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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

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Registrazione del 17 maggio 2017

Personaggi:
Passante Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua e L’Albero,

Alessandro: “Buon giorno ragazze; come state?”

Petulante e Ingenua all’unisono: “Molto bene grazie.?

Alessandro: “E tu amico mio Albero?”

L’Albero: “Io sto molto bene, grazie. Sono un po’ triste perché non m’è piaciuto quello che ho sentito dalla Grecia.”

Alessandro: “Cosa non t’è piaciuto?”

L’Albero: “Che gli Umani greci siano costretti a fare sciopero generale contro una terribile austerità che li sta mettendo sul lastrico. Non capisco fino a che punto è necessario castigare un popolo che in passato ha vissuto forse un po’ allegramente.”

Da “Economia e Finanza”

Alessandro: “Hai perfettamente ragione. È vero, hanno avuto una finanza allegra e magari non avrebbero avuto il diritto di avere l’Euro.”

L’Albero: “Ho delle perplessità. Gli Umani di Germania che pretendono questa austerità non lo sapevano proprio? E poi, siamo sicuri che pensavano già allora di arricchirsi dopo l’entrata degli Umani greci nell’Euro? Infine, tutte le mie foglie rabbrividiscono al pensiero che dopo la “Discesa della Wehrmacht” in Grecia, c’è ora la “Discesa della tecnica tedesca” ad imbrigliare il popolo greco. Ma questa non è un’Unione, questa è una schiavizzazione anni 2000.

Manifestazione ad Atene

Alessandro: “Certo, uno sciopero così, o certe manifestazioni non finiscono in modo drammatico come nel giugno del 1944 a Sestri Ponente.”

Ingenua: “Ciao Alessandro. Cos’era successo a Sestri Ponente… ma dov’è Sestri Ponente?”

Alessandro: “Sestri Ponente fa parte di Genova e si trova sulla costa.”

Petulante: “E cosa accadde di particolare nel giugno del 1944. Se non sbaglio, la Seconda Guerra Mondiale non era ancora finita.

Alessandro: “Non sbagli cara amica. A Sestri Ponente c’erano molte fabbriche di grande importanza, fra cui i Cantieri Navali, quelli che costruirono la famosa nave Andrea Doria. Ebbene, durante la guerra, se non sbaglio, il 9 giugno gli operai di Sestri scesero in sciopero perché naturalmente non erano soddisfatti di quello che stava accadendo. Nello scioperare non considerarono con sufficienza che a governare l’Italia del nord erano le truppe tedesche d’occupazione e i repubblichini della Repubblica di Salò.”

Petulante: “Perché, cosa accadde?”

Alessandro: “Accadde qualcosa di terribile. Accadde quel qualcosa che solo pochi riuscirono a prevedere… fra cui il Prefetto di allora; cioè che qualche giorno dopo, e precisamente il 16 giugno, le truppe tedesche aiutate dalle Brigate Nere rastrellarono gli operai delle varie fabbriche, li caricarono così com’erano sui camion e poi sui carri bestiame e li trasportarono in Germania.”

Petulante: “Ma potevano farlo?”

Alessandro: “Se potevano farlo o no… lo facevano e… bisognava stare buoni perché comandavano loro. Le Brigate Nere, anche loro dovevano ubbidire, così come Mussolini. L’avevano relegato sul Lago di Garda e gli facevano credere di essere lui a comandare.”

Ingenua: “Ma tu c’eri?”

Alessandro: “In un certo senso sì. Avevo 8 anni e abitavo sfollato coi miei due fratelli all’estrema periferia della città.”

Ingenua: “E la tua mamma e il tuo papà?”

Alessandro: “Beh, la mia mamma era con noi, e mio papà lavorava anche lui a Sestri.”

Ingenua: “Cosa faceva? Su, raccontaci come andò a finire.”

Alessandro: “Mio papà era il Direttore di una Ferriera con circa 300 operai… poco lontano dai Cantieri Navali. Mio papà non era né fascista e neppure comunista, ma cercava di muoversi per il bene degli operai. In questa situazione aiutò concretamente gli operai della fabbrica.
L’importanza del lavoro era fondamentalmente per aiutare lo sforzo bellico; molto importante per il Reich che stava perdendo colpi. Quindi lo sciopero significava danneggiamento e doveva assolutamente essere evitato, anche se molti scioperi erano semplicemente per fame.
Prima di uno di questi scioperi, mio papà sentì che stava per accadere qualcosa di terribile, in un certo senso sentì in anticipo “puzzo di bruciato”, e bisognava correre ai ripari. Fece semplicemente una telefonata; telefonò al comando delle SS. Mio papà, che da giovane aveva studiato molto, sapeva molto bene il tedesco. Disse a telefono, quasi testualmente: “Domani ci sarà sciopero generale. Mi dispiacerebbe che ci fossero dei disordini. Quindi, domani io darò libero ai miei operai; dirò loro di non venire al lavoro per evitare disordini con gli operai delle altre fabbriche.”
“Va bene.” gli rispose il graduato delle SS “Fa bene. Mi sembra una buona idea.”
Quando uscì dall’ufficio, passando vicino ad alcuni operai disse loro: “Mi raccomando, domani non venite a lavorare.”
“Sicuramente.” Risposero loro convinti che il giorno dopo avrebbero incrociato le braccia, avrebbero fatto sciopero come tutti gli operai di Sestri Ponente. Il giorno dopo Genova si fermò. Gli operai di numerose fabbriche non andarono a lavorare. Anche gli operai della fabbrica dove lavorava mio papà non andarono a lavorare; loro erano convinti di essere scioperanti, per il comando delle SS invece, a loro era stato dato congedo per evitare disordini, quindi non erano scioperanti e non boicottavano le produzioni, dirette o indirette, belliche.
Quando arrivò il 16 giugno gli operai di Sestri Ponente andarono regolarmente al lavoro, ma ebbero la terribile sorpresa di trovare davanti ai cancelli i camion delle SS. Anziché poter andare regolarmente al lavoro furono fatti salire sui camion e deportati in Germania. Certe cose non devono succedere! Il regime non è democratico e lo sciopero è dannoso! Così la pensavano i tedeschi.
Gli operai della fabbrica di mio papà non furono toccati, ebbero la possibilità di tornare tranquillamente al lavoro e alla sera a casa. Tutti gli altri no. Furono caricati su vagoni piombati e spediti in Germania a lavorare per Hitler o in qualche campo di concentramento, particolarmente a Mauthausen.
Bastò una telefonata ben fatta… ma soprattutto in quella lingua che gli italiani erano arrivati ad odiare.”

Ingenua: “Lo sai Alessandro che ti ho ascoltato senza batter ciglio e mi sono anche un po’ commossa. In ogni caso mi sono venuti i brividi.”

Petulante: “Gli operai della fabbrica dove lavorava tuo papà, gli hanno dimostrato gratitudine?”

Alessandro: “Qualcuno sì; la maggior gratitudine fu che, a guerra finita ci furono molte rese dei conti e molti dirigenti finirono nei forni e… buonanotte. Mio papà non fu neppure toccato. Ebbe anche un altro confronto con le SS per salvar la vita a un operaio, ma questo ve lo racconterò un’altra volta. Quelli erano tempi terribili e… strani. Le frontiere erano importantissime, e l’hanno sempre saputo i cittadini del Canton Ticino.”

Petulante: “Perché parli delle frontiere?… e in particolare del Canton Ticino?”

Alessandro: “Perché proprio a quei tempi in cui gli operai genovesi venivano trascinati in Germania, l’ebreo, se catturato dai tedeschi, finiva anche lui su un carro ferroviario con destinazione Terzo Reich.”

A sinistra: LAVENA PONTE TRESA ITALIA – A destra: PONTE TRESA SVIZZERA

Petulante: “E cosa c’entrano i nostri confini?”

Alessandro: “Guarda un po’ questa fotografia.

Ingenua: “È proprio bella! L’hai fatta tu?”

Alessandro: “Sì, la foto l’ho fatta io. A parte la simpatica foto che permette alle case di specchiarsi in un’acqua quasi calmissima, è interessante notare come le case di sinistra siano nella Repubblica Italiana, e quelle a destra nella Confederazione Elvetica. Durante la guerra non si poteva passare da una parte all’altra come si fa ora, e, ancor peggio, chi si trovava di qua stava tranquillo e non aveva nulla da temere, chi invece stava di là, non sapeva assolutamente cosa avrebbe potuto succedergli; se poi, chi stava di là era ebreo, specialmente dopo il famoso 8 settembre 1943, se i tedeschi lo trovavano, era molto difficile che non finisse in una tedesca camera a gas.

Ingenua: “Cos’è la camera a gas?

Alessandro: “La camera a gas è un metodo di esecuzione della pena di morte ancora in uso in alcuni degli Stati Uniti d’America. Col gas molto tossico scatenato dal cianuro in una reazione particolare si ottiene un gas talmente venefico per cui un Umano muore nello spazio di pochi minuti. Lo stesso metodo usarono i Nazisti per sterminare gli ebrei.

Ingenua: “Che brutte cose fate voi Umani.

L’Albero: “Care ragazze, voi avete sempre vissuto qui in Svizzera dove da moltissimi anni si parla solo delle guerre degli altri e di Umani che si picchiano per un nonnulla o perché il vicino ha delle materie prime interessanti. Contatteremo presto il nostro amico Tasso che dovrà raccontarci ancora quanto accadde dalle parti di Trieste, Fiume e Pola dal 1943 in poi.”

Petulante: “Perché vogliamo sapere?”

L’Albero: “Perché i giovani di oggi, quelli che hanno tutto e pretendono sempre di più… non tutti per fortuna, devono sapere cosa accadde e, sapendo, si può sperare che si comportino in modo un poco saggio.”

Petulante: “Ma i vecchi sanno tutto?”

L’Albero: “Molti vecchi e molti adulti non ne sanno niente.”

Petulante: “Com’è possibile?”

L’Albero: “Possibilissimo… sempre a causa della malvagità di alcuni Umani che si combattevano e volevano avere la supremazia. C’erano i Fascisti e al loro posto volevano subentrare i Comunisti… che non volevano che si sapesse che avevano fatto e stavano facendo tante cose brutte.”

Ingenua: “Non potresti essere un po’ più chiaro?”

L’Albero: “Un’altra volta. Ora posso solo dirvi che i Comunisti italiani non volevano che si sapesse cosa succedeva in Istria, cioè da quelle parti là.”

Petulante e Ingenua: “Va bè… abbiamo capito… devi fare il tuo riposino. Ciao.”

Alessandro: “Ciao ragazze… anch’io devo andare.”

Petulante e Ingenua: “Ciao Alessandro. Torna presto a trovarci.”

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venerdì 23 dicembre 2016

Ulivo: “Avete sentito cos’è accaduto di terribile? in Germania? a Berlino?”

Petulante: “No.”

Ulivo: “La sera del 20 dicembre.”

Petulante: “No.”

Ulivo: “Un TIR è piombato sulla folla del mercatino di Natale, e ha ammazzato 12 persone. Ha ammazzato anche l’autista polacco del camion. Sembra sia un tunisino che è riuscito a scappare.”

Petulante: “È terribile! Ma come fanno gli umani ad essere così malvagi? Quando mettono le chiappe sui miei legni, parlano tranquillamente del più e del meno… o si baciano in silenzio. Gli umani sanno anche cos’è l’amore. Perché così tanto odio? Mi dice però che il cattivo è riuscito a scappare? I tedeschi che sono così perfetti se lo sono lasciato scappare?”

Ulivo: “È vero, però mi dice la tua collega, che chiameremo “Amica 1” che proprio oggi l’hanno “cuccato”, il tunisino cattivo, a Sesto San Giovanni vicino a Milano.  L’hanno ammazzato perché ha sparato a uno dei due poliziotti; l’altro è riuscito a freddarlo.”

Petulante a Amica 1: “Come hai fatto a saperlo?”

Amica 1: “Poco fa si son seduti su di me due umani, e armeggiavano coi telefonini, e uno, a un certo punto ha detto forte all’altro: “Che bello, hanno beccato quello stronzo di tunisino e l’hanno fatto fuori.”

Petulante: “Hanno anche detto come ha fatto ad arrivare in Italia?”

Amica 1: “Sì, è passato dalla Francia.”

Petulante: “Quindi, tanto i tedeschi, quanto i francesi se lo sono lasciato scappare. Per queste cose ci vogliono gli italiani. Ne parlano sempre male, ma quando vogliono, le cose le sanno fare.”

Ulivo: “Sì, quando vogliono.”

Petulante: “È proprio così.”

Ulivo: “La prossima volta ti racconto di quello che è successo a Roma.”

Petulante: “Lasciamo passare il Natale. Ciao… anche a te Amica 1. Saluta anche Amica 2. “

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

Esistono moltissimi abissi. Ci sono quelli che fanno paura e quelli che fanno arrabbiare.
Prenderò prima in considerazione quelli che fanno arrabbiare; quelli dei politici, e particolarmente quelli dei “nostri” politici, quelli che tutti i giorni si presentano a noi per fare delle dichiarazioni o delle asserzioni. E dove sono gli abissi? Semplicissimo, fra quello che dicono e quello che fanno.
Ne considero solo due; uno piuttosto recente del nostro osannato Matteo Renzi che, da sindaco di un’importante città italiana è riuscito, senza essere mai stato eletto dagli italiani, capo del governo della Repubblica Italiana. È arrivato in un momento in cui la cittadinanza aveva bisogno che qualcuno portasse aria fresca e un pizzico di benessere.
Nel momento in cui sembrava che andasse tutto bene e i ristoranti italiani, secondo il Berlusconi, erano tutti con molti clienti, arrivò un certo Monti, buon parlatore, sempre calmo ed efficiente. Già in quel momento, fra il Berlusconi e il Monti c’era “un abisso” e l’Italia tutta cominciò a sperare. Chi governava sapeva il fatto suo. L’ammucchiata che si presentò all’italica stirpe non era fatta di politici di professione; era fatta bene, era fatta di tecnici che la sapevano lunga, che avevano studiato e insegnavano ai giovani. Erano degli intellettuali che, per salvare la Patria s’abbassavano a rango di “governanti”. Non sapevano cos’era la diplomazia, e ancor meno cos’era l’ipocrisia. Sembravano dei puri e gli italiani pendevano dalle loro labbra e, un certo numero si ritrovò sul lastrico… senza arte né parte.
Ecco che arriva Matteo Renzi; arriva a gomitate, d’altra parte credo che in politica sia un poco come il gioco del rugby, e riesce ad imbonire tutta l’Italia, o quasi tutta. Si capisce subito che farà molte cose belle… per far risparmiare gli italiani e snellire la vita di chi vuol lavorare. Per prima cosa, e in quattro e quattro otto, risolverà il problema della legge elettorale e farà scomparire le Province; e poi diminuirà le tasse e la disoccupazione. Insomma farà di tutto. Non dirà che migliorerà i Servizi, perché farà sicuramente parte di quel suo fantastico programma.
da web
Ecco l’abisso, fra quello che ci ha promesso e la situazione in cui ci troviamo oggi… che vede tanti poveri in più… veri poveri.
Ma, si sa, a metterlo sul podio della repubblica italiana fu un Presidente che qualcuno considera “salvatore della Patria”. Quel presidente non potrà mai considerarsi salvatore della nostra vera democrazia finché non avrà sconfessato quanto da buon comunista disse nel 1956, e cioè che in Ungheria i carri armati sovietici sparando sulla folla e uccidendo i rivoltosi “avrebbero rafforzato la pace nel mondo”.
C’è un abisso fra chi inneggia alla “carneficina” e pretende di salvare la democrazia di un popolo.
Comunque sia, si sa, i nostri Governanti furono sempre efficienti e pronti quando si trattò di salvare l’Italia dalle catastrofi. Grande fu Badoglio che, col suo Armistizio, non si capisce come poté essere così ingenuo, lasciò la metà dell’Italia allo sbaraglio in mano ai nazisti e l’Italia del Nord Est in mano alla ferocia dei titini.

Una foiba carsica.

Una foiba carsica.

Ed è qui che a partire dal 1943 i naturali abissi carsici poterono inghiottire migliaia di italiani, morti o vivi non importa; l’importante fu farli sparire perché non avessero più nulla da dire.
Certo, in quei momenti l’Italia non c’era e non poteva far molto, ma dopo, quando ricominciò ad esistere, dimostrò tutta la sua incapacità verso i compatrioti eliminati o profughi.
Le foibe o inghiottitoi avevano nascosto migliaia di persone e la politica di Tito aveva confiscato e statalizzato tutto. Chi aveva vissuto da sempre a Pola, fu obbligato ad abbandonare tutto da un giorno all’altro. Cosa fece il nostro Governo quando firmò il Trattato di Osimo per tutelare i connazionali profughi che avevano perso tutto?
Analogamente, cosa fece nel momento in cui la Slovenia e successivamente la Croazia chiesero di entrare a far parte dell’Unione Europea? Non tutti sanno che, nell’Istria oggi croata, dopo l’indipendenza della Croazia, inglesi, tedeschi e austriaci potevano liberamente acquistare immobili; agli italiani era vietato.
Mi sto documentando, ma credo che fra le malvagità degli italiani in Slovenia e nella ex Iugoslavia e le atrocità degli slavi verso gli italiani, non solo non fascisti, ma addirittura comunisti, ci sia veramente l’ennesimo “abisso”.

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SE NON HAI TEMPO PER LEGGERE FINO IN FONDO… LASCIA PERDERE.

NON SCRIVERE “Mi piace” SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

Chiesero ad Alessandro Depegi di scrivere qualcosa su “IL DISPREZZO”.

Considerando il momento drammatico nel quale sembra si voglia pretendere di far precipitare l’Italia, anche se sarà inutile, mi piace esprimere agli italiani il pensiero di un italiano che è andato a vivere all’estero a causa dell’ignoranza (termine benevolo) di Burocrati e Legislatori.

Questo è quanto Alessandro Depegi riuscì a partorire:

La parola disprezzo sembra una parolaccia; quasi sinonimo di odio. Se si dice che non si dovrebbe mai odiare, perché l’odio mette in moto tossine difficilmente degradabili che danneggiano chi odia, analogamente non si dovrebbe mai disprezzare nulla e nessuno.

Leandro ha cercato di analizzare questo particolare problema, e si è reso conto che non è così.

Ha cercato sul dizionario il significato della parola, e ha trovato: Sentimento di chi, giustamente o ingiustamente, ritiene una persona o una cosa troppo inferiore a sé, o vile in sé stessa, o comunque indegna della propria stima e considerazione.

Leandro si è reso conto che, spesso e volentieri, si usa il termine disprezzo per sottolineare il suo opposto, come, per esempio: “Non disprezzerei l’idea di vincere alla lotteria” anche se, chi dice o pensa questo non compra mai il biglietto della lotteria.

Tornando al disprezzo vero e proprio, quello o quelli per cui Leandro sente un disprezzo quasi viscerale sono quegli individui che permettono o addirittura desiderano l’altrui sofferenza, definita “gratuita”.
Nella categoria di quelli che lo “permettono”, Leandro non può evitare di considerare certi vigliacchi politicanti da strapazzo che, pur di non perdere ciò che hanno acquisito, non prendono posizione e permettono appunto la sofferenza “gratuita”.
I campi nei quali agiscono questi ignobili personaggi sono un po’ dappertutto; per Leandro però, che ne ha vissuto una “buona fetta”, un campo che sta sotto gli occhi di tutti è quello della Sanità. Il riferimento non è verso quei clamorosi casi di malasanità fortunatamente isolati e frutto d’imperdonabili errori, ma sempre errori che non possono far parte della normalità, ma verso quell’osceno “andazzo” che permette di maltrattare chi soffre.
Non sono sofferenze volute, ma permesse quelle che “abbandonano” un malato su una barella in un rumoroso corridoio privo di servizi, quelle che “obbligano” a lunghe attese chi dovrebbe sottoporsi a importanti esami come colonscopie, TAC, Risonanze magnetiche o anche urgenti interventi chirurgici e quelle che consentono lunghe code per semplicemente ottenere un appuntamento presso un sanitario.
La dignità di chi già si trova a soffrire non può e non deve essere calpestata solo perché è necessario risparmiare.
Leandro non concepisce il trincerarsi dietro al: “Mancano i fondi.” I soldi ci sono, solo che vengono usati nel modo sbagliato o finiscono in tasche molto profonde.
Inoltre, sempre parlando di Sanità, non dovrebbe essere neppure concepibile una lunga sala d’attesa per chi si presenta al Pronto Soccorso; diventa concepibile solo di fronte a imprevedibili catastrofi.

Sempre con cognizione di causa, essendo il disprezzo un non apprezzamento, Leandro non può apprezzare quelle organizzazioni sindacali che producono scioperi più o meno generali solo ed esclusivamente per ragioni politiche. Secondo Leandro, queste organizzazioni vorrebbero sostituirsi ai governanti, quando la loro funzione dovrebbe essere quella di tutelare il mondo del lavoro aiutando il lavoratore a comprendere che ha sì dei diritti ma anche dei doveri.
I Governanti, almeno in Italia, sono eletti democraticamente e dovrebbero muoversi per il bene del popolo.

Da Adnkronos

Da Adnkronos

Sanno i sindacalisti che, con uno sciopero generale, provocano infinite sofferenze “gratuite”? È quello che vogliono? Credono in quel modo violento di salvaguardare la dignità dei lavoratori che rappresentano?
Se è quello che vogliono, pur di ottenere dei miglioramenti per il mondo del lavoro, non siamo più nel campo di chi permette sofferenze, ma di chi vuole produrre sofferenze quanto mai “gratuite”.
Secondo Leandro, che si trovò più volte a soffrire a causa di astensioni dal lavoro, il diritto di sciopero e la minaccia di sciopero dovrebbero essere presi in considerazione solo in situazioni estreme; in caso contrario non si dovrebbe poter neppure pensare all’esistenza di un contesto civile. Viene da sé che lo stesso ragionamento di inciviltà si applica anche ai Governanti incapaci di essere tali per il bene del Paese.

Il massimo del disprezzo va poi a chi vuole a tutti i costi l’altrui sofferenza, a chi priva della libertà e della vita anche un solo uomo o una sola donna, a chi appellandosi alla ragion di stato, a odio popolare o a pretese religiose, priva popolazioni intere della patria, di ogni avere o anche della vita.
Non è necessario andare indietro ai tempi del genocidio degli Armeni o ai tempi di Hitler. Oggi, o se si preferisce nei giorni che stiamo vivendo, alcune popolazioni vengono private di terre, libertà e vita.

Palazzo Ephrussi a Vienna

Palazzo Ephrussi a Vienna

Leandro rimane inorridito di fronte a quelle violenze accadute in passato tipo quella del banchiere Viktor Ephrussi che, da un giorno all’altro, a causa del famoso Anschluss voluto da Hitler, si trova in quel di Vienna, con tutta la famiglia ad essere privato di tutto.

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Non riesco a capire come si possa avere una fantasia così perversa e crudele che possa spingere ad atti così vigliacchi e inconcepibili come quello accaduto questa mattina a Brindisi.

Non credo ci possa essere una attenuante verso gli esecutori e verso i mandanti di un atto così feroce e, per giunta, e soprattutto contro giovani e innocenti vite. Come si fa ad avere cotanto odio verso delle ragazzine che speravano nel futuro?

Nell’ipotesi che riescano a trovare tanto i mandanti quanto gli esecutori e riescano ad arrivare senza indugio a un processo, non riesco a pensare che possano esistere delle persone “oneste” capaci, in un caso come questo, di fare l'”Avvocato difensore”.

Questa figura vi mostra gli imputati del processo di Norimberga. Siamo nel 1945. Una buona parte di questi personaggi fu condannata a morte e la condanna fu eseguita. Mi chiedo: “Che differenza c’è fra questi personaggi e quelli che hanno comandato ed eseguito la vigliaccheria di questa mattina a Brindisi?”

Vi sembro esagerato?

C’è una differenza. Quelli del Terzo Reich hanno rischiato in proprio!

È LA QUALITÀ QUELLA CHE CONTA NON LA QUANTITÀ!

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Scartabellando ho trovato una cartolina di Madrid. In bianco e nero. Del 1963.

Non è niente di speciale. Mi fu spedita in Svizzera dove lavoravo da 5 mesi. A spedirmela fu un compagno di studi.

MADRID - PIAZZA DI SPAGNA

Non sono mai stato a Madrid e non so neppure se questa piazza è ancora così o ha subito dei cambiamenti.

Da allora sono passati quasi 50 anni e molte cose sono cambiate in Spagna; sicuramente in meglio.

Di questa cartolina mi ha colpito e interessato il francobollo.

Il francobollo di questa cartolina è un comunissimo francobollo di quei tempi. Penso che l’affrancatura per una cartolina per la Svizzera fosse 1 peseta.

Francobollo timbrato a MADRID il 17 settembre 1963

Fui in Spagna un paio di volte e scrissi qualche cartolina. Sul francobollo con cui affrancai le cartoline c’era l’effige del Re di Spagna. Sul francobollo di questa cartolina c’è l’effige di FRANCISCO FRANCO Dittatore di Spagna.

Questo francobollo ha attirato la mia attenzione perché mi ha fatto pensare a quanto accadde nella Penisola Iberica. La Spagna era Governata da un Dittatore fascista e ora ha un governo democraticamente eletto.

Il mio interesse, dal punto di vista storico, va allo stupendo particolare che vide la Dittatura trasformarsi in Monarchia e la Monarchia in vera democrazia senza particolari rivoluzioni o lotte intestine.

Abbiamo sempre considerato la Spagna quasi come un paese sottosviluppato. Ma se consideriamo appunto come ha saputo passare dalla dittatura alla democrazia, possiamo promuoverli a pienissimi voti, tanto più…

…tanto più che proprio noi, per arrivare alla democrazia, abbiamo martoriato e ucciso il nostro fratello; e l’abbiamo fatto con vero odio.

Dall’8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 (molto abbondante) molti italiani hanno potuto soffrire “gratuitamente” grazie all’operato del connazionale.

PROTAGONISTI DEL XX° SECOLO - GINO BARTALI

Nel luglio del 1948, dopo 21 morti, fu il veramente grande Gino Bartali a salvare l’Italia dalla rivoluzione.

Fu nel 1982, dopo che l’Italia vinse i mondiali di calcio, che gli italiani si accorsero che si poteva veramente avere un po’ di amor patrio.

Ma oggi cosa vuol dire amare la Patria? Forse lo capiremo se “QUELLI CHE ABBIAMO MANDATO A ROMA A GOVERNARCI” la smetteranno di litigare e considereranno prioritario evitare al cittadino una parte di “sofferenze gratuite”.

CREDO CHE VALGA LA PENA ESSERE OTTIMISTI

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Questo francobollo passato, penso, del tutto inosservato dovrebbe dirci moltissimo.

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

È stato emesso nel 2011. Quindi quest’anno. Non so quanti l’hanno visto.

Si direbbe fatto in favore delle donne. In più è la tariffa per una lettera per l’estero. Mi chiedo se arriva a essere utile a qualche donna oppure no.

Ho letto questo articolo dell’amica Loretta:

http://lorettadalola.wordpress.com/2011/06/13/una-speranza-per-le-donne/

e ho pensato che, per le donne, in certe zone del globo, dev’essere veramente terribile.

Sono poi arrivato, per caso, a leggere questo articolo:

Da "AZIONE" del 6 giugno 2011

È allucinante dover prendere atto come in alcune parti del mondo, anche da parte di truppe USA, si abusi della vita di donne e donne bambine o adolescenti. È sconsolante dover considerare che i “Grandi” della Terra, del nostro pianeta, siano solo interessati al PIL e a farlo crescere. È ancor più allucinante dover sentire “di tutto” perché un pezzo grosso del FMI viene arrestato e imprigionato grazie a leggi “rigidissime” e in altro punto del globo, cittadini USA abusano e stuprano impunemente. Leggo nell’articolo:

Particolare dell'articolo menzionato

Il Presidente del Fondo Monetario Internazionale, perché gli piaceva la cameriera, è stato trattato come il peggiore degli assassini; quegli americani e quei britannici probabilmente, al loro ritorno a casa hanno ricevuto una medaglia.

Cosa c’è di giusto in tutto questo? Non voglio assolutamente difendere nessuno. Semplicemente inorridisco di fronte alle sofferenze di certe donne.

Ma non basta perché lo stupro, da parte dei cittadini USA non è uno “sfogo” recente. Leggo sempre sullo stesso articolo, che ipotizzo scritto in buona fede e, soprattutto veritiero:

Ancora dall'articolo menzionato

Ripeto, sia chiaro, non voglio difendere l’ex Presidente del Fondo monetario Internazionale; chiedo però:”Quanti di quei militari di Napoli sono stati condannati per lesioni personali? e quanti di quelli dell’Afghanistan hanno subito regolare processo?”

Forse l’ex Presidente dell’FMI pagherà per tutti?

Intanto gli stupri continuano e nessuno fa nulla di concreto.

È bello e meritevole decretare l’ANNO INTERNAZIONALE DELLA DONNA. Ma a vantaggio di chi? A vantaggio della donna nel mondo?

Da "AZIONE"

Questo è il titolo “a tutta pagina” di un articolo piuttosto sconcertante e, oserei dire, avvilente. Possono le “consuetudini” rendere l’uomo “maschio” così malvagio? L’articolo parla di 60 milioni nel mondo di spose bambine!.. non di qualche migliaio.

E poi ci sono le poverette che dopo la “necessità” della gravidanza non possono neppure vedere un medico e vengono lasciate morire.

da "AB WEB" Foto di Stephanie Sinclair - Premio UNICEF 2007 - Lui 40; Lei11

Questa foto è del 2007 o anteriore a quell’anno. Questo significa che il problema, per noi “spettatori”, non è di ieri. Esiste da molto tempo ma non riusciamo, o non vogliamo, proprio fare nulla.

Quelle donne e quelle bambine hanno urgente bisogno di aiuto!

Questa bimba fu mutilata? Dopo questo matrimonio quanto avrà dovuto soffrire?

Non mi è dato sapere e conoscere. Posso solo chiedermi:”Cosa significa per quella coppia la parola Amore?”.

Scrissi:https://quarchedundepegi.wordpress.com/2010/09/27/articoletto-19-2/

Mi sovviene che più di dieci anni fa una mia paziente, oggi anziana, che da bambina fu violentata mi chiese:”Cos’è l’amore? Cosa significa voler bene?”.                                     Per 60 milioni di donne è più facile amare o odiare?

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