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Archive for the ‘Ufficio Postale’ Category

CRESCITA?… MEGLIO ZERO? 2

 

S’era detto che spedire una lettera da Lugano a Lugano significa far viaggiare un oggetto per almeno 60 chilometri quando la distanza fra l’impostazione e il punto di recapito è qualche centinaio di metri; troppo?

 

Ebbene, l’altro giorno, mi recai in Italia, in Provincia di Varese (esistono ancora le Province?) a Lavena Ponte Tresa. La cittadina confina con la Svizzera, col comune di Ponte Tresa. Ad un paio di centinaia di metri dalla frontiera c’è l’Ufficio Postale di Poste Italiane.

UFFICIO POSTALE DI LAVENA PONTE TRESA.

Dovevo inviare un paio di raccomandate; ne approfittai per spedirmene una e verificare con garanzia matematica con quale ecologico entusiasmo si comportano tanto le Poste d’Italia quanto quelle di Svizzera.

Detto fra parentesi, la posta svizzera si fregia di una scritta “PRO CLIMA” per sventolare a tutti l’interesse verso il Pianeta Terra.

La raccomandata fu spedita il 2 ottobre 2019 e arrivò a Lugano il 5 ottobre.

Abbastanza veloce… 3 giorni, se si pensa che da Lavena Ponte Tresa a Lugano… in linea d’aria ci sono 8 chilometri.

Da Lavena Ponte Tresa (Italia) a Lugano (Svizzera)… 8 chilometri.

È necessario però prendere in considerazione il “grande viaggio” che fece questa lettera… turisticamente parlando… quasi impagabile.

LA LETTERA RACCOMANDATA da LAVENA PONTE TRESA (VA) a LUGANO.

Per prima cosa la lettera fu spedita a Milano… primi 62 chilometri (in linea d’aria).

 

LA LETTERA RACCOMANDATA da LAVENA PONTE TRESA (VA) a LUGANO.

 

Da Milano fu spedita a Zurigo… 217 chilometri (sempre in linea d’aria).

Da Milano a Zurigo (Svizzera))

Infina… Da Zurigo finalmente a Lugano… 154 chilometri.

 

Da ZURIGO A LUGANO

 

In totale, questa lettera, per essere recapitata all’ufficio postale di Lugano fece ben 433 chilometri… in linea d’aria.

Quindi, per compiere gli 8 chilometri, ne ha compiuti ben 425 in più… evviva il PRO CLIMA delle Poste Svizzere.

 

Non credo però di poter dire “Brave” alle Poste Italiane. Se infatti io imbuco una lettera nella buca dell’ufficio postale di Lavena Ponte Tresa… indirizzata a Lugano, la lettera andrà prima a Milano (62 chilometri), e da Milano, non so se viene spedita direttamente a Lugano, o se va addirittura fino a Zurigo per essere poi dirottata a Lugano.

Se viene dirottata direttamente a Lugano, la lettera viaggia per 125 chilometri anziché 8… e non mi sembra ecologicamente da virtuosi.

 

Naturalmente, per far le cose bene, e cioè comportarsi ecologicamente, ci vuole un po’ più di personale… ne varrebbe la pena? È giusto diminuire sempre di più il personale per fare sempre di più utili?

Questa è “LA CRESCITA?”

Quanto ho scritto e documentato sembra banale o addirittura stupido.

“Per una lettera è il caso di fare tanto rumore e consumare così tanta energia?” mi si potrebbe chiedere.

“Risponderei: “Ma non è con le piccole cose che si possono fare le grandi cose?”

 

Ma perché la crescita deve essere una maledizione per il Genere Umano?

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Non bevo molta birra.

Qui in Ticino, o anche in Italia, solo d’Estate quando fa bel caldo.

Chissà perché, quando vado oltre Gottardo, cioè o nella Svizzera tedesca o nella Svizzera Romanda… al ristorante ordino quasi sempre birra… anche d’Inverno.

 

Da qui è facile andare in Italia… e ci vado spesso… col trenino.

Perché non fare anche un po’ di spesa ?… fra cui qualche bottiglietta di birra ?… come questa ?

Birra di Sardegna

Ecco, proprio questa m’è piaciuta…

E poi, m’ha ricordato la bellezza e la simpatia della Sardegna.

Questa non vuole assolutamente essere una pubblicità… però, devo dire, che, fra tante birre ho voluto rendere un omaggio particolare alla Sardegna.

 

Fui una sola volta (purtroppo) in Sardegna… nel nord dell’isola… e poi a Palau con bimbi, a quei tempi due, e roulotte.

Era il lontano 1975… e lo ricordo ancora con immenso piacere… sì, perché se si viaggia con la roulotte, si gode maggiormente il territorio.

 

Nell’apprezzare la Sardegna, non è possibile dimenticarsi che anche POSTE ITALIANE, hanno dedicato un francobollo alla Sardegna… un bel francobollo… che solo a guardarlo dimostra l’esistenza di misteri e stimola prepotentemente il desiderio di partire alla volta della genuinità di quell’isola.

Francobollo italiano del 2007.

Molti sono i ricordi del nostro soggiorno in Sardegna, e, in particolare a Palau ; mi piace ricordare la « Roccia dell’orso » che raggiunsi a piedi assieme al mio bimbo… allora di 8 anni.

Non ho foto di buche delle lettere di Sardegna. Chissà se un qualche mio lettore dalla Sardegna potrà arrivare a ricordarsi di me!

Sarebbe bello.

 

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LE POSTE ITALIANE… CHE SQUALLORE !

 

 

Se vado in un Supermercato e m’impossesso di un etto di caffè e non dimostro l’intenzione di pagarlo e cerco di andarmene in questo modo sono considerato un ladro e… se mi beccano, dovrò essere giudicato in modo conseguente… in poche parole come ladro.

Da un Quotidiano di Torino del 2 agosto 2019

Le Poste Italiane possono invece permettersi il lusso di trattenere corrispondenza per circa, stando a quanto scritto su « LA STAMPA » di Torino, due tonnellate ?

Ma due tonnellate sono 2000 chili, ed è una quantità enorme. Tutta corrispondenza probabilmente affrancata ; ma, se una corrispondenza è stata affrancata, le POSTE hanno incassato dei soldi… e li hanno incassati per recapitare in tempi ragionevoli.

Ma, questo, non è un furto… o tanti piccoli furti ?

Ma non vi sembra sufficiente per mettere le manette a un qualche Funzionario che… se ne strafotte ?

2 tonnellate !

Ma in queste due tonnellate potrebbe esserci qualcosa di molto importante.

Non importa… le Poste sono credo una SA… non è più lo Stato… lo Stato deve occuparsi di altre cose. Ma allora ? È permesso rubare ?

Ma non è furto non recapitare una lettera in tempi ragionevoli ?

È comprensibile dover pensare che le POSTE ITALIANE oltre a permettersi di non recapitare tonnellate di corrispondenza, non hanno nessun interesse ad essere un poco decorose.

 

Che poi è chiaro che il decoro che di POSTE ITALIANE è molto relativo… se dobbiamo prendere in considerazione le condizioni delle Buche alle quali noi affidiamo le nostre corrispondenze.

Mi permetto di presentarvi un semplice caso… che può far testo… e che dimostra il disinteresse di POSTE ITALIANE verso se stessa e verso l’immagine sua nei riguardi della popolazione e degli eventuali turisti che desiderano inviare un ricordo a parenti ed amici lontani.

 

In una città dell’Italia del nord fotografai 3 anni fa, nel 2016 questa buca :

BUCA di POSTE ITALIANE fotografata nel 2016

Come si può notare, la buca è abbastanza oltraggiata da adesivi vari… nonché uno vecchio e uno nuovo di POSTE ITALIANE.

La stessa buca di POSTE ITALIANE fotografata nel 2018

Non sembra siano passati 2 anni. Eppure la situazione è identica e dimostra il disinteresse di POSTE ITALIANE verso un minimo di decoro.

Ora manca la scritta PER LA CITTÀ sotto la feritoia di sinistra… laddove si potrebbe, senza rimanere schifati, introdurre l’oggetto di corrispondenza.

 

Non si può però dire che, col passare del tempo, POSTE ITALIANE abbia pensato di dare una pulita alla buca e di ripristinare il mancante PER LA CITTÀ… ammesso che abbia un significato.

La stessa buca di POSTE ITALIANE fotografata nel 2019.

Forse su questa buca c’è un qualche adesivo in più… la situazione è però sempre la stessa… indecorosa o squallida.

 

Questa buca nell’Italia del nord non deve farci meravigliare… non deve farci pensare che se la posta non viene recapitata è perché Trapani è nel sud.

Può dimostrarci che lo « squallore » è insito nel « midollo » di chi dirige POSTE ITALIANE e non ha alcun rispetto per chi deve « utilizzare » un servizio così importante.

 

007 ha la « LICENZA DI UCCIDERE »…

POSTE ITALIANE hanno la « LICENZA DI RUBARE » ?

 

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Non sono mai stato ad Hong Kong e neppure in Cina… e penso che non ci andrò mai.

Ricordo che si parlò molto di Hong Kong quando uscì il film “L’Amore è una cosa meravigliosa”. Il film, del 1955, con Jennifer Jones e William Holden fece conoscere Hong Kong, a quei tempi colonia in affitto della Gran Bretagna.

Jennifer Jones e William Holden

In moltissimi videro quel film e, in quei tempi si cominciò a prendere atto del problema Cina. In Italia si andava spesso al cinema, ed erano anche di moda i film di guerra ambientati in Corea.

Hong Kong era una popolosa città saldamente ancorata alla Gran Bretagna; non si parlava ancora del fatto che nel 1997 sarebbe passata alla Cina. Nel mio collezionare francobolli, meno bambino e un po’ più ragazzo, trovavo molto interessanti i francobolli delle Colonie Inglesi. Ce n’erano un mucchio, in tutto il mondo, anche negli angoli più sperduti e inimmaginabili.

Per avere questi francobolli, mi ricordo che scrissi ai vari Consolati o Ambasciate d’Italia chiedendo francobolli, naturalmente usati, di quella località. Ricordo che quei nostri connazionali si dimostrarono molto gentili, e mai mancarono di rispondere.

UNA BUCA DI QUALCHE ANNO FA

Sinceramente, negli anni passati sarei andato volentieri a visitare quella colonia… e ancora di più mi avrebbe incuriosito quell’angolo di mondo dove si parlava portoghese molto vicino a Hong Kong: Macao.

Ora che sono diventato vecchio davvero sono contento di avere la foto di alcune buche lettere di Hong Kong e di aver trovato alcuni vecchi francobolli.

 

Per quanto riguarda le Colonie Inglesi, è relativamente facile trovare francobolli con l’effige di Giorgio V che regnò dal 1910 al 1936.

FRANCOBOLLI DI GIORGIO V

Ne ho trovato un paio e, come si può vedere, in uno c’è pure la soprastampa CHINA… che non so quale esatta funzione avesse.

Per quanto riguarda queste buche devo ringraziare un mio nipote, uno di quelli che già da giovane sente la necessità di girare il mondo… di andare un po’ dappertutto… anche molto lontano.

Fu prima del 2010 che ricevetti con gioia anche questa buca:

Buca di HONG KONG col logo di Elisabetta II

 

 

 

Non sembra per niente cinese. È infatti ancora una buca dei tempi in cui a farla da padroni erano i britannici; guardando bene la foto, si vede in basso la sigla di Elisabetta II con la corona.

Chissà se queste buche ci sono ancora o se le hanno tutte sostituite con quelle del tutto cinesi? È un fatto però che lo statuto di Hong Kong è speciale e, anche se si è in tutto e per tutto in Cina, la situazione sarebbe di tipo piuttosto occidentale.

Anche il sovrano Giorgio VI ebbe i suoi francobolli.

FRANCOBOLLI DI GIORGIO VI

Giorgio VI, il re un po’ balbuziente, governò la Gran Bretagna e il Commonwealth fino al 1952. Fu l’ultimo ad essere anche Imperatore dell’India, esattamente fino al 15 Agosto 1947.

BUCA DEL 2016 cortesemente inviata da un gentile conoscente

Come ho già scritto non andrò mai a Hong Kong, però, con mia grande sorpresa, c’è qualcuno che sbircia regolarmente il mio blog… proprio da Hong Kong… tutti i giorni o quasi tutti i giorni regolarmente da un po’ di tempo. Chissà se leggendo questo mio articolo dovesse sentirsi invogliato ad uscire dall’ombra e, magari collaborare col sottoscritto? Infatti non ho conoscenza di telefoni, di uffici postali e neppure di veicoli postali di quella città. Inoltre non ho nulla di Macao… poco distante da Hong Kong e, con delle caratteristiche particolari.

Anche Elisabetta II ha i suoi francobolli… fra cui quello dell’incoronazione.

FRANCOBOLLI DI ELISABETTA II

Quello dell’incoronazione è uguale a molti altri… esattamente 59… cambia solo la scritta della località e l’importo relativo all’affrancatura.

INCORONAZIONE DI ELISABETTA II

 

 

Naturalmente, altri francobolli furono stampati in passato… particolarmente dalle poste cinesi. Non ne possiedo, però potrà accadere ch’io arrivi a possederne… anche se ho smesso di collezionare francobolli… per limiti d’età.

Non possiedo neppure cartoline di quella importante città.

 

Ancora una buca… per oggetti ingombranti:

BUCA PER OGGETTI INGOMBRANTI

Mi son sempre piaciuti i francobolli ; ho dovuto prendere atto che il francobollo non è altro che una specie di ricevuta, o un giustificativo. Se l’appiccico giusto sulla busta, dopo aver scritto l’indirizzo della persona alla quale voglio spedirla, diventa, per le poste che dovrebbero lavorare per il recapito, una dimostrazione che la tassa per il trasporto e il recapito è stata pagata. Quindi, la funzione del francobollo dovrebbe essere quella di aiutare il recapito della corrispondenza… quella di far viaggiare… quella, in ultima analisi, di viaggiare. Anche i componenti del Genere Umano amano viaggiare… se possono. Io non ho sempre potuto viaggiare e andare lontano. E allora ? Allora mi sono « hobbisticamente divertito » a far viaggiare i francobolli e a farli andare materialmente… un po’ dappertutto. Proprio così.

Una lettera spedita Fermo Posta in una località lontana a una persona che là non è o non andrà mai, dovrebbe ritornare indietro con un segno indelebile della località raggiunta.

Lettera spedita dalla località di Serravalle della Repubblica di San Marino.

La lettera è partita il 20 luglio del 1974 per VIA AEREA… sì, perché a quei tempi c’era la tariffa aerea superiore alla tariffa di superficie. Mi si chiederà cosa s’intende per tariffa di superficie. Significa che se io avessi voluto, per esempio, spedire una missiva dall’Italia a Singapore, avrei potuto semplicemente apporre il francobollo per l’estero. L’oggetto avrebbe viaggiato su una nave o sui mezzi terrestri, e, sarebbe arrivato con comodo… come, in un certo senso, con comodo fanno le nostre poste da un po’ di tempo a questa parte.

Comunque la lettera viaggiò spedita a destinazione.

IL RETRO DELLA BUSTA

La lettera, dopo sei giorni era già a Hong Kong, e là rimase un bel po’… un po’ di più di un mese; il 19 dicembre fu rispedita “gioiosamente” al mittente… quasi come un regalo di Natale.

Era come fossi stato là ad omaggiare la Regina.

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Proprio così… Da molti anni le Poste Italiane ci hanno aiutato a conoscere l’Italia. Per lo meno ci hanno indicato l’esistenza di posti meravigliosi. Anche tutt’oggi stampano i francobolli per l’Italia da conoscere, ma, se volete averli incontrate molta difficoltà. È un gran peccato.
Questa località si trova nell’estrema Riviera dei Fiori, in Liguria, quasi in Francia: DOLCEACQUA in Val Nervia.

Francobollo delle Poste Italiane emesso nel 2017.

Questo francobollo mostra il Castello dei Doria e un ponte medievale ad arco. Dov’è esattamente questa località? Alla fine della Liguria:

Posizione geografica di Dolceacqua.

Questo ponte, non solo è molto bello, ma, per esempio, piacque molto anche a Monet che lo dipinse in ben tre quadri. Lo definì “un gioiello di leggerezza”. Pare che Monet fosse venuto a Dolceacqua in compagnia di Renoir… che, come ben si sa, aveva il suo atelier vicino a Nizza… non lontano quindi.

Oltre al ponte, come si può ben vedere nel francobollo, ci sono i ruderi di un castello… Il Castello dei Doria signori di Genova e della Liguria già nel lontano secolo XIII.

Il castello sovrasta l’abitato bellissimo e le stradine di questa località.

IL CASTELLO

 

IL PONTE

 

IL CASTELLO E IL PONTE

Dall’altra parte del torrente Nervia c’è la possibilità di passeggiare, di pranzare e di cenare… all’aperto e al chiuso… ci sono anche le pizzerie, ma c’è anche la possibilità di gustarsi un ottimo vino del luogo.

Si chiama Rossese, è molto conosciuto in zona, ma anche altrove, naturalmente da chi è un buon intenditore di vini.

S’era detto che Monet apprezzò questa località… che considerò questo ponte “leggero”… ma Monet veniva da lontano. Qui nacque… proprio qui a Dolceacqua, un grande artista, molto apprezzato dallo stesso Picasso; e qui rimase fino al 2010, anno della sua scomparsa. Si chiamava Raimondo ed era soprannominato “Barbadirame”.

Ancora il ponte… da solo… in tutta la sua leggerezza.

 

Una parte dell’abitato di Dolceacqua… al di là del Nervia.

Qui era di casa il “Barbadirame” pittore famoso per i dipinti legati alla sua terra, al mondo contadino, alla gente di Liguria e alle caprette che molto spesso accompagnano i suoi dipinti.

 

dal sito di Dolceacqua – così Barbadirame vedeva il ponte e le lavandaie.

A Dolceacqua c’è anche la posta… uno dei tanti uffici postali sparsi sul territorio italiano. Ogni ufficio postale possiede il timbro con impresso il nome della località. Peccato che da un po’ di tempo a questa parte è diventato quasi impossibile avere un francobollo timbrato proprio da questa o quella località. Oggi è tutto centralizzato e organizzato… a modo loro, ma con sempre meno efficienza.

È del 1998 il timbro di Dolceacqua su questa bella quartina spedita raccomandata.

Francobollo del 1998.

Ormai siamo immersi nell’arte. Sì, perché questo francobollo è stato disegnato da un artista belga… JEAN-MICHEL FOLON.

Artista veramente unico, mancato nel 2005, ha in sé una delicatezza particolare.

FOLON

Tornando al ponte, è bello poterlo vedere con una “fresca” sposa che lo attraversa… che passa dall’altra parte… che inizia un’avventura che potrebbe essere fantastica. Nel momento in cui diciamo , sappiamo che si tratta di attraversare una specie di ponte… ma in compagnia di chi potrà stare con noi fino alla fine dei nostri giorni.

La sposa sul ponte.

Appunto! Potrebbe essere un’avventura fantastica. È un gran peccato dover prendere atto che dopo tanti meravigliosi festeggiamenti entra in azione, dico io con troppa facilità, l’incompatibilità di carattere.

Ma se c’era l’Amore, quello con la A maiuscola, perché non sforzarsi un cicinino per riesumarlo? Se c’era, non può sparire così facilmente.

Ormai, sì perché è passato qualche giorno dal momento dello scatto fotografico, quella dolce sposa avrà “consumato” e noi possiamo tornare al ponte.

È sempre lì, e, a una certa ora del giorno, quando è quasi sera, può trovarsi in compagnia con dei bei lampioni… come questi.

Che belli i lampioni! Mi piace questa foto!

Potrebbe essere il momento per andare alla ricerca di qualcosa da mettere nello stomaco… qualcosa di buono… alla ligure però.

 

Una delle stradine dove ci si può ben rifocillare.

E poi? E poi si va a dormire… se si è vecchi come il sottoscritto. Se si è giovani si comincia a vivere.  Il paesello s’avvia verso il sonno…

Dorme il paesello.

…mentre la dolce sposa danza allegra e pensa forse alla prima notte di nozze coll’amato bene!

SE ANDATE A DOLCEACQUA E VI VIEN VOGLIA DI MANDARE UNA CARTOLINA A QUALCUNO, USATE UN BEL FRANCOBOLLO.

DOVUNQUE ANDIATE… SCRIVETE UNA CARTOLINA… MA PRETENDETE UN FRANCOBOLLO PER L’AFFRANCATURA. È PIÙ BELLA PER CHI LA RICEVE.

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Riescono ad arrivare ad essere inimmaginabili.

Francobollo del 2018.

1° caso… il francobollo del Genoa.

Imbucato in una oscena buca di una cittadina della Riviera dei Fiori.

Affrancatura giusta.

Destinatario: a circa 200 metri.

Timbrato a TORINO (!).

Recapitato 3 giorni dopo.

Francobollo del 2017

2° caso… il francobollo del TRENINO DELLA VAL GARDENA.

Imbucato nella stessa oscena buca della stessa cittadina della Riviera dei Fiori.

Affrancatura insufficiente… mancano € 0.20.

Destinatario: a Lugano… FERMO POSTA.

Timbrato male a GENOVA… nel senso che, oltre a deturpare il francobollo, non si legge del tutto la zona di Genova dove è stato timbrato e neppure l’anno.

Recapitato 2 giorni dopo (timbro d’arrivo) .

Come commentare?

3 giorni per raggiungere la stessa località in Liguria sembrerebbe quasi normale per un servizio che lascia abbastanza a desiderare; 2 giorni però per una lettera dalla Liguria alla Svizzera farebbe pensare ad un servizio quasi eccellente.

CHE SIA L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA?

 

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Da un po’ di tempo guardo con piacere i murales che Barbara Picci porta alla nostra considerazione.

Questo è un piccolo gradevole esempio:

Streetart Flash – Millo @ Bratislava, Slovakia

Mi accade quindi che se vado in giro e ne vedo uno che mi piace… lo fotografo.

Se poi si pensa che è in quella che può essere considerata la città più a nord d’Europa, è ancora più interessante,

Siamo in Islanda… nel nord dell’isola a pochi passi dal circolo polare artico.

Pannello indicatore della città.

D’Estate qui è praticamente sempre chiaro… anche se nuvolo; se non è nuvolo, il sole di mezzanotte è a pochi passi… e lo si può comprendere osservando questa carta dell’isola dove è l’ubicazione della città e del circolo polare artico.

Da web.

Certo che il sole a mezzanotte è qualcosa di particolare, ed è necessario avere degli scuri consistenti se di notte si vuol dormire.

Fu questa la nostra seconda tappa intorno all’isola. Purtroppo era domenica, ed era tutto chiuso, e quindi non fu possibile comprendere il “pulsare” della città. Fummo fortunati perché, la giornata serena, ci permise di respirare a pieni polmoni e godere il panorama della cittadina.

Piccolo panorama di Akureyri

Trovai naturalmente anche l’Ufficio Postale e mi piacque fotografare anche delle semplici case.

Lo scopo però di questo articolo è questa fanciulla effigiata sul muro di una casa.

La fanciulla effigiata sul muro della casa.

Carina, simpatica, sorridente con i capelli che contornano la serenità del viso. Ho pensato che, sicuramente, darà serenità ai cittadini nella lunga notte invernale.

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