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Archive for the ‘soldi’ Category

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

Quel 2 dicembre del 2016, quando a Sannazzaro de’ Burgundi scoppiò quel bell’incendio, non sapevo ancora così bene che gli uomini giocano volentieri con la pelle degli altri… e col fuoco (Lo sapevo benissimo perché sono vecchio, ma ho sempre sperato di essermi sbagliato circa la folle malvagità dell’elemento umano). È di questi tempi la scelleratezza di appiccare il fuoco ai boschi facendo leva sul fatto che la temperatura è alta a causa dell’anticiclone africano. È recentissima la notizia che Vigili del Fuoco volontari (?), per essere chiamati a spegnerli, si sono “ingegnati” ad appiccare incendi vari, un po’ qua e un po’ là. Se non ci fosse stato l’incendio loro non avrebbero intascato nulla. Mi sovviene quanto accade in Inverno nelle città del nord Italia: se nevica entrano in azione gli spalatori volontari. Peccato non poter far nevicare a comando!

Chi appicca un incendio, non solo uccide gli alberi, che sono esseri viventi, ma ammazza anche animali di ogni tipo… senza dimenticare che ogni tanto muore anche qualche umano. Gli “arrestati all’italiana” per incendio doloso tornano velocemente a piede libero? O vengono processati anche per omicidio? Al capo dei piromani ragusani hanno dato gli “arresti domiciliari”. Bella forza! E poi? Sono degli assassini… o no?… e pure dei ladri.

Lo so… di fronte all’apparente Giustizia sono solo dei piromani!!!

 

Registrazione del 2 dicembre 2016

Personaggi:
L’Albero, Panchina 1, Sorella o Panchina Ingenua e Il Fratellino.

L’Albero: “Volevo andare a dormire, dato che ormai ho perso tutte le foglie, ma, di amico in amico, ho sentito dire che ieri a Sannazzaro de’ Burgundi in provincia di Pavia è successo un bel pasticcio.”

L’albero… è ormai senza foglie. Il fratello, più giovane, sta già dormendo.

L’ALBERO

Panchina 1: “Ho sentito anch’io qualcosa. È scoppiato un bell’incendio. Hanno parlato di una palla di fuoco alta più di 60 metri!”.

Sorella: “Un gran bel fumo nero! Chissà che non arriverà fin qui da noi?”

SENZA PAROLE

L’Albero: “Ma no, però è assurdo che accadano cose del genere. Pare che non ci siano stati feriti. Solo un intossicato.”

Sorella: “Sì, solo un intossicato. È interessante, se fossero stati in molti a rimanere intossicati, brontolerebbero, ma, dato che è solo uno. Ma quel poveretto “uno” sta male! Solo uno! Non mi piace.”

L’Albero: “Non parlate troppo forte; il mio fratellino sta dormendo. Qualcuno ha detto, ma poi non hanno più parlato, che qualche giorno prima alcuni russi avrebbero rubato del carburante. Che sia colpa loro? In futuro si saprà. Però, se stessero un po’ più attenti. Comunque sia… è sempre colpa dell’altro.”

Il fratellino che s’è svegliato: “Ci state un po’ zitti? Mi avete svegliato… stavo sognando così bene…”

L’Albero: “Scusaci fratellino. Cosa stavi sognando?”

Il Fratellino: “Stavo sognando di essere in Italia dove tutti sono diventati bravi; nessuno ruba, nessun Governante dice le bugie e tutti si rispettano.”

Panchina 1: “È proprio un sogno! Ora ti lasciamo dormire.”

Sorella ingenua: “Perché non si può sperare che il sogno si avveri?”

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IN BANCA

Un Signore si presenta in banca e allo sportello dice sottovoce: “Vorrei depositare 3 milioni.”

L’impiegato gli risponde: “Può parlare tranquillamente a voce alta, la povertà non è una vergogna.”

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

 

Registrazione del 25 giugno 2017

Personaggi:
L’Albero, Passante Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua, Albero Conifera.

 

L’Albero: “Mi fa piacere sapere che sei fra noi.”

Passante Alesandro: “Per quale ragione sei così… quasi affettuoso?”

Panchina Ingenua: “Se ti siedi su di me, sarò veramente affettuosa. Ho voglia di coccolarti.”

L’Albero: “Avanti Ingenua, non essere così. Lo sai che Alessandro è una persona seria.”

Ingenua: “Ma io gli voglio bene. Che male c’è se gli massaggio il sederino?”

Alessandro: “Smettetela. Dimmi perché sei contento di vedermi. È successo qualcosa di particolare? Altrimenti me ne vado senza neppure sedermi un attimo.”

L’Albero: “Semplicemente volevo discutere con te quello che abbiamo visto su un libretto che stava leggendo una signora seduta su Petulante.”

Panchina Petulante: “Sì era seduta su di me e stava leggendo un libretto di una Cassa Malati… parlava di prestazioni ambulatoriali.”

…della Cassa Malati…

Alessandro: “Cosa diceva di particolare? Mi siedo.”

L’Albero: “Io da qui l’ho fotografato. Dice, in poche parole, che faranno sempre di più interventi chirurgici ambulatoriali, cioè che, noi l’abbiamo capita così, per certi interventi non ci sarà più il ricovero in ospedale, ma, fatto l’intervento il paziente operato potrà tornarsene a casa… come se niente fosse. Non so che tipo di assistenza potrà avere quando sarà a casa e gli farà male dove sarà stato operato…”

Alessandro: “Ho capito perfettamente… e non è il caso di preoccuparsi più di quel tanto; bisognerebbe invece arrabbiarsi, e anche molto perché, anche se fanno finta di considerare il tutto sotto il gusto dell’efficienza, certi vantaggi sono solo ed esclusivamente a beneficio dell’assicuratore. Il paziente che, essendo malato dovrà in ogni caso essere considerato sofferente, sarà quello che non avrà il postoperatorio con la dovuta assistenza.

L’Albero: “Ti chiedo: Gli umani, almeno quelli che dirigono le assicurazioni cosiddette sociali, hanno presente la considerazione che “lavorano” per qualcuno che, essendo malato soffre, o “contemplano” solo i numeri e il fatto che, in ultima analisi, quei sofferenti porteranno loro degli utili?”

Alessandro: “È una domanda vera o soltanto una battuta ironica? Purtroppo, salvo rari casi, gli Ospedali non ci sono solo per curare i malati.”

Ingenua: “Ma cosa dici caro Alessandro… Per chi dovrebbero esserci?”

Alessandro: “Vi potrà sembrare strano, ma ci sono per chi ci lavora dentro; non solo per l’egoismo e la superbia di alcuni medici, ma anche per la comodità di chi lavora nei vari servizi.”

Petulante: “Non riesco a seguirti. Stai dicendo qualcosa di assurdo. Come fai a pensare quello che hai appena detto.”

Alessandro: “Due semplici esempi:

Negli ospedali si cena molto presto; in certi ospedali svizzeri troppo presto rispetto all’ora in cui il paziente cenerebbe se fosse a casa. Perché? Perché così gli addetti alla ristorazione possono tornare a casa in un’ora per loro potabile.

Gli interventi operatori vengono eseguiti già alla mattina, anche abbastanza presto, anche se l’ora migliore per il paziente sarebbe nel pomeriggio. Perché così fa comodo all’equipe medica che, salvo chi è di turno, potrà tornare a casa in famiglia.

Ci sarebbero altri piccoli esempi significativi… ma non vorrei dilungarmi.”

L’Albero: “Tornando all’incremento degli interventi ambulatoriali, pensi quindi che sia solo una questione economica? Oggi i soldi sono diventati così importanti?”

Alessandro: “Ma certamente, e non solo oggi. Oggi in modo esagerato, al punto che il divario fra ricco e povero è aumentato in un modo folle.”

L’Albero: “Penso proprio che tu abbia ragione. Guarda un po’ cosa mi mostrò un vecchio collega… lui che c’era già durante la Seconda Guerra Mondiale:

 

La Didascalia della vignetta: “Cari ragazzi non siete morti invano.”
Da Simplicissimus

 

Petulante: “È terribile! Grazie ai morti che ci permisero di scrollarci di dosso la tirannia del nazismo, la Borsa ha fatto guadagnare molti soldi.”

L’Albero: “Un attimo per favore. Mi sta chiamando la Conifera da Lavena Ponte Tresa in Italia. Ha qualcosa da dirmi. Ha sentito che stiamo parlando di ingordigia pecuniaria.”

CONIFERA

Albero Conifera: “Ciao amico e ciao ragazze. Sentivo che state parlando di soldi. Forse ancora non lo sapete, ma è una notizia recentissima.

Avete mai sentito parlare di un umano Fabio Fazio? A me è antipatico, e poi sembra pure tonto, ma è bravo e ci sa fare.”

Petulante: “Sì certo; è quello che sembrava un po’ comunista… in ogni caso socialista e impegnato per le cose giuste?… o apparentemente tali?”

Conifera: “Sì, proprio quello. Quello che fa sempre parlare l’umana Littizzetto… che fa abbastanza ridere e parla spesso del Walter e della Jolanda.”

Ingenua: “Non farci star sulle spine; cosa ha fatto?”

Conifera: “Avrebbe firmato un contratto con RAI 1; arriverà a percepire uno stipendio, o un guadagno o qualcosa del genere come 2.800.000 Euro all’anno.”

L’Albero: “A me sembra esagerato. Anche se è molto bravo. Ma, caro umano Alessandro, anche senza essere socialisti o comunisti come quelli che dicono che è tutto di tutti, non ti sembra che voi umani stiate correndo un po’ troppo dietro ai soldi? Anche qui in Svizzera si corre dietro ai soldi come se fossero noccioline.”

Alessandro: “Anche qui nel Canton Ticino. Ho sentito dire di un ticinese che in un anno s’è messo in tasca qualcosa come 12 milioni di franchi.”

L’Albero: “Certo che l’umano Fazio, in questo caso, fa quasi ridere… e sembra che possa rischiare di essere annoverato fra i poveri con solo 2 milioni e 800.000 Euro all’anno!!! Ma non credere che l’Umano ticinese sia il più ricco “come dipendente”. Le case farmaceutiche versano ai loro capi anche tanti milioncini.”

Conifera: “Non so com’è da voi in Svizzera, e non so neppure com’è qui da noi in Italia, c’è però in me la consapevolezza che, con la scusa di curare chi soffre, troppi “Grandi” s’arricchiscono… ed è un gran peccato perché mi sembrerebbe, da albero, che gli umani potrebbero avere una vita migliore se evitassero il dio soldo tanto come punto di partenza quanto come punto d’arrivo. Potremo parlarne coll’amico Alessandro… che faceva il medico… ed è ancora medico.”

Ingenua: “Certamente il mio amicone Alessandro è d’accordo. E spero che venga sempre a scaldare i miei legni… ed io gli farò tante coccole. Senti Alessandro i miei massaggini?”

Alessandro: “Non devi mica dirlo a tutti.”

Ingenua: “Scusami… ma cosa c’è di male se dico che sei il mio Umano preferito?”

Alessandro: “Lasciamo perdere. Ora vado via e vi saluto tutti e tutte con affetto.”

L’Albero e Petulante: “A presto Alessandro.”

Conifera: “A presto.”

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Campione d’Italia è un comune della Repubblica Italiana. Non è uno stato sovrano ed è nella provincia di Como.

LO STEMMA DEL COMUNE DI CAMPIONE D’ITALIA.

È in Italia, ma è come se non fosse in Italia. Ha delle particolarità tali per cui val la pena di prenderlo in considerazione separatamente dall’Italia.

La figura dimostra che il Comune è completamente circondato da territorio svizzero, per cui è impossibile raggiungerlo senza passare dalla Svizzera. Si può via terra dal paese di Bissone o via lago… sempre attraversando il territorio lacuale svizzero. Il Lago di Lugano ha, in Italia, la cittadina di Porto Ceresio fino a Lavena Ponte Tresa in provincia di Varese e, dall’altra parte Porlezza in provincia di Como, per non parlare della famosa Valsolda ben viva nel romanzo “Piccolo Mondo Antico” di Antonio Fogazzaro.

La Provincia di Como. Il Comune di Campione d’Italia è quel puntino rosso… sul lago di Lugano

Anni fa, abbastanza anni fa, fui a Campione come libero professionista. Abitando in Svizzera, solo in terra italiana potevo esercitare la mia professione medica; quel fazzoletto di terra circondato dalla Svizzera, mi permise di lavorare.

Questa volta da Lugano, mi portò a Campione d’Italia un bus gestito dalla “Società Navigazione Lago di Lugano” con sede a Lugano.

 

 

IL BUS PER CAMPIONE D’ITALIA

Da Lugano a Campione d’Italia s’arriva passando da Melide e Bissone. Il Confine fra la Svizzera e l’Italia è annunciato dall’arco di Piazza Indipendenza.

L’ARCO CONFINARIO FRA SVIZZERA E ITALIA – CAMPIONE D’ITALIA DA WIKIPEDIA

 

Si fa presto ad arrivare in centro.

Il bus fa qualche fermata dato che serve anche i frontalieri, e, non solo quelli, non sono molti, che vogliono andare a tentare la fortuna al Casinò. Oggi si viene accolti da questi tre archi che permettono la vista sul lago.

GLI ARCHI CON PICCOLE CADUTE D’ACQUA

Per chi può essere un po’ distratto e viene appunto dalla Svizzera, la bandiera italiana riporta alla realtà. Sembra di essere in Svizzera, ma si è, a tutti gli effetti in territorio italiano.

La giornata come quella in cui mi recai a Campione era un po’ tediosa; quando s’arriva s’incontra questo grande posteggio semivuoto.

CAMPIONE D’ITALIA: IL LAGO DI LUGANO O CERESIO

Voltando la schiena al lago si prende atto che c’è il Casinò.

LA MASTODONTICA SCRITTA.

A questo punto s’impone una piccola sottolineatura, e cioè cosa significa per la Repubblica Italiana la parola Casinò.

Pare che negli anni 20 ci fossero in Italia molti casinò. Ho fatto alcune ricerche e ho trovato che il primo Casinò in assoluto fu probabilmente a Ospedaletti, in provincia di Imperia (fra Sanremo e Bordighera), dal 1884 al 1914… anche se  a Bagni di Lucca, nella Repubblica di Lucca, nel lontano 1308 ci fu  il primo Casinò; e questo a livello mondiale! Altri Casinò a San Pellegrino Terme, Anzio, Arco e Gardone. Una menzione a parte meritano i casinò liguri di Rapallo e di Bordighera che, nel 1927, lasciarono il posto a quello di Sanremo. Oggi, assieme a Sanremo, hanno un Casinò Venezia, St. Vincent in Valle d’Aosta e Campione d’Italia. Questa la foto del vecchio Casinò di Campione d’Italia.

Il vecchio Casinò di Campione d’Italia in riva al lago (foto casinocampione.it).

Non trovo, per ora, nessuna cabina telefonica; forse sono state tutte eliminate. Questa la prima buca lettere vicino all’imbarcadero:

La prima buca… sul Lungolago.

 

 

Mi dirigo allora verso l’Ufficio Postale. Imbocco una stradina in salita alla destra di una antica costruzione che ha tutto l’aspetto di una cappella. Essendo di pomeriggio la strada è molto tranquilla e trovo l’Ufficio Postale che, lo si vede anche dalla scritta è gestito (o era gestito) dal Comune di Campione.

 

 

Ufficio Postale di Campione d’Italia

Nel particolare si vede molto chiaramente, alla sinistra di PT (Poste e Telegrafi) lo stemma del Comune di Campione d’Italia che gestisce l’Ufficio.

 

Ufficio Postale di Campione d’Italia (particolare)

Anche vicino all’Ufficio Postale c’è una buca. Le buche nel territorio del comune hanno la scritta obsoleta LETTERE STAMPE; quella vicino all’ufficio è più recente, è liscia e pulita e reca solo la scritta POSTE.

È importante prendere in considerazione una particolarità unica per un comune del territorio italiano, e cioè che, nel territorio di Campione d’Italia, si può imbucare oggetti di corrispondenza affrancati indifferentemente con francobolli italiani o svizzeri. Gli oggetti affrancati con francobolli svizzeri verranno timbrati a Lugano.

BUCA PRESSO L’UFFICIO POSTALE.

Un tempo, l’orario d’apertura dell’Ufficio Postale di Campione d’Italia osservava l’orario d’apertura degli uffici svizzeri, e, cioè mattino e pomeriggio; dal 1° febbraio 2016 ricalca gli orari italiani. Quindi l’apertura dell’ufficio è solo alla mattina, salvo il giovedì.

La corrispondenza, anche quella diretta in Italia, veniva inviata col vaporetto all’Ufficio Postale di Lugano in Svizzera, e, da lì, smistata verso tutte le destinazioni.

 

Anche il CAP (Codice di Avviamento postale) è particolare. Dalla Svizzera è 6911, mentre dall’Italia, essendo Campione d’Italia nella Provincia di Como, è 22060.

ORARIO D’APERTURA

A questo punto può diventare interessante prendere in considerazione la ragione per cui questo piccolo comune circondato da territorio elvetico fa parte della Repubblica Italiana.

Pare che si debba partire nell’anno 777 quando un certo aristocratico Totone da Campellione (Campione), di origine longobarda, costruì a Milano un ospedale che affidò all’Amministrazione della Chiesa di Sant’Ambrogio; in questo modo si mise sotto la protezione dell’Arcivescovo Tomaso.

L’ORATORIO DI SAN PIETRO A CAMPIONE D’ITALIA

Sempre nello stesso periodo, l’aristocratico Totone, lasciò ai monaci di S. Ambrogio di Milano la chiesa dei SS. Nazaro e Vittore, che, anche se rimaneggiata nei secoli, oggi in nome a San Pietro, è visibile (solo l’Abside) a chi s’avvia a lasciare in auto il Comune di Campione.

Come curiosità, pare che, fra alcune sepolture abbiano trovato uno scheletro di una donna ben conservato ma di dimensioni troppo grandi per quei tempi. La soluzione sarebbe stata che lo scheletro fosse appartenuto a una donna longobarda.

A quei tempi i Franchi erano i dominatori dell’Italia settentrionale e in ottimi rapporti con Milano. Totone voleva la tranquillità, ma era anche un “catitatevole” dato che aveva installato uno xenodochio (luogo per l’accoglienza e la cura dei pellegrini).

Fu così che il Comune di Campione rimase nei secoli collegato all’Abate del Monastero di S. Ambrogio Maggiore… e così continuò ad essere anche quando l’esercito svizzero sconfisse le truppe francesi di Luigi XII re di Francia e Duca di Milano. L’esercito svizzero, dopo la sconfitta della Battaglia di Marignano, perse il controllo sul Ducato di Milano, ma continuò a rimanere “padrone” dell’attuale Canton Ticino. Malgrado l’avvento di Napoleone e l’avvento del Regno d’Italia del 1805, Campione continuò ad essere strettamente “unita” a Milano; non passò mai sotto la giurisdizione del Cantone Ticino. È interessante notare come per questa ragione, ancora oggi vige a Campione, dal punto di vista ecclesiastico, il rito Ambrosiano.

È dal 1803 che il Canton Ticino fa parte della Confederazione Elvetica. Il Comune di Campione, diventato col tempo parte integrante del Regno d’Italia, fece parte della Provincia di Como. Oggi fa sempre parte della provincia di Como; se però andate nel territorio del comune e osservate le targhe delle automobili, vi accorgete che le targhe non sono italiane di Como, bensì svizzere TI (Canton Ticino). Questo perché la tassa di circolazione viene pagata alla Svizzera dato che, al di fuori del comune di residenza gli automobilisti utilizzano regolarmente le strade della Confederazione.

I collegamenti pubblici con Campione d’Italia sono il Bus e il vaporetto di proprietà della Società di Navigazione del Lago di Lugano.

Anche i telefoni dipendono dalla Svizzera, tant’è vero che se si telefona a Campione dall’Italia, bisogna fare il prefisso della Svizzera.

Se si arriva col vaporetto, si arriva sempre dalla Svizzera e, potrà sembrare strano trovare all’imbarcadero le nostre Fiamme Gialle, oppure, dopo essere scesi veder circolare l’auto dei carabinieri. Non è strano perché il Comune di Campione d’Italia è in tutto e per tutto territorio italiano. Sarà però veramente strano per chi potrà arrivare da lontano vedere gli italici carabinieri, quelli della Benemerita, fare la spesa al supermercato nella confinante Bissone in territorio svizzero. È un fatto però, che se l’auto coi Carabinieri deve raggiungere l’Italia, deve attraversare il territorio elvetico. In questo caso, pare che i Carabinieri debbano viaggiare senza il cappello d’ordinanza in testa… quasi come se fossero in borghese.

GLI ALBERI D’ULIVO. A sinistra il Lago di Lugano.

Passeggiare nel centro di Campione d’Italia permette d’incontrare, dov’era prima il Casinò questi tre alberi d’ulivo… che sembrano quasi dei bonsai.

Salendo alcune scalette che potrebbero portarci al nuovo e mastodontico Casinò, girando a sinistra, press’a poco dov’era l’entrata dell’antica casa da gioco, incontriamo, sembra abbandonata, un’altra buca delle lettere.

UNA VECCHIA E OBSOLETA BUCA.

È piuttosto vecchia, col colore sbiadito e consumato dalle intemperie e porta ancora la scritta STAMPE… che se non vado errando, per le poste non esistono più. Sicuramente molti non sanno che fino a un po’ di anni fa, se si doveva spedire degli oggetti stampati, se s’aveva l’avvertenza di non incollare la chiusura della busta, si usufruiva di una tariffa particolare, naturalmente inferiore alla tariffa delle lettere; era la tariffa STAMPE. Naturalmente bisognava scrivere sulla busta in modo ben visibile Stampe o Stampati. Non so se questa buca è ancora in funzione… vicino al bidone della spazzatura.

A questo punto se si desidera lasciare il Comune di Campione d’Italia ci sono due possibilità, o l’auto o il vaporetto. Questa volta opto per il vaporetto, ma devo passare davanti alla scalinata del nuovo Casinò,

LA SCALINATA DEL CASINÒ DI CAMPIONE D’ITALIA

È un edificio enorme e pesante opera del famoso Architetto Botta. Lo si potrà vedere meglio dal vaporetto… verso il quale mi dirigo camminando a ritroso. In fondo non c’è molto da vedere a Campione; per giunta se si va di mattina o nel primo pomeriggio ci sono in giro pochissime persone. L’Ufficio Turistico, fuori stagione, è aperto solo 2 giorni alla settimana e solo di mattina. Di sera tarda o in piena notte c’è molto più movimento. Ci sono anche pullman provenienti dal milanese che trasportano ottimisti o incalliti giocatori. Anche solo nel reparto slot, non è come in una squallida tabaccheria; no, qui l’ambiente è quasi sfarzoso. Si pensi che un tempo, non era possibile entrare nelle sale da gioco senza giacca e cravatta; chi non l’aveva la riceveva in prestito dal personale della casa da gioco.

IL VAPORETTO STA ARRIVANDO.

Il vaporetto che porterà a Lugano arriva normalmente da Melide passando sotto il ponte diga del lago. I vaporetti del lago di Lugano sono normalmente in funzione da marzo a ottobre.

UNO SCORCIO MOLTO PITTORESCO DI CAMPIONE DALL’IMBARCADERO…

Nei mesi invernali c’è solo il bus da Lugano o da Bissone e Melide per chi arriva da Chiasso.

Il vaporetto che porterà a Lugano permette di vedere panoramicamente l’enclave di Campione d’Italia.

Ci fu, negli anni passati un tentativo di collegare il comune italiano con la Madrepatria tramite una funivia.I lavori iniziarono ma non vennero mai terminati. Si preferì rimanere “isolati” ma circondati bene. È risaputo infatti che, per fare un esempio interessante, i cittadini di Campione si servono della Sanità svizzera esattamente come i cittadini del Canton Ticino.

CAMPIONE D’ITALIA DAL VAPORETTO

Mentre il vaporetto naviga tranquillamente verso Lugano è possibile vedere in tutta la sua interezza la mastodontica costruzione della Casa da Gioco che stona chiaramente con le abitazioni che la circondano.

Prima di prendere in considerazione la dipartita in auto da Campione, tragitto che ci permetterà di fare una sosta al Santuario della Madonna dei Ghirli, è necessario ricordare quanto accadde a Campione d’Italia negli anni 40 quando nell’Italia del nord comandavano le truppe d’occupazione tedesche in una quasi fasulla Repubblica Sociale Italiana.

In quel terribile periodo nel quale accadde che l’Armistizio del Maresciallo Badoglio mise in terribile crisi il Regio Esercito Italiano, molta gioventù fu costretta ad indossare la divisa della Repubblica di Salò e “fu permesso” alle truppe Naziste di piazzarsi come invasori e padroni in tutti quei territori italiani dove ancora non erano arrivate le Truppe Anglo-Americane, il Comune di Campione, pur facendo parte della Provincia di Como, aderì all’ancora esistente Regno d’Italia, e tramite la Legazione italiana di Berna, poté avere propri francobolli in franchi svizzeri.

DUE FRANCOBOLLI DELLA PRIMA SERIE DI CAMPIONE

In questi francobolli è ben visibile lo stemma del Comune e, possono saltare all’occhio le due R.R. davanti a POSTE ITALIANE che stanno per Regie. Nell’Italia occupata dai tedeschi non c’era più il Re Vittorio Emanuele III che era solo al sud.

Questi francobolli erano validi solo per la corrispondenza da Campione alla Svizzera e al Principato del Liechtenstein; per tutte le altre destinazioni la corrispondenza doveva essere affrancata con francobolli svizzeri che venivano obliterati in transito a Lugano. La seconda serie è pittorica, sempre stampata in Svizzera e sempre con valori in franchi svizzeri.

DUE FRANCOBOLLI DELLA SERIE PITTORICA.

Nel francobollo marrone da 10 centesimi è raffigurato il Santuario della Madonna dei Ghirli. Per chi desiderasse conoscere il significato di ghirli, pare possa significare vortice o mulinello del confinante lago oppure “luogo frequentato dalle rondini”. In ogni caso non è chiaro.

La componente interessante è che si trova all’entrata del comune ed è anche luogo di pellegrinaggio.

Fu dal mese di maggio del 1944 che Campione d’Italia ebbe propri francobolli. L’accordo con la Svizzera terminò il 31 maggio 1952, nel senso che a partire dal 1° giugno 1952 si potavano usare solo francobolli svizzeri. Sembra strano, ma i francobolli italiani entrarono in uso solo il 10 marzo 1957.

Era però sempre consentito affrancare con francobolli svizzeri. Interessante il fatto che le tariffe da Campione d’Italia erano interne anche per la Svizzera.

I telefoni erano e sono tutt’ora telefoni col prefisso internazionale svizzero e locale con la Svizzera. Per questa ragione, quando le Poste Italiane emisero un francobollo per commemorare il completamento della rete telefonica italiana, in un certo senso fecero un francobollo sbagliato dato che non era ancora possibile chiamare il Comune di Campione con la teleselezione… dato che Campione era telefonicamente all’estero.

UNO DEI FRANCOBOLLI APPARENTEMENTE SBAGLIATO

Per quanto riguarda le emissioni turistiche della Repubblica Italiana, anche Campione ebbe il suo francobollo nel 1984. Raffigura la scalinata della Madonna dei Ghirli con qualche albero in più.

È folcloristico il fatto che, a quei tempi, mi recai appositamente nel comune per spedirmi una lettera con la quartina. La somma dei 4 francobolli era perfetta per la spedizione raccomandata per l’interno.

QUARTINA SERIE TURISTICA DA CAMPIONE CON TIMBRO SPECIALE.

Ricordo che presentai la busta affrancata all’impiegato postale che per l’occasione era venuto… forse addirittura da Roma, e, non era pratico delle speciali tariffe per la Svizzera. Rammento sorridendo che mi fu detto essere l’importo insufficiente perché la Svizzera è all’estero; reagii dicendo che la tariffa da Campione d’Italia andava bene per l’Italia e per la Svizzera; anche lui reagì con sufficienza dicendomi che non avrebbe potuto spedirmi la lettera. Per fortuna, quando stavo giustamente per perdere la pazienza, la testarda ignoranza dell’impiegato gli permise però di chiedere lumi a un dipendente dell’ufficio postale del luogo che confermò quanto avevo detto… e mi fu possibile ricevere a casa in Svizzera la quartina Raccomandata.

Nel francobollo è raffigurato il Santuario della Madonna dei Ghirli come nel francobollo della serie pittorica del 1944.

Questa volta potrò lasciare Campione con l’auto, andando però a visitare il Santuario. Prima però vorrei analizzare i 3 timbri del comune.

 

TIMBRO MECCANICO DEL 1983

 

TIMBRO MECCANICO DEL 1998

Mi piace poter mettere l’accento su questo francobollo del 1992 relativo alle Celebrazioni colombiane di Genova. Quella effigiata dovrebbe essere la casa di Cristoforo Colombo a Genova. È interessante poter considerare che gli spagnoli pretenderebbero che Colombo non fosse genovese, ma ancor più interessante che a scoprire l’America non sia stato lui ma Leitur Eriksson, il Vikingo ben effigiato davanti alla Cattedrale di Reykjavik.

La statua di Leifur Eriksson. La Hallgrimskirkja a Reykjavik capitale dell’Islanda.

Eriksson sarebbe stato il primo europeo a metter piede sul suolo americano intorno all’anno 1000.

Tornando ai timbri, dato che chiunque può spedire una raccomandata dall’Ufficio dell’Enclave, è necessario un timbro manuale. È il terzo timbro di Campione d’Italia, che, come tutti gli altri ha la scritte fra parentesi CO riferito alla provincia di Como.

TIMBRO A MANO DEL 1999

Prima di lasciare il territorio di Campione vado a cercare il Santuario Madonna dei Ghirli che si trova poco prima del confine. È un santuario, meta di pellegrinaggi fra la strada e il Ceresio circondato da tanta tranquillità e bellissimi alberi.

MADONNA DEI GHIRLI

Quando andai a visitare il Santuario, di pomeriggio in un giorno qualunque, non c’era quasi nessuno. Mi fu possibile scendere fino all’altezza del lago e fotografarla quasi come sui 2 francobolli che ho presentato prima.

È veramente piacevole poter prendere atto che la scalinata che accede al Santuario parte direttamente dall’acqua del lago.

MADONNA DEI GHIRLI DAL LAGO

Guardando l’azzurro del cielo è possibile comprendere come fu piacevole, quasi invidiabile la tranquillità di questa visita.

L’interno del Santuario, praticamente deserto, salvo una frettolosa visitatrice, offre molti affreschi e la necessità di restaurarne alcuni… se possibile.

Ho gradito gli affreschi di Isidoro Bianchi, e in modo particolare due affreschi sulla parete destra della chiesa.

Il primo è “Lo sposalizio di Maria Vergine” e, il secondo “Il seppellimento della testa di San Giovanni.

LO SPOSALIZIO DI MARIA VERGINE

 

SEPPELLIMENTO DELLA TESTA DI SAN GIOVANNI

 Prima di lasciare definitivamente questo angolo di mondo che respira serenità e calma, è veramente godibile il morbido sciacquio delle acque del lago che accarezzano i piedi delle rampe che raggiungono il Santuario e, con una fotografia, permettono di eternare la posizione esatta di quella città che si chiama Lugano… da molti italiani benedetta perché ha custodito tesori pecuniari di rilievo, da altri maledetta per la stessa ragione.

I primi, almeno nei tempi d’oro dei conti cifrati, si facevano sberleffi dei Secondi incapaci di fare un Buongoverno.

SULLO SFONDO LA CITTÀ DI LUGANO.

Torno a casa, proprio a Lugano, la città che mi accolse e mi permise, assieme alla burocrazia del Canton Ticino, di lavorare e di portare avanti un buon lavoro e le mie idee… cosa che sarebbe stato impossibile in Italia a causa della delinquenziale burocrazia che, con la scusa di voler fare applicare le leggi, impedisce, a chi vuol farlo veramente, di lavorare.

OLTRE L’ARCO IL TERRITORIO SVIZZERO; AL DI QUA IL TRICOLORE.

Lascio il fazzoletto d’Italia e imbocco la strada di casa… di quella che è diventata la mia casa. Ogni volta che un italiano lascia l’Italia si rattrista… non tanto perché lascia l’Italia, ma perché sa di lasciare un territorio bellissimo dove un crescente malgoverno sta distruggendo un Paese Meraviglioso.

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Registrazione del 21 maggio 2017

Personaggi:
Ulivo il Saggio, Passante Alessandro, Panchina Ulivia e Panchina Ulivetta,

Ulivo il saggio: “Buon giorno Alessandro. È un piacere vederti. Cosa c’è di nuovo?”

Alessandro: “Cosa ne pensi di tutto quello che dicono gli Umani d’Italia circa l’obbligo di ben 12 vaccinazioni per i bimbi in età prescolare?”

Ulivo: “Io non sono molto vecchio e quindi non posso dirti molto, però, da quello che ho sentito, credo che si stia esagerando. Addirittura voler vaccinare contro la varicella! Ma la varicella per gli Umani è quasi una promozione; nelle grandi famiglie, se uno dei componenti si cuccava la varicella, gli altri venivano messi a lui vicino affinché venissero contagiati ed era possibile chiudere un capitolo. Lo so che è una malattia un po’ noiosa, ma, anche il vaccino in più per l’organismo… è sicuramente molto noioso.”
Alessandro: “Cosa intendi “noioso per l’organismo”? Posso sedermi su di te Amica 1 che, se non ti dispiace ti chiamerei Ulivia?”

Panchina Ulivia: “Ma certo… e poi mi sembra un bel nome.”

Ulivo: “Penso che l’organismo così giovane con un sistema immunitario altrettanto giovane consideri negativamente così tante sollecitazioni. Non dobbiamo dimenticare che i vaccini devono ricordare; è una questione di memoria.”

Ulivia: “Cosa intendi per memoria?”

Da sin.: Ulivetta e Ulivia… spostata da Umani.

Ulivo: “Nel sistema immunitario è molto importante la memoria. Sì, perché l’anticorpo prodotto dopo la vaccinazione deve riconoscere l’antigene dannoso nuovo arrivato… per renderlo innocuo, distruggerlo o far sì che se ne vada e non rompa le scatole.”

Ulivia: “Un pochino come il Computer?”

Ulivo: “Un pochino sì… proprio così. Se il Computer giovane ha poca memoria può far confusione e, o stancarsi troppo o andare in tilt.”

Ulivia: “Va bene, tu cerchi di dire la tua, ma non pensi che “i Grandi della Scienza prima di andare ad obbligare 12 vaccinazioni a dei bimbetti abbiano valutato tutti i pro e i contro?”

Ulivo: “Sarebbe da sperare, ma se sono allo stesso livello di quelli che hanno governato in Italia negli ultimi 50 anni riuscendo ad impoverire tanti onesti lavoratori senza permetter loro una dignitosa vecchiaia…”

Ulivia: “Vorresti dire che quegli Umani di scienza sono degli incapaci?”

Ulivo: “Non l’ho voluto dire, ma l’ho pensato. Vedi, gli Umani che si danno tante arie, sono gli stessi che obbligano un Umano loro simile sofferente ad aspettare mesi e mesi prima di poter fare una colonscopia, sono gli stessi che con la loro folle burocrazia hanno obbligato quella sofferente donna di Genova ad aspettare ben sei mesi prima di poter fare una mammografia e, dopo che ha potuto finalmente farla, altri Umani chirurghi hanno dovuto amputarle tutt’e due i seni. Nessuno sa come sarebbe andata a finire se avesse potuto fare la mammografia in tempi potabili.”

Ulivia: “Ma sono proprio così incapaci, quegli Umani, a gestire la Sanità?”

Ulivo: “Sai, non so se è incapacità o ignoranza. Sai perché? Perché nella Penisola con noi confinante esistono professionisti e cliniche private che, a pagamento, fanno gli stessi esami in tempi brevi.”

Panchina Ulivetta: “Fino ad ora non ho parlato, ma, da quello che ho sentito, mi sembra di aver capito che la “malvagità” non è solo degli Umani che seminano bombe e uccidono. Si può anche uccidere negando la giusta assistenza?”

Ulivo: “Beh, sotto certi punti di vista credo proprio che tu abbia ragione. Il Governante che nega le giuste cure a chi ne ha diritto e, addirittura lo mette in pericolo di vita, può essere messo allo stesso livello di chi investe un passante e scappa senza prestar soccorso… anzi può essere messo ad un livello peggiore.

Ulivetta: “Ma come fai a dire certe cose! Non dovresti neppure pensarle.”

Ulivo: “Perché non dovrei pensarle? L’Umano che governa ed è addetto alla Sanità dovrebbe preoccuparsi di far star bene i cittadini che soffrono; in fondo l’ha voluto lui quando ha chiesto il voto degli elettori; e se non è all’altezza di fare un buon lavoro, che se ne vada e lasci il posto a chi sa lavorare bene.”

Ulivia: “Perché pensi caro Ulivo che fra i politicanti della vicina Italia ci sia qualcuno all’altezza di fare un buon lavoro… proprio per la Sanità?”

Ulivo: “Si dovrebbe poterlo sperare. Certo che, se è vero che a Roma un Umano su 6 che si presenta al Pronto Soccorso deve aspettare 24 ore per essere soccorso…”

Ulivia: “Perché lo chiamano Pronto Soccorso? Se è “pronto” non può farsi aspettare così tanto! Che lo chiamino soccorso senza pronto.”

Alessandro: “Hai ragione Ulivia. Molti miei colleghi Umani sbagliano, ma, e questo è il lato peggiore, non si accorgono di sbagliare. Parlavamo di vaccini e siete arrivati a parlar male della Sanità italiana. Circa i vaccini, posso dirvi che, molti anni fa, il grande Sabin, lo scopritore del vaccino antipolio che ha salvato molte vite umane, ebbe a dire a un congresso, mi pare a Bologna: “Andateci piano coi vaccini”. Sicuramente si sono dimenticati di lui. E tu Ulivo cosa ne dici?

Ulivo : « Dico che bisognerebbe sempre ascoltare i saggi. E l’Umano Sabin fu un saggio. Però, passando ad altro argomento, lo sai che voi Umani, col vostro comportamento, riuscireste a far ridere chiunque ? »

Alessandro : « Perché ? Cosa ti ha fatto ridere ? »

Ulivo : « La marcia dell’Accoglienza che avete fatto a Milano. »

Alessandro : « Cosa c’era da ridere… e poi, anche se sono un Umano anch’io, non ho partecipato alla Marcia. Quindi il voi non va bene. »

Ulivo : « Ti sei offeso ? »

Alessandro : « Quasi. Ma no che non mi sono offeso. Ma dimmi perché hai riso molto. »

Ulivo : « Perché parlano di Accoglienza. Ma sanno cosa vuol dire ? Ma quegli Umani pensano proprio che siano tutti cretini ?  ACCOGLIENZA è una parola magica e mistica. Se pensi all’Amore, quello vero, fra un umano donna e un umano uomo, se pensi al momento in cui grazie al corpo le loro anime riescono a toccarsi, ti rendi conto che l’umano lei « accoglie » l’umano lui e diventa massimamente gioiosa insieme a lui. Quindi l’accoglienza è e deve essere un «sentimento e con una realtà positiva.»

Ulivia : « Però, come sei saggio Ulivo mio. »

Ulivo: “Grazie Ulivia. Pensate un po’ che razza di accoglienza possono dare gli Umani d’Italia. Loro stessi hanno una grandissima categoria che viene classificata come povera e pensano di mettere a loro agio migliaia e migliaia di disperati provenienti da altri continenti? A me sembra demenziale… a meno che sotto sotto non ci siano dei disegni di tipo delinquenziale che permettano arricchimento facile. Non credo che fra gli Umani l’ipocrisia sia in disuso. Già abbiamo visto in passato che c’è chi ha la coscienza difettosa… e quindi l’ipocrisia può andarci benissimo a braccetto.”

Alessandro: “Mi sembri esagerato. C’è sicuro della buona fede in molti di quelli che hanno marciato.”

UN ALLOCCO VERO.

Ulivo: “Garantito. Molti sono gli allocchi che credono a tutto quello che viene loro raccontato con delle belle parole… che riescono anche a commuovere. La realtà va però guardata in faccia. Come può un popolo stremato dalle tasse e dall’incapacità di avere un Governo un pochino serio “accogliere” delle popolazioni disperate a cui hanno raccontato tante belle favole?

Alessandro: “ Accetto la tua saggezza e vi saluto.”

Ulivo, Ulivia e Ulivetta: “Ciao Alessandro… a presto.”

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE È VIETATA

Registrazione del 28 aprile 2017

 

Personaggi:

Panchina Rotonda. Passante Alessandro, Albero Tasso, Panchina Scontrosa, L’Albero, Panchina Petulante e Panchina Ingenua.

 

 

 

Panchina Rotonda: “Buon giorno Alessandro, qual buon vento ti porta qui dalle mie parti?”

PANCHINA ROTONDA… E LA GEMELLA SCONTROSA

 

Passante Alessandro: “Devo continuare una lunga chiacchierata coll’Albero Tasso. Ha molte cose del secolo scorso da raccontarci.”

 

Albero Tasso: “Come stai Alessandro? Hai visto che poco lontano da noi è caduta la neve? Ora sembra però che voglia tornare un po’ di bel tempo.”

 

Alessandro: “Speriamo, forse ha piovuto abbastanza. Vorrei che tu ci raccontassi dei tuoi colleghi, di quello che ti raccontarono in quei lontani e terribili anni. Forse dovresti contattare L’Albero, così sentono anche Petulante e Ingenua… che sono molto interessate.”

 

Tasso: “Certamente. Mi hanno già sentito. Sai, noi abbiamo delle capacità telepatiche meravigliose… e abbiamo pure buona memoria. Ora però, prima di mettere a fuoco certe scelleratezze di voi umani del secolo scorso, vorrei raccontarvi il mio punto di vista verso quei politici italiani che s’arrabbiano molto se qualcuno porta i suoi soldi qui in Svizzera.”

 

Alessandro: “Perché, secondo te è giusto esportare i capitali? Cosa ne pensi Rotonda?… e tua sorella gemella?”

 

Rotonda: “Il mio amico Tasso è molto saggio… e anche i suoi fratelli; in teoria credo che non sia sbagliato esportare capitali… anche se ognuno dovrebbe essere libero di fare quello che vuole. Son tutt’orecchi e m’interessa sentire Tasso. Mia sorella gemella? Ma lei non si pronuncia… e poi, quando parla brontola sempre.”

 

Panchina Scontrosa: “Perché sorella mia devi sempre parlare male di me?”

 

Rotonda: “Scusami.”

 

Scontrosa: “Scusata. Sentiamo cosa ci racconta Tasso.”

 

Tasso: “Credo sia giusto fare delle distinzioni. Se esportare un capitale guadagnato onestamente significa fargli conservare il potere d’acquisto, mi sembra quasi legittimo; se diversamente, l’esportazione di capitale significa mettere al sicuro quanto è stato rubato o estorto, non solo non è legittimo, ma dovrebbe essere perseguito con la massima severità. Ho menzionato il “potere d’acquisto” che, in poche parole, potrebbe essere definito il valore dei soldi verso ciò che desidero o posso comperare.

Prendiamo in considerazione il potere d’acquisto del francobollo… e tu Alessandro sai bene quanto può costare spedire una lettera.

 

FRANCOBOLLO ITALIANO DEL 1967 COMMEMORATIVO DELLA GRANDE GUERRA

 

Alessandro: “Certo che lo so. Mi piace l’idea del francobollo.”

 

Tasso: “Orbene, se nel 1967 avessi spedito una lettera dall’Italia all’Italia, avrei speso 50 lire che corrispondono oggi a € 0.025. Diversamente, se devo spedire oggi una semplice lettera dall’Italia all’Italia, dovrei affrancare con un francobollo del valore di € 0.95. Quindi, facendo i dovuti calcoli, oggi spendo circa 36 volte di più che 50 anni fa; il che potrebbe significare che il potere d’acquisto della moneta usata in Italia, negli ultimi 50 anni è diminuito di ben 36 volte.

FRANCOBOLLO UTILIZZATO NEL 2017 PER AFFRANCARE UNA LETTERA INDIRIZZATA ALL’ITALIA

Rotonda: “Costava così poco l’affrancatura di una lettera per l’interno?”

 

Tasso: “Non so se costava poco; sicuramente era adeguato ai tempi. Oggi ci sembra che costasse poco perché i prezzi sono molto aumentati. Ora dobbiamo fare lo stesso ragionamento con la Svizzera dove, nel 1967 per spedire una lettera in Svizzera bisognava pagare 30 centesimi di franco svizzero.”

Francobollo svizzero con sovrapprezzo PRO JUVENTUTE

 

L’Albero: “Ti sentiamo caro Tasso. Stiamo seguendo il tuo discorso che pensiamo molto interessante.”

 

Tasso: “Anche Petulante e Ingenua stanno seguendo il mio ragionamento?”

 

L’Albero: “Certamente. Sono molto interessate. Sai, qui siamo alla periferia della città e qui non arrivano molti Umani che si occupano di finanza.”

 

Scontrosa: “Qui ne vengono molti a sedersi prima di riprendersi la macchina posteggiata qui sotto. Non crediate che siano particolarmente interessanti. Saranno sì eleganti e incravattati, però a loro interessa solo guadagnare tanti soldi e fare la bella vita. Chi ci rimette è la povera gente.”

 

Rotonda: “Hai ragione sorella. Loro, gli Umani della finanza stanno distruggendo quella che si chiama Media Borghesia. Si danno molta importanza coi loro macchinoni…”

 

Tasso: “Ne potremo riparlare; comunque, guardate che il mio ragionamento è frutto di grande semplicità; quella che i burocrati e i finanzieri d’alto bordo hanno completamente dimenticato. Loro si colmano la bocca di paroloni, di teorie e di calcoli raffinati, e si dimenticano che 2 più 2 fa 4.”

 

Petulante: “Perfetto… ci siamo.”

FRANCOBOLLO SVIZZERO DA UN FRANCO. L’EFFIGE È QUELLA DI UNA COLLEGA DI ALESSANDRO: MARIE HEIM-VÖGTLIN LA PRIMA DONNA MEDICO DELLA SVIZZERA MORTA NEL 1916.

 

 

 

 

 

Tasso: “Continuando il discorso dei francobolli, oggi in Svizzera, per spedire una lettera che arrivi il giorno dopo ci vuole un francobollo da un franco. L’aumento rispetto a 50 anni prima è di 3.33 volte. Questa però è la tassa PRIORITARIA. Se però si desidera una cosa un poco più tranquilla, la tassa è di 85 centesimi; questo significa che l’aumento è di solo 2.83 volte.

FRANCOBOLLO SVIZZERO DA 85 CENTESIMI. I piccoli trattini in alto a sinistra dimostrano che l’invio postale ha subito il trattamento elettronico di avviamento postale.

 

L’Albero: “Dove vuoi arrivare? Non ti capisco.”

 

Alessandro: “Io credo di aver capito.”

 

Tasso: “Bravo Alessandro! Ipotizziamo ora di aver avuto in Svizzera la cifra di 1000 Euro che aveva nel 1967 quel potere d’acquisto e… viaggiamo un po’ nel tempo con le varie vicissitudini delle valute ivi comprese le varie inflazioni, se prendiamo come punto di riferimento il francobollo per l’interno, ci è possibile dire che oggi quei 1000 Euro varrebbero non più di € 353,35.

 

Petulante: “E in Italia?”

 

Tasso: “Calma, ci arrivo subito. In Italia, dal 1967 al 2017, sempre col collegamento della tassa postale per la spedizione di una lettera per l’interno, il potere d’acquisto scende vertiginosamente da 1000 a 27,77.”

 

L’Albero: “Com’è possibile una differenza così grande?”

 

Tasso: “I casi sono due: o i Governanti italiani sono stati degli incapaci, o le poste sono esagerate. Io propenderei per la prima possibilità che, sempre ipoteticamente, ci dice che dovrebbe essere messo sotto processo per furto chi ha governato l’Italia dal 1967.”

 

Alessandro: “Ma non ti sembra di essere un po’ esagerato?”

 

Tasso: “Non mi sembra proprio. Loro, se fanno perdere alla moneta il potere d’acquisto in un modo così clamoroso, dimostrano di essere degli inetti. Ad esserne depauperati sono tutti i cittadini ad eccezione di quelli che sono riusciti ad attraversare il confine con la valigetta piena di banconote.”

 

Alessandro: “Quindi, secondo te, gli Umani che hanno esportato capitali sono stati furbi?”

 

Tasso: “No, semplicemente previdenti. Vedi, il vero problema sono le leggi. Chi non sa governare mette ai cittadini delle restrizioni sotto forma di legge, come quella che proibisce di passare la frontiera con molta valuta. Chi sa governare non mette restrizioni di questo genere perché ha la consapevolezza che il cittadino preferisce lasciare i soldi dove sono “governati” bene.

 

Alessandro: “E quelli che “esportano” per evadere il fisco?”

 

Tasso: “Questo è un altro problema… che se volete potremo affrontare in futuro; sarà infatti interessante mettere a punto il significato di imposta.”

 

L’Albero: “In definitiva, e poi ti saluto assieme a Petulante e Ingenua, vorresti dire che esportare “soldi onesti” può essere giusto?”

 

Tasso: “Sì, se i Governanti di quella Nazione non sanno governare o governano molto per i propri interessi.”

 

Ingenua: “Ciao Alessandro. Vieni presto a trovarmi.”

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È FANTASTICO!

Registrazione del 23 aprile 2017

 

Personaggi:

Ulivo il Saggio, Passante Alessandro.

 

Ulivo il Saggio: “L’avevi promesso che saresti passato. Ti ringrazio.”

Passante Alessandro: “Mi siedo un po’ qui. Spero che Ingenua non si offenda.”

Ulivo: “Impossibile. Sa perfettamente che non le vuoi male. Hai qualche notizia interessante?”

Alessandro: “Sì, questa. Ho letto su un blog genovese che i cittadini di Cogoleto si sono “premuniti” contro i malanni cardiaci.”

Ulivo: “Dov’è Cogoleto?”

Alessandro: “In provincia di Genova. Un tempo a Cogoleto, prima della famosa legge Basaglia, c’era il manicomio provinciale.”

Ulivo: “E come hanno fatto? Hanno un grande Centro Cardiologico?”

Alessandro: “Hanno semplicemente seminato la città con 5 defibrillatori.”

Ulivo: “Dunque tu mi dici che in quella città che tu chiami Cogoleto hanno inaugurato la posizionatura di ben cinque defibrillatori. Ma, da quello che sento dire, ho l’impressione che in Italia ci sia tanti umani che si trovano sulla soglia della povertà, che fanno fatica ad arrivare alla sera, che sono obbligati a dormire in macchina perché non hanno una casa. E il Comune non procura loro una casa. Mi sembra di aver sentito dire che in Italia dopo gli ultimi governi, che hanno governato male, ci siano stati molti umani chi si sono tolti la vita perché non sapevano come fare ad andare avanti. Ora spiegami a che cosa servono questi defibrillatori ; certo salvano la vita ma a quante persone possono salvare la vita? Se si parla di defibrillatore vuol dire che dovrebbe esserci una fibrillazione naturalmente del cuore. Ma ci sono così tanti umani che, quando vanno per la strada sbattono per terra a causa di una fibrillazione del cuore? E poi, usare bene queste macchine è facile? Tu che hai fatto il medico pensi che queste apparecchiature siano così importanti? ”

Alessandro: “Certamente. Queste apparecchiature possono essere indispensabili se ci si trova di fronte a una situazione patologica ben precisa… non così frequente… che ha bisogno anche di essere diagnosticata… e, soprattutto ha bisogno di qualcuno che le sa usare come si deve.”

Ulivo: “Mi sembra quindi che possano essere indispensabili in una nazione dove lo standard di vita è buono… in un certo senso… manca solo il defibrillatore.”

Alessandro: “Mi sembra che tu sia veramente saggio.”

Ulivo: “E ho sentito anche dire che la criminalità è tale per cui la gente non si sente più sicura; ho sentito dire che i malfattori entrano nelle case per rubare e picchiano i proprietari… che non hanno diritto di difendersi, perché se lo fanno nel modo giusto devono subire un processo e… posso ridere?… risarcire i danni alla famiglia del malfattore. Beh, penso che per quel poveretto che s’è sostituito alle forze dell’ordine e alla Magistratura ci vorrebbe altro che un defibrillatore.

ULIVO IL SAGGIO

Ti ho promesso un pensiero… non posso fare di più… come un mio autografo affettuoso.

Alessandro: “Grazie Ulivo; grazie di cuore. Spero tanto che la saggezza abbia il sopravvento anche fra gli Umani d’Italia… che in fondo sono anche miei connazionali… che mi rattristano molto quando penso a come hanno conciato l’Italia.”

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