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Archive for the ‘sorridere’ Category

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Registrazione del 2 novembre 2018

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

L’Albero: “Caro Alessandro, che piacere vederti. Cosa hai fatto in tutto questo tempo?”

Alessandro: “Niente di speciale. Ho avuto molte cose a cui pensare… anche al fatto che mi sto accorgendo di essere un po’ vecchio davvero… sì, sì, proprio così. E tu, vedo che cinci a perdere il tuo bel verde… cominci a prepararti per l’Inverno.”

L’Albero, oggi 2 novembre 2018, comincia appena appena ad ingiallire.

L’Albero: “Per te importante è lo spirito. Sì, mi sto preparando al sonno invernale.”

Panchina Ingenua: “Sì, lo sento anch’io dalle tue chiappe che il tuo spirito è buono. Ti vieni a sedere? Ti abbraccerei… ma non posso; però i miei legni sono per te diventati quasi morbidi… solo per te.”

Alessandro: “Cara Petulante, non cambierai mai. Devo dire che si sta bene. Brava.”

L’Albero: “Abbiamo sentito che in Italia ci sono stati dei disastri terribili… anche e particolarmente nella tua Liguria. Tu hai ancora dei parenti a Genova?”

Panchina Petulante: “Buongiorno Alessandro… sì, abbiamo sentito; è stato terribile.”

L’Albero: “Anche qui il vento non ha mica scherzato. Mi ha portato via un po’ di foglie e rami… la Primavera prossima provvederò a rimpiazzare tutto. Ora caro Alessandro raccontaci un po’ cosa sai della tua Liguria.”

Alessandro: “Come siete gentili… quasi affettuosi. Sì, ho ancora dei parenti a Genova e vicino a Genova. Loro non hanno avuto danni, salvo la caduta di olive da alberi in un terreno non lontano dalla città. Un altro mio parente che possiede un centinaio di alberi di olive pronte per il frantoio, ha dovuto soffrire vedendole in buona parte strappate via dalla furia del vento… e pensare che si trova in provincia di Imperia dove l’olio d’oliva è sopraffino.”

L’Albero: “Mi dispiace moltissimo per quel tuo parente. Noi alberi “lavoriamo” anche molto per voi Umani… e so per certo che i miei colleghi ulivi godono immensamente quando possono offrirvi degli ottimi frutti. Tutto potrà riprendersi; l’importante è che voi Umani dovreste rispettare un po’ di più la natura che vi circonda. Sì, perché voi Umani siete un po’ birichini e, se un albero vi arriva in testa, potrebbe darsi che sia malato perché gli avete avvelenato l’aria.”

Alessandro: “ Lo so, lo so. Basta prendere in considerazione l’uso sconsiderato della plastica.”

L’Albero: “L’uso sconsiderato della plastica è un esempio che dimostra per l’ennesima volta che il Genere Umano è difettoso. Anche l’immensa considerazione del PIL è una dimostrazione dell’esistenza di voi difettati.”

Petulante: “Ma cosa dici caro nostro Albero? Il PIL dimostra le condizioni di benessere o meno di una popolazione… o di una Nazione; dove sarebbe il difetto di cui tu vorresti parlare?

L’Albero: “Le recenti tempeste che hanno messo in ginocchio alcune parti d’Italia potrebbero essere una dimostrazione di quello che vi sto dicendo. Cercate ora di seguire il mio ragionamento.

Il PIL è sempre sotto osservazione. Ogni Nazione, almeno dalle nostre parti, vuole che cresca. Se, per esempio, tanti automobilisti si mettono in marcia, ci sarà un maggior consumo di carburante… e allora il PIL crescerà; se tutti gli automobilisti se ne stanno un po’ di tempo in coda e viaggiano molto lentamente, consumeranno una quantità maggiore di carburante e il PIL crescerà ulteriormente… quindi dipende dai consumi. Se, facendo un altro esempio, in una determinata località tutti avessero un orticello e non dovessero andare lontano per raggiungere il posto di lavoro e, utilizzassero tutti i mezzi pubblici, il PIL crescerebbe poco… e crescerebbe ancor meno se tutti o quasi tutti, oltre ad avere l’orticello avessero anche qualche gallina e, in cooperativa qualche mucca e qualche maiale.

Quindi, se si consuma in modo “ufficiale” il PIL va su, in caso contrario, il PIL non sale o, addirittura scende. Quando scende, nel nostro caso, la popolazione vive più serenamente.

Ingenua: “Queste cose le sappiamo… si chiama anche “Auspicata decrescita”… più o meno. Dov’è il nesso logico fra il difettato Genere Umano e i recenti terribili fatti avvenuti in Italia e, tanto per poter concentrare il discorso, in Liguria… terra del mio amico Alessandro… del quale sento con gioia le calde chiappe?

L’Albero: “Se tu avessi un pizzico di pazienza…

Appunto recentissimamente, una buona parte della costa ligure è stata disastrata; a Rapallo i marosi hanno fatto sgretolare la diga del porto; più o meno la stessa cosa è accaduta a Santa Margherita… molte imbarcazioni sono andate distrutte. Inoltre, la strada litoranea che da Santa Margherita Ligure portava a Portofino… non c’è, per buona parte, più.

Naturalmente, dopo i primi momenti in cui tutti si danno da fare e nessuno chiede niente, entra in azione la “ricostruzione”. Per quanto riguarda le barche si cerca di salvare il salvabile, ma, dopo questa prima fase nella quale verranno chiamate in causa anche le assicurazioni, ogni proprietario di barca cercherà di ripararla o di comprarne un’altra e, per quanto riguarda il porto turistico, verrà costruita un’altra diga… più robusta; e poi, non solo ci si darà da fare per ripristinare i collegamenti con Portofino, ma dovrà essere ricostruita la strada.

Ecco che, per fare tutte queste cose, dovranno lavorare, dapprima i cantieri navali, poi chi dovrà progettare le ricostruzioni di dighe e strade… e poi le maestranze per ricostruire… oltre ad attrezzature e materiali. Se poi si guardano un po’ le foto della strada martoriata che va a Portofino, si possono vedere molti cavi e tubi che, dovranno essere ripristinati o sostituiti da maestranze specializzate. In poche parole, solo quello che è accaduto nel Tigullio darà molto lavoro a tante persone, e allora, cosa succederà?

Ingenua: “ Ho capito… ora ho capito. Succederà che il PIL salirà… grazie al terribile fatto che tanta gente è stata male e ha sofferto.”

L’Albero: “Bravissima… vedo che sono riuscito a spiegarmi e tu hai anche compreso che il PIL salirà come conseguenza di una calamità naturale. Ora, io ho preso in considerazione una piccola porzione di territorio della Repubblica Italiana, ma, se si pensa che quasi dappertutto in Italia ci sono stati “disturbi e danni” causati da piogge e vento, è chiaro che in molte Regioni si dovrà lavorare e spendere soldi per rimettere in ordine la situazione. Se poi si aggiungono le incurie degli Umani che si sono dimenticati che si potrebbe prevenire… anziché curare, il PIL potrà crescere ancora di più.”

Petulante: “Scusate, ma, mi viene da ridere perché penso a quello che potrà succedere.”

L’Albero: “Sarebbe a dire?”

Petulante: “Potrà succedere che se il PIL, questo benedetto PIL, effettivamente salirà, anche di poco… anche più di quanto prevedono gli “Economisti”, gli Umani che sono o saranno al Governo, gongoleranno e penseranno di essere stati bravi.”

L’Albero: “Il tuo pensiero e il tuo sorridere sono molto validi… tanto più che hai menzionato gli Economisti… Questi Umani, io ancora non li ho capiti. Sono pagati per prevedere e non prevedono quasi mai qualcosa di intelligente. Ma tu Alessandro, non dici niente? Te ne stai lì zitto zitto.”

Alessandro: “Cosa vuoi che dica. Meglio star zitti. State dimostrando i limiti degli Umani e delle umane cose… e pensare che troppi Umani fanno la voce grossa e pensano di essere dei piccoli padreterni!”

L’Albero: “Ma noi non vogliamo parlar male di nessuno… anche se a noi alberi capita spesso di dover soffrire a causa della vostra incuria.”

Ingenua: “È vero caro nostro Albero. Qui noi ti proteggiamo quanto possiamo.”

L’Albero: “Grazie cara. Caro Alessandro, volevo chiederti se hai dei riscontri filatelici di Portofino… tu che ti sei sempre dilettato coi francobolli”

Alessandro: “Sì, un francobollo del 1974… uno dei primi francobolli delle Poste Italiane circa località “notevoli” d’Italia. Quel francobollo uscì assieme a quello di Gradara. Ve lo presento:

Francobollo del 1974

 

Non è speciale… però ci presenta una località veramente unica. Non solo l’insenatura naturale, ma le case del borgo… uniche. Vi presento anche il timbro che accompagnò questo francobollo.”

TIMBRO DI PORTOFINO

L’Albero: “Ma tu Alessandro sei già stato da quelle parti?”

 

 

Alessandro: “Certamente. Più di una volta. Ai tempi, quando ero veramente giovane, il Tigullio era una méta domenicale dei genovesi. Ora vi mostro un pezzo della strada completamente distrutta:

 

Da GenovaQuotidiana

 

Si vede la strada… che non c’è più, però si vede anche uno scoglio con un pino… un tuo collega caro Albero.

Te lo faccio vedere anche in una foto ripresa dal mare dal mare:

Da IL SECOLO XIX. Il pino de la Carega.

 Ebbene questo alberello che, chissà per quale ragione è riuscito a crescere su quello scoglio, ha resistito a onde alte più di 10 metri; ha resistito a quelle onde che hanno spazzato via la strada. È diventato un simbolo per i liguri del posto.”

L’Albero: “Fantastico il mio collega. Chissà com’è stato male! Piango però per tutti i colleghi miei distrutti dalle intemperie in Veneto e nel Trentino.”

Alessandro: “Sì, veramente difficile da credere quanti alberi abbiano perso la vita.”

Petulante e Ingenua: “Molti continueranno a vivere… come noi… veniamo da alberi… e siamo vive e contente di poter essere utili alle chiappe di voi Umani… anche se qualche volta…”

L’Albero: “…anche se qualche volta…”

Petulante e Ingenua: “Sì, qualche volta abbiamo a che fare con degli Umani così maleducati…”

Alessandro: “Ora devo andarmene… ma tornerò presto. Vi abbraccio.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao… e, salutaci tua moglie.”

 

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Questo è quanto ho potuto leggere sul corriere… con questa fotografia.

Corriere

Effettivamente è molto interessante e incomprensibile come un iceberg possa presentarsi squadrato in quel modo. Non so e non mi è dato sapere dove è sta fatta la foto… e, sinceramente non m’interessa perché viene fatto del sensazionalismo per qualcosa che forse non lo è e che vuol farci essere ossequienti verso chi detiene il potere… in questo caso la NASA.

Ma perché tutto questo discorso?

Semplicissimo, perché, proprio nel 2015, quindi esattamente 3 anni fa, mi son trovato a fotografare qualcosa del genere, ma, non solo un pezzettino come la foto del Corriere, ma, in un certo senso, completo.

Sono diventato vecchio e, mi diverto sempre di più, nel senso che mi trovo a sorridere, nel dovermi rendere conto che chi ci governa insiste nel tentativo di inculcarci l’esistenza, da parte di “loro”, di un comportamento piuttosto unico destinato a proteggerci dalle calamità naturali e dai vicini (o lontani) molesti e portatori di disgrazie. Contemporaneamente, potremmo dire sottobanco, continuano a permettere, per esempio, la produzione di oggetti pericolosi, detti volgarmente armi, che saranno venduti per l’impinguamento di chi già è grasso. Sempre contemporaneamente, non si muovono in modo sistematico per il territorio dove “vive” il popolo e lasciano il cosiddetto “dissesto idrogeologico” alla mercé delle bombe d’acqua… sempre più frequenti e catastrofiche.

Loro, sempre loro, direbbero che il dissesto e i “Servizi” malfunzionanti, non potranno essere messi “in ordine” perché mancano i “soldoni”.

Ma perché, almeno per noi italiani, mancano?

Perché la malvagia Europa non ce li dà… o non ci permette di spendere quelli che ci sono… o per altri motivi sempre collegati all’Europa che vuole o non vuole.

Francobollo del 1981

Si sa che i francobolli possono anche raccontarci qualcosa. Ebbene, per quanto riguarda i “dissesti”, ne parlò già un francobollo da 80 lire nel 1981, poi, nel 1995, un altro francobollo con sovrapprezzo ci disse che esistono le alluvioni … dopo quello dell’alessandrino. È chiaro e garantito che non si può prevedere e prevenire tutto, ma, se si spendessero sistematicamente un po’ di pecunia per il terreno della Patria, forse, quando la pioggia arriva torrenziale, i danni sarebbero limitati… o non ci sarebbero per niente.

PRO ALLUVIONATI del 1995

 

I Servizi… ma cosa sono questi benedetti servizi?

Tutto ciò di cui la popolazione ha diritto dopo aver pagato le tasse… dalla scuola ai treni passando attraverso le aule dei tribunali.

Se i servizi non funzionano è la conseguenza dell’evasione fiscale e magari pure dei capitali trasportati all’estero?

Sembrerebbe proprio così… almeno ce lo vogliono far credere.

Quindi, mancano i soldi perché non tutti i cittadini pagano le tasse o portano i soldi alle Isole Cayman e allora…

cadono i soffitti delle aule scolastiche,

le case per i terremotati non arrivano… e se arrivano fanno acqua,

la corrispondenza viene recapitata quando capita,

i tribunali lavorano a singhiozzo e le cause hanno tempi lunghi,

i gabinetti dei treni sono difettosi o sporchi e…

muore tanta gente… proprio quella che in quel momento si trovava su quel ponte autostradale “difettoso”.

O è il Genere Umano difettoso?

Dicevo che son diventato vecchio…

ho visto la guerra,

i bombardamenti anglo-americani,

la Repubblica di Salò,

il referendum per il regno o la repubblica,

tanti manifesti inneggianti al Partito Comunista Italiano e altrettanti inneggianti alla Democrazia Italiana,

VERDEAZZURRONOTIZIE

Gino Bartali che salva l’Italia da una rivoluzione,

le camionette della Polizia incendiate in quel di Genova perché il congresso di un legittimo partito dava fastidio ai portuali… e non solo,

tanti Governi sempre pronti a fare riforme,

la Lega Nord che sputa su Roma ladrona,

Governanti non eletti dal popolo… e molto altro… fra cui ciò che è accaduto negli ultimi anni.

Ho studiato in Italia, ma l’ho lasciata il giorno dopo la laurea perché, come scrissi sul mio libro:

Una Nazione che non paga, o permette che non venga pagato chi lavora, non dovrebbe essere degna di rimanere al cospetto della civiltà.

Ritornai, ma fui “costretto” a ripartire a causa di certe istituzioni nazionali violente, grette e irrispettose.

Ho avuto la fortuna di diventare vecchio e di poterla raccontare. Oggi sono obbligato a sorridere, o piangere?, di fronte al mentecattismo di Governanti che “lavorano” per il popolo (!) dimenticandosi delle vere esigenze della popolazione.

Mi son permesso di enunciare per sommi capi alcune delle vere esigenze… e “quelle farebbero la tanto decantata “crescita” perché permetterebbero di “lavorare”. Permetterebbero di “fare” a chi veramente vuol “fare” senza la necessità di essere “furbi o furbetti”.

Lo so, sembra ch’io abbia inventato l’acqua calda, ma perché non si trova la forza di mettere da parte gli innumerevoli “travet” della burocrazia che sfoderando “la legge” non permettono di “fare” a chi vorrebbe fare?

Tutto è partito da un pezzo di ghiaccio ben squadrato e misterioso… che solo la NASA sarebbe riuscita a trovare e ora ce lo fa vedere. Perché “loro”, solo loro ci sanno fare e noi dobbiamo essere ossequienti.

Forse oggi c’è qui da noi “Qualcuno” che vuol produrre dei cambiamenti… e forse è vero. Perbacco, lasciamoglielo fare… Perché quelli che si sono installati a Bruxelles e a Strasburgo dietro a una scrivania e un microfono per paura di perdere la scrivania e il microfono mettono i bastoni nelle ruote paventando la povertà di tutti?

Non voglio e non potrei sostituirmi a chi ci governa, ma, anche se è spesso amaro, continuo a sorridere. Penso che non ci vorrebbe molto a collegare il cervello… non proprio del tutto, ma un pochino… poco poco… e il Genere Umano si troverebbe ad essere un po’ meno difettoso.

Eccola la mia foto:

ICEBERG

È bello… o no? questo pezzo di ghiaccio che Madre Natura mi ha permesso di fotografare?

Ma non è più bello di quello della NASA?

Forse qualcuno si chiederà dove sono andato a trovarlo. Forse un giorno ve lo dirò, ma non oggi.

 

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I GOVERNANTI… e i magistrati.

 Registrazione del 26 agosto 2018

Personaggi:
L’Albero,  Panchina Petulante, Panchina Ingenua e Alessandro.

 

 L’Albero:  “Buon Giorno Alessandro. Finalmente vieni di nuovo a trovarci.”

L’ALBERO

Panchina Petulante: “Sì, siamo piuttosto tutti arrabbiati. Chissà cosa hai fatto in tutto questo tempo.”

Panchina Ingenua: “Anch’io sono piuttosto arrabbiata, ma, più che arrabbiata sono triste. Pensavo mi avessi dimenticata. Ci vieni a posare le tue chiappe sui miei legni?… te li faccio diventare morbidi.”

Alessandro: “Mi lasciate parlare? Ok Ingenua mi siedo… così posso parlare meglio.”

L’Albero: “Sai, eravamo preoccupati. Sappiamo che non sei più giovane… e tu ti consideri ormai nella categoria dei vecchi. Temevamo fossi stato male.”

Alessandro: “Siete tutti così gentili e… affettuosi. Grazie.

Akureyri

Sono stato, dopo tanto tempo, dapprima in crociera attorno all’Islanda, dove ho scoperto ad Akureyri, il semaforo col cuore… che dedico a Ingenua, poi nella mia Liguria… che mi manca ma non posso farci niente perché non sempre si possono combattere le vicissitudini della vita. Ora sono qui, ma per poco… perché vorrò tornare ancora un po’ in Liguria… finché il tempo lo permetterà.”

Ingenua: “Caro Alessandro, sei proprio affettuoso… ti ringrazio di cuore. Sai, nei miei legni c’è cuore… perché i miei legni sono vivi e comprendono.”

L’Albero:“Sì, sappiamo che sei ligure, ma proprio genovese… non è così?”

Alessandro: “Sì, è proprio così, sono nato, cresciuto e “studiato” a Genova.”

L’Albero: “Appunto abbiamo pensato a te… proprio recentemente, in occasione di quel terribile e “impossibile” disastro che s’è verificato nella tua città. Quel ponte autostradale crollato tutto d’un botto. Abbiamo anche temuto per te, dato che non ti vedevamo; e speriamo anche che nessuno dei tuoi parenti sia stato coinvolto.”

Alessandro: “Vi ringrazio. Sì, son passato moltissime volte su quel ponte, ma non recentemente. Ora quel ponte non c’è più, hanno contato i morti, hanno contato i feriti, ci sono stati dibattiti a “tonnellate”, se si potessero pesare, però, per il momento il colpevole ancora non esiste.”

L’Albero: “È questo il punto che noi non riusciamo a capire.”

Petulante: “Noi appunto dicevamo che sembrava proprio che i politici fossero così arrabbiati… per non parlare della popolazione, dei genovesi.”

L’Albero: “Sì, è proprio così, pensavamo che trovassero subito il gruppo di colpevoli… o il colpevole. Ci fu pure l’Umano Mattarella che parlò di “rigore” nelle indagini.”

Ingenua: “Scusa Albero se t’interrompo, ma l’Umano Mattarella non è da prendere in considerazione. Non mi sembra un Uomo vero; quell’Umano fa sempre tanti bei discorsi… ne fece anche ai terremotati, te lo ricordi? “Non vi abbandoneremo” disse, e forse ci credeva, ma non aveva fatto i conti col popolo del quale era Presidente. Le macerie, ovvero molte macerie sono ancora là.”

L’Albero: “Consideriamo piuttosto le notizie dell’altra sera, quando l’Umano Matteo Salvini è stato preso di mira da un magistrato e “indagato”… si dice così?, per non aver permesso lo sbarco a un certo numero di “migranti” salvati in acque maltesi da una nave della Guardia Costiera italiana.”

Alessandro: “Non mi sento, come genovese ancora incapace di comprendere il crollo di un ponte di quella portata, dover comprendere, uso lo stesso termine, un magistrato che va a mettersi contro un Ministro della Repubblica voluto da una buona parte di italiani. Trovo inconcepibile quel crollo, che dovrebbe “sistemare” un po’ di gente dietro le sbarre, e, ugualmente inconcepibile, il comportamento di quel magistrato siciliano.”

Petulante: “Secondo te, Alessandro, ti sembra giusto che venga impedito a tanti poveretti di raggiungere l’Europa? In fondo loro stanno male e desiderano star meglio… non ti pare?”

Alessandro: “Potresti aver ragione. Ricordo però che, quando emigrai per la prima volta in Svizzera, avevo un passaporto e un contratto con un datore di lavoro. Ricordo anche che mi capitò, più di una volta, di incontrare in treno degli italiani, quelli con le valigie legate con gli spaghi, che viaggiavano per andare a lavorare in Svizzera o in Germania; avevano tutti un contratto e, in molti casi, prima di proseguire dovevano, in zona confinaria, essere controllati dai Sanitari svizzeri. Credo che non ci sarebbe niente di male se si riuscisse a fare un po’ di ordine anche in Italia.”

L’Albero: “Quindi, secondo te l’Umano Salvini fa bene ad essere inflessibile?”

Alessandro: “Direi di sì. In fondo il suo non è altro che un tentativo di far rispettare le leggi. Non so se ci riuscirà. So solo che quando tre anni fa sbarcai a New York fui sottoposto a vari controlli. Non mi fotografarono l’iride perché considerato vecchio e innocuo.”

Petulante: “Credo che tu abbia ragione. Quello che sta accadendo in Italia potrebbe essere niente male per un’operetta.”

L’Albero: “L’ho pensato anch’io… non osavo dirlo perché non volevo offendere Alessandro che stimiamo molto. Sinceramente, dopo aver sentito anche altri miei colleghi, l’Italia sta rischiando il ridicolo… eppure è un Paese così bello… con così tante risorse e così tante industrie di primaria importanza…”

Alessandro: “Speriamo che tutto si aggiusti e che ci sia un po’ di collaborazione da parte dei partiti dell’attuale opposizione. Ora devo salutarvi. Ti lascio cara Ingenua.”

L’Albero con Petulante e Ingenua: “Torna presto a trovarci.”

 

 

 

 

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Sorridiamo qualche minuto

Ridere e sorridere fa bene.

da “La Settimana Enigmistica”.

Ma sorridete davvero però… ci penserà poi Mattarella a bloccarvi.

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Piccola sequenza che può farci sorridere.

UNO

DUE

e TRE

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PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

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Registrazione del 30 luglio 2017

Personaggi:
Alessandro, Panchina Petulante, Panchina Ingenua, L’Albero, Albero Fantastico e Panchina La Tirolese.

 

Alessandro: “Son tornato. Come state amiche mie? E tu amico Albero?”.

Panchine Petulante e Ingenua: “Bene grazie, e tu? Speravamo tanto di vederti.”

L’Albero: “Bentornato Alessandro; scusa se sono indiscreto, ma, mi piacerebbe tanto sapere dove sei stato.”

Alessandro: “Beh… che domanda. Tu sai perfettamente dove sono stato e fai finta di fare il curioso perché le nostre amiche credano che tu non lo sappia… dato che non glielo hai detto.”

L’Albero: “Hai ragione. Quel mio collega di Merano ti ha visto, e so che avete anche fatto quattro chiacchiere circa i tempi di Sissi.”

Alessandro: “Già, anche lui non è nato ieri e si ricorda bene dei tempi passati prima della Grande Guerra.”

Ingenua: “Allora Alessandro, sei stato in Italia dove parlano anche tedesco? In fondo per noi qui in Svizzera non è per niente eccezionale dato che, se qui in Ticino si parla italiano, a Berna si parla tedesco e a Losanna si parla francese… e gli Umani della Svizzera riescono ad andar bene d’accordo.

Alessandro: E ho anche potuto sedermi su una tua collega… sulla quale, chissà perché, c’è chi si diverte ad imbrattarvi. Si chiama LA TIROLESE.

 

MERANO: PANCHINA LA TIROLESE.

Circa il discorso della lingua, se si vuole essere veramente precisi, più che per Merano, per l’Alto Adige oggi anche Südtirol, non fu tutto rose e fiori. Prima della Grande Guerra il Südtirol apparteneva all’Impero Austroungarico, i cittadini di quel territorio parlavano tedesco come in tutta l’Austria. Poi dopo la guerra, il Südtirol iniziò a far parte del Regno d’Italia e cominciò a chiamarsi Alto Adige, l’Impero Austroungarico fu ridimensionato e i cittadini di Bolzano e di Trento si trovarono a dover onorare, non più Francesco Giuseppe bensì il nostro Vittorio Emanuele III.

Petulante: “Quello piccolo?”

Alessandro: “Sì, era piccolo ma comandava poco, perché a comandare davvero arrivò un certo Benito Mussolini… e molte cose cambiarono.”

L’Albero: “Poi potremo parlare dell’Umano Mussolini. Ora raccontaci un po’ di Merano e di cosa vi siete raccontati.”

Alessandro: “Perché, tu che con le tue onde puoi farlo, non interpelli direttamente il tuo amico di Merano e facciamo una specie di “tavola rotonda”?”

Ingenua: “Cosa c’entra Re Artù?”

Alessandro: “Non c’entra nulla.”

Ingenua: “Ma la tavola rotonda non è quella di Re Artù e dei suoi cavalieri?”

L’Albero: “Dai su, mettiti un po’ tranquilla; per tavola rotonda in gergo scientifico s’intende parlare e discutere tutti insieme di un argomento come se si fosse tutti attorno ad un tavolo.”

Ingenua: “Grazie. Ho capito.”

L’Albero: “Sono riuscito a contattare il mio amico Fantastico di Merano.”

Alessandro: “Bravo.”

 Albero Fantastico: “Come va Alessandro? Tutto bene?”

Alessandro: “Certamente Fantastico. È tutto in ordine.”

Panchina La Tirolese: “Ciao Alessandro, lo sai che sono contenta di averti conosciuto?”

Fantastico “È stato un piacere poter fare quattro chiacchiere con te. Ho potuto rinfrescare il mio italiano. Tu sai perfettamente ch’io son nato in lingua tedesca, ma quando l’Umano Mussolini pretese di far parlare tutti solo in italiano, l’ho dovuto imparare anch’io… che poi l’italiano è una gran bella lingua. Purtroppo a quei tempi per noi fu molto difficile. Dopo la Grande Guerra anche gli Umani di Trento diventarono italiani; per loro fu sicuramente una gioia dato che parlavano italiano.

MERANO: L’ALBERO FANTASTICO.

Per noi no, tanto più che, secondo una politica un po’ stramba avremmo dovuto perdere la nostra lingua, la lingua dei nostri padri… Da un po’ di tempo, gli Umani d’Italia, quelli che hanno sempre parlato italiano, in poche parole quelli che si considerano italiani veri, stanno cominciando a capire quanto sia giusto per noi non dover perdere la nostra identità. Ora possiamo parlare la nostra lingua e possiamo prendere atto che in tutti gli uffici statali, gli impiegati, anche se vengono da Bari o da Ancona, devono parlare la lingua tedesca, nel senso che la devono conoscere.

Alessandro: “Ho visto infatti come anche la Polizia ha sulla fiancata dell’auto la scritta in tedesco POLIZEI oltre a quella in italiano POLIZIA.”

UN’AUTO DELLA POLIZIA A MERANO

Fantastico: “Purtroppo ci sono ancora troppi italiani, intendo quelli la cui madre lingua è l’italiano, che pretendono la lingua italiana anche fra tutti i nostri nativi, magari quelli dei paeselli in montagna.

L’Albero: “Potresti spiegarti meglio?”

Fantastico: “Molti Umani d’Italia dicono: “Qui siamo in Italia e qui si deve parlare italiano.” Non capiscono, è una questione d’incurabile miopia, quale può essere il vantaggio di avere una provincia nel territorio nazionale dove si parla perfettamente un’altra lingua… in questo caso il tedesco.”

La Tirolese: “Che poi, in Europa, il tedesco è una lingua piuttosto importante.”

L’Albero: “Ora ho capito. L’Umano italiano è un popolo stupendo con moltissime risorse, ma è convinto di poter solo insegnare e non accetta nessun insegnamento da altri.”

La Tirolese: “Scusate se v’interrompo. M’è venuto da ridere pensando al fatto che al tempo del fascismo, se una coppia veniva a sedersi su di me e voleva dirsi qualcosa di dolce, era obbligato per legge a dirselo in italiano. Non vi viene da ridere?”

Fantastico: “Non riesco a riderci sopra… era veramente terribile. Cosa volevi dire Alessandro?”

Alessandro: “Volevo dire all’Albero che ha detto giusto. Sai, durante il nostro soggiorno a Merano, ho potuto notare come molte cose funzionano bene… un po’ alla tedesca… o alla svizzera se preferisci.

L’Albero: “Mi piace di più se dici alla svizzera.

Alessandro: “Se poi fai tanto di aver bisogno di qualcosa di veramente italiano, e, per spedire una cartolina devi andare alla posta, ti accorgi di essere veramente in Italia. Il personale è gentilissimo, cosa, senza offendere nessuno, quasi rara nel resto della mia Patria; il funzionamento è però Italia Super.”

L’Albero: “Perché Super?”

Alessandro: “Perché, secondo voi, se qualcuno va alla posta per spedire una cartolina e cerca dei francobolli… e, se apprezza il francobollo, può cercare un francobollo bello?”

L’Albero: “Non l’hai trovato bello?”

Alessandro: “No caro… perché lo sportello che vende i francobolli belli ha mandato in vacanza l’addetto alle vendite, per cui lo sportello… è come se non ci fosse.”

L’Albero: “Essendo un ufficio postale avrà avuto altri francobolli… meno belli.”

Alessandro: “Vi permetto di ridere: NESSUN FRANCOBOLLO. Il valore necessario per la spedizione, ovvero uno pseudofrancobollo, viene stampigliato direttamente sull’oggetto di corrispondenza.”

AVEVO IL NUMERO 96

L’Albero: “Avresti dovuto andare nell’ufficio principale. Se si va in un ufficio piccolo…”

Alessandro: “Ma era l’ufficio principale di Merano.”

Petulante: Ho sentito bene? L’ufficio principale, cioè LA POSTA CENTRALE DI MERANO non vende francobolli?”

Alessandro: “Hai sentito benissimo. Quando ci sono andato io, esattamente il 22 luglio 2017… niente francobolli. Però, come ho già detto erano tutti molto gentili. Mi hanno indicato il direttore al quale ho spiegato che cercavo il francobollo commemorativo della FIAT 500. Andò a cercare quello che cercavo e me lo diede; però, non mi fu possibile integrare l’affrancatura della cartolina per la Svizzera; mancava un francobollo da € 0.05. La tariffa per la spedizione in Italia è € 0.95, per l’estero € 1.00. La Posta Centrale di Merano non aveva francobolli da 5 centesimi di Euro! È garantito che non si capisce bene per quale ragione la poste continuano a chiamarsi così se non vendono francobolli… ma ne stampano a vagonate per i collezionisti!

IL FRANCOBOLLO DEL 2017

Ingenua: “E come hai fatto? Posso chiederti per chi era la cartolina?”

Alessandro: “Puoi. Era per i miei nipotini. L’ho imbucata così, sperando che arrivasse… perché non volevo che mi deturpassero il francobollo con la stampigliatura dei 5 centesimi.

Prima di abbandonare questo folcloristico discorso chiarificatore del contorto comportamento delle Poste Italiane, vi mostro il manifesto che ho fotografato all’interno dell’Ufficio Postale proprio a Merano.

MANIFESTO NELLA POSTA CENTRALE DI MERANO

Propaganda i francobolli italiani… ma poi non li vende. Potremo riprendere questo discorso, anche alla luce del fatto che la Posta non ha diritto di deturpare un francobollo… quando l’ha venduto ed è diventato proprietà di chi l’ha acquistato.

Ingenua: “Poi ci dirai se i tuoi nipotini hanno ricevuto la cartolina?”

Alessandro: “Certo cara Ingenua. Devo dire caro Albero che a Merano hai dei colleghi bellissimi… a parte Fantastico vicino alla statua di Sissi (Elisabeth).”

Fantastico: “È vero. Ci sono veramente molti bellissimi alberi qui a Merano; so che ne hai fotografato più di uno. Quelli lungo la passeggiata di Sissi sono molto rinfrescanti… sì perché col rumore del fiume Passirio sembra che all’ombra degli alberi la temperatura sia meno afosa, intendo nelle giornate come quelle dei giorni scorsi in cui la temperatura ha superato i 30° all’ombra. E poi, bisogna dire la verità, qui si respira ancora un po’ l’aria dell’Impero.

IL SENTIERO DI SISSI

Qui, finché la nostra capitale era Vienna, veniva il bel mondo a godere l’atmosfera “sud delle Alpi”… un pochino come succede da voi in Ticino… che arrivano tanto dalla Svizzera tedesca quanto dalla Germania.

Inoltre, non si deve dimenticare che anche il nostro Kurhaus con le acque “speciali” attirava molta gente.

Ingenua: “E veniva anche Sissi? Ne ho sentito parlare… credo che fosse molto simpatica.”

Fantastico: “Certamente; forse non hai seguito bene. A lei piaceva tanto venire qui. Vicino a me hanno messo una statua di marmo… marmo di Lasa del Sudtirolo, per la precisione della Val Venosta. E poi c’è la “passeggiata di Sissi” che lei faceva veramente, in mezzo agli alberi e vicino al fiume.

Qui veniva il bel mondo da tutta Europa, addirittura dalla Russia. C’era, e c’è tutt’ora una specie di Colonia Russa. Venivano in molti, anche per curare la tubercolosi. Purtroppo, dopo la Grande Guerra, gli Umani del Sudtirolo hanno sofferto molto l’annessione al Regno d’Italia.

LA STATUA DI SISSI (ELISABETH) SCOLPITA NEL 1903 DAL PROF. HERMANN KLOTZ… 5 ANNI DOPO LA MORTE DI SISSI NEL 1898.

Fu una doppia sofferenza: La prima fu il confine coi tirolesi di Innsbruck dove prima chiunque poteva andare tranquillamente senza particolari restrizioni; la seconda fu l’arroganza delle italiche genti che, dopo aver vinto la guerra si mossero linguisticamente in modo tale per cui gli abitanti del posto si sentirono esuli in casa propria. Non si dimentichi poi l’avvento del fascismo che pretese di italianizzare tutto cercando di eliminare ogni elemento che aveva sapore di tedesco. Sono passati quasi 100 anni da quando il Sudtirolo fu annesso all’Italia; ancora oggi ci sono nelle valli Umani tirolesi del sud che odiano gli Umani d’Italia.

L’Albero: “Credevo che ormai dopo tanti anni il problema linguistico fosse stato superato.

Fantastico: “Non credo che possa essere facile accettare l’arroganza di chi t’impone di perdere la tua identità e l’identità della tua terra. È interessante prendere atto che durante la famigerata esistenza del Grande Reich, ci furono alcuni periodi in cui, non solo alcune famiglie optarono per il “trasferimento” in terra tedesca, ma addirittura, coll’Alpenvorland, il Sudtirolo assieme alle provincie di Trento e Belluno diventarono a tutti gli effetti un Land tedesco.

Lettera spedita da Belluno il 25 gennaio 1945 diretta a Vienna affrancata con francobolli del Grande Reich.

Durò poco dato che la disfatta era vicina, ma tramontò anche la speranza di quegli Umani troppo ottimisti che si ritrovarono di nuovo ad essere altoatesini.

Lettera spedita da Silandro diretta in Germania con francobolli recanti l’effige di Hitler.

Queste buste, trovate sul web, che mi fai vedere, sono molto interessanti, significative nonché dimostrative della dominazione del Reich.

Ho usato il termine altoatesini proprio perché questa parola può essere stata considerata in modo dispregiativo dagli Umani che lottavano per l’Indipendenza dall’Italia.

Alessandro: “Ricordo, dopo l’ultima Guerra, noi italiani molto lontani da questa realtà, ci trovammo a condannare senza riserve certi comportamenti violenti; oggi, anche se non li giustifico, posso comprendere l’insofferenza verso l’Italia. Il mio è il ragionamento del profano che non capisce niente, ma che, dopo aver soggiornato qualche volta in questo territorio, dopo essersi un poco immedesimato con empatia nella mente di chi ha subito per anni “il sopruso del conquistatore” comprende che si può perdere la pazienza e passare dalla parte del torto. La violenza è sempre sbagliata, ma, checché se ne dica, è violenza anche quella che mette in atto chi legittimamente si difende. È quindi tutto relativo e si arriva pure, perché no, ad apprezzare certe violenze.”

L’Albero: “Ricordo quello che Tasso e i suoi fratelli ci raccontarono di violenze, sempre da parte degli italiani, sugli slavi; ricordo anche che dovrebbero parlarci delle violenze che subirono gli italiani da parte degli slavi dopo l’8 settembre 1943. So che ce ne parleranno. Continuo però a non capire come fate voi Umani ad essere così violenti fra di voi. Quello che è emerso dalle vostre chiacchierate è che meno di 100 anni fa gli Umani delle provincie di Trento e Bolzano divennero sudditi del Re d’Italia; passarono dall’Impero di Francesco Giuseppe a quell’Italia che da non molto si era ritrovata unita. Però, per arrivare a questo molti Umani morirono, ovvero, molti Umani furono mandati a morire facendo leva su un’altisonante parola: “patriottismo”. Un tempo, chi si dava da fare per la Nazione nella quale era nato e cresciuto era un patriota; oggi, e veramente voi Umani fate ridere le mie foglie estive, chi lavora e si agita per la Patria è considerato “populista”; è perché per essere un vero patriota bisogna morire sul campo?”

Alessandro: “Ho l’impressione che tu, dall’alto dei tuoi rami, stia un po’ criticando il comportamento di noi Umani.”

Petulante: “Ho anch’io l’impressione che la tua critica sia abbastanza… quasi velenosa.”

L’Albero: “No, no. Non sono velenoso, sono semplicemente oggettivo. Voi Umani raramente vi accontentate. Ragionando a livello territoriale, da che mondo è mondo, avete sempre bisogno di espandervi e di andare a rubare al vicino; se non potete farlo con le armi lo fate sfoggiando la ricchezza, ossia la potenza economica. Solo un’antichissima repubblica non volle mai ingrandirsi.”

Ingenua: “C’è una repubblica con degli Umani che vivono in pace accontentandosi del territorio che hanno?”

L’Albero: “Certamente, è la Repubblica di San Marino. Nel 1797, l’Umano Napoleone che a quei tempi la faceva da padrone, offrì alla repubblica un ampliamento di territorio… che fu rifiutato. È probabilmente questa la ragione per cui questa simpatica repubblica esiste ancora.

Ingenua: “Quindi se quegli Umani sono uno Stato a tutti gli effetti hanno anche i loro francobolli e le loro monete?”

L’Albero: “Per questo devi rivolgerti ad Alessandro… è lui lo specialista. Chissà se c’è stato in quella piccola repubblica.”

FRANCOBOLLO DEL 1982

Alessandro: “Sì, ci sono stato. San Marino è molto simpatico e ha naturalmente i suoi francobolli. Questo del 1982, che vi mostro, ricorda Napoleone quando fece tappa da quelle parti.

Petulante: “Peccato… credo che non potrò mai andarci. Dimmi piuttosto caro amico Albero, qual’è la “potenza economica” paragonabile all’espansione armata?”

L’Albero: “Un esempio qui in Europa è sotto l’occhio di tutti: La Germania. Questa Nazione che poté espandersi grazie ai Panzer in gran parte dell’Europa, oggi impone povertà ai Paesi del Sud Europa con la scusa dell’Austerità… che dovrebbe far quadrare i Suoi conti. Qualcuno ha addirittura parlato di Quarto Reich. C’è una grossa differenza fra Austerità e Povertà!

Un altro esempio un po’ più lontano da noi potrebbe essere la Cina che, economicamente, ha messo da parte una quantità enorme di dollari USA. Grazie a questo “tesoro” in dollari, può, sotto sotto, dettar legge al governo americano. Lo fa sicuramente con riservatezza, ma, a certi livelli il Governo USA ha un po’ le mani legate.”

Petulante: “Questo starebbe a dimostrare quanto I soldi sono importanti… per gli Umani

Fantastico: “Caro amico ticinese… ma anche svizzero, ho seguito i vostri discorsi e sono d’accordo con voi circa l’importanza oggi dei soldi, ma anche ieri i soldi erano importanti quando voi svizzeri eravate un po’ la cassaforte del mondo; non per niente eravate considerati un paradiso fiscale. Chiunque poteva aprire un conto cifrato e depositare i propri averi. Oggi non è più così, però le vostre banche si sono adeguate all’andazzo mondiale accumulando clienti da spolpare. Com’è possibile che i capi delle banche guadagnino un mucchio di soldi (milioni di franchi svizzeri) e ai correntisti non paghino più interessi?… e va già bene se non ci sono interessi negativi! Un tempo c’era un pizzico di onestà per cui il cliente risparmiatore poteva comperare delle obbligazioni, portarsele a casa e ogni sei mesi tagliare con le proprie mani il cedolino e incassarlo gratuitamente in banca. Oggi non è più possibile… fa tutto la banca, si fa pagare ogni sospiro e gli esigui interessi difficilmente superano le spese.

Quindi, nello stesso modo in cui gli Umani della Cina sono un po’ proprietari degli Umani d’America, così le banche che dovrebbero essere al servizio del cittadino, riescono a governare… o a far governare dettando legge.

La Tirolese: “Ma è terribile quello che dici. Molti Umani, o devono attingere a quello che con sacrifici hanno risparmiato o, per fare arricchire pochi, diventano sempre più poveri. Non si può far proprio niente?

L’Albero: “ Certo che si potrebbe… ma non si vuole. E tu Alessandro cosa ne pensi?”

Alessandro: “Non si vuole… proprio così. Ne potremo riparlare. Ora devo lasciarvi; mia moglie mi aspetta. Saluti a tutti, particolarmente a Fantastico e a La Tirolese. A presto amici del Canton Ticino… miei vicini di casa.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao Alessandro… ti aspettiamo presto.”

Fantastico e La Tirolese: “Ciao… speriamo di rivederti a Merano.”

 

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Ho deciso di abbandonare la serietà… magari per un momento.

Da “La Settimana Enigmistica”

Certo che fare il medico in situazioni del genere…

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