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Archive for the ‘soldi’ Category

PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE È VIETATA

Registrazione del 28 aprile 2017

 

Personaggi:

Panchina Rotonda. Passante Alessandro, Albero Tasso, Panchina Scontrosa, L’Albero, Panchina Petulante e Panchina Ingenua.

 

 

 

Panchina Rotonda: “Buon giorno Alessandro, qual buon vento ti porta qui dalle mie parti?”

PANCHINA ROTONDA… E LA GEMELLA SCONTROSA

 

Passante Alessandro: “Devo continuare una lunga chiacchierata coll’Albero Tasso. Ha molte cose del secolo scorso da raccontarci.”

 

Albero Tasso: “Come stai Alessandro? Hai visto che poco lontano da noi è caduta la neve? Ora sembra però che voglia tornare un po’ di bel tempo.”

 

Alessandro: “Speriamo, forse ha piovuto abbastanza. Vorrei che tu ci raccontassi dei tuoi colleghi, di quello che ti raccontarono in quei lontani e terribili anni. Forse dovresti contattare L’Albero, così sentono anche Petulante e Ingenua… che sono molto interessate.”

 

Tasso: “Certamente. Mi hanno già sentito. Sai, noi abbiamo delle capacità telepatiche meravigliose… e abbiamo pure buona memoria. Ora però, prima di mettere a fuoco certe scelleratezze di voi umani del secolo scorso, vorrei raccontarvi il mio punto di vista verso quei politici italiani che s’arrabbiano molto se qualcuno porta i suoi soldi qui in Svizzera.”

 

Alessandro: “Perché, secondo te è giusto esportare i capitali? Cosa ne pensi Rotonda?… e tua sorella gemella?”

 

Rotonda: “Il mio amico Tasso è molto saggio… e anche i suoi fratelli; in teoria credo che non sia sbagliato esportare capitali… anche se ognuno dovrebbe essere libero di fare quello che vuole. Son tutt’orecchi e m’interessa sentire Tasso. Mia sorella gemella? Ma lei non si pronuncia… e poi, quando parla brontola sempre.”

 

Panchina Scontrosa: “Perché sorella mia devi sempre parlare male di me?”

 

Rotonda: “Scusami.”

 

Scontrosa: “Scusata. Sentiamo cosa ci racconta Tasso.”

 

Tasso: “Credo sia giusto fare delle distinzioni. Se esportare un capitale guadagnato onestamente significa fargli conservare il potere d’acquisto, mi sembra quasi legittimo; se diversamente, l’esportazione di capitale significa mettere al sicuro quanto è stato rubato o estorto, non solo non è legittimo, ma dovrebbe essere perseguito con la massima severità. Ho menzionato il “potere d’acquisto” che, in poche parole, potrebbe essere definito il valore dei soldi verso ciò che desidero o posso comperare.

Prendiamo in considerazione il potere d’acquisto del francobollo… e tu Alessandro sai bene quanto può costare spedire una lettera.

 

FRANCOBOLLO ITALIANO DEL 1967 COMMEMORATIVO DELLA GRANDE GUERRA

 

Alessandro: “Certo che lo so. Mi piace l’idea del francobollo.”

 

Tasso: “Orbene, se nel 1967 avessi spedito una lettera dall’Italia all’Italia, avrei speso 50 lire che corrispondono oggi a € 0.025. Diversamente, se devo spedire oggi una semplice lettera dall’Italia all’Italia, dovrei affrancare con un francobollo del valore di € 0.95. Quindi, facendo i dovuti calcoli, oggi spendo circa 36 volte di più che 50 anni fa; il che potrebbe significare che il potere d’acquisto della moneta usata in Italia, negli ultimi 50 anni è diminuito di ben 36 volte.

FRANCOBOLLO UTILIZZATO NEL 2017 PER AFFRANCARE UNA LETTERA INDIRIZZATA ALL’ITALIA

Rotonda: “Costava così poco l’affrancatura di una lettera per l’interno?”

 

Tasso: “Non so se costava poco; sicuramente era adeguato ai tempi. Oggi ci sembra che costasse poco perché i prezzi sono molto aumentati. Ora dobbiamo fare lo stesso ragionamento con la Svizzera dove, nel 1967 per spedire una lettera in Svizzera bisognava pagare 30 centesimi di franco svizzero.”

Francobollo svizzero con sovrapprezzo PRO JUVENTUTE

 

L’Albero: “Ti sentiamo caro Tasso. Stiamo seguendo il tuo discorso che pensiamo molto interessante.”

 

Tasso: “Anche Petulante e Ingenua stanno seguendo il mio ragionamento?”

 

L’Albero: “Certamente. Sono molto interessate. Sai, qui siamo alla periferia della città e qui non arrivano molti Umani che si occupano di finanza.”

 

Scontrosa: “Qui ne vengono molti a sedersi prima di riprendersi la macchina posteggiata qui sotto. Non crediate che siano particolarmente interessanti. Saranno sì eleganti e incravattati, però a loro interessa solo guadagnare tanti soldi e fare la bella vita. Chi ci rimette è la povera gente.”

 

Rotonda: “Hai ragione sorella. Loro, gli Umani della finanza stanno distruggendo quella che si chiama Media Borghesia. Si danno molta importanza coi loro macchinoni…”

 

Tasso: “Ne potremo riparlare; comunque, guardate che il mio ragionamento è frutto di grande semplicità; quella che i burocrati e i finanzieri d’alto bordo hanno completamente dimenticato. Loro si colmano la bocca di paroloni, di teorie e di calcoli raffinati, e si dimenticano che 2 più 2 fa 4.”

 

Petulante: “Perfetto… ci siamo.”

FRANCOBOLLO SVIZZERO DA UN FRANCO. L’EFFIGE È QUELLA DI UNA COLLEGA DI ALESSANDRO: MARIE HEIM-VÖGTLIN LA PRIMA DONNA MEDICO DELLA SVIZZERA MORTA NEL 1916.

 

 

 

 

 

Tasso: “Continuando il discorso dei francobolli, oggi in Svizzera, per spedire una lettera che arrivi il giorno dopo ci vuole un francobollo da un franco. L’aumento rispetto a 50 anni prima è di 3.33 volte. Questa però è la tassa PRIORITARIA. Se però si desidera una cosa un poco più tranquilla, la tassa è di 85 centesimi; questo significa che l’aumento è di solo 2.83 volte.

FRANCOBOLLO SVIZZERO DA 85 CENTESIMI. I piccoli trattini in alto a sinistra dimostrano che l’invio postale ha subito il trattamento elettronico di avviamento postale.

 

L’Albero: “Dove vuoi arrivare? Non ti capisco.”

 

Alessandro: “Io credo di aver capito.”

 

Tasso: “Bravo Alessandro! Ipotizziamo ora di aver avuto in Svizzera la cifra di 1000 Euro che aveva nel 1967 quel potere d’acquisto e… viaggiamo un po’ nel tempo con le varie vicissitudini delle valute ivi comprese le varie inflazioni, se prendiamo come punto di riferimento il francobollo per l’interno, ci è possibile dire che oggi quei 1000 Euro varrebbero non più di € 353,35.

 

Petulante: “E in Italia?”

 

Tasso: “Calma, ci arrivo subito. In Italia, dal 1967 al 2017, sempre col collegamento della tassa postale per la spedizione di una lettera per l’interno, il potere d’acquisto scende vertiginosamente da 1000 a 27,77.”

 

L’Albero: “Com’è possibile una differenza così grande?”

 

Tasso: “I casi sono due: o i Governanti italiani sono stati degli incapaci, o le poste sono esagerate. Io propenderei per la prima possibilità che, sempre ipoteticamente, ci dice che dovrebbe essere messo sotto processo per furto chi ha governato l’Italia dal 1967.”

 

Alessandro: “Ma non ti sembra di essere un po’ esagerato?”

 

Tasso: “Non mi sembra proprio. Loro, se fanno perdere alla moneta il potere d’acquisto in un modo così clamoroso, dimostrano di essere degli inetti. Ad esserne depauperati sono tutti i cittadini ad eccezione di quelli che sono riusciti ad attraversare il confine con la valigetta piena di banconote.”

 

Alessandro: “Quindi, secondo te, gli Umani che hanno esportato capitali sono stati furbi?”

 

Tasso: “No, semplicemente previdenti. Vedi, il vero problema sono le leggi. Chi non sa governare mette ai cittadini delle restrizioni sotto forma di legge, come quella che proibisce di passare la frontiera con molta valuta. Chi sa governare non mette restrizioni di questo genere perché ha la consapevolezza che il cittadino preferisce lasciare i soldi dove sono “governati” bene.

 

Alessandro: “E quelli che “esportano” per evadere il fisco?”

 

Tasso: “Questo è un altro problema… che se volete potremo affrontare in futuro; sarà infatti interessante mettere a punto il significato di imposta.”

 

L’Albero: “In definitiva, e poi ti saluto assieme a Petulante e Ingenua, vorresti dire che esportare “soldi onesti” può essere giusto?”

 

Tasso: “Sì, se i Governanti di quella Nazione non sanno governare o governano molto per i propri interessi.”

 

Ingenua: “Ciao Alessandro. Vieni presto a trovarmi.”

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È FANTASTICO!

Registrazione del 23 aprile 2017

 

Personaggi:

Ulivo il Saggio, Passante Alessandro.

 

Ulivo il Saggio: “L’avevi promesso che saresti passato. Ti ringrazio.”

Passante Alessandro: “Mi siedo un po’ qui. Spero che Ingenua non si offenda.”

Ulivo: “Impossibile. Sa perfettamente che non le vuoi male. Hai qualche notizia interessante?”

Alessandro: “Sì, questa. Ho letto su un blog genovese che i cittadini di Cogoleto si sono “premuniti” contro i malanni cardiaci.”

Ulivo: “Dov’è Cogoleto?”

Alessandro: “In provincia di Genova. Un tempo a Cogoleto, prima della famosa legge Basaglia, c’era il manicomio provinciale.”

Ulivo: “E come hanno fatto? Hanno un grande Centro Cardiologico?”

Alessandro: “Hanno semplicemente seminato la città con 5 defibrillatori.”

Ulivo: “Dunque tu mi dici che in quella città che tu chiami Cogoleto hanno inaugurato la posizionatura di ben cinque defibrillatori. Ma, da quello che sento dire, ho l’impressione che in Italia ci sia tanti umani che si trovano sulla soglia della povertà, che fanno fatica ad arrivare alla sera, che sono obbligati a dormire in macchina perché non hanno una casa. E il Comune non procura loro una casa. Mi sembra di aver sentito dire che in Italia dopo gli ultimi governi, che hanno governato male, ci siano stati molti umani chi si sono tolti la vita perché non sapevano come fare ad andare avanti. Ora spiegami a che cosa servono questi defibrillatori ; certo salvano la vita ma a quante persone possono salvare la vita? Se si parla di defibrillatore vuol dire che dovrebbe esserci una fibrillazione naturalmente del cuore. Ma ci sono così tanti umani che, quando vanno per la strada sbattono per terra a causa di una fibrillazione del cuore? E poi, usare bene queste macchine è facile? Tu che hai fatto il medico pensi che queste apparecchiature siano così importanti? ”

Alessandro: “Certamente. Queste apparecchiature possono essere indispensabili se ci si trova di fronte a una situazione patologica ben precisa… non così frequente… che ha bisogno anche di essere diagnosticata… e, soprattutto ha bisogno di qualcuno che le sa usare come si deve.”

Ulivo: “Mi sembra quindi che possano essere indispensabili in una nazione dove lo standard di vita è buono… in un certo senso… manca solo il defibrillatore.”

Alessandro: “Mi sembra che tu sia veramente saggio.”

Ulivo: “E ho sentito anche dire che la criminalità è tale per cui la gente non si sente più sicura; ho sentito dire che i malfattori entrano nelle case per rubare e picchiano i proprietari… che non hanno diritto di difendersi, perché se lo fanno nel modo giusto devono subire un processo e… posso ridere?… risarcire i danni alla famiglia del malfattore. Beh, penso che per quel poveretto che s’è sostituito alle forze dell’ordine e alla Magistratura ci vorrebbe altro che un defibrillatore.

ULIVO IL SAGGIO

Ti ho promesso un pensiero… non posso fare di più… come un mio autografo affettuoso.

Alessandro: “Grazie Ulivo; grazie di cuore. Spero tanto che la saggezza abbia il sopravvento anche fra gli Umani d’Italia… che in fondo sono anche miei connazionali… che mi rattristano molto quando penso a come hanno conciato l’Italia.”

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Registrazione del 20 aprile 2017

 

Personaggi:

 Panchina Ingenua. Passante Alessandro. L’Albero, Albero Conifera, Panchina Petulante,

 

L’Albero: “Puoi fermarti un momento amico Alessandro?”

Passante Alessandro: “Ho un pochino fretta ma vi ascolto molto volentieri. Mi siedo un attimo.”

Panchina Ingenua: “Siediti qui… lo sai che sono molto contenta quando sento la tua presenza su di me.”

Alessandro: “Va bene Ingenua. Sono tutt’orecchi.”

L’Albero: “Hai sentito anche tu che in Italia sono arrabbiati coi nostri radar che cuccherebbero molti Umani italiani che non rispettano i limiti di velocità?”

Da: “Corriere della Sera”

Alessandro: “Sì, l’ho visto sul Corriere della Sera. Trovo che non ci sia nulla di strano. Purtroppo, quando si va in Italia si ha l’impressione che gli italiani non sappiano leggere i numeri.”

Ingenua: “Come sarebbe a dire, gli italiani non imparano a leggere i numeri?”

Limite di velocità: 60

Alessandro: “Intendevo il fatto che se c’è un segnale stradale come questo con un numero che indica un limite di velocità, in Italia viene poco considerato, per cui sembra che l’italiano non sappia leggere i numeri.”

Ingenua: “Perbacco, capisco sempre male. Lo sai Alessandro che sei gentile.”

L’Albero: “Quindi l’articolo del giornale milanese dimostra rabbia verso i metodi di casa nostra o è per mettere in guardia i connazionali che vorranno recarsi in Svizzera?”

Alessandro: “Prova un po’ a chiedere il pensiero della tua collega Conifera che si trova in Italia.”

L’Albero: “Ci provo.”

Alessandro: “Bravo.”

L’Albero: “Mi dice che hai ragione… ascolta.”

Conifera da Lavena Ponte Tresa in Provincia di Varese: “Ma certo; è proprio così. Quando un italiano medio si mette al volante, da quel momento non vede più i numeri dei limiti di velocità e… ancora più grave non vede neppure le strisce pedonali.”

Alessandro: “È vero. Ricordo che, in Italia volevo attraversare e stavo aspettando sul bordo delle strisce pedonali. Non solo nessuno s’era fermato, dato che erano tutti italiani medi, ma neppure si fermò la macchina dei Carabinieri. Un’altra volta, la stessa scena con la differenza che a non fermarsi fu la macchina dei Vigili Urbani.”

Ingenua: “Cosa intendi Conifera per italiano medio?”

Conifera: “Intendo l’italiano che non vive vicino alla frontiera con la Svizzera. Infatti l’italiano che vive vicino alla frontiera va spesso in Svizzera, e sa che in Svizzera le norme vanno rispettate.”

Ingenua: “Lo penso anch’io che le norme vanno rispettate. È una forma di rispetto verso le Istituzioni.”

Conifera: “Hai ragione. Purtroppo credo che gli Umani d’Italia, quando non rispettano le Istituzioni hanno l’impressione di essere furbi; ma non hanno ancora capito che fanno del male a se stessi.”

L’Albero: “Cosa pensi dell’articolo del Corriere della Sera?”

Conifera: “Penso che ci sia un po’ di rabbia. Sembra quasi che si voglia, ancora una volta, parlar male della Svizzera. Io sorrido al pensiero dell’italiano sbruffone che se ne frega di tutto e si trova costretto a pagare una multa… perché è stato maleducato. In Italia, specialmente negli ultimi tempi sembra che si possa fare tutto quello che si vuole e si rimane impuniti o, perché la Giustizia è una Giustizia a singhiozzo, o perché a sgarrare di più sono Quelli che sono in alto, o semplicemente perché se ti mettono dentro, il giorno dopo sei di nuovo fuori, o…

Ciò che mi fa maggiormente sorridere è che, se in Svizzera gli Umani svizzeri ti piccionano, la multa va pagata e non ci sono santi. Mi piacerebbe veder la faccia di quel 60% arrabbiato… che purtroppo non avrà imparato nulla.”

L’Albero: “Ma tu stai dalla parte degli svizzeri.”

Conifera: “Certo che sì. Io son convinto che il benessere di un Paese stia nelle piccole cose. Se c’è rispetto ed educazione, arriva anche l’onestà. Chi attraversa col rosso e non rispetta i limiti è un irrispettoso. Chiedi un po’ ad Alessandro cosa ne pensa.”

Alessandro: “E brava Conifera… che non segui l’andazzo dell’Italia di oggi! Tu che sei vicino all’Ufficio Postale sai perfettamente che anche le poste sanno essere maleducate… anche perché hanno dimenticato che dovrebbero essere al Servizio della popolazione e non una “Macchina dei Soldi.”

Ingenua: “Cos’è la Macchina dei Soldi?”

Ufficio Postale di Lavena Ponte Tresa (VA) – A destra CONIFERA.

Alessandro: “Non è una macchina nel vero senso della parola, ma significa che ha, come unico desiderio, quello di guadagnare sempre più soldi. E questo vale anche per le Poste Svizzere. Comunque, la maleducazione delle poste è anche nel fatto che “maltrattano” gli invii postali dimenticando che sono proprietà dell’utente.

Conifera: “Potresti farmi un esempio?”

Alessandro: “Eccotene uno: Questi francobolli che sono stati deturpati da un impiegato che sicuramente (???) non aveva mai sentito parlare di quegli “stupidi” che amano collezionare francobolli.”

Francobolli del 2004 timbrati male.

Conifera: “In quale ufficio postale c’erano degli impiegati così poco educati?”

Alessandro: “Un paese della Puglia Ceglie Del Campo  in provincia di Bari. Mi è venuto tardi… devo andare.”

Conifera: “Sarà interessante se in futuro ci parlerai un po’ di francobolli…”

Alessandro: “Volentieri.”

Petulante: “Un momento. Ho sentito tutto e non sono intervenuta; speravo che interpellaste il Tasso che ci avrebbe spiegato la sua teoria dei soldi… dato che parlavate dei soldi.”

Alessandro: “La prossima volta lo interpelleremo o magari andrò direttamente a trovarlo.”

Petulante: “Va bene… buona continuazione.”

Ingenua: “Ciao Alessandro; mi dispiace se te ne vai.”

Alessandro: “Devo andare… ciao a tutti.”

 

 

 

 

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Registrazione dell’8 marzo 2017

Personaggi:

 Panchina Rotonda,  Albero Tasso, Passante Alessandro.

Passante Alessandro: “Ciao Tasso. Da questa panchina circolare che gentilmente mi permette di star seduto, volevo dirti, relativamente al discorso dell’altro giorno,  una cosa molto triste. Dicevi che l’Europa sta morendo, ovvero che è molto malata dico io… lo dimostra quello che ho letto su LA STAMPA.”

La Panchina Rotonda.

Albero Tasso: “Cosa hai letto?”

Alessandro: “Dell’Ungheria.”

Panchina Rotonda: “Buon Giorno Alessandro. Mi fa piacere sentire il tuo calore sui miei legni. Vieni raramente qui. Per fortuna che oggi devi prendere il bus e devi aspettare qualche minuto. Sì ho sentito parlare anch’io dell’Ungheria.”

Tasso: “Sì, in Ungheria sono molto “severi” e per nulla “accoglienti.”

Alessandro: “Da quello che ho letto oggi, non solo sono poco accoglienti, ma addirittura si comportano con violenza nei riguardi di quei migranti che riescono ad entrare nel loro territorio. Li picchiano e li spaventano coi cani… e, alla fine, li mettono in prigione.”

Da “LA STAMPA”

Tasso: “Sono così crudeli?”

Alessandro: “E adesso stanno costruendo un secondo “muro”.”

Tasso: “Che tristezza! E pensare che qui in Ticino ne abbiamo accolti molti di ungheresi!”

Alessandro: “Dici dopo l’insurrezione del 1956?”

Tasso: “Sì sto rammentando proprio quegli anni. Sai, io sono longevo e ho anche buona memoria. Proprio qui in Svizzera abbiamo accolto molti ungheresi che scappavano dalla violenza dei carri armati sovietici… che erano arrivati a “riportare ordine”. Momenti terribili per quella popolazione che s’era illusa di poter avere un po’ di democrazia. La Svizzera aprì loro le porte… e molti sono poi tornati in Ungheria.”

Alessandro: “Hai ragione. Ho conosciuto un chirurgo che era stato accolto e trattato nel modo migliore. È tornato in patria… e forse è uno di quelli che pensa che Orban faccia bene.”

Viktor Orban.

Tasso: “Chi è Orban? È un umano?”

Alessandro: “È il capo del Governo ungherese. Non è giovanissimo, ma è cresciuto nel periodo in cui a comandare era ancora l’Unione Sovietica… ha sicuramente assorbito una qualche componente poco democratica.”

Tasso: “Ho infatti sentito che qualcuno avrebbe ipotizzato che in Ungheria si sta instaurando un regime dittatoriale.”

Alessandro: “Orban avrebbe detto: “Noi non ci lasceremo sovietizzare da Bruxelles e dalla Ue, noi resteremo nazione sovrana, lo vogliamo oggi come lo volemmo nel ‘56″. Mi chiedo cosa ci stanno a fare nell’UE? Per succhiare tutto quello che si può senza il desiderio di integrarsi e sentirsi europei?”

Tasso: “Dissi che i britannici hanno avviato la morte dell’Europa. La Gran Bretagna se n’è andata, l’Ungheria dovrebbe essere buttata fuori dato che la democrazia ungherese lascia a desiderare, la Francia… lo sappiamo, per non parlare delle 2 velocità. Sai cosa ti dico caro amico umano Alessandro, non ti sembra che i tuoi simili siano un po’, come si dice a Firenze bacati al teschio?”

Panchina Rotonda: “Caro Tasso, posso applaudirti? Se i miei legni fossero un po’ sconnessi li picchierei insieme per applaudirti. Di umani ne sento molti e, posso proprio dirti che loro sono solo contenti se possono smanettare coi telefonini, guadagnare o rubare molti soldi e guardare le partite di calcio come se fosse vero sport… intanto, pochi umani con la coscienza difettosa, fregano la massa gaudente (quella con telefonini ecc.)… che non s’accorge di nulla e quando è troppo tardi cerca di protestare.”

Alessandro: “Hai sintetizzato bene. Brava.”

Rotonda: “Grazie.”

Alessandro: “Vedo arrivare il mio bus. Vi saluto.”

Tasso: “Ciao amico.”

Rotonda: “Ciao. Torna presto.”

 

 

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Registrazione del 21 febbraio 2017

Personaggi:

 Passante, Conifera e Panchina Pietra.

Passante tranquillamente sull’italica panchina: “Come stai? Hai sentito dello sciopero dell’ALITALIA del 23 febbraio prossimo?”

L'italica panchina PIETRA

L’italica panchina PIETRA

Conifera: “Sto bene grazie, e tu? No, non avevo ancora sentito; sai, da queste parti passano tutti quelli che vanno alla posta a spedire pacchi e lettere, o a pagare delle bollette, sono quasi tutte persone che vivono da queste parti; vengono anche molti svizzeri. I grandi viaggiatori, cioè quelli che vanno in aereo, passano raramente da queste parti.”

Passante: “Sto bene. Guarda un po’ cosa ho trovato su “LA STAMPA”.

Da "LA STAMPA" del 20.02.2017

Da “LA STAMPA” del 20.02.2017

Conifera: “Ma è terribile. Vabbé che gli umani d’Italia sono abituati agli scioperi, però, credo che una Compagnia Aerea vada anche all’estero. e penso che i passeggeri dell’Alitalia non siano solo umani italiani. Non credo che lo sciopero faccia aumentare i passeggeri e mettere in sesto la Compagnia.

Passante: “Io sinceramente non me n’intendo, ma credo che se continua così, l’Alitalia farà la fine della SWISSAIR o sarà fagocitata da altre compagnie… di quelle senza cuore… a meno che i contribuenti italiani non continuino ad aprire il borsellino.

Conifera: “Già, come per le banche.”

Passante: “Mi ha fatto piacere vederti. Ora devo andare; ti sentirò tramite i tuoi colleghi svizzeri.”

Conifera: “Ciao… stammi bene, e grazie d’esserti fermato.”

Panchina Pietra: “Ho ascoltato tutto in silenzio, e, mentre ti saluto, spero tanto che gli umani d’Italia si mettano a lavorare per il bene della Nazione. Ti ringrazio passante di aver messo le tue chiappe sulla mia pietra.”

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Questo ho trovato:

da "LA STAMPA" del 22 gennaio 2017

da “LA STAMPA” del 22 gennaio 2017

Non capisco… proprio non capisco. Esiste l’ONU, esiste l’UE, esistono degli uomini così ricchi che, non solo spendono meno di quello che guadagnano ma, apparentemente non hanno problemi; esistono delle sacche di terribile sofferenza.

Possibile che non ci sia un individuo con le palle e con una buona coscienza che riesca a catalizzare su di sé un po’ di energie mondiali e faccia smettere certe sconcezze? Ma perché la gente deve soffrire in questo modo? Ma perbacco, siamo nel 2017… è finita anche l’INQUISIZIONE! 

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Questi francobolli del 1965 non sono bellissimi… ma raccontano qualcosa di interessante.

Francobolli italiani del 1965

Francobolli italiani del 1965

Per prima cosa che nel 1965 le nostre poste avevano deciso di portarci la posta in modo sempre più veloce creando appunto una rete aerea postale notturna… trasportando la nostra corrispondenza non più solo col treno.

Guardando il francobollo da 90 lire, ci rammentiamo le buste di posta aerea… leggerissime. Gli scaglioni di peso per la posta aerea erano di 5 grammi e le tariffe diverse da stato a stato.

C’è una terza simpatica considerazione: la tariffa interna era di 40 lire e il servizio non era male.

Oggi la tariffa, sempre per l’interno, è aumentata di quasi 46 volte… ma il servizio è peggiorato assai.

La Raccomandata, nel 1966 (50 anni fa) costava 170 lire, oggi € 4.50. È aumentato il prezzo di 51 volte, impiega circa una settimana ad arrivare e vogliono ancora aumentare il prezzo.

MA LA POSTA NON DOVREBBE ESSERE UN SERVIZIO PUBBLICO?

 

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