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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Dante ci ricordò: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso.”?

E allora, se gli italiani piangono… che lo facciano pure. Forse verrà loro in mente che sono stati traditi proprio da quei personaggi per cui consumano un mucchio di ore davanti al televisore… ai quali, indirettamente, pagano milioni e milioni.

Per l’Italiano oggi è più importante quell’idolo che l’ha tradito piuttosto che quel Governante che lo sommerge sempre di più di balzelli… sempre più fantasiosi.

Giovenale… da Wikipedia

Grazie a Giovenale, già al tempo dei romani… quelli veri, cioè quelli antichi, il detto PANEM ET CIRCENSES è conosciuto da molti… e funziona ancora… anche se di PANEM ce n’è sempre meno.

Quindi, se l’Italia piange, io sono dispiaciuto, ma rido a crepapelle pensando ai milioni che non guadagneranno i “tiracalcialpallone” che non andranno ai Mondiali in Russia.

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[Libri] “Tutto vero” di Alessandro Depegi – Fontana Edizioni (2014, 144 pag.)

Pubblicato il ottobre 28, 2017

di frz40

 

E’ il libro di un amico blogger, Alessandro Depegi , in arte quarchedundepegi

E’ un medico. Ha lavorato come anestesista nella Medicina Accademica poi, come dice lui, dopo venti anni di sala operatoria, ha abbandonato la corsia ospedaliera per dedicarsi completamente alla medicina naturale.

Nelle vesti del protagonista, Leandro, ci racconta le sue esperienze di vita garantendoci che è “Tutto vero”. Il libro si sviluppa in una serie di racconti che – precisa – anche se così potrebbe sembrare, non sono e non vogliono  essere in polemica con la medicina accademica; non vogliono assolutamente far pensare che la medicina accademica sia inutile o superata, vogliono solo far capire che, oltre ai dettami dell’Università, esistono anche altre stupende realtà da prendere in considerazione.

Confesso che non è il genere di libro che prediligo, ma è piuttosto interessante e, pur se è vero che ai libri degli amici non si attribuiscono stelline,  ve lo raccomando.

_ . _

Alessandro Depegi (Genova Pegli, 1936) è da considerare – dice -pensionato, ma ancora interessato a tutto ciò che potrebbe alleviare le sofferenze senza produrre troppi danni. Non è mai stato scrittore, ma tiene con cura un proprio blog quarchedundepegi e – aggiunge – più diventa “giovane”, meno sopporta i soprusi, le ingiustizie e le sofferenze ”gratuite” della gente.

 

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L’ho trovata… e ve la passo… per chi ha voglia di leggere… in realtà pochissimi.

https://biobriskch.wordpress.com/2017/10/24/la-tartarughina/comment-page-1/#comment-7

Mi sembra uno stimolo verso la NON monotonia. La varietà dei colori è la nostra vitalità.

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INVIATO PER POSTA ORDINARIA IL 16 OTTOBRE 2017

 

Gentile Signora Rossella Pace,

 

Spazio Filatelia Roma

Piazza San Silvestro 20

00187 Roma

 

Scrivo a lei con regolare affrancatura dalla Svizzera dove abito, ma invio la presente anche ad alcune associazioni filateliche di cui sono riuscito a trovare l’indirizzo internet… il tutto dal mio blog.

Mi piacerebbe scriverle tramite internet, ma non c’è nessun indirizzo.

Questa mia è per denunciare, piangendo, il folle disinteresse delle Poste Italiane verso la filatelia… ma quella spicciola, quella che fa collezionare i francobolli, quella che potrebbe interessare i bambini e i giovinetti… che cresceranno e diventeranno adulti.

Desidero raccontarle quanto mi accadde l’estate scorsa a Merano. Sono vecchio, ho sempre amato i francobolli, anche quelli italiani, e, in vacanza a Merano, desiderando spedire un paio di cartoline ad amici e parenti, vado alla posta Centrale a cercare il francobollo della 500. Trovo l’addetto all’Ufficio Filatelico assente per ferie e nessuna sostituzione. Per fortuna il carattere molto gentile ed ospitale degli altoatesini mi permette, tramite il direttore dell’Ufficio, di acquistare alcuni pezzi del francobollo.

Una parte delle mie cartoline erano però dirette in Svizzera, per cui l’affrancatura di € 0.95 è insufficiente. Bisogna aggiungere un francobollo da € 0.05. Semplicissimo… così dovrebbe essere in un normale ufficio postale… ma così non fu.

NUMERINO MERANO

Mi viene consegnato il cartellino col numero che mi dirà quando potrò essere servito, cioè quando sarà il mio turno e, al momento giusto, chiedo all’impiegato alcuni francobolli da € 0.05. Con mia grande sorpresa mi sento dire che non hanno francobolli… che posso consegnare direttamente l’oggetto da spedire e verrà stampigliato direttamente sulla corrispondenza l’importo necessario. Obbietto se verrà stampigliato sul francobollo ; la risposta è sì.

Gli dico : « In questo modo lei mi « sporca » il francobollo… che ha bisogno di un annullo postale, non di qualcosa che lo deturpi. »

Mi risponde : «Non posso fare diversamente. »

A questo punto, dal momento che una cartolina è indirizzata a un giovane fanciullo che comincia ad interessarsi alla filatelia, e, desideroso che non riceva un francobollo deturpato da parte dell’irraginevolezza (verso la filatelia) delle Poste Italiane, decido di imbucare direttamente con un’affrancatura difettosa. Lo faccio anche perché sono consapevole che non verrà fatto alcun controllo.

Questo, gentile Signora, lo scrivo perché l’esperienza mi ha dimostrato il massimo menefreghismo degli « obliteratori » delle Poste Italiane. Più volte mi sono spedito lettere imbucate in Italia e, ho potuto prendere atto che la corrispondenza non viene controllata.

La cartolina imbucata con affrancatura insufficiente, anche se dopo troppi giorni, è regolarmente arrivata… obliterata a Verona.

Non voglio tediarla troppo, però, trovo che sia un controsenso avere un ufficio postale di quelli principali che non vende francobolli ma permette all’utente di leggere un manifesto come questo :

Nell’Ufficio Principale di Merano.

Mi permetto di chiederle : « Ma che cosa raccontano dell’Italia se non ci sono?… o pretendono a tutti i costi delle sane risate ? Inoltre lo sa lei, ovvero lo sanno i suoi superiori che a Merano ci sono molti turisti, che molti sono tedeschi e che ci sono ancora in giro dei collezionisti ?

Gentile Signora, io scrivo a lei perché ho trovato di Roma il suo indirizzo e il suo nome ; spedisco questa per conoscenza ad alcune associazioni di filatelisti… perché ? potrebbe chiedermi lei.

« Perché voi di Poste Italiane state facendo morire la filatelia? Se non vendete francobolli negli uffici postali, dove volete che la gente li vada a comperare ? dal macellaio ? Certo, i tabacchini vendono francobolli, ma solo alcuni tagli. E poi, come potete voi di Poste Italiane pretendere di continuare a « vendere » (sarebbe più giusto rubare) quei pezzettini di carta se non aiutate ad usare i francobolli veri e i giovani possano vederne sulle buste ? I vecchi, sono vecchio anch’io, che ancora comprano i francobolli poco alla volta spariscono come le cabine telefoniche… e allora ? voi vi accorgerete di aver distrutto qualcosa di bello e sano.

Potrei continuare all’infinito e lei potrebbe dirmi che ogni Ufficio Postale piuttosto importante vende i francobolli. Ha ragione, ma, anche agli sportelli filatelici molti tagli di posta ordinaria non ci sono… e poi, mi dica lei, com’è possibile che da un po’ di tempo a questa parte le emissioni di Poste Italiane siano con un facciale quasi sempre di € 0.95 ?

Nel 2017, se ho contato giusto, avete emesso 39 francobolli da € 0.95 e 1 da € 1.00. Un tempo c’era una certa varietà, ora la monotonia è veramente sfiancante.

Lo so, anche per le Poste Italiane la cosa più importante è guadagnare tanti soldi senza guardare in faccia a nessuno, ma, se pensate che valga la pena continuare a far sì che esista ancora la filatelia, non solo fra i vecchietti, ma anche fra i giovani, forse bisognerà fare qualcosa… e la prima cosa da fare è munire di francobolli ogni ufficio postale e far sì che l’impiegato che si trova dietro lo sportello possa obliterare la corrispondenza (anche le raccomandata)… e sarebbe anche utile che la corrispondenza venga recapitata abbastanza presto.

Ho imbucato una lettera in provincia di Varese… dal 22 settembre è arrivata dopo 14 giorni. Ma perché dovete maltrattare così i vostri utenti ?

 

DA ZURIGO A PEGLI (Genova).

Guardi un po’ come funzionavano le cose nel 1939: Una cartolina spedita da Zurigo (Svizzera) a Pegli (Periferia di Genova) impiegò un giorno… solo un giorno… e c’era il timbro d’arrivo… perché c’era l’onestà e il desiderio di fare le cose bene.

DA LUGANO A PEGLI (Genova)

Ma non era un caso perché 3 mesi dopo, sempre una cartolina, questa volta da Lugano arrivò a Pegli in un giorno.

IL FRANCOBOLLO TIMBRATO BENE.

Lo stesso francobollo col timbro ben visibile di VERONA

IL FRANCOBOLLO DETURPATO COLL’Euro 000.05

Lo stesso con le rigacce allargate alla cartolina.

Non credo che le Poste Italiane abbiano il diritto di deturpare un francobollo. Il francobollo, non bisogna dimenticarlo è di chi l’ha comprato ; le poste hanno la possibilità di obliterarlo con un normale timbro, ma non di imbrattarlo. Una volta su un oggetto di corrispondenza, se affidato alle Poste, diventa di proprietà del destinatario. Le Poste hanno il dovere di recapitarlo. Se non sono state capaci di obliterarlo nel modo giusto, non hanno il diritto di sporcarlo… perché non è più di loro proprietà.

FRANCOBOLLO DETURPATO CON UN TRATTO DI PENNA

Un francobollo « annullato » con un tratto di penna come questo è l’equivalente di un furto. Per quanto un francobollo così possa, timbrato, valere poco o pochissimo, ha sempre un certo valore, magari anche solo affettivo, ma, con quel tratto « maleducato » di penna non vale più nulla.

Gentile Signora, potrei continuare per ore a mostrarle movimenti delle poste dove sembra proprio che manchi l’educazione e l’onestà.

Mi fermo qui, sperando che lei possa mettere in movimento CHI DI DOVERE… ma sappia che la presente, molto triste, è perché dispiace vedere un’Amministrazione postale di una Nazione che ha una bellissima storia filatelica distruggere l’operato dei predecessori.

Coi migliori saluti.

 

Alessandro Depegi

quarchedundepegi@gmail.com

 

 

Copia a :

Unione Filatelica Lombarda – Via Leopardi 3 – 20123 Milano

info@ufl1829.it

 

Unione Filatelica Subalpina – Via Asinari di Bernezzo 34 – 10146 Torino

Ketty.subalpina@gmail.com

 

CIRCOLO FILATELICO “TRES TABERNÆ ” – Piazza A. di Savoia 17, 04012 Cisterna di Latina

pmaurizio@email.it.

 

Associazione Filatelica Numismatica Scaligera – Corso Cavour 2 – 37121 Verona

veronafil@veronafil.it

 

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NON C’È PIÙ

È morto Dino Siani.

Era abbastanza famoso… ma di lui non si parlava moltissimo. Era un po’ uno come molti che aveva fatto qualcosa di speciale. Conosceva molto bene la musica e la sapeva anche suonare.

Dino Siani con Funari

E allora perché ne parlo?

Perché mi ha colpito particolarmente?

Perché fu un mio compagno di scuola. Dopo la scuola lo rividi quando suonava il piano per Maurizio Costanzo. Non avevo mai legato particolarmente con lui, ma… è morto. Non c’è più, e questo mi fa capire che fra un po’ sarà il mio turno… ma non ne parlerà nessun giornale.

Il problema non è che non ne parlerà nessun giornale… non è questo il problema… è il dover prendere atto, anche se già lo sapevo, che siamo fragili e un bel giorno, avremo bisogno di un accompagnamento:

L’ultimo accompagnatore

Bisogna prendere atto che tutto quello che abbiamo… è in prestito.

 

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Qui, in questo momento, non desidero assolutamente fare della politica.

Voglio inchinarmi alla bravura del vignettista che con due calibrate macchie di nero è stato capace di dire molto.

Da Tages Anzeiger.
“Lui è di nuovo qui”.

Sul Quotidiano zurighese c’è un lungo articolo che commenta le recenti elezioni tedesche che hanno visto un aumento del partito AFD di destra o estrema destra.

Qui, non credo faccia ridere, ho voluto, con invidia (perché mi piacerebbe tanto saper disegnare), portare queste due macchie fatte bene che dimostrano e potrebbero anche far parlare.

PREGO IL LETTORE DI NON COMMENTARE IN MODO POLITICO.

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Non va bene se la gente muore per incuria o per negligenza.

A Livorno ci son stati dei morti. Anche se fosse stato solo uno sarebbe già troppo. Pretendono di darci le previsioni del tempo per una settimana o più, e non sono capaci di prevedere con qualche ora di anticipo?

Ma lo sanno che ogni tanto piove… sanno anche che di questi tempi quando piove viene giù tanta acqua… e sanno anche che i tombini vanno ripuliti… e sanno anche che i torrenti (non i fiumi) anche se spesso e volentieri sono asciutti, quando piove devono poter convogliare l’acqua… e lo possono fare se nel frattempo hanno pulito l’alveo.

Se nell’alveo ci fossero delle lavatrici in disuso o una qualche famiglia di cinghiali come succede a Genova nel Bisagno non lo so, so solo che ci sono stati dei morti… che non avrebbero dovuto esserci… perché non è fatalità.

Questo scrissi:

https://quarchedundepegi.wordpress.com/2013/11/25/dissesto-idrogeologico/

Era nel 2013, ma il francobollo è molto più antico. Quindi si sapeva già da molto tempo dell’esistenza dei dissesti.

Ma a Roma pensano al PIL. Ma se il PIL va su o giù e la gente muore per incuria, qualcuno sarà colpevole?

Mi dispiace perché una mia “amica” di web ha parenti proprio a Livorno, ma mi dispiacerebbe lo stesso anche se non ci fosse questa amica.

CERTI MORTI SONO SOFFERENZE GRATUITE VOLUTE DA MENTI INCAPACI DI LAVORARE NEL MODO GIUSTO!

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