Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Poste Italiane’ Category

Ho preso questa fotografia da questo articolo :

 

https://pendolante.wordpress.com/2018/12/03/lunedi-scocciato/

 

di PENDOLANTE che… qualche volta con piacere commento.

Da “PENDOLANTE”

Le ipotesi che hanno potuto portare ad una situazione come questa sono molte e molti sono i commenti a questo articolo.

Da parte mia, credo che non sia difficile vedere in questa foto recente su un treno recente la situazione della nostra Italia… recente pure Lei. Questa può essere la fotografia della nostra beneamata Patria… che amo profondamente.

Potremmo definirlo « pressapochismo » ? Forse sì.

Ma si può continuare così in eterno ?

Credo di no.

Ma insomma, non sarebbe ora che la smettessero di discutere, si rimboccassero le maniche, non andassero più a tutti i convegni di tipo politico dove il finale è o propaganda o bla bla bla e costruissero qualcosa di buono ?

 

In questo mese abbiamo deciso, io e mia moglie di andare a trovare i miei parenti a Genova… in treno. Dovrò tener d’occhio il calendario degli scioperi… sì il folklore delle agitazioni sindacali non permette di fare dei progetti a lungo termine… immaginiamoci come va a finire per chi « deve » e « può » lavorare (nel senso che lo Stato gli dovrebbe permettere di lavorare).

 

Un paio di mesi fa ho spedito un mio libro a Palermo… che non è mai arrivato ; cioè, da qualche parte è arrivato ; è arrivato dove qualcuno l’ha rubato… qualcuno delle Poste Italiane o per colpa delle Poste Italiane. Secondo « quelli delle poste » è andato smarrito. Quello che poi ho spedito raccomandato, quello sì che è arrivato. Quindi mi hanno rubato il libro e l’affrancatura… quella normale o quella raccomandata… una delle due. O ciò che s’è smarrito non può essere considerato rubato ?

 

Il 22 novembre 2018 ho spedito, sempre dallo stesso ufficio postale in provincia di Varese, gli auguri ad amici di Bari in Puglia e Ragusa in Sicilia… ho allegato, come altre volte, due tavolette di cioccolato. Ho affrancato ogni invio con € 3.60, quindi in totale € 7.20. Non è ancora arrivato nulla… e, chissà se arriverà. Tempi lunghi… o come il libro ? Invii RUBATI… rubati da POSTE ITALIANE… perché POSTE ITALIANE non devono permetterlo… perché POSTE ITALIANE hanno incassato la tassa per il trasporto e il recapito a domicilio. Che poi, anche se arrivano dopo molti giorni… troppi… si può sempre dire che hanno rubato… una parte della tassa e… la buona fede dell’utente.

Se vado all’ufficio postale a brontolare, « loro » mi rispondono che « Può succedere ». Può succedere per due invii contemporaneamente ? CHE LADRI !

 

Lo stesso vale per chi ci governa ? Se ti aggrediscono o aggrediscono i tuoi averi e ti difendi, ti trovi indagato, se non ti difendi ti dicono : « Mi dispiace »… come quando il treno arriva in ritardo e si perde la coincidenza. Ma dov’è finito il rispetto per il cittadino ? Anche questo è rubare.

 

Dicono che il buon andamento di un matrimonio lo si vede dalle piccole cose.

Un Governo è una specie di matrimonio con la popolazione… e se funziona lo si può vedere dalle piccole cose… ma anche dalle « grandi cose »… come QUELLE che dovrebbero gestire la salute o « alleviare » le sofferenze.

 

Già parlai in passato della Sanità. Ho accennato alle « agitazioni sindacali » sempre più folkloristiche e ai piccoli furti di POSTE ITALIANE e poi… proprio OGGI qui ho visto, grazie a PENDOLANTE il ritratto, quello vero, quello genuino dell’ITALIA… sul treno di TRENITALIA.

 

Non si può dire che non è vero. Basti un piccolo, ma piccolo esempio… quello del Presidente della Repubblica che, a suo tempo, quando tutti sembravano crederci, disse testualmente ai terremotati : « NON VI ABBANDONEREMO ». Così fu… o no ?

Non furono abbandonati… DIMENTICATI… o no ?

 

DALLE PICCOLE COSE SI VEDE IL MATRIMONIO E L’AMORE FRA CONIUGI.

DALLE PICCOLE COSE SI VEDE UN GOVERNO CHE FUNZIONA.

 

MA NON VI VIENE DA PIANGERE ?

NON VI VIENE VOGLIA DI REAGIRE ?

 

Ma cosa ne pensa la nostra povera martoriata Italia ? Qui effigiata con un piccolo accenno filatelico.

Della serie SIRACUSANA o ITALIA TURRITA.

Questa è l’Italia nei francobolli. Questa serie di francobolli (questi sono solo 2 di tanti valori), che è stata usata per molti anni in Italia, si chiama dell’ITALIA TURRITA o Siracusana.

Perché siracusana ?

Perché il viso è stato preso da un’antica moneta di Siracusa.

 

Antica moneta siracusana (da Antonio Randazzo da Siracusa con Amore).

Sulla testa disegnata dal pittore Vittorio Grassi, il capo è cinto da una corona muraria completata da torri.

La missiva del 1980… arrivò in 2 giorni!!!!!

Annunci

Read Full Post »

 

 I colori sono, in fondo in fondo delle macchie che ci colpiscono. Possono essere grandi, piccole, minuscole o enormi ; possono essere mescolate o… da sole ; possono essere in moltissimi modi, e, molte volte possono diventare addirittura delle opere d’arte… e, come tali, possono essere anche di grandissimo valore.

Qui non m’interessano le opere d’arte… anche perché non sono un intenditore, nel senso che so solo se un’opera mi piace o no ; non sono come quelli che guardando un quadro, eventualmente un’opera d’arte, cominciano a raccontarlo e non si fermano più.

I colori esistono anche se non c’è la luce; se non li vediamo a causa di cecità, possono essere ugualmente percepiti… e possono “operare” ugualmente.

La luce c’è per noi di giorno e di notte ; di giorno grazie al sole, di notte, nei nostri tempi moderni, grazie al fatto che qualcuno inventò le lampadine e qualcun’altro inventò la pila… oggi terribilmente di moda… guai se non ci fosse.

ANNO INTERNAZIONALE DELLA LUCE

Tanto per cambiare… un francobollo, uno dei tantissimi francobolli che vengono stampati nel mondo… e che le poste vogliono vendere solo a chi li mette da parte. Quanti di voi hanno visto questo francobollo ? Forse nessuno… ma quanti di voi se l’avessero visto si sarebbero soffermati a guardarlo e a leggere quello che c’è scritto ? Sicuramente pochi. Ma se vosse stato visto e letto, si sarebbe reso conto che quell’anno, il 2015 era diventato « L’ANNO DELLA LUCE ». Sì, la luce… proprio la luce che ci permette di vedere e godere e « comprendere » i colori.

Ce ne accorgiamo troppo poco… perché siamo ormai troppo abituati a vedere i colori… che sono dappertutto… che sono per noi di vitale importanza.

ROTTERDAM – SECCHIELLI DI TUTTI I COLORI

Chi non ha usato un secchio o un secchiello ? Quando non esisteva la « famigerata » plastica, i secchielli erano di metallo… metallo zincato se non sbaglio, ed erano tutti dello stesso colore… cambiava la grandezza.

C’erano anche quelli smaltati, e allora potevano essere anche di vario colore, però, erano anche piuttosto delicati perché se prendevano colpi poteva saltare lo smalto.

È interessante notare come oggi certi secchi sono diventati oggetto di collezione e che, secchi come quelli di un tempo vengono venduti « galvanizzati » da Amazon.

Da Amazon costa € 12.33

Ho scritto, riferendomi alla plastica : « famigerata ». Ho sbagliato. Non è la plastica famigerata, lo sono i pessimi suoi consmatori che la considerano con troppa faciloneria, come è esagerata l’abitudine d’oggigiorno : « USA E GETTA ». Da anni ormai porto sempre con me ben ripiegati in tasca un paio di sacchetti di plastica che uso ogni volta che vado a fare acquisti. Ogni sacchetto mi serve egregiamente per almeno 4 – 6 mesi a seconda del tipo e della robustezza . Ogni sacchetto fa risparmiare a Madrenatura almeno 48 sacchetti ogni sei mesi. Se la maggior parte degli Umani facesse in questo modo, immaginate un po’ quanti sacchetti in meno sarebbero stati trovati nello stomaco di quel povero capodoglio morto nelle acque indonesiane. Ma non sono solo i sacchetti a far male alla Natura. È infatti interressantissimo e da pelle d’oca la balena messa in mostra a Bruges fatta tutta di pezzi di oggetti di plastica trovati in mare.

LA BALENA A BRUGES.

Ho trovato questa fotografia che permette di riconoscere i vari pezzi… tutti buttati e non riciclati o distrutti come si deve. Oggi, in molti comuni italiani viene raccolto e separato ogni tipo di plastica, e non solo PET ; non capisco come mai, siamo nel 2018, qui in Ticino, per lo meno a Lugano, non viene fatta la raccolta differenziata per tutti gli oggetti di plastica. E pensare che Lugano si considera abbastanza all’avanguardia a molti livelli. Lo fu sicuramente a livello bancario.

Sarà difficile pensare a un futuro migliore ; sarà però importante, se non indispensabile, diminuire l’uso della plastica… a tutti i livelli.

Presto sarà Natale, ma, anche se non sarà Natale è sempre piacevole accendere una candela ; ancora più bello se ha il colore che preferiamo.

ZURIGO – Coop City – Bellevue

Ce n’è per quasi tutti i gusti.

Sì, mi piacciono molto le candele accese, ma, specialmente se sono bianche, mi ricordano gli anni della guerra e quelli subito dopo.

 Bisognava avere sempre un paio di candele a portata di mano per quando mancava la luce, cosa che succedeva piuttosto frequentemente. Che poi, il fatto che possa mancare la luce, non è la fine del mondo ; se però la luce manca alla sera e, alla mattina ancora non è ritornata… può dar un po’ di più fastidio. Certi momenti duraturi di mancanza d’elettricità si sono verificati un paio di volte negli ultimi anni a causa di consumi esagerati per i condizionatori d’aria. Già, da un po’ di anni la gente non sopporta più il caldo ; lo soffre e lo odia. Io lo preferisco al freddo… quel freddo che un tempo faceva sì che all’inizio della stagione invernale o nell’imminenza del Natale si regalava un paio di guanti… ora piuttosto in disuso… come la cravatta.

Ricordo che, stando a quanto ci diceva mia madre, se s’incontrava qualcuno e si doveva dare la mano, noi giovani, e anche meno giovani, di sesso maschile, dovevamo toglierci il guanto… quello della mano destra soltanto. Le donne no… le donne quando salutavano qualcuno e davano la mano non dovevano togliersi il guanto. Sì, m’era sembrato strano. Quando davo la mano a una signora o signorina, oggi sono tutte signora, sentivo la morbidezza del cuoio del guanto… non la mano… la pelle.

Chissà se oggi è ancora così. Io dovevo sempre lasciare il passo a persone meno giovani o anziane; ora che son diventato vecchio davvero, i giovani di tutte le età… non mi lasciano il passo.

MERANO

Tornando al guanto c’è ancora qualcuno che ne vende… per fortuna. Ricordo che a Genova c’era un negozio, in Centro naturalmente, che vendeva solo guanti. Non so se c’è ancora. Ricordo che da bambino soffrivo molto il freddo alle mani. Anche coi guanti avevo freddo. Quella volta che c’era la neve e quasi piangevo per il freddo alle mani, mi consigliarono, ovvero mi obbligarono a togliere i guanti e strofinare le mani nella neve… con la neve. Certamente poteva essere saggio, ma ricordo che soffrii davvero. Alle volte la saggezza dei “grandi” fa piangere i piccoli.

Ora io faccio parte dei grandi o, addirizzura dei grandissimi… faccio parte di quella categoria che, il più delle volte non serve a niente, pesa alla gestione delle assicurazioni previdenziali come l’INPS che gioisce ogni volta che non deve più aprire il borsellino, ma qualche volta diventa anche interessante perché ha vissuto l’inimmaginabile… e può raccontarlo e ottenere di fissarlo nella memoria di quei “piccoli” che diventeranno grandi. Quanto oggi si stenta a credere che nei tempi passati, assolutamente non molto lontani, ma per certa gioventù lontanissimi, se un vestito diventava vecchio non veniva buttato o affidato a organi assistenziali, ma, grazie all’arte di un sarto veniva “smontato”, rivoltato e, con fodera nuova, “ricostruito” come nuovo. C’erano i negozi di stoffe… che vendevano anche gli “scampoli”.

LISBONA – NEGOZIO DI STOFFE

Non è facile trovare un negozio di stoffe… così bello e così multicolore!

Sì, si andava con la stoffa dallo stesso sarto e si integrava o si creava dal nulla… ma il vestito durava qualche anno. Oggi… inimmaginabile usare lo stesso vestito da un anno all’altro. Meglio acquistare per quattro soldi nei Grandissimi Magazzini e buttare alla prima occasione. L’importante è apparire.

Read Full Post »

Non sono mai stato ad Hong Kong e neppure in Cina… e penso che non ci andrò mai.

Ricordo che si parlò molto di Hong Kong quando uscì il film “L’Amore è una cosa meravigliosa”. Il film, del 1955, con Jennifer Jones e William Holden fece conoscere Hong Kong, a quei tempi colonia in affitto della Gran Bretagna.

Jennifer Jones e William Holden

In moltissimi videro quel film e, in quei tempi si cominciò a prendere atto del problema Cina. In Italia si andava spesso al cinema, ed erano anche di moda i film di guerra ambientati in Corea.

Hong Kong era una popolosa città saldamente ancorata alla Gran Bretagna; non si parlava ancora del fatto che nel 1997 sarebbe passata alla Cina. Nel mio collezionare francobolli, meno bambino e un po’ più ragazzo, trovavo molto interessanti i francobolli delle Colonie Inglesi. Ce n’erano un mucchio, in tutto il mondo, anche negli angoli più sperduti e inimmaginabili.

Per avere questi francobolli, mi ricordo che scrissi ai vari Consolati o Ambasciate d’Italia chiedendo francobolli, naturalmente usati, di quella località. Ricordo che quei nostri connazionali si dimostrarono molto gentili, e mai mancarono di rispondere.

UNA BUCA DI QUALCHE ANNO FA

Sinceramente, negli anni passati sarei andato volentieri a visitare quella colonia… e ancora di più mi avrebbe incuriosito quell’angolo di mondo dove si parlava portoghese molto vicino a Hong Kong: Macao.

Ora che sono diventato vecchio davvero sono contento di avere la foto di alcune buche lettere di Hong Kong e di aver trovato alcuni vecchi francobolli.

 

Per quanto riguarda le Colonie Inglesi, è relativamente facile trovare francobolli con l’effige di Giorgio V che regnò dal 1910 al 1936.

FRANCOBOLLI DI GIORGIO V

Ne ho trovato un paio e, come si può vedere, in uno c’è pure la soprastampa CHINA… che non so quale esatta funzione avesse.

Per quanto riguarda queste buche devo ringraziare un mio nipote, uno di quelli che già da giovane sente la necessità di girare il mondo… di andare un po’ dappertutto… anche molto lontano.

Fu prima del 2010 che ricevetti con gioia anche questa buca:

Buca di HONG KONG col logo di Elisabetta II

 

 

 

Non sembra per niente cinese. È infatti ancora una buca dei tempi in cui a farla da padroni erano i britannici; guardando bene la foto, si vede in basso la sigla di Elisabetta II con la corona.

Chissà se queste buche ci sono ancora o se le hanno tutte sostituite con quelle del tutto cinesi? È un fatto però che lo statuto di Hong Kong è speciale e, anche se si è in tutto e per tutto in Cina, la situazione sarebbe di tipo piuttosto occidentale.

Anche il sovrano Giorgio VI ebbe i suoi francobolli.

FRANCOBOLLI DI GIORGIO VI

Giorgio VI, il re un po’ balbuziente, governò la Gran Bretagna e il Commonwealth fino al 1952. Fu l’ultimo ad essere anche Imperatore dell’India, esattamente fino al 15 Agosto 1947.

BUCA DEL 2016 cortesemente inviata da un gentile conoscente

Come ho già scritto non andrò mai a Hong Kong, però, con mia grande sorpresa, c’è qualcuno che sbircia regolarmente il mio blog… proprio da Hong Kong… tutti i giorni o quasi tutti i giorni regolarmente da un po’ di tempo. Chissà se leggendo questo mio articolo dovesse sentirsi invogliato ad uscire dall’ombra e, magari collaborare col sottoscritto? Infatti non ho conoscenza di telefoni, di uffici postali e neppure di veicoli postali di quella città. Inoltre non ho nulla di Macao… poco distante da Hong Kong e, con delle caratteristiche particolari.

Anche Elisabetta II ha i suoi francobolli… fra cui quello dell’incoronazione.

FRANCOBOLLI DI ELISABETTA II

Quello dell’incoronazione è uguale a molti altri… esattamente 59… cambia solo la scritta della località e l’importo relativo all’affrancatura.

INCORONAZIONE DI ELISABETTA II

 

 

Naturalmente, altri francobolli furono stampati in passato… particolarmente dalle poste cinesi. Non ne possiedo, però potrà accadere ch’io arrivi a possederne… anche se ho smesso di collezionare francobolli… per limiti d’età.

Non possiedo neppure cartoline di quella importante città.

 

Ancora una buca… per oggetti ingombranti:

BUCA PER OGGETTI INGOMBRANTI

Mi son sempre piaciuti i francobolli ; ho dovuto prendere atto che il francobollo non è altro che una specie di ricevuta, o un giustificativo. Se l’appiccico giusto sulla busta, dopo aver scritto l’indirizzo della persona alla quale voglio spedirla, diventa, per le poste che dovrebbero lavorare per il recapito, una dimostrazione che la tassa per il trasporto e il recapito è stata pagata. Quindi, la funzione del francobollo dovrebbe essere quella di aiutare il recapito della corrispondenza… quella di far viaggiare… quella, in ultima analisi, di viaggiare. Anche i componenti del Genere Umano amano viaggiare… se possono. Io non ho sempre potuto viaggiare e andare lontano. E allora ? Allora mi sono « hobbisticamente divertito » a far viaggiare i francobolli e a farli andare materialmente… un po’ dappertutto. Proprio così.

Una lettera spedita Fermo Posta in una località lontana a una persona che là non è o non andrà mai, dovrebbe ritornare indietro con un segno indelebile della località raggiunta.

Lettera spedita dalla località di Serravalle della Repubblica di San Marino.

La lettera è partita il 20 luglio del 1974 per VIA AEREA… sì, perché a quei tempi c’era la tariffa aerea superiore alla tariffa di superficie. Mi si chiederà cosa s’intende per tariffa di superficie. Significa che se io avessi voluto, per esempio, spedire una missiva dall’Italia a Singapore, avrei potuto semplicemente apporre il francobollo per l’estero. L’oggetto avrebbe viaggiato su una nave o sui mezzi terrestri, e, sarebbe arrivato con comodo… come, in un certo senso, con comodo fanno le nostre poste da un po’ di tempo a questa parte.

Comunque la lettera viaggiò spedita a destinazione.

IL RETRO DELLA BUSTA

La lettera, dopo sei giorni era già a Hong Kong, e là rimase un bel po’… un po’ di più di un mese; il 19 dicembre fu rispedita “gioiosamente” al mittente… quasi come un regalo di Natale.

Era come fossi stato là ad omaggiare la Regina.

Read Full Post »

COLORI 1

 

Non è la prima volta che leggo e commento un articolo di Pendolante; questa volta mi s’è accesa una lampadina… quella dei colori:

 

https://pendolante.wordpress.com/2018/11/16/colori-di-stazione/

 

Ormai non esercito più, ma sono ancora medico.

L’ho fatto dapprima a contatto con la medicina accademica, poi, diventando un poco critico nei riguardi dell’infallibilità della chirurgia e della chimica, sono passato a un’altra medicina… complementare; sì, complementare perché un medico deve sempre rimanere agganciato a quello che gli hanno insegnato; non può e non deve rinnegare tutto. Se lo fa è molto grave perché rischia di diventare un estremista.

Comunque sia, nella mia pratica quotidiana, son riuscito ad usare i colori, non tanto la cromopuntura che va piuttosto di moda, quanto altre metodiche che ho potuto inventarmi.

I colori, s’è potuto comprendere, sono utili e possono essere addirittura “importanti”. Proprio per questa ragione, ancor prima di smettere di fare ufficialmente il medico, ho sempre avuto piacere nell’osservare i “colori” del commercio… e di fotografarli.

UN NEGOZIO DI OCCHIALI A CUNARDO

L’articolo di Pendolante dimostra come da alcuni anni, anche gli uomini, quelli di sesso maschile, sono sempre di più alla ricerca di colori… per gli indumenti che indosseranno.

Un accessorio interessantemente colorato, è oggi la scarpa…più o meno sportiva:

NEGOZIO DI SCARPE A GLASGOW (SCOZIA)

 

La scarpa è diventato un accessorio importantissimo, tanto per gli sportivi quanto per umani di tutte le età. Sembra quasi di poter dire che, contemporaneamente allo “sparire” della cravatta, la scarpa assume tutti i colori possibilmente immaginabili con innumerevoli combinazioni.

 

Ma, i colori sembra siano molto importanti anche in gastronomia.

Sembra che ci possano essere abbinamenti interessanti coi Chakra… che molti oggi conoscono come centri o punti di energia collegati ai vari organi del nostro corpo.

 

Senza voler approfondire certi argomenti che diventerebbero troppo di carattere medico o terapeutico, è indubbio che, quando ci presentano un piatto con “oggetti” mangerecci, sembra che anche l’occhio voglia la sua parte; come è presentato un piatto, com’è l’abbinamento dei colori e come vien piazzato l’eventuale contorno inducono a più o meno piacevole attività manducatoria.

Certo che, se quello che abbiamo nel piatto, sappiamo essere buono, se non addirittura prelibato, anche se di colore grigio, automaticamente s’intaura la cosiddetta acquolina e… ci buttiamo a pesce nell’alimento.

Una voce importante dell’alimentazione è il dolce… che non è solo quello che potrebbe esserci alla fine di un pasto, ma viene desiderato e gradito anche al di fuori dei normali pasti.

Ne troviamo sempre di più… anche sul banco colorato della pasticceria.

MILANO – LA RINASCENTE

Come questo… e come quelli che si trovano ormai dappertutto. Questo mi ha attirato per i colori, e, sicuramente sarebbe il colore quello che attirerebbe il primo pasticcino di qualche lettore.

Mentre scrivo mi sovviene un particolare di quando fui con mia moglie in Sicilia in occasione di un Giro della Sicilia ben organizzato per anziani come noi.

Eravamo ad Aci Reale; avevamo la mattina libera, e, in tarda mattinata decidemmo di andare a prendere comodamente un aperitivo.

Ebbene, mentre ce ne stavamo comodamente seduti a un tavolino, vedemmo uomini, uno alla volta, entrare nella pasticceria e uscire con piccoli pacchetti di pasticcini. Non so se fu un caso, ma, ciò che maggiormente ci colpì, non fu il fatto che venivano acquistati i pasticcini, ma che a farlo erano esclusivamente uomini… nessuno accompagnato da una donna o da un bimbo.

Non posso dimenticarmi del fatto che Acireale ha i suoi francobolli.

UNO DEI DUE FRANCOBOLLI CHE LE POSTE ITALIANE HANNO DEDICATO AD ACIREALE

Ringrazio PENDOLANTE per avermi dato lo spunto per questa chiacchierata.

Read Full Post »

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 2 novembre 2018

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

L’Albero: “Caro Alessandro, che piacere vederti. Cosa hai fatto in tutto questo tempo?”

Alessandro: “Niente di speciale. Ho avuto molte cose a cui pensare… anche al fatto che mi sto accorgendo di essere un po’ vecchio davvero… sì, sì, proprio così. E tu, vedo che cinci a perdere il tuo bel verde… cominci a prepararti per l’Inverno.”

L’Albero, oggi 2 novembre 2018, comincia appena appena ad ingiallire.

L’Albero: “Per te importante è lo spirito. Sì, mi sto preparando al sonno invernale.”

Panchina Ingenua: “Sì, lo sento anch’io dalle tue chiappe che il tuo spirito è buono. Ti vieni a sedere? Ti abbraccerei… ma non posso; però i miei legni sono per te diventati quasi morbidi… solo per te.”

Alessandro: “Cara Petulante, non cambierai mai. Devo dire che si sta bene. Brava.”

L’Albero: “Abbiamo sentito che in Italia ci sono stati dei disastri terribili… anche e particolarmente nella tua Liguria. Tu hai ancora dei parenti a Genova?”

Panchina Petulante: “Buongiorno Alessandro… sì, abbiamo sentito; è stato terribile.”

L’Albero: “Anche qui il vento non ha mica scherzato. Mi ha portato via un po’ di foglie e rami… la Primavera prossima provvederò a rimpiazzare tutto. Ora caro Alessandro raccontaci un po’ cosa sai della tua Liguria.”

Alessandro: “Come siete gentili… quasi affettuosi. Sì, ho ancora dei parenti a Genova e vicino a Genova. Loro non hanno avuto danni, salvo la caduta di olive da alberi in un terreno non lontano dalla città. Un altro mio parente che possiede un centinaio di alberi di olive pronte per il frantoio, ha dovuto soffrire vedendole in buona parte strappate via dalla furia del vento… e pensare che si trova in provincia di Imperia dove l’olio d’oliva è sopraffino.”

L’Albero: “Mi dispiace moltissimo per quel tuo parente. Noi alberi “lavoriamo” anche molto per voi Umani… e so per certo che i miei colleghi ulivi godono immensamente quando possono offrirvi degli ottimi frutti. Tutto potrà riprendersi; l’importante è che voi Umani dovreste rispettare un po’ di più la natura che vi circonda. Sì, perché voi Umani siete un po’ birichini e, se un albero vi arriva in testa, potrebbe darsi che sia malato perché gli avete avvelenato l’aria.”

Alessandro: “ Lo so, lo so. Basta prendere in considerazione l’uso sconsiderato della plastica.”

L’Albero: “L’uso sconsiderato della plastica è un esempio che dimostra per l’ennesima volta che il Genere Umano è difettoso. Anche l’immensa considerazione del PIL è una dimostrazione dell’esistenza di voi difettati.”

Petulante: “Ma cosa dici caro nostro Albero? Il PIL dimostra le condizioni di benessere o meno di una popolazione… o di una Nazione; dove sarebbe il difetto di cui tu vorresti parlare?

L’Albero: “Le recenti tempeste che hanno messo in ginocchio alcune parti d’Italia potrebbero essere una dimostrazione di quello che vi sto dicendo. Cercate ora di seguire il mio ragionamento.

Il PIL è sempre sotto osservazione. Ogni Nazione, almeno dalle nostre parti, vuole che cresca. Se, per esempio, tanti automobilisti si mettono in marcia, ci sarà un maggior consumo di carburante… e allora il PIL crescerà; se tutti gli automobilisti se ne stanno un po’ di tempo in coda e viaggiano molto lentamente, consumeranno una quantità maggiore di carburante e il PIL crescerà ulteriormente… quindi dipende dai consumi. Se, facendo un altro esempio, in una determinata località tutti avessero un orticello e non dovessero andare lontano per raggiungere il posto di lavoro e, utilizzassero tutti i mezzi pubblici, il PIL crescerebbe poco… e crescerebbe ancor meno se tutti o quasi tutti, oltre ad avere l’orticello avessero anche qualche gallina e, in cooperativa qualche mucca e qualche maiale.

Quindi, se si consuma in modo “ufficiale” il PIL va su, in caso contrario, il PIL non sale o, addirittura scende. Quando scende, nel nostro caso, la popolazione vive più serenamente.

Ingenua: “Queste cose le sappiamo… si chiama anche “Auspicata decrescita”… più o meno. Dov’è il nesso logico fra il difettato Genere Umano e i recenti terribili fatti avvenuti in Italia e, tanto per poter concentrare il discorso, in Liguria… terra del mio amico Alessandro… del quale sento con gioia le calde chiappe?

L’Albero: “Se tu avessi un pizzico di pazienza…

Appunto recentissimamente, una buona parte della costa ligure è stata disastrata; a Rapallo i marosi hanno fatto sgretolare la diga del porto; più o meno la stessa cosa è accaduta a Santa Margherita… molte imbarcazioni sono andate distrutte. Inoltre, la strada litoranea che da Santa Margherita Ligure portava a Portofino… non c’è, per buona parte, più.

Naturalmente, dopo i primi momenti in cui tutti si danno da fare e nessuno chiede niente, entra in azione la “ricostruzione”. Per quanto riguarda le barche si cerca di salvare il salvabile, ma, dopo questa prima fase nella quale verranno chiamate in causa anche le assicurazioni, ogni proprietario di barca cercherà di ripararla o di comprarne un’altra e, per quanto riguarda il porto turistico, verrà costruita un’altra diga… più robusta; e poi, non solo ci si darà da fare per ripristinare i collegamenti con Portofino, ma dovrà essere ricostruita la strada.

Ecco che, per fare tutte queste cose, dovranno lavorare, dapprima i cantieri navali, poi chi dovrà progettare le ricostruzioni di dighe e strade… e poi le maestranze per ricostruire… oltre ad attrezzature e materiali. Se poi si guardano un po’ le foto della strada martoriata che va a Portofino, si possono vedere molti cavi e tubi che, dovranno essere ripristinati o sostituiti da maestranze specializzate. In poche parole, solo quello che è accaduto nel Tigullio darà molto lavoro a tante persone, e allora, cosa succederà?

Ingenua: “ Ho capito… ora ho capito. Succederà che il PIL salirà… grazie al terribile fatto che tanta gente è stata male e ha sofferto.”

L’Albero: “Bravissima… vedo che sono riuscito a spiegarmi e tu hai anche compreso che il PIL salirà come conseguenza di una calamità naturale. Ora, io ho preso in considerazione una piccola porzione di territorio della Repubblica Italiana, ma, se si pensa che quasi dappertutto in Italia ci sono stati “disturbi e danni” causati da piogge e vento, è chiaro che in molte Regioni si dovrà lavorare e spendere soldi per rimettere in ordine la situazione. Se poi si aggiungono le incurie degli Umani che si sono dimenticati che si potrebbe prevenire… anziché curare, il PIL potrà crescere ancora di più.”

Petulante: “Scusate, ma, mi viene da ridere perché penso a quello che potrà succedere.”

L’Albero: “Sarebbe a dire?”

Petulante: “Potrà succedere che se il PIL, questo benedetto PIL, effettivamente salirà, anche di poco… anche più di quanto prevedono gli “Economisti”, gli Umani che sono o saranno al Governo, gongoleranno e penseranno di essere stati bravi.”

L’Albero: “Il tuo pensiero e il tuo sorridere sono molto validi… tanto più che hai menzionato gli Economisti… Questi Umani, io ancora non li ho capiti. Sono pagati per prevedere e non prevedono quasi mai qualcosa di intelligente. Ma tu Alessandro, non dici niente? Te ne stai lì zitto zitto.”

Alessandro: “Cosa vuoi che dica. Meglio star zitti. State dimostrando i limiti degli Umani e delle umane cose… e pensare che troppi Umani fanno la voce grossa e pensano di essere dei piccoli padreterni!”

L’Albero: “Ma noi non vogliamo parlar male di nessuno… anche se a noi alberi capita spesso di dover soffrire a causa della vostra incuria.”

Ingenua: “È vero caro nostro Albero. Qui noi ti proteggiamo quanto possiamo.”

L’Albero: “Grazie cara. Caro Alessandro, volevo chiederti se hai dei riscontri filatelici di Portofino… tu che ti sei sempre dilettato coi francobolli”

Alessandro: “Sì, un francobollo del 1974… uno dei primi francobolli delle Poste Italiane circa località “notevoli” d’Italia. Quel francobollo uscì assieme a quello di Gradara. Ve lo presento:

Francobollo del 1974

 

Non è speciale… però ci presenta una località veramente unica. Non solo l’insenatura naturale, ma le case del borgo… uniche. Vi presento anche il timbro che accompagnò questo francobollo.”

TIMBRO DI PORTOFINO

L’Albero: “Ma tu Alessandro sei già stato da quelle parti?”

 

 

Alessandro: “Certamente. Più di una volta. Ai tempi, quando ero veramente giovane, il Tigullio era una méta domenicale dei genovesi. Ora vi mostro un pezzo della strada completamente distrutta:

 

Da GenovaQuotidiana

 

Si vede la strada… che non c’è più, però si vede anche uno scoglio con un pino… un tuo collega caro Albero.

Te lo faccio vedere anche in una foto ripresa dal mare dal mare:

Da IL SECOLO XIX. Il pino de la Carega.

 Ebbene questo alberello che, chissà per quale ragione è riuscito a crescere su quello scoglio, ha resistito a onde alte più di 10 metri; ha resistito a quelle onde che hanno spazzato via la strada. È diventato un simbolo per i liguri del posto.”

L’Albero: “Fantastico il mio collega. Chissà com’è stato male! Piango però per tutti i colleghi miei distrutti dalle intemperie in Veneto e nel Trentino.”

Alessandro: “Sì, veramente difficile da credere quanti alberi abbiano perso la vita.”

Petulante e Ingenua: “Molti continueranno a vivere… come noi… veniamo da alberi… e siamo vive e contente di poter essere utili alle chiappe di voi Umani… anche se qualche volta…”

L’Albero: “…anche se qualche volta…”

Petulante e Ingenua: “Sì, qualche volta abbiamo a che fare con degli Umani così maleducati…”

Alessandro: “Ora devo andarmene… ma tornerò presto. Vi abbraccio.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao… e, salutaci tua moglie.”

 

Read Full Post »

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Questo è quanto ho potuto leggere sul corriere… con questa fotografia.

Corriere

Effettivamente è molto interessante e incomprensibile come un iceberg possa presentarsi squadrato in quel modo. Non so e non mi è dato sapere dove è sta fatta la foto… e, sinceramente non m’interessa perché viene fatto del sensazionalismo per qualcosa che forse non lo è e che vuol farci essere ossequienti verso chi detiene il potere… in questo caso la NASA.

Ma perché tutto questo discorso?

Semplicissimo, perché, proprio nel 2015, quindi esattamente 3 anni fa, mi son trovato a fotografare qualcosa del genere, ma, non solo un pezzettino come la foto del Corriere, ma, in un certo senso, completo.

Sono diventato vecchio e, mi diverto sempre di più, nel senso che mi trovo a sorridere, nel dovermi rendere conto che chi ci governa insiste nel tentativo di inculcarci l’esistenza, da parte di “loro”, di un comportamento piuttosto unico destinato a proteggerci dalle calamità naturali e dai vicini (o lontani) molesti e portatori di disgrazie. Contemporaneamente, potremmo dire sottobanco, continuano a permettere, per esempio, la produzione di oggetti pericolosi, detti volgarmente armi, che saranno venduti per l’impinguamento di chi già è grasso. Sempre contemporaneamente, non si muovono in modo sistematico per il territorio dove “vive” il popolo e lasciano il cosiddetto “dissesto idrogeologico” alla mercé delle bombe d’acqua… sempre più frequenti e catastrofiche.

Loro, sempre loro, direbbero che il dissesto e i “Servizi” malfunzionanti, non potranno essere messi “in ordine” perché mancano i “soldoni”.

Ma perché, almeno per noi italiani, mancano?

Perché la malvagia Europa non ce li dà… o non ci permette di spendere quelli che ci sono… o per altri motivi sempre collegati all’Europa che vuole o non vuole.

Francobollo del 1981

Si sa che i francobolli possono anche raccontarci qualcosa. Ebbene, per quanto riguarda i “dissesti”, ne parlò già un francobollo da 80 lire nel 1981, poi, nel 1995, un altro francobollo con sovrapprezzo ci disse che esistono le alluvioni … dopo quello dell’alessandrino. È chiaro e garantito che non si può prevedere e prevenire tutto, ma, se si spendessero sistematicamente un po’ di pecunia per il terreno della Patria, forse, quando la pioggia arriva torrenziale, i danni sarebbero limitati… o non ci sarebbero per niente.

PRO ALLUVIONATI del 1995

 

I Servizi… ma cosa sono questi benedetti servizi?

Tutto ciò di cui la popolazione ha diritto dopo aver pagato le tasse… dalla scuola ai treni passando attraverso le aule dei tribunali.

Se i servizi non funzionano è la conseguenza dell’evasione fiscale e magari pure dei capitali trasportati all’estero?

Sembrerebbe proprio così… almeno ce lo vogliono far credere.

Quindi, mancano i soldi perché non tutti i cittadini pagano le tasse o portano i soldi alle Isole Cayman e allora…

cadono i soffitti delle aule scolastiche,

le case per i terremotati non arrivano… e se arrivano fanno acqua,

la corrispondenza viene recapitata quando capita,

i tribunali lavorano a singhiozzo e le cause hanno tempi lunghi,

i gabinetti dei treni sono difettosi o sporchi e…

muore tanta gente… proprio quella che in quel momento si trovava su quel ponte autostradale “difettoso”.

O è il Genere Umano difettoso?

Dicevo che son diventato vecchio…

ho visto la guerra,

i bombardamenti anglo-americani,

la Repubblica di Salò,

il referendum per il regno o la repubblica,

tanti manifesti inneggianti al Partito Comunista Italiano e altrettanti inneggianti alla Democrazia Italiana,

VERDEAZZURRONOTIZIE

Gino Bartali che salva l’Italia da una rivoluzione,

le camionette della Polizia incendiate in quel di Genova perché il congresso di un legittimo partito dava fastidio ai portuali… e non solo,

tanti Governi sempre pronti a fare riforme,

la Lega Nord che sputa su Roma ladrona,

Governanti non eletti dal popolo… e molto altro… fra cui ciò che è accaduto negli ultimi anni.

Ho studiato in Italia, ma l’ho lasciata il giorno dopo la laurea perché, come scrissi sul mio libro:

Una Nazione che non paga, o permette che non venga pagato chi lavora, non dovrebbe essere degna di rimanere al cospetto della civiltà.

Ritornai, ma fui “costretto” a ripartire a causa di certe istituzioni nazionali violente, grette e irrispettose.

Ho avuto la fortuna di diventare vecchio e di poterla raccontare. Oggi sono obbligato a sorridere, o piangere?, di fronte al mentecattismo di Governanti che “lavorano” per il popolo (!) dimenticandosi delle vere esigenze della popolazione.

Mi son permesso di enunciare per sommi capi alcune delle vere esigenze… e “quelle farebbero la tanto decantata “crescita” perché permetterebbero di “lavorare”. Permetterebbero di “fare” a chi veramente vuol “fare” senza la necessità di essere “furbi o furbetti”.

Lo so, sembra ch’io abbia inventato l’acqua calda, ma perché non si trova la forza di mettere da parte gli innumerevoli “travet” della burocrazia che sfoderando “la legge” non permettono di “fare” a chi vorrebbe fare?

Tutto è partito da un pezzo di ghiaccio ben squadrato e misterioso… che solo la NASA sarebbe riuscita a trovare e ora ce lo fa vedere. Perché “loro”, solo loro ci sanno fare e noi dobbiamo essere ossequienti.

Forse oggi c’è qui da noi “Qualcuno” che vuol produrre dei cambiamenti… e forse è vero. Perbacco, lasciamoglielo fare… Perché quelli che si sono installati a Bruxelles e a Strasburgo dietro a una scrivania e un microfono per paura di perdere la scrivania e il microfono mettono i bastoni nelle ruote paventando la povertà di tutti?

Non voglio e non potrei sostituirmi a chi ci governa, ma, anche se è spesso amaro, continuo a sorridere. Penso che non ci vorrebbe molto a collegare il cervello… non proprio del tutto, ma un pochino… poco poco… e il Genere Umano si troverebbe ad essere un po’ meno difettoso.

Eccola la mia foto:

ICEBERG

È bello… o no? questo pezzo di ghiaccio che Madre Natura mi ha permesso di fotografare?

Ma non è più bello di quello della NASA?

Forse qualcuno si chiederà dove sono andato a trovarlo. Forse un giorno ve lo dirò, ma non oggi.

 

Read Full Post »

Riescono ad arrivare ad essere inimmaginabili.

Francobollo del 2018.

1° caso… il francobollo del Genoa.

Imbucato in una oscena buca di una cittadina della Riviera dei Fiori.

Affrancatura giusta.

Destinatario: a circa 200 metri.

Timbrato a TORINO (!).

Recapitato 3 giorni dopo.

Francobollo del 2017

2° caso… il francobollo del TRENINO DELLA VAL GARDENA.

Imbucato nella stessa oscena buca della stessa cittadina della Riviera dei Fiori.

Affrancatura insufficiente… mancano € 0.20.

Destinatario: a Lugano… FERMO POSTA.

Timbrato male a GENOVA… nel senso che, oltre a deturpare il francobollo, non si legge del tutto la zona di Genova dove è stato timbrato e neppure l’anno.

Recapitato 2 giorni dopo (timbro d’arrivo) .

Come commentare?

3 giorni per raggiungere la stessa località in Liguria sembrerebbe quasi normale per un servizio che lascia abbastanza a desiderare; 2 giorni però per una lettera dalla Liguria alla Svizzera farebbe pensare ad un servizio quasi eccellente.

CHE SIA L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA?

 

Read Full Post »

Older Posts »