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ARRIVEDERCI?

ARRIVEDERCI ?

 

Penso che sia giunto il momento di fermarsi. Non so se per sempre o per un certo periodo.

Iniziai la mia avventura in questo blog proprio 10 anni fa nel mese di ottobre. Sentivo interessante o importante fare qualcosa contro le « sofferenze gratuite ».

Non credo di essere riuscito a fare qualcosa ; in compenso ho conosciuto, anche di persona, un paio di « bellissime » persone e mi sono acquistato alcuni amici. Ho conosciuto l’esistenza di personaggi di ogni tipo, anche personaggi capaci di offendere nonché personaggi presuntuosi. È giusto che ci siano… altrimenti non saremmo qui.

Mi son trovato, durante questi dieci anni, anche ad apprezzare l’ « incontro » con chi non conoscerò mai di persona, e, perché no, quasi a volergli bene…

Con qualche articolo ho cercato di mettere a fuoco le terribili sofferenze dei nostri connazionali istriani, fiumani e dalmati… perché sono in troppi gli italiani che non le conoscono… anche perché le sofferenze di questi nostri connazionali non furono loro procurate solo dai nazisti e dagli slavi, ma anche da certe categorie di italiani che governavano l’Italia dopo l’Armistizio del 1943.

Per questa ragione, qualche anno fa iniziai a scrivere un libro, a modo mio, proprio per rendere edotti gli italiani di quanto accadde. Non andai oltre al terzo capitolo.

Vi presento la Prefazione dell’Autore :

 

PREFAZIONE dell’Autore… di

TITOLO: Io sono nato da questa parte

 

Autore: Alessandro Depegi

 

 

Nella vita ci sono dei momenti nei quali il cervello fa scattare qualche cosa. Il più delle volte rimane sopito in qualche circonvoluzione cerebrale, altre volte stimola in modo tale e con tale violenza per cui non ci si può tirare indietro; bisogna assolutamente fare qualcosa e passare al lato pratico.

Qualche giorno fa ero in casa di mia figlia. Ero salito in casa sua per semplicemente liberarle i cani affinché in giardino potessero disimpegnarsi di quanto ingombrava le loro viscere. Dato che, dopo una mezz’oretta avrei dovuto rimetterli in casa, cominciai a leggere un libro romanzato che parlava di Fiume (oggi Rijeka) ai tempi terribili della fine del Secondo Conflitto Mondiale.

Mi sovvenne che negli ultimi anni, quando cominciai veramente a diventare attempato, trovò in me sempre maggiore interesse il conoscere quello che avvenne da quelle parti quando da noi tutti gioivano perché la guerra era finita. Mi accorsi che sapevo ben poco relativamente a quegli avvenimenti e a quello che si trovarono a dover sopportare le popolazioni italiane di Trieste, Istria, Fiume e Dalmazia (particolarmente Zara). Mi accorsi anche che, se io sapevo ben poco delle scelleratezze perpetrate in quegli anni, gli italiani oggi adulti e i giovani, uomini e donne, non si pongono neppure il problema relativo a certe sofferenze. Furono molti a morire e soffrire, ma, almeno secondo me, non è il numero quello che conta. Anche solo una persona, se soffre, ha diritto di essere presa in considerazione… e ricordata… per il futuro. Mi trovai anche a considerare che giovani e meno giovani nulla sanno di certi momenti di vita degli anni 70 folkloristicamente molto importanti come la grande diffusione dei miniassegni.

Non si possono mettere sullo stesso piano le atroci sofferenze degli istriani e l’assurdo arricchimento delle banche italiane grazie alla stampa dei “miniassegni”, è però, secondo me, giusto portare a conoscenza di certi avvenimenti ormai storici, non fosse altro che per il fatto che la storia si ripete: le atrocità possono essere dietro l’angolo e le banche continuano a impoverire la popolazione.

Si parla sempre dei campi di sterminio e delle atrocità dei nazisti, si dice che non bisogna dimenticare ma si dimentica che certe Famiglie di Pola o di Fiume hanno visto le loro esistenze annullate o distrutte non solo a causa di una guerra ingiusta o semplicemente stupida, ma soprattutto a causa delle malvagità di popolazioni perfide sobillate da un uomo, che di umano non aveva nulla, ma era protetto da un certo Stalin che, assieme agli Angloamericani s’era seduto al tavolo della pace dalla parte dei vincitori, cioè dalla parte di chi poteva dettar legge.

Credo sia giusto ricordare ai giovani che ci furono certi accadimenti; non per fomentare odio o risentimenti, ma perché sappiano che c’è ancora oggi qualcuno che piange. Oggi qualcuno piange o ha smesso volutamente e  definitivamente di piangere a causa di certe politiche bancarie. È giusto ricordare, sempre per il futuro.

Spero di portare uno spiraglio di utilità… ricordando e facendo ricordare.

A scrivere mi hanno aiutato i francobolli… quei francobolli che hanno sempre meno estimatori, ma che ci raccontano anche un po’ di storia… e che purtroppo le nostre poste hanno abbastanza messo nel dimenticatoio.

 

 

Vedrò di terminarlo… se ci riuscirò.

 

Ora, a 10 anni dall’inizio del mio blog, ringrazio di cuore chi mi ha seguito e stimato. Salvo complicazioni mi rifarò vivo per augurarvi Buon Natale e Buon 2020.

UN GRANDE ABBRACCIO

 

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Scartabellando qua e là ho trovato questo:

 

Scritto di un mio parente quand’era giovanissimo.

 

Pare l’avesse detto o scritto Jean-Jacques Rousseau.

Jean-Jacques Rousseau
(da Wikipedia)

Jean-Jacques Rousseau

 

Pensate un po’ che grande mente questo svizzero di origine francese. Morì nel 1778 e già aveva capito molte cose, o, già ai tempi il Genere Umano era guasto.

 

E ADESSO?

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SCRISSI 2

 

 

Nel mio libro, nel capitolo « LA FAVOLA DELL’ANGELO » ebbi occasione di scrivere testualmente:

 

L’Italia, bellissimo e unico paese di artisti e menti illuminate, possiede una burocrazia talmente contorta e bizzarra per cui ogni situazione semplice diventa quasi insormontabile e permette alle menti malvage di massacrare psicologicamente le persone più forti.

È strano, ad ogni Governo, si sente molto parlare di evasione fiscale… come se la ricchezza e il benessere di un Paese dovesse dipendere da quei 4… o 8… o 16 o 1000 gatti che evadono il fisco, ma non si sente mai parlare di un drastico movimento contro le malversazioni di una soffocante Burocrazia.

 

Quando lo scrissi usai la parola « massacrare ». Non so se è sufficiente come parola per dimostrare quanto possa arrivare a coinvolgere la psiche di un cittadino che vuol fare qualcosa di buono.

 

Credo che sia molto più facile far pagare le tasse ai cittadini piuttosto che « snellire » la Burocrazia. È colpa della Burocrazia stessa… o dei singoli burocrati ?

Quasi come la storia che non si sa se sia nata prima la gallina o l’uovo. È indubbio che con le carte bollate lo Stato intasca (rubati) un mucchio di soldi e, se la Burocrazia fosse più snella non si venderebbero così tante carte bollate … e marche da bollo.

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LA RIPRODUZIONE DELL’ARTICOLO È VIETATA

 

Registrazione del 22 Ottobre 2019

Personaggi:

L’Albero, Alessandro, Panchina Ingenua e Panchina Petulante.

 

 

Alessandro: “Leggo su METRO, dopo averlo sentito al telegiornale:

1,2 milioni di bambini poveri.

Negli ultimi 10 anni, si legge nel rapporto, il numero dei  minori che vivono in povertà assoluta, senza i beni indispensabili per condurre una vita accettabile, è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12.5% del 2018. Oggi sono oltre 1,2 milioni. Un record  negativo che ha visto un netto peggioramento negli anni più duri della crisi economica, tra il 2011 e il 2014, in cui il tasso di minori in  condizioni di povertà è passato dal 5 al 10%, trasformando un fenomeno circoscritto in una vera e propria emergenza. Solo nel 2018, ben 453.000 bambini di età inferiore ai 15 anni hanno dovuto beneficiare di pacchi alimentari. 

A questo punto, cari amici miei cosa vi viene da pensare?”

 

Panchina Petulante e Panchina Ingenua: “Se certe cose accadono veramente in Italia, posso solo pensare molto male dei dirigenti della Repubblica”.

 

L’Albero: “Io non voglio pensare male della Repubblica Italiana… che amo per sentito dire dai miei simili; penso però che di fronte a un oltraggio di questo genere nei riguardi di giovanissimi, bisognerebbe rinviare a giudizio chi ha governato negli ultimi anni. Credo inoltre che la Magistratura, sicuramente al corrente dell’esistenza di certi crimini, dovrebbe muoversi d’ufficio.”

 

Alessandro: “Mi sembri un po’ drastico.”

 

L’Albero: “Perché drastico? I giovanissimi e i giovani dovrebbero crescere in serenità… e, se i genitori non possono farlo, dovrebbe intervenire lo Stato… o i rappresentanti dello stesso.”

 

Petulante: “Ha ragione l’Albero. È un crimine… e i crimini dovrebbero reclamare giustizia.

 

Alessandro: “Va bene. Ora conosco il vostro parere. Purtroppo, non solo non sarà fatto nulla, ma, se le cose continueranno in questo modo, i poveri veri fra i giovani aumenteranno di numero. Sì, forse avete ragione… Chi permette certe situazioni… è un criminale. Vi saluto… che devo andare alla svelta.”

 

L’Albero, Petulante e Ingenua: “Ciao Alessandro… la prossima volta stai un po’ di più”.

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CHE PAURA!

Leggo su GenovaQuotidiana questo titolo:

 

Cadde sul bus e morì, rinviati a giudizio l’autista e l’automobilista che gli ha tagliato la strada.

 

Nell’articolo si spiega quanto accaduto, e cioè che  l’autista del Bus avrebbe dovuto frenare bruscamente e la donna di 84 anni sarebbe morta a causa della caduta… sarebbe morta dopo un po’ di giorni.

 

Mi dispiace per la donna, però mi chiedo perché si rinvia a giudizio chi, nell’esercizio del proprio lavoro frena… perché non può farne a meno.

Penso che gli autisti di Bus cittadini siano già abbastanza stressati. Perché farli stressare ulteriormente con certi rinvii a giudizio.

Forse non c’è scritto sui bus che bisogna tenersi bene?

Mi dispiace per quella signora, ma, se si fosse tenuta bene non sarebbe caduta e sarebbe ancora viva. Ma perché distruggere la vita di quell’autista?

 

CHE PAURA!

Quant’è difficile vivere! Quant’è difficile non sbagliare… con certa magistratura!

 

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PUBBLICITÀ

PUBBLICITÀ

 

Pierino, in una barzelletta che non ricordo bene, diceva : « LA PUBBLICITÀ È L’ANIMA DEL COMMERCIO ».

Io non sono un commerciante. So però di non aver pubblicizzato in modo sufficiente il mio libro, che, fra l’altro, è ben piaciuto… a più di un qualcuno.

 

Ho deciso di riportarvi quanto ha voluto gentilmente scrivere la mia amica Giusy… dopo aver letto la mia fatica :

 

https://giusymar.wordpress.com/2019/07/15/tutto-vero-di-alessandro-depegi/

 

Sarà bello se vorrete andare a leggere quello che ha scritto. Alla fine ha scritto :

 

E’ un libro da leggere e da regalare. Buona lettura.

 

Come dicevo, non sono un commerciante e tanto meno so reclamizzare ciò che faccio e ciò che ho fatto. Il libro l’ho scritto perché pensavo fosse utile a qualcuno… e questo è accaduto.

 

Chi vuol saperne di più può scrivermi… ed io sarò felice di rispondere :

 

Quarchedundepegi@gmail.com

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Nell’interesse di tutti gli italiani.

 

Queste parole ho sentito uscire dalla bocca del Presidente del Consiglio incaricato.

 

Mi sovviene che Cicerone, che non era un cretino, iniziò una delle sue catilinarie in questo modo :

Marco Tullio Cicerone

 

Quousque tandem abutereCatilinapatientia nostra?

 

Che tradotto significa:

 

Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?

 

Oggi direi :

 

Fino a quando dunque, Politicanti italiani, abuserete della nostra pazienza? Smettetela di dire che agite per il bene del popolo italiano.

Fino a quando dunque, Politicanti italiani, abuserete del vostro popolo?

Ancora non avete finito di seviziarlo?

 

 

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