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Archive for the ‘politici’ Category

Registrazione del 27 febbraio 2017

Personaggi:

 Panchina Petulante, Panchina Ingenua, Ulivo e Passante Alessandro.

Petulante: “Hai visto sorella che i nostri alberi stanno per svegliarsi?”
Ingenua: “Che bello. Stanno cominciando a vestirsi?”
Petulante: “Ma non sono ancora svegli. Vedi che nei rami spunta qualcosa che diventerà un gemma?”

Rami dell'albero... pronto al risveglio.

Rami dell’albero… pronto al risveglio.

Ingenua: “Sì lo vedo; sono contenta; quando verranno le foglie verrà anche un po’ di caldo, o meno freddo, e qualcuno arriverà ad appoggiare le sue chiappe sui miei legni.”

Petulante: “Hai ragione. Chissà se l’Ulivo ha qualcosa di nuovo da raccontarci.”

Ulivo: “Ma sì mie care; sono successe molte cose… specialmente in Italia.”

Petulante: “Cos’è successo di interessante?”

Ulivo: “Più che interessante, potrei dire triste.”

Ingenua: “Non farmi piangere. Lo sai che sono sensibile.”

Ulivo: “Effettivamente è da piangere. Ho sentito che in Italia c’era un Umano molto sofferente che non poteva muoversi ed era pure cieco. Tutto questo dopo un incidente.”

Ingenua: “Sto già cominciando a commuovermi.”

Ulivo: “Questo poveretto, malgrado ogni cura, non poteva far nulla e non vedeva se non “nero”. Prima dell’incidente era una persona allegra e molto vitale. La sua sofferenza era grandissima, al limite della sopportazione, per cui, il suo desiderio maggiore era quello di poter morire.”

Petulante: “Ma che terribile situazione! Dimmi Ulivo, lui capiva tutto? Parlava?”

Ulivo: “Sì, capiva tutto. Parlava anche, ma male. Orbene, ha finalmente potuto morire, però venendo da noi in Svizzera, nella Svizzera tedesca. Ha potuto usufruire del “suicidio assistito”… proprio oggi.”

Ingenua: “Mi hai fatto piangere. Ma c’era bisogno che soffrisse anche per un lungo viaggio? Non poteva rimanere in Italia? Che sofferenza un viaggio così lungo oltre Gottardo!”

Ulivo: “No, non poteva rimanere in Italia, perché la legislazione italiana non permette il suicidio assistito.”

Petulante: “Ma come, uno non può disporre di se stesso?”

Ulivo: “In Italia no. Il suicidio è proibito.”

Petulante: “Io credevo che l’Italia, con i suoi difetti, fosse una Nazione all’avanguardia… e bellissima. Ma sono cretini gli italiani? Vedo il Passante. Provo a chiamarlo… Mi ha sentito. Ora viene a scaldarmi un po’ con le sue chiappe e vediamo cosa ha da dirci.”

Passante: “Buongiorno carissime. Come state?”

Petulante e Ingenua: “Bene grazie… ci sei mancato.”

Passante: “Non esageriamo. Cos’è successo?”

Petulante: “Abbiamo sentito di quel povero Umano molto sofferente che, per morire ha dovuto varcare la frontiera e andare nel Canton Zurigo.”

Passante: “È vero; è terribile.”

Petulante: “Ma tu che sei medico, cosa puoi dirci? E poi, come ti chiami? Passante non mi piace.”

Passante: “Chiamatemi Alessandro.”

Ingenua: “Che bel nome… Alessandro. Mi piace. Anche tu sei bello.”

Passante Alessandro: “Smettiamola di dire stupidaggini. Circa la tragedia di quel poveretto, non posso dirvi molto. Prima, come medico, posso dirvi qual’è il compito di un medico.”

Ingenua: “Siamo tutt’orecchi. Mi piace quando ci parli.”

Alessandro: “Il primo compito del medico è quello di curare; quello cioè di cercare di ottenere la guarigione se una persona è malata; inoltre è molto importante aiutare a non soffrire. Molte persone soffrono a causa di malattie cosiddette “inguaribili”; in questi casi il medico deve far in modo che quelle persone non soffrano o soffrano il meno possibile. Alcune volte, molti medici si pongono un problema particolare, e cioè hanno paura di nuocere a quella persona se, per non farla soffrire, danno dei medicamenti un po’ fortini.”

Petulante: “Ma se il compito è quello di evitare la sofferenza?”

Alessandro: “Appunto. Se per evitare la sofferenza, sempre di fronte a “situazioni cosiddette terminali” si deve calcare la mano e chi sta soffrendo molto si addormenta per sempre, c’è sempre il pericolo che arrivi il solito “sapientone” o ancor meglio “moralista” che si permetterebbe di ipotizzare un omicidio.”

Petulante: “Ma se è, come hai detto tu “terminale”, cosa avresti fatto di male come medico?”

Alessandro: “Lo so, lo so. Ma vedi, ci sono sempre tanti Umani che tutte le volte che aprono bocca si dimenticano di collegare il cervello.”

Petulante: “È vero che in Italia se un Umano soffre molto e non potrà più avere una vita con un pizzico di vivibilità, non può neppure chiedere di essere aiutato a morire?”

Alessandro: “Sì, è proprio così. Il “Legislatore” si è dimenticato di sistemare questo piccolo particolare. Purtroppo negli ultimi tempi, in Italia s’è dimostrato più importante litigare che legiferare in modo intelligente. Il singolo cittadino, in tante situazioni, è abbandonato a se stesso. Oltre alla parola onestà che sembra proprio obsoleta, le parola dignità e rispetto stanno vagando in un nebbioso limbo.

Petulante: “Allora è grave.”

Alessandro: “Il problema più grosso, almeno dal mio punto di vista, è che oggi, e non solo in Italia, si vuole guadagnare tanti soldi, ma non ci si vuol prendere la responsabilità relativamente a decisioni importanti e non procrastinabili.”

Ingenua: “Ma allora quegli Umani che si chiamano Deputati e Senatori della Repubblica non sono capaci di fare il loro lavoro. Dovrebbero essere licenziati o denunciati.”

Da Web - L'aula di chi legifera.

Da Web – L’aula di chi legifera.

Petulante: “Non dire sciocchezze. Quelli sono quasi intoccabili… e poi non vanno quasi mai a lavorare. Tante volte l’aula di Montecitorio è quasi vuota…”

Ingenua: “Ho sentito parlare di vitalizio… cos’è?”

Petulante: “È la bella pensione che prendono quelli che non hanno fatto quasi niente e, per poco tempo.”

Alessandro: “Carissime, vi saluto… salutatemi l’Ulivo.”

Petulante e Ingenua: “Vai già via? Ciao. Vieni presto a trovarci.”

 

 

 

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5 febbraio 2017

Personaggi:

Panchina Petulante, Panchina Ingenua e Passante.

 

Petulante: “Sono tutta bagnata… ma son contenta.”

Ingenua: “Anch’io. Ho sentito dire che domani smetterà.”

Petulante: “E verrà il vento, il Favonio.”

Ingenua: “In Italia lo chiamano fon, perché lo innestano all’apparecchio che asciuga i capelli.”

Petulante bagnata

Petulante bagnata

Petulante: “Ma cosa cavolo dici. Il Favonio è la traduzione italiana del vento caldo che nella Svizzera tedesca si chiama Föhn.”

Ingenua: “E gli italiani aspettano che venga il vento prima di lavarsi i capelli?”

Petulante: “Lasciamo perdere. Guarda piuttosto che, anche se piove, c’è qui il nostro amico. Ciao Passante, come stai? Fermati un attimo.”

Passante: “Solo un attimo dato che piove. Preferisco il sole, ma dopo tutta la siccità che c’è stata, son contento che piova.”

Petulante: “Anche noi. Pensa un po’, di solito quando piove si dice che è brutto tempo, ora che piove e sono tutti contenti si può dire che è “bel tempo”. Cosa ne dici?”

Passante:”Dico che è proprio tutto relativo.”

Petulante: “Sai, qui non si ferma nessuno quando piove e  neppure mette le chiappe su di noi. Raccontaci un po’ qualcosa di bello.”

Passante: “Ma cosa volete che vi racconti? La sapete già l’ultima di Trump?”

Petulante: “Quell’Umano che gli americani hanno votato come Presidente?”

Passante: “Sì, proprio quello. Ebbene, come sicuramente ben sapete, come è diventato Presidente ha firmato un mucchio di decreti fra cui quello che gli abitanti di 5 Nazioni a maggioranza mussulmana non possono entrare negli Stati Uniti… anche se hanno il visto. Si sono arrabbiati in molti, fra cui il capo dello Stato di Washington a Seattle e quello del Minnesota che si sono messi contro il decreto. Allora Trump ha fatto ricorso ma per il momento il decreto è stato invalidato. Probabilmente si arriverà alla Corte Suprema. Vedremo.”

Ingenua: “Ma se l’umano Trump è il capo, come si permettono due “semplici” Governatori di mettersi contro; insomma come si permettono di non obbedire.”

Petulante: “Vedi, cara sorella, gli Stati Uniti sono una Nazione un po’ come la Svizzera. C’è la democrazia, cioè un umano da solo non può comandare da solo. Chi comanda sono le leggi e le votazioni del popolo o quelle persone che sono state delegate a “Governare”, non a comandare.”

Ingenua: “Perché governare non è comandare?”

Petulante: “Governare significa fare, anche con ordini, per il bene della popolazione.”

Ingenua; “Quindi quelli che sono stati votati, sono stati votati per fare il bene del popolo, non per farsi gli affari propri. Mi stupisco di quello che dici dato che ho sentito spesso che in Italia, quelli che dovrebbero governare diventano ricchi, non tutti naturalmente; poi, ho sentito anche che molti, che si chiamano Deputati o Senatori, dopo essere stati eletti per un partito e aver ricevuto la fiducia degli elettori, cambiano partito come se niente fosse e governano in modo diverso da quello che vorrebbero quelli che l’hanno eletto.”

Palazzo Montecitorio. Qui siedono gli Umani Deputati... quando ci sono.

Palazzo Montecitorio. Qui siedono gli Umani Deputati… quando ci sono.

Petulante: “È proprio così. Loro, cioè quegli umani, continuano a chiamarla democrazia. Forse lo è ancora, ma a me sembra una democrazia strana. Ti ricordi quando parlavamo di umani con la coscienza “difettosa”? Te lo ricordi?”

Ingenua: “Certo che me lo ricordo. Anche l’Umano Trump ha la coscienza difettosa?”

Petulante: “In un certo senso no. Lui cerca di mantenere le cavolate che ha promesso di fare; sembra però che la “Democrazia” non glielo permetta.”

Ingenua: “Anche qui in Svizzera c’è qualche Umano con la coscienza difettosa?”

Petulante: “Certo che c’è, ma, si potrebbe dire che se vuole fare il furbo, gli rendono la vita difficile. Sai qui in Svizzera si vota per moltissime cose, e, il più delle volte le votazioni vengono rispettate. Sai, la Svizzera è in mezzo all’Unione Europea e ha bisogno di un buon vicinato, per cui fa fatica a fare bene tutto quello che vuole il popolo.”

Ingenua: “Certo che questi Umani sono proprio un po’ strani.”

Passante: “Hai ragione Ingenua; in un certo senso potrebbero avere tutto quello di cui avrebbero bisogno, ma alcuni, per diventare sempre più ricchi, fanno impoverire gli altri. E questo succede anche in Svizzera. Ora devo andare. Vi saluto. La prossima volta, quando sarete asciutte, mi fermerò tranquillamente appoggiando le mie chiappe sui vostri legni.”

Petulante e Ingenua: “Ciao e grazie di cuore… ci farà piacere sentire sui nostri legni il calore delle tue chiappe.”

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venerdì 13 gennaio 2017

 

L’Ulivo: “Stanotte ho dormito poco mentre nevicava… mi son sentito schiacciare sempre di più. E poi, noi ulivi non amiamo il freddo intenso. Ho sentito quello che dicevate l’altro giorno. Non ho voluto interrompere perché l'”Albero” era un po’ assonnato. Quello che mi ha colpito di più di tutto quello che sta succedendo è che quella città che oggi si chiama Istanbul, fu fondata e inaugurata nel 33o dal grande Imperatore Costantino e si chiamò Costantinopoli. ”

L'Ulivo innevato!

L’Ulivo innevato!

Petulante: “Anch’io stanotte ho sofferto… più che altro per voi alberi. Riguardo a Costantino è vero! E fu proprio Costantino quello che diede la libertà ai cristiani.”

La "Petulante" fresca di neve.

La “Petulante” fresca di neve.

L’Ulivo: “E lui stesso si convertì al cristianesimo.”

Petulante: “Quindi Costantinopoli potrebbe essere considerata anche la culla della cristianità; proprio là dove l’Islam vorrebbe crescere ulteriormente e rischia di radicalizzarsi.”

Passante: “Buon giorno. Oggi fa freddo e non posso neppure sedermi un po’ su di te. Sei piena di neve.”

Petulante: “Mi dispiace. Anche mia sorella ha neve. Oggi pomeriggio dovrebbe venire vento forte; sicuramente porterà via la neve dagli alberi… anche dal mio albero.”

Passante: “Ma voi avete sentito che anche a Izmir (Smirne) c’è stato un attentato con dei morti? M’è dispiaciuto molto, non solo perché è diventato insopportabile questo “sport” di ammazzare i propri simili come se fosse un videogioco, ma anche perché io ci sono stato a Smirne.”

Albero: “Buon giorno a tutti.”

L'albero... la neve gli fa il solletico.

L’albero… la neve gli fa il solletico.

Petulante: “Sei sveglio? Ti abbiamo svegliato noi?”

Albero: “No no. È la neve che è caduta stanotte. Mi faceva il solletico… ogni fiocco che si posava…”

Passante: “Come dicevo, a Smirne c’ero stato e, mi era piaciuto molto vedere per la strada che c’era la bancarella che vendeva spremute di melograno.”

Bancarella a Smirne

Bancarella a Smirne

Albero: “Chissà che gusto ha. Noi beviamo solo con le radici. Dicevi di Smirne e dell’attentato. Ho pensato una cosa e cioè che l’attentato fa notizia anche se i morti sono “solo” 3 o 4. Qui c’è molta malvagità… sicuramente al limite della pazzia; ma i morti per freddo di quelle persone che hanno perso tutto a causa del “Malgoverno”, non sembra che siano ufficialmente defunte per mano di qualcuno malvagio al limite della pazzia, ma, semplicemente perché non erano riuscite a sopportare il freddo o perché chi avrebbe dovuto proteggerli (o aiutarli) ha preferito sentirsi importante andando magari in giro per il Mondo coll’aereo pagato dai contribuenti predicando “amore” verso il popolo? Ma questi “Governanti” non possono essere considerati al limite della pazzia, però un poco malvagi sì.”

Passante: “Caro Albero, credo proprio che tu abbia ragione. In Italia c’è tanta gente che muore di fame e deve ricorrere alla carità di molte organizzazioni.”

Ingenua che è sempre stata zitta: “Ma se certi Governanti hanno “lavorato” male e hanno permesso certe sofferenze gratuite, perché non vengono giudicati e, se considerati colpevoli, messi in galera?”

Petulante: “Cara sorella, sei proprio ingenua. Certa gente è intoccabile, e non bisogna mai pensar male di loro. Sai, per quanto lavorino male, c’è tanta gente che li osanna. Parlando male bisognerebbe dire che gli lecca quella parte che viene appoggiata su di noi panchine.”

Ingenua: “Ho detto qualcosa di sbagliato?”

Petulante: “Abbastanza. Loro non sbagliano mai, e, se sbagliano fanno carriera.”

Albero: “Lo capto sovente dai miei colleghi. Loro non sbagliano mai.

Ulivo: “Però, da quello che sento, gli umani o s’ammazzano fra di loro o viene loro permesso di morire dal Malgoverno. E poi ci sono quelli che s’abbuffano come maiali, diventano schifosamente grassi, e poi, per non morire, vanno dal dietologo.”

Albero: “Ma perché parli così male degli umani?”

Ulivo: “Ma io non ne parlo male. Semplicemente mi fanno ridere.”

Passante: “Caro Ulivo, quelle che hai menzionato, e che ti fanno ridere, sono una piccola parte delle “sofferenze gratuite”; sapessi, per esempio cosa succede negli ospedali! Ora vado a casa al caldo, perché stare qui in piedi a chiacchierare con voi è bellissimo, però mi vengono i piedi freddi; e poi, c’è mia moglie che mi aspetta.”

Tutti insieme: “Ciao, e tanti saluti a tua moglie.”

 

 

 

 

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mercoledì 14 dicembre 2016

Panchina 1 (sottovoce per non svegliare gli alberi): “Ciao Sorella, sei sveglia?”

Sorella: “Sì, sono sveglia. Cos’hai da dirmi?”

Panchina 1: “Quei due tipi che ho sentito ieri sera parlavano di quello che è successo Domenica… qui a Lugano e verso Zurigo.”

Sorella: “Cos’è successo di così importante.”

Panchina 1: “Non solo importante, ma importantissimo, quasi epocale.”

Sorella: “Sarebbe…”

Panchina 1: “Col nuovo orario ferroviario, proprio Domenica, i treni che vanno diretti a Zurigo e a Basilea passano dalla nuova galleria del San Gottardo. Pensa una galleria ferroviaria lunga ben 57 chilometri, la più lunga del mondo.”

Un treno passeggeri esce dal tunnel... dopo 57 chilometri!

Un treno passeggeri esce dal tunnel… dopo 57 chilometri!

Sorella: “Questa sì che è una notizia! Una galleria tutta svizzera. Possono dire quello che vogliono, ma noi, quando decidiamo di fare una cosa, la facciamo giusta, ma sì, abbastanza giusta… e buona… come la cioccolata.”

Panchina 1: “E vuoi sapere cos’è successo a Lugano?”

Sorella: “Perché no?”

Panchina 1: “Hanno inaugurato la nuova stazione ferroviaria e la nuova funicolare che dalla città porta direttamente in stazione. Pare che sia bellissima (la stazione)… ma anche la nuova funicolare… tutta computerizzata.”

La nuova funicolare di Lugano.

La nuova funicolare di Lugano.

Sorella (sempre sottovoce): “Sono molto contenta. Dimmi però, tanto per cambiare argomento, hai sentito anche tu cos’è successo in Italia?”

Panchina 1 : “Certo. È proprio da ridere.”

Sorella: “L’Umano Renzi è sempre sulla breccia. Comanda ancora lui. Mi aveva rattristato, ma ora c’è ancora.”

Panchina 1: “Ma che dici? Ma non aveva dato le dimissioni? Proprio non riesco a capire”

Sorella: “Questi italiani! Hanno avuto un genio di nome Leonardo da Vinci, ora hanno un Renzi, credo che siano tutt’e due toscani. Per saperne di più, non potresti vedere se riesci a metterti in contatto coll’ulivo? Lui dorme solo di notte. Non perde le foglie.”

Panchina 1: “Ci provo… vediamo se mi risponde.”

Panchina 1: “Provo ancora, speriamo che riesca a rispondermi. Sai, là dov’è lui, c’è più di una panchina e quindi può aver sentito molte più notizie.”

L’Ulivo: “Mi avete cercato?”

Panchina 1 “Sì, sono stata io; chiamami pure “La Petulante”. Posso farti una domanda?”

L’Ulivo: “Dimmi Petulante… cosa posso fare per te?”

Panchina 1 “Volevamo sapere cos’è accaduto esattamente in Italia. Abbiamo sentito dire che l’Umano Renzi, dopo essersi dimesso ha messo su un nuovo governo. È vero?”

L’Ulivo: “Beh sì, in un certo senso sì; in realtà il nuovo governo l’ha fatto un certo Gentiloni; è un blasonato, un conte! In realtà sembra sia una pedina di Renzi dato che, fra l’altro, è sempre lui che comanda il Partito Democratico. La più bella però (genio italiano!) è che quella bella Umana di nome Boschi che aveva detto ogni bene dell’oggetto del Referendum, e che pare avesse detto che si sarebbe dimessa se avesse vinto il NO, è diventata Vice Ministro, praticamente la Vice del nuovo Capo… così può controllarlo… e fargli fare quello che vuole Renzi? Vuoi sapere come l’hanno soprannominata?”

Panchina 1 – La Petulante: “Ma sì va.”

L’Ulivo: “L’hanno soprannominata MADONNA ETRURIA.”

La Petulante: “Cosa c’entra l’Etruria?”

L’Ulivo: “Ma tu non sai proprio niente.”

La Petulante: “E allora?”

L’Ulivo: “Pare che una delle 5 banche fallite e salvate dallo Stato, non so in che modo, so solo che i clienti risparmiatori hanno perso un mucchio di soldi, pare che fosse la Banca Etruria e, qui si può ridere davvero, il Padre (in Toscana dicono babbo) della Boschi pare fosse un pezzo grosso della banca.”

La Petulante: “E lei non s’è dimessa?”

L’Ulivo: “Anzi ha fatto carriera, e, chissà dove arriverà.”

La Petulante: “A questo punto non basta sorridere; bisogna ridere… ma ridere davvero… o piangere?”

L’Ulivo: “Se arriverò a saperne di più, ti chiamerò”

Sorella: “Grazie anche da parte mia.Ciao.”

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Domenica 11 dicembre 2016

L’Albero: “Buogiorno ragazze… posso chiamarvi così? Vedo che vi hanno tolto le foglie e che hanno anche ripulito il terreno. Anche se fa freddo, penso che qualcuno venga a mettere il suo sederino sui vostri legni.”

Panchina 1: “Ma certo che puoi chiamarci così; anche noi eravamo come te… molto tempo fa. Ma tu, che fai? Non dormi più?”

L’Albero: “Mi sono svegliato perché questa cara edera che mi si è aggrappata al tronco, mi tiene sì caldo, ma qualche volta mi provoca prurito e mi sveglio.”

L'Edera.

L’Edera.

Panchina 1: “Non potresti sgridarla e dirle di andare a quel paese?”

L’Albero: “Ma sì, gliel’ho detto… e si è scusata.”

L’Edera: “Scusami Albero. Ora, per un po’ starò ferma. Magari mi muoverò quando mi sembrerà che il tuo sonno sia sufficientemente profondo.”

Panchina 1: “L’ho sentita anch’io. Sono cose che possono capitare… in Italia però capita di peggio.”

L’Albero: “Come sarebbe a dire?”

Panchina 1: “Ma sì, lo sai anche tu, dopo il Referendum…”

L’Albero: “È vero, me l’ha raccontato il collega Ulivo che è un po’ più in là. Lo raccontavano quei due che erano seduti su una tua collega.”

L'Ulivo e la collega delle "ragazze".

L’Ulivo e la collega delle “ragazze”.

Panchina 1: “Che cosa raccontavano?”

L’albero: “Raccontavano che dopo il Referendum di Domenica scorsa, l’Umano Renzi sembrava molto triste.”

Sorella: “Già già, e a me venne il magone.”

L’albero: ” Perché m’interrompi?… Comunque dicevo che l’Umano Renzi sembrava così triste per aver subìto il no secco degli italiani, che si dimise e sembrava quasi che volesse ritirarsi a vita privata. Questo fu giusto una settimana fa. Da quel momento cominciarono in Italia tante, ma tante tante discussioni; quelli che Renzi aveva precedentemente definito un’accozzaglia del no esultarono a più non posso, e gli amici di Renzi sembrava avessero capito di aver sbagliato qualcosa e sembrava che volessero cercare la strada per rimediare agli errori commessi.”

Panchina 1: “Invece cos’è poi successo?”

L’Albero: “È successo che col passare delle ore e dei giorni, quelli del partito al Governo, cioè gli “amici” dell’Umano Renzi, dopo essersi leccate le ferite, si sono accorti che forse era possibile trovare una qualche strada per sopravvivere.”

Sorella: “Poverini! Bisogna aiutarli.”

L’Albero: “Ma non dire stupidaggini. Quelli hanno il pelo sullo stomaco; l’hai già dimenticato?”

Panchina 1: “Per favore Sorella non interrompere l’Albero. Lascia che ci racconti che poi deve tornare a dormire.”

Sorella: “Scusate.”

L’Albero: “Come dicevo, hanno trovato la strada per sopravvivere con la scusa, anche legittima, che non c’è una legge elettorale e che ci sono molte leggi in sospeso. Ma la cosa più interessante che mi fa veramente sorridere, è che mentre il Presidente della Repubblica Mattarella faceva le “Consultazioni”, l’Umano Renzi dimissionario, faceva anche lui le consultazioni… forse per far dire a Mattarella chi avrebbe dovuto succedergli.”

Panchina 1: “Quindi è probabile che a governare l’Italia siano ancora loro?”

L’Albero: “Sembra proprio che si possa arrivare a questa stranezza. In poche parole, e poi vado a dormire, da quello che ho capito, quasi 2 italiani su 3 hanno espresso il desiderio di mandar via Renzi e l’attuale Governo; ora, a distanza di solo una settimana, pare che saranno di nuovo loro a “fare” in Italia. Ho detto fare, perché governare è una cosa seria e dovrebbe, in una democrazia, essere fatto per il bene del popolo.”

Panchina 1: “Ancora una domanda e poi ti lascio andare a dormire. L’Umana Boschi, che è stata in buona parte l’artefice del Referendum, credi che rimarrà fuori dal nuovo Governo?”

L’Albero: “Pare proprio di no. Sono tutte illazioni, sembra però che avrà ancora un Ministero. Ora vado a dormire pensando che noi, qui in Svizzera, con la nostra “vera” democrazia siamo fortunati.”

Panchina 1 e Sorella (all’unisono): Buon riposo. A noi non rimane che sorridere.”

L’Edera (che era rimasta ad ascoltare): “Sorriderò anch’io… senza molestare il mio Albero.”

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E ADESSO?

5 dicembre 2016

La sorella: “È passata la buriana?”

Panchina 1: “Di cosa stai parlando? Se si son decisi a togliere le foglie?”

La SORELLA quasi completamente pulita.

La SORELLA quasi completamente pulita.

Sorella: “Ma no! Non me ne frega niente delle foglie. Quelle su di noi le hanno tolte praticamente tutte; quelle per terra le toglieranno. Però sono belle!… hanno un bel colore! Per buriana intendevo la storia del Referendum in Italia.”

Panchina 1: “Ho capito. Ma sì, la buriana è finita. Non hai sentito… ah già tu sei lontana dalla strada; io sento la gente che passa. Hanno spedito Renzi.”

Sorella: “Cosa vuol dire? Che gli hanno messo un francobollo addosso?”

Panchina 1: “Più o meno è così. Gli italiani, tanti italiani, hanno detto NO. Hanno votato così, e questo significa che Renzi è stato bocciato e… tanti dicono anche la Sua Bella.”

Sorella: “La moglie?”

Panchina 1: “Ma nooo. Quell’umano femmina di nome Boschi; tutta bella e… piacente. Qualcuno dice che se l’intendevano…”

Sorella: “Ma cosa dici! Come puoi pensare che un umano al Governo di uno stato così importante come l’Italia abbia una tresca di quel genere.”

Panchina 1: “Sei proprio tanto carina sorella mia.”

Il fratellino albero: “Ancora una volta il vostro ciacolare mi ha svegliato; va ben che non dormivo molto profondamente. Speriamo che non si svegli mio fratello. Stavo ancora sognando.”

Panchina 1: “Cosa stavi sognando?”

Il fratellino: “Un paio d’ore fa è passata una moto, che ha fatto un rumore assordante e mi ha, solo per un attimo, svegliato, e ho sentito che l’umano Renzi avrebbe detto “Non credevo che mi odiassero così tanto!”, e poi mi sono riaddormentato. Ora stavo sognando che era seduto sul bordo del letto, stava per mettersi il pigiama, e, gli cadevano dagli occhi calde lacrime… che andavano a bagnare il tappetino. Mentre piangeva e sembrava inconsolabile pensava a tutto quello che aveva fatto, a tutti gli 80 Euro che aveva dato al popolo, a tutti gli Euro che avrebbe voluto ancora distribuire… ma non aveva servito a niente. Mentre singhiozzava pensava che per lui fosse tutto finito.”

Panchina 1: “Questo hai sognato? Ma tu pensi davvero che lui sia triste?”

Sorella: “Mi hai fatto venire il magone. Povero Renzi!”

Panchina 1: “Ma tu non conosci i politici. E poi quelli italiani! Ti è accaduto qualche volta di sentir dire: “Quello ha il pelo sullo stomaco.”

Sorella: “Mai. O forse sì; non so cosa vuol dire.”

Panchina 1: “Informati! Comunque, grosso modo vuol dire che chi ha il pelo sullo stomaco non ha scrupoli.”

Sorella: “Grazie sorellina.”

Fratellino: ” E adesso cosa succederà in Italia? Parlate piano per favore; non vorrei vedere mio fratello svegliarsi. Vedete? ha quell’edera sul tronco che ogni tanto gli dà fastidio. L’edera non dorme mai… e lui dovrebbe avere qualcuno che lo gratta.”

Panchina 1: “Adesso ci penserà il Presidente della Repubblica. Vedremo.”

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PREFAZIONE DELL’AUTORE

La goccia

Tutti conoscono il proverbio della goccia che fa traboccare il vaso. E quando capita che l’acqua esca abbondante perché chi doveva curarti s’è dimenticato, per l’ennesima volta, di aver di fronte un individuo pensante che ha un corpo e un’anima e ha dimenticato di dare un’occhiata alle “forze della natura”, cioè a tutto ciò che è naturale, può succedere di tutto.
In questo caso, “Chi doveva curarti” non è un uomo in carne ed ossa, ma è un’istituzione di cui noi tutti abbiamo enorme bisogno: è “La Medicina Accademica”, quella medicina che diventa “Ufficiale” perché viene insegnata all’Università.

Noi, io, la mia famiglia, i miei vicini di casa, l’autista del bus, il portalettere, il dirigente della grande industria, il muratore, l’imbianchino, ecc., tutti noi abbiamo bisogno della Medicina Accademica, perché a molti di noi è accaduto di aver quel particolare mal di pancia per cui s’è dovuta aprire la sala operatoria e il chirurgo ha dovuto usare il bisturi, o s’è dovuti ricorrere all’antibiotico a causa di un’imprevedibile polmonite.

Quest’accenno alle necessità di tutti i giorni è sufficiente per comprendere come possiamo e dobbiamo apprezzare tutti coloro che si danno da fare per far conservare al popolo un po’ di salute. Purtroppo, di fronte a un coscienzioso professionista chirurgo che riesce bene nel suo lavoro e riesce a far di nuovo sorridere chi prima soffriva, c’è, malgrado il massimo della democrazia delle nostre latitudini, il Governante e il Docente che, il primo per incapacità e il secondo per miopia, hanno dimenticato ciò che di molto semplice deve essere considerato anche nell’ultimo cittadino: la dignità.
Bisogna però dire che, tanto nel Governante come nel Docente Universitario, non manca mai l’arroganza… ma manca l’umiltà e la consapevolezza che (loro) sono come un granello di sabbia nel deserto e, tutto quello che hanno… è “in prestito”.

Quando oggi si parla di Malasanità è perché è accaduto qualcosa d’importante, di negativo naturalmente, e si cerca subito uno o più colpevoli; la Magistratura fa finta di fare alla svelta e… dopo qualche giorno o qualche settimana, in una località magari molto distante, ecco un altro caso terribile in cui viene amputata la gamba sbagliata o viene trasfuso sangue con un po’ di AIDS. Senza dover andare nei particolari che purtroppo accadono, questi casi hanno, il più delle volte, un colpevole in carne ed ossa: qualcuno ha sbagliato.

Purtroppo, quando si potrebbe, dico si potrebbe, ma sarebbe giusto dire “si dovrebbe” parlare di Malasanità Accademica, non esiste nessun colpevole, se non la pretesa da parte della “Alte Sfere”, di essere i “Depositari del Benessere”, per cui “tutto il resto” è niente e non vale niente.

Ma che cos’è “TUTTO IL RESTO?”. È tutto ciò che è naturale e fa capo alla Natura. Siamo circondati dalla Natura e da fenomeni naturali che potrebbero giovarci e da una tecnologia che potrebbe aiutarci ad utilizzarli. Onestamente però!

Siamo figli di meravigliosi scopritori come Christian Friedrich Samuel Hahnemann che scoprì l’omeopatia e, più recentemente, di George Joseph Goodheart Jr. che scoprì la kinesiologia, in particolare la kinesiologia applicata. Si potrebbe fare un lungo elenco e includere anche l’ipnosi medica… che è un pochino in noi ed esiste da sempre.

Perché questo libro? Perché, se di gocce causa di trabocco ne ho visto molte, questa volta la goccia è stata tale e talmente “grossolana” per cui s’è quasi allagata la Pianura Padana. In questo caso ho vissuto da vicino minuto dopo minuto l’oggetto della “malasanità accademica”: mia moglie. Ringrazio quella buona Stella che nel 1971 mi fece accostare alla Medicina Naturale e mi permise, via via, di conoscere quello che i “Grandi e indiscussi” che stanno nella Stanza dei Bottoni deridono e disprezzano. Quei Grandi che pensano di sapere tutto e deridono nonché disprezzano l’omeopatia, dovrebbero approfondire le loro conoscenze e smetterla di riempirsi la bocca con la parola “scientifico”. L’essere umano è fantastico anche per il fatto che non esistono due individui identici (neppure i gemelli perché non la pensano nello stesso modo) ed è quindi assurdo pretendere certe statistiche… e curare con le statistiche. La medicina non è una scienza esatta… e quindi non può sempre ricadere nel rigore scientifico. La cosiddetta “Memoria dell’acqua” che i Grandi non possono, o non vogliono riconoscere, potrebbe ricevere un contributo di quasi scientificità se si volesse approfondire la realtà della kinesiologia.

Quella “Buona Stella” mi ha permesso di evitare che mia moglie scivolasse in tutto e per tutto nelle fauci della Medicina Accademica… di cui abbiamo però tutti bisogno.

Mia moglie sta ora benissimo!

Perché questo libro? Perché con la descrizione esatta di quanto ho vissuto con mia moglie durante più di tre lunghi mesi, mi sono reso conto che, con buone probabilità, oggi mia moglie non starebbe benissimo. Non starebbe benissimo se avesse seguito i dettami della Grande Medicina. Quindi, dato che ad aiutarci fu la Medicina Naturale, sarebbe bene, più che auspicabile che la Medicina Accademica si togliesse il paraocchi e accettasse umilmente di andare a guardare un po’ più in là dove c’è quella natura che ha assunto nel nostro campo la denominazione di Medicina Complementare… e non più Alternativa.
Questa descrizione può anche consigliare i medici a rapportarsi direttamente col paziente, e non solo attraverso le macchine… perché il paziente, che di solito soffre, ha un’anima e ha qualcosa da dire… e deve essere ascoltato e non minimizzato.

Sarebbe quindi giusto che, tanto a livello Accademico quanto a livello Governativo, si guardasse, non con benevolenza, quanto con interesse costruttivo e “complementare” a quelle medicine che, usate oculatamente, possono far guarire… e non solo migliorare… e con minimo dispendio di energie.

Ho, di seguito, messo l’accento sui Serocytol… che rischiano di morire, sull’omeopatia… che viene considerata acqua fresca e sull’energia dei colori… affascinante realtà per tutti i giorni. Ho inoltre menzionato la realtà delle intolleranze alimentari… quelle vere e subdole portatrici di sofferenze e quella di una kinesiologia spicciola capace di indirizzare serenamente le proposte di guarigione.

Queste tre stupende realtà, coadiuvate dalla conoscenza di quanto ho menzionato, mi hanno permesso di veder rifiorire mia moglie… che, fra l’altro, ha saputo rifiutare certe tossicità irrimediabilmente dannose.

Non basta, nel senso che sarebbe bene che i pazienti imparassero a chiedere, a informarsi dai medici curanti e a pretendere delle risposte chiare; questa descrizione potrebbe aiutarli a difendersi.

Perché noi, tutti noi abbiamo bisogno di una Medicina (e di una Farmaceutica) capace di fare gli interessi di chi soffre. Abbiamo bisogno di un’apertura complementare con tutto ciò che non è sintetico… e quindi naturale.

Anche i Governanti potrebbero, se lo volessero, aprire le porte a questa “complementarità” anziché tacciare come semplice ciarlataneria tutto ciò che sembra troppo semplice ed estraneo al corrente senso comune.

È indispensabile sottolineare che, contrariamente a certe credenze, non tutto ciò che è naturale è positivo o innocuo. È sempre necessario saper distinguere.

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