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Archive for the ‘Buca delle lettere’ Category

Non bevo molta birra.

Qui in Ticino, o anche in Italia, solo d’Estate quando fa bel caldo.

Chissà perché, quando vado oltre Gottardo, cioè o nella Svizzera tedesca o nella Svizzera Romanda… al ristorante ordino quasi sempre birra… anche d’Inverno.

 

Da qui è facile andare in Italia… e ci vado spesso… col trenino.

Perché non fare anche un po’ di spesa ?… fra cui qualche bottiglietta di birra ?… come questa ?

Birra di Sardegna

Ecco, proprio questa m’è piaciuta…

E poi, m’ha ricordato la bellezza e la simpatia della Sardegna.

Questa non vuole assolutamente essere una pubblicità… però, devo dire, che, fra tante birre ho voluto rendere un omaggio particolare alla Sardegna.

 

Fui una sola volta (purtroppo) in Sardegna… nel nord dell’isola… e poi a Palau con bimbi, a quei tempi due, e roulotte.

Era il lontano 1975… e lo ricordo ancora con immenso piacere… sì, perché se si viaggia con la roulotte, si gode maggiormente il territorio.

 

Nell’apprezzare la Sardegna, non è possibile dimenticarsi che anche POSTE ITALIANE, hanno dedicato un francobollo alla Sardegna… un bel francobollo… che solo a guardarlo dimostra l’esistenza di misteri e stimola prepotentemente il desiderio di partire alla volta della genuinità di quell’isola.

Francobollo italiano del 2007.

Molti sono i ricordi del nostro soggiorno in Sardegna, e, in particolare a Palau ; mi piace ricordare la « Roccia dell’orso » che raggiunsi a piedi assieme al mio bimbo… allora di 8 anni.

Non ho foto di buche delle lettere di Sardegna. Chissà se un qualche mio lettore dalla Sardegna potrà arrivare a ricordarsi di me!

Sarebbe bello.

 

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LE POSTE ITALIANE… CHE SQUALLORE !

 

 

Se vado in un Supermercato e m’impossesso di un etto di caffè e non dimostro l’intenzione di pagarlo e cerco di andarmene in questo modo sono considerato un ladro e… se mi beccano, dovrò essere giudicato in modo conseguente… in poche parole come ladro.

Da un Quotidiano di Torino del 2 agosto 2019

Le Poste Italiane possono invece permettersi il lusso di trattenere corrispondenza per circa, stando a quanto scritto su « LA STAMPA » di Torino, due tonnellate ?

Ma due tonnellate sono 2000 chili, ed è una quantità enorme. Tutta corrispondenza probabilmente affrancata ; ma, se una corrispondenza è stata affrancata, le POSTE hanno incassato dei soldi… e li hanno incassati per recapitare in tempi ragionevoli.

Ma, questo, non è un furto… o tanti piccoli furti ?

Ma non vi sembra sufficiente per mettere le manette a un qualche Funzionario che… se ne strafotte ?

2 tonnellate !

Ma in queste due tonnellate potrebbe esserci qualcosa di molto importante.

Non importa… le Poste sono credo una SA… non è più lo Stato… lo Stato deve occuparsi di altre cose. Ma allora ? È permesso rubare ?

Ma non è furto non recapitare una lettera in tempi ragionevoli ?

È comprensibile dover pensare che le POSTE ITALIANE oltre a permettersi di non recapitare tonnellate di corrispondenza, non hanno nessun interesse ad essere un poco decorose.

 

Che poi è chiaro che il decoro che di POSTE ITALIANE è molto relativo… se dobbiamo prendere in considerazione le condizioni delle Buche alle quali noi affidiamo le nostre corrispondenze.

Mi permetto di presentarvi un semplice caso… che può far testo… e che dimostra il disinteresse di POSTE ITALIANE verso se stessa e verso l’immagine sua nei riguardi della popolazione e degli eventuali turisti che desiderano inviare un ricordo a parenti ed amici lontani.

 

In una città dell’Italia del nord fotografai 3 anni fa, nel 2016 questa buca :

BUCA di POSTE ITALIANE fotografata nel 2016

Come si può notare, la buca è abbastanza oltraggiata da adesivi vari… nonché uno vecchio e uno nuovo di POSTE ITALIANE.

La stessa buca di POSTE ITALIANE fotografata nel 2018

Non sembra siano passati 2 anni. Eppure la situazione è identica e dimostra il disinteresse di POSTE ITALIANE verso un minimo di decoro.

Ora manca la scritta PER LA CITTÀ sotto la feritoia di sinistra… laddove si potrebbe, senza rimanere schifati, introdurre l’oggetto di corrispondenza.

 

Non si può però dire che, col passare del tempo, POSTE ITALIANE abbia pensato di dare una pulita alla buca e di ripristinare il mancante PER LA CITTÀ… ammesso che abbia un significato.

La stessa buca di POSTE ITALIANE fotografata nel 2019.

Forse su questa buca c’è un qualche adesivo in più… la situazione è però sempre la stessa… indecorosa o squallida.

 

Questa buca nell’Italia del nord non deve farci meravigliare… non deve farci pensare che se la posta non viene recapitata è perché Trapani è nel sud.

Può dimostrarci che lo « squallore » è insito nel « midollo » di chi dirige POSTE ITALIANE e non ha alcun rispetto per chi deve « utilizzare » un servizio così importante.

 

007 ha la « LICENZA DI UCCIDERE »…

POSTE ITALIANE hanno la « LICENZA DI RUBARE » ?

 

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Non sono mai stato ad Hong Kong e neppure in Cina… e penso che non ci andrò mai.

Ricordo che si parlò molto di Hong Kong quando uscì il film “L’Amore è una cosa meravigliosa”. Il film, del 1955, con Jennifer Jones e William Holden fece conoscere Hong Kong, a quei tempi colonia in affitto della Gran Bretagna.

Jennifer Jones e William Holden

In moltissimi videro quel film e, in quei tempi si cominciò a prendere atto del problema Cina. In Italia si andava spesso al cinema, ed erano anche di moda i film di guerra ambientati in Corea.

Hong Kong era una popolosa città saldamente ancorata alla Gran Bretagna; non si parlava ancora del fatto che nel 1997 sarebbe passata alla Cina. Nel mio collezionare francobolli, meno bambino e un po’ più ragazzo, trovavo molto interessanti i francobolli delle Colonie Inglesi. Ce n’erano un mucchio, in tutto il mondo, anche negli angoli più sperduti e inimmaginabili.

Per avere questi francobolli, mi ricordo che scrissi ai vari Consolati o Ambasciate d’Italia chiedendo francobolli, naturalmente usati, di quella località. Ricordo che quei nostri connazionali si dimostrarono molto gentili, e mai mancarono di rispondere.

UNA BUCA DI QUALCHE ANNO FA

Sinceramente, negli anni passati sarei andato volentieri a visitare quella colonia… e ancora di più mi avrebbe incuriosito quell’angolo di mondo dove si parlava portoghese molto vicino a Hong Kong: Macao.

Ora che sono diventato vecchio davvero sono contento di avere la foto di alcune buche lettere di Hong Kong e di aver trovato alcuni vecchi francobolli.

 

Per quanto riguarda le Colonie Inglesi, è relativamente facile trovare francobolli con l’effige di Giorgio V che regnò dal 1910 al 1936.

FRANCOBOLLI DI GIORGIO V

Ne ho trovato un paio e, come si può vedere, in uno c’è pure la soprastampa CHINA… che non so quale esatta funzione avesse.

Per quanto riguarda queste buche devo ringraziare un mio nipote, uno di quelli che già da giovane sente la necessità di girare il mondo… di andare un po’ dappertutto… anche molto lontano.

Fu prima del 2010 che ricevetti con gioia anche questa buca:

Buca di HONG KONG col logo di Elisabetta II

 

 

 

Non sembra per niente cinese. È infatti ancora una buca dei tempi in cui a farla da padroni erano i britannici; guardando bene la foto, si vede in basso la sigla di Elisabetta II con la corona.

Chissà se queste buche ci sono ancora o se le hanno tutte sostituite con quelle del tutto cinesi? È un fatto però che lo statuto di Hong Kong è speciale e, anche se si è in tutto e per tutto in Cina, la situazione sarebbe di tipo piuttosto occidentale.

Anche il sovrano Giorgio VI ebbe i suoi francobolli.

FRANCOBOLLI DI GIORGIO VI

Giorgio VI, il re un po’ balbuziente, governò la Gran Bretagna e il Commonwealth fino al 1952. Fu l’ultimo ad essere anche Imperatore dell’India, esattamente fino al 15 Agosto 1947.

BUCA DEL 2016 cortesemente inviata da un gentile conoscente

Come ho già scritto non andrò mai a Hong Kong, però, con mia grande sorpresa, c’è qualcuno che sbircia regolarmente il mio blog… proprio da Hong Kong… tutti i giorni o quasi tutti i giorni regolarmente da un po’ di tempo. Chissà se leggendo questo mio articolo dovesse sentirsi invogliato ad uscire dall’ombra e, magari collaborare col sottoscritto? Infatti non ho conoscenza di telefoni, di uffici postali e neppure di veicoli postali di quella città. Inoltre non ho nulla di Macao… poco distante da Hong Kong e, con delle caratteristiche particolari.

Anche Elisabetta II ha i suoi francobolli… fra cui quello dell’incoronazione.

FRANCOBOLLI DI ELISABETTA II

Quello dell’incoronazione è uguale a molti altri… esattamente 59… cambia solo la scritta della località e l’importo relativo all’affrancatura.

INCORONAZIONE DI ELISABETTA II

 

 

Naturalmente, altri francobolli furono stampati in passato… particolarmente dalle poste cinesi. Non ne possiedo, però potrà accadere ch’io arrivi a possederne… anche se ho smesso di collezionare francobolli… per limiti d’età.

Non possiedo neppure cartoline di quella importante città.

 

Ancora una buca… per oggetti ingombranti:

BUCA PER OGGETTI INGOMBRANTI

Mi son sempre piaciuti i francobolli ; ho dovuto prendere atto che il francobollo non è altro che una specie di ricevuta, o un giustificativo. Se l’appiccico giusto sulla busta, dopo aver scritto l’indirizzo della persona alla quale voglio spedirla, diventa, per le poste che dovrebbero lavorare per il recapito, una dimostrazione che la tassa per il trasporto e il recapito è stata pagata. Quindi, la funzione del francobollo dovrebbe essere quella di aiutare il recapito della corrispondenza… quella di far viaggiare… quella, in ultima analisi, di viaggiare. Anche i componenti del Genere Umano amano viaggiare… se possono. Io non ho sempre potuto viaggiare e andare lontano. E allora ? Allora mi sono « hobbisticamente divertito » a far viaggiare i francobolli e a farli andare materialmente… un po’ dappertutto. Proprio così.

Una lettera spedita Fermo Posta in una località lontana a una persona che là non è o non andrà mai, dovrebbe ritornare indietro con un segno indelebile della località raggiunta.

Lettera spedita dalla località di Serravalle della Repubblica di San Marino.

La lettera è partita il 20 luglio del 1974 per VIA AEREA… sì, perché a quei tempi c’era la tariffa aerea superiore alla tariffa di superficie. Mi si chiederà cosa s’intende per tariffa di superficie. Significa che se io avessi voluto, per esempio, spedire una missiva dall’Italia a Singapore, avrei potuto semplicemente apporre il francobollo per l’estero. L’oggetto avrebbe viaggiato su una nave o sui mezzi terrestri, e, sarebbe arrivato con comodo… come, in un certo senso, con comodo fanno le nostre poste da un po’ di tempo a questa parte.

Comunque la lettera viaggiò spedita a destinazione.

IL RETRO DELLA BUSTA

La lettera, dopo sei giorni era già a Hong Kong, e là rimase un bel po’… un po’ di più di un mese; il 19 dicembre fu rispedita “gioiosamente” al mittente… quasi come un regalo di Natale.

Era come fossi stato là ad omaggiare la Regina.

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Riescono ad arrivare ad essere inimmaginabili.

Francobollo del 2018.

1° caso… il francobollo del Genoa.

Imbucato in una oscena buca di una cittadina della Riviera dei Fiori.

Affrancatura giusta.

Destinatario: a circa 200 metri.

Timbrato a TORINO (!).

Recapitato 3 giorni dopo.

Francobollo del 2017

2° caso… il francobollo del TRENINO DELLA VAL GARDENA.

Imbucato nella stessa oscena buca della stessa cittadina della Riviera dei Fiori.

Affrancatura insufficiente… mancano € 0.20.

Destinatario: a Lugano… FERMO POSTA.

Timbrato male a GENOVA… nel senso che, oltre a deturpare il francobollo, non si legge del tutto la zona di Genova dove è stato timbrato e neppure l’anno.

Recapitato 2 giorni dopo (timbro d’arrivo) .

Come commentare?

3 giorni per raggiungere la stessa località in Liguria sembrerebbe quasi normale per un servizio che lascia abbastanza a desiderare; 2 giorni però per una lettera dalla Liguria alla Svizzera farebbe pensare ad un servizio quasi eccellente.

CHE SIA L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA?

 

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 Il Regno di Spagna è un Paese quasi confinante con l’Italia ; la lingua è abbastanza simile anche se certe parole possono ingannare.

Sono stato poche volte in Spagna ma mai nell’entroterra, cioè solo in città costiere e grazie alle soste delle navi da crociera.

L’unica volta che ci andai senza il supporto della crociera, fu all’inizio del 2004 a Barcellona. Ci andammo coll’aereo da Nizza dopo un breve volo con un turboelica dell’IBERIA. Ero sì interessato ai francobolli, ma non ancora alle buche.

Barcellona è una città stupenda che chiunque può visitare anche solo navigando su internet. Quello che ci colpì, particolarmente, oltre alle bellezze riconosciute della città, fu la grande quantità di taxi circolanti, i « movimenti » più o meno folkloristici della Rambla e le oche della Cattedrale.

La Rambla – L’uomo statuario seduto sul gabinetto.

La Rambla è un viale molto largo e abbstanza rettilineo lungo quasi un chilometro e mezzo. Su « La Rambla » può succedere di tutto, e si possono trovare i più stravaganti artisti di strada. Noi abbiamo « dovuto » fotografare quest’uomo seduto sul gabinetto col libro in mano. Quanta gente, al gabinetto legge ? La risposta è : « Tanta. »

Rimanemmo a Barcellona 4 giorni, e ci fu possibile vedere abbastanza la città. Anche le varie costruzioni di Gaudì e il magnifico park Güell, tutto con opere del Gaudì. Era in febbraio, ma la temperatura era ottima ; eravamo sì col cappotto, ma si stava benissimo. La visita alla Cattedrale gotica, nel centro della città, ci mostrò uno stupendo chiostro e delle oche… che dovrebbero essere 13, propabilmente perché Sant’Eulalia fu giustiziata quando aveva 13 anni. È una leggenda, ma le oche, sono le guardiane della Cattedrale. Ci sono anche altre leggende ; una cosa è certa che, col loro starnazzare, mettono in allerta i guardiani veri.

LE OCHE DELLA CATTEDRALE

Il nostro girovagare per Barcellona, ci portò anche alla famosa Sagrada Familia. Perché famosa? Perché, questa monumentale vera e propria Cattedrale fu iniziata nel 1882 e continuata dall’anno successivo da Antoni Gaudì… che dedicò gli ultimi 15 anni della propria vita esclusivamente a questa costruzione; morì nel 1926 e, da quel momento, con fasi alterne, continua la costruzione che potrebbe terminare nel 2026. La Basilica fu già consacrata da Benedetto XVI, ha moltissimi visitatori e… la costruzione continua.

Barcellona è una grande città mediterranea con lo spirito… un po’ diverso da quello spagnolo. Loro, gli abitanti, non si considerano spagnoli; si considerano “catalani”; per questa ragione, si può trovare spesso le scritte in spagnolo e in catalano… e con la bandiera spagnola quella catalana.

LA BUCA DELLA POSTA CENTRALE

Combinazione, anche se ancora non avevo il tarlo delle buche, mi feci fotografare vicino alle buche della posta centrale. Lo ricordo perfettamente; eravamo andati a caccia di francobolli per spedire un paio di cartoline.

Nella stessa occasione, trovai una busta preaffrancata, ma per l’interno; chiesi il francobollo per l’integrazione dell’affrancatura e me la spedii, però FERMO POSTA a Lugano, perché, già nel 2004 le poste avevano perso l’abitudine di mettere il timbro d’arrivo sulle corrispondenze. A me interessava il fatto che quella busta risultasse viaggiata.

IL PARTICOLARE COL FRANCOBOLLO COLL’EFFIGE DEL RE JUAN CARLOS. IL TIMBRO È SBIADITO.

Non ho mai collezionato i francobolli di Spagna. Questo è un ricordo di quel viaggio. La componente che maggiormente m’interessò, come collezionista, fu che il francobollo facesse la sua funzione, cioè quella di permettere agli oggetti di corrispondenza di… viaggiare.

IL RETRO DELLA BUSTA COL TIMBRO DI LUGANO

Comunque sia, quella fu la prima volta che misi piede in Spagna. Quello che imparai volando sull’aereo IBERIA che ci portò da Nizza a Barcellona… e ritorno, fu che il vino rosso in Spagna si chiama “tinto”.

Dopo questa visita di qualche giorno a Barcellona, andammo altre volte in Spagna, ma sempre grazie a scali di navi da crociera.

La prima volta fu nel 2007 in occasione di una crociera nel Mediterraneo con una bellissima ma “maltrattata” nave. Nientemeno che la COSTA CONCORDIA.

LA COSTA CONCORDIA IN UNA CARTOLINA DELL’EPOCA

Quello di Barcellona fu il primo scalo dopo la partenza da Savona. Ma perché Savona? Perché la “Costa Crociere”, che dovrebbe, o avrebbe avuto la sede a Genova, ha preferito, probabilmente per i costi, mettere il proprio capolinea principale a Savona dove, nel 2002, fece costruire un ”Palacrociere” dove attraccano le navi Costa.

ITINERARIO DELLA NOSTRA CROCIERA

 

A Barcellona andammo tranquillamente a fare un giro per la città senza prenotare escursioni particolari. La Rambla ci permise una piacevole passeggiata ; arrivammo anche nella Plaza Royal e nelle vicinanze trovammo il bellissimo Ponte dei Sospiri di Barcellona nel quartiere Barrio Gotico.

IL PONTE DEI SOSPIRI (?) DI BARCELLONA sul Carrier del Bisbe.

Fu una semplice e piacevole passeggiata in terra catalana. Sì, è Spagna, ma quelli di Barcellona, prima che spagnoli si considerano catalani.

Noi ripartimmo da Barcellona alla volta di Palma de Mallorca.

La nostra nave si comportò benissimo. Oggi, il mio pensiero va a quel relitto che stanno smantellando definitivamente nel porto di Genova.

Lo sanno tutti che quella povera nave, grazie a un « piccolo » errore di valutazione, inciampò definitivamente nell’Isola del Giglio. Era il lontano 13 gennaio 2012, e da allora quella povera nave rimase coricata su un fianco in balia delle onde nell’attesa che « Gli addetti ai lavori » ne decidessero la destinazione e Chi avrebbe dovuto demolirla. Dopo una specie di ri-galleggiamento, il 27 luglio 2014 fu portata a Genova Prà per la demolizione definitiva.

Nel 2016, così si presentava il relitto di quella bella nave.

È sofferenza vedere questo scheletro di lamiere. Si soffre ancor di più se si pensa che la « sbadataggine » di un uomo ha portato a distruzione un bel manufatto e, soprattutto ha causato la morte di 33 persone. Non si può non ricordare il piacere di quella crociera ed il gusto di essere stati in quella cabina per un po’ di giorni come in un confortevole albergo.

LA NOSTRA CONFORTEVOLE CABINA

Dormimmo una notte e il giorno dopo eccoci arrivati a Palma de Mallorca. Purtroppo quel giorno pioveva. Per raggiungere il Centro di Palma c’era il taxi o il Bus. Optammo per il bus. Purtroppo sotto la pioggia, andare a spasso non fu interessante. Noi non avevamo una méta precisa. Andammo un po’ a spasso, e tornammo presto alla nostra nave.

È importante fare una considerazione, e cioè che, quando la nave fa uno scalo, o si opta per una delle escursioni offerte dalla nave, o si scende a terra alla ricerca di ciò che può offrire il luogo. E può essere molto piacevole, con una semplice piantina, muoversi con tranquillità guardandosi in giro… potremmo dire in modo informale. Se piove è meno bello e… si torna volentieri a casa.

PALMA DE MALLORCA : La gente con gli ombrelli aperti.

Come ben si sa Mallorca è una delle 4 isole Baleari.

LA BUCA DI PALMA DE MALLORCA

Non sapevo ancora che mi sarei appassionato alle buche delle lettere ; però grazie a una gentile conoscente, ho un’unica foto di buca di Palma… buca abbastanza diversa, ma molto bella.

Questa più che gentile conoscente, non solo mi fece avere questa bella buca, ma anche altri riscontri di quell’isola.

La ringrazio particolarmente perché mi ha anche permesso di andare a « trovare » le località dove ha potuto fotografare alcune buche.

La prima località si chiama Deià, e si trova a nord di Palma de Mallorca. È un bellissimo paesello arroccato in collina.

Panorama di Deià nell’isola di Mallorca

Acquisisco che ha 755 abitanti, e ha il suo ufficio postale. Mi viene, a questo punto spontaneo considerare che negli anni Duemila, in molte nazioni gli uffici postali sono andati via via sclomparendo. Le varie Amministrazioni Postali, dimenticandosi che il Servizio Postale è un servizio pubblico per il cittadino che dovrebbe essere capillare, hanno preso come punto di riferimento la redditività e, o hanno chiuso definitivamente l’ufficio, o hanno spostato il minimo di un ufficio in un negozio o in una farmacia.

Ubicazione di Deià nell’isola di Mallorca.

Gli autori di questo « spostamento » hanno dimenticato che nella vita di un paese, l’ufficio postale e il postino sono un importante punto di riferimento molto più rilevante della redditività o, in parole povere del guadagno.

Qualcuno meno giovane ricorderà che ogni paesello o ogni quartiere aveva il suo postino, che, non solo recapitava la corrispondenza, ma era anche diventato un poco il confidente e sapeva tutto del circondario. Aveva sempre tempo di fare quattro veloci chiacchiere con tutti, ma particolarmente con chi viveva solo. Oggi, utilizzando quella terribile parola in uso presso tutte le Amministrazioni non solo postali, bisogna risparmiare. La parola d’ordine è risparmiare per il profitto. Quindi accade che lo smistamento della corrispondenza non è più nel paesello, bensì in una località limitrofa o anche abbastanza lontana da dove partiranno i vari, non più postini, ma recapitatori di cose postali che non saranno mai gli stessi ma potranno cambiare ogni settimana. L’anziana che vive sola o la madre di famiglia che ogni mattina vede uscire di casa marito e figli, non avranno più l’attesa di sentir suonare il campanello sempre alla stessa ora e poter dire anche solo Buongiorno a quel personaggio conosciuto che è il postino, ma troveranno, a ore diverse, degli automi indaffarati che arrivano da lontano e dovranno tornare lontano.

Probabilmente tornerò sull’argomento, dove le Amministrazioni Postali pensano solo al profitto e decapitano quella poesia che viaggia assieme alla parola POSTA.

L’UFFICIO POSTALE DI DEIÀ A MALLORCA.

Quella mia conoscente, veramente carina, ha voluto essere molto efficiente. Oltre alla gentilezza di comunicarmi l’esatta provenienza della fotografia, proprio per questa località, mi ha spedito la foto dell’Ufficio Postale nella quale s’intravvede la Buca e, in parte il panorama ; la foto ci fa comprendere che, anche se siamo a poca distanza dal mare, possiamo godere di un’atmosfera un poco montagnosa o, per lo meno collinare con verde e tranquillità. Bello quel lampione all’angolo della casa. È indubbio che questa foto, anche se parzialmente, potrebbe farci incuriosire e desiderare di andare proprio là.

UFFICIO POSTALE DI DEIÀ VISTO DALL’ALTRA PARTE…

Fa piacere, non solo farsi un’idea dell’ufficio postale, ma anche considerare la semplicità della porta.

Considerati i pochi abitanti, sarebbe interessante conoscere l’orario d’apertura dell’ufficio.

Le Amministrazioni postali cominciano ad usare la tattica di limitare i giorni o l’orario d’apertura anziché cancellare la presenza postale nei luoghi poco popolati.

La buca è stata fotografata singolarmente ed è appena visibile in alto la corona della monarchia… ripristinata ufficialmente in Spagna nel 1947 ma effettiva solo nel 1975 alla morte del Dittatore o Caudillo Francisco Franco.

E LA BUCA… MOLTO SEMPLICE.

Nell’isola esiste un’altra località visitata dalla mia conoscente ; si chiama Pollença e si trova ancora più a nord. Non è un paesello ; ha più di 16000 abitanti e, pur essendo il nucleo nell’entroterra, arriva al mare. È una località turistica rinomata con molti alberghi… e un porto.

Le buche delle lettere di queste località turistiche ricevono sicuramente poca corrispondenza vera ; per lo più cartoline con saluti a parenti e amici… anche per poter comunicare : « Sono stato qui », o con minore probabilità : « Ti ho pensato con affetto e mi piacerebbe tanto se tu potessi essere qui con me ». Anche il francobollo può avere la sua importanza se non è il solito francobollo, in questo caso, con l’effige del re.

Purtroppo quando si comprano le cartoline si trovano sovente anche i francobolli… raramente belli o commemorativi.

Ubicazione di Pollença.

Se poi andate alla posta, almeno in Italia, è difficilissimo che riusciate ad ottenere dei francobolli con un nominale diverso dall’importo necessario per una lettera per l’interno. Se desiderate un francobollo per l’estero, che poi è solo 5 centesimi di Euro in più, alla posta non ce l’hanno… ma ve lo fanno al momento appiccicando sulla lettera, o ancor peggio sulla cartolina, un osceno pataccone che, nel caso foste riusciti a trovare un bel francobollo commemorativo, deturparà il francobollo vero. Questo problema per Poste Italiane non esiste… anche se stampano ogni anno un mucchio di francobolli commemorativi per i collezionisti ma, limitando l’uso dei francobolli, distruggono la filatelia.

La buca di Pollença è come le normali buche spagnole, ma sembra voglia dimostrare, almeno a questo livello, l’educazione degli spagnoli.

La buca di Pollença

Si guardi che bella buca pulita, senza scritte, senza graffiti e senza pezzi di carta o pubblicità incollati sopra.

È brutto quando la maleducazione deturpa un oggetto che fa parte della collettività ; quando manca il rispetto per il prossimo e per le umane altrui cose, vuol dire che si è già discesi molto in basso. E se un popolo si comporta in quel modo, vuol dire che ha imparato male a vivere, e può solo averglielo insegnato chi è più in alto… o addirittura chi dovrebbe insegnare onestà e rispetto ? Di chi la colpa ? È difficile poterlo sapere oggi.

Francobollo spagnolo del 1972.

 

Ringrazio la sensibilità della persona che ha voluto gentilmente offrirmi le foto di Mallorca e, prima di passare a descrivere il mio contatto con la Spagna, grazie a un’altra crociera, non posso non parlare dei francobolli. Non ho mai collezionato i francobolli di Spagna, ma ne ho ricevuti un paio su cartolina. Questo rappresenta un artigianato spagnolo che ci mostra coloro che dipingono le maschere. Un francobollo spagnolo molto famoso, che non ho e che fece scalpore e quello che riproduce la « Maja Desnuda » da un affresco del Goya. Quanto però mi ha colpito maggiormente della Spagna, e lo si può trovare anche sui francobolli, è che il popolo spagnolo è riuscito a passare dalla dittatura alla monarchia e alla democrazia senza colpo ferire. E lo dimostrano i francobolli.

Il Caudillo Francisco Franco in un francobollo del 1963.

Il Dittatore Francisco Franco morì nel 1975, e, fino a quell’anno sui francobolli ordinari c’era la sua effige, come su questo francobollo timbrato a Madrid.

Alla morte di Francisco Franco i francobolli spagnoli portano l’effige del re Juan Carlos. Da notare che lo stile dei francobolli è proprio come quello del defunto dittatore.

Tornammo in Spagna nel 2007 sempre grazie a una Crociera Costa. Questa volta con la Costa Serena, e questo fu l’itinerario.

ITINERARIO CROCIERA DEL 2007

Si può vedere come la prima tappa fu proprio Barcellona. La crociera toccò praticamente ben 4 porti spagnoli, essendo le isole Canarie territorio spagnolo. Delle Canarie mi occuperò separatamente.

Il periodo dell’anno fu la fine del 2007 e l’inizio del 2008. Da Barcellona partecipammo a un’escursione al monastero di Santa Maria de Montserrat… abbastanza nell’entroterra della città. Ci arrivammo col bus; coll’ultimo tratto in salita raggiungemmo l’altitudine di 720 s.l.m.

FUGA DI ARCHI AL SANTUARIO DI MONSERRAT

Mi piacque fotografare questa “fuga di archi” nella fresca ma limpidissima giornata che ci portò in questo luogo di preghiera, molto conosciuto in Catalogna, anche facilmente raggiungibile dapprima col treno e poi in funivia.

È possibile vedere come la montagna abbia come delle gobbe. Le trovai particolari, non essendone assolutamente abituato.

LA GIALLA CABINA DELLA FUNIVIA

Eravamo alla fine del mese di dicembre, per cui la temperatura era freddina e il sole durava poco.

Questa località aveva una prerogativa particolare che purtroppo non fotografai. Prima dell’ingresso del Monastero si possono vedere 4 alberi diversi. Ognuno simboleggia un sentimento o una prerogativa dello spirito.

I quattro alberi sono:

La Palma che simboleggia la bellezza.

L’Olivo che è il símbolo della pace e della fertilità.

Il Cipresso che simboleggia il silenzio e la preghiera.

L’Alloro da sempre simbolo di onore.

 

MONSERRAT

 Era pomeriggio, e, dalla fotografia è possibile, vedere come il sole sta già tramontando. Si può vedere la montagna con delle gobbe.

Prima che il pullmann che ci portò a Monserrat ripartisse alla volta di Barcellona ci fu possibile spaziare la zona con la massima tranquillità.

Purtroppo la luce non era l’ideale per un fotografo dilettante come me.

Mi piacque però fotografare in giro. Particolarmente attirò la mia attenzione una delle tante statue che faceva bella mostra di sé fra un arco e l’altro.

M’era sembrata particolarmente antica… il vederla m’aveva portato nel Medio Evo in mezzo a Dame e Cavalieri nonché a facili giustizieri, ma anche a Damigelle alla ricerca del Principe più o meno azzurro.

STATUA D’ALTRI TEMPI

 Penso che a quei tempi apparentemente lontani, certi cavalieri ben protetti con armature pesanti e cavalli ugualmente bardati potessero essere molto più prestanti di certi “cavalieri” dei nostri tempi.

Comunque fosse, il Santuario offriva anche angoli particolarmente spirituali con grandi quantità di votive candele accese e in vendita, nonché il classico negozietto di souvenir che, oltre alle cartoline vende ogni tipo di oggetti più o meno sacri e probabilmente anche MADE IN CHINA.

Avremmo voluto acquistare il liquore Ratafia. Non lo comperammo dato che si sarebbe creato il problema del doverlo portare sulla nostra nave.

COSTA SERENA

Da Barcellona la nostra nave, la Costa Serena, proseguì alla volta del Marocco, delle Canarie e di Madera. Fu al ritorno verso l’Italia che fece scalo a Malaga. Era ormai il 2008… l’aria era fresca e ci fu possibile godere la città facendo un bel giro in “carrozzella”.

LA CARROZZELLA E IL VETTURINO.

È molto bello poter andare in giro trasportati dal rumore di zoccoli di un cavallo con un vetturino che ogni tanto spiega qualcosa senza essere in nessun modo invadente.

Fu quello l’ultimo scalo in terra spagnola prima del ritorno a casa. C’erano ancora nell’aria le festività natalizie.

Dopo il “bighellonare” in carrozzella, quanto rimase in noi particolarmente impresso di quella città andalusa, fu il meraviglioso presepe della Cattedrale.

PARTICOLARE DEL PRESEPE DELLA CATTEDRALE

Ne fotografai una parte. Chiunque può trovare ovunque tutte le possibili fotografie di Malaga, ma non questo particolare del presepe.

Fu così che nel settembre dello stesso anno, quello fu un bell’anno, di ritorno da una stupenda crociera nel Mar Baltico, la nostra nave, di ritorno nel Mediterraneo, fece scalo a Cadice.

GIRO DI CADICE

Scendiamo dalla nave e facciamo il giro della città.

Bello, pare che anche il Re Juan Carlos ci vada in ferie. Dal nostro punto di vista la gente non è troppo gentile… quasi ostile. La cittadina è bella e, al pomeriggio la giriamo a piedi per conto nostro.

Ci piace, e fotografiamo l’entrata-cancello di un’abitazione con le piastrelle variopinte.

L’Entrata-cancello di un’abitazione di Cadice.

Da Cadice la nave riparte e fa nuovamente scalo a Malaga.

Prima di scendere a terra avevamo deciso che avremmo rifatto un giro in carrozzella. Il ricordo del giro fatto in gennaio era molto piacevole. Purtroppo c’è molto vento; allora decidiamo di fare un giro in città per conto nostro. D’altra parte, a piedi e senza una meta precisa è molto più bello.

UNA BELLA COSTRUZIONE DI MALAGA

Mi piacque questa costruzione… probabilmente una chiesa. Continuando la nostra passeggiata… cha assomigliò a un bighellonare, e quindi molto piacevole, incontrammo finalmente una buca delle lettere.

BELLA BUCA DI MALAGA

 La nostra passeggiata per la città continua nella massima serenità e tranquillità e, bisogna anche dirlo, senza fretta. Sono contento di aver potuto raccogliere una bucalettere di questa bella città del sud della Spagna. Mentre ce n’andiamo in giro, è in noi il ricordo piacevole del gennaio di quest’anno… abbastanza freddino rispetto ad oggi. Incontriamo questa lunga fontana della quale non conosciamo il significato. È bella e basta e pertanto l’ho fotografata.

Malaga rimane in noi come un bel ricordo, dato che, probabilmente sarà questa l’ultima volta che potremo visitarla.

BELLA E LUNGA FONTANA.

Con la nostra nave che ripartirà verso casa ci sarà in me il piacere di poter aggiungere una buca… alle altre.

E, come quasi tutte le buche della Spagna; è piacevole però poter fare la considerazione che la maggior parte delle buche spagnole sono rispettate, cioè non vengono lordate o non ricevono calcomanie o pubblicità di vario genere… e questo fa piacere perché fa pensare all’esistenza di una buona educazione.

Tornammo in Spagna nel 2015, in aprile, sempre grazie a una crociera. Questa volta la prima tappa fu Barcellona. Arrivare a Barcellona fu interessante perché c’era nebbia, per cui, la nostra nave, esattamente ogni minuto faceva sentire il suono della sua sirena.

LA NOSTRA NAVE NELLA NEBBIA

Noi non scendemmo dalla nave e neppure andammo a fare una qualsivoglia escursione. La navigazione nella nebbia potrebbe produrre ansia; oggi, i pericoli di collisione fra navi in navigazione è piuttosto difficile. Le navi sono dotate di radar molto sofisticati, e, malgrado questo, il suonare la sirena ogni minuto, ci disse che volevano utilizzare ogni strumento per evitare danni. Non si dimentichi l’affondamento dell’Andrea Doria nell’Atlantico quando la nave era quasi arrivata a New York.

Non posso dimenticare la tristezza che s’impossessò di me quel giorno che seppi dell’affondamento: 25 luglio 1956. Infatti, ricordo benissimo quando nel 1951 quasi scappai di casa per andare a Sestri Ponente ad assistere al varo della nave; non è possibile descrivere quegli attimi in cui un’enorme blocco di metallo a forma di nave, dalla terraferma scivola piano piano verso l’acqua per ritrovarsi dopo alcuni lunghissimi istanti a contatto del suo elemento. Avevo 15 anni e vedevo coi miei occhi un momento del genere per la prima volta… ero solo in mezzo alla folla genovese… ma era come se fossi un tutt’uno con la folla che gioiva all’unisono di fronte a un avvenimento, per quegli anni stupendo e ben promettente… se si considera la fine della devastante guerra solo 6 anni prima.

Di Barcellona, che vidi più di una volta, avevo solo la buca nella quale imbucai alcune cartoline e la mia busta. Arrivò ad aiutarmi un amico che nel 2014 mi mandò alcune fotografie.

QUESTA LA BUCA N° 1 DI BARCELLONA

La componente simpatica dell’invio delle foto e, della gentilezza nel fotografarle, fu che m’inviò anche il particolare della prima buca… fra l’altro perfettamente a fuoco.

 

PARTICOLARE DELLA BUCA N° 1 DI BARCELLONA

LA SECONDA BUCA DI BARCELLONA

La nave proseguì la sua navigazione alla volta di Valenza. Non eravamo mai stati in quella città… e per noi fu molto piacevole poterla vedere bighellonando nel centro. Ci arrivammo col bus messo a disposizione dalla Costa… naturalmente a pagamento.

Sapevamo che a Valenza sarebbe stato possibile ammirare alcune costruzioni modernissime… che però non sono in centro. Per fortuna esistono sempre le cartoline… nel senso che non bisogna dimenticare che l’evoluzione dei tempi ci renderà sempre più difficile trovare delle cartoline… sì perché ne vengono spedite sempre meno. Oggi si spediscono seduta stante col cellulare. Ci fu possibile fotografarne

ARCHITETTURA MODERNA A VALENZA

L’andare a spasso permette anche di curiosare gli ingressi dei palazzi.

L’INGRESSO DI UNA CASA A VALENZA

Naturalmente feci attenzione alle buche delle lettere. Ero la prima volta a Valenza… che trovai bellissima e accogliente. Mi fu possibile trovarla… la buca delle lettere, come al solito bella e pulita.

UNA BELLA BUCA A VALENZA

Fa piacere poter prendere atto che i vandalismi non s’accaniscono sulle buche delle lettere. Dico questo perché purtroppo, per quanto riguarda l’Europa, solo in Italia ho trovato le buche delle lettere così maltrattate. Si direbbe che le stesse Poste Italiane non abbiano alcun interesse a preservare ciò che dovrebbe essere di loro proprietà… e quindi di tutta la popolazione. Forse perché non hanno alcun interesse a recapitare la posta normale in tempi, non dico giusti, ma potabili, altrimenti i tempi di recapito non sarebbero oltre la settimana. A Valenza trovai anche una pseudobuca, di color verde. Credo serva per mettere la corrispondenza per una determinata zona… che poi il portalettere distribuirà; l’ho chiamata “Raccoglitore di corrispondenza”.

RACCOGLITORE DI CORRISPONDENZA

La nostra permanenza a Valenza non durò molto perché a una certa ora fu necessario tornare a bordo.

Non andammo in quella Valenza che ha delle bellissime costruzioni moderne che possono fare facilmente invidia.

Ci fu però permesso di bighellonare nei pressi della Cattedrale, e, grazie alla temperatura gradevole, ci fu per noi il tempo di sederci a un tavolino all’aperto e gustare una bibita… e di fare delle piacevoli fotografie… sì, perché il poter ricordare guardando le fotografie, non solo fa piacere, ma aiuta a rivivere quei momenti particolari decisamente belli.

LA FONTANA DEL NETTUNO IN Plaza de la Virgen

LA CATTEDRALE (IL CAMPANILE)

UN TOMBINO DI VALENZA

A questo punto, torniamo alla nave e partiamo alla volta di Cadice.

Qui però mi piace mostrarvi la gentilezza dell’”amico farmacista” che, turista a Valenza e Madrid, ben conscio del mio pallino fatto di buche, ha voluto premiarmi con una stupenda documentazione.

Una bella buca a Valencia-Carrer del Mar

A questa bella buca seguono molte fotografie che illustrano momenti di posta.

Carrer de Sant Vicent Màrtir – RIMESSA FURGONI POSTALI

Valencia:_Carrer de Sant Vicent Màrtir – Furgoni in sosta.

Valencia-Palazzo delle poste_Plaça de l’Ajuntament

Bellissima serie di buche. Carrer de Sant Vicent Màrtir

Interno del Palazzo delle poste_Plaça de l’Ajuntament.

Interno Palazzo delle poste con vetrata e stemma

 

Valencia-Palazzo delle poste – Interno con cupola

Valencia-Palazzo delle poste – Ingresso principale

Valencia-Palazzo delle poste – SERIE DI BUCHE 1

 

Valencia-Palazzo delle poste – Serie di Buche 2

Valencia-Palazzo delle poste – Serie di buche 3

Dopo questa carrellata di fotografie che possono dimostrarci quanto la posta possa essere importante, ora che siamo partiti per Cadice… ultima tappa spagnola in questa crociera.

Arriviamo a Cadice, che già avevamo visto, e mi diletto di un giro tranquillo per la città. Della città ho goduto in particolare un monumento veramente unico… che mi ha incuriosito… sulla Piazza della Libertà:

IL MONUMENTO COL LUCCHETTO APERTO

Troppo significativo… un lucchetto aperto che lascia liberi… dove, almeno secondo me, Libertà è fare tutto ciò che piace… a patto di non nuocere a se stessi o ad altri.

MADRID_Plaza de la Incarnacion.

Non fui più nel Regno di Spagna, e non so se ci andrò in futuro. Mi sono però fatto l’idea che in quella nazione ci sia una bella civiltà e una buona educazione.

Se infatti vogliamo considerare le tante buche che ho potuto fotografare, o hanno gentilmente fotografato per me, bisogna dire che sono quasi tutte pulite, quasi tutte senza scritte e senza adesivi. Mi viene questa considerazione, dopo aver notato l’inciviltà di buona parte delle buche italiane. Credo che non ci sarebbe niente di male se le Poste Italiane sentissero il desiderio di ripulire le buche sporcate da maleducati cittadini.

Per quanto riguarda le buche delle lettere, devo aggiungere quelle di Madrid speditemi sempre da quel gentilissimo amico farmacista.

MADRID_Carrera de San Francisco

Come tutti sanno Madrid è la capitale della Spagna. Anche in Spagna c’è sempre qualcuno che non è d’accordo.

Ora è la volta di Barcellona e dei Catalani… quando da noi era il Sudtirolo. Naturalmente speriamo tutti che il buon senso prevalga a tutti livelli.

Madrid_ Calle Gran Via

Io non sono mai stato a Madrid e non credo che ci andrò… almeno prossimamente. Pensando a Madrid mi sovviene che nel Museo del Prado c’è il famoso quadro dipinto da Goya nel 1800: Maja Desnuda. Coll’illustrazione di questo quadro, nel 1930 le Poste spagnole stamparono un francobollo, che, per quei tempi fece scalpore. È interessante considerare il fatto che il nudo del francobollo non piacque alla poste statunitensi. Per questa ragione, la corrispondenza che raggiungeva gli Stati Uniti, se affrancata con questo francobollo, veniva respinta al mittente. Accadde qualcosa di simile quando nel 2000 i francobolli italiani relativi al Congresso per le malattie del seno raggiunsero certi paesi arabi. I francobolli venivano o deturpati, o staccati o respinti al mittente.

IL FRANCOBOLLO SPAGNOLO DEL 1930

 

È indubbio il fatto che, a seconda del Paese in cui ti trovi, cambiano gli usi, i costumi e i punti di vista. È quindi chiaro che il francobollo dovrebbe poter andare dappertutto portando le più disparate comunicazioni. Qualche volta certe comunicazioni non piacciono… o non devono piacere… come la corrispondenza che veniva verificata in tempo di guerra.

Madrid_Plaza de la Incarnacion.

Per terminare, manca questa buca, bella perché pulita anche se uguale alle altre… sempre di Madrid, che mi fa sperare che le Poste Italiane possano, col tempo, arrivare a cambiare o restaurare la sciatteria che dimostrano in questo campo… sotto gli occhi di tutti.

Rimane anche la speranza che il Genere Umano riprenda ad apprezzare il piacere e il gusto di scrivere le lettere a mano e farsi ricordare con variopinte cartoline… naturalmente finite in una buca di posta…. Per poter viaggiare anche lontano.

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Lo so, sembra un enigma.

 

Vi ricordate la Buca di Nervi?… e la lettera che ho potuto imbucare nella Buca dell’Ufficio Postale di Nervi?

Non tutti sanno che Nervi è parte integrante di Genova.

Quindi, quella lettera che imbucai a Genova il giorno 2 maggio 2018, dopo essere stata presa in consegna dalle Poste Italiane, fu trasportata a Torino, e da lì poté riprendere la sua marcia e raggiungere il mio domicilio.

Eccola:

Francobollo italiano del 2017

Con Topolino perché appiccicai un francobollo con Topolino e Pluto. Chi di noi non conosce Topolino e Pluto… per non parlare dell’amatissimo Paperino.

Per farla breve, quella lettera arrivò a me dopo ben 15 giorni. Ma non vi sembrano un po’ troppi?

Per prima cosa, non capisco per quale ragione la mia lettera debba essere obliterata a Torino. Chi dovesse ricevere la mia lettera potrebbe credere ch’io sia stato a Torino, e quindi c’è alla base qualcosa di falso perché il timbro postale è sempre stato un atto pubblico. Quante volte abbiamo letto “fa fede la data del timbro postale”?

E la località non è importante?

Appunto anche la data è falsa perché la lettera fu imbucata il 2 maggio 2018.

Certo che le Poste potrebbero dire che loro fanno quello che vogliono e che obliterano il francobollo come e dove vogliono. Non credo che vada bene. Nel momento in cui applico un francobollo su una busta e l’imbuco, io faccio un tacito contratto con le poste che dovranno trattare l’oggetto con rispetto, perché l’oggetto, finché non sarà recapitato,  rimarrà di mia proprietà. Inoltre l’oggetto dovrà essere recapitato in tempi adeguati. Non si potrà pretendere la massima celerità come con gli ESPRESSO di un tempo, ma neppure si potrà accettare che un oggetto di corrispondenza venga accantonato o lo si faccia arrivare dopo molti giorni.

Un tempo, molti sicuramente non l’avranno mai visto, c’era l’ESPRESSO. La missiva viaggiava regolarmente e, arrivata a destinazione veniva recapitata subito da un apposito fattorino; come per i telegrammi. C’erano anche i francobolli per l’ESPRESSO.

Oggi, se vuoi celerità, paghi profumatamente, il sabato e la domenica però per le Poste non esistono.

Francobollo italiano per posta Espresso.

E siamo d’accordo, che se si vuole qualcosa in più si deve pagare, ma perché, se non si paga profumatamente si è maltrattati? L’utente è maltrattato o è addirittura il fatto che le Poste si fanno pagare per non assolvere a un loro dovere per cui, per l’ennesima volta posso chiedermi se le Poste Italiane sarebbero da considerare allo stesso livello di chi ruba?

Questa lettera arrivata dopo 15 giorni, non è l’eccezione… è la regola. Sto collezionando un certo numero di lettere che dimostrano la terribile realtà che le Poste Italiane se ne fregano dell’utente che le affida la corrispondenza.

Ma cosa insegna questo francobollo?

A me mette nostalgia… mi fa pensare ai tempi in cui comperavo TOPOLINO per i miei figli… e lo leggevo anch’io; ma ancora prima ricordo che andavo a scuola quando Walt Disney “inventò” Topolino Dante Alighieri… proprio quello effigiato sul francobollo… e lo leggevo sul tram… quando mi era possibile sedermi e non dovevo cedere il posto a donne o persone anziane.

A quei tempi la posta arrivava… e anche molto tempo dopo… in tempi ragionevoli.

OGGI nessuno protesta… il popolo italiano è così tristemente rassegnato?

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Sono andato a Nervi… non da solo… con mia moglie, ma in comitiva con un viaggio organizzato… tutto organizzato.

 

Cosa siamo andati a fare a Nervi?

A vedere l’Euroflora che ogni tanto, dovrebbe essere ogni 5 anni, fanno a Genova; quest’anno a Nervi… alla periferia della città.

L’organizzazione aveva previsto tutto… ma non il tempo… la pioggia… quella bagnata.

ERA IL 2 MAGGIO… E PIOVEVA.

Ma qui, non voglio parlarvi dell’Euroflora… perché ne hanno parlato in tanti… ma in pochi vi avranno parlato di certe componenti che si potrebbero definire “organizzazione alla genovese”… sì, perché i genovesi, che sono liguri, sanno anche dormire, e dormendo ci si dimentica di piccole cose importanti… al massimo si sogna.

Ma io voglio parlarvi di una fantastica stranezza… che trovai per caso… e che sicuramente fu molto importante a tutti gli effetti… quando è necessario organizzare qualcosa che potrà richiamare tanta gente.

Devo fare una premessa, e cioè che per mia statistica, dovendo arrivare a comprendere con quale intensità le Poste Italiane recapitano lentamente e regolarmente la corrispondenza, avevo con me una busta affrancata e a me indirizzata. Dopo la visita a Euroflora, cioè, dopo aver usato molto l’ombrello… che scontrò con molti altri ombrelli, arrivato all’altezza della stazione ferroviaria di Nervi, cercai una Buca delle Poste Italiane… e la trovai.

LA BUCA DELLA STAZIONE DI NERVI

Mi avviai per imbucare e la trovai così… Rimasi di stucco, ritirai il braccio che avrebbe imbucato la missiva e presi la macchina fotografica che aveva immortalato molti bellissimi fiori; resi eterna questa “magnificenza”… forse unica… per me unica.

Non avevo mai preso in considerazione la possibilità di “cattivi comportamenti” tramite una buca delle lettere. Evidentemente, pensai, i Grandi dell’antiterrorismo hanno ipotizzato che le ignobili idee capaci di produrre stragi potrebbero passare anche da una innocente e timida buca delle lettere.

Se ci sono assembramenti di persone, bisogna ben controllare e pensare a tutto… nonché giustamente controllare anche ogni visitatore.

Guardando bene la buca, è fantastico poter prendere in considerazione la pulizia, ovvero il raschiamento al quale s’è trovata assoggettata questa buca. Forse prima era carica di scritte e di adesivi… e con qualche accenno di ruggine. In compenso le è stata applicata una scritta coi tempi di chiusura.

PARTICOLARE DELLA BUCA DI NERVI

Gli adesivi che hanno messo attorno a questo cartello esplicativo sono di grande eleganza e dimostrano disordine… sporcizia no perché la buca è stata ben sfregata… lo si vede particolarmente sulla sinistra.

Povera Buca… come dimostri quanto le Poste Italiane abbiano poco interesse al decoro postale; sembra che abbiano a cuore la sciatteria.

Forse non è così… sicuramente non è così.

Mi chiederete come feci ad imbucare la lettera.

Camminammo sulla Via delle Palme e, mi accorsi che proprio là in cima alla via c’era l’Ufficio Postale di Nervi… e la imbucai… ma oggi 11 maggio 2018 la lettera non è ancora arrivata.

Ormai, sembra che le Poste Italiane abbiano deciso di recapitare le missive, affrancate con tariffa normale, con molti giorni di ritardo. In questo modo, chi è interessato alla velocità, sarà costretto a spendere il triplo.

Speriamo che, quando sbloccheranno la buca della stazione di Nervi, i Dirigenti delle Poste si accorgano che anche il decoro vuole la sua parte… e mettano una buca nuova.

L’UFFICIO POSTALE DI NERVI… con la buca che ha “visto” la mia lettera.

Questo articolo, che interesserà ben poco, ma non importa, deve terminare con qualcosa di bello… per l’occasione… floreale.

GENOVA – NERVI – Un gozzo e tanta allegria… anche se piove.

 

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