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Archive for the ‘ricchezza’ Category

Registrazione del 27 novembre 2017

Personaggi:
Alessandro, L’Albero, Panchina Petulante, Ulivo il saggio e Panchina Ingenua.

 

Alessandro: “Siamo agli sgoccioli caro Albero; il vento di ieri t’ha portato via quasi tutte le foglie.”

LE ULTIME FOGLIE RIMASTE

L’Albero: “Sì purtroppo; qualcuna è ancora al suo posto. A me piace molto quando le mie foglie cadono piano piano una alla volta. Mi piace che cadano senza dover subire la forza del vento… mi piace quando vanno a ricoprire Petulante e Ingenua e si forma un bel prato giallo… sì, perché il colore del mio “manto” autunnale è particolare.”

Panchina Petulante: “È vero; anche a noi piace essere ricoperte dalle sue foglie. Quest’anno purtroppo non è andata così. Abbiamo il prato del colore delle sue foglie, ma il vento ha spazzato via tutto da noi. Anche Ingenua è triste.”

IL TAPPETO GIALLO

L’Albero: “Guarda un po’ come la violenza può cambiare tutto. Qui da noi non è grave, tanto più che il vento ha potuto ripulire l’aria… e poi, diciamocelo, certe violenze della natura bisogna accettarle; la tragedia comincia quando voi Umani pretendete di soggiogarla… la natura. Non potreste farci un pensierino tutte le volte che volete agire in quella direzione?”

Alessandro: “Hai ragione… poi la natura si prende la sua rivincita e noi diciamo che è accaduto l’imprevedibile.

L’Albero: “Ma sì, lo dite perché pensate così di sistemare la vostra coscienza… specie quando ci sono dei morti. Che poi, il comportamento di voi Umani “produce” tanti di quei morti…”

Alessandro: “Come sarebbe a dire?”

L’Albero: “Sarebbe a dire che, indipendentemente dai morti che “producete” con la vostra noncuranza verso la natura, ogni tanto vi ammazzate, vi dichiarate guerra, oppure usate le “bombe intelligenti” credendo di non far del male a nessuno.”

Alessandro: “Alludi alla guerra contro l’Iraq?”

L’Albero: “Sì sì… proprio a quella. Quell’Americano ne ha fatto tanto di male… ma lui continua a vivere bene. Invece l’Umano Ratko Mladić che ne ha fatto anche tanto di male è stato condannato all’ergastolo da un Tribunale Internazionale. Ti chiedo: “Perché questo tribunale giudica solo chi è ormai “in disuso” e non “altri” altrettanto criminali?”

Petulante: “Ma caro amico Albero, ma non ti sembra di fare una domanda un po’ stupida? Non hai ancora imparato da tutti i tuoi amici alberi che fra gli Umani la legge non è uguale per tutti per cui ci sono gli Intoccabili che possono fare tutte le porcate che vogliono e verranno sempre osannati? Perché fai certe domande al nostro amico Alessandro? Lui fa parte di quei comuni mortali che, dopo aver lavorato onestamente una vita, e aver mantenuto moglie e figli, desidera consumarsi la vecchiaia con un po’ di serenità.”

L’Albero: “Faccio a lui queste domande perché ho capito che non è cretino come la maggior parte di quelli che chiamiamo Umani… ma poco Umani sono.”

Alessandro: “Ti ringrazio. Ma cosa dovrebbe fare il Genere Umano per uscire da questi momenti?”

ULIVO IL SAGGIO

L’Albero: “Non credo che esista una ricetta che possa aiutarvi veramente… non foss’altro che per il fatto che da sempre il vostro sport preferito è quello di ammazzarvi. Cominciò Caino e continua il dittatore della Corea del Nord… che pare usi i cani per togliere di mezzo chi non gli va bene. Però, se si volesse fare qualcosina di bene, bisogna cominciare dai giovani… ma anche da “Chi detta legge” che potrebbe dare il buon esempio. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensa il mio collega Ulivo.”

Ulivo il Saggio: “Caro collega ti ho ben sentito e sarei intervenuto anche se tu non m’avessi interpellato. Il grosso del problema è la disillusione dei giovani verso chi Governa facendolo in modo scorretto. Se “Quelli che stanno in alto” imparassero ad essere un po’ più onesti e dimostrassero di lavorare, non solo parlare, per costruire, sarebbe un’altra musica.”

L’Albero: “Lo sai che m’è venuta in mente una componente importantissima del Malgoverno degli Umani?”

Ulivo: “Cosa aspetti a dirmela?”

L’Albero: “Da un po’ di tempo a questa parte, fra gli Umani, la componente più importante sono diventati i soldi. Rispetto a un po’ di anni fa gli Umani erano dei “clienti” della Banca per cui c’era una specie di tacito accordo; la banca faceva un certo servizio e il cliente pagava volentieri… se il cliente lasciava alla banca un certo capitale, la banca versava volentieri alla fine dell’anno certe cifre di danaro… che si chiamano interessi.

Ulivo: “Oggi invece il cittadino è diventato la “serva” della banca, nel senso che ha finito coll’asservirsi agli Istituti di Credito, non può più fare a meno della banca, non solo non riceve più interessi, ma, alla fine dell’anno si trova col capitale sempre più decurtato. Fa tutto la banca… lui non ha più nulla da dire… viene facilmente abbindolato e vede sparire i soldi come se la colpa fosse sempre degli Altri o della Congiuntura o del Mercato o addirittura degli Americani.”

L’Albero: “E poi ci sono gli Umani che devono pagare l’ipoteca e sperano di non perdere il lavoro.

Quello che non riesco a capire, caro amico Ulivo è come facciano gli Umani ad essere così pecore; possibile che non siano ancora riusciti a ribellarsi? Penso che lo sappiano che i Capi delle banche guadagnano milioni… e che tutti i soldi che un tempo si chiamavano “interessi al cliente” vanno ai capi.”

Petulante: “Voi parlate dei soprusi delle banche… e fate bene, ma, la sapete l’ultima?

L’Albero: “Sarebbe?”

Petulante: “Sarebbe che vogliono fare in modo che si usi sempre meno il contante. Pare che in Svezia siano pochissimi gli Umani che usano il contante… pagano pure il caffè con la carta di credito! Forse in Svezia c’è una politica più giusta, credo però che qui da noi, tanto in Svizzera quanto in Italia, l’uso per quasi tutto della “plastica” finirebbe col permettere alle Autorità di controllare ogni movimento degli Umani e far guadagnare ancore di più agli Istituti Bancari… ed essere questi poveri Umani sempre più asserviti alle banche.”

Alessandro: “Mi sembrate tutti piuttosto saggi… avete centrato il problema dell’impoverimento delle popolazioni? Sicuramente in parte. È indubbio però che noi Umani dovremmo essere un po’ meno egoisti e un po’ meno indifferenti di fronte alle popolazioni che soffrono.”

Panchina Ingenua: “Bravo Alessandro. Fino a questo momento sono stata zitta e ho solo ascoltato. Fra tutti avete dimenticato di ribadire che nel vostro agire, per prima cosa, oltre a rispettarla la natura, dovreste amarla… perché vi dà anche da mangiare.”

Alessandro (guarda l’orologio): “Hai proprio ragione. Di stare ad ascoltare voi non mi sono accorto che mi è venuto tardi. Vi saluto e vi rigrazio dell’affetto che sempre mi dimostrate. A presto.”

L’Albero e Panchine: “A presto.”

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

 

Registrazione del 25 giugno 2017

Personaggi:
L’Albero, Passante Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua, Albero Conifera.

 

L’Albero: “Mi fa piacere sapere che sei fra noi.”

Passante Alesandro: “Per quale ragione sei così… quasi affettuoso?”

Panchina Ingenua: “Se ti siedi su di me, sarò veramente affettuosa. Ho voglia di coccolarti.”

L’Albero: “Avanti Ingenua, non essere così. Lo sai che Alessandro è una persona seria.”

Ingenua: “Ma io gli voglio bene. Che male c’è se gli massaggio il sederino?”

Alessandro: “Smettetela. Dimmi perché sei contento di vedermi. È successo qualcosa di particolare? Altrimenti me ne vado senza neppure sedermi un attimo.”

L’Albero: “Semplicemente volevo discutere con te quello che abbiamo visto su un libretto che stava leggendo una signora seduta su Petulante.”

Panchina Petulante: “Sì era seduta su di me e stava leggendo un libretto di una Cassa Malati… parlava di prestazioni ambulatoriali.”

…della Cassa Malati…

Alessandro: “Cosa diceva di particolare? Mi siedo.”

L’Albero: “Io da qui l’ho fotografato. Dice, in poche parole, che faranno sempre di più interventi chirurgici ambulatoriali, cioè che, noi l’abbiamo capita così, per certi interventi non ci sarà più il ricovero in ospedale, ma, fatto l’intervento il paziente operato potrà tornarsene a casa… come se niente fosse. Non so che tipo di assistenza potrà avere quando sarà a casa e gli farà male dove sarà stato operato…”

Alessandro: “Ho capito perfettamente… e non è il caso di preoccuparsi più di quel tanto; bisognerebbe invece arrabbiarsi, e anche molto perché, anche se fanno finta di considerare il tutto sotto il gusto dell’efficienza, certi vantaggi sono solo ed esclusivamente a beneficio dell’assicuratore. Il paziente che, essendo malato dovrà in ogni caso essere considerato sofferente, sarà quello che non avrà il postoperatorio con la dovuta assistenza.

L’Albero: “Ti chiedo: Gli umani, almeno quelli che dirigono le assicurazioni cosiddette sociali, hanno presente la considerazione che “lavorano” per qualcuno che, essendo malato soffre, o “contemplano” solo i numeri e il fatto che, in ultima analisi, quei sofferenti porteranno loro degli utili?”

Alessandro: “È una domanda vera o soltanto una battuta ironica? Purtroppo, salvo rari casi, gli Ospedali non ci sono solo per curare i malati.”

Ingenua: “Ma cosa dici caro Alessandro… Per chi dovrebbero esserci?”

Alessandro: “Vi potrà sembrare strano, ma ci sono per chi ci lavora dentro; non solo per l’egoismo e la superbia di alcuni medici, ma anche per la comodità di chi lavora nei vari servizi.”

Petulante: “Non riesco a seguirti. Stai dicendo qualcosa di assurdo. Come fai a pensare quello che hai appena detto.”

Alessandro: “Due semplici esempi:

Negli ospedali si cena molto presto; in certi ospedali svizzeri troppo presto rispetto all’ora in cui il paziente cenerebbe se fosse a casa. Perché? Perché così gli addetti alla ristorazione possono tornare a casa in un’ora per loro potabile.

Gli interventi operatori vengono eseguiti già alla mattina, anche abbastanza presto, anche se l’ora migliore per il paziente sarebbe nel pomeriggio. Perché così fa comodo all’equipe medica che, salvo chi è di turno, potrà tornare a casa in famiglia.

Ci sarebbero altri piccoli esempi significativi… ma non vorrei dilungarmi.”

L’Albero: “Tornando all’incremento degli interventi ambulatoriali, pensi quindi che sia solo una questione economica? Oggi i soldi sono diventati così importanti?”

Alessandro: “Ma certamente, e non solo oggi. Oggi in modo esagerato, al punto che il divario fra ricco e povero è aumentato in un modo folle.”

L’Albero: “Penso proprio che tu abbia ragione. Guarda un po’ cosa mi mostrò un vecchio collega… lui che c’era già durante la Seconda Guerra Mondiale:

 

La Didascalia della vignetta: “Cari ragazzi non siete morti invano.”
Da Simplicissimus

 

Petulante: “È terribile! Grazie ai morti che ci permisero di scrollarci di dosso la tirannia del nazismo, la Borsa ha fatto guadagnare molti soldi.”

L’Albero: “Un attimo per favore. Mi sta chiamando la Conifera da Lavena Ponte Tresa in Italia. Ha qualcosa da dirmi. Ha sentito che stiamo parlando di ingordigia pecuniaria.”

CONIFERA

Albero Conifera: “Ciao amico e ciao ragazze. Sentivo che state parlando di soldi. Forse ancora non lo sapete, ma è una notizia recentissima.

Avete mai sentito parlare di un umano Fabio Fazio? A me è antipatico, e poi sembra pure tonto, ma è bravo e ci sa fare.”

Petulante: “Sì certo; è quello che sembrava un po’ comunista… in ogni caso socialista e impegnato per le cose giuste?… o apparentemente tali?”

Conifera: “Sì, proprio quello. Quello che fa sempre parlare l’umana Littizzetto… che fa abbastanza ridere e parla spesso del Walter e della Jolanda.”

Ingenua: “Non farci star sulle spine; cosa ha fatto?”

Conifera: “Avrebbe firmato un contratto con RAI 1; arriverà a percepire uno stipendio, o un guadagno o qualcosa del genere come 2.800.000 Euro all’anno.”

L’Albero: “A me sembra esagerato. Anche se è molto bravo. Ma, caro umano Alessandro, anche senza essere socialisti o comunisti come quelli che dicono che è tutto di tutti, non ti sembra che voi umani stiate correndo un po’ troppo dietro ai soldi? Anche qui in Svizzera si corre dietro ai soldi come se fossero noccioline.”

Alessandro: “Anche qui nel Canton Ticino. Ho sentito dire di un ticinese che in un anno s’è messo in tasca qualcosa come 12 milioni di franchi.”

L’Albero: “Certo che l’umano Fazio, in questo caso, fa quasi ridere… e sembra che possa rischiare di essere annoverato fra i poveri con solo 2 milioni e 800.000 Euro all’anno!!! Ma non credere che l’Umano ticinese sia il più ricco “come dipendente”. Le case farmaceutiche versano ai loro capi anche tanti milioncini.”

Conifera: “Non so com’è da voi in Svizzera, e non so neppure com’è qui da noi in Italia, c’è però in me la consapevolezza che, con la scusa di curare chi soffre, troppi “Grandi” s’arricchiscono… ed è un gran peccato perché mi sembrerebbe, da albero, che gli umani potrebbero avere una vita migliore se evitassero il dio soldo tanto come punto di partenza quanto come punto d’arrivo. Potremo parlarne coll’amico Alessandro… che faceva il medico… ed è ancora medico.”

Ingenua: “Certamente il mio amicone Alessandro è d’accordo. E spero che venga sempre a scaldare i miei legni… ed io gli farò tante coccole. Senti Alessandro i miei massaggini?”

Alessandro: “Non devi mica dirlo a tutti.”

Ingenua: “Scusami… ma cosa c’è di male se dico che sei il mio Umano preferito?”

Alessandro: “Lasciamo perdere. Ora vado via e vi saluto tutti e tutte con affetto.”

L’Albero e Petulante: “A presto Alessandro.”

Conifera: “A presto.”

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Questo ho trovato:

da "LA STAMPA" del 22 gennaio 2017

da “LA STAMPA” del 22 gennaio 2017

Non capisco… proprio non capisco. Esiste l’ONU, esiste l’UE, esistono degli uomini così ricchi che, non solo spendono meno di quello che guadagnano ma, apparentemente non hanno problemi; esistono delle sacche di terribile sofferenza.

Possibile che non ci sia un individuo con le palle e con una buona coscienza che riesca a catalizzare su di sé un po’ di energie mondiali e faccia smettere certe sconcezze? Ma perché la gente deve soffrire in questo modo? Ma perbacco, siamo nel 2017… è finita anche l’INQUISIZIONE! 

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Già.
Ma non è fantastico?

Serena tranquillità

Serena tranquillità


Un buon gelato dolce e gustoso, dopo la fatica della spesa, lascia per qualche minuto da parte ogni problema e ogni sofferenza.
È questa una giusta pratica che dimostra l’amore per se stessi e per la vita.

Dietro la panchina si vede la mela dell'”Apple”, sintomo di tutto ciò che è correre, affannarsi, godere con avidità, con egoismo, con ingordigia per la ricchezza a tutti i costi.

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Premetto che non ci sono mai stato… so però dove sono… e anche perché sono famose.

Perché nella capitale George Town che avrebbe circa 21000 abitanti ci sarebbe una quantità esagerata di banche: più di 600.

Come mai tutto questo? Perché è questo un paradiso fiscale per chi ha tanti soldi e non vuole pagare le tasse. Proprio così! Certi ricconi o certe multinazionali che non si sa di chi siano, ma lo si sa, ma, anche se lo si sapesse sarebbe come se non lo si sapesse, portano su quell’isola armi e bagagli e tornano alla vita di tutti i giorni come se niente fosse… ma vivono bene.

Grazie alla gentilezza di una crocerista… che non conosco, son riuscito ad avere questa fotografia: una buca delle lettere delle Isole Cayman (Cayman Islands).

Dall'isola Grand Cayman.

Dall’isola Grand Cayman.

Si capisce perfettamente che si tratta di una Colonia Inglese, ovvero un possedimento della Gran Bretagna… uno dei tanti.

Lo si capisce dalla scritta EIIR (che sta per Elisabetta seconda regina) sormontata dalla corona.

So poco di quelle isole… che sono tre e stanno nel Mar dei Caraibi un pochino sotto l’isola di Cuba… quella che diede molto filo da torcere agli americani degli Stati Uniti ai tempi di Kennedy e che proprio nel 2016 è ritornata ad essere amica degli statunitensi… almeno così sembra; al punto che Obama è andato a trovarli… i cubani.

Le navi da crociera, quelle che si muovono nei Caraibi, fanno spesso tappa nelle Isole Cayman… che oltre alle banche hanno anche delle spiagge favolose.

Per chi non ha voglia di andarle a cercare, queste piccole isole sono su questa cartina:

Iles-Caimans

I francobolli delle Isole Cayman fanno parte della collezione delle Colonie Inglesi… che ora si chiamano meglio Possedimenti.

Francobollo delle Isole Cayman

Francobollo delle Isole Cayman

Non so come siano i telefoni e gli uffici postali. Ho solo un francobollo che commemora l’incoronazione di Elisabetta II regina.

Quando mi trovo di fronte a un lembo di terra che riesce ad accumulare i soldi degli altri e diventare un “paradiso fiscale”, mi vengono da fare due considerazioni. La prima riguarda coloro che disonestamente sottraggono soldi al Paese d’origine aiutando o incrementando l’impoverimento della Nazione che s’affatica a tirare avanti senza quelle entrate fiscali. La seconda considerazione riguarda la politica della Nazione che si vede sottrarre certe entrate fiscali e che considera dei malfattori tutti coloro che trasferiscono altrove ingenti somme di denaro. Ebbene sì, quelli sono dei malfattori, ma anche certi Governi lo sono, perché non utilizzano le entrate fiscali per il bene dei cittadini dando loro i giusti e necessari Servizi. Uno Stato, per poter progredire, deve promuovere dei buoni servizi utilizzando le entrate che arrivano dai cittadini. Se non lo fa è tanto colpevole quanto l’evasore.

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ANCHE IN SLOVACCHIA

Pare che lo conoscano anche in Slovacchia.

Da "Tages Anzeiger".

Da “Tages Anzeiger”.

L’Italia non è solo famosa perché ha dato i natali a illustri personaggi!… ma anche perché ha illustri personaggi molto ricchi.

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“VOGLIO DIVENTARE RICCO”

Ecco quanto non si sente dire proprio mai! Intanto non funziona. Tante persone vogliono diventare ricche ma non comperano neppure un biglietto della lotteria. Ci sono, ci sono stati, al contrario personaggi che hanno deciso di diventare ricchi… e ci sono riusciti… senza guardare in faccia a nessuno.

SE FOSSERO DA 500 !. . .

Press’a poco vent’anni fa sembrava che tutti potessero diventare ricchi investendo in borsa. E c’era chi aveva deciso di diventare ricco… alla faccia di chi si abbuffava in borsa. Un po’ di anni dopo, quando il mondo si accorse che ciò non era possibile, nacquero, particolarmente negli Stati Uniti, giocolieri senza scrupoli che, aiutati da banche anche europee, riuscirono a far gonfiare certi mercati immobiliari in modo tale per cui, bastò un tassello messo male, per cui tutto il castello crollò… e siamo ancora quasi tutti sotto le macerie.

Quasi tutti perché chi mise il tassello male scappò in tempo.

Questi accadimenti ci fanno pensare con tristezza alla natura umana di “abbastanza persone” che annaspano, dalle soglie dell’età matura ai momenti in cui i primi capelli cominciano a diventare grigi, per ammucchiare sostanze, essere “qualcuno” nel mondo della finanza e godere di carte di credito di platino.

LA CARTA DI CREDITO DI PLATINO

Con la Carta di Credito di Platino ci si sente arrivati e capaci di partire, lancia in resta, alla conquista del mondo. Si è serviti e riveriti e tutti sanno di aver a che fare con un personaggio ricco.

È bello essere ricchi. Non dover guardare in faccia nessuno; non essere obbligati ad essere educati; l’onestà è poi relativa altrimenti come si fa a conservare la ricchezza?

Se poi si arriva ad essere ricchi si può vivere nei Paesi “dorati” del mondo e confrontarsi con altri ricchi: quelli veri?

Non voglio mica dire che non sia comodo poter disporre di ingenti somme. I problemi sono sostanzialmente due.

Il primo è che , in ultima analisi, la ricchezza non rende felici.

Il secondo è che, molte persone che sono riuscite a diventare ricche, hanno “consumato” la prima parte della vita per arricchirsi. Non hanno dormito, hanno mangiato male, non “hanno avuto tempo” per avere, tenere e coltivare degli affetti e hanno dimenticato che MADRENATURA aveva dato loro un corpo da rispettare. Appunto quando i capelli cominciano a diventare grigi, comincia il “regolamento di conti” sotto forma di acciacchi. E allora si va a cercare il medico migliore e si comincia a spendere e spandere per curarsi. Non si potrà sicuramente guarire; si potrà migliorare. La carrozzeria è deteriorata. Si finisce con lo spendere una buona parte di ciò che s’è guadagnato. Il grottesco è che si spende il guadagno e la causa degli acciacchi. Se nell’arco di quel vivere sfrenato alla caccia della ricchezza, si fosse riusciti a fare un pensierino alla “manutenzione”, la ricchezza sarebbe stata minore ma la vecchiaia migliore e circondata da affetti.

Ho trovato questa storiella su un periodico svizzero. L’ho adattata e penso possa chiudere egregiamente questa mia piccola fatica.

UN PESCATORE

C’era una volta un importante uomo d’affari che, passeggiando sul molo del porticciolo di un borgo marino, vide un baldo pescatore attraccare la propria barca.

Aveva pescato due bei tonni e stava per scaricarli quando l’uomo d’affari, congratulandosi con lui gli disse: “Ma lei ha pescato proprio dei bei pesci; certamente sarà soddisfatto”. E continuò:”Quanto tempo ha impiegato per fare questa buona pesca?”

“Poco più di due ore” rispose il pescatore.

L’uomo d’affari stupito:”Ma perché non è stato in mare un po’ di più? Avrebbe potuto pescare molto di più”.

“Perché?” chiese il pescatore “A me questi pesci sono sufficienti. Con questa ottima pesca posso mantenere bene la mia famiglia per qualche giorno”.

L’uomo d’affari, stupito per la risposta, gli chiese:”Ma cosa fa lei nelle prossime ore? Come occupa le ore della giornata che le restano?”

“Vede” rispose il pescatore “io alla mattina non mi alzo molto presto. Mi piace dormire. Poi tranquillamente vado un po’ a pescare, poi, prima del pasto di mezzogiorno gioco coi miei bambini. Dopo il pasto faccio un riposino con mia moglie.

Al pomeriggio faccio una passeggiata nel Paese, una partitina a carte con gli amici, mi bevo un bicchier di vino e faccio una suonatina con la chitarra.

Come vede, la mia giornata è abbastanza piena.”

L’uomo d’affari si presentò come tale e disse:”Io potrei aiutarla”.

“In che modo?” chiese il pescatore.

“Semplice” continuò l’uomo d’affari “Lei dovrebbe pescare per più tempo e, col maggior pescato, comperare una barca più grossa. Continuando a guadagnare di più, lei potrà comperare altre barche e quindi, pescare ancora di più. Col tempo potrà portare il pescato direttamente alla fabbrica che lo lavorerà e, se continuerà su questa strada, potrà addirittura comperarsi la fabbrica.

Naturalmente la sua fabbrica potrà diventare una Società per Azioni, lei potrà andare ad abitare in città e dal suo ufficio lei potrà seguire l’andamento degli affari e delle sue azioni. Potrà fare una bella vita.”

Il pescatore l’ascoltò attentamente. Non perse una sola parola e chiese:”E quanti anni ci vorranno per tutto questo?”.

L’uomo d’affari fece un veloce calcolo mentale e disse:”Press’a poco vent’anni”.

“E poi?” chiese il pescatore? 

“E poi, quando avrà raggiunto l’agiatezza potrà traferirsi in un bel borgo di pescatori, dormire fino a tardi, andare ogni tanto a pescare, giocare coi nipotini, dato che i suoi figli saranno nel frattempo cresciuti, fare un riposino con sua moglie dopo mangiato e andare a spasso nel paese.  Naturalmente, se ne avrà voglia potrà anche farsi un buon bicchiere di vino e suonare la chitarra con gli amici”.

“Ma io sto già facendo tutto questo” rispose il pescatore dopo qualche minuto di silenzio “per quale ragione dovrei aspettare venti lunghi anni?”

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