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Archive for the ‘medici e medicine’ Category

PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

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Registrazione del 21 maggio 2017

Personaggi:
Ulivo il Saggio, Passante Alessandro, Panchina Ulivia e Panchina Ulivetta,

Ulivo il saggio: “Buon giorno Alessandro. È un piacere vederti. Cosa c’è di nuovo?”

Alessandro: “Cosa ne pensi di tutto quello che dicono gli Umani d’Italia circa l’obbligo di ben 12 vaccinazioni per i bimbi in età prescolare?”

Ulivo: “Io non sono molto vecchio e quindi non posso dirti molto, però, da quello che ho sentito, credo che si stia esagerando. Addirittura voler vaccinare contro la varicella! Ma la varicella per gli Umani è quasi una promozione; nelle grandi famiglie, se uno dei componenti si cuccava la varicella, gli altri venivano messi a lui vicino affinché venissero contagiati ed era possibile chiudere un capitolo. Lo so che è una malattia un po’ noiosa, ma, anche il vaccino in più per l’organismo… è sicuramente molto noioso.”
Alessandro: “Cosa intendi “noioso per l’organismo”? Posso sedermi su di te Amica 1 che, se non ti dispiace ti chiamerei Ulivia?”

Panchina Ulivia: “Ma certo… e poi mi sembra un bel nome.”

Ulivo: “Penso che l’organismo così giovane con un sistema immunitario altrettanto giovane consideri negativamente così tante sollecitazioni. Non dobbiamo dimenticare che i vaccini devono ricordare; è una questione di memoria.”

Ulivia: “Cosa intendi per memoria?”

Da sin.: Ulivetta e Ulivia… spostata da Umani.

Ulivo: “Nel sistema immunitario è molto importante la memoria. Sì, perché l’anticorpo prodotto dopo la vaccinazione deve riconoscere l’antigene dannoso nuovo arrivato… per renderlo innocuo, distruggerlo o far sì che se ne vada e non rompa le scatole.”

Ulivia: “Un pochino come il Computer?”

Ulivo: “Un pochino sì… proprio così. Se il Computer giovane ha poca memoria può far confusione e, o stancarsi troppo o andare in tilt.”

Ulivia: “Va bene, tu cerchi di dire la tua, ma non pensi che “i Grandi della Scienza prima di andare ad obbligare 12 vaccinazioni a dei bimbetti abbiano valutato tutti i pro e i contro?”

Ulivo: “Sarebbe da sperare, ma se sono allo stesso livello di quelli che hanno governato in Italia negli ultimi 50 anni riuscendo ad impoverire tanti onesti lavoratori senza permetter loro una dignitosa vecchiaia…”

Ulivia: “Vorresti dire che quegli Umani di scienza sono degli incapaci?”

Ulivo: “Non l’ho voluto dire, ma l’ho pensato. Vedi, gli Umani che si danno tante arie, sono gli stessi che obbligano un Umano loro simile sofferente ad aspettare mesi e mesi prima di poter fare una colonscopia, sono gli stessi che con la loro folle burocrazia hanno obbligato quella sofferente donna di Genova ad aspettare ben sei mesi prima di poter fare una mammografia e, dopo che ha potuto finalmente farla, altri Umani chirurghi hanno dovuto amputarle tutt’e due i seni. Nessuno sa come sarebbe andata a finire se avesse potuto fare la mammografia in tempi potabili.”

Ulivia: “Ma sono proprio così incapaci, quegli Umani, a gestire la Sanità?”

Ulivo: “Sai, non so se è incapacità o ignoranza. Sai perché? Perché nella Penisola con noi confinante esistono professionisti e cliniche private che, a pagamento, fanno gli stessi esami in tempi brevi.”

Panchina Ulivetta: “Fino ad ora non ho parlato, ma, da quello che ho sentito, mi sembra di aver capito che la “malvagità” non è solo degli Umani che seminano bombe e uccidono. Si può anche uccidere negando la giusta assistenza?”

Ulivo: “Beh, sotto certi punti di vista credo proprio che tu abbia ragione. Il Governante che nega le giuste cure a chi ne ha diritto e, addirittura lo mette in pericolo di vita, può essere messo allo stesso livello di chi investe un passante e scappa senza prestar soccorso… anzi può essere messo ad un livello peggiore.

Ulivetta: “Ma come fai a dire certe cose! Non dovresti neppure pensarle.”

Ulivo: “Perché non dovrei pensarle? L’Umano che governa ed è addetto alla Sanità dovrebbe preoccuparsi di far star bene i cittadini che soffrono; in fondo l’ha voluto lui quando ha chiesto il voto degli elettori; e se non è all’altezza di fare un buon lavoro, che se ne vada e lasci il posto a chi sa lavorare bene.”

Ulivia: “Perché pensi caro Ulivo che fra i politicanti della vicina Italia ci sia qualcuno all’altezza di fare un buon lavoro… proprio per la Sanità?”

Ulivo: “Si dovrebbe poterlo sperare. Certo che, se è vero che a Roma un Umano su 6 che si presenta al Pronto Soccorso deve aspettare 24 ore per essere soccorso…”

Ulivia: “Perché lo chiamano Pronto Soccorso? Se è “pronto” non può farsi aspettare così tanto! Che lo chiamino soccorso senza pronto.”

Alessandro: “Hai ragione Ulivia. Molti miei colleghi Umani sbagliano, ma, e questo è il lato peggiore, non si accorgono di sbagliare. Parlavamo di vaccini e siete arrivati a parlar male della Sanità italiana. Circa i vaccini, posso dirvi che, molti anni fa, il grande Sabin, lo scopritore del vaccino antipolio che ha salvato molte vite umane, ebbe a dire a un congresso, mi pare a Bologna: “Andateci piano coi vaccini”. Sicuramente si sono dimenticati di lui. E tu Ulivo cosa ne dici?

Ulivo : « Dico che bisognerebbe sempre ascoltare i saggi. E l’Umano Sabin fu un saggio. Però, passando ad altro argomento, lo sai che voi Umani, col vostro comportamento, riuscireste a far ridere chiunque ? »

Alessandro : « Perché ? Cosa ti ha fatto ridere ? »

Ulivo : « La marcia dell’Accoglienza che avete fatto a Milano. »

Alessandro : « Cosa c’era da ridere… e poi, anche se sono un Umano anch’io, non ho partecipato alla Marcia. Quindi il voi non va bene. »

Ulivo : « Ti sei offeso ? »

Alessandro : « Quasi. Ma no che non mi sono offeso. Ma dimmi perché hai riso molto. »

Ulivo : « Perché parlano di Accoglienza. Ma sanno cosa vuol dire ? Ma quegli Umani pensano proprio che siano tutti cretini ?  ACCOGLIENZA è una parola magica e mistica. Se pensi all’Amore, quello vero, fra un umano donna e un umano uomo, se pensi al momento in cui grazie al corpo le loro anime riescono a toccarsi, ti rendi conto che l’umano lei « accoglie » l’umano lui e diventa massimamente gioiosa insieme a lui. Quindi l’accoglienza è e deve essere un «sentimento e con una realtà positiva.»

Ulivia : « Però, come sei saggio Ulivo mio. »

Ulivo: “Grazie Ulivia. Pensate un po’ che razza di accoglienza possono dare gli Umani d’Italia. Loro stessi hanno una grandissima categoria che viene classificata come povera e pensano di mettere a loro agio migliaia e migliaia di disperati provenienti da altri continenti? A me sembra demenziale… a meno che sotto sotto non ci siano dei disegni di tipo delinquenziale che permettano arricchimento facile. Non credo che fra gli Umani l’ipocrisia sia in disuso. Già abbiamo visto in passato che c’è chi ha la coscienza difettosa… e quindi l’ipocrisia può andarci benissimo a braccetto.”

Alessandro: “Mi sembri esagerato. C’è sicuro della buona fede in molti di quelli che hanno marciato.”

UN ALLOCCO VERO.

Ulivo: “Garantito. Molti sono gli allocchi che credono a tutto quello che viene loro raccontato con delle belle parole… che riescono anche a commuovere. La realtà va però guardata in faccia. Come può un popolo stremato dalle tasse e dall’incapacità di avere un Governo un pochino serio “accogliere” delle popolazioni disperate a cui hanno raccontato tante belle favole?

Alessandro: “ Accetto la tua saggezza e vi saluto.”

Ulivo, Ulivia e Ulivetta: “Ciao Alessandro… a presto.”

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Leggo per la prima volta cosa ha scritto sul suo blog l’Editore del mio libro.
M’è piaciuto, e penso che, forse, qualche indeciso penserà di andarlo a cercare:

Il titolo di questo libro non lascia spazio a nessun dubbio: Tutto vero sta a significare che non si tratta di un romanzo né di un racconto di fantasia. Quello che leggiamo nelle oltre 140 pagine di questo volume del dottor Alessandro Depegi è il resoconto di alcuni aspetti professionali e umani della sua esistenza. Un’esistenza dominata dalla curiosità, dal desiderio di considerare il paziente nella sua totalità e non solo in quanto corpo da guarire. Il dottore, nato a Genova nel 1936, ha vissuto e lavorato sia in Italia sia in Svizzera e con gli anni ha integrato le sue conoscenze scientifiche acquisite con lo studio e con il lavoro, con altre nozioni che toccano aspetti dell’essere umano più profondi, più misteriosi. L’autore, descrivendo i casi che è stato chiamato ad analizzare nella sua vita, ci invita ad andare oltre, a guardare al di là delle evidenze materiali, per entrare nella psiche della persona. Un luogo affascinante e ancora tutto da scoprire che spesso ci rivela situazioni che lui stesso definisce” apparentemente assurde e inimmaginabili”. Nella psiche, nell’inconscio e nel mondo che ha preceduto la nascita della persona, sondando addirittura vite precedenti, appartenenti ad un passato che, grazie all’ipnosi, possono tornare improvvisamente e tragicamente a galla. Ma anche fortunatamente, si legge nel libro, dato che un’indagine di questo tipo porta alla rimozione del fatto ricordato e quindi alla guarigione dell’individuo. Adina, Romina, Aurora, Bettina, Agenore e altre persone ci vengono presentati nella loro complessità e ci fanno riflettere, ci affascinano e ci fanno paura allo stesso tempo.

Il mio “parto”.

Ultima di copertina

Purtroppo la distribuzione del libro non è stata eccezionale.

Ho finito un libro che racconta la storia di una persona che ha rischiato grosso dopo essere finita nelle braccia della Medicina Accademica. Ne è uscita bene grazie a una oculata Medicina “complementare”.

Chi arriverà a leggere TUTTO VERO, capirà che potrà essere interessante arrivare a leggere il libro appena finito che mette in guardia chi soffre: “La Medicina Accademica è indispensabile ma troppo tecnologica. Chi soffre ha bisogno anche di qualcosa di più… per guarire.”

Sto cercando un Editore intelligente che sappia distribuire un libro… che definirei utile. Se non viene distribuito non viene letto… e allora tanto vale.

CIAO A TUTTI I MIEI AMICI

 

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21 gennaio 2017

Petulante: “Passante? E fermati un attimo.”

Passante: “Ho molta fretta. Cosa vuoi dirmi?”

Petulante: “Sei tu che devi dirmi: laggiù vicino al Gran Sasso d’Italia hanno salvato altri umani? Tu hai la possibilità di vedere su internet; l’Alberone sul Lungolago e i suoi fratelli dormono e non ci dicono niente”.

Passante: “Senti, è molto bello poterti dire che ne hanno estratto vivi da quell’albergo “invaso” dalla slavina sicuramente 9 forse 10; e, anche se c’è un ferito, stanno tutti piuttosto bene”.

Petulante: “Ma che bello! Hai sentito anche tu Ulivo?”.

Ulivo: “Certo che ho sentito… che bella notizia.”

Ingenua: “Evviva, evviva… una notizia così bella scalda i legni della mia panchina”.

Ingenua... la sorella di Petulante.

Ingenua… la sorella di Petulante.

Ulivo: “Ma tu passante, lo so che facevi il medico, che effetto ti fa sentire che in tantissimi hanno lavorato giorno e notte per sperare di salvare delle persone, quando un po’ più in là degli umani, in nome di Dio, sembra si divertano a giocare con la vita di chi non la pensa come loro e alcuni umani come te vengono decapitati?”

Petulante: “Ho pensato la stessa cosa.”

Passante: “Mi piange il cuore… anche pensando che la Comunità mondiale, che a suo tempo fondò l’ONU, rimane a guardare perché non riescono a mettersi d’accordo. Sapeste quante volte, di giorno e di notte, abbiamo lottato in ospedale per salvare una vita e quelli, e non solo quelli, oltraggiano il mistero della vita… sì perché la vita è un mistero.”

Ulivo: “Ma non credi che anche certi gradi di malvagità degli umani possa essere considerato un mistero?”

Passante: “Hai perfettamente ragione. Ne potremo riparlare; ora devo proprio andare. Ciao a tutti.”

Petulante e Ulivo: “A presto. Ci piace chiacchierare con te.”

 

 

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venerdì 13 gennaio 2017

 

L’Ulivo: “Stanotte ho dormito poco mentre nevicava… mi son sentito schiacciare sempre di più. E poi, noi ulivi non amiamo il freddo intenso. Ho sentito quello che dicevate l’altro giorno. Non ho voluto interrompere perché l'”Albero” era un po’ assonnato. Quello che mi ha colpito di più di tutto quello che sta succedendo è che quella città che oggi si chiama Istanbul, fu fondata e inaugurata nel 33o dal grande Imperatore Costantino e si chiamò Costantinopoli. ”

L'Ulivo innevato!

L’Ulivo innevato!

Petulante: “Anch’io stanotte ho sofferto… più che altro per voi alberi. Riguardo a Costantino è vero! E fu proprio Costantino quello che diede la libertà ai cristiani.”

La "Petulante" fresca di neve.

La “Petulante” fresca di neve.

L’Ulivo: “E lui stesso si convertì al cristianesimo.”

Petulante: “Quindi Costantinopoli potrebbe essere considerata anche la culla della cristianità; proprio là dove l’Islam vorrebbe crescere ulteriormente e rischia di radicalizzarsi.”

Passante: “Buon giorno. Oggi fa freddo e non posso neppure sedermi un po’ su di te. Sei piena di neve.”

Petulante: “Mi dispiace. Anche mia sorella ha neve. Oggi pomeriggio dovrebbe venire vento forte; sicuramente porterà via la neve dagli alberi… anche dal mio albero.”

Passante: “Ma voi avete sentito che anche a Izmir (Smirne) c’è stato un attentato con dei morti? M’è dispiaciuto molto, non solo perché è diventato insopportabile questo “sport” di ammazzare i propri simili come se fosse un videogioco, ma anche perché io ci sono stato a Smirne.”

Albero: “Buon giorno a tutti.”

L'albero... la neve gli fa il solletico.

L’albero… la neve gli fa il solletico.

Petulante: “Sei sveglio? Ti abbiamo svegliato noi?”

Albero: “No no. È la neve che è caduta stanotte. Mi faceva il solletico… ogni fiocco che si posava…”

Passante: “Come dicevo, a Smirne c’ero stato e, mi era piaciuto molto vedere per la strada che c’era la bancarella che vendeva spremute di melograno.”

Bancarella a Smirne

Bancarella a Smirne

Albero: “Chissà che gusto ha. Noi beviamo solo con le radici. Dicevi di Smirne e dell’attentato. Ho pensato una cosa e cioè che l’attentato fa notizia anche se i morti sono “solo” 3 o 4. Qui c’è molta malvagità… sicuramente al limite della pazzia; ma i morti per freddo di quelle persone che hanno perso tutto a causa del “Malgoverno”, non sembra che siano ufficialmente defunte per mano di qualcuno malvagio al limite della pazzia, ma, semplicemente perché non erano riuscite a sopportare il freddo o perché chi avrebbe dovuto proteggerli (o aiutarli) ha preferito sentirsi importante andando magari in giro per il Mondo coll’aereo pagato dai contribuenti predicando “amore” verso il popolo? Ma questi “Governanti” non possono essere considerati al limite della pazzia, però un poco malvagi sì.”

Passante: “Caro Albero, credo proprio che tu abbia ragione. In Italia c’è tanta gente che muore di fame e deve ricorrere alla carità di molte organizzazioni.”

Ingenua che è sempre stata zitta: “Ma se certi Governanti hanno “lavorato” male e hanno permesso certe sofferenze gratuite, perché non vengono giudicati e, se considerati colpevoli, messi in galera?”

Petulante: “Cara sorella, sei proprio ingenua. Certa gente è intoccabile, e non bisogna mai pensar male di loro. Sai, per quanto lavorino male, c’è tanta gente che li osanna. Parlando male bisognerebbe dire che gli lecca quella parte che viene appoggiata su di noi panchine.”

Ingenua: “Ho detto qualcosa di sbagliato?”

Petulante: “Abbastanza. Loro non sbagliano mai, e, se sbagliano fanno carriera.”

Albero: “Lo capto sovente dai miei colleghi. Loro non sbagliano mai.

Ulivo: “Però, da quello che sento, gli umani o s’ammazzano fra di loro o viene loro permesso di morire dal Malgoverno. E poi ci sono quelli che s’abbuffano come maiali, diventano schifosamente grassi, e poi, per non morire, vanno dal dietologo.”

Albero: “Ma perché parli così male degli umani?”

Ulivo: “Ma io non ne parlo male. Semplicemente mi fanno ridere.”

Passante: “Caro Ulivo, quelle che hai menzionato, e che ti fanno ridere, sono una piccola parte delle “sofferenze gratuite”; sapessi, per esempio cosa succede negli ospedali! Ora vado a casa al caldo, perché stare qui in piedi a chiacchierare con voi è bellissimo, però mi vengono i piedi freddi; e poi, c’è mia moglie che mi aspetta.”

Tutti insieme: “Ciao, e tanti saluti a tua moglie.”

 

 

 

 

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È TERRIBILE!

Leggo questo:

da Corriere

da Corriere

Mi sembra una notizia, a dir poco, terribile.

È allucinante dover pensare che “certa gente” voglia distruggere qualcosa di così fantastico.

Certo che se ne avvantaggeranno le Case Farmaceutiche… che potranno mettersi al passo con gli Istituti Bancari.

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Da "GRAZIA".

Da “GRAZIA”.


Caro Umberto Veronesi,
Non so se è vero quello che ho letto su GRAZIA del 5 ottobre scorso, ma se è vero bisognerebbe chiederti: “Come ti permetti di offendere gli Operatori Sanitari che credono “giustamente” nella Medicina Complementare (Non Alternativa)?… e la mettono in pratica con ottimi risultati?”

E poi, bisognerebbe che tu Professore, ex Ministro della Sanità, ti rendessi conto che il compito dei medici è quello di curare il sofferente con scienza (la loro scienza) e coscienza, nonché con umanità senza dover seguire delle direttive come le tue che ci obbligano a ricordare l’arroganza di certi “diktat” di un passato regime, almeno per il momento, non più attuale.

La Sanità italiana ha bisogno di efficienza e onestà; ha bisogno di strutture capaci di fare della diagnostica secondo le esigenze della popolazione. Chi soffre non deve aspettare mesi e mesi per poter accedere a certe pratiche diagnostiche di routine come una colonscopia o una visita cardiologica urgente.

Se hai a cuore il benessere della popolazione, anziché maltrattare la medicina complementare, sarebbe bello se stimolassi lo snellimento della diagnostica. Il cittadino poi, si rivolgerà a chi saprà meglio alleviare le sue pene.

Ti ho dato del tu perché si usa così fra colleghi… anche se non leggerai mai questa mia molto triste.

Quarchedundepegi

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PREFAZIONE DELL’AUTORE

La goccia

Tutti conoscono il proverbio della goccia che fa traboccare il vaso. E quando capita che l’acqua esca abbondante perché chi doveva curarti s’è dimenticato, per l’ennesima volta, di aver di fronte un individuo pensante che ha un corpo e un’anima e ha dimenticato di dare un’occhiata alle “forze della natura”, cioè a tutto ciò che è naturale, può succedere di tutto.
In questo caso, “Chi doveva curarti” non è un uomo in carne ed ossa, ma è un’istituzione di cui noi tutti abbiamo enorme bisogno: è “La Medicina Accademica”, quella medicina che diventa “Ufficiale” perché viene insegnata all’Università.

Noi, io, la mia famiglia, i miei vicini di casa, l’autista del bus, il portalettere, il dirigente della grande industria, il muratore, l’imbianchino, ecc., tutti noi abbiamo bisogno della Medicina Accademica, perché a molti di noi è accaduto di aver quel particolare mal di pancia per cui s’è dovuta aprire la sala operatoria e il chirurgo ha dovuto usare il bisturi, o s’è dovuti ricorrere all’antibiotico a causa di un’imprevedibile polmonite.

Quest’accenno alle necessità di tutti i giorni è sufficiente per comprendere come possiamo e dobbiamo apprezzare tutti coloro che si danno da fare per far conservare al popolo un po’ di salute. Purtroppo, di fronte a un coscienzioso professionista chirurgo che riesce bene nel suo lavoro e riesce a far di nuovo sorridere chi prima soffriva, c’è, malgrado il massimo della democrazia delle nostre latitudini, il Governante e il Docente che, il primo per incapacità e il secondo per miopia, hanno dimenticato ciò che di molto semplice deve essere considerato anche nell’ultimo cittadino: la dignità.
Bisogna però dire che, tanto nel Governante come nel Docente Universitario, non manca mai l’arroganza… ma manca l’umiltà e la consapevolezza che (loro) sono come un granello di sabbia nel deserto e, tutto quello che hanno… è “in prestito”.

Quando oggi si parla di Malasanità è perché è accaduto qualcosa d’importante, di negativo naturalmente, e si cerca subito uno o più colpevoli; la Magistratura fa finta di fare alla svelta e… dopo qualche giorno o qualche settimana, in una località magari molto distante, ecco un altro caso terribile in cui viene amputata la gamba sbagliata o viene trasfuso sangue con un po’ di AIDS. Senza dover andare nei particolari che purtroppo accadono, questi casi hanno, il più delle volte, un colpevole in carne ed ossa: qualcuno ha sbagliato.

Purtroppo, quando si potrebbe, dico si potrebbe, ma sarebbe giusto dire “si dovrebbe” parlare di Malasanità Accademica, non esiste nessun colpevole, se non la pretesa da parte della “Alte Sfere”, di essere i “Depositari del Benessere”, per cui “tutto il resto” è niente e non vale niente.

Ma che cos’è “TUTTO IL RESTO?”. È tutto ciò che è naturale e fa capo alla Natura. Siamo circondati dalla Natura e da fenomeni naturali che potrebbero giovarci e da una tecnologia che potrebbe aiutarci ad utilizzarli. Onestamente però!

Siamo figli di meravigliosi scopritori come Christian Friedrich Samuel Hahnemann che scoprì l’omeopatia e, più recentemente, di George Joseph Goodheart Jr. che scoprì la kinesiologia, in particolare la kinesiologia applicata. Si potrebbe fare un lungo elenco e includere anche l’ipnosi medica… che è un pochino in noi ed esiste da sempre.

Perché questo libro? Perché, se di gocce causa di trabocco ne ho visto molte, questa volta la goccia è stata tale e talmente “grossolana” per cui s’è quasi allagata la Pianura Padana. In questo caso ho vissuto da vicino minuto dopo minuto l’oggetto della “malasanità accademica”: mia moglie. Ringrazio quella buona Stella che nel 1971 mi fece accostare alla Medicina Naturale e mi permise, via via, di conoscere quello che i “Grandi e indiscussi” che stanno nella Stanza dei Bottoni deridono e disprezzano. Quei Grandi che pensano di sapere tutto e deridono nonché disprezzano l’omeopatia, dovrebbero approfondire le loro conoscenze e smetterla di riempirsi la bocca con la parola “scientifico”. L’essere umano è fantastico anche per il fatto che non esistono due individui identici (neppure i gemelli perché non la pensano nello stesso modo) ed è quindi assurdo pretendere certe statistiche… e curare con le statistiche. La medicina non è una scienza esatta… e quindi non può sempre ricadere nel rigore scientifico. La cosiddetta “Memoria dell’acqua” che i Grandi non possono, o non vogliono riconoscere, potrebbe ricevere un contributo di quasi scientificità se si volesse approfondire la realtà della kinesiologia.

Quella “Buona Stella” mi ha permesso di evitare che mia moglie scivolasse in tutto e per tutto nelle fauci della Medicina Accademica… di cui abbiamo però tutti bisogno.

Mia moglie sta ora benissimo!

Perché questo libro? Perché con la descrizione esatta di quanto ho vissuto con mia moglie durante più di tre lunghi mesi, mi sono reso conto che, con buone probabilità, oggi mia moglie non starebbe benissimo. Non starebbe benissimo se avesse seguito i dettami della Grande Medicina. Quindi, dato che ad aiutarci fu la Medicina Naturale, sarebbe bene, più che auspicabile che la Medicina Accademica si togliesse il paraocchi e accettasse umilmente di andare a guardare un po’ più in là dove c’è quella natura che ha assunto nel nostro campo la denominazione di Medicina Complementare… e non più Alternativa.
Questa descrizione può anche consigliare i medici a rapportarsi direttamente col paziente, e non solo attraverso le macchine… perché il paziente, che di solito soffre, ha un’anima e ha qualcosa da dire… e deve essere ascoltato e non minimizzato.

Sarebbe quindi giusto che, tanto a livello Accademico quanto a livello Governativo, si guardasse, non con benevolenza, quanto con interesse costruttivo e “complementare” a quelle medicine che, usate oculatamente, possono far guarire… e non solo migliorare… e con minimo dispendio di energie.

Ho, di seguito, messo l’accento sui Serocytol… che rischiano di morire, sull’omeopatia… che viene considerata acqua fresca e sull’energia dei colori… affascinante realtà per tutti i giorni. Ho inoltre menzionato la realtà delle intolleranze alimentari… quelle vere e subdole portatrici di sofferenze e quella di una kinesiologia spicciola capace di indirizzare serenamente le proposte di guarigione.

Queste tre stupende realtà, coadiuvate dalla conoscenza di quanto ho menzionato, mi hanno permesso di veder rifiorire mia moglie… che, fra l’altro, ha saputo rifiutare certe tossicità irrimediabilmente dannose.

Non basta, nel senso che sarebbe bene che i pazienti imparassero a chiedere, a informarsi dai medici curanti e a pretendere delle risposte chiare; questa descrizione potrebbe aiutarli a difendersi.

Perché noi, tutti noi abbiamo bisogno di una Medicina (e di una Farmaceutica) capace di fare gli interessi di chi soffre. Abbiamo bisogno di un’apertura complementare con tutto ciò che non è sintetico… e quindi naturale.

Anche i Governanti potrebbero, se lo volessero, aprire le porte a questa “complementarità” anziché tacciare come semplice ciarlataneria tutto ciò che sembra troppo semplice ed estraneo al corrente senso comune.

È indispensabile sottolineare che, contrariamente a certe credenze, non tutto ciò che è naturale è positivo o innocuo. È sempre necessario saper distinguere.

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