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Archive for the ‘Ipocrisia’ Category

GIÀ, già…

Ho letto questo articolo… che porta ancora una volta a galla un problema terribile:

Stupro, abuso e società civile…

A modo mio ho tentato di dire la mia in un capitolo del mio libro. Lo riporto qui dato che sui commenti dell’articolo di Dora Buonfino non è stato accettato.

 

ROMINA

 

 Leandro, nel suo lavoro ha notato più volte come un semplice “disturbo”, non necessariamente una violenza, a livello sessuale in tenera età, può arrivare a condizionare tutta la vita di una persona. Quando poi ha cominciato a conoscere le violenze “ufficiali” sulle bimbe semplicemente a causa di una “specie di credo”, ha cominciato ad amare ancora di più le donne e a rendersi conto che, malgrado tutto, la donna ha una marcia in più.

Romina è una gran bella ragazza. Nel fiore dei suoi 24 anni si trova ad approdare nello studio di Leandro. Sembrava, di primo acchito, un “caso” facile. Una giovane fanciulla studentessa di filosofia che, come se si trattasse di una moda, desidera sentirsi maggiormente fiduciosa in se stessa. Desidera avere di più autostima; oggi la chiamano così!

Romina sembra una normalissima ragazza degli anni 2000. Non ha problemi economici per cui può studiare all’Università, ha molti amici che incontra perlopiù di notte in discoteca, fuma piuttosto molto e ha un bellissimo corpicino con un seno assolutamente non prorompente. E il viso? Il viso è il massimo della bellezza!

Non ha apparentemente problemi fisici e, anche se ha fiducia in Leandro, non riesce ad essere completamente fiduciosa in quello che fa Leandro. Ha sentito parlare di ipnosi, è affascinata dall’ipnosi stessa ma, sotto sotto, non sa neanche lei. Non crede di poter arrivare al benessere con queste metodiche. Infatti Leandro è un assertore del proverbio che L’UNIONE FA LA FORZA; tanto nel bene quanto nel male sono, il più delle volte, due o più i fattori che agiscono in noi.

Aveva sentito parlare di Leandro dai Genitori ed era arrivata con regolare appuntamento.

Romina era innamorata! Amava moltissimo un coetaneo e credeva fosse obbligatorio “concedersi” alla persona amata. Perché questo? Per essere amata. Non sapeva che certi uomini, pur di potersi portare a letto la donna che si è invaghita di loro, riescono a fingere a tal punto per cui l’amore sembra condiviso.

Quando arriva da Leandro è nelle identiche condizioni della donna stuprata, ma non lo dice. Probabilmente non è proprio innamorata; ha però bisogno di amore.

All’età di 17 anni amò per la prima volta anche col corpo. L’amore era corrisposto e altamente positivo. Finì quando lui partì alla volta di lidi diversi proiettato verso lo studio della lingua inglese. Lui preferì, onestamente secondo Romina, dichiararsi libero e lasciarla “libera”.

La funzione di Leandro non è quella di un giudice. Questo fatto però sembrerebbe un poco strano: L’Amore cessa quando comincia lo studio oltre Manica?

Romina ebbe un paio di amori, ma nessuno veramente corrisposto.

L’ultimo è forse quello che l’ha spinta a cercare aiuto. Voleva credere nell’amore. Quando quel “lui” le telefonava e la “convocava” lei correva, si spogliava, scivolava nel suo letto e si lasciava stuprare col gusto e il piacere di stare con lui e la “folle” speranza che lui s’innamorasse di lei. Che l’amplesso durasse molto o poco tempo, non importa. Dopo l’eiaculazione lui si sentiva appagato, l’apparente amore svaniva e Romina poteva tornarsene sui propri passi consapevole che quello non era vero amore.

Si sentiva abbandonata! Purtroppo, un anno prima che Leandro la conoscesse, fu abbandonata, dopo una malattia fonte di sofferenze, dal padre.

Come dicevo, Romina, che continuava a sperare nell’amore di quel mezzo uomo, continuava a rispondere alle telefonate e, ogni volta correva a permettere le eiaculazioni di quell’individuo.

Leandro riuscì a inculcarle fiducia.

Un giorno arrivo a una trance profonda e:

“Cosa vede?” le chiese Leandro.

“Vedo una bimba” risponde. E dopo una lunga pausa “ma non è come noi. Ha gli occhi a mandorla.”

“Lei è in Giappone?” Leandro aveva l’abitudine di dare del lei ai suoi pazienti. Dava del tu solo quando il paziente, nel rivivere una situazione aveva meno di 18 anni.

“Non lo so” risponde Romina.

“Dove ti trovi? Sei all’aperto o al chiuso?” e poi “Sei sola?”

“No. Non sono sola. Siamo per la strada. Intorno ci sono delle case”.

“Mi hanno portato qui i miei genitori” risponde triste.

Continua: “Mi consegnano ad altri genitori; non capisco se mi hanno venduta. Sono triste; avrei voglia di piangere ma non lo faccio perché sono troppo arrabbiata. I miei genitori sono poveri. Credo che non li vedrò mai più. Sono stata abbandonata!” Sul viso di Romina scende una lacrima. Romina si trattiene.

Leandro chiede di più. Vorrebbe sapere qualcosa di più ma, a questo punto il sipario si chiude. Quello che Romina doveva “vedere” l’ha fatto

Al risveglio, naturalmente, Romina ricordava giustamente tutto ma non ricordava di essere negli anni 2000. È triste ma sorride. Ora capisce perché vuole amore; perché l’amore è così importante nella sua vita.

Fu venduta in giovanissima età!

Leandro non può e non deve commuoversi. Chiede però:

“Quando lei era bambina e la mamma, o il papà, la

portavano a passeggio, i conoscenti chiedevano, per caso, se lei era giapponese o cinese?”

“Sì” mi risponde sorridente Romina “Quando mi portavano a spasso dicevano ai miei genitori che sembravo una giapponesina”.

Questo dimostra a Leandro che effettivamente nei primissimi anni di vita possono rimanere caratteristiche e ricordi di vite precedenti.

Dopo questa apertura Leandro è ottimista. Spera tanto che Romina, dopo aver messo a fuoco quel terribile abbandono, non si faccia più trascinare da quel mezzo uomo che desidera solo sesso e crede di se stesso chissacosa.

Romina tornerà da Leandro e porterà faticosamente avanti se stessa. Sembrava una situazione banale! Leandro la aiuterà anche con altre metodiche.

Ricordate: L’UNIONE FA LA FORZA.

 

Leandro non apprezza particolarmente l’ipocrisia di certi uomini che sanno fingere e ledono la buona fede e l’amore di una donna. Sono, fra l’altro, dei violenti… al maschile.

Cos’è la violenza al maschile? La necessità che un uomo crede di avere quando scarica il proprio istinto animalesco sulla prima donna che incontra o gli mettono a disposizione.

La violenza al maschile non è un argomento assolutamente nuovo. Il titolo apparso su un periodico svizzero parla terribilmente chiaro:

 

In guerra sembra tutto lecito. Ammazzare, violentare, bruciare, rubare, espropriare, requisire… va tutto bene, o apparentemente sembra che vada tutto bene.

A Leandro dà molto fastidio leggere di violenze sulle donne, ma quando si trova a dover aiutare chi ha subito violenza, lo fa con maggiore accanimento.

Una delle funzioni dell’ipnosi è quella di rendere più forti. Anche il sistema immunitario ne subisce dei vantaggi: si rinforza.

Romina continua a seguire i consigli di Leandro.

Anche i colori possono aiutare e Leandro, che è riuscito a farsi produrre l’energia dei colori e dei cristalli in semplici gocce (capitolo 24), riesce a far sì che Romina non molli.

Quante donne semplicemente piacenti riescono a mettere un uomo “in ginocchio”? Romina è molto bella ma non vuole crederci. Vorrebbe essere ancora più bella perché convinta di poter “comperare” l’amore di cui ha visceralmente bisogno.

Quando vi parlai per la prima volta di Romina, vi dissi che aveva un seno assolutamente non prorompente. Non fu scritto per caso. Ci ritorneremo.

Ora dobbiamo seguire una seduta nella quale Romina accetta di ritornare in Giappone. Lo fa spontaneamente. Sia chiaro che l’ipnosi medica non è assolutamente violenza. Non è obbligare qualcuno contro la propria morale. L’ipnosi medica è fondamentalmente libertà. Una persona in sonno ipnotico profondo riceve dei consigli; solo dei consigli; mai ordini.

“Ora ho capito” dice Romina “sono sicura. Sono stata venduta. Un uomo mi considera di sua proprietà”.

“Dove ti trovi?” chiede Leandro.

“Sono in casa di quest’uomo malvagio che mi ha comprato. Sono la sua serva in tutto e per tutto” continua Romina. “Per quest’uomo sono una bestia da utilizzare. Mi picchia e, dato che sono femmina, quando ne ha voglia e si sente eccitato mi butta su un letto, mi spoglia e mi violenta.”

“Non puoi scappare?”

“Non saprei dove andare”

“Hai rivisto i tuoi genitori?”

“Non più” risponde Romina “e neppure il mio amore.”

A questo punto Leandro sente da Romina qualcosa che non avrebbe immaginato.

“Cosa intendi col mio amore?” chiede Leandro.

“Intendo” dice Romina “ un ragazzo della mia età di quando ero giovane.”

“Spiegati meglio.”

“Quando ero ancora coi miei genitori, prima che mi vendessero, vicino a casa mia abitava un ragazzo della mia età. Qualche volta lo vedevo. Qualche volta riuscivo a parlare con lui.”

“Quanti anni avevi?”

“Meno di 14.”

“Gli volevi bene?”

“Tantissimo.”

“E non l’hai più visto?”

“No. Dopo che sono stata venduta al mio marito padrone, non l’ho più visto; ma ho pensato tanto a lui. Sono stata definitivamente allontanata da tutto quello che era la mia vita”

Mentre Romina spiega questo momento affettivo terribile, due calde lacrime scivolano lungo le guance.

Ha rivissuto un momento terribile; uno di quei momenti nei quali sembra impossibile poter continuare a vivere.

Però; c’è un bellissimo però. Questa “messa a fuoco” ha permesso a Romina di dire finalmente NO a quel mezzo uomo. Ha fatto fatica, ma è riuscita a sentirsi più forte. Sembra strano, ma mettere il dito nella piaga fa bene. Romina ha messo il dito in una piaga molto vecchia. Ha capito perché. Grazie a questo “perché” ha saputo dire NO. Quante volte nella vita riuscire a dire no ci fa sentire forti, vivi e determinati.

 

Prima di continuare è necessario spiegare perché Leandro ha definito quell’individuo mezzo uomo. Semplicissimo; perché un uomo (con la U maiuscola) è dotato di corpo e di spirito (o anima, o attività cerebrale, o intelletto, o…). Il corpo, dovrebbe essere sempre collegato alle circonvoluzioni cerebrali dove potrebbe aver sede anche l’anima, in ogni caso l’intelletto. Quell’individuo, che Leandro non vuole definire perché sa di non essere giudice, ha saputo ragionare solo col corpo o, addirittura, col proprio organo sessuale dimenticando di avere davanti a se una persona con tutti i requisiti in ordine e una particolare sensibilità. Bisognerebbe sperare che, in futuro, quel mezzo uomo riceva dalla vita qualche straordinaria difficoltà. Nel caso, forse andrà alla ricerca del proprio cervello e allora si accorgerà di avere un intelletto da usare e collegare all’anima.

Questo è un mezzo uomo deprecabile!

 

La funzione di Leandro non è solo quella di usare tecniche di rilassamento, ipnosi e altri positivi approcci terapeutici. Si trova frequentemente anche a parlare coi propri pazienti del più e del meno; possono quindi col tempo diventare anche amici.

Durante queste semplicissime chiacchierate Romina confessa a Leandro che vorrebbe farsi operare al seno. Non è soddisfatta del proprio seno; dice che è troppo piccolo; lo vorrebbe più grande. Leandro glielo sconsiglia caldamente. Sa che non sarà una protesi quella che potrà aiutare positivamente la sua personalità.

Questo discorso rimane interrotto dato che Leandro deve ricorrere al chirurgo per una recidiva del cancro addominale operato due anni prima.

Questo intervento obbliga Leandro a una relativamente lunga degenza in ospedale. La recidiva del cancro all’intestino si sviluppò proprio nello stesso punto della volta precedente, per cui l’intervento sarà abbastanza indaginoso.

Qualche giorno dopo l’intervento, mentre Leandro se ne sta tranquillo ma sofferente nel proprio letto d’ospedale, sente bussare alla porta.

“Avanti.”

“Buongiorno dottore.” Romina viene avanti sorridente e preoccupata. “Come sta dottore?”

“Venga avanti. Che piacere vederla. Lei è l’unica dei miei pazienti che è venuta a trovarmi.”

“Mi sembrava giusto. Spero tanto che lei possa riprendersi molto presto. Vero? L’intervento è andato bene?”

“Sì, almeno così mi ha detto il chirurgo.”

La visita di Romina non era dettata dalla curiosità, ma dall’apprensione. Suo padre era mancato dopo una brutta malattia, pochi anni prima e lei aveva trovato in Leandro una persona non più giovane per potersi confidare… ma non per tutto.

Perché non per tutto?

Perché quando Leandro, dopo la convalescenza, riprese la propria attività e rivide Romina, si accorse del seno di Romina. Era cresciuto!

“Cos’ha fatto?”

“Mi sono fatta operare. Sono molto contenta.”

Leandro avrebbe voluto sgridarla. Non poteva farlo; si trovò però a capire che Romina, anche se aveva ancora bisogno di essere aiutata, era determinata. La si doveva aiutare, non la si poteva assolutamente costringere a fare o a non fare.

“Lo sa che non sono d’accordo. Se però questo intervento la aiuta, sono contento anch’io.”

 

Passano i giorni, i mesi e qualche anno. Leandro rimane in contatto con Romina grazie a internet.

Romina gli confessa di aver conosciuto un simpatico giovane; le piace e accetta un invito a cena. Leandro le raccomanda di essere un po’ preziosa, di aspettare di conoscere la serietà di quell’uomo; in poche parole le dice: “Stia bene attenta. Non ci vada a letto finché non sarà sicura che c’è veramente dell’amore”.

“Certo” gli risponde Romina “seguirò i suoi consigli.”

Non bisogna dimenticare che Romina è ora laureata, non aderisce più come prima alla vita notturna, ha iniziato a lavorare presso la redazione di un giornale locale e continua a sperare nell’amore.

Esce un paio di volte, crede nelle parole false che le vengono sussurrate e, nello spazio di pochi giorni, finisce nuovamente nelle lenzuola del falso amore.

Certamente falso. Infatti, anche quest’individuo si dimostrò un mezzo uomo. Ottenuto quello che voleva… sparì dalla circolazione.

Romina sta imparando. Purtroppo è necessario incappare in qualche errore.

Romina è ora certa. Leandro è un buon amico.

Ha anche un’altra certezza: “Conoscevo Leandro prima ancora di conoscerlo.”

 

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LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 12 agosto 2017

Personaggi:
Albero Tasso, Alessandro e Panchina Rotonda.

Albero Tasso : « Caro Alessandro, mi fa piacere vederti. Cosa mi racconti di bello? Stai bene?»

Alessandro: “Eccomi. Sto benissimo e, mi sembra anche voi. E tu Rotonda?”

Panchina Rotonda: “Bene grazie, anche se qui intorno c’è un po’ troppo movimento. Ancora non mi ci sono abituata. Cosa ci racconti?”

Tasso: “Siamo rimasti un po’ colpiti dall’ipotesi detta quasi sottovoce dall’Albero Piangente, che gli Stati Uniti, i quali non hanno fornito l’elio agli Zeppelin, potrebbero avere una parte di colpa nel disastro dell’Hindenburg.”

Alessandro: “Non sono nelle condizioni di conoscere la verità, penso però, lo faccio ora, che se gli Stati Uniti avessero voluto far le cose per bene, avrebbero dovuto, nell’embargo verso la Germania nazista, proibire l’atterraggio degli Zeppelin.”

Tasso: “Se non l’hanno fatto sarà perché erano interessati a quelle efficienti macchine volanti… che non avevano, pare, avuto mai inconvenienti.”

Alessandro: “Ho trovato un documento filatelico che dimostra interesse per gli Zeppelin da parte degli USA. La filatelia può essere veramente interessante e può anche raccontarci la storia e le ipocrisie del Genere Umano.”

Tasso: “Cosa avresti trovato?”

Alessandro: “Devo fare una premessa, e cioè che a quei tempi l’aerofilatelia e tutto ciò che aveva a che fare con la corrispondenza, se era “volato”, era molto interessante e oggetto di collezionismo anche ad alto livello.”

Rotonda: “Anche gli Zeppelin?”

Alessandro: “Gli Zeppelin in modo particolare. Gli oggetti volati sullo Zeppelin fanno parte, quasi quasi di una branca a parte della filatelia.”

Tasso: “E tu, cosa avresti trovato?”

Alessandro: “Fra gli oggetti in vendita online ho trovato una busta con un francobollo da 50 centesimi di dollaro degli Stati Uniti in quartina che avrebbe volato da Friedrichshafen fino in Brasile, poi verso nord fino a Miami, Akron nell’Ohio e infine a Chicago… per far poi ritorno in Germania.

LA BUSTA IN QUESTIONE

L’interessante è che questo francobollo con un sovrapprezzo di 42.5 centesimi fu stampato per sovvenzionare il volo fino a Chicago. Ancor più interessante è che pare, dico pare perché non c’ero, fossero gli Americani a chiedere alla Luftschiffbau Zeppelin GmbH di Fiedrichshafen di raggiungere la località di Chicago.

Tasso: ”Quindi gli Americani avevano interesse agli Zeppelin.”

Alessandro: “Credo proprio di sì. Questo il francobollo.”

IL FRANCOBOLLO USA DEL 1933

Tasso: “Ma allora, se gli Umani degli Stati Uniti d’America erano così interessati allo Zeppelin al punto da stampare un francobollo, perché si rifiutarono di fornire il gas elio alla Germania?”

Alessandro: “Questo proprio non lo so e non so quanti abbiano preso in considerazione questo particolare. Si dimostra però, per l’ennesima volta, che le scelte politiche non tengono conto delle vite umane. Se l’Hindenburg avesse avuto l’elio non si sarebbe incendiato, nessuno sarebbe morto e i voli avrebbero continuato dando gloria alla Germania nazista.”

Tasso: “Già, già… la politica… e la ragion di Stato. Ma voi Umani, quand’è che smetterete di accapigliarvi… e ammazzarvi in modo così inutile?”

Rotonda: “Certo che è triste… anzi molto triste. Ma tu dicevi che le macchine volanti hanno interessato molto la filatelia.”

Alessandro: “Certamente anche l’Italia ha partecipato nell’emissioni di francobolli in situazioni particolari, sia dello Zeppelin, come per la trasvolata oceanica di Italo Balbo.”

Rotonda: “Racconta, racconta…”

Alessandro: “Un’altra volta. Ora sono troppo triste dopo quello che ha detto Tasso… e cioè quand’è che smetteremo di ammazzarci in modo così inutile.”

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Registrazione del 30 luglio 2017

Personaggi:
Albero Tasso, Panchina Rotonda, I Fratelli di Tasso, Albero Piangente, Alessandro.

 

Albero Tasso : « Cara Rotonda, hai più visto il nostro amico Alessandro? »

Panchina Rotonda : « Giusto due giorni fa s’è seduto un momento su di me. Aspettava l’autobus ; s’è divertito a fotografarlo e… se n’è andato coll’autobus. Quasi non mi ha salutato. »

Tasso : « Sicuramente aveva fretta di tornare a casa dalla sua moglie. So che si vogliono bene. Sono sposati già da tanti anni. »

Rotonda : « Quanti anni ? »

Tasso : « Più di 50 »

Rotonda : « Allora sono delle « mosche bianche » ; la prossima volta che lo vedo glielo chiedo… se è vero ; mi sembra così strano, di questi tempi dopo pochi anni si lasciano… per incompatibilità di carattere. Alessandro è molto simpatico. »

I fratelli di Tasso : È simpatico anche a noi. Speriamo che venga e si fermi un po’. Sì, perché dobbiamo raccontare e raccontargli ancora di quello che successe a Trieste e da quelle parti. »

Rotonda : « È vero. Ce ne parlò vostro fratello il 25 aprile, poi, quando sembrava che ce ne volesse parlare ancora, ci raccontaste delle scellerattezze del Regno d’Italia al tempo del fascismo, in Slovenia, e dei campi di concentramento di quegli umani. Ora sarebbe interessante sapere cos’altro accadde… perché è giusto sapere. Sì perché anche noi vogliamo sapere.»

I fratelli di Tasso : « Hai ragione cara amica. Noi sappiamo che Alessandro va spesso e volentieri a trovare il nostro collega « L’Albero » e va a sedersi sulla panchina Ingenua che lo coccola. Possiamo controllare la situazione. »

Rotonda : « Lascio fare a voi. »

I fratelli di Tasso : « Non è con le sue amiche Petulante e Ingenua. Vogliamo continuare le ricerche.»

Rotonda : « E dove sarà finito ? »

Tasso : « Ho cercato dai miei amici sul Lungolago. »

I fratelli di Tasso : « L’abbiamo trovato… abbiamo ricevuto una comunicazione dal nostro collega Piangente. »

Rotonda : « Dov’è ?  Viene qui da noi ?»

L’Albero PIANGENTE… sul Lago di Costanza

I fratelli di Tasso : « Per ora te lo puoi sognare… è nella Svizzera tedesca, sul Lago di Costanza… che si chiama anche Bodanico. L’Albero piangente parla tedesco, ma noi riusciamo ugualmente a comunicare. Vedi cara Rotonda, Piangente è in Svizzera, ma vede davanti a sé la costa della Germania. Ora in Germania stanno bene e dettano legge a tutta l’Europa… un po’ di anni fa però… »

Rotonda : « Possiamo parlare con Piangente e con Alessandro ? »

I fratelli di Tasso : « Certamente… un attimo di pazienza. »

Albero Piangente : « Saluto con piacere i miei amici del Canton Ticino… in particolare Tasso che conosco da sempre, e anche i suoi fratelli… e anche te giovane Rotonda.  C’è qui da me Alessandro ; ora ve lo passo.»

Alessandro : « Ciao amici. C’è in voi un po’ di stupore ? Non sapevate che io vengo molto volentieri a vedere questo lago. Lo conosco fin da quando ero bambino ; è molto grande e mi fa ricordare tante cose… anche della Germania. »

Tasso : « Cos’ha di speciale per te il lago di Costanza ? »

Piangente : « Vi rispondo io. Dovete sapere che per Alessandro le acque di questo grande lago significano il ricordo affettuoso della sua nonna e, marginalmente, i tanti pesci che da bambino aveva potuto pescare. Oggi, cioè di questi tempi, quando da qui si guarda la Germania, oggi che la si può raggiungere con la massima facilità col treno a Costanza e col traghetto a Friedrichshafen, non si può fare a meno di ricordare il tenebroso passato e soprattutto l’arrogante presente.»

Tasso : « Certo, il tenebroso passato lo conosciamo bene. Ne parlammo piuttosto recentemente quando menzionai la provincia di Lubiana del Regno d’Italia. Bisogna dire che se Lubiana arrivò ad essere una provincia italiana fu sicuramente grazie alla potenza bellica del Terzo Reich che fece sua l’altra parte, la migliore, della Slovenia. Il Regio Esercito era abbastanza disorganizzato per riuscire a far « qualcosa di buono ». Senza l’aiuto della Wehrmacht non sarebbero andati molto oltre. Basti pensare all’invasione, si fa per dire, della Francia. La città più importante che riuscirono a conquistare fu Mentone ! »

Rotonda : « L’altra volta ci hai raccontato di Trieste e qualcosina dell’Istria… e poi ? »

I fratelli di Tasso : « Oggi nostro fratello e noi stessi non ne abbiamo voglia. È più bello sentire cosa ci racconta Piangente e Alessandro dal Lago di Costanza. Appunto cara Piangente raccontaci un po’ di voi… e di loro. »

Piangente : « Non c’è moltissimo da dire se non che, molti anni fa, a guerra finita, o quasi, l’altra sponda era buia. La Germania era a terra e camminava sulle ginocchia. Mi raccontò Alessandro che andò a Friedrichshafen con una cugina poco dopo la fine della guerra. Ci andò col vaporetto, e mentre la cugina di sua mamma andò a trovare una conoscente che non aveva più visto a causa della chiusura delle frontiere, lui poté remare tranquillamente su una barchetta a noleggio. Ricorda che intorno a lui c’era piuttosto la distruzione e tanta, tanta tristezza. Lui era un bimbo, e, anche se non ricorda bene, la parola più giusta che gli viene a mente è : desolazione. »

Tasso : « Ed ora com’è ? »

Piangente : « Ora è tutto opulenza e allegria. Un mucchio di vaporetti, anche austriaci attraccano regolarmente nel porto lacuale. Sai, Friedrichshafen è la patria dello Zeppelin. Fu lì che negli anni 30 costruirono quegli enormi dirigibili che, con tutti i comforts, attraversavano l’Atlantico trasportando molti passeggeri. »

Rotonda : « Ed ora ? »

Piangente : « Ora quei dirigibili non ci sono più perché il 6 maggio 1937 il Dirigibile Hindenburg lungo ben 245 metri, mentre stava per attraccare al pilone d’ormeggio a Lakehurst nel New Jersey negli Stati Uniti, prese fuoco e in mezzo minuto fu completmente distrutto. Ora c’è lo Zeppelin NT, molto più piccolo, che può trasportare 12 passeggeri e fa dei bellissimi giri in zona e, qualche volta anche un po’ più distante… ma non più trasporti transcontinentali. »

 

È questa una bella cartolina d’epoca con due Zeppelin in volo sul Lago di Costanza.
L’LZ 129 (Hindenburg) era lungo ben 245 metri!
Poteva trasportare, con tutti i comfort, 72 passeggeri.

Rotonda : «Ma questo Zeppelin NT non è pericoloso ? Non può prendere fuoco ? »

Piangente : « No perché non usano più l’idrogeno, gas infiammabilissimo… usano l’elio che non può prendere fuoco. »

Rotonda : « Perché non usavano l’idrogeno anche negli anni 30 ? Non ci sarebbero stati molti morti. »

Piangente : « Ecco, qui bisognerebbe proprio piangere. Ci furono 35 vittime fra i passeggeri, i membri dell’equipaggio e personale di terra. Come vi ho appena detto, oggi viene usato l’elio, e, anche a quei tempi avrebbero potuto usare l’elio, ma, dato che l’USA era l’unico produttore mondiale di elio e non era molto d’accordo con la politica che veniva praticata in Germania a quei tempi in cui a comandare era Hitler, c’era un embargo da parte degli Stati Uniti… che si sarebbero rifiutati di fornire il gas alla Germania nazista. A questo punto si potrebbe dire che se gli Stati Uniti avessero fornito l’elio, non ci sarebbero stati tutti quei morti e i voli dello Zeppelin avrebbero potuto continuare.»

Rotonda : « Dopo quell’incidente non ci furono più voli intercontinentali dello Zeppelin ? »

Piangente : « Esatto… non più voli dello Zeppelin. Peccato perché fecero epoca ; non avevano mai avuto nessun incidente. Mi son trovata a pensare che se gli Umani degli Stati Uniti avessero voluto veramente punire la politica della Germania, non avrebbero dovuto permettere il volo commerciale degli Zeppelin. Se questi voli erano permessi vuol dire che anche gli americani avevano i loro interessi… e quindi, mi sembra che quell’embargo che produsse molti morti fu, tutto considerato, una bella ipocrisia. La solita ipocrisia delle diplomazie degli Umani ? Potrei aggiungere che dal punto di vista filatelico ci furono molti appassionati che raccoglievano le buste volate su quelle macchine volanti. »

Alessandro : « Hai ragione. A me piacciono i francobolli, ma non ho mai avuto buste volate con lo Zeppelin. Circa l’ipocrisia di noi Umani, credo proprio che non ci sia nulla da obiettare a quello che hai detto. Quell’ipocrisia esiste tutt’ora. La più bella ipocrisia delle politiche d’oltre oceano fu la guerra con missili precisi contro l’Iraq per distruggere « le armi di distruzione di massa». Ancora oggi sopportiamo le conseguenze di quella guerra sconsiderata… che voleva, fra l’altro, esportare la democrazia. »

Piangente : « Ma come fate voi Umani a pensare di poter esportare la democrazia in una Nazione dove la popolazione non conosce assolutamente il significato di quella bellissima parola ? Lasciamo perdere la politica e fammi ricordare che tu mi hai detto che sei stato su questo Zeppelin nuovo… raccontaci un po’, e come ci sei arrivato. »

Alessandro : « Tu stessa l’hai detto che sono molto affezionato a quel lago perché ci andavo da bambino… e continuai ad andarci da adulto. Mi piaceva e mi piace la cittadina dove abitava mia nonna. Poi, un bel giorno, andai a Friedrichshafen e, fra l’altro, visitai il Museo Zeppelin dove mi affascinò l’idea del volo « più leggero dell’aria ». Trovai molto intressante l’andare al di là dell’Oceano con una macchina così leggera e, con tutti comforts. Nel Museo ci sono molte ricostruzioni degli ambienti dell’Hindenburg come questa saletta con la passeggiata.

 

 

 

RICOSTRUZIONE SALETTA E PASSEGGIATA HINDENBURG          (Da Zeppelin Museum Friedrichshafen)

Mentre visitai il museo, appresi che era possibile volare con Dirigibili più piccoli come quello di cui vi ha parlato Piangente. M’informai e appresi che i voli erano solo dalla primavera all’autunno e che era necessario prenotarsi per tempo ; inoltre, i voli ci sarebbero stati solo con tempo buono. »

 

CARTOLINA RELATIVAMENTE RECENTE DELLO ZEPPELIN NT IN VOLO SUL PORTO DI FRIEDRICHSHAFEN.

 Tasso : « Allora ci sei andato su quel Dirigibile ? »

Alessandro : « Certamente sì. Due volte. »

Tasso : « Fu interessante ? »

Alessandro : « Molto interessante… bellissimo. Ve lo racconterò un’altra volta… se è di vostro interesse.»

Tasso e Rotonda : « Naturalmente ci interessa. E a te Piangente non interessa ? »

Piangente : « A me Alessandro ha già raccontato tutto… e poi l’ho visto… lassù. Vi saluto ; salutatemi Lugano e il Ticino. Un saluto particolare ai tuoi Fratelli caro Tasso.»

I Fratelli di Tasso : « Salutiamo con affetto, anche se siamo velenosi. A presto. »

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