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Archive for the ‘Servizi pubblici’ Category

Dopo aver visto questo che Vikibaum (che ringrazio) ha messo in onda :

Da “La Verità”

Che può far sorridere; avrei voluto scrivere un articolo per analizzare il gusto di ingigantire ciò che potrebbe avere la sua modestia. Avrei voluto scrivere che non è il caso di fare tanto can can per un Congresso sulla famiglia. C’è chi la vuole in un modo… chi in un altro. C’è in Italia ancora un po’ di libertà ?

Ho deciso di non scrivere… ma poi, vedendo le illustrazioni dell’autostrada « tarpata »… quasi come un uccello che non può volare, ho pensato di scrivere qualcosa che avrebbe dovuto far arrossire quei mentecatti che hanno iniziato un’opera e non l’hanno finita… sfruttando i soldi dei contribuenti… quindi non solo mentecatti, ma forse anche un pochino ladri.

AUTOSTRADA TARPATA.

Questa è solo una cartina, ma se guardiamo la fotografia, potrebbe venirci la pelle d’oca.

La foto.

Perché si sono fermati bruscamente ?… o… perché hanno cominciato i lavori ? Avrei voluto approfondire il problema di quest’opera incompiuta, ma, dopo aver letto e commentato l’articolo di Saimon :

https://arrighisimone.wordpress.com/2019/03/31/9004/

mi sono accorto di non essere più uno spettatore, ma un oggetto di quanto accade giornalmente con accanimento sempre più spietato.

Così ho commentato l’articolo di Saimon :

Ora che sono diventato vecchio davvero, anche in questa Svizzera (non parliamo dell’Italia), sta pendendo sempre di più il sopravvento… la follia della burocrazia.
I giovani… quelli che lavorano… quelli che “fanno”… non permettono al vecchio di vivere decentemente il suo gran finale.
La società, non solo ha fallito, ma ci porta a perdizione.

 

Potrebbe sembrare ch’io abbia esagerato; da vecchio, malgrado l’aterosclerosi più o meno galoppante, riesco ancora a ricordare quello che avveniva…

Ho menzionato la Svizzera, ma in Italia è ancora peggio.

Due cosine sono sufficienti per dimostrare come la vita del vecchio, e per quello che lo diventerà, è diventata difficile.

1 – Un tempo, non molto lontano, se il “diventato vecchio” aveva risparmiato poteva comperare delle semplici obbligazioni. Andava in banca, le pagava e gliele consegnavano con i cedolini da tagliare per il rimborso degli interessi ogni 6 mesi. Questo significava che lui, dopo aver pagato l’obbligazione, non aveva altre spese. Ogni sei mesi si presentava allo sportello bancario coi suoi cedolini ben ritagliati e ritirava i soldini degli interessi.

Oggi, non solo gli interessi delle obbligazioni, se ci sono, sono bassissimi, ma, non si possono più comperare le obbligazioni come una volta; non si possono ricevere le obbligazioni cartacee e bisogna avere (e pagare) un “deposito bancario” nel quale verranno immesse virtualmentele obbligazioni acquistate.

Quindi, oggi le obbligazioni rendono poco o iente, ma bisogna pagare alla banca l’onore di averle acquistate e il piacere dell’incasso degli interessi.

Un tempo, si poteva possedere l’obbligazione, ma non era necessario avere un conto in banca. Oggi, se si hanno delle obbligazioni è obbligatorio un conto in banca (che costa) e un deposito titoli (che costapure lui).

Gli eventuali risparmi verranno delicatamentefagocitati dalla banca.

Indipendentemente dalle obbligazioni e dall’età, oggi le banche non danno più interessi ai clienti che depositano il denaro su un conto più o meno corrente. Dicono che è la congiuntura. Sembra infatti che le banche stiano male e facciano fatica a tirare avanti.

Non so in Italia; qui in Svizzera, pare che il Grande Capo dell’UBS abbia intascato un bonus annuale di 14 milioni di franchi svizzeri. Dico… e ripeto… pare. Vuol dire che le banche non stanno così male… solo che i guadagni se li tengono tutti loro.

 

2 – Le tasse… o le imposte… o cioè ciò che si dovrebbe versare allo Stato in cambio di Servizi.

Qui in Svizzera i Servizi ci sono. I treni non sono male e viaggiano puntualmente; gli ospedali lavorano ben bene e, per esempio, per una colonscopia non si deve attendere mesi e mesi.

C’è un però, e cioè che la burocrazia è sempre più invadente e, oltre a pretendere di sapere tutto, pretende anche le imposte su quel poco che si riceve di pensione, e, guarda caso, sull’affitto che non si paga se si abita in un alloggio di proprietà.

Mi spiego meglio. Per le Imposte, non solo in Svizzera, ma anche in Italia, bisogna pagare il balzello sulla pensione come se fosse un guadagno. Se è vero che i soldi che ricevo come pensione, sono semplicemente soldi miei che, versati a una specie di assicurazione, mi vengono “restituiti” scaglionati nel tempo, perché devono essere tassati come se fosse un guadagno? Per un vecchietto che vive della pensione, è o non è un furto legalizzatopretendere che paghi ancora le imposte su quanto gli vien restituito?

Che poi, se il vecchietto ha risparmiato un po’ di soldi ed è riuscito a comperarsi un appartamentino per non dover pagare l’affitto, non solo pagherà le giuste imposte per il fatto che lo possiede, ma dovrà pagare le tasse, in questo caso secondo me non giuste, sulla cifra che riceverebbe se affittasse l’alloggio nel quale abita come proprietario. In poche parole, l’ipotetica cifra che potrebbe incassare se affittasse l’alloggio, sarà considerata un guadagno. Proprio così. La pensione è un guadagno e l’ipotetico affitto anche, per cui, sommati e dichiarati come salario renderanno abbastanza al fisco… a mio parere ingiustamente.

Quel povero vecchio che ha cercato di barcamenarsi nel modo migliore e che ha risparmiato per la vecchiaia, se avrà ancora qualche soldino da parte da rosicchiare, riuscirà a diventare ancora più vecchio, altrimenti… lo attenderà un finale di vecchiaia fatto di stenti.

Non si dimentichi che per curarsi ed essere curato, dovrà regolarmente pagare a una cosiddetta Cassa Malati, che non è altro che un’assicurazione, delle cifre annuali non indifferenti.

 

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Avete mai sentito parlare del “BIGLIETTO POSTALE”.
È un pochino come l’AEROGRAMMA… solo che dovrebbe essere ad uso interno. Fanno parte tutt’e due dei cosiddetti Interi Postali assieme alle Cartoline Postali che tutti conoscono.

UN AEROGRAMMA DELLE POSTE SVEDESI

Sono tutti oggetti preaffrancati. Salvo eccezioni, la maggior parte dei Biglietti Postali, almeno in Italia, sono affrancati per l’interno.

Ero in Liguria e ne ho trovato uno abbastanza mal messo, ma non viaggiato. Ho deciso di spedirmelo in Svizzera, tanto per fargli fare il suo lavoro… viaggiare.

L’affrancatura non era però sufficiente per l’estero. Infatti 700 delle vecchie lire andavano bene nel 1992 ma solo per l’Italia. Oggi, per la Svizzera ci vuole 1 Euro, e, se 700 lire sono pari a € 0.36, avrei dovuto aggiungere francobolli per € 0.64.

Le poste però non vendono più francobolli, e, se li vendono, non vi daranno mai francobolli per un tale importo… perché non li hanno più di tutti i tagli.

Decido quindi di imbucarlo così com’è. Dove l’imbuco?

L’imbuco a Sanremo. Sì, perché mi trovo per caso a Sanremo, proprio il giorno di San Valentino, ma non per incontrare un qualche amore, e neppure per “incontrare” il Festival… sì, perché grazie al Festival tutti sanno che esiste Sanremo… qualche settimana all’anno… ma non sanno che è quasi alla fine della Liguria e che per arrivarci, o si pagano molti soldi sull’Autostrada dei Fiori, o si prende il treno… che sicuramente negli anni trenta era più puntuale e confortevole… ma anche negli anni settanta.

Andiamo con ordine.

Questo è l’oggetto che ho spedito… mal fotografato, ma senza timbro a cui ho tolto l’indirizzo altrimenti chi lo legge viene preso dal desiderio di scrivermi:

BIGLIETTO POSTALE DELLE POSTE ITALIANE

L’OGGETTO POSTALE È STATO INTRODOTTO IN QUESTA BUCA.

Questo oggetto che vorrebbe commemorare Galileo Galilei è stato imbucato in questa oscena buca. Oscena perché, quasi quasi, nell’andare a introdurre l’oggetto nell’apposita feritoia dove sta scritto PER TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI, s’ha paura di sporcarsi e si viene assaliti dal dubbio se qualcuno lo raccoglierà. Infatti, se la guardiamo proprio bene, anche se è nella media delle buche della Repubblica, ci accorgiamo che è sporca e che sembra diventato il ricettacolo di tutto ciò che di piccole dimensioni può essere appiccicato.

Prima d’imbucarlo l’ho fotografato… perché poco convinto del recapito.

Ma dov’era la Buca che vi ho mostrato? All’esterno della vecchia stazione ferroviaria di Sanremo.

LA VECCHIA STAZIONE FERROVIARIA DI SANREMO IN UNA FOTO DEL 2013.

Vecchia perché dal 2001 la stazione ferroviaria di Sanremo è in galleria. Due semplici binari, uno, quello che va verso Genova e che sbuca dalla galleria a Taggia, e l’altro che va verso Ventimiglia e che sbuca a Ospedaletti. Prima la ferrovia attraversava il centro cittadino ed era a binario unico e passava vicino al mare. Il raddoppio giunse dapprima fino ad Imperia Porto Maurizio, recentemente c’è stato un prolungamento verso Genova oltre Diano Marina.

La vecchia stazione è rimasta, e, al posto dei binari hanno trovato posto le automobili posteggiate e una pista ciclabile.

È interessante come sull’altro lato, diciamo sul lato dove prima c’erano i binari e passavano i treni, è rimasto tutto abbastanza come prima. Naturalmente non ci sono più i binari, ma c’è l’asfalto con la segnaletica orizzontale per le auto; c’è ancora, almeno nel 2013, dopo dodici anni senza treni, il cartello delle ferrovie SANREMO.

Sembra quasi che debba arrivare un treno da un momento all’altro.

LA STAZIONE DI SANREMO LATO BINARI IN UNA FOTO DEL 2013.

Torniamo al Biglietto postale imbucato il 14 febbraio. È arrivato, tranquillamente come l’attuale posta ordinaria delle Poste Italiane; è giunto in casa mia il 26 febbraio 2018; ha impiegato solo 12 giorni.

COSÌ È ARRIVATO IL BIGLIETTO POSTALE

Diciamo che avrebbe potuto arrivare un po’ prima… ma l’ho avuto in mie mani dopo averlo spedito con un’affrancatura insufficiente, per cui, secondo le regole internazionali, le poste italiane avrebbero dovuto segnalarlo ed io avrei dovuto pagare al postino, il doppio di quello che mancava. Inoltre, il timbro è piuttosto brutto e, a mala pena si legge la data e, stranamente, è stato obliterato a Genova e non a Torino… come fanno ultimamente le poste.

PARTICOLARE DEL FRANCOBOLLO E DEL TIMBRO

Si riesce a vedere che è stato timbrato il giorno dopo… e dispiace il fatto che le poste non abbiano alcuna considerazione per chi colleziona francobolli… che fra l’altro vengono pagati (i francobolli)… e rimangono sempre di proprietà del mittente e, in un secondo tempo, del destinatario.

Contemporaneamente al biglietto postale, imbucai una lettera affrancata con un foglietto… chiaramente filatelico, e quindi degno di rispetto:

FOGLIETTO DEL 2017 – 70° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE

Me l’inviai FERMO POSTA a Lugano perché il timbro d’arrivo sul retro della busta avrebbe potuto documentare i tempi del “viaggio”. Arrivò il 23 febbraio.

TIMBRO D’ARRIVO DELLA LETTERA.

TIMBRO D’ARRIVO DELLA LETTERA.

Contrariamente a quanto accaduto al BIGLIETTO POSTALE, la lettera fu timbrata a TORINO… anche se in modo, oserei dire pedestre, o meglio con somma maleducazione essendo il francobollo chiaramente filatelico. Non si riesce neppure a leggere la data dell’obliterazione. Ho ingrandito il timbro per provare a leggere la data… impossibile:

 

IL TIMBRO INGRANDITO

 

 Le Poste sono un servizio pubblico che, come tale, dovrebbe essere al servizio del cittadino. La prima cosa che si potrebbe pretendere dovrebbe essere il rispetto. Se pocanzi ho utilizzato il termine maleducazione, mi sembra che possa andare bene nei riguardi del singolo individuo che tratta più o meno pedestremente un oggetto di corrispondenza, ma se trovo il termine mancanza di rispetto, posso intenderlo nei riguardi di chi organizza il servizio e permette che un oggetto privato e riservato come una lettera possa impiegare un tempo così lungo per essere consegnato al destinatario. E poi bisogna anche considerare che il costo del francobollo è una tassa che sottintende la consegna dell’oggetto in tempi ragionevoli… cosa che, da un po’ di tempo, non accade più con le Poste Italiane. Nove giorni sono un po’ tanti e dimostrano un pessimo servizio. Ma non è un caso isolato, perché, negli ultimi mesi ho raccolto alcune lettere partite dall’Italia e arrivate più o meno rispettando gli stessi “miserabili” tempi.

Siamo a Sanremo, la città del Festival, del Casinò (uno dei 4 italiani) e… dei fiori. Sì proprio i fiori; quei fiori che permisero di nominare quella zona costiera d’Italia Riviera dei Fiori… così bene per cui il famoso treno BASILEA – NIZZA si chiamava “RIVIERA DEI FIORI”. Si potrebbe continuare all’infinito a parlare di Sanremo e dei fiori. Sanremo e dintorni rifornivano di fiori mezza Europa; le serre fiorite dell’estrema Riviera di Ponente rifornivano di colori, fra l’altro, la sala del Concerto di Capodanno di Vienna…

Oggi, se venite un po’ in Ticino, quella parte di Svizzera dove sono in molti a parlare il vero dialetto lombardo, potrete vedere frequentemente il Camion olandese che rifornisce di fiori tutti i rivenditori. I fiori di Sanremo dove sono andati a finire? Sanremo rimane però forse, un tempo lo era, la città italiana con la maggior densità di veicoli a due ruote… sembra essere l’unico mezzo utile per spostarsi celermente.

UNA STRADA DI SANREMO CON VEICOLI A DUE RUOTE

Una missiva ricevuta recentemente, sempre dalla Liguria di Ponente, impiegò 9 giorni per essere consegnata.

OBLITERATA A TORINO… ha impiegato 9 giorni ad arrivare!

Questa lettera era commerciale e conteneva delle notizie di una certa importanza. Ora, mi sembra logico poter arrivare a chiedersi: “Perché le Poste Italiane accantonano la corrispondenza e la distribuiscono così lentamente e così in ritardo?” La risposta potrebbe essere semplice: “Perché non utilizzi la Posta Prioritaria?

Giusto; usiamo la posta prioritaria… ma a prezzi ragionevoli.

Infatti, mi sembra che, spendere € 2.80 per spedire una lettera non urgente sia sbagliato… ma la lettera non urgente non arriva più in tempi ragionevoli.

Nel 1939 la mia Famiglia ricevette una cartolina, combinazione da Lugano. Dato che a quei tempi le poste avevano il desiderio di essere oneste (almeno nel loro lavoro), e mettevano il timbro d’arrivo, mi è stato possibile verificare che da Lugano a Pegli la cartolina impiegò un giorno.

1939 CARTOLINA DA LUGANO A PEGLI (GENOVA) (1 giorno)

Peccato che il francobollo dell’ESPOSIZIONE NAZIONALE SVIZZERA sia sta appiccicato alla rovescia e quello da 10 centesimi un po’ storto, però i timbri sono ben leggibili e chiaramente dimostrano la durata del viaggio della cartolina.

Ma perché oggi che hanno inventato di tutto non è possibile collegare le invenzioni all’onestà? Non credo che NOVE GIORNI dalla Riviera di Ponente a Lugano sia onesto… specialmente quando è una norma. “Loro”… quelli che non sono riusciti a collegare le invenzioni all’onestà, potrebbero dirmi che, dato che oggi c’è poca corrispondenza, viaggiamo più lentamente e per noi è più difficile essere ragionevoli.

2018 LETTERA DA MONTE CARLO A LUGANO (2 giorni)

Ma, allora perché, sempre rimanendo nell’oggi, una lettera dal Principato di Monaco arriva in DUE giorni? Perché la corrispondenza da Monaco a Lugano è più numerosa?

“No, perché passa dalla Francia e, probabilmente i francesi sono riusciti a fare quel famoso collegamento… almeno in parte.”

Credo che, a questo punto, si possa dedurre che se manca quell’importante collegamento manca quell’onestà che dovrebbe farci pensare a un lavoro serio al servizio della collettività. Non so se si può dire che se le Poste Italiane non fanno bene il loro lavoro rubano… è però a noi consentito pensarlo?

 

POTRÒ IN FUTURO CONTINUARE… E LO FARÒ… SPERO.

Nel frattempo, nell’attesa della Pasqua, dobbiamo continuare a lottare con la presunzione che l’onestà possa avere il sopravvento sull’arroganza di certe autorità. In ogni caso, se pensiamo che valga la pena di essere un poco ottimisti, possiamo andare a Lugano-Viganello… dove?

Che domande!

IN VIA SPERANZA.

 

BUONA PASQUA A TUTTI

 

 

 

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Questi francobolli del 1965 non sono bellissimi… ma raccontano qualcosa di interessante.

Francobolli italiani del 1965

Francobolli italiani del 1965

Per prima cosa che nel 1965 le nostre poste avevano deciso di portarci la posta in modo sempre più veloce creando appunto una rete aerea postale notturna… trasportando la nostra corrispondenza non più solo col treno.

Guardando il francobollo da 90 lire, ci rammentiamo le buste di posta aerea… leggerissime. Gli scaglioni di peso per la posta aerea erano di 5 grammi e le tariffe diverse da stato a stato.

C’è una terza simpatica considerazione: la tariffa interna era di 40 lire e il servizio non era male.

Oggi la tariffa, sempre per l’interno, è aumentata di quasi 46 volte… ma il servizio è peggiorato assai.

La Raccomandata, nel 1966 (50 anni fa) costava 170 lire, oggi € 4.50. È aumentato il prezzo di 51 volte, impiega circa una settimana ad arrivare e vogliono ancora aumentare il prezzo.

MA LA POSTA NON DOVREBBE ESSERE UN SERVIZIO PUBBLICO?

 

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Premetto che non ci sono mai stato… so però dove sono… e anche perché sono famose.

Perché nella capitale George Town che avrebbe circa 21000 abitanti ci sarebbe una quantità esagerata di banche: più di 600.

Come mai tutto questo? Perché è questo un paradiso fiscale per chi ha tanti soldi e non vuole pagare le tasse. Proprio così! Certi ricconi o certe multinazionali che non si sa di chi siano, ma lo si sa, ma, anche se lo si sapesse sarebbe come se non lo si sapesse, portano su quell’isola armi e bagagli e tornano alla vita di tutti i giorni come se niente fosse… ma vivono bene.

Grazie alla gentilezza di una crocerista… che non conosco, son riuscito ad avere questa fotografia: una buca delle lettere delle Isole Cayman (Cayman Islands).

Dall'isola Grand Cayman.

Dall’isola Grand Cayman.

Si capisce perfettamente che si tratta di una Colonia Inglese, ovvero un possedimento della Gran Bretagna… uno dei tanti.

Lo si capisce dalla scritta EIIR (che sta per Elisabetta seconda regina) sormontata dalla corona.

So poco di quelle isole… che sono tre e stanno nel Mar dei Caraibi un pochino sotto l’isola di Cuba… quella che diede molto filo da torcere agli americani degli Stati Uniti ai tempi di Kennedy e che proprio nel 2016 è ritornata ad essere amica degli statunitensi… almeno così sembra; al punto che Obama è andato a trovarli… i cubani.

Le navi da crociera, quelle che si muovono nei Caraibi, fanno spesso tappa nelle Isole Cayman… che oltre alle banche hanno anche delle spiagge favolose.

Per chi non ha voglia di andarle a cercare, queste piccole isole sono su questa cartina:

Iles-Caimans

I francobolli delle Isole Cayman fanno parte della collezione delle Colonie Inglesi… che ora si chiamano meglio Possedimenti.

Francobollo delle Isole Cayman

Francobollo delle Isole Cayman

Non so come siano i telefoni e gli uffici postali. Ho solo un francobollo che commemora l’incoronazione di Elisabetta II regina.

Quando mi trovo di fronte a un lembo di terra che riesce ad accumulare i soldi degli altri e diventare un “paradiso fiscale”, mi vengono da fare due considerazioni. La prima riguarda coloro che disonestamente sottraggono soldi al Paese d’origine aiutando o incrementando l’impoverimento della Nazione che s’affatica a tirare avanti senza quelle entrate fiscali. La seconda considerazione riguarda la politica della Nazione che si vede sottrarre certe entrate fiscali e che considera dei malfattori tutti coloro che trasferiscono altrove ingenti somme di denaro. Ebbene sì, quelli sono dei malfattori, ma anche certi Governi lo sono, perché non utilizzano le entrate fiscali per il bene dei cittadini dando loro i giusti e necessari Servizi. Uno Stato, per poter progredire, deve promuovere dei buoni servizi utilizzando le entrate che arrivano dai cittadini. Se non lo fa è tanto colpevole quanto l’evasore.

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Colgo l’occasione da questo articolo che inneggia ai nostri Parlamentari… di ieri e di oggi:

https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2016/02/03/la-maledizione-di-arezzo/

Sorrido pensando che anche il Frecciarossa arriva in ritardo… il “Fiore all’occhiello” delle nostre Ferrovie… quello che va sempre bene.

Infatti questa è “LA LINEA”: TORINO – MILANO – ROMA – NAPOLI… poi l’Italia finisce. C’è solo qualcosa per VENEZIA.

E poi?

Ma, già da qualche settimana ci stanno mettendo nelle orecchie e nella retina la città di SANREMO. Tutti, proprio tutti gli italiani sanno e sapranno dov’è la città dei fiori. Se dovessimo chiedere dov’è Ospedaletti o Diano Marina o Bordighera penserebbero magari alle Marche o a un paese del bresciano. Tutti però sanno dov’è Sanremo. Quanti hanno provato ad arrivarci in treno o in macchina?

In macchina ci si arriva bene, ma si paga il pedaggio più alto d’Italia e si deve fare imagesuna specie di gimcana in mezzo ai TIR (con tutte le targhe immaginabili di un’Europa Unita e disunita).

In treno? Si provi a consultare l’orario e a salire sul treno. Non si arriva più. Da Genova a Sanremo ci sono circa 150 chilometri… solo 150 chilometri… da Genova ci vogliono quasi due ore… da Milano più di 3 ore e mezza; se poi si deve cambiare a Genova… più di 4 ore.

Volete invece andare da Milano a Roma (Caput Mundi!)? Ebbene potete avere 2 treni all’ora e impiegherete circa 3 ore!

Ma non sarebbe il caso di accorgersi che l’Italia non finisce a Napoli o a Venezia e che la Riviera dei Fiori fu la prima o una delle prime linee elettrificate d’Italia e che, ai tempi in cui ci si spostava col treno c’era un treno che da Calais portava direttamente a Roma passando da Ventimiglia?

Perché Calais? Perché a Calais arrivavano i londinesi e i britannici. Loro non disprezzavano la Riviera dei Fiori. Loro no… Noi sì.

Da un dépliant di Bordighera

DA UN DÉPLIANT DI BORDIGHERA

Monet amava particolarmente la “luce” di Bordighera e questo quadro riportato dal dépliant è esposto al GAM di Torino.

La stazione di Sanremo è oggi sotterranea.

Quella vecchia? Ve la presento:

Quarchedundepegi

Davanti.

Dove c'erano i binari.

Dove c’erano i binari.

L'interno.

L’interno.

Se andate a Sanremo… godetevela, ma ricordatevi che siete in Liguria… e che la Liguria ha bisogno d’essere amata… Anche dai Liguri!

 

 

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Al servizio dei cittadini dovrebbero esserci le Poste Italiane… naturalmente per i cittadini d’Italia.

Analogamente le Poste Svizzere dovrebbero essere al servizio dei cittadini di Svizzera.

Questo accadde recentemente. Dato che a Berna, il “Controllore dei prezzi” protestò per l’esagerato aumento delle tariffe postali, le poste svizzere chiesero scusa ai cittadini inviando in regalo a ogni famiglia quattro francobolli da un franco tipo questo e con vignette differenti.

Bollo svizzeroLa tariffa di un franco serve per spedire una lettera fino a 100 grammi in Svizzera; posta A che corrisponde alla posta prioritaria.

Bisogna dire che, quasi sempre, le missive prioritarie arrivano il giorno dopo.

…PROPRIO COME IN ITALIA?

 

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Caro Matteo Renzi,

Ti scrissi un po’ di tempo fa senza naturalmente aspettarmi una risposta:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/05/06/caro-matteo/

Infatti non arrivò alcuna risposta ma il funzionamento delle poste verso gli italiani è peggiorato.

Sai ora le poste ti permettono di monitorare le raccomandate. Prima, una raccomandata ci metteva due giorni ad arrivare, ora, normalmente tre.

Però succede anche che tu spedisci una raccomandata con qualcosa di importante e spendi € 6.00. Speri tanto che la raccomandata arrivi presto. Controlli ogni giorno e, sul più bello, vedi che la raccomandata viene rispedita al mittente; cioè ritorna a me… al mio indirizzo in Italia dal quale nel frattempo sono andato via… cioè sono ritornato in Svizzera.

Pazienza. Telefono a una conoscente, telefono all’ufficio postale, scrivo un fax e riesco a far raccattare la mia raccomandata per la quale avevo speso 6 Euro (11617,62 lire!).

Questa:

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E questo è il particolare:

Il postino ha scritto SCONOSCIUTO!

Il postino ha scritto SCONOSCIUTO!

Il postino ha visto le persiane dell’abitazione chiuse e, senza lasciare nessun avviso, come da regolamento, ha respinto l’invio.

Il destinatario non era per nulla sconosciuto; ha reclamato, gli hanno detto che non c’è niente da fare e ha rischiato di essere maltrattato.

Caro Matteo, posso essere d’accordo che ci possa essere qualche disfunzione, ma se il cliente ti chiede di rimediare, mi sembra giusto cercare di farlo.

Il più bello è che le Tue e le Nostre Poste hanno deciso di aumentare le tariffe. L’ho trovato sul sito delle Poste:

Dal sito di POSTE ITALIANE

Dal sito di POSTE ITALIANE

Pensa un po’ che dal 1° dicembre 2014 se voglio spedire una lettera di 25 grammi o di formato usuale ma non da bustometro dovrò versare alle poste ben € 2,15 (fino al 30 novembre solo € 1.90!).

Caro Matteo, come puoi pensare di far decollare l’Italia se, a rubare impunemente e a non rispettare i patti (se una missiva arriva in ritardo esiste il furto o la mancanza di rispetto verso i patti) sono le Poste Italiane che dovrebbero invece essere fautrici di ripresa economica?

Non so se tu ami la Patria, non so neppure se sarebbe necessario che i dirigenti delle poste portino amore per la Patria, so per certo che se i Servizi non funzionano o prendono in giro il cittadino, l’Italia andrà sempre peggio e tu finirai col fare una brutta figura.

Sono un cittadino italiano emigrato in Svizzera.

In bocca al lupo.

Quarchedundepegi

 

P.S.: Il destinatario della missiva non desidera essere riconosciuto; per questa ragione ho cancellato i dati che potrebbero riconoscerlo.

Ultimissimamente ero a Messina. Volevo spedire due cartoline. Il tabacchino non aveva francobolli da € 0.85 per l’estero. Neppure l’ufficio postale aveva francobolli!!!

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