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Archive for the ‘Poste Italiane’ Category

Mi sono accorto che qualcuno è andato a leggere… o forse ha letto questo mio breve articolo:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2013/01/22/il-francobollo-insegna-18-e-puo-aiutare-a-riflettere/

Menzionai questo francobollo:

FRANCOBOLLO DELLA REPUBBLICA ITALIANA.

Sta scritto:

“LA REPUBBLICA INCORAGGIA E TUTELA IL RISPARMIO IN TUTTE LE SUE FORME”.

Quella scritta fa parte della Costituzione?

Se sì, bisognerebbe eliminarla o prendere in seria considerazione l’incriminazione di chi ci ha governato.

Ma come fa il popolo italiano a sopportare le continue sevizie di una classe dirigente così fantasticamente emancipata verso la mancanza di serietà?

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Non so da dove sia arrivato. So solo che m’è piaciuto.

da Web?

Ho sempre detto che la donna ha una marcia in più… e che come tale va più che rispettata.

Anche le Poste Italiane ci provano ogni tanto a rendere omaggio alle Donne…

Francobollo del 2017 emesso dalle Poste Italiane.

Qui in onore alle donne ingegneri e architetti… ma quanto può essere utile se questi francobolli non vengono venduti… se non in particolari sportelli?

Se si vuole onorare o commemorare qualcuno o qualcosa, questo non è il modo migliore. Perché non ripristinare, quando possibile, anche se poco poco, l’uso dei francobolli commemorativi da parte degli Uffici Postali?

SAREBBE BELLO

Qui in Svizzera, è ancora possibile trovare i francobolli… anche se stanno “scomparendo” gli Uffici Postali… almeno quelli che “Loro” considerano inutili.

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Questo non è proprio un francobollo… ma quasi. È un francobollo prestampato su un Aerogramma.

L’Aerogramma delle Poste Italiane

Ci dona l’aereo a reazione.

Oggi, sempre di più si va in aereo…

L’aereo per le piccole distanze potrebbe essere azionato da una turboelica, ma per le grandi distanze è facilmente a reazione.

Ogni volta che si sale su un aereo si spera di poter di nuovo mettere i piedi a terra… anzi si è quasi sicuri dato che di incidenti si parla molto raramente. Raramente però ci si chiede quale fu il primo aereo a reazione che riuscì a volare… anzi non se lo chiede praticamente nessuno. L’importante è che parta, che il volo sia tranquillo e che si possa arrivare bene a destinazione.

Questo Aerogramma commemora il primo aereo a reazione della storia… quello”vidimato ufficialmente come tale“.

La guerra mondiale c’era o non c’era ancora del tutto, ma tutti cercavano di primeggiare… anche e particolarmente i tedeschi di Hitler… che forse furono i primi, ma, talmente in gran segreto per cui persero il treno dell’ufficialità.

Era il 1941 quando questo prototipo volò per la prima volta. Ci furono anche delle buste volate sull’aereo… come questa… non di mia proprietà:

Da WEB

È interessante notare che c’era quel Regime Autoritario al quale non si vogliono riconoscere meriti di nessun tipo e modello. Forse per ipocrisia?

Le nostre poste però hanno voluto ricordarcelo.

 

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Avete mai sentito parlare del “BIGLIETTO POSTALE”.
È un pochino come l’AEROGRAMMA… solo che dovrebbe essere ad uso interno. Fanno parte tutt’e due dei cosiddetti Interi Postali assieme alle Cartoline Postali che tutti conoscono.

UN AEROGRAMMA DELLE POSTE SVEDESI

Sono tutti oggetti preaffrancati. Salvo eccezioni, la maggior parte dei Biglietti Postali, almeno in Italia, sono affrancati per l’interno.

Ero in Liguria e ne ho trovato uno abbastanza mal messo, ma non viaggiato. Ho deciso di spedirmelo in Svizzera, tanto per fargli fare il suo lavoro… viaggiare.

L’affrancatura non era però sufficiente per l’estero. Infatti 700 delle vecchie lire andavano bene nel 1992 ma solo per l’Italia. Oggi, per la Svizzera ci vuole 1 Euro, e, se 700 lire sono pari a € 0.36, avrei dovuto aggiungere francobolli per € 0.64.

Le poste però non vendono più francobolli, e, se li vendono, non vi daranno mai francobolli per un tale importo… perché non li hanno più di tutti i tagli.

Decido quindi di imbucarlo così com’è. Dove l’imbuco?

L’imbuco a Sanremo. Sì, perché mi trovo per caso a Sanremo, proprio il giorno di San Valentino, ma non per incontrare un qualche amore, e neppure per “incontrare” il Festival… sì, perché grazie al Festival tutti sanno che esiste Sanremo… qualche settimana all’anno… ma non sanno che è quasi alla fine della Liguria e che per arrivarci, o si pagano molti soldi sull’Autostrada dei Fiori, o si prende il treno… che sicuramente negli anni trenta era più puntuale e confortevole… ma anche negli anni settanta.

Andiamo con ordine.

Questo è l’oggetto che ho spedito… mal fotografato, ma senza timbro a cui ho tolto l’indirizzo altrimenti chi lo legge viene preso dal desiderio di scrivermi:

BIGLIETTO POSTALE DELLE POSTE ITALIANE

L’OGGETTO POSTALE È STATO INTRODOTTO IN QUESTA BUCA.

Questo oggetto che vorrebbe commemorare Galileo Galilei è stato imbucato in questa oscena buca. Oscena perché, quasi quasi, nell’andare a introdurre l’oggetto nell’apposita feritoia dove sta scritto PER TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI, s’ha paura di sporcarsi e si viene assaliti dal dubbio se qualcuno lo raccoglierà. Infatti, se la guardiamo proprio bene, anche se è nella media delle buche della Repubblica, ci accorgiamo che è sporca e che sembra diventato il ricettacolo di tutto ciò che di piccole dimensioni può essere appiccicato.

Prima d’imbucarlo l’ho fotografato… perché poco convinto del recapito.

Ma dov’era la Buca che vi ho mostrato? All’esterno della vecchia stazione ferroviaria di Sanremo.

LA VECCHIA STAZIONE FERROVIARIA DI SANREMO IN UNA FOTO DEL 2013.

Vecchia perché dal 2001 la stazione ferroviaria di Sanremo è in galleria. Due semplici binari, uno, quello che va verso Genova e che sbuca dalla galleria a Taggia, e l’altro che va verso Ventimiglia e che sbuca a Ospedaletti. Prima la ferrovia attraversava il centro cittadino ed era a binario unico e passava vicino al mare. Il raddoppio giunse dapprima fino ad Imperia Porto Maurizio, recentemente c’è stato un prolungamento verso Genova oltre Diano Marina.

La vecchia stazione è rimasta, e, al posto dei binari hanno trovato posto le automobili posteggiate e una pista ciclabile.

È interessante come sull’altro lato, diciamo sul lato dove prima c’erano i binari e passavano i treni, è rimasto tutto abbastanza come prima. Naturalmente non ci sono più i binari, ma c’è l’asfalto con la segnaletica orizzontale per le auto; c’è ancora, almeno nel 2013, dopo dodici anni senza treni, il cartello delle ferrovie SANREMO.

Sembra quasi che debba arrivare un treno da un momento all’altro.

LA STAZIONE DI SANREMO LATO BINARI IN UNA FOTO DEL 2013.

Torniamo al Biglietto postale imbucato il 14 febbraio. È arrivato, tranquillamente come l’attuale posta ordinaria delle Poste Italiane; è giunto in casa mia il 26 febbraio 2018; ha impiegato solo 12 giorni.

COSÌ È ARRIVATO IL BIGLIETTO POSTALE

Diciamo che avrebbe potuto arrivare un po’ prima… ma l’ho avuto in mie mani dopo averlo spedito con un’affrancatura insufficiente, per cui, secondo le regole internazionali, le poste italiane avrebbero dovuto segnalarlo ed io avrei dovuto pagare al postino, il doppio di quello che mancava. Inoltre, il timbro è piuttosto brutto e, a mala pena si legge la data e, stranamente, è stato obliterato a Genova e non a Torino… come fanno ultimamente le poste.

PARTICOLARE DEL FRANCOBOLLO E DEL TIMBRO

Si riesce a vedere che è stato timbrato il giorno dopo… e dispiace il fatto che le poste non abbiano alcuna considerazione per chi colleziona francobolli… che fra l’altro vengono pagati (i francobolli)… e rimangono sempre di proprietà del mittente e, in un secondo tempo, del destinatario.

Contemporaneamente al biglietto postale, imbucai una lettera affrancata con un foglietto… chiaramente filatelico, e quindi degno di rispetto:

FOGLIETTO DEL 2017 – 70° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE

Me l’inviai FERMO POSTA a Lugano perché il timbro d’arrivo sul retro della busta avrebbe potuto documentare i tempi del “viaggio”. Arrivò il 23 febbraio.

TIMBRO D’ARRIVO DELLA LETTERA.

TIMBRO D’ARRIVO DELLA LETTERA.

Contrariamente a quanto accaduto al BIGLIETTO POSTALE, la lettera fu timbrata a TORINO… anche se in modo, oserei dire pedestre, o meglio con somma maleducazione essendo il francobollo chiaramente filatelico. Non si riesce neppure a leggere la data dell’obliterazione. Ho ingrandito il timbro per provare a leggere la data… impossibile:

 

IL TIMBRO INGRANDITO

 

 Le Poste sono un servizio pubblico che, come tale, dovrebbe essere al servizio del cittadino. La prima cosa che si potrebbe pretendere dovrebbe essere il rispetto. Se pocanzi ho utilizzato il termine maleducazione, mi sembra che possa andare bene nei riguardi del singolo individuo che tratta più o meno pedestremente un oggetto di corrispondenza, ma se trovo il termine mancanza di rispetto, posso intenderlo nei riguardi di chi organizza il servizio e permette che un oggetto privato e riservato come una lettera possa impiegare un tempo così lungo per essere consegnato al destinatario. E poi bisogna anche considerare che il costo del francobollo è una tassa che sottintende la consegna dell’oggetto in tempi ragionevoli… cosa che, da un po’ di tempo, non accade più con le Poste Italiane. Nove giorni sono un po’ tanti e dimostrano un pessimo servizio. Ma non è un caso isolato, perché, negli ultimi mesi ho raccolto alcune lettere partite dall’Italia e arrivate più o meno rispettando gli stessi “miserabili” tempi.

Siamo a Sanremo, la città del Festival, del Casinò (uno dei 4 italiani) e… dei fiori. Sì proprio i fiori; quei fiori che permisero di nominare quella zona costiera d’Italia Riviera dei Fiori… così bene per cui il famoso treno BASILEA – NIZZA si chiamava “RIVIERA DEI FIORI”. Si potrebbe continuare all’infinito a parlare di Sanremo e dei fiori. Sanremo e dintorni rifornivano di fiori mezza Europa; le serre fiorite dell’estrema Riviera di Ponente rifornivano di colori, fra l’altro, la sala del Concerto di Capodanno di Vienna…

Oggi, se venite un po’ in Ticino, quella parte di Svizzera dove sono in molti a parlare il vero dialetto lombardo, potrete vedere frequentemente il Camion olandese che rifornisce di fiori tutti i rivenditori. I fiori di Sanremo dove sono andati a finire? Sanremo rimane però forse, un tempo lo era, la città italiana con la maggior densità di veicoli a due ruote… sembra essere l’unico mezzo utile per spostarsi celermente.

UNA STRADA DI SANREMO CON VEICOLI A DUE RUOTE

Una missiva ricevuta recentemente, sempre dalla Liguria di Ponente, impiegò 9 giorni per essere consegnata.

OBLITERATA A TORINO… ha impiegato 9 giorni ad arrivare!

Questa lettera era commerciale e conteneva delle notizie di una certa importanza. Ora, mi sembra logico poter arrivare a chiedersi: “Perché le Poste Italiane accantonano la corrispondenza e la distribuiscono così lentamente e così in ritardo?” La risposta potrebbe essere semplice: “Perché non utilizzi la Posta Prioritaria?

Giusto; usiamo la posta prioritaria… ma a prezzi ragionevoli.

Infatti, mi sembra che, spendere € 2.80 per spedire una lettera non urgente sia sbagliato… ma la lettera non urgente non arriva più in tempi ragionevoli.

Nel 1939 la mia Famiglia ricevette una cartolina, combinazione da Lugano. Dato che a quei tempi le poste avevano il desiderio di essere oneste (almeno nel loro lavoro), e mettevano il timbro d’arrivo, mi è stato possibile verificare che da Lugano a Pegli la cartolina impiegò un giorno.

1939 CARTOLINA DA LUGANO A PEGLI (GENOVA) (1 giorno)

Peccato che il francobollo dell’ESPOSIZIONE NAZIONALE SVIZZERA sia sta appiccicato alla rovescia e quello da 10 centesimi un po’ storto, però i timbri sono ben leggibili e chiaramente dimostrano la durata del viaggio della cartolina.

Ma perché oggi che hanno inventato di tutto non è possibile collegare le invenzioni all’onestà? Non credo che NOVE GIORNI dalla Riviera di Ponente a Lugano sia onesto… specialmente quando è una norma. “Loro”… quelli che non sono riusciti a collegare le invenzioni all’onestà, potrebbero dirmi che, dato che oggi c’è poca corrispondenza, viaggiamo più lentamente e per noi è più difficile essere ragionevoli.

2018 LETTERA DA MONTE CARLO A LUGANO (2 giorni)

Ma, allora perché, sempre rimanendo nell’oggi, una lettera dal Principato di Monaco arriva in DUE giorni? Perché la corrispondenza da Monaco a Lugano è più numerosa?

“No, perché passa dalla Francia e, probabilmente i francesi sono riusciti a fare quel famoso collegamento… almeno in parte.”

Credo che, a questo punto, si possa dedurre che se manca quell’importante collegamento manca quell’onestà che dovrebbe farci pensare a un lavoro serio al servizio della collettività. Non so se si può dire che se le Poste Italiane non fanno bene il loro lavoro rubano… è però a noi consentito pensarlo?

 

POTRÒ IN FUTURO CONTINUARE… E LO FARÒ… SPERO.

Nel frattempo, nell’attesa della Pasqua, dobbiamo continuare a lottare con la presunzione che l’onestà possa avere il sopravvento sull’arroganza di certe autorità. In ogni caso, se pensiamo che valga la pena di essere un poco ottimisti, possiamo andare a Lugano-Viganello… dove?

Che domande!

IN VIA SPERANZA.

 

BUONA PASQUA A TUTTI

 

 

 

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Oggi si vota, e votano anche le donne.

Francobollo del 2016… delle Poste Italiane.

A parte il piccolo particolare che quest’oggetto postale ha impiegato educatamente ben 12 giorni per arrivare a destinazione, questo francobollo è molto significativo… prima del 1946, anche in occasione del Referendum che cacciò i Savoia dall’Italia, le donne non avevano diritto di esprimere il loro pensiero politico.

Ci fu già un francobollo sullo stesso argomento… nel 2006:

Francobollo del 2006

In questo caso è ritratta Nilde Jotti, la compagna di Palmiro Togliatti. Era il 2006 e l’oggetto arrivò in 3 giorni. Peccato che l’Ufficio timbrature di Catania non si sia accorto che il timbro c’era già… e ha “sporcato” la quartina.

Nello stesso anno le poste si ricordarono degli italiani, come me, che vivono all’estero… e che possono votare tramite il Consolato d’Italia.

Francobollo del 2006 per il voto degli italiani residenti all’estero.

Come si può vedere, l’Ufficio Postale di S. MAURIZIO D’OPAGLIO in provincia di Novara ha timbrato egregiamente i francobolli e sulla busta. La busta impiegò 4 giorni ad arrivare.

Chi oggi va a votare ama la Patria e… spera che i risultati diano benessere e serenità a tutti. Forse avrebbe bisogno del “Pozzo dei Desideri”.

Qualcuna… l’ha trovato e ha visto esaudito il desiderio.

Da “LA SETTIMANA ENIGMISTICA”

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Il 9 febbraio ero in Liguria. Ho imbucato una lettera affrancata col francobollo che si può ben vedere:

FRANCOBOLLO del 2016 PER LA GIORNATA “SALUTE DELLE DONNE”.

L’indirizzo del destinatario si trovava a non più di 200 metri dalla buca delle lettere. Questa:

QUESTA BUCA. COSÌ BELLA E PULITA!

L’affrancatura era regolare per una lettera per l’interno del peso di meno di 20 gr.

Presi in considerazione questo francobollo del 2016 un po’ evanescente perché parla della donna, della femminilità e del rispetto che dobbiamo verso il gentil sesso. M’è piaciuta l’evanescenza perché troppo spesso la donna viene considerata, per i problemi importanti, poco determinante… evanescente, se non, per certe culture, addirittura essere inferiore. La donna ha una marcia in più e deve essere ascoltata e considerata nel massimo delle sue stupende qualità.

La lettera fu recapitata il 14 febbraio 2018… ben 5 giorni dopo!!!!! E queste sono le barrette che l’automazione delle poste appongono sull’oggetto di corrispondenza “lavorato” e spedito:

BARRETTE DELLE POSTE ITALIANE

Forse i “cervelloni” delle nostre telecomunicazioni riusciranno a decifrare come mai una lettera può essere fatta viaggiare per così tanto tempo.

Interessanti sono alcune considerazioni:

 

1 – Un’impiegata del locale ufficio postale mi disse che non timbrano la corrispondenza, ma la mandano direttamente a Genova.

2 – Secondo il timbro, anche se non perfetto, si direbbe che la corrispondenza sia stata dirottata su TORINO.

3 – Questa lettera, che avrebbe anche potuto contenere informazioni di una certa importanza, viene fatta viaggiare per centinaia di chilometri, quando il destinatario si trova molto vicino. È economico?… oltre che ecologico?

4 – È giusto che un utente delle poste paghi una tassa per un inoltro in tempi ragionevoli e veda esaudita la distribuzione dell’oggetto di corrispondenza in tempi biblici?

5 – Certi tempi biblici potrebbero far considerare la tassa un furto e le Poste Italiane allo stesso livello di chi ruba?

Un’ultima considerazione di tipo moral-visivo… “Perché le buche delle lettere delle Poste Italiane sono sempre così sporche e maltrattate? Rispecchiano forse la “pulizia” morale dei loro Dirigenti?

Non si creda che la lettera che vi ho mostrato sia un caso isolato. Ne ho altri, ma questo è ancora più bello.

Affrancata con un francobollo acquistato alla Posta Centrale di Genova e imbucata in loco il 20 dicembre 2017 va a finire, come si può vedere dal timbro, a Torino… prosegue lentissimamente per la Svizzera, festeggia chissadove il Capodanno e finalmente arriva in Svizzera. Ma quando arriva a casa mia? Arriva il 24 gennaio 2018.

35 GIORNI DA GENOVA A LUGANO.

Chi spedì la lettera desiderava augurarmi BUONE FESTE.

 

Se le Poste Italiane sono oneste lo lascio decidere a voi.

 

LA PRESENTE, COME LETTERA NORMALE E REGOLARMENTE AFFRANCATA VERRÀ SPEDITA A ROMA A:

 

Gentile Signora Rossella Pace,

Spazio Filatelia Roma

Piazza San Silvestro 20

00187 Roma

 

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Si guardi questo francobollo che le poste stampano ma non fanno usare… o fanno usare poco.

Francobollo del 2016

È un francobollo del 2016. Imbucato il 4 gennaio a Como, timbrato lo stesso giorno a Milano e, arrivato a Lugano il 17 gennaio scorso.

A parte la grande capacità delle Poste Italiane di far viaggiare lentissimamente la corrispondenza normale, questo francobollo è molto interessante perché mette l’accento su una località pochissimo conosciuta, ma capitale di provincia: IMPERIA.

Come forse molti non sanno  “Imperia” fu coniata nel 1923 quando il 21 ottobre di quell’anno, dall’unione dei comuni di Oneglia e di Porto Maurizio fu creata la provincia e città con quel nome. Il nome non fu di fantasia, ma grazie al fatto che il fiume/torrente che divide le due località si chiama Impero.

Ma chi fu questo Grock che venne a costruire questa strana villa nella parte di Imperia che si chiama Oneglia… leggermente sulle alture?

Era un clown, in italiano pagliaccio, che, dopo aver fatto ridere, o sorridere, mezzo mondo si ritirò in questa villa dove morì nel 1959.

Era svizzero, aveva sposato una donna di Garessio e, capace di suonare molti strumenti e muoversi come un saltimbanco faceva… ridere. E lo faceva così bene perché, pare, fece pure ridere Charlie Chaplin.

Pur avendo girato il mondo, s’era innamorato della Riviera dei Fiori e, in particolare di Imperia.

A Imperia c’è l’olio d’oliva buono. Gli estimatori dell’olio d’oliva direbbero che nelle colline dell’imperiese si produce, in assoluto, l’olio migliore Forse per questa ragione c’è a Imperia Oneglia il “Museo dell’Olivo”.

A Imperia Oneglia c’erano anche altre industrie molto importanti e di rilevanza internazionale. La più importante era la AGNESI che produceva paste di qualità. Oggi le produce forse ancora, ma non più a Oneglia, bensì a Fossano…

Anche l’Olio Sasso era a Oneglia, ora è a TAVARNELLE VAL DI PESA in provincia di FIRENZE.

Il passato industriale di Oneglia ci viene ricordato, con un po’ di tristezza:

Da alcune ciminiere di Oneglia

Passeggiando da Oneglia verso Porto Maurizio si possono incontrare:

Attrezzi per la pesca.

e:

Imbarcazioni per pescare.

A Imperia c’è anche un grande palazzo delle poste.

Il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi

Da Grock, forse il più grande clown di tutti i tempi, dobbiamo considerare le pagliacciate moderne della finanza che “distruggono”, forse definitivamente, uno degli hobby più belli degli ultimi due secoli: LA FILATELIA e il significato di posta.

Anche questa è una “sofferenza gratuita”.

 

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