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Archive for the ‘sorridere’ Category

Questa vignetta ha attirato la mia attenzione.

Da "LA SETTIMANA ENIGMISTICA"

Da “LA SETTIMANA ENIGMISTICA”

Dovrebbe farci ridere. In fondo ricalca certe “manie gastronomiche” sempre nel pensiero di dietologi e schiavi della dieta.

C’è però un sottofondo terribilmente serio che, potrà sembrare strano, mi ha fatto pensare ai “doppi sensi” dei Governanti… e non solo i nostri.

Se ordino una pizza faccio un piacere al pizzaiolo e a chi lavora per lui… e poi me lo pappo.

Analogamente “Hanno” salvato alcune banche che andavano male (DOVE SON FINITI I QUATTRINI?) perché non si perdessero i posti di lavoro, e “Hanno” lasciato sul lastrico il cliente che s’era fidato di loro (DELLE BANCHE).

Chi porterà la pizza alla tigre, lo farà con fiducia… e… non potrà più raccontarlo.

Quello delle banche è un piccolo esempio di avvenimenti che tutti conoscono.

ORA È LA VOLTA DEL MONTE DEI PASCHI!!!

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Vi ricordate questo articolo?

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2016/12/02/il-francobollo-insegna-29-t-trinca-potrebbe-aver-sbagliato/

Ho mandato l’articolo del blog a I.P.Z.S. (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Il 5 dicembre 2016 mi ha risposto una certa Silvia Barocci che sarebbe “Direzione Sistemi Informativi e Soluzioni Integrate -Responsabile Media Relations e Comunicazione”.

.Gentile signor  Alessandro,

dopo aver chiesto informazioni all’ufficio competente, Le comunico che un analogo quesito fu sollevato nel 2009 da un altro collezionista, sempre in riferimento al medesimo francobollo. Ebbene, già allora la direzione Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato precisò all’interessato che “l’immagine rappresentata è una libera elaborazione del bozzettista, che per pura casualità somiglia al versante svizzero” In altre parole, non si tratta della riproduzione di una fotografia ma della reinterpretazione pittorica di uno dei nostri artisti del Centro Filatelico, che pertanto sfugge ad ogni definizione oggettiva.

Mi auguro che la risposta degli uffici competenti possa esaudire la  Sua richiesta.

 

Colgo l’occasione per porgerLe  i più cordiali saluti

 

Silvia Barocci

 

Questa gentilissima risposta non mi è piaciuta. È impossibile interpretare una montagna e farla diventare “per puro caso” come quella montagna che si vede da Zermatt, ovvero dalla parte svizzera. Ho fatto un paio di piccole e veloci ricerche e il 6 dicembre  ho risposto in questo modo:

Gentile Signora Barocci,

 
La ringrazio della sua gentile risposta… che però mi fa sorridere.
La “pura casualità”, secondo la vostra Direzione dipende dal fatto che l'”artista” (uomo o donna?) s’è ispirato al Cervino che si trova cliccando su internet “cervino”: viene fuori quanto mi permetto di allegarle… che non è il Cervino dalla parte italiana. Hanno sbagliato anche quelli di internet. Siamo quindi di fronte a una “reinterpretazione pittorica” del Matterhorn.
Coi migliori saluti.
Alessandro
Ho allegato ciò che chiunque può vedere su internet cliccando “Cervino”.
Da Web

Da Web

…e ancora il francobollo:

Francobollo del 2008 per la Valle d'Aosta.

Francobollo del 2008 per la Valle d’Aosta.

A me sembra che il “puro caso” sia alla stessa stregua di chi cade da cavallo e dice “che voleva scendere”.

Tra parentesi, la Signora Silvia Barocci che ha un posto importante nell’I.P.Z.S., non mi ha risposto. Certo sono stato troppo noioso.

Io faccio questo perché mi farebbe piacere sapere se l’artista del Poligrafico può ammettere di aver sbagliato, ma non ci guadagno niente; la Signora Barocci, stando a quello che ho trovato su internet, guadagnerebbe € 100.000 all’anno (lordi?).

COSA NE PENSATE?

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mercoledì 14 dicembre 2016

Panchina 1 (sottovoce per non svegliare gli alberi): “Ciao Sorella, sei sveglia?”

Sorella: “Sì, sono sveglia. Cos’hai da dirmi?”

Panchina 1: “Quei due tipi che ho sentito ieri sera parlavano di quello che è successo Domenica… qui a Lugano e verso Zurigo.”

Sorella: “Cos’è successo di così importante.”

Panchina 1: “Non solo importante, ma importantissimo, quasi epocale.”

Sorella: “Sarebbe…”

Panchina 1: “Col nuovo orario ferroviario, proprio Domenica, i treni che vanno diretti a Zurigo e a Basilea passano dalla nuova galleria del San Gottardo. Pensa una galleria ferroviaria lunga ben 57 chilometri, la più lunga del mondo.”

Un treno passeggeri esce dal tunnel... dopo 57 chilometri!

Un treno passeggeri esce dal tunnel… dopo 57 chilometri!

Sorella: “Questa sì che è una notizia! Una galleria tutta svizzera. Possono dire quello che vogliono, ma noi, quando decidiamo di fare una cosa, la facciamo giusta, ma sì, abbastanza giusta… e buona… come la cioccolata.”

Panchina 1: “E vuoi sapere cos’è successo a Lugano?”

Sorella: “Perché no?”

Panchina 1: “Hanno inaugurato la nuova stazione ferroviaria e la nuova funicolare che dalla città porta direttamente in stazione. Pare che sia bellissima (la stazione)… ma anche la nuova funicolare… tutta computerizzata.”

La nuova funicolare di Lugano.

La nuova funicolare di Lugano.

Sorella (sempre sottovoce): “Sono molto contenta. Dimmi però, tanto per cambiare argomento, hai sentito anche tu cos’è successo in Italia?”

Panchina 1 : “Certo. È proprio da ridere.”

Sorella: “L’Umano Renzi è sempre sulla breccia. Comanda ancora lui. Mi aveva rattristato, ma ora c’è ancora.”

Panchina 1: “Ma che dici? Ma non aveva dato le dimissioni? Proprio non riesco a capire”

Sorella: “Questi italiani! Hanno avuto un genio di nome Leonardo da Vinci, ora hanno un Renzi, credo che siano tutt’e due toscani. Per saperne di più, non potresti vedere se riesci a metterti in contatto coll’ulivo? Lui dorme solo di notte. Non perde le foglie.”

Panchina 1: “Ci provo… vediamo se mi risponde.”

Panchina 1: “Provo ancora, speriamo che riesca a rispondermi. Sai, là dov’è lui, c’è più di una panchina e quindi può aver sentito molte più notizie.”

L’Ulivo: “Mi avete cercato?”

Panchina 1 “Sì, sono stata io; chiamami pure “La Petulante”. Posso farti una domanda?”

L’Ulivo: “Dimmi Petulante… cosa posso fare per te?”

Panchina 1 “Volevamo sapere cos’è accaduto esattamente in Italia. Abbiamo sentito dire che l’Umano Renzi, dopo essersi dimesso ha messo su un nuovo governo. È vero?”

L’Ulivo: “Beh sì, in un certo senso sì; in realtà il nuovo governo l’ha fatto un certo Gentiloni; è un blasonato, un conte! In realtà sembra sia una pedina di Renzi dato che, fra l’altro, è sempre lui che comanda il Partito Democratico. La più bella però (genio italiano!) è che quella bella Umana di nome Boschi che aveva detto ogni bene dell’oggetto del Referendum, e che pare avesse detto che si sarebbe dimessa se avesse vinto il NO, è diventata Vice Ministro, praticamente la Vice del nuovo Capo… così può controllarlo… e fargli fare quello che vuole Renzi? Vuoi sapere come l’hanno soprannominata?”

Panchina 1 – La Petulante: “Ma sì va.”

L’Ulivo: “L’hanno soprannominata MADONNA ETRURIA.”

La Petulante: “Cosa c’entra l’Etruria?”

L’Ulivo: “Ma tu non sai proprio niente.”

La Petulante: “E allora?”

L’Ulivo: “Pare che una delle 5 banche fallite e salvate dallo Stato, non so in che modo, so solo che i clienti risparmiatori hanno perso un mucchio di soldi, pare che fosse la Banca Etruria e, qui si può ridere davvero, il Padre (in Toscana dicono babbo) della Boschi pare fosse un pezzo grosso della banca.”

La Petulante: “E lei non s’è dimessa?”

L’Ulivo: “Anzi ha fatto carriera, e, chissà dove arriverà.”

La Petulante: “A questo punto non basta sorridere; bisogna ridere… ma ridere davvero… o piangere?”

L’Ulivo: “Se arriverò a saperne di più, ti chiamerò”

Sorella: “Grazie anche da parte mia.Ciao.”

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Domenica 11 dicembre 2016

L’Albero: “Buogiorno ragazze… posso chiamarvi così? Vedo che vi hanno tolto le foglie e che hanno anche ripulito il terreno. Anche se fa freddo, penso che qualcuno venga a mettere il suo sederino sui vostri legni.”

Panchina 1: “Ma certo che puoi chiamarci così; anche noi eravamo come te… molto tempo fa. Ma tu, che fai? Non dormi più?”

L’Albero: “Mi sono svegliato perché questa cara edera che mi si è aggrappata al tronco, mi tiene sì caldo, ma qualche volta mi provoca prurito e mi sveglio.”

L'Edera.

L’Edera.

Panchina 1: “Non potresti sgridarla e dirle di andare a quel paese?”

L’Albero: “Ma sì, gliel’ho detto… e si è scusata.”

L’Edera: “Scusami Albero. Ora, per un po’ starò ferma. Magari mi muoverò quando mi sembrerà che il tuo sonno sia sufficientemente profondo.”

Panchina 1: “L’ho sentita anch’io. Sono cose che possono capitare… in Italia però capita di peggio.”

L’Albero: “Come sarebbe a dire?”

Panchina 1: “Ma sì, lo sai anche tu, dopo il Referendum…”

L’Albero: “È vero, me l’ha raccontato il collega Ulivo che è un po’ più in là. Lo raccontavano quei due che erano seduti su una tua collega.”

L'Ulivo e la collega delle "ragazze".

L’Ulivo e la collega delle “ragazze”.

Panchina 1: “Che cosa raccontavano?”

L’albero: “Raccontavano che dopo il Referendum di Domenica scorsa, l’Umano Renzi sembrava molto triste.”

Sorella: “Già già, e a me venne il magone.”

L’albero: ” Perché m’interrompi?… Comunque dicevo che l’Umano Renzi sembrava così triste per aver subìto il no secco degli italiani, che si dimise e sembrava quasi che volesse ritirarsi a vita privata. Questo fu giusto una settimana fa. Da quel momento cominciarono in Italia tante, ma tante tante discussioni; quelli che Renzi aveva precedentemente definito un’accozzaglia del no esultarono a più non posso, e gli amici di Renzi sembrava avessero capito di aver sbagliato qualcosa e sembrava che volessero cercare la strada per rimediare agli errori commessi.”

Panchina 1: “Invece cos’è poi successo?”

L’Albero: “È successo che col passare delle ore e dei giorni, quelli del partito al Governo, cioè gli “amici” dell’Umano Renzi, dopo essersi leccate le ferite, si sono accorti che forse era possibile trovare una qualche strada per sopravvivere.”

Sorella: “Poverini! Bisogna aiutarli.”

L’Albero: “Ma non dire stupidaggini. Quelli hanno il pelo sullo stomaco; l’hai già dimenticato?”

Panchina 1: “Per favore Sorella non interrompere l’Albero. Lascia che ci racconti che poi deve tornare a dormire.”

Sorella: “Scusate.”

L’Albero: “Come dicevo, hanno trovato la strada per sopravvivere con la scusa, anche legittima, che non c’è una legge elettorale e che ci sono molte leggi in sospeso. Ma la cosa più interessante che mi fa veramente sorridere, è che mentre il Presidente della Repubblica Mattarella faceva le “Consultazioni”, l’Umano Renzi dimissionario, faceva anche lui le consultazioni… forse per far dire a Mattarella chi avrebbe dovuto succedergli.”

Panchina 1: “Quindi è probabile che a governare l’Italia siano ancora loro?”

L’Albero: “Sembra proprio che si possa arrivare a questa stranezza. In poche parole, e poi vado a dormire, da quello che ho capito, quasi 2 italiani su 3 hanno espresso il desiderio di mandar via Renzi e l’attuale Governo; ora, a distanza di solo una settimana, pare che saranno di nuovo loro a “fare” in Italia. Ho detto fare, perché governare è una cosa seria e dovrebbe, in una democrazia, essere fatto per il bene del popolo.”

Panchina 1: “Ancora una domanda e poi ti lascio andare a dormire. L’Umana Boschi, che è stata in buona parte l’artefice del Referendum, credi che rimarrà fuori dal nuovo Governo?”

L’Albero: “Pare proprio di no. Sono tutte illazioni, sembra però che avrà ancora un Ministero. Ora vado a dormire pensando che noi, qui in Svizzera, con la nostra “vera” democrazia siamo fortunati.”

Panchina 1 e Sorella (all’unisono): Buon riposo. A noi non rimane che sorridere.”

L’Edera (che era rimasta ad ascoltare): “Sorriderò anch’io… senza molestare il mio Albero.”

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UN PICCOLO SORRISO? 2

È quasi Ferragosto… e, oltre a mangiar bene, bisogna anche saper sorridere.

Piccolo sorriso 2

Siete riusciti a sorridere o vi ho rovinato l’appetito?

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Sembra un laghetto o uno stagno o un acquitrino.

Acqua.

Acqua per il riso di domani.


Nulla di tutto questo.
È il nostro sostentamento del futuro.
Quando si viaggia nel vercellese e si vedono questi campi allagati, non si pensa a quanto lavoro c’è dietro a quel'”acqua” e alle disagiate condizioni in cui erano le “mondine” che, tutte in fila, stavano ore ed ore con le gambe nell’acqua a “mondare” i campi.
da Wikipedia

da Wikipedia


Eppure, giudicando le varie fotografie che si possono trovare, sapevano ancora sorridere… malgrado il lavoro massacrante.
Oggi ci sono le macchine e le mondine non esistono più. C’è però “dietro” sempre un grande lavoro e molte incertezze causate dalla meteorologia sempre più sbarazzina.

Mi son trovato a considerare il mondo di oggi che vede nell’avidità e nell’arroganza di pochi l’apparente ragione di esistere. Sì, apparente perché tutto quello che hanno è “in prestito”.

Oggi, quei campi allagati sono di un verde meraviglioso… quasi elettrico, e racchiude la nostra vera sopravvivenza, dato che non possiamo cibarci masticando una carta di credito o una banconota.
Vogliono essere queste mie parole un omaggio in chi crede ancora nell’agricoltura e nella natura (che ha tempi lunghi e tanta pazienza)… come dovrebbe essere in medicina.
NON SI PUÒ SEMINARE OGGI E RACCOGLIERE DOMANI.

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Sì, è proprio così. Abito a Lugano che mi ospita ormai educatamente e civilmente da un po’ di anni. Ho anche ricevuto la cittadinanza svizzera, ma sono rimasto anche italiano e, tramite il Consolato d’Italia di Lugano ho già votato… sì. Non foss’altro che per il fatto che spero che l’Italia venga un po’ meno deturpata e si facciano funzionare i SERVIZI.
Soffro, come italiano, quando leggo sul Corriere del Ticino questo articolo che vi offro integralmente, sorrido un poco come svizzero quando mi accorgo che fra poco potrò andare a Zurigo in treno, nella nuova galleria lunga ben 57 chilometri e che l’Italia non è stata capace di terminare un tratto di ferrovia per arrivare comodamente da Lugano alla Malpensa… dove a guadagnarci sarebbero solo i servizi italiani.

La cartina della Svizzera coi vari cantoni... PER GLI AMICI DI RENZI.

La cartina della Svizzera coi vari cantoni… PER GLI AMICI DI RENZI.

AMO L’ITALIA, MA NON SOPPORTO L’AVIDITÀ, L’ARROGANZA, L’EGOISMO, L’INGORDIGIA E LA MALEDUCAZIONE.

GLI SBRUFFONI MI FANNO VENIR VOGLIA DI VOMITARE.

HO PAURA E SOFFRO PER GLI ITALIANI CHE DEVONO SOFFRIRE “GRATUITAMENTE”.

Dal Corriere del Ticino del 16 aprile 2016

di GIOVANNI GALLI – «Col piglio dell’aspirante autocrate che, in fondo, è e si compiace di essere Matteo Renzi ha cambiato la Costituzione del 1948 con voto ordinario del Parlamento, invece che con le procedure della democrazia rappresentativa» ha scritto ieri su «Il Giornale» Piero Ostellino. Fosse solo quello. In realtà, il premier l’ha fatta ancora più grossa. Oltre alla Carta fondamentale del suo Paese, con lo stesso piglio ha allungato, di almeno un centinaio di chilometri, anche i confini di Stato. In una conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri – e quindi in un contesto che più ufficiale non si può – Renzi ha vantato i meriti del suo Governo in tema di opere pubbliche, appuntandosi sul petto, in tono trionfalistico, persino la medaglia di Alptransit. Insomma, a sentire il presidente del Consiglio, il tunnel ferroviario del San Gottardo si troverebbe in Italia, mentre la nuova trasversale alpina sarebbe stata pagata da Roma e non per intero dai contribuenti svizzeri.
A questo punto le possibilità sono due. O i nostri consiglieri di Stato Gobbi e Vitta, che negli scorsi giorni sono stati in visita di lavoro a Roma, hanno venduto segretamente il Ticino all’Italia. E in tal caso nulla da dire su Renzi. Oppure, ipotesi di gran lunga più probabile, il primo ministro ha poca dimestichezza con la geografia ed è talmente abituato a sparare cifre che stavolta non s’è accorto di averla fatta (e abbondantemente) fuori dal vaso. Per carità, non è la prima volta che oltre confine capita di assistere a simili scivoloni. Quando nel 2001 ci fu il rogo nel tunnel autostradale, il Corriere della Sera scrisse che il San Gottardo collegava l’Italia alla Svizzera. E pochi giorni dopo, due deputati dell’opposizione presentarono a Roma un atto parlamentare contro il Governo Berlusconi chiedendo conto delle negligenze nella gestione della galleria. Solo che in questo caso lo svarione è tanto più grave in quanto viene da una delle più alte cariche dello Stato. Con tanto di dramma nel dramma. Il ministro dei trasporti Graziano Delrio, che in quel momento sedeva accanto a Renzi, invece di tirargli un calcio sotto il tavolo per avvisarlo della gaffe, annuiva senza essere sfiorato dal minimo dubbio. E chi dall’altra parte del tavolo prendeva appunti se l’è bevuta in pieno. Ahinoi, nessun sito d’informazione italiano che va per la maggiore s’è accorto dello scivolone. Ora, visto che Renzi dovrebbe partecipare all’inaugurazione di Alptransit il 1. giugno, ci permettiamo di fargli presente quattro cose, in forma amichevole, giusto per evitargli nuove figure. Primo: forse Lei si è confuso con il tunnel di Monte Olimpino, che collega Como a Chiasso. Sappia che il San Gottardo, in realtà, si trova in Svizzera. Per arrivare a Pollegio, all’imbocco sud del tunnel di base, dal confine ci sono 74 chilometri in territorio elvetico. Quindi porti il passaporto. Secondo: Alptransit è costata 28 miliardi di franchi, tutti a carico dei contribuenti svizzeri. Se proprio ci tiene a versare un obolo, mandi un bonifico al seguente indirizzo: Ueli Maurer, Dipartimento federale delle finanze, Bernerhof, Berna. Terzo: la Svizzera non solo ha pagato tutta l’opera ma ha pure stanziato 280 milioni di franchi per realizzare in Italia il corridoio di 4 metri destinato al trasporto merci su rotaia lungo l’asse Nord-Sud. Quarto: la linea ferroviaria Mendrisio-Malpensa, che sarebbe dovuta entrare in funzione per Expo 2015, è stata ultimata solo in territorio ticinese. Quindi, meno proclami a vanvera e più fatti. E si compri un atlante geografico.

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