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Archive for the ‘Ufficio Postale’ Category

9 febbraio 2017

Personaggi:

Panchina Petulante, Panchina Ingenua, Ulivo il Saggio e Pino Marittimo.

Petulante: “Quella di oggi è una giornata triste. Fa finta di piovere, ma non piove davvero.”

Ingenua: “Hai ragione cara sorella. Hai qualche novità?”

Petulante: “No, sentiamo l’Ulivo se ha qualcosa da raccontarci.”

Ulivo: “Sì, vi ho sentito. Per prima cosa dovrei dire che l’acqua dei giorni scorsi mi ha fatto gioire immensamente, perché mi ha lavato le foglie dalle polveri sottili che ma davano molto prurito; poi quel vento forte mi ha grattato e massaggiato in un modo fantastico. Gli umani hanno bisogno di palestre e altre frivolezze che chiamano fitness, senza parlare di altri umani, forse un po’ malati che vanno in aereo molto lontano, fino in Thailandia… per farsi massaggiare.”

Ulivo IL SAGGIO

Ulivo IL SAGGIO

Ingenua: “Perché qui non c’è nessuno che sa fare i massaggi?”

Ulivo: “Ma certo che c’è, ma non è così fantastico come quello che fanno là.”

Ingenua: “Ma, un massaggio è un massaggio, e c’è bisogno di andare così lontano per avere un massaggio migliore?”

Ulivo: “Non è solo una questione di massaggio; dipende da chi ti fa il massaggio e cosa ti fa dopo il massaggio… hai capito?”

Ingenua: “Non riesco a capire.”

Ulivo: “Il massaggio terapeutico, ossia per star bene, viene fatto in Thailandia in un modo particolare… perché ben fatto, poi, ci sono i centri di “massaggio particolare” per soli uomini che ci vanno per soddisfazione erotica… sempre in modo particolare. Ora hai capito?”

Ingenua: “Sì, scusami se sono un po’ tarda. D’ora in avanti ti chiameremo Ulivo Il Saggio.”

Ulivo. “Va bene, grazie. A parte questa facezia, un problema molto importante per il futuro degli Umani d’Europa, è quello che succederà in Francia fra un paio di mesi.”

Petulante: “Cosa dovrebbe succedere?”

Ulivo: “Ci saranno le elezioni presidenziali. Io però non conosco bene l’argomento. Qui, di questi tempi si fermano pochi umani. Provo a chiedere al mio amico di Ponte Tresa… un pino marittimo… o qualcosa del genere… qui in Svizzera.”

Pino Marittimo: “Si ti sento Ulivo; come stai?”

Ulivo il Saggio: “Sto bene grazie. Tu che vedi passare tanta gente e sei vicino al capolinea del trenino e dei bus de “La Posta”, cosa puoi dirci delle elezioni presidenziali francesi?”

Marine Le Pen

Marine Le Pen

Pino Marittimo: “So solo che un’Umana Marine Le Pen è molto agguerrita, e dice che vuole uscire dall’Europa. Non so molto di più, per ora. M’interessava di più sapere cos’ha nella testa l’Umano Matteo Salvini… abbastanza amico di quell’Umana. Sai, l’Italia è vicinissima.”

Ulivo il Saggio: “Bravissimo. Chiedi un po’ e cerca di capire dagli Umani che prendono il treno. Ci sentiamo. Un bel saluto anche dalle mie amiche Petulante e Ingenua.”

Pino Marittimo: “Cercherò anche di prendere contatto con un nostro collega, molto bello, che si trova proprio vicino all’Ufficio Postale; là in Italia a Lavena Ponte Tresa. Da quelle parti c’è un grande posteggio, delle panchine e pure una cabina telefonica. Le cabine telefoniche la sanno lunga… A presto.”

PINO MARITTIMO a Ponte Tresa

PINO MARITTIMO a Ponte Tresa

 

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Quand’ero piuttosto giovane si diceva Canadà coll’accento sull’ultima a; oggi non si mette più l’accento. Chissà in futuro.

Il Canada è uno stato molto vasto, uno dei più vasti del globo. È bagnato da più mari ed è molto legato alla Gran Bretagna ; in ogni caso lo era.

Fui in Canada nel 1999 quando ancora non si sapeva come sarebbe andata a finire coll’elettronica nel passaggio dal 1999 al 2000. Andò tutto bene.

Sì, mi sarebbe piaciuto andare in Canada, ma non avrei mai considerato molto potabile affrontare un certo numero di ore di volo stipato su un aereo.

Fu così che mia figlia, ormai grandicella e studentessa universitaria, andò, grazie a uno scambio coll’università di Toronto, alcuni mesi in quella bella città. Ci andò col suo ragazzo, e noi, suoi genitori non potemmo fare a meno di andarla a trovare. L’autunno era già inoltrato e, se a Zurigo si stava ancora quasi bene, quando arrivammo a Montreal nevicava ; poco, ma nevicava.

Il nostro volo diretta da Zurigo era stato cancellato. Ci mandarono a Bruxelles ; arrivati a Bruxelles, ci stiparono su un aereo delle SABENA.

La SABENA non esiste più, è fallita nel 2001 nello stesso modo come non esiste più la SWISSAIR, che aveva una grossa influenza sulla Sabena; in poche parole, del pacchetto azionario, ne possedeva il 49%. Ora sono sparite tutt’e due. Dalle ceneri della Swissair è sorta la SWISS, ma gli azionisti… sono rimasti per terra e chi possedeva obbligazioni… anche, quasi del tutto. Questo è quello che succede se si ha ingiustamente fiducia in qualcuno (leggi Swissair).

I « nostri ragazzi » ci vennero incontro con una macchina a noleggio, ci prenotarono un bel B&B e ci fu possibile vedere quella città sull’estuario del San Lorenzo. La lingua ufficiale di Montreal è il francese, però è un francese così « strano » per cui, col mio francese era difficile capirsi. Coll’inglese, che non so, ancora peggio.

Fu molto interessante, e lo ricordo benissimo, scoprire una vera e propria città sotterranea con tutti iservizi possibili e immaginabili. Questo permetteva di poter vivere tranquillamente anche durante i rigidissimi inverni canadesi. Il freddo non era ancora intenso; acquistai ugualmente un comodo colbacco, che conservo ancora gelosamente e che mi serve ogni volta che il freddo è veramente freddo. Dopo 2 notti partimmo alla volta di Toronto.

FOTO POSTA IN UN NEGOZIO DI COSMETICI

FOTO POSTA IN UN NEGOZIO DI COSMETICI

Conobbi, dopo una sosta in un autogrill, i bicchieroni di cartone con coperchio che ogni buon americano si porta elegantemente dietro, in macchina e per la strada con quella bevanda calda, color marrone chiaro chiamata caffè.

Non sapevo ancora che mi sarei interessato alle buche delle lettere. Amavo sì i francobolli e tutto ciò che girava attorno al servizio postale, ma sempre legato alla funzione dei francobolli. Imparai, per la prima volta, quello che oggi fanno anche qui in Europa, e cioè il risparmio esagerato a discapito dell’utente: vengono chiusi quegli uffici postali che non rendono abbastanza e si colloca il minimo del servizio all’interno di un negozio o di un supermercato.

Per me era tutto nuovo e, anche se non sapevo ancora che avrei fotografato quelle vere, acquistai una « buca salvadanaio »… che custodisco gioiosamente e che lascerò a un qualche nipotino.

Il soggiorno a Toronto, malgrado il freddo, ci permise di godere alcuni interessanti angoli della città, nonché la presenza nei parchi di molti scoiattoli.

LA BUCA SALVADANAIO

LA BUCA SALVADANAIO

Ci fu anche possibile andare a visitare una Casa particolare diventata museo : La « CASA LOMA », e godere lo spettacolo SWINGSTEP con ritorno in tram. Sì, perché a Toronto c’è anche il tram.

L’inverno è molto rigido con temperature abbondantemente sotto lo zero, per cui la vita è molto movimentata nell’immensa città sotterranea, direttamente collegata alla metropolitana e all’ingresso dei grattacieli. Non mancano i ristoranti e le zone per fumatori… sempre più ghettizzati come se fossero degli assassini.

E pensare che il tabacco fu, per la prima volta, conosciuto da Cristoforo Colombo ed era usato a scopo terapeutico. Chissà che ingredienti vengono oggi miscelati al tabacco per dare ai fumatori la dipendenza.

L’ORSACCHIOTTO

L’ORSACCHIOTTO

Durante un nostro girovagare, acquistammo un simpaticissimo orsacchiotto, che è tutt’ora sulla scrivania di mia moglie ; ricordo cosa disse la commessa quando seppe che l’avremmo portato in Europa : « Ma che bello ! Mi commuove l’idea che questo orsacchiotto vada in Europa. »

Tornammo in Europa col bus fino a Buffalo negli Stati Uniti dopo aver visto le cascate del Niagara; dormimmo lì e, la mattina dopo, con un’auto a noleggio, attraversammo una buona parte dello stato di New York e raggiungemmo Boston da dove un aereo della Swissair ci portò a Zurigo.

A Niagara, anche se il freddo era abbastanza pungente ed eravamo praticamente gli unici turisti, trovai ugualmente l’ufficio postale che, gentilmente mi timbrò una busta… che viaggiò regolarmente fino a Lugano.

LA BUSTA COL TIMBRO NIAGARA FALLS

LA BUSTA COL TIMBRO NIAGARA FALLS

Fu probabilmente a causa del freddo, se le cascate più famose del Canada e degli Stati Uniti non ci entusiasmarono.

IL TIMBRO D'ARRIVO

IL TIMBRO D’ARRIVO

Ricordo che trovammo a fatica un ristorante dove poter mangiare. Ricordo che mangiammo Pan-cakes con succo d’acero… non c’era quasi nessuno.

Con un altro bus ripartimmo alla volta di Buffalo negli Stati Uniti. Pensavo che i doganieri salissero sul bus come accade in treno da noi ; no ; fu necessario scendere, portare le valigie in dogana, compilare un formulario, pagare qualche dollaro… senza ricevuta e risalire coi bagagli sul bus.

Tornammo un’altra volta in Canada, e già avevo il pallino delle buche delle lettere. Prima di allora però, un parente mi procurò alcune foto di buche canadesi, proprio di Montreal.

BUCA DI MONTREAL DI FRONTE

BUCA DI MONTREAL DI FRONTE

Sono buche che ricalcano la buca salvadanaio che acquistai durante il primo viaggio… e furono fotografate senza nessun « risparmio ».

BUCA DI MONTREAL DA DESTRA

BUCA DI MONTREAL DA DESTRA

Sono molto belle e, probabilmente tutte uguali in tutta la nazione.

Il ricordo di Montreal è, grazie anche a queste buche, molto grande, dato che quella fu la prima volta che misi piede in terra americana. Prima di allora non avevo mai sentito un interesse particolare per quel continente nord americano. Avevo sempre avuto l’impressione che gli americani soffrissero un po’ di « complesso di superiorità », che come tale è sempre patologico. Ho sempre sentito la necessità di ringraziare gli Stati Uniti, in particolare, che hanno avuto molti morti per venire in nostro aiuto e salvarci dalle dittature di Hitler e Mussolini. Oggi non so più se l’hanno fatto per essere « gentili » o perché avevano i loro interessi. È un fatto che, se non fossero arrivati loro, sarebbe stato per noi molto difficile scrollarci di dosso il nazifascismo.

(continua)

 

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Le Poste Italiane possono stampare francobolli e venderli. Dopo che hanno venduto il francobollo, il francobollo diventa proprietà di chi l’ha comprato. Fin qui, credo siamo tutti d’accordo.

Domanda: “Qual’è la funzione del francobollo?”
Risposta: “Se applicato su un oggetto di corrispondenza (lettera o cartolina), dimostrare di aver pagato la tassa per il trasporto e il recapito dell’oggetto in questione.”

Domanda: “Dopo che un francobollo è stato appiccicato su un oggetto di corrispondenza e imbucato per la spedizione in un’apposita buca delle lettere, diventa di nuovo di proprietà delle Poste Italiane?”
Risposta: “No. Le Poste Italiane dovranno obliterarlo o timbrarlo, ma non torneranno ad essere proprietarie di quel francobollo.”

Domanda: “Perché dovranno timbrarlo?”
Risposta: “Per evitare che quel francobollo venga di nuovo utilizzato per altra corrispondenza.”

Domanda: “Chi è il proprietario del francobollo… una volta imbucata la lettera o la cartolina?”
Risposta: “Dopo il recapito, salvo accordi particolari, il francobollo diventa proprietà del destinatario.”

Domanda: “Dal momento in cui l’oggetto di corrispondenza arriva alle Poste, è dovere dei “funzionari” portare rispetto verso l’oggetto di altrui proprietà?”
Risposta: “Nello stesso modo come non si deve danneggiare una carrozza ferroviaria, le Poste non devono danneggiare o deturpare ciò che ricevono in consegna. Il francobollo dimostra che le Poste sono state pagate “in anticipo” per un lavoro. È un tacito accordo fra Poste e Utente.

Francobollo su cartolina

Francobollo su cartolina

Questo francobollo che ho ricevuto recentemente su cartolina da Bari è stato deturpato dall’integrazione di affrancatura pari a € 0.05 stampata sul francobollo di € 0.95.
Il francobollo da 95 centesimi è insufficiente per spedire una cartolina in Svizzera. La tariffa per la Svizzera è € 1.00. Quindi mancavano 5 centesimi. L’utente ha chiesto allo sportello un francobollo da 5 centesimi; l’ufficio postale, come la maggioranza degli uffici postali, era sprovvisto di francobolli da 5 centesimi e ha stampigliato sul francobollo l’oscenità che potete vedere… senza firma, perché, in questo caso questo atto di maleducazione potrebbe essere stato fatto tanto a Venezia come a Viareggio. Forse gli addetti ai lavori possono analizzando la stampigliatura capire chi è stato quell’impiegato maleducato. Ma, a questo punto viene da chiedersi: “È stato solo maleducato, o mi ha “rubato” il valore affettivo (e non solo) del francobollo che io potrei anche voler collezionare?”

Questo caso che ho riportato è solo un piccolo esempio di maleducazione verso l’utente. E poi, si sa, c’è sempre tempo: LA CARTOLINA È ARRIVATA DOPO 20 GIORNI.

In questo caso si tratta di un brutto francobollo di uso corrente, ma in altri casi, vengono deturpati e oscenizzati anche francobolli belli che s’intende collezionare.
Si sa, oggi le Poste Italiane, oltre ad essere diventate una banca, vogliono fare anche gli assicuratori. Ma non sarebbe meglio se facessero il lavoro a cui sono deputate, e cioè servire “postalmente” la popolazione?… senza essere arroganti e senza rubare?

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Arrivare ad Amburgo fu molto facile.
Col treno regionale, malgrado i nostri bagagli… necessari per più di due settimane, siamo arrivati in perfetto orario e pronti ad imbarcarci. Appena fuori dalla stazione di Amburgo Centrale abbiamo potuto consegnare i nostri bagagli: li ritroveremo in cabina.
Poco lontano c’è pure un bus che ci porterà dritto alla nave.
L’imbarco è una cosa allucinante perché c’è moltissima gente che deve salire a bordo e ci sono dei funzionari incapaci e lenti, o disorganizzazione perfetta per cui fu a noi necessario stare un’ora e mezza in coda. Ma fummo fortunati perché quando finalmente ci fu possibile salire a bordo, mi divertii a fotografare una parte di chi ancora non aveva potuto essere “burocratizzata” dall’imbelle personale.

La folla che s'imbarcherà ad Amburgo

La folla che s’imbarcherà ad Amburgo

La moltitudine che vedete nella foto, prima di sera sarà sulla nave. Non era questa la prima crociera che facevo, però era la prima volta che per salire a bordo ero obbligato a fare una coda del genere, in piedi, per più di un’ora. Non so se i dirigenti dell’MSC Crociere si saranno resi conto che trattare così i clienti è l’equivalente della crassa maleducazione.

La nave avrebbe dovuto partire da Amburgo alle 19. Parte invece alle 22… con 3 ore di ritardo. Ma non importa dato che il giorno dopo sarà di navigazione verso il nord della Scozia.
Durante la navigazione riesco a fotografare un pozzo petrolifero.

Un pozzo petrolifero... in mezzo al mare.

Un pozzo petrolifero… in mezzo al mare.


Era piuttosto lontano. Chissà se fra un po’ di anni, quando qualcuno di noi, nella nostra bella Italia aprirà le finestre e potrà vedere vicino alle nostre belle spiagge una bella fila di pozzi petroliferi; e se andrà a fare il bagno si porterà dietro oltre alla crema solare un solvente per eliminare dalla pelle il catrame fuoruscito da un pozzo o dal tubo che ha “alimentato” la petroliera di turno?

Gi abitanti di Invergordon, piccola cittadina e nostro primo scalo in Scozia, convivono coi pozzi petroliferi, ma nessuno va da quelle parti per fare le vacanze balneari.

Un bel pozzo petrolifero a poca distanza dalla nostra nave attraccata a INVERGORDON

Un bel pozzo petrolifero a poca distanza dalla nostra nave attraccata a INVERGORDON

Invergordon si trova sull’estuario del fiume Cromarty.

Invergordon dalla nave prima dell'attracco.

Invergordon dalla nave prima dell’attracco.

La nave da terra.

La nave da terra.


La cittadina è un punto di partenza per andare a vedere il famoso LOCH NESS e sperare di vedere l’ancor più famoso mostro.
La bandiera della Scozia.

La bandiera della Scozia.


Noi siamo scesi a terra e abbiamo scoperto una simpatica e tranquilla cittadina tutta scozzese che si presenta con la bandiera della Scozia anziché della Gran Bretagna.
Fu sicuramente un mio errore, perché avevo dimenticato che, non molto tempo fa, gli scozzesi votarono l’eventualità di staccarsi da Londra.
Abbiamo scoperto dei bellissimi Murales, sicuramente d’autore e propagandati sul dépliant informativo.

Quasi tutti i Murales sono sulle pareti laterali della case, come questo:

Il 1° Capolavoro di strada.

Il 1° Capolavoro di strada.


Ho girato tutta la cittadina alla ricerca di questi “affreschi” che penso di offrire alla vostra amicizia in un prossimo incontro. Questa cittadina ha anche una bella chiesa con un bel campanile.

La chiesa di Invergordon.

La chiesa di Invergordon.


Naturalmente sono andato anche alla ricerca dell’Ufficio Postale che, come è un po’ uso di questi tempi, è ubicato in un piccolo supermercato.

L'Ufficio Postale.

L’Ufficio Postale.

È insignificante l’ufficio postale nel supermercato SPAR. Sono però stupende quelle tre finestre dipinte sulla facciata con momenti di vita quotidiana. Anche il vaso da fiori fa parte della vita quotidiana.

(continua)

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