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Archive for the ‘PIL’ Category

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Registrazione del 2 novembre 2018

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

L’Albero: “Caro Alessandro, che piacere vederti. Cosa hai fatto in tutto questo tempo?”

Alessandro: “Niente di speciale. Ho avuto molte cose a cui pensare… anche al fatto che mi sto accorgendo di essere un po’ vecchio davvero… sì, sì, proprio così. E tu, vedo che cinci a perdere il tuo bel verde… cominci a prepararti per l’Inverno.”

L’Albero, oggi 2 novembre 2018, comincia appena appena ad ingiallire.

L’Albero: “Per te importante è lo spirito. Sì, mi sto preparando al sonno invernale.”

Panchina Ingenua: “Sì, lo sento anch’io dalle tue chiappe che il tuo spirito è buono. Ti vieni a sedere? Ti abbraccerei… ma non posso; però i miei legni sono per te diventati quasi morbidi… solo per te.”

Alessandro: “Cara Petulante, non cambierai mai. Devo dire che si sta bene. Brava.”

L’Albero: “Abbiamo sentito che in Italia ci sono stati dei disastri terribili… anche e particolarmente nella tua Liguria. Tu hai ancora dei parenti a Genova?”

Panchina Petulante: “Buongiorno Alessandro… sì, abbiamo sentito; è stato terribile.”

L’Albero: “Anche qui il vento non ha mica scherzato. Mi ha portato via un po’ di foglie e rami… la Primavera prossima provvederò a rimpiazzare tutto. Ora caro Alessandro raccontaci un po’ cosa sai della tua Liguria.”

Alessandro: “Come siete gentili… quasi affettuosi. Sì, ho ancora dei parenti a Genova e vicino a Genova. Loro non hanno avuto danni, salvo la caduta di olive da alberi in un terreno non lontano dalla città. Un altro mio parente che possiede un centinaio di alberi di olive pronte per il frantoio, ha dovuto soffrire vedendole in buona parte strappate via dalla furia del vento… e pensare che si trova in provincia di Imperia dove l’olio d’oliva è sopraffino.”

L’Albero: “Mi dispiace moltissimo per quel tuo parente. Noi alberi “lavoriamo” anche molto per voi Umani… e so per certo che i miei colleghi ulivi godono immensamente quando possono offrirvi degli ottimi frutti. Tutto potrà riprendersi; l’importante è che voi Umani dovreste rispettare un po’ di più la natura che vi circonda. Sì, perché voi Umani siete un po’ birichini e, se un albero vi arriva in testa, potrebbe darsi che sia malato perché gli avete avvelenato l’aria.”

Alessandro: “ Lo so, lo so. Basta prendere in considerazione l’uso sconsiderato della plastica.”

L’Albero: “L’uso sconsiderato della plastica è un esempio che dimostra per l’ennesima volta che il Genere Umano è difettoso. Anche l’immensa considerazione del PIL è una dimostrazione dell’esistenza di voi difettati.”

Petulante: “Ma cosa dici caro nostro Albero? Il PIL dimostra le condizioni di benessere o meno di una popolazione… o di una Nazione; dove sarebbe il difetto di cui tu vorresti parlare?

L’Albero: “Le recenti tempeste che hanno messo in ginocchio alcune parti d’Italia potrebbero essere una dimostrazione di quello che vi sto dicendo. Cercate ora di seguire il mio ragionamento.

Il PIL è sempre sotto osservazione. Ogni Nazione, almeno dalle nostre parti, vuole che cresca. Se, per esempio, tanti automobilisti si mettono in marcia, ci sarà un maggior consumo di carburante… e allora il PIL crescerà; se tutti gli automobilisti se ne stanno un po’ di tempo in coda e viaggiano molto lentamente, consumeranno una quantità maggiore di carburante e il PIL crescerà ulteriormente… quindi dipende dai consumi. Se, facendo un altro esempio, in una determinata località tutti avessero un orticello e non dovessero andare lontano per raggiungere il posto di lavoro e, utilizzassero tutti i mezzi pubblici, il PIL crescerebbe poco… e crescerebbe ancor meno se tutti o quasi tutti, oltre ad avere l’orticello avessero anche qualche gallina e, in cooperativa qualche mucca e qualche maiale.

Quindi, se si consuma in modo “ufficiale” il PIL va su, in caso contrario, il PIL non sale o, addirittura scende. Quando scende, nel nostro caso, la popolazione vive più serenamente.

Ingenua: “Queste cose le sappiamo… si chiama anche “Auspicata decrescita”… più o meno. Dov’è il nesso logico fra il difettato Genere Umano e i recenti terribili fatti avvenuti in Italia e, tanto per poter concentrare il discorso, in Liguria… terra del mio amico Alessandro… del quale sento con gioia le calde chiappe?

L’Albero: “Se tu avessi un pizzico di pazienza…

Appunto recentissimamente, una buona parte della costa ligure è stata disastrata; a Rapallo i marosi hanno fatto sgretolare la diga del porto; più o meno la stessa cosa è accaduta a Santa Margherita… molte imbarcazioni sono andate distrutte. Inoltre, la strada litoranea che da Santa Margherita Ligure portava a Portofino… non c’è, per buona parte, più.

Naturalmente, dopo i primi momenti in cui tutti si danno da fare e nessuno chiede niente, entra in azione la “ricostruzione”. Per quanto riguarda le barche si cerca di salvare il salvabile, ma, dopo questa prima fase nella quale verranno chiamate in causa anche le assicurazioni, ogni proprietario di barca cercherà di ripararla o di comprarne un’altra e, per quanto riguarda il porto turistico, verrà costruita un’altra diga… più robusta; e poi, non solo ci si darà da fare per ripristinare i collegamenti con Portofino, ma dovrà essere ricostruita la strada.

Ecco che, per fare tutte queste cose, dovranno lavorare, dapprima i cantieri navali, poi chi dovrà progettare le ricostruzioni di dighe e strade… e poi le maestranze per ricostruire… oltre ad attrezzature e materiali. Se poi si guardano un po’ le foto della strada martoriata che va a Portofino, si possono vedere molti cavi e tubi che, dovranno essere ripristinati o sostituiti da maestranze specializzate. In poche parole, solo quello che è accaduto nel Tigullio darà molto lavoro a tante persone, e allora, cosa succederà?

Ingenua: “ Ho capito… ora ho capito. Succederà che il PIL salirà… grazie al terribile fatto che tanta gente è stata male e ha sofferto.”

L’Albero: “Bravissima… vedo che sono riuscito a spiegarmi e tu hai anche compreso che il PIL salirà come conseguenza di una calamità naturale. Ora, io ho preso in considerazione una piccola porzione di territorio della Repubblica Italiana, ma, se si pensa che quasi dappertutto in Italia ci sono stati “disturbi e danni” causati da piogge e vento, è chiaro che in molte Regioni si dovrà lavorare e spendere soldi per rimettere in ordine la situazione. Se poi si aggiungono le incurie degli Umani che si sono dimenticati che si potrebbe prevenire… anziché curare, il PIL potrà crescere ancora di più.”

Petulante: “Scusate, ma, mi viene da ridere perché penso a quello che potrà succedere.”

L’Albero: “Sarebbe a dire?”

Petulante: “Potrà succedere che se il PIL, questo benedetto PIL, effettivamente salirà, anche di poco… anche più di quanto prevedono gli “Economisti”, gli Umani che sono o saranno al Governo, gongoleranno e penseranno di essere stati bravi.”

L’Albero: “Il tuo pensiero e il tuo sorridere sono molto validi… tanto più che hai menzionato gli Economisti… Questi Umani, io ancora non li ho capiti. Sono pagati per prevedere e non prevedono quasi mai qualcosa di intelligente. Ma tu Alessandro, non dici niente? Te ne stai lì zitto zitto.”

Alessandro: “Cosa vuoi che dica. Meglio star zitti. State dimostrando i limiti degli Umani e delle umane cose… e pensare che troppi Umani fanno la voce grossa e pensano di essere dei piccoli padreterni!”

L’Albero: “Ma noi non vogliamo parlar male di nessuno… anche se a noi alberi capita spesso di dover soffrire a causa della vostra incuria.”

Ingenua: “È vero caro nostro Albero. Qui noi ti proteggiamo quanto possiamo.”

L’Albero: “Grazie cara. Caro Alessandro, volevo chiederti se hai dei riscontri filatelici di Portofino… tu che ti sei sempre dilettato coi francobolli”

Alessandro: “Sì, un francobollo del 1974… uno dei primi francobolli delle Poste Italiane circa località “notevoli” d’Italia. Quel francobollo uscì assieme a quello di Gradara. Ve lo presento:

Francobollo del 1974

 

Non è speciale… però ci presenta una località veramente unica. Non solo l’insenatura naturale, ma le case del borgo… uniche. Vi presento anche il timbro che accompagnò questo francobollo.”

TIMBRO DI PORTOFINO

L’Albero: “Ma tu Alessandro sei già stato da quelle parti?”

 

 

Alessandro: “Certamente. Più di una volta. Ai tempi, quando ero veramente giovane, il Tigullio era una méta domenicale dei genovesi. Ora vi mostro un pezzo della strada completamente distrutta:

 

Da GenovaQuotidiana

 

Si vede la strada… che non c’è più, però si vede anche uno scoglio con un pino… un tuo collega caro Albero.

Te lo faccio vedere anche in una foto ripresa dal mare dal mare:

Da IL SECOLO XIX. Il pino de la Carega.

 Ebbene questo alberello che, chissà per quale ragione è riuscito a crescere su quello scoglio, ha resistito a onde alte più di 10 metri; ha resistito a quelle onde che hanno spazzato via la strada. È diventato un simbolo per i liguri del posto.”

L’Albero: “Fantastico il mio collega. Chissà com’è stato male! Piango però per tutti i colleghi miei distrutti dalle intemperie in Veneto e nel Trentino.”

Alessandro: “Sì, veramente difficile da credere quanti alberi abbiano perso la vita.”

Petulante e Ingenua: “Molti continueranno a vivere… come noi… veniamo da alberi… e siamo vive e contente di poter essere utili alle chiappe di voi Umani… anche se qualche volta…”

L’Albero: “…anche se qualche volta…”

Petulante e Ingenua: “Sì, qualche volta abbiamo a che fare con degli Umani così maleducati…”

Alessandro: “Ora devo andarmene… ma tornerò presto. Vi abbraccio.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao… e, salutaci tua moglie.”

 

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da “IL MESSAGGERO”

Ecco, finalmente una bella notizia… che arriva proprio da Roma.

Chi se ne frega se in Italia le cose vanno male;

Chissenefrega se gli Industriali che lavorano per lo Stato non vengono pagati;

Chissenefrega se il numero dei poveri in Italia aumenta;

Chissenefrega se abbiamo avuto dei Governi illegittimi… che però hanno fatto crescere il PIL;

Chissenefrega se è passato più di un mese dalle elezioni e ancora non si capisce se avremo un Governo;

Chissenefrega……

Chissenefrega…

PERÒ LA ROMA HA VINTO. CHE BELLO!

E UNA PARTE DI ITALIANI GODE. È QUESTA LA COSA IMPORTANTE?

Ma quanti sono gli italiani che piangono?… e soffrono gratuitamente?

 

PIANGO ANCH’IO

 

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 Registrazione del 15 gennaio 2018

 

Personaggi:
L’Albero, , Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

L’Albero: “Caro Alessandro, nel mio leggero dormiveglia di oggi ti ho intravisto. Mi fa piacere la tua presenza. Cosa c’è di nuovo?”

Alessandro: “Veramente nulla di particolare. Dall’ultima volta che ci siamo visti non posso dire che sia successo molto. Il mondo degli Umani continua fra alti e bassi, però, sarei portato a dire che i bassi sono piuttosto preponderanti.”

Panchina Ingenua: “Siediti un po’ su di me. Ti sto aspettando da tanto. Vieni, sentirai i miei legni belli caldi, anche se fa freddo. Lo faccio solo per te.”

Alessandro: “Come sei gentile cara Ingenua. Io sto sempre bene qui da te… mi sento quasi a casa… ma solo quasi.”

L’Albero: “Ti ricordi come l’ultima volta che abbiamo fatto quattro chiacchiere che io, utilizzai la parola “razziare” nel riguardo di quegli Umani che “uccidono razziando?”

Alessandro: “Sì, me lo ricordo… talmente bene per cui te lo ripeto parola per parola:

Ma ti rendi conto che depredare un Umano di ogni suo avere appellandosi alla congiuntura economica diventa l’equivalente di un omicidio? Come si fa a razziare in questo modo e rimanere, apparentemente però, con le mani pulite? Ma le mani di quegli Umani grondano sangue… e continuano a comparire in pubblico… e a dettar legge.

Ma perché mi dici questo?”

L’Albero: “Perché l’altro giorno, mentre dormivo, Petulante mi ha svegliato perché voleva che fotografassi quello che stava guardando un tipo seduto sui suoi legni.”

Panchina Petulante: “Ho fatto bene no? Mi sembrava direttamente collegato al discorso dell’altra volta.”

Alessandro: “Insomma, volete spiegarvi? Non ho sempre tempo da perdere. Siete il massimo della simpatia, ma adesso ditemi cosa avete visto.”

Petulante e Ingenua: “Abbiamo visto la personificazione delle banche disegnato da un umorista.”

Alessandro: “Ma dove l’avete trovato?”

Petulante: “Su un giornale di Zurigo… il TAGES ANZEIGER. Un Umano lo stava leggendo stando sui miei legni.”

Alessandro: “Me la fate vedere?”

Petulante: “Come sei impaziente… Eccoti la vignetta… cosa ne dici?“

Da “TAGES ANZEIGER”

Alessandro: “Da una parte mi viene da ridere, ma, se bisogna proprio essere sinceri, non credo di aver visto recentemente qualcosa di più crudo… dal punto di vista bancario.”

L’Albero: “Hai ragione caro Alessandro. La traduzione di questa vignetta dimostra che voi Umani avete perso completamente il punto di vista… chiamiamolo bancario. Un tempo voi Umani avevate l’assistenza delle banche se vi era necessario un aiuto pecuniario per andare avanti; se potevate risparmiare portavate una parte dei vostri soldi in banca che vi ringraziava versandovi, alla fine dell’anno degli interessi; se volevate fare degli acquisti importanti, la banca vi aiutava facendovi pagare degli equi interessi e, se volevate acquistare un appartamento, vi aiutava facendovi ipotecare, con piccola burocrazia, l’appartamento di vostro interesse. Infine, succedeva anche che, se volevate risparmiare per la vostra vecchiaia, con obbligazioni o altri oculati consigli vi aiutava affinché al momento buono poteste trovarvi una piccola rendita sufficiente a poter continuare a vivere decorosamente. E poi, non dimentichiamolo, la banca era al vostro servizio.”

Ingenua: “Perché, oggi com’è la situazione?”

L’Albero: “Per prima cosa, la banca non è più al servizio degli Umani; in secondo luogo, se proprio vuoi sapere come sono le banche oggi, devi solo guardare la vignetta: puoi dare i tuoi risparmi alla banca… che li accetterà di buon grado, però, quando l’anno starà per finire e tu ti aspetterai gli interessi, ti accorgerai che, non solo non riceverai interessi, ma, sarà sparita una parte di quello che le avrai dato.”

Ingenua: “Ma allora è un furto. Dici che le banche rubano?”

L’Albero: “Guai. Non mi permetterei mai di dire che un’istituzione come quella delle banche si comporti come un comune delinquente. Se i tuoi soldi spariscono è colpa della congiuntura, del mercato, dei cambi e… di tutto quello che preferisci… ma spariscono, e chi ha risparmiato si rattrista e s’impoverisce.”

Petulante: “Sei un bel tipo tu caro Albero… che hai paura di offendere gli Umani. Io so che qualcuno disse; “Nulla si crea e nulla si distrugge”. Allora, tutti quei bigliettoni che sono stati messi nel porcellone, dove sono andati a finire se non vengono restituiti, almeno restituiti al risparmiatore?”

L’Albero: “Gli Umani dicono che è la “congiuntura”. Cosa sia esattamente la congiuntura non lo so. So per certo che ci sono dei grossi nomi di Umani che si chiamano economisti che sanno tutto… però alla fine gli Umani poveri sono sempre di più.”

Ingenua: “Potete dire tutto quello che volete; secondo me c’è qualcuno che ruba… e ruba molto… anzi moltissimo e se n’infischia di tutto. A cosa servono le banche?”

Alessandro: “Non può essere così. Sono le leggi del mercato… o no? Forse cara Ingenua hai proprio ragione tu. Vi saluto, devo andare.”

L’Albero e Petulante: “Ciao Alessandro.”

Ingenua: “Torna presto, ho bisogno di sentire le tue chiappe sui miei legni.”

 

 

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

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Registrazione del 15 novembre 2017

Personaggi:
L’Albero, Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua.

 

L’Albero: “Caro Alessandro, che bello vederti! Ti piace il mio vestito autunnale?”

Alessandro: “Sì, sei bellissimo. Molti tuoi colleghi hanno già perso tutte le foglie e stanno già dormendo… tu no… fai le cose per bene. Ti ho fotografato con immenso piacere. Ti ho fatto un primo piano con pochi rami assieme a Petulante.”

PETULANTE E L’ALBERO

Panchina Petulante: “Grazie Alessandro. Questa volta starai un po’ seduto su di me. È tanto che non sento il calore delle tue chiappe.”

Alessandro: “Va bene carissima.”

Panchina Ingenua: “Capperi come sono gelosa; cara sorella, questa non me la dovevi fare. Sono proprio triste.”

Alessandro: “Non prendertela… poi vengo da te.”

L’Albero: “Ho sentito dire che il vostro Umano Gentiloni è arrabbiato perché da Bruxelles gli hanno detto che non deve contar balle agli italiani. Avrebbe detto che l’Italia non è il fanalino di coda dell’Europa.”

Alessandro: “Ci sarebbe da ridere perché, anche se l’Italia non è l’ultima, poco ci manca… e poi, la gente non è contenta e non si sente sicura… e poi, ce l’hanno sempre col PIL, come se il PIL fosse l’indice della serenità. Basta che si creino un po’ di code in autostrada, viene consumata un po’ più di benzina, si “intossica” l’aria che respiriamo… e il PIL sale… e allora sono tutti intossicati e contenti.”

L’Albero: “Hai ragione; sbandierano sempre il PIL come se fosse il massimo del benessere e della felicità. Ma voi Umani siete proprio tutti un po’ ritardati o semplicemente avete dei capi piuttosto… mi viene da dire ipocriti?”

Alessandro: “E anche arrabbiati… anche se sorridono sempre. Mi viene da pensare al gabbiano che ho visto sul lungolago… te lo faccio vedere.

GABBIANO ARRABBIATO

Mi sembrava arrabbiato… forse con un suo simile. Ho cercato di fargli capire che non era il caso, che la giornata era bella anche se eravamo all’imbrunire o quasi, ho cercato di consigliargli un buon rilassamento e di pensare a un bel pesce. Dato che sicuramente anche loro vanno a letto presto come le galline, ho pensato di augurargli una buona notte. Gli anche ho detto che era bello… ma non come i gabbiani di mare; e forse ho sbagliato.

L’Albero: “E lui come ha reagito?”

Alessandro: “S’è offeso e se n’è andato.”

IL GABBIANO SE NE VA

Ingenua: “È andata bene che non è venuto a beccarti. Anch’io sono offesa… dato che fa freddo, volevo farti dei massaggi alle chiappe.”

 Alessandro: “Vengo da te, ma, non esagerare mentre parlo con l’Albero.”

L’Albero: “Stavo dicendo che gli Umani vostri Governanti mi sembrano un po’ ipocriti, o falsi o… piccoli delinquenti? Ricordo che un po’ di anni fa avevate un Umano che si chiamava Tremonti… o forse c’è ancora con lo stesso nome. Mi sembra che dicesse che in Italia va tutto bene e che le banche sono solide. Forse si sbagliò o non fu informato bene; è un fatto che ho sentito dire che molti clienti di un certo numero di banche piangono e hanno perso tutto… e ho anche sentito dire, forse mi sbaglio, che i Governanti hanno salvato le banche per evitare disoccupazione ma se ne sono fregati dei cittadini turlupinati. Non mi sembra molto bello. Già ebbi occasione di chiederti perché voi Umani dovete sempre combattervi e ammazzarvi, ora ti chiedo perché potete lasciare in libertà, cioè senza punizione, quei manigoldi che hanno permesso certi furti?

Alessandro: “Mi fai quasi vergognare di far parte della categoria degli Umani. Alla tua domanda non c’è risposta, ovvero se proprio un Umano fosse obbligato a rispondere, non potrebbe fare altro che dire: “E se ci fosse connivenza?”

L’Albero: “Ma ti rendi conto che depredare un Umano di ogni suo avere appellandosi alla congiuntura economica diventa l’equivalente di un omicidio? Come si fa a razziare in questo modo e rimanere, apparentemente però, con le mani pulite? Ma le mani di quegli Umani grondano sangue… e continuano a comparire in pubblico… e a dettar legge. Comunque fra non molto mi addormenterò fino a Primavera. Come puoi notare le mie foglie sono in parte ancora un po’ verdi, ma presto saranno di un giallo meraviglioso.”

L’ALBERO QUASI PRONTO PER ADDORMENTARSI.

Alessandro: “Sei molto bello… ma diventerai ancora più bello… lo so. E voi, care sorelle cosa ne pensate del vostro vicino?”

Petulante e Ingenua: “Gli vogliamo molto bene e avremo piacere di raccogliere su di noi buona parte delle sue foglie… però, ogni tanto lo sveglieremo perché parlare con lui è molto piacevole.”

Ingenua: “Come stai Alessandro? Stai ancora un attimo qui col mio calore. Volevo chiedere all’Albero se non gli sembra esagerata la parola “razziare”…  poi ti lascio andare a casa.”

L’Albero: “No cara Ingenua; la parola razziare non è esagerata perché Quei Figuri che hanno portato la povertà nelle case di chi aveva risparmiato per una vita sono l’equivalente di chi porta morte in un villaggio e vi appicca il fuoco… anzi peggio perché, subdolamente avevano promesso e garantito benessere.”

Ingenua: “Sì, ti ho capito… che Umani! Ciao Alessandro, ti lascio andare da tua moglie, ma ti aspetto presto.”

Petulante: “Ciao Alessandro.”

L’Albero: “A presto… saluti cari ai tuoi lettori.”

Alessandro: “Arrivederci.”

 

 

 

 

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Ma insomma!
L’Italia non ha bisogno di eliminare quello che chiamano il “Bicameralismo perfetto” (che poi se è perfetto che bisogno c’è di eliminarlo…), ha bisogno di dare un po’ di benessere e un po’ di tranquillità alla popolazione.
Che palle!… ma proprio “che palle!”.
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Che male ci sarebbe ad abbattere la deleteria burocrazia che non permette al cittadino di muoversi agevolmente?
Che male ci sarebbe a snellire la Giustizia e giudicare una buona volta il giudice che sbaglia?
Che male ci sarebbe a prendere seriamente in considerazione il “dissesto idrogeologico? Bastano 4 gocce di pioggia in più perché ci scappi il morto.
Che male ci sarebbe a far viaggiare bene il popolo italico anche al di fuori dell’Asse Torino-Milano-Firenze-Roma-Napoli?
Che male ci sarebbe a dare a certi pensionati una pensione equa?
Che male ci sarebbe se il cittadino sofferente non dovesse attendere mesi e mesi per poter accedere ad esami diagnostici importanti?
E così via… senza parlare dei problemi collegati ai flussi migratori, gli esodati, i creditori dallo Stato, ecc.
Con tutto il tempo consumato nei vari dibattiti che siamo costretti ad ascoltare, l’Italia avrebbe potuto muoversi nella direzione giusta.
E poi, smettiamola di tirare in ballo l’Europa e il PIL… che non sempre, o raramente, danno benessere.
Il benessere, la serenità e la gioia di vivere possono arrivare se prendiamo in considerazione il “DISCORSO SULLA DECRESCITA” secondo Maurizio Pallante.
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In questo caso è un francobollo svizzero del 2015 che può dirci molte cose.

Francobollo del

Francobollo svizzero del 2015

Il francobollo ci mostra un aereo un po’ particolare che ha fatto qualcosa di veramente particolare. L’ha ideato il nipote di August Piccard famoso per essere salito con un’aerostato ad un’altezza superiore ai 16.000 metri, e aver ideato il famoso BATISCAFO TRIESTE che, con a bordo il figlio Jacques scese nel 1960 nella Fossa delle Marianne (quasi 11.000 metri), massima profondità marina del nostro globo terraqueo. Appunto il nipote di August, Bertrand Piccard compie il giro del mondo su un aereo monoposto alimentato esclusivamente da energia solare. Non può far tutto da solo dato che il “viaggio” iniziò il 9 marzo 2015 ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi e terminò, sempre ad Abu Dhabi il 23 luglio 2016, e cioè l’anno dopo. Il percorso fu compiuto con 17 tappe, e a guidare l’aereo si alternarono Bertrand Piccard e André Borschberg.
L’aereo aveva 4 motori elettrici che di notte erano alimentati dalle batterie caricate durante la giornata.

Quello che può insegnare a tutti noi è che potrebbe essere utile cercare di dare un impulso all’utilizzazione dell’energia solare… anziché continuare a rimanere caparbiamente abbrancati al petrolio.
Purtroppo a frenare queste possibilità e queste ricerche è, o mi sembra che siano i Governanti che non potrebbero più “succhiare” soldi dai fiumi di carburanti che vengono usati tutti i giorni, o potrebbero “succhiarne” sempre meno.
E credo che anche le pratiche della nostra “terribile” burocrazia frenino i benpensanti… e il PIL non crescerebbe!

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Sarebbe Bello!

Quando mi trovo davanti una poesia, il più delle volte non la leggo e vado avanti. Non so perché. O perché non la capisco, o perché quando andavo a scuola me ne fecero imparare tante a memoria… per cui s’è creato in me un certo ostile sbarramento. Aggiungo che ho un tale ricordo negativo della scuola e dei docenti, per cui, spero tanto che oggi le cose vadano meglio.

Si parla tanto di violenza nei riguardi delle donne e dei bambini; si scrivono libri contro la pedofilia e contro gli stupri “gratuiti”, ma ci si dimentica che il “pessimo” docente rovina l’esistenza dell’adulto di domani… per non parlare di certi Dirigenti Scolastici.

Tornando alla poesia che mi ha ispirato questo articolo…

https://lemieemozioniinimmaginieparole.wordpress.com/2015/12/03/pulviscolo/

mi sono fissato su “sorseggi la vita“.

Mi sono detto: “FANTASTICO!”

Tutto l’opposto di quello che si vorrebbe al giorno d’oggi. Sì, perché oggi bisogna correre, correre, e ancora correre… e poi?… guadagnare tanti soldi, non guardare in faccia nessuno e… controllare il PIL.

Proprio così! Il PIL è importantissimo. Se sale va tutto bene. Ma lo sapete che se tante macchine stanno in coda col motore in moto il PIL sale? Certo perché sono in tanti a consumare benzina e a contribuire all’inquinamento del pianeta.

In coda... tutti in macchina!

In coda… tutti in macchina!

E sapete che se posso coltivarmi l’orticello e vado meno al supermercato il PIL scende e Pier Carlo Padoan piange?

Ma insomma… cerchiamo un po’ di vivere e smetterla di tentare continuamente la sopraffazione!

Per che cosa? Per diventare più ricchi?

MA NON SAPETE CHE TUTTO QUELLO CHE ABBIAMO… È IN PRESTITO?

E ALLORA?

SORSEGGIAMO LA VITA… MA CON AMORE.

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