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Archive for the ‘ricchezza’ Category

Questo ho trovato:

da "LA STAMPA" del 22 gennaio 2017

da “LA STAMPA” del 22 gennaio 2017

Non capisco… proprio non capisco. Esiste l’ONU, esiste l’UE, esistono degli uomini così ricchi che, non solo spendono meno di quello che guadagnano ma, apparentemente non hanno problemi; esistono delle sacche di terribile sofferenza.

Possibile che non ci sia un individuo con le palle e con una buona coscienza che riesca a catalizzare su di sé un po’ di energie mondiali e faccia smettere certe sconcezze? Ma perché la gente deve soffrire in questo modo? Ma perbacco, siamo nel 2017… è finita anche l’INQUISIZIONE! 

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Già.
Ma non è fantastico?

Serena tranquillità

Serena tranquillità


Un buon gelato dolce e gustoso, dopo la fatica della spesa, lascia per qualche minuto da parte ogni problema e ogni sofferenza.
È questa una giusta pratica che dimostra l’amore per se stessi e per la vita.

Dietro la panchina si vede la mela dell'”Apple”, sintomo di tutto ciò che è correre, affannarsi, godere con avidità, con egoismo, con ingordigia per la ricchezza a tutti i costi.

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Premetto che non ci sono mai stato… so però dove sono… e anche perché sono famose.

Perché nella capitale George Town che avrebbe circa 21000 abitanti ci sarebbe una quantità esagerata di banche: più di 600.

Come mai tutto questo? Perché è questo un paradiso fiscale per chi ha tanti soldi e non vuole pagare le tasse. Proprio così! Certi ricconi o certe multinazionali che non si sa di chi siano, ma lo si sa, ma, anche se lo si sapesse sarebbe come se non lo si sapesse, portano su quell’isola armi e bagagli e tornano alla vita di tutti i giorni come se niente fosse… ma vivono bene.

Grazie alla gentilezza di una crocerista… che non conosco, son riuscito ad avere questa fotografia: una buca delle lettere delle Isole Cayman (Cayman Islands).

Dall'isola Grand Cayman.

Dall’isola Grand Cayman.

Si capisce perfettamente che si tratta di una Colonia Inglese, ovvero un possedimento della Gran Bretagna… uno dei tanti.

Lo si capisce dalla scritta EIIR (che sta per Elisabetta seconda regina) sormontata dalla corona.

So poco di quelle isole… che sono tre e stanno nel Mar dei Caraibi un pochino sotto l’isola di Cuba… quella che diede molto filo da torcere agli americani degli Stati Uniti ai tempi di Kennedy e che proprio nel 2016 è ritornata ad essere amica degli statunitensi… almeno così sembra; al punto che Obama è andato a trovarli… i cubani.

Le navi da crociera, quelle che si muovono nei Caraibi, fanno spesso tappa nelle Isole Cayman… che oltre alle banche hanno anche delle spiagge favolose.

Per chi non ha voglia di andarle a cercare, queste piccole isole sono su questa cartina:

Iles-Caimans

I francobolli delle Isole Cayman fanno parte della collezione delle Colonie Inglesi… che ora si chiamano meglio Possedimenti.

Francobollo delle Isole Cayman

Francobollo delle Isole Cayman

Non so come siano i telefoni e gli uffici postali. Ho solo un francobollo che commemora l’incoronazione di Elisabetta II regina.

Quando mi trovo di fronte a un lembo di terra che riesce ad accumulare i soldi degli altri e diventare un “paradiso fiscale”, mi vengono da fare due considerazioni. La prima riguarda coloro che disonestamente sottraggono soldi al Paese d’origine aiutando o incrementando l’impoverimento della Nazione che s’affatica a tirare avanti senza quelle entrate fiscali. La seconda considerazione riguarda la politica della Nazione che si vede sottrarre certe entrate fiscali e che considera dei malfattori tutti coloro che trasferiscono altrove ingenti somme di denaro. Ebbene sì, quelli sono dei malfattori, ma anche certi Governi lo sono, perché non utilizzano le entrate fiscali per il bene dei cittadini dando loro i giusti e necessari Servizi. Uno Stato, per poter progredire, deve promuovere dei buoni servizi utilizzando le entrate che arrivano dai cittadini. Se non lo fa è tanto colpevole quanto l’evasore.

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ANCHE IN SLOVACCHIA

Pare che lo conoscano anche in Slovacchia.

Da "Tages Anzeiger".

Da “Tages Anzeiger”.

L’Italia non è solo famosa perché ha dato i natali a illustri personaggi!… ma anche perché ha illustri personaggi molto ricchi.

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“VOGLIO DIVENTARE RICCO”

Ecco quanto non si sente dire proprio mai! Intanto non funziona. Tante persone vogliono diventare ricche ma non comperano neppure un biglietto della lotteria. Ci sono, ci sono stati, al contrario personaggi che hanno deciso di diventare ricchi… e ci sono riusciti… senza guardare in faccia a nessuno.

SE FOSSERO DA 500 !. . .

Press’a poco vent’anni fa sembrava che tutti potessero diventare ricchi investendo in borsa. E c’era chi aveva deciso di diventare ricco… alla faccia di chi si abbuffava in borsa. Un po’ di anni dopo, quando il mondo si accorse che ciò non era possibile, nacquero, particolarmente negli Stati Uniti, giocolieri senza scrupoli che, aiutati da banche anche europee, riuscirono a far gonfiare certi mercati immobiliari in modo tale per cui, bastò un tassello messo male, per cui tutto il castello crollò… e siamo ancora quasi tutti sotto le macerie.

Quasi tutti perché chi mise il tassello male scappò in tempo.

Questi accadimenti ci fanno pensare con tristezza alla natura umana di “abbastanza persone” che annaspano, dalle soglie dell’età matura ai momenti in cui i primi capelli cominciano a diventare grigi, per ammucchiare sostanze, essere “qualcuno” nel mondo della finanza e godere di carte di credito di platino.

LA CARTA DI CREDITO DI PLATINO

Con la Carta di Credito di Platino ci si sente arrivati e capaci di partire, lancia in resta, alla conquista del mondo. Si è serviti e riveriti e tutti sanno di aver a che fare con un personaggio ricco.

È bello essere ricchi. Non dover guardare in faccia nessuno; non essere obbligati ad essere educati; l’onestà è poi relativa altrimenti come si fa a conservare la ricchezza?

Se poi si arriva ad essere ricchi si può vivere nei Paesi “dorati” del mondo e confrontarsi con altri ricchi: quelli veri?

Non voglio mica dire che non sia comodo poter disporre di ingenti somme. I problemi sono sostanzialmente due.

Il primo è che , in ultima analisi, la ricchezza non rende felici.

Il secondo è che, molte persone che sono riuscite a diventare ricche, hanno “consumato” la prima parte della vita per arricchirsi. Non hanno dormito, hanno mangiato male, non “hanno avuto tempo” per avere, tenere e coltivare degli affetti e hanno dimenticato che MADRENATURA aveva dato loro un corpo da rispettare. Appunto quando i capelli cominciano a diventare grigi, comincia il “regolamento di conti” sotto forma di acciacchi. E allora si va a cercare il medico migliore e si comincia a spendere e spandere per curarsi. Non si potrà sicuramente guarire; si potrà migliorare. La carrozzeria è deteriorata. Si finisce con lo spendere una buona parte di ciò che s’è guadagnato. Il grottesco è che si spende il guadagno e la causa degli acciacchi. Se nell’arco di quel vivere sfrenato alla caccia della ricchezza, si fosse riusciti a fare un pensierino alla “manutenzione”, la ricchezza sarebbe stata minore ma la vecchiaia migliore e circondata da affetti.

Ho trovato questa storiella su un periodico svizzero. L’ho adattata e penso possa chiudere egregiamente questa mia piccola fatica.

UN PESCATORE

C’era una volta un importante uomo d’affari che, passeggiando sul molo del porticciolo di un borgo marino, vide un baldo pescatore attraccare la propria barca.

Aveva pescato due bei tonni e stava per scaricarli quando l’uomo d’affari, congratulandosi con lui gli disse: “Ma lei ha pescato proprio dei bei pesci; certamente sarà soddisfatto”. E continuò:”Quanto tempo ha impiegato per fare questa buona pesca?”

“Poco più di due ore” rispose il pescatore.

L’uomo d’affari stupito:”Ma perché non è stato in mare un po’ di più? Avrebbe potuto pescare molto di più”.

“Perché?” chiese il pescatore “A me questi pesci sono sufficienti. Con questa ottima pesca posso mantenere bene la mia famiglia per qualche giorno”.

L’uomo d’affari, stupito per la risposta, gli chiese:”Ma cosa fa lei nelle prossime ore? Come occupa le ore della giornata che le restano?”

“Vede” rispose il pescatore “io alla mattina non mi alzo molto presto. Mi piace dormire. Poi tranquillamente vado un po’ a pescare, poi, prima del pasto di mezzogiorno gioco coi miei bambini. Dopo il pasto faccio un riposino con mia moglie.

Al pomeriggio faccio una passeggiata nel Paese, una partitina a carte con gli amici, mi bevo un bicchier di vino e faccio una suonatina con la chitarra.

Come vede, la mia giornata è abbastanza piena.”

L’uomo d’affari si presentò come tale e disse:”Io potrei aiutarla”.

“In che modo?” chiese il pescatore.

“Semplice” continuò l’uomo d’affari “Lei dovrebbe pescare per più tempo e, col maggior pescato, comperare una barca più grossa. Continuando a guadagnare di più, lei potrà comperare altre barche e quindi, pescare ancora di più. Col tempo potrà portare il pescato direttamente alla fabbrica che lo lavorerà e, se continuerà su questa strada, potrà addirittura comperarsi la fabbrica.

Naturalmente la sua fabbrica potrà diventare una Società per Azioni, lei potrà andare ad abitare in città e dal suo ufficio lei potrà seguire l’andamento degli affari e delle sue azioni. Potrà fare una bella vita.”

Il pescatore l’ascoltò attentamente. Non perse una sola parola e chiese:”E quanti anni ci vorranno per tutto questo?”.

L’uomo d’affari fece un veloce calcolo mentale e disse:”Press’a poco vent’anni”.

“E poi?” chiese il pescatore? 

“E poi, quando avrà raggiunto l’agiatezza potrà traferirsi in un bel borgo di pescatori, dormire fino a tardi, andare ogni tanto a pescare, giocare coi nipotini, dato che i suoi figli saranno nel frattempo cresciuti, fare un riposino con sua moglie dopo mangiato e andare a spasso nel paese.  Naturalmente, se ne avrà voglia potrà anche farsi un buon bicchiere di vino e suonare la chitarra con gli amici”.

“Ma io sto già facendo tutto questo” rispose il pescatore dopo qualche minuto di silenzio “per quale ragione dovrei aspettare venti lunghi anni?”

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