Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Il blog ha delle componenti molto interessanti e permette anche di capire l'”Universo” che ci circonda… l’Universo semplice, quello di tutti i giorni.

Purtroppo, nello stesso modo come i medici si dimenticano troppo spesso di chiedersi “perché“, analogamente, interlocutori di blog si dimenticano di chiedersi se, di fronte a certe asserzioni “apparentemente scomode” non ci possa essere un perché. E sentenziano con quella quasi violenza del “so tutto io” o “la scienza dice così” che potrebbe offendere un poco la quasi saggezza raggiunta coi miei 80 e passa anni.

Il Blog mi ha permesso di conoscere personaggi squisiti… che ringrazio di cuore.

Questo è il mio indirizzo:

quarchedundepegi@gmail.com

ABBRACCIO

 

 

Read Full Post »

Questa notizia è dell’ottobre scora, ma io l’ho letta solo qualche giorno fa:

Da "LA STAMPA"

Da “LA STAMPA”

Perbacco! Qui fanno le cose bene e applicano le leggi… in nome di Dio?

PRENDO ATTO E NON COMMENTO.

Read Full Post »

10 febbraio 2017

Personaggi:

 Pino Marittimo, Passante e Conifera.

Pino Marittimo: “Ciao amico Passante come stai?”

Passante: “Bene grazie, anche se questa pioggia e questi fiocchetti di neve mi danno un po’ fastidio.”

Pino Marittimo: “Speriamo che non nevichi davvero. Cosa mi racconti?”

Passante: “Niente di nuovo per il momento. Quella di oggi però è una data molto particolare per l’Italia. Vedi un po’ se riesci a contattare il tuo amico in Italia. Intanto io mi guardo il trenino che sta arrivando.”

IL TRENINO LUGANO - PONTE TRESA in arrivo da Lugano

IL TRENINO LUGANO – PONTE TRESA in arrivo da Lugano

Pino Marittimo: “Sì, sì, sta bene. Ha voglia di fare quattro chiacchiere.”

Passante: “Ciao Conifera, un giorno o l’altro attraverso il confine e vengo a farti due carezze. Si sente in Italia che quella di oggi è una giornata importante?”

Conifera: “Mica tanto. Lo so che questa data è stata messa in calendario nel 2004 per ricordare FINALMENTE che molti Umani italianissimi, dopo il 1943 sono morti in condizioni disumane e moltissimi hanno dovuto fuggire dalla folle malvagità di altri Umani. E so anche che questi poveri Umani, hanno sofferto anche dopo essere riusciti ad arrivare in Italia.”

L'Albero in Italia. UNA CONIFERA?

L’Albero in Italia. UNA CONIFERA?

Pino Marittimo: “Cioè?”

Conifera: “È così che gli Umani che scappavano dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia erano considerati fascisti, specialmente dai comunisti, perché, secondo loro, snobbavano la fratellanza italo-slava; in poche parole perché non apprezzavano il totalitarismo di Tito. E poi, la cosa più terribile fu che per loro la guerra non finì nell’aprile del 1945, perché, proprio allora continuò il terrore iniziato il giorno in cui ci fu a Roma un maldestro Armistizio.”

Pino Marittimo: “Intendi Pietro Badoglio?”

Conifera: “Proprio lui. Quell’Armistizio in quel modo così maldestro fece piangere molti italiani… e molti finirono di vivere in malo modo. In Istria poi non ne parliamo. Lo sai che vicino a me c’è una cabina telefonica? Ebbene, non la usa quasi mai nessuno, però l’altro giorno ho sentito un vecchietto che parlava con qualcuno, forse con un amico, e diceva: “Sono fantastici i nostri Governanti, hanno impiegato qualche decennio ad ammettere che in qualche centinaio di migliaia abbiamo sofferto scappando dalle crudeltà dei Titini. Tutto abbiamo dovuto abbandonare… proprio tutto. Sicuramente, ora che è ufficiale quello che è successo a partire dal 1943, potrebbero anche prodursi in un minimo di risarcimento, anziché tante belle parole”. Non sono sicurissimo che abbia parlato testualmente così, però sembrava proprio uno di quelli scappati dall’Istria… magari era bambino.”

LA CABINA TELEFONICA A LAVENA PONTE TRESA

LA CABINA TELEFONICA A LAVENA PONTE TRESA

Pino Marittimo: “E cosa mi dici dell’Umano Matteo Salvini?”

Conifera: “Ci sarebbe molto da dire; so però che è andato a Trieste e, avrebbe detto: “Questa è storia, onore a chi l’ha tenuta viva per tanti anni, dispiacere perchè hanno tentato di nasconderla, e anche oggi qualcuno cerca di farlo. Purtroppo, per la stragrande maggioranza dei giornali, delle tv e radio italiane, questa giornata non esiste, queste persone non esistono e questa è una vergogna“. Comunque dell’Umano Salvini e della sua amicizia coll’Umana Marine Le Pen potremo parlarne. Quello che preoccupa è che vogliono abbandonare l’Europa.

Read Full Post »

(Quarta ed ultima parte)

Ripartimmo, sempre con la nostra nave, nel tardo pomeriggio alla volta di New York.

Credevo così di poter chiudere questo scritto sul Canada, quando, piuttosto inaspettatamente, una mia conoscente mi ha chiesto l’indirizzo e, dopo un viaggio sulla costa pacifica del Canada e nell’Alberta, mi ha fatto omaggio di alcune… buche.

Da Wikipedia : UNA VEDUTA DI VANCOUVER.

Da Wikipedia : UNA VEDUTA DI VANCOUVER.

Avrei sempre voluto andare a Vancouver, ma col treno « Transcanadese », quel treno che parte da Montreal o da Toronto e va fino a Vancouver. Sicuramente non ci arriverò, ma, non importa.

Tornando alle buche, che, in fondo sono lo spunto per questa chiacchierata extra europea, la foto delle buche di Vancouver che mi è stata spedita, è interessante perché è un bel gruppo di tre buche, una vicino all’altra. Potrebbe significare che laggiù si usa ancora molto spedire corrispondenza.

Che belle! 3 buche canadesi… tutte insieme.

Che belle! 3 buche canadesi… tutte insieme.

Se naturalmente si considera come oggi si comunica molto con internet e SMS, fa piacere vedere queste buche.

Ho ricevuto anche una bellissima buca da una località che non avevo mai sentito nominare e che ho dovuto andare a cercare : Nanaimo :

Nanaimo in faccia a Vancouver.

Nanaimo in faccia a Vancouver.

Si trova proprio in faccia a Vancouver su una grande isola (Vancouver island). Quest’isola è bagnata dal braccio di mare che la separa da Vancouver (Stretto di Georgia), e dall’altra parte dall’Oceano Pacifico. Molti comodi traghetti servono quest’isola e questa località dove sembra essere il clima particolarmente mite. Il nome dell’isola e della città sulla terraferma viene da George Vancouver ufficiale della Royal Navy che, nella seconda metà del ‘700 esplorò la costa pacifica dell’America del Nord fino all’Alaska. È degno di nota considerare come partendo da una “semplice” buca delle lettere si può arrivare a interessanti e nuove conoscenze.

UNO DEI TRAGHETTI CHE UNISCONO L’ISOLA DI VANCOUVER ALLA TERRAFERMA.

UNO DEI TRAGHETTI CHE UNISCONO L’ISOLA DI VANCOUVER ALLA TERRAFERMA.

Nanaimo è una cittadina di più di 70.000 abitanti circondata da boschi e montagne. Lo dimostra un poco questa buca delle lettere con caselle postali.

BELLISSIMA E UNICA BUCA CON CASELLE

BELLISSIMA E UNICA BUCA CON CASELLE

Le caselle sono sicuramente per gli abitanti della zona che possono andarsi a prendere la posta e, nel caso, imbucare direttamente. Probabilmente il portalettere di un tempo non esiste più… quello che s’arrampicava su una scomoda mulattiera per recapitare una singola lettera. Trovo molto bella l’atmosfera del luogo… Si vede poco, però le alte conifere sullo sfondo danno un tocco particolare all’ambiente… di sano e pulito.

LA BUCA DI LAKE LOUISE… C’È ANCHE L’UFFICIO POSTALE !

LA BUCA DI LAKE LOUISE… C’È ANCHE L’UFFICIO POSTALE !

L’atmosfera della prossima buca, gentilmente regalata, ci porta nello stato canadese dell’Alberta, esattamente a Lake Louise.

Non ci sono mai stato, e non ci andrò mai, però dice sicuramente molto agli appassionati di sport invernali.

Gli atleti della Coppa del Mondo di sci, vengono sovente a gareggiare in questa ridente e importante località.

30-canada-lake-louise-alberta

 

La mia carellata stimolata dalle buche delle lettere termina qui con una foto di questa località da me presa su internet :

 

 

(FINE)

 

Read Full Post »

Questo è quello che “ANDREA” ha scritto su Amazon.

Da Amazon

Da Amazon

Se clicchi sopra si ingrandisce… altrimenti comunicamelo.

Read Full Post »

(Seconda Parte)

Nel 2015, la nave da crociera che da Qaqortoq in Groenlandia doveva portarci a St. John’s, a causa del mare agitato fu obbligata a ridurre la velocità, per cui saltò lo scalo e andò direttamente ad Halifax nella Nuova Scozia. Fu quello, in passato, un porto molto importante che registrò l’arrivo via mare di molti emigranti dall’Europa. È conservato un museo dell’emigrazione e uno dei vagoni ferroviari di quelli che trasportavano gli emigranti nell’interno del Canada. Anche se la maggior parte della gente parla in inglese, noto che in molte « targhe esplicative », oltre all’inglese viene usato il francese.

IL VAGONE FERROVIARIO !

IL VAGONE FERROVIARIO !

Questo vagone si trova proprio all’uscita del terminal della nave. Se consideriamo la posizione geografica di Halifax, è facile comprendere come quella località quasi protesa nell’Atlantico potesse accogliere… e smistare migliaia e migliaia di « emigranti ».

C’è solo Terranova maggiormente « in Atlantico », con difficoltà nelle comunicazioni via terra rispetto ad Halifax perfettamente collegata.

LA POSIZIONE GEOGRAFICA DI HALIFAX.

LA POSIZIONE GEOGRAFICA DI HALIFAX.

È significativo il numero d’immigrati che sono passati da questo punto d’accoglienza : più di un milione. Questo punto chiamato « QUAI 21 » fu chiuso definitivamente nel 1971. Ora, al posto del Centro d’accoglienza, c’è un Museo.

LA TARGA ESPLICATIVA BEN LEGGIBILE IN LINGUA FRANCESE.

LA TARGA ESPLICATIVA BEN LEGGIBILE IN LINGUA FRANCESE.

Fotografai la prima buca di Halifax proprio in quel punto.

LA PRIMA BUCA DI HALIFAX.

LA PRIMA BUCA DI HALIFAX.

Il giorno in cui la nave attraccò ad Halifax era domenica, per cui non mi fu possibile « capire » la città in attività. Poco male. M’incamminai verso la città, quella città che fotografai dalla nave prima dell’attracco. Non era mia intenzione raggiungere il centro. È un fatto che quando raggiungo un posto nuovo, mi piace vederlo senza ordine e senza aver molto programmato prima.

HALIFAX DALLA NAVE

HALIFAX DALLA NAVE

 

Purtroppo la giornata era un po’ uggiosa, ma non pioveva. Andai verso una bella passeggiata a mare. La prima cosa che incontrai fu uno stupendo gruppo scultoreo, opera dello scultore emigrato Armando Barbon. Ha interpretato molto bene il pensiero e il fisico dell’emigrante d’altri tempi. Oggi tutti viaggiano col trolley e/o con lo zaino ; le valigie sono quasi in disuso… anche se certi trolley sono enormi come una grande valigia ; con la differenza che sono molto più ingombranti.

IL « LAVORO » DELLO SCULTORE ARMANDO BARBON.

IL « LAVORO » DELLO SCULTORE ARMANDO BARBON.

Si noti la valigia d’altri tempi, pantaloni normali (oggi avrebbe i jeans) e la famiglia in triste attesa (lei oggi avrebbe di  sicuramente i pantaloni).

LA TARGA DEL 2013… ABBASTANZA RECENTE.

LA TARGA DEL 2013… ABBASTANZA RECENTE.

Quella dell’emigrazione è una realtà che si perde nella notte dei tempi. Intere popolazioni si sono mosse alla ricerca di nuove e migliori possibilità vitali. Se ben si pensa, solo nella due Americhe, la maggioranza della popolazione non è quella autoctona, ma quella figlia di emigrati che, molto frequentemente, mal ricordano la lingua dei padri.

Stando a quello che ho potuto imparare, quelle emigrazioni erano piuttosto ordinate e ben organizzate.

Quelle che purtroppo viviamo di questi tempi sono molto disordinate e fanno ricordare la « tratta atlantica degli schiavi africani » dall’Africa all’America. Pare si possa stimare che gli africani strappati dalle loro terre siano stati fino addirittura a 10 milioni. Oggi raggiungono disordinatamente le coste europee molti asiatici e africani ; alcuni in fuga da guerre, ma altri alla ricerca di paesi ospitali, più spesso vittime di trafficanti senza scrupoli… che nessuno punirà.

Il mio camminare, quasi bighellonare, in quella giornata freschina col cielo coperto, proprio autunnate, mi permette di fissare l’atmosferta degli alberi che cambiano colore con sullo sfondo la città in una giornata domenicale.

HALIFAX E L’AUTUNNO.

HALIFAX E L’AUTUNNO.

Non vado cercando nulla, ma, m’imbatto con piacere in un telefono pubblico. Coi tempi che corrono, il numero delle buche delle lettere diminuisce, ma i telefoni pubblici vanno lentamente scomparendo. Li troveremo presto nei musei come curiosità che i nostri figli guarderanno sorridendo.

UN TELEFONO PUBBLICO.

UN TELEFONO PUBBLICO.

L’incontro con questo telefono mi ha fatto piacere. Vuol dire che c’è ancora qualcuno che non ha il telefonino o non l’utilizza assiduamente o non ne è ancora diventato schiavo. Ho visto che la « Bell Aliant » è una compagnia telefonica canadese operante sulla costa atlantica. È doveroso prendere in considerazione la parola « Bell » che sta per telefono, dato che fino a un po’ di tempo fa, almeno nell’America del Nord, si pensava che l’inventore del telefono fosse Alexander Graham Bell. In realtà, ad inventare il telefono fu Antonio Meucci. È nel 2002 che, anche negli Stati Uniti , fu riconosciuto, come inventore del telefono l’italiano, nato a Firenze nel 1808, Antonio Meucci. Si chiamava « telettrofono » !

IL FOGLIETTO FRANCOBOLLO DEDICATO AD ANTONIO MEUCCI.

IL FOGLIETTO FRANCOBOLLO DEDICATO AD ANTONIO MEUCCI.

Le poste italiane lo ricordarono con un foglietto di € 0.52 nel 2003. È molto significativo il fatto che il Meucci lasciò l’Italia per Cuba… e da lì passò negli Stati Uniti a New York. Potrebbe essere considerato uno dei tanti geni italiani che lasciano la madrepatria per poter sviluppare le proprie capacità all’estero ? Bisogna anche ricordare che quando lui lasciò la penisola, era cittadino dell’allora Granducato di Toscana. Non c’era ancora l’Italia « raffazzonata » di oggi.

(continua)

 

 

 

Read Full Post »

21 gennaio 2017

Petulante: “Passante? E fermati un attimo.”

Passante: “Ho molta fretta. Cosa vuoi dirmi?”

Petulante: “Sei tu che devi dirmi: laggiù vicino al Gran Sasso d’Italia hanno salvato altri umani? Tu hai la possibilità di vedere su internet; l’Alberone sul Lungolago e i suoi fratelli dormono e non ci dicono niente”.

Passante: “Senti, è molto bello poterti dire che ne hanno estratto vivi da quell’albergo “invaso” dalla slavina sicuramente 9 forse 10; e, anche se c’è un ferito, stanno tutti piuttosto bene”.

Petulante: “Ma che bello! Hai sentito anche tu Ulivo?”.

Ulivo: “Certo che ho sentito… che bella notizia.”

Ingenua: “Evviva, evviva… una notizia così bella scalda i legni della mia panchina”.

Ingenua... la sorella di Petulante.

Ingenua… la sorella di Petulante.

Ulivo: “Ma tu passante, lo so che facevi il medico, che effetto ti fa sentire che in tantissimi hanno lavorato giorno e notte per sperare di salvare delle persone, quando un po’ più in là degli umani, in nome di Dio, sembra si divertano a giocare con la vita di chi non la pensa come loro e alcuni umani come te vengono decapitati?”

Petulante: “Ho pensato la stessa cosa.”

Passante: “Mi piange il cuore… anche pensando che la Comunità mondiale, che a suo tempo fondò l’ONU, rimane a guardare perché non riescono a mettersi d’accordo. Sapeste quante volte, di giorno e di notte, abbiamo lottato in ospedale per salvare una vita e quelli, e non solo quelli, oltraggiano il mistero della vita… sì perché la vita è un mistero.”

Ulivo: “Ma non credi che anche certi gradi di malvagità degli umani possa essere considerato un mistero?”

Passante: “Hai perfettamente ragione. Ne potremo riparlare; ora devo proprio andare. Ciao a tutti.”

Petulante e Ulivo: “A presto. Ci piace chiacchierare con te.”

 

 

Read Full Post »

Older Posts »