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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

IL TRENINO

 

Sì, sì, son tornato.

Ho viaggiato anche sul trenino rosso svizzero… su quel trenino che attira molti stranieri anche da molto lontano.

È molto conosciuto anche a livello internazionale… addirittura a livello UNESCO.

Così si è presentato all’arrivo nella stazione di Zernez :

Il trenino sta arrivando a Zernez.

E così si presentava l’interno del vagone… per fortuna con pochi passeggeri 

:

L’interno del vagone.

Inutile dire che il territorio nel quale si snodano i binari di questa ferrovia « Rhetischebahn » (Ferrovia Retica) è praticamente tutto montagnoso… con montagne molto belle.

SVILUPPO DELLA FERROVIA RETICA

Fra l’altro, esiste il Glacier Express, con carrozze panoramiche che va da St. Moritz a Zermatt ai piedi del Cervino e, in tempi esenti da Coronavirus, ha moltissimi clienti giapponesi.

Il GLACIER EXPRESS

La tratta che abbiamo fatto noi passa vicino a Davos dove ogni inverno, sempre esente da Coronavirus, s’incontrano i più importanti capi di stato che, naturalmente se la raccontano e a noi la raccontano… come vogliono loro.

Si chiama WORLD ECONOMIC FORUM e dovrebbe permettere a esponenti di primo piano e a livello mondiale di incontrarsi e discutere le necessità economiche della Terra, nonché la soluzione di problemi della salute e dell’ambiente… sempre a livello mondiale.

Anche i giornalisti possono partecipare, ma, non tutti perché sono selezionati… ben selezionati.

È interessante dover prendere atto che queste « Riunioni » grazie alle quali sono possibili « abboccamenti » ad altissimo livello, anziché portare vero beneficio alla popolazione mondiale, riescano a far sì che i « ricchi » diventino sempre più ricchi e i poveri aumentino di numero e diventino sempre più poveri.

Questa potrebbe essere l’ennesima dimostrazione che, quando i « Grandi » dicono di lavorare per il bene del popolo… dicono le bugie.

Succede dappertutto… anche in Italia… di sentir dire : « …per il bene degli italiani… ». La componente tragica è che in molti ci credono.

Superata questa digressione, si torni sul trenino. Può fornirci panorami verdi e rinfrescanti :

QUANTO BEL VERDE !

O piccoli agglomerati.

Un paesello.

Degno di nota il particolare che fu un francobollo italiano a commemorare la ferrovia svizzera nel patrimonio mondiale.

Francobollo italiano del 2010 : Viadotto Landwasser.

Lo stesso viadotto fece parte di un francobollo da 60 centesimi della serie ordinaria svizzera del 1949. È, a mio avviso un bellissimo francobollo stilizzato che rende stupendamente quell’opera ingegneristica.

Francobollo svizzero del 1949

Francobollo svizzero del 1949

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Una mia lettrice ha voluto, come miglior compagnia, portarsi in aereo il mio libro… e ha voluto dimostrarmelo con questa fotografia.

IL MIO LIBRO IN AEREO… che bello !

Posso solo ringraziarla… e lo faccio di cuore.

 

Su Amazon.it c’è… e ci sono anche 3 recensioni :

 

https://www.amazon.it/product-reviews/8881913712/ref=acr_search_hist_5?ie=UTF8&filterByStar=five_star&reviewerType=all_reviews#reviews-filter-bar

 

 

 

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TRISTEZZA?… o no?

Dispiace dover prendere atto che uno dei più importanti quotidiani zurighesi ci vede così:

Da “Tages Anzeiger”

Scrivendo in questo modo:

 

SMETTILA DI PARLARMI DELL’ITALIA

 Il nostro vicino di casa del Sud, da decenni, mette in mostra se stesso e non riesce a produrre niente di nuovo. Per quale motivo dovremmo ancora andarci?

 

Da come vanno effettivamente le cose, mi chiedo e vi chiedo:

“HA TUTTI I TORTI?”

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POVERA LIGURIA!… dorme intasata.

Proprio così.

Si dorme… sembra proprio che dormano tutti… in autostrada.

 Lo sapevate che l’Autostrada dei Fiori è l’autostrada più cara d’Italia?

È difficile arrivarci.

Questa foto del quotidiano più importante del Piemonte parla chiaro.

Code infinite

 

E pensare che è così già da qualche settimana.

Scrivono anche così:

 

Allora andiamo in treno… potrebbe essere una buona idea:

Però…

 

https://genovaquotidiana.com/2020/07/04/treni-in-ritardo-fino-a-67-minuti/

 

Allora bisogna dedurre in modo angoscioso che chi ci governa ha nella testa…

Cos’ha nella testa?

Segatura… segatura pregiata o segatura da quattro soldi… o neppure quella?

 

Ma insomma, siamo nel 2020… c’è una tecnologia che ci permette di tutto; anche di clonare esseri viventi e di trapiantare qualunque organo (anche se contro natura lo fanno lo stesso) e non si può viaggiare tranquillamente da Milano a Ventimiglia?

Il famoso “Terzo Valico” fu iniziato 10 anni fa!… e non è ancora finito.

VERGOGNA!!!

Io credo che qualcuno dovrebbe andare a guardare il sole a quadretti… a vita. Invece no.

Ma come si fa a prendere in giro così tanti italiani… e stranieri… e gente che lavora?

“LORO” CREDONO DI POTERLO FARE

È chiaro che, se dopo quasi 2 lunghi anni ancora non sono riusciti a trovare i colpevoli della morte di 43 persone… …

Non rimane che piangere.

 

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Mi trovo a leggere questo articolo su GenovaQuotidiana:

 

https://genovaquotidiana.com/2020/06/14/petizione-per-rimuovere-la-statua-di-vittorio-emanuele-da-corvetto/

 

Allibisco di fronte a certi desideri di certe persone.

Sono nato e cresciuto a Genova; sono passato in macchina e a piedi in Piazza Corvetto migliaia di volte e ho sempre visto quella statua equestre con Vittorio Emanuele II che tiene il suo cappello alzato.

Per inciso bisogna dire che, un po’ più in là c’è la statua “pensosa” di Giuseppe Mazzini col viso rivolto a Vittorio Emanuele II.

Si raccontava che il Mazzini pensasse: “Dove la faccio?” e che il Re sulla statua equestre mostrasse il cappello e gli rispondesse: “Falla qui.”

Giuseppe Mazzini pensoso

Statua equestre di Vittorio Emanuele II in Piazza Corvetto

A parte questa facezia e il particolare che il re di allora abbia offeso i genovesi, non credo sia il caso di fare delle tragedie se la statua continua a stare dove si trova.

Certo che se non si seguono le mode non va bene… ma se le “mode” si sentono in dovere di distruggere o di deturpare un oggetto che appartiene a qualcuno in particolare o alla collettività… allora non va bene davvero.

Che poi credo di poter dire che la Nazione ha bisogno di essere sorretta e aiutata, per cui le idee balzane possono rimanere tranquillamente nel cassetto… per sempre.

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Ho letto questo bell’articolo:


https://marisasalabelle.wordpress.com/2020/06/06/plexiglasssssssssssssss/

 

e quasi in contemporanea ho visto questo di un importante quotidiano italiano… Il Corriere:

Sono rimasto di stucco… mi s’è congelata la circolazione sanguigna e mi sono chiesto se in Italia è lecito rubare.

Sì, lo so che certe domande non vanno bene. Lo so che in Italia i furti sono all’ordine del giorno e vanno benissimo… forse sono tollerati e probabilmente certi comportamenti stimolano pure.

Ma, ai bambini non si deve rubare… loro non riescono ancora a difendersi dalla cattiveria dei Grandi.

Insomma, la scuola, quella vera, quella dei contatti umani, dei litigi, del copiare, dello struggersi perché non s’è studiata la lezione, del rubacchiare idee, del parlarsi sottovoce, del arruffianarsi il docente, ecc. è importante… molto importante… per la vita.

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Come dissi più di una volta i francobolli possono insegnare e possono anche comunicare.

A Natale c’è solo l’imbarazzo della scelta… a Pasqua no.

 

Ecco che, nel bel mezzo di una specie di quaresima prolungata con clausura antipatica e, per fortuna relativa, è mio desiderio augurarvi, non solo BUONA PASQUA ma anche la speranza di una ritrovata libertà.

Sì, perché quella che stiamo vivendo ora non è più quella libertà che credevamo di esserci costruiti.

Dicono che questa è una guerra… può darsi. Ma in guerra, se c’erano mezzi di locomozione o gambe buone ci si poteva spostare… bisognava solo sperare di non capitare nel punto sbagliato nel momento sbagliato e… cuccare una bomba. Questa guerra è diversa e ancora non mi è chiaro se le bombe sono « divine » o « artificiali » frutto di una tecnologia folle che desidera solo raggiungere la « ricchezza »… per trascinarsela nella tomba ?… o trascinare noi  fra i più ?… o… o.

Gli interrogativi ci sono, e, quando ci sono gli interrogativi… non tutto è chiaro.

 

1959 – Un banale francobolli e un timbro augurale

E ci sono anche le rondini… a confermarci che questo « VIRUS DELLA CORONA » ci ha pure rubato la Primavera.

 

Intanto, piano piano si ritrovano tutti un po’ più poveri, ma, dal momento che nulla si crea e nulla si distrugge, è probabile che qualcuno arrivi a trovarsi più ricco.

Il divario fra poveri e ricchi si allarga ?

Chissà !!!

Intanto le Poste svizzere hanno pensato bene di stampare un francbollo SOLIDARIETÀ… per aiutare chi avrà bisogno.

È PASQUA… ed è giusto aiutare.

Francobollo svizzero chiaro : SOLIDARIETÀ

IN DEFINITIVA…

 

BUONA PASQUA A TUTTI E TANTA TANTA SERENITÀ

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HO LETTO…

Ho letto questo :

 

https://dolcezzasicula.wordpress.com/2020/03/15/coronavirus-lorenzo-e-infermiere-ora-ci-chiamano-eroi-ma-prima-la-politica-dovera/

 

e ho lasciato questo commento :

 

Lorenzo ha ragione.

Quando lavoravo in « quell’ospedale » come unico anestesista, anch’io ero un eroe… ma non me lo disse nessuno.

Buona serata.

Quarc

 

Questo accadeva negli anni 70. Come unico anestesista ero reperibile, 31 giorni al mese, giorno e notte, 24 ore su 24, Il lavoro era molto… giorno e notte.

 

Non scrivo questo per sentirmi dire bravo, ma per dire agli italiani che è almeno dagli anni 70 che la politica pretende di curare gli italiani… trovo inammissibile che si permettessero certe situazioni… eppure c’erano.

 

C’erano anche altre manchevolezze pericolose che cercai inutilmente di sistemare coi politici della regione… ma inutilmente. Erano politici… o politicanti.

 

Questo mio è un grido di dolore che mi porto dietro… e che oggi, solo oggi gli italiani comprenderebbero.

 

Lasciai l’Italia all’inizio degli anni 80.

Ho grande la nostalgia della mia Liguria e enorme il rammarico di dover considerare come i politici siano riusciti a distruggere la sanità di certe zone della Liguria.

Non posso considerarli criminali, anche se sarebbe troppo poco ; oggi posso solo sperare che, visti i risultati che sono riusciti a produrre, si ravvedano, abbandonino un pochino l’amore per la poltrona e tengano presente che se furono eletti, fu per lavorare in silenzio per il benessere della popolazione… non solo in Liguria, ma in tutta l’Italia.

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Che Paura… o rabbia?

Il 13 ottobre 2019 scrissi :

 

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2019/10/13/che-paura-2/

 

Mi trovai a considerare assurdo il rinvio a giudizio di chi, già sufficientemente stressato per il suo lavoro, non fece altro che il suo dovere.

 

Leggo su GenovaQuotidiana del 13 dicembre 2019 :

 

https://genovaquotidiana.com/2019/12/13/cadde-sul-bus-dopo-una-frenata-assolto-il-conducente-amt/

 

che il conducente è stato assolto.

 

Mi fa piacere sia stato assolto… mi chiedo però com’è stata la sua vita dal 13 ottobre al giorno della sentenza.

Perché certe persone possono impunemente rovinare il sistema nervoso di chi lavora e si comporta nel modo giusto ? Non conosco questo conducente… e gli stringerei volentieri la mano.

Penso però che si dovrebbe rinviare a giudizio certi personaggi come Il pubblico ministero Patrizia Petruzziello che da dietro alla sua scrivania rovina la vita di chi lavora e cerca di farlo nel modo migliore. Certa gente che ha a che fare coi criminali, non sa di comportarsi nello stesso modo… e cioè da criminale. Nessuno sa cosa potrà produrre nell’animo di quel conducente lo stress degli ultimi due mesi di vita… sofferenza gratuita aiutata da chi lavora senza coscienza.

Lo pretende la legge?

E allora si faccia cambiare la legge o, se si ha una coscienza, si cambi mestiere.

 

Lo so, forse esagero, ma, non mi piace veder soffrire il mio prossimo, e, ancor meno mi piace vederlo soffrire per una ragione così assurda.

 

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ARRIVEDERCI?

ARRIVEDERCI ?

 

Penso che sia giunto il momento di fermarsi. Non so se per sempre o per un certo periodo.

Iniziai la mia avventura in questo blog proprio 10 anni fa nel mese di ottobre. Sentivo interessante o importante fare qualcosa contro le « sofferenze gratuite ».

Non credo di essere riuscito a fare qualcosa ; in compenso ho conosciuto, anche di persona, un paio di « bellissime » persone e mi sono acquistato alcuni amici. Ho conosciuto l’esistenza di personaggi di ogni tipo, anche personaggi capaci di offendere nonché personaggi presuntuosi. È giusto che ci siano… altrimenti non saremmo qui.

Mi son trovato, durante questi dieci anni, anche ad apprezzare l’ « incontro » con chi non conoscerò mai di persona, e, perché no, quasi a volergli bene…

Con qualche articolo ho cercato di mettere a fuoco le terribili sofferenze dei nostri connazionali istriani, fiumani e dalmati… perché sono in troppi gli italiani che non le conoscono… anche perché le sofferenze di questi nostri connazionali non furono loro procurate solo dai nazisti e dagli slavi, ma anche da certe categorie di italiani che governavano l’Italia dopo l’Armistizio del 1943.

Per questa ragione, qualche anno fa iniziai a scrivere un libro, a modo mio, proprio per rendere edotti gli italiani di quanto accadde. Non andai oltre al terzo capitolo.

Vi presento la Prefazione dell’Autore :

 

PREFAZIONE dell’Autore… di

TITOLO: Io sono nato da questa parte

 

Autore: Alessandro Depegi

 

 

Nella vita ci sono dei momenti nei quali il cervello fa scattare qualche cosa. Il più delle volte rimane sopito in qualche circonvoluzione cerebrale, altre volte stimola in modo tale e con tale violenza per cui non ci si può tirare indietro; bisogna assolutamente fare qualcosa e passare al lato pratico.

Qualche giorno fa ero in casa di mia figlia. Ero salito in casa sua per semplicemente liberarle i cani affinché in giardino potessero disimpegnarsi di quanto ingombrava le loro viscere. Dato che, dopo una mezz’oretta avrei dovuto rimetterli in casa, cominciai a leggere un libro romanzato che parlava di Fiume (oggi Rijeka) ai tempi terribili della fine del Secondo Conflitto Mondiale.

Mi sovvenne che negli ultimi anni, quando cominciai veramente a diventare attempato, trovò in me sempre maggiore interesse il conoscere quello che avvenne da quelle parti quando da noi tutti gioivano perché la guerra era finita. Mi accorsi che sapevo ben poco relativamente a quegli avvenimenti e a quello che si trovarono a dover sopportare le popolazioni italiane di Trieste, Istria, Fiume e Dalmazia (particolarmente Zara). Mi accorsi anche che, se io sapevo ben poco delle scelleratezze perpetrate in quegli anni, gli italiani oggi adulti e i giovani, uomini e donne, non si pongono neppure il problema relativo a certe sofferenze. Furono molti a morire e soffrire, ma, almeno secondo me, non è il numero quello che conta. Anche solo una persona, se soffre, ha diritto di essere presa in considerazione… e ricordata… per il futuro. Mi trovai anche a considerare che giovani e meno giovani nulla sanno di certi momenti di vita degli anni 70 folkloristicamente molto importanti come la grande diffusione dei miniassegni.

Non si possono mettere sullo stesso piano le atroci sofferenze degli istriani e l’assurdo arricchimento delle banche italiane grazie alla stampa dei “miniassegni”, è però, secondo me, giusto portare a conoscenza di certi avvenimenti ormai storici, non fosse altro che per il fatto che la storia si ripete: le atrocità possono essere dietro l’angolo e le banche continuano a impoverire la popolazione.

Si parla sempre dei campi di sterminio e delle atrocità dei nazisti, si dice che non bisogna dimenticare ma si dimentica che certe Famiglie di Pola o di Fiume hanno visto le loro esistenze annullate o distrutte non solo a causa di una guerra ingiusta o semplicemente stupida, ma soprattutto a causa delle malvagità di popolazioni perfide sobillate da un uomo, che di umano non aveva nulla, ma era protetto da un certo Stalin che, assieme agli Angloamericani s’era seduto al tavolo della pace dalla parte dei vincitori, cioè dalla parte di chi poteva dettar legge.

Credo sia giusto ricordare ai giovani che ci furono certi accadimenti; non per fomentare odio o risentimenti, ma perché sappiano che c’è ancora oggi qualcuno che piange. Oggi qualcuno piange o ha smesso volutamente e  definitivamente di piangere a causa di certe politiche bancarie. È giusto ricordare, sempre per il futuro.

Spero di portare uno spiraglio di utilità… ricordando e facendo ricordare.

A scrivere mi hanno aiutato i francobolli… quei francobolli che hanno sempre meno estimatori, ma che ci raccontano anche un po’ di storia… e che purtroppo le nostre poste hanno abbastanza messo nel dimenticatoio.

 

 

Vedrò di terminarlo… se ci riuscirò.

 

Ora, a 10 anni dall’inizio del mio blog, ringrazio di cuore chi mi ha seguito e stimato. Salvo complicazioni mi rifarò vivo per augurarvi Buon Natale e Buon 2020.

UN GRANDE ABBRACCIO

 

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