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Archive for the ‘sofferenza’ Category

Fu così che un paio di giorni fa andai, come altre volte, col solito trenino in quel di Lavena Ponte Tresa in provincia di Varese.

 

IL TRENINO

Ci vanno molti dalla Svizzera… anche per fare la spesa. Io dovevo, fra l’altro, spedire un mio libro a un’amica. Dall’Italia, anche se raccomandata, costa sensibilmente meno.

“Perché raccomandata?” mi si potrebbe chiedere?

“Perché” risponderei “l’onestà dei dipendenti delle Poste Italiane è irreprensibile, e dispiace quando ci si rende conto che un libro arriva a risultare “smarrito”. Rimane la speranza che il ritrovatore del plico col libro abbia potuto apprezzarne la lettura”.

Tornando al “paio di giorni fa”, avvicinandomi al ponte che segna la “differenza” fra la Svizzera e l’Italia, essendo quel giorno piuttosto ventoso mi fece piacere vedere sventolare le bandiere… dato che ogni Nazione ne ha almeno una, perché non esibirla almeno in quel punto dove finisce il territorio?… o comincia se la direzione di marcia è opposta?

Il pensiero ha fatto presto a svanire. Ha preso il sopravvento la ragione per cui stavo attraversando il confine e andare in quella che è la mia Patria… la prima o la seconda? La risposta dice che si equivalgono… anche perché il sangue che scorre nelle mie vene è al 50 % svizzero… l’altro 50%, è ovvio, italiano.

 

Non rimasi molto in territorio italiano e, mentre m’incamminai verso la Confederazione, la vista delle bandiere che garrivano al vento, meglio dello sventolare, mi fece sentire patriottico… quasi dimenticando lo sfacelo nel quale sta scivolando lo Stivale… presi in mano la macchina fotografica, e…

LE BANDIERE DELL’ITALIA

Pochi metri ancora e…

LA BANDIERA SVIZZERA

Trovo interessante poter condividere il mio patriottismo… o amor patrio che di si voglia.

Ogni volta che attraverso il confine e torno in Svizzera, lascio con rammarico l’atmosfera italiana, ma, non posso fare a meno di non rattristarmi al pensiero di come, in Italia, vien portato avanti l’impegno di Governo. È sofferenza!

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La morte di un capodoglio a causa di un malloppo di plastica mi sembra terribilmnte importante.

Da un qualche giornale

La plastica assassina ? No noi Umani.

 

E noi continuiamo a produrre e a usare la plastica come niente fosse.

 

È sempre più importante il PIL.

Il benessere del pianeta e dei suoi abitanti passano in secondo ordine.

 

Oltre al PIL, a mettere in movimento la sostanza cerebrale degli Umani è l’amianto.

Trovi da qualche parte un po’ di amianto… FERMI TUTTI !

Non sto dicendo che sia necessario sottovalutare i danni dell’amianto… no… proprio no.

 

Ma vi rendete conto che la PLASTICA ci sta uccidendo tutti ?

 

Abbiamo al Governo due personaggi favolosi… uno si chiama DI MAIO e l’altro SALVINI…

Litigano sempre ; sembra che da un momento all’altro debbano sfidarsi a duello sulla pubblica piazza… ma poi ricominciano ad amarsi.

 

Loro lavorano per il bene del popolo… lo dicono sempre.

PERCHÉ NON SI DANNO DA FARE PER IL BENE DEL PIANETA ?

Credo che se mangiamo un pesce, ingurgitiamo anche delle frazioni infinitesimali di plastica. D’accordo… calorie 0… ma, se andiamo avanti così facciamo la fine del capodoglio.

 

Mi sovviene che, ai tempi dei tempi, quando ero ancora veramente giovane, e mi piaceva remare, mi trovai a remare su una barca in compagnia di una fanciulla… la padrona della barca.

Era a Genova… a QUINTO AL MARE.

Mentre serenamente remavo e chiacchieravo con la fanciulla tranquillamente seduta a poppa, vidi una piccola barca staccarsi dalla riva, dirigersi col suo rematore a pochi metri da riva… non più di cento… fermarsi.

Quell’uomo, prese un secchio pieno d’immondizia, lo scaricò in mare e ritornò tranquillamente a riva.

Oggi non si fa più così… ma allora non esisteva ancora la plastica, però, oggi, sembrerebbe che di plastica ne venga buttata molta in mare, altrimenti non esisterebbero le enormi isole di plastica.

ISOLA DI PLASTICA NEL TIRRENO… da SCIENZE NOTIZIE

Come si può constatare di isole di plastica non ce n’è solo nell’Oceano Pacifico, ma anche qui da noi.

 

Eppure, se andate a comprare qualcosa continuano a offrirvi il sacchetto di plastica ; d’accordo, ora un po’ meno, però, non sarebbe il caso di essere drastici ?

 

Mi sembra che se il PIL che cresce fa bene ai Governanti  e l’amianto fa male a chi lo respira, la plastica ci ucciderà tutti… indirettamente.

 

CHE GODURIA !

 

Penso che potrebbe essere buona cosa se, in modo capillare si cominciasse TUTTI a rifiutare quella plastica che verrebbe inesorabilmente gettata… anche l’acqua minerale.

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È di Francesco Marchetti, che ringrazio, questa splendida fotografia.:

Da “Francesco Marchetti”

È la fotografia di una statua che mi piacerebbe andare a godere di persona… ma, almeno per il momento, non posso.

È a Rimini… è “LA SPOSA DEL MARINAIO”.

È bellissima, e, per associazione d’idee, non ho potuto non ricordare il gruppo scultoreo che vidi anni fa ad Halifax in Canada.

Prima però, per rimanere in tema, mi son ricordato di un Grande pittore “MASSIMO CAMPIGLI” che le Pose Italiane hanno voluto ricordare con un francobollo del 1995.

FRANCOBOLLO CON TIMBRO GENTILE

Ho voluto mettere in evidenza il timbro dell’ufficio postale di PENNABILLI in provincia di Pesaro e Urbino). Qui, dato che si usavano ancora i francobolli, è chiara la gentilezza dell’operatore che ha voluto l’ottima leggibilità del timbro.

Oltre che gentilezza, qui c’è anche una vera educazione e il rispetto verso l’apparente pedanteria del collezionista… che può avere desideri particolari.

Ricordo infatti che un tempo ormai abbastanza lontano fui in un ufficio postale nella città di Como e, in occasione della spedizione allo sportello di una Raccomandata, chiesi gentilmente all’”operatore” se gli era possibile obliterare i francobolli in un determinato modo; gli chiesi cioè dove mi avrebbe fatto piacere veder timbrare i francobolli e la busta.

Mi guardò piuttosto storto e mi disse: “So io dove devo mettere i timbri”, e li mise dove voleva lui senza seguire i miei desideri di “stupido” collezionista. Feci finta di niente; mi resi conto che quell’uomo, sì perché era un uomo che probabilmente pensava di possedere una mascolinità particolare, non si rendeva conto che lui era un operatore al servizio del cliente, e non viceversa, e che il francobollo, o i francobolli appiccicati sulla busta erano di mia proprietà e, dopo il recapito di proprietà del destinatario. Lui era semplicemente un tramite che doveva verificare la validità dell’importo pagato (francobollo) e, se l’importo risultava sufficiente, avviare la spedizione obliterando il francobollo onde non venisse utilizzato per un’altra spedizione.

Credo che quell’uomo, ci tengo a dire che era un uomo, perché le donne hanno quasi sempre modi più gentili, si sentisse particolarmente importante nella sua funzione di timbratore e annullatore di francobolli… in barba ai noiosissimi collezionisti di pezzetti di carta.

SOLO IL FRANCOBOLLO

Chissà come si sentì dopo avermi “licenziato!”

La statua di Rimini ci mostra una donna con la figlioletta… che salutano.

Quando fui ad Halifax in Canada, fui attratto da un gruppo scultoreo opera dello scultore Armando Barbon nato a Spresiano in provincia di Treviso. L’autore della statua vive in Canada.

Vidi questa statua in occasione di una crociera che ci portò a New York; lo scalo ad Halifax mi permise di comprendere che quella cittadina diede il benvenuto a molti emigranti dall’Europa al Canada. Da qui, col treno proseguivano in quell’immensa nazione. Lasciavano a casa moglie e figli… che non sapevano quando avrebbero rivisto il loro congiunto.

Ho trovato stupendo l’abbigliamento di quell’uomo che partiva nella peranza di un futuro migliore per sé e per la famiglia che l’avrebbe aspettato o seguito. È con la giacca e pantaloni normali (oggi avrebbe i jeans) e con quella valigia che mostra addirittura alcuni angoli coi rinforzi.

HALIFAX – L’EMIGRANTE

Quell’uomo parte con decisione… sì, perché nella vita non basta volere, bisogna riuscire a decidere.

LA TARGA ESPLICATIVA IN TRE LINGUE

Questa la targa esplicativa del gruppo bronzeo. Può interessare poter prendere atto che la targa è scritta in tre lingue: l’inglese e il francese che sono le due lingue ufficiali del Canada… e l’italiano, perché di origini italiane l’emigrato autore del gruppo bronzeo.

Rimangono distaccati ad aspettare la moglie e i due figlioletti.

LA MOGLIE E I FIGLI… CHE SALUTANO

Non sappiamo se, al momento in cui Armando Barbon partì per il Canada, aveva una moglie e due figli piccoli.

Mi piace questo particolare della famiglia che saluta. La moglie (oggi avrebbe i pantaloni) non saluta… ma è triste. I bimbi salutano. Ancora non comprendono cosa voglia dire emigrare.

So cosa voglia dire emigrare… e so quanto si possa amare l’Italia una volta fuori… quanto si possa gioire con commozione ogni volta che si viene a conoscenza di “conquiste” positive da parte dei Governanti o di singoli cittadini… e quanto si possa soffrire ogni volta che si percepisce l’imperizia di chi ha ricevuto il mandato per governare… non per distruggere.

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Chissà come si muoverebbe.

Magari, per andare a far visita al Principe di Monaco, anziché prendere la strada di Ventimiglia andrebbe verso il Brennero per raggiungere la Baviera.

Corrierone.

Ma vi rendete conto? In che mani stiamo per finire? O ci siamo già?

CHE SOFFERENZA!!! Ho paura… tanta paura.

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Mi son trovato per caso fra le mani questo bel francobollo… e mi son detto: “Ma qui siamo di fronte a qualcosa di molto importante. Un francobollo per una terra famosa; ma questa terra famosa ha avuto la disavventura di subire un terribile terremoto!… esattamente 10 anni dopo… e devastante!

FRANCOBOLLO ITALIANO del 2006

A quei tempi, un po’ più di due anni fa non si parlava d’altro… e, fra l’altro si parlava anche di ricostruzione.

Ma chi si dimostrò particolarmente affettuoso… come un padre verso i propri figli?

Lui… proprio Lui… IL PRESIDENTE. E gli diedero fiducia. Si trovarono a credergli quando disse: “Non vi abbandoneremo”.

AMATRICE dopo il terribile terremoto del 2016 (Wikipedia)

Chissà… non sono mai stato ad Amatrice, né prima e neppure dopo il terremoto, ma credo che, se si riesce, almeno per un attimo, ad immedesimarsi in chi, di colpo, tutto in una volta e senza ombra di possibile reazione, si ritrova a perdere tutto, ha bisogno di un aiuto concreto… e lo vorrebbe subito. Crede nell’autorità che gli dice che non l’abbandonerà; spera di poter presto riavere un angolo tutto suo. In quei terribili momenti di smarrimento l’autorità diventa un’ancora di salvezza.

MA NON DEVE DELUDERE IN QUEL MODO. Se non si sente all’altezza di mantenere una promessa… meglio non aprir bocca.

Me lo ricordo nitidamente. Credo che non dimenticherò mai quelle parole… e ora… non dimenticherò mai certe ipocrisie… che non dovrebbero accadere verso cittadini spaesati e inermi. Ho cercato più volte di mettermi empaticamente nella stuazione di chi perde TUTTO. È terribile… di colpo scompare ogni certezza.

“Fa parte della vita” direte voi.

“Certo che fa parte della vita… anche l’ipocrisia beffarda di certe autorità?”

Non lo dimenticherò mai. Ogni volta che lo sento parlare, dato che la Televisione ce lo propina anche a reti unificate come messaggio alla popolazione, mi rammento di quelle belle parole… di quella diplomatica e nauseante ipocrisia.

 

È LUI IL GARANTE DELLA COSTITUZIONE!!!!!

 

 

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Ho letto questo articolo. So che è di una persona che sa cosa sia la sofferenza.

 

https://maricri48.wordpress.com/2019/01/04/e-il-naufragar-me-dolce/#comments

 

 

L’articolo, che vi prego di leggere, semplicemente parla delle sofferenze di certi migranti su una nave che, recentemente, nessuno voleva ; nessuna Nazione voleva farli sbarcare.

Ragioni egoistiche delle nazioni coinvolte ?

Ragioni di spazio ?… perché noi europei siamo già in troppi ?

Ragioni di lavoro ?… perché c’è già abbastanza disoccupazione ?

Ragioni di religione ?… perché l’Europa rischia l’islamizzazione ? o…

…ragioni economiche ?… l’Europa non vuole altri pezzenti e morti di fame ?

 

E poi ci potranno essere molte altre ragioni… ma non credo razzismo nel vero senso della parola.

 

Sono un ignorante e non conosco bene tutto quello che succede nella politica italiana e in quella europea… per non parlare di quella mondiale particolarmente astrusa e con tanti punti interrogativi.

Ho fatto il medico. Ho anestetizzato tanta gente… giovanissima e vecchissima ; ho visto morire e ho visto nascere (sala parto)… come chirurgo (poco), ma molto come anestesista (taglio cesareo).

Ho anche fatto il medico « a modo moi »… cioè nell’ambito della medicina naturale e con una metodica veramente antichissima : « l’ipnosi… strettamente medica ».

Ai tempi… proprio ai tempi in cui ero ancora giovane e decisamente quasi solo ottimista, mi trovai ad occuparmi di alcuni giovani eroinomani… l’ipnosi poteva aiutarli.

 

Un caso :

Due ragazzi, fratelli, eroinomani si trovavano in fase di astinenza… soffrivano e, avrebbero smesso di soffrire se avessero avuto a disposizione l’agognata eroina.

 

Di fronte a questa « grande », ma « gratuita » sofferenza, l’animo buono e affettuoso del nonno gli mise in moto le gambe e, con la necessaria quantità di pecunia in tasca, lo portò dove era possibile trovare l’oggetto del desiderio… l’oggetto nefasto e paradisiaco (momentaneo) che avrebbe potuto lenire la tanta sofferenza dei nipoti.

L’oggetto nefasto e paradisiaco si chiamava eroina che, come tale, avevano dimostrato essere deleterio.

Il nonno lo sapeva, e sapeva anche che quella dose avrebbe eliminato la sofferenza dei nipoti… ma per poco tempo e che poi tutto sarebbe ritornato ad essere come prima… o peggio.

Questa la situazione prima del mio intervento… senza risultati positivi… se ricordo bene.

 

Secondo voi, quel nonno così affettuoso, faceva bene ad andare a caccia di eroina per amore dei nipoti ?

 

Secondo me no…, non foss’altro che per il fatto che l’intervento non avrebbe sortito un risultato positivo e definitivo, ma avrebbe procurato solo danno.

 

Analogamente, secondo voi, andare a soccorrere un certo numero di migranti sarebbe utile e doveroso ?

 

Secondo me, chi soffre deve essere aiutato e, quei poveretti dovrebbero essere aiutati… soccorsi, ma in un modo diverso… non per avere degli accattoni in più o degli spacciatori in più sul suolo nazionale. Che poi… loro… dopo essere stati salvati, stipati da qualche parte, distribuiti come se fossero panini un po’ qua e un po’ là in Europa… sono felici ? non sono neppure vivi, perché questa non è vita.

 

Quindi ? bisogna che ci si dia da fare a livello mondiale… a Ginevra e a New York ci sono tanti di quegli organismi internazionali… che fanno ? sono dei mangiapaneatradimento ?

E poi… almeno da noi… non si sfruttino i migranti per litigare… politicamente.

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LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione dell’11 gennaio 2019

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

Panchina Petulante : « Buon giorno, anzi Buona sera Alessandro, ti sei di nuovo degnato di venirci a trovare ? Così all’imbrunire ? Scherzo… è tanto il piacere di vederti.»

PANCHINA PETULANTE

Alessandro : « Sono stato via… in Italia… a Genova a festeggiare il Natale con un po’ di parenti. »

Panchina Ingenua : « Ciao Alessandro… quanto sono contenta di vederti. Scaldo bene i legni così puoi venire a sederti qui. Sapessi quanto mi fa piacere sapere che fra poco sentirò la vibrazione delle tue chiappe… »

Alessandro : « Calma ragazze. Lasciatemi abbracciare il tronco de l’Albero… il nostro grande amico… sicuramente l’avete svegliato, ma penso che ci scuserà… e poi, svegliarsi ogni tanto non fa male. »

IL TRONCO DE L’ALBERO

L’Albero : « Certamente che sono sveglio. Ma è un piacere essere svegliato da te amico mio… che manchi da molto tempo. »

Alessandro : « Ti abbraccio… il tuo possente tronco manda piacevoli onde energetiche… Ecco, ora posso andare a sedermi su Ingenua.

Cara Ingenua, hai riscaldato proprio bene i tuoi legni… grazie. »

Ingenua : « Lo sai Alessandro che ti voglio bene. Mi piacerebbe poterti abbracciare come tu hai abbracciato il nostro amico dormiente. Ora che ha buttato tutte le sue foglie… non possiamo più parlare… o raramente come ora. »

Alessandro : « D’altra parte la natura la vuole così. »

L’Albero : « Ma tu, Alessandro sei sempre stato a Genova ? »

L’ALBERO ALL’IMBRUNIREi

Alessandro : « A Genova solo di passaggio… sono rimasto in Liguria nella Riviera di Ponente… era così bel tempo e temperature miti.

Ora vi faccio vedere una foto che ho fatto in Liguria. Cosa vi sembra ?»

LA CACCA DI CANE

L’Albero, Petulante e Ingenua… all’unisono : « Ma questa è cacca ! Ma cosa cavolo ci fai vedere ?»

Alessandro : « Giusto. L’altra mattina in Liguria, stavo tranquillamente rincasando, quando, guardando in basso dove stavo per mettere i piedi notai qualcosa di importantissimo ma… al posto sbagliato… sbagliatissimo.

Pensai di fotografarlo e, contemporaneamente mi sovvenne che, quando facevo il medico a modo un po’ mio, nel senso che non seguivo la Medicina Accademica, mi trovai ogni tanto a dover “aiutare” persone sofferenti di depressione… che parola terribile e inflazionata! »

Petulante : « Cosa facevi, o cosa dicevi ? »

Alessandro : « Non ufficialmente, ma con un pizzico di giusta ironia, mi trovai a prendere in considerazione che, la maggior parte delle persone che camminano a testa bassa, sono o con problemi alla colonna cervicale, o sono giù di corda (termine benevolo per non nominare la depressione) o non desiderano mettere i piedi sulle cacche dei cani. »

L’Albero : « Quindi, se tu non hai pestato quella cacca è grazie al fatto che camminavi a testa bassa ? »

Alessandro : « Esatto. Stiamo per mettere a fuoco l’argomento… sì, proprio quello… quello della cacca dei cani. La cacca dei cani, e anche quella degli Umani, è un argomento importantissimo; sì, perché è indispensabile che al momento giusto possa raggiungere l’esterno. »

L’Albero : « Quella dei cani è molto legata agli Umani… specialmente nelle vostre città… non deve essere abbandonata nel punto nel quale ha raggiunto l’esterno. Non deve essere come hai potuto fotografarla. »

Alessandro : « Non è che io abbia gioito nel renderla visibile agli occhi del mondo, come sta accadendo in questo momento… proprio no.

Mi son trovato obbligato a fare due semplici considerazioni.

Una considerazione può avere un addentellato col perché più importante del mio blog che vorrebbe combattere, o, per lo meno mettere a fuoco determinate “sofferenze gratuite” del mondo nel quale ci troviamo a vivere. »

Ingenua : « Ma quale sarebbe la sofferenza? Io già soffro se un cane viene a passeggiare su di me; spero sempre che non faccia sui miei legni quello che fa, alzando la zampa, sul tronco dei nostri amici alberi… ma loro ci sono abituati. »

Alessandro : « Ti rispondo che, oltre al fatto che la cacca è sempre sporca, sterilizzabile sì ma sempre sporca, e la sporcizia non va bene, raramente chi cammina controlla per benino dove mette il piede, per cui il calpestare la cacca del cane porta sofferenza… anche perché chi calpesta o striscia può strisciare a tal punto per cui quello strisciare scivoloso e terribile lo può portare ad appoggiare più o meno delicatamente le proprie chiappe proprio in quel punto dove pochi istanti prima il tacco della scarpa dopo lo striscio… scivolò.

È chiaro come la sofferenza ha varie gradazioni… finché è l’occhio a soffrire non è grave, ma, quando a soffrire è il deretano… anche a causa della contusione sul selciato… non solo la puzza, ma anche il dolore fisico e spirituale permettono di raggiungere la gradazione massima di sofferenza… e lascio a voi e alla vostra esperienza, se ne avete, quale potrebbe essere la reazione vocale. »

L’Albero: «Non te la devi prendere coll’animale… lui fa semplicemente quello che gli dice la sua fisiologica necessità. Te la devi prendere con gli Umani. »

Alessandro : « Sì, sì, proprio quelli. È l’altra considerazione che obbligatoriamente devo fare e che mi porta, non tanto al quadrupede che ha abbandonato sul selciato quanto l’organismo ha pensato bene di espellere, quanto a quell’animale che considerato dai più ragionevole, se aveva il quadrupede al guinzaglio, s’è guardato bene dal “soppesare” con la propria mente la necessità di ripulire quell’angolino di terreno comunale… di tutti. Se non aveva il quadrupede al guinzaglio è doppiamente da commiserare. »

Petulante : « Ma quelli, proprio quelli non conoscono l’intervento della parola rispetto o educazione… come quelle persone, Umani naturalmente, che passano qui vicino in macchina con la musica « a manetta », i finestrini aperti e inondano tutta la zona di quel rumore che chiamano musica. Se le auto sono in coda, il frastuono dura di più e dà più fastidio. »

L’Albero : « Quella bella cacca che tu hai fotografato, è rimasta così, o, stando alla tua descrizione ha subito lo striscio di qualche Umano ? »

Alessandro: «Esattamente il giorno dopo mi è stato possibile andare a verificare cos’era accaduto di quelle feci… che, tra l’altro, non hanno alcuna utilità. Ho potuto notare che sono state solo calpestate… non strisciate. Quell’Umano disattento s’è limitato ad un lieve calpestio.

Le feci calpestate… non strisciate.

Ingenua : « Da quello che hai appena detto credo di aver compreso che esistono delle cacche utili… è così ? »

Alessandro : « Hai compreso giusto. Un tempo, quando ancora gli equini trainavano carri in città… li ricordo a Genova, la strada rimaneva qua e là “seminata” di robusti agglomerati di cavalline feci che, qualche volta, producevano la gioia di certi coltivatori di genuini orti. C’è poi la cacca di certi uccelli, che non è più cacca ma diventa guano… che va per la maggiore. »

L’Albero : « Da qui, mi sembra che il numero dei cani circolante sia aumentato… molti cani piccoli. »

Alessandro : « Credo anch’io. Negli ultimi anni, s’è creata in me l’impressione che il numero di cani circolanti sia aumentato; sembra infatti che nei supermercati il reparto di mangerecci per animali domestici sia piuttosto abbondante. Molti Umani hanno fame, ma ai nostri animali non si fa mancar nulla. »

Petulante : « Ma tu ce l’hai coi cani ? »

Alessandro : « Non ce l’ho assolutamente coi cani e… neppure coi gatti. Ce l’ho con quei proprietari di animali quadrupedi abbaianti che, quando vanno a spasso, non portano il dovuto rispetto verso ciò che li circonda. Semplicemente dovrebbero tener presente che non ci sono solo loro e che, anche se a loro può sembrare strano, ci sono persone che hanno il terrore dei cani. »

Petulante : « Però, di Umani che odiano i cani, ce ne sono molti… o no ? »

Alessandro : « Non direi. Purtroppo ci sono anche gli eccessi, come quello che ho visto su GenovaQuotidiana… guardate un po’. »

Da “GenovaQuotidiana”

L’Albero: «Ma è terribile. »

Alessandro : « Sì, certe cose mi fanno indignare. »

L’Albero : « Ma, come fate voi Umani ad essere così malvagi ? In questo caso la malvagità è nei riguardi di un animale, ma, nella vita di tutti i giorni, sembra quasi che, dal momento del risveglio il vostro pensiero « macini » solo per far del male a qualcuno. Naturalmente non tu amico mio e… non tutti gli Umani… ma molti… troppi. »

Alessandro : « Purtroppo gli egoismi e la sete di potere… Non pensiamoci troppo. Speriamo di poter avere un bel 2019.  Vi saluto… devo andare. Ciao Ingenua, grazie del tuo calore.»

L’Albero e Petulante : « Torna presto a trovarci. »

 

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