chiamano così, però, se vogliamo fare un piccolo gioco di parole, i britannici, almeno secondo me, hanno avviato la morte dell’Europa.”

Ingenua: “Ti ho sentito sai? Ma cosa dici; ma lo sai che mi rattristi.”

Petulante: “Lascialo parlare… lui la sa lunga.”

Ingenua: “Come la sa lunga?”

Petulante: “Sì, non lo sai che lui può vivere fino a 2000 anni?”

Ingenua: “Dici davvero? Scusami Tasso se ti ho interrotto.”

Tasso: “Figurati. Dicevo che dopo la Brexit, sono stati in tanti che hanno cominciato a brontolare; in particolare hanno dato la colpa all’Euro. È vero che l’Euro è stato gestito male, però avrebbe potuto portare a una vera Unione… colla U maiuscola.”

Ulivo: “Da quello che senti, gli Umani la pensano proprio così?”

Tasso: “Non tutti la pensano nello stesso modo. So però che il problema dovrebbe essere preso in considerazione assieme ai passati storici dell’Europa stessa; non bisogna andare molto indietro nel tempo; basta andare agli anni 20… più o meno solo 100 anni fa.”

Ulivo: “Allora?”

Tasso: “Proprio a quei tempi hanno cominciato a delinearsi il nazismo e il fascismo che, messi insieme hanno devastato il mondo. Tutto però, almeno secondo me, è cominciato quel giorno in cui Hitler cominciò a desiderare un allargamento dei confini.”

Petulante: “Quando?… secondo te?”

Tasso: “Nel 1938 dopo il famoso “Anschluss” che vide l’Austria diventare parte integrante del Reich, Hitler cominciò a desiderare altri territori; ma lo fece con quel pizzico di aggressiva delicatezza per cui Francia e Gran Bretagna lo lasciarono fare. In poche parole s’impossessò del territorio cecoslovacco dei Sudeti. Se c’è dalle vostre parti il Passante Alessandro, potrà confermarvi come quell’invasione, dopo l’Anschluss, fece soffrire altri ebrei… oltre a quelli tedeschi e austriaci.”

Petulante: “Sì, il nostro amico Alessandro è arrivato qui poco fa.”

Alessandro: “È proprio così, e, se qualcuno vuole soffrire come può aver sofferto la mia sensibilità, vada a leggersi il libro “Il Bambino del Giovedì.”

Libro

Libro

Tasso: “Ne ho sentito parlare… mi hanno detto che è un bel libro e fa capire molte cose, oltre alla stupidità di certi comportamenti degli Umani… che fanno solo soffrire e non portano a nessun risultato positivo.”

Alessandro: “Infatti il Secondo Conflitto Mondiale ha portato qualche beneficio territoriale alla Francia, ma particolarmente alla Jugoslavia… ma solo sofferenze a chi credeva d’impadronirsi dell’Europa.”

Tasso: “Orbene, tornando a bomba, dopo che per Hitler l’appetito venne mangiando, fu per l’Europa una devastazione, oltre ad molti morti. Tutto questo perché in Europa c’erano molti stati e l'”educazione” era sconosciuta. Tutti cercavano di armarsi, ma, di fronte all’organizzazione teutonica, ci fu ben poco da fare.”

Tasso: “Tutti sappiamo come finì la guerra, e tutti sappiamo come un Umano tedesco, un umano francese e l’Umano De Gasperi cercarono di mettere insieme l’Europa. Se si è insieme si discute. Cose ne dici amico mio Ulivo?”

Ulivo: “Dico che hai ragione. Si può anche litigare, alzare la voce… ma se si rimane insieme in modo intelligente si può cercare di fare le cose bene. Oggi però, mi sembra che ci sia qualche problema; cosa ne dici Tasso?”

Tasso: “È proprio così. Oggi c’è un’Umana francese e un Umano italiano che dicono tante cose giuste, ma anche tante cose sbagliatissime; specialmente l’Umana francese che minaccia di fare come l’Inghilterra; quell’altro che vuole uscire dall’Euro.”

Ulivo: “Ma non è scappando che si risolvono i problemi. Dovrebbero studiare la storia. Se se ne vanno tutti, poi ricominciano a litigare con le armi. Già ora l’Umana tedesca vuole aumentare gli armamenti.”

Accordo di Monaco.

Accordo di Monaco.

Alessandro: “Ho pensato una cosa, e cioè che se l’Ucraina fosse riuscita a far parte dell’Europa, pensate voi che Putin si sarebbe impossessato della Crimea? Non è un pochino come quando Hitler volle il territorio dei Sudeti e, nell’Accordo di Monaco, Chamberlain e Daladier glielo permiserò? C’era anche la presenza, per Hitler positiva, del complice Mussolini!”

Ulivo: ” Penso che il tuo pensiero non sia sbagliato. Una cosa è sicura, e cioè che la Crimea è rimasta in Russia… dopo un plebiscito farsa proprio come quello dei sudeti negli anni 30.”

Alessandro: “Devo andare. Vi saluto. Ciao simpatiche Petulante e Ingenua.”

Petulante e Ingenua: “Ciao carissimo. Vieni presto a trovarci.”

Alessandro: “Va bene. Saluatemi il saggio Ulivo e il Tasso. Non dimenticate che dovrà raccontarci perché si chiama anche Albero della Morte.”

 

 

 

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9 febbraio 2017

Personaggi:

Panchina Petulante, Panchina Ingenua, Ulivo il Saggio e Pino Marittimo.

Petulante: “Quella di oggi è una giornata triste. Fa finta di piovere, ma non piove davvero.”

Ingenua: “Hai ragione cara sorella. Hai qualche novità?”

Petulante: “No, sentiamo l’Ulivo se ha qualcosa da raccontarci.”

Ulivo: “Sì, vi ho sentito. Per prima cosa dovrei dire che l’acqua dei giorni scorsi mi ha fatto gioire immensamente, perché mi ha lavato le foglie dalle polveri sottili che ma davano molto prurito; poi quel vento forte mi ha grattato e massaggiato in un modo fantastico. Gli umani hanno bisogno di palestre e altre frivolezze che chiamano fitness, senza parlare di altri umani, forse un po’ malati che vanno in aereo molto lontano, fino in Thailandia… per farsi massaggiare.”

Ulivo IL SAGGIO

Ulivo IL SAGGIO

Ingenua: “Perché qui non c’è nessuno che sa fare i massaggi?”

Ulivo: “Ma certo che c’è, ma non è così fantastico come quello che fanno là.”

Ingenua: “Ma, un massaggio è un massaggio, e c’è bisogno di andare così lontano per avere un massaggio migliore?”

Ulivo: “Non è solo una questione di massaggio; dipende da chi ti fa il massaggio e cosa ti fa dopo il massaggio… hai capito?”

Ingenua: “Non riesco a capire.”

Ulivo: “Il massaggio terapeutico, ossia per star bene, viene fatto in Thailandia in un modo particolare… perché ben fatto, poi, ci sono i centri di “massaggio particolare” per soli uomini che ci vanno per soddisfazione erotica… sempre in modo particolare. Ora hai capito?”

Ingenua: “Sì, scusami se sono un po’ tarda. D’ora in avanti ti chiameremo Ulivo Il Saggio.”

Ulivo. “Va bene, grazie. A parte questa facezia, un problema molto importante per il futuro degli Umani d’Europa, è quello che succederà in Francia fra un paio di mesi.”

Petulante: “Cosa dovrebbe succedere?”

Ulivo: “Ci saranno le elezioni presidenziali. Io però non conosco bene l’argomento. Qui, di questi tempi si fermano pochi umani. Provo a chiedere al mio amico di Ponte Tresa… un pino marittimo… o qualcosa del genere… qui in Svizzera.”

Pino Marittimo: “Si ti sento Ulivo; come stai?”

Ulivo il Saggio: “Sto bene grazie. Tu che vedi passare tanta gente e sei vicino al capolinea del trenino e dei bus de “La Posta”, cosa puoi dirci delle elezioni presidenziali francesi?”

Marine Le Pen

Marine Le Pen

Pino Marittimo: “So solo che un’Umana Marine Le Pen è molto agguerrita, e dice che vuole uscire dall’Europa. Non so molto di più, per ora. M’interessava di più sapere cos’ha nella testa l’Umano Matteo Salvini… abbastanza amico di quell’Umana. Sai, l’Italia è vicinissima.”

Ulivo il Saggio: “Bravissimo. Chiedi un po’ e cerca di capire dagli Umani che prendono il treno. Ci sentiamo. Un bel saluto anche dalle mie amiche Petulante e Ingenua.”

Pino Marittimo: “Cercherò anche di prendere contatto con un nostro collega, molto bello, che si trova proprio vicino all’Ufficio Postale; là in Italia a Lavena Ponte Tresa. Da quelle parti c’è un grande posteggio, delle panchine e pure una cabina telefonica. Le cabine telefoniche la sanno lunga… A presto.”

PINO MARITTIMO a Ponte Tresa

PINO MARITTIMO a Ponte Tresa

 

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