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Archive for the ‘treno’ Category

 

Ogni tanto prendo il trenino e… faccio un salto in Italia.

IL TRENINO… sullo sfondo LUGANO

Poco più di venti minuti nel trenino… s’arriva a pochi passi dalla frontiera. Un ponte sul fiume Tresa e, sembra di respirare un’aria diversa.

Di qua la Svizzera, di là l’Italia.

A DESTRA LA SVIZZERA; A SINISTRA L’ITALIA

Faccio una piccola spesa e altre necessità… mi bevo naturalmente un caffè e, dopo aver riattraversato la frontiera mi aspetta nuovamente il trenino. È simpatico e, nei giorni feriali c’è ogni 15 minuti… puntuale… come puntuale è quasi sempre la Svizzera.

Normalmente mi porto un libro e la macchina fotografica. Ormai conosco a memoria il tragitto, e, se leggo, i venti minuti passano in un lampo.

Pochi giorni fa, come ogni volta, ad ogni fermata sale qualcuno. Questa volta però, ho visto una scena, almeno secondo me, stupenda. Una signora col cagnetto… l’ha preso in braccio… lui s’è messo a guardar fuori dal finestrino apparentemente molto interessato al panorama che passava davanti ai suoi occhi.

Ho chiesto alla padrona se potevo fotografarlo… mi ha detto di sì.

IL CANE

 

Non credo che quel cane abbia un pedigree. Penso sia il classico bastardino che si fa voler bene… fedele e affettuoso.

 

Ebbi a suo tempo un cane al quale ero ben affezionato… un pastore scozzese.

Poi non più; troppo impegnativo.

 

Ho un grande rispetto per i cani… meno per certe categorie di padroni… ancora meno per certe categorie di padroni che mantengono e ostentano cani pericolosi… senza museruola e, qualche volta, senza guinzaglio.

Non sopporto il proprietario di cane di un certo tipo che dice: “Non fa nulla” e non rispetta chi ha paura dei cani.

Chi ha paura dei cani, già si spaventa se sente un cane abbaiare; se poi sente due cani che litigano, o ancor peggio ringhiano…

Quelli che dicono: “NON FA…o… NON FANNO NULLA”, dovrebbero imparare che con qualunque animale tutto è possibile.

Quand’ero ancora veramente giovane fui spettatore della classica padrona di cani che, con tre cani NON al guinzaglio era convinta che non facessero NULLA. Incontra l’amica col bimbo; quei tre cani che NON FANNO NULLA, forse per gelosia, ma, sicuramente per maleducazione e ignoranza della padrona, azzannarono l’amica e il bimbo e, non fu facile farli desistere.

Caso unico?

NO.

Infatti la cronaca ci racconta spesso di avvenimenti di cani che NON FANNO NULLA, ma azzannano come niente fosse.

 

Anche in questo caso possiamo dire che certo Genere Umano è guasto?

Ho voluto prendere in considerazione l’interesse di Poste Italiane per quanto riguarda i cani. Stampano francobolli proprio per tutto, ma cani… pochissimi.

Questo ho trovato:

FRANCOBOLLO DEL 1994 di Poste Italiane

Nella serie ci sono altri tre francobolli con cani. Questo ho scelto perché mi piace molto il cane dalmata… e se ne vedono pochi.

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Dopo aver visto questo che Vikibaum (che ringrazio) ha messo in onda :

Da “La Verità”

Che può far sorridere; avrei voluto scrivere un articolo per analizzare il gusto di ingigantire ciò che potrebbe avere la sua modestia. Avrei voluto scrivere che non è il caso di fare tanto can can per un Congresso sulla famiglia. C’è chi la vuole in un modo… chi in un altro. C’è in Italia ancora un po’ di libertà ?

Ho deciso di non scrivere… ma poi, vedendo le illustrazioni dell’autostrada « tarpata »… quasi come un uccello che non può volare, ho pensato di scrivere qualcosa che avrebbe dovuto far arrossire quei mentecatti che hanno iniziato un’opera e non l’hanno finita… sfruttando i soldi dei contribuenti… quindi non solo mentecatti, ma forse anche un pochino ladri.

AUTOSTRADA TARPATA.

Questa è solo una cartina, ma se guardiamo la fotografia, potrebbe venirci la pelle d’oca.

La foto.

Perché si sono fermati bruscamente ?… o… perché hanno cominciato i lavori ? Avrei voluto approfondire il problema di quest’opera incompiuta, ma, dopo aver letto e commentato l’articolo di Saimon :

https://arrighisimone.wordpress.com/2019/03/31/9004/

mi sono accorto di non essere più uno spettatore, ma un oggetto di quanto accade giornalmente con accanimento sempre più spietato.

Così ho commentato l’articolo di Saimon :

Ora che sono diventato vecchio davvero, anche in questa Svizzera (non parliamo dell’Italia), sta pendendo sempre di più il sopravvento… la follia della burocrazia.
I giovani… quelli che lavorano… quelli che “fanno”… non permettono al vecchio di vivere decentemente il suo gran finale.
La società, non solo ha fallito, ma ci porta a perdizione.

 

Potrebbe sembrare ch’io abbia esagerato; da vecchio, malgrado l’aterosclerosi più o meno galoppante, riesco ancora a ricordare quello che avveniva…

Ho menzionato la Svizzera, ma in Italia è ancora peggio.

Due cosine sono sufficienti per dimostrare come la vita del vecchio, e per quello che lo diventerà, è diventata difficile.

1 – Un tempo, non molto lontano, se il “diventato vecchio” aveva risparmiato poteva comperare delle semplici obbligazioni. Andava in banca, le pagava e gliele consegnavano con i cedolini da tagliare per il rimborso degli interessi ogni 6 mesi. Questo significava che lui, dopo aver pagato l’obbligazione, non aveva altre spese. Ogni sei mesi si presentava allo sportello bancario coi suoi cedolini ben ritagliati e ritirava i soldini degli interessi.

Oggi, non solo gli interessi delle obbligazioni, se ci sono, sono bassissimi, ma, non si possono più comperare le obbligazioni come una volta; non si possono ricevere le obbligazioni cartacee e bisogna avere (e pagare) un “deposito bancario” nel quale verranno immesse virtualmentele obbligazioni acquistate.

Quindi, oggi le obbligazioni rendono poco o iente, ma bisogna pagare alla banca l’onore di averle acquistate e il piacere dell’incasso degli interessi.

Un tempo, si poteva possedere l’obbligazione, ma non era necessario avere un conto in banca. Oggi, se si hanno delle obbligazioni è obbligatorio un conto in banca (che costa) e un deposito titoli (che costapure lui).

Gli eventuali risparmi verranno delicatamentefagocitati dalla banca.

Indipendentemente dalle obbligazioni e dall’età, oggi le banche non danno più interessi ai clienti che depositano il denaro su un conto più o meno corrente. Dicono che è la congiuntura. Sembra infatti che le banche stiano male e facciano fatica a tirare avanti.

Non so in Italia; qui in Svizzera, pare che il Grande Capo dell’UBS abbia intascato un bonus annuale di 14 milioni di franchi svizzeri. Dico… e ripeto… pare. Vuol dire che le banche non stanno così male… solo che i guadagni se li tengono tutti loro.

 

2 – Le tasse… o le imposte… o cioè ciò che si dovrebbe versare allo Stato in cambio di Servizi.

Qui in Svizzera i Servizi ci sono. I treni non sono male e viaggiano puntualmente; gli ospedali lavorano ben bene e, per esempio, per una colonscopia non si deve attendere mesi e mesi.

C’è un però, e cioè che la burocrazia è sempre più invadente e, oltre a pretendere di sapere tutto, pretende anche le imposte su quel poco che si riceve di pensione, e, guarda caso, sull’affitto che non si paga se si abita in un alloggio di proprietà.

Mi spiego meglio. Per le Imposte, non solo in Svizzera, ma anche in Italia, bisogna pagare il balzello sulla pensione come se fosse un guadagno. Se è vero che i soldi che ricevo come pensione, sono semplicemente soldi miei che, versati a una specie di assicurazione, mi vengono “restituiti” scaglionati nel tempo, perché devono essere tassati come se fosse un guadagno? Per un vecchietto che vive della pensione, è o non è un furto legalizzatopretendere che paghi ancora le imposte su quanto gli vien restituito?

Che poi, se il vecchietto ha risparmiato un po’ di soldi ed è riuscito a comperarsi un appartamentino per non dover pagare l’affitto, non solo pagherà le giuste imposte per il fatto che lo possiede, ma dovrà pagare le tasse, in questo caso secondo me non giuste, sulla cifra che riceverebbe se affittasse l’alloggio nel quale abita come proprietario. In poche parole, l’ipotetica cifra che potrebbe incassare se affittasse l’alloggio, sarà considerata un guadagno. Proprio così. La pensione è un guadagno e l’ipotetico affitto anche, per cui, sommati e dichiarati come salario renderanno abbastanza al fisco… a mio parere ingiustamente.

Quel povero vecchio che ha cercato di barcamenarsi nel modo migliore e che ha risparmiato per la vecchiaia, se avrà ancora qualche soldino da parte da rosicchiare, riuscirà a diventare ancora più vecchio, altrimenti… lo attenderà un finale di vecchiaia fatto di stenti.

Non si dimentichi che per curarsi ed essere curato, dovrà regolarmente pagare a una cosiddetta Cassa Malati, che non è altro che un’assicurazione, delle cifre annuali non indifferenti.

 

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Albert Einsteinavrebbe detto o scritto :

 

Il mondo non verrà distrutto da coloro che fanno il male, ma da coloro che li stanno a guardare senza fare nulla.

 

Il mondo è fatto di piccole e grandi cose… analogamente il rapporto fra coniugi o il rapporto fra cittadini e Autorità, nonché fra Nazioni… grandi e piccole.

 

Ognuno ha il suo ruolo e quindi, ognuno « deve » poter fare la sua parte.

 

Pochi giorni fa, vidi nel contesto di un telegiornale, un treno della Circumvesuviana… tutto « dipinto » da abusivi colori… che non avevano niente a che fare coi colori originali del treno e neppure con quel qualche cosa che venga definito arte. In poche parole ho visto un treno, almeno esternamente, « sporco e oltraggiato ».

Proprio così… oltraggiato da mani e menti che non conoscono il significato dell’educazione e del rispetto.

 

Ho dovuto rammentarmi di quanto nei mesi addietro mi capitò di fotografare quasi per caso alla stazione di Lugano… in territorio elvetico… dove, forse solo apparentemente, esiste ancora un poco il rispetto dell’altrui cose.

UNO

DUE

 

TRE

QUATTRO

CINQUE

SEI

SETTE

OTTO

NOVE

Può darsi che qualcuno consideri queste « brutture » opere d’arte e le carrozze ferroviarie dei Louvre ambulanti ; io, credo che non sia corretto impiastrare in questo modo un treno, non foss’altro che per il fatto che il treno è di tutti e, in particolare di una Nazione…

 

Se vogliamo ora fare riferimento a quanto ebbe a dire il buon Albert Einstein, sembra che non ci sia la volontà di bloccare questo incivile fenomeno di imbrattare gli altrui oggetti, per cui le « Autorità stanno a guardare » aiutando la distruzione di una piccola parte di mondo.

Qualcuno è malato?

Chi sta a guardare o chi vuol distruggere?

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Beh, se devo proprio dire la verità, credo che l’italiano medio si sia stufato di sentir parlare di TAV. Come la maggior parte dei miei pochi ma affezionati lettori sanno, abito in Svizzera dove, fra l’altro, certi Servizi funzionano molto bene… anche i treni.

Da pochissimi anni è in funzione la Galleria di base del Gottardo… è lunga 57 chilometri e il treno ci passa dentro ogni giorno con passeggeri e merci ad una velocità di circa 200 chilometri all’ora.

 

Prima del 2016 si andava a Lucerna e a Zurigo attraverso la galleria, più corta e ad un livello più alto, inaugurata il 22 maggio 1882. Il treno saliva da Biasca fino ad Airolo, s’nfilava nel tunnel e ne usciva dalla parte dove si parla tedesco nel cantone di URI a Göschenen. Da lì scendeva… entrava un po’ in galleria… faceva dei giri… faceva vedere a vari livelli la chiesetta di Wassen finché raggiungeva il Lago dei Quattro Cantoni… per andare dopo Arth Goldau a Basilea o a Zurigo.

Da Web : IL TRENO E LA CHIESETTA DI WASSEN

 

Da Web : I TORNANTI DEL TRENO IN GALLERIA PER SCENDERE DA GÖSCHENEN

Ma prima ancora, prima che decidessero di fare il buco nella montagna per farci passare i treni, se si voleva passare dall’altra parte, cioè dal Cantone Ticino al Cantone di Uri e da lì a Zurigo o Basilea, bisognava andare con la Diligenza… che è molto bella, ma, oggi un po’ scomoda e forse un po’ lenta.

Da Wikipedia : La Diligenza del Gottardo

Ordunque, io non so se quando costruirono la prima galleria presero in considerazione i costi e i benefici… e non so neppure se, prima di cominciare a costruirla, si battibeccarono a non finire nel parlamento di Berna.

So per certo che passai in treno in quella galleria moltissime volte, di giorno e di notte e, sul trenoseduto al posto di guida del mio antico Topolino B.

IL MIO TOPOLINO… SUL LAGO DI THUN (SVIZZERA)

So anche per certo che, per la costruzione di quella galleria ci furono dei morti (quasi 200) e che, molti italiani lavorarono per la costruzione di quella galleria. Ancora oggi ci passano i treni… per il servizio locale e per chi vuole godersi il panorama.

 

Da Web: Lapide in memoria dei morti sul lavoro durante la costruzione della galleria

Non sono mai stato sulla linea attuale che porta a Lione da Torino, ma, ho l’impressione che la zuppa sia molto simile a quella del Gottardo. Qui in Svizzera si voleva unire due cantoni della stessa Nazione, il Ticino e Uri, nonché Genova sul Mediterraneo e Amburgo sul Mare del Nord ; per la benedettaTAV si vuole unire l’Italia alla Francia, ma, ancor più l’Europa dell’Est con quella dell’Ovest.

 

Se bisogna far star meglio i popoli e sperare che si trasporti le merci sulle rotaie anziché in aereo o sui TIR che intasano le autostrade… e le logorano, non si guardino i costi e i benefici… perché i benefici ci saranno, ma non subito, sicuramente fra un po’ di anni.

 

Sono medico, e, almeno qui da noi, se qualcuno anche vecchio sta male, per curarlo, non si calcolano e i costi benefici… anche se in certi angoli della Terra, prima di iniziare a curare qualcuno, si desidera prima vedere se ha una carta di credito valida.

 

La nostra Madre Terraè malata. In considerazione del fatto che l’umana popolazione vuole spostarsi sempre di più e pretende di mangiare le fragole a Natale, credo che il mezzo di trasporto meno inquinante sia proprio la ferrovia. Se è veloce si evitano gli inquinamenti di petrolio e gomme nonché aerei… compresi gli inquinamenti fonici per chi abita vicino a trafficati aeroporti.

 

Un paio di anni fa, prprio qui a Lugano acquistai una rosa per mia moglie. Non era né la festa della donna e neppure il giorno di San Valentino… era un giorno come tutti gli altri ; semplicemente volevo fare un piccolo omaggio alla mia consorte. Il negozietto vendeva solo rose. Dopo aver pagato, sapendo con certezza che in Liguria esistono delle coltivazioni specializzate in rose, chiesi : « Da dove vengono questi fiori ? »

La risposta mi lasciò sconcertato : « Dal Perù ».

« Li portano coll’aereo ? » chiesi.

La risposta fu affermativa.

Potrei sbagliarmi perché è passato già qualche anno ; sono comunque sicuro che la provenienza era da uno stato dell’America del Sud. Fu l’ultima volta che acquistai delle rose in quel negozietto.

Allora non bisogna meravigliarsi se compriamo i limoni che arrivano dall’Argentina, le noci dal Cile o il rosmarino da Israele.

Mi sono stufato di sentir parlare di TAV, ma soprattutto mi secca dover prendere atto che i nostri Governanti non ragionano, almeno secondo me, collegando il cerebro per il bene della popolazione… anche quella che verrà, ma a dipendenza dei voti che potranno perdere o ricevere nella prossima consultazione elettorale.

Anche se son convinto che l’asse EST OVEST dei treni veloci avrebbe dovuto passare da Ventimiglia, penso che sarebbe una buona cosa se l’Italia si svegliasse un po’ e la smettesse di far passare il tempo in modo così inutile… che la facciano questa TAV… intanto è garantito che sarà fatta.

Se, durante i venti anni in cui lavorai come medico anestesista, mi fossi comportato coi tempi di questi nostri Governanti, credo che avrei ricevuto molti premi dai gestori di Pompe Funebri.

MA « LORO », NON DEVONO RENDERE CONTO A NESSUNO DEL LORO OPERATO ? PERCHÉ PER « LORO » NON ESISTONO LE PORTE DELLE GALERE ?

 

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Questo è di avant’ieri:

GenovaQuotidiana del 23.01.19

Per un po’ di ghiaccio e neve fermano i treni? Ma non lo sapevano che sarebbe arrivato il freddo?… o speravano di essere aiutati dal “riscaldamento globale”?

Non riesco a capire con quale sfacciataggine si riesce a bloccare il movimento dei treni perché non si è stati capaci di sistemare preventivamente il problema.

Ma non lo sapete cari Dirigenti delle ferrovie che ci sono dei posti in Europa dove il problema è stato risolto da tempo? Perché non vi fate consigliare?

Dite la verità… è più comodo sopprimere un treno… chi ve lo fa fare… essere rispettosi… e un poco onesti verso chi paga? Meglio starsene tranquilli in poltrona… intanto il freddo diminuirà e gli utenti se ne dimenticheranno.

Perché portate così poco rispetto verso la sofferenza dei vostri utenti?

Non capisco perché non ci si può rendere conto di quanto disagio si può arrecare a chi deve viaggiare.

Si direbbe che i Dirigenti delle Ferrovie, così incapaci e senza la volontà di fare bene, siano stati estratti a sorte da un elenco telefonico in disuso.

Posso capire:

GenovaQuotidiana del 24.01.19

Sì, perché il vento può essere pericoloso. Meglio usare un altro scalo piuttosto che mettere a repentaglio la vita dei passeggeri.

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È Autunno… il cielo è azzurro.

Quel ramo del lago di Lugano…

Il lago, la nebbiolina e il sole già alto. Il trenino viaggia tranquillo e… aiuta a sognare e… fa credere per un attimo che vada tutto bene e che il Genere Umano possa rinsavire. QUANTA SERENITÀ!

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Molti sanno che son genovese… in particolare di Pegli.

Leggo su GenovaQuotidiana:

https://genovaquotidiana.com/2018/11/09/deragliamenti-e-allagamenti-genova-una-citta-in-ostaggio/

e in particolare che “s’è allagato il sottopasso a Multedo”.

Se è quello che sembra dalla fotografia, è quello che già esisteva quando sono nato, a Multedo di Pegli, e che, quando ci passavo col tram, perché di lì ci passava il tram, qualche volta s’allagava, perché qualche volta pioveva anche quando ero bambino e poi ragazzo… e da lì ci son passato moltissime volte.

Insomma, perché dare la colpa alle piogge?

Se si allagava 80 anni fa, se ancora oggi s’allaga vuol dire che nessuno ha mai pensato che sarebbe stato possibile fare qualcosa.

Ultimamente è crollato un ponte… e probabilmente non è colpa dei genovesi; però, ad altri livelli, credo proprio che non fu sbagliato, da parte mia, scrivere in molti articoli che LA LIGURIA DORME.

Questo lo scrissi il 6 febbraio 2016, e potrebbe valer la pena di leggerlo:

 

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2016/02/06/festival-della-canzone-e-la-liguria-dorme/

 

Nell’articolo di GenovaQuotidiana che ho riportato più su, sembra proprio che la sfortuna si sia accanita su Genova e sulla Liguria (vedi Portofino e Rapalo). Io credo però che sia colpa dei liguri se ancora non c’è il TERZO VALICO e se i treni in Liguria viaggiano male. Hanno sempre viaggiato male…

Se a Roma c’è un certo Toninelli che non ha capito che i treni, per una città come Genova, sono di importanza vitale, può anche essere colpa di chi ce l’ha messo… oppure non ci sono dei parlamentari liguri capaci di farglielo capire?… o dormono anche loro?

Certamente ha piovuto troppo e il mare ha dimostrato “troppo” di essere veramente forte, per cui bisogna dare atto ai liguri che la dea Fortuna s’è voltata dall’altra parte; c’è però da dire che, malgrado le batoste degli anni scorsi, i genovesi non sono stati capaci di imparare qualcosa… sembra almeno così.

Non sono quasi mai in Liguria, però ci fui il 2 maggio in comitiva all’Euroflora di Nervi.

Ebbene, quel giorno pioveva e ci trovammo, grazie alla difettosa organizzzione dei genovesi, ad attraversare tutta Nervi a piedi. Mi venne la pelle d’oca nel dover constatare che molti tombini, quelli che dovrebbero far defluire l’acqua, erano tappati… proprio così… tappati e tutt’intorno un laghetto. Lo feci notare a chi genovese era con me… non fece una piega… mi disse anche che il letto del Bisagno continuava ad ospitare famiglie di cinghiali e che molti genovesi andavano a rifocillarli… e che, secondo gli animalisti, bisognava trattarli bene.

Proprio così… il letto del Bisagno… quello che negli anni 70 fece tremare tutta Genova!

C’ero anch’io e, fortuna volle che passassi da quelle parti un paio d’ore prima… altrimenti non sarei qui a scrivere.

MI SCUSINO I LIGURI SE STO CERCANDO DI SVEGLIARLI.

 

 

 

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