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Archive for the ‘ingordigia’ Category

PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

 

Registrazione del 25 giugno 2017

Personaggi:
L’Albero, Passante Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua, Albero Conifera.

 

L’Albero: “Mi fa piacere sapere che sei fra noi.”

Passante Alesandro: “Per quale ragione sei così… quasi affettuoso?”

Panchina Ingenua: “Se ti siedi su di me, sarò veramente affettuosa. Ho voglia di coccolarti.”

L’Albero: “Avanti Ingenua, non essere così. Lo sai che Alessandro è una persona seria.”

Ingenua: “Ma io gli voglio bene. Che male c’è se gli massaggio il sederino?”

Alessandro: “Smettetela. Dimmi perché sei contento di vedermi. È successo qualcosa di particolare? Altrimenti me ne vado senza neppure sedermi un attimo.”

L’Albero: “Semplicemente volevo discutere con te quello che abbiamo visto su un libretto che stava leggendo una signora seduta su Petulante.”

Panchina Petulante: “Sì era seduta su di me e stava leggendo un libretto di una Cassa Malati… parlava di prestazioni ambulatoriali.”

…della Cassa Malati…

Alessandro: “Cosa diceva di particolare? Mi siedo.”

L’Albero: “Io da qui l’ho fotografato. Dice, in poche parole, che faranno sempre di più interventi chirurgici ambulatoriali, cioè che, noi l’abbiamo capita così, per certi interventi non ci sarà più il ricovero in ospedale, ma, fatto l’intervento il paziente operato potrà tornarsene a casa… come se niente fosse. Non so che tipo di assistenza potrà avere quando sarà a casa e gli farà male dove sarà stato operato…”

Alessandro: “Ho capito perfettamente… e non è il caso di preoccuparsi più di quel tanto; bisognerebbe invece arrabbiarsi, e anche molto perché, anche se fanno finta di considerare il tutto sotto il gusto dell’efficienza, certi vantaggi sono solo ed esclusivamente a beneficio dell’assicuratore. Il paziente che, essendo malato dovrà in ogni caso essere considerato sofferente, sarà quello che non avrà il postoperatorio con la dovuta assistenza.

L’Albero: “Ti chiedo: Gli umani, almeno quelli che dirigono le assicurazioni cosiddette sociali, hanno presente la considerazione che “lavorano” per qualcuno che, essendo malato soffre, o “contemplano” solo i numeri e il fatto che, in ultima analisi, quei sofferenti porteranno loro degli utili?”

Alessandro: “È una domanda vera o soltanto una battuta ironica? Purtroppo, salvo rari casi, gli Ospedali non ci sono solo per curare i malati.”

Ingenua: “Ma cosa dici caro Alessandro… Per chi dovrebbero esserci?”

Alessandro: “Vi potrà sembrare strano, ma ci sono per chi ci lavora dentro; non solo per l’egoismo e la superbia di alcuni medici, ma anche per la comodità di chi lavora nei vari servizi.”

Petulante: “Non riesco a seguirti. Stai dicendo qualcosa di assurdo. Come fai a pensare quello che hai appena detto.”

Alessandro: “Due semplici esempi:

Negli ospedali si cena molto presto; in certi ospedali svizzeri troppo presto rispetto all’ora in cui il paziente cenerebbe se fosse a casa. Perché? Perché così gli addetti alla ristorazione possono tornare a casa in un’ora per loro potabile.

Gli interventi operatori vengono eseguiti già alla mattina, anche abbastanza presto, anche se l’ora migliore per il paziente sarebbe nel pomeriggio. Perché così fa comodo all’equipe medica che, salvo chi è di turno, potrà tornare a casa in famiglia.

Ci sarebbero altri piccoli esempi significativi… ma non vorrei dilungarmi.”

L’Albero: “Tornando all’incremento degli interventi ambulatoriali, pensi quindi che sia solo una questione economica? Oggi i soldi sono diventati così importanti?”

Alessandro: “Ma certamente, e non solo oggi. Oggi in modo esagerato, al punto che il divario fra ricco e povero è aumentato in un modo folle.”

L’Albero: “Penso proprio che tu abbia ragione. Guarda un po’ cosa mi mostrò un vecchio collega… lui che c’era già durante la Seconda Guerra Mondiale:

 

La Didascalia della vignetta: “Cari ragazzi non siete morti invano.”
Da Simplicissimus

 

Petulante: “È terribile! Grazie ai morti che ci permisero di scrollarci di dosso la tirannia del nazismo, la Borsa ha fatto guadagnare molti soldi.”

L’Albero: “Un attimo per favore. Mi sta chiamando la Conifera da Lavena Ponte Tresa in Italia. Ha qualcosa da dirmi. Ha sentito che stiamo parlando di ingordigia pecuniaria.”

CONIFERA

Albero Conifera: “Ciao amico e ciao ragazze. Sentivo che state parlando di soldi. Forse ancora non lo sapete, ma è una notizia recentissima.

Avete mai sentito parlare di un umano Fabio Fazio? A me è antipatico, e poi sembra pure tonto, ma è bravo e ci sa fare.”

Petulante: “Sì certo; è quello che sembrava un po’ comunista… in ogni caso socialista e impegnato per le cose giuste?… o apparentemente tali?”

Conifera: “Sì, proprio quello. Quello che fa sempre parlare l’umana Littizzetto… che fa abbastanza ridere e parla spesso del Walter e della Jolanda.”

Ingenua: “Non farci star sulle spine; cosa ha fatto?”

Conifera: “Avrebbe firmato un contratto con RAI 1; arriverà a percepire uno stipendio, o un guadagno o qualcosa del genere come 2.800.000 Euro all’anno.”

L’Albero: “A me sembra esagerato. Anche se è molto bravo. Ma, caro umano Alessandro, anche senza essere socialisti o comunisti come quelli che dicono che è tutto di tutti, non ti sembra che voi umani stiate correndo un po’ troppo dietro ai soldi? Anche qui in Svizzera si corre dietro ai soldi come se fossero noccioline.”

Alessandro: “Anche qui nel Canton Ticino. Ho sentito dire di un ticinese che in un anno s’è messo in tasca qualcosa come 12 milioni di franchi.”

L’Albero: “Certo che l’umano Fazio, in questo caso, fa quasi ridere… e sembra che possa rischiare di essere annoverato fra i poveri con solo 2 milioni e 800.000 Euro all’anno!!! Ma non credere che l’Umano ticinese sia il più ricco “come dipendente”. Le case farmaceutiche versano ai loro capi anche tanti milioncini.”

Conifera: “Non so com’è da voi in Svizzera, e non so neppure com’è qui da noi in Italia, c’è però in me la consapevolezza che, con la scusa di curare chi soffre, troppi “Grandi” s’arricchiscono… ed è un gran peccato perché mi sembrerebbe, da albero, che gli umani potrebbero avere una vita migliore se evitassero il dio soldo tanto come punto di partenza quanto come punto d’arrivo. Potremo parlarne coll’amico Alessandro… che faceva il medico… ed è ancora medico.”

Ingenua: “Certamente il mio amicone Alessandro è d’accordo. E spero che venga sempre a scaldare i miei legni… ed io gli farò tante coccole. Senti Alessandro i miei massaggini?”

Alessandro: “Non devi mica dirlo a tutti.”

Ingenua: “Scusami… ma cosa c’è di male se dico che sei il mio Umano preferito?”

Alessandro: “Lasciamo perdere. Ora vado via e vi saluto tutti e tutte con affetto.”

L’Albero e Petulante: “A presto Alessandro.”

Conifera: “A presto.”

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Registrazione del 21 giugno 2017

Personaggi:
Passante Alessandro, Albero Tasso, Panchina Rotonda, L’Albero, Panchina Petulante, Panchina Ingenua, I Fratelli di Tasso.

 

Alessandro: “Ciao caro Tasso, come si sta qui? Sempre bene?”

Tasso: “È bello trovarti ogni tanto da queste parti; penso tu stia bene.”

Alessandro: “Ma certo, anche se gli anni passano e gli acciacchi, anche loro ogni tanto, si fanno sentire. Vado a sedermi su Rotonda; per fortuna ora non c’è nessuno.”

Tasso: “Ti aspetta. Penso sia tua intenzione continuare il discorso dell’altra volta.”

Alessandro: “Giusto. Mi sta veramente molto a cuore sapere quello che ebbero a patire gli italiani in quegli anni a causa della malvagità delle popolazioni slave… e non solo in Istria, ma anche a Fiume e a Zara sulla costa della Dalmazia.”

Tasso: “Noi, e per noi intendo anche i miei due fratelli, captammo tanti pianti e tante sofferenze, oggi però, vorrei essere con te quasi clamoroso.”

Alessandro: “Cos’è, una sorpresa?”

Tasso: “Non proprio, ma una quasi disillusione.”

Panchina Rotonda: Sei comodo Alessandro? Interrompo per salutarti e per dirti di non farci caso. Tasso ogni tanto fa l’enigmatico; sai lui che è vecchio vuol sentirsi importante. Scusami Tasso se vi ho interrotto.”

Tasso: “Va bene sei scusata.”

Rotonda: “Grazie Tasso. Tu lo sai, io sono giovanissima. I miei legni no, ma ormai la mia personalità, o meglio la mia legnità è questa e qualche volta sono pure un po’ sbarazzina.”

Tasso: “Ma sì, ho imparato a conoscerti. Comunque dicevo che, caro Alessandro, sarei stato con te un po’ clamoroso per il fatto che quello che ti racconterò potrebbe produrre un pizzico di clamore fra i tuoi lettori.”

Alessandro: “Non so ancora se sei saggio, sono però consapevole del fatto che sei un buon vecchio che, con tutti i contatti che hai con mezzo mondo la sai lunga… ma con oggettività.”

Tasso: “È questa la cosa più importante: l’oggettività. Voi Umani cominciate ad averla molti, ma molti anni dopo che un avvenimento è accaduto. La vostra è un’oggettività di parte… e quindi piuttosto soggettiva.”

Alessandro: Ma io conosco abbastanza le vicissitudini di quei luoghi; mi sono abbastanza documentato, però, trovo molto più vivido il racconto dei tuoi simili coi quali hai avuto contatto molti anni fa.”

Tasso: “ Il problema è che io non volevo parlarti delle vicissitudini istriane, ma di quanto accadde pochi anni prima in quella regione oggi Slovenia indipendente con l’UE e l’EURO.”

Probabilmente sono pochi quelli che ricordano o sanno quanto accadde da quelle parti. Quando ancora esistevano le province e il Regno d’Italia; quando lasciarono parlare i cannoni e i carri armati di Mussolini e di Hitler; quando l’Italia si sentì gloriosamente padrona di Lubiana e di una fetta di Slovenia. Fu allora che crearono la provincia di Lubiana.”

L’ESPANSIONE DEL REGNO D’ITALIA DAL 1941 AL 1943.

Alessandro: “Conosco un poco l’argomento, ma non così bene come possono averlo raccontato a te.”

Tasso: “Grazie Alessandro. Quando appunto il regio esercito italiano, aiutato da Hitler, invase la Slovenia, fece di Lubiana e del suo territorio una provincia a tutti gli effetti. È necessario dire che, a differenza di Fiume, Pola e Zara per esempio, il territorio sloveno non era italofono, per cui l’invasione produsse una forte reazione nella popolazione slava e l’esercito italiano si trovò a dover sopprimere certe reazioni. Gli sloveni avevano tutti i diritti di non accettare di essere inglobati nell’aggressivo Regno d’Italia, per cui, anche se con poca gentilezza, cercarono in tutti i modi di dimostrare la loro opposizione. Fu così che, se da una parte ci furono comportamenti violenti di ribellione con atti guerriglia, dall’altra la reazione apparentemente difensiva dell’occupante arrivò ad essere piuttosto esagerata.”

Rotonda: “Quindi, se non ho capito male, la guerriglia dei partigiani sloveni con atti di sabotaggio fu quasi legittima?”

Tasso: “Penso di poterti rispondere con un sì. In fondo l’esercito italiano aveva annesso Lubiana e ne aveva fatto una provincia; secondo la miopia del fascismo imperante, l’annessione voleva considerarsi definitiva.”

Alessandro: “Bene, vieni un po’ al sodo. Ho l’impressione che tu non mi abbia ancora comunicato la “clamorosità” con cui hai esordito.”

Tasso: “Hai quasi ragione. Quello che mi fu possibile captare da miei colleghi di allora, è la terribile malvagità degli italiani verso quelle popolazioni… che giustamente non volevano lasciarsi soggiogare. Il regio esercito di Vittorio Emanuele III, non solo reagì uccidendo, fucilando e incendiando case e villaggi, ma, e questo molti Umani non lo sanno ma è giusto che lo sappiano, l’Italia si macchiò in modo molto grave deportando molti civili in veri e propri campi di concentramento.”

Rotonda: “Ma i campi di concentramento non furono una specialità germanica?”

Tasso: “Sì, così credono in molti. Gli italiani però furono veramente molto malvagi. Basti considerare il Campo di Arbe (oggi Rab in Croazia) dove morirono molti civili colà deportati.”

Rotonda: “Anche se ti posso sembrare sciocca, qual era in fondo l’interesse di avere una provincia in più, e per conservarla, dover ammazzare tanta gente fra cui molti civili?”

Tasso: “Cara Rotonda, devi sapere che, da che mondo è mondo, gli Umani hanno sempre avuto la smania di sentirsi potenti e di aggredire il vicino. Durante la Seconda Guerra Mondiale sembrava che il Reich tedesco volesse unificare l’Europa… cercò però di farlo con dispotismo e seminando terrore.”

Rotonda: “È molto meglio come stanno facendo oggi gli europei con l’Unione Europea. Sono tutti in pace e in modo perfettamente democratico.”

Tasso: “Che siano in pace è vero, che tutto sia in modo perfettamente democratico è piuttosto discutibile. Purtroppo si ha l’impressione che la Germania, uscita a brandelli dall’ultimo conflitto, voglia di nuovo farla da padrona mettendo in ginocchio i paesi del Sud Europa… e anche del nord? L’altra volta lo fece coi cannoni, questa volta sembra che lo voglia fare facendo leva sull’economia. Gli Umani non si ammazzano fra di loro solo coi cannoni, ma anche “derubandosi” in modo apparentemente legale. Si può morire di fame o anche annientati moralmente con l’inetta partecipazione dei Governi locali.”

L’Albero con Panchina Petulante e Panchina Ingenua: “È un po’ che sentiamo i vostri discorsi. Li troviamo molto interessanti e ci stupiamo molto di quello che dite.”

Tasso: “Ultimamente 7 Grandi della Terra si sono riuniti in pompa magna a Taormina. Avrebbero dovuto discutere il loro ruolo per il benessere dei popoli e del Pianeta. Pensi che ci siano riusciti? Per niente. Ognuno ha cercato di portar acqua al proprio mulino, e qualcuno ha addirittura fatto dietro front circa accordi raggiunti a Parigi per far soffrire meno il nostro pianeta. È interessante vedere e guardare la solita foto di gruppo. Uno, o una dei 7 si distingue, quasi a voler dire: “Son qua io… ed io solo so come si deve fare in Europa.” Lo dicevamo poco fa. Non capisco perché gli Umani debbano o ammazzarsi o derubarsi in continuazione fino a distruggersi.

Da “LA STAMPA: ” FOTO DEI 7 GRANDI A TAORMINA.

L’Albero: “Questa foto è bellissima. Ci sono tutte le bandiere nazionali… e ci sono pure due bandiere dell’Europa. C’è proprio un “soggetto” che, non solo si distingue nella foto, ma anche nella realtà delle sofferenze di alcune popolazioni. Ora però ci farebbe piacere se continuassi il discorso della provincia slovena. Hai detto che ci sono stati dei campi di concentramento gestiti dagli italiani?”

Tasso: “Proprio così. Non posso farvi tutta la storia perché sarebbe troppo lungo. Vi dissi prima del campo di concentramento di Arbe; ma non fu l’unico. Nel 1941 ne fu costruito uno a Gonars in provincia di Udine; in quel campo furono trasferiti una parte dei cittadini maschi rastrellati a Lubiana dall’esercito italiano nella notte dal 22 al 23 febbraio 1942.”

Rotonda: “Come hanno fatto a trovarli?”

Tasso: “Hanno circondato tutta la città col filo spinato e hanno controllato tutti gli umani che entravano e uscivano dalla città. Pensate, questa recinzione con reticolato e filo spinato, costruita dagli italiani era lunga ben 41 chilometri.”

Rotonda: “E poi hanno portato gli Umani nel campo di concentramento di Gonars. E gli atri cittadini di Lubiana sono stati lasciati in pace?”

Tasso: “Per modo di dire. Molti sono stati fucilati presso una cava abbandonata vicino alla città. Sicuramente più di 100.”

Rotonda: “Perché li hanno fucilati?”

Lapide in onore degli ostaggi fucilati. Da Wikipedia

Tasso: “Per rappresaglia. C’è pure una lapide coi nomi di molti umani giustiziati.”

Rotonda: “E quelli che avevano portato nel campo di concentramento?”

Tasso: “Molti sono morti. Sai, le condizioni igieniche del campo erano pessime; non solo, se mangiavano, mangiavano molto male, ma le malattie ne ammazzavano molti.”

Rotonda: “Furono gli italiani a fare tutto questo?”

Tasso: “Certo che sì. Non sempre è vero quando si dice “Italiani brava gente”. Forse si potrebbe dire che si trovarono obbligati ad essere malvagi a causa dell’alleanza un po’ subordinata al Terzo Reich. Era l’umano Mussolini che voleva l’espansione dell’Italia fino ad avere un vero Impero. Probabilmente era stato contagiato da Hitler e dalle “Panzer Division” molto più efficienti del Regio Esercito. Un po’ di colpa può ricadere anche sui generali italiani, fra cui il Generale Mario Roatta e la sua famosa CIRCOLARE N. 3C.”

Ingenua: “Ho sentito tutto e tutto questo mi ha rattristato. Mi sembra così strano sentire che l’Italia s’era creata una provincia in Slovenia. Ma tu hai parlato anche di un Campo di Concentramento ad Arbe. Gli italiani sono stati così cattivi anche lì?.

L’Albero: “C’è qui Alessandro che vuol farci vedere due foto che dimostrano la reale esistenza italiana in Slovenia… in particolare a Lubiana.”

Alessandro: “Certamente. La prima è una lettera spedita da Lubiana a Trieste. Non è mia, ma dimostra una lettera raccomandata spedita con francobolli italiani timbrati a Lubiana.

RACCOMANDATA DA LUBIANA A TRIESTE

 

È chiarissima e, sicuramente farebbe gola a un collezionista di corrispondenze particolari e viaggiate… sì, perché questa è la funzione dei francobolli.

La seconda è questa targa automobilistica “in prova” della provincia di Lubiana.

Ingenua: “Che strana targa!”

LUBIANA “in prova”

Alessandro: “È la targa dei garagisti… come quelle che qui in Svizzera oltre al numero hanno una U.”

Ingenua: “Grazie Alessandro. Ora vogliamo sapere di Arbe.”

Tasso: “A questo punto passo la parola ai miei fratelli. Loro sono molto più informati. Hanno un debole per quell’isola; se potessero emigrerebbero. Sono due maschietti!”

Ingenua: “Hai deciso di farci ridere? Certo che, ogni tanto bisogna anche ridere.”

I FRATELLI DI TASSO

I Fratelli di Tasso: “Sì certamente. Sappiamo che quell’isola è molto bella. Nostri colleghi ce ne hanno parlato molto bene; ci hanno parlato, in passato naturalmente anche del terribile campo di concentramento gestito dal regio esercito italiano in quei terribili anni 40. Gli iitaliani, dopo aver invaso, assieme all’esercito del Terzo Reich, la Slovenia, ovvero, dopo aver annientato l‘esercito del Regno di Jugoslavia, si son trovati alle prese con sloveni, croati e dalmati non troppo d’accordo circa l’annessione di quella porzione di Slovenia che diventerà a tutti gli effetti la provincia di Lubiana. L’Umano Mario Robotti Generale di Corpo d’Armata si trovò ad essere desideroso di internare qualcosa come 30.000 civili slavi. Fu così che nella parte sud orientale dell’isola fu allestito un campo per civili; dapprima con solo tende, poi, parzialmente in legno e muratura. Da quello che mi trovai a capire, il campo fu messo su all’italiana, per cui, quando ci fu un bel nubifragio, non solo un po’ di tende furono divelte e allagate, ma ci furono pure dei morti fra cui 4 bambini. Sì, perché il campo era per civili… quelli che aiutavano i partigiani slavi e quelli che rimanevano dopo l’aver dato alle fiamme un villaggio. Pare che gli uomini venissero giustiziati sul posto.”

Ingenua: “Ma quello che dite è terribile.”

Rotonda: “Perché vi piacerebbe trasferirvi su quell’isola?”

I Fratelli di Tasso: “Perché è bellissima. Questa foto fa venir voglia di andarci subito.”

Arbe

Rotonda: “È un posto stupendo. Adesso si chiama Rab. Avete ragione.”

Ingenua: “Quanti Umani ci hanno portato?

I Fratelli di Tasso: “Sembra che siano stati internati più di 7000 civili fra cui donne, vecchi e bambini, e poi più di 2000 ebrei rastrellati qua e là. Pare che gli ebrei siano stati messi in quel campo per non consegnarli ai tedeschi… che li avrebbero dirottati subito ai campi di sterminio.”

Ingenua: “Era brutto quel campo?”

I Fratelli di Tasso: “Bruttissimo. Le condizioni erano pessime, tant’è vero che molti degli internati sono morti di stenti a causa soprattutto del freddo e della fame… al punto che, dopo il famoso 8 settembre 1943, il comandante del campo, un Tenente Colonnello dei Carabinieri fu giustiziato proprio dagli internati.”

Tasso: “Non credo sia il caso di andare nei particolari. Le nefandezze degli umani italiani furono molte… oltre ai campi di concentramento, ce n’erano molti altri sparsi anche nell’Italia del centro e del nord, dove gli internati morivano uccisi dalle condizioni disumane del campo e dei carcerieri. Non è neppure il caso di analizzare altre “cattiverie” prodotte dai generali italiani in quegli anni 40. È interessante con questo, purtroppo, dover sfatare il detto: ITALIANI BRAVA GENTE. Sì perché quanto accadde che ho voluto bonariamente e quasi ironicamente definire il loro operato cattiverie, avrei dovuto dire veri e propri crimini di guerra.”

L’Albero: “Caro Tasso, perché ci racconti tutto questo?

Petulante: “Volevo chiedertelo anch’io. Perché ci togli il gusto di considerare bello tutto quello che fanno gli umani d’Italia?”

Tasso: Non voglio che si arrivi a considerare crudeli e malvagi gli umani d’Italia, ma, dal momento che, finalmente il Governo italiano pochi anni fa ha decretato il 10 febbraio la giornata nella quale sarà necessario ricordare le sofferenze dell’italica gente d’Istria, Fiume e Dalmazia dal 1943 in avanti, m’è sembrato giusto far presente che non solo gli slavi furono malvagi… anche se esagerarono un pochino assai, ma che anche gli italiani furono molesti e criminali… e questo poco prima quando pensavano alla grandezza del loro Duce.”

L’Albero: “Ma, secondo te, a chi potrebbe essere rivolto questo… chiamiamolo ricordo?”

Tasso: “A moltissime persone quasi di ogni età… perché è giusto sapere e conoscere quello che la politica e i Governanti di allora, quelli del passato postbellico e quelli di oggi non hanno voluto dire. Secondo voi, i cittadini di avant’ieri oggi anziani, i cittadini di ieri oggi adulti e i cittadini di oggi interessatissimi a telefonini, chat e jeans bucati all’altezza del ginocchio, sanno che un po’ di anni fa c’era un Regno d’Italia che aveva inglobato entro i propri territori una porzione balcanica chiamata provincia di Lubiana? Quasi tutti, ad eccezione di coloro che abitavano da quelle parti, non lo sanno; e quindi non sanno neppure quante vite costò avere una provincia in più. Dobbiamo quindi rivolgerci a quasi tutti, ma, particolarmente a quei giovani che hanno interessi un po’ meno frivoli, affinché sappiano… perché la realtà storica va guardata in faccia e può esserci d’insegnamento per il futuro.”

Alessandro: “Hai ragione. Io infatti, fino a pochi anni fa ne sapevo poco o nulla. Qualcosina imparai dai francobolli, ma solo folcloristicamente parlando. Devo dire che la filatelia può essere utile anche a questo livello per chi desiderasse aver interesse di approfondire quello che gli presentano i francobolli. Sapevo, per esempio che esistevano, e avevano un certo valore, i francobolli italiani soprastampati dai tedeschi a Zara, ma non sapevo assolutamente la storia terribile di quella povera città.”

DUE DEI TANTI FRANCOBOLLI ITALIANI SOPRASTAMPATI DALLE TRUPPE TEDESCHE D’OCCUPAZIONE

Tasso: “Vedi Alessandro che tu sai qualcosina perché ti avevano parlato dei francobolli, ma, quelli che non hanno mai apprezzato i francobolli, se gli parli della provincia di Lubiana, potrebbero chiederti: “Che bestia è?” Scherzo naturalmente. I colpevoli di questa situazione sono purtroppo i politici… proprio loro… quelli che lo fanno di professione e che rarissimamente hanno interesse a fare il bene del popolo.”

Petulante: “Forse ne sanno un pochino di più gli abitanti dell’ex Jugoslavia che sono immigrati da noi nel nostro Canton Ticino.”

IN MEMORIA ALLA 1433 VITTIME

Tasso: “Giusto amica mia. Penso che, per oggi potremo terminare questo nostro importante incontro con quanto, in modo sconcertante, scrisse nell’agosto del 1942 il Generale Mario Robotti: “qui si ammazza troppo poco”, e la lapide di Arbe dove sono elencati molti dei poveretti che hanno finito di vivere nel campo di concentramento.

E poi mi fa sicuramente piacere far sapere ad Alessandro che, dal punto di vista filatelico Arbe e Veglia furono importanti ai tempi di Fiume e Gabriele d’Annunzio.”

Alessandro: “Certamente. I francobolli possono aiutare. Peccato che le amministrazioni postali cercano di utilizzare sempre meno i francobolli. Un grande saluto a tutti voi.”

Ingenua: “Ciao Alessandro. Ho seguito bene tutti i vostri discorsi. Ricordati che ho grande piacere quando vieni a trovarmi, ma ho anche grande piacere nell’ascoltare quello che dite.”

I Fratelli di Tasso: “Ciao a tutti. A presto.”

L’Albero: “A presto.”

Tasso: “Spero di non essere stato noioso… cosa dici Rotonda?”

Rotonda: “Assolutamente no. Ciao”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Registrazione del 2 marzo 2017

Personaggi:

 Ulivo il Saggio, Panchina Petulante, Panchina Ingenua,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Ulivo: “Ragazze, avete sentito cos’è successo in Gran Bretagna?”

Petulante e Ingenua: “No, cos’è successo?”

Ulivo: “Una cosa stranissima e veramente interessante in questa travagliata Europa.”

Ingenua: “Hanno cambiato idea e vogliono rimanere in Europa?”

Ulivo: “Ma no. Ormai il popolo ha deciso. Il problema è che, finché la Gran Bretagna non era nell’Europa, non era facile andare a lavorare a Londra… e naturalmente in tutto il Regno Unito, dopo l’entrata in Europa, tutti cittadini delle Nazioni facenti parti dell’Unione, avevano il diritto di andare e restare. È chiaro fin qui?”

Petulante: “Chiarissimo. Ora cosa sta succedendo?”

Theresa May

Theresa May

Ulivo: “Ora che la Gran Bretagna esce, in teoria i cittadini non britannici dovrebbero diventare stranieri senza più il diritto di stare in Gran Bretagna; più o meno come prima dell’ingresso nell’Unione Europea. È successo però che la Camera dei Lord avrebbe votato che tutti gli Umani cittadini dell’Unione Europea immigrati nel periodo dei britannici nell’Unione possono rimanere esattamente come prima. Ma questo non sembra sia piaciuto alla Theresa May… Capo del Governo.”

Petulante: “Ma la Theresa May voleva buttarli fuori?”

Ulivo: “Credo di sì, ovvero penso che questo dovrebbe essere il succo del Referendum dei britannici che hanno votato l’uscita dall’Unione Europea.”

Petulante: “Credo di aver sentito che un altro problema è l’uscita di altri Paesi.”

Ulivo: “Io non ne so abbastanza. Provo a chiedere al mio amico TASSO che sta abbastanza in centro a Lugano. Lui ne sente molte di più.”

Ingenua: “Se tu gli parli sentiamo anche noi?”

Ulivo: “Ma certo. Noi abbiamo delle capacità fantastiche… tipo telepatia degli Umani. Loro l’hanno distrutta coi telefonini… la telepatia.”

Ingenua: “Non capisco cosa vuoi dire.”

Ulivo: “Un’altra volta te lo spiego. Ora vedo se l’albero Tasso mi sente.”

Albero Tasso: “Sì caro amico, ti sento benissimo. Cosa mi racconti?”

TASSO o ALBERO DELLA MORTE... a LUGANO

TASSO o ALBERO DELLA MORTE… a LUGANO

Ulivo: “Dato che tu puoi captare il pensiero degli Umani che passano da quelle parti, come interpreti il comportamento di certi Governanti che parlano male dell’Europa come istituzione?”

Tasso: “Tu sai che mi chiamano anche Albero della Morte… Un giorno racconterò alle tue amiche perché mi chiamano così, però, se vogliamo fare un piccolo gioco di parole, i britannici, almeno secondo me, hanno avviato la morte dell’Europa.”

Ingenua: “Ti ho sentito sai? Ma cosa dici; ma lo sai che mi rattristi.”

Petulante: “Lascialo parlare… lui la sa lunga.”

Ingenua: “Come la sa lunga?”

Petulante: “Sì, non lo sai che lui può vivere fino a 2000 anni?”

Ingenua: “Dici davvero? Scusami Tasso se ti ho interrotto.”

Tasso: “Figurati. Dicevo che dopo la Brexit, sono stati in tanti che hanno cominciato a brontolare; in particolare hanno dato la colpa all’Euro. È vero che l’Euro è stato gestito male, però avrebbe potuto portare a una vera Unione… colla U maiuscola.”

Ulivo: “Da quello che senti, gli Umani la pensano proprio così?”

Tasso: “Non tutti la pensano nello stesso modo. So però che il problema dovrebbe essere preso in considerazione assieme ai passati storici dell’Europa stessa; non bisogna andare molto indietro nel tempo; basta andare agli anni 20… più o meno solo 100 anni fa.”

Ulivo: “Allora?”

Tasso: “Proprio a quei tempi hanno cominciato a delinearsi il nazismo e il fascismo che, messi insieme hanno devastato il mondo. Tutto però, almeno secondo me, è cominciato quel giorno in cui Hitler cominciò a desiderare un allargamento dei confini.”

Petulante: “Quando?… secondo te?”

Tasso: “Nel 1938 dopo il famoso “Anschluss” che vide l’Austria diventare parte integrante del Reich, Hitler cominciò a desiderare altri territori; ma lo fece con quel pizzico di aggressiva delicatezza per cui Francia e Gran Bretagna lo lasciarono fare. In poche parole s’impossessò del territorio cecoslovacco dei Sudeti. Se c’è dalle vostre parti il Passante Alessandro, potrà confermarvi come quell’invasione, dopo l’Anschluss, fece soffrire altri ebrei… oltre a quelli tedeschi e austriaci.”

Petulante: “Sì, il nostro amico Alessandro è arrivato qui poco fa.”

Alessandro: “È proprio così, e, se qualcuno vuole soffrire come può aver sofferto la mia sensibilità, vada a leggersi il libro “Il Bambino del Giovedì.”

Libro

Libro

Tasso: “Ne ho sentito parlare… mi hanno detto che è un bel libro e fa capire molte cose, oltre alla stupidità di certi comportamenti degli Umani… che fanno solo soffrire e non portano a nessun risultato positivo.”

Alessandro: “Infatti il Secondo Conflitto Mondiale ha portato qualche beneficio territoriale alla Francia, ma particolarmente alla Jugoslavia… ma solo sofferenze a chi credeva d’impadronirsi dell’Europa.”

Tasso: “Orbene, tornando a bomba, dopo che per Hitler l’appetito venne mangiando, fu per l’Europa una devastazione, oltre ad molti morti. Tutto questo perché in Europa c’erano molti stati e l'”educazione” era sconosciuta. Tutti cercavano di armarsi, ma, di fronte all’organizzazione teutonica, ci fu ben poco da fare.”

Tasso: “Tutti sappiamo come finì la guerra, e tutti sappiamo come un Umano tedesco, un umano francese e l’Umano De Gasperi cercarono di mettere insieme l’Europa. Se si è insieme si discute. Cose ne dici amico mio Ulivo?”

Ulivo: “Dico che hai ragione. Si può anche litigare, alzare la voce… ma se si rimane insieme in modo intelligente si può cercare di fare le cose bene. Oggi però, mi sembra che ci sia qualche problema; cosa ne dici Tasso?”

Tasso: “È proprio così. Oggi c’è un’Umana francese e un Umano italiano che dicono tante cose giuste, ma anche tante cose sbagliatissime; specialmente l’Umana francese che minaccia di fare come l’Inghilterra; quell’altro che vuole uscire dall’Euro.”

Ulivo: “Ma non è scappando che si risolvono i problemi. Dovrebbero studiare la storia. Se se ne vanno tutti, poi ricominciano a litigare con le armi. Già ora l’Umana tedesca vuole aumentare gli armamenti.”

Accordo di Monaco.

Accordo di Monaco.

Alessandro: “Ho pensato una cosa, e cioè che se l’Ucraina fosse riuscita a far parte dell’Europa, pensate voi che Putin si sarebbe impossessato della Crimea? Non è un pochino come quando Hitler volle il territorio dei Sudeti e, nell’Accordo di Monaco, Chamberlain e Daladier glielo permiserò? C’era anche la presenza, per Hitler positiva, del complice Mussolini!”

Ulivo: ” Penso che il tuo pensiero non sia sbagliato. Una cosa è sicura, e cioè che la Crimea è rimasta in Russia… dopo un plebiscito farsa proprio come quello dei sudeti negli anni 30.”

Alessandro: “Devo andare. Vi saluto. Ciao simpatiche Petulante e Ingenua.”

Petulante e Ingenua: “Ciao carissimo. Vieni presto a trovarci.”

Alessandro: “Va bene. Saluatemi il saggio Ulivo e il Tasso. Non dimenticate che dovrà raccontarci perché si chiama anche Albero della Morte.”

 

 

 

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Questa nazione asiatica, prima si chiamava Birmania. Non ci sono mai stato e penso che non ci andrò mai. Fino a qualche anno fa era impossibile andarci.

da Wikipedia

da Wikipedia

La capitale è dal novembre 2005 Naypyidaw. Non so quanti di voi l’hanno sentita nominare.
Myanmar era prima, per noi Birmania, per tutti BURMA ed era una specie di Colonia Britannica.
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Esistono infatti francobolli come questo con l’effige di Giorgio V.
Come si può vedere è un francobollo indiano sovrastampato Burma, che è l’equivalente di Birmania.
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Ci sono anche francobolli coll’effigie di Giorgio VI… non sovrastampati.
La Birmania ebbe una vita molto travagliata, perché oltre ad aver subito la dominazione britannica, ebbe, durante l’ultimo Conflitto Mondiale l’occupazione delle truppe giapponesi. Non si dimentichi infatti che il Giappone faceva parte dell’Asse Roma-Berlino-Tokio.

Negli ultimi anni la Birmania (o Myanmar) ebbe importanza nelle cronache giornalistiche mondiali per la Aung San Suu Kyi che, dopo aver ricevuto il premio Nobel per la pace, fu liberata e, dopo libere elezioni si trovò al governo della Nazione.

Per me Birmania significa moltissimo dal punto di vista professionale. Sì, perché quando, appena laureato cominciai a lavorare nell’ospedale universitario di Zurigo, ad insegnarmi e darmi fiducia, fu una dottoressa birmana. Era bravissima e sapeva insegnare come si deve: Teoria e tanta pratica. Ogni volta che penso alla Birmania, non posso non ricordare quella dottoressa Rada… di Birmania, esile ma decisa e determinata. Mi seppe insegnare i rudimenti tecnici dell’anestesiologia, ma anche, di fronte alle giuste perplessità di chi inizia un difficile percorso, seppe darmi fiducia… importantissimo quando ti trovi solo di fronte alle difficoltà!

Per questa ragione avrei sempre voluto visitare quel lontano Paese… anche un po’ misterioso. Purtroppo la storia della Birmania è stata colma di tragedie, morti e… strano a dirsi… spiritualità. La Birmania è considerata “IL PAESE DAI MILLE TEMPLI”… ce ne sono infatti moltissimi e molto belli. La maggior parte della popolazione è buddista.

Un francobollo moderno

Un francobollo moderno

Purtroppo pare che proprio in Birmania, terra appunto piuttosto culla del buddismo “amore e non violenza”, viva una parte di una “strana” popolazione mussulmana… che nessuno vuole. Si tratta dei Rohingya. Ebbene, tanto i mussulmani quanto i cristiani hanno subìto varie persecuzioni. In particolare i Rohingya sono stati privati della cittadinanza e, perseguitati, cercano scampo, quando ci riescono, nel vicino Bangladesh. Penso che non andrò mai nel Myanmar.

Buche a Yangoon.

Buche a Yangoon (già Rangoon).

Un mio parente, molto più giovane di me, ci andò con un viaggio organizzato… e si ricordò di me.

Questo mio caro parente fece anche un’escursione su un “Pallone” nonché sull’acqua, uno dei tanti canali su cui vivono i birmani.

Ufficio sull'acqua a

Ufficio sull’acqua INLESEE, Si può vedere la scritta in rosso Post Office e la buca delle lettere.

È molto strano dover prendere in considerazione questo Paese che, apparentemente religiosissimo, perseguita chi non la pensa in quel determinato modo. E la cosa peggiore è che questo accade sotto gli occhi indifferenti dei “Migliori” Governanti del Mondo. Analogamente accade nel Mediterraneo, nel Medio Oriente e in buona parte dell’Africa del Nord, dal Corno d’Africa al Senegal. I “Migliori” Governanti se la raccontano… ed è indifferente se qualche migliaio di “Esseri Umani” muore. Queste sì che sono “sofferenze gratuite”.

Chissà se non è addirittura meglio? Siamo già in tanti sulla terra! È terribile l’avidità e l’ingordigia che governano il nostro povero Mondo!

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Questi francobolli del 1965 non sono bellissimi… ma raccontano qualcosa di interessante.

Francobolli italiani del 1965

Francobolli italiani del 1965

Per prima cosa che nel 1965 le nostre poste avevano deciso di portarci la posta in modo sempre più veloce creando appunto una rete aerea postale notturna… trasportando la nostra corrispondenza non più solo col treno.

Guardando il francobollo da 90 lire, ci rammentiamo le buste di posta aerea… leggerissime. Gli scaglioni di peso per la posta aerea erano di 5 grammi e le tariffe diverse da stato a stato.

C’è una terza simpatica considerazione: la tariffa interna era di 40 lire e il servizio non era male.

Oggi la tariffa, sempre per l’interno, è aumentata di quasi 46 volte… ma il servizio è peggiorato assai.

La Raccomandata, nel 1966 (50 anni fa) costava 170 lire, oggi € 4.50. È aumentato il prezzo di 51 volte, impiega circa una settimana ad arrivare e vogliono ancora aumentare il prezzo.

MA LA POSTA NON DOVREBBE ESSERE UN SERVIZIO PUBBLICO?

 

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Lunedì 19 dicembre 2016

 

Petulante: “Sorella, hai mai sentito parlare del Monte dei Paschi?”

Sorella Ingenua: “Volevi dire pascoli? Dove vanno le pecore?”

Petulante: “Ma cosa dici. Monte dei Paschi è una banca antichissima di Siena.”

Ingenua: “Ora che ci penso, ne ho sentito parlare… ma tanto tempo fa da due umani distinti che avevano appoggiato le loro chiappe sui miei legni. Sembravano preoccupati perché c’erano dei problemi.”

Petulante: “Il fatto è che ultimamente pare che i problemi siano aumentati. Ne sento parlare ogni tanto da gente che passa qui vicino. Chiedo all’Ulivo se sa qualcosa di più.  Magari le nostre colleghe vicino a lui… I nostri alberi dormono profondamente.”

Petulante: “Ulivo… mi senti?”

Ulivo: “Ma sì che ti sento. Non sono altissimo, ma sono abbastanza vicino a te. Cosa desideri? Vuoi sapere di Roma?”

Petulante: “Anche. Ora però volevo sapere qualcosa del Monte dei Paschi; quell’antichissima banca di Siena che fa impazzire tutti. Ho sentito che hanno fatto le cose così bene per cui hanno bisogno di 5, dico cinque miliardi di Euro.”

Ulivo: “Hai perfettamente ragione. Ho chiesto anche ai miei colleghi qui vicini a me, e mi hanno confermato quello che tu dici. Vedi, da quello che ho sentito, attualmente in Italia giocano a mettere le banche a rischio, poi lo Stato le salva e i clienti rimangono con un pugno di mosche in mano. Sapessi quanti italiani fiduciosi nella loro banca si sono ritrovati sul lastrico.”

Petulante: “Siamo a quei punti?”

Ulivo: “La cosa più bella è che se tu fossi stata, anche qui in Svizzera, cliente di una banca, diventando vecchia, avresti potuto vivere di rendita. Oggi non più; se metti i soldi in banca, se ne hai tanti, devi ancora tu pagare alla banca; e poi… loro, i capi, si pigliano tanti di quei soldi…”

Ulivo 2: “Scusate se m’intrometto, ma, la cosa terribile è che le banche di soldi ne guadagnano molti, altrimenti non potrebbero pagare multe milionarie a quei Paesi, tipo Stati Uniti, dove sono andate a “lavorare” e a fare le loro furbizie.”

L'Ulivo 2 e 3.

L’Ulivo 2 e 3.

Petulante: “Dite davvero?”

Ingenua: “Non avrei mai immaginato cose simili. Qui vicinissimo a noi c’è una banca piuttosto importante. Dite che anche questi non danno praticamente nessun interesse ai loro clienti?”

Ulivo: “Certamente. È l’effetto della globalizzazione e dell’avidità dei nostri tempi. Gli umani, quelli altolocati, hanno dimenticato la parola “amore”. A parole sono bravissimi… poi…”

Ingenua: “Che tristezza!”

Ulivo: “Per farla breve, il Monte dei Paschi, così ho sentito, se non trova 5 miliardi di Euro fallisce. Ma non vogliono lasciarla fallire; pare anche che accettino soldi anche da molto lontano, come Cina, Qatar, ecc.”

Petulante: “Qatar? Ma non dicono che sovvenzionano anche l’Isis?”

Ulivo: “Chi lo sa! Ma poi, oggi è indifferente da dove arrivano i soldi. L’importante che siano veri.”

Ulivo 3: “Già, già, ora che è “proibito” riciclare il denaro sporco.”

Ingenua: “Esistono anche le macchine che lavano i soldi? Così non ci sono più i microbi.”

Petulante: “Sorellina bella, è il solito modo di dire. Lavare il denaro sporco significa rimettere in circolazione i soldi che “arrivano” da traffici illeciti… e quindi sporchi.”

Ingenua: “Grazie della spiegazione.”

Petulante si rivolge agli Ulivi: “Ma secondo voi, questa storia del Monte dei Paschi, prima o dopo finirà? È da molto tempo che ne parlano.”

Ulivo: “Ma certo che finirà. Tutto finisce. E penso che stia per finire anche l’Umana Raggi come sindaco di Roma.”

Ulivo 1: “Che poi, non può fare come vuole. Chi la comanda è un genovese, un certo Beppe Grillo.”

Petulante: “Raccontate su… son proprio curiosa.”

Ulivi all’unisono: “Se ce la facciamo… domani. Ora andiamo a dormire.”

Petulante: “Buon riposo.”

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Già.
Ma non è fantastico?

Serena tranquillità

Serena tranquillità


Un buon gelato dolce e gustoso, dopo la fatica della spesa, lascia per qualche minuto da parte ogni problema e ogni sofferenza.
È questa una giusta pratica che dimostra l’amore per se stessi e per la vita.

Dietro la panchina si vede la mela dell'”Apple”, sintomo di tutto ciò che è correre, affannarsi, godere con avidità, con egoismo, con ingordigia per la ricchezza a tutti i costi.

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