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Archive for the ‘Ufficio Postale’ Category

 

 Il Regno di Spagna è un Paese quasi confinante con l’Italia ; la lingua è abbastanza simile anche se certe parole possono ingannare.

Sono stato poche volte in Spagna ma mai nell’entroterra, cioè solo in città costiere e grazie alle soste delle navi da crociera.

L’unica volta che ci andai senza il supporto della crociera, fu all’inizio del 2004 a Barcellona. Ci andammo coll’aereo da Nizza dopo un breve volo con un turboelica dell’IBERIA. Ero sì interessato ai francobolli, ma non ancora alle buche.

Barcellona è una città stupenda che chiunque può visitare anche solo navigando su internet. Quello che ci colpì, particolarmente, oltre alle bellezze riconosciute della città, fu la grande quantità di taxi circolanti, i « movimenti » più o meno folkloristici della Rambla e le oche della Cattedrale.

La Rambla – L’uomo statuario seduto sul gabinetto.

La Rambla è un viale molto largo e abbstanza rettilineo lungo quasi un chilometro e mezzo. Su « La Rambla » può succedere di tutto, e si possono trovare i più stravaganti artisti di strada. Noi abbiamo « dovuto » fotografare quest’uomo seduto sul gabinetto col libro in mano. Quanta gente, al gabinetto legge ? La risposta è : « Tanta. »

Rimanemmo a Barcellona 4 giorni, e ci fu possibile vedere abbastanza la città. Anche le varie costruzioni di Gaudì e il magnifico park Güell, tutto con opere del Gaudì. Era in febbraio, ma la temperatura era ottima ; eravamo sì col cappotto, ma si stava benissimo. La visita alla Cattedrale gotica, nel centro della città, ci mostrò uno stupendo chiostro e delle oche… che dovrebbero essere 13, propabilmente perché Sant’Eulalia fu giustiziata quando aveva 13 anni. È una leggenda, ma le oche, sono le guardiane della Cattedrale. Ci sono anche altre leggende ; una cosa è certa che, col loro starnazzare, mettono in allerta i guardiani veri.

LE OCHE DELLA CATTEDRALE

Il nostro girovagare per Barcellona, ci portò anche alla famosa Sagrada Familia. Perché famosa? Perché, questa monumentale vera e propria Cattedrale fu iniziata nel 1882 e continuata dall’anno successivo da Antoni Gaudì… che dedicò gli ultimi 15 anni della propria vita esclusivamente a questa costruzione; morì nel 1926 e, da quel momento, con fasi alterne, continua la costruzione che potrebbe terminare nel 2026. La Basilica fu già consacrata da Benedetto XVI, ha moltissimi visitatori e… la costruzione continua.

Barcellona è una grande città mediterranea con lo spirito… un po’ diverso da quello spagnolo. Loro, gli abitanti, non si considerano spagnoli; si considerano “catalani”; per questa ragione, si può trovare spesso le scritte in spagnolo e in catalano… e con la bandiera spagnola quella catalana.

LA BUCA DELLA POSTA CENTRALE

Combinazione, anche se ancora non avevo il tarlo delle buche, mi feci fotografare vicino alle buche della posta centrale. Lo ricordo perfettamente; eravamo andati a caccia di francobolli per spedire un paio di cartoline.

Nella stessa occasione, trovai una busta preaffrancata, ma per l’interno; chiesi il francobollo per l’integrazione dell’affrancatura e me la spedii, però FERMO POSTA a Lugano, perché, già nel 2004 le poste avevano perso l’abitudine di mettere il timbro d’arrivo sulle corrispondenze. A me interessava il fatto che quella busta risultasse viaggiata.

IL PARTICOLARE COL FRANCOBOLLO COLL’EFFIGE DEL RE JUAN CARLOS. IL TIMBRO È SBIADITO.

Non ho mai collezionato i francobolli di Spagna. Questo è un ricordo di quel viaggio. La componente che maggiormente m’interessò, come collezionista, fu che il francobollo facesse la sua funzione, cioè quella di permettere agli oggetti di corrispondenza di… viaggiare.

IL RETRO DELLA BUSTA COL TIMBRO DI LUGANO

Comunque sia, quella fu la prima volta che misi piede in Spagna. Quello che imparai volando sull’aereo IBERIA che ci portò da Nizza a Barcellona… e ritorno, fu che il vino rosso in Spagna si chiama “tinto”.

Dopo questa visita di qualche giorno a Barcellona, andammo altre volte in Spagna, ma sempre grazie a scali di navi da crociera.

La prima volta fu nel 2007 in occasione di una crociera nel Mediterraneo con una bellissima ma “maltrattata” nave. Nientemeno che la COSTA CONCORDIA.

LA COSTA CONCORDIA IN UNA CARTOLINA DELL’EPOCA

Quello di Barcellona fu il primo scalo dopo la partenza da Savona. Ma perché Savona? Perché la “Costa Crociere”, che dovrebbe, o avrebbe avuto la sede a Genova, ha preferito, probabilmente per i costi, mettere il proprio capolinea principale a Savona dove, nel 2002, fece costruire un ”Palacrociere” dove attraccano le navi Costa.

ITINERARIO DELLA NOSTRA CROCIERA

 

A Barcellona andammo tranquillamente a fare un giro per la città senza prenotare escursioni particolari. La Rambla ci permise una piacevole passeggiata ; arrivammo anche nella Plaza Royal e nelle vicinanze trovammo il bellissimo Ponte dei Sospiri di Barcellona nel quartiere Barrio Gotico.

IL PONTE DEI SOSPIRI (?) DI BARCELLONA sul Carrier del Bisbe.

Fu una semplice e piacevole passeggiata in terra catalana. Sì, è Spagna, ma quelli di Barcellona, prima che spagnoli si considerano catalani.

Noi ripartimmo da Barcellona alla volta di Palma de Mallorca.

La nostra nave si comportò benissimo. Oggi, il mio pensiero va a quel relitto che stanno smantellando definitivamente nel porto di Genova.

Lo sanno tutti che quella povera nave, grazie a un « piccolo » errore di valutazione, inciampò definitivamente nell’Isola del Giglio. Era il lontano 13 gennaio 2012, e da allora quella povera nave rimase coricata su un fianco in balia delle onde nell’attesa che « Gli addetti ai lavori » ne decidessero la destinazione e Chi avrebbe dovuto demolirla. Dopo una specie di ri-galleggiamento, il 27 luglio 2014 fu portata a Genova Prà per la demolizione definitiva.

Nel 2016, così si presentava il relitto di quella bella nave.

È sofferenza vedere questo scheletro di lamiere. Si soffre ancor di più se si pensa che la « sbadataggine » di un uomo ha portato a distruzione un bel manufatto e, soprattutto ha causato la morte di 33 persone. Non si può non ricordare il piacere di quella crociera ed il gusto di essere stati in quella cabina per un po’ di giorni come in un confortevole albergo.

LA NOSTRA CONFORTEVOLE CABINA

Dormimmo una notte e il giorno dopo eccoci arrivati a Palma de Mallorca. Purtroppo quel giorno pioveva. Per raggiungere il Centro di Palma c’era il taxi o il Bus. Optammo per il bus. Purtroppo sotto la pioggia, andare a spasso non fu interessante. Noi non avevamo una méta precisa. Andammo un po’ a spasso, e tornammo presto alla nostra nave.

È importante fare una considerazione, e cioè che, quando la nave fa uno scalo, o si opta per una delle escursioni offerte dalla nave, o si scende a terra alla ricerca di ciò che può offrire il luogo. E può essere molto piacevole, con una semplice piantina, muoversi con tranquillità guardandosi in giro… potremmo dire in modo informale. Se piove è meno bello e… si torna volentieri a casa.

PALMA DE MALLORCA : La gente con gli ombrelli aperti.

Come ben si sa Mallorca è una delle 4 isole Baleari.

LA BUCA DI PALMA DE MALLORCA

Non sapevo ancora che mi sarei appassionato alle buche delle lettere ; però grazie a una gentile conoscente, ho un’unica foto di buca di Palma… buca abbastanza diversa, ma molto bella.

Questa più che gentile conoscente, non solo mi fece avere questa bella buca, ma anche altri riscontri di quell’isola.

La ringrazio particolarmente perché mi ha anche permesso di andare a « trovare » le località dove ha potuto fotografare alcune buche.

La prima località si chiama Deià, e si trova a nord di Palma de Mallorca. È un bellissimo paesello arroccato in collina.

Panorama di Deià nell’isola di Mallorca

Acquisisco che ha 755 abitanti, e ha il suo ufficio postale. Mi viene, a questo punto spontaneo considerare che negli anni Duemila, in molte nazioni gli uffici postali sono andati via via sclomparendo. Le varie Amministrazioni Postali, dimenticandosi che il Servizio Postale è un servizio pubblico per il cittadino che dovrebbe essere capillare, hanno preso come punto di riferimento la redditività e, o hanno chiuso definitivamente l’ufficio, o hanno spostato il minimo di un ufficio in un negozio o in una farmacia.

Ubicazione di Deià nell’isola di Mallorca.

Gli autori di questo « spostamento » hanno dimenticato che nella vita di un paese, l’ufficio postale e il postino sono un importante punto di riferimento molto più rilevante della redditività o, in parole povere del guadagno.

Qualcuno meno giovane ricorderà che ogni paesello o ogni quartiere aveva il suo postino, che, non solo recapitava la corrispondenza, ma era anche diventato un poco il confidente e sapeva tutto del circondario. Aveva sempre tempo di fare quattro veloci chiacchiere con tutti, ma particolarmente con chi viveva solo. Oggi, utilizzando quella terribile parola in uso presso tutte le Amministrazioni non solo postali, bisogna risparmiare. La parola d’ordine è risparmiare per il profitto. Quindi accade che lo smistamento della corrispondenza non è più nel paesello, bensì in una località limitrofa o anche abbastanza lontana da dove partiranno i vari, non più postini, ma recapitatori di cose postali che non saranno mai gli stessi ma potranno cambiare ogni settimana. L’anziana che vive sola o la madre di famiglia che ogni mattina vede uscire di casa marito e figli, non avranno più l’attesa di sentir suonare il campanello sempre alla stessa ora e poter dire anche solo Buongiorno a quel personaggio conosciuto che è il postino, ma troveranno, a ore diverse, degli automi indaffarati che arrivano da lontano e dovranno tornare lontano.

Probabilmente tornerò sull’argomento, dove le Amministrazioni Postali pensano solo al profitto e decapitano quella poesia che viaggia assieme alla parola POSTA.

L’UFFICIO POSTALE DI DEIÀ A MALLORCA.

Quella mia conoscente, veramente carina, ha voluto essere molto efficiente. Oltre alla gentilezza di comunicarmi l’esatta provenienza della fotografia, proprio per questa località, mi ha spedito la foto dell’Ufficio Postale nella quale s’intravvede la Buca e, in parte il panorama ; la foto ci fa comprendere che, anche se siamo a poca distanza dal mare, possiamo godere di un’atmosfera un poco montagnosa o, per lo meno collinare con verde e tranquillità. Bello quel lampione all’angolo della casa. È indubbio che questa foto, anche se parzialmente, potrebbe farci incuriosire e desiderare di andare proprio là.

UFFICIO POSTALE DI DEIÀ VISTO DALL’ALTRA PARTE…

Fa piacere, non solo farsi un’idea dell’ufficio postale, ma anche considerare la semplicità della porta.

Considerati i pochi abitanti, sarebbe interessante conoscere l’orario d’apertura dell’ufficio.

Le Amministrazioni postali cominciano ad usare la tattica di limitare i giorni o l’orario d’apertura anziché cancellare la presenza postale nei luoghi poco popolati.

La buca è stata fotografata singolarmente ed è appena visibile in alto la corona della monarchia… ripristinata ufficialmente in Spagna nel 1947 ma effettiva solo nel 1975 alla morte del Dittatore o Caudillo Francisco Franco.

E LA BUCA… MOLTO SEMPLICE.

Nell’isola esiste un’altra località visitata dalla mia conoscente ; si chiama Pollença e si trova ancora più a nord. Non è un paesello ; ha più di 16000 abitanti e, pur essendo il nucleo nell’entroterra, arriva al mare. È una località turistica rinomata con molti alberghi… e un porto.

Le buche delle lettere di queste località turistiche ricevono sicuramente poca corrispondenza vera ; per lo più cartoline con saluti a parenti e amici… anche per poter comunicare : « Sono stato qui », o con minore probabilità : « Ti ho pensato con affetto e mi piacerebbe tanto se tu potessi essere qui con me ». Anche il francobollo può avere la sua importanza se non è il solito francobollo, in questo caso, con l’effige del re.

Purtroppo quando si comprano le cartoline si trovano sovente anche i francobolli… raramente belli o commemorativi.

Ubicazione di Pollença.

Se poi andate alla posta, almeno in Italia, è difficilissimo che riusciate ad ottenere dei francobolli con un nominale diverso dall’importo necessario per una lettera per l’interno. Se desiderate un francobollo per l’estero, che poi è solo 5 centesimi di Euro in più, alla posta non ce l’hanno… ma ve lo fanno al momento appiccicando sulla lettera, o ancor peggio sulla cartolina, un osceno pataccone che, nel caso foste riusciti a trovare un bel francobollo commemorativo, deturparà il francobollo vero. Questo problema per Poste Italiane non esiste… anche se stampano ogni anno un mucchio di francobolli commemorativi per i collezionisti ma, limitando l’uso dei francobolli, distruggono la filatelia.

La buca di Pollença è come le normali buche spagnole, ma sembra voglia dimostrare, almeno a questo livello, l’educazione degli spagnoli.

La buca di Pollença

Si guardi che bella buca pulita, senza scritte, senza graffiti e senza pezzi di carta o pubblicità incollati sopra.

È brutto quando la maleducazione deturpa un oggetto che fa parte della collettività ; quando manca il rispetto per il prossimo e per le umane altrui cose, vuol dire che si è già discesi molto in basso. E se un popolo si comporta in quel modo, vuol dire che ha imparato male a vivere, e può solo averglielo insegnato chi è più in alto… o addirittura chi dovrebbe insegnare onestà e rispetto ? Di chi la colpa ? È difficile poterlo sapere oggi.

Francobollo spagnolo del 1972.

 

Ringrazio la sensibilità della persona che ha voluto gentilmente offrirmi le foto di Mallorca e, prima di passare a descrivere il mio contatto con la Spagna, grazie a un’altra crociera, non posso non parlare dei francobolli. Non ho mai collezionato i francobolli di Spagna, ma ne ho ricevuti un paio su cartolina. Questo rappresenta un artigianato spagnolo che ci mostra coloro che dipingono le maschere. Un francobollo spagnolo molto famoso, che non ho e che fece scalpore e quello che riproduce la « Maja Desnuda » da un affresco del Goya. Quanto però mi ha colpito maggiormente della Spagna, e lo si può trovare anche sui francobolli, è che il popolo spagnolo è riuscito a passare dalla dittatura alla monarchia e alla democrazia senza colpo ferire. E lo dimostrano i francobolli.

Il Caudillo Francisco Franco in un francobollo del 1963.

Il Dittatore Francisco Franco morì nel 1975, e, fino a quell’anno sui francobolli ordinari c’era la sua effige, come su questo francobollo timbrato a Madrid.

Alla morte di Francisco Franco i francobolli spagnoli portano l’effige del re Juan Carlos. Da notare che lo stile dei francobolli è proprio come quello del defunto dittatore.

Tornammo in Spagna nel 2007 sempre grazie a una Crociera Costa. Questa volta con la Costa Serena, e questo fu l’itinerario.

ITINERARIO CROCIERA DEL 2007

Si può vedere come la prima tappa fu proprio Barcellona. La crociera toccò praticamente ben 4 porti spagnoli, essendo le isole Canarie territorio spagnolo. Delle Canarie mi occuperò separatamente.

Il periodo dell’anno fu la fine del 2007 e l’inizio del 2008. Da Barcellona partecipammo a un’escursione al monastero di Santa Maria de Montserrat… abbastanza nell’entroterra della città. Ci arrivammo col bus; coll’ultimo tratto in salita raggiungemmo l’altitudine di 720 s.l.m.

FUGA DI ARCHI AL SANTUARIO DI MONSERRAT

Mi piacque fotografare questa “fuga di archi” nella fresca ma limpidissima giornata che ci portò in questo luogo di preghiera, molto conosciuto in Catalogna, anche facilmente raggiungibile dapprima col treno e poi in funivia.

È possibile vedere come la montagna abbia come delle gobbe. Le trovai particolari, non essendone assolutamente abituato.

LA GIALLA CABINA DELLA FUNIVIA

Eravamo alla fine del mese di dicembre, per cui la temperatura era freddina e il sole durava poco.

Questa località aveva una prerogativa particolare che purtroppo non fotografai. Prima dell’ingresso del Monastero si possono vedere 4 alberi diversi. Ognuno simboleggia un sentimento o una prerogativa dello spirito.

I quattro alberi sono:

La Palma che simboleggia la bellezza.

L’Olivo che è il símbolo della pace e della fertilità.

Il Cipresso che simboleggia il silenzio e la preghiera.

L’Alloro da sempre simbolo di onore.

 

MONSERRAT

 Era pomeriggio, e, dalla fotografia è possibile, vedere come il sole sta già tramontando. Si può vedere la montagna con delle gobbe.

Prima che il pullmann che ci portò a Monserrat ripartisse alla volta di Barcellona ci fu possibile spaziare la zona con la massima tranquillità.

Purtroppo la luce non era l’ideale per un fotografo dilettante come me.

Mi piacque però fotografare in giro. Particolarmente attirò la mia attenzione una delle tante statue che faceva bella mostra di sé fra un arco e l’altro.

M’era sembrata particolarmente antica… il vederla m’aveva portato nel Medio Evo in mezzo a Dame e Cavalieri nonché a facili giustizieri, ma anche a Damigelle alla ricerca del Principe più o meno azzurro.

STATUA D’ALTRI TEMPI

 Penso che a quei tempi apparentemente lontani, certi cavalieri ben protetti con armature pesanti e cavalli ugualmente bardati potessero essere molto più prestanti di certi “cavalieri” dei nostri tempi.

Comunque fosse, il Santuario offriva anche angoli particolarmente spirituali con grandi quantità di votive candele accese e in vendita, nonché il classico negozietto di souvenir che, oltre alle cartoline vende ogni tipo di oggetti più o meno sacri e probabilmente anche MADE IN CHINA.

Avremmo voluto acquistare il liquore Ratafia. Non lo comperammo dato che si sarebbe creato il problema del doverlo portare sulla nostra nave.

COSTA SERENA

Da Barcellona la nostra nave, la Costa Serena, proseguì alla volta del Marocco, delle Canarie e di Madera. Fu al ritorno verso l’Italia che fece scalo a Malaga. Era ormai il 2008… l’aria era fresca e ci fu possibile godere la città facendo un bel giro in “carrozzella”.

LA CARROZZELLA E IL VETTURINO.

È molto bello poter andare in giro trasportati dal rumore di zoccoli di un cavallo con un vetturino che ogni tanto spiega qualcosa senza essere in nessun modo invadente.

Fu quello l’ultimo scalo in terra spagnola prima del ritorno a casa. C’erano ancora nell’aria le festività natalizie.

Dopo il “bighellonare” in carrozzella, quanto rimase in noi particolarmente impresso di quella città andalusa, fu il meraviglioso presepe della Cattedrale.

PARTICOLARE DEL PRESEPE DELLA CATTEDRALE

Ne fotografai una parte. Chiunque può trovare ovunque tutte le possibili fotografie di Malaga, ma non questo particolare del presepe.

Fu così che nel settembre dello stesso anno, quello fu un bell’anno, di ritorno da una stupenda crociera nel Mar Baltico, la nostra nave, di ritorno nel Mediterraneo, fece scalo a Cadice.

GIRO DI CADICE

Scendiamo dalla nave e facciamo il giro della città.

Bello, pare che anche il Re Juan Carlos ci vada in ferie. Dal nostro punto di vista la gente non è troppo gentile… quasi ostile. La cittadina è bella e, al pomeriggio la giriamo a piedi per conto nostro.

Ci piace, e fotografiamo l’entrata-cancello di un’abitazione con le piastrelle variopinte.

L’Entrata-cancello di un’abitazione di Cadice.

Da Cadice la nave riparte e fa nuovamente scalo a Malaga.

Prima di scendere a terra avevamo deciso che avremmo rifatto un giro in carrozzella. Il ricordo del giro fatto in gennaio era molto piacevole. Purtroppo c’è molto vento; allora decidiamo di fare un giro in città per conto nostro. D’altra parte, a piedi e senza una meta precisa è molto più bello.

UNA BELLA COSTRUZIONE DI MALAGA

Mi piacque questa costruzione… probabilmente una chiesa. Continuando la nostra passeggiata… cha assomigliò a un bighellonare, e quindi molto piacevole, incontrammo finalmente una buca delle lettere.

BELLA BUCA DI MALAGA

 La nostra passeggiata per la città continua nella massima serenità e tranquillità e, bisogna anche dirlo, senza fretta. Sono contento di aver potuto raccogliere una bucalettere di questa bella città del sud della Spagna. Mentre ce n’andiamo in giro, è in noi il ricordo piacevole del gennaio di quest’anno… abbastanza freddino rispetto ad oggi. Incontriamo questa lunga fontana della quale non conosciamo il significato. È bella e basta e pertanto l’ho fotografata.

Malaga rimane in noi come un bel ricordo, dato che, probabilmente sarà questa l’ultima volta che potremo visitarla.

BELLA E LUNGA FONTANA.

Con la nostra nave che ripartirà verso casa ci sarà in me il piacere di poter aggiungere una buca… alle altre.

E, come quasi tutte le buche della Spagna; è piacevole però poter fare la considerazione che la maggior parte delle buche spagnole sono rispettate, cioè non vengono lordate o non ricevono calcomanie o pubblicità di vario genere… e questo fa piacere perché fa pensare all’esistenza di una buona educazione.

Tornammo in Spagna nel 2015, in aprile, sempre grazie a una crociera. Questa volta la prima tappa fu Barcellona. Arrivare a Barcellona fu interessante perché c’era nebbia, per cui, la nostra nave, esattamente ogni minuto faceva sentire il suono della sua sirena.

LA NOSTRA NAVE NELLA NEBBIA

Noi non scendemmo dalla nave e neppure andammo a fare una qualsivoglia escursione. La navigazione nella nebbia potrebbe produrre ansia; oggi, i pericoli di collisione fra navi in navigazione è piuttosto difficile. Le navi sono dotate di radar molto sofisticati, e, malgrado questo, il suonare la sirena ogni minuto, ci disse che volevano utilizzare ogni strumento per evitare danni. Non si dimentichi l’affondamento dell’Andrea Doria nell’Atlantico quando la nave era quasi arrivata a New York.

Non posso dimenticare la tristezza che s’impossessò di me quel giorno che seppi dell’affondamento: 25 luglio 1956. Infatti, ricordo benissimo quando nel 1951 quasi scappai di casa per andare a Sestri Ponente ad assistere al varo della nave; non è possibile descrivere quegli attimi in cui un’enorme blocco di metallo a forma di nave, dalla terraferma scivola piano piano verso l’acqua per ritrovarsi dopo alcuni lunghissimi istanti a contatto del suo elemento. Avevo 15 anni e vedevo coi miei occhi un momento del genere per la prima volta… ero solo in mezzo alla folla genovese… ma era come se fossi un tutt’uno con la folla che gioiva all’unisono di fronte a un avvenimento, per quegli anni stupendo e ben promettente… se si considera la fine della devastante guerra solo 6 anni prima.

Di Barcellona, che vidi più di una volta, avevo solo la buca nella quale imbucai alcune cartoline e la mia busta. Arrivò ad aiutarmi un amico che nel 2014 mi mandò alcune fotografie.

QUESTA LA BUCA N° 1 DI BARCELLONA

La componente simpatica dell’invio delle foto e, della gentilezza nel fotografarle, fu che m’inviò anche il particolare della prima buca… fra l’altro perfettamente a fuoco.

 

PARTICOLARE DELLA BUCA N° 1 DI BARCELLONA

LA SECONDA BUCA DI BARCELLONA

La nave proseguì la sua navigazione alla volta di Valenza. Non eravamo mai stati in quella città… e per noi fu molto piacevole poterla vedere bighellonando nel centro. Ci arrivammo col bus messo a disposizione dalla Costa… naturalmente a pagamento.

Sapevamo che a Valenza sarebbe stato possibile ammirare alcune costruzioni modernissime… che però non sono in centro. Per fortuna esistono sempre le cartoline… nel senso che non bisogna dimenticare che l’evoluzione dei tempi ci renderà sempre più difficile trovare delle cartoline… sì perché ne vengono spedite sempre meno. Oggi si spediscono seduta stante col cellulare. Ci fu possibile fotografarne

ARCHITETTURA MODERNA A VALENZA

L’andare a spasso permette anche di curiosare gli ingressi dei palazzi.

L’INGRESSO DI UNA CASA A VALENZA

Naturalmente feci attenzione alle buche delle lettere. Ero la prima volta a Valenza… che trovai bellissima e accogliente. Mi fu possibile trovarla… la buca delle lettere, come al solito bella e pulita.

UNA BELLA BUCA A VALENZA

Fa piacere poter prendere atto che i vandalismi non s’accaniscono sulle buche delle lettere. Dico questo perché purtroppo, per quanto riguarda l’Europa, solo in Italia ho trovato le buche delle lettere così maltrattate. Si direbbe che le stesse Poste Italiane non abbiano alcun interesse a preservare ciò che dovrebbe essere di loro proprietà… e quindi di tutta la popolazione. Forse perché non hanno alcun interesse a recapitare la posta normale in tempi, non dico giusti, ma potabili, altrimenti i tempi di recapito non sarebbero oltre la settimana. A Valenza trovai anche una pseudobuca, di color verde. Credo serva per mettere la corrispondenza per una determinata zona… che poi il portalettere distribuirà; l’ho chiamata “Raccoglitore di corrispondenza”.

RACCOGLITORE DI CORRISPONDENZA

La nostra permanenza a Valenza non durò molto perché a una certa ora fu necessario tornare a bordo.

Non andammo in quella Valenza che ha delle bellissime costruzioni moderne che possono fare facilmente invidia.

Ci fu però permesso di bighellonare nei pressi della Cattedrale, e, grazie alla temperatura gradevole, ci fu per noi il tempo di sederci a un tavolino all’aperto e gustare una bibita… e di fare delle piacevoli fotografie… sì, perché il poter ricordare guardando le fotografie, non solo fa piacere, ma aiuta a rivivere quei momenti particolari decisamente belli.

LA FONTANA DEL NETTUNO IN Plaza de la Virgen

LA CATTEDRALE (IL CAMPANILE)

UN TOMBINO DI VALENZA

A questo punto, torniamo alla nave e partiamo alla volta di Cadice.

Qui però mi piace mostrarvi la gentilezza dell’”amico farmacista” che, turista a Valenza e Madrid, ben conscio del mio pallino fatto di buche, ha voluto premiarmi con una stupenda documentazione.

Una bella buca a Valencia-Carrer del Mar

A questa bella buca seguono molte fotografie che illustrano momenti di posta.

Carrer de Sant Vicent Màrtir – RIMESSA FURGONI POSTALI

Valencia:_Carrer de Sant Vicent Màrtir – Furgoni in sosta.

Valencia-Palazzo delle poste_Plaça de l’Ajuntament

Bellissima serie di buche. Carrer de Sant Vicent Màrtir

Interno del Palazzo delle poste_Plaça de l’Ajuntament.

Interno Palazzo delle poste con vetrata e stemma

 

Valencia-Palazzo delle poste – Interno con cupola

Valencia-Palazzo delle poste – Ingresso principale

Valencia-Palazzo delle poste – SERIE DI BUCHE 1

 

Valencia-Palazzo delle poste – Serie di Buche 2

Valencia-Palazzo delle poste – Serie di buche 3

Dopo questa carrellata di fotografie che possono dimostrarci quanto la posta possa essere importante, ora che siamo partiti per Cadice… ultima tappa spagnola in questa crociera.

Arriviamo a Cadice, che già avevamo visto, e mi diletto di un giro tranquillo per la città. Della città ho goduto in particolare un monumento veramente unico… che mi ha incuriosito… sulla Piazza della Libertà:

IL MONUMENTO COL LUCCHETTO APERTO

Troppo significativo… un lucchetto aperto che lascia liberi… dove, almeno secondo me, Libertà è fare tutto ciò che piace… a patto di non nuocere a se stessi o ad altri.

MADRID_Plaza de la Incarnacion.

Non fui più nel Regno di Spagna, e non so se ci andrò in futuro. Mi sono però fatto l’idea che in quella nazione ci sia una bella civiltà e una buona educazione.

Se infatti vogliamo considerare le tante buche che ho potuto fotografare, o hanno gentilmente fotografato per me, bisogna dire che sono quasi tutte pulite, quasi tutte senza scritte e senza adesivi. Mi viene questa considerazione, dopo aver notato l’inciviltà di buona parte delle buche italiane. Credo che non ci sarebbe niente di male se le Poste Italiane sentissero il desiderio di ripulire le buche sporcate da maleducati cittadini.

Per quanto riguarda le buche delle lettere, devo aggiungere quelle di Madrid speditemi sempre da quel gentilissimo amico farmacista.

MADRID_Carrera de San Francisco

Come tutti sanno Madrid è la capitale della Spagna. Anche in Spagna c’è sempre qualcuno che non è d’accordo.

Ora è la volta di Barcellona e dei Catalani… quando da noi era il Sudtirolo. Naturalmente speriamo tutti che il buon senso prevalga a tutti livelli.

Madrid_ Calle Gran Via

Io non sono mai stato a Madrid e non credo che ci andrò… almeno prossimamente. Pensando a Madrid mi sovviene che nel Museo del Prado c’è il famoso quadro dipinto da Goya nel 1800: Maja Desnuda. Coll’illustrazione di questo quadro, nel 1930 le Poste spagnole stamparono un francobollo, che, per quei tempi fece scalpore. È interessante considerare il fatto che il nudo del francobollo non piacque alla poste statunitensi. Per questa ragione, la corrispondenza che raggiungeva gli Stati Uniti, se affrancata con questo francobollo, veniva respinta al mittente. Accadde qualcosa di simile quando nel 2000 i francobolli italiani relativi al Congresso per le malattie del seno raggiunsero certi paesi arabi. I francobolli venivano o deturpati, o staccati o respinti al mittente.

IL FRANCOBOLLO SPAGNOLO DEL 1930

 

È indubbio il fatto che, a seconda del Paese in cui ti trovi, cambiano gli usi, i costumi e i punti di vista. È quindi chiaro che il francobollo dovrebbe poter andare dappertutto portando le più disparate comunicazioni. Qualche volta certe comunicazioni non piacciono… o non devono piacere… come la corrispondenza che veniva verificata in tempo di guerra.

Madrid_Plaza de la Incarnacion.

Per terminare, manca questa buca, bella perché pulita anche se uguale alle altre… sempre di Madrid, che mi fa sperare che le Poste Italiane possano, col tempo, arrivare a cambiare o restaurare la sciatteria che dimostrano in questo campo… sotto gli occhi di tutti.

Rimane anche la speranza che il Genere Umano riprenda ad apprezzare il piacere e il gusto di scrivere le lettere a mano e farsi ricordare con variopinte cartoline… naturalmente finite in una buca di posta…. Per poter viaggiare anche lontano.

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Lo so, sembra un enigma.

 

Vi ricordate la Buca di Nervi?… e la lettera che ho potuto imbucare nella Buca dell’Ufficio Postale di Nervi?

Non tutti sanno che Nervi è parte integrante di Genova.

Quindi, quella lettera che imbucai a Genova il giorno 2 maggio 2018, dopo essere stata presa in consegna dalle Poste Italiane, fu trasportata a Torino, e da lì poté riprendere la sua marcia e raggiungere il mio domicilio.

Eccola:

Francobollo italiano del 2017

Con Topolino perché appiccicai un francobollo con Topolino e Pluto. Chi di noi non conosce Topolino e Pluto… per non parlare dell’amatissimo Paperino.

Per farla breve, quella lettera arrivò a me dopo ben 15 giorni. Ma non vi sembrano un po’ troppi?

Per prima cosa, non capisco per quale ragione la mia lettera debba essere obliterata a Torino. Chi dovesse ricevere la mia lettera potrebbe credere ch’io sia stato a Torino, e quindi c’è alla base qualcosa di falso perché il timbro postale è sempre stato un atto pubblico. Quante volte abbiamo letto “fa fede la data del timbro postale”?

E la località non è importante?

Appunto anche la data è falsa perché la lettera fu imbucata il 2 maggio 2018.

Certo che le Poste potrebbero dire che loro fanno quello che vogliono e che obliterano il francobollo come e dove vogliono. Non credo che vada bene. Nel momento in cui applico un francobollo su una busta e l’imbuco, io faccio un tacito contratto con le poste che dovranno trattare l’oggetto con rispetto, perché l’oggetto, finché non sarà recapitato,  rimarrà di mia proprietà. Inoltre l’oggetto dovrà essere recapitato in tempi adeguati. Non si potrà pretendere la massima celerità come con gli ESPRESSO di un tempo, ma neppure si potrà accettare che un oggetto di corrispondenza venga accantonato o lo si faccia arrivare dopo molti giorni.

Un tempo, molti sicuramente non l’avranno mai visto, c’era l’ESPRESSO. La missiva viaggiava regolarmente e, arrivata a destinazione veniva recapitata subito da un apposito fattorino; come per i telegrammi. C’erano anche i francobolli per l’ESPRESSO.

Oggi, se vuoi celerità, paghi profumatamente, il sabato e la domenica però per le Poste non esistono.

Francobollo italiano per posta Espresso.

E siamo d’accordo, che se si vuole qualcosa in più si deve pagare, ma perché, se non si paga profumatamente si è maltrattati? L’utente è maltrattato o è addirittura il fatto che le Poste si fanno pagare per non assolvere a un loro dovere per cui, per l’ennesima volta posso chiedermi se le Poste Italiane sarebbero da considerare allo stesso livello di chi ruba?

Questa lettera arrivata dopo 15 giorni, non è l’eccezione… è la regola. Sto collezionando un certo numero di lettere che dimostrano la terribile realtà che le Poste Italiane se ne fregano dell’utente che le affida la corrispondenza.

Ma cosa insegna questo francobollo?

A me mette nostalgia… mi fa pensare ai tempi in cui comperavo TOPOLINO per i miei figli… e lo leggevo anch’io; ma ancora prima ricordo che andavo a scuola quando Walt Disney “inventò” Topolino Dante Alighieri… proprio quello effigiato sul francobollo… e lo leggevo sul tram… quando mi era possibile sedermi e non dovevo cedere il posto a donne o persone anziane.

A quei tempi la posta arrivava… e anche molto tempo dopo… in tempi ragionevoli.

OGGI nessuno protesta… il popolo italiano è così tristemente rassegnato?

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Sono andato a Nervi… non da solo… con mia moglie, ma in comitiva con un viaggio organizzato… tutto organizzato.

 

Cosa siamo andati a fare a Nervi?

A vedere l’Euroflora che ogni tanto, dovrebbe essere ogni 5 anni, fanno a Genova; quest’anno a Nervi… alla periferia della città.

L’organizzazione aveva previsto tutto… ma non il tempo… la pioggia… quella bagnata.

ERA IL 2 MAGGIO… E PIOVEVA.

Ma qui, non voglio parlarvi dell’Euroflora… perché ne hanno parlato in tanti… ma in pochi vi avranno parlato di certe componenti che si potrebbero definire “organizzazione alla genovese”… sì, perché i genovesi, che sono liguri, sanno anche dormire, e dormendo ci si dimentica di piccole cose importanti… al massimo si sogna.

Ma io voglio parlarvi di una fantastica stranezza… che trovai per caso… e che sicuramente fu molto importante a tutti gli effetti… quando è necessario organizzare qualcosa che potrà richiamare tanta gente.

Devo fare una premessa, e cioè che per mia statistica, dovendo arrivare a comprendere con quale intensità le Poste Italiane recapitano lentamente e regolarmente la corrispondenza, avevo con me una busta affrancata e a me indirizzata. Dopo la visita a Euroflora, cioè, dopo aver usato molto l’ombrello… che scontrò con molti altri ombrelli, arrivato all’altezza della stazione ferroviaria di Nervi, cercai una Buca delle Poste Italiane… e la trovai.

LA BUCA DELLA STAZIONE DI NERVI

Mi avviai per imbucare e la trovai così… Rimasi di stucco, ritirai il braccio che avrebbe imbucato la missiva e presi la macchina fotografica che aveva immortalato molti bellissimi fiori; resi eterna questa “magnificenza”… forse unica… per me unica.

Non avevo mai preso in considerazione la possibilità di “cattivi comportamenti” tramite una buca delle lettere. Evidentemente, pensai, i Grandi dell’antiterrorismo hanno ipotizzato che le ignobili idee capaci di produrre stragi potrebbero passare anche da una innocente e timida buca delle lettere.

Se ci sono assembramenti di persone, bisogna ben controllare e pensare a tutto… nonché giustamente controllare anche ogni visitatore.

Guardando bene la buca, è fantastico poter prendere in considerazione la pulizia, ovvero il raschiamento al quale s’è trovata assoggettata questa buca. Forse prima era carica di scritte e di adesivi… e con qualche accenno di ruggine. In compenso le è stata applicata una scritta coi tempi di chiusura.

PARTICOLARE DELLA BUCA DI NERVI

Gli adesivi che hanno messo attorno a questo cartello esplicativo sono di grande eleganza e dimostrano disordine… sporcizia no perché la buca è stata ben sfregata… lo si vede particolarmente sulla sinistra.

Povera Buca… come dimostri quanto le Poste Italiane abbiano poco interesse al decoro postale; sembra che abbiano a cuore la sciatteria.

Forse non è così… sicuramente non è così.

Mi chiederete come feci ad imbucare la lettera.

Camminammo sulla Via delle Palme e, mi accorsi che proprio là in cima alla via c’era l’Ufficio Postale di Nervi… e la imbucai… ma oggi 11 maggio 2018 la lettera non è ancora arrivata.

Ormai, sembra che le Poste Italiane abbiano deciso di recapitare le missive, affrancate con tariffa normale, con molti giorni di ritardo. In questo modo, chi è interessato alla velocità, sarà costretto a spendere il triplo.

Speriamo che, quando sbloccheranno la buca della stazione di Nervi, i Dirigenti delle Poste si accorgano che anche il decoro vuole la sua parte… e mettano una buca nuova.

L’UFFICIO POSTALE DI NERVI… con la buca che ha “visto” la mia lettera.

Questo articolo, che interesserà ben poco, ma non importa, deve terminare con qualcosa di bello… per l’occasione… floreale.

GENOVA – NERVI – Un gozzo e tanta allegria… anche se piove.

 

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Avete mai sentito parlare del “BIGLIETTO POSTALE”.
È un pochino come l’AEROGRAMMA… solo che dovrebbe essere ad uso interno. Fanno parte tutt’e due dei cosiddetti Interi Postali assieme alle Cartoline Postali che tutti conoscono.

UN AEROGRAMMA DELLE POSTE SVEDESI

Sono tutti oggetti preaffrancati. Salvo eccezioni, la maggior parte dei Biglietti Postali, almeno in Italia, sono affrancati per l’interno.

Ero in Liguria e ne ho trovato uno abbastanza mal messo, ma non viaggiato. Ho deciso di spedirmelo in Svizzera, tanto per fargli fare il suo lavoro… viaggiare.

L’affrancatura non era però sufficiente per l’estero. Infatti 700 delle vecchie lire andavano bene nel 1992 ma solo per l’Italia. Oggi, per la Svizzera ci vuole 1 Euro, e, se 700 lire sono pari a € 0.36, avrei dovuto aggiungere francobolli per € 0.64.

Le poste però non vendono più francobolli, e, se li vendono, non vi daranno mai francobolli per un tale importo… perché non li hanno più di tutti i tagli.

Decido quindi di imbucarlo così com’è. Dove l’imbuco?

L’imbuco a Sanremo. Sì, perché mi trovo per caso a Sanremo, proprio il giorno di San Valentino, ma non per incontrare un qualche amore, e neppure per “incontrare” il Festival… sì, perché grazie al Festival tutti sanno che esiste Sanremo… qualche settimana all’anno… ma non sanno che è quasi alla fine della Liguria e che per arrivarci, o si pagano molti soldi sull’Autostrada dei Fiori, o si prende il treno… che sicuramente negli anni trenta era più puntuale e confortevole… ma anche negli anni settanta.

Andiamo con ordine.

Questo è l’oggetto che ho spedito… mal fotografato, ma senza timbro a cui ho tolto l’indirizzo altrimenti chi lo legge viene preso dal desiderio di scrivermi:

BIGLIETTO POSTALE DELLE POSTE ITALIANE

L’OGGETTO POSTALE È STATO INTRODOTTO IN QUESTA BUCA.

Questo oggetto che vorrebbe commemorare Galileo Galilei è stato imbucato in questa oscena buca. Oscena perché, quasi quasi, nell’andare a introdurre l’oggetto nell’apposita feritoia dove sta scritto PER TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI, s’ha paura di sporcarsi e si viene assaliti dal dubbio se qualcuno lo raccoglierà. Infatti, se la guardiamo proprio bene, anche se è nella media delle buche della Repubblica, ci accorgiamo che è sporca e che sembra diventato il ricettacolo di tutto ciò che di piccole dimensioni può essere appiccicato.

Prima d’imbucarlo l’ho fotografato… perché poco convinto del recapito.

Ma dov’era la Buca che vi ho mostrato? All’esterno della vecchia stazione ferroviaria di Sanremo.

LA VECCHIA STAZIONE FERROVIARIA DI SANREMO IN UNA FOTO DEL 2013.

Vecchia perché dal 2001 la stazione ferroviaria di Sanremo è in galleria. Due semplici binari, uno, quello che va verso Genova e che sbuca dalla galleria a Taggia, e l’altro che va verso Ventimiglia e che sbuca a Ospedaletti. Prima la ferrovia attraversava il centro cittadino ed era a binario unico e passava vicino al mare. Il raddoppio giunse dapprima fino ad Imperia Porto Maurizio, recentemente c’è stato un prolungamento verso Genova oltre Diano Marina.

La vecchia stazione è rimasta, e, al posto dei binari hanno trovato posto le automobili posteggiate e una pista ciclabile.

È interessante come sull’altro lato, diciamo sul lato dove prima c’erano i binari e passavano i treni, è rimasto tutto abbastanza come prima. Naturalmente non ci sono più i binari, ma c’è l’asfalto con la segnaletica orizzontale per le auto; c’è ancora, almeno nel 2013, dopo dodici anni senza treni, il cartello delle ferrovie SANREMO.

Sembra quasi che debba arrivare un treno da un momento all’altro.

LA STAZIONE DI SANREMO LATO BINARI IN UNA FOTO DEL 2013.

Torniamo al Biglietto postale imbucato il 14 febbraio. È arrivato, tranquillamente come l’attuale posta ordinaria delle Poste Italiane; è giunto in casa mia il 26 febbraio 2018; ha impiegato solo 12 giorni.

COSÌ È ARRIVATO IL BIGLIETTO POSTALE

Diciamo che avrebbe potuto arrivare un po’ prima… ma l’ho avuto in mie mani dopo averlo spedito con un’affrancatura insufficiente, per cui, secondo le regole internazionali, le poste italiane avrebbero dovuto segnalarlo ed io avrei dovuto pagare al postino, il doppio di quello che mancava. Inoltre, il timbro è piuttosto brutto e, a mala pena si legge la data e, stranamente, è stato obliterato a Genova e non a Torino… come fanno ultimamente le poste.

PARTICOLARE DEL FRANCOBOLLO E DEL TIMBRO

Si riesce a vedere che è stato timbrato il giorno dopo… e dispiace il fatto che le poste non abbiano alcuna considerazione per chi colleziona francobolli… che fra l’altro vengono pagati (i francobolli)… e rimangono sempre di proprietà del mittente e, in un secondo tempo, del destinatario.

Contemporaneamente al biglietto postale, imbucai una lettera affrancata con un foglietto… chiaramente filatelico, e quindi degno di rispetto:

FOGLIETTO DEL 2017 – 70° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE

Me l’inviai FERMO POSTA a Lugano perché il timbro d’arrivo sul retro della busta avrebbe potuto documentare i tempi del “viaggio”. Arrivò il 23 febbraio.

TIMBRO D’ARRIVO DELLA LETTERA.

TIMBRO D’ARRIVO DELLA LETTERA.

Contrariamente a quanto accaduto al BIGLIETTO POSTALE, la lettera fu timbrata a TORINO… anche se in modo, oserei dire pedestre, o meglio con somma maleducazione essendo il francobollo chiaramente filatelico. Non si riesce neppure a leggere la data dell’obliterazione. Ho ingrandito il timbro per provare a leggere la data… impossibile:

 

IL TIMBRO INGRANDITO

 

 Le Poste sono un servizio pubblico che, come tale, dovrebbe essere al servizio del cittadino. La prima cosa che si potrebbe pretendere dovrebbe essere il rispetto. Se pocanzi ho utilizzato il termine maleducazione, mi sembra che possa andare bene nei riguardi del singolo individuo che tratta più o meno pedestremente un oggetto di corrispondenza, ma se trovo il termine mancanza di rispetto, posso intenderlo nei riguardi di chi organizza il servizio e permette che un oggetto privato e riservato come una lettera possa impiegare un tempo così lungo per essere consegnato al destinatario. E poi bisogna anche considerare che il costo del francobollo è una tassa che sottintende la consegna dell’oggetto in tempi ragionevoli… cosa che, da un po’ di tempo, non accade più con le Poste Italiane. Nove giorni sono un po’ tanti e dimostrano un pessimo servizio. Ma non è un caso isolato, perché, negli ultimi mesi ho raccolto alcune lettere partite dall’Italia e arrivate più o meno rispettando gli stessi “miserabili” tempi.

Siamo a Sanremo, la città del Festival, del Casinò (uno dei 4 italiani) e… dei fiori. Sì proprio i fiori; quei fiori che permisero di nominare quella zona costiera d’Italia Riviera dei Fiori… così bene per cui il famoso treno BASILEA – NIZZA si chiamava “RIVIERA DEI FIORI”. Si potrebbe continuare all’infinito a parlare di Sanremo e dei fiori. Sanremo e dintorni rifornivano di fiori mezza Europa; le serre fiorite dell’estrema Riviera di Ponente rifornivano di colori, fra l’altro, la sala del Concerto di Capodanno di Vienna…

Oggi, se venite un po’ in Ticino, quella parte di Svizzera dove sono in molti a parlare il vero dialetto lombardo, potrete vedere frequentemente il Camion olandese che rifornisce di fiori tutti i rivenditori. I fiori di Sanremo dove sono andati a finire? Sanremo rimane però forse, un tempo lo era, la città italiana con la maggior densità di veicoli a due ruote… sembra essere l’unico mezzo utile per spostarsi celermente.

UNA STRADA DI SANREMO CON VEICOLI A DUE RUOTE

Una missiva ricevuta recentemente, sempre dalla Liguria di Ponente, impiegò 9 giorni per essere consegnata.

OBLITERATA A TORINO… ha impiegato 9 giorni ad arrivare!

Questa lettera era commerciale e conteneva delle notizie di una certa importanza. Ora, mi sembra logico poter arrivare a chiedersi: “Perché le Poste Italiane accantonano la corrispondenza e la distribuiscono così lentamente e così in ritardo?” La risposta potrebbe essere semplice: “Perché non utilizzi la Posta Prioritaria?

Giusto; usiamo la posta prioritaria… ma a prezzi ragionevoli.

Infatti, mi sembra che, spendere € 2.80 per spedire una lettera non urgente sia sbagliato… ma la lettera non urgente non arriva più in tempi ragionevoli.

Nel 1939 la mia Famiglia ricevette una cartolina, combinazione da Lugano. Dato che a quei tempi le poste avevano il desiderio di essere oneste (almeno nel loro lavoro), e mettevano il timbro d’arrivo, mi è stato possibile verificare che da Lugano a Pegli la cartolina impiegò un giorno.

1939 CARTOLINA DA LUGANO A PEGLI (GENOVA) (1 giorno)

Peccato che il francobollo dell’ESPOSIZIONE NAZIONALE SVIZZERA sia sta appiccicato alla rovescia e quello da 10 centesimi un po’ storto, però i timbri sono ben leggibili e chiaramente dimostrano la durata del viaggio della cartolina.

Ma perché oggi che hanno inventato di tutto non è possibile collegare le invenzioni all’onestà? Non credo che NOVE GIORNI dalla Riviera di Ponente a Lugano sia onesto… specialmente quando è una norma. “Loro”… quelli che non sono riusciti a collegare le invenzioni all’onestà, potrebbero dirmi che, dato che oggi c’è poca corrispondenza, viaggiamo più lentamente e per noi è più difficile essere ragionevoli.

2018 LETTERA DA MONTE CARLO A LUGANO (2 giorni)

Ma, allora perché, sempre rimanendo nell’oggi, una lettera dal Principato di Monaco arriva in DUE giorni? Perché la corrispondenza da Monaco a Lugano è più numerosa?

“No, perché passa dalla Francia e, probabilmente i francesi sono riusciti a fare quel famoso collegamento… almeno in parte.”

Credo che, a questo punto, si possa dedurre che se manca quell’importante collegamento manca quell’onestà che dovrebbe farci pensare a un lavoro serio al servizio della collettività. Non so se si può dire che se le Poste Italiane non fanno bene il loro lavoro rubano… è però a noi consentito pensarlo?

 

POTRÒ IN FUTURO CONTINUARE… E LO FARÒ… SPERO.

Nel frattempo, nell’attesa della Pasqua, dobbiamo continuare a lottare con la presunzione che l’onestà possa avere il sopravvento sull’arroganza di certe autorità. In ogni caso, se pensiamo che valga la pena di essere un poco ottimisti, possiamo andare a Lugano-Viganello… dove?

Che domande!

IN VIA SPERANZA.

 

BUONA PASQUA A TUTTI

 

 

 

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Oggi si vota, e votano anche le donne.

Francobollo del 2016… delle Poste Italiane.

A parte il piccolo particolare che quest’oggetto postale ha impiegato educatamente ben 12 giorni per arrivare a destinazione, questo francobollo è molto significativo… prima del 1946, anche in occasione del Referendum che cacciò i Savoia dall’Italia, le donne non avevano diritto di esprimere il loro pensiero politico.

Ci fu già un francobollo sullo stesso argomento… nel 2006:

Francobollo del 2006

In questo caso è ritratta Nilde Jotti, la compagna di Palmiro Togliatti. Era il 2006 e l’oggetto arrivò in 3 giorni. Peccato che l’Ufficio timbrature di Catania non si sia accorto che il timbro c’era già… e ha “sporcato” la quartina.

Nello stesso anno le poste si ricordarono degli italiani, come me, che vivono all’estero… e che possono votare tramite il Consolato d’Italia.

Francobollo del 2006 per il voto degli italiani residenti all’estero.

Come si può vedere, l’Ufficio Postale di S. MAURIZIO D’OPAGLIO in provincia di Novara ha timbrato egregiamente i francobolli e sulla busta. La busta impiegò 4 giorni ad arrivare.

Chi oggi va a votare ama la Patria e… spera che i risultati diano benessere e serenità a tutti. Forse avrebbe bisogno del “Pozzo dei Desideri”.

Qualcuna… l’ha trovato e ha visto esaudito il desiderio.

Da “LA SETTIMANA ENIGMISTICA”

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Il 9 febbraio ero in Liguria. Ho imbucato una lettera affrancata col francobollo che si può ben vedere:

FRANCOBOLLO del 2016 PER LA GIORNATA “SALUTE DELLE DONNE”.

L’indirizzo del destinatario si trovava a non più di 200 metri dalla buca delle lettere. Questa:

QUESTA BUCA. COSÌ BELLA E PULITA!

L’affrancatura era regolare per una lettera per l’interno del peso di meno di 20 gr.

Presi in considerazione questo francobollo del 2016 un po’ evanescente perché parla della donna, della femminilità e del rispetto che dobbiamo verso il gentil sesso. M’è piaciuta l’evanescenza perché troppo spesso la donna viene considerata, per i problemi importanti, poco determinante… evanescente, se non, per certe culture, addirittura essere inferiore. La donna ha una marcia in più e deve essere ascoltata e considerata nel massimo delle sue stupende qualità.

La lettera fu recapitata il 14 febbraio 2018… ben 5 giorni dopo!!!!! E queste sono le barrette che l’automazione delle poste appongono sull’oggetto di corrispondenza “lavorato” e spedito:

BARRETTE DELLE POSTE ITALIANE

Forse i “cervelloni” delle nostre telecomunicazioni riusciranno a decifrare come mai una lettera può essere fatta viaggiare per così tanto tempo.

Interessanti sono alcune considerazioni:

 

1 – Un’impiegata del locale ufficio postale mi disse che non timbrano la corrispondenza, ma la mandano direttamente a Genova.

2 – Secondo il timbro, anche se non perfetto, si direbbe che la corrispondenza sia stata dirottata su TORINO.

3 – Questa lettera, che avrebbe anche potuto contenere informazioni di una certa importanza, viene fatta viaggiare per centinaia di chilometri, quando il destinatario si trova molto vicino. È economico?… oltre che ecologico?

4 – È giusto che un utente delle poste paghi una tassa per un inoltro in tempi ragionevoli e veda esaudita la distribuzione dell’oggetto di corrispondenza in tempi biblici?

5 – Certi tempi biblici potrebbero far considerare la tassa un furto e le Poste Italiane allo stesso livello di chi ruba?

Un’ultima considerazione di tipo moral-visivo… “Perché le buche delle lettere delle Poste Italiane sono sempre così sporche e maltrattate? Rispecchiano forse la “pulizia” morale dei loro Dirigenti?

Non si creda che la lettera che vi ho mostrato sia un caso isolato. Ne ho altri, ma questo è ancora più bello.

Affrancata con un francobollo acquistato alla Posta Centrale di Genova e imbucata in loco il 20 dicembre 2017 va a finire, come si può vedere dal timbro, a Torino… prosegue lentissimamente per la Svizzera, festeggia chissadove il Capodanno e finalmente arriva in Svizzera. Ma quando arriva a casa mia? Arriva il 24 gennaio 2018.

35 GIORNI DA GENOVA A LUGANO.

Chi spedì la lettera desiderava augurarmi BUONE FESTE.

 

Se le Poste Italiane sono oneste lo lascio decidere a voi.

 

LA PRESENTE, COME LETTERA NORMALE E REGOLARMENTE AFFRANCATA VERRÀ SPEDITA A ROMA A:

 

Gentile Signora Rossella Pace,

Spazio Filatelia Roma

Piazza San Silvestro 20

00187 Roma

 

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Si guardi questo francobollo che le poste stampano ma non fanno usare… o fanno usare poco.

Francobollo del 2016

È un francobollo del 2016. Imbucato il 4 gennaio a Como, timbrato lo stesso giorno a Milano e, arrivato a Lugano il 17 gennaio scorso.

A parte la grande capacità delle Poste Italiane di far viaggiare lentissimamente la corrispondenza normale, questo francobollo è molto interessante perché mette l’accento su una località pochissimo conosciuta, ma capitale di provincia: IMPERIA.

Come forse molti non sanno  “Imperia” fu coniata nel 1923 quando il 21 ottobre di quell’anno, dall’unione dei comuni di Oneglia e di Porto Maurizio fu creata la provincia e città con quel nome. Il nome non fu di fantasia, ma grazie al fatto che il fiume/torrente che divide le due località si chiama Impero.

Ma chi fu questo Grock che venne a costruire questa strana villa nella parte di Imperia che si chiama Oneglia… leggermente sulle alture?

Era un clown, in italiano pagliaccio, che, dopo aver fatto ridere, o sorridere, mezzo mondo si ritirò in questa villa dove morì nel 1959.

Era svizzero, aveva sposato una donna di Garessio e, capace di suonare molti strumenti e muoversi come un saltimbanco faceva… ridere. E lo faceva così bene perché, pare, fece pure ridere Charlie Chaplin.

Pur avendo girato il mondo, s’era innamorato della Riviera dei Fiori e, in particolare di Imperia.

A Imperia c’è l’olio d’oliva buono. Gli estimatori dell’olio d’oliva direbbero che nelle colline dell’imperiese si produce, in assoluto, l’olio migliore Forse per questa ragione c’è a Imperia Oneglia il “Museo dell’Olivo”.

A Imperia Oneglia c’erano anche altre industrie molto importanti e di rilevanza internazionale. La più importante era la AGNESI che produceva paste di qualità. Oggi le produce forse ancora, ma non più a Oneglia, bensì a Fossano…

Anche l’Olio Sasso era a Oneglia, ora è a TAVARNELLE VAL DI PESA in provincia di FIRENZE.

Il passato industriale di Oneglia ci viene ricordato, con un po’ di tristezza:

Da alcune ciminiere di Oneglia

Passeggiando da Oneglia verso Porto Maurizio si possono incontrare:

Attrezzi per la pesca.

e:

Imbarcazioni per pescare.

A Imperia c’è anche un grande palazzo delle poste.

Il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi

Da Grock, forse il più grande clown di tutti i tempi, dobbiamo considerare le pagliacciate moderne della finanza che “distruggono”, forse definitivamente, uno degli hobby più belli degli ultimi due secoli: LA FILATELIA e il significato di posta.

Anche questa è una “sofferenza gratuita”.

 

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