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Archive for the ‘Senatori della Repubblica’ Category

QUESTO ARTICOLO È PIUTTOSTO LUNGO CON DEI CONCETTI INTERESSANTI. PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 24 febbraio 2018

Personaggi:
Alessandro, L’Albero, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

Alessandro: “Posso disturbare un poco il tuo sonno invernale? Guarda un po’, amico mio, cosa ho trovato… è del 2013… di cinque anni fa.”

L’Albero: “Ma sì che puoi disturbarmi. Cos’è che hai trovato?”

L’ALBERO

Alessandro: “Una chiacchierata fra coniugi abitanti qui in Ticino, questa: ”

 

Un paio di settimane prima della data delle elezioni, Leandro riceve per posta, al proprio domicilio una grossa busta; il mittente era il Consolato Generale d’Italia dal quale Leandro dipendeva.

Il plico è abbastanza consistente e comunica in modo perfettamente comprensibile come si vota e come si può rispedire gratuitamente le schede dopo aver esercitato il “diritto” di voto.

Appunto! Il diritto di voto! A volte si dice che è un dovere; È probabile. È un fantastico diritto! Potersi esprimere liberamente!

Che bello poter votare senza doversi recare nell’ultimo comune di residenza in Italia! Ora si può votare grazie all’efficienza dei nostri Consolati.

 

L’Albero: “Tu svegli il mio sonno invernale per farmi leggere qualcosa vecchio di 5 anni?”

Alessandro: “Hai ragione, È vecchio di 5 anni, ma sembra piuttosto attuale… e fa pure ridere. Senti senti… questo è bello:

 

A Leandro viene automatico ricordare come il Consolato Italiano di Zurigo seppe essere efficiente in passato. Fu nel lontano 1966 quando, in terra elvetica, Leandro stava per sposare Sandra. A quei tempi, chi sposava un cittadino italiano acquisiva automaticamente la cittadinanza italiana.

Leandro avrebbe sposato Sandra dapprima in Municipio e il giorno dopo in chiesa. Prima ancora del matrimonio in Municipio, Leandro procurò al Consolato tutti gli estremi burocratici di Sandra assieme a una fotografia. Poche ore dopo il matrimonio in Municipio, Leandro e Sandra si recarono in Consolato col certificato che dimostrava essere Sandra la moglie di Leandro. Fu loro consegnato un passaporto nuovo di zecca; era già pronto! Da quel momento nella Repubblica Italiana c’era una cittadina in più!

Ancora oggi Leandro ricorda la gioia della moglie fresca sposa e fresca italiana.

 

L’Albero: “Hai ragione. Che bello leggere che una persona di cittadinanza svizzera è gioiosa nel momento in cui diventa italiana!

Alessandro: “Veramente. Vediamo come continua:

 

Torniamo alle elezioni parlamentari del 2013.

Nella busta ricevuta dal Consolato c’erano anche le 2 schede; una per esprimere il voto per la Camera dei Deputati e una per il Senato.

Leandro, assieme a Sandra, apre le schede e comincia ad analizzare la presenza sulle schede dei vari partiti in lizza.

Ora comincia il bello.

Finché la data delle elezioni è lontana, si fanno varie considerazioni, si seguono con interesse i notiziari televisivi e si capisce che al momento buono si deciderà a chi dare il voto. Si pensa che sarà difficile prendere una decisione ma, e questo è il lato apparentemente positivo, si può rimandare.

“Ma come votiamo?” chiede Sandra.

“Ora che vedo le schede” risponde Leandro “sono veramente molto confuso.”

“Per chi votiamo?” insiste Sandra.

“Ti ripeto che non lo so. Mi verrebbe voglia di buttar via tutto. Però non si può; non è serio. Abbiamo la fortuna di poter votare; pensa quanti popoli non conoscono neppure questa parola. E pensare che in Italia non è da molto tempo che le donne possono votare; per non parlare della Svizzera!”

“Cerchiamo allora di analizzare questa scheda. Li conosciamo quasi tutti ad eccezione di Giannino e Ingroia. Anche se votando per loro rischiamo di buttare il voto, vale ugualmente la pena di dare un’occhiata.”

 

L’Albero: “Sì, mi ricordo che si parlava molto di loro.”

Panchina Ingenua: “Ciao Alessandro. Cosa fai lì in piedi? Potresti anche salutare. Vieni a sederti… ti ho già scaldato i miei legni.”

PANCHINA INGENUA

Alessandro: “Scusami cara Ingenua. Vengo subito… e con piacere.”

Panchina Petulante: “Io sono stata zitta, ma ho fatto male. Ha ragione Ingenua a dire che potresti salutare.”

Alessandro: “Abbi anche tu le mie scuse. La foga di far leggere quello che ho trovato, nella speranza di non disturbare troppo il suo sonno…”

L’Albero: “Andiamo avanti. Leggiamo:

 

Ecco cosa dice Wikipedia di Oscar Giannino:

Come giornalista si è occupato principalmente di politica ed economia. Candidato premier (formalmente Capo della forza politica) alle elezioni politiche italiane del 2013 per Fare per Fermare il Declino (FID), lista elettorale che esprime le idee del movimento d’opinione Fermare il Declino da lui fondato assieme ad economisti ed intellettuali nell’estate del 2012, si è dimesso dalla presidenza del movimento il 20 febbraio 2013, a tre giorni dalle elezioni politiche, a causa dello scandalo riguardante tre titoli accademici che si era attribuito senza averli conseguiti, ma rimane “candidato premier” a causa dell’impossibilità, data la legge elettorale, di ritirare la propria candidatura.

“Non mi sembra proprio di poterlo considerare serio. La stravaganza con la quale si veste potrebbe dare un po’ di brio al governo, ma la storia dei titoli accademici mi sembra sufficiente per metterlo da parte.” Pensa Leandro.

“E Ingroia?” chiede Sandra.

“Antonio Ingroia” risponde Leandro “è un magistrato siciliano. Fra l’altro farebbe parte di chi ha indagato Marcello dell’Utri. Probabilmente è un bravo magistrato. Perché non continua a fare il magistrato? E poi, come politicante è saltato fuori dal nulla; e poi mi sembra troppo di sinistra; gli estremi non vanno mai bene; in ogni caso sarebbe un voto perso.”

“Ora” si dicono Sandra e Leandro “non ci resta che analizzare i quattro Grandi: Berlusconi, Bersani, Grillo e Monti.”

 

Alessandro: “Ora sì che diventa interessante. Non sembra che siano passati 5 anni. Proprio così:

 

“Cominciamo, in ordine alfabetico con Berlusconi.” Dice Leandro.

“A quello il voto proprio non lo do.” risponde Sandra “Ci ha raccontato un mucchio di frottole quando era al Governo. Insieme poi a Tremonti?”

“Eppure” dice Leandro “ quando la racconta alla televisione, dice delle cose giuste. Peccato che non le ha fatte quando poteva. Avevi ragione Sandra quando ipotizzavi che sarebbe ritornato in ballo con la promessa di togliere l’IMU.”

“Lo so. Ora però con la promessa di restituzione a chi l’ha pagato, la sta facendo proprio sporca.”

“Quindi, il primo dei 4 è definitivamente bocciato.”

 

L’Albero: “Hai ragione. Sembra oggi. Fa molte promesse. A quei tempi rimborsava l’IMU, oggi dà ai pensionati almeno 1000 Euro al mese.”

Alessandro: “Beh, in fatto di promesse… Andiamo avanti:

 

“Passiamo ora a Bersani” continua Leandro “il patetico.”

“Credo proprio che voterò per lui.” dice Sandra “In fondo ha anche lui la buona volontà. Anche lui vuol fare le cose bene.”

“Ma come si fa a considerarlo valido. Lui ha partecipato, come Ministro della Repubblica, a più di un governo; con Prodi e con D’Alema. Fu addirittura Ministro per lo Sviluppo Economico. Chissà se sa come si sviluppano le fotografie. C’era anche lui quando nel 2006 Prodi trovò il Tesoretto? Credo proprio di sì. E tu vuoi votare chi, fra l’altro, ha avallato la scarsa o insufficiente capacità dell’ultimo governo Monti?”

“Non riesco proprio a vedere altre possibilità. Non mi dà fiducia ma, chi altrimenti potrebbe darmela?”

“Non lo so proprio. C’è però un particolare molto interessante per noi italiani che abitiamo all’estero.”

“E cioè?” chiede Sandra.

“Leggendo bene le istruzioni ho scoperto che gli italiani all’estero, dipendentemente da dove abitano, possono dare una o due preferenze.”

“Invece gli italiani residenti in Italia?”

“Loro no. Siamo dei privilegiati.” Risponde ironicamente Leandro che preferirebbe abitare in Italia. “Quindi, assodato che voterai per Bersani, vorrei ancora prendere in considerazione il grande Monti che, ad ogni piè sospinto si gloria di aver salvato l’Italia dal baratro.” continua Leandro “cosa ne pensi di lui?”

 

L’Albero: “C’era ancora Bersani… che sperava di diventare capo del Governo. Questo Leandro lo chiama patetico. Un po’ lo è.”

Alessandro: “Ma sì, quando parla puoi anche dargli fiducia. Poverino… è stato silurato da Renzi. Sentiamo cosa dicono di Monti:”

 

Leandro: “Da come parla mi sembra che voglia, in futuro, lavorare per la crescita. Mi sembra però che abbia usato questa parola prima ancora delle elezioni, però non mi sembra che sia riuscito a combinare molto. L’impressione è che i fatti non abbiano seguito le parole.”

“Aveva anche detto che si sarebbe ritirato; invece ha imparato così bene che è rimasto. Probabilmente si è accorto che viaggiare a spese della Repubblica è bello.”

Sandra: “Però, rispetto alle pagliacciate di Berlusconi è stato bravissimo ed è riuscito, all’estero, a salvare la faccia dell’Italia.”

Leandro: ”Avrà salvato la faccia dell’Italia ma si è dimenticato di dare agli italiani la possibilità di lavorare. Se si vuole che un’economia funzioni, non basta far pagare certe tasse, bisogna mettere il cittadino nelle condizioni di poter lavorare. Se i servizi non funzionano… Quando arrivò speravo facesse molto. Lui e i suoi Ministri, oltre a far pagare l’Imu, scontentare i pensionati e creare gli esodati cosa hanno fatto di buono? Sono d’accordo sul fatto che se si possiede un immobile si debba pagare una tassa; ma l’Imu non è una tassa, è un furto. Certe cifre per poche stanze abbastanza popolari! Comunque vedremo.”

 

L’Albero: “Eh sì, pare proprio che all’Umano Monti sia piaciuto stare al Governo. Può darsi che sia stato bravo, però, non si può governare con la teoria. In una Nazione c’è un popolo… che vuole vivere, quindi la pratica è molto importante.”

Petulante: “Già allora c’erano i “grillini”. Chissà che considerazioni fecero Sandra e Leandro. Mi sembrano piuttosto simpatici.”

Alessandro: “Hai ragione. Ecco cara amica ciò che t’interessa:

 

“Dobbiamo ancora analizzare Beppe Grillo.” continua Leandro “Anche se è genovese come me, mi sembra che gridi un po’ troppo. E poi, è chiaro che non ha esperienza. La politica è anche un po’ ipocrisia; e lui non mi sembra ipocrita, e questo potrebbe essere un pregio.”

Risponde Sandra: “Io non voterò assolutamente per lui. Sotto tutti i punti di vista non mi piace.”

Leandro è molto perplesso. Dopo aver analizzato i 4 partiti si rende conto che l’elettore si trova davanti a una strada senza sbocco. Infatti se si volesse analizzare bene la situazione e si volesse mettere a punto una definizione dell’attuale situazione bisognerebbe dire che esiste forse qualche piccolo spiraglio di onestà. Mettere il cittadino di fronte a certe difficoltà è quasi delinquenziale.

Ci fu in passato un dramma simile; forse meno tragico per l’elettore. Fu quando Indro Montanelli scriveva sul “Giornale Nuovo”: TURATEVI IL NASO E VOTATE DC. Fu quando si volle evitare il famoso sorpasso del PCI di Berlinguer.

Ora è tramontato il PCI e l’U.R.S.S.; è rimasto però Napolitano… e Bersani.

A questo punto è necessario prendere una decisione. Leandro è ben contento di poter dare delle preferenze. La propaganda elettorale che utilizza il servizio postale arriva anche a Lugano. Decide di analizzare i candidati più che i partiti e, turandosi un po’ il naso, dopo aver escluso di spedire una scheda nulla, in accordo con Sandra decidono per quelli che sembrano i meno peggio: Bersani e Monti, anche se…

Anche se Leandro dà ancora un’occhiata ai candidati del Movimento 5 Stelle e decide: alla Camera M5S, al Senato Monti.

Dopo aver affidato il voto alle poste svizzere per il recapito al Consolato non resta che aspettare con curiosità i risultati.

 

Petulante: “Caro Alessandro, mi sembra che oggi, 5 anni dopo, anche se qualcosa nei partiti è cambiato, leggendo il colloquio fra gli Umani Sandra e Leandro, ho l’impressione proprio di essere ai tempi dell’Umano Indro Montanelli. Dopo 5 anni, se l’italiano vuol votare con saggezza non trova nessuno a cui dare il voto; in ogni caso, non può darlo al presuntuoso “rottamatore” che, dopo il famoso Referendum aveva promesso di andarsene… e invece è ancora lì… più arrogante che mai.”

L’Albero: “È vero Alessandro. Se vorrai votare dovrai turarti il naso… votare e attendere.”

Ingenua: “Come andò l’altra volta? C’è scritto?”

Alessandro: “Sì, sì. Vediamo:

 

L’attesa dura circa 10 giorni. In questi 10 giorni Leandro e Sandra possono vedere i vari canali televisivi che dovrebbero far decidere il popolo degli indecisi.

Fu in questo periodo che Leandro cominciò a sperare di aver fatto bene a dare un voto ai grillini. “Chissà se riusciranno a far stare a casa un certo numero di quei politicanti matusa e presuntuosi.” Pensa Leandro “Se i Grillini sapranno governare non lo so; certo non potranno far peggio di quell’anticaglia che siede da anni a Palazzo Madama e a Montecitorio.”

Quando cominciano ad arrivare i risultati, cominciano anche le sorprese.

È a quel punto che Leandro si ricorda della sua paziente Adina. Si era innamorata del suo aguzzino. Lei giovane inglese in terra giapponese subisce dapprima le irradiazioni della prima bomba atomica, poi, frutto di esperimenti e sevizie, si innamora dell’uomo che maggiormente la maltratta e la porta a morte. Si ricorda che in terra svedese si parlò della “Sindrome di Stoccolma”.

“Ma come è possibile” chiede Sandra “che un numero così alto di italiani abbia la memoria così corta? Ma di che cosa hanno bisogno per capire che certi personaggi vanno cacciati?”

“Hai perfettamente ragione.” termina Leandro “Forse verrà il giorno in cui le tasse saranno eque, i precariati saranno eccezioni, i servizi funzioneranno e i dipendenti dello Stato, fra cui i Governanti, si muoveranno veramente per il bene e la serenità dei cittadini.”

 

 

L’Albero: “Me lo ricordo ora come andò a finire. E voi Umani d’Italia state ancora scontando il dramma di quei voti. Prima l’Umano Letta, poi l’Umano Renzi ed infine l’Umano Gentiloni.”

Ingenua: “A me interessa sapere chi è Adina? Mi sento un po’ gelosa.”

Alessandro: “È un personaggio importante del mio libro.”

Ingenua: “Tu sei uno scrittore?”

Alessandro: “No. Ho semplicemente scritto un libro… un po’ autobiografico dove racconto anche alcune mie esperienze professionali.”

Ingenua: “Mi piacerebbe tanto poterlo leggere.”

Alessandro: “Ti capisco, ma non posso venire qui a leggerti tutto il libro, e non posso neppure dirti di andartelo a comprare.”

Ingenua: “Spiritoso.”

Alessandro: “Posso però, leggerti un pezzetto, poche righe; quello che scrissi quando, appena laureato, partii da Genova per andare a lavorare a Zurigo. C’è qualcosa che rispecchia un certo malcostume italiano… che forse oggi è ancora peggio. Potrebbe andar bene, ma non solo per i politici che verranno eletti per governare.”

L’Albero e Petulante: “Interessa anche a noi. Leggi quel passo che scrivesti.”

Alessandro: “Eccovi il passo… proprio dal libro:

Da “TUTTO VERO Istantanee di vita.

L’Albero: “Mi piace moltissimo l’ultima frase. Bisognerebbe sbandierarla ai quattro venti… specialmente a quei “pescecani” che pensano di essere nella civiltà.

Ingenua: “Andasti a Zurigo con un animale? Dove tenevi il topolino di cui hai scritto?”

L’Albero: “Il Topolino è un’automobile della FIAT nata prima della guerra.”

Ingenua: “Ma io non lo sapevo che esistesse una macchina con quel nome. Era una macchina grande come quelle che usano le mamme per portare i bimbi all’asilo?”

Alessandro: “No, assolutamente. La mia era vecchia di 15 anni… ma per me era bellissima. Ci ho messo la foto sul libro… te la faccio vedere. Proprio questa foto. Sembra di colore bianco, ma in realtà il colore era di un bellissimo giallo.

Da “TUTTO VERO Istantanee di vita.

Petulante: “Che bella macchinina! Grazie per avercela fatta vedere.”

Alessandro: “Figurati. Piuttosto mi sto accorgendo che è tardi e che abbiamo tenuto sveglio per molto tempo il nostro amico Albero. Vi saluto con affetto, ma vi faccio ancora vedere la vignetta di 5 anni fa del giornale di Zurigo TAGES ANZEIGER.

Da “TAGES ANZEIGER”

L’Albero: “È vero, è stato però molto piacevole stare con voi. Torno nel mio sonno invernale.”

Ingenua e Petulante: “A presto Alessandro. ”

 

 

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Registrazione del 27 febbraio 2017

Personaggi:

 Panchina Petulante, Panchina Ingenua, Ulivo e Passante Alessandro.

Petulante: “Hai visto sorella che i nostri alberi stanno per svegliarsi?”
Ingenua: “Che bello. Stanno cominciando a vestirsi?”
Petulante: “Ma non sono ancora svegli. Vedi che nei rami spunta qualcosa che diventerà un gemma?”

Rami dell'albero... pronto al risveglio.

Rami dell’albero… pronto al risveglio.

Ingenua: “Sì lo vedo; sono contenta; quando verranno le foglie verrà anche un po’ di caldo, o meno freddo, e qualcuno arriverà ad appoggiare le sue chiappe sui miei legni.”

Petulante: “Hai ragione. Chissà se l’Ulivo ha qualcosa di nuovo da raccontarci.”

Ulivo: “Ma sì mie care; sono successe molte cose… specialmente in Italia.”

Petulante: “Cos’è successo di interessante?”

Ulivo: “Più che interessante, potrei dire triste.”

Ingenua: “Non farmi piangere. Lo sai che sono sensibile.”

Ulivo: “Effettivamente è da piangere. Ho sentito che in Italia c’era un Umano molto sofferente che non poteva muoversi ed era pure cieco. Tutto questo dopo un incidente.”

Ingenua: “Sto già cominciando a commuovermi.”

Ulivo: “Questo poveretto, malgrado ogni cura, non poteva far nulla e non vedeva se non “nero”. Prima dell’incidente era una persona allegra e molto vitale. La sua sofferenza era grandissima, al limite della sopportazione, per cui, il suo desiderio maggiore era quello di poter morire.”

Petulante: “Ma che terribile situazione! Dimmi Ulivo, lui capiva tutto? Parlava?”

Ulivo: “Sì, capiva tutto. Parlava anche, ma male. Orbene, ha finalmente potuto morire, però venendo da noi in Svizzera, nella Svizzera tedesca. Ha potuto usufruire del “suicidio assistito”… proprio oggi.”

Ingenua: “Mi hai fatto piangere. Ma c’era bisogno che soffrisse anche per un lungo viaggio? Non poteva rimanere in Italia? Che sofferenza un viaggio così lungo oltre Gottardo!”

Ulivo: “No, non poteva rimanere in Italia, perché la legislazione italiana non permette il suicidio assistito.”

Petulante: “Ma come, uno non può disporre di se stesso?”

Ulivo: “In Italia no. Il suicidio è proibito.”

Petulante: “Io credevo che l’Italia, con i suoi difetti, fosse una Nazione all’avanguardia… e bellissima. Ma sono cretini gli italiani? Vedo il Passante. Provo a chiamarlo… Mi ha sentito. Ora viene a scaldarmi un po’ con le sue chiappe e vediamo cosa ha da dirci.”

Passante: “Buongiorno carissime. Come state?”

Petulante e Ingenua: “Bene grazie… ci sei mancato.”

Passante: “Non esageriamo. Cos’è successo?”

Petulante: “Abbiamo sentito di quel povero Umano molto sofferente che, per morire ha dovuto varcare la frontiera e andare nel Canton Zurigo.”

Passante: “È vero; è terribile.”

Petulante: “Ma tu che sei medico, cosa puoi dirci? E poi, come ti chiami? Passante non mi piace.”

Passante: “Chiamatemi Alessandro.”

Ingenua: “Che bel nome… Alessandro. Mi piace. Anche tu sei bello.”

Passante Alessandro: “Smettiamola di dire stupidaggini. Circa la tragedia di quel poveretto, non posso dirvi molto. Prima, come medico, posso dirvi qual’è il compito di un medico.”

Ingenua: “Siamo tutt’orecchi. Mi piace quando ci parli.”

Alessandro: “Il primo compito del medico è quello di curare; quello cioè di cercare di ottenere la guarigione se una persona è malata; inoltre è molto importante aiutare a non soffrire. Molte persone soffrono a causa di malattie cosiddette “inguaribili”; in questi casi il medico deve far in modo che quelle persone non soffrano o soffrano il meno possibile. Alcune volte, molti medici si pongono un problema particolare, e cioè hanno paura di nuocere a quella persona se, per non farla soffrire, danno dei medicamenti un po’ fortini.”

Petulante: “Ma se il compito è quello di evitare la sofferenza?”

Alessandro: “Appunto. Se per evitare la sofferenza, sempre di fronte a “situazioni cosiddette terminali” si deve calcare la mano e chi sta soffrendo molto si addormenta per sempre, c’è sempre il pericolo che arrivi il solito “sapientone” o ancor meglio “moralista” che si permetterebbe di ipotizzare un omicidio.”

Petulante: “Ma se è, come hai detto tu “terminale”, cosa avresti fatto di male come medico?”

Alessandro: “Lo so, lo so. Ma vedi, ci sono sempre tanti Umani che tutte le volte che aprono bocca si dimenticano di collegare il cervello.”

Petulante: “È vero che in Italia se un Umano soffre molto e non potrà più avere una vita con un pizzico di vivibilità, non può neppure chiedere di essere aiutato a morire?”

Alessandro: “Sì, è proprio così. Il “Legislatore” si è dimenticato di sistemare questo piccolo particolare. Purtroppo negli ultimi tempi, in Italia s’è dimostrato più importante litigare che legiferare in modo intelligente. Il singolo cittadino, in tante situazioni, è abbandonato a se stesso. Oltre alla parola onestà che sembra proprio obsoleta, le parola dignità e rispetto stanno vagando in un nebbioso limbo.

Petulante: “Allora è grave.”

Alessandro: “Il problema più grosso, almeno dal mio punto di vista, è che oggi, e non solo in Italia, si vuole guadagnare tanti soldi, ma non ci si vuol prendere la responsabilità relativamente a decisioni importanti e non procrastinabili.”

Ingenua: “Ma allora quegli Umani che si chiamano Deputati e Senatori della Repubblica non sono capaci di fare il loro lavoro. Dovrebbero essere licenziati o denunciati.”

Da Web - L'aula di chi legifera.

Da Web – L’aula di chi legifera.

Petulante: “Non dire sciocchezze. Quelli sono quasi intoccabili… e poi non vanno quasi mai a lavorare. Tante volte l’aula di Montecitorio è quasi vuota…”

Ingenua: “Ho sentito parlare di vitalizio… cos’è?”

Petulante: “È la bella pensione che prendono quelli che non hanno fatto quasi niente e, per poco tempo.”

Alessandro: “Carissime, vi saluto… salutatemi l’Ulivo.”

Petulante e Ingenua: “Vai già via? Ciao. Vieni presto a trovarci.”

 

 

 

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5 febbraio 2017

Personaggi:

Panchina Petulante, Panchina Ingenua e Passante.

 

Petulante: “Sono tutta bagnata… ma son contenta.”

Ingenua: “Anch’io. Ho sentito dire che domani smetterà.”

Petulante: “E verrà il vento, il Favonio.”

Ingenua: “In Italia lo chiamano fon, perché lo innestano all’apparecchio che asciuga i capelli.”

Petulante bagnata

Petulante bagnata

Petulante: “Ma cosa cavolo dici. Il Favonio è la traduzione italiana del vento caldo che nella Svizzera tedesca si chiama Föhn.”

Ingenua: “E gli italiani aspettano che venga il vento prima di lavarsi i capelli?”

Petulante: “Lasciamo perdere. Guarda piuttosto che, anche se piove, c’è qui il nostro amico. Ciao Passante, come stai? Fermati un attimo.”

Passante: “Solo un attimo dato che piove. Preferisco il sole, ma dopo tutta la siccità che c’è stata, son contento che piova.”

Petulante: “Anche noi. Pensa un po’, di solito quando piove si dice che è brutto tempo, ora che piove e sono tutti contenti si può dire che è “bel tempo”. Cosa ne dici?”

Passante:”Dico che è proprio tutto relativo.”

Petulante: “Sai, qui non si ferma nessuno quando piove e  neppure mette le chiappe su di noi. Raccontaci un po’ qualcosa di bello.”

Passante: “Ma cosa volete che vi racconti? La sapete già l’ultima di Trump?”

Petulante: “Quell’Umano che gli americani hanno votato come Presidente?”

Passante: “Sì, proprio quello. Ebbene, come sicuramente ben sapete, come è diventato Presidente ha firmato un mucchio di decreti fra cui quello che gli abitanti di 5 Nazioni a maggioranza mussulmana non possono entrare negli Stati Uniti… anche se hanno il visto. Si sono arrabbiati in molti, fra cui il capo dello Stato di Washington a Seattle e quello del Minnesota che si sono messi contro il decreto. Allora Trump ha fatto ricorso ma per il momento il decreto è stato invalidato. Probabilmente si arriverà alla Corte Suprema. Vedremo.”

Ingenua: “Ma se l’umano Trump è il capo, come si permettono due “semplici” Governatori di mettersi contro; insomma come si permettono di non obbedire.”

Petulante: “Vedi, cara sorella, gli Stati Uniti sono una Nazione un po’ come la Svizzera. C’è la democrazia, cioè un umano da solo non può comandare da solo. Chi comanda sono le leggi e le votazioni del popolo o quelle persone che sono state delegate a “Governare”, non a comandare.”

Ingenua: “Perché governare non è comandare?”

Petulante: “Governare significa fare, anche con ordini, per il bene della popolazione.”

Ingenua; “Quindi quelli che sono stati votati, sono stati votati per fare il bene del popolo, non per farsi gli affari propri. Mi stupisco di quello che dici dato che ho sentito spesso che in Italia, quelli che dovrebbero governare diventano ricchi, non tutti naturalmente; poi, ho sentito anche che molti, che si chiamano Deputati o Senatori, dopo essere stati eletti per un partito e aver ricevuto la fiducia degli elettori, cambiano partito come se niente fosse e governano in modo diverso da quello che vorrebbero quelli che l’hanno eletto.”

Palazzo Montecitorio. Qui siedono gli Umani Deputati... quando ci sono.

Palazzo Montecitorio. Qui siedono gli Umani Deputati… quando ci sono.

Petulante: “È proprio così. Loro, cioè quegli umani, continuano a chiamarla democrazia. Forse lo è ancora, ma a me sembra una democrazia strana. Ti ricordi quando parlavamo di umani con la coscienza “difettosa”? Te lo ricordi?”

Ingenua: “Certo che me lo ricordo. Anche l’Umano Trump ha la coscienza difettosa?”

Petulante: “In un certo senso no. Lui cerca di mantenere le cavolate che ha promesso di fare; sembra però che la “Democrazia” non glielo permetta.”

Ingenua: “Anche qui in Svizzera c’è qualche Umano con la coscienza difettosa?”

Petulante: “Certo che c’è, ma, si potrebbe dire che se vuole fare il furbo, gli rendono la vita difficile. Sai qui in Svizzera si vota per moltissime cose, e, il più delle volte le votazioni vengono rispettate. Sai, la Svizzera è in mezzo all’Unione Europea e ha bisogno di un buon vicinato, per cui fa fatica a fare bene tutto quello che vuole il popolo.”

Ingenua: “Certo che questi Umani sono proprio un po’ strani.”

Passante: “Hai ragione Ingenua; in un certo senso potrebbero avere tutto quello di cui avrebbero bisogno, ma alcuni, per diventare sempre più ricchi, fanno impoverire gli altri. E questo succede anche in Svizzera. Ora devo andare. Vi saluto. La prossima volta, quando sarete asciutte, mi fermerò tranquillamente appoggiando le mie chiappe sui vostri legni.”

Petulante e Ingenua: “Ciao e grazie di cuore… ci farà piacere sentire sui nostri legni il calore delle tue chiappe.”

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Si pensi un po’ a cosa accadeva in passato!

Se la moglie, più o meno adultera, mentiva, la bocca della verità le tranciava la mano. E i mariti?

Ma no, ai mariti sembra che fosse tutto permesso. Anche oggi?

A me interessa questo francobollo con la “Bocca della verità”:

Francobollo del 2009.

Francobollo del 2008.

Fu emesso in occasione del FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA FILATELIA che si tenne a Roma  nel 2009 per ben 5 giorni. Il color oro del francobollo dovrebbe essere “oro zecchino”. Infatti, sul sito ufficiale delle poste, sotto la voce Stampa, sta scritto:

Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in litografia su fogli laminati in oro, con 2 grammi di oro fino per metro quadrato

 Sembra che già nell’antichità fosse importante dire la verità. Se il “trancio” della mano fosse esteso a uomini e donne, e non solo per problemi d’infedeltà coniugale, ma anche per problemi d’infedeltà al mandato di “fedeltà” verso gli elettori, cosa pensate che succederebbe se i Deputati e i Senatori, dopo ogni mandato, mettessero la loro mano in quel buco?

QUANTI DEPUTATI E SENATORI PENSATE CHE TORNEREBBERO A CASA CON LE LORO DUE MANI?

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Ho pensato che sia giunto il momento di sorridere.
Oggi è Pasqua; Pasqua di Resurrezione.
È sufficiente una parola per capire che si può sperare di risorgere e riprendersi dal baratro nel quale siamo caduti noi italiani.
Perché dare sempre la colpa agli altri?
Perché si prende dapprima come colpevoli gli Americani che facevano l’ipoteca facile, poi i banchieri, alla fine l’Europa…
“Ce lo chiede l’Europa!” Quante volte l’abbiamo sentito dire.

Ma noi italiani siamo proprio così cretini che ci lasciamo scivolare nel baratro perché qualcuno ha fatto le cose male?

No. Non credo che gli italiani siano così cretini. Semmai sono un pochino “ignoranti?”.

No, no. Fanno finta.

Ho trovato questa:

Da "La Settimana Enigmistica"

Da “La Settimana Enigmistica”

Quei “Due” che s’interrogano circa la conoscenza del linguaggio dei gesti potrebbero benissimo essere due nostri onorevoli o due nostri senatori.

Da tanto tempo il popolo chiede aiuto, chiede di poter lavorare, di poter circolare un po’ tutelato, chiede di avere come interlocutore una burocrazia snella e onesta, chiede di… poter vivere.

Sta affogando. Ma quei due… dovrebbero farci ridere!

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Sono in “sosta” e rimango in sosta. Non ho potuto fare a meno di pubblicare.

Ho trovato questo articolo. C’era anche la lista dei 94 votanti. La lista è sparita ma mi è rimasto questo che desidero divulgare.
Non so se è vero quanto ho trovato. Se è vero penso che, di fronte alle morti per suicidio di cui si parla troppo sovente, questi personaggi abbiano veramente venduto la coscienza all’ammasso e possano essere pronti per la gogna.

Da “ZEUSNEWS”

Ecco i nomi dei 94 senatori che hanno votato contro i tagli alle pensioni d’oro
Qualche giorno fa nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai supermanager pubblici, il governo (che voleva difenderle) è stato battuto grazie da un emendamento di Idv e Lega. Sorprendentemente, la maggioranza dell’Aula si è dichiarata favorevole ad intervenire sul trattamento pensionistico dei burocrati di Stato che oggi godono di stipendi favolosi e domani avrebbero goduto di pensioni altrettanto favolose.
Forse, finalmente, si sono resi conto che in un momento in cui tutti gli italiani vengono chiamati a grandi sacrifici togliere qualche euro ai boiardi di Stato, che oggi percepiscono, come il presidente dell’Inps o quello di Equitalia, stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno (pagati da noi) sarebbe stato un atto minimo di equità.
E tuttavia, in 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità, hanno votato contro. Ad esprimersi a favore dell superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio, figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni.

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