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Archive for the ‘Nonna’ Category

Questo accadde nell’apparentemente lontano 2011:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2011/03/26/i-nipotini/

Ieri 28 giugno 2015, quattro anni dopo, porto a spasso i miei fantastici nipotini… i primi due.

Decidiamo di andare allo:

Guida Swissminiatur

Guida Swissminiatur

Certamente. Lo decidiamo tutti insieme. Ora sono cresciuti e sanno quello che vogliono. La cosa più interessante è che vanno volentieri a spasso col nonno… e coi mezzi pubblici.

Dapprima col Bus alla stazione… dove con grande meraviglia di tutti tre, ma specialmente per loro due, incontriamo un treno turistico trainato da due locomotive a vapore.

LUGANO - Le Locomotive a vapore.

LUGANO – Le Locomotive a vapore.

Non avevano mai visto due poderose locomotive a vapore, una sicuramente tedesca… e per giunta col tender carico di carbone.

Oggi il carbone, per la maggior parte dei bimbi, è abbinato alla Befana.

Aspettammo che partissero. Fu una partenza spettacolare preceduta da un fischio quasi violento che li spaventò.

Trovammo poi il nostro treno, per loro sempre bello, e dopo due fermate: Melide… sede di Swissminiatur… dove sono sempre molti turisti di lingua tedesca. Se poi la giornata è bella come ieri…

Li lasciai liberi di muoversi come volevano:

Eccoli i miei nipotini mentre guardano il famoso GLACIER EXPRESS.

Eccoli i miei nipotini mentre guardano il famoso GLACIER EXPRESS.

Come sono cresciuti rispetto al 2011; e quante cose sanno! Ma quante cose NON sanno del passato… recente!

Prima che arrivasse la massa li portai a mangiare una scaloppina impanata e tante patatine.

Quante patatine è capace di mangiare un bimbo!

Poi un gelato, sempre offerto dal nonno, ancora un bel giro in mezzo alle costruzioni in miniatura e corse dietro ai trenini, finché la stanchezza consigliò il ritorno alla casa dei nonni dove la nonna aveva preparato un’ottima merenda con budino alla vaniglia.

 

 

 

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HO UNA NIPOTINA! SONO FELICE

Proprio così.
Da un paio d’ore sono diventato per la quinta volta nonno… per la prima volta una nipotina.

Anche la Nonna è molto contenta.

foto
È piccolina. Pesa solo 1800 grammi ma è viva e vitale.

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Questo francobollo decisamente brutto ha molto da insegnare.


Mi è capitato per caso tra le mani e, considerato il periodo di crisi che stiamo attraversando, ho pensato bene di dilettarmi a raccontarlo. Non credo servirà a qualcosa ma, se qualche giovane arriverà a leggermi, forse, dico forse potrà essere utile.
Sicuramente è utile a me anche perché mi fa ricordare mia Nonna. Infatti la cartolina postale sul quale fu applicato questo francobollo, fu spedito dalla cittadina dove abitava mia nonna. Dal timbro è possibile vedere che siamo nel bel mezzo del 1942 anno in cui la guerra era già iniziata e stava per scaricare sulla popolazione mondiale tutte le miserie possibili e immaginabili.

La Svizzera, come sicuramente molti giovani non sanno, era una Nazione neutrale che non parteggiava ufficialmente per nessuno dei contendenti, ma aveva un pizzico di paura. Sicuramente sarebbe piaciuto a Hitler invaderla come fece con altre nazioni vicine. Può darsi che non ci provò dato che un paese neutrale faceva comodo o perché sapeva essere la Svizzera pronta a difendersi dove le montagne diventavano particolarmente inespugnabili.

Molti, anzi moltissimi italiani sono convinti che la Svizzera sia in buone condizioni economiche grazie ai soldi che dall’estero sono finiti nei suoi forzieri… o meglio nei forzieri delle sue banche.

Grazie a NOVI  e i BACI PERUGINA molti italiani sanno che oggi non è necessario andare fino in Svizzera per gustare un buon cioccolato. 

Molti italiani non sanno che in Svizzera si parlano 3 lingue e che nel Cantone Grigioni oltre al tedesco e all’italiano  ci sono delle zone in cui si parla Romancio e Ladino.

Questa cartina è molto significativa. Oltre ai confini linguistici mostra i confini dei vari Cantoni.

Malgrado tutte queste lingue gli svizzeri riescono ad andare d’accordo e a prosperare.

Moltissime altre cose non so e non sa la maggior parte degli italiani. Una cosa però è certa; la Svizzera non deve la propria prosperità agli evasori fiscali dei Paesi confinanti e neppure agli “esportatori” di valuta. Deve la prosperità a una Politica seria, lungimirante, non solo egoistica (quindi anche altruistica) e a industrie e prodotti di qualità che riescono ad esportare anche in periodi di crisi.

Nella politica “lungimirante”  ci fu il francobollo all’inizio dell’articolo. Fu stampato anche in tedesco e in francese e… mi sembra.. fu piuttosto chiaro.

Mi è sembrato piuttosto attuale. L’Italia vuole resistere ma molti italiani non riescono a rinunciare a nulla… e se sono obbligati a fare delle rinunce, non ricordano i periodi d’oro dell’abbondanza.

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L’odierna giornata estiva di tipo canicolare mi ha permesso di gioire la presenza dei nipotini. Sempre loro; sempre gli stessi; sempre i meravigliosi ispiratori dei miei articoletti.

La giornata fu molto semplice. Alle 14.45 sul vaporetto del Lago di Lugano. Con mia moglie coi quali stanno meravigliosamente, (stravedono per la loro Nonna!), si va a fare un giretto fino a Gandria, si scende a prendere un gelato e, poco più di un’ora dopo si risale sul vaporetto per tornare a casa.

GANDRIA – LAGO DI LUGANO

Non è immaginabile la gioia di quei due pargoli, della loro nonna e, naturalmente, dello scrivente.

Non era la prima volta che li portavamo a fare un “giretto” sul lago.

Questa volta però mi sovvenne la grande gioia che avevo nel fare il “giretto” sul Lago di Costanza dove abitava mia Nonna. Ero il nipotino.

Ricordate quell’articoletto nel quale cercai di raccontare le peripezie di un viaggio da Genova alla Svizzera? Per la precisione è l’Articoletto 7. Si andava dai Nonni. Mio Nonno ci “lasciò” nel 1946; mia Nonna visse ancora un po’ di anni e ospitava volentieri i nipotini.
Forse ero un poco il suo nipotino prediletto per cui durante un’estate rimasi da lei per circa un mese. Fu un mese bellissimo. Ricordo come potevo socializzare con un bimbo del vicinato, si chiamava Fridulin, e come si andava in giro a piedi nudi.

Mia Nonna si alzava molto presto, e tutte le mattine andava a Messa. Io, riuscivo a svegliarmi di buon’ora e andavo nella stessa bellissima chiesa a fare il chierichetto.

La Chiesa Cattolica dal Lago

Ci andavo per conto mio; mia Nonna assolutamente non mi obbligava; mi piaceva moltissimo tanto più che avevo imparato a servir messa col metodo svizzero molto preciso e ordinato. Già a quell’età non c’era spazio per il pressapochismo. Lo facevo molto volentieri dato che nei giorni feriali c’ero solo io e questo mi faceva sentire molto importante. Che tristezza quelle mattine in cui non riuscivo a svegliarmi in tempo!
Alla domenica c’erano poi anche gli altri bimbi e, fare il chierichetto era diventata un po’ una gara. La mia presenza nei giorni feriali, mi aveva concesso una posizione privilegiata.

Durante quelle giornate estive, oltre ad andare “per parenti”, il mio passatempo preferito era quello di andare a pescare. Pescavo col bolentino dalla riva. Ricordo che in un giorno arrivai a pescare ben 18 pesci. Mia Nonna non li cucinava; tanto più che erano pieni di spine.

Un giorno alcuni parenti mi acquistarono il pescato pagandomelo “profumatamente”. Non ricordo assolutamente la cifra di quel favoloso guadagno; ricordo invece benissimo quanto mia Nonna si arrabbiò quando glielo dissi.

Già a quei tempi, per i bimbi, i soldi erano molto importanti.

Infatti, una bella mattina, dopo aver servito la messa, una donna che mi vedeva tutte le mattine, e mi apprezzava, mi regalò 5 franchi. Non me l’aspettavo, ma soprattutto ero molto stupito che il mio “servire piamente la messa” venisse remunerato. Cinque franchi per me era una gran bella cifra.

Un paio di volte, alla domenica, si andava col vaporetto, in una cittadina vicina a trovare la sorella della Nonna o addirittura lei veniva, sempre col vaporetto, a prendermi.

UN VAPORETTO DEL LAGO DI COSTANZA

Il lago di Costanza ha una grande superfice e ha quindi dei vaporetti piuttosto grandi. Era in me la stessa gioia che mi dimostrano oggi i miei nipotini.

Un giorno, una cugina di mia madre, sempre col vaporetto, mi portò dall’altra parte del lago, in Germania, a Friedrichshafen, la patria dei famosi Zeppelin.
La cugina aveva alcune faccende da sbrigare presso conoscenti anteguerra rimasti separati per alcuni anni. La cittadina aveva un aspetto che potremmo definire “dismesso”; aveva perso lo splendore degli anni d’oro.
Probabilmente erano ancora ben visibili le ferite della guerra. Ricordo la strana atmosfera che si respirava. Rispetto alla Svizzera dove tutto funzionava alla perfezione, là sembrava ancora tutto “provvisorio”. Almeno questo è quello che è rimasto impresso nella mia mente.
Se andate oggi a Friedrichshafen, non solo trovate una cittadina allegra, gentile ed efficiente, ma potete anche vivere l’ebbrezza di un volo sul “rinnovato” Zeppelin

IL “RINNOVATO” ZEPPELIN

e visitare il museo che vi farà rivivere gli anni d’oro in cui si attraversava lussuosamente l’Atlantico sul Dirigibile più grande e più “disgraziato” del mondo.

Forse potrà essere interessante ritornare sull’argomento

Quarchedundepegi

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E, ancora una volta, questi miei meravigliosi nipotini (forse un giorno vi mostrerò una loro fotografia), mi ispirano e mi fanno ricordare…
Devo aggiungere che nel ricordo che vi racconterò c’è anche un collegamento alla seconda guerra mondiale.

Qualche settimana fa…

Una bella domenica si va a cena in casa dei nipotini. Loro apprezzano molto il budino di vaniglia che fa la Nonna. Che poi se lo si gusta con un po’ di panna momtata è una vera goduria.

La Nonna decide di portare il budino di vaniglia; la panna verrà montata al momento. Per andare dai nipotini in macchina, bisogna lasciare il budino nello scodellone; l’importante, dato che nelle curve potrebbe scivolare via, è muoversi con delicatezza.e affrontare le curve con una delicatezza ancora maggiore.

Questo “andare” mi fece tornare alla memoria i viaggi serali per sfuggire ai bombardamenti.

All’estrema periferia della città c’era una località apparentemente tranquilla che non avrebbe dovuto essere meta di incursioni aeree.

Se la serata si annunciava metereologicamente serena, senza nubi o con poche nubi, cresceva la possibilità delle incursioni aeree. Il mio papà, che poteva essere considerato benestante, aveva a disposizione, se necessario, una macchina della ditta dove lavorava. Lui non guidava la macchina e allora c’era a disposizione anche l’autista. La macchina non era di lusso; era una semplice Balilla, non ricordo se a due o a quattro porte; in ogni caso sufficiente per poter raggiungere la località “tranquilla” per passare la notte senza il pericolo di ricevere una bomba in testa.

CREVARI

All’imbrunire, tutti in macchina. Due adulti e tre bambini più l’autista. Si stava un po’ schiacciati, ma per quei tempi era un gran lusso. Naturalmente le cinture di sicurezza non esistevano ancora e i sedilini per bambini sarebbero stati lo spunto per una barzelletta. Il lusso stava anche nel fatto che c’era benzina a disposizione. La ditta per cui lavorava mio papà, era, in un certo senso, alle dipendenze dello stato. In poche parole lavorava per la Guerra. Quella parte di Guerra che cercavamo di sfuggire.

Una componente molto importante di questo viaggio era la cena. Nella casa dove saremmo andati a passare la notte, avremmo anche cenato. Mia Mamma portava una brocca con la minestra. Faceva parte della cena. Il viaggio non era lungo, ma, specialmente nell’ultima parte, la strada era molto dissestata e c’erano diverse curve. Se non si faceva abbastanza attenzione la minestra usciva e, oltre al fatto che avrebbe sporcato i vestiti e i sedili della macchina, ci sarebbe stata meno cena.

Da dove si arrivava con la macchina, per raggiungere l’abitazione “nostro dormitorio” , bisognava camminare ancora circa un quarto d’ora.
Naturalmente, una volta arrivati, si cenava e poi si andava a letto.

Di questi sfollamenti notturni ci sono due punti importanti che vanno sottolineati.
Il primo punto piuttosto grottesco è che a pochi metri dalla casa nella quale andavamo a passare la notte, le truppe tedesche installarono un robusto “Riflettore” antiaereo. Quella casa diventò quindi molto pericolosa.

RIFLETTORI

Il secondo punto, che penso molto importante dal punto di vista umano. L’autista che ci portava rocambolescamente era dipendente della ditta per cui lavorava mio padre. Era sempre a disposizione e non credo che ricevesse uno stipendio anche per “portare a spasso” una famigliola che aveva paura delle bombe. Non ho la possibilità di informarmi, ma a quanto ne so, lo faceva per quella solidarietà a quei tempi stupendamente vera e non rara..
Non credo esistessero rivendicazioni salariali di tipo sindacale.
Purtroppo, e dico proprio purtroppo, accadde che, dopo il 25 aprile 1945, molti dirigenti della zona, che avevano precedentemente “abusato” della loro posizione, furono fatti “sparire”. Mio padre rimase vivo. Quasi sicuramente perchè, con stratagemmi particolari e innocue bugie, riuscì a eludere determinate pretese dell’Esercito Tedesco occupante e in particolare delle SS, La conseguenza fu che nei momenti più terribili e foschi dell’occupazione nazista, a nessun dipendente di quella ditta fu “torto un capello”.

LA GUERRA FINÌ E QUELLA SOLIDARIETÀ ANDÒ IN VACANZA!

Recentissimamente ho saputo che PNF, ossia Partito Nazionale Fascista veniva detto, da chi era obbligato a fregiarsi del distintivo,  anche:

PER NECESSITÀ FAMILIARE.


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