Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Umani’ Category

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

I GOVERNANTI… e i magistrati.

 Registrazione del 3 settembre 2018

Personaggi:
Alessandro, L’Albero,  Panchina Petulante e Panchina Ingenua.

 

Alessandro: Buon Giorno a tutti voi.”

L’Albero:  “Buon Giorno a te Alessandro; che bello vederti così presto. Penso però che tu voglia discutere con noi per qualcosa che ti sta piuttosto a cuore.”

Alessandro: “Non è proprio così, ma quasi. Intanto mi siedo su Ingenua e saluto Petulante.”

Panchine Petulante e Ingenua: “Ciao caro Alessandro.”

Alessandro: “Come dicevamo l’altro giorno sembra che un grosso problema, di difficilissima soluzione, sia quello dei Migranti. Tu Petulante mi chiedesti se mi sembrava giusto che venisse impedito a tanti poveretti di raggiungere l’Europa. Quelli che tu definisti “poveretti” sono in buona parte dei disgraziati che, stando a quello che raccontano, finché rimangono in territorio libico vengo seviziati e torturati… in ogni caso, terribilmente maltrattati, cosa che non dovrebbe accadere nel 2018.”

L’Albero: “Eppure accade anche in quelle nazioni che si considerano civilizzate.”

Alessandro: “Lo so. È questo il punto. Rimaniamo in Libia da dove certi poveretti vengono in vari modi trattati in modo disumano.”

Petulante: “Appunto caro Alessandro… come si fa ad abbandonare certa gente in mano a personaggi così malvagi e senza cuore? L’Europa deve fare qualcosa… non ti pare?”

L’Albero: “Non credo che si possa chiedere troppo all’Europa, non foss’altro che per il fatto che, come vera Unione, non esiste. In Europa c’era, molto tempo fa “La Società delle Nazioni”… aveva sede a Ginevra. Era stata fondata nel 1919 e, fra l’altro Il suo principale impegno era quello di prevenire le guerre, sia attraverso la gestione diplomatica dei conflitti sia attraverso il controllo degli armamenti. Non mi sembra che gli Umani di quei tempi siano riusciti nel loro intento, tant’è vero che un po’ di anni dopo ci fu una guerra veramente devastante. Forse fu un fallimento, ma, agli Umani piace chiacchierare a vuoto, litigare, consumare inutilmente importanti risorse e ammazzarsi a vicenda.

La Société des Nations a Ginevra (da Wikipedia)

Voi Umani non date alcun valore al singolo individuo… perché se ci sono dei morti, l’importante che non siano tanti. D’altra parte, da quando esiste il mondo, vi piace ammazzarvi. Cominciò Caino e continuate voi in questo secolo appena cominciato È un fatto però che dopo i tantissimi morti della Seconda Guerra Mondiale, si pensò di rimettere in sesto, e ancor più alla grande, questa unione di popoli che avrebbero fatto di tutto per evitare conflitti e morti. Gli Umani costruirono un bel grattacielo a New York… forse scelsero New York perché là erano pratici… ovvero erano abituati a costruire grattacieli; lo chiamarono “Palazzo di Vetro” e l’organizzazione di Umani ONU (o UNO). Tutti, o quasi tutti i Paesi del Mondo vi erano rappresentati, ma i conflitti continuarono… anche se in qualche parte del Mondo le truppe di questa organizzazione, dette CASCHI BLU, aiutarono certa gente a non “picchiarsi”. Gli Umani delle nazioni più grosse utilizzarono questo ambiente per far la voce grossa davanti a tutti, ma, se ebbero e hanno voglia di fare la guerra la fecero e la fanno lo stesso.”

LA BANDIERA DELL’ONU

Ingenua: “Ma cosa vorresti dire caro Albero che l’ONU non serve a niente?… e che non serve a impedire agli Umani di farsi la guerra?”

L’Albero: “No, non voglio dire quello, però gli Umani dell’ONU non sono stati tanto in gamba; potrebbero esserlo un pochino se, per esempio in Libia, obbligassero i libici a farsi un Governo come si deve, la smettessero di ammazzarsi fra di loro e non permettessero le “vigliaccate” che fanno verso quegli illusi che qui arrivano da tutta l’Africa… e non solo, per essere trasportati in Europa.”

Ingenua: “Ma come fanno quelli dell’ONU a far star buoni tutti quegli stati che sono interessati al Petrolio della Libia? Quelli che s’interessano alla Libia, sono interessati alle ricchezze della Libia, non al benessere dei libici e degli africani. Da secoli certi Europei hanno saccheggiato l’Africa… e non solo, ora vogliono continuare a farlo… ma in modo diverso.”

L’Albero: “Non sei mica poi tanto ingenua tu. Purtroppo hai ragione. La componente tragica di tutto questo è che certi Umani, quelli che abbiamo considerato “poveretti”, arrivano male in Europa dopo aver regalato un mucchio di dollari a certe guide soprannominate “scafisti”. Arrivati poi in Europa non sanno più da che parte voltarsi; non riescono ad andare dove vorrebbero o, anziché “vegetare”, sopravvivono rubando e spacciando o gestendo la prostituzione o… .”

Petulante: “Ma ora sembra che sia ancora peggio in Libia. C’è stata una persona che, per leggere il giornale ha messo le sue chiappe su di me. Ho sbirciato e ho visto che, proprio in Libia, i libici stanno esercitando al massimo lo sport dell’ammazzarsi… per il potere. Non capisco quale gusto ci sia nel “comandare”… far fare agli altri… sentirsi importante… essere circondati da “lecchini”… ecc. Ma non hanno ancora capito gli Umani che, se usano la violenza, dopo la parabola ascendente, può esserci quella violentissima discendente? Comandare può essere valido, ma arrivarci senza violenza perché si hanno delle buone capacità e ci si prende la responsabilità per il bene del Prossimo (con la P maiuscola).”

L’Albero: “Ma lo sai cara Petulante che non dici nulla di nuovo? C’è di nuovo però che, quell’ONU di cui abbiamo parlato male poco fa, ha convocato un vertice d’emergenza. Testualmente: “Sulla base delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare e di rispondere alle richieste delle varie parti, compreso il governo di accordo nazionale riconosciuto a livello internazionale, Unsmil invita le varie parti interessate a un incontro allargato.”

PANCHINA INGENUA

Ingenua: “E tu come fai a saperlo?”

L’Albero: “Me l’ha comunicato un mio collega che “vive” proprio vicino al Palazzo di Vetro. E tu Alessandro, non dici nulla? Non ti sembra che gli Umani, anziché sprecare i soldi per comperare le armi, ammazzarsi e finire ammazzati, potrebbero muoversi un po’ più intelligentemente?”

Alessandro: “Ma cosa vuoi che vi dica. Purtroppo il Genere Umano continua a non voler imparare, o trova molto interessante “giocare” alla guerra. Forse ci sono altre risposte, ma il discorso diventa terribilmente lungo e, sicuramente senza una conclusione certa.”

Ingenua: “Mi sembri saggio caro Amico. Vai già via… dalle vibrazioni delle tue chiappe ipotizzo che stai per alzarti.”

Alessandro: “Sì, proprio così. Ti saluto cara Amica e saluto anche voi… alla prossima.”

Ingenua: “Sì, alla prossima… dovrai anche parlarci un po’ del tuo libro… perché non l’hai mai fatto?”

Alessandro: “Ok, ok… ne riparleremo.”

L’Albero e Petulante: “Va bene, ciao.”

 

 

 

Annunci

Read Full Post »

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

I GOVERNANTI… e i magistrati.

 Registrazione del 26 agosto 2018

Personaggi:
L’Albero,  Panchina Petulante, Panchina Ingenua e Alessandro.

 

 L’Albero:  “Buon Giorno Alessandro. Finalmente vieni di nuovo a trovarci.”

L’ALBERO

Panchina Petulante: “Sì, siamo piuttosto tutti arrabbiati. Chissà cosa hai fatto in tutto questo tempo.”

Panchina Ingenua: “Anch’io sono piuttosto arrabbiata, ma, più che arrabbiata sono triste. Pensavo mi avessi dimenticata. Ci vieni a posare le tue chiappe sui miei legni?… te li faccio diventare morbidi.”

Alessandro: “Mi lasciate parlare? Ok Ingenua mi siedo… così posso parlare meglio.”

L’Albero: “Sai, eravamo preoccupati. Sappiamo che non sei più giovane… e tu ti consideri ormai nella categoria dei vecchi. Temevamo fossi stato male.”

Alessandro: “Siete tutti così gentili e… affettuosi. Grazie.

Akureyri

Sono stato, dopo tanto tempo, dapprima in crociera attorno all’Islanda, dove ho scoperto ad Akureyri, il semaforo col cuore… che dedico a Ingenua, poi nella mia Liguria… che mi manca ma non posso farci niente perché non sempre si possono combattere le vicissitudini della vita. Ora sono qui, ma per poco… perché vorrò tornare ancora un po’ in Liguria… finché il tempo lo permetterà.”

Ingenua: “Caro Alessandro, sei proprio affettuoso… ti ringrazio di cuore. Sai, nei miei legni c’è cuore… perché i miei legni sono vivi e comprendono.”

L’Albero:“Sì, sappiamo che sei ligure, ma proprio genovese… non è così?”

Alessandro: “Sì, è proprio così, sono nato, cresciuto e “studiato” a Genova.”

L’Albero: “Appunto abbiamo pensato a te… proprio recentemente, in occasione di quel terribile e “impossibile” disastro che s’è verificato nella tua città. Quel ponte autostradale crollato tutto d’un botto. Abbiamo anche temuto per te, dato che non ti vedevamo; e speriamo anche che nessuno dei tuoi parenti sia stato coinvolto.”

Alessandro: “Vi ringrazio. Sì, son passato moltissime volte su quel ponte, ma non recentemente. Ora quel ponte non c’è più, hanno contato i morti, hanno contato i feriti, ci sono stati dibattiti a “tonnellate”, se si potessero pesare, però, per il momento il colpevole ancora non esiste.”

L’Albero: “È questo il punto che noi non riusciamo a capire.”

Petulante: “Noi appunto dicevamo che sembrava proprio che i politici fossero così arrabbiati… per non parlare della popolazione, dei genovesi.”

L’Albero: “Sì, è proprio così, pensavamo che trovassero subito il gruppo di colpevoli… o il colpevole. Ci fu pure l’Umano Mattarella che parlò di “rigore” nelle indagini.”

Ingenua: “Scusa Albero se t’interrompo, ma l’Umano Mattarella non è da prendere in considerazione. Non mi sembra un Uomo vero; quell’Umano fa sempre tanti bei discorsi… ne fece anche ai terremotati, te lo ricordi? “Non vi abbandoneremo” disse, e forse ci credeva, ma non aveva fatto i conti col popolo del quale era Presidente. Le macerie, ovvero molte macerie sono ancora là.”

L’Albero: “Consideriamo piuttosto le notizie dell’altra sera, quando l’Umano Matteo Salvini è stato preso di mira da un magistrato e “indagato”… si dice così?, per non aver permesso lo sbarco a un certo numero di “migranti” salvati in acque maltesi da una nave della Guardia Costiera italiana.”

Alessandro: “Non mi sento, come genovese ancora incapace di comprendere il crollo di un ponte di quella portata, dover comprendere, uso lo stesso termine, un magistrato che va a mettersi contro un Ministro della Repubblica voluto da una buona parte di italiani. Trovo inconcepibile quel crollo, che dovrebbe “sistemare” un po’ di gente dietro le sbarre, e, ugualmente inconcepibile, il comportamento di quel magistrato siciliano.”

Petulante: “Secondo te, Alessandro, ti sembra giusto che venga impedito a tanti poveretti di raggiungere l’Europa? In fondo loro stanno male e desiderano star meglio… non ti pare?”

Alessandro: “Potresti aver ragione. Ricordo però che, quando emigrai per la prima volta in Svizzera, avevo un passaporto e un contratto con un datore di lavoro. Ricordo anche che mi capitò, più di una volta, di incontrare in treno degli italiani, quelli con le valigie legate con gli spaghi, che viaggiavano per andare a lavorare in Svizzera o in Germania; avevano tutti un contratto e, in molti casi, prima di proseguire dovevano, in zona confinaria, essere controllati dai Sanitari svizzeri. Credo che non ci sarebbe niente di male se si riuscisse a fare un po’ di ordine anche in Italia.”

L’Albero: “Quindi, secondo te l’Umano Salvini fa bene ad essere inflessibile?”

Alessandro: “Direi di sì. In fondo il suo non è altro che un tentativo di far rispettare le leggi. Non so se ci riuscirà. So solo che quando tre anni fa sbarcai a New York fui sottoposto a vari controlli. Non mi fotografarono l’iride perché considerato vecchio e innocuo.”

Petulante: “Credo che tu abbia ragione. Quello che sta accadendo in Italia potrebbe essere niente male per un’operetta.”

L’Albero: “L’ho pensato anch’io… non osavo dirlo perché non volevo offendere Alessandro che stimiamo molto. Sinceramente, dopo aver sentito anche altri miei colleghi, l’Italia sta rischiando il ridicolo… eppure è un Paese così bello… con così tante risorse e così tante industrie di primaria importanza…”

Alessandro: “Speriamo che tutto si aggiusti e che ci sia un po’ di collaborazione da parte dei partiti dell’attuale opposizione. Ora devo salutarvi. Ti lascio cara Ingenua.”

L’Albero con Petulante e Ingenua: “Torna presto a trovarci.”

 

 

 

 

Read Full Post »

LO SO CHE AVER SCRITTO QUELLO CHE POTRETE QUI DI SEGUITO LEGGERE NON SERVE A NIENTE… LO SO. DEVO SFOGARMI DI FRONTE A TANTI ATROCI E DELINQUENZIALI IMMOBILISMI.

Ho pianto e, in un certo senso continuo a piangere, ma, sono anche un poco arrabbiato.
In questi giorni, non ho potuto farne a meno, ho sentito tante, tante parole. Tutti sono dispiaciuti; tutti dicono che Genova è stata tagliata in due e che bisogna fare presto a trovare un colpevole e a ridare a Genova la giusta viabilità.
Sono proprio tutti “bravi” a dar consigli, ecc. ecc.

Poi ci sono stati i Funerali di Stato con Mattarella che ha abbracciato tanti cittadini “feriti” da questa tragedia.

Da web: Mattarella a Genova.

Il nostro Presidente della Repubblica è stato pure applaudito. Forse, quelli che l’hanno applaudito non l’hanno sentito quando, dopo il terremoto di Amatrice, ebbe a dire, mi sembra testualmente: “NON VI ABBANDONEREMO”.

Comunque sia, lui è solo il Presidente della Repubblica (!!!), ma le sofferenze di tanti italiani rimangono.

Forse in molti hanno percorso l’Autostrada dei Fiori, quella che da Savona va a Ventimiglia e s’innesta all’autostrada francese… e tutti di questi molti si saranno accorti di come l’arteria sia “intasata” da autotreni (oggi li chiamano TIR); e si saranno anche accorti che questi TIR, che un tempo erano spagnoli, portoghesi, francesi ed italiani, sono oggi “affiancati” da mezzi rumeni, ungheresi, sloveni, croati, polacchi, slovacchi, cechi, estoni lettoni, lituani… e qualche italiano. I Paesi dell’Est, prima della caduta del Muro di Berlino erano rarissimi, ora quasi preponderanti.

Si saranno anche accorti che, anno dopo anno, la percorrenza dell’autostrada da Genova al confine francese è sempre più pericoloso.

Si saranno pure accorti che i gestori di quella che è l’Autostrada più cara d’Italia, per ovviare all’aumento del traffico hanno fortemente limitato la velocità di tutti i veicoli… in alcuni casi ai 90 all’ora: tempi di percorrenza sempre maggiori e costi sempre altissimi.

Certo che le merci potrebbero essere trasportate anche su rotaia… e questo sarebbe anche più ecologico. Ma, com’è possibile pensare questo in Liguria?

Mi trovai a scrivere in più di un articolo che la Liguria dorme.

Questo è quello del 2014… di quattro anni fa:

 

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/01/18/povera-liguria-continua-a-dormire/

Il treno che deragliò mise abbastanza in ginocchio la Riviera di Ponente… ma, ancora oggi, da Genova a Ventimiglia si viaggia male, per non parlare dei viaggiatori che vengono da Milano e vogliono proseguire per la Riviera.

e, nel settembre dello stesso anno:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/09/08/povera-liguria-continua-a-dormire-3/

Ma, ancora prima, nel 2012 scrissi:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2012/01/09/il-terzo-valico/

Poco tempo fa, prima della tragedia del ponte dell’autostrada, non so se corrispose a verità, lessi che il Governo bloccò i lavori del Terzo Valico… per approfondimenti, o qualcosa del genere.

La Domenica del Corriere del 1° marzo 1964

Siamo arrivati al 2018 e nel bel mezzo dell’Estate quel ponte così declamato nel 1964 precipita e muoiono più di 40 persone… per non parlare degli sfollati… E NON SI PARLA DI FAR FUNZIONARE UNA BUONA VOLTA, COME SI DEVE, LA FERROVIA… NON SOLO PER GLI UMANI… MA ANCHE PER LE MERCI.

Ecco perché sono un poco arrabbiato… perché neppure una catastrofe come questa muove il cerebro dei Governanti… o gli interessi e l’ingordigia  del dio soldo paralizzano ogni attività neuronale più o meno intelligente?

Read Full Post »

 

 Registrazione del 31 maggio 2018

 

Personaggi:
L’Albero, Panchina Ingenua e Alessandro.

 

L’Albero: “Buon giorno Alessandro, finalmente vieni anche da noi.”

Panchina Ingenua: “Sapessi quanto mi manca il calore delle tue chiappe! Ciao Alessandro… che bello sentirti… dico fisicamente.”

PANCHINA INGENUA

Alessandro: “Buon Giorno amici. Ci sono… e mi fa piacere esserci.”

L’Albero: “Sai com’è caro Alessandro? È che ho ascoltato “in differita” tutto quello che vi siete detti un po’ di giorni fa circa quanto accadde ai poveri Umani di Trieste. So che, con la dipartita dalla città dei titini, le sofferenze dei triestini non finirono lì, non foss’altro che per il fatto che non potevano sentirsi italiani.”

L’Albero

Alessandro: “Appunto. È questo uno dei tanti argomenti Umani che dobbiamo ancora affrontare.”

L’Albero: “E potremo farlo oggi. Sto infatti contattando il mio collega Tasso, nonché l’Ulivo che da qui vedo con facilità. Di tutto quello che vi siete detti l’altra volta, c’è un particolare che non son riuscito a comprendere, e cioè, in che modo l’Umano Palmiro Togliatti poté governare in Italia se aveva la cittadinanza dell’Unione Sovietica dopo che “sputò” sulla cittadinanza italiana e sui cittadini italiani. Fu, se non ricordo male nel 1930, ma ricordo benissimo quello che disse, e cioè: È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano. Quando presi atto che quell’Umano poté governare in Italia dopo aver offeso il popolo italiano, nonché i mandolinisti, credo anche di poter capire con quale facilità possano esistere degli Umani attuali Presidenti della Repubblica che, di fronte a una situazione grave come l’attuale, pasticciano la crisi in un modo a dir poco grottesco. Mio caro Alessandro, so perfettamente che un tempo i cittadini italiani, se ricevevano la cittadinanza di un’altra Nazione, perdevano la cittadinanza italiana. Anche se poté sembrare un’offesa nei riguardi dell’italianità, anni dopo questi cittadini poterono “riavere” la cittadinanza dello stivale. Già mi sembra poco serio, ridare la cittadinanza a chi l’aveva perduta volontariamente perché aveva voluto seguire altre strade, quella però dell’Umano Togliatti mi sembra sia stato piuttosto grottesco o puerile o disonesto verso tutti gli altri Umani d’Italia permettere posizioni di prestigio a chi aveva volutamente e in modo altisonante disprezzato l’italiano. Ma è proprio vero? Può darsi che non sia vero che l’Umano Togliatti avesse la cittadinanza dell’Unione Sovietica, ma, se è vero, trovo gravissimo quanto accadde… tanto più che la presenza di quel perfido Umano provocò molti morti e molti pianti.

 Ingenua: “Sarò ingenua, ma, da quello che dici, capisco tante cose… e anche perché le italiche genti continuano ad accettare che “Altri d’Europa” dettino legge dove non dovrebbero.”

 Alessandro: “Ho l’impressione che tu, caro Albero amico mio abbia messo l’accento su un tasto molto delicato. Pensa che il Ministro della Giustizia Orlando avrebbe detto: “Io sono uno degli ultimi togliattiani”… ripeto:”Della Giustizia”. È da piangere o da ridere?”

L’Albero: “Per oggi, fermiamoci qui… e speriamo che “Chi di dovere” in Italia capisca qual è il bene dell’Italia, ma che soprattutto sappia amare la Patria.”

Alessandro: “Sì, sì… ci vediamo presto e contatteremo di nuovo Tasso e i suoi fratelli e finiremo il discorso di Trieste. Ciao a tutti.

Ingenua: “Mi dispiace che tu vada via… ma ti aspetto. Ciao.”

 

 

Read Full Post »

PER FAVORE NON SCRIVERE “MI PIACE” SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

QUESTO ARTICOLO È MOLTO SERIO E VA LETTO SERIAMENTE

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

TRST… oggi TRIESTE

 

 Registrazione del 15 aprile 2018

Appare oggi 3o maggio 2018

 

Personaggi:
Albero Tasso, Fratelli di Tasso , Panchina Rotonda, Alessandro, e Ulivo il Saggio.

 

Tasso: “Spero tanto che Alessandro venga a trovarci.”

ALBERO TASSO

I Fratelli di Tasso: “Perché questo tuo desiderio?”

Tasso: “Perché ci sono ancora molte cose che dobbiamo raccontarci.”

I Fratelli di Tasso: “Non essere così ansioso; vedrai che verrà.”

Panchina Rotonda: “Perché non chiedete a “L’Albero” che vive da quelle parti?”

Tasso: “Ho già tentato di contattarlo, ma non mi risponde… forse sarà occupatissimo a perfezionare le sue bellissime e fresche foglie.”

Rotonda: “E allora cerca con “Ulivo il saggio”. Anche lui vive da quelle parti e non ha problemi di foglie.”

Tasso: “Mi sembra una buona idea. Vedo di contattarlo.”

I Fratelli di Tasso: “Potresti intanto dirci perché questa tua smania di raccontare le malefatte di certi Umani?”

Tasso: “Ma la mia non è una smania. Sono dell’idea che la storia degli Umani sia molto importante e che sia altrettanto importante, per gli Umani, il conoscerla. Avevamo accennato al fatto che si parla tanto e sempre dell’OLOCAUSTO e poco o niente dei tanti morti trucidati in altre circostanze. Quella di Fiume è una circostanza che deve essere conosciuta… anche se ai tempi non bisognava parlarne… e noi ne abbiamo parlato.”

I Fratelli di Tasso: “Perché non bisognava parlarne? Noi pensiamo che fosse perché non bisognava parlare male del comunismo e dei comunisti… perché l’ideologia che arrivava da Mosca avrebbe dovuto far presa sul proletariato contro l’imperialismo dell’Occidente. Cosa ne dici?”

Tasso: “Credo proprio che sia così. Certo che l’ultima parola dovrebbe essere quella degli storiografi. Vedete, a quei tempi, quando per la maggior parte degli Umani d’Italia la guerra era finita e poterono rientrare in Italia tutti quei personaggi precedentemente “antipatici” al regime fascista, rientrò anche l’Umano Palmiro Togliatti. Nel 1945 aveva 52 anni. Lui, ai tempi del fascismo, scappò in Unione Sovietica e, pare che nel 1930 avesse addirittura ricevuto la cittadinanza dell’Unione Sovietica. Non so se ritornò in Italia come “sovietico” o come italiano; probabilmente gli fu restituita la cittadinanza italiana… o non gli fu mai tolta? (è relativamente recente, la norma per un italiano che riceva la cittadinanza di uno stato estero, poter conservare la cittadinanza italiana) e fece parte dei primi governi italiani, però, la sua politica nei riguardi del nord est dell’Italia sembrava fosse più favorevole a Tito che all’Italia.”

I Fratelli di Tasso: “Cosa vuol dire? Lui faceva parte del Governo italiano ed era favorevole alle pretese di Tito?”

Tasso: “Finché non ci fu la rottura fra Stalin e Tito, si potrebbe pensare che Togliatti prendesse ordini direttamente dal Cremlino; è chiaro che per lui, la cosa più importante era sperare di poter importare in Italia il “paradiso comunista”. Mi chiama ”Ulivo il saggio”.

ULIVO IL SAGGIO

Ulivo il saggio: “Buongiorno a tutti voi. Ho visto Alessandro; fra poco dovrebbe arrivare da voi. Comunque vi ascolto. Ho captato un’interessante discussione. Io non ne so molto di quelle cose; tu però vecchio Tasso, sì che la sai lunga.”

Panchina Rotonda : « Alessandro, giusto due giorni fa s’è seduto un momento su di me. Poi è andato via»

Tasso : « Sicuramente aveva fretta di tornare a casa da sua moglie. So che si vogliono bene. Sono sposati già da tanti anni. »

Rotonda : « Quanti anni ? »

Tasso : « Non lo so con precisione. Sicuramente più di 50 »

Rotonda : « Allora sono delle « mosche bianche » ; la prossima volta che lo vedo glielo chiedo… se è vero ; mi sembra così strano, di questi tempi dopo pochi anni si lasciano… per incompatibilità di carattere. Alessandro è molto simpatico. »

I fratelli di Tasso : « È simpatico anche a noi. Tornando al discorso di Trieste, tu caro fratello pensi che Togliatti volesse veramente che Trieste passasse alla Federazione Jugoslava di Tito ? »

Tasso : « Sì sì… naturalmente proprio lui personalmente… e una buona parte dei suoi scagnozzi. »

I fratelli di Tasso : « Effettivamente lui stava più dalla parte dell’Unione Sovietica… o anche del tutto. Infatti, in occasione del XVI Congresso del PCUS nel 1930 ebbe a dire : È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano.”

Rotonda : « Ma state dicendo qualcosa di terribile. Un Umano di quelle deplorevoli dimensioni governò l’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale ? Per l’Italia era uno straniero… e gli permisero di governare ? Ma come fu possibile ?  Spero tanto che arrivi Alessandro… e ci dica se in Italia è permesso raggiungere posizioni governative dopo aver « rinunciato » alla cittadinanza italiana.»

Ulivo il saggio: “Io credo che la situazione di quei tempi fosse talmente caotica e che la cittadinanza fosse così stanca della dittatura fascista… e dei tanti morti, per cui, i benpensanti non comunisti, temendo il comunismo vero, non si accorsero di essere turlupinati da quell’italiano… non più italiano, ma con pretese di governante italiano. D’altra parte, prima ancora che le truppe partigiane di Tito entrassero a Trieste, era il 30 aprile 1945, l’Umano Togliatti scrisse nel febbraio dello stesso anno che, oltre ai partigiani, anche gli italiani di Trieste avrebbero dovuto “collaborare” con le “unità” di Tito.”

Tasso: “Esattamente. E chi collaborò, non per la fratellanza italo-slava, ma per una Trieste italiana, rischiò di scomparire dalla circolazione… o ammazzato dopo un processo più o meno sommario o trascinato in un qualche campo iugoslavo. Ciao Alessandro; sei arrivato?”

Alessandro: “Come state amici miei?”

Tasso: “Siamo contenti di vederti. Stiamo dissertando su Trieste.”

Alessandro: “Argomento molto importante… e molto interessante… che dovrebbe interessare anche i giovani, o particolarmente i giovani… perché pochissimi sanno quali sono state le sofferenze di quella città, e quanto quella città abbia “combattuto” per ritornare a far parte integrande dell’Italia.”

Rotonda: “Alla fine della guerra, Trieste non continuò a far parte dell’Italia.”

Tasso: “No cara amica. Quando la guerra stava finendo o era ormai agli sgoccioli, mentre i triestini speravano tanto di veder arrivare gli angloamericani, si videro invasi dalle truppe di Tito; non erano truppe regolari, ma truppe rivoluzionarie, o se preferisci partigiane, che non avevano alcuna intenzione di seguire delle regole di tipo internazionale. Dovevano solamente eseguire gli ordini di Tito. Dal momento in cui entrarono nella città, quel 30 aprile 1945, ci furono per i triestini 40 giorni terrore.”

Rotonda: “Che intenzione avevano?”

Tasso: “La loro intenzione, che non era altro che l’intenzione di Tito, perfettamente appoggiato da Stalin, era quella di tenere la città e far sì che, al momento giusto, fosse decretato dagli eserciti vincitori Trieste facente parte della Federazione Jugoslava.”

Rotonda: “Ho capito. Perché terrore per i triestini?”

Ulivo il saggio: “Scusate se intervengo… anche perché vorrei poi chiedere ad Alessandro se Togliatti, rientrando in Italia dall’Unione Sovietica, aveva la cittadinanza italiana.

Quello che fecero gli slavi, una volta entrati in Trieste, fu, fra l’altro, quello di far “sparire”, nel vero senso della parola, tutte quelle persone che avevano ricoperto una qualche carica durante il regime fascista e tutti quelli che, anche se antifascisti o comunisti, avrebbero potuto rappresentare una minaccia intellettuale di fronte all’istituzione di Trieste jugoslava.”

Rotonda: “Ma cosa intendi per “sparire”?… avevano la bacchetta magica?”

Ulivo il saggio: “No, non avevano la bacchetta magica, ma la maggiore e inimmaginabile malvagità personificata. Oltre che ad esecuzioni dopo processi farsa, prelevavano nottetempo onesti cittadini dalle proprie abitazioni e li facevano finire in qualche foiba. Anche i partigiani che avevano combattuto per la liberazione della città dai tedeschi finiscono nelle foibe. La “Guardia del Popolo” riesce a seminare il terrore, e in soli 40 giorni, riesce a eliminare quasi 2000 persone dalla città di Trieste. Non è qui il caso di scendere nei particolari, dato che queste malefatte sono oggi abbastanza documentate; l’importante è sottolineare il fatto che fu l’”italianità” ad essere ricercata ed eliminata.”

Tasso: “E dopo certe terribili malefatte, oggi ben documentate, certamente lasciarono anche il segno per la gioia dei collezionisti di francobolli… o no?”

Alessandro: “È il colmo, ma è proprio così.

CLN Savona e CLN Ponte Chiasso

Pensate che la mia Mamma, che aveva capito che m’interessavo seriamente ai francobolli, mi aveva regalato due serie particolari di francobolli, una con la soprastampa C.L.N. Savona e l’altra, mi disse, di “Tito a Trieste”. Io non sapevo assolutamente chi fosse questo Tito; lo imparai molti anni dopo: era quel Personaggio, dapprima amato poi “follemente” odiato da Stalin, che voleva impossessarsi di Trieste… e che Governò la Federazione Jugoslava. Io non avevo ancora compiuto 9 anni, ero abituato ai francobolli della Repubblica Sociale Italiana, e, essendo ormai passato il 25 aprile, dopo aver visto coi miei occhi le autocolonne delle truppe tedesche che si muovevano mestamente in direzione di Genova per poi puntare al Brennero, capii dai francobolli che stava succedendo qualcosa d’importante… ma, come cosa più importante che non si doveva più aver paura delle bombe. Mia Mamma, nel regalarmi quei francobolli, che trovò essere particolari, non sapeva assolutamente quante atrocità accadevano da quelle parti e quanta parte poteva avere Togliatti nel fomentarle o farle accettare.

TRE DEI FRANCOBOLLI DELLA SERIE SOPRASTAMPATA

Erano tempi veramente terribili… anche se a Genova si inneggiava apparentemente alla pace, ma, grazie al caos ancora esistente, nella “piccola Russia” di Genova Sestri i regolamenti di conti erano all’ordine del giorno.

Rotonda: “Chissà quanto valgono quei francobolli.”

Alessandro: “Non credere. Non valgono praticamente niente, o… pochissimo. Per me hanno un grande valore perché mi furono regalati dalla mia Mamma.”

Ulivo il Saggio: “Credo che in questa chiacchierata si sia dimenticato un particolare piuttosto importante… quella che fu la figura degli inglesi. Da quel poco che so, se l’esercito di Tito non fosse stato “foraggiato” da Churchill, forse non sarebbe arrivato per primo a Trieste… o dato che Stalin, uno dei 4 vincitori, “voleva” Trieste, potrebbe aver voluto… o preteso… che le truppe neozelandesi non intervenissero.”

Rotonda: “Cosa intendi per “non intervenissero”.

Ulivo il Saggio: “Devi sapere che i neozelandesi, inquadrati nelle truppe britanniche agli ordini dell’Umano Generale Freyberg, arrivarono a Trieste poco dopo li partigiani di Tito… o Titini. Quando i Titini eliminarono tutto quanto era italiano, oltre agli italiani, fra cui le Guardie di Finanza che si erano a loro giustamente arrese, rimasero come spettatori. Non intervennero neppure quando le truppe slave spararono sui triestini che manifestavano in corteo con la bandiera italiana. Ci furono 5 morti e molti feriti. Le truppe britanniche rimasero a guardare e, pare, a scattare fotografie. Trieste faceva parte “ormai” della Federazione Jugoslava.”

Tasso: “È vero, furono momenti terribili per i triestini, e ancor più terribili perché quei morti non ebbero assolutamente una vasta eco sulla stampa italiana… nel senso che l’italiano non doveva sapere.”

Ulivo il Saggio: “Io credo che quei silenzi fossero causati dal fatto che gli Umani d’Italia erano ancora frastornati da tutto quello che era accaduto… e poi, non bisogna dimenticare che, come antifascista, la forza dei comunisti italiani non era indifferente. Dato che bisognava parlar bene del comunismo, guai parlar male di Tito e della “Fratellanza italo-slava”. Poi però i titini dovettero ritirarsi e lasciare la città. Cosa li fece decidere di andarsene?”

Da Wikipedia

Tasso: “Dopo l’accordo Alexander-Tito che sarebbe stato firmato a Belgrado, il 12 giugno 1945 i miliziani di Tito lasciano Trieste nelle mani degli Alleati Anglo-Americani, e viene creata la Zona A per Trieste e la Zona B per Capodistria… che rimarrà in mano agli Jugoslavi.

Naturalmente lasciano una città insanguinata… una città che teme il ritorno delle sciagurate milizie slave di Tito e gradisce la protezione degli anglo-americani con la speranza di ritornare a far parte dell’Italia. Comincia per Trieste, non più Trst, un periodo di transizione, scandito anche anche da particolari postali… sempre interessanti quando si indaga determinati periodi storici. Furono eliminati i francobolli di Tito a Trieste e arrivarono altre soprastampe sui francobolli italiani.”

Alessandro: “Sì, potremo parlarne, perché furono di grande interesse anche per i collezionisti italiani. C’è il rammarico che mette l’accento sulla malvagità dei Governanti di “allora” che non permisero ai collezionisti, almeno a loro, di conoscere l’esatta situazione di quelle popolazioni… ovvero le loro immani sofferenze dopo quella che avrebbe dovuto essere la fine delle ostilità.”

Ulivo il Saggio: “Non dovremo dimenticare le sofferenze dell’italica gente della Zona B… gente che sperò invano la libertà.”

I Fratelli diTasso: “Già… temevamo che ve ne foste dimenticati.”

Alessandro: “Sì, perché fu un capitolo altrettanto terribile. Credo di potervi dire che ho gradito la vostra compagnia, e che vi saluto tutti con un abbraccio.”

Tasso e I Fratelli di Tasso: “Noi non possiamo abbracciarti perché per voi Umani siamo velenosi, ma speriamo tanto di rivederti presto… ciao Alessandro.”

Rotonda: “Torna a sederti su di me… ciao.”

Ulivo Il Saggio: “Spero tu venga a trovare ancora le mie fronde… ciao.”

 

Read Full Post »

PER FAVORE NON SCRIVERE MI PIACE SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

IL PRESIDENTE

 Registrazione dell’8 maggio 2018

Personaggi:

Alberone, Alessandro, L’Esercito del Lungolago e I Fratelli di Alberone.

 

 

 

Alberone: “Buon Giorno caro Alessandro. Mi fa piacere vederti.”

 

Alessandro : “Anche a me. Come sei bello con tutte quelle foglie nuove… sembrano tanti batuffoli di ovatta.”

ALBERONE

Alberone: “ Vedrai che cresceranno e diventeranno dei bellissimi rami. Lo sai cosa si dice da queste parti… della tua bella Patria?”

Alessandro: “Chi dice?”

Alberone: “Tutti quelli che vengono a sedersi sulle tante panchine che ci sono da queste parti. Il mio “Esercito del Lungolago” è bravo a captare e registrare.”

Alessandro: “Sì? Siete tutti così belli! Beh… raccontami.”

L’Esercito del Lungolago (all’unisono): “Grazie Alessandro… rischiamo di diventare rossi.”

L’ESERCITO DEL LUNGOLAGO

Alberone: “Si sente dire che il vostro Presidente, l’Umano Mattarella è proprio come un bravo Papà che dice ai propri figlioli che litigano: “Vogliatevi bene. Cercate di andare d’accordo.” Si sarebbe dimenticato che lui ha un’autorità e dovrebbe dimostrarla. Com’è possibile che parli per mezz’ora, dicendo pochissimo di concreto minacciando un Governo Sterile.”

Alessandro: “Non ha detto sterile… ha detto neutro.”

Alberone: “Beh, più o meno è la stessa cosa. Se il Governo neutro non può fare nulla di radicale e importante per la Nazione, non è sterile?”

L’Esercito del Lungolago (all’unisono): “Da quello che sentiamo, abbiamo l’impressione che sia meglio un Governo sterile piuttosto che un Governo che, legiferando, riesce a far aumentare il numero dei poveri veri. Almeno, se rimane tutto com’è, il numero dei poveri non aumenta.”

Alberone: “Potreste anche aver ragione, però oggi l’Italia ha bisogno di un Governo che sappia dare un impulso al meglio… non al mediocre.”

L’Esercito del Lungolago (all’unisono): “Ma come vuoi che possano fare? Non sono stati capaci, in due mesi, di dare un po’ di flessibilità ai loro pensieri… o alle loro convinzioni. La flessibilità non è ipocrisia. C’è in natura, e noi alberi possiamo dimostrare che la flessibilità è determinante per la nostra sopravvivenza. Se i nostri rami fossero rigidi, un po’ di vento potrebbe sradicarci molto facilmente; per fortuna Madre Natura ha dato “flessibilità” ai nostri rami che, in questo modo, possono assorbire la forza del vento. La flessibilità potrebbe essere di vitale importanza per gli Umani d’Italia.”

I FRATELLI DI ALBERONE

Alberone: “Ma cosa si può pretendere da chi per mesi sbandiera il desiderio di “lavorare” per il popolo italiano, e poi, al momento buono s’irrigidisce pensando di essere un padreterno… solo perché ha preso un po’ di voti. Avete ragione… “Loro” sanno solo essere ipocriti… e non conoscono la flessibilità… così vitale.”

I Fratelli dell’Alberone: “Scusate se interveniamo… dato che anche noi sentiamo cosa dicono gli Umani. A noi sembra che l’Umano Mattarella, dopo aver parlato molto, ma dicendo ben poco, sia piuttosto un incapace. La situazione dell’Italia è drammatica e, tutto quello che sa fare lui è minacciare un Governo neutro. Ma che cavolo di Presidente è? Non si offendano gli Umani d’Italia, ma… cambiate presidente.”

I FRATELLI DI ALBERONE

Alessandro: “Ho l’impressione che voi alberi del Lungolago di Lugano amiate l’Italia più di quei milioni che hanno votato… e di quei milioni che si son guardati bene di andare alle urne. Che altro dirvi? Speriamo che si diano una regolata e che si ricordino che, prima di dire che lo fanno per il bene degli italiani, dovrebbero collegare il cervello… per non dire troppe bugie. Devo andare… vi saluto, vi ringrazio e mi complimento per le vostre foglie.”

Alberone: “A nome di tuti noi… Buona Fortuna a te amico e a tutti gli Umani d’Italia.”

Read Full Post »

 

PER FAVORE NON SCRIVERE “MI PIACE” SE NON L’HAI LETTO TUTTO.

LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

LA CHIAMANO LIBERAZIONE

 Registrazione del 15 aprile 2018

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua, Panchina Petulante e Alberone.

 

L’Albero: “Come siete strani voi Umani nell’uso delle parole.

L’ALBERO AL RISVEGLIO

Alessandro: “E tu come sei bellissimo con le foglie che stai buttando fuori. Dev’essere qualcosa di fantastico il tuo risveglio primaverile. Perché dici che siamo strani nell’uso delle parole?”

L’Albero: “Perché mi hai fatto vedere il francobollo che parla del Museo della liberazione… usate la parola liberazione come se foste tutti liberi. Ma, per arrivare alla libertà avete ammazzato un mucchio di gente. Certo siete liberi di fare quello che volete, ma libertà non è ammazzare o seviziare.”

PANCHINA INGENUA

Panchina Ingenua: “Ciao Alessandro, vieni a sederti. Sto scaldando i legni… proprio alla temperatura delle tue chiappe. Ditemi per favore cosa significa libertà.”

 

L’Albero: “Non riesco ad essere empaticamente abbastanza umano da poterti definire il significato di libertà. Certo che un cane sarà “libero” di venire a far pipì sul mio tronco… e questo è naturalissimo; ma se salirà su Petulante e farà le sue cacchettine sui suoi legni, sarà ugualmente libero, ma nuocerà ai legni e a chi vorrà sedersi sulla panchina.”

Panchina Petulante: “Perché proprio sui miei legni?”

L’Albero: “Era un semplice esempio di libertà scomoda… per qualcuno.”

Alessandro: “Mi piace il termine “scomodo”. Rende quella componente della libertà che arriva a limitarla. Possiamo dire che “Libertà è fare tutto ciò che piace… a patto di non nuocere a se stessi o ad altri”.

Ingenua: “Come sei bravo Alessandro! Mi piace la tua definizione. Senti come ho scaldato bene i miei legni? Lo faccio solo per te.”

Alessandro: “Come sei gentile. Proprio un amore.”

Ingenua: “Non posso arrossire perché sono già rossa.”

FRANCOBOLLO ITALIANO DEL 2017

L’Albero: “Smettila Ingenua di fare la stupidina. Alessandro lo sa che gli vuoi bene… e, anche lui ti apprezza. Tornando al discorso di prima, trovo molto interessante il fatto che gli Umani d’Italia abbiano fatto un Museo per ricordare… e far ricordare quel momento della storia italiana nella quale c’erano ancora le truppe tedesche in una parte del territorio nazionale. È anche interessante il fatto che le italiche poste abbiano commemorato l’esistenza di questo Museo.”

Alessandro: “Ma sì, anche se funzionano male e il disservizio farebbe pensare che per quello che si fanno pagare dovrebbero essere considerate dei ladri, il francobollo potrebbe essere significativo.”

L’Albero: “Abbiamo assodato cosa può significare libertà; ti chiesi però, perché per arrivare alla “Liberazione” fu necessario ammazzare tanti Umani… fratelli… perché facevano anche parte dell’italica gente? Hai detto che non bisogna nuocere a se stessi o ad altri, ma ci furono molte esecuzioni senza processo… e poi erano esecuzioni di persone che avevano fatto qualcosa di terribile? Forse qualcuna, ma l’essere stato fascista non avrebbe dovuto essere stata una cosa terribile… perché a quei tempi bisognava essere fascisti, ovvero s’era cresciuti nel fascismo e se non ci si comportava da fascisti la vita diventava problematica.

È molto interessante considerare il comportamento di voi Umani; come non siete capaci di ragionare, di collegare il cervello ed evitare di comprendere che, a quei tempi, chi si trovava ad avere un’età fra i venti e i trent’anni aveva assorbito come unica “cosa giusta” il fatto che quell’Umano che comandava, chiamiamolo pure Mussolini, non poteva sbagliare ed era giusto morire per Lui e per la Patria. Quel giovane Umano aveva sentito dire, e doveva crederci, che il tedesco era il miglior fratello e che l’americano con l’inglese erano malvagi perché ammazzavano dall’alto con gli aerei e dal mare con bombe sulle città. A quel giovane Umano avevano insegnato che bisognava amare la Patria, e che, se era necessario, si doveva andare anche lontano per dare gloria alla Patria e alle italiche genti che rimanevano a casa per lavorare.

Come fate voi ad inneggiare alla Liberazione, quando, per essere riusciti ad ottenerla avete dovuto aspettare i cannoni degli Alleati e avete dovuto uccidere a più non posso?… e avete anche rubato e impoverito gente onesta delle campagne.

ALBERONE

Alberone: “Caro collega, sono proprio d’accordo con te. Vi ascolto da lontano e mi permetto di dire il mio pensiero. Una “liberazione” con tanti morti… anche innocenti, dovrebbe chiamarsi in un modo un po’ diverso. E poi, che tu sappia, in quel Museo, si parla anche criticamente degli eccessi di certi personaggi che si facevano chiamare partigiani?”

L’Albero: “Non lo so proprio. Forse lo sa Alessandro.”

Alessandro: “Non vi so rispondere; ma non credo. Certe vigliaccherie vorrebbero essere messe da parte e dimenticate. Credo che invece sia meglio non dimenticarle. Devo però complimentarmi con te caro Alberone nel vedere le foglioline che tentano di sbocciare dai tuoi rami potati l’Autunno scorso. Ho voluto fotografare i tuoi rami più in alto. Devo farli vedere a tutti… sono proprio carini.”

ALL’ALBERONE SPUNTANO LE FOGLIOLINE.

Alberone: “Lo so caro Alessandro. In questa stagione mi sento tutto muovere dentro. Sento una spinta meravigliosa. È proprio vero quando si dice che la Primavera esplode. Vedrai fra un po’ di giorni quante belle foglie avrò “sputato” fuori dai miei rami. È bello, e sento amore per voi Umani… anche se qualche volta siete proprio un po’ cretini.”

Alessandro: “Le tue asserzioni sono sempre da prendere in considerazione. Non credo che tu dia del “cretino” a certi Umani, tanto per dire qualcosa. Tu hai una panoramica non indifferente su tutto quanto accade nel mondo, dato che, con le tue antenne puoi contattare i tuoi colleghi anche molto lontani, ma puoi anche, grazie al tuo piccolo esercito e le panchine sulle quali sostano molti Umani, ascoltare direttamente i miei simili… che dovrebbero, per definizione essere animali ragionevoli.”

Alberone: “È lì il punto. Non riesco a comprendere come abbiate fatto, voi Umani a considerarvi ragionevoli. Molte, anzi moltissime volte siete il massimo dell’irragionevolezza. Non so se ve l’ha mai detto nessuno, ma, se consideriamo quello che è successo alla fine della Prima Guerra Mondiale, l’Impero Austro Ungarico s’è ritrovato ridimensionato, e, da Impero è diventato semplicemente Austria. Un po’ di anni dopo è arrivato l’austriaco Umano Hitler… sì, perché era nato austriaco… entro i confini dell’Austria e… e cominciò a salire sempre più in alto fino a far ingrandire molto la Germania che diventò la Grande Germania, che fece gioire molti tedeschi, ma fece piangere molti Umani di tutto il mondo. E piansero in tanti… finché, stanchi di piangere e morire, arrivarono a reagire; molti degli Umani di Germania cominciarono a piangere… e a morire… e, alla fine, la Germania, che era così Grande diventò piccola e divisa in più parti. Da quel momento ricominciò a crescere economicamente e sperò, in parte ci riuscì, di dominare a suon di moneta sonante. Intanto, in altre parti del mondo, altri Umani desiderano crescere e, per farlo, ammazzano, pensando di dimostrarsi maestri di democrazia… e così via. E intanto tutti soccombono… e quelli che rimangono non imparano… anche se ogni tanto usano la parola pace.”

Petulante: “Malgrado il mio nome, oggi ho parlato pochissimo. Caro Alberone, tu ci stai ricordando gli ultimi 100 anni degli Umani. Da quello che ho sentito dire, se vogliamo considerare la loro componente cretina, loro si ammazzano da sempre. Non sono come gli animali carnivori che ammazzano perché hanno fame… per sopravvivere; gli Umani lo fanno per primeggiare.”

Alberone: “Hai ragione, primeggiare fa parte del loro DNA, per fortuna non di tutti.”

Alessandro: “Bravo, non di tutti. Anche fra voi vegetali c’è chi vuol primeggiare, o sembra che temiate la concorrenza.”

I fratelli dell’Alberone con le foglioline un po’ più lunghe.

Alberone: “Cosa intendi?”

Alessandro: “Guarda un po’ i tuoi fratelli. Hanno più foglioline di te… forse perché temono la concorrenza dell’albero vicino così stupendamente fiorito?”

Alberone: “Ti piace scherzare?”

Alessandro: “Sì, è un mio brutto difetto; si parla seriamente e io ci trovo qualcosa che potrebbe far sorridere.

Dall’Estremo ponente ligure.

Pazienza. Tornando al discorso di prima, è interessante però che, in concomitanza col sangue che scorreva a fiumi, ci fu qualcuno che seppe ragionare positivamente facendo gioire chi raccoglieva francobolli.

Ho trovato, per esempio questi dell’estremo ponente ligure: Inoltre, in molte zone dell’Italia del nord, hanno soprastampato i francobolli correnti con la sigla CLN che sta per Comitato Liberazione Nazionale.

DUE ESEMPI DI FRANCOBOLLI DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA. NE ESISTONO MOLTI DI ALTRE LOCALITÀ.

Esistono anche altri francobolli che non so se ebbero effettivo uso postale. Erano di Luino, “firmati” dal Capitano G. Lazzarini. Questi francobolli parlavano, proprio come dici tu, di MORTE… della necessità di ammazzare.

DAL VARESOTTO

Alberone: “È vero… loro dovevano ammazzare… e hanno veramente ammazzato. Era per loro una difesa. So però per certo che si chiamavano “Banda Lazzarini”, e, in parte furono catturati e giustiziati dalla GNR (Guardia Nazionale Repubblicana) di Varese. Il loro capo Giacinto Lazzarini non era cresciuto come la maggior parte dei giovani di quei tempi, e cioè assorbendo necessariamente e obbligatoriamente quanto veniva insegnato dal “Ministero dell’Educazione Nazionale” in cui si esaltava il fascismo e il Duce, ma, con un padre antifascista rifugiato in Canada e una madre francese, arrivò a far parte dei Servizi Segreti statunitensi. Oltre all’attività partigiana, organizzò in grande stile il “trasporto” e l’espatrio di ebrei in Svizzera.”

L’Albero: “Quindi non era uno che voleva solo uccidere.”

Alberone: “Assolutamente no. In un certo senso, se volevano sopravvivere, erano obbligati a uccidere, però, non bisogna dimenticare, quanto fu già detto e cioè che i fuorilegge erano loro e che i Fascisti non potevano essere considerati traditori… perché erano loro dalla parte del Governo allora vigente. Che piacesse o no, e tu Alessandro lo ricordi, chi comandava nella REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA era la “continuazione” dell’alleanza fra il Reich e il Regno d’Italia. Il Re d’Italia aveva continuato la sua esistenza fuggendo rocambolescamente in Puglia, ma l’italiano del nord non poteva non essere suddito della Repubblica di Salò. I tedeschi da ammazzare, non erano, nell’ufficialità, truppe di occupazione, bensì protettori di quell’Umano Mussolini che avevano “rapito… o prelevato” sul Gran Sasso d’Italia. Da Salò, sul Lago di Garda, l’italiano riceveva le necessarie “istruzioni di vita”, le leggi e come doveva comportarsi verso il nemico inglese e americano. Non era permesso dissentire e, tanto meno scioperare. Chi si permetteva il lusso di scioperare rischiava di ritrovarsi in un carro bestiame delle ferrovie e trasportato oltre confine alla mercé dell’alleato tedesco. Chi trasgrediva e “pretendeva” la collaborazione dell’italiano affamato e frustrato da anni di sofferenze, poteva arrivare col suo comportamento ad essere peggiore delle famigerate SS.”

Ingenua: “Ma cosa dici Alberone? Intendi certi partigiani? Come puoi dire che i partigiani che hanno liberato l’Italia dall’occupazione tedesca possono essere stati peggio delle SS? Ma Alessandro, l’hai sentito? Mi sembra un’esagerazione.”

Alessandro: “In un certo senso non ha tutti i torti.”

Ingenua: “Hai delle esperienze personali?”

Alessandro: “Sì, cioè, non proprio personali. Posso far riferimento a quello che è accaduto a mio padre; io avevo 8 anni. Vi porto qui di seguito un passo di un libro da me scritto… e mai pubblicato. Quanto leggerete è realmente accaduto.

Da Wikipedia: “LA CASA DELLO STUDENTE di GENOVA”

 

 S’è accennato al fatto che il papà di Leandro salvò da tortura quasi certa un operaio della fabbrica nella quale era Direttore.

Fu così che l’Esercito Tedesco, ogni tanto… o quasi sempre, la faceva da padrone per cui le perquisizioni erano frequenti. Un bel giorno, nello stipetto di un operaio fu trovata una pistola. Se l’operaio facesse parte della resistenza partigiana o no, Leandro oggi assolutamente non lo sa; quello che è certo è che quell’operaio fu prelevato senza tanti complimenti e portato a Genova nella Casa dello Studente.

Nella Casa dello Studente gli studenti non c’erano; era diventata una sede della polizia Gestapo; c’erano le SS che, senza alcun rispetto torturavano con la massima tranquillità; l’importante era ottenere le notizie di cui avevano bisogno.

La fabbrica nella quale lavorava il papà di Leandro era una ferriera. Il ferrovecchio veniva fuso e veniva prodotto ferro “nuovo”. Erano quindi i rottami di ferro la materia prima della fabbrica.

Come il papà di Leandro seppe che l’operaio era stato prelevato, si precipitò a Genova nella casa dello studente. Grazie al fatto che conosceva la lingua, poteva senza mezzi termini ma educatamente chiedere di parlare con qualcuno dei superiori. Fu introdotto in un ufficio e gli dissero di attendere. Nell’ufficio c’era un tedesco che controllava, per conto suo, varie scartoffie. Era tutto perfettamente tranquillo quando, a un certo punto si sentì uno sparo. Mario, il papà di Leandro, impallidì; il tedesco alla scrivania si fermò nell’attesa di sapere cosa fosse successo. Bisogna dire che il papà Mario sapeva perfettamente che poteva benissimo accadere di non uscire vivo da quella casa. Fece finta di niente e rimase fermissimo in attesa degli eventi studiando naturalmente l’eventuale possibile via di fuga.

Colpo di scena. Arrivò trafelata con un sospiro di sollievo una signorina, un’impiegata tedesca che disse, in tedesco al tedesco: “È caduta una scala!”.

Mario pensò: “Per il momento la vita è salva.”

Finalmente un superiore delle SS arrivò da Mario coll’operaio. La vita di quell’operaio era veramente in bilico; erano i tempi dei partigiani che rompevano abbastanza le scatole alla Wermacht.

A questo punto, con autorità e quasi da arrabbiato come se fosse stato disturbato da un lavoro più importante, Mario si rivolse all’operaio e gli chiese: “Dove ha trovato quella pistola? Era nel rottame di ferro?”

“Certo” rispose, tremante l’operaio.

“E allora glielo dica. Dica la verità. Che bisogno c’è di farla così tragica.” Poi rivolgendosi in tedesco all’SS: “L’ha trovata nel rottame e l’ha messa nello stipetto per consegnarla ai superiori”. Il tedesco accettò la tesi e l’operaio ritrovò la libertà.

Qualcuno potrebbe dire: “Ma che ingenuità quei tedeschi!”. Il fatto importante è che Mario seppe essere autoritario e apparentemente arrabbiato anche se in quel momento se la sarebbe fatta volentieri addosso.

Ma questa non fu l’unica volta in cui mio padre letteralmente salvò la vita dei suoi operai, cioè degli operai della fabbrica che lui dirigeva. Comunque, perché vi ho portato questo passo? Perché, per esempio in questo caso, è chiaro come le terribili SS riuscivano anche ad ascoltare e ad accettare ragionamenti. Non intendo assolutamente convalidare l’operato di certi tedeschi.”

Ingenua: “Che cose interessanti e terribili ci racconti. Dovresti raccontarci ancora di tuo papà.

Alessandro: “Grazie cara… ci vuole troppo tempo; un’altra volta. Ricordamelo.”

 L’Albero: “Ci sarebbero ancora da fare due considerazioni. La prima, che ci furono nella storia due casi analoghi in cui si passò dalla dittatura alla democrazia senza uccidere… e alludo a Spagna e Portogallo, la seconda che, nell’Italia del nord-est, non solo certi “partigiani” uccisero per “liberare” l’Italia, ma, si ammazzarono fra di loro, perché non d’accordo su quanto avrebbe dovuto accadere territorialmente una volta arrivati alla cosiddetta pace.”

Alessandro: “Alludi all’Eccidio di Porzûs?”

L’Albero: “Sì, proprio a quella terribile strage.

Alberone: “Anche qui il discorso potrebbe essere lungo. Dovremo parlarne un’altra volta. Sì, in quell’occasione ci fu un importante coinvolgimento della futura Jugoslavia e, da quanto ho potuto captare, dei comunisti italiani.

L’Albero: “Sì, in quel frangente i comunisti italiani facevano una specie di doppio gioco. Volevano governare l’Italia ma prendevano ordini da Mosca. Non si dimentichi che, molto probabilmente, da quanto credo di aver captato, l’Umano Togliatti era cittadino dell’UNIONE SOVIETICA.”

Alessandro: “Sì, credo proprio di sì. Ora vi saluto… devo proprio andare. Ciao a tutti.”

Ingenua: “Ciao Alessandro.”

L’Albero e Alberone: “A presto.”

Read Full Post »

Older Posts »