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Archive for the ‘Umani’ Category

Ieri, proprio ieri, ma, avrebbe potuto essere anche avant’ieri… o forse no, comunque sia era un momento di un giorno e mi son trovato, proprio quando andavo, assolutamente nongiulivo dal dentista, a mettere i miei occhi su questo cartello :

TENERE I CANI AL GUINZAGLIO.

Naturalmente l’ho fotografato, altrimenti non potrei farvelo vedere. Non è male, è chiaro e, col guinzaglio ben in evidenza, fa capire come si deve fare. Come si dovrebbe per rispetto verso gli altri, sarebbe già chiaro, però, coi tempi che corrono quando il vocabolo « rispetto » sembra troppo spesso dimenticato, il cartello lo ricorda.

Quindi, bisogna tenere i cani al guinzaglio affinché non facciano danni o non spaventino. Sembra giusto, specialmente per i soggetti giovani che ancora non hanno ricevuto l’addestramento sufficiente e non sono ancora sufficientemente istruiti.

Appunto l’istruzione è importante… a tutti i livelli… naturalmente anche se si deve fare un lavoro ; sì, perché anche i cani vengono alle volte istruiti per dei lavori importanti… basta prendere in considerazione due categorie di cani che necessitano di addestramento intensivo ed istruzione.

I cani per ciechi… cani che, dopo istruzione ed addestramento finiscono per dedicare tutta la vita al servizio di una persona. Ho visto qualche volta per caso uno di questi cani ; sembra essersi annullato per servire il padrone cieco al quale è stato affidato… quasi commovente.

Ci sono poi i cani che trovano la droga. Questi cani non commuovono per la loro dedizione, ma sorprendono quando li si vede « lavorare ». Hanno messo il loro naso alle dipendenze dell’uomo che li ha condizionati a « fiutare » solo la droga. Chissà se, quando li fanno lavorare, hanno il diritto di fiutare anche ciò che piace a loro. Forse sì, ma senza poterlo inseguire.

Fa parte delle UMANE COSE poter sperare di riuscire a inseguire ciò che piace.

Fu proprio in occasione di quella volta che mi son trovato a seguire ciò che mi piaceva… a Oslo… che vidi questa simpatica scultura… un cane… che si consiglia di tenere al guinzaglio.

OSLO – SCULTURA DEL CANE CHE DEVE ESSERE TENUTO AL GUINZAGLIO.

OSLO – SCULTURA DEL CANE CHE DEVE ESSERE TENUTO AL GUINZAGLIO.

 

È interessante il fatto che gli Umani addestrano e istruiscono gli animali… anche e in particolare quelli deputati a far qualcosa di importante.

I CANI SONO DEPUTATI… E I NOSTRI DEPUTATI ?

 

Sembra un gioco di parole… ma non lo è.

I nostri Deputati ?

Beh loro vengono eletti da chi s’è trovato a credere a certe promesse. Se la promessa sembra eccezionale… allora arrivano i voti eccezionali e si finisce col trovarsi a guidare un Paese.

Ma per « guidare » ci vuole la patente… forse anche per esercitare il diritto di voto ?

No… per votare non ci vuole la patente, e neppure per governare.

Penso però che, a certi livelli, quando qualcuno abbaia arrogantemente un po’ troppo o dimostra che all’esame di quella patente sarebbe stato bocciato…

…UN BEL GUINZAGLIO.

MENO SOFFERENZE GRATUITE?

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Registrazione dell’11 gennaio 2019

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

Panchina Petulante : « Buon giorno, anzi Buona sera Alessandro, ti sei di nuovo degnato di venirci a trovare ? Così all’imbrunire ? Scherzo… è tanto il piacere di vederti.»

PANCHINA PETULANTE

Alessandro : « Sono stato via… in Italia… a Genova a festeggiare il Natale con un po’ di parenti. »

Panchina Ingenua : « Ciao Alessandro… quanto sono contenta di vederti. Scaldo bene i legni così puoi venire a sederti qui. Sapessi quanto mi fa piacere sapere che fra poco sentirò la vibrazione delle tue chiappe… »

Alessandro : « Calma ragazze. Lasciatemi abbracciare il tronco de l’Albero… il nostro grande amico… sicuramente l’avete svegliato, ma penso che ci scuserà… e poi, svegliarsi ogni tanto non fa male. »

IL TRONCO DE L’ALBERO

L’Albero : « Certamente che sono sveglio. Ma è un piacere essere svegliato da te amico mio… che manchi da molto tempo. »

Alessandro : « Ti abbraccio… il tuo possente tronco manda piacevoli onde energetiche… Ecco, ora posso andare a sedermi su Ingenua.

Cara Ingenua, hai riscaldato proprio bene i tuoi legni… grazie. »

Ingenua : « Lo sai Alessandro che ti voglio bene. Mi piacerebbe poterti abbracciare come tu hai abbracciato il nostro amico dormiente. Ora che ha buttato tutte le sue foglie… non possiamo più parlare… o raramente come ora. »

Alessandro : « D’altra parte la natura la vuole così. »

L’Albero : « Ma tu, Alessandro sei sempre stato a Genova ? »

L’ALBERO ALL’IMBRUNIREi

Alessandro : « A Genova solo di passaggio… sono rimasto in Liguria nella Riviera di Ponente… era così bel tempo e temperature miti.

Ora vi faccio vedere una foto che ho fatto in Liguria. Cosa vi sembra ?»

LA CACCA DI CANE

L’Albero, Petulante e Ingenua… all’unisono : « Ma questa è cacca ! Ma cosa cavolo ci fai vedere ?»

Alessandro : « Giusto. L’altra mattina in Liguria, stavo tranquillamente rincasando, quando, guardando in basso dove stavo per mettere i piedi notai qualcosa di importantissimo ma… al posto sbagliato… sbagliatissimo.

Pensai di fotografarlo e, contemporaneamente mi sovvenne che, quando facevo il medico a modo un po’ mio, nel senso che non seguivo la Medicina Accademica, mi trovai ogni tanto a dover “aiutare” persone sofferenti di depressione… che parola terribile e inflazionata! »

Petulante : « Cosa facevi, o cosa dicevi ? »

Alessandro : « Non ufficialmente, ma con un pizzico di giusta ironia, mi trovai a prendere in considerazione che, la maggior parte delle persone che camminano a testa bassa, sono o con problemi alla colonna cervicale, o sono giù di corda (termine benevolo per non nominare la depressione) o non desiderano mettere i piedi sulle cacche dei cani. »

L’Albero : « Quindi, se tu non hai pestato quella cacca è grazie al fatto che camminavi a testa bassa ? »

Alessandro : « Esatto. Stiamo per mettere a fuoco l’argomento… sì, proprio quello… quello della cacca dei cani. La cacca dei cani, e anche quella degli Umani, è un argomento importantissimo; sì, perché è indispensabile che al momento giusto possa raggiungere l’esterno. »

L’Albero : « Quella dei cani è molto legata agli Umani… specialmente nelle vostre città… non deve essere abbandonata nel punto nel quale ha raggiunto l’esterno. Non deve essere come hai potuto fotografarla. »

Alessandro : « Non è che io abbia gioito nel renderla visibile agli occhi del mondo, come sta accadendo in questo momento… proprio no.

Mi son trovato obbligato a fare due semplici considerazioni.

Una considerazione può avere un addentellato col perché più importante del mio blog che vorrebbe combattere, o, per lo meno mettere a fuoco determinate “sofferenze gratuite” del mondo nel quale ci troviamo a vivere. »

Ingenua : « Ma quale sarebbe la sofferenza? Io già soffro se un cane viene a passeggiare su di me; spero sempre che non faccia sui miei legni quello che fa, alzando la zampa, sul tronco dei nostri amici alberi… ma loro ci sono abituati. »

Alessandro : « Ti rispondo che, oltre al fatto che la cacca è sempre sporca, sterilizzabile sì ma sempre sporca, e la sporcizia non va bene, raramente chi cammina controlla per benino dove mette il piede, per cui il calpestare la cacca del cane porta sofferenza… anche perché chi calpesta o striscia può strisciare a tal punto per cui quello strisciare scivoloso e terribile lo può portare ad appoggiare più o meno delicatamente le proprie chiappe proprio in quel punto dove pochi istanti prima il tacco della scarpa dopo lo striscio… scivolò.

È chiaro come la sofferenza ha varie gradazioni… finché è l’occhio a soffrire non è grave, ma, quando a soffrire è il deretano… anche a causa della contusione sul selciato… non solo la puzza, ma anche il dolore fisico e spirituale permettono di raggiungere la gradazione massima di sofferenza… e lascio a voi e alla vostra esperienza, se ne avete, quale potrebbe essere la reazione vocale. »

L’Albero: «Non te la devi prendere coll’animale… lui fa semplicemente quello che gli dice la sua fisiologica necessità. Te la devi prendere con gli Umani. »

Alessandro : « Sì, sì, proprio quelli. È l’altra considerazione che obbligatoriamente devo fare e che mi porta, non tanto al quadrupede che ha abbandonato sul selciato quanto l’organismo ha pensato bene di espellere, quanto a quell’animale che considerato dai più ragionevole, se aveva il quadrupede al guinzaglio, s’è guardato bene dal “soppesare” con la propria mente la necessità di ripulire quell’angolino di terreno comunale… di tutti. Se non aveva il quadrupede al guinzaglio è doppiamente da commiserare. »

Petulante : « Ma quelli, proprio quelli non conoscono l’intervento della parola rispetto o educazione… come quelle persone, Umani naturalmente, che passano qui vicino in macchina con la musica « a manetta », i finestrini aperti e inondano tutta la zona di quel rumore che chiamano musica. Se le auto sono in coda, il frastuono dura di più e dà più fastidio. »

L’Albero : « Quella bella cacca che tu hai fotografato, è rimasta così, o, stando alla tua descrizione ha subito lo striscio di qualche Umano ? »

Alessandro: «Esattamente il giorno dopo mi è stato possibile andare a verificare cos’era accaduto di quelle feci… che, tra l’altro, non hanno alcuna utilità. Ho potuto notare che sono state solo calpestate… non strisciate. Quell’Umano disattento s’è limitato ad un lieve calpestio.

Le feci calpestate… non strisciate.

Ingenua : « Da quello che hai appena detto credo di aver compreso che esistono delle cacche utili… è così ? »

Alessandro : « Hai compreso giusto. Un tempo, quando ancora gli equini trainavano carri in città… li ricordo a Genova, la strada rimaneva qua e là “seminata” di robusti agglomerati di cavalline feci che, qualche volta, producevano la gioia di certi coltivatori di genuini orti. C’è poi la cacca di certi uccelli, che non è più cacca ma diventa guano… che va per la maggiore. »

L’Albero : « Da qui, mi sembra che il numero dei cani circolante sia aumentato… molti cani piccoli. »

Alessandro : « Credo anch’io. Negli ultimi anni, s’è creata in me l’impressione che il numero di cani circolanti sia aumentato; sembra infatti che nei supermercati il reparto di mangerecci per animali domestici sia piuttosto abbondante. Molti Umani hanno fame, ma ai nostri animali non si fa mancar nulla. »

Petulante : « Ma tu ce l’hai coi cani ? »

Alessandro : « Non ce l’ho assolutamente coi cani e… neppure coi gatti. Ce l’ho con quei proprietari di animali quadrupedi abbaianti che, quando vanno a spasso, non portano il dovuto rispetto verso ciò che li circonda. Semplicemente dovrebbero tener presente che non ci sono solo loro e che, anche se a loro può sembrare strano, ci sono persone che hanno il terrore dei cani. »

Petulante : « Però, di Umani che odiano i cani, ce ne sono molti… o no ? »

Alessandro : « Non direi. Purtroppo ci sono anche gli eccessi, come quello che ho visto su GenovaQuotidiana… guardate un po’. »

Da “GenovaQuotidiana”

L’Albero: «Ma è terribile. »

Alessandro : « Sì, certe cose mi fanno indignare. »

L’Albero : « Ma, come fate voi Umani ad essere così malvagi ? In questo caso la malvagità è nei riguardi di un animale, ma, nella vita di tutti i giorni, sembra quasi che, dal momento del risveglio il vostro pensiero « macini » solo per far del male a qualcuno. Naturalmente non tu amico mio e… non tutti gli Umani… ma molti… troppi. »

Alessandro : « Purtroppo gli egoismi e la sete di potere… Non pensiamoci troppo. Speriamo di poter avere un bel 2019.  Vi saluto… devo andare. Ciao Ingenua, grazie del tuo calore.»

L’Albero e Petulante : « Torna presto a trovarci. »

 

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Registrazione del 2 novembre 2018

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

L’Albero: “Caro Alessandro, che piacere vederti. Cosa hai fatto in tutto questo tempo?”

Alessandro: “Niente di speciale. Ho avuto molte cose a cui pensare… anche al fatto che mi sto accorgendo di essere un po’ vecchio davvero… sì, sì, proprio così. E tu, vedo che cinci a perdere il tuo bel verde… cominci a prepararti per l’Inverno.”

L’Albero, oggi 2 novembre 2018, comincia appena appena ad ingiallire.

L’Albero: “Per te importante è lo spirito. Sì, mi sto preparando al sonno invernale.”

Panchina Ingenua: “Sì, lo sento anch’io dalle tue chiappe che il tuo spirito è buono. Ti vieni a sedere? Ti abbraccerei… ma non posso; però i miei legni sono per te diventati quasi morbidi… solo per te.”

Alessandro: “Cara Petulante, non cambierai mai. Devo dire che si sta bene. Brava.”

L’Albero: “Abbiamo sentito che in Italia ci sono stati dei disastri terribili… anche e particolarmente nella tua Liguria. Tu hai ancora dei parenti a Genova?”

Panchina Petulante: “Buongiorno Alessandro… sì, abbiamo sentito; è stato terribile.”

L’Albero: “Anche qui il vento non ha mica scherzato. Mi ha portato via un po’ di foglie e rami… la Primavera prossima provvederò a rimpiazzare tutto. Ora caro Alessandro raccontaci un po’ cosa sai della tua Liguria.”

Alessandro: “Come siete gentili… quasi affettuosi. Sì, ho ancora dei parenti a Genova e vicino a Genova. Loro non hanno avuto danni, salvo la caduta di olive da alberi in un terreno non lontano dalla città. Un altro mio parente che possiede un centinaio di alberi di olive pronte per il frantoio, ha dovuto soffrire vedendole in buona parte strappate via dalla furia del vento… e pensare che si trova in provincia di Imperia dove l’olio d’oliva è sopraffino.”

L’Albero: “Mi dispiace moltissimo per quel tuo parente. Noi alberi “lavoriamo” anche molto per voi Umani… e so per certo che i miei colleghi ulivi godono immensamente quando possono offrirvi degli ottimi frutti. Tutto potrà riprendersi; l’importante è che voi Umani dovreste rispettare un po’ di più la natura che vi circonda. Sì, perché voi Umani siete un po’ birichini e, se un albero vi arriva in testa, potrebbe darsi che sia malato perché gli avete avvelenato l’aria.”

Alessandro: “ Lo so, lo so. Basta prendere in considerazione l’uso sconsiderato della plastica.”

L’Albero: “L’uso sconsiderato della plastica è un esempio che dimostra per l’ennesima volta che il Genere Umano è difettoso. Anche l’immensa considerazione del PIL è una dimostrazione dell’esistenza di voi difettati.”

Petulante: “Ma cosa dici caro nostro Albero? Il PIL dimostra le condizioni di benessere o meno di una popolazione… o di una Nazione; dove sarebbe il difetto di cui tu vorresti parlare?

L’Albero: “Le recenti tempeste che hanno messo in ginocchio alcune parti d’Italia potrebbero essere una dimostrazione di quello che vi sto dicendo. Cercate ora di seguire il mio ragionamento.

Il PIL è sempre sotto osservazione. Ogni Nazione, almeno dalle nostre parti, vuole che cresca. Se, per esempio, tanti automobilisti si mettono in marcia, ci sarà un maggior consumo di carburante… e allora il PIL crescerà; se tutti gli automobilisti se ne stanno un po’ di tempo in coda e viaggiano molto lentamente, consumeranno una quantità maggiore di carburante e il PIL crescerà ulteriormente… quindi dipende dai consumi. Se, facendo un altro esempio, in una determinata località tutti avessero un orticello e non dovessero andare lontano per raggiungere il posto di lavoro e, utilizzassero tutti i mezzi pubblici, il PIL crescerebbe poco… e crescerebbe ancor meno se tutti o quasi tutti, oltre ad avere l’orticello avessero anche qualche gallina e, in cooperativa qualche mucca e qualche maiale.

Quindi, se si consuma in modo “ufficiale” il PIL va su, in caso contrario, il PIL non sale o, addirittura scende. Quando scende, nel nostro caso, la popolazione vive più serenamente.

Ingenua: “Queste cose le sappiamo… si chiama anche “Auspicata decrescita”… più o meno. Dov’è il nesso logico fra il difettato Genere Umano e i recenti terribili fatti avvenuti in Italia e, tanto per poter concentrare il discorso, in Liguria… terra del mio amico Alessandro… del quale sento con gioia le calde chiappe?

L’Albero: “Se tu avessi un pizzico di pazienza…

Appunto recentissimamente, una buona parte della costa ligure è stata disastrata; a Rapallo i marosi hanno fatto sgretolare la diga del porto; più o meno la stessa cosa è accaduta a Santa Margherita… molte imbarcazioni sono andate distrutte. Inoltre, la strada litoranea che da Santa Margherita Ligure portava a Portofino… non c’è, per buona parte, più.

Naturalmente, dopo i primi momenti in cui tutti si danno da fare e nessuno chiede niente, entra in azione la “ricostruzione”. Per quanto riguarda le barche si cerca di salvare il salvabile, ma, dopo questa prima fase nella quale verranno chiamate in causa anche le assicurazioni, ogni proprietario di barca cercherà di ripararla o di comprarne un’altra e, per quanto riguarda il porto turistico, verrà costruita un’altra diga… più robusta; e poi, non solo ci si darà da fare per ripristinare i collegamenti con Portofino, ma dovrà essere ricostruita la strada.

Ecco che, per fare tutte queste cose, dovranno lavorare, dapprima i cantieri navali, poi chi dovrà progettare le ricostruzioni di dighe e strade… e poi le maestranze per ricostruire… oltre ad attrezzature e materiali. Se poi si guardano un po’ le foto della strada martoriata che va a Portofino, si possono vedere molti cavi e tubi che, dovranno essere ripristinati o sostituiti da maestranze specializzate. In poche parole, solo quello che è accaduto nel Tigullio darà molto lavoro a tante persone, e allora, cosa succederà?

Ingenua: “ Ho capito… ora ho capito. Succederà che il PIL salirà… grazie al terribile fatto che tanta gente è stata male e ha sofferto.”

L’Albero: “Bravissima… vedo che sono riuscito a spiegarmi e tu hai anche compreso che il PIL salirà come conseguenza di una calamità naturale. Ora, io ho preso in considerazione una piccola porzione di territorio della Repubblica Italiana, ma, se si pensa che quasi dappertutto in Italia ci sono stati “disturbi e danni” causati da piogge e vento, è chiaro che in molte Regioni si dovrà lavorare e spendere soldi per rimettere in ordine la situazione. Se poi si aggiungono le incurie degli Umani che si sono dimenticati che si potrebbe prevenire… anziché curare, il PIL potrà crescere ancora di più.”

Petulante: “Scusate, ma, mi viene da ridere perché penso a quello che potrà succedere.”

L’Albero: “Sarebbe a dire?”

Petulante: “Potrà succedere che se il PIL, questo benedetto PIL, effettivamente salirà, anche di poco… anche più di quanto prevedono gli “Economisti”, gli Umani che sono o saranno al Governo, gongoleranno e penseranno di essere stati bravi.”

L’Albero: “Il tuo pensiero e il tuo sorridere sono molto validi… tanto più che hai menzionato gli Economisti… Questi Umani, io ancora non li ho capiti. Sono pagati per prevedere e non prevedono quasi mai qualcosa di intelligente. Ma tu Alessandro, non dici niente? Te ne stai lì zitto zitto.”

Alessandro: “Cosa vuoi che dica. Meglio star zitti. State dimostrando i limiti degli Umani e delle umane cose… e pensare che troppi Umani fanno la voce grossa e pensano di essere dei piccoli padreterni!”

L’Albero: “Ma noi non vogliamo parlar male di nessuno… anche se a noi alberi capita spesso di dover soffrire a causa della vostra incuria.”

Ingenua: “È vero caro nostro Albero. Qui noi ti proteggiamo quanto possiamo.”

L’Albero: “Grazie cara. Caro Alessandro, volevo chiederti se hai dei riscontri filatelici di Portofino… tu che ti sei sempre dilettato coi francobolli”

Alessandro: “Sì, un francobollo del 1974… uno dei primi francobolli delle Poste Italiane circa località “notevoli” d’Italia. Quel francobollo uscì assieme a quello di Gradara. Ve lo presento:

Francobollo del 1974

 

Non è speciale… però ci presenta una località veramente unica. Non solo l’insenatura naturale, ma le case del borgo… uniche. Vi presento anche il timbro che accompagnò questo francobollo.”

TIMBRO DI PORTOFINO

L’Albero: “Ma tu Alessandro sei già stato da quelle parti?”

 

 

Alessandro: “Certamente. Più di una volta. Ai tempi, quando ero veramente giovane, il Tigullio era una méta domenicale dei genovesi. Ora vi mostro un pezzo della strada completamente distrutta:

 

Da GenovaQuotidiana

 

Si vede la strada… che non c’è più, però si vede anche uno scoglio con un pino… un tuo collega caro Albero.

Te lo faccio vedere anche in una foto ripresa dal mare dal mare:

Da IL SECOLO XIX. Il pino de la Carega.

 Ebbene questo alberello che, chissà per quale ragione è riuscito a crescere su quello scoglio, ha resistito a onde alte più di 10 metri; ha resistito a quelle onde che hanno spazzato via la strada. È diventato un simbolo per i liguri del posto.”

L’Albero: “Fantastico il mio collega. Chissà com’è stato male! Piango però per tutti i colleghi miei distrutti dalle intemperie in Veneto e nel Trentino.”

Alessandro: “Sì, veramente difficile da credere quanti alberi abbiano perso la vita.”

Petulante e Ingenua: “Molti continueranno a vivere… come noi… veniamo da alberi… e siamo vive e contente di poter essere utili alle chiappe di voi Umani… anche se qualche volta…”

L’Albero: “…anche se qualche volta…”

Petulante e Ingenua: “Sì, qualche volta abbiamo a che fare con degli Umani così maleducati…”

Alessandro: “Ora devo andarmene… ma tornerò presto. Vi abbraccio.”

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao… e, salutaci tua moglie.”

 

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Questo è quanto ho potuto leggere sul corriere… con questa fotografia.

Corriere

Effettivamente è molto interessante e incomprensibile come un iceberg possa presentarsi squadrato in quel modo. Non so e non mi è dato sapere dove è sta fatta la foto… e, sinceramente non m’interessa perché viene fatto del sensazionalismo per qualcosa che forse non lo è e che vuol farci essere ossequienti verso chi detiene il potere… in questo caso la NASA.

Ma perché tutto questo discorso?

Semplicissimo, perché, proprio nel 2015, quindi esattamente 3 anni fa, mi son trovato a fotografare qualcosa del genere, ma, non solo un pezzettino come la foto del Corriere, ma, in un certo senso, completo.

Sono diventato vecchio e, mi diverto sempre di più, nel senso che mi trovo a sorridere, nel dovermi rendere conto che chi ci governa insiste nel tentativo di inculcarci l’esistenza, da parte di “loro”, di un comportamento piuttosto unico destinato a proteggerci dalle calamità naturali e dai vicini (o lontani) molesti e portatori di disgrazie. Contemporaneamente, potremmo dire sottobanco, continuano a permettere, per esempio, la produzione di oggetti pericolosi, detti volgarmente armi, che saranno venduti per l’impinguamento di chi già è grasso. Sempre contemporaneamente, non si muovono in modo sistematico per il territorio dove “vive” il popolo e lasciano il cosiddetto “dissesto idrogeologico” alla mercé delle bombe d’acqua… sempre più frequenti e catastrofiche.

Loro, sempre loro, direbbero che il dissesto e i “Servizi” malfunzionanti, non potranno essere messi “in ordine” perché mancano i “soldoni”.

Ma perché, almeno per noi italiani, mancano?

Perché la malvagia Europa non ce li dà… o non ci permette di spendere quelli che ci sono… o per altri motivi sempre collegati all’Europa che vuole o non vuole.

Francobollo del 1981

Si sa che i francobolli possono anche raccontarci qualcosa. Ebbene, per quanto riguarda i “dissesti”, ne parlò già un francobollo da 80 lire nel 1981, poi, nel 1995, un altro francobollo con sovrapprezzo ci disse che esistono le alluvioni … dopo quello dell’alessandrino. È chiaro e garantito che non si può prevedere e prevenire tutto, ma, se si spendessero sistematicamente un po’ di pecunia per il terreno della Patria, forse, quando la pioggia arriva torrenziale, i danni sarebbero limitati… o non ci sarebbero per niente.

PRO ALLUVIONATI del 1995

 

I Servizi… ma cosa sono questi benedetti servizi?

Tutto ciò di cui la popolazione ha diritto dopo aver pagato le tasse… dalla scuola ai treni passando attraverso le aule dei tribunali.

Se i servizi non funzionano è la conseguenza dell’evasione fiscale e magari pure dei capitali trasportati all’estero?

Sembrerebbe proprio così… almeno ce lo vogliono far credere.

Quindi, mancano i soldi perché non tutti i cittadini pagano le tasse o portano i soldi alle Isole Cayman e allora…

cadono i soffitti delle aule scolastiche,

le case per i terremotati non arrivano… e se arrivano fanno acqua,

la corrispondenza viene recapitata quando capita,

i tribunali lavorano a singhiozzo e le cause hanno tempi lunghi,

i gabinetti dei treni sono difettosi o sporchi e…

muore tanta gente… proprio quella che in quel momento si trovava su quel ponte autostradale “difettoso”.

O è il Genere Umano difettoso?

Dicevo che son diventato vecchio…

ho visto la guerra,

i bombardamenti anglo-americani,

la Repubblica di Salò,

il referendum per il regno o la repubblica,

tanti manifesti inneggianti al Partito Comunista Italiano e altrettanti inneggianti alla Democrazia Italiana,

VERDEAZZURRONOTIZIE

Gino Bartali che salva l’Italia da una rivoluzione,

le camionette della Polizia incendiate in quel di Genova perché il congresso di un legittimo partito dava fastidio ai portuali… e non solo,

tanti Governi sempre pronti a fare riforme,

la Lega Nord che sputa su Roma ladrona,

Governanti non eletti dal popolo… e molto altro… fra cui ciò che è accaduto negli ultimi anni.

Ho studiato in Italia, ma l’ho lasciata il giorno dopo la laurea perché, come scrissi sul mio libro:

Una Nazione che non paga, o permette che non venga pagato chi lavora, non dovrebbe essere degna di rimanere al cospetto della civiltà.

Ritornai, ma fui “costretto” a ripartire a causa di certe istituzioni nazionali violente, grette e irrispettose.

Ho avuto la fortuna di diventare vecchio e di poterla raccontare. Oggi sono obbligato a sorridere, o piangere?, di fronte al mentecattismo di Governanti che “lavorano” per il popolo (!) dimenticandosi delle vere esigenze della popolazione.

Mi son permesso di enunciare per sommi capi alcune delle vere esigenze… e “quelle farebbero la tanto decantata “crescita” perché permetterebbero di “lavorare”. Permetterebbero di “fare” a chi veramente vuol “fare” senza la necessità di essere “furbi o furbetti”.

Lo so, sembra ch’io abbia inventato l’acqua calda, ma perché non si trova la forza di mettere da parte gli innumerevoli “travet” della burocrazia che sfoderando “la legge” non permettono di “fare” a chi vorrebbe fare?

Tutto è partito da un pezzo di ghiaccio ben squadrato e misterioso… che solo la NASA sarebbe riuscita a trovare e ora ce lo fa vedere. Perché “loro”, solo loro ci sanno fare e noi dobbiamo essere ossequienti.

Forse oggi c’è qui da noi “Qualcuno” che vuol produrre dei cambiamenti… e forse è vero. Perbacco, lasciamoglielo fare… Perché quelli che si sono installati a Bruxelles e a Strasburgo dietro a una scrivania e un microfono per paura di perdere la scrivania e il microfono mettono i bastoni nelle ruote paventando la povertà di tutti?

Non voglio e non potrei sostituirmi a chi ci governa, ma, anche se è spesso amaro, continuo a sorridere. Penso che non ci vorrebbe molto a collegare il cervello… non proprio del tutto, ma un pochino… poco poco… e il Genere Umano si troverebbe ad essere un po’ meno difettoso.

Eccola la mia foto:

ICEBERG

È bello… o no? questo pezzo di ghiaccio che Madre Natura mi ha permesso di fotografare?

Ma non è più bello di quello della NASA?

Forse qualcuno si chiederà dove sono andato a trovarlo. Forse un giorno ve lo dirò, ma non oggi.

 

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I GOVERNANTI… e i magistrati.

 Registrazione del 3 settembre 2018

Personaggi:
Alessandro, L’Albero,  Panchina Petulante e Panchina Ingenua.

 

Alessandro: Buon Giorno a tutti voi.”

L’Albero:  “Buon Giorno a te Alessandro; che bello vederti così presto. Penso però che tu voglia discutere con noi per qualcosa che ti sta piuttosto a cuore.”

Alessandro: “Non è proprio così, ma quasi. Intanto mi siedo su Ingenua e saluto Petulante.”

Panchine Petulante e Ingenua: “Ciao caro Alessandro.”

Alessandro: “Come dicevamo l’altro giorno sembra che un grosso problema, di difficilissima soluzione, sia quello dei Migranti. Tu Petulante mi chiedesti se mi sembrava giusto che venisse impedito a tanti poveretti di raggiungere l’Europa. Quelli che tu definisti “poveretti” sono in buona parte dei disgraziati che, stando a quello che raccontano, finché rimangono in territorio libico vengo seviziati e torturati… in ogni caso, terribilmente maltrattati, cosa che non dovrebbe accadere nel 2018.”

L’Albero: “Eppure accade anche in quelle nazioni che si considerano civilizzate.”

Alessandro: “Lo so. È questo il punto. Rimaniamo in Libia da dove certi poveretti vengono in vari modi trattati in modo disumano.”

Petulante: “Appunto caro Alessandro… come si fa ad abbandonare certa gente in mano a personaggi così malvagi e senza cuore? L’Europa deve fare qualcosa… non ti pare?”

L’Albero: “Non credo che si possa chiedere troppo all’Europa, non foss’altro che per il fatto che, come vera Unione, non esiste. In Europa c’era, molto tempo fa “La Società delle Nazioni”… aveva sede a Ginevra. Era stata fondata nel 1919 e, fra l’altro Il suo principale impegno era quello di prevenire le guerre, sia attraverso la gestione diplomatica dei conflitti sia attraverso il controllo degli armamenti. Non mi sembra che gli Umani di quei tempi siano riusciti nel loro intento, tant’è vero che un po’ di anni dopo ci fu una guerra veramente devastante. Forse fu un fallimento, ma, agli Umani piace chiacchierare a vuoto, litigare, consumare inutilmente importanti risorse e ammazzarsi a vicenda.

La Société des Nations a Ginevra (da Wikipedia)

Voi Umani non date alcun valore al singolo individuo… perché se ci sono dei morti, l’importante che non siano tanti. D’altra parte, da quando esiste il mondo, vi piace ammazzarvi. Cominciò Caino e continuate voi in questo secolo appena cominciato È un fatto però che dopo i tantissimi morti della Seconda Guerra Mondiale, si pensò di rimettere in sesto, e ancor più alla grande, questa unione di popoli che avrebbero fatto di tutto per evitare conflitti e morti. Gli Umani costruirono un bel grattacielo a New York… forse scelsero New York perché là erano pratici… ovvero erano abituati a costruire grattacieli; lo chiamarono “Palazzo di Vetro” e l’organizzazione di Umani ONU (o UNO). Tutti, o quasi tutti i Paesi del Mondo vi erano rappresentati, ma i conflitti continuarono… anche se in qualche parte del Mondo le truppe di questa organizzazione, dette CASCHI BLU, aiutarono certa gente a non “picchiarsi”. Gli Umani delle nazioni più grosse utilizzarono questo ambiente per far la voce grossa davanti a tutti, ma, se ebbero e hanno voglia di fare la guerra la fecero e la fanno lo stesso.”

LA BANDIERA DELL’ONU

Ingenua: “Ma cosa vorresti dire caro Albero che l’ONU non serve a niente?… e che non serve a impedire agli Umani di farsi la guerra?”

L’Albero: “No, non voglio dire quello, però gli Umani dell’ONU non sono stati tanto in gamba; potrebbero esserlo un pochino se, per esempio in Libia, obbligassero i libici a farsi un Governo come si deve, la smettessero di ammazzarsi fra di loro e non permettessero le “vigliaccate” che fanno verso quegli illusi che qui arrivano da tutta l’Africa… e non solo, per essere trasportati in Europa.”

Ingenua: “Ma come fanno quelli dell’ONU a far star buoni tutti quegli stati che sono interessati al Petrolio della Libia? Quelli che s’interessano alla Libia, sono interessati alle ricchezze della Libia, non al benessere dei libici e degli africani. Da secoli certi Europei hanno saccheggiato l’Africa… e non solo, ora vogliono continuare a farlo… ma in modo diverso.”

L’Albero: “Non sei mica poi tanto ingenua tu. Purtroppo hai ragione. La componente tragica di tutto questo è che certi Umani, quelli che abbiamo considerato “poveretti”, arrivano male in Europa dopo aver regalato un mucchio di dollari a certe guide soprannominate “scafisti”. Arrivati poi in Europa non sanno più da che parte voltarsi; non riescono ad andare dove vorrebbero o, anziché “vegetare”, sopravvivono rubando e spacciando o gestendo la prostituzione o… .”

Petulante: “Ma ora sembra che sia ancora peggio in Libia. C’è stata una persona che, per leggere il giornale ha messo le sue chiappe su di me. Ho sbirciato e ho visto che, proprio in Libia, i libici stanno esercitando al massimo lo sport dell’ammazzarsi… per il potere. Non capisco quale gusto ci sia nel “comandare”… far fare agli altri… sentirsi importante… essere circondati da “lecchini”… ecc. Ma non hanno ancora capito gli Umani che, se usano la violenza, dopo la parabola ascendente, può esserci quella violentissima discendente? Comandare può essere valido, ma arrivarci senza violenza perché si hanno delle buone capacità e ci si prende la responsabilità per il bene del Prossimo (con la P maiuscola).”

L’Albero: “Ma lo sai cara Petulante che non dici nulla di nuovo? C’è di nuovo però che, quell’ONU di cui abbiamo parlato male poco fa, ha convocato un vertice d’emergenza. Testualmente: “Sulla base delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e dell’offerta del Segretario generale delle Nazioni Unite di mediare e di rispondere alle richieste delle varie parti, compreso il governo di accordo nazionale riconosciuto a livello internazionale, Unsmil invita le varie parti interessate a un incontro allargato.”

PANCHINA INGENUA

Ingenua: “E tu come fai a saperlo?”

L’Albero: “Me l’ha comunicato un mio collega che “vive” proprio vicino al Palazzo di Vetro. E tu Alessandro, non dici nulla? Non ti sembra che gli Umani, anziché sprecare i soldi per comperare le armi, ammazzarsi e finire ammazzati, potrebbero muoversi un po’ più intelligentemente?”

Alessandro: “Ma cosa vuoi che vi dica. Purtroppo il Genere Umano continua a non voler imparare, o trova molto interessante “giocare” alla guerra. Forse ci sono altre risposte, ma il discorso diventa terribilmente lungo e, sicuramente senza una conclusione certa.”

Ingenua: “Mi sembri saggio caro Amico. Vai già via… dalle vibrazioni delle tue chiappe ipotizzo che stai per alzarti.”

Alessandro: “Sì, proprio così. Ti saluto cara Amica e saluto anche voi… alla prossima.”

Ingenua: “Sì, alla prossima… dovrai anche parlarci un po’ del tuo libro… perché non l’hai mai fatto?”

Alessandro: “Ok, ok… ne riparleremo.”

L’Albero e Petulante: “Va bene, ciao.”

 

 

 

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I GOVERNANTI… e i magistrati.

 Registrazione del 26 agosto 2018

Personaggi:
L’Albero,  Panchina Petulante, Panchina Ingenua e Alessandro.

 

 L’Albero:  “Buon Giorno Alessandro. Finalmente vieni di nuovo a trovarci.”

L’ALBERO

Panchina Petulante: “Sì, siamo piuttosto tutti arrabbiati. Chissà cosa hai fatto in tutto questo tempo.”

Panchina Ingenua: “Anch’io sono piuttosto arrabbiata, ma, più che arrabbiata sono triste. Pensavo mi avessi dimenticata. Ci vieni a posare le tue chiappe sui miei legni?… te li faccio diventare morbidi.”

Alessandro: “Mi lasciate parlare? Ok Ingenua mi siedo… così posso parlare meglio.”

L’Albero: “Sai, eravamo preoccupati. Sappiamo che non sei più giovane… e tu ti consideri ormai nella categoria dei vecchi. Temevamo fossi stato male.”

Alessandro: “Siete tutti così gentili e… affettuosi. Grazie.

Akureyri

Sono stato, dopo tanto tempo, dapprima in crociera attorno all’Islanda, dove ho scoperto ad Akureyri, il semaforo col cuore… che dedico a Ingenua, poi nella mia Liguria… che mi manca ma non posso farci niente perché non sempre si possono combattere le vicissitudini della vita. Ora sono qui, ma per poco… perché vorrò tornare ancora un po’ in Liguria… finché il tempo lo permetterà.”

Ingenua: “Caro Alessandro, sei proprio affettuoso… ti ringrazio di cuore. Sai, nei miei legni c’è cuore… perché i miei legni sono vivi e comprendono.”

L’Albero:“Sì, sappiamo che sei ligure, ma proprio genovese… non è così?”

Alessandro: “Sì, è proprio così, sono nato, cresciuto e “studiato” a Genova.”

L’Albero: “Appunto abbiamo pensato a te… proprio recentemente, in occasione di quel terribile e “impossibile” disastro che s’è verificato nella tua città. Quel ponte autostradale crollato tutto d’un botto. Abbiamo anche temuto per te, dato che non ti vedevamo; e speriamo anche che nessuno dei tuoi parenti sia stato coinvolto.”

Alessandro: “Vi ringrazio. Sì, son passato moltissime volte su quel ponte, ma non recentemente. Ora quel ponte non c’è più, hanno contato i morti, hanno contato i feriti, ci sono stati dibattiti a “tonnellate”, se si potessero pesare, però, per il momento il colpevole ancora non esiste.”

L’Albero: “È questo il punto che noi non riusciamo a capire.”

Petulante: “Noi appunto dicevamo che sembrava proprio che i politici fossero così arrabbiati… per non parlare della popolazione, dei genovesi.”

L’Albero: “Sì, è proprio così, pensavamo che trovassero subito il gruppo di colpevoli… o il colpevole. Ci fu pure l’Umano Mattarella che parlò di “rigore” nelle indagini.”

Ingenua: “Scusa Albero se t’interrompo, ma l’Umano Mattarella non è da prendere in considerazione. Non mi sembra un Uomo vero; quell’Umano fa sempre tanti bei discorsi… ne fece anche ai terremotati, te lo ricordi? “Non vi abbandoneremo” disse, e forse ci credeva, ma non aveva fatto i conti col popolo del quale era Presidente. Le macerie, ovvero molte macerie sono ancora là.”

L’Albero: “Consideriamo piuttosto le notizie dell’altra sera, quando l’Umano Matteo Salvini è stato preso di mira da un magistrato e “indagato”… si dice così?, per non aver permesso lo sbarco a un certo numero di “migranti” salvati in acque maltesi da una nave della Guardia Costiera italiana.”

Alessandro: “Non mi sento, come genovese ancora incapace di comprendere il crollo di un ponte di quella portata, dover comprendere, uso lo stesso termine, un magistrato che va a mettersi contro un Ministro della Repubblica voluto da una buona parte di italiani. Trovo inconcepibile quel crollo, che dovrebbe “sistemare” un po’ di gente dietro le sbarre, e, ugualmente inconcepibile, il comportamento di quel magistrato siciliano.”

Petulante: “Secondo te, Alessandro, ti sembra giusto che venga impedito a tanti poveretti di raggiungere l’Europa? In fondo loro stanno male e desiderano star meglio… non ti pare?”

Alessandro: “Potresti aver ragione. Ricordo però che, quando emigrai per la prima volta in Svizzera, avevo un passaporto e un contratto con un datore di lavoro. Ricordo anche che mi capitò, più di una volta, di incontrare in treno degli italiani, quelli con le valigie legate con gli spaghi, che viaggiavano per andare a lavorare in Svizzera o in Germania; avevano tutti un contratto e, in molti casi, prima di proseguire dovevano, in zona confinaria, essere controllati dai Sanitari svizzeri. Credo che non ci sarebbe niente di male se si riuscisse a fare un po’ di ordine anche in Italia.”

L’Albero: “Quindi, secondo te l’Umano Salvini fa bene ad essere inflessibile?”

Alessandro: “Direi di sì. In fondo il suo non è altro che un tentativo di far rispettare le leggi. Non so se ci riuscirà. So solo che quando tre anni fa sbarcai a New York fui sottoposto a vari controlli. Non mi fotografarono l’iride perché considerato vecchio e innocuo.”

Petulante: “Credo che tu abbia ragione. Quello che sta accadendo in Italia potrebbe essere niente male per un’operetta.”

L’Albero: “L’ho pensato anch’io… non osavo dirlo perché non volevo offendere Alessandro che stimiamo molto. Sinceramente, dopo aver sentito anche altri miei colleghi, l’Italia sta rischiando il ridicolo… eppure è un Paese così bello… con così tante risorse e così tante industrie di primaria importanza…”

Alessandro: “Speriamo che tutto si aggiusti e che ci sia un po’ di collaborazione da parte dei partiti dell’attuale opposizione. Ora devo salutarvi. Ti lascio cara Ingenua.”

L’Albero con Petulante e Ingenua: “Torna presto a trovarci.”

 

 

 

 

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LO SO CHE AVER SCRITTO QUELLO CHE POTRETE QUI DI SEGUITO LEGGERE NON SERVE A NIENTE… LO SO. DEVO SFOGARMI DI FRONTE A TANTI ATROCI E DELINQUENZIALI IMMOBILISMI.

Ho pianto e, in un certo senso continuo a piangere, ma, sono anche un poco arrabbiato.
In questi giorni, non ho potuto farne a meno, ho sentito tante, tante parole. Tutti sono dispiaciuti; tutti dicono che Genova è stata tagliata in due e che bisogna fare presto a trovare un colpevole e a ridare a Genova la giusta viabilità.
Sono proprio tutti “bravi” a dar consigli, ecc. ecc.

Poi ci sono stati i Funerali di Stato con Mattarella che ha abbracciato tanti cittadini “feriti” da questa tragedia.

Da web: Mattarella a Genova.

Il nostro Presidente della Repubblica è stato pure applaudito. Forse, quelli che l’hanno applaudito non l’hanno sentito quando, dopo il terremoto di Amatrice, ebbe a dire, mi sembra testualmente: “NON VI ABBANDONEREMO”.

Comunque sia, lui è solo il Presidente della Repubblica (!!!), ma le sofferenze di tanti italiani rimangono.

Forse in molti hanno percorso l’Autostrada dei Fiori, quella che da Savona va a Ventimiglia e s’innesta all’autostrada francese… e tutti di questi molti si saranno accorti di come l’arteria sia “intasata” da autotreni (oggi li chiamano TIR); e si saranno anche accorti che questi TIR, che un tempo erano spagnoli, portoghesi, francesi ed italiani, sono oggi “affiancati” da mezzi rumeni, ungheresi, sloveni, croati, polacchi, slovacchi, cechi, estoni lettoni, lituani… e qualche italiano. I Paesi dell’Est, prima della caduta del Muro di Berlino erano rarissimi, ora quasi preponderanti.

Si saranno anche accorti che, anno dopo anno, la percorrenza dell’autostrada da Genova al confine francese è sempre più pericoloso.

Si saranno pure accorti che i gestori di quella che è l’Autostrada più cara d’Italia, per ovviare all’aumento del traffico hanno fortemente limitato la velocità di tutti i veicoli… in alcuni casi ai 90 all’ora: tempi di percorrenza sempre maggiori e costi sempre altissimi.

Certo che le merci potrebbero essere trasportate anche su rotaia… e questo sarebbe anche più ecologico. Ma, com’è possibile pensare questo in Liguria?

Mi trovai a scrivere in più di un articolo che la Liguria dorme.

Questo è quello del 2014… di quattro anni fa:

 

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/01/18/povera-liguria-continua-a-dormire/

Il treno che deragliò mise abbastanza in ginocchio la Riviera di Ponente… ma, ancora oggi, da Genova a Ventimiglia si viaggia male, per non parlare dei viaggiatori che vengono da Milano e vogliono proseguire per la Riviera.

e, nel settembre dello stesso anno:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2014/09/08/povera-liguria-continua-a-dormire-3/

Ma, ancora prima, nel 2012 scrissi:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2012/01/09/il-terzo-valico/

Poco tempo fa, prima della tragedia del ponte dell’autostrada, non so se corrispose a verità, lessi che il Governo bloccò i lavori del Terzo Valico… per approfondimenti, o qualcosa del genere.

La Domenica del Corriere del 1° marzo 1964

Siamo arrivati al 2018 e nel bel mezzo dell’Estate quel ponte così declamato nel 1964 precipita e muoiono più di 40 persone… per non parlare degli sfollati… E NON SI PARLA DI FAR FUNZIONARE UNA BUONA VOLTA, COME SI DEVE, LA FERROVIA… NON SOLO PER GLI UMANI… MA ANCHE PER LE MERCI.

Ecco perché sono un poco arrabbiato… perché neppure una catastrofe come questa muove il cerebro dei Governanti… o gli interessi e l’ingordigia  del dio soldo paralizzano ogni attività neuronale più o meno intelligente?

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